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  • Quando il rap incontra la poesia: “La Voce dell’Anima”, i versi di Enrico Frandino interpretati dal rapper MardRe sulle note di DawwoBeatz

    progetto Biella – Non solo parole e musica, ma profonde armonie sonore che incontrano vera poesia. È “La Voce dell’Anima”, un progetto originale che vede coinvolti il poeta biellese Enrico Frandino e il duo trentino composto dal rapper Fabio Girardi in arte MardRe e dal producer David Girardi alias DawwoBeatz.

    Il loro è un incontro spirituale oltre che artistico. Di fatto la collaborazione si pone l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico alla riscoperta del sé, del proprio mondo interiore, grazie all’unione di arti affini come la poesia e la musica.

    L’Anima è al centro del progetto che vede in uscita due brani musicali prodotti da DawwoBeatz, in cui MardRe interpreta due splendide poesie di Enrico Frandino. Si tratta di “Fede” e di “E tu ci sei”, tracce rispettivamente in uscita il 15 e il 29 aprile sul canale Youtube e sulla piattaforma Spotify. L’accattivante senso ritmico ricalca in modo chiaro e profondo la linea emozionale dei testi di Enrico Frandino, conosciuto sui social come “il poeta dell’anima” proprio perché i suoi versi sono capaci di far risuonare in modo essenziale e diretto le corde più intime dell’animo umano.

    Enrico Frandino, poeta fin da giovanissimo, ha vinto più di cento concorsi internazionali e ha collaborato con accademie e prestigiose istituzioni culturali. La sua spiccata verve lirica è alla base dei successi ottenuti con la raccolta “Pittore dell’anima” (2004), del prestigioso riconoscimento di “Poeta dell’anno” nel 2007 con la silloge “Le voci del silenzio” (2006), e delle collaborazioni sperimentate con l’opera “Momenti” (2008). La ricerca della comunione artistica ha spesso spinto il poeta biellese a condividere sentimenti e idee con artisti di pari sensibilità. È il caso dello spettacolo “Se la vita mia fosse poesia…” dell’attore e regista Marco Di Stefano, presentato in prima nazionale nell’ottobre scorso a Biella, in cui sono stati interpretati alcuni testi delle sillogi “Carezze di Vento” e “Pittore dell’anima” di Enrico Frandino. Inoltre il poeta biellese è da tempo gradito ospite della rubrica “I rintocchi del cuore” nel programma televisivo “Eccellenze Italiane” in onda su Odeon tv, in cui approfondisce temi di carattere culturale e sociale.

    Fabio Girardi, noto rapper trentino, che dedica il suo nome d’arte MardRe alla figura della madre così importante nell’evoluzione dell’artista-uomo, è il giusto compagno di Enrico Frandino: definisce la sua musica “rap dell’Anima” perché concepisce l’arte come mezzo di ricerca interiore. Tra i suoi lavori più autentici ricordiamo l’Ep “Dialoghi” del 2019, “Tentazioni” e “Mai Una Gioia” del 2021. Suo produttore ufficiale è David Girardi ovvero DawwoBeatz che, dopo una lunga attività di rapperdj e beatmaker anche in duo con il fratello Fabio, si distingue in qualità di apprezzato compositore di brani lontani dai canoni del classico hip hop in quanto predilige la composizione musicale al campionamento.

    Il progetto “La Voce dell’Anima” risulta dunque fondato su un connubio altamente creativo. I testi in particolare seguono l’idea di un viaggio esistenziale che nel brano “Fede” si presenta come gestazione di una consapevolezza del sé rivolta al riconoscimento dell’Eterno Amore, mentre in “E tu ci sei” un carattere leggermente più mondano attraversa lo specchio di sottili dolori per giungere alla speranza d’un domani migliore.

    Info
    https://www.instagram.com/voce_dell_anima_/
    https://youtube.com/@VoceDellAnimaMusicaPoesia

  • Domenica in scena “Se la vita mia fosse poesia…” di Marco Di Stefano

    Di Stefano, Enrico Frandino, i fratelli AngelinoRoppolo (BI) – Secondo appuntamento con “Se la vita mia fosse poesia…”, spettacolo di e con Marco Di Stefano che andrà in scena domenica 23 ottobre alle ore 16 nella prestigiosa sede della fondazione “Emanuele Cacherano di Bricherasio” di Roppolo (Biella). L’incantevole “recital tra sogni ed emozioni”, che nasce dalla viva collaborazione tra il regista e attore lucchese e il poeta biellese Enrico Frandino, è reduce da una strepitosa prima nazionale tenutasi venerdì scorso al teatro Don Minzoni di Biella.

    Un evento dall’impronta totalizzante, resa unica dalla comunione delle arti che dialogano fino a una comunicazione intima con lo spettatore. Il fil rouge che tiene insieme la poesia, la recitazione, la musica è frutto dell’esperienza pluriennale del Di Stefano. Molto conosciuto per partecipazioni e ruoli significativi nei film d’azione e horror di registi del calibro di Fulci, Lucchetti e Bergonzelli, da diversi anni il suo impegno artistico è rivolto all’integrazione sociale grazie alla realizzazione di progetti e laboratori teatrali di forte impatto collettivo. Il suo fiore all’occhiello è il Teatro della Comunità, un genere di fama internazionale di cui è fondatore e che il performer porta avanti insieme alla compagna di vita e nota coreografa Tanya Khabarova.

     

    Sensibile e opportuno compagno di viaggio in “Se la vita mia fosse poesia…” è Enrico Frandino, che partecipa in modo viscerale alla realizzazione del recital: sue le liriche tratte dalle sillogi Carezze di Vento e Pittore dell’anima; Di Stefano le interpreta magistralmente intervallandole a monologhi e classici della musica internazionale da lui stesso eseguiti con la tromba e accompagnati dai due fratelli chitarristi Giuseppe e Daniele Angelino. Ricordiamo che la fama di Frandino è legata alla vittoria di un centinaio di concorsi internazionali e al prestigio delle pubblicazioni che lo presentano agli occhi del pubblico come il poeta dell’anima, cioè a dire la voce che riesce a interpretare i sentimenti dell’uomo contemporaneo.

    “Se la vita mia fosse poesia…” conta sul sostegno della fondazione “Emanuele Cacherano di Bricherasio” di Roppolo, che trae ispirazione dalla figura del nobile torinese fondatore dell’Automobile Club d’Italia e della prima Fabbrica Italiana Automobili di Torino. Un personaggio imprenditoriale di notevole spessore da cui l’ente morale biellese prende spunto per operare in modo attivo e intraprendente. Si ricorda che il recital di domenica 23 ottobre, com’è stato per la prima nazionale di venerdì 21, è aperto al pubblico in forma gratuita. Saranno però raccolte offerte libere in favore della realizzazione di due progetti che il presidente della fondazione, Maurizio Aiassa, ha in cuore di realizzare. Si tratta di una biblioteca all’interno del parco e della ristrutturazione di uno degli stabili per la creazione di un laboratorio scolastico.

     

    Sono inoltre previste altre diciannove repliche dello spettacolo in tutta Italia (location ancora da confermare).

