Inaugurata alla grandissima lo scorso 20 aprile, resterà allestita fino al 18 maggio 2024 la mostra personale della vulcanica ed eclettica artista a tutto tondo Liliana Mantione Lanaro (alias Lilian Mant) presso il pregevole contesto istituzionale del Museo Mario Rimoldi, situato nella suggestiva cornice di Cortina d’Ampezzo e considerata una realtà di portata nazionale e internazionale davvero unica e sui generis. L’esposizione racchiude e custodisce nel titolo tutta l’essenza nevralgica dell’ispirazione creativa di Lilian Mant: “Oltre onirico”. Un titolo emblematico, che mette in luce l’importanza dominante della componente concettuale sottesa e insita e della visionarietà contenutistica di concezione di matrice assolutamente pura e incondizionata, scevra e avulsa da qualunque e da qualsivoglia fattore speculativo e mercificante, nonché da ogni genere di massificazione seriale e standardizzata, essendo il suo fare creativo intriso e permeato in primis dall’elemento subliminale, da tutto ciò che supera e oltrepassa l’apparenza e si espande liberamente e affrancato da ogni pregiudizio e preconcetto imposto a monte. La dottoressa Elena Gollini ha sottolineato a riguardo: «Considero l’amica artista Liliana un’eterna sognatrice, che pur valutando e soppesando la realtà in modo concreto e pragmatico, riesce a fare un passaggio di qualità mentale interiore, trovando una personale identità espressiva e comunicativa tramite e attraverso l’arte e al contempo riuscendo a proseguire instancabile ed energica, vitale e dinamica nel proprio cammino esistenziale. Questa elevazione spirituale raggiunta mediante l’ispirazione creativa le consente di compiere in parallelo un itinerario di evoluzione e di crescita personale arricchente e costruttivo. Con il medium e lo strumento speciale dell’arte Liliana diffonde e divulga un messaggio significativo anche a livello sociale, qualificando la sua arte come socialmente utile e funzionale e facendo un ulteriore salto di notevole amplificazione comunicativa. Liliana nell’acquisita dimestichezza e destrezza strumentale e nella collaudata perizia tecnica, non dimentica mai l’emozione enorme e contagiosa del momento preciso in cui ogni opera nasce nell’ideazione progettuale e poi prende vita e si anima nella fase esecutiva e realizzativa, perché resta l’attimo catartico, che rende possibile proprio il suo soggettivo pensiero di “oltre onirico”. La sua manualità rimane evidente in ogni pennellata, anche nella dimensione di rarefazione informale e di stilizzazione informale, che diventa un simbolico codice cifrato destinato al fruitore-spettatore di riscrittura del “mondo-altro e oltre” sospesa ad infinitum per comunicare qualcosa di intimo, celato, segreto, ancora tutto da scoprire e da svelare, fino al completamento e compimento di un racconto, di un tracciato simbolista, allusivo e metaforicamente toccante, impregnato e imbevuto di memoria e di sentimento incondizionato. Si avverte fortissima da parte di Liliana la necessità urgente e improcastinabile, l’esigenza impellente e incalzante, il bisogno imprescindibile e indispensabile di mostrare il mondo nella sua vera effettiva essenza costitutiva. Quelle che crea non sono dunque semplici immagini a sé stanti, ma un corollario omogeneo concatenato da un filo conduttore di giusta causa fondante e fondamentale per la sua esperienza esistenziale oltre che artistica. Liliana crea evocazioni magicamente fluenti, che si compenetrano senza mai scalfire e affievolire la loro potenza suprema. Spazio e tempo sono sospesi, per darci la possibilità di contemplare e riflettere. Tutti gli elementi pittorici appartengono in qualche modo al nostro vissuto e possiamo farli e sentirli nostri. Liliana nella sua genuina spontaneità e naturalezza non cerca orpelli inutili e ridondanze esasperate e ci suggerisce l’urgenza umana di un sano e salutare ritorno alle origini, di una semplificazione del quotidiano, che ci consenta di ragionare saggiamente con lungimiranza di vedute e di amare, tutelare e difendere ad oltranza il dono incommensurabile, che abbiamo ricevuto: la vita stessa».
