Inaugurata alla grandissima lo scorso 20 aprile, resterà allestita fino al 18 maggio 2024 la mostra personale della vulcanica ed eclettica artista a tutto tondo Liliana Mantione Lanaro (alias Lilian Mant) presso il pregevole contesto istituzionale del Museo Mario Rimoldi, situato nella suggestiva cornice di Cortina d’Ampezzo e considerata una realtà di portata nazionale e internazionale davvero unica e sui generis. L’esposizione racchiude e custodisce nel titolo tutta l’essenza nevralgica dell’ispirazione creativa di Lilian Mant: “Oltre onirico”. Un titolo emblematico, che mette in luce l’importanza dominante della componente concettuale sottesa e insita e della visionarietà contenutistica di concezione di matrice assolutamente pura e incondizionata, scevra e avulsa da qualunque e da qualsivoglia fattore speculativo e mercificante, nonché da ogni genere di massificazione seriale e standardizzata, essendo il suo fare creativo intriso e permeato in primis dall’elemento subliminale, da tutto ciò che supera e oltrepassa l’apparenza e si espande liberamente e affrancato da ogni pregiudizio e preconcetto imposto a monte. La dottoressa Elena Gollini ha sottolineato a riguardo: «Considero l’amica artista Liliana un’eterna sognatrice, che pur valutando e soppesando la realtà in modo concreto e pragmatico, riesce a fare un passaggio di qualità mentale interiore, trovando una personale identità espressiva e comunicativa tramite e attraverso l’arte e al contempo riuscendo a proseguire instancabile ed energica, vitale e dinamica nel proprio cammino esistenziale. Questa elevazione spirituale raggiunta mediante l’ispirazione creativa le consente di compiere in parallelo un itinerario di evoluzione e di crescita personale arricchente e costruttivo. Con il medium e lo strumento speciale dell’arte Liliana diffonde e divulga un messaggio significativo anche a livello sociale, qualificando la sua arte come socialmente utile e funzionale e facendo un ulteriore salto di notevole amplificazione comunicativa. Liliana nell’acquisita dimestichezza e destrezza strumentale e nella collaudata perizia tecnica, non dimentica mai l’emozione enorme e contagiosa del momento preciso in cui ogni opera nasce nell’ideazione progettuale e poi prende vita e si anima nella fase esecutiva e realizzativa, perché resta l’attimo catartico, che rende possibile proprio il suo soggettivo pensiero di “oltre onirico”. La sua manualità rimane evidente in ogni pennellata, anche nella dimensione di rarefazione informale e di stilizzazione informale, che diventa un simbolico codice cifrato destinato al fruitore-spettatore di riscrittura del “mondo-altro e oltre” sospesa ad infinitum per comunicare qualcosa di intimo, celato, segreto, ancora tutto da scoprire e da svelare, fino al completamento e compimento di un racconto, di un tracciato simbolista, allusivo e metaforicamente toccante, impregnato e imbevuto di memoria e di sentimento incondizionato. Si avverte fortissima da parte di Liliana la necessità urgente e improcastinabile, l’esigenza impellente e incalzante, il bisogno imprescindibile e indispensabile di mostrare il mondo nella sua vera effettiva essenza costitutiva. Quelle che crea non sono dunque semplici immagini a sé stanti, ma un corollario omogeneo concatenato da un filo conduttore di giusta causa fondante e fondamentale per la sua esperienza esistenziale oltre che artistica. Liliana crea evocazioni magicamente fluenti, che si compenetrano senza mai scalfire e affievolire la loro potenza suprema. Spazio e tempo sono sospesi, per darci la possibilità di contemplare e riflettere. Tutti gli elementi pittorici appartengono in qualche modo al nostro vissuto e possiamo farli e sentirli nostri. Liliana nella sua genuina spontaneità e naturalezza non cerca orpelli inutili e ridondanze esasperate e ci suggerisce l’urgenza umana di un sano e salutare ritorno alle origini, di una semplificazione del quotidiano, che ci consenta di ragionare saggiamente con lungimiranza di vedute e di amare, tutelare e difendere ad oltranza il dono incommensurabile, che abbiamo ricevuto: la vita stessa».
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Grande successo per la personale pittorica di Lilian Mant a Cortina
Si è aperta con ottimi consensi di riscontro la mostra personale della poliedrica e carismatica artista Liliana Mantione Lanaro (alias Lilian Mant) allestita nel cuore di Cortina d’Ampezzo, dove lei vive e crea, presso una location di eccezionale pregevolezza, un contesto istituzionale, che vanta al suo interno anche una collezione permanente di figure di grande spicco del panorama nazionale e internazionale, tra cui Morandi, De Pisis, Sironi, De Pero, Guttuso e altri illustri esponenti di fama acclarata: il Museo Mario Rimoldi. Ovviamente la scelta di questo ambiente storico così esclusivo non è casuale, in quanto la produzione di Lilian Mant si sposa e si intreccia alla perfezione e diventa un unicum in armoniosa sintonia di coesione. Il titolo designato per rappresentare l’esposizione è altrettanto pregnante di pregio e di valenza simbolica: “Oltre onirico”. Senza dubbio, diventa un motore trainante di potente afflato, di pathos e di trasporto percettivo e sensoriale per incentivare il fruitore-spettatore ad entrare appieno nella dimensione emotiva ed emozionale, che guida e sorregge il gesto pittorico e accompagna la ricerca sperimentale compiuta da questa donna-artista di intensa e profonda spiritualità introspettiva, che appartiene al suo DNA genetico, altrettanto quanto il fervido talento creativo, che la contraddistingue con la sua appassionata pulsione e vibrazione incontenibile e irrefrenabile e con una radicata dedizione e devozione, definibile a buon conto e a buon diritto come missione-vocazione al fare artistico. Nell’esprimere il proprio elogio la dottoressa Elena Gollini ha commentato: “Considero Liliana un’amica artista davvero meritevole sia sul piano del percorso, che sta sviluppando con costanza e continuità, sia sul piano umano e a livello personale, essendo dotata di grande cuore e di una bontà d’animo, che riesce a infondere e imprimere in ogni sua creazione-creatura, conferendo un plus valore aggiunto di ragguardevole rilevanza sostanziale. Liliana percorre la strada dell’arte senza mai dimenticare la visione intima e intimista e quella sfera, che tocca le corde della trascendenza, del misticismo, dell’esoterismo, andando ben oltre l’aspetto strettamente estetico e formale fine a se stesso. Liliana incede apportando quel moto dell’anima e quella componente animista, che fanno la differenza e offrono una comunicazione autentica, diretta, a largo raggio di interazione e di compartecipazione da parte di chi osserva e scandaglia l’entità precipua costitutiva di ogni opera e trova subito un canale aperto a 360° di condivisione e complicità empatica. Ecco dunque, l’immensa potenza evocativa e rievocativa, che affiora ed emerge nel tripudio e nel trionfo di una prospettiva di pensiero, che sa guardare vedere oltre e sa comprendere e intuire la funzione fondamentale della grande arte universale, che tra sogno e realtà, tra reale e immaginario, tra verità e invenzione, sposa la causa solenne e suprema dell’ego interiore e della sua preponderante esigenza di spingersi sempre più in avanti, ampliando e dilatando quel potenziale prezioso di risorse recondite spesso ancora inespresse, che vogliono invece palesarsi ed essere condivise con piena coerenza e consapevolezza di pensiero-azione”. La mostra è visitabile in loco fino al 18 maggio 2024 con ingresso libero.
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Le Memorabilia di Memo Fornasari a Vigevano

Le Memorabilia di Memo Fornasari a Vigevano
Le Memorabilia di Memo Fornasari presentate al Museo Civico “C. Ottone” di Vigevano. L’inaugurazione si terrà sabato 4 maggio alle ore 17.00. Saranno esposte una trentina di opere fra le più significative appartenenti ai due cicli principali – “Galassie” e “Radiografie del colore” – realizzate dal poliedrico artista Domenico Memo Fornasari (Mantova 1910 – Verona 1982). La mostra, che gode del patrocinio del Comune di Vigevano, si protrarrà fino al 30 maggio 2024.