     

    Info e contatti

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  • Cecilia Martin Birsa: un’arte scultorea tra magia e poesia

    “Quando penso a Cecilia Martin Birsa nel momento catartico dell’atto e del gesto creativo mi immagino tutta la cura e la premura certosina con la quale plasma e modella la materia, stemperandone la solida robustezza corposa e modulandone il volume e la densità, per ottenere un eccellente risultato, che fonde insieme perizia tecnica e padronanza strumentale a fantasioso estro e spiccata sensibilità empatica e intuitiva”. Ecco, come la Dott.ssa Elena Gollini si pronuncia nel dare le sue proiezioni critiche alla produzione scultorea della talentuosa Martin Birsa. Inoltre, proseguendo ancora nelle dissertazioni riflessive ha argomentato dichiarando: “Le sculture di Cecilia possiedono un misto di magia e di poesia, che le rende ammalianti e accattivanti. La magia scaturisce e si alimenta da quell’allure speciale e indefinita che le circonda e funge da cornice di contorno. Ogni opera la possiede in sé fin dal momento iniziale della creazione e per tutto lo sviluppo ovunque viene posta e collocata, affinché possa rafforzarsi ed essere percepita in toto dallo spettatore. È una magia quasi mistica e spirituale, che diventa un prezioso plus valore aggiunto e le rende assolutamente uniche e inimitabili. La poesia soave e delicata nasce dalla formula espressiva e comunicativa sempre sobria e garbata, che si profonde in modo raffinato ed elegante attraverso una narrazione fluida e scorrevole, autentica e spontanea. La componente aulica è pregnante di naturalezza e di purezza incontaminata, che corrisponde alla viscerale grazia innata, che guida la catarsi creativa di Cecilia e la spinge a trovare uno stile di lirismo mai troppo ridondante, sempre in linea con quella dimensione minimale ed essenziale che contraddistingue il palinsesto rievocativo. Ogni opera diventa allora la traslazione simbolica e metaforica di una magia e di una poesia, che prendono vita e diventano entità tangibili e visibili, per consentire al fruitore di accostarsi con un approccio intenso e profondo e intriso di coinvolgimento e di immedesimazione. La magia e la poesia trovano una propria nicchia protettiva, che le accoglie e le ingloba nel corollario della narrazione formale e sostanziale e diventano così elementi e componenti qualificanti primari e indispensabili. Senza questa magia e questa poesia mancherebbe pertanto quel quid esclusivo e sui generis, che per Cecilia è estremamente avvalorante per infondere e per imprimere alla sua incantevole produzione una cifra distintiva e connotativa ancora più forte e potenziata e per rimarcare la volontà di cimentarsi in un lavoro scultoreo sempre coerente e consapevole rispetto al suo modo di sentire e di pensare”.

  • Cecilia Martin Birsa: un’arte scultorea all’insegna della condivisione universale

    “Quando si parla di arte declinata in chiave contemporanea è fondamentale mettere in luce anche l’orientamento d’ispirazione e la prospettiva di vedute, che ottiene attraverso una condivisione di impronta universale, affinché possano essere gettate le fondamenta e le basi per darle l’ampio respiro, che l’artista desidera e ambisce riscuotere al presente e al contempo garantirle anche una fruizione a largo raggio in una visione futurista e futuribile. Su queste lungimiranti e ravvedute dinamiche di pensiero si colloca la dimensione artistica della scultrice Cecilia Martin Birsa, che rappresenta proprio la volontà piena e convinta di canalizzarle con intento di condivisione universale”. La Dott.ssa Elena Gollini fornisce delle dissertazioni critiche e analitiche approfondite riferendosi all’espressione creativa della Martin Birsa, sviluppando una serie di argomentazioni. Inoltre ha rimarcato: “Ecco come Cecilia si distingue in modo qualificante e avvalorante non soltanto per le soluzioni di impeccabile composizione e costruzione formale, ma anche per quel quid speciale, che appartiene a un discorso divulgativo aperto a tutto campo e a tutto tondo, che rende omaggio a quello spirito di condivisione sociale e collettiva, che abbraccia tutta l’arte e la eleva a strumento universale di comunicazione. Cecilia nelle sue rappresentazioni scultoree si avvale di questo senso di condivisione, che diventa comunione, diventa approccio empatico e sensibile, che va ben oltre la visione estetica e il senso di apparenza esteriore. Cecilia cerca un rapporto elitario e un feedback speciale con lo spettatore, vuole creare e instaurare un filo conduttore intenso, nel quale viene racchiusa la sua storia personale e nel quale viene poi inserita anche quella soggettiva chiave di lettura offerta da una fruizione libera e scevra da ogni imposizione. Per Cecilia l’arte deve possedere il dono della libertà in ogni sua declinazione, affinché possa diventare davvero un ponte di collegamento e di connessione, che prescinde e supera, che oltrepassa e si propaga avanti verso un’autentica propensione di incontro. Cecilia diventa dunque fautrice e promotrice di un’arte scultorea, che si profonde in messaggi di aggregazione e di unione e che cancella ogni differenza e ogni diversità, affinché si possa generare un linguaggio comprensibile per tutti, accessibile a tutti e facilmente diffondibile ovunque. Le sculture di Cecilia sono senza dubbio destinate a essere concepite anche in chiave di recupero innovativo di una tradizione sempre attuale e intramontabile, che però al presente si modula e si modella con versatilità per diventare ancora più profondamente condivisibile”.

     

  • Cecilia Martin Birsa: artista di concetto e di sentimento

    Nell’articolato e multiforme comparto della moderna arte scultorea, senza dubbio l’artista contemporanea Cecilia Martin Birsa si inserisce appieno apportando un consistente e considerevole contributo di sviluppo evolutivo positivo alla ricerca e alla sperimentazione work in progress, che caratterizza l’intera sua produzione. La Dott.ssa Elena Gollini che segue con particolare profondità di valutazione il percorso della Martin Birsa ha evidenziato al riguardo: “Osservando la proiezione e la prospettiva trasversale nella quale si inserisce e si colloca l’arte scultorea di Cecilia, è possibile individuare un perfetto equilibrio di mescolanza alchemica tra concetto e sentimento, che si intreccia al paradigma compositivo formale e arricchisce l’intero impianto semantico e dialettico sotteso. Ecco, perché a buon conto Cecilia può essere definita come artista di concetto e di sentimento, rafforzando l’aspetto estetico e strutturale esteriore proprio attraverso quella commistione di afflato sentimentale, che inficia in modo diretto tutta la parafrasi narrativa. Le rappresentazioni scultoree si propongono sempre come soluzioni di notevole gradevolezza e piacevolezza di fattezza e attirano da subito lo sguardo del fruitore, per poi conquistarne anche l’anima e il cuore tramite quel tumulto energetico, che sprigionano e propagano tutto intorno e che si espande e si profonde con prorompente vigore e potenza. Questa componente concettuale e sentimentale trova la propria linfa vitale dagli impulsi, che la sfera interiore di Cecilia capta e riceve dall’esterno, ma al contempo anche da quel fervore creativo innato, che genera e produce un moto di continua e costante ispirazione. Per Cecilia fare arte è insito nella propria genetica e diventa un proprio modo di essere e di agire, diventa parte integrante principale della sua stessa forma mentis. Dal mondo circostante parimenti Cecilia ricava e rielabora quanto sente e percepisce essere più incline e più affine alla sua concezione di visione artistica ed esistenziale, riuscendo sempre a bilanciare il tutto in modo ottimale e coniugando sapere e conoscenza con passione e trasporto. Nascono così creazioni di sublime perfezione e di ineccepibile e acclarata bellezza, che custodiscono al proprio interno un magico climax tutto da scoprire. Ritengo, che ogni opera possa essere valutata mediante più fasi di fruizione, scandagliando ogni dettaglio e ogni particolare del costrutto e seguendo ogni peculiare dinamica scenica, per poter poi fare una riflessione complessiva esaustiva e completa. Sono sculture, che possiedono un fascino sobrio e garbato e contestualmente si prestano a svariate chiavi di lettura percettiva e recettiva. Per Cecilia l’interpretazione è infatti un momento da assaporare fino in fondo, gradualmente e in progressione per amplificare al massimo lo stato di enfasi e di estasi”.