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Grande successo per la personale pittorica di Lilian Mant a Cortina
Si è aperta con ottimi consensi di riscontro la mostra personale della poliedrica e carismatica artista Liliana Mantione Lanaro (alias Lilian Mant) allestita nel cuore di Cortina d’Ampezzo, dove lei vive e crea, presso una location di eccezionale pregevolezza, un contesto istituzionale, che vanta al suo interno anche una collezione permanente di figure di grande spicco del panorama nazionale e internazionale, tra cui Morandi, De Pisis, Sironi, De Pero, Guttuso e altri illustri esponenti di fama acclarata: il Museo Mario Rimoldi. Ovviamente la scelta di questo ambiente storico così esclusivo non è casuale, in quanto la produzione di Lilian Mant si sposa e si intreccia alla perfezione e diventa un unicum in armoniosa sintonia di coesione. Il titolo designato per rappresentare l’esposizione è altrettanto pregnante di pregio e di valenza simbolica: “Oltre onirico”. Senza dubbio, diventa un motore trainante di potente afflato, di pathos e di trasporto percettivo e sensoriale per incentivare il fruitore-spettatore ad entrare appieno nella dimensione emotiva ed emozionale, che guida e sorregge il gesto pittorico e accompagna la ricerca sperimentale compiuta da questa donna-artista di intensa e profonda spiritualità introspettiva, che appartiene al suo DNA genetico, altrettanto quanto il fervido talento creativo, che la contraddistingue con la sua appassionata pulsione e vibrazione incontenibile e irrefrenabile e con una radicata dedizione e devozione, definibile a buon conto e a buon diritto come missione-vocazione al fare artistico. Nell’esprimere il proprio elogio la dottoressa Elena Gollini ha commentato: “Considero Liliana un’amica artista davvero meritevole sia sul piano del percorso, che sta sviluppando con costanza e continuità, sia sul piano umano e a livello personale, essendo dotata di grande cuore e di una bontà d’animo, che riesce a infondere e imprimere in ogni sua creazione-creatura, conferendo un plus valore aggiunto di ragguardevole rilevanza sostanziale. Liliana percorre la strada dell’arte senza mai dimenticare la visione intima e intimista e quella sfera, che tocca le corde della trascendenza, del misticismo, dell’esoterismo, andando ben oltre l’aspetto strettamente estetico e formale fine a se stesso. Liliana incede apportando quel moto dell’anima e quella componente animista, che fanno la differenza e offrono una comunicazione autentica, diretta, a largo raggio di interazione e di compartecipazione da parte di chi osserva e scandaglia l’entità precipua costitutiva di ogni opera e trova subito un canale aperto a 360° di condivisione e complicità empatica. Ecco dunque, l’immensa potenza evocativa e rievocativa, che affiora ed emerge nel tripudio e nel trionfo di una prospettiva di pensiero, che sa guardare vedere oltre e sa comprendere e intuire la funzione fondamentale della grande arte universale, che tra sogno e realtà, tra reale e immaginario, tra verità e invenzione, sposa la causa solenne e suprema dell’ego interiore e della sua preponderante esigenza di spingersi sempre più in avanti, ampliando e dilatando quel potenziale prezioso di risorse recondite spesso ancora inespresse, che vogliono invece palesarsi ed essere condivise con piena coerenza e consapevolezza di pensiero-azione”. La mostra è visitabile in loco fino al 18 maggio 2024 con ingresso libero.
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Il cosmopolitismo pittorico di Donatella Violi approda in Francia
Inaugurata con grandi consensi di apprezzamento lo scorso 30 marzo e allestita fino al 30 maggio 2024, la mostra pittorica personale “Anemos” della poliedrica Donatella Violi merita senza dubbio un occhio di riguardo, sia per la qualità indiscussa della produzione esposta, che ne mette in risalto la consolidata padronanza artistica, nonché la radicata maturità di concezione creativa acquisita con certosino studio e meticolosa sperimentazione, sia per la rilevanza internazionale del contesto ospitante, che si trova nel cuore della Francia, precisamente presso il Besharat Gallery & Museum, che vanta davvero un cosiddetto curriculum vitae di tutto rispetto. La struttura originaria risale a 150 anni fa ed era adibita ad hotel con una clientela di notevole caratura. Tra gli ospiti famosi, che vi hanno soggiornato è annoverata anche la Regina Elisabetta, immortale Queen, simbolo senza tempo di regalità, che ha dormito in loco prima ancora di convogliare a nozze con il principe Filippo. L’esposizione pittorica della Violi si fonde in modo impeccabile con l’ambiente e trova una sinergia speciale. Infatti, tra le 11 lussuose suite realizzate dalla proprietà attuale, una accoglie in maniera permanente un circuito di suoi quadri. Inoltre, anche nel medesimo contesto ad Atlanta, sono conservate sue opere, sempre con esposizione permanente. A suffragare il pregevole operato creativo della Violi è intervenuta la dottoressa Elena Gollini commentando: “Questa mostra è una pietra miliare di fondamento nel percorso di Donatella, che certamente rafforza le sue autorevoli credenziali e ne conferma la portata di ideale cosmopolita, che sorregge il suo intento comunicativo. La sua versatilità di pensiero funge da motore trainante efficace e incisivo in funzione del suo appassionato spirito di condivisione e di interazione. Infatti, per Donatella fare arte significa in primis poter coinvolgere in modo attivo e compartecipe il fruitore-spettatore e poter instaurare e intavolare una formula di scambio e di confronto, all’insegna del dialogo libero e aperto, che si rende un canale portentoso per diffondere e divulgare messaggi e contenuti di sostanziale profondità. Ecco, perché l’arte di Donatella non è mai concepita soltanto come un esercizio di destrezza formale ed estetica a se stante fine a se stesso, ma è invece canalizzata e orientata a utilizzare il medium del linguaggio universale della pittura per andare oltre l’apparenza e individuare un’essenza intrinseca insita e sottesa pregnante di significato. Arte da vivere e arte da amare e da fare amare: questo è il motto cardine, che si sprigiona dalla sua fervida passione artistica e dalla sua indomita forza ispiratrice. E allora, ad maiora semper, cara Donatella, e avanti tutta alla grande!“.
