Tag: Vittorio Sgarbi

  • Biennale Milano, intervista al curatore Salvo Nugnes

    Incontriamo Salvo Nugnes, curatore d’arte, scrittore e reporter in occasione della nuova edizione di Biennale Milano, manifestazione da lui ideata, che si terrà nel mese di novembre nel cuore del capoluogo Lombardo.

    Dott. Nugnes, Biennale Milano è un evento di grande importanza. Qual è l’obiettivo principale che si è prefissato in questa nuova edizione della mostra? 

    La Biennale Milano si caratterizza per essere principalmente una rassegna di arte democratica, è questa la sua peculiarità fondamentale. È aperta potenzialmente a tutti, e tutti possono vederla con uguale diritto. Sappiamo bene che, purtroppo, l’arte è spesso e volentieri elitaria, fatta da pochi, pochissimi, per mettersi al servizio di una classe di privilegiati. Questa manifestazione è nata per supplire a vuoti di questo genere, intollerabili in una società che si ritenga civilmente evoluta.

     

    Perché ha scelto proprio Milano come città per organizzarla? 

    Perché è una città cosmopolita in cui si respira e si fondono nuove tendenze, arte, moda, politica, cultura, design. Sembrava impossibile che una città con un tale fermento artistico e culturale non avesse un appuntamento periodico in cui riconoscersi e potersi ritrovare.

     

    Anche quest’anno Biennale Milano ha il contributo di noti Personaggi.

    Si certo, a partire dal Prof. Vittorio Sgarbi che presenterà l’evento. Lui stesso l’ha definita “la vera Biennale d’arte in Italia, una possibilità per gli artisti di essere considerati”. Ogni giorno si alternano conferenze, incontri e presentazioni letterarie, per offrire un intrattenimento gratuito e coinvolgente al nutrito pubblico che vi partecipa. Abbiamo, poi, il contributo di tanti amici e personalità del mondo della cultura e dell’arte come Silvana Giacobini, Paolo Liguori, direttore del TGCom24, del presidente del Vittoriale di D’Annunzio Giordano Bruno Guerri, Katia Ricciarelli, Mario Luzzatto Fegiz, critico musicale e molti altri. Iniziative ad alto livello per dare un concreto e tangibile contributo alla diffusione dell’arte e della cultura.

     

    Avrebbe dovuto parteciparvi anche il Prof. Francesco Alberoni, da poco venuto a mancare.

    È stata una grande perdita per me, ma anche per l’intera umanità. Persone del calibro, del valore, della grandezza di Alberoni non ne nascono molti ed io sono veramente onorato di averlo potuto frequentare ed instaurare con lui un rapporto di vera e sincera amicizia. Ha partecipato con entusiasmo ad ogni edizione di Biennale Milano, apportando il suo prezioso contributo ed anche per quest’anno mi ha dato molti consigli utili. Abbiamo deciso di rendergli omaggio nei giorni di esposizione in modo che quanta più gente possibile possa ricordarlo.

     

    A che tipologia di arte è aperta l’esposizione?

    Qualsiasi forma d’arte: pittura, poesia, fotografia, scultura, disegno, scrittura, artigianato…

    Come sostenuto prima, a tutti si deve offrire la possibilità di uscire dal guscio, di presentarsi, di farsi conoscere attraverso un’esposizione e una pubblicazione, sarà poi la selezione naturale del gusto di noi tutti a determinare chi ha più capacità e chi meno. Stiamo selezionando artisti contemporanei, italiani e stranieri, da più di 40 paesi, di talento e meritevoli di interesse e attenzione.  Sono certo che le opere, attraverso un linguaggio universale, comprensibile e accessibile a tutti, arriveranno direttamente al cuore della gente.

     

    Come fanno gli artisti a partecipare alle selezioni?

    È molto semplice, basta che mandino su WhatsApp al numero 3517250110 i loro lavori che verranno poi visionati dal Comitato e selezionati. Possono anche vedere tutte le informazioni ed il bando di partecipazione sul sito ufficiale www.biennalemilano.it

     

  • Biennale Milano, torna l’international art meeting che coinvolge 40 paesi

    Torna Biennale Milano, l’international art meeting che si tiene nel cuore della città meneghina, presentata dal curatore Salvo Nugnes, ideatore dell’iniziativa, e dal Prof. Vittorio Sgarbi.

    Il prossimo autunno Milano, la città italiana più all’avanguardia nei settori dell’arte, della moda e del design, ospiterà artisti provenienti da oltre 40 Paesi che esporranno le loro opere in un contesto internazionale nel quale potranno farsi conoscere da esperti ed appassionati d’arte di tutto il mondo, complice il grande risalto che l’iniziativa avrà su stampa e televisioni.

    Le selezioni sono aperte a pittura, poesia, fotografia, scultura, artigianato, grafica, design ed ogni altra espressione artistica di tutti coloro che portano bellezza ed energia positiva alla società.

    “A Milano una Biennale è necessaria – sostiene Vittorio Sgarbi – per intercettare il mondo di creatività variopinta che in quella stessa città si muove”.

    Tante le personalità dell’arte, della cultura e dello spettacolo che daranno il loro contributo alla manifestazione tra cui il giornalista e direttore di TgCom Paolo Liguori, la giornalista Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», il direttore del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri, lo stilista Alviero Martini, Mario Luzzatto Fegiz, critico musicale, Katia Ricciarelli, soprano e attrice, Cristina Cattaneo, giornalista e scrittrice, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, Giada Eva Elisa Tarantino, storica dell’arte, il Presidente della Regione Lombardia, il sindaco della città di Milano e molti altri.

    “In tutte le grandi città artistiche del mondo c’è una biennale d’arte – ha spiegato Nugnes – Non ho mai capito perché solo Milano, con la sua storia e la sua tradizione legata all’arte, non avesse un appuntamento di questo tipo”.

    Per info sulle selezioni: www.biennalemilano.it[email protected], 3887338297, 3517250110

     

  • Tanti i talentuosi artisti esposti alla mostra Spoleto Arte di Sgarbi

    Si è confermato anche quest’anno il grande successo della mostra Spoleto Arte presentata dal Prof. Vittorio Sgarbi e dal curatore d’arte Salvo Nugnes.

    Le opere dei talentuosi artisti esposti sono state valorizzate dalla splendida cornice di Palazzo Terrazza Frau, storico edificio a due passi dal Duomo di Spoleto.

    Pittura, poesia, scultura, fotografia, con stili ed espressioni differenti rendono la mostra un vero e proprio punto di incontro tra le molteplici sfaccettature dell’arte e della cultura contemporanea.

    Hanno arricchito la manifestazione con i loro interventi Silvana Giacobini, scrittrice, giornalista già direttrice di Chi, Pippo Franco, noto presentatore ed esperto d’arte, Alessandro Meluzzi, psichiatra e opinionista tv, Nicola Trombetta, già assessore di Matera, Ada Urbani, già senatrice e assessore, Giada Eva Elisa Tarantino, storica d’arte, Yari Carrisi Power, polistrumentista e figlio d’arte, Paolo Liguori, tgcom24, il Prof. Manera, Cristiana Pegoraro  pianista e compositrice internazionale, Paolo Proietti, membro della fondazione dell’Alto Medioevo, Daniele Ubaldi, direttore Spoleto Online e molti altri.

    La kermesse ha inoltre avuto il supporto di diverse emittenti televisive nazionali, che hanno contribuito a diffondere l’evento e a renderlo accessibile a un pubblico ancora più ampio, rimarcando l’importanza di Spoleto Arte come vetrina per l’arte contemporanea.

     

    Gli artisti in esposizione sono:

    Actis Caporale Anna, Abbate Gisella, Aimi Loredana, Antonelli Emanuele, Arresta Angela, Arrigoni Paola, Ascolillo Maria Fausta, Asenova Boyanova Lidia, Bardella Sonia, Bedont Germana, Berton Barbara, Bevilacqua Annunziata, Bollani Primo, Bonacini Paola, Botticelli Maria Antonia, Brussato Miriam, Camellini Sergio, Campanella Guido, Campo Annarita, Candriella Alessandra, Casadei Margherita, Casati Roberto, Ciarlo Angelo, Conserva Maria, Colucci Giuseppe, Consonni Gianfranco, Dalpasso Sabrina, Dell’Olivo Eliana, De Santis Massimo, Di Biase Paola, Di Spaldro Elia, Domin Jacqueline, Fagotto Giorgio, Fassio Alma, Forte Brigida, Fronzoni Luca, Gona Maria Rita, Grilli Sergio, Guggino Costa Rosetta, Hold Michelle, Ilari Michela, Jacquounain Nathalie, Magliaro Angela, Mainas Maria Rita, Mancarella Laura, Marangoni Claudio, Marchino Francesco, Margari Franco, Mariano Massimo, Martelli Serena, Massaria Luigina, Mastropietro Sery, Mirisola Daniela, Mucchiut Milvia, Olszewska Anna Barbara, Paglia Anna, Papaleo Katiuscia, Pesci Fabrizio, Petrucci Maria, Piemonte Cinzia, Pierandrei Patrizia, Pini Fabio, Pisignano Maria Christina, Planamente Sonia, Ponti Rosita, Populin Julia, Praed Dannie, Pratesi Barbara, Recchia Fabio, Rho Fabio Bartolomeo, Rizzato Luciano, Roncelli Mirko, Rossi Arduino, Rossi Landi Amelia Rachele, Rotondi Ruggero, Sacchi Franca, Saja Angela, Salvucci Luciana, Sambucco Gino, Sartori Orietta, Savorgnan Francesco, Spalla Pizzorno Elettra, Tancredi Lino,  Testa Riccardo, Torelli Lorella, Truocchio Domenico, Valeo Gregorio, Vallone Arabella, Vardar Emel, Verganti Claudio, Verlato Zeno, Vidotto Annamaria, Virgone Giuseppa, Zammit Lewis Mario, Zotti Chiara, Zenere Lina, Zucchella Franco.

  • Sgarbi, Salvo Nugnes e tanti vips inaugurano la mostra Spoleto Arte

    Ha ufficialmente aperto nella giornata di ieri la mostra internazionale Spoleto Arte, ospitata presso Palazzo Terrazza Frau, accanto al Duomo della città umbra.

    A fare da padrino dell’inaugurazione Pippo Franco, attore ed esperto d’arte, che insieme al curatore Salvo Nugnes, scrittore e reporter, hanno dato il via ufficialmente alla rassegna.

    A dare il loro contributo anche il sen. Nicola Trombetta, già assessore di Matera, Giada Eva Elisa Tarantino, storica d’arte, Ada Urbani, già senatrice e assessore, Paolo Proietti, membro della fondazione dell’Alto Medioevo, Daniele Ubaldi, giornalista e direttore del magazine Spoleto Online.

    Si attendono nelle prossime giornate il prof. Vittorio Sgarbi, Silvana Giacobini, già direttrice di Chi, Alessandro Meluzzi, psichiatra e opinionista tv e molti altri.