  • Cecilia Martin Birsa: simulacri emozionali di arte scultorea

    “Parafrasando analiticamente il significato intrinseco, che produce l’essenza primaria dell’arte scultorea di Cecilia Martin Birsa si può individuare una definizione assolutamente appropriata e congeniale utilizzando una terminologia simbolista dall’impronta misticheggiante: simulacri emozionali”. La Dott.ssa Elena Gollini si addentra nella prospettiva di valutazione contenutistica connessa alla corposa e variegata produzione scultorea della Martin Birsa e recupera degli interessanti spunti di commento riflessivo. Proseguendo ancora nelle sue considerazioni ha ulteriormente evidenziato: “Cecilia è artefice di prospettive rievocative, che equivalgono a dei virtuali simulacri emozionali, in quanto raccolgono e conservano tutta una mescolanza di concentrazione emotiva ed emozionale proveniente sia dalla sfera intima di Cecilia sia dal flusso energetico comunicativo, che si innesca e si stabilisce con il fruitore, che diventa potente e inscindibile e propaga un’ulteriore forza centripeta, rinvigorita dalla compenetrante partecipazione recettiva e percettiva. Cecilia crea e alimenta di continuo questi simulacri emozionali custoditi dentro le sue incantevoli sculture, li offre allo spettatore e li fa suoi, li porta dentro il cuore e li intreccia con il moto della sua anima in una fusione armoniosa. Da sempre l’arte scultorea è un patrimonio di valenza immensa, che nel tempo resta sempre a disposizione di chiunque voglia entrare in relazione di contatto ravvicinato e generare un ponte di collegamento. Cecilia vuole che le sue opere fungano da ponte di trait d’union intese proprio come simulacri emozionali facilmente accessibili e intensamente coinvolgenti. Il fascino ricercato e al contempo discreto che emanano è sinonimo di una bellezza ammaliante e magnetica, che diventa eterna e imperitura e rende etereo e perpetuo anche quell’ideale di solennità sacrale solenne, maestosa ed eccelsa, che rappresenta in sé la visione dei simulacri. Cecilia diventa pertanto convinta sostenitrice di una formula scultorea, che edifica fondamenta solide e robuste sulla base di una ricerca precipua e di una coerenza di azione e di pensiero, che coincide con la sua personalità sempre responsabile e consapevole fino in fondo del proprio operato. Questi speciali simulacri emozionali sono poi concepiti in continuo e costante divenire evolutivo, possiedono delle chiavi di sviluppo graduale e progressivo e hanno delle applicazioni amplificate dalla portata di compenetrazione da parte dello spettatore. Le sculture di Cecilia ci parlano e si rendono entità vive e vitali nell’espandere a tutto tondo questa loro immagine evocativa e acquistano man mano sempre più risorse e potenziale anche sul piano spirituale elevandosi oltre ogni limite più sconfinato”.

     

  • Cecilia Martin Birsa: arte scultorea in nome del virtuosismo

    L’arte scultorea nei secoli si è sviluppata seguendo orientamenti molto eterogenei e avvalendosi di soluzioni davvero sorprendenti. La scultura è a tutti gli effetti un’arte molto complicata e molto complessa da apprendere. Servono la massima dedizione e la massima disciplina, serve tanto studio e altrettanto spirito di perfezionismo, voglia di compiere una ricerca inedita e voglia di sperimentare in modo innovativo. Ogni scultore deve riuscire a crearsi e a consolidare un proprio stile, che appaia preciso e convincente, perché l’improvvisazione casuale non è mai concessa e tanto meno è permessa la superficialità. Ci sono artisti come Cecilia Martin Birsa, che hanno fatto dell’arte scultorea la propria ragione di vita, che hanno saputo orchestrare al meglio quanto imparato e ottimizzare gli insegnamenti preziosi, immettendoli dentro il proprio bagaglio personale di conoscenza e di sapere, realizzando una produzione contemporanea davvero al top di gamma. La Dott.ssa Elena Gollini ha spiegato al riguardo: “Il virtuosismo scultoreo che caratterizza l’arte di Cecilia è frutto di una preparazione certosina e meticolosa, che inizia fin dalla fase progettuale e ideativa e si snoda e si dipana man mano con modalità sempre scelte con dovizia. Ogni scultura costituisce un cuore pulsante al suo interno, metafora di quel virtuosismo che appartiene al DNA creativo di Cecilia e diventa un valore nevralgico essenziale e indispensabile del suo fare artistico. Cecilia è esempio a modello di come la serietà e l’onestà intellettuale vengono sempre premiate e di come lavorare in modo sempre compiuto e calibrato porta a risultati eccellenti e ineccepibili. Le sue sculture possiedono un virtuosismo formale e sostanziale, che le attraversa e le rende uniche e speciali. Ogni sua opera diventa esclusiva, inimitabile e inconfondibile. Si comprende da subito come per Cecilia la scultura sia una vocazione intesa in senso dilatato, che include anche un contatto attivo e diretto con l’intero substrato del reale e della realtà, dal quale poter attingere elementi e componenti, che hanno un virtuosismo connaturato e possono essere ben modulati e modellati nella profusione materica densa e corposa. La lavorazione scultorea per Cecilia è sempre una grande commistione, una consistente mescolanza, che prende vita tramite l’atto e il gesto creativo e viene poi plasmata insieme, viene assemblata e bilanciata. Alla piacevolezza estetica corrisponde sempre una dinamica contenutistica articolata, affinché l’idea del bello si rifletta e si rispecchi in toto, all’esterno e all’interno, nella forma e nella sostanza. Soltanto così per Cecilia ci sarà l’espressione incondizionata e incontaminata del virtuosismo artistico più assoluto, dirompente e prorompente”.

     