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Donatella Violi protagonista in mostra con la sua arte pittorica
L’artista reggiana Donatella Violi è protagonista in mostra personale dal titolo poeticamente evocativo “Anemos” all’interno del prestigioso contesto del Besharat Gallery & Museum. L’esposizione, che raccoglie una variegata produzione di 20 quadri, è stata inaugurata con successo il 30 marzo scorso alla presenza della talentuosa pittrice e resterà allestita in loco fino al 30 maggio 2024. La location ospitante è davvero molto prestigiosa anche per la sua particolare componente storica di pregio, in quanto creata 150 anni fa come hotel lussuoso, che a suo tempo ha visto tra i clienti illustri figure e personaggi di grande spicco e di fama acclarata, come la mitica iconica Regina Elisabetta, The Queen per antonomasia, che vi ha soggiornato durante uno dei suoi viaggi. L’attuale proprietà ha appositamente trasformato l’ambiente ricavando 11 suite, tra le quali una è proprio dedicata a Donatella Violi e alla sua arte, con alcune opere presenti in esposizione permanente. Questo contesto davvero unico ed esclusivo consente di vivere l’arte a 360 gradi, in quanto è possibile visitarlo ma anche volendo soggiornare al suo interno e godere appieno delle meraviglie in esso racchiuse e custodite. La Violi ha potuto collocare alcune sue opere anche nel contesto del Besharat Gallery & Museum di Atlanta, confermando la portata cosmopolita della sua proiezione creativa. Nel commentare il positivo percorso compiuto dalla Violi, la dottoressa Elena Gollini ha voluto manifestare un sincero apprezzamento al riguardo, soffermandosi su alcune riflessioni di approfondimento: “Sono sinceramente ammirata dall’intraprendenza di quest’artista, che stimo anche come donna oltre che come pittrice di valore. Credo, che la sua produzione venga armonizzata al meglio dentro questa ambientazione così sui generis. Mi ha colpito anche la scelta dell’opera testimonial, che trovo davvero impattante nella sua poetica di suggestione visionaria e nella sua dinamica energia vitale. Penso, che Donatella abbia un afflato potente a livello espressivo supportato da una prospettiva fantasiosa guizzante e da un incalzante slancio di inventiva scenica e narrativa, stimolato dall’immaginario percettivo e sensoriale vibrante e pulsante. Questi fattori in perfetta commistione di equilibrio contribuiscono a fornire gli strumenti più adatti e congeniali a sviluppare tutto quanto l’apparato creativo e ad accentuare il potenziale di ispirazione, che possiede nel suo DNA genetico di artista con la A maiuscola“.
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Daniel Mannini ci racconta la sua grande passione per i musei con il loro fascino irresistibile
I musei sono contesti speciali, a cui nessuno è capace di restare indifferente e dimostrare distacco, perché sono i custodi simbolici di una storia e di una cultura, che ci appartiene e dalle quali possiamo sempre ricavare nuovi stimolanti incipit per rafforzare il nostro sapere e la nostra conoscenza e per trovare nuove chiavi di lettura del presente proiettandolo nel futuro e nel futuribile. Anche chi di solito non è avvezzo a frequentare gli ambiti museali e vi si reca sporadicamente, ogni volta rimane comunque colpito e affascinato, viene rapito e conquistato da questi ambienti magicamente ammalianti, che incantano e si lasciano permeare dalle nostre emozioni più recondite, dal pathos più inconscio, dal trasporto più intimo. Il pittore Daniel Mannini, talento emergente di notevole capacità creativa e di incalzante dinamismo sperimentale, è un grande estimatore appassionato dei musei e al loro interno ovviamente coglie anche interessanti spunti di ispirazione da intrecciare alla sua vivace prospettiva. I musei offrono un patrimonio di risorse inestimabile e inesauribile da cui gli artisti in generale possono trarre una fonte vitale di energia creativa, da trasferire nel proprio personale background e da filtrare insieme a quell’alchimia di componenti ed elementi, che fanno da propulsore potente per alimentare e incrementare la propria prospettiva visionaria. Daniel è certamente un esempio a modello molto positivo di questa favorevole sinergia, che scaturisce in primis dall’empatia verso il senso della scoperta e il desiderio di carpire e metabolizzare, accompagnati da una spiccata sensibilità ricettiva e percettiva. Ecco, perché ho pensato di intavolare un’intervista dedicata a questa tematica, che lui sente molto affine alla sua forma mentis. Il sito web personale di Daniel Mannini www.danielmanniniart.it accoglie la sua produzione e si presta a una formula di interazione molto piacevole.
D: Raccontaci quando e come nasce questo tuo appassionato slancio verso i musei.
R: La mia passione nasce durante gli studi di scuola superiore, quando oltre a studiare la storia dell’arte ci è stata data la possibilità di visitare alcuni musei. Concluso il periodo scolastico, ho iniziato a coltivare questa passione all’interno della mia vita quotidiana, quando la curiosità e la suggestione sono diventate una ricerca molto naturale, anche durante i periodi in cui non dipingevo. Ogni volta che ho modo di poter visitare qualche museo ho un grande entusiasmo, perché credo che sia semplicemente meraviglioso osservare testimonianze del tempo, immedesimarsi nell’artista e capire come ha fatto a realizzare tale opera d’arte, ammirarla quando la troviamo davanti ai nostri occhi. C’è sempre qualcosa di nuovo da imparare e questo mantiene vivo il mio animo e dona un senso al tutto.D: Qual è il contesto museale che hai visitato che ti ha trasmesso maggiore coinvolgimento e perché?
R: Premettendo che ogni museo ha la sua bellezza e importanza, quello che mi ha colpito maggiormente sono stati gli Uffizi a Firenze, che ritengo, a mio avviso, una scuola di insegnamento, oltre che d’incanto, per la pittura. Anche se la mia esecuzione è diversa, rimane l’interesse nel capire come viene usato il pennello. Quello che mi ha coinvolto completamente è stata la Galleria dell’Accademia, sempre a Firenze, al cui interno troviamo la statua del David di Michelangelo. La prima volta che ho avuto modo di visitarla è stato incredibile, soprattutto per l’effetto che mi ha trasmesso: mi è venuta la pelle d’oca non appena ho visto la scultura dal fondo del corridoio. Questa sensazione, per quanto mi riguarda, è stata inaspettata: una figura scultorea potentissima che attrae gli occhi e non puoi far altro che ammirare ogni singolo dettaglio di questa opera monumentale realizzata da Michelangelo. Interessante è inoltre la serie di figure del non-finito “I Prigioni” dove l’immagine esce dal marmo.D: Quale museo che non hai mai ancora visitato vorresti vedere durante questo nuovo anno e perché?