Così il curatore Carlo Micheli:
“Domenico Fornasari è pittore vero che paga, in egual misura, il proprio eclettismo artistico e una critica inadeguata. Una duttilità, la sua, distraente che lo porta ora sulla strada del cinema, ora nel mondo della progettazione; una critica che innanzi al suo fare brancola tra narcisistici sproloqui e inutili definizioni delle sue galassie, incapace di proporre un accostamento che ne faccia emergere le affinità con i grandi del suo tempo.Eppure quelle sue forme futuribili dicono di una pittura colta, d’avanguardia, attenta allo spazialismo di Fontana, ma anche a Vedova, Turcato, Corpora. Questa mostra intende indurre ad una riflessione sui valori artistici di Fornasari, non tanto per rivendicare primati o anticipazioni, bensì per affermare come l’artista mantovano fosse li, tra i grandi, nel momento giusto, in quegli anni ’50 e ’60 in cui fiorirono i più grandi nomi dell’Arte Contemporanea.
Nel 1973 dalle pagine del “Resto del Carlino” Marino Mercuri poneva un problema fondamentale: “Fornasari – bisogna dire – non è stato scoperto: le sue stagioni artistiche non sono agevolmente afferrabili per una giusta, più attendibile interpretazione. (…) Uscì dalla legione di seguaci del Futurismo con svolte incredibili che non furono segnalate dalla critica. E ancora “Ma come va visto il Fornasari rispetto a pittori come Adami, Pozzati, Pistoletto, Schifano?”. Dopo alcuni mesi, nel segnalare l’incontro tra Guidi e Fornasari avvenuto alla mostra che quest’ultimo tenne a Recanati, lo stesso Mercuri afferma che le poche righe scritte da Guidi (“Tanti avvenimenti artistici del secolo l’ha messi lei, nella sua opera, dominandoli con maestria”) sono da considerarsi la critica più approfondita che Fornasari potesse allora vantare.
Delle innumerevoli mostre personali tenute in tutto il mondo, non rimangono che scarni dépliant, superficiali e raffazzonati. Urge dunque un riesame approfondito dell’opera di questo artista inquieto e geniale, una rilettura che gli renda finalmente merito, collocandolo tra i protagonisti della sua epoca.
Questo è quanto si è cercato di fare con la mostra ospitata negli spazi del Museo Civico di Vigevano grazie alla collaborazione dei nipoti Tiziano, Vanni, Roberta e Lorella”.
ARTISTA: Memo Fornasari
TITOLO: “Memorabilia”
TIPOLOGIA: mostra antologica
CURATORe: Carlo Micheli
INAUGURAZIONE: sabato 4 Maggio 2024
DURATA: dal 4 al 30 maggio 2024
LUOGO: Museo Civico – Pinacoteca di Vigevano
INDIRIZZO: Piazza Ducale 20
ENTE PATROCINATORE: Comune di Vigevano
INFO: [email protected] – 0381693952
ORARI: mart–ven 14.00/17.30 – sab e dom 10.00/18.00 – lunedì chiuso -
Un meritato encomio per la personale pittorica a Pietrasanta di DRO
All’interno del contesto della NAG Art Gallery a Pietrasanta fino al 30 aprile 2024, è possibile ammirare una mostra pittorica dedicata interamente alla produzione di Ornella De Rosa (conosciuta con lo pseudonimo di DRO) nella quale emergono appieno le virtuose doti e risorse che possiede questa speciale esponente del panorama artistico attuale, definita come la “pittrice delle donne e per le donne” dalla dottoressa Elena Gollini, che ha sottolineato: “I cosiddetti paesaggi femminili e al femminile realizzati da Ornella presentano stadi e step sempre originali e differenziati, che incuriosiscono al primo sguardo trasferendo la percezione visiva e la sensazione recettiva dello spettatore-fruitore direttamente dentro allo scenario. Non mancano mai anche richiami e rimandi subliminali di tipo simbolico e metaforico, come imprinting di fondo, per arricchire la parafrasi dialettica e semantica ed enfatizzare l’intera impaginazione formale e sostanziale. Le raffigurazioni di Ornella sanno dirigere, orientare e canalizzare la propria energia vitale, il proprio carisma elegante e ricercato e si propongono con una loro intrinseca determinazione e intraprendenza, mostrando una sicurezza acquisita e consolidata e andando incontro alla vita con caparbietà, proprio come sa fare Ornella nella sua dimensione esistenziale quotidiana, evidenziando le componenti caratteriali e le connotazioni della personalità, che sono racchiuse nel suo essere creativo e nella sua essenza femminile. Ogni opera sprigiona infatti, una sensazione di carattere forte, di fermezza mentale, di tempra spirituale, di fortezza d’animo, di quella sfaccettatura psichica e psicologica penetrante e permeante, che catalizza l’attenzione con sua dente ammaliante appeal. Ogni quadro è a sé stante e assume una sua peculiare identità, prende vita propria come entità individuale e al contempo custodisce dentro un tripudio ad intreccio perfetto. Le sfumature tonali e cromatiche abilmente e sapientemente distribuite concorrono ad arricchire la dinamica narrativa, la caricano di significato e diventano strumento indispensabile per enfatizzare la cosiddetta caratterizzazione delle rappresentazioni figurali e della loro componente animista e interiore, della loro intimità profonda, della loro intensità di spessore, che va ben oltre l’impronta fisica ed estetica e la sfera corporale e materiale. La pittura di Ornella parte dalla sua idea di cambiamento e trasformazione ed entra in sintonia armoniosa con la concezione di attualità e contemporaneità, che è in costante e continua evoluzione e progressione di avanzamento. Questa concezione traslata in pittura da Ornella è sinonimo di incalzante vitalità e si pone in bilico tra realtà e immaginario fantastico, rispecchiando e riflettendo al meglio la sua frizzante e spumeggiante verve di donna-artista sempre sul pezzo e sempre un passo avanti”.
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Si conferma il successo per l’artista Ornella De Rosa (DRO) in mostra personale a Pietrasanta
Allestita fino al 30 aprile 2024 a Pietrasanta, la mostra pittorica personale della poliedrica artista Ornella De Rosa (alias DRO) ne conferma il successo conquistato con grande energia creativa di ispirazione. La location ospitante è NAG Art Gallery, nel cuore del rinomato paese toscano, che da sempre vede in primo piano la promozione artistico-culturale a tutto tondo, ospitando eventi e iniziative ad alto livello, com’è la mostra di DRO. Per questa importante occasione espositiva è stato scelto un circuito di opere mirato, per fungere da simbolica carrellata rappresentativa di una produzione davvero variegata, frutto dello spirito camaleontico e trasformista di una donna-artista, che ha fatto dell’arte la sua più alta modalità di espressione comunicativa e che ha trovato nel fare arte un proprio caratterizzante modus per manifestare al meglio una cifra stilistica sempre sorprendente, che non si basa su cliché statici e monotoni e tanto meno su strutture e palinsesti emulativi, ma vuole imporre una propria orma, una traccia indelebile e duratura, che ne dimostra la potenza assodata e radicata. A riguardo si è pronunciata la dottoressa Elena Gollini, che ha tenuto a rimarcare alcuni concetti di fondamento nella poetica visionaria di matrice figurativa, che la contraddistingue e la rende qualitativamente subito riconoscibile e inconfondibile nelle componenti basiche primarie. In particolare la dottoressa Gollini ha commentato: “I miei complimenti per questo nuovo meritato successo espositivo rivolgo in primis alla cara amica artista DRO, che ha una innata finezza di pensiero visivo e percettivo, dominando in maniera egregia la tecnica del disegno figurale ed evidenziando il tema designato tramite dettagli e particolari di ineccepibile proiezione. DRO approfondisce ogni senso e dimensione e spazio-temporale e prospettica, utilizzando il colore e l’elemento cromatico-tonale con impeccabile equilibrio e misura, controllando il gesto pittorico, incidendo e cesellando le emozioni, mettendo a fuoco il pathos di trasporto senza mai fare prevalere l’istinto irrazionale, per avere una resa narrativa garantita. Fa uso del riferimento alla realtà e alla scena realistica per raccontare storie, integrando anche fantasia e immaginazione per rafforzare la presa di impatto verso il fruitore-spettatore in modo ancora più incisivo e sferzante. Le idee sceniche e scenografiche e i soggetti scelti a puntino fanno parte di una ricerca puntuale e compiuta e vengono corredati da tratti e aspetti di contorno per consentire una descrizione diretta e di immediata percezione visiva. Le immagini contengono anche una loro allure volutamente allusiva sottesa e insita nell’insieme dell’orchestrazione, che le rende al contempo intriganti, accattivanti, affascinanti e glamour, chic e di classe in un mix esplosivo tra figurazione e colore. Questa ricerca appartiene alla sua personale sfera realistica, che è anche multitasking e multidisciplinare, padroneggiando tecniche e discipline con indiscussa maestria e perizia”.