  • Cecilia Martin Birsa: arte scultorea inno alla sublimazione

    L’arte scultorea declinata in chiave moderna e contemporanea ci offre interessanti occasioni di approfondimento ampliato e allargato e delinea delle prospettive espressive all’insegna di una formula di sublimazione simbolica davvero impattante. Su questa dimensione visionaria di pensiero e di stile si può accostare in parallelo di corrispondenza l’arte scultorea realizzata da Cecilia Martin Birsa esponente di calibro e di caratura del multiforme assetto artistico attuale, impegnata a tenere sempre alto il vessillo della tradizione antichissima, che resta un pilastro di riferimento imprescindibile per ogni base e fondamento di ispirazione. La Dott.ssa Elena Gollini nel rimarcare questa coesione sinergica con il concetto di sublime, di sublimato e di sublimazione, che inficia il percorso creativo della Martin Birsa ha dichiarato: “Cecilia cavalca l’onda di questa concezione portante per l’intera storia dell’arte universale e la applica al suo operato scultoreo con delicato e armonioso intreccio. La tendenza alla sublimazione non è mai troppo orpellosa o ridondante, ma resta sempre dentro binari virtuali di equilibrio perfetto e impeccabile e si innerva alle fattezze formali di elevata potenza aulica evocativa, si plasma insieme ai contenuti sottesi e subliminali insiti dentro le pieghe della narrazione compositiva e si fonde in alchimia con tutto il palinsesto semantico e con il ricco corollario del registro dialettico, talvolta più manifesto e talvolta più racchiuso in una sfaccettata dissertazione concettuale cifrata e codificata ad hoc, che appare sempre molto ben studiata e congeniale all’insieme della sintesi rappresentativa. Per Cecilia l’ideale della sublimazione è riconducibile ad un’elevazione interiore e introspettiva, autentica e incontaminata, è sinonimo di un’evoluzione spirituale consapevole, di una crescita intimamente percepibile da chi si approccia con la giusta sensibilità. L’ideale della sublimazione decantato e celebrato da Cecilia si palesa in modo sobrio, ma altrettanto permeante e avvolgente e stimola ad una fruizione attenta e ponderata. Per Cecilia conquistare il placet di consenso e di approvazione da parte dello spettatore in modo spicciolo e sommario non è assolutamente utile e funzionale, serve invece ottenere una compartecipazione volontaria a tutto tondo e a tutto campo, perché l’arte va osservata assorbendone e respirandone tutta l’energia vitale e il flusso dinamico, che contiene e conserva al suo interno, lasciandosi completamente e beatamente pervadere nel pieno tripudio sensoriale più appagante. Per Cecilia la comunicazione tra lei e lo spettatore deve produrre dunque una sublimazione qualificante e avvalorante di scambio emotivo ed emozionale, di sinergia coinvolgente e di trasporto spontaneo. Soltanto così si potrà davvero realizzare la vera elevazione sublime che l’arte si concede di perseguire e di raggiungere”.

    https://www.elenagolliniartblogger.com/cecilia-martin/

  • Cecilia Martin Birsa: arte scultorea contemplativa e riflessiva

    Nell’attuale panorama della moderna arte scultorea, senza dubbio l’artista Cecilia Martin Birsa merita di essere positivamente considerata anche per la stimolante prospettiva a livello contemplativo e a livello riflessivo, che la sua produzione genera e alimenta fin dal primo sguardo. Di recente la Martin Birsa è stata intervistata da Radio Canale Italia e ha raccontato alcuni aspetti caratteristici delle sue pregevoli creazioni, dimostrando una radicata e consolidata competenza e anche una spiccata sensibilità comunicativa. L’intervista è stata occasione di interazione con un target di fruitori a largo raggio, che hanno potuto accostarsi alla sua arte per la prima volta ed essere immediatamente conquistati dall’accattivante e carismatica personalità creativa della Martin Birsa. La Dott.ssa Elena Gollini, che segue il percorso di ricerca e la supporta nella comunicazione promozionale, ha espresso alcune particolari valutazioni: “Cecilia si muove all’interno di un’articolata piattaforma sperimentale, che viene integrata e rafforzata dalla vibrante dimensione contemplativa e riflessiva, che imprime alle sue sculture in modo avvalorante, caricandole di pathos e di pregnanza sostanziale intrinseca. Alla bellezza della narrazione estetico-formale, pertanto viene sempre accorpata in perfetta fusione armoniosa una potente forza espressiva molto qualificante proveniente dalla portata contemplativa e riflessiva. L’arte scultorea per Cecilia dev’essere sempre improntata a fornire una piacevolezza esteriore d’insieme associata e in coesione con una plus valenza insita e sottesa di matrice concettuale, che contiene e racchiude un corollario di significati e di messaggi codificati e cifrati, che costituiscono dei rimandi allusivi, dei richiami e dei riferimenti di tipo metaforico, che arricchiscono e completano l’intero palinsesto scenico. All’ideale del bello Cecilia congiunge sempre anche una speciale essenza subliminale, che lo spettatore può carpire e fare sua per riuscire a penetrare appieno nella sfera della contemplazione e della riflessione profonda. Per Cecilia dunque l’intento primario del suo operato artistico è riconducibile alla volontà di innescare uno sfaccettato processo di interazione dinamica, che supera la semplice analisi a livello di primo impatto ottico e visivo e si addentra in una sorprendente scoperta percettiva e plurisensoriale, attraverso la quale si ottiene un pieno e totale coinvolgimento recettivo, che catalizza la mente e il pensiero su un piano di contemplazione e di riflessione, che si trasforma in una sorta di appagante stato meditativo. Soltanto così per Cecilia si può davvero parlare di arte condivisibile e condivisa”.

     

     

  • Il concetto spazio temporale nell’arte scultorea di Cecilia Martin Birsa

    Il concetto spazio temporale nell’arte scultorea acquista e detiene una valenza primaria e diventa uno strumento necessario e indispensabile di identità e di identificabilità utile per infondere dei parametri di riferimento attendibili e pertinenti. Tuttavia, contestualmente risulta anche un fattore limitante e tarpante, delimitato da vincoli condizionanti, perché collocare la dimensione scultorea in modo restrittivo e costrittivo a livello di spazio e di tempo diventa svilente per la sua idilliaca sublimazione. L’arte scultorea è di per se stessa destinata a proiettarsi in una dimensione libera, ovattata, rarefatta, che costituisce una cornice speciale che ne eleva la sua possente consistenza materica e le conferisce una potente spiritualità elettiva. In virtù di tali considerazioni la Dott.ssa Elena Gollini ha voluto precisare come la scultrice Cecilia Martin Birsa si renda volutamente distante e distaccata dal diktat del concetto spazio temporale inteso in modo rigoroso, rigido e ferreo, accogliendo invece una visionarietà modulata e modulabile, affrancata e indipendente tendendo all’atemporalità e all’assenza di spazialità. Le sue sculture non vanno mai contestualizzate dentro dei binari predefiniti e preconfigurati in senso spazio temporale, ma vanno lasciate librare e volteggiare in una prospettiva di orizzonte che si espande ad infinitum, come se dalla loro posizione potessero magicamente spiccare il volo e farsi sospingere con leggerezza, farsi prendere nella scia senza alcun peso di gravità. Inoltre, la Dott.ssa Gollini ha proseguito nella sua argomentazione analitica soffermandosi ulteriormente nella spiegazione. In particolare ha dichiarato: “Cecilia nella convinzione piena di voler trasmettere e trasferire un respiro vitale alle proprie opere, un respiro che supera e oltrepassa il tempo e lo spazio e fuoriesce dall’ambientazione in cui sono inserite, le modella e le plasma, affinché questo loro potere esclusivo possa espandersi e possa amplificarsi ovunque esse si trovino. E nella brezza di questo respiro risiede proprio la suggestione visionaria della loro condizione. Essere degli autentici artisti contemporanei significa pensare in grande e dispensare a largo raggio. Significa offrire la propria guizzante versatilità creativa con una proiezione senza limiti e senza confini, incarnando appieno il concetto di arte universale al di fuori del tempo e dello spazio. Cecilia certamente con il suo ardore poliedrico ed eclettico rispecchia e ricalca appieno questo ammirevole concetto ideale”. La Martin Birsa è impegnata con mostre ed esposizioni di pregio. Tra esse le sta particolarmente a cuore quella allestita con il Patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella presso l’antica mulattiera del Borgo di Bagneri visitabile con ingresso gratuito, che raccoglie 50 sculture in pietra dura di notevole impatto coreografico, che rappresentano animali del bosco appartenenti al nostro ecosistema. La mostra è rivolta ad un target eterogeneo di visitatori e molto adatta anche per bambini e famiglie. Un altro tassello, che si aggiunge al percorso meritocratico compiuto dalla talentuosa Martin Birsa.

