Un brano che parla d’amore da un punto di vista diverso dal solito, attraverso un pop d’autore con incursioni di elettronica.
In radio dal 1 luglio
La mancata concretizzazione delle relazioni amorose cercate, o bramate, fa sì che la stessa parola “amore” acceda alla sfera dell’indicibile. Nel testo, la connessione si rivela tra le frasi “esiste già” ed “esita”.
Lo stile di Nereo è quello della melodia pop mixata a elementi elettronici, mentre, a livello sinestetico, gli accordi e le atmosfere rimandano al rosso, al viola, all’arancio. Toni ripresi nella copertina del singolo tratto dal primo album di inediti dell’artista pugliese, “Danze cosmiche”.
«Chi nomina domina. Siamo legittimati a possedere le cose del mondo se in grado di dare loro un nome.» Nereo
DICONO DI LUI
Cantante pop elegante e preciso, autore raffinato di quel pop italiano che arriva da una lunghissima tradizione. CherryPress
Eleganza e delicatezza di un pop che secondo noi si attesta dentro livelli importanti. MeiWeb
Un disco decisamente bello dal titolo “Danze cosmiche”, bello di pop alto, di pop di grande qualità, bello di una canzone che ormai un poco abbiamo smesso di ascoltare per quanta finta trasgressione ci arriva ogni giorno da tutti i canali. Qui siamo nel classico della letteratura pop e i riferimenti sono davvero importanti… com’è importante la resa stilistica di tutto il lavoro. Extra! Music Magazine
Per noi che parliamo di canzone d’autore, questo disco merita un posto dentro i nuovi cantautori italiani. Bravo!
“Danze cosmiche” è davvero un bellissimo disco di pop d’autore italiano, forse uno di quei pochi lavori che entrerebbero nel novero dei lavori raramente intercettati nel calderone delle infinite proposte. Il Riflettore
Nereo nasce a Bari dove, giovanissimo muove i primi passi nel mondo della musica. Inizia a studiare canto moderno con gli insegnanti Alba de Vito, Daniela Desideri, Fabio Lepore e Roberto Delli Carri. Sfiora la tecnica complessa del canto lirico con Maria Luisa Dituri. Nel 2006, partecipa alla ventottesima edizione del festival canoro “La Nota D’oro”, classificandosi al secondo posto e vincendo il premio della critica “Gazzetta del Mezzogiorno” per il miglior testo in gara, con il brano inedito “Mai”. In quell’occasione, il presidente di giuria, Marcello Balestra, allora direttore artistico Warner Music Italia, esprime il suo vivo apprezzamento per il brano e per la voce. Dopo alcuni anni dedicati all’insegnamento, nella primavera del 2020, prende forma il progetto “Danze cosmiche”, un disco di inediti frutto dell’ispirazione e della sensibilità alla (ri)scoperta di vecchie melodie e nuovi sogni. “Danze Cosmiche” è stato anticipato dall’uscita di “Senza voce”, “Fine di un’estate”, “L’amore c’è prima di noi” e “Dimentica”.
Il boschetto alla rovescia è una fiaba rock che tratta un importante tema sociale, raccontandolo con leggerezza. Il bosco, luogo affascinante, misterioso, a volte pericoloso, qui viene ribaltato, nel tentativo di abbattere gli stereotipi, nella speranza che il cattivo possa non essere più tale e che pertanto la fiducia di Cappuccetto Rosso non sia mal riposta.
Un pezzo fuori dal comune, quasi una sfida per Gioacchino che con questo brano cerca rime, ritmo e un sound vivace. La maturità artistica raggiunta gli consente di spaziare tra i diversi generi musicali e la sua produzione risente di tutte le influenze dando vita ad uno stile tutto personale.
Il videoclip è stato realizzato dal regista Giuseppe Marco Albano, Premio David di Donatello.
Gioacchino Fittipaldi nasce a Lagonegro (PZ) il 21 Novembre 1979. Vive sin dalla nascita a San Severino Lucano, paese natio dei suoi genitori e proprio dal padre, che da giovane scriveva canzoni e suonava la chitarra, l’amore per la musica.
La passione diventa studio con il conservatorio e si dedica completamente al cantautorato pop-rock formando così i primi gruppi rock ed iniziando a portare la sua musica nelle piazze. Tra i 27 ed i 28 anni inizia a rivisitare brani di vari cantautori italiani, in particolare Fabrizio De Andrè, ma anche Battiato, Guccini, Rino Gaetano e De Gregori, cantautori che interpreterà nelle serate di musica live con voce chitarra e armonica. Riprende a pieno la sua attività di cantautore scrivendo, a 28 anni, Un anno di regresso ed altri singoli con cui vince il “Festival Mediterraneo” e l’”Azimut live music fest”.
Nell’estate del 2012 sale sul palcoscenico del “Pollino Music Festival” e vince una tappa del contest “Casa Sanremo”.
L’estate del 2021 segna il percorso artistico che lo porta ad incidere Il boschetto alla rovescia, collaborando con i professionisti Lorenzo Sebastiani, Andrea Morelli, Alex Reeves, Marco Dirani.
L’omaggio in musica alla persona che più amiamo al mondo
In radio dal 3 maggio
Una canzone con una dedica molto chiara. L’autore del brano, Mauro Lo Sole, ha voluto scrivere queste parole per la moglie.
Lui stesso racconta: «Il destino ci aveva diviso e le dissi che avrei sfidato il mondo per averla, non avrei vissuto senza di lei». Da Roma a Milano i due si reincontrano e si sposano e Non vivrei, interpretata da Rodolfo Maria Gordini,diventa la canzone per suggellare questa romantica storia d’amore.
Rodolfo Maria Gordini è un tenore e cantautore italiano. Nasce a Milano il 26 ottobre 1958, sale alla ribalta, a livello televisivo, prendendo parte alla trasmissione di Rai 2 The Voice nel 2020, ma il mondo della musica ha fatto parte della vita di Rodolfo Maria Gordini sin dall’età di 8 anni, quando debutta con il celebre brano operistico ”La donna è mobile” presso il velodromo Vigorelli di Milano. Il maestro è esponente riconosciuto del liric-pop, avendo inciso negli ultimi 25 anni diversi album in cui grandi classici e musica pop hanno trovato contatti e sovrapposizioni sublimi. Ha all’attivo anche una scuola di canto che forma giovani interpreti.
Un brano nato in una notte durante lo scorso lockdown dedicato alle interrogazioni di geografia e a tutto l’universo che ognuno di noi si porta dentro.
In radio dal 13 maggio
«“Barbabietole da zucchero” nasce durante il lockdown, erano le quattro di notte e non riuscivo a dormire. Preso dall’ispirazione sono andato sul balcone con la chitarra e un quaderno. Il bel panorama e il silenzio che c’era quella notte mi hanno incantato, ho scritto di getto sia la prima strofa che il ritornello. Questa è una cosa strana perché di solito scrivo con più riflessione e meticolosità verso la scelta delle parole e delle rime. A volte avverto una sensazione strana, come di infinito dentro me stesso, e quella notte, con quel panorama, sono riuscito finalmente a descriverla.» Emanuele Presta
È questo il motivo per cui il giovane artista considera l’uscita di questo brano come una rivincita personale. “Barbabietole da zucchero” parla di tante cose, raggruppa tanti ricordi, apparentemente sconnessi tra di loro, ma che quella notte Emanuele ha rivissuto tutti insieme. Nel ritornello ha voluto esaltare le piccole cose, cita infatti i libri, i vinili, i bicchieri di cristallo sporchi di rossetto e le famose barbabietole da zucchero che hanno salvato tanti studenti dalle interrogazioni.
La cover del brano è stata disegnata dall’artista Costantino Di Bruno, la produzione dello stesso è a cura di Riccardo Pasini, presso lo “Studio 73” di Ravenna.
Emanuele Presta è un cantautore classe ’94, nasce in Salento e già all’età di 5 anni registra le sue compilation, cantando canzoni di cartoni animati con lo stereo del padre. Durante il periodo adolescenziale si avvicina alla musica in modo molto più consistente e guardando un video di Bob Marley che interpreta “Redemption song” su Youtube, decide di comprare una chitarra.
Per dieci anni Emanuele suona praticamente in tutta Italia, collezionando molteplici live e ricevendo il consenso di molti artisti e produttori noti. Nel gennaio del 2021 esce “Vertigini”, il suo primo singolo, e seguono i singoli “24 Marzo”, “Aznalubma”, “Souvenir” e “Cosmogonia”, brani che raggiungono 750.000 ascolti complessivi. Il 13 Maggio esce il suo sesto singolo, lui piace definirlo come il primo vero brano pop, si chiama “Barbabietole da zucchero” ed è dedicato a tutto l’universo che alberga dentro noi stessi.
Undici canzoni, una piccola storia melodica, del paese dei balocchi e di tutti i suoi pinocchi.
Release album 29 aprile 2022
«È un disco vintage come i vestiti, come i vinili, come i ricordi che restano nascosti in soffitta dentro i vecchi bauli e arriva dalla Romagna, quella antica e quella nuova, dove il frastuono dell’estate si disperde più lentamente, e l’autunno si veste di malinconia.
È un racconto intimo e di frammenti umani, della necessità di musica, di una strana e pandemica realtà che stava stranamente entrando nelle nostre vite, e che si tramutava in voglia di correre lungo le rive dei fossi e nel desiderio di poesia come rifugio emotivo.
È una piccola lucertola dentro la tasca della giacca del gigolò.
È semplicemente la vita che gira» Eugenio Balzani
Il suono di ItaliòPolis nasce dall’idea di un gruppo di amici, i membri della band che ha suonato il disco, e da un sound vintage anche grazie al piano elettrico Wurlitzer preso in permuta da Eugenio proprio per le registrazioni del disco stesso: un home-studio, una vecchia scheda Pro Tools, l’editing finale e il missaggio di Marco Mantovani, che si occupa della sua musica dai tempi di Musicultura 2002. Un po’ alla volta il suo mix ha preso forma per essere poi ultimato e masterizzato da Giovanni Versari.
Undici canzoni per un racconto unico, racconto di uno Stato che spesso non c’è, che a volte assomiglia ad una grande e confusa città, come in un gioco o in un fumetto. Si parla dei suoi strani abitanti, gli Italiani, sempre meno riconoscibili, sicuramente spaventati dalla pandemia, ma già da prima predisposti ad una collera collettiva che spaventa anche più dei virus.
Tutte le canzoni sono state scritte e composte da Eugenio Balzani, anche voce e chitarre. Christian Ravaglioli: piano Wurlitzer e synth; Alfredo Gentili: basso; Gianluca Donati: batteria; Paolo Fantini: fiati
Marco Mantovani: editing e missaggio.
Giovanni Versari: Mastering presso studio “La Maestà”.
TRACK BY TRACK
Samurai
Misurarsi con un mondo sempre più frenetico da un lato e accattivante e pieno di promesse dall’altro, ci porta ad avere uno sguardo fisso, che si perde in un vuoto inafferrabile, dove c’è tutto, ma manca sempre di più l’essere umano.
Clara l.r.p.d.
Canzone dedicata alla madre dell’autore.
Il Luna Park dei Pazzi.
La globalizzazione è veicolata dai Social Media che stanno, nel bene e nel male, ridisegnando un mondo nuovo nell’ambito delle relazioni umane. Una specie di Torre di Babele dove però la vita vera, quella di chi scappa per fame o per guerre, è percepita sempre più lontana da noi.
L’Onda Emotiva.
Il calcio è stato un grande amore per il cantautore e nel periodo in cui stava scrivendo il disco Maradona e Paolo Rossi sono scomparsi. Balzani ha vissuto la morte di “Pablito” come un lutto familiare, come se avessi perso un fratello.
Io mi ricordo (ItaliòPolis)
«Io mi ricordo che mi piaceva essere italiano, fin da quando ero piccolo, andavo a scuola e mi sentivo fiero del mio paese, ero un bel po’ povero, ma ero felice, come lo sono i bambini. La televisione mi catturava con tutta una serie di attori, cantanti, soubrette e presentatori che oggi mi sembrano dei giganti. Poi sono arrivati i nani, i troppi soldi, i politici pronti all’incasso, la mediocrità promossa a status quo e tutto è cambiato»
L’Albero della Vita.
Guardare le stelle, in una notte serena, come quando si dormiva in spiaggia con il sacco a pelo e pensare che sono occhi e vite già vissute che tornano, perchè tutto torna, come la foglia, che arriverà con il vento, per riabbracciare il suo albero.
Sentimentale.
C’è una raccolta di racconti di Raymond Carver dal titolo “Di cosa parliamo, quando parliamo d’amore”. L’amore è, spesso, una parodia di se stesso, in molte relazioni, e scivola continuamente da una parte e dall’altra creando nel “sentimentale” un continuo struggimento anche per piccole cose. In quanti equilibri si nasconde un amore?
L’Amore Sovversivo
È la canzone su cui Balzani ha costruito il resto del disco. La perdita della persona a lui più cara, la sorella, in modo improvviso e crudele, ha cambiato completamente il suo modo di vivere.
Le Strade del Jazz.
Alcuni anni fa, vicino alle coste di Lampedusa, affondò una nave di migranti e morirono centinaia di persone. Succede spesso al cantautore di pensare quel tratto di mare come un enorme cimitero acquatico, in cui si muovono migliaia di “fantasmi migranti”. È la prova inconfutabile della progressiva disumanizzazione di fronte ad una delle più grandi tragedie del nostro tempo.
L’Undicesimo Canto.
Il lungo intro strumentale di questo brano ha il sound su cui si è lavorato per la realizzazione del disco. La Recover Band, ossia il gruppo di musicisti che ha accompagnato Balzani in ogni canzone e che, in questo pezzo in particolare, si fa carico di sostenere in un crescendo armonico, una lunga riflessione sulla “specie strana”, gli esseri umani.
Happy Birthday Jesus.
Una ninna nanna, in inglese, per ricordare che la vita è troppo breve per bere del vino cattivo e per vivere una vita cattiva e che quando arriva il Natale è un giorno di festa per tutti.
Si laurea a Bologna presso la facoltà di Medicina e Chirurgia, e attualmente svolge la libera professione nella sua città.
A metà degli anni 90 comincia a scrivere canzoni che finiranno nel suo primo disco “Blu”, un live registrato presso il Teatro Petrella di Longiano (FC), sarà poi finalista nel 2002 e nel 2003 del Premio Città di Recanati organizzato da Musicultura con i brani “Io x Dio x 3e14” e “Normalizzazione”.
Svolge la sua attività cantautorale, quasi esclusivamente in ambito locale, salvo sporadiche apparizioni in manifestazioni inerenti sempre la canzone d’autore (Festival di Mantova, Borgo Sonoro ed altre).
Nel 2012 porta in scena a “Fabbrica” presso Gambettola (FC) uno spettacolo di parole e musica “Dall’Albero alla Nuvola” ispirato al romanzo di Cormac McCarthy “Non è un paese per vecchi”, il suo autore preferito insieme ad Iosif Brodskij e Raymond Carver.
Ha pubblicato quattro raccolte di canzoni Blù (1997), TempOrale (2001), Io x Dio x 3e14 (2013) e ItaliòPolis (2022).
Un concept album che parla di storie di vita, storie di donne, tutte col timbro inconfondibile dell’artista, dal nu soul all’elettro pop.
Release album 29 aprile 2022
“La ragazza di nessuno” è il titolo del primo disco della cantautrice Laura B. Racconta storie di donne e punti di vista in merito alle scelte, la vita e le relazioni.
Sono storie che raccontano personaggi esistenti e storie di personaggi che raccontano storie che esistono. Un piccolo scorcio di umanità visto attraverso gli occhi e poi raccontato dalle parole di una donna che vuole far sentire la sua voce.
I testi acquisiscono un’importanza centrale nella fase creativa del lavoro. Le parole sono indispensabili, ricercate e curate per entrare nella verità delle emozioni con l’intento di usare un linguaggio diretto, privo di fraintendimenti, pur cercando comunque una chiave lirica poetica.
«Credo che questo sia il momento per le donne di raccontare il loro punto di vista, per evitare incomprensioni, essere sempre meno interpretabili e sempre più chiare e dirette» è quanto afferma l’artista.
La ricerca vocale tenta due strade: quella della riconoscibilità e quella dell’interpretazione del sentimento, che deve arrivare chiaro e forte a chi ascolta.
Anche i generi musicali vengono scelti per caricare di significato la parola e creare il giusto clima tra interpretazione, ascolto e trasporto emotivo.
Un disco che cerca di essere chiaro, sincero e il più possibile vero.
TRACK BY TRACK
1.Risiko – Tematica centrale di questo brano è la costante ricerca del senso del vivere e della vita intesa come un gioco fatto di scelte con risultati a volte disattesi.
Risiko inizia con un proverbio, il ponte tra due generazioni che vivono in maniera diversa una società che è oggi in continuo cambiamento, una società veloce che non concede tempo al pensiero pensato.