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Il cosmopolitismo pittorico di Donatella Violi approda in Francia
Inaugurata con grandi consensi di apprezzamento lo scorso 30 marzo e allestita fino al 30 maggio 2024, la mostra pittorica personale “Anemos” della poliedrica Donatella Violi merita senza dubbio un occhio di riguardo, sia per la qualità indiscussa della produzione esposta, che ne mette in risalto la consolidata padronanza artistica, nonché la radicata maturità di concezione creativa acquisita con certosino studio e meticolosa sperimentazione, sia per la rilevanza internazionale del contesto ospitante, che si trova nel cuore della Francia, precisamente presso il Besharat Gallery & Museum, che vanta davvero un cosiddetto curriculum vitae di tutto rispetto. La struttura originaria risale a 150 anni fa ed era adibita ad hotel con una clientela di notevole caratura. Tra gli ospiti famosi, che vi hanno soggiornato è annoverata anche la Regina Elisabetta, immortale Queen, simbolo senza tempo di regalità, che ha dormito in loco prima ancora di convogliare a nozze con il principe Filippo. L’esposizione pittorica della Violi si fonde in modo impeccabile con l’ambiente e trova una sinergia speciale. Infatti, tra le 11 lussuose suite realizzate dalla proprietà attuale, una accoglie in maniera permanente un circuito di suoi quadri. Inoltre, anche nel medesimo contesto ad Atlanta, sono conservate sue opere, sempre con esposizione permanente. A suffragare il pregevole operato creativo della Violi è intervenuta la dottoressa Elena Gollini commentando: “Questa mostra è una pietra miliare di fondamento nel percorso di Donatella, che certamente rafforza le sue autorevoli credenziali e ne conferma la portata di ideale cosmopolita, che sorregge il suo intento comunicativo. La sua versatilità di pensiero funge da motore trainante efficace e incisivo in funzione del suo appassionato spirito di condivisione e di interazione. Infatti, per Donatella fare arte significa in primis poter coinvolgere in modo attivo e compartecipe il fruitore-spettatore e poter instaurare e intavolare una formula di scambio e di confronto, all’insegna del dialogo libero e aperto, che si rende un canale portentoso per diffondere e divulgare messaggi e contenuti di sostanziale profondità. Ecco, perché l’arte di Donatella non è mai concepita soltanto come un esercizio di destrezza formale ed estetica a se stante fine a se stesso, ma è invece canalizzata e orientata a utilizzare il medium del linguaggio universale della pittura per andare oltre l’apparenza e individuare un’essenza intrinseca insita e sottesa pregnante di significato. Arte da vivere e arte da amare e da fare amare: questo è il motto cardine, che si sprigiona dalla sua fervida passione artistica e dalla sua indomita forza ispiratrice. E allora, ad maiora semper, cara Donatella, e avanti tutta alla grande!“.
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Donatella Violi protagonista in mostra con la sua arte pittorica
L’artista reggiana Donatella Violi è protagonista in mostra personale dal titolo poeticamente evocativo “Anemos” all’interno del prestigioso contesto del Besharat Gallery & Museum. L’esposizione, che raccoglie una variegata produzione di 20 quadri, è stata inaugurata con successo il 30 marzo scorso alla presenza della talentuosa pittrice e resterà allestita in loco fino al 30 maggio 2024. La location ospitante è davvero molto prestigiosa anche per la sua particolare componente storica di pregio, in quanto creata 150 anni fa come hotel lussuoso, che a suo tempo ha visto tra i clienti illustri figure e personaggi di grande spicco e di fama acclarata, come la mitica iconica Regina Elisabetta, The Queen per antonomasia, che vi ha soggiornato durante uno dei suoi viaggi. L’attuale proprietà ha appositamente trasformato l’ambiente ricavando 11 suite, tra le quali una è proprio dedicata a Donatella Violi e alla sua arte, con alcune opere presenti in esposizione permanente. Questo contesto davvero unico ed esclusivo consente di vivere l’arte a 360 gradi, in quanto è possibile visitarlo ma anche volendo soggiornare al suo interno e godere appieno delle meraviglie in esso racchiuse e custodite. La Violi ha potuto collocare alcune sue opere anche nel contesto del Besharat Gallery & Museum di Atlanta, confermando la portata cosmopolita della sua proiezione creativa. Nel commentare il positivo percorso compiuto dalla Violi, la dottoressa Elena Gollini ha voluto manifestare un sincero apprezzamento al riguardo, soffermandosi su alcune riflessioni di approfondimento: “Sono sinceramente ammirata dall’intraprendenza di quest’artista, che stimo anche come donna oltre che come pittrice di valore. Credo, che la sua produzione venga armonizzata al meglio dentro questa ambientazione così sui generis. Mi ha colpito anche la scelta dell’opera testimonial, che trovo davvero impattante nella sua poetica di suggestione visionaria e nella sua dinamica energia vitale. Penso, che Donatella abbia un afflato potente a livello espressivo supportato da una prospettiva fantasiosa guizzante e da un incalzante slancio di inventiva scenica e narrativa, stimolato dall’immaginario percettivo e sensoriale vibrante e pulsante. Questi fattori in perfetta commistione di equilibrio contribuiscono a fornire gli strumenti più adatti e congeniali a sviluppare tutto quanto l’apparato creativo e ad accentuare il potenziale di ispirazione, che possiede nel suo DNA genetico di artista con la A maiuscola“.
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DRO protagonista in mostra personale a Pietrasanta
Si preannuncia in grande stile la mostra pittorica personale, che vede protagonista il raffinato e ricercato virtuosismo creativo di Ornella De Rosa (alias DRO) all’interno del contesto della NAG Art Gallery a Pietrasanta. Il vernissage inaugurale è fissato per sabato 6 aprile 2024, ore 18.30. L’esposizione resterà allestita in loco fino al 30 aprile 2024. È stato designato un circuito mirato di 16 quadri realizzati da DRO con impronta di inconfondibile cifra distintiva, di matrice figurativa declinata in chiave moderna e contemporanea e “contaminata” da elementi e componenti di peculiare ed esclusiva connotazione inedita. Ogni opera ha una propria unicità caratteristica originale, ha una propria vita come entità a sé stante e si rende autonoma e indipendente, ma al contempo si armonizza e si fonde in maniera omogenea con le altre, acquistando un equilibrio d’insieme molto bilanciato. DRO possiede la capacità di infondere nei quadri una luce radiosa, di trasmettere un senso di uniformità ordinata ed elegante, ma al tempo stesso intrisa di pathos e trasporto. Il suo modus pingendi rispetta e mantiene la visione tradizionale realistica, ma delinea anche delle variazioni accattivanti, si mescola in commistione con espedienti da spettacolare coup de théâtre, per attribuire al costrutto quella potenza trionfale, che conquista e cattura da subito senza riserve lo spettatore. DRO appartiene a buon conto e a buon diritto al panorama contemporaneo di valore e di merito per l’indiscussa bravura e destrezza strumentale, ma riveste anche una funzione parimenti saliente riguardo la missione di sensibilizzazione del ruolo femminile sia come portavoce diretta da donna-artista sia come artefice in diretta, conferendo all’universo-donna una considerazione primaria e prioritaria nella sua eminente centralità nevralgica. Senza dubbio, DRO con le sue favolose rievocazioni suscita pensieri e riflessioni, che vanno oltre la semplice apparenza formale ed estetica e ricerca invece una opzione di dialogo interattivo, per incitare ed esortare le donne a fare squadra e restare unite e per rivendicare questa volontà di comunione di intenti e di intenzioni da conservare e coltivare al motto di “l’unione fa la forza!”.