     

  • È online la mostra “Il pensiero di pietra” di Cecilia Martin Birsa

    È stata ufficialmente pubblicata la mostra online dal titolo emblematicamente poetico “Il pensiero di pietra” della scultrice contemporanea Cecilia Martin Birsa a cura della Dott.ssa Elena Gollini. La mostra resterà sulla piattaforma web in modo permanente e raccoglie venti opere di particolare intensità e pregnanza sostanziale oltre che di indiscussa valenza formale. La Dott.ssa Gollini nel mettere in evidenza le caratteristiche salienti, che fanno capo alla produzione artistica della Birsa ha rimarcato: “L’arte scultorea è davvero definibile come arte nobile e come arte solenne, perché riesce a trasmettere dei contenuti cardine e dei messaggi semantici di notevole e imprescindibile portata. Cecilia si cimenta nella scultura moderna contemporanea a fronte di una vocazione autentica e di una passione viscerale, smisurata, che si sprigiona con potenza in ogni creazione e diventa un incipit di stimolo forte per la sua vivace e versatile ispirazione. Il titolo della mostra è stato scelto proprio ad hoc ed è particolarmente consono e congeniale per delineare e riassumere in modo preciso e altrettanto eloquente il particolare e originale filo conduttore attraverso il quale si muove, si snoda e si dipana l’atto creativo di Cecilia”. Inoltre la Dott.ssa Gollini ha proseguito nella spiegazione riflessiva affermando: Per Cecilia tutto parte dal pensiero coerente e consapevole di infondere al suo potenziale artistico quelle risorse virtuose capaci di accentuarne al massimo l’intensità comunicativa ed espressiva. Il pensiero è la linfa vitale primaria, l’humus fondamentale per nutrire e sostentare ogni sua azione creativa. In tal senso certamente Cecilia richiama anche a sé quel cogito ergo sum, che la filosofia di Cartesio ha tramandato e perpetrato fino ai giorni nostri espandendone e dilatandone il significato intrinseco a largo raggio. Dalle sue sculture trapela integra e intatta tutta la forza del pensiero, inteso come scandaglio accurato, minuzioso e approfondito di ricerca, di studio e di sperimentazione, che affina e perfeziona la sua impeccabile formazione e preparazione. Ma, contestualmente inteso anche come pensiero emotivo ed emozionale, che viene immesso nel costrutto compositivo e prende corpo al suo interno, ne diventa parte attiva integrante e rafforzativa, acquista vita propria in modo distintivo e qualificante. Cecilia analizza in modo dovizioso e certosino, si cimenta e si addentra attraverso un sentiero di scoperta sempre avvincente, che la conduce in territori concettuali prolifici e rigogliosi dove poter attingere spunti, richiami, rimandi e riferimenti inediti e sui generis da sviluppare attraverso la perfetta sintonia di tradizione e modernità, di antico e di nuovo, di reale e di invenzione, di concreto e di immaginario. Le sue sculture fluttuano pertanto nel simbolico viaggio di un pensiero che dalla pietra riesce a generare e a produrre un’incantevole visionarietà, una proiezione suggestiva coinvolgente, dove tutti i sensi vengono piacevolmente appagati”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/pensiero-pietra-cecilia-martin-birsa

  • Aperte le iscrizioni per il Biella Festival Music Video 2021

    Aperte le iscrizioni al Biella Festival 2021.

    Aperte le iscrizioni per il Biella Fest 2021: Sono aperte le iscrizioni alla 22° edizione del Biella Festival che, nella sua recente versione di Biella Festival Music Video, torna, dopo lo stop reso necessario dalla pandemia, in una versione tutta in streaming. “Dopo che abbiamo iniziato a ricevere proposte malgrado il bando non fosse ancora uscito – ci spiega il Direttore artistico Giorgio Pezzana –  ci siamo resi conto che quest’anno, dovevamo superare l’ostacolo del Covid ed inventarci una soluzione che andasse incontro al desiderio di avere voce di tanti artisti. Soprattutto in un momento storico come questo, difficilissimo per il comparto creativo e culturale.” Tutte le informazioni tecniche per partecipare al bando sono, come per le precedenti edizioni, disponibili sul sito del Festival (biellafestival.com). La scadenza per partecipare è il 31 maggio prossimo: “Ma raccomandiamo di non arrivare in massa all’ultimo momento per permetterci di vagliare eventuali elementi tecnici mancanti: lo streaming ci richiede alcuni standard fissi.”

    A chi è rivolto?

    Il premio è rivolto a registi e musicisti che abbiano realizzato nel corso del periodo compreso tra il 1° gennaio del 2020 e il 31 maggio del 2021 un videoclip con brani musicali che abbiano accompagnato, o meno, l’uscita di un singolo o di un album. Gli ammessi alla finale saranno 15, di cui 10 scelti tra coloro che avranno inviato le loro proposte e 5 individuati dalla rivista Musicamag – Un’altra Music@ tra i video inviati per annunci e/o recensioni di nuovi lavori. Al vincitore andrà un contributo in denaro pari alla somma di €. 500,00 (cinquecento/00) oltre alla promozione a cura dello Studio Alfa, Ufficio Stampa di Biella Festival, nei circuiti convenzionati.

    Ricordiamo, infatti, che il Festival gode del patrocinio di Cinecorriere, storica testata di Cinema, di Classic Rock On Air, il format radiofonico ideato da Renato Marengo e condotto con Marco Testoni e di Soundtrack City, il programma web TV dedicato alla musica per immagini ideato e condotto da Marco Testoni in collaborazione con Massimo Privitera.

  • È online la mostra “Arte e sentimento” di Daniela Ghione

    La mostra dell’artista Daniela Ghione è stata ufficialmente inserita all’interno della piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini, che accoglie un selezionato gruppo di meritevoli talenti creativi contemporanei. Il titolo designato per l’esposizione è davvero molto significativo “Arte e sentimento”. Con questo particolare titolo si vuole dare risalto alla profonda e intensa componente di afflato sentimentale ed emozionale, che guida, sorregge e sostiene l’operato artistico della Ghione. Al riguardo la Dott.ssa Gollini ha tenuto a rimarcare evidenziando con alcune riflessioni critiche la portata sostanziale elevata dell’arte della Ghione. In particolare ha dichiarato: “Nel voler dare il meritato risalto allo slancio trainante di Daniela ho pensato a questo titolo molto calzante, che racchiude un corollario di concetti e di messaggio fortemente connessi e coesi alla sfera interiore e intima, che accompagna l’ispirazione creativa in ogni fase. Daniela nella sua vocazione viene coinvolta totalmente a livello percettivo e sensoriale e si lascia trasportare dall’enfasi pura e incondizionata del moto dell’anima, dalle pulsioni del cuore, dal vibrante anelito e respiro vitale incondizionato che il suo ego introspettivo più recondito lascia affiorare in superficie, affinché si palesi e si manifesti all’interno della sua variegata produzione. Questa profusione di pathos si sprigiona a tutto tondo e avvolge il fruitore, che viene subito attirato e conquistato dal trasporto espressivo prorompente. La capacità comunicativa della narrazione viene dunque rafforzata e rinvigorita e diventa un linguaggio di spontanea autenticità, di genuina corresponsione. Fondamentale per Daniela è dare il massimo risalto di importanza all’elemento floreale, nella sua dinamica vitalità, nella sua simbolica valenza, nel suo coinvolgente registro metaforico cifrato e codificato che cattura e rapisce lo spettatore. Il fiore diventa protagonista per eccellenza e per antonomasia del suo percorso di ricerca e di sperimentazione, assume e acquista un ruolo chiave, una posizione privilegiata indiscussa. Tramite la presenza della componente floreale Daniela edifica e costruisce un palinsesto scenico molto elegante, raffinato e garbatamente ricercato, ma al tempo stesso anche molto allegro, gioioso, brioso, trasferendo allo spettatore una ventata di positiva energia. Da ogni opera Daniela trae un proprio prezioso tassello, che accorpa e intreccia in uno speciale mosaico che include insieme arte e vita. All’aspetto formale di piacevolissimo impatto ottico e visivo, Daniela riesce impeccabilmente a fondere l’aspetto contenutistico sotteso e insito, all’insegna di un’arte che si completa di pregnanti assonanze e di rispondenze sublimi e subliminali”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/arte-e-sentimento-ghione/