Nella strofa del brano si racconta lo stato intimo di chi vorrebbe uscire dal circuito di corsa che investe la società, una società vista come indifferente e indaffarata.
Lo special è un momento dedicato alla risoluzione, alla risposta simile ad una visione: i sogni, i desideri si materializzano e fanno rinascere un senso di speranza nella protagonista.
2.Il giorno triste del tuo compleanno – Un brano dai toni nostalgici che richiama il mondo della canzone italiana degli anni ’70 che parla delle relazioni che rimangono sospese nel tempo e nella memoria.
Il passato che non coincide con le aspettative di entrambi, il presente che ricorda e che passa trasformandosi nel futuro.
Un brano dedicato a quelle persone che decidono di terminare una relazione per la sua tossicità o semplicemente per aspettative diverse.
Relazione e amore si separano. La relazione finisce e il sentimento continua, cambiando direzione. Un percorso nella strada del tempo che passa ma che si imprime nel ricordo.
Una riappacificazione con ciò che non ha funzionato, un messaggio di risoluzione e una disponibilità ad una relazione nuova e diversa.
3.La ragazza di nessuno – Questo brano esprime il bisogno di stare in una relazione senza perdersi all’interno di essa. Una sorta di serenata d’amore “contemporanea”. Una dedica che rivela un sentimento sicuro nei confronti della persona amata, ma anche un’affermazione sicura di sé stessi. Un amore complice, d’intesa, di scambio e reciprocità senza dimenticare la propria unicità. L’affermazione di un passato che non è inteso come minaccia, ma come processo di costruzione di quello che si è diventati. L’orgoglio e la felicità di aver intrapreso un cammino che porta alla risoluzione nel presente, con una scelta consapevole di chi si è, di ciò che si vuole e di quello che si intende costruire per sé e insieme all’altro.
4.Elisa – Questo brano è uscito in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne e racconta una storia che vede protagoniste tante donne.
Elisa è una donna con un sogno, un’aspirazione, un’aspettativa legata alla coppia, alla famiglia, al futuro. Elisa capisce che la relazione è minata dal comportamento violento del compagno, ma preferisce sorvolare. E alla fine il luogo sacro dove doveva iniziare la sua vita e il suo futuro diventa la sua fine e il suo eterno.
Spesso si intende un comportamento violento o sbagliato (come una gelosia morbosa) un comportamento legato alla passione dell’amore stesso. Spesso questa interpretazione può creare situazioni violente, a volte senza ritorno.
5.Cristina – Si tratta di un brano pop rock, ricorda il mondo del glam rock. È un brano dai molti significati: la bellezza pura e semplice che viene bramata, rubata e calpestata; l’indifferenza, la superficialità e l’omertà che a volte dilagano nella società; la responsabilità delle azioni “sbagliate” che si riversano sulla vita di chi subisce e i destini rubati.
È un brano arrabbiato che urla a chi non vuol sentire o preferisce far finta di niente.
6.Norma – Questo è un brano che richiama le sonorità classiche del mondo dei cantautori degli anni ’70. Parla di una storia vera, una storia di libertà legata al periodo storico italiano che vede poi la sua risoluzione nel 25 Aprile. La storia di una donna del tempo che parla alla nipote e le racconta della sua giovinezza e del senso della vita, le consiglia come affrontare gli ostacoli e le ricorda l’importanza della libertà come diritto umano conquistato ma soprattutto diritto giusto e lecito. La libertà è la parola chiave del testo e il sottotesto è legato alla parola vita. Un momento intimo tra nonna e nipote per raccontare una storia di libertà e dare un senso umano al vivere.
Laura B è una cantante e autrice di brani inediti italiani e stranieri.
Inizia a calcare i palchi all’età di 17 anni in teatro, esibendosi per alcune compagnie teatrali e prendendo parte alla tournée del musical “Chiuso per western”, vincitore del premio FITA Italia. Proprio in teatro, grazie ad un regista che le propone un pezzo di Janis Joplin (Little Girl Blue) come leitmotiv di un suo personaggio, si avvicina alla musica e al canto.
Comincia l’attività musicale nel 2009 cantando cover in alcune formazioni acustiche ed elettriche in stile black: blues, jazz, soul e rock blues, collaborando tra gli altri con Lalla Francia, Lucio Bardi (chitarrista di Francesco De Gregori), Luciano Ninzatti (turnista di Loredana Bertè).
Nel 2016 incide il suo primo album come cantante leader e autrice di brani in inglese: “Pop hurt” con il gruppo Lemon Squeezers, distribuito dalla Maninalto! Records, con un susseguirsi di numerosi live tra cui: Bum Bum Festival in apertura a Ruggero de I Timidi; Radio Onda D’Urto; Sun Valley Festival in apertura a Giuliano Palma; Carroponte in apertura ai Vallanzaska. Il progetto riscuote un discreto successo e numerose recensioni positive. Nel frattempo si diploma ai Civici Corsi di Jazz di Milano in Canto Jazz.
Nel 2019 partecipa come solista con brani inediti al concorso Sanremo Rock, esibendosi al Teatro Ariston di Sanremo e vincendo il premio ET Team.
Oltre al suo progetto di inediti in italiano, è impegnata in alcuni progetti che valorizzano il talento al femminile. Con il suono inedito del trio Soundscapes, in collaborazione con il bassista Alberto Viganò e il polistrumentista Nicola Gallo, racconta storie di donne, cantautrici, interpreti e autrici nel progetto “Scia”, pubblicato anche nell’omonimo disco dal vivo (2021), e nel progetto “Voglio sentirmi Mia: donne ribelli”, che parte dal repertorio delle sorelle Bertè e racconta storie ribelli e donne ribelli nella musica italiana. Ribelli o rivoluzionarie? Ribelli o donne autentiche?
Con il progetto Women in Woodstock, accompagnata da Manuela Di Gennaro (Mama’s Anthem, Rootical Foundation) e Valentina Benaglia (La Malaleche, Shame & Skandal), porta sul palco le donne che hanno partecipato al festival (che scelse solo cinque progetti di e con donne per tre giorni di musica). È in preparazione uno spettacolo teatrale, con la regista Laura Casati, che mette in relazione Janis Joplin, Grace Slick e Joan Baez con le artiste del giorno d’oggi: uno spettacolo ironico e di denuncia. Le artiste stesse, con le loro testimonianze, collaboreranno alla scrittura dello spettacolo.
Da tre anni è impegnata nel direttivo del gruppo Arcichedonne di Rho che promuove iniziative sulla condizione femminile.
A novembre 2021 esce con un nuovo singolo da solista “Elisa”, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. Successivamente a marzo 2022 esce con un nuovo brano dal titolo “Risiko” e poi col singolo “La ragazza di nessuno”. Per il 29 aprile 2022 è prevista l’uscita del suo primo album.
Un brano dalle sfumature soul in chiave electro pop, che parla dell’unicità di due persone all’interno della coppia.
In radio dal 22 aprile
“La ragazza di nessuno” è il nuovo singolo di Laura B che anticipa il suo primo disco in uscita il prossimo 29 aprile.
È un brano che esprime il bisogno di stare in una relazione senza perdersi all’interno di essa. Una dedica che rivela un sentimento sicuro nei confronti della persona amata, ma anche un’affermazione di sé stessi. Un amore complice, d’intesa, di scambio e reciprocità senza dimenticare la propria unicità. L’affermazione di un passato che non è inteso come minaccia, ma come processo di costruzione di quello che si è diventati. L’orgoglio e la felicità di aver intrapreso un cammino che porta alla risoluzione nel presente, con una scelta consapevole di chi si è, di ciò che si vuole e di quello che si intende costruire per sé e insieme all’altro.
Una coppia che si accetta e trova nella diversità un’occasione di arricchimento. Uno stare insieme per condividere e vivere un amore autentico, in una relazione equilibrata, che abbandona completamente il concetto dello stare insieme per paura della solitudine o per assolvere ai bisogni dell’altro dimenticando sé stessi.
Il brano, registrato e mixato presso le Ombre Studio a Milano, si avvale della direzione artistica di Lele Battista, autore, cantante, musicista e produttore. Al basso il contributo di Alberto Viganò e al Rhodes il polistrumentista Nicola Gallo.
Laura B è una cantante e autrice di brani inediti italiani e stranieri.
Inizia a calcare i palchi all’età di 17 anni in teatro, esibendosi per alcune compagnie teatrali e prendendo parte alla tournée del musical “Chiuso per western”, vincitore del premio FITA Italia. Proprio in teatro, grazie ad un regista che le propone un pezzo di Janis Joplin (Little Girl Blue) come leitmotiv di un suo personaggio, si avvicina alla musica e al canto.
Comincia l’attività musicale nel 2009 cantando cover in alcune formazioni acustiche ed elettriche in stile black: blues, jazz, soul e rock blues, collaborando tra gli altri con Lalla Francia, Lucio Bardi (chitarrista di Francesco De Gregori), Luciano Ninzatti (turnista di Loredana Bertè).
Nel 2016 incide il suo primo album come cantante leader e autrice di brani in inglese: “Pop hurt” con il gruppo Lemon Squeezers, distribuito dalla Maninalto! Records, con un susseguirsi di numerosi live tra cui: Bum Bum Festival in apertura a Ruggero de I Timidi; Radio Onda D’Urto; Sun Valley Festival in apertura a Giuliano Palma; Carroponte in apertura ai Vallanzaska. Il progetto riscuote un discreto successo e numerose recensioni positive. Nel frattempo si diploma ai Civici Corsi di Jazz di Milano in Canto Jazz.
Nel 2019 partecipa come solista con brani inediti al concorso Sanremo Rock, esibendosi al Teatro Ariston di Sanremo e vincendo il premio ET Team.
Oltre al suo progetto di inediti in italiano, è impegnata in alcuni progetti che valorizzano il talento al femminile. Con il suono inedito del trio Soundscapes, in collaborazione con il bassista Alberto Viganò e il polistrumentista Nicola Gallo, racconta storie di donne, cantautrici, interpreti e autrici nel progetto “Scia”, pubblicato anche nell’omonimo disco dal vivo (2021), e nel progetto “Voglio sentirmi Mia: donne ribelli”, che parte dal repertorio delle sorelle Bertè e racconta storie ribelli e donne ribelli nella musica italiana. Ribelli o rivoluzionarie? Ribelli o donne autentiche?
Con il progetto Women in Woodstock, accompagnata da Manuela Di Gennaro (Mama’s Anthem, Rootical Foundation) e Valentina Benaglia (La Malaleche, Shame & Skandal), porta sul palco le donne che hanno partecipato al festival (che scelse solo cinque progetti di e con donne per tre giorni di musica). È in preparazione uno spettacolo teatrale, con la regista Laura Casati, che mette in relazione Janis Joplin, Grace Slick e Joan Baez con le artiste del giorno d’oggi: uno spettacolo ironico e di denuncia. Le artiste stesse, con le loro testimonianze, collaboreranno alla scrittura dello spettacolo.
Da tre anni è impegnata nel direttivo del gruppo Arcichedonne di Rho che promuove iniziative sulla condizione femminile.
A novembre 2021 esce con un nuovo singolo da solista “Elisa”, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. Successivamente a marzo 2022 esce con un nuovo brano dal titolo “Risiko” e poi col singolo “La ragazza di nessuno”. Per il 29 aprile 2022 è prevista l’uscita del suo primo album.
Un manifesto di rinnovamento in quanto a sonorità e temi trattati. Rappresenta la volontà di esplorare orizzonti e generi nuovi restando fedeli unicamente all’identità Gipsy.
Release album 22 aprile 2022
“SBAM!” è l’album che segna una svolta nel sound e nel mindset della band, che si rinnova e trova il suo nucleo operativo nel trio Eusebio Martinelli, Giuseppe Tortorelli (Joe Pantera) e Jacopo Tommasoni (Jack Citronella).
Insieme, i tre scrivono, arrangiano e producono quello che definiscono “il disco della vita”, della ripartenza post covid, dei futuri concerti e della nascita di un figlio per Eusebio.
«Siamo Gipsy dentro e non fuori, non siamo balkan, non siamo folk, non siamo rock, siamo ciò che la nostra curiosità musicale ci spinge a ricercare, senza limiti o preconcetti.
In questo disco abbiamo utilizzato molti suoni assurdi e particolari, ma non abbiamo rinunciato alla nostra natura di musicisti. Infatti è molto “suonato”, con gli strumenti che usiamo sempre e che porteremo anche dal vivo.
Semplicemente abbiamo ricercato nuove possibilità esplorando tutte quelle fornite dai nostri strumenti abituali, come la tromba, che assume mille timbri e ruoli, senza rinunciare all imprescindibile stile di Eusebio».
Anche le chitarre di Jacopo Tommasoni vengono usate in svariati modi per ottenere il maggior numero di timbri differenziati per ogni pezzo, e si trasformano in un un contrabbasso slap gitano in “Tratto leggero”, in un oud arabo in “Alter-ego”, arrivando a snaturarsi completamente per produrre i suoni sintetici di “Calma apparente”.
Tutta la ritmica invece è frutto del lavoro certosino di Giuseppe Tortorelli, che ha architettato lo scheletro e la struttura con il sapiente mix di batterie, percussioni e drum machine. Tortorelli e Tommasoni hanno inoltre curato l’arrangiamento e il sound design.
Per la band, essere Gipsy prescinde dal genere musicale, significa tenere fede ad uno spirito di movimento, avventura ed emozione in ogni circostanza, anche durante i periodi bui, anche se i temi che affrontiamo sono introspettivi e profondi.
Possiamo sperimentare qualunque genere, suonare ogni tipo di strumento e parlare dei temi più disparati, senza perdere la nostra natura primordiale, senza rinunciare all’energia, al movimento e alla danza.
Il centro gravitazionale della band sono i concerti, l’energia del live, il contatto con le persone e l’annullamento di ogni barriera fra palcoscenico e pubblico.
TRACK BY TRACK
Calma apparente – La frase con cui si apre il disco – “Finalmente si balla!” – è un inno di liberazione dopo l’incredibile periodo della pandemia, in cui tutto è cambiato. Calma apparente è un concetto sempre utilizzato nel nostro dizionario e sta ad indicare quello stato in cui sai che sta per succedere qualcosa e devi tenerti pronto ad ogni evenienza. Ma è anche la condizione della vita, dei viaggi, dei dolori e dell’amore, che ti fa stare bene e male, ti salva e ti uccide, ti lascia ad aspettare.
Iguana crash – Il crash “è uno stato della mente”, è un cortocircuito che nasce spontaneamente nei momenti più inaspettati, ad una festa, a pranzo con gli amici, a scuola o al lavoro. È un momento di riflessione interiore, di abbandono, di contemplazione del vuoto, anche di meditazione (perché no?). L’iguana è la metafora che meglio coglie il desiderio di comfort zone, contro le richieste di resistenza, prestazione e potenza che la società ci chiede.
Tratto leggero (feat. Cisco e Tonino Carotone) – È il brano di chi passa attraverso la storia senza lasciare traccia, di chi resta invisibile pur essendo concreto e pur vivendo grandi tragedie o avventure, che è un po’ la storia di tutti noi, che per quanto possiamo sentirci importanti alla fine non lasceremo alcuna traccia con le nostre impronte.
Due grandi artisti sono ospiti in questo brano: Stefano Cisco Bellotti, ex cantante dei Modena City Ramblers, che con il suo enorme carisma e la sua musica ha passato la vita a dare voce agli invisibili con canzoni che hanno fatto la storia.
Tonino Carotone è l’altro artista che in questo brano apporta il suo contenuto filosofico e ci spiega che la vita sarà anche una scatola vuota o senza forma, ma una cosa è sicura: “La vida es una consecuencia del amor”.
Round the fire – Un grido di gioia per la nascita di Leone, il figlio di Eusebio.
È il primordiale desiderio di portare il proprio figlio con sé, intorno al fuoco, ai concerti, con la banda che festeggia la sua nascita, lasciandosi dietro tutto quanto.
Il tuo pensiero diventa emozione, e ogni considerazione sul mondo te la insegna tuo figlio semplicemente regalandoti il sole e lasciandoti senza la necessità di dare spiegazioni.
Il brano vede la collaborazione con la giovanissima Emma Forni, talento emergente dalla voce incredibile che canta insieme alla Gipsy OrkeStar intorno al fuoco!
Babadochia – È il ritorno all’età della pietra, è il momento in cui ritroviamo la nostra natura più remota tornando ad abbracciare le nostre origini e l’atmosfera dell’est Europa. Ruvido come la chitarra, carnale e alienante, mescola istinti primordiali e desiderio di irrazionalità.
Ispirato al mito rumeno di Baba Dochia, la donna che pur di sfuggire al suo destino decide di trasformarsi in dura roccia.
Baila – È il brano che ci fa sognare, quello in cui ci lasciamo andare e ci tuffiamo dentro ad un miraggio. È il brano da serata giusta, quando l’atmosfera è brillante e la notte è stellata.