R: In questo anno vorrei visitare, appena avrò l’occasione, i Musei Vaticani e Villa Borghese a Roma, per la loro ricca quantità di opere e qualità storica e avere modo di vedere da vicino anche uno dei miei pittori preferiti in assoluto, Caravaggio, oltre a grandi maestri della scultura e della pittura stessa. Questo anche per cercare di apprendere quanto più possibile con gli occhi la realizzazione delle figure, visto il seguito che ha preso la mia fase produttiva. É sempre questa ricerca di stimoli che mi permette di mantenere l’interesse per la pittura in maniera del tutto viva. Inoltre vorrei visitare la Cappella Sansevero a Napoli, per ammirare le sculture che si trovano all’interno, soprattutto il “Cristo Velato” di Sanmartino, per osservare l’effetto del panneggio. Oltre che sulla pittura il mio interesse ricade anche sulla scultura, in parte credo anche per il discorso detto precedentemente. Ho una grande ammirazione per chi ha realizzato certi capolavori, capendo che anche loro erano persone come me e come tutti noi, capaci di trasferire nel linguaggio universale dell’arte la realtà e i sentimenti. -
Domenico Gentile – Indagando le sottili trame

Artista: Domenico Gentile (Salerno 1933 – Asola 2017)
Titolo: “Indagando le sottili trame”
Tipologia: mostra retrospettiva di pittura
Inaugurazione: domenica 25 ottobre 2020 ore 16.30
Durata: dal 25 ottobre al 20 Dicembre 2020
Luogo: Museo Civico “Goffredo Bellini”
Indirizzo: via Giuseppe Garibaldi 7 – 46041 – Asola (MN)
Curatori: Carlo Micheli / Beatrice Pastorio
Ente promotore: Comune di Asola
Info: [email protected] – tel. 0376733075
Mediapartner: Frattura Scomposta – contemporary art magazineA tre anni dalla sua scomparsa il Comune di Asola dedica a Domenico Gentile una mostra intitolata “Indagando le sottili trame” che si terrà al Museo Civico “Goffredo Bellini” con inaugurazione domenica 25 ottobre alle ore 16.30.
L’esposizione, curata da Beatrice Pastorio e Carlo Micheli con l’aiuto imprescindibile di Nicoletta Gentile, intende ricordare la figura dell’artista e intellettuale salernitano che scelse Asola come propria città d’adozione, divenendone cittadino benemerito.
La personale di Domenico Gentile consterà di una ventina di grandi oli scelti tra i più vivaci e significativi della sua ricca produzione. Il catalogo intende sottolineare l’amicizia che lo legò ad Alfonso Gatto, anch’egli d’origini salernitane, per cui ogni dipinto sarà corredato da alcune rime riprese dal corpus delle opere del poeta.Per accedere alla mostra nel rispetto delle normative anti-covid è opportuno prenotarsi alla segreteria del Museo “Goffredo Bellini” di Asola. Info: [email protected] – tel. 0376.733075

Domenico Gentile nasce a Salerno nel 1933. Della sua terra manterrà l’accento, l’amore per la luce e il colore, la vocazione a sdrammatizzare gli accadimenti e il fatalismo… Per il resto sceglierà Asola per viverci, per lavorarci come medico, per radicarsi come uomo e come artista.
1960 | 1970
Negli Anni ’60 a Mantova si creò una temperie culturale di spicco, animata da personalità eccellenti quali Francesco Bartoli, Gino Baratta, Mario e Umberto Artioli, Renzo Margonari, presenze stimolanti che si aggiungevano alle frequentazioni giovanili di Alfonso Gatto e Filiberto Menna, a completare una formazione culturale di ampio respiro, ad acuire una sensibilità ormai votata alla ricerca pittorica.
Così, dai paesaggi materici e coloratissimi degli Anni ‘60, Gentile approderà ad una sorta di disgregazione della rappresentazione, a favore di geometrie pressoché astratte, aventi come tema fabbriche, cantieri, depositi di gusto palesemente sironiano.
1980 | 1990
Una poetica in costante equilibrio tra realismo e astrazione, che si protrarrà sino agli Anni ‘80, quando l’artista inizierà un nuovo ciclo più giocoso, ironico, concettuale, basato sull’iterazione di oggetti d’uso comune (bulloni, libri, scatole, monete, sigarette, coni gelati, funghi, rottami) a rappresentare un genere umano variopinto, formato da individui solo apparentemente uguali, in realtà diversificati da accostamenti cromatici mai ripetitivi.
Negli Anni ‘90 poi, la componente ludica si fa manifesta e gli oggetti/soggetti dei dipinti appaiono stregati e irrequieti, come nella “danza delle cose” di Fortunato Depero, ma sono gli stessi fumaioli delle fabbriche, i libri, le lattine, i fogli arrotolati, le stelle comete, le girandole, le spirali, i bottoni… gli stessi elementi degli esordi, accarezzati però da una diversa consapevolezza rappresentativa, in ossequio a Picasso, Severini, Braque ma anche, perché no, alla geniale verve di Jacovitti.