  • 5° EDIZIONE TROFEO TOLLEGNO 1900: the last and special edition

    Due giorni (11/12 maggio), oltre 100 auto esclusivamente invitate dagli organizzatori Tollegno 1900 e NS Events, un circuito teso a mettere la lente su alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’area biellese (Oropa, Bielmonte, Lago di Viverone, Galleria di Rosazza), sponsor internazionali e partner locali di valore: questi gli ingredienti del quinto appuntamento del “Trofeo Tollegno 1900” che, nato nel 2014, celebra nel 2019 la sua ultima edizione.

    L’iniziativa, che ha fatto di “eleganza, spirito competitivo e passione” le linee e del Lanificio di Tollegno 1900 il punto di partenza e di arrivo, si snoderà per circa 200 chilometri articolati in 3 differenti province e 70 comuni nell’area tra Biella e la Valsesia.

    A prendere parte a questa “Special edition by invitation only”, che ha scelto le Lancia Delta come tema monografico della manifestazione e il modello “Futurista” –  rivisitazione di Automobili Amos – come fiore all’occhiello, saranno vetture prestigiose (tra le altre: Mercedes 300 SL Ali di gabbiano, Ferrari 275 GTB IV Alloy, modelli “rari” e in versione unica  di casa Porsche provenienti da tutto il mondo) impegnate sia in momenti di gara, sia di esposizione per farsi ammirare da appassionati e curiosi, come la sfilata per Via Italia nel cuore di Biella e il display all’interno del Lanificio di Tollegno 1900.

     

    Non solo gara: spazio al territorio

    Sin dai suoi esordi il “Trofeo Tollegno 1900” si è proposto come un evento di sport e turismo mirato a promuovere il territorio e i suoi prodotti d’eccellenza. “In questi quattro anni – spiega Lincoln Germanetti Ceo Tollegno 1900 – l’iniziativa ha avuto sull’intera area biellese una ricaduta di immagine significativa come confermano le oltre 2000 persone che hanno soggiornato nel nostro territorio potendone apprezzare i prodotti enogastronomici, le realtà industriali di primo piano, i gioielli d’arte come la Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, istituzione artistica di eccellenza fondata da Michelangelo Pistoletto dove si svolgerà la cena di gala l’11 maggio”

    Il programma: 2 giorni ad alto tasso di adrenalina

    Ad aprire i giochi l’11 maggio negli spazi antistanti lo storico stabilimento del Lanificio di Tollegno 1900 sarà la consegna del road book del percorso e dei numeri di gara oltre alla verifica di documenti e delle vetture prima dell’inizio ufficiale fissato per le ore 11. Tappe cardine del primo giorno saranno il “Proving Ground” di Balocco dove, grazie alla collaborazione con FCA (Fiat Chrysler Automobiles), sarà possibile lo svolgimento di una sessione della gara su due delle piste del circuito (“Langhe” e “Misto Alfa”) e la sfilata cittadina. Start della seconda giornata alle ore 9:00 sempre il Lanificio di Tollegno 1900 dove, dopo una mattinata di prove, il circuito si chiuderà con l’esposizione di tutte le auto, un pranzo nella suggestiva “Sala Luce” e le premiazioni.

    Sponsor e partner per un progetto di valore

    Ad aderire alla quinta edizione del “Trofeo Tollegno 1900” sono  sponsor e partner che, oltre a condividere l’amore per le auto d’epoca, hanno creduto nelle finalità del progetto.

    Accanto ai Main Sponsor tradizionali (Tollegno 1900, NS Events, Ragno, Julipet e Goodwool) quest’anno si aggiunge Ramona, start-up americana che realizza un originale drink a base di vino bianco italiano e frutta. Italian way of life, glamour e ironia sono i suoi tratti distintivi: per questo hanno scelto di supportare il Trofeo la cui fama in questi anni ha varcato i confini europei.

    Altri brand di rilievo hanno scelto di essere presenti:  Aston Martin Milano saranno a disposizione degli ospiti per un esclusivo test drive,  Tag Heuer, time keeper ufficiale complice la sua vocazione per la realizzazione di orologi  di pregio anche sportivi e My Style Bags che ha realizzato una borsa limited edition con il tessuto 3D Wool di Tollegno 1900 personalizzabile con le iniziali dei piloti. Hanno sposato l’iniziativa anche sponsor locali come Birra Menabrea, Acqua Lauretana, il caseificio Botalla, la macelleria Acquadro e Serralunga, nome del design per arredamento da esterno. Un ringraziamento anche a tutti gli altri partner che con il loro contributo hanno reso possibile la realizzazione dell’iniziativa: BRT Corriere Espresso,  FTR Spa, Tianyu Wool, Modiano, Trecar, Cotonificio Olcese, Finissaggio Ferraris, RC Modell-Biella Express, Filatura di Pollone, Tintoria di Pollone, Scatolificio Biellese, Tubettificio Senese, Zaitex,  IN.TE.MA, Impianti Corinaldesi, Elettro GT, LACFIMI, MET, Arti Grafiche Biellesi, Filati Buratti, Farbotex, KD Biella Shrunk Process, Rammendo Corallo, Rammendatura Tessile Biellese, Ausichem, Filatura Bertoglio, Grosso Srl, Prochimica Novarese, Sellmat, Crackingart, Achitex Minerva, Cartotecnica ERREBI, Iride srl, Scarlatta, Seicon srl, OBEM, Unitech Industries, Lafer, Negro Servizi, Lawer.

  • Nuova Risorsa per l’home staging

    Nasce da poco il progetto di Armando Turano, agente immobiliare di Biella, che vuole affermarsi come punto di riferimento nell’ambito dell’home staging, ossia l’arte di valorizzare le proprietà immobiliari migliorandone l’immagine in modo da favorirne la vendita o l’affitto nel tempo più breve ed al miglior prezzo;

    A questo scopo, è nato il blog armandoturano.org, per raccogliere tutte le notizie e le novità nell’ambito dell’home staging e non solo. In questo blog verranno raccolti anche tutti gli articoli che portanno aiutare i lettori a destreggiarsi nei cavilli del ramo immobiliare, nelle fasi di vendita o acquisto di un immobile.