Alter ego – È il cuore gitano e fuori di testa che corre, grida e impazzisce ridendo come un pagliaccio dal cuore infranto.
Non c’è tempo per pensare, bisogna dare una forma al caos e si può fare solo in movimento.
Questo brano contiene tutta l’energia e la follia della EMGO, dei loro concerti, senza fiato, un treno impazzito che avanza e trascina con sé tutti quelli che lo osservano.
Ja Kuzzi remix – Anche in SBAM!, come in tutti i precedenti album di Eusebio, l’ultimo brano è stato realizzato da un DJ della scena musicale internazionale, il quale ha realizzato la versione “remix” di un brano tratto dal disco precedente della Eusebio Martinelli Gipsy OrkeStar. Il brano scelto a tale scopo è stato lo spumeggiante “Ja Kuzzy” e il DJ che ne ha fatto il remix è il mitico Robert Passera, pioniere della musica cocktail-lounge all’italiana dagli anni ’80 ad oggi.
Come da tradizione il brano remix dell’album farà da accompagnamento musicale al momento dei saluti finali al pubblico in tutti gli spettacoli live della EMGO per lo SBAM! tour 2022.
EMGO (acronimo per Eusebio Martinelli Gipsy Orkestar) nasce dalla mente di Eusebio Martinelli, che dopo una lunga carriera in collaborazione con grandi artisti (Capossela, Bregovich, Negramaro, Sud Sound System, Biagio Antonacci, Modena City Ramblers, Calexico, Demo Morselli, Mark Ribot, Kocani Orkestar e tanti altri) decide di concentrare la sua solida esperienza nel progetto che da ormai 10 anni infiamma le piazze e i festival di tutta Italia ed Europa.
Con i primi tre album, la band dà vita a importanti collaborazioni e tour, arrivando ad attraversare tutti i Paesi europei, da Marsiglia a San Pietroburgo.
Durante la pandemia nascono ben due album, di cui il primo, “Trumpet Explosion”, apre gli orizzonti della band anche verso la musica colta e il mondo dei teatri, in cui Eusebio esprime il proprio virtuosismo e l’amore per la musica di autori come Chopin, Brahms e Paganini, avendo ulteriormente migliorato la propria tecnica studiando intensamente in lockdown.
“SBAM!”, in uscita nel 2022, segna una svolta nel sound e nel mindset della band, che si rinnova e trova il suo nucleo operativo nel trio Eusebio Martinelli, Giuseppe Tortorelli (Joe Pantera) e Jacopo Tommasoni (Jack Citronella).
Insieme, i tre scrivono, arrangiano e producono quello che definiscono “il disco della vita”, della ripartenza post covid, dei futuri concerti e della nascita di un figlio per Eusebio.
Otto tracce dall’atmosfera onirica e sensuale che compongono un viaggio emotivo fra decisioni prese e questioni non affrontate
«Petricore coincide con un inizio, un esordio. Eppure, è il racconto di una fine – o più di una -, con molte sfaccettature, episodi, declinazioni». Daniela D’Angelo
L’esordio solista della cantautrice milanese avviene con un disco denso di emozioni, ricordi e ambientazioni sonore, mentre la musica sviluppa il racconto della paura di scegliere o non scegliere affatto, per non farsi del male.
In “Petricore” c’è l’ansia di essere sbagliati, di non farcela, della mancanza di fiato che causa l’incertezza. Ma c’è anche l’amore e le sue implicazioni nei sentimenti umani, troppo umani. Amore come motore di tutte le relazioni che ci segnano profondamente, siano esse romantiche, di amicizia o di condivisione delle cose più importanti nella vita.
“Petricore” è il nome dato all’odore della terra bagnata, quando appena qualche goccia d’acqua tocca il suolo riarso. Il termine è formato da pétrā (pietra) e ichṓr (secrezione, linfa o il sangue finissimo degli dèi, secondo i Greci) e indica un miscuglio di sostanze che impregna il suolo nei periodi più asciutti. La parola stessa richiama per assonanza il cuore, protagonista di questo lavoro.
L’artwork del singolo, come dell’album è realizzato da Clara Daniele, artista visuale la cui ricerca si basa sull’estetica dell’imperfezione.
Le canzoni che lo compongono sono state scritte in periodi diversi, anche a distanza di anni. Concepite tutte con chitarra e voce, in seguito si sono aggiunti basso (Ivano Rossetti) e batteria (Mamo) e la direzione di Vito Gatto. Il disco è registrato in presa diretta in studio da Guido Andreani, per avere il suono più naturale e caldo possibile. Successivamente sono state aggiunte le parti di elettronica e gli è stata data l’atmosfera onirica e sensuale che lo caratterizza.
Track by track
L’ordine delle tracce di Petricore è stato scelto cercando un andamento coinvolgente per l’ascolto e contemporaneamente di aderire all’idea di un percorso, un viaggio interiore che raccontasse della trasformazione dell’amore, dei rapporti umani legati a esso e naturalmente di noi stessi, argomenti di cui in sostanza tratta tutto il disco.
Questo cuore
È l’inizio del viaggio, dove parti di noi sono in contrasto sull’azione da intraprendere, se riposare e stare inerti oppure agire e, se necessario, bruciare. Inutile dire che si tratta di un conflitto fra la mente e il cuore, dove vince quest’ultimo, perché senza di esso non potremmo continuare a vivere, su nessun piano; perciò, ci si arrende e si inizia il viaggio. Musicalmente la traccia è molto cupa e ipnotica nella sua ripetitività.
Il modo giusto
Quel momento che arriva subito dopo aver scelto di buttarsi e agire seguendo il cuore. In quell’istante non si è del tutto consapevoli di averlo fatto e ancora non si è intrapreso un cammino di cambiamento. Il respiro è affannoso, quasi sincopato… la paura è la paura stessa del cambiamento.
È la canzone in qualche modo più densa di passione, anche fisica, ma raccontata nel testo in modo delicato e sommesso, nel tentativo di addomesticarla e di capirla. Questa passione è presente anche nei suoni avvolgenti e l’esplosione dell’assolo di synth prima dell’ultimo ritornello racconta l’atmosfera di struggimento del brano.
Suppergiù
Il racconto della rabbia che inevitabilmente rimane quando un rapporto importante finisce, sia esso una relazione romantica o un legame molto forte di amicizia. La rabbia è raccontata dall’incalzare della ritmica, quasi ossessiva e dalla parte di basso martellante. Nel testo c’è una ricerca della redenzione dal senso di colpa, dalla disistima e dallo schiacciamento di sé stessi che a volte si percepisce quando si cerca continuamente di compiacere l’altro, snaturandosi e andando incontro alle sue necessità, a volte anche distorte e che non ci appartengono.
Alibi
È un mattino in dormiveglia, in cui ti chiedi dove stai andando, se tutto andrà davvero bene e la risposta è “forse no”. È il ricordo di quando sapevi già che tutto sarebbe andato a rotoli, che il germe della rovina era dentro di te e, soprattutto, nell’altro e che naturalmente si sarebbe incappati per noia in delle distrazioni e dei tradimenti, ma chissà poi come se ne sarebbe usciti. È la presa di coscienza che ci vogliono anni a costruire e un attimo per distruggere tutto. La domanda della canzone è “che cosa è andato storto?”, domanda che inevitabilmente ci si pone e che porta a una carrellata sugli eventi passati, accompagnata dai synth oniricamente avvolgenti e dai suoni estemporanei e taglienti della batteria.
Esercitazioni
Una piccola pausa acustica di riflessione. Anche qui si parla d’amore, ma di quello per la musica, che il più delle volte, attraverso la creazione e la scrittura, aiuta ad andare avanti. Solo scrivendo ci si può riprendere, anche se non si partoriscono opere d’arte eterne. La scelta di lasciare il pezzo chitarra e voce è anche legata alle origini della scrittura stessa ed è un omaggio al cantautorato classico.
L’idea
Pura nostalgia. È il punto in cui ormai una persona per cui si è provato qualcosa, con cui si sono condivisi dei momenti magici, è passata totalmente al piano mentale e astratto, tanto che ormai non la si cerca più come entità fisica in sé, ma come ideale da trovare in cose, situazioni o altre persone. Oramai quella persona quasi non esiste più, non si sa più niente di lei, anche se la si cerca ovunque. L’atmosfera del brano è molto malinconica nei ritornelli, nelle strofe invece la ritmica ha un groove energico, ma delicato.
Butto giù
Brano complementare di “Suppergiù” che racconta di come a volte la vita degli altri ci sembri migliore della nostra e allora forse abbiamo bisogno di fare cadere gli idoli (o le ossessioni) dal piedistallo che abbiamo dato loro. Il gioco di parole si riferisce a quando si ingoia l’amaro o un dispiacere oppure molte birre. In questa canzone la rabbia è più rarefatta, in attesa di un confronto; il sound è molto scuro e sospeso, la ritmica e il bit meno incalzanti, ma comunque il groove è molto denso e presente. All’inizio, nel testo c’è una citazione da “Informazioni di Vincent” di Francesco De Gregori.
Biscotti e sigarette
Un’indolente ballata che chiude il disco. La parte di piano svetta sulle altre parti acustiche e porta con sé un senso di malinconia. Qui si parla a quel tu immaginario a cui in effetti sono dedicate tutte le canzoni di Petricore. È un omaggio a una schiena rimasta sul letto un giorno di sole e a degli occhi di cui non si ricorda più il colore. È un pezzo importante di vita, che torna alla mente solo attraverso qualcuno che canta alla radio.
Daniela D’Angelo è una cantautrice che scrive da che ha memoria e canta il mondo attraverso i propri occhi, chitarra, voce e canzoni. Dal 2012 al 2017 fa parte della band Distinto, con cui realizza innumerevoli live, un EP e due dischi, di cui scrive testi e musiche. Nel 2018 intraprende un percorso solista che inizialmente la vede impegnata, in aggiunta all’assidua attività live, nella produzione del progetto In DA House, lanciato sul suo canale YouTube, che consiste nella realizzazione di video in presa diretta dall’atmosfera intima e raccolta, in collaborazione con altri cantautori e artisti, nella cornice della propria dimensione domestica. Subito dopo inizia il percorso verso la realizzazione del suo primo album solista, Petricore, con la direzione artistica di Vito Gatto (produzione, elettronica e arrangiamenti), Mamo (batteria, arrangiamenti) e Ivano Rossetti (basso, arrangiamenti). Il disco è stato registrato presso il Recording Studio Adesiva Discografica di Paolo Iafelice da Guido Andreani (Cesare Basile, Afterhours, Verdena, Morgan, Elisa, Vinicio Capossela), che ne ha curato anche il mix.
Un viaggio tra sonorità R&B che mira a sentirsi autentici
in radio dall’8 aprile
Lo spazio fra la fine di un viaggio e l’inizio di una relazione basata sull’autenticità. In questo ambiente si colloca Budapest, un brano caratterizzato da sonorità R&B e soul, che ben sintetizzano lo stile musicale di Valerienne.
Suggestiva e ricca di dettagli sonori, la sua ricerca artistica gioca sul coinvolgimento di strumenti musicali singolari nei loro interventi, ma fortemente connessi.
Valeria Bordelletti in arte Valerienne nasce a Teramo nel 2000. Artista giovane ed eclettica, musicista sassofonista nel conservatorio Gaetano Braga, prende parte a numerose orchestre, formazioni di fiati ed ensemble in Austria, Slovenia e nel nord Italia.
Da sempre appassionata di musica e canto, pubblica i suoi primi singoli a 19 anni riscontrando un sorprendente feedback positivo dal pubblico. Vince il premio Pigro 2021 «miglior cover» e partecipa alla settantaduesima edizione di Sanremo, proponendo un suo inedito a Casa Sanremo, continuando nel frattempo la scrittura di numerosi inediti da pubblicare nel corso dell’anno. Budapest, in uscita ad aprile, è il primo di questi.
Un nuovo lavoro in cui Monica P si mette musicalmente a nudo, recuperando la centralità di voce e scrittura. Un dialogo con se stessa e con l’altro, che aiuta a stare meglio.
Artwork Ziegler&Ziegler
Release ep 25 marzo
In questo progetto l’artista vuole spogliarsi dalle cose superflue, dagli arrangiamenti e dalle mode del momento: si tratta di canzoni dove si mette in gioco semplicemente mostrando la sua parte più intima senza riserve, senza voler piacere a tutti i costi. Un atto creativo spontaneo e molto personale, che mette in luce le varie parti di Monica: quella intima, profonda e sensuale (come nei brani “Senza di noi” e “Parlami d’amore”), quella ironica, folle e bizzarra (come in “Tutto a posto”), quella che osserva il mondo, anche con un po’ di pungente sarcasmo (ne “La vita è un gran casino”).
«Canzoni dai suoni e arrangiamenti volutamente scarni, dove protagoniste sono la mia voce e la mia chitarra, per mostrare il mio mondo nella sua essenza, tenendolo al riparo dal frastuono della società e delle mode del momento» così racconta Monica P.
Le radici affondano, sin dal primo disco della cantautrice, in un gusto musicale rock alternative anni ‘70/’80, in un atteggiamento interiore punk e anticonformista, nel bisogno di essere “vera” e talvolta “cruda” nella scelta delle parole, nella necessità di abbandonarsi alle emozioni, nel bisogno di una protesta sociale spesso descritta nei suoi brani.
Un suono che si rileva subito come non tipicamente italiano (da qui anche la scelta delle diverse collaborazioni internazionali dell’artista). Ma con questo lavoro va ancora oltre, un EP venuto da un “tempo fuori dal tempo”, dove tutti noi abbiamo dovuto, per forza di cose, fare i conti con noi stessi e con le cose più piccole ed essenziali: due anni di cambiamenti in periodo Covid e post Covid – l’era delle forzature, delle paure, del reinventarsi o dell’affondare – in cui abbiamo dovuto guardarci dentro e fuori.
L’EP “Appunti per restare sana” diventa quindi un diario di annotazioni profonde di Monica P a cui tutti possono attingere e, allo stesso tempo, un personale dialogo con se stessa.
TRACK BY TRACK
“Senza di noi”
Una storia d’amore, uno spazio alieno, magico e sospeso, un’atmosfera rilassata e sensuale, dove protagonista è l’intimità, non curante di quello che c’è fuori.
È questa la chiave di lettura del primo singolo estratto di questo EP, dove la cantautrice ci lascia immaginare una stanza al di fuori del rumore del mondo, tenuto volutamente lontano. Voluta è anche la scelta sonora e di arrangiamento del brano, scarno ed essenziale, che mette a nudo la voce della cantautrice.
“Parlami d’amore”
Un brano dal portamento blues, costruito su un riff di chitarra volutamente grezza, dove emergono al tempo stesso disillusione, sogno e speranza, in un’atmosfera che rimanda vagamente a liriche del passato. Un invito a vivere il presente, ad essere meno severi con se stessi, ad apprezzare le piccole cose, a credere ancora nell’amore.
“La vita è un gran casino”
Il brano descrive, con apparente leggerezza e introduttivo sarcasmo, la vita nelle sue sfaccettature e contraddizioni. Il riferimento, mai esplicitato, è al lungo periodo difficile che abbiamo tutti attraversato e che ci ha tenuti distanti. L’inciso canta l’urgenza di tornare al contatto fisico, a stare insieme, a vivere emozioni.
“Tutto a posto”
La chiave di tutto il brano è la follia, quella che – se sai riconoscere – ti risveglia, ti rende vivo e spesso dà persino la soluzione ai problemi. Questo brano è la presa di coscienza di un rapporto ormai diventato routine, la rivelazione che tornare ad essere se stessi è la vera fonte di felicità. Un brano ironico, ruvido e diretto, in perfetto stile Monica P.
Testi e musica: Monica P
Brani arrangiati, suonati, prodotti e missati da Monica P e Momo Riva al TdE studio.
Monica P è una cantautrice torinese versatile, che intreccia con naturalezza la scuola del pop d’essai nazionale al portamento cosmopolita maturato tra viaggi, ascolti e frequentazioni artistiche di matrice anglosassone. La sua vocazione artigianale l’ha portata a contatto diretto con molti strumenti, rendendola indipendente nella composizione dei brani e nella messa a fuoco della forma canzone.
Ha iniziato a esprimersi pubblicamente in prima persona nel 2010 con l’album “A volte capita”. E capitò sul serio che la critica si accorgesse di lei e che il MEI la premiasse e la coinvolgesse nei suoi progetti su scala nazionale.
Nel 2011 “Libera”, brano estratto da “A volte capita”, viene inserito nella compilation “Female do it better”, con nomi importanti del cantautorato italiano e internazionale. Nello stesso anno ha vinto il Premio MEI Super Sound al Radio Flyweb Festival.