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Prestigiosa mostra personale della pittrice DRO a Pietrasanta
Ornella De Rosa (alias DRO) si cimenta con dinamica intraprendenza in una nuova stimolante “sfida espositiva” con una prestigiosa mostra personale allestita a Pietrasanta presso NAG Art Gallery. L’opening di apertura ufficiale è previsto per sabato 6 aprile 2024 alle ore 18.30. Le opere pittoriche di DRO resteranno esposte in loco fino al 30 aprile 2024. Si tratta di un circuito di quadri, che rappresentano una simbolica testimonianza del suo variegato e animato mondo evocativo figurale, dove la figura femminile resta sempre al centro della narrazione come protagonista preferita, ruotando attorno ad orchestrazioni di impeccabile sintesi descrittiva, facendo leva su una progettualità ideativa sempre ponderata e studiata nel dettaglio e nel particolare scenico di migliore resa e ottimale impatto di insieme. Si conferma dunque per DRO una situazione di interessante prospettiva, essendo Pietrasanta un contesto molto affermato e apprezzato a livello artistico e culturale. La dottoressa Elena Gollini nel formulare i propri complimenti simbolici per questa rilevante occasione espositiva tutta dedicata ad esaltare le qualificanti doti e risorse creative di DRO ha dichiarato: «DRO è sempre guizzante nella sua ispirazione. Stupisce e sorprende nella sua energica e briosa vitalità artistica. La sua arte pittorica racchiude un’incontenibile e irrefrenabile voglia esplosiva di lasciarsi andare alla pittura anche come portentoso sfogo emozionale, fungendo da strumento di beneficio mentale e spirituale. Ecco, perché osservando le opere di DRO non si può restare impassibili e indifferenti, ma si viene pervasi da una pulsione coinvolgente e penetrante. Ogni immagine raffigurata contiene quel moto dell’anima speciale, che incita DRO nel suo incalzante bisogno espressivo e nella sua prorompente esigenza comunicativa, che viene sprigionata e si propaga. Ogni occasione, che le si prospetta dinanzi viene sempre sfruttata per dimostrare a se stessa in primis la propria appassionata vocazione. Diventa un modo per sentirsi spronata a proseguire sempre con nuovi traguardi da raggiungere ad alto livello. Sempre meritevole di encomio DRO, instancabile “guerriera dell’arte” si conferma e si riconferma nel suo talento vincente e nelle sue motivazioni di incipit che la guidano e la sorreggono con grande forza propulsiva».
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se il paesaggio è simbolico
Dopo il grande successo di pubblico e di critica del settore, se il paesaggio è simbolico, mostra collettiva che si è tenuta presso Boccanera Gallery Milano dal 26 gennaio all’11 marzo 2023, si trasferisce presso la sede trentina dal 12 maggio al 30 giugno 2023.
L’esposizione è stata ideata dall’artista Linda Carrara, che da anni collabora con Boccanera Gallery e che ha deciso di aprire il suo solo show al dialogo con altri artisti, da lei ritenuti affini alla sua ricerca poetica, nonché al suo modo di lavorare, di agire e di pensare.
“Mi piace l’idea che l’invito a esporre in una mostra personale si sia trasformato in un progetto collettivo, che, al pari delle avanguardie storiche, ha creato una sorta di corrente, avvicinando artisti che condividono gli stessi intenti espressivi.” – spiega la gallerista Giorgia Lucchi Boccanera.
L’esposizione sarà arricchita da recenti opere di più grandi dimensioni degli artisti Linda Carrara, Giuseppe Adamo, Lorenzo Di Lucido, Silvia Giordani, Vera Portatadino e Fabio Roncato, che trovano il loro spazio naturale nelle ampie stanze della galleria trentina.
“Mi chiedo qual è oggi il segreto del paesaggio e come l’artista è incline a vederlo, dopo che per secoli è stato l’elemento sublime dell’arte, la materia magica e simbolica di un luogo paradisiaco, dopo che ha dato vita allo stupore per la natura e per la sua bellezza. Me lo chiedo ripetutamente e da tempo vedo nella materia della natura, nell’immersione in essa e negli eventi della sua creazione una risposta e un interesse condiviso. Non più il paesaggio osservato, il paesaggio dell’orizzonte che si staglia di fronte a noi. Non più l’orizzontalità che ci pone al di fuori come osservatori della scena, ma l’immersione totale nel paesaggio stesso, il nostro esserne parte come molecole della stessa materia. Diviene così la vertigine del paesaggio, la sua verticalità che ci pone dentro e alla pari, o meglio come figli stessi della natura, carne della sua carne, posti nel suo ventre e dalla cui materia l’uomo trae vita e beneficio.”
Queste le parole di Linda Carrara che spiegano anche la scelta del titolo della mostra, da lei ideato e voluto, se il paesaggio è simbolico.
SE IL PAESAGGIO È SIMBOLICO
13 maggio — 30 giugno 2023
Opening venerdì 12 maggio, ore 18 — 20
Boccanera Gallery Trento Via Alto Adige 176 Trento
info: [email protected]
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ART AS EXPERIENCE: BOCCANERA’S TALKS & GROUP EXHIBITION
Nelle prossime settimane presso Boccanera Gallery Milano non si respirerà solo arte.
Negli spazi milanesi la gallerista Giorgia Lucchi Boccanera festeggia i suoi primi sedici anni di attività con una mostra collettiva Art as experience che verrà inaugurata il 18 maggio e che ospiterà le opere di alcuni artisti con i quali la stessa gallerista ha collaborato nel corso dei primi anni della sua carriera.
Dal 24 maggio fino al 7 giugno per tre mercoledì consecutivi l’arte incontrerà psicologia, diritto e letteratura all’interno di tre talk con ospiti d’eccellenza.
Chi visiterà la galleria avrà l’occasione di apprezzare i lavori di Linda Carrara, Nebojša Despotović,Christian Fogarolli, Walker Keith Jernigan, Michele Lombardelli, Richard Loskot, Marcos Lutyens, Elena Monzo e Vlad Nanca.
Le opere scelte sapranno accompagnare visivamente gli argomenti dei tre talk, dove l’arte diventerà anche un veicolo per parlare di sè, per comunicare ed esprimere le proprie emozioni e il proprio modo di essere.
Il dibattito verterà su:
– arte e disagio psichiatrico con la Fondazione Wurmkos onlus nella persona del suo fondatore Pasquale Campanella (mercoledì 24 maggio);
– arte e libertà grazie alla partecipazione della giurista Daria de Pretis, giudice della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana e vicepresidente da gennaio 2022 (mercoledì 31 maggio);
– arte e letteratura con la presentazione in anteprima dell’ultimo volume del progetto editoriale Ultima a cura di Tommaso Di Dio, dedicato per la prima volta all’arte visiva. Interverranno l’autore Tommaso Di Dio, il fotografo Flavio Pescatori e l’artista Linda Carrara (mercoledì 7 giugno).