    Per tutti coloro che fossero interessati ad approfondire l’argomento, rimandiamo direttamente al sito di Armando, con l’augurio di una buona lettura.

     

  • Ultimi giorni per il Book Trailer Contest del Premio Letteratura Industria: 2.000 euro al trailer più votato dal pubblico online

     

    Gira un video per i social su uno dei cinque libri finalisti:  il trailer più votato dal pubblico vincerà 2.000 euro

    Al via il concorso nazionale Book Trailer Contest, ideato dalla Camera di Commercio di Biella e Vercelli e dal Premio Biella Letteratura Industria insieme e con la collaborazione dell’ATL di Biella. Aperto fino al 10 novembre, Book Trailer Contest nasce per promuovere la lettura tra gli utenti social e le nuove generazioni.

    L’iniziativa è rivolta a videoamatori, studenti e professionisti delle produzioni video (senza limiti di età), che sono invitati a realizzare un breve video che sintetizzi e valorizzi il contenuto di uno dei volumi finalisti dell’edizione 2016 del Premio Biella Letteratura e Industria, attraverso l’utilizzo di suoni, parole e immagini.

    I libri finalisti al Premio Biella Letteratura Industria 2016 sono: L’Olivetti dell’ingegnere. 1978-1996 di Paolo Bricco (Il Mulino); Non ho l’età. Perdere il lavoro a 50 anni di Loris Campetti (Manni); Il coraggio di restare. Storie di imprenditori italiani che ancora scommettono sul nostro paese di Grazia Lissi (Longanesi); Lavoro senza padroni. Storie di operai che fanno rinascere imprese di Angelo Mastrandrea (Baldini & Castoldi); Riaccendere i motori. Innovazione, merito ordinario, rinascita italiana di Gianfelice Rocca (Marsilio).

    Il concorso nasce per stimolare alla lettura le nuove generazioni, gli utenti dei social network, gli studenti e fasce di pubblico poco attento al mondo della carta stampata, utilizzando strumenti digitali e multimediali e un linguaggio più adeguato ai cambiamenti dei mezzi di comunicazione. I book trailer, ovvero brevi video promozionali di libri e autori, si ispirano ai trailer cinematografici e si stanno diffondendo sempre di più per intercettare l’attenzione di lettori e non, e proprio questo metodo innovativo è al centro del concorso che vede stringere una collaborazione più stretta tra Premio Biella Letteratura e Industria, Camera di Commercio di Biella e Vercelli e ATL di Biella.

    I filmati dovranno essere inviati entro il 10 novembre 2016. I video saranno valutati da una giuria di esperti che selezionerà i dieci migliori trailer e li presenterà nel corso della cerimonia di premiazione del Premio Biella letteratura e Industria il 19 novembre (Auditorium di Città Studi, Biella). A partire da questa data i filmati saranno pubblicati online sui canali social e sul sito del Premio e votati dal pubblico. Il trailer più votato vincerà un premio di 2.000 euro.

    I book trailer realizzati potranno essere utilizzati da autori ed editori per promuovere le loro opere e darne diffusione sui canali web e social. La cerimonia di premiazione del vincitore si svolgerà l’11 marzo 2017.

    Info: 015 8551103-07 – [email protected]www.biellaletteraturaindustria.it.

    La giuria sarà composta da: Giuseppe Anderi, videomaker; Luisa Poma Benedetti, Circolo dei Lettori dell’Uomo e L’Arte; Alessandro Ciccioni, Presidente della Camera di Commercio di Biella e Vercelli; Pier Francesco Gasparetto, Premio Biella Letteratura e Industria; Fabrizio Lava, Eventi&Progetti Editore; Antonio Prudenzano, Giornalista e responsabile editoriale del sito ilLibraio.it; Alessandro Perissinotto, docente del corso di laurea in DAMS dell’Università di Torino.

    La flessione dei dati di vendita dei media cartacei è un fenomeno ormai conclamato – commenta il Presidente della CCIAA di Biella e Vercelli, Alessandro Ciccioniche sta trasformando il mondo dell’editoria. Ancora non sappiamo quali forme di pubblicazione nasceranno, da questo stravolgimento, per cui è importante per il momento adottare i metodi di comunicazione che possono incuriosire e catturare nuovi possibili lettori, oltre a interessare chi invece un lettore lo è già. Con questo concorso vogliamo stimolare la creatività facendo conoscere i volumi che sono giunti in finale al Premio Biella Letteratura e Industria: i book trailer verranno promossi online e sulla pagina Facebook del Premio verrà creata una sezione dedicata a far conoscere il territorio in cui il Premio è nato, per inquadrarne meglio il contesto economico, sociale, culturale e soprattutto paesaggistico e quindi valorizzarlo anche dal punto di vista turistico.”

  • Al via Book Trailer Contest del Premio Biella Letteratura Industria

    Gira un video per i social su uno dei cinque libri finalisti: il trailer più votato dal pubblico vincerà 2.000 euro

    Editori, docenti, educatori e giornalisti constatano sempre di più le difficoltà a stimolare alla lettura le nuove generazioni, e non solo, spesso assuefatte a una comunicazione caratterizzata più da immagini che da parole stampate.

    Nasce da questa riflessione il progetto Book Trailer Contest, aperto fino al 10 novembre, ideato dal Premio Biella Letteratura Industria insieme alla Camera di Commercio di Biella e Vercelli e con la collaborazione dell’ATL di Biella.

    L’iniziativa è rivolta a videoamatori, studenti e professionisti delle produzioni video (senza limiti di età), che sono invitati a realizzare un breve video che sintetizzi e valorizzi il contenuto di uno dei volumi finalisti dell’edizione 2016 del Premio Biella Letteratura e Industria, attraverso l’utilizzo di suoni, parole e immagini.

    I libri finalisti al Premio Biella Letteratura Industria 2016 sono: L’Olivetti dell’ingegnere. 1978-1996 di Paolo Bricco (Il Mulino); Non ho l’età. Perdere il lavoro a 50 anni di Loris Campetti (Manni); Il coraggio di restare. Storie di imprenditori italiani che ancora scommettono sul nostro paese di Grazia Lissi (Longanesi); Lavoro senza padroni. Storie di operai che fanno rinascere imprese di Angelo Mastrandrea (Baldini & Castoldi); Riaccendere i motori. Innovazione, merito ordinario, rinascita italiana di Gianfelice Rocca (Marsilio).

    Il concorso nasce per stimolare alla lettura soprattutto le nuove generazioni, gli utenti dei social network, gli studenti e fasce di pubblico poco attento al mondo della carta stampata, utilizzando strumenti digitali e multimediali e un linguaggio più adeguato ai cambiamenti dei mezzi di comunicazione. I book trailer, ovvero brevi video promozionali di libri ed autori, si ispirano chiaramente ai trailer cinematografici e si stanno diffondendo sempre di più per intercettare l’attenzione di lettori e non, e proprio questo metodo innovativo è al centro del concorso che vede stringere una collaborazione più stretta tra Premio Biella Letteratura e Industria, Camera di Commercio di Biella e Vercelli e ATL di Biella.

    I filmati dovranno essere inviati entro il 10 novembre 2016. I video saranno valutati da una giuria di esperti che selezionerà i dieci migliori trailer e li presenterà nel corso della cerimonia di premiazione del Premio Biella letteratura e Industria il 19 novembre (Auditorium di Città Studi, Biella). A partire da questa data i filmati saranno pubblicati online sui canali social e sul sito del Premio e votati dal pubblico. Il trailer più votato vincerà un premio di 2.000 euro.