Nel 2012 il MEI ha scelto ancora una volta il brano “Libera” per “L’onda rosa indipendente”, che dà voce alle migliori figure femminili emergenti in Italia. La sua versione di “Carry me” è stata inserita nella compilation “Il rock è femmina” di Pirames International.
Il secondo capitolo discografico è stato “Tutto brucia”, un salto di qualità certificato anche dalle collaborazioni eccellenti con colleghi di prestigio quali i Sacri Cuori, JD Foster (Cassandra Wilson, Pan del Diavolo), Giovanni Ferrario (PJ Harvey, Morgan), Vicki Brown (Calexico, Hugo Race & Fatalist) e dal duetto con l’australiano Hugo Race (Fatalists, The True Spirit, Nick Cave and the Bad Seeds), che per la prima volta ha cantato in Italiano nel suo brano “Come un cane”.
Nel 2017 è uscito il terzo album, “Rosso che non vedi”, in rotta di collisione con i cliché dell’ambiente indipendente italiano e moltiplicazione, più che sintesi, di suoni e vena lirica messi in mostra nei due dischi precedenti. Ricerca personale e denuncia sociale, dimensione onirica e malinconia blues si avvicendano in un viaggio che dal vivo rapisce lo spettatore e lo porta nel mondo di Monica P, magnetica quanto essenziale e senza fronzoli nel rendere universali le emozioni individuali.
Nel corso di questi anni, Monica P ha suonato con i suoi musicisti in tutta Italia, aprendo anche concerti a Hugo Race, Nada, Tricarico, Paola Turci.
Nel 2018 ha vinto il Premio Nuovo IMAIE al Premio Bertoli 2018.
“Indivenire Tour” è la tournée estiva che, nel corso di giugno e luglio 2019, ha visto impegnata Monica P in tutta Italia con il suo trio.
Selezionata dal Club Tenco, si è esibita alla prima serata de Il Tenco Ascolta 2021 che ha visto la partecipazione speciale di Cristiano Godano.
Il 7 gennaio 2022 pubblica “Senza di noi”, primo singolo estratto dal suo nuovo lavoro; il 14 febbraio “Parlami d’amore” e l’11 marzo il terzo singolo “La vita è un gran casino”: tutti estratti dall’EP in uscita il 25 marzo dal titolo “Appunti per restare sana”.
Monica P si prepara intanto ai live che la vedranno in una nuova formazione e che ripartiranno proprio dalla sua città di origine, prima data l’8 maggio al Jazz Club di Torino.
La quotidianità di un amore sfiorito tra influenze alternative indie e pop
In radio dal 25 marzo
“Carta da zucchero” racconta l’epilogo di quella che sembrava essere una nascente storia d’amore, interrotta dall’incapacità di incastrarsi e di conciliare obiettivi diversi: da una parte c’è un “cuore da clochard”, un cuore girovago che non ha intenzione di trovare riparo in un sola persona; dall’altra c’è chi spera, ogni giorno di più, di poter condividere con l’altro la quotidianità delle piccole cose.
«L’ispirazione per questo pezzonasce dall’ascolto di “Tu non mi basti mai”, la mia canzone preferita di Lucio Dalla.
In quel periodo della mia vita non ero al massimo della mia creatività, non avevo niente da dire e sentivo soltanto il bisogno di rispecchiarmi nelle parole degli altri, ma quel pezzo è stato uno spunto per pensare a quanto sia meraviglioso, quando si è innamorati, voler condividere una piccola parte della quotidianità della persona che ami.
I ricorrenti “vorrei essere” presenti nel testo di Dalla, sono diventati i miei “volevo essere”, seguiti da un forte senso di malinconia e nostalgia nei confronti di una relazione sfiorita. “Carta da zucchero” è una dedica, il destinatario la sa a memoria da mesi e ne sono felice» La Commare.
Il testo è un susseguirsi di immagini di vita quotidiana, misto a giochi di parole ricorrenti nella scrittura de La Commare.
La musica si muove tra influenze alternative indie e pop.
La Commare, classe ‘02, è una giovane cantautrice siciliana. Comincia a muovere i suoi primi passi nel mondo della musica già da piccolissima: nel 2012 partecipa al programma “Ti Lascio Una Canzone” in onda in prima serata su Rai 1 condotto da Antonella Clerici. Si accosta allo studio del pianoforte, ma ben presto manifesta una forte attrazione nei confronti del basso elettrico. Nel 2019 partecipa al talent “The Voice Of Italy” in onda su RAI2, dove, nonostante un’interessante battle al basso con Morgan, decide di entrare nel Team di Elettra Lamborghini.
Secondo brano estratto dall’album d’esordio “Romantico Punk”, un pezzo che parla di amore immaginato, ma anche di vita.
«Un amore finito sul nascere, immaginato, un ricordo futuro. Una vita in loop dalla quale si può uscire grazie alla tenerezza. La tenerezza che ci manca, la voglia old school di cantarle una serenata di periferia. Un ritmo lento in 3 / 4 dove l’accordo di Sol non arriva mai, tranne che alla fine, ma a volte è più bello quello che non c’è, quello che non è mai stato, che quando passa un attimo ti sorprende.» Fred Branca
Questo brano è il secondo singolo estratto dal primo album dell’artista genovese, uscito per la sua label Cane Nero Dischi lo scorso ottobre, un disco suonato interamente da lui, accolto con ottimi consensi.
Dicono di “Romantico Punk”
«Fred Branca arriva nel profondo, racconta con una naturalezza invidiabile ed universalizza sensazioni e sentimenti personali; il respiro di “Romantico Punk” è ampio, avvolgente e seducente rivelando il lato dolce del punk.» Low Music
«…questo “Romantico punk” si differenzia dalla gran massa della produzione italiana per originalità e freschezza, ricordandoci il motivo per cui (nell’accezione migliore) si definisce questo tipo dì musica “leggera”» Music Map
«Un lavoro che tra pop ricercato (Un temporale), indie, elettronica (Il martello tecno di Percussioni Latine) e un soul (Ballo come mi pare), guarda al di fuori dei confini nazionali con un pizzico di ambizione» Rumore
«Un disco piacevole, bello, non leggero ma neanche viscoso. Un lavoro che dall’indie italiano devia verso una personalità non troppo facilmente localizzabile.» Ophelia Blog
«“Romantico Punk” ci arriva molto come suono di liberazione, di emancipazione, come lavoro che dal lato leggero e “punk” della vita arriva poi alle direttive più intime e personali… dentro c’è quel piglio ironico con cui denunciare la vita e i suoi protagonisti.» Mondo Spettacolo
Fred Branca è il nome d’arte di Federico Branca Bonelli, batterista, produttore e autore. Fondatore dell’etichetta Cane Nero Dischi. Ha collaborato con diversi artisti solisti, band e teatri (Marta sui Tubi, En Roco, Kramers, BluNepal, Technoir, Uli e moltissimi altri). “Romantiko Punk” è il suo disco d’esordio da solista: 8 tracce tra pop elettronica e r&b, tutto suonato interamente da lui, il cui primo singolo estratto è “Come un animale”. Il disco è uscito il 15 ottobre 2021 a cui ha fatto seguito l’uscita del singolo “Giorni strani”, il 18 febbraio 2022.
È uscito proprio a San Valentino: un invito a vivere il presente, ad essere meno severi con se stessi, ad apprezzare le piccole cose, a credere ancora nell’amore.
Artwork Ziegler&Ziegler
In radio dal 14 febbraio
Un brano dal portamento blues, costruito su un riff di chitarra volutamente grezza, dove emergono al tempo stesso disillusione, sogno e speranza, in un’atmosfera che rimanda vagamente a liriche del passato.
«Un dialogo interiore in cui tutti possono identificarsi, un invito a riconnettersi profondamente con se stessi e ad accedere ai sogni che abbiamo messo da parte per qualche motivo, o che sono andati infranti. La voglia di quello “stare bene” che tutti possiamo raggiungere se lo vogliamo, guardando dentro e non fuori.»Monica P
Monica P è una cantautrice torinese versatile, che intreccia con naturalezza la scuola del pop d’essai nazionale al portamento cosmopolita maturato tra viaggi, ascolti e frequentazioni artistiche di matrice anglosassone. La sua vocazione artigianale l’ha portata a contatto diretto con molti strumenti, rendendola indipendente nella composizione dei brani e nella messa a fuoco della forma canzone.
Ha iniziato a esprimersi pubblicamente in prima persona nel 2010 con l’album “A volte capita”. E capitò sul serio che la critica si accorgesse di lei e che il MEI la premiasse e la coinvolgesse nei suoi progetti su scala nazionale.
Nel 2011 “Libera”, brano estratto da “A volte capita”, viene inserito nella compilation “Female do it better”, con nomi importanti del cantautorato italiano e internazionale. Nello stesso anno ha vinto il Premio MEI Super Sound al Radio Flyweb Festival.
Nel 2012 il MEI ha scelto ancora una volta il brano “Libera” per “L’onda rosa indipendente”, che dà voce alle migliori figure femminili emergenti in Italia. La sua versione di “Carry me” è stata inserita nella compilation “Il rock è femmina” di Pirames International.
Il secondo capitolo discografico è stato “Tutto brucia”, un salto di qualità certificato anche dalle collaborazioni eccellenti con colleghi di prestigio quali i Sacri Cuori, JD Foster (Cassandra Wilson, Pan del Diavolo), Giovanni Ferrario (PJ Harvey, Morgan), Vicki Brown (Calexico, Hugo Race & Fatalist) e dal duetto con l’australiano Hugo Race (Fatalists, The True Spirit, Nick Cave and the Bad Seeds), che per la prima volta ha cantato in Italiano nel suo brano “Come un cane”.
Nel 2017 è uscito il terzo album, “Rosso che non vedi”, in rotta di collisione con i cliché dell’ambiente indipendente italiano e moltiplicazione, più che sintesi, di suoni e vena lirica messi in mostra nei due dischi precedenti. Ricerca personale e denuncia sociale, dimensione onirica e malinconia blues si avvicendano in un viaggio che dal vivo rapisce lo spettatore e lo porta nel mondo di Monica P, magnetica quanto essenziale e senza fronzoli nel rendere universali le emozioni individuali.
Nel corso di questi anni, Monica P ha suonato con i suoi musicisti in tutta Italia, aprendo anche concerti a Hugo Race, Nada, Tricarico, Paola Turci.
Nel 2018 ha vinto il Premio Nuovo IMAIE al Premio Bertoli 2018.
“Indivenire Tour” è la tournée estiva che, nel corso di giugno e luglio 2019, ha visto impegnata Monica P in tutta Italia con il suo trio.
Selezionata dal Club Tenco, si è esibita alla prima serata de Il Tenco Ascolta 2021 che ha visto la partecipazione speciale di Cristiano Godano.
Il 7 gennaio 2022 è uscito il singolo “Senza di noi”, primo estratto dal suo nuovo lavoro, un EP con uscita prevista per il 25 marzo.
Sonorità cupe fanno da sottofondo a questo brano dove un amore non corrisposto lascia un senso di solitudine a cui non è facile abituarsi.
IN RADIO DAL 21 GENNAIO
Brano dalle cupe influenze drum’n’bass e dream pop, con loop riprodotto in maniera quasi ossessiva, racconta le conseguenze di un amore non corrisposto: solitudine, sentimento di rifiuto, impatto sulla propria autostima, profonda sofferenza. C’è la consapevolezza di doversi abituare, ma gli occhi della persona amata fanno sentire intrappolati in un sentimento intenso senza via d’uscita.
Mi devo abituare è il secondo singolo estratto dall’album d’esordio “Coccodrillo bianco”, i cui testi sono stati scritti in diversi anni e i temi trattati, alcuni molto delicati come depressione, ansia, solitudine, amori non corrisposti, vengono in qualche modo esorcizzati attraverso sonorità elettro-dance e synth-pop.
Il titolo dell’album è ispirato ad una storica canzone di Alberto Radius dedicata ai “coccodrilli bianchi” che da decenni, secondo la credenza popolare, avrebbero preso il possesso delle fogne di New York, cibandosi di scarti e ratti. Nel corso degli anni, il termine “coccodrillo biano” è stato utilizzato da tutti coloro che rifiutano l’ipocrisia, il materialismo, la gabbia dorata della società odierna e preferiscono rimanere al buio delle fogne in attesa, un giorno, di prendere il possesso di questa società malata e dedita alla superficialità e all’apparenza.
DICONO DI LUI
«“Coccodrillo bianco” è sicuramente un disco impegnato e impegnativo per un pop d’autore che sa farsi leggero e serioso nel momento giusto. » Cherry Press
«Si intitola “Coccodrillo bianco” il primo lavoro ufficiale di Marco Cignoli, che rispolvera vecchie scritture, ma che soprattutto si concede il coraggio di nuovi storytelling, leggeri e impegnati allo stesso tempo»Raro più
«E forse è proprio l’emancipazione personale che trova ampio respiro dentro questo disco di gustoso pop colorato e industriale. Suoni digitali ma anche un respiro umano che non smette mai di affascinare.» Ophelia Blog
« . . .Ma proprio lì sta la forza: anche dentro contenitori dai margini severi, esiste uno spazio entro cui liberarsi e costruire la propria unicità. Disco dunque capace di rivelare una biografia preziosa contro le apparenze superficiali.» Mondo Spettacolo
«“Coccodrillo bianco” è come un viaggio in macchina con l’amico di sempre: il tempo passa veloce, piacevolmente e si vorrebbe che non finisse mai.» Low Music
L’esordio nella musica avviene nel 2010 grazie al singolo corale a scopo benefico “Noi Siamo Qui” scritto e prodotto da Michael Righini. Nel 2018 pubblica il primo singolo “Can You Love Me“, prodotto da Alessandro Porcella. Nel 2020 collabora con Dj Sheezah alla realizzazione di due singoli: “Figlio Imperfetto” e “La mia Mercedes”.
Come reporter televisivo, nel 2012 avvia una collaborazione con Tele Pavia Web e un lungo matrimonio con Occhio Pavese, principale web tv del territorio per la quale conduce, scrive e produce centinaia di programmi, eventi dal vivo e interviste. Nel 2015 presenta l’evento esclusivo di Loredana Bertè al Caffè Letterario di Roma. Nel 2018 conduce la 21° edizione del VideoFestival Live con Consuelo Orsingher e Mara Maionchi. Dal 2018 frequenta con successo il corso di conduzione radiofonica presso l’Accademia 09 di Milano. Nel 2019 è autore e conduttore per alcune emittenti radiofoniche. L’anno successivo, dal teatro de La Triennale di Milano, presenta il prestigioso Premio Virtù Civica. A febbraio 2020 pubblica l’opera letteraria “Francesco Cignoli: all’ombra della quercia“, basata su tre memoriali lasciati in eredità da nonno Francesco al nipote Marco. Il libro entra nella top25 Amazon delle biografie più acquistate in Italia. Da novembre dello stesso anno conduce il programma quotidiano “Happy Day” su Babayaga Tv, la rete televisiva musicale disponibile sul canale 601 del digitale terrestre. Per la web tv Jab Media Tv realizza interviste e reportage.
Il 15 ottobre 2021 esce il suo primo album dal titolo “Coccodrillo bianco”.
Un nuovo lavoro in cui Monica P si mette musicalmente a nudo, recuperando la centralità di voce e scrittura
Artwork Ziegler&Ziegler
In radio dal 7 gennaio
Una storia d’amore, uno spazio alieno, magico e sospeso, un’atmosfera rilassata e sensuale, dove protagonista è un’intimità non curante di quello che c’è fuori.
È questa la chiave di lettura del nuovo singolo di Monica P “Senza di noi”, in cui la cantautrice lascia immaginare una stanza al di fuori del rumore del mondo, tenuto volutamente lontano. Così come voluta è stata la scelta sonora e di arrangiamento del brano, scarno ed essenziale, con la voce di Monica P che diventa protagonista della canzone.
«I vetri tremano» e forse «la casa crollerà», ma gli amanti non se ne curano, perché riescono ad abbandonarsi completamente, estraniandosi da tutto quanto il resto, vivendo appieno la bellezza e la magia della loro storia. Con questa immagine l’amore e la coppia tornano l’unico centro possibile, capaci solo insieme di affrontare ciò che è altro da loro.
«Questo brano è una sorta di riassunto del percorso narrato nell’Ep, un lavoro che è nato come atto sia di liberazione che di riscoperta, in cui il racconto dell’essenzialità dei rapporti umani è coinciso con una scelta stilistica “minimale”, liberata da orpelli e armonizzazioni per raggiungere un’istintiva purezza di suoni» Monica P
Monica P è una cantautrice torinese versatile, che intreccia con naturalezza la scuola del pop d’essai nazionale al portamento cosmopolita maturato tra viaggi, ascolti e frequentazioni artistiche di matrice anglosassone. La sua vocazione artigianale l’ha portata a contatto diretto con molti strumenti, rendendola indipendente nella composizione dei brani e nella messa a fuoco della forma canzone.