2000 | 2017
Negli ultimi anni poi, entrando (non senza rimpianti) nel terzo Millennio, gli oggetti/personaggi di Gentile si liberano dall’abbraccio della massa multiforme, a cercare uno spazio più autonomo, un linguaggio più intimo, una vibrazione interiore. Le tessere del suo gigantesco puzzle paiono ribellarsi alla costrizione dell’incastro, rivendicando una propria autonomia espressiva. Ne deriva un’atmosfera a forte connotazione onirica, popolata da figure che agiscono in teatrini di carta della memoria. Nulla sembra essere mutato rispetto agli esordi, eppure tutto è diverso in questa rivoluzione misurata e senza strappi, condotta con coerenza ed equilibrio, profonda e leggera, seria come serio è il gioco… al pari di un lavoro.
dal lunedì al venerdì: 9.00-13.00 sabato 9.00-12.00 domenica: 15.30-18.30
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Tgcom24: Maria Petrucci, pittrice e scultrice di Spoleto Arte
Un fulmine a ciel sereno. È stato così per Maria Petrucci quando l’arte ha fatto irruzione nella sua vita. Di lei o, meglio, delle sue opere parlerà il nuovo appuntamento di Arte in quarantena del Tgcom24. Pittrice e scultrice di Spoleto Arte, Maria Petrucci è testimone di come l’arte non possa rimanere un talento inespresso. Di come sia inevitabile essere se stessi per vivere con se stessi.
Maria Petrucci
Il suo percorso artistico comincia a Mantova nel ’72, all’età di 33 anni. All’epoca Maria Petrucci frequentava i corsi dell’Enal (Ente nazionale assistenza lavoratori) e nel frattempo scriveva poesie, dipingeva. In questo periodo conosce il segretario Roberto Tranchina, che la inizia e incoraggia al mondo dell’arte presentandole un bando per un concorso artistico. Da allora la nostra artista raccoglie un successo dopo l’altro.

Dalla pittura alla scultura
Più o meno è la stessa storia con la scultura: conosce il legno nella falegnameria dell’allora marito. Ne rimane affascinata, prova inquietudine. Comincia così a scolpire sulle ginocchia ed espone sei mesi dopo la sua prima scultura in una mostra di pittura. Ma quella rassegna viene vista dal critico mantovano Renzo Margonari che non si lascia sfuggire il nuovo talento. Con stupore la nostra artista ne legge il biglietto a lei indirizzato. Margonari le consigliava caldamente di smettere di dipingere per dedicarsi esclusivamente alla scultura. Si ricolgeva proprio a lei che aveva creato solamente un’unica opera scultorea, quella esposta… Si trattava nientemeno che di esordire come scultrice mentre, come, pittrice, era già affermata. Eppure segue il consiglio.
L’incidente
Quasi vent’anni dopo fonda il Museo Maria Petrucci nel suo paese natale, Toffia. Qui si dedica ai ragazzi e alla gente del suo paese. Tuttavia, come le piace ricordare, “la vita dà e toglie”: nel 2000 viene investita da un’automobile. L’incidente compromette per sempre l’uso del braccio destro. Dopo vari tentativi e atroci dolori, l’artista purtroppo è costretta a desistere dalla sua attività artistica.
Il messaggio
Una speranza si riaccende nel 2008, quando Editoriale Giorgio Mondadori la contatta per il Catalogo degli Scultori Italiani. Da allora accende l’interesse delle più grandi associazioni artistico-culturali. Scrive nel suo sito: «Ogni lavoro nasce dalle mie emozioni, da una forte spinta interiore, dall’anima. Ho sempre desiderato essere in qualche modo a servizio degli altri e questo museo mi ha permesso di riuscirci».
Una storia travagliata e uno stile altamente suggestivo, quello di Maria Petrucci.
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Infinite Dynamics di Maurizio Gabbana a Pescara

Infinite Dynamics di Maurizio Gabbana a Pescara
al Museo delle Genti d’Abruzzo
Sabato 11 maggio alle 18.00, presso il Museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara, inaugura la mostra itinerante Infinite Dynamics di Maurizio Gabbana a cura di Gian Ruggero Manzoni.
In tale occasione verrà presentata anche la monografia “Con la luce negli occhi” edita da Skira.
L’esposizione sarà fruibile fino a giovedì 6 giugno 2019.
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Così Gian Ruggero Manzoni nel catalogo redatto per la mostra pescarese:
Il nero, secondo Jung, è il colore delle origini, degli inizi, degli occultamenti nella loro fase germinale, precedente l’esplosione luminosa della nascita. Il bianco nel nostro immaginario, lo associamo, istintivamente, all’idea di purezza e di innocenza, mentre il nero, l’enfant terrible dei colori, lo rendiamo tinta delle nostre paure infantili, della morte, del lutto… Il bianco e nero è da sempre la maniera più sublime del fare fotografia. Da Henri Cartier Bresson a Berengo Gardin, da Ansel Adams a Ferdinando Scianna i grandi hanno preferibilmente fotografato in bianco e nero, così che le immagini risultassero costruite a partire dalla struttura dell’ombra e dei suoi forti drammatici contrasti.
Maurizio Gabbana, comunque eccellente anche nell’uso del colore, si esprime prevalentemente col bianco e nero, che i suoi scatti interpretano in maniera totale e, oserei dire, sublime. La scelta di entrare in ciò che la natura o l’uomo lasciano di sé allo sguardo, per lui è diventata indagine armonica e perdutamente poetica, anche quando adotta metodi di scatto, a immagini sovrapposte, divenuti tipici del suo stile. I contorni dei soggetti fotografati, affrontati come in un teatro d’ombre, risultano di volume, sfiorando la tridimensionalità, esaltando le peculiarità di ciò che viene fermato per approdare a dissolvenze cercate in sfondi e aloni che rimandano al visionario, all’immaginifico, spesso al cosmico.
_________________________Contemporaneamente il Museo delle Genti d’Abruzzo ospiterà la collettiva “Immagini a confronto” a cura di Raffaele Soligo. In mostra le opere di 22 artisti chiamati a rendere omaggio all’arte di Maurizio Gabbana.