     

    Gli artisti esposti sono:

    Actis Caporale Anna, Abbate Gisella, Aimi Loredana, Antonelli Emanuele, Arresta Angela, Arrigoni Paola, Ascolillo Maria Fausta, Asenova Boyanova Lidia, Bardella Sonia, Bedont Germana, Berton Barbara, Bevilacqua Annunziata, Bollani Primo, Bonacini Paola, Botticelli Maria Antonia, Brussato Miriam, Camellini Sergio, Campanella Guido, Campo Annarita, Candriella Alessandra, Casadei Margherita, Casati Roberto, Ciarlo Angelo, Conserva Maria, Colucci Giuseppe, Consonni Gianfranco, Dalpasso Sabrina, Dell’Olivo Eliana, De Santis Massimo, Di Biase Paola, Di Spaldro Elia, Domin Jacqueline, Fagotto Giorgio, Fassio Alma, Forte Brigida, Fronzoni Luca, Gona Maria Rita, Grilli Sergio, Guggino Costa Rosetta, Hold Michelle, Ilari Michela, Jacquounain Nathalie, Magliaro Angela, Mainas Maria Rita, Mancarella Laura, Marangoni Claudio, Marchino Francesco, Margari Franco, Mariano Massimo, Martelli Serena, Massaria Luigina, Mastropietro Sery, Mirisola Daniela, Mucchiut Milvia, Olszewska Anna Barbara, Paglia Anna, Papaleo Katiuscia, Pesci Fabrizio, Petrucci Maria, Piemonte Cinzia, Pierandrei Patrizia, Pini Fabio, Pisignano Maria Christina, Planamente Sonia, Ponti Rosita, Populin Julia, Praed Dannie, Pratesi Barbara, Recchia Fabio, Rho Fabio Bartolomeo, Rizzato Luciano, Roncelli Mirko, Rossi Arduino, Rossi Landi Amelia Rachele, Rotondi Ruggero, Sacchi Franca, Saja Angela, Salvucci Luciana, Sambucco Gino, Sartori Orietta, Savorgnan Francesco, Spalla Pizzorno Elettra, Tancredi Lino,  Testa Riccardo, Torelli Lorella, Truocchio Domenico, Valeo Gregorio, Vallone Arabella, Vardar Emel, Verganti Claudio, Verlato Zeno, Vidotto Annamaria, Virgone Giuseppa, Zammit Lewis Mario, Zotti Chiara, Zenere Lina, Zucchella Franco.

  • Inaugura la mostra internazionale Spoleto Arte a Terrazza Frau insieme ad ospiti d’eccezione

    Si rinnova anche quest’anno l’atteso appuntamento con la mostra internazionale Spoleto Arte, curata dal critico d’arte Salvo Nugnes dal 21 al 25 luglio.

    La manifestazione si terrà presso Terrazza Frau, già sede della Fiction Don Matteo, a pochi passi dal cuore della città di Spoleto e vedrà il contributo di personalità d’eccezione come Vittorio Sgarbi, la nota giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, Francesco Alberoni, sociologo internazionale, Ada Urbani, già assessore alla Cultura e Senatrice, Yari Carrisi Power, Paolo Liguori, direttore del Tgcom24, Giordano Bruno Guerri, pres. Vittoriale di d’Annunzio, il presentatore Marco Columbro, Pippo Franco, presentatore ed esperto d’arte, Alessandro Meluzzi, psichiatra ed opinionista tv e molti altri.

     

    Per info sulla selezione 3517250110

  • Salvo Nugnes porta in esposizione a Spoleto Arte l’arte in tutte le sue forme

    Tanti i talentuosi artisti contemporanei, scelti tra italiani e stranieri, che hanno la possibilità di esporre le proprie opere ed essere così i veri protagonisti della mostra internazionale Spoleto Arte.
    Si spazia dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alla poesia, con eterogeneità di generi e di stili, il tutto all’insegna dello spirito creativo cosmopolita e senza frontiere.

    Oltre all’esposizione, Spoleto Arte è anche un prestigioso catalogo, con testi introduttivi di grandi personalità, che sarà presentato alla storica Milano Art Gallery.

     

    Per info sulla selezione 3517250110

  • Inaugura la mostra internazionale Spoleto Arte al Palazzo Vescovile Terrazza Frau insieme ad ospiti d’eccezione

    Si rinnova anche quest’anno l’atteso appuntamento con la mostra internazionale Spoleto Arte, curata dal critico d’arte Salvo Nugnes dal 21 al 25 luglio.

    La manifestazione si terrà presso il Palazzo Vescovile Terrazza Frau, già sede della Fiction Don Matteo, a pochi passi dal cuore della città di Spoleto e vedrà il contributo di personalità d’eccezione come Vittorio Sgarbi, la nota giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, Francesco Alberoni, sociologo internazionale, Ada Urbani, già assessore alla Cultura e Senatrice, Yari Carrisi Power, Paolo Liguori, direttore del Tgcom24, Giordano Bruno Guerri, pres. Vittoriale di d’Annunzio, il presentatore Marco Columbro, Pippo Franco, presentatore ed esperto d’arte, Marzia Risaliti, attrice,  Alessandro Meluzzi e molti altri.

  • La mostra interazionale Spoleto Arte apre con Vittorio Sgarbi, Salvo Nugnes ed un programma ricco di artisti nazionali ed internazionali

    La mostra Spoleto Arte vede il supporto di diverse emittenti televisive ed il contributo di Vittorio Sgarbi, Salvo Nugnes, curatore d’arte e giornalista, Silvana Giacobini, già direttrice di Chi, Francesco Alberoni, sociologo internazionale, Ada Urbani, già assessore alla Cultura e Senatrice, Yari Carrisi Power, Paolo Liguori, direttore del Tgcom24, Giordano Bruno Guerri, pres. Vittoriale di d’Annunzio, il presentatore Marco Columbro, Pippo Franco, presentatore ed esperto d’arte, Alessandro Meluzzi, psichiatra ed opinionista tv e molti altri.

    Un incontro imperdibile per i tanti esperti ed appassionati d’arte contemporanea.

    Queste le parole del Prof. Vittorio Sgarbi sugli artisti partecipanti

    «All’interno della mostra confluiscono opere di un selezionato gruppo di artisti, con caratteristiche distintive proprie e stili di­versi, creando una commistione eterogenea, ma al contempo armoniosa di generi espressivi.»

     

    Per info sulla selezione 3517250110

  • Torna a Terrazza Frau Spoleto Arte, presentata da Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes

    Sale l’attesa per la prestigiosa mostra internazionale Spoleto Arte a cura di Salvo Nugnes, scrittore e reporter, e del prof. Vittorio Sgarbi.
    Ad ospitare l’evento si riconferma il Palazzo Terrazza Frau, location storica situata nel cuore della città a pochi passi dal Duomo, che, dal 21 al 25 luglio, ospiterà le opere di numerosi artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

    La mostra toccherà ogni forma d’arte, dalla pittura alla scultura, dalla poesia alla fotografia e sono tanti i talentuosi artisti che sono già stati selezionati per la manifestazione.

    La mostra Spoleto Arte vede il supporto di diverse emittenti televisive ed il contributo di Vittorio Sgarbi, Salvo Nugnes, Silvana Giacobini, già direttrice di Chi, Francesco Alberoni, sociologo internazionale, Ada Urbani, già assessore alla Cultura e Senatrice, Yari Carrisi Power, Paolo Liguori, direttore del Tgcom24, Giordano Bruno Guerri, pres. Vittoriale di d’Annunzio, il presentatore Marco Columbro, Pippo Franco, presentatore ed esperto d’arte, Marzia Risaliti, attrice, Alessandro Meluzzi, psichiatra e opinionista tv e molti altri.

    Oltre all’esposizione, Spoleto Arte è anche un prestigioso catalogo che avrà i testi introduttivi di grandi personalità e sarà disponibile nelle principali librerie e canali editoriali online.

    Gli artisti selezionati con le loro opere sono: Actis Caporale Anna, Abbate Gisella, Aimi Loredana, Arresta Angela, Arrigoni Paola, Ascolillo Maria Fausta, Antonelli Emanuele, Asenova Boyonova Lidia, Bardella Sonia, Bedont Germana, Berton Barbara, Bevilacqua Annunziata, Bollani Primo, Bonacini Paola, Botticelli Maria Antonia, Brussato Miriam, Camellini Sergio, Campanella Guido, Campo Annarita, Candriella Alessandra, Conserva Maria, Colucci Giuseppe, Casati Roberto, Ciarlo Angelo, Consonni Gianfranco, Dal Passo Sabrina, Dell’Olivo Eliana, De Santis Massimo, Di Biase Paola, Di Spaldro Elia, Domin Jacqueline, Fassio Alma, Forte Brigida, Gona Maria Rita, Grilli Sergio, Guggino Costa Rosetta, Hold Michelle, Ilari Michela, Jacquounain Nathalie, Magliaro Angela, Marchino Francesco, Margari Franco, Mariano Massimo, Martelli Serena, Massaria Luigina, Mastropietro Sery, Mucchiut Milvia, Olszewska Anna Barbara, Paglia Anna, Papaleo Katiuscia, Piemonte Cinzia, Pierandrei Patrizia, Pisignano Maria Christina, Planamente Sonia, Populin Julia, Pradelli Daniela, Pratesi Barbara, Recchia Fabio, Roncelli Mirko, Rossi Arduino, Rossi Landi Amelia Rachele, Rotondi Ruggero, Rizzato Luciano, Salvucci Luciana, Sambucco Gino, Savorgnan Francesco, Spalla Pizzorno Elettra,  Somesan Alina-Roxana, Testa Riccardo, Torelli Lorella, Truocchio Domenico, Valeo Gregorio, Vallone Arabella, Vardar Emel, Vidotto Annamaria, Virgone Giuseppa, Zammit Lewis Mario, Zenere Lina.

  • Inaugura a luglio la mostra internazionale Spoleto Arte, con tanti ospiti illustri e talentuosi artisti

    Dal 21 al 25 luglio inaugurerà la mostra internazionale Spoleto Arte, nel contesto del Festival di Spoleto, in una location storica d’eccezione, il Palazzo Vescovile Terrazza Frau, situata nel cuore della città a pochi passi dal Duomo e già sede della Fiction Don Matteo.

    La mostra toccherà ogni forma d’arte, dalla pittura alla scultura, dalla poesia alla fotografia e sono tanti i talentuosi artisti, provenienti da ogni parte del mondo, che sono già stati selezionati per la manifestazione.

    La mostra Spoleto Arte vede il supporto di diverse emittenti televisive ed il contributo di Vittorio Sgarbi, Salvo Nugnes, curatore d’arte e giornalista, Silvana Giacobini, già direttrice di Chi, Francesco Alberoni, sociologo internazionale, Ada Urbani, già assessore alla Cultura e Senatrice, Yari Carrisi Power, Paolo Liguori, direttore del Tgcom24, Giordano Bruno Guerri, pres. Vittoriale di d’Annunzio, il presentatore Marco Columbro, Pippo Franco, presentatore ed esperto d’arte, Marzia Risaliti, attrice, e molti altri.