Ha iniziato a esprimersi pubblicamente in prima persona nel 2010 con l’album “A volte capita”. E capitò sul serio che la critica si accorgesse di lei e che il MEI la premiasse e la coinvolgesse nei suoi progetti su scala nazionale.
Nel 2011 “Libera”, brano estratto da “A volte capita”, viene inserito nella compilation “Female do it better”, con nomi importanti del cantautorato italiano e internazionale. Nello stesso anno ha vinto il Premio MEI Super Sound al Radio Flyweb Festival.
Nel 2012 il MEI ha scelto ancora una volta il brano “Libera” per “L’onda rosa indipendente”, che dà voce alle migliori figure femminili emergenti in Italia. La sua versione di “Carry me” è stata inserita nella compilation “Il rock è femmina” di Pirames International.
Il secondo capitolo discografico è stato “Tutto brucia”, un salto di qualità certificato anche dalle collaborazioni eccellenti con colleghi di prestigio quali i Sacri Cuori, JD Foster (Cassandra Wilson, Pan del Diavolo), Giovanni Ferrario (PJ Harvey, Morgan), Vicki Brown (Calexico, Hugo Race & Fatalist) e dal duetto con l’australiano Hugo Race (Fatalists, The True Spirit, Nick Cave and the Bad Seeds), che per la prima volta ha cantato in Italiano nel suo brano “Come un cane”.
Nel 2017 è uscito il terzo album, “Rosso che non vedi”, in rotta di collisione con i cliché dell’ambiente indipendente italiano e moltiplicazione, più che sintesi, di suoni e vena lirica messi in mostra nei due dischi precedenti. Ricerca personale e denuncia sociale, dimensione onirica e malinconia blues si avvicendano in un viaggio che dal vivo rapisce lo spettatore e lo porta nel mondo di Monica P, magnetica quanto essenziale e senza fronzoli nel rendere universali le emozioni individuali.
Nel corso di questi anni, Monica P ha suonato con i suoi musicisti in tutta Italia, aprendo anche concerti a Hugo Race, Nada, Tricarico, Paola Turci.
Nel 2018 ha vinto il Premio Nuovo IMAIE al Premio Bertoli 2018.
“Indivenire Tour” è la tournée estiva che, nel corso di giugno e luglio 2019, ha visto impegnata Monica P in tutta Italia con il suo trio.
Selezionata dal Club Tenco, si è esibita alla prima serata de Il Tenco Ascolta 2021 che ha visto la partecipazione speciale di Cristiano Godano.
Un manifesto esistenzialista che ha nella voce la sua identità principale
Release album 7 gennaio
Il primo EP di Melina è un manifesto esistenzialista. La cantautrice si descrive nella maniera più sincera possibile attraverso il suo principale mezzo di comunicazione: la musica. Ne risulta un dialogo con se stessa, con la società che la circonda, con l’astrazione del tempo.
Composto ed arrangiato interamente dalla stessa cantautrice, l’EP contiene quattro brani in italiano, ognuno con un proprio mondo sonoro, caratterizzati da un linguaggio sintetico e profondo. In questo piccolo viaggio esistenziale tra i ritmi latin jazz di “Come hai detto?”, i cori di influenze nordiche di “Non sapermi bastare”, lo scat di “Tempo” e i colori di “Essere semplice”, la voce è sicuramente l’elemento caratterizzante. La sovraincisione delle voci crea, infatti, atmosfere insolite ed affascinanti, a volte buffe, in un costante effetto sorpresa. Nonostante le sonorità insolite, il tutto riesce a muoversi all’interno della leggerezza delle armonie di una canzone pop italiana.
Inoltre, Melina stessa ha realizzato la copertina del disco a mano, facendo un collage con pezzi di giornale tra cui pezzi di quadri di Hilma af Klint.
«Vivo e alimento la mia musicalità tramite l’improvvisazione, che svolge un ruolo fondamentale nella creazione dei miei brani. Per molto tempo ho vissuto nella mia testa, tra i miei sogni visionari, immaginando un giorno in cui avrei avuto i mezzi per comunicare e condividere attraverso la musica. Da questo il titolo dell’EP “Esiste!”, perchè, “Melina” esiste davvero e non è più solo una visione solitaria. Ho scelto di seguire la voce e di trovare un posto nel mondo che fosse adatto a me: da quando ho fatto questa scelta non ho mai smesso di sentirmi nel posto giusto al momento giusto. Questo EP è il primo piccolo passo concreto verso la realizzazione del desiderio di condividere le mie idee con altri musicisti, qualcosa che mi permette di esistere, a modo mio». Melina
TRACK BY TRACK
Come hai detto?
Canzone dai ritmi latin jazz, è un autoritratto autoironico caratterizzato dalla presenza di molti effetti sorpresa, a sottolineare il bizzarro scontro tra chi racconta e la realtà. Un Inno all’inadeguatezza, all’incomunicabilità ed ai sogni ad occhi aperti. Racconta il disagio di chi vive di una leggerezza non superficiale, di un modo di ascoltare non basato sulle parole ma su ciò che tra le righe e di pancia le situazioni e le persone trasmettono. (Diana Paiva Cruz alla batteria, Sergio Mariotti al basso, Giovanni Ghizzani al pianoforte, Federico Privitera alla tromba, Joele Gerardi al trombone e Matteo Valentini al sax contralto)
Non sapermi bastare
In un’atmosfera eterea e sospesa, su un coro leggero e sognante trasportato dal vento, parole che andrebbero urlate vengono sussurrate. Ritratto intimo dello smarrimento e dell’insicurezza, nel finale si apre al cielo in una danza di voci catartica e malinconica per poi dissolversi tornando al punto di partenza. Una nenia da cantare dolcemente a se stessi quando ci si sente privi di direzione, nella vastità di un mondo in cui è molto semplice farsi del male e non sapersi bastare. Brano solista, composto da voci sovraincise e da effetti di tastiera sovrapposti, suonati dalla stessa cantautrice.
Tempo
Una piccola parentesi colorata, il ticchettio frenetico di un orologio vocale. Brano più recente e breve dei quattro, composto da un loop di sole voci, racconta la sensazione del tempo che stringe, l’ansia di essere, di fare e di creare. Un modo per esorcizzare la pesantezza del tempo perso, il dolore delle mani scorticate dal troppo aspettare.
Essere semplice
Un brano che attraversa molte atmosfere: dal riverbero del ticchettio di un orologio in una stanza vuota fino al canto libero e fiero di un sassofono. Dal punto di vista dell’arrangiamento è il brano più sperimentale dell’EP, pieno di voci sovraincise particolari che spaziano tra dolci melodie, bizzarre risatine compiaciute, fischietti, soffi e scricchiolii. Il ritornello è un mantra da cantare quando si è sopraffatti dall’ideale di perfezione che spesso ci imponiamo: “essere semplice, essere reale, non c’è niente più da desiderare”. La società e la nostra natura ci portano ad idealizzare noi stessi, ad avere obiettivi irrealistici che ci fanno solo soffrire. Trovare la propria natura sincera è qualcosa che richiede molta energia perché ci porta a fare i conti con tutti gli strati di ego che indossiamo ogni giorno. La semplicità infatti è una cosa molto complessa a differenza di ciò che si potrebbe pensare. Questo brano invita ad andare oltre la voglia di apparire, oltre il giudizio con cui limitiamo il nostro essere, a ricordarci che siamo “unici ed animali”, quindi imperfetti e liberi, semplici e reali. (Con Diana Paiva Cruz alla batteria, Sergio Mariotti al basso e Giovanni Longo al sax contralto)
Registrato allo studio Spectrum da Roberto Passuti, Mixato e Masterizzato da Filippo Bubbico (Soundvillage Studio Records)
Carmen Lina Ferrante alias Melina, nasce nel 1996 a Canosa di Puglia (BT) e vive e studia a Bologna dal 2016. Durante la sua vita si è dedicata a tutte le arti: ha studiato Tip Tap per 3 anni, danza classica e contemporanea per 15 anni, ha partecipato come attrice in vari spettacoli del collettivo teatrale della sua città e disegna. Il filo conduttore della sua vita però è sempre stata la musica, respirata in famiglia grazie ai suoi genitori.
Cresciuta tra le note dei cantautori italiani e della musica popolare salentina, si è avvicinata allo studio della musica ad 11 anni, prima con il direttore d’orchestra Salvatore Sica, poi con il pianista jazz Pietro Lomuscio e la cantante Floriana Casiero.
Dopo aver studiato canto moderno, ha scelto di dedicarsi all’improvvisazione vocale con Gianna Montecalvo per poi accedere al conservatorio G.B. Martini di Bologna, dove, con la docente Diana Torto, ha conseguito il Diploma Accademico di I Livello in Canto jazz con lode e menzione d’onore. Parallelamente agli studi accademici ha seguito un percorso individuale di tecnica vocale ma soprattutto di profonda crescita artistica con Albert Hera, specializzato in circlesinging e one man band, con il quale dal 2019 fa parte del gruppo vocale “Real Circle Project”. Con quest’ultimo ha cantato al Moncalieri jazz festival 2019, ha partecipato al convegno “La voce artistica” di Ravenna per la presentazione del microfono a sei dimensioni della Sound6d ed ha preso parte all’opera “Beatrice”, composta e diretta da Roger Treece (arrangiatore di Bobby McFerrin candidato a 3 Grammy Awards) con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Rita Marcotulli, Pino Insegno e Alessia Navarro.
Durante gli anni ha suonato in duo, trio, quartetto, big band jazz ed orchestra classica, con band pop, soul e funky, per svariati eventi, locali e associazioni, tra cui Binario 69, Guasto Village, Cantina Bentivoglio Bologna jazz festival, Moncalieri jazz festival, Italian Swiss jazz Festival, Bologna Festival, Iuc Concerti alla Sapienza e Ferrara Musica.
Nel 2021 ha partecipato al concorso nazionale Chicco Bettinardi per nuovi talenti del jazz italiano vincendo il primo premio della sezione cantanti. Sempre nel 2021 ha registrato il suo primo EP di inediti “Esiste!” dando il via al suo progetto solista “Melina”: influenzata dal pop jazz italiano e da artisti come Agnes Obel, Barbatuques e Tune Yards, ricerca una sonorità che sappia esprimere in modo essenziale, originale e profondo la sua introspettività giocosa e colorata.
Un inno all’inadeguatezza, all’incomunicabilità ed ai sogni ad occhi aperti
In radio dal 10 dicembre
“Come hai detto?” racconta la voglia di non scendere a compromessi con la superficialità e le chiacchiere. Un autoritratto ironico caratterizzato dalla presenza di molti effetti sorpresa, a sottolineare il bizzarro scontro tra sogno e realtà. Al centro del brano l’idea di non riuscire ad affermarsi, comunicare, restare ancorati al presente. Lontano dal chiacchiericcio e dalla superficialità c’è chi preferisce lasciare la mente libera di vagare, di fantasticare, di visualizzare, di immaginare, di ricordare. Una canzone dedicata a chi, se non ha niente da dire, preferisce andare via piuttosto che cimentarsi in discorsi vuoti. Il tutto raccontato sul delicato equilibrio di un suono che nasce dall’improvvisazione, attinge al jazz con armonie pop e abbraccia ritmi di influenza latin.
«Alcune persone fanno fatica a restare ancorate alla realtà non perchè non vogliano ascoltare, ma perchè sono sovrastate dalle sottotrame emotive del momento, dal loro flusso interiore e da ciò che di pancia l’altro sta trasmettendo. Questo brano è dedicato a tutti quelli che si riconosceranno nelle mie parole. » Melina.
Composto e arrangiato da Carmen Lina Ferrante, registrato allo studio Spectrum di Roberto Passuti, Mixato e Masterizzato da Filippo Bubbico (Soundvillage Studio Records), con Diana Paiva Cruz alla batteria, Sergio Mariotti al basso, Giovanni Ghizzani al pianoforte, Federico Privitera alla tromba, Joele Gerardi al trombone e Matteo Valentini al sax contralto.
Carmen Lina Ferrante alias Melina, nasce nel 1996 a Canosa di Puglia (BT) e vive e studia a Bologna dal 2016. Durante la sua vita si è dedicata a tutte le arti: ha studiato Tip Tap per 3 anni, danza classica e contemporanea per 15 anni, ha partecipato come attrice in vari spettacoli del collettivo teatrale della sua città e disegna. Il filo conduttore della sua vita però è sempre stata la musica, respirata in famiglia grazie ai suoi genitori.
Cresciuta tra le note dei cantautori italiani e della musica popolare salentina, si è avvicinata allo studio della musica ad 11 anni, prima con il direttore d’orchestra Salvatore Sica, poi con il pianista jazz Pietro Lomuscio e la cantante Floriana Casiero.
Dopo aver studiato canto moderno, ha scelto di dedicarsi all’improvvisazione vocale con Gianna Montecalvo per poi accedere al conservatorio G.B. Martini di Bologna, dove, con la docente Diana Torto, ha conseguito il Diploma Accademico di I Livello in Canto jazz. Parallelamente agli studi accademici ha seguito un percorso individuale di tecnica vocale ma soprattutto di profonda crescita artistica con Albert Hera, specializzato in circlesinging e one man band, con il quale dal 2019 fa parte del gruppo vocale “Real Circle Project”. Con quest’ultimo ha cantato al Moncalieri jazz festival 2019, ha partecipato al convegno “La voce artistica” di Ravenna per la presentazione del microfono a sei dimensioni della Sound6d ed ha preso parte all’opera “Beatrice”, composta e diretta da Roger Treece (arrangiatore di Bobby McFerrin candidato a 3 Grammy Awards) con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Rita Marcotulli, Pino Insegno e Alessia Navarro.
Durante gli anni ha suonato in duo, trio, quartetto, big band jazz ed orchestra classica, con band pop, soul e funky, per svariati eventi, locali e associazioni, tra cui Binario 69, Guasto Village, Cantina Bentivoglio Bologna jazz festival, Moncalieri jazz festival, Italian Swiss jazz Festival, Bologna Festival, Iuc Concerti alla Sapienza e Ferrara Musica.
Nel 2021 ha partecipato al concorso nazionale Chicco Bettinardi per nuovi talenti del jazz italiano vincendo il primo premio della sezione cantanti. Sempre nel 2021 ha registrato il suo primo EP di inediti “Esiste!” dando il via al suo progetto solista “Melina”: influenzata dal pop jazz italiano e da artisti come Agnes Obel, Barbatuques e Tune Yards, ricerca una sonorità che sappia esprimere in modo essenziale, originale e profondo la sua introspettività giocosa e colorata.
Un’allegra ballata in stile country dedicata alla figura paterna
«Caro Papà, questa canzone l’ho scritta per te, unico eroe della mia vita… Vorrei che tu sapessi che ti penso sempre e non dimenticherò mai ciò che mi hai insegnato. Mi hai sempre detto di essere forte, e di non mollare, io non mollo papà. Tu che hai sempre creduto in me, sarai ancora più orgoglioso di me quando ascolterai questa canzone, e il tuo gioioso sorriso mi accompagnerà sempre!» Laura Mà
Con questa dedica, intensa e personale la cantautrice abruzzese descrive l’eroe protagonista del suo ultimo singolo, il terzo pubblicato dopo «E correrò» e «Sei forte davvero».
Il brano nasce come un country gioioso, composto insieme al cantautore Lorenzo di Lorenzo e all’arrangiatore Riccardo Gnerucci, che rispecchia il carattere solare e ottimista del padre e invoglia a sorridere. Il risultato è una ballata spensierata, sognante e profonda con chitarre ritmiche e contrappunti di chitarre “slide” tipiche della musica folcloristica country.
Laura Manuela Di Biagio, nome d’arte Laura Mà, è nata a Roiano di Campli, un piccolo paesino di montagna della provincia di Teramo, ma vive a Roma da ben 15 anni. Fin da piccola il suo sogno è sempre stato quello di diventare una cantante. Ricomincia a studiare canto nel gennaio 2015 presso la scuola di musica “L’Officina della voce”, con il maestro Lello Abate. Successivamente approfondisce lo studio della tecnica vocale, con i maestri Fabrizio Zaniol, Maria Grazia Fontana, Raffaella Monza, Clea Cotroneo, Cecilia Amici, Giulia Marinelli e Alessia Munno. Comincia a studiare anche pianoforte, prima da autodidatta, poi con Luca Salerno e Stefano Sabatini.
Ha partecipato a diverse manifestazioni e concorsi: Una voce per L’Europa (semifinale), Cantando Format Tv (finale), Tour Music Fest, XFactor, Concorso Musica è, Concorso di Arenzano, Festival Di Castrocaro, Festival Voci D’oro 2020 (finale), Musica contro le Mafie 2020, Sanremo Newtalent Winter 2021, TourMusicFest 2021.