Per la fotografia e l’arte digitale: Rodolfo Angelosante, Lorenzo Cipolletti, Laura Conti, Claudio Dell’Osa, Luciano Di Gregorio, Peppe Esposito, Pierpaolo Mancinelli, Ottavio Perpetua, Loris Speziale, Danilo Susi, Tiziana Torcoletti.
Per la pittura e l’installazione: Domenico Bindi, Fabrizio Campanella, Tommaso Cascella, Giuseppe Cipollone, Ileana Colazzilli, Giancarlo Costanzo, Alfredo Di Bacco, Patrizia Franchi, Cleonice Gioia, Enrico Manera, Gualtiero Redivo.
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Cenni biografici:
Milanese del 1956, Maurizio Gabbana sin da ragazzino sperimenta la ricerca fotografica passando dalla camera oscura al digitale senza mai utilizzare programmi di post produzione.Dell’anno 2000, l’incontro con lo Storico dell’Arte, Professore all’Accademia di Brera, Rolando Bellini che valorizza le sue ricerche futuristiche con “Dynamica Spazio Temporale” sottolineando il valore dei suoi scorci metafisici, soprattutto notturni. Predilige ritrarre le architetture cittadine e l’uomo nella sua quotidianità.
Una sua opera di metri 3 x 4, dal 2013 è installata nella hall della sede PWC – Il Sole 24 Ore di Milano. Ha esposto a Milano, Roma, Firenze, Torino, Salerno, Bari, Mantova e ha partecipato a più Biennale tra cui, nel 2015, quella di Venezia; alla Expo di Milano riceve un riconoscimento dal Padiglione Guatemala.
All’estero ha esposto a Basel, Lugano e nel 2018 a Mosca. Nel dicembre 2017 pubblica una sua monografia edita da Skira dal titolo “Con la Luce negli Occhi” che viene attualmente presentato in diverse città italiane. Innumerevoli sono i Critici d’Arte che hanno scritto su di lui in Italia e all’Estero.
È un attento divulgatore della materia fotografica e dell’Arte in generale attraverso corsi riservati agli studenti di vari Istituti scolastici.
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Titolo: Infinite Dynamics
Genere: Fotografia
Artista: Maurizio Gabbana
Curatore: Gian Ruggero Manzoni
Sede: Museo delle Genti d’Abruzzo
Indirizzo: Via delle Caserme 24 – 65127 Pescara
Date: 11 Maggio – 6 Giugno 2019
Inaugurazione: Sabato 11 Maggio ore 18.00Orari:
Dal Lunedì al Venerdì: 9:00-13:00
Sabato: 9:00-13:00 e 16:30-19:30 – Domenica: 16:30-19:30
Festivi: aperto solo in occasione di eventi programmatiInfo:
0854510026
[email protected]
www.gentidabruzzo.comOrganizzazione:
Pescara Art EvolutionPatricinio:
Assessorato alla Cultura Città di Pescara, Regione Abruzzo, Fondazione PescarAbruzzoMediapartner:
Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine -
PATRIZIA CANOLA “NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE”
PATRIZIA CANOLA AD ISCHIA AL MUSEO ETNOGRAFICO DEL MARE CON LA MOSTRA PERMANENTE “NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE”
Nel dare forma e vita ai ritmi infiniti della natura con i suoi volti sempre diversi di stagione in stagione, la luce nei suoi molteplici riflessi unitamente al colore, irrompe con equilibrio e armonia nei dipinti lirici e avvolgenti di Patrizia Canola artista di fama internazionale capace come poche di rappresentare le emozioni della vita tra materia e spirito, desideri e attese.
Pittrice affermata e di successo Patrizia Canola ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero. Tra le più recenti quella a Gualdo Tadino (Pg) “Nel Respiro di Gaia la Madre Terra” settembre 2016, a Venezia “Art Walk” a Palazzo Zenobio (febbraio-marzo 2017) e l’Esposizione Triennale di Roma (26 marzo 22 aprile 2017) alla Fondazione Crocetti.
La natura protagonista delle sue opere, tra silenziosi paesaggi invernali con neve e ghiacciai, distese di campi di grano e fiori dalla tinte accese, ruscelli, maestosi faggi e ancora cieli a perdita d’occhio di cui colpiscono i notturni dai riflessi argentati simili ad arabeschi, apre ad una sorta di compenetrazione visivo- emotiva riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare. Ecco che gli infiniti luoghi della natura dove si incontrano anche distese di campi di grano, boschi, vedute marine legate alle coste marchigiane e sarde, ninfee e alberi secolari invitano a guardare oltre, ripensando alla finitezza dell’individuo per interrogarsi sul senso di questa vita di cui si percepiscono i limiti. Mete viste, sognate, desiderate svelano un paesaggio dalle sfumature nuove e dalle tonalità che ora unendosi ora scomponendosi, variano presentandosi a volte vivaci e decise, altre volte chiare e pastello.
Nata a Milano, ma attiva in Brianza, sito privilegiato dove da forma e vita ad opere avvolgenti che raccontano dei suoni e dei bisbiglii, dei respiri e silenzi della natura, Patrizia Canola, nei suoi dipinti crea scenari dal forte impatto emotivo dove si intrecciano linee e forme avvolgenti che cadenzate dal ritmo di una luce filtrata guidano lo sguardo verso sentieri visti e sognati a recuperare sensazioni lontane eppure vicine che il tempo non cancella. Così attraverso i volti della natura, che è infinita, Patrizia Canola, artista raffinata e sensibile, rivela le emozioni della vita che riaffiorano anche dopo tempo posando lo sguardo negli spazi tra terra e cielo dove la linea di confine sembra svanire a suggerire una possibile interazione tra l’orizzonte fisico e metafisico.