    Oltre all’esposizione, Spoleto Arte è anche un prestigioso catalogo che avrà i testi introduttivi di grandi personalità e sarà disponibile nelle principali librerie e canali editoriali online.

    Per info sulla selezione: 3887338297 o 3517250110

  • Nunzia Romeo: arte di ragione e di passione

    L’artista contemporanea Nunzia Romeo sta compiendo un percorso creativo di interessante e stimolante evoluzione, di intraprendente ricerca, che si snoda e si dipana attraverso un’esperienza pittorica portata avanti sull’onda e nella scia di un’autentica, fervida e viscerale vocazione e di un’ispirazione pura e incondizionata. La pittura per la Romeo diventa una vera e propria esperienza plurisensoriale e multisensoriale, che la coinvolge in toto, mente, cuore e anima. La ratio e la passione si legano saldamente e si fondono insieme ad intreccio per guidarla e accompagnarla quasi prendendola per mano, affinché possa orientarsi e dirigersi in una ricerca sempre equilibrata e bilanciata, che sfocia in soluzioni fortemente e intensamente evocative e rievocative, dove coesistono insieme perfettamente in alchemica armonia. Lo slancio emotivo ed emozionale vibrante e pulsante, che la incalza nel modus pingendi viene dunque accorpato alla riflessione analitica ponderata. La Dott.ssa Elena Gollini nell’apprezzare le virtuose qualità artistiche della Romeo ha così commentato spiegando: “La pittura di Nunzia è vivace, frizzante, dinamica, spinta e sospinta da uno stimolo intimo profondo, che viene ad emergere e si palesa in modo travolgente e al tempo stesso viene convogliato e filtrato attraverso la componente razionale e ragionata. Ecco, perché Nunzia non procede mai affidandosi alla casuale improvvisazione e tanto meno allineandosi a situazioni istintuali del momento e non controllabili. Ogni suo gesto diventa come un simbolico rituale impeccabile e si traduce in una sorta di fusione, che viene immessa nella narrazione scenica e la completa e la integra rafforzandone e avvalorandone il potere espressivo e comunicativo. Nunzia non è assolutamente asservita a dogmi rigidi e rigorosi e tanto meno a imposizioni dottrinali e accademiche troppo ferree e intransigenti. Rispetta le lezioni fondamentali e gli insegnamenti di valore impartiti e tramandati dalla tradizione e sempre validi e attuali ai giorni nostri. Ma riesce a ricavarsi una propria esclusività distintiva e una propria qualificante identità e identificabilità. Sono certa, che Nunzia ha ancora tante preziose risorse da offrirci e che saprà stare sempre al passo con i tempi ed avere un carisma artistico accattivante. Il suo elevato spirito di condivisione diventa uno strumento importante per coinvolgere lo spettatore e conquistare da subito la sua attenzione e curiosità e questo aspetto è senza dubbio un plus valore aggiunto ragguardevole della sua profonda e intensa poetica”. La Romeo è stata ufficialmente selezionata per partecipare al prestigioso Premio Vittorio Sgarbi. Questa pregevole iniziativa diventa un ulteriore step per aumentare la sua autorevolezza e le sue credenziali e la colloca di rimando all’interno di un circuito selettivo di calibro e di caratura.

  • La pittura di realtà visionaria di Nunzia Romeo

    Perché quello che vediamo è un guizzo di fiamma. È tutto ciò che resta per dileguarsi all’ombra, per consegnarsi al vero” (Apocrifo platonico). Quando si parla di realtà e di irrealtà nell’ambito artistico bisogna sempre fare delle premesse di specificazione a monte. Nel linguaggio comune la realtà viene spesso confusa e identificata con l’insieme dei fatti, delle circostanze, delle vicende, delle situazioni. Secondo la fisica subatomica gli alberi, le rocce, l’acqua e tutti gli oggetti in generale che interagiscono con la nostra dimensione quotidiana, così come le stesse persone, possiedono un flusso di vibrazioni energetiche intense. La fenomenologia esorta invece a cogliere nel nostro giudizio l’essenza di ciò che vediamo, liberandoci dai freni e dai blocchi concettuali, convenzionali e conformistici. La realtà ha una propria storia, un linguaggio precipuo, che è anche la nostra storia del nostro vedere, del nostro sentire e della nostra capacità di osservazione. Alla luce di queste articolate e autorevoli riflessioni la Dott.ssa Elena Gollini ha evidenziato alcuni punti salienti, che appartengono alla visione artistica di Nunzia Romeo. In particolare, ha dichiarato: «La registrazione espressiva di Nunzia, che coglie e accoglie il concetto di realtà dell’arte diventa una sorta di sfida a rileggere e rivedere la storia della visione e della visionarietà. Nunzia ci mostra come nella sua pittura la sfaccettata componente del realismo figurale viene collegata e coniugata ad una peculiare componente soggettiva. Per Nunzia la realtà nella sua sfera di complessità e di totalità è e resta qualcosa di inafferrabile e deve essere modellata e modulata secondo criteri che in ogni epoca, in ogni stile e in ogni artista diventano aspetti e tratti soggettivanti e perciò stesso anche variabili e mutabili a seconda della particolare condizione spirituale e introspettiva e della particolare sensibilità individuale emotiva ed emozionale del momento. Nunzia vuole dare risalto in toto al cosiddetto “teatro dell’anima” inteso come il moto dell’anima che aspira, brama e anela a un senso di verità inconfutabile. La pittura di Nunzia si traduce in una visione dove l’occhio sa cogliere la realtà delle cose sia esteriore sia interiore, sia formale sia sostanziale. Scriveva il geniale Leonardo Da Vinci: “Fai le figure in tale atto il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell’animo. Altrimenti la tua arte non sarà laudabile”. Ecco, dunque l’equilibrio raggiunto perfettamente da Nunzia: verità esteriore e verità interiore coesistenti e coese. Nunzia mantiene la prospettiva e l’atmosfera tipica della visione figurale senza mai perdersi in una pedissequa emulazione copiativa e fotografica e senza mai perdersi in una descrizione statica e cristallizzata. Il suo orientamento genera immagini compiute e autonome, che acquistano e assumono vita propria. La sua è una pittura meditata e riflessiva, che si concentra nell’affinare e nel perfezionare la resa spaziale strutturale per ottenere un effetto immediatamente impattante e piacevolmente gradevole. Riesce molto bene a gestire la fusione armoniosa di luce e colore, alternando il tripudio cromatico alle sfumature chiaroscurali e producendo un’effusione e un afflato permeante e avvolgente, che attira e attrae fin dal primo sguardo. Nunzia parte dall’oggetto/soggetto per arrivare ad un’immagine estrapolata e rivisitata in modo sempre convincente, approdando a composizioni di indiscussa raffinatezza e garbata eleganza. La superba riflessione creativa di Nunzia trova sostegno e supporto anche nella psicologia e nella filosofia esistenziale e ne assorbe elementi importanti, che vengono traslati dentro lo scenario con un registro simbolico e metaforico molto stimolante. La variante tradizionale della costruzione della bellezza artistica si riassume nella sua sintesi pittorica, che diventa il perfetto connubio di passato e presente guardando già però avanti al futuro e al futuribile». La Romeo è stata selezionata all’interno del circuito di artisti contemporanei che parteciperanno all’importante Premio Vittorio Sgarbi. Questo evento è certamente un ulteriore fiore all’occhiello nel suo meritevole percorso di evoluzione artistica.

  • Presentata da Vittorio Sgarbi, la Pro Biennale nel cuore di Venezia

    Cosa significa essere artisti oggi e come si fa selezione? Questa era la questione cardine del panorama artistico, non solo nazionale, a cui Pro Biennale provava a dare una soluzione. Questo prima della pandemia. Ma dopo? Anche. Così l’appuntamento, ma non l’intenzione di offrire l’arte democratica, è stato posticipato da maggio a luglio. Con la stessa scaletta. Presentata a Venezia dal prof. Vittorio Sgarbi, raccoglierà le opere di artisti italiani e stranieri contemporanei degni di essere notati e annotati.

    Da segnare intanto il giorno dell’inaugurazione: giovedì 23 luglio 2020. Doppio il vernissage, che comincerà alle 13 con l’apertura dello Spoleto Pavilion, altrimenti conosciuto come Palazzo Ivancich a 300 metri da piazza San Marco, l’evento continuerà alle 15.30 alla Scuola Grande di San Teodoro, a pochi passi dal Ponte di Rialto.

    La rassegna porta i contributi di importanti personalità del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo. A partire da Vittorio Sgarbi e dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, organizzatore di Pro Biennale, troviamo: il soprano Katia Ricciarelli, Morgan, la scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, la giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», e il direttore di Tgcom24 Paolo Liguori. Ma anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, l’assessore al Turismo Paola Mar, il presidente della regione Veneto Luca Zaia, l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, la giornalista RAI Antonietta Di Vizia e il fotografo internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo. Fino ad arrivare al Premio Oscar Gianni Quaranta, a Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori, Patrick, vincitore morale del Grande Fratello Vip e inviato speciale di Striscia la Notizia, e la giornalista di Rete Veneta Angelica Montagna.

    Rendere l’arte e la cultura fruibili per tutti e far conoscere a un pubblico il più vasto possibile gli artisti contemporanei è la missione di cui Pro Biennale da anni si fa promotrice. Lodandone l’intento, Vittorio Sgarbi ritorna sul problema delle selezioni commentando: «Quanti sono gli artisti oggi nel mondo? Forse un milione, forse due milioni. E in Italia quanti sono? Almeno cinquantamila. Se io fossi stato Vittorio Pica, famoso critico d’arte della prima metà del secolo scorso, o se fossi stato un critico come Ugo Ojetti, insomma, fino al 1950 avrei potuto avere una piantina con tutti gli artisti regione per regione. Perché essere artisti voleva dire qualcosa di distinguibile. Non c’era, per esempio, il mondo femminile: era del tutto esterno all’arte fino alla seconda metà del secolo scorso. Quindi un critico poteva dominare l’Italia con un panorama di forse mille artisti, conoscendoli tutti. Io come faccio, come fa un critico a conoscerli tutti? Con quale possibilità, con quale verosimiglianza e con quale rispetto della loro ricerca?»

    Pro Biennale è la risposta di Venezia a una questione sempre più pressante nel mondo dell’arte. Il diritto alla creatività tuttora non è contemplato dalla Costituzione italiana, sebbene il mondo sia cambiato rispetto a settant’anni fa. Ci sono la democrazia, l’alfabetizzazione e c’è finalmente l’attività creativa femminile. C’è, paradossalmente, un eccesso di creatività che viene ignorata. «La creatività ‒ continua il critico d’arte ‒ non è più per pochi. Ora, cosa deriva da questo? Un progresso per i creativi, una difficoltà per i critici. Oggi non posso più scegliere perché non so quanti sono gli artisti. Posso solo osservarli». E per farlo Pro Biennale diventa vitale.