Il 7 giugno 2019, pubblica il suo singolo d’esordio: “E Correrò”. Un omaggio a tutte le vittime della Casa dello Studente scomparse durante il terremoto che ha colpito L’Aquila nel 2009. Il brano è entrato nella Indie Music Like Classifica raggiungendo la posizione numero 80. Il 18 dicembre 2020, pubblica il suo secondo singolo “Sei Forte Davvero”. Una ballad a cavallo tra pop e dance elettronica che invita a guardare sempre oltre l’ostacolo e a rialzarsi sempre dopo ogni sconfitta. Il brano è entrato nella Indie Music Like Classifica raggiungendo la posizione numero 64.
Il 5 novembre 2021 pubblica il suo terzo singolo “Tu Unico Eroe”. Una canzone dedicata al padre.
Una ballad sull’importanza di ammettere i propri limiti per ritrovare la strada di casa.
In radio dal 3 dicembre
Ci vuole coraggio ad ammettere di non avere coraggio. Sembra un controsenso quello che affronta “Eroi Nomadi” con un testo che arriva proprio a parlare di quanto sia difficile essere «eroici» secondo l’accezione comune, quando la straordinarietà della forza spesso è proprio nell’ammettere che non ci si sente all’altezza, né si è in grado di lottare per essere felici, di rischiare il tutto per tutto per una singola emozione.
Ciò che resta, dunque, è la sensazione di sentirsi come un nomade, vagabondando in una terra straniera mentre la tua casa sembra lontana anni luce da quello che hai dentro.
«Non ho mai avuto spalle forti. Voglio dire, anche se non hai le spalle forti, non ci vogliono spalle davvero forti per ammetterlo?» Libero
Nella produzione del cantautore siciliano c’è un mix di suoni e culture, un impasto di folk, musica dialettale, world music, pop ed elettronica che sfocia nell’etno pop che caratterizza i suoi brani.
Libero è un cantautore e vive in Sicilia, tra i Monti Sicani, in una casetta in legno, accanto il Teatro Andromeda.
Suona chitarra, mandolino, bouzouki, armonica, didgeridoo, setar, zurna, riqq, theremini, handpan, synth e fiati elettronici. Nel 2019 è il terzo classificato al contest «FATTI SENTIRE» Festival della musica emergente a Cinisello Balsamo e lo stesso anno guadagna la semifinale del «Premio Fabrizio De Andrè». L’anno seguente è tra i 150 progetti selezionati del «1MNEXT 2020», finalista al «Bologna Musica d’autore 2020» e partecipa alla trasmissione “Esordi” con Ema Stockholma e Gino Castaldo. Nel 2021 è nuovamente fra i 50 progetti selezionati per «1MNEXT» anno in cui pubblica quattro singoli: “Ikebana”, “Rub’ al – khalì”, “Au – delà” e “MYSS KETA”.
Un brano toccante che attraverso sonorità electro pop e una storia raccontata per immagini, parla dell’ennesima donna vittima di violenza.
in radio dal 19 novembre
Elisa racconta una storia di donna che vede protagoniste tante donne.
Elisa è una donna con un sogno, un’aspirazione, un’aspettativa legata alla coppia, alla famiglia, al futuro. Elisa capisce che la relazione è minata dal comportamento violento del compagno, ma preferisce sorvolare. E alla fine il luogo sacro dove doveva iniziare la sua vita e il suo futuro diventa la sua fine e il suo eterno.
Spesso si intende un comportamento violento o sbagliato (come una gelosia morbosa) un comportamento legato alla passione dell’amore stesso. Spesso questa interpretazione può creare situazioni violente, a volte senza ritorno.
«Il rap contenuto nel brano vuole essere un messaggio di sostegno e solidarietà nei confronti delle donne che continuano a subire violenze, non solo fisiche, ma anche verbali, nella vita privata, nei luoghi di lavoro e di socialità. Elisa diventa l’ennesima martire. Una martire che concede troppa fiducia, disponibilità a suo discapito.» Laura B
Laura B è una cantante e autrice di brani inediti italiani e stranieri.
Inizia a calcare i palchi all’età di 17 anni in teatro, esibendosi per alcune compagnie teatrali e prendendo parte alla tournée del musical “Chiuso per western”, vincitore del premio FITA Italia. Proprio in teatro, grazie ad un regista che le propone un pezzo di Janis Joplin (Little Girl Blue) come leitmotiv di un suo personaggio, si avvicina alla musica e al canto.
Comincia l’attività musicale nel 2009 cantando cover in alcune formazioni acustiche ed elettriche in stile black: blues, jazz, soul e rock blues, collaborando tra gli altri con Lalla Francia, Lucio Bardi (chitarrista di Francesco De Gregori), Luciano Ninzatti (turnista di Loredana Bertè).
Nel 2016 incide il suo primo album come cantante leader e autrice di brani in inglese: “Pop hurt” con il gruppo Lemon Squeezers, distribuito dalla Maninalto! Records, con un susseguirsi di numerosi live tra cui: Bum Bum Festival in apertura a Ruggero de I Timidi; Radio Onda D’Urto; Sun Valley Festival in apertura a Giuliano Palma; Carroponte in apertura ai Vallanzaska. Il progetto riscuote un discreto successo e numerose recensioni positive. Nel frattempo si diploma ai Civici Corsi di Jazz di Milano in Canto Jazz.
Nel 2019 partecipa come solista con brani inediti al concorso Sanremo Rock, esibendosi al Teatro Ariston di Sanremo e vincendo il premio ET Team.
Oltre al suo progetto di inediti in italiano, è impegnata in alcuni progetti che valorizzano il talento al femminile. Con il suono inedito del trio Soundscapes, in collaborazione con il bassista Alberto Viganò e il polistrumentista Nicola Gallo, racconta storie di donne, cantautrici, interpreti e autrici nel progetto “Scia”, pubblicato anche nell’omonimo disco dal vivo (2021), e nel progetto “Voglio sentirmi Mia: donne ribelli”, che parte dal repertorio delle sorelle Bertè e racconta storie ribelli e donne ribelli nella musica italiana. Ribelli o rivoluzionarie? Ribelli o donne autentiche?
Con il progetto Women in Woodstock, accompagnata da Manuela Di Gennaro (Mama’s Anthem, Rootical Foundation) e Valentina Benaglia (La Malaleche, Shame & Skandal), porta sul palco le donne che hanno partecipato al festival (che scelse solo cinque progetti di e con donne per tre giorni di musica). È in preparazione uno spettacolo teatrale, con la regista Laura Casati, che mette in relazione Janis Joplin, Grace Slick e Joan Baez con le artiste del giorno d’oggi: uno spettacolo ironico e di denuncia. Le artiste stesse, con le loro testimonianze, collaboreranno alla scrittura dello spettacolo.
Da tre anni è impegnata nel direttivo del gruppo Arcichedonne di Rho che promuove iniziative sulla condizione femminile.
Una danza passionale che racconta di un tradimento, scritto vent’anni fa e colorato oggi di nuove sfumature
In radio dal 26 novembre
Tra le icone della disco music italiana ci sono i fratelli Carmelo e Michelangelo La Bionda. Per loro Andrea Ricci, alias, Alcunelacune scrive il brano “Dimentica”, inserito nell’album di Suso di cui i fratelli sono editori.
«Erano le prime canzoni che scrivevo, registrate chitarra e voce su un mangianastri Grundig degli anni 70’ che portavo nel loro mega studio Logic a Milano per fargliele ascoltare. Forse anche questo li colpì inizialmente. Ancora oggi non perdono occasione per esprimermi il loro affetto e la loro stima e io continuo ad esser loro grato per avere riposto in me tanta fiducia». alcunelacune
La canzone piace e conquista il premio della critica al Festival della Musica di Mantova.
«Sarebbe il caso di farne una versione maschile» commenta qualcuno, ma la versione riadattata di “Dimentica” arriva solo vent’anni dopo, entrando, come unico brano già edito, nel nuovo disco in lavorazione del cantautore milanese
Nel brano suonano
Valentina Colorni – cori
Gianluca Mancini – tastiere
Donato Brienza – chitarra
Stefano Fascioli – basso e contrabbasso
Lucio Sagone – batteria
Registrato da Gianluca Mancini presso il Mai Tai studio di Milano
Autoproduzione
Edizioni: La Bionda Music Snc di Carmelo e Angelo La Bionda
Napoletano di nascita, milanese di adozione, vive l’infanzia e la prima adolescenza sentendosi sempre straniero: “un terrone” a Milano e “il milanese” per la famiglia napoletana.
Dal 1986 al 1998 suona da autodidatta prima la batteria e poi il sax tenore in varie formazioni riuscendo comunque a diplomarsi e a iscriversi alla Facoltà di Architettura al Politecnico di Milano. Nel 1994/95 è a Lisbona, dove suona il sax on the road, comincia a mettere le mani sulla chitarra e a scrivere le prime canzoni.
Dal 1996 al 1999 milita nel gruppo ska milanese Vallanzaska collaborando alla scrittura musicale e dei testi nel disco “Cheope”.
A cavallo tra il XX e il XXI secolo scrive i primi brani per Susanna Colorni, in arte Suso, della quale i fratelli Carmelo e Michelangelo La Bionda producono il primo disco presso il mitico studio Logic di Milano.
Nel 2003 comincia a lavorare al suo progetto, i Solidamòr.
Nel 2004 esce il primo disco “Solidamòr” (Akwaba Records – distribuzione Sony). Nel 2005 con gli amici della Saphary De Luxe (l’agenzia di booking della band) è tra i soci fondatori del Circolo Arci Magnolia.
Nel 2006 con Saphary De Luxe pubblica il secondo album dei Solidamòr, “One Man Show” (distribuzione Venus).
Nel 2008 diventa padre per la prima volta. Chiude l’esperienza Solidamòr e lascia il Circolo Magnolia per dedicarsi alla famiglia e riprendere in mano gli studi.
Nel 2011 diventa padre la seconda volta.
Nel 2019 entra in studio (dietro il mixer il suo vecchio socio Vallanzaska Gianluca Mancini).
Nel 2021 esce con un nuovo singolo “Gioco di prestigio”.
Un brano in cui l’autore esprime tutta la sua emozione e riconoscenza nei confronti dei musicisti con cui ha registrato l’album, sempre attraverso le sonorità prog-rock di cui è permeato l’intero progetto.
In radio dal 19 novembre
«Racconta l’emozione di suonare i miei pezzi assieme a dei cari amici e, soprattutto grandi musicisti. È stato meraviglioso poter spezzare la routine passando delle splendide giornate in studio con gli amici musicisti conosciuti in anni di lavoro in studio. Aver suonato insieme a loro per registrare le mie canzoni è stato impagabile. Ma soprattutto è stata la loro partecipazione e passione che mi ha commosso più di tutto» Beppe Cunico
Il disco da cui è estratto questo singolo è “Passion, Love, Heart & Soul”, album d’esordio da cantautore di Beppe Cunico. Le tematiche affrontate nel disco nascono da episodi di vita vissuta. Si parla dell’adolescenza ed i suoi problemi – l’anoressia su tutti – ma anche delle esperienze negative sviluppate dall’artista nell’industria musicale moderna. Vengono trattate poi le tematiche della corruzione, della menzogna, della disuguaglianza e dell’egoismo, che l’artista vede sempre più comuni nell’odierna società. Ma nonostante l’album tratti argomentazioni dure e spesso spigolose, questo resta un progetto dedicato all’amore, all’amicizia e alla passione, ovvero la vera benzina ha permesso all’autore di affrontare tutti i momenti difficili della propria vita.
Beppe Cunico è un cantautore, batterista e ingegnere del suono di Vicenza.
Appassionato di Prog-Rock fin da bambino grazie aii vinili del fratello maggiore, il giovane musicista s’innamora della batteria. Le prime esperienze importanti arrivano con la sua seconda band, i “D’as Hirth”, dove registra nel 1984 il primo demo di tre canzoni al Magic Studio di Malo (Vicenza), seguiti da Gaetano Peron. Nel 1986 la band ha registrato all’Art Music Studio di Bassano del Grappa il primo Ep, sotto la direzione artistica di Carlo “Out” Casale e Stefano “Ciccio” Dal Col. Il brano estratto “Kalashnikov” ha riscosso un discreto successo, al punto di arrivare al quarto posto nella classifica di Stereonotte, storico programma di Radio Rai 1. Dopo poco la band ha deciso di sciogliersi, spingendo Beppe ad avvicinarsi al mondo della produzione, fino ad aprire il proprio studio di registrazione, l’X-Land studio a Zugliano (Vicenza). Il 26 aprile 2016, dopo esser rimasto folgorato da un concerto di Steven Wilson, Beppe ha deciso di scrivere un nuovo capitolo della propria storia musicale, decidendo di intraprendere la strada del cantautorato iniziando a prendere lezioni di chitarra. A settembre 2020 Beppe Cunico pubblica il suo primo singolo “Silent Heroes” anticipando l’album pubblicato a novembre 2020 “Passion, Love, Heart & Soul”. Il secondo singolo è “Unleash the beauty”, dopodiché è uscito “My life” come terzo singolo. E sono iniziati finalmente, i primi concerti, due show che hanno registrato il sold out e la partecipazione più che calorosa del pubblico presente.
L’alienazione dello stare in casa e lontani dagli affetti che porta a parlare con gli oggetti, una visione surreale raccontata in chiave pop
In radio dal 19 novembre
Dopo il singolo d’esordio “Ieri”, Oreste Muratori torna in radio con “Nuvole sul divano” un brano che parla della distanza nei rapporti umani. All’interno di un piccolo appartamento il protagonista si nutre delle sensazioni degli oggetti di casa, dei piccoli gesti quotidiani vissuti in solitudine che lo avvicinano con la mente ad un affetto lontano.
«Giri sul bordo di questa tazzina
ti bevo nel caffè di ogni mattina».
La lontananza e l’impossibilità di poter raggiungere fisicamente l’altra persona sono lo spunto per affrontare il tema della solitudine e di quei punti fermi che nella nostra vita ci permettono di superare i momenti di difficoltà e di sentirci vicini anche a chi non ci è realmente accanto.
«Tu sei un porto sicuro dove approdare
quando il mare è mosso e sto per naufragare».
I due personaggi si ricongiungono idealmente soltanto nella loro mente, immaginando quel porto sicuro dove ognuno di noi ha bisogno di tornare ogni volta che si perdono le proprie certezze, quando si ha bisogno di ritrovare se stessi lontano da tutto ciò che ci sta intorno.
«Come era già successo per gli altri miei brani, l’ho fatto ascoltare a Paolo Leone, amico e fidato collaboratore e abbiamo scelto questi suoni dreamy proprio per rendere in musica questa atmosfera sospesa tra la realtà e l’immaginazione. Poi con Roberto Celestri che ha diretto il videoclip abbiamo seguito la stessa linea di sospensione, girando le scene a bordo di una giostra e all’interno del Labirinto di Arianna, un luogo misterioso e magico della splendida Fiumara d’Arte in Sicilia e che rappresenta proprio un percorso di rinascita raggiungibile soltanto dopo aver smarrito la strada, lungo i cunicoli del gigantesco labirinto.». Oreste Muratori
Oreste Muratori, cantautore e scrittore siciliano, dal 2016 collabora con Paolo Leone alla produzione in studio e pubblicazione digitale di brani inediti di artisti emergenti. Nel 2018 crea con Paolo Leone e Marco Caruso, con la direzione artistica del cantautore Carlo Muratori, l’etichetta indipendente Triade Records, collettivo di artisti sia emergenti che di esperienza, finalizzata alla produzione e distribuzione digitale di musica d’autore. Sempre nel 2018, per la giovane artista emergente Beatrice Romano, compone testo e musica dei singoli “Sogno” e “Barche di carta”, quest’ultima presentata ad Area Sanremo 2019 alle semifinali nazionali.“Ieri” è il suo singolo d’esordio, il primo del quale è anche interprete. Nel Novembre 2021 pubblica il nuovo brano “Nuvole sul divano”.
La necessità di scegliere si presenta con costanza nelle 10 tracce tra cantautorato e rap, toccando con leggerezza temi fondamentali per il giovane autore
Due porte e una scelta da compiere. Decidere quale uscio varcare e quale decisione prendere è il tema che accompagna tutto l’album e che il cantautore romano declina in diverse situazioni nelle 10 tracce che lo compongono. Scegliere una compagna, un futuro possibile, scegliere di crescere o restare bambini, di partire o restare, ma anche di cantare o rappare e come delineare il proprio percorso artistico.
«Questo titolo riassume anche la scelta che ho fatto in tutto l’album, ovvero quella di rappare e cantare in tutte le tracce, mantenendo un’identità del mio esordio artistico accanto a una sonorità che in questo periodo sento appartenermi maggiormente» Lasersight .
Una scelta che si manifesta anche nelle numerosi collaborazioni presenti in “Le due porte” e che arricchiscono la produzione con i contributi di altri giovani artisti. Nell’album, infatti, c’è il suono della band indie/pop Malpensa, la voce della cantautrice torinese Vea e della cantante pugliese Veronica Verri, oltre alle rime del rapper torinese, ex membro dei OneMic, Rayden.