    I book trailer realizzati potranno essere utilizzati da autori ed editori per promuovere le loro opere e darne diffusione sui canali web e social. La cerimonia di premiazione del vincitore si svolgerà l’11 marzo 2017.

    Info: 015 8551103-07 – [email protected] – www.biellaletteraturaindustria.it.

    La giuria del concorso è composta da un membro della giuria del Premio Biella Letteratura e Industria, uno del Circolo dei Lettori dell’Uomo e L’Arte, un rappresentante del mondo editoriale, un docente del corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università di Torino e un giornalista specializzato nella comunicazione social. I criteri di valutazione utilizzati saranno l’accuratezza tecnico-formale, l’efficacia nel trasmettere il contenuto e il significato profondo del volume presentato, l’efficacia nel promuovere la lettura del volume presentato e l’originalità d’espressione.

    La flessione dei dati di vendita dei media cartacei è un fenomeno ormai conclamato – commenta il Presidente della CCIAA di Biella e Vercelli, Alessandro Ciccioniche sta trasformando il mondo dell’editoria. Ancora non sappiamo quali forme di pubblicazione nasceranno, da questo stravolgimento, per cui è importante per il momento adottare i metodi di comunicazione che possono incuriosire e catturare nuovi possibili lettori, oltre a interessare chi invece un lettore lo è già. Con questo concorso vogliamo stimolare la creatività facendo conoscere i volumi che sono giunti in finale al Premio Biella Letteratura e Industria: i book trailer verranno promossi online e sulla pagina Facebook del Premio verrà creata una sezione dedicata a far conoscere il territorio in cui il Premio è nato, per inquadrarne meglio il contesto economico, sociale, culturale e soprattutto paesaggistico e quindi valorizzarlo anche dal punto di vista turistico.”

  • Cinque i finalisti del Premio Biella Letteratura Industria 2016

    Paolo Bricco, Loris Campetti, Grazia Lissi, Angelo Mastrandrea e Gianfelice Rocca sono i cinque finalisti del Premio Biella Letteratura Industria 2016. Premio Speciale della Giuria a Mario Andreose e premio Opera Straniera a Gaël Giraud (Francia)

    Il coraggio di imprenditori e operai che resistono e si reinventano in periodi di crisi, l’esempio di figure visionarie come Adriano Olivetti, la formazione dei giovani per il rilancio dell’economia. Questi alcuni temi al centro dei saggi finalisti al Premio Biella Letteratura Industria 2016, promosso da Città Studi Biella.

    Annunciati al Salone Internazionale del Libro di Torino, gli autori finalisti della quindicesima edizione sono: il giornalista e storico dell’industria Paolo Bricco con L’Olivetti dell’ingegnere. 1978-1996 (Il Mulino); il giornalista esperto di relazioni industriali Loris Campetti con Non ho l’età. Perdere il lavoro a 50 anni (Manni); la giornalista e fotografa Grazia Lissi con Il coraggio di restare. Storie di imprenditori italiani che ancora scommettono sul nostro paese (Longanesi); il giornalista e scrittore Angelo Mastrandrea con Lavoro senza padroni. Storie di operai che fanno rinascere imprese (Baldini & Castoldi); l’imprenditore e presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca con Riaccendere i motori. Innovazione, merito ordinario, rinascita italiana (Marsilio).

    Tra i cinque finalisti i giurati del Circolo dei Lettori dell’Associazione L’Uomo e l’Arte selezioneranno il vincitore del Premio Giuria dei Lettori.

    Gli autori si presenteranno al pubblico in un incontro dedicato alle loro opere nella giornata di sabato 15 ottobre a Biella, presso Città Studi. La Giuria sceglierà il vincitore che sarà premiato sabato 19 novembre nel corso della cerimonia che si terrà nell’auditorium di Città Studi. In tale occasione Mario Andreose, figura di rilievo nell’editoria italiana, riceverà il Premio Speciale della Giuria per Uomini e libri (Bompiani), mentre il Premio Opera Straniera sarà consegnato all’economista francese Gaël Giraud per Transizione ecologica. La finanza a servizio della nuova frontiera dell’economia (Emi).

    «Le opere finaliste, il Premio Opera Straniera e il Premio Speciale della giuria – commenta il presidente della Giuria Pier Francesco Gasparetto si distinguono per avere affrontato argomenti di strettissima attualità legati al mondo del lavoro con sguardo lucidamente rigoroso e nello stesso tempo con felice dote di leggibilità, in grado di sviluppare inoltre – e come nelle intenzioni del Premio – occasioni preziosamente propositive.»

  • Emmanuele Macaluso presenta il libro “Dirty marketing” al Falseum di Verrone

    L’autore del Manifesto del Marketing Etico presenta il suo libro “Dirty Marketing” al Falseum di Verrone in provincia di Biella.

    Si terrà sabato 9 aprile, alle ore 17 la presentazione del libro “Dirty Marketing” (Golem Edizioni – Torino) presso l’edificio che ospita il “Falseum” (Museo del Falso e dell’Inganno) di Verrone in provincia di Biella.

    Falseum è un museo pubblico la cui gestione è stata affidata dal Comune di Verrone (proprietario) con appalto ad un raggruppamento temporaneo di impresa privato (soggetto gestore)
    Compongono il soggetto gestore:  Cooperativa Clorofilla (Capofila), E20progetti srl, Associazionedidee srl, Associazione StileLibero, Associazione Turistica e ASD Pro Loco Verrone.

    L’autore del libro, Emmanuele Macaluso, esperto di marketing e comunicazione e autore anche del Manifesto del Marketing Etico, torna ad incontrare i lettori per svelare i trucchi del marketing sporco e della comunicazione mendace attraverso la formula dell’infotainment.

    “La presenza di Emmanuele Macaluso a Falseum è un evento, ma lo è in un modo particolare, oserei dire estremamente naturale. Dichiara Marco Cassisa – Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa Falseum – che continua:  Il campo di lavoro di Macaluso fa parte a pieno titolo degli ambiti di indagine e racconto presenti all’interno del Museo del Falso e dell’Inganno; la comunicazione persuasiva, le tecniche di rappresentazione della realtà del mondo dell’Advertising sono tra i percorsi di visita che Falseum propone al suo interno. Naturale, quindi, ospitare un professionista titolato che con Dirty Marketing e con il Manifesto del Marketing Etico ha modo di rappresentare tutto il falso e tutto il vero che esistono in questo settore e che con il suo lavoro, ogni giorno, affronta la chiave che Falseum stesso propone ai suoi visitatori: domandarsi sempre “Sarà vero?””

    La presentazione di “Dirty Marketing” presso la Sala del Consiglio del Comune di Verrone, sarà anche l’occasione per proiettare uno speciale di 5 minuti de “La Rivelazione”, il docu-film che vede lo stesso Macaluso protagonista in uscita nella seconda parte del 2016.

     

    Di seguito alcuni link di approfondimento

    www.dirtymarketing.it (sito ufficiale del libro)

    www.emacaluso.com (sito ufficiale dell’autore)

    www.falseum.it/      (sito del Falseum – Museo del Falso e dell’Inganno)

    www.larivelazione-ilfilm.com (sito ufficiale del docu-film che vede protagonista Emmanuele Macaluso)