“Da tempo accarezzavo l’idea di ricreare un ambiente dove riunire una comunità di amanti della cultura, dove conversare non solo d’arte, ma anche di argomenti legati all’attualità culturale e sociale. La galleria può diventare un luogo informale dove avvicinare un pubblico più vasto e dove l’arte diventa un veicolo di incontro, confronto e dibattito con specialisti di vario livello, provenienti da diverse realtà per soddisfare le curiosità e gli interessi più diversi.”- così la direttrice di Boccanera Gallery spiega la genesi del progetto.
ART AS EXPERIENCE:
BOCCANERA’S TALKS & GROUP EXHIBITION
19 maggio — 30 giugno 2023
Opening giovedì 18 maggio, ore 17 — 21
Talks 24 maggio — 31 maggio — 7 giugno | 18 — 20
Boccanera Gallery Milano Via Ventura 6 Milano
info: [email protected] -
Federica Aiello Pini “… del sogno un ponte”

Di tutto restano tre cose:
la certezza che stiamo sempre iniziando,
la certezza che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione, un nuovo cammino,
della caduta un passo di danza,
della paura una scala,
del sogno un ponte,
del bisogno un incontroFernando Sabino
Dopo numerose partecipazioni a mostre e premi in Italia e nel resto d’Europa, Federica Aiello Pini ha vissuto per un lungo periodo a Panama, luogo che ha inevitabilmente segnato il suo percorso artistico, maturando in lei una cifra stilistica che si rifà a quei luoghi incantati, fatta di segni e colori intensi, alternati a delicati accostamenti condotti sul filo della memoria. “… del sogno un ponte” Il titolo della mostra personale che l’artista propone alla Casa di Rigoletto di Mantova, per la cura di Carlo Micheli, è tratto da una poesia dello scrittore sudamericano Fernando Sabino.
Vi sono artisti “bigami” per i quali l’arte e la vita reale non devono mai incontrarsi, come moglie ed amante; altri, i “monotoni”, che pretendono di fare assurgere la propria quotidianità ad esperienza artistica; oppure i “mistici”, talmente propagginati nella propria ricerca, da ignorare gli eventi circostanti; infine ci sono i “sensitivi”, artisti dotati di raffinati sensori, capaci di una costante e arricchente contaminazione tra testa e cuore, tra intuizione e razionalità, tra poesia e vita vissuta.
Al novero di questi ultimi appartiene Federica, che ritrovo a distanza di alcuni anni, di tante esperienze, persino di qualche continente e riannuso la sua profonda sensibilità, mutata ma intatta. Più matura concettualmente, più misurata nella gestualità, più attenta alle sfumature, ma sempre lieve, elegante ed eterea nel porsi, quanto rigorosa e intransigente sul piano artistico.
Si resta rapiti dalle atmosfere esotiche dei suoi dittici/trittici, dai quali emana un’idea romantica di biodiversità, ma che sanno emergere dalla sterilità del dire, per indicare come il gesto artistico possa divenire azione e proposizione.
Un’elaborazione del vissuto che si fa immagine, mai mimetica ma spirituale, camminando leggera sul filo di ricordi affievoliti dal presente.
Ci osservano dalla tela Penelopi determinate -reminiscenze della parentesi panamense- donne dell’etnia Kuna che costruiscono, nodo dopo nodo, la propria emancipazione attraverso i saperi antichi della tessitura delle molas. Un lavoro frutto di tradizioni secolari immutabili, erette a protezione dell’identità culturale di quel popolo, ma al tempo stesso motivo di conoscenza e autodeterminazione. Il valore simbolico di queste opere è sottolineato dal progressivo sfaldarsi delle figure, a vantaggio di una realizzazione più indefinita, quasi astratta, un elogio della conoscenza come unico vero strumento di libertà e crescita.
Nella serie dei baci, invece, l’artista ci proietta in una dimensione utopica, dove avviene la perfetta fusione tra i dualismi, tra materiale e spirituale, tra luce e ombra, così come sempre accade nel complesso della sua arte, costantemente in equilibrio sul crinale incerto che separa pretestuosamente realismo e astrazione.
E per finire i collages, strappi col e dal passato, brandelli di opere lontane ma non totalmente sacrificabili, che velano, svelano, rivelano… Lacerti di pelle a risarcire ferite, a mitigare eccessi luminescenti, a sottolineare momenti cruciali. Inclusioni nel recente fare di Federica, dosate col rispetto dovuto al vissuto, ma con lo sguardo rivolto al sarà, col cuore gettato oltre l’ostacolo, oltre la temporalità percepita.
Carlo Michelititolo: … del sogno un ponte
artista: Federica Aiello Pini
categoria: Mostra personale
curatela: Carlo Micheli
periodo: dal 7 al 25 aprile 2023
inaugurazione: venerdì 7 aprile ore 18.30
sede: Casa di Rigoletto
indirizzo: Piazza Sordello 23 – Mantova
patrocinio: Comune di Mantova
orari: tutti i giorni dalle 09:00 alle 18:00Ingresso libero
info: [email protected] – 0376 288208 – [email protected]
grafica e comunicazione: MetAlternativa
mediapartner: Frattura Scomposta contemporary art magazine -
Artisti in mostra a Palazzo Riozzi
Esposti a Palazzo Riozzi gli oggetti di fine design realizzati da “Wonder Wood Lab” di Fabio Martella, accompagnati dalle preziose opere del pittore Marco Baldassari.
Se il racconto di un territorio passa attraverso la sua storia e il suo prezioso artigianato, non potete mancare all’esposizione d’arte all’interno dell’evento “Natale a Cori Valle”. L’ otto e il diciotto dicembre all’interno dello storico Palazzo Riozzi-Fasanella, organizzato dai commercianti di Cori Valle in collaborazione con il Comune.
In mostra le opere dello storico artista corese Pietro Nazzari, scomparso da pochi anni, curate dalla figlia. Mentre nella sala esterna laterale del palazzo saranno esposti gli oggetti di fine design realizzati da “Wonder Wood Lab” di Fabio Martella, accompagnati dalle preziose opere del pittore Marco Baldassari.
Oltre alle mostre a Palazzo Riozzi il centro cittadino vi accoglierà con piacevoli spettacoli, kermesse musicali, dimostrazioni e vendita di prodotti locali.
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Memo Fornasari – Memorabilia a Fontanellato

Le forme futuribili e la pittura colta di Memo Fornasari
in Rocca Sanvitale a Fontanellato (PR)
dal 29 aprile all’11 giugno 2022Tra realtà ed astrazione. Tra radiografie come ali di farfalla e galassie multiformi. Geometrie e composizioni.
Da vedere alla Rocca Sanvitale di Fontanellato (19 km da Parma) in Emilia MEMORABILIA – MEMO FORNASARI dal 29 aprile all’11 giugno la mostra con le opere scelte dell’artista mantovano. La ospitano le sale a piano terra del maniero, proprio a pochi passi dallo straordinario affresco del Parmigianino nella Saletta di Diana e Atteone.
Sede del circuito Castelli del Ducato, l’elegante Rocca di Fontanellato ospita MEMORABILIA. la mostra curata da Carlo Micheli e patrocinata dal Comune di Fontanellato è allestita all’interno del percorso di visita del Museo Rocca Sanvitale. Un evento Selezionato da Cooperativa Parmigianino nell’ambito del progetto 2022 di gestione della roccaforte.
Memo Fornasari (Mantova 2 dicembre 1910 – Verona 11 ottobre 1982) esteta e stilista della forma, è anche noto come “il pittore delle stelle” e come il designer degli “Oggetti Forma” in peltro che, unitamente alle composizioni strutturali in metallo, gli sono valsi vari premi internazionali.“Siamo davvero lieti di ospitare la mostra di Memo Fornasari in Rocca Sanvitale dando continuità ad un interessante cammino, già avviato in questi anni, dedicato all’arte contemporanea con esposizioni personali ed antologiche – spiegano il direttore del Museo Rocca Sanvitale Pier Luca Bertè con le referenti in Castello Chiara Mulattieri e Cinzia Comelli – La mostra è un ulteriore arricchimento del percorso di visita classico all’interno del Museo”.