TRACK BY TRACK
Limbo
Traccia dal sound dancehall che tratta con leggerezza una frequentazione che non va né avanti, né indietro, sospesa in un limbo appunto. L’uscita da questo limbo avverrà solo nel momento dell’incontro con un’altra persona, ma questo incontro porterà poi (in senso metaforico) al paradiso o all’inferno?
Turista per sempre
L’amore per una donna e per la propria città natale. Ci sono entrambi in questa canzone che è anche un elogio a Roma. Le citazioni a monumenti, opere, film, dedicate alla Capitale si innestano nel testo con il racconto frammentato di una giornata speciale vissuta dalla coppia. Il brano vede la collaborazione con la band indie/pop romana dei Malpensa.
L’apparire inganna (come una clessidra)
Questa canzone parla dell’apparire, un processo ormai centrale nel nostro quotidiano che però fa perdere di vista cose importanti come le emozioni o il pensare liberamente, perché si è sempre influenzati da qualcuno. Di più, nel testo c’è un invito ad aprire occhi e mente riprendendo cose ormai dimenticate.
Così semplice
Spensieratezza, un giorno al mare, il tramonto del sole sullo sfondo e il piacere di ritrovare quelle cose belle e semplici che ci sono mancate nel 2020. Ci sono queste istantanee in questo brano il cui ritornello ospita la voce della cantautrice torinese Vea.
Kiss V
Partire o restare? In questa ballad una ragazza lascia i suoi affetti e va in cerca di una felicità che non trova. Torna poi a casa, dove aveva lasciato un vecchio amore, ma nel frattempo anche lui è andato avanti e il desiderio che aveva nutrito la coppia si è ormai spento.
Sogniamo senza paura
Crescere non è semplice, ma in questo brano Lasersight incontra sè stesso bambino e lo incoraggia a non mollare mai, nonostante le difficoltà che troverà lungo il percorso, incentivandolo a credere sempre nei propri sogni.
Up & Down
Un invito alle coppie a godersi la loro storia e mettere da parte gli schermi dello smartphone. Anche questa traccia vanta una collaborazione, con la cantante pugliese Veronica Verri.
Non sarai tu
È la traccia più aggressiva del disco, uno sfogo nei confronti di tutto ciò che uno vede e ascolta. Pensieri rabbiosi che non sempre si ha il coraggio di far emergere, ma che in questo brano trovano libero sfogo.
Dannato amor
Il lato B dell’amore è ciò che resta dopo essere stati perdutamente innamorati. Il brano vede la partecipazione del rapper torinese, ex membro dei OneMic, Rayden.
Le due porte
Meglio il percorso breve, che porta al successo ma che ci fa lasciare indietro chi amiamo, o quello più lungo che non dà certezze? La risposta la prova a dare questo brano mostrando le porte che indicano il futuro.
LaserSight è un rapper romano classe ’90, influenzato dalle sonorità rap originali dagli Articolo 31 fino ai Club Dogo ed in quelle pop degli 883. Inizia ad affacciarsi nel mondo musicale già dall’età di diciotto anni dove inizia per passione i primi lavori autoprodotti con vari esponenti delle scena romana fino al 2012. Dopo un periodo di inattività nel 2015 torna in studio dove incide il suo primo mixtape dal titolo “Cambiamenti”. Le copie fisiche del mixtape vanno sold out nel giro di pochi giorni.
Il suo primo disco ufficiale, dal titolo “Sedotto E Abbandonato” disponibile su Spotify e digital store, è uscito il 31 maggio 2018 in collaborazione con l’etichetta torinese RKH. Il disco è stato prodotto interamente da JO Diana e vanta la collaborazione di artisti emergenti romani e Blue Virus. L’album presenta sonorità rap unite ad un sound pop e dance generi in cui l’artista ci si rispecchia molto e che denota un’evoluzione artistica del rapper.
Il secondo progetto discografico è stato strutturato con il lancio di diversi singoli tutti impreziositi dalla collaborazione con diversi artisti: “Un’estate da ricordare”, “Cadono le stelle” (feat. Rayden), “Voglio il mondo (feat. Yela Kiss)”, “Deluso” (feat. Yota Damore), “Unici” (feat. Calibro 40), “Ti Starò Vicino” (prod. Jack Sapienza) e “Call Back” (feat. Malpensa).
A dicembre 2020 il brano Unici è stato inserito nella compilation “Top Emergenti 2020” realizzata e distribuita da “Music Universe”.
Il 13 maggio è uscito il nuovo Ep del rapper dal titolo “Notturno”che raccoglie 4 tracce corrispondenti ad altrettanti pensieri. A luglio pubblica “Limbo” prima traccia estratta dal nuovo progetto discografico, mentre a settembre esce “Turista per sempre” con il featuring della band romana Malpensa.
Una canzone specchio dei tempi moderni, dove spicca il desiderio di un ritorno alla bellezza che c’e’ ancora in questo mondo, della vita reale, a confronto con quella virtuale dei social, della rete.
Da un lato il richiamo del web, magico e portentoso contenitore di solitudini che cercano nella vita degli altri una qualche soddisfazione. Là dove ci si perde in un fiume in piena di opinioni dove tutti vogliono avere ragione. Difficile distogliere lo sguardo da quegli schermi che catturano la nostra attenzione, distraendoci dai nostri sensi, alienandoci dalla nostra realtà. “Abbiamo il nostro destino sul palmo della mano” artefici del nostro futuro, un apparente spropositato potere dentro ad un click.
Dall’altro lato la vita vera con la sua bellezza, le sue facce, il fragore dei cori di uno stadio, i colori dei murales, i viaggi. “Siamo solo dei puntini più distanti che vicini ma collegati tra loro forse per un motivo” ed è nella vita reale che questo filo trova un capo e una fine.
Credits
Autore e compositore: Fabio Vaccaro e Mattia Foderà
Produzione e arrangiamento: Savino Valerio e Alberto Boi presso VS Advice Music Recording Studio. Il progetto è sostenuto da PELLINI SPA e ANABASI.
Clorinda è cantautrice con influenze soul, jazz, swing, interprete con vocazione jazz e forte personalità vocale. Dal 2013 canta come voce solista del trio NOTENUDE.
Ha seguito lezioni private presso l’Accademia di Musica Moderna e ha studiato canto con lezioni individuali della cantante Jessica Sole Negri presso l’Istituto Folcioni di Crema. Il 25 dicembre 2016 pubblica il suo primo cd “Impronte jazz” come autoproduzione con la collaborazione del maestro Raffaele Rinciari. Il cd che contiene due inediti i cui testi sono di Clorinda e le musiche di Raffaele Rinciari è disponibile on line sui principali digital stores e presso il negozio “Freak music” di Crema. In seguito pubblica diversi videoclip sul canale YouTube “Clorinda Music Project”. A dicembre 2017 esce in rete il suo nuovo singolo “Statua” con la musica di Raffaele Rinciari con contestuale uscita del video su YouTube. Nel 2018 esce il suo secondo singolo “Tempo Presente” arrangiato da Riccardo Russo con il video girato in Spagna nel deserto di Los Monegros. Nel 2019 in collaborazione con Riccardo Russo come arrangiatore e con la collaborazione del bluesman Mario Donatone al piano pubblica “Meta ideale” con contestuale video su YouTube. Ispirata dalla diretta esperienza della red-zone di Codogno scrive parole e musica della canzone “Senza tremare”, gli arrangiamenti sono stati curati dal pianista Lorenzo Grazioli. Il 20 giugno con un sodalizio prestigioso incide “Come una piuma” con la chitarra di Pietro Nobile.
Nell’aprile 2021, produce sempre con contestuale video, la canzone “Asteroide” che preannuncia una svolta per scelta stilistica con un brano dalle sonorità latin-jazz. Gli arrangiamenti sono stati curati da Lorenzo Grazioli.
Il 1° Ottobre 2021 pubblica su YouTube un’interpretazione del brano “Historia de un amor” con la partecipazione del pianista compositore Massimo Iacobacci. Con quest’ultimo ha in corso, da qualche mese, una collaborazione volta a realizzare una duplice produzione discografica, la prima di soli brani strumentali originali, la seconda di canzoni inedite.
Il 26 ottobre 2021 pubblica il singolo “La vita degli altri” brano edito dall’etichetta discografica Advice Music, gli autori della canzone sono Fabio Vaccaro e Mattia Fodera’, arrangiamenti curati da Savino Valerio e Alberto Boi.
Il capitolo conclusivo di un lungo viaggio intorno alla parola amore, indagato in ogni sua sfaccettatura prima di riconoscerlo, dentro sé stessi e nella musica, che resterà per sempre
«Io per amarti sono dovuta invecchiare» scrive e canta Pia Tuccitto in questo brano intenso che dà il titolo al suo terzo album, realizzato a distanza di alcuni anni da Urlo (Bollicine/EMI), il primo in libertà da vincoli discografici.
Poi continua: «Romantica io che prendo tutto sul serio» riconoscendo che ogni strada intrapresa ha portato alla consapevolezza di un “qui” e “ora” ormai carichi di certezze. Mentre i ricordi di una vita scorrono in un momento, la rocker diventa tutt’uno con la sua chitarra e alla bambina che era si racconta e svela: «La musica è l’unico vero amore, quello che durerà per sempre».
La canzone è stata scritta insieme all’amico cantautore Corrado Castellari autore di brani di successo per Mina, Vanoni, Carrà e tanti altri, scomparso nel 2013. Protagonista del video insieme a lei Aurora Bovolenta che interpreta il ruolo de La rocker da piccola. Il video è dedicato a “Cenerentola” e al suo sogno d’amore.
In copertina il personaggio grafico che ha accompagnato ogni brano estratto da questo album, ovvero l’avatar che rappresenta La Rocker.
“Romantica io” è anche un album che raccoglie undici brani tra cui Com’è bello il mio amore – Sto benissimo (2011) – April 7th (2013) e My Radio (2014), già pubblicati in un Ep, oltre a una serie di brani nuovi. Il primo singolo estratto è stato Tu sei un sogno per me, filo conduttore immaginario del reading musicale ioelei, con un testo dedicato all’amore in cui le parole amore e sogno diventano un tutt’uno. Il secondo singolo è invece E…, la canzone d’Amore con la A maiuscola. Ma il concept dell’amore e delle sue molteplici facce viene sviscerato per tutto il disco anche attraverso le restanti tracce: Romantica io (title track) che racconta la sublimazione di un sentimento, Come nei films che mette in luce l’amore immaginario, Perché tutto muore incentrato su quello che ferisce, Stupida per te legato alla nostalgia di un ricordo, e infine a l’istantanea Quante volte sono da sola con te che descrive la delusione amorosa.
Una serie di scatti dedicati all’amore in tutte le sue forme, attraverso testi semplici e intensi.
Pia Tuccitto è una cantautrice rock. Si laurea al DAMS con la tesi “Il Rock al femminile”, nel 1993 debutta al Festival per Voci Nuove di Castrocaro, non vince ma entra nella scuderia di Vasco Rossi. Come autrice scrive per Patty Pravo (2000) e per Irene Grandi (2003), entrambe prodotte daVasco, con il quale ha condiviso il palco in importanti occasioni, come tre edizioni dell’Heineken Jammin’ Festival (2000 -2005-2008), al Rock R’evolution di Zocca, e come sua supporter in tour per 8 anni. Il debutto discografico è nel 2001 con Ciao Amore, un singolo prodotto da Pia per l’etichetta Bollicine di VascoRossi, al quale fa seguito un secondo singolo nel 2003, Quella Vispa di Teresa. L’anno seguente tra le canzoni della Rocker, Vasco sceglie “E…”. Nel giugno del 2005 esce l’album d’esordio UN SEGRETO CHE, seguito tre anni dopo dall’album URLO, prodotto da Frank Nemola e Guido Elmi per l’etichetta Bollicine/EMI Capitol Music. Il 21 giugno 2009 Pia partecipa all’evento Amiche per l’Abruzzo. Dall’incontro con Philippe Daverio è nata un’amicizia e una collaborazione con il fratello Christophe, che si è concretizzata nella Collezione Mutant Canvas #1 di Nicola Artico in cui il ritratto mutante con Pia è ripreso dall’opera “Ecate” di William Blake. Pia diventa modella per la fotografa Anna Rosa Gavazzi. Dall’ 8 aprile al 12 giugno 2011 Pia fa parte del Progetto fotografico di Monica Silva “L’io dentro me”. Nel maggio e ad ottobre del 2011 escono i due singoli da indipendente: Com’è bello il mio amore e Sto benissimo, quest’ultimo diventerà lo spunto e la colonna sonora de L’Italia di Pia, video story visibile su sito realizzata in collaborazione con Livia Elena Laurentino e Massimo Persiani. A novembre 2012 Pia viene invitata a rappresentare l’Italia in occasione del Festival del Mar Rosso Red Sea – Italian Festival ad Hurgada in Egitto, per celebrare l’incontro tra la cultura italo-egiziana. Il 29 ottobre 2013 esce il singolo intitolato 7 Aprile. Il 1° dicembre Pia è ospite con la band al Roxy Bar. Il 4 marzo 2014 la rocker partecipa alla seconda edizione de La strada e la Stella, spettacolo organizzato a Bologna, per ricordare Lucio Dalla. Il 16 aprile a WeLoveFreak, l’evento organizzato in ricordo di Freak Antoni, Pia accompagnata dagli Skiantos canta “Ti rullo di Kartoni” e inizia con loro una collaborazione artistica. Il 28 agosto esce il nuovo singolo My Radio che, su invito del Ministero del Turismo Egiziano, viene presentato live al Cairo in occasione della 3° Edizione dell’Italian Egyptian Festival. Il 7 dicembre la Rocker presenta il suo My Radio Ep, prima raccolta contenente i 4 singoli da indipendente, alla Maratona musicale di Cantautricie Cantautori organizzata dal MEI a Milano.
Il 5 gennaio 2015 Pia è ospite al Teatro Petruzzelli di Bari, in occasione della 7° Edizione del Premio Mimmo Bucci e il 17 condivide il palco con Gianni Morandi, Cesare Cremonini, Francesco Renga, in occasione del grande spettacolo Starteraphy, organizzato da ANSABBIO all’Istituto Rizzoli di Bologna. A marzo viene pubblicato su iTunes e su tutti gli Store Digitali Que bonito mi amor, scritta insieme all’autrice madrilena Marghina Garcia, versione spagnola di Com’è bello l’amore singolo del 2011, anticipato dalla presentazione in anteprima internazionale su La Tecno Fm 88.3 di Buenos Aires (Argentina). Il 19 settembre viene presentato in Prima Nazionale a Bologna ioelei Tour, il nuovo progetto nato dalla collaborazione con Federica Lisi. Nello spettacolo si alternano le letture tratte da “Noi non ci lasceremo mai “– Ed.Mondadori 2013 alle canzoni di Pia. Del progetto ioelei ne hanno parlato quotidiani nazionali e i settimanali Donna al Top e F, le trasmissioni Barone Rosso, Roxy bar, Domenica In, Maurizio Costanzo Show, TV 2000, Rai 2 Rai 3, Rai Sport, SKY Sport, Radio 2, e Radio Dj. Il 4 ottobre 2019 esce il singolo “Tu sei un sogno per me” ft, Federica Lisi.
Il singolo è stato dato in esclusiva in Argentina a Dial RadioTV – 101.1 FM San Rafael – 103.9 FM Malargüe – 104.1 FM General Alvear – Mendoza. Il 10 gennaio viene presentato il singolo “E…” anticipando il disco “Romantica io”, pubblicato il 31 gennaio 2020 e che ha raggiunto la TOP 10 di tutte le classifiche indipendenti italiane. L’album viene presentato il 2 febbraio durante la trasmissione “Sky Sunday Morning” di SKY Sport24 e il 10 febbraio al Barone Rosso di Red Ronnie e nelle radio Argentine: Sensaciones Italianas, La Tecno FM 88.3. Il 19 giugno 2020 torna in radio con il singolo “Com’è bello il mio amore”, anche nella versione spagnola “Que bonito mi amor”. Il singolo è stato dato in esclusiva in Argentina a Dial RadioTV – 101.1 FM San Rafael – 103.9 FM Malargüe – 104.1 FM General Alvear – Mendoza. Il 23 ottobre esce il terzo brano “Stupida per te”, accompagnato dal clip che vede protagonista insieme a Pia il cantautore Franco Simone. Dial RadioTv ha l’esclusiva per l’Argentina. Il 27 ottobre 2020 la rocker presenta il video nel programma di Red Ronnie “We have a dream”. Il 17 novembre esce il servizio di Cinzia Terlizzi de La Rocker sul Tg2 Rai. Il 9 dicembre viene intervistata da Mara Miceli su Radio Vaticanae, in occasione delle Feste di Natale una delle luminarie di Rimini s’illumina con la frase della canzone “E…” “Se non mi trovi cercami in un sogno”.