    A valorizzare maggiormente l’esposizione, due cornici storiche nel cuore di Venezia. Il Palazzo Ivancich, secolare dimora nobile sita a Castello 4421, e la Scuola Grande di San Teodoro (San Marco 4810). Qui le opere resteranno esposte dal 23 luglio al 7 agosto 2020, visitabili gratuitamente tutti i giorni dalle 10 alle 18, eccetto il lunedì.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare il 388 7338297.

  • Spoleto Arte: la pittrice bellunese Rosanna Cecchet al Tgcom24

    Spoleto Arte: la pittrice bellunese Rosanna Cecchet al Tgcom24

    Viene da Feltre (BL) Rosanna Cecchet, artista di Spoleto Arte, associazione culturale presieduta da Salvo Nugnes. Con i suoi dipinti sarà al centro del nuovo servizio del Tgcom24 per il format pensato proprio per questi tempi di isolamento forzato: Arte in quarantena.

    Rosanna Cecchet

    Nata a Cisterna di Latina nel 1942, Rosanna Cecchet ha alle spalle una vita singolare che le consente di dedicarsi all’arte pienamente solo dopo la pensione. A questa disciplina infatti la pittrice ha riservato sempre il suo tempo e le sue energie con una costanza ammirevole.

    Rosanna Cecchet

    Il commento di Alberoni

    «I sogni a occhi aperti hanno tanti livelli di profondità e di significati, sono spesso legati alla speranza. Nelle opere di Rosanna Cecchet c’è questo e c’è anche l’opposto» scriverà il noto sociologo Francesco Alberoni sui suoi lavori. I quali hanno sia l’aspetto di un sogno felice sia l’angoscia generata da un incubo terribile. Una dualità che viene accentuata dalla scelta di esprimere tramite la pittura a olio tanto rappresentazioni intime suggestive quanto episodi di cronaca che hanno interessato tutto il mondo (dalla Guerra del Golfo all’11 settembre, fino alla strage del Bataclan).




    Vittorio Sgarbi

    Dettagli minuti e grandiose campiture invitano l’osservatore a immergersi nella trama dei colori, di un racconto che include tutti in quanto compartecipi della sua storia e parte della Storia. Dirà il critico Vittorio Sgarbi: «Quella di Rosanna Cecchet è pittura di memoria, ma anche di simbologie sottili, di metafore di vita, di morte, di esistenza. […] Tutto questo è ripreso da Rosanna Cecchet con certosina e paziente minuzia, quasi ella fosse intenta in un lavoro di ricerca interiore che si volge attraverso il segno, l’armonia dei colori, il gioco cangiante delle luci e dei riflessi sugli oggetti e sul mondo. Il suo tratto è meticoloso, preciso, tutt’altro che convenzionale, quasi l’artista avesse accolto in sé la lezione divisionista, quella del realismo magico e di certa pittura surrealista. Non c’è enfasi né retorica nella pittura insieme solare e vagamente malinconica dell’artista, ma il desiderio supremo di cogliere, attraverso il paziente lavoro di ricamo di segno e colore, il senso profondo dell’esistenza».

  • Spoleto Arte: tra viaggi e miraggi, i dipinti di Anna Actis Caporale sul Tgcom24

    Fotografa e pittrice, Anna Actis Caporale si trasforma in reporter di sogni ed emozioni. Le esperienze che hanno caratterizzato i suoi viaggi in Cina e in Marocco sono state raccolte negli omonimi volumi fotografici. Ma non basta. Le immagini di culture remote rimangono impresse nella sua memoria al punto che spetta alla pittura dare loro una nuova veste. A darcene una rapida e intensa visione sarà il prossimo appuntamento del format di Tgcom24, nato per contrastare l’impossibilità di recarsi fisicamente nelle mostre durante la quarantena.

    Anna Actis Caporale

    L’artista ‒ selezionata da Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte e manager di grandi nomi tra cui Margherita Hack, Francesco Alberoni e Vittorio Sgarbi ‒ nata a Mazzè (TO) nel ’51, unisce nelle sue opere la passione per l’arte e l’archeologia, una passione che l’ha spinta a intraprendere delle spedizioni in diverse parti del mondo. Un talento trasmessole dal padre Aldo, noto pittore del Canavese, e dal fratello Sergio, artista con uno stile innovativo, prematuramente scomparso. Anna raccoglie quest’eredità, la fa propria e con il pennello in mano dà colore alle visioni e alle impressioni che popolano la sua memoria. La fiaba, l’esotismo, l’ispirazione momentanea sono i tratti riconoscibili nei suoi lavori, tutti accomunati da un fil rouge di cui lasciamo la rivelazione alle parole della pittrice: «Viaggiare significa conoscenza e confronto con realtà diverse. Per me dipingere è un viaggio attraverso le idee, le impressioni, i colori, i sentimenti e le esperienze vissute e a volte anche i sogni… Ecco quindi i miei Viaggi e Miraggi».

    Anna Actis Caporale
    Anna Actis Caporale

    Il commento di Sgarbi

    E di questi Viaggi e Miraggi parla anche il prof. Vittorio Sgarbi, commentandone le opere: «È l’esotismo, inteso non come attrattiva per il pittoresco turistico, ma interesse motivato per il culturalmente diverso, l’elemento che più connota l’arte di Anna Actis Caporale, fotografa oltre che pittrice, che nell’espressione figurata condensa per simboli e impressioni ciò che l’esperienza esistenziale del viaggio le ha lasciato addosso. Il colore smaltato rinuncia al volume e alla profondità dello spazio per concentrarsi sulla densità tattile e sul contrasto dei timbri, quasi a voler recuperare l’aspetto sensoriale del ricordo, in termini che qualche volta sembrano esasperare analoghe propensioni di Aldo Mondino».

  • Tgcom24 presenta il Maestro Giuseppe Oliva, rinomato artista di Spoleto Arte

    L’arte si riprende il proprio spazio nel fine settimana. E lo fa sabato 21 marzo con il Maestro Giuseppe Oliva della scuderia di Spoleto Arte. Il pittore di origini ragusane è infatti protagonista dell’ultimo servizio rilasciato dalla rubrica del Tgcom24 dedicata all’arte contemporanea e creata dal direttore Paolo Liguori.

    Giuseppe Oliva

    Riconosciuto per i suoi blu marini, Giuseppe Oliva porta sempre con sé e nella sua pittura la straordinaria ricchezza cromatica della sua terra. Questo leitmotiv diviene il punto cardine e la potenza espressiva della sua produzione artistica. Oltre al blu profondo del Mar Mediterraneo e al verde delle colline varesine su cui vive da circa quarantacinque anni, è il gesto a non passare inosservato e a prendere la parola. Le spatolate corpose e nervose fanno vibrare la tela dei riflessi della superficie marina o smuovono, come il vento, i teneri fili d’erba. La sua è una pittura che prende corpo, diviene scultorea e allo stesso tempo mantiene la quiete solenne che si ritrova nella corrente impressionista da cui Oliva si muove per la propria personale ricerca.

    Giuseppe Oliva

    La sua ricerca

    Forte e incisiva, la sua produzione mira a focalizzare l’attenzione sul particolare, su una parte del tutto. Il risultato non è l’estraniamento, ma l’avvicinamento alla realtà, una forma di indagine che permette di addentrarsi nel cuore delle cose. La spatola, lo strumento d’azione, si trasforma simbolicamente nel “sismografo delle proprie emozioni”, capace di tradurre e trasferire le sensazioni dell’artista sulla tela. Tenendo presenti queste premesse, si arriva dunque a una conclusione sorprendente: ciò che Giuseppe Oliva dipinge è “una trasfigurazione del reale che esalta la realtà”.

    Il commento di Vittorio Sgarbi

    Di lui ha scritto il critico d’arte Vittorio Sgarbi: «Elabora lungo gli incerti steccati fra la natura e la sua astrazione la ricerca pittorica di Giuseppe Oliva, incentrata sull’espressività lirica del colore, esplorando con particolare dedizione, da novello Yves Klein, l’universo del blu più marino, con soluzioni che possono ricordare le costruzioni informali della Vieira da Silva, sfilacciate e tendenti a rientrare entro il dominio della tonalità del fondo».

  • Canale Italia: il Maestro Maquignaz prosegue nella campagna contro il Coronavirus

    Torna a far parlare di sé l’artista della Valtournenche, il Maestro Gabriele Maquignaz. E lo fa questa mattina, in diretta su Canale Italia con il direttore Vito Monaco. Con l’emergenza Coronavirus anche l’arte deve fare la sua parte. Questa necessità è profondamente sentita da Maquignaz che non perde l’occasione per incoraggiare gli spettatori parlando delle sue performance e delle sue ricerche in campo artistico. Soprannominato “lo sciamano del Cervino” da Philippe Daverio, uno dei suoi padrini artistici assieme a Vittorio Sgarbi, lo scultore e pittore valdostano arriva a distruggere simbolicamente il Covid-19.

    gabriele maquignaz
    Gabriele Maquignaz e Philippe Daverio

    La performance di Gabriele Maquignaz

    Uno dei suoi ultimi e più significativi interventi infatti, andato in onda dapprima su Unomattina (Rai1) e stamane su Canale Italia, è la simbolica Distruzione del Coronavirus, un gesto altamente apotropaico. Pensato ai piedi del monte Cervino, dove Maquignaz ha uno studio e una galleria d’arte permanente, l’atto di mandare in frantumi il male di oggi raduna la speranza e la fede sotto l’egida dell’arte. L’arte può aiutare a sconfiggere tanto la paura quanto il virus. E può farlo anche concretamente.

    La situazione economica e l’arte

    In Valle d’Aosta l’impegno nella lotta è importante, “ci sono grandi investimenti nella sanità pubblica e la situazione è abbastanza sotto controllo” constata il Maestro. Tuttavia è importante che l’arte vada incontro alle problematiche quotidiane. Da qui nasce la proposta di una piattaforma di vendita di opere d’arte online in cui gli artisti possano inserire una delle loro opere gratuitamente. I soldi ricavati dalla vendita andranno a risanare così (parzialmente) la situazione economica italiana.

    gabriele maquignaz

    I consigli di Gabriele Maquignaz

    Un progetto altruista che viene dal cuore. Forse nemmeno se lo aspettava Maquignaz lo scorso 6 febbraio, quando ha presentato assieme al prof. Daverio il suo catalogo La Porta dell’Aldilà in galleria Vittorio Emanuele (MI). Erano tempi non sospetti in cui gli sforzi si concentravano sulla diffusione del concetto di superamento di spazio-tempo nell’arte. L’artista a Milano discorreva sulla codificazione della dimensione spirituale, dell’anima dell’uomo. Stamattina invece il suo pensiero conclusivo è andato ai bambini, con un consiglio ai genitori: “Cercate matite colorate, pennarelli, quanto occorre per disegnare e fate lavorare i vostri figli su fogli di carta. L’arte è curativa per la psiche”.