Così il curatore della mostra Carlo Micheli:
Domenico Fornasari è pittore vero che paga, in egual misura, il proprio eclettismo artistico e una critica inadeguata. Una duttilità, la sua, distraente che lo porta ora sulla strada del cinema, ora nel mondo della progettazione; una critica che innanzi al suo fare brancola tra narcisistici sproloqui e inutili definizioni delle sue galassie, incapace di proporre un accostamento che ne faccia emergere le affinità con i grandi del suo tempo.
Eppure quelle sue forme futuribili dicono di una pittura colta, d’avanguardia, attenta allo spazialismo di Fontana, ma anche a Vedova, Turcato, Corpora. Questa mostra intende indurre ad una riflessione sui valori artistici di Fornasari, non tanto per rivendicare primati o anticipazioni, bensì per affermare come l’artista mantovano fosse li, tra i grandi, nel momento giusto, in quegli anni ‘50 e ‘60 in cui fiorirono i più grandi nomi dell’Arte Contemporanea.
Nel 1973 dalle pagine del “Resto del Carlino” Marino Mercuri poneva un problema fondamentale: “Fornasari –bisogna dire- non è stato scoperto: le sue stagioni artistiche non sono agevolmente afferrabili per una giusta, più attendibile interpretazione. (…) Uscì dalla legione di seguaci del Futurismo con svolte incredibili che non furono segnalate dalla critica. E ancora “Ma come va visto il Fornasari rispetto a pittori come Adami, Pozzati, Pistoletto, Schifano?”. Dopo alcuni mesi, nel segnalare l’incontro tra Guidi e Fornasari avvenuto alla mostra che quest’ultimo tenne a Recanati, lo stesso Mercuri afferma che le poche righe scritte da Guidi (“Tanti avvenimenti artistici del secolo l’ha messi lei, nella sua opera, dominandoli con maestria”) sono da considerarsi la critica più approfondita che Fornasari potesse allora vantare.
Delle innumerevoli mostre personali tenute in tutto il mondo, non rimangono che scarni dépliant, superficiali e raffazzonati. Urge dunque un riesame approfondito dell’opera di questo artista inquieto e geniale, una rilettura che gli renda finalmente merito, collocandolo tra i protagonisti della sua epoca.titolo: Memorabilia
artista: Memo Fornasari
categoria: Mostra antologica
curatela: Carlo Micheli
durata: 29 aprile – 11 giugno 2022
inaugurazione: venerdì 29 aprile ore 17.00
sede: Rocca Sanvitale
indirizzo: Piazza Giacomo Matteotti, 43012 Fontanellato PR
patrocinio: Comune di Fontanellato
organizzazione: Cooperativa Parmigianinoorari: lun. mer. giov. ven. e sab. visite alle ore 10.15 – 11.45 – 14.45 – 16.15
dom. e festivi biglietteria aperta con orario 10.00 – 12.15 e 14.00 – 16.15
chiuso il martedì (aperta su prenotazione per gruppi di almeno 20 persone)l’accesso alla mostra è consentito solo nell’ambito delle visite guidate alla Rocca, con partenze scaglionate ogni 30 minuti circa.
biglietti: intero: € 10,00 – ridotto (da anni 6 a anni 16): € 5,00
ridotto con Passaporto Card del Ducato: € 9,00
gratuito bambini sotto i 6 anni, disabili e residenti (massimo 2 pax per turno)info: [email protected] – tel 0521829055 – www.fontanellato.org
realizzazioni grafiche e comunicazione: MetAlternativa
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“EMOZIONI A COLORI”: La mostra della Croce Rossa Italiana del comitato di Bergamo arriva da Domitys Quarto Verde
Per tutto il mese di aprile, i quadri realizzati da ragazzi e adulti con disabilità del progetto “Sabato Insieme” della Croce Rossa Italiana Comitato di Bergamo coloreranno le pareti di Domitys Quarto Verde, nel cuore della città.
Dal 1° al 30 aprile 2022
Domitys Quarto Verde
Via Pinamonte da Brembate, 5 – BergamoIngresso gratuito
L’amore per l’arte e per la condivisione guida le numerose attività che Domitys Quarto Verde, la prima struttura in Italia interamente dedicata agli “over” attivi, continua a proporre nel cuore di Bergamo.
Dal 1° aprile al 30 aprile, la struttura è pronta a ospitare la mostra “Emozioni a colori” di Croce Rossa Italiana del Comitato di Bergamo, con venticinque quadri, vere e proprie esplosioni di colori e intensità espressiva, realizzati da ragazzi e adulti con disabilità nell’ambito del progetto “Sabato Insieme”.
Nato grazie ai volontari della Croce Rossa Italiana del Comitato di Bergamo, “Sabato Insieme” accoglie Amici di tutte le età con diverse forme di disabilità e organizza per loro attività ludiche, laboratori creativi, laboratori di musica e uscite nel territorio locale. Un progetto nel segno dell’inclusione, aperto a tutte le persone con disabilità.
La mostra “Emozioni a colori”, che sarà inaugurata sabato 2 aprile alle ore 10.30, sarà l’occasione per esplorare le infinite modalità con cui la creatività può esprimersi attraverso l’arte: un viaggio alla scoperta dell’essenza delle persone, in cui promuovere la cultura viaggia di pari passo alla valorizzazione del singolo individuo e della sua specificità. E, tra le opere esposte, anche “Gli Amici di Sabato Insieme”, il quadro vincitore del concorso di pittura “Antonio Fanzaga” dei Giochi di LibErtà 2021.
«Da sempre promuoviamo l’arte come occasione di arricchimento personale, ma soprattutto come una preziosa opportunità di scambio, di scoperta e di apertura. Per questo siamo felici ed entusiasti di collaborare con la Croce Rossa Italiana del comitato di Bergamo e con questo suo meraviglioso progetto, dando spazio, all’interno della nostra struttura, alla creatività degli Amici di “Sabato Insieme” che amano sperimentare e raccontarci la loro visione del mondo attraverso opere così significative» commenta Orietta Coppi, direttrice di Domitys Quarto Verde.
«”Sabato Insieme” è un progetto di accoglienza per persone fragili portato avanti da più di 15 anni dalla Croce Rossa Italiana Comitato di Bergamo. Si tratta di persone con diverse disabilità per tipologia e grado, ma tutte accomunate dal fatto di essere i nostri “Amici”. Laboratori creativi, attività ludiche, uscite sul territorio, sono alcune delle attività del nostro progetto. È durante un laboratorio creativo di pittura che, visto l’entusiasmo dei nostri “Amici”, abbiamo deciso di concorrere con un’opera collettiva ad un concorso d’arte. Insieme abbiamo partecipato al Concorso di pittura “Antonio Fanzaga”, promosso dal Sindacato Pensionati Italiani nell’ambito della manifestazione “Giochi di liberETA’”, con la nostra opera: “Gli Amici di Sabato Insieme”. Ed abbiamo vinto il Premio Eccellenza. – Racconta Stefania Gelmi, delegata Area Inclusione Sociale Croce Rossa Italiana del comitato di Bergamo. – Ora con orgoglio presentiamo le tante nuove opere realizzate quest’anno dai nostri “Amici” in questa Mostra dal titolo “Emozioni a Colori”, testimonianza della creatività dei nostri ragazzi e dell’impegno dei Volontari e Soci della Croce Rossa. Un ringraziamento particolare va a Domitys Quarto Verde per la grande disponibilità offerta per la realizzazione di questo importante evento della Croce Rossa di Bergamo».
I visitatori possono accedere a Domitys Quarto Verde dal lunedì al sabato, dalle 8.00 alle 20.00. L’ingresso è libero e gratuito, ma lo staff si riserva di contingentare gli ingressi per evitare assembramenti e garantire il pieno rispetto delle disposizioni sanitarie. Per accedere alla struttura è necessario esibire il Super Green Pass e indossare la mascherina FFP2.