Gli scenari descritti da Patrizia Canola sono quelli di un paesaggio filtrato nei suoi diversi volti e manifestazioni dalla forza rivelatrice della luce. Luce che forma e fonde il colore a svelare i dettagli di questa natura solare e rasserenante che rimanda all’eterno ciclo dell’esistenza nel passare delle stagioni. La luce da lei catturata sia diurna, sia crepuscolare, avvolge ogni singolo particolare del paesaggio o veduta: ecco che un bosco, un campo di grano, un torrente d’acqua cristallina e poi le mimose, le peonie e l’uva bianca, si riempiono di questa essenza che traspare in ogni loro dettaglio creando il senso del movimento.
Accanto alla pittura di paesaggio dove lo studio della luce come si è visto è fondamentale e dove la stessa definisce ogni dettaglio, Patrizia Canola si è dedicata al ritratto, allo studio dei cavalli in particolare affascinata dal loro movimento, ai singoli alberi e alle nature morte dove campeggiano fiori e frutta. Ma il suo stile da qualche tempo parallelamente si è indirizzato verso un pensiero metafisico dove le figure non sono più definite e dove prevalgono colori molto chiari tendenti al bianco per raccontare il suo modo di sentire la vita filtrata attraverso una grande sensibilità dove al centro è il destino dell’uomo, con le domande sul senso della vita. Quindi prevalgono tematiche legate al sentimento della libertà al futuro il cui delinearsi dipende dall’uomo: futuro che può apparire incerto e indefinito, ma necessita di una scelta. In questa scia si possono leggere dipinti come: “Va pensiero”, “Futuro” e “Incontri”.
Per la prima volta i più bei dipinti di questa straordinaria artista arrivano ad Ischia per restarvi in una suggestiva esposizione permanente a lei dedicata negli spazi del Museo Etnografico del Mare. Bruno Mancini, Presidente della DILA ha conosciuto Patrizia Canola in occasione dell’evento del Bookcity dello scorso novembre 2016 a Milano dove la DILA è stata protagonista con un ricco programma di appuntamenti tra musica, presentazione dell’Antologia e letture di testi e poesie.
La mostra PATIRIZIA CANOLA. NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE, organizzata da Bruno Mancini e curata da Silvana Lazzarino, sarà esposta al Museo Etnografico del Mare di Ischia dal 15 maggio al 15 settembre 2017.
In permanenza si possono ammirare sette dipinti dell’artista dove a trionfare è la natura con luci e colori e in particolare il motivo dell’acqua delle coste marine della Sardegna e delle Marche rispettivamente con “Colori di Sardegna” ed “Estate marchigiana” dove lo sguardo si lascia catturare da avvolgenti riflessi di colori che uniscono cielo e mare; elemento dell’acqua che culla e accarezza le bianche “Ninfee” leggere come ballerine. Intense poi le atmosfere lungo l’Adda del dipinto “I colori del fiume Adda” dove campeggiano i gialli, il verde accompagnati da tonalità blu dell’acqua dove l’ambiente circostante si riflette, come anche di ampio respiro è “Campo di lavanda” con il viola della lavanda in primo piano che risalta sull’azzurro e le increspature scure del cielo, e poi le colorate “Melagrane”. Distante da tonalità così vivici e intense è l’atmosfera ovattata come da sogno che si respira nel dipinto “Inverno” dove cromie grigio, tendenti all’azzurro sembrano rarefatte come attutite ad indicare un momento di riflessione e sospensione del pensiero, necessario all’uomo per ritrovare se stesso guardando dentro di sé a partire dalla natura che si riposa.
Sette dipinti intensi di cui tre inediti grandi (“Estate marchigiana”, “Ninfee” e “I colori del fiume Adda”), tutti emozionanti dove viene privilegiato il tema dell’acqua e naturalmente dei colori che si richiamano all’isola verde come è denominata la splendida Ischia.
il tema dell’acqua come ritmo delle emozioni e della vita che scorre è la linfa della Terra e della natura cui dona energia e fertilità. Acqua cristallina come quella delle coste della Sardegna, acqua dai contrasti luminosi verdi e blu come quella dell’Adda, e ancora acqua trasparente dove si specchiano le ninfee espandendo i propri tenuti colori. Ogni angolo della natura che si rispecchi in “scenari d’acqua” unitamente ai riflessi della luce crea rifrazioni di infinite armonie di colori dove riscoprire le emozioni che arricchiscono pensieri tra attese e speranze.
Nel suo lavoro Patrizia Canola rivolge il suo studio e la sua ricerca al colore e alla luce fondamentali per la sua arte. Queste le sue parole: “I colori sono la musica e il direttore d’orchestra è la luce”.
Silvana Lazzarino
PATRIZIA CANOLA
NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE
Mostra permanente
a cura di Silvana Lazzarino
organizzazione di Bruno Mancini
Musei Etnografico del Mare
Ischia
Orario: da lunedì al venerdì dalle ore… alle ore…
Sabato dalle… alle….. domenica……
Dal 15 maggio al 15 settembre 2017
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Mostre: che fine ha fatto Peter Pan? Lo si scopre all’EXMA di Cagliari
C’era una volta…e poi. Le fiabe viste con gli occhi di un artista. Questo il titolo dell’esposizione del pittore milanese Massimo Fontanini che, dal 17 febbraio al 19 marzo sarà ospitata in uno dei più interessanti musei italiani di arte contemporanea; l’EXMA di Cagliari (http://www.exmacagliari.com/2017/cera-una-volta-e-poi-le-fiabe-pittoriche-di-massimo-fontanini/).