  • La mostra su Pasolini a cura di Sgarbi apre senza vernissage

    Vernissage posticipato a data da definirsi. La mostra antologica su Pier Paolo Pasolini a cura di Vittorio Sgarbi doveva essere inaugurata questo pomeriggio alle 18 al Grivola Art Hotel in Cervinia. Sarebbe stata presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e da Roberto Villa, il fotografo di fama internazionale che ha seguito Pasolini durante le riprese nello Yemen e in Iran per il film Il fiore delle mille e una notte (1974). Proprio una quarantina di questi scatti, quelli realizzati nello Yemen, costituisce l’attrazione di questa rassegna itinerante.

    Il decreto

    L’ultimo decreto del Governo, reso pubblico ieri sera e valido fino al 3 aprile, prevede la “sospensione di tutte le manifestazioni e degli eventi che comportano un assembramento di persone tale da non rispettare la distanza di sicurezza tra le persone di un metro”. Niente inaugurazione per la mostra, dunque, che resterà comunque accessibile ai visitatori fino al 5 aprile. Il vernissage sarebbe avvenuto in concomitanza della nascita di Pier Paolo Pasolini (5 marzo 1922). Una data simbolica che aggiunge un ulteriore valore commemorativo all’evento. A tal proposito verranno comunque effettuate delle riprese televisive.

    mostra pasolini
    Foto di Roberto Villa

    La mostra sull’Oriente di Pasolini

    E documentaria è anche la natura della mostra stessa, che rivisita luoghi e protagonisti di un Oriente di circa cinquant’anni fa. Un Oriente da mille e una notte, che ospita un set di uomini assieme a un regista di vita. Dalle fotografie di Roberto Villa emergono infatti i retroscena, gli attimi di pausa tra una ripresa e l’altra, le lezioni impartite alla troupe, il mondo cinematografico. Si respirano le tensioni e le distensioni nel lavoro, si ammirano le scenografie da fiaba.

    “Lo Yemen ‒ affermava Pasolini ‒ architettonicamente, è il paese più bello del mondo. Sana’a, la capitale, una Venezia selvaggia sulla polvere senza San Marco e senza la Giudecca, una città-forma, la cui bellezza non risiede nei deperibili monumenti, ma nell’incompatibile disegno… è uno dei miei sogni”.

    Impossibile non credergli osservando questi scatti.

    mostra pasolini
    Foto di Roberto Villa
  • Pier Paolo Pasolini: la mostra antologica a cura di Sgarbi in Cervinia

    “Un film visionario, in cui i personaggi sono ‘rapiti’ e costretti a un’ansia conoscitiva involontaria, il cui oggetto sono gli avvenimenti che gli accadono” così Pier Paolo Pasolini definisce il suo film Il fiore delle mille e una notte (1974). Allo straordinario regista e alle scene del set viene dedicata una mostra antologica che alle 18 di giovedì 5 marzo arriverà in Cervinia al Grivola Art Hotel (via Jean Antoine Carrel, Breuil – Cervinia). Il lavoro di Pasolini viene qui mostrato attraverso i preziosi scatti di Roberto Villa, fotografo di fama internazionale e suo amico.

    mostra pasolini
    Foto di Roberto Villa

    Le foto di Roberto Villa

    A cura del prof. Vittorio Sgarbi, la rassegna resterà aperta per un mese, fino al 5 aprile 2020. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dallo stesso Roberto Villa, la kermesse darà largo spazio all’Oriente di Pasolini, ritratto da chi dietro le quinte seguiva con occhio attento ogni mossa. Immagini della troupe e degli attori, ritratti di personaggi e mestieri del mondo pasoliniano in fieri, fuori dal set, nei momenti di pausa.

    Villa e Pasolini nello Yemen

    Emerge dal lavoro di Roberto Villa un profondo rispetto per Pasolini e uno sguardo trasparente su quanto gli accadeva attorno. Già all’epoca, nello Yemen ‒ dove si trovavano per girare quello che per il regista era il suo “progetto più ambizioso”, con temperature proibitive che passavano dai -12°C della mattina ai 56°C dell’ombra del mezzogiorno ‒ Villa aveva ben chiaro il suo compito: documentare quanto avveniva sul set e al di fuori per poter dare a tutti, anche in futuro, l’opportunità di vivere quei momenti, di studiare il genio per com’era nella realtà. Altro punto utile da tenere a mente nella visita della mostra è il continuo dialogo delle immagini con il presente, il confronto implicito tra due mondi diversi: Oriente e Occidente.

    “Quello che avevamo visto allora – ricorda Villa – era una situazione molto tragica, perché gli inglesi avevano abbandonato lo Yemen portando via tutto. Le strade erano state fatte dai cinesi, gli ospedali dai sovietici. Era uno Yemen rosso che si contrapponeva a uno Yemen color USA. Nei negozi apparivano prodotti cinesi e giapponesi… il mercato internazionale era presente. Quello che Pasolini voleva, una civiltà contadina, era già andato perso”.

    La mostra antologica su Pier Paolo Pasolini

    La rassegna su Pier Paolo Pasolini riporta fedelmente il lavoro di riprese de Il fiore delle mille e una notte all’inizio degli anni Settanta offrendo inoltre una panoramica più ampia sulla carriera e sulla vita dell’intellettuale “eretico e corsaro”. Un appuntamento con un grande della cultura italiana sulle vette naturali e artistiche presso il Grivola Art Hotel (via Jean Antoine Carrel, Breuil – Cervinia) dove sono esposte permanentemente alcune delle opere del maestro Gabriele Maquignaz.

  • Spoleto Arte: il fotografo internazionale Roberto Villa ricorda Dario Fo in un’intervista

    Il vernissage della mostra Dario Fo e l’arte contemporanea, tenutosi lo scorso giovedì 6 febbraio a Roma ha visto l’intervento di numerosi ospiti vip, tra cui Dino Zoff, Pippo Franco, Maria Rita Parsi. Abbiamo voluto conoscere meglio chi ha reso possibile la mostra sul grande Premio Nobel a cura di Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes. Chi per oltre sessant’anni ha collaborato con Dario Fo e ora ne porta il nome e il ricordo in mostra attraverso le sue immagini. Si tratta del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, semiologo e studioso dell’immagine, amico di Dario Fo e Pier Paolo Pasolini.

    Dopo una tournée iniziata al Comune di Castel Franco Emilia, proseguita all’Ambasciata di Belgrado e presso il Teatro Nazionale Serbo, presso l’Ambasciata e Istituto Italiano di Cultura Sloveno di Lubiana, poi di Vienna e di Pechino, al Teatro Nazionale Cinese, presso l’Ambasciata e l’Istituto Italiano di Cultura di Minsk e il Teatro Nazionale Bielorusso, è proprio il caso di dire: finalmente a Roma!


    roberto villa
    Finalmente a Roma con la mostra dedicata a Dario Fo. Come vi siete conosciuti e cosa l’ha spinta a proporre una serie di mostre sul Giullare Nobel?

    1968, Genova, Camera del Lavoro, è lì che ci siamo incontrati.

    Da studioso dei linguaggi delle arti ero molto interessato allo sperimentalismo ed alle innovazioni nel mondo della comunicazione delle diverse forme dello spettacolo, teatro e cinema, musica e pittura, e via. Non a caso nel 1949 avevo studiato la appena nata “Teoria dell’informazione”.

    Le nostre conversazioni sono state immediatamente “nutrienti” grazie ai comuni interessi, alla grande Cultura di Dario ed alla mia preparazione di ingegnere elettronico dagli interessi anomali.

    Il punto forte comune era operare per i minus sapiens, poiché è la cultura che rende liberi e, per potere fare cultura, contattando i Grandi e per collaborare con loro, avevo scelto la fotografia, quella che mi ha consentito di costruire documenti unici sul fare poetico dei grandi intellettuali con cui ho collaborato facendo anche fotografia.

    Quelle foto, infatti, non sono destinate ad essere appese ad un muro e basta, ma sono una overture che mi consente di parlare di cultura a decine di migliaia di giovani e no, ogni anno, non solo facendo loro scoprire il teatro, quello rivoluzionario linguisticamente di Dario Fo, ma rivelando anche i meccanismi del processo creativo in tutte le arti.

     

    Come si è comportato il pubblico di questo progetto itinerante? Le reazioni sono diverse a seconda della cultura di appartenenza? Quanto è conosciuto Fo all’estero e quanto in Italia?

    Grazie all’interattività, tra autore ed immagine nasce un dialogo che dà luogo a domande imperniate sul senso del lavoro e sul cosa rappresentano le immagini.

    Le diversità appaiono nella differente cultura dei singoli, quasi nessuno conosce le regole della composizione di un’immagine, ed ancor meno la differenza fra la composizione nella cultura occidentale e quella nella cultura orientale per cui, con ogni risposta,  faccio un mini corso di semantica dell’immagine.

    In tutto il mondo in cui ho presentato i lavori di Dario Fo il nostro Nobel è conosciuto e, spesso, più di quanto lo sia in Italia.

     roberto villaC’è uno scatto a cui è legato o un ricordo con Dario Fo a cui è particolarmente affezionato?

    Sì, c’è. Si tratta di una immagine in cui Dario, al centro del palco, in piedi, sta agitando le mani che appaiono “sfocate da movimento”: quella foto è nata per dimostrare proprio che il recitativo non era mai statico ma dinamico.

    Mentre facevamo quelle prove, noi due soli sul palcoscenico, Franca Rame, con suo divertimento, ci seguiva seduta in sala, talché ad un certo punto, con una espressione tipicamente milanese ha sigillato le nostre sperimentazioni con un “Sembrate due pirla!”

     

    Lavorando a stretto contatto con grandi della cultura italiana e non solo, come ha fatto lei, si viene influenzati dal loro carisma? In che modo?

    È proprio lo stretto contatto che non fa percepire il carisma destinato al pubblico. Quando gli argomenti della conversazione risultano molto complessi si stabiliscono rapporti ad elevata, autentica empatia ed anche di amicizia.

    In quel caso il contributo delle due parti diventa paritetico e non porta con sé nessuna connotazione di superiorità di “casta”.

     

    Nelle sue rassegne c’è una forte interrelazione artistica, dalla fotografia al teatro, dalla pittura alla scultura. Il fatto che molte forme d’arte comunichino tra loro non dovrebbe stupirci, dovremmo essere educati a questo oppure, secondo lei, la questione va affrontata diversamente? E cosa direbbe Dario Fo?

    È presente, a nostra difesa, la percezione separata, per ogni “categoria” artistica così, quando tre anni fa ho scritto su Facebook “Fotografia: Finalmente si parla di Cultura”, in relazione agli Stati Generali della Fotografia voluti dal Ministro Franceschini, 75 fotografi mi hanno scritto: “Cosa c’entra la cultura con la fotografia?”