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Fondata nel 1998, DOMITYS è leader in Francia nelle soluzioni abitative che integrano servizi per la terza età attiva. Il Gruppo nasce da AEGIDE, realtà già fortemente affermata in tutta Francia oltre che in Belgio, Italia e Mauritius (190 residenze aperte e in costruzione con 22.500 unità abitative). DOMITYS punta a raggiungere 240 residenze attive nel 2025 (con 28.500 unità abitative) per oltre 30.000 residenti. Fin dalla sua nascita, il Gruppo lavora per risponde alle nuove esigenze dettate dall’invecchiamento della popolazione, mettendo a disposizione di senior ancora autosufficienti soluzioni abitative confortevoli e indipendenti, aprendo così la strada a un nuovo modo di vivere la terza età, in piena libertà e con la garanzia di una vita sociale attiva. Inoltre, DOMITYS è in prima linea sulle tematiche legate all’invecchiamento attivo, attraverso i think-tank Cercle Vulnérabilités & Société e Matières Grises e unendo le loro forze con partner riconosciuti per il loro impegno nei confronti della terza età attiva (Synerpa, Fédération Française de Cardiologie, ecc.).
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Da non perdere il Finissage della Mostra “La cura e l’abbandono”
Fino al 28 novembre 2021 presso la sala polifunzionale dell’Associazione Culturale VIBRA di Arona, sarà possibile visionare e prenotare le opere della fotografa Sara Gorlini.
Nell’ultimo giorno della mostra, è stato preparato il Finissage (fine mostra) con molte sorprese e partecipazioni importanti.
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Memorabilia – Memo Fornasari

Il genio multiforme di Memo Fornasari, in MEMORABILIA, la mostra a lui dedicata dal Comune di Montechiarugolo e curata da Carlo Micheli.
L’antologica sarà visitabile nelle sale del Palazzo Civico dal 20 novembre al 19 dicembre.Domenico Fornasari è pittore vero che paga, in egual misura, il proprio eclettismo artistico e una critica inadeguata. Una duttilità, la sua, distraente che lo porta ora sulla strada del cinema, ora nel mondo della progettazione; una critica che innanzi al suo fare brancola tra narcisistici sproloqui e inutili definizioni delle sue galassie, incapace di proporre un accostamento che ne faccia emergere le affinità con i grandi del suo tempo.
Eppure quelle sue forme futuribili dicono di una pittura colta, d’avanguardia, attenta allo spazialismo di Fontana, ma anche a Vedova, Turcato, Corpora. Questa mostra intende indurre ad una riflessione sui valori artistici di Fornasari, non tanto per rivendicare primati o anticipazioni, bensì per affermare come l’artista mantovano fosse li, tra i grandi, nel momento giusto, in quegli anni ’50 e ’60 in cui fiorirono i più grandi nomi dell’Arte Contemporanea.
Nel 1973 dalle pagine del “Resto del Carlino” Marino Mercuri poneva un problema fondamentale: “Fornasari -bisogna dire- non è stato scoperto: le sue stagioni artistiche non sono agevolmente afferrabili per una giusta, più attendibile interpretazione. (…) Uscì dalla legione di seguaci del Futurismo con svolte incredibili che non furono segnalate dalla critica. E ancora “Ma come va visto il Fornasari rispetto a pittori come Adami, Pozzati, Pistoletto, Schifano?”. Dopo alcuni mesi, nel segnalare l’incontro tra Guidi e Fornasari avvenuto alla mostra che quest’ultimo tenne a Recanati, lo stesso Mercuri afferma che le poche righe scritte da Guidi (“Tanti avvenimenti artistici del secolo l’ha messi lei, nella sua opera, dominandoli con maestria”) sono da considerarsi la critica più approfondita che Fornasari potesse allora vantare.
Delle innumerevoli mostre personali tenute in tutto il mondo, non rimangono che scarni dépliant, superficiali e raffazzonati. Urge dunque un riesame approfondito dell’opera di questo artista inquieto e geniale, una rilettura che gli renda finalmente merito, collocandolo tra i protagonisti della sua epoca.
Questo è quanto si è cercato di fare con la mostra ospitata negli spazi del Palazzo Civico di Montechiarugolo, realizzata grazie anche e soprattutto all’impegno amorevole e appassionato dei nipoti Tiziano, Vanni, Roberta e Lorella.
Da non perdere.
Carlo Micheli
titolo: Memorabilia
artista: Memo Fornasari
categoria: Mostra antologica
curatela: Carlo Micheli
periodo: 20 novembre – 19 dicembre 2021
inaugurazione: sabato 20 novembre ore 16.00
sede: Palazzo Civico Montechiarugolo
indirizzo: Via Liberazione 7 – 43022 Montechiarugolo (PR)
patrocinio: Comune di Montechiarugolo
orari: sabato e domenica 10.00 – 13.00 e 14.00 – 17.00Ingresso gratuito – con green pass
info: [email protected]
tel. 0521 687759 – 0521 687736
www.comune.montechiarugolo.pr.it
realizzazioni grafiche e comunicazione: MetAlternativa -
Cecilia Martin Birsa: quando la scultura si trasforma in narrazione concettuale
“Capita di frequente di soffermarsi a guardare opere d’arte senza attribuire il giusto e meritato valore intrinseco insito e sotteso, che celano e custodiscono sotto forma di narrazione concettuale subliminale. Di fatto però per poter comprendere al meglio quanto viene comunicato ed espresso è necessario prestare massima attenzione anche a questa componente primaria. Ogni artista in modo più o meno diretto ed esplicito infatti, si propone di lasciare un segno, una traccia, un frammento di narrazione, che racchiude contenuti di valenza allusiva, simbolica, metaforica”. A tal riguardo, la Dott.ssa Elena Gollini ha esteso queste riflessioni all’arte scultorea della talentuosa Cecilia Martin Birsa evidenziando come queste risorse preziose vengano sempre considerate come elemento principale e imprescindibile per garantire una resa complessiva eccellente. La Dott.ssa Gollini ha proseguito dichiarando: “Cecilia non cerca di imporre situazioni ostiche e cervellotiche troppo complesse, ma si pone come traghettatrice di pensieri, emozioni e sentimenti traslati e trasfigurati dentro le opere in modo fluido e scorrevole per consentire un approccio immediato e spontaneo, un approccio che non richiede inutili dispersioni di tempo, ma riesce da subito a focalizzarsi sull’esperienza sostanziale della narrazione, trovando degli appigli solidi e sicuri di richiamo e di riferimento. Gli scenari scultorei, che ci offre non sono semplici riproduzioni e rielaborazioni materiche per ostentare una preparazione perfetta a livello esecutivo, ma diventano il motore trainante di una commistione armoniosa di registri dialettici e di palinsesti semantici, che vengono fatti confluire all’interno di queste straordinarie narrazioni pregnanti e intrise di significato. Le narrazioni concettuali diventano un ingrediente principale per Cecilia e sono accostate accanto agli altri fattori costitutivi con bilanciata calibratura e in modo sempre mirato e centrato. Ogni scultura diventa parte a sua volta di un corollario narrativo uniforme e omogeneo, che attinge da proprie fonti interne ma anche da fonti esterne la propria linfa vitale generatrice. Ogni scultura è un pullulare e un proliferare di energie scaturite da questo corollario narrativo, che è sempre in costante e in continuo divenire evolutivo ed è capace di auto-rinnovarsi e di auto-rigenerarsi autonomamente, in virtù della fervida ricerca creativa compiuta da Cecilia con passione e dedizione. Ogni scultura è un mondo a parte e a se stante e al contempo appartiene a un progetto globale di grande spessore esistenziale, che Cecilia porta avanti per diffondere la sua incantevole arte permeata di valori e virtù.