Le tele di Massimo Fontanini, artista giovane ma dal lungo curriculum, costituiscono un ciclo dedicato ai protagonisti di alcune delle più famose favole per bambini visti, però, nella loro età matura e con i segni che la vita ha lasciato su loro e sulle loro storie. Il debutto di queste opere avvenne nel gennaio 2015 in Trentino nella personale dedicata all’artista, raro esempio di piccola mostra dal grande successo, ottenuto principalmente grazie al passaparola dei visitatori.
Fra le opere della mostra di Cagliari alcune sono esposte al pubblico per la prima volta e racconteranno ai visitatori cosa sia accaduto ai protagonisti di alcune delle fiabe più famose dopo il fatidico E vissero tutti felici e contenti, non sempre rispettato dallo scorrere della vita.
Si potrà ammirare la grande tela (160×140 cm) dedicata a Cappuccetto Rosso che, ritratta di spalle in un vestito ancora di colore vermiglio, guarda con nostalgia al bosco dove si è svolta la sua vicenda; o quella di dimensioni più piccole (50×70 cm) dedicata ad Hansel e Gretel che, finalmente grandi, si ricongiungono al padre in uno stretto abbraccio al contempo liberatorio e pacificatore. Altri protagonisti rappresentati nel ciclo ospitato nella mostra all’EXMA di Cagliari, sono Peter Pan, Alice nel Paese delle meraviglie, Cenerentola, La Sirenetta, La bella addormentata nel bosco, la piccola fiammiferaia, Biancaneve, il brutto anatroccolo.
La mostra sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16 alle 20. Prezzi d’ingresso: 3 euro interi, 2 euro ridotti.
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“Alberto Ziveri nel pensiero dei suoi Allievi”
Sabato 12 novembre 2016 alle ore 18, negli spazi della Fondazione Museo “Venanzo Crocetti” in Via Cassia, verrà inaugurata la mostra “Alberto Ziveri nel pensiero dei suoi Allievi”. Una rassegna di sette pittori: Dino Cucinelli, Celestino Ferraresi, Patrizia Flaccomio, Marcello Marcozzi, Edolo Masci, Gaspare Migliore e Carlo Torrisi, tutti ex allievi dell’eminente rappresentante della “Scuola Romana”.
L’esposizione, curata dal maestro scultore Vincenzo Gaetaniello, anch’egli ex allievo, vuole essere un omaggio a Ziveri insegnante e, al tempo stesso, come sottolineato dal professore Eugenio Ragni nella Presentazione in catalogo, costituire una sosta riflessiva per riguardare, oggi, al percorso di questi sette artisti nella ricerca pittorica coerente e diversificata derivante dalla scuola figurativa di Ziveri.
Nel contesto di questa mostra, davvero inedita nel suo genere, verranno anche esposti alcuni documenti fotografici, incisioni e dipinti di Ziveri.
L’esposizione, che resterà aperta fino al 30 novembre, potrà essere visitata tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19.
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La Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo: 9 Ottobre 2016
9 OTTOBRE 2016. “La Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo” è una giornata speciale. Tutta la famiglia si ritrova assieme al museo per godere dell’arte di altri tempi, per scoprire il territorio in cui vive e le sue tradizioni, per imparare divertendosi, per crescere confrontandosi con gli altri. I musei si trasformano in spazi colmi di colori, risa, voci, movimenti, domande, musiche; in luoghi in cui ascoltare delle storie da parte di personale cordiale e accogliente, in cui giocare, chiedere, creare, inventare, rappresentare. Così nel cuore dei più piccoli e nei grandi resterà forte il desiderio di ripetere ogni volta che sarà possibile quell’esperienza unica. Una giornata in cui la parola d’ordine è “stupirsi” fino a non poter più fare a meno della bellezza che ci circonda e in cui condividere il piacere di goderla con coloro a cui vogliamo bene.
Ogni museo – piccolo o grande che sia – può aderire, senza alcun contributo d’iscrizione e nella modalità che più preferisce: alcuni proporranno la gratuità, altri organizzeranno laboratori e attività speciali dedicati alle famiglie. Per i musei che desiderano partecipare basta accedere al sito www.famigliealmuseo.it, portale consultabile anche dalle famiglie per informazioni sui programmi dei musei aderenti.
Ogni anno F@Mu – ideata da Kid Art Tourism – è centrata su un filo conduttore diverso. In occasione delle Olimpiadi, quest’anno il tema è GIOCHI E GARE AL MUSEO, il museo palestra della mente.
Il 2016 è un anno olimpico. Quest’estate vedrà il rinnovarsi della competizione atletica più nota e famosa, che ha visto la sua prima edizione nell’antica Grecia, nel 776 a.C. Le Olimpiadi antiche erano qualcosa di profondamente integrato nella società e nella cultura: coinvolgevano aspetti religiosi, politici, economici. Le gare costituivano un momento di grande partecipazione e condivisione per la comunità: persino i conflitti bellici si interrompevano per consentirne lo svolgimento e la partecipazione. Gli atleti vincitori nelle competizioni olimpiche divenivano illustri nelle città di provenienza e venivano coperti di onori; agli ideali di agonismo e attività atletica erano intimamente connessi valori etici di lealtà e coraggio, altamente considerati nella società; allo sport erano associati valori positivi di integrità e nobiltà. La Giornata delle Famiglie al Museo vuole legarsi quest’anno ad una ricorrenza così importante proponendo un tema che sia riconducibile alla GARA vista come GIOCO, singolo o di SQUADRA e