    Viceversa, chi fa pittura o scultura è convinto di fare cultura con la C maiuscola, spesso una pia illusione. Tutti, proprio tutti, quando scelgono una qualsiasi forma di comunicazione esprimono sempre la loro cultura che, raramente, è meritevole della C maiuscola ma che, di certo, è l’impronta digitale (non elettronica, ma da digitus), del loro stato culturale meritevole, sia dell’appellativo più elevato o sia del pubblico ludibrio.

    Dario Fo è stato uno studioso, uno storico, un letterato, e come tale ha potuto e saputo travalicare molte categorie passando dalla letteratura alla drammaturgia, dalla recita alla pittura, dimostrando che solo chi si è dato gli strumenti idonei, con lo studio, con la conoscenza, non solo può essere libero, ma può operare per la libertà altrui.

  • Spoleto Arte: il fotografo internazionale Roberto Villa ricorda Dario Fo

    Il vernissage della mostra Dario Fo e l’arte contemporanea, tenutosi lo scorso giovedì 6 febbraio a Roma ha visto l’intervento di numerosi ospiti vip, tra cui Dino Zoff, Pippo Franco, Maria Rita Parsi. Abbiamo voluto conoscere meglio chi ha reso possibile la mostra sul grande Premio Nobel a cura di Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes. Chi per oltre sessant’anni ha collaborato con Dario Fo e ora ne porta il nome e il ricordo in mostra attraverso le sue immagini. Si tratta del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, semiologo e studioso dell’immagine, amico di Dario Fo e Pier Paolo Pasolini.

    Dopo una tournée iniziata al Comune di Castel Franco Emilia, proseguita all’Ambasciata di Belgrado e presso il Teatro Nazionale Serbo, presso l’Ambasciata e Istituto Italiano di Cultura Sloveno di Lubiana, poi di Vienna e di Pechino, al Teatro Nazionale Cinese, presso l’Ambasciata e l’Istituto Italiano di Cultura di Minsk e il Teatro Nazionale Bielorusso, è proprio il caso di dire: finalmente a Roma!

    Finalmente a Roma con la mostra dedicata a Dario Fo. Come vi siete conosciuti e cosa l’ha spinta a proporre una serie di mostre sul Giullare Nobel?

    1968, Genova, Camera del Lavoro, è lì che ci siamo incontrati.

    Da studioso dei linguaggi delle arti ero molto interessato allo sperimentalismo ed alle innovazioni nel mondo della comunicazione delle diverse forme dello spettacolo, teatro e cinema, musica e pittura, e via. Non a caso nel 1949 avevo studiato la appena nata “Teoria dell’informazione”.

    Le nostre conversazioni sono state immediatamente “nutrienti” grazie ai comuni interessi, alla grande Cultura di Dario ed alla mia preparazione di ingegnere elettronico dagli interessi anomali.

    Il punto forte comune era operare per i minus sapiens, poiché è la cultura che rende liberi e, per potere fare cultura, contattando i Grandi e per collaborare con loro, avevo scelto la fotografia, quella che mi ha consentito di costruire documenti unici sul fare poetico dei grandi intellettuali con cui ho collaborato facendo anche fotografia.

    Quelle foto, infatti, non sono destinate ad essere appese ad un muro e basta, ma sono una overture che mi consente di parlare di cultura a decine di migliaia di giovani e no, ogni anno, non solo facendo loro scoprire il teatro, quello rivoluzionario linguisticamente di Dario Fo, ma rivelando anche i meccanismi del processo creativo in tutte le arti.

    roberto villa
    l’intervento di Roberto Villa durante il vernissage

    Come si è comportato il pubblico di questo progetto itinerante? Le reazioni sono diverse a seconda della cultura di appartenenza? Quanto è conosciuto Fo all’estero e quanto in Italia?

    Grazie all’interattività, tra autore ed immagine nasce un dialogo che dà luogo a domande imperniate sul senso del lavoro e sul cosa rappresentano le immagini.

    Le diversità appaiono nella differente cultura dei singoli, quasi nessuno conosce le regole della composizione di un’immagine, ed ancor meno la differenza fra la composizione nella cultura occidentale e quella nella cultura orientale per cui, con ogni risposta,  faccio un mini corso di semantica dell’immagine.

    In tutto il mondo in cui ho presentato i lavori di Dario Fo il nostro Nobel è conosciuto e, spesso, più di quanto lo sia in Italia.

    C’è uno scatto a cui è legato o un ricordo con Dario Fo a cui è particolarmente affezionato?

    Sì, c’è. Si tratta di una immagine in cui Dario, al centro del palco, in piedi, sta agitando le mani che appaiono “sfocate da movimento”: quella foto è nata per dimostrare proprio che il recitativo non era mai statico ma dinamico.

    Mentre facevamo quelle prove, noi due soli sul palcoscenico, Franca Rame, con suo divertimento, ci seguiva seduta in sala, talché ad un certo punto, con una espressione tipicamente milanese ha sigillato le nostre sperimentazioni con un “Sembrate due pirla!”

    Lavorando a stretto contatto con grandi della cultura italiana e non solo, come ha fatto lei, si viene influenzati dal loro carisma? In che modo?

    È proprio lo stretto contatto che non fa percepire il carisma destinato al pubblico. Quando gli argomenti della conversazione risultano molto complessi si stabiliscono rapporti ad elevata, autentica empatia ed anche di amicizia.

    In quel caso il contributo delle due parti diventa paritetico e non porta con sé nessuna connotazione di superiorità di “casta”.

    roberto villa

    Nelle sue rassegne c’è una forte interrelazione artistica, dalla fotografia al teatro, dalla pittura alla scultura. Il fatto che molte forme d’arte comunichino tra loro non dovrebbe stupirci, dovremmo essere educati a questo oppure, secondo lei, la questione va affrontata diversamente? E cosa direbbe Dario Fo?

    È presente, a nostra difesa, la percezione separata, per ogni “categoria” artistica così, quando tre anni fa ho scritto su Facebook “Fotografia: Finalmente si parla di Cultura”, in relazione agli Stati Generali della Fotografia voluti dal Ministro Franceschini, 75 fotografi mi hanno scritto: “Cosa c’entra la cultura con la fotografia?”

    Viceversa, chi fa pittura o scultura è convinto di fare cultura con la C maiuscola, spesso una pia illusione. Tutti, proprio tutti, quando scelgono una qualsiasi forma di comunicazione esprimono sempre la loro cultura che, raramente, è meritevole della C maiuscola ma che, di certo, è l’impronta digitale (non elettronica, ma da digitus), del loro stato culturale meritevole, sia dell’appellativo più elevato o sia del pubblico ludibrio.

    Dario Fo è stato uno studioso, uno storico, un letterato, e come tale ha potuto e saputo travalicare molte categorie passando dalla letteratura alla drammaturgia, dalla recita alla pittura, dimostrando che solo chi si è dato gli strumenti idonei, con lo studio, con la conoscenza, non solo può essere libero, ma può operare per la libertà altrui.

  • Folla di vip per festeggiare la mostra Dario Fo e l’arte contemporanea a cura di Nugnes e Sgarbi

    Inaugurata ieri sera, giovedì 6 febbraio al Micro di Roma, la mostra Dario Fo e l’arte contemporanea ha aperto con un’affluenza decisamente importante. A presentare l’evento pensato per ricordare il premio Nobel e portare in primo piano l’arte contemporanea, il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes assieme a un nutrito parterre di ospiti. Dal grande Pippo Franco a Carmen Di Pietro, dalla giornalista RAI Antonietta Di Vizia all’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, fino al fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo. Suoi sono gli scatti di repertorio esposti in viale Giuseppe Mazzini 1, a due passi dalla sede della radiotelevisione italiana. Altri due i volti femminili che hanno contribuito al vernissage: Caterina Grifoni, presidente FIDAPA (sez. Spoleto), e Flavia Sagnelli, presidente dell’Ass. Women Empowerment. Tra il pubblico anche la psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi e Dino Zoff, leggenda del calcio italiano. Un insieme eterogeneo che ha portato un’esplosione di energia e gioia alla rassegna.

    mostra dario fo
    Nugnes-Franco-Di Pietro-Di Vizia-Dalì-Villa-Grifoni-Sagnelli

    La mostra Dario Fo e l’arte contemporanea

    L’appuntamento, all’insegna della memoria, dell’arte e della leggerezza, propone una visita, un percorso in quella che è stata la vita personale e artistica di Dario Fo. Molte le parole spese sul personaggio e sul desiderio che il suo ricordo resti acceso nel cuore delle persone. La volontà di portare nella sede espositiva autori di autentico talento si può ritrovare nel pensiero stesso del Giullare. Specie quando spiegava anni fa che solo in Italia vi è circa il 70% del patrimonio culturale del teatro mondiale e che, purtroppo, più della metà degli italiani non è neppure informata di quanto possiede, in termini di luoghi e opere di grande valore. «Bisogna che si cominci a insegnare soprattutto ai giovani che il patrimonio culturale non è un inutile fardello, ma è un veicolo determinante per formare le coscienze e il sapere dei nostri connazionali. D’altra parte, un paese senza cultura, non può che sfornare abitanti ottusi e senza prospettive». Con Dario Fo e l’arte contemporanea, dunque, si vuole dare una scossa in questa direzione.

    Gli artisti

    Resteranno esposte fino al 23 febbraio le opere di: Patrizia Almonti, Simoné, Gastone Bai, Eleonora Bottecchia, Nathaly Caldonazzo, Antonello Capozzi, Franco Carletti, Carlito T, Maria Beatrice Coppi, Paola D’Antuono, Virginia Farneti, Monica Ferrari, Nevèl, Francesca Fiore, Elisa Fossati, Dale, Roberto Giacco, Jorge Goncalves Romero, Alessandra Greco, Santiago Harizaj, Stephanie Holznecht, Krzystof Konopka, Pietro Lembo, Anna Maria Maciechowska, Enrica Mancini, Massimo Mariano, Francesco Minopoli, Mattia Montone, Guido Nardo, Päivyt Niemeläinen, Mary Nunziata, Lucio Oliveri, Giovanna Orilia, Giuseppe Pasqualetto, Mauro Pavan, Amelia Perrone, Laura Piacentini, Daniela Poduti Riganelli, Silvia Polizzi, Maria Milena Rocchetto, Antonella Rollo, Laura Ruggiero, Paola Ruggiero, Angelo Scuderi, Gianluca Giuseppe Seregni, Maria Pia Severi, Paolo Uttieri, Maria Ventura, Innocenzo Vigoroso, Domenico Villano, Toni Zarpellon e Aldo Zotich.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 o scrivere ad [email protected].