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Cecilia Martin Birsa: un’arte scultorea tra magia e poesia
“Quando penso a Cecilia Martin Birsa nel momento catartico dell’atto e del gesto creativo mi immagino tutta la cura e la premura certosina con la quale plasma e modella la materia, stemperandone la solida robustezza corposa e modulandone il volume e la densità, per ottenere un eccellente risultato, che fonde insieme perizia tecnica e padronanza strumentale a fantasioso estro e spiccata sensibilità empatica e intuitiva”. Ecco, come la Dott.ssa Elena Gollini si pronuncia nel dare le sue proiezioni critiche alla produzione scultorea della talentuosa Martin Birsa. Inoltre, proseguendo ancora nelle dissertazioni riflessive ha argomentato dichiarando: “Le sculture di Cecilia possiedono un misto di magia e di poesia, che le rende ammalianti e accattivanti. La magia scaturisce e si alimenta da quell’allure speciale e indefinita che le circonda e funge da cornice di contorno. Ogni opera la possiede in sé fin dal momento iniziale della creazione e per tutto lo sviluppo ovunque viene posta e collocata, affinché possa rafforzarsi ed essere percepita in toto dallo spettatore. È una magia quasi mistica e spirituale, che diventa un prezioso plus valore aggiunto e le rende assolutamente uniche e inimitabili. La poesia soave e delicata nasce dalla formula espressiva e comunicativa sempre sobria e garbata, che si profonde in modo raffinato ed elegante attraverso una narrazione fluida e scorrevole, autentica e spontanea. La componente aulica è pregnante di naturalezza e di purezza incontaminata, che corrisponde alla viscerale grazia innata, che guida la catarsi creativa di Cecilia e la spinge a trovare uno stile di lirismo mai troppo ridondante, sempre in linea con quella dimensione minimale ed essenziale che contraddistingue il palinsesto rievocativo. Ogni opera diventa allora la traslazione simbolica e metaforica di una magia e di una poesia, che prendono vita e diventano entità tangibili e visibili, per consentire al fruitore di accostarsi con un approccio intenso e profondo e intriso di coinvolgimento e di immedesimazione. La magia e la poesia trovano una propria nicchia protettiva, che le accoglie e le ingloba nel corollario della narrazione formale e sostanziale e diventano così elementi e componenti qualificanti primari e indispensabili. Senza questa magia e questa poesia mancherebbe pertanto quel quid esclusivo e sui generis, che per Cecilia è estremamente avvalorante per infondere e per imprimere alla sua incantevole produzione una cifra distintiva e connotativa ancora più forte e potenziata e per rimarcare la volontà di cimentarsi in un lavoro scultoreo sempre coerente e consapevole rispetto al suo modo di sentire e di pensare”.
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Cecilia Martin Birsa: un’arte scultorea all’insegna della condivisione universale
“Quando si parla di arte declinata in chiave contemporanea è fondamentale mettere in luce anche l’orientamento d’ispirazione e la prospettiva di vedute, che ottiene attraverso una condivisione di impronta universale, affinché possano essere gettate le fondamenta e le basi per darle l’ampio respiro, che l’artista desidera e ambisce riscuotere al presente e al contempo garantirle anche una fruizione a largo raggio in una visione futurista e futuribile. Su queste lungimiranti e ravvedute dinamiche di pensiero si colloca la dimensione artistica della scultrice Cecilia Martin Birsa, che rappresenta proprio la volontà piena e convinta di canalizzarle con intento di condivisione universale”. La Dott.ssa Elena Gollini fornisce delle dissertazioni critiche e analitiche approfondite riferendosi all’espressione creativa della Martin Birsa, sviluppando una serie di argomentazioni. Inoltre ha rimarcato: “Ecco come Cecilia si distingue in modo qualificante e avvalorante non soltanto per le soluzioni di impeccabile composizione e costruzione formale, ma anche per quel quid speciale, che appartiene a un discorso divulgativo aperto a tutto campo e a tutto tondo, che rende omaggio a quello spirito di condivisione sociale e collettiva, che abbraccia tutta l’arte e la eleva a strumento universale di comunicazione. Cecilia nelle sue rappresentazioni scultoree si avvale di questo senso di condivisione, che diventa comunione, diventa approccio empatico e sensibile, che va ben oltre la visione estetica e il senso di apparenza esteriore. Cecilia cerca un rapporto elitario e un feedback speciale con lo spettatore, vuole creare e instaurare un filo conduttore intenso, nel quale viene racchiusa la sua storia personale e nel quale viene poi inserita anche quella soggettiva chiave di lettura offerta da una fruizione libera e scevra da ogni imposizione. Per Cecilia l’arte deve possedere il dono della libertà in ogni sua declinazione, affinché possa diventare davvero un ponte di collegamento e di connessione, che prescinde e supera, che oltrepassa e si propaga avanti verso un’autentica propensione di incontro. Cecilia diventa dunque fautrice e promotrice di un’arte scultorea, che si profonde in messaggi di aggregazione e di unione e che cancella ogni differenza e ogni diversità, affinché si possa generare un linguaggio comprensibile per tutti, accessibile a tutti e facilmente diffondibile ovunque. Le sculture di Cecilia sono senza dubbio destinate a essere concepite anche in chiave di recupero innovativo di una tradizione sempre attuale e intramontabile, che però al presente si modula e si modella con versatilità per diventare ancora più profondamente condivisibile”.
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Cecilia Martin Birsa: artista di concetto e di sentimento
Nell’articolato e multiforme comparto della moderna arte scultorea, senza dubbio l’artista contemporanea Cecilia Martin Birsa si inserisce appieno apportando un consistente e considerevole contributo di sviluppo evolutivo positivo alla ricerca e alla sperimentazione work in progress, che caratterizza l’intera sua produzione. La Dott.ssa Elena Gollini che segue con particolare profondità di valutazione il percorso della Martin Birsa ha evidenziato al riguardo: “Osservando la proiezione e la prospettiva trasversale nella quale si inserisce e si colloca l’arte scultorea di Cecilia, è possibile individuare un perfetto equilibrio di mescolanza alchemica tra concetto e sentimento, che si intreccia al paradigma compositivo formale e arricchisce l’intero impianto semantico e dialettico sotteso. Ecco, perché a buon conto Cecilia può essere definita come artista di concetto e di sentimento, rafforzando l’aspetto estetico e strutturale esteriore proprio attraverso quella commistione di afflato sentimentale, che inficia in modo diretto tutta la parafrasi narrativa. Le rappresentazioni scultoree si propongono sempre come soluzioni di notevole gradevolezza e piacevolezza di fattezza e attirano da subito lo sguardo del fruitore, per poi conquistarne anche l’anima e il cuore tramite quel tumulto energetico, che sprigionano e propagano tutto intorno e che si espande e si profonde con prorompente vigore e potenza. Questa componente concettuale e sentimentale trova la propria linfa vitale dagli impulsi, che la sfera interiore di Cecilia capta e riceve dall’esterno, ma al contempo anche da quel fervore creativo innato, che genera e produce un moto di continua e costante ispirazione. Per Cecilia fare arte è insito nella propria genetica e diventa un proprio modo di essere e di agire, diventa parte integrante principale della sua stessa forma mentis. Dal mondo circostante parimenti Cecilia ricava e rielabora quanto sente e percepisce essere più incline e più affine alla sua concezione di visione artistica ed esistenziale, riuscendo sempre a bilanciare il tutto in modo ottimale e coniugando sapere e conoscenza con passione e trasporto. Nascono così creazioni di sublime perfezione e di ineccepibile e acclarata bellezza, che custodiscono al proprio interno un magico climax tutto da scoprire. Ritengo, che ogni opera possa essere valutata mediante più fasi di fruizione, scandagliando ogni dettaglio e ogni particolare del costrutto e seguendo ogni peculiare dinamica scenica, per poter poi fare una riflessione complessiva esaustiva e completa. Sono sculture, che possiedono un fascino sobrio e garbato e contestualmente si prestano a svariate chiavi di lettura percettiva e recettiva. Per Cecilia l’interpretazione è infatti un momento da assaporare fino in fondo, gradualmente e in progressione per amplificare al massimo lo stato di enfasi e di estasi”.