Il 29 gennaio 2021 esce il quarto singolo in bilingua “Perché tutto muore” “Porque todo muere” (autrice madrilena Marghina Garcia), accompagnato dal video dove vede protagonista Federica Lisi insieme a Pia. Dial RadioTv ha l’esclusiva per l’Argentina. . Il 31 gennaio viene intervistata su Sensaciones Italianas e il 14 febbraio su Radio Extremo Fm di Buenos Aires. Il 1 marzo è stata ospite al Barone Rosso di Red Ronnie insieme alla band con un live. Il 13 marzo con Federica Lisi presenta il video “Perché tutto muore” su Skysport nel Programma “Super weekend” condotto da Mario Giunta.
L’11 Giugno 2021 esce il nuovo singolo April 7th Ft Erene Mastrangeli, autrice italo-americana dell’adattamento in lingua inglese, trasferitasi alla fine degli anni 90 a New York e conosciuta per la sua originale rivisitazione dell’Inno di Mameli, scrive e collabora anche con artisti del calibro di Brad Roberts, cantante e fondatore dei Crash Test Dummies.
Il 1 ottobre 2021 esce il quinto singolo Romantica io, che da il nome all’album, testo di Pia con la musica dell’amico cantautore Corrado Castellari, autore di successi per Mina, Vanoni, Carrà ed altri, scomparso nel 2013. Il brano è accompagnato dal video dove vede protagonista Aurora Bovolenta, figlia di Federica Lisi, che ricopre il ruolo de La Rocker da piccola. Dial RadioTv ha l’esclusiva per l’Argentina.
Partendo dal titolo dell’album d’esordio dei Modena City Ramblers, il cantautore emiliano raccoglie tre decenni di musica, parole e incontri
Lo stesso Stefano “Cisco” Belotti la definisce «la canzone più nostalgica che abbia mai scritto». “Riportando tutto a casa” ripercorre la sua vita musicale intitolandosi proprio come l’album d’esordio dei Modena City Ramblers uscito nel 1994. È anche il brano più “irlandese” scritto dopo l’uscita dai MCR e per questo Cisco ha chiamato con sé per interpretarlo con il suo tin whistle l’amico flautista Franco D’Aniello, «il suono dei Modena City Ramblers».
Il prossimo febbraio il cantautore festeggerà trent’anni di carriera sul palco, divisa a metà fra la band e il periodo solista e si prepara a celebrare questo traguardo con un doppio album, uno in studio e il secondo live, in uscita il prossimo 29 ottobre.
“Canzoni dalla soffitta” è un disco che nasce dai rapporti con gli altri nel momento esatto in cui l’idea stessa del contatto con le persone è stata messa in discussione. In questo nuovo progetto discografico di Cisco ci sono gli amici di sempre, la voglia di parlare alle nuove generazioni, raccontando loro di chi ci ha lasciato e, allo stesso tempo, è un disco che scava a fondo nella storia musicale del suo autore. Nel disco Cisco scrive, suona e compone, dando vita a 12 inediti che ospitano, tra gli altri, la collaborazione con Simone Cristicchi e con Dan Chiorboli, Tamani Mbeya e Phil Manzanera.
Il secondo è un album di live, intitolato “Live dalla soffitta” con 8 canzoni della sua storia di cantautore e 4 cover, un percorso rappresentativo di tre decenni di concerti in giro per l’Italia e il mondo.
Stefano Bellotti, in arte Cisco (nato a Carpi, il 29 luglio 1968), è un cantautore italiano di musica folk rock.
Nel 1992 entra a far parte di una band appena formatasi, i Modena City Ramblers, e ci rimane fino al finire del 2005, collezionando oltre 1.200 date in Italia e in Europa e vendendo circa un milione di dischi.
Con i Modena realizza 8 album: “Riportando tutto a casa” (1994), “La grande famiglia” (1996), “Terra e libertà”(1997), “Raccolti” (1998), “Fuori campo” (1999), “Radio Rebelde” (2002), “Viva la vida y muera la muerte!” (2004) e “Appunti partigiani”(2005) Nel 2006 inizia la sua carriera da solista pubblicando il disco “La lunga notte”, a cui seguono “Il mulo” nel 2008, “Fuori i secondi” nel 2012, “Matrimoni e funerali” nel 2015, “I Dinosauri” nel 2016 questo in collaborazione con gli amici “ex Ramblers”, Giovanni Rubbiani ed Alberto Cottica. Sono inoltre usciti nel 2009 l’album live “Dal vivo – Volume uno” e del 2013 il “Dal vivo – Volume due”. È del 2019 l’ultimo lavoro musicale “Indiani & Cowboy” registrato in Texas ad Austin insieme a Rick del Castillo, produttore americano.
Nei 15 anni di carriera da solista si susseguono concerti in piazze e feste popolari e tour nei teatri e nei club di tutt’Italia. Per citarne alcuni: del 2007 è il “Venite a vedere tour”, del dicembre 2009 è il tour “’40 anni, storie di Ramblers, d’innocenza, d’esperienza in una formazione inedita insieme a Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, tutti e tre ex Modena City Ramblers; del 2014 è il tour “Oh Belli Ciao” di presentazione dell’autobiografia romanzata scritta a quattro mani con l’amico Carlo Albè che lo accompagna sul palco in uno spettacolo di musica e parole. Nell’autunno-inverno del 2016 c’è una mini tournée de “I Dinosauri” a seguito dell’uscita dell’album omonimo con i due amici ex Ramblers. Tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018 Cisco è impegnato in un fortunato tour teatrale che lo vede sul palco a proporre i suoi pezzi che meglio si prestano alle melodie “in acustico” assieme alle trombe di Simone Copellini e alle chitarre di Max Frignani.
Nell’autunno 2018 è nuovamente nei teatri italiani a fianco dello scrittore Carlo Albè con lo spettacolo di teatro-canzone dal titolo “Adda Venì Baffone”.
È dell’autunno-inverno 2019 la nuova avventura sul palco di teatri e club di tutt’Italia “Combat Folk Tour”, progetto musicale nato per festeggiare la maggiore età del disco “Novecento”, pubblicato da Cisco e la Casa del Vento nel 2001, assieme a lui sul palco Luca Lanzi, musicista e cantante della Casa Del Vento, e Francesco “Fry” Moneti, violinista dei MCR.
Impossibile non citare l’esibizione al Concerto del Primo Maggio a Roma nel 2009, da solo col suo bodhrán davanti ad un pubblico di 800 mila persone.
Cisco ha inoltre collaborato in spettacoli e concerti con: la Casa del vento, Ginevra Di Marco, la Bandabardò, le Mondine di Novi, i Nomadi, Giulio Cavalli e il “The Liberation Project ideato da Dan Chiorboli insieme a Phil Manzanera (Chitarrista dei Roxy Music).
Durante tutto il periodo del primo lockdown della pandemia, tra marzo e maggio 2020, si collega attraverso i suoi canali social di Facebook e Instagram, quasi quotidianamente regalando “Le canzoni dalla soffitta”, brani tratti dal suo repertorio e alcune cover, in acustico, voce e chitarra, ottenendo uno straordinario numero di visualizzazioni e contatti.
quando da vecchi ci si arrabbia e ci si indigna per qualcosa ancora»
“Una sorta di naufragio” è l’ultimo brano scritto all’interno del progetto “Maqroll”, un disco, un libro e uno spettacolo che, partendo dalle vicende dell’omonimo gabbiere di Alvaro Mutis, tocca una ad una fatiche e speranze dell’animo umano. E, arrivando alla conclusione, diventa la canzone che meglio di altre si inserisce, come un cuneo, a raccontare il periodo livido e contraddittorio che stiamo vivendo.
Per farlo Federico Sirianni fa ciò che gli viene meglio e che caratterizza tutta la sua produzione di autore: legge, ascolta, prende in prestito parole da chi ha percorso quelle strade prima di lui e come uno scultore le modella in nuove forme. Per questo motivo in “Una sorta di naufragio” entrano Borges ma anche Paul Klee e, per lo stesso motivo, all’orecchio del marinaio attento non sfuggirà che il naufragio non si può evitare, soltanto superare.
L’uscita del brano è accompagnata da un video. Un montaggio di immagini storiche gentilmente concesse dalla Cineteca dell’Archivio Storico della Fondazione Ansaldo di Genova.
MAQROLL
Testi e musiche Federico Sirianni
Produzione artistica ed esecutiva Raffaele Rebaudengo e FiloQ
“Maqroll” è il nuovo “concept album” di Federico Sirianni, con il mare come rumore di fondo, ispirato alle avventure dell’omonimo e celebre gabbiere, raccontate nei romanzi dello scrittore colombiano Alvaro Mutis.
“Maqroll” non è solo un disco di canzoni. L’album, infatti, è contenuto in un libro (ed. NotaMusic) che raccoglie un’antologia di scrittori, poeti, illustratori e fotografi (da Enrico Remmert a Remo Rapino, da Anna Lamberti-Bocconi a Bruno Morchio, da Vincenzo Costantino Cinaski a Guido Catalano, da Roberto Mercadini a Martha Canfield, traduttrice e amica di Alvaro Mutis) i quali, ognuno nella propria forma espressiva, hanno contribuito a questo racconto di viaggio, definito “La ballata dell’incollocabilità”.
A distanza di cinque anni da “Il Santo”, album che ha riscosso un ottimo riscontro di pubblico, critica e vendite e che ha ricevuto la Menzione Speciale del Club Tenco per la manifestazione “Musica contro le mafie”, Federico Sirianni, pluripremiato cantautore genovese, adottato in età adulta da Torino, pubblica il suo nuovo progetto discografico che vede la produzione artistica di Raffaele Rebaudengo, violista e compositore degli GnuQuartet e del produttore elettronico FiloQ, grazie a cui i mondi sonori e la grammatica musicale si allontanano dalla forma canzone sposando linguaggi sperimentali e cinematografici.
In ultimo, “Maqroll, gabbiere” è uno spettacolo di narrazione e canzoni diretto da Sergio Maifredi e prodotto da Teatro Pubblico Ligure, di cui è protagonista Federico Sirianni con Raffaele Rebaudengo e Filippo “FiloQ” Quaglia. Il gabbiere è al timone di un vecchio cargo mercantile (il cosiddetto “tramp steamer”) per raccontare la condizione esistenziale dell’uomo, vista come un lungo viaggio per mare; un viaggio in cui i grandi personaggi della letteratura marina (il capitano Achab di Melville, il pescatore Santiago di Hemingway, gli ammutinati del Bounty, l’albatro ucciso dal vecchio marinaio di Coleridge) s’incrociano sulle rotte più pericolose, tra tempesta e bonaccia, tra venti avversi e mostri marini.
Label: NotaMusic
Casa Editrice: Stellare
Radio date: 1 ottobre 2021
Release album e libro: 21 giugno 2021
DICONO DI “MAQROLL”
«Questo Maqroll di Sirianni è infatti l’uomo tout court. Tutti gli uomini. Anche quelli che non sanno di essere naviganti che non sanno di essere gabbieri. Perché se è vero che ogni varo di una nave prelude ad un naufragio (termine forte di tutto il disco), anche ogni vita – come saggiamente ricorda Jodorowsky… sì, anche lui è presente in questo album con il riferimento agli Arcani Maggiori dei Tarocchi – è il preludio alla morte» L’isola che non c’era
«Il nuovo disco di Federico Sirianni, che campeggia in un’antologia di scrittori e tra le pieghie di uno spettacolo di narrazione diretto da Sergio Maifredi e prodotto da Teatro Pubblico Ligure, che sa celebrare la parola, la letteratura con richiami a un indissolubile Faber mai morto» Raro
«Suono pregiato dentro liriche pregiate e ci piace davvero molto questo matrimonio mai troppo prevedibile a priori tra il classico e il moderno, tra quei bordi ricamati a mano e quelle tinte volute dalle macchine programmabili. C’è davvero tanto dentro il nuovo disco di Federico Sirianni» Cherry press
«Prende a schiaffi, poi accarezza le piaghe e le ferite il nuovo disco di Sirianni. In questo tempo assurdo un disco come Maqroll è il vero tassello mancante in un mare in tempesta dove tutti cinguettano la soluzione e i suoi complotti e dove gli stessi tutti si contraddicono con stile e paracaduti filosofici» Loudd
Genovese, ma adottato in età adulta da Torino, è considerato erede della grande “Scuola genovese dei cantautori”.
Ospite giovanissimo al Premio Tenco 1993, vince in seguito il Premio Musicultura della Critica (2004), il Premio Bindi (2006) e il Premio Lunezia Doc (2010).
Prima di “Maqroll” ha pubblicato quattro dischi e il libro/disco “ L’uomo equilibrista” (Miraggi edizioni).
Il disco “Nella prossima vita” (2013) realizzato insieme agli GnuQuartet è stato definito dalla critica specializzata “uno degli album italiani più belli dell’anno”, mentre l’ultima produzione discografica, “Il Santo” (2016), ha ricevuto la Menzione Speciale del Club Tenco per la manifestazione Musica contro le mafie.
Numerose le collaborazioni e le interazioni artistiche, dal poeta torinese Guido Catalano alla “star” internazionale del trasformismo Arturo Brachetti, da Gianpiero Alloisio, storico collaboratore di Giorgio Gaber al grande clown Django Edwards.
E’ stato autore musicale e attore per il Teatro della Tosse di Genova, ha insegnato songwriting alla Scuola Holden di Torino ed è tutor per il progetto della Regione Liguria “Cantautori nelle scuole”.
L’amore per una donna e per Roma si intrecciano entrambi così perfettamente “incasinati” di giorno e stupendi la sera
Un sound indie rap e pop, solare e ritmato, caratterizza questo nuovo brano di Lasersight, prodotto dalla band romana dei Malpensa che partecipa anche come featured artist del pezzo. La canzone ha in sé sia l’amore per una persona sia l’amore per Roma, città natale dell’artista e della band. Nel testo un gioco di rimandi fra i luoghi più significativi della Città eterna e tutto ciò che di attraente c’è in un amore appena iniziato.
Il Colosseo, i Fori e “L’estasi di Santa Teresa” con la visione dell’amata paragonata alla statua del Bernini. Un ricordo di una scena intramontabile della “Dolce Vita” di Fellini che i due protagonisti stanno per reinterpretare e poi ancora, Amore e Psiche, i sette colli, Apollo e Dafne ed il detto “tutte le strade portano a te” con l’invito conclusivo al “Carpediem”: non pensare e goditi il momento.
Il ritornello rispecchia in pieno Roma che è incasinata di giorno ma stupenda di sera come un Oscar da vincere (riferimento a “La Grande Bellezza” di Sorrentino), ambivalenza che si rispecchia nel carattere della ragazza appena conosciuta.
«Volevo fare una canzone che facesse capire tutto l’amore che ho per la mia città, ma volevo anche dare quel qualcosa in più al brano ed ecco l’idea, nata con i Malpensa, di far vedere Roma attraverso gli occhi di due innamorati che passeggiano per la città» Lasersight
LaserSight è un rapper romano classe ’90, influenzato dalle sonorità rap originali dagli Articolo 31 fino ai Club Dogo ed in quelle pop degli 883. Inizia ad affacciarsi nel mondo musicale già dall’età di diciotto anni dove inizia per passione i primi lavori autoprodotti con vari esponenti delle scena romana fino al 2012. Dopo un periodo di inattività nel 2015 torna in studio dove incide il suo primo mixtape dal titolo “Cambiamenti”. Le copie fisiche del mixtape vanno sold out nel giro di pochi giorni.
Il suo primo disco ufficiale, dal titolo “Sedotto E Abbandonato” disponibile su Spotify e digital store, è uscito il 31 maggio 2018 in collaborazione con l’etichetta torinese RKH. Il disco è stato prodotto interamente da JO Diana e vanta la collaborazione di artisti emergenti romani e Blue Virus. L’album presenta sonorità rap unite ad un sound pop e dance generi in cui l’artista ci si rispecchia molto e che denota un’evoluzione artistica del rapper.
Il secondo progetto discografico è stato strutturato con il lancio di diversi singoli tutti impreziositi dalla collaborazione con diversi artisti: “Un’estate da ricordare”, “Cadono le stelle” (feat. Rayden), “Voglio il mondo (feat. Yela Kiss)”, “Deluso” (feat. Yota Damore), “Unici” (feat. Calibro 40), “Ti Starò Vicino” (prod. Jack Sapienza) e “Call Back” (feat. Malpensa).
A dicembre 2020 il brano Unici è stato inserito nella compilation “Top Emergenti 2020” realizzata e distribuita da “Music Universe”.
Il 13 maggio è uscito il nuovo Ep del rapper dal titolo “Notturno”che raccoglie 4 tracce corrispondenti ad altrettanti pensieri. A luglio pubblica “Limbo” prima traccia estratta dal nuovo progetto discografico.