  • Gastone Bai a Roma per la rassegna d’arte contemporanea in memoria di Dario Fo

    Un nome, una garanzia. Gastone Bai, pittore e scultore di Sarteano (SI), è stato selezionato per prendere parte alla mostra Dario Fo e l’arte contemporanea. A cura di Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes, la mostra antologica si terrà nello spazio espositivo Micro di Roma a partire dal 6 febbraio.

    Con l’inaugurazione alle 18, vicino alla sede della radiotelevisione italiana, in viale Giuseppe Mazzini 1, la kermesse vanta i contributi della giornalista RAI Antonietta Di Vizia e dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì.

    Opera di Gastone Bai

    Presenti anche gli scatti del noto fotografo Roberto Villa, amico del Nobel per la Letteratura e di Pier Paolo Pasolini, che ripercorrono alcuni dei momenti salienti della sua carriera artistica. A supporto, una sezione interamente dedicata all’arte contemporanea, tra cui figurano le creazioni di Gastone Bai. Cinque le opere selezionate della sua più recente produzione.

    Gastone Bai

    Nato nel ’42 a Sarteano, in provincia di Siena, dagli anni Ottanta Bai è pienamente attivo in campo artistico collezionando riconoscimenti di pubblico e critica e cimentandosi nella realizzazione di sculture, ceramiche e gres, e in quella di dipinti.

    La sua arte

    Segno e sperimentazione sono i tratti distinguibili dei suoi lavori, le parole chiave iscritte nel suo DNA, nel suo modo di essere artista e di fare arte. Bai passa con disinvoltura dalla figurazione a un astratto dolce, non provocatorio. Alla continua ricerca della bellezza, che a sua volta è in evoluzione, le nuove strade da lui tracciate per giungere a tale ideale implicano un cambiamento pregno di vitalità. L’artista, nello spiegare la metamorfosi del concetto di bellezza, parte da lontano:

    «Si pensi a quali cambiamenti ha fatto l’arte dalla Grecia Antica alla contemporaneità… Ora l’arte contemporanea è compresa da pochi, gli ignoranti sono destinati all’infelicità perché non hanno gli strumenti per capirla».

    E, alla domanda se sarà la stessa tra cinquant’anni, risponde con uno schietto no: l’arte, la bellezza, vanno oltre le persone… pur essendone parte costituente, perché “la bellezza – asserisce – porta alla nostra evoluzione”. Spiega infatti:

    «Fino al Novecento esisteva una bellezza classica, sostituita successivamente da quella contemporanea. Ai più ignoranti e poveri una volta era sufficiente andare in chiesa, ascoltare la musica… tutti avevano quotidianamente accesso alla bellezza. Cosa succede oggi che in chiesa, ad esempio, ci si va poco? Che l’accesso alla bellezza è per pochi privilegiati e che essa ha quindi cambiato linguaggio».

    Gastone BaiInfo e contatti

    Per non rimanere “indietro” rispetto ai tempi, Gastone Bai è consapevole della necessità di evolvere, di comunicare una bellezza per cui spesso, ai più umili, mancano le parole per esprimerla. L’importante è veicolarla, e Gastone Bai ci riesce splendidamente. Il suo studio è interamente improntato su questo fronte. E, anche chi non teme di rimanere senza parole, potrà constatarlo nei suoi dipinti dai tratti oscuri e incredibilmente vividi che resteranno al Micro di Roma fino al 23 febbraio 2020.

  • Cervinia: arriva la mostra itinerante We are the World di Elisa Fossati

    Inarrestabile, la mostra itinerante di Elisa Fossati giunge in Valle d’Aosta. We Are the World è stata inaugurata venerdì 6 dicembre presso l’Hotel Grivola, in Cervinia (AO).

    Da Nord a Sud, Elisa Fossati porta le sue foto, ritratti delle meraviglie dai quattro angoli del mondo, nelle varie città italiane. Così, dalla Milano Art Gallery della metropoli lombarda, la cui storia vanta più di cinquant’anni di incontri culturali e artistici con personalità di nota fama, i suoi scatti sono stati esposti nel contesto del noto Festival dei Due Mondi a Spoleto, durante la Biennale di Venezia, al Museo Crocetti di Roma e, al di fuori dei confini nazionali, a Miami Beach, in concomitanza della fiera d’arte più importante al mondo, Art Basel. Risale allo scorso 19 novembre inoltre il servizio fatto dal TG2 sulla talentuosa fotografa e sugli scatti tratti dai suoi viaggi.

    We Are the World di Elisa Fossati

    Elisa Fossati con questa personale intende rendere partecipe l’osservatore dei suoi viaggi. Per mezzo di semplici versi che accompagnano l’immagine, la fotografa raduna sensazioni e scorci dai quattro angoli del mondo. Ed è così che il visitatore compie un proprio percorso di conoscenza. Ed è un po’ come ripercorrere questi luoghi all’avventura, con la compagnia di una guida silenziosa che lascia alle cose, alle azioni e agli spazi il compito di parlare e all’ospite quello di tessere la trama del racconto.

    Passione per l’arte e amore per i viaggi, questi due elementi alla base della fotografia di Elisa Fossati hanno finalmente trovato realizzazione, dopo la laurea in Arte, Patrimoni e Mercati allo IULM, in una serie di mostre al cui centro vi è un mondo meraviglioso, il nostro, tutto da scoprire.

    I commenti

    Di lei hanno parlato e scritto importanti personalità del panorama culturale, tra questi Vittorio Sgarbi: “Gli scatti della giovane e promettente fotografa Elisa Fossati non solo colgono la contemporaneità delle cose e della vita, ma testimoniano anche la precisione della sua percezione”. Il noto sociologo Francesco Alberoni ha aggiunto: “Le fotografi­e esprimono il suo spirito curioso e l’attenzione particolare ai dettagli della realtà che le scorre davanti.”

    Anche il conduttore Piero Chiambretti ha avuto modo di vedere gli scatti della fotografa, affermando che “la mostra di Elisa Fossati ci porterà quel desiderio primaverile di viaggiare come cittadini del mondo.”

    Info e contatti

    La mostra resterà aperta fino a venerdì 3 gennaio 2020, in via Jean Antoine Carrel 11021, presso l’Hotel Grivola, al cui interno sono presenti  alcune delle opere dell’artista Gabriele Maquignaz esposte in permanenza.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Miami meets Milano inaugurata dal sindaco di Miami Beach

    Come da tradizione, anche quest’anno la prestigiosa mostra d’arte internazionale Miami meets Milano inaugura sul top roof del Victor Hotel in una delle più famose strade del mondo, la Ocean Drive. Siamo a Miami Beach, in Florida, durante i giorni in cui Art Basel, l’evento che figura al primo posto nella lista delle fiere più rinomate del settore. Ecco allora che ieri, 4 dicembre, la rassegna organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes,  ha aperto i battenti al grande pubblico americano. A presentarla, oltre al presidente di Spoleto Arte, anche il sindaco di Miami Dan Gelber e il corrispondente italiano di «America Oggi» Pietro Porcella. E i contributi di personalità di spicco non mancano. Da quello del prof. Vittorio Sgarbi a quello dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, fino al direttore generale del Ministero e al console generale d’Italia. A completare l’elenco anche il presidente della regione Lombardia, il sindaco di Milano, Roberto Villa di Casa della Fotografia e la giornalista RAI Antonietta Di Vizia, nonché il direttore della Triennale di Fotografia Italiana Luigi Gattinara e la presidente di Women Empowerment Flavia Sagnelli.

    miami meets milano

    Il commento del curatore

    Commenta il curatore Nugnes: «A Miami meets Milano ci sono artisti di calibro che espongono con autori storicizzati come Canova, Pirandello, Guttuso o Afro. Hanno l’opportunità di essere inseriti in un catalogo, pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori, assieme ad artisti che hanno segnato la storia dell’arte, tra cui Lodola e Boetti. Ma perché fare una mostra che unisca due città e porti l’Italia in America? Perché il nostro paese è un museo a cielo aperto. Questa è una testimonianza di quello che abbiamo e che non ci fa impallidire di fronte a mode asiatiche o americane».

    miami meets Milano
    Salvo Nugnes e Dan Gelber

    Gli artisti di Miami meets Milano

    A esporre ci sono artisti provenienti per lo più dall’Italia, ma non mancano opere che provengono, ad esempio, dalla Turchia, dalla Corea, dalla Francia e dalla stessa Florida. Ma vediamone i nomi: Actis Caporale Anna, Bertolini Renata, Blake India, Boscaro Alda, Bottecchia Eleonora, Capua Fabiola, Castelli Silvia, Collovati Adriana, Cormio Concetta Maria, Costantino Paola, Cremesini Felice, De Polo Paolo, Di Paola Karen, D’Onofrio Micaela, Farneti Virginia, Fazio Francesco, Fiore Francesca, Fossati Elisa, Galli Gabriella, Gombac Tullio, Grieco Irene, Harizaj Santiago, Iacobucci Maria Rosaria, Imbesi Pinella, Jacquounain Nathalie, Kiziltas Demet, Lembo Pietro, Maksutaj Monda, Mariano Massimo, Mascioli Silvana, Mi Hyo Kim, Minopoli Francesco, Negrini Allessandro, Nunziata Mary, Palagano Lucio, Passera Oliviero, Pavan Mauro, Perron Mario, Provenzano Quaranta Giulia, Roman Beatrice, Ruggiero Laura, Sambucco Gino, Seregni Gianluca Giuseppe, Severi Maria Pia, Soattini Sara, Sorrentino Francesca, Spinelli Fedora, Tazzini Stefania, Tironi Romano, Vita Alberta, Zarpellon Toni, Zucca Alessandro, Zuccon Antonio e Zungri Giovanni.

    In videoesposizione invece: Almonti Patrizia, Avanzi Corrado, Cecchet Rosanna, Delfini Piera, Lucernini Luigi, Montorro Emanuela, Nagy Susanna, Polidori Oreste, Praed Dannie, Roncelli Mirko e Vitaggio Paola.

    La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 18 fino all’8 dicembre. L’ingresso è gratuito. Per informazioni sull’esposizione è possibile chiamare lo 0424 525190 o il 388 7338297, scrivere una mail a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Milano Art Gallery apre le selezioni per il più famoso concorso d’arte dedicato a Margherita Hack

    Torna a Milano l’atteso concorso d’arte La Signora delle Stelle. Dedicata alla memoria della celebre astrofisica Margherita Hack, la competizione artistica vedrà la premiazione dei vincitori a partire dalle 16 di sabato 14 dicembre, data che consacrerà anche l’apertura della relativa esposizione. Il tutto avrà luogo presso la storica Milano Art Gallery, prima in via Ampère 102 e poi in via Alessi 11, dove la cerimonia di premiazione proseguirà dalle 18.

    Il concorso d’arte in memoria di Margherita Hack

    L’evento, organizzato e presentato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, avrà i contributi di numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. A partire dal prof. Vittorio Sgarbi infatti, figurano anche i nomi del noto sociologo Francesco Alberoni, di Morgan, del grande fisico Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientists, e di Umberto Veronesi. E ancora, troviamo Silvana Giacobini, don Antonio Mazzi e Amanda Lear a chiudere l’elenco di testimonianze che impreziosirà l’anima del concorso.

    concorso d'arte

    I requisiti d’ammissione

    Una “gara” che si preannuncia esclusivamente dedicata a tematiche che ruotano attorno alla vita e al percorso di studi, alla carriera della professoressa. Gli artisti che vorranno prendere parte alle selezioni dovranno presentare quindi opere di pittura, scultura, grafica o fotografia che ne rispettino il ricordo e lo rielaborino. Ben vengano dunque ritratti, paesaggi o pianeti, lavori astratti, tutto ciò che risulta essere attinente al credo dell’indimenticabile Margherita Hack. In palio per i vincitori ci sono 20.000 € in servizi per la realizzazione di prestigiose mostre.

    Il ricordo del direttore delle Milano Art Gallery

    La Signora delle Stelle permetterà così di rendere un simbolico omaggio attraverso l’arte al patrimonio intellettuale che ci ha lasciato l’insostituibile divulgatrice scientifica. Commenta così Salvo Nugnes, agente e amico di Margherita: «Questo concorso vuole offrire a tutti i talentuosi artisti partecipanti l’opportunità di ottenere grande visibilità e ritorno d’immagine, di portare avanti il proprio percorso nel mondo dell’arte. Verrà data risonanza all’evento per ricordare Margherita, che ha lasciato un tesoro inestimabile di sapere e di conoscenza a noi e alle generazioni future e si è conquistata la stima e l’ammirazione da parte dell’opinione pubblica internazionale».

    La Signora delle Stelle resterà aperta al pubblico fino al 10 gennaio, tutti i giorni, ad esclusione della domenica, dalle 14.30 alle 19. L’accesso è gratuito.

    Per informazioni sulla mostra e sulle selezioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.margheritahack.it.

  • Il talento piemontese Matteo Fieno alla Milano Art Gallery presentato da Salvo Nugnes

    Una scalata di successi da capogiro per il giovane pittore di Alba. Dopo Biennale Milano Matteo Fieno è ora pronto per tagliare il nastro alla sua prima personale. Declinazioni al femminile verrà infatti inaugurata alle 18 di venerdì 22 novembre presso la Milano Art Gallery. La storica galleria di via Alessi 11, sita nel centro nevralgico della città del Duomo, ospiterà la mostra del talento piemontese che ormai è conosciuto ai più come l’artista delle donne. L’evento verrà presentato da Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi a cui lo stesso Matteo Fieno ha preso parte più volte in quanto selezionato dal comitato.

    Chi è Matteo Fieno

    Imprenditore alberghiero delle Langhe, Matteo Fieno intraprende seriamente il percorso artistico, iniziato per puro divertimento, a partire dal 2018, con Female Art Design. Avviato assieme alla moglie per far conoscere i suoi lavori al mondo digitale, il progetto raggiunge ben presto più di 50.000 follower su Instagram.

    Uomo dei record artistici, l’artista viene riconosciuto con il Premio Bienal de Canarias e subito viene selezionato per la mostra Pro Biennale presentata dal prof. Vittorio Sgarbi a Venezia. Riceve quindi il Premio Canaletto e il Premio Caravaggio come “prova della qualità del suo lavoro nel panorama artistico contemporaneo”. A consolidare questa rapida ascesa la sua presenza nella mostra Spoleto Arte e nella Biennale Milano, entrambe presentate da Vittorio Sgarbi.

    L’attenzione per l’universo femminile

    Sicuramente contribuisce al sorprendente successo il fatto che Fieno dedichi particolare attenzione alla figura femminile, soprattutto al corpo della donna. Con lo scopo di raccontarne il vissuto per avvicinare l’osservatore al “comune desiderio di sentirsi più umani e, magari, un po’ meno cinici e disillusi”, l’autore scava nell’impressione per giungere all’essenza del suo soggetto. È così che il corpo comunica, svela con le sue pose e le sue nudità “la verità delle sue imperfezioni”, permettendo quindi di avvicinarsi al mistero, secondo Fieno.

    Insomma, un 2019 intenso, che culminerà il 22 novembre con il vernissage di Declinazioni al femminile, l’esposizione interamente dedicata al fascino e alla sensibilità di questo artista intraprendente. Le sue opere potranno essere ammirate nel cuore di Milano fino al 6 dicembre, dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 19. L’ingresso è libero.

    Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Spoleto Arte si prepara per Miami meets Milano durante la fiera più importante del mondo, Art Basel

    In dirittura d’arrivo, la nuova edizione della mostra internazionale Miami meets Milano è pronta per salpare e giungere sulle coste di Miami Beach. Organizzata da Spoleto Arte, la rassegna avrà luogo all’Hotel Victor (1144 Ocean Drive, Miami Beach, USA) dal 4 all’8 dicembre 2019, nel pieno dell’apertura della fiera artistica più importante del mondo, l’Art Basel.

    Presentata da Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, la kermesse riporta il contributo di numerose personalità di spicco, tra cui il prof. Vittorio Sgarbi, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, il direttore generale del Ministero, il console generale d’Italia, il presidente della Regione Lombardia, il sindaco di Milano e il sindaco di Miami Beach, di Roberto Villa (Casa della Fotografia), della giornalista RAI Antonietta Di Vizia, del direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara e della curatrice d’arte Nicoletta Rossotti.

    Miami meets Milano porterà all’attenzione di un pubblico multietnico e vivace come può essere quello oltreoceano soprattutto l’arte italiana, con un piccolo e prezioso accenno a quella straniera, ma sempre ponendo un particolare riguardo per quel panorama artistico contemporaneo così ricco quanto poco conosciuto. Pertanto, la curata selezione di pittori, scultori e fotografi porterà alla realizzazione, oltre che di un’esposizione fisica e digitale, di un catalogo che verrà pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori.

    “Ormai anche negli Stati Uniti – spiega Nugnes – il brand Miami meets Milano è una realtà consolidata e conosciuta per gli amanti dell’arte e non solo, che in questo periodo arrivano a Miami. La rassegna, che sono onorato e fiero di dirigere, ha l’obiettivo di far conoscere al grande pubblico che ospita Miami, l’arte che il nostro Comitato seleziona e intende promuovere”. E grazie anche alla location che ospita la rassegna, Miami meets Milano diventa un punto di richiamo con un rooftop dal quale si può godere di una vista a 360° su Miami, un panorama mozzafiato sul mare e sulla spiaggia.

    La mostra, che aprirà al pubblico alle 18 (ora locale) del 4 dicembre, sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 18. L’ingresso è gratuito. Per informazioni sulle selezioni e sull’esposizione è possibile chiamare lo 0424 525190 o il 388 7338297, scrivere una mail a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • We Are the World finalmente a Roma: vip e applausi per la mostra fotografica di Elisa Fossati

    Forse una volta si sarebbe detto: “nove talentuosi artisti sono qui a contendersi il podio”. Ma l’intera Milano Art Gallery, con una storia di incontri culturali che dura da oltre cinquant’anni, sarà tutta un podio dal 25 ottobre all’8 novembre. E chi vi sale gode di un’ottima visibilità. A selezioni fatte durante due eventi di grande livello, è giunto il momento per i premiati alle mostre Pro Biennale e Spoleto Arte, tenutesi rispettivamente quest’anno a Venezia e a Spoleto, di celebrare questa scalata di successi con una mostra nel cuore di Milano. Nella prestigiosa sede in via Alessi 11 il prossimo venerdì 25 ottobre verrà così inaugurata alle 18 La mostra dei vincitori.

    Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, la rassegna darà spazio fino a venerdì 8 novembre all’indiscussa creatività e maestria di questi notevoli artisti. Tre fotografi, Andreas McMuller, Alessandro Negrini e Antonio Zuccon, esporranno assieme a sei tra pittori e ceramisti, Patrizia Almonti, Daniele Digiuni, Luigi Lucernini, Fabiana Macaluso, Mantegazza da Magenta e Cesare Triaca.

    Alla Milano Art Gallery dunque troveranno spazio una cinquantina di opere contemporanee, capaci di portare il visitatore a incontrare realtà molteplici, che sondano tanto la realtà quanto l’immaginazione. Di squisita originalità e fattura, questi lavori scuotono l’animo e risollevano alcune delle tematiche più ricercate nel mondo dell’arte. Dalla ricerca dei materiali al processo di realizzazione, dai colori alla forma, da uno sguardo rivolto al sociale a quello più intimistico, da un approccio più tradizionale a uno più sperimentale… la storica galleria diventerà per due settimane una splendida vetrina per garantire a queste eccellenze un’ottima pubblicità, un nuovo trampolino di lancio per i loro futuri progetti.

    Aperta tutti i giorni, ad eccezione della domenica, dalle 14.30 alle 19, la mostra è ad accesso libero.

    Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • La mostra dei vincitori alla Milano Art Gallery presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes

    Forse una volta si sarebbe detto: “nove talentuosi artisti sono qui a contendersi il podio”. Ma l’intera Milano Art Gallery, con una storia di incontri culturali che dura da oltre cinquant’anni, sarà tutta un podio dal 25 ottobre all’8 novembre. E chi vi sale gode di un’ottima visibilità. A selezioni fatte durante due eventi di grande livello, è giunto il momento per i premiati alle mostre Pro Biennale e Spoleto Arte, tenutesi rispettivamente quest’anno a Venezia e a Spoleto, di celebrare questa scalata di successi con una mostra nel cuore di Milano. Nella prestigiosa sede in via Alessi 11 il prossimo venerdì 25 ottobre verrà così inaugurata alle 18 La mostra dei vincitori.

    Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, la rassegna darà spazio fino a venerdì 8 novembre all’indiscussa creatività e maestria di questi notevoli artisti. Tre fotografi, Andreas McMuller, Alessandro Negrini e Antonio Zuccon, esporranno assieme a sei tra pittori e ceramisti, Patrizia Almonti, Daniele Digiuni, Luigi Lucernini, Fabiana Macaluso, Mantegazza da Magenta e Cesare Triaca.

    Alla Milano Art Gallery dunque troveranno spazio una cinquantina di opere contemporanee, capaci di portare il visitatore a incontrare realtà molteplici, che sondano tanto la realtà quanto l’immaginazione. Di squisita originalità e fattura, questi lavori scuotono l’animo e risollevano alcune delle tematiche più ricercate nel mondo dell’arte. Dalla ricerca dei materiali al processo di realizzazione, dai colori alla forma, da uno sguardo rivolto al sociale a quello più intimistico, da un approccio più tradizionale a uno più sperimentale… la storica galleria diventerà per due settimane una splendida vetrina per garantire a queste eccellenze un’ottima pubblicità, un nuovo trampolino di lancio per i loro futuri progetti.

    Aperta tutti i giorni, ad eccezione della domenica, dalle 14.30 alle 19, la mostra è ad accesso libero.

    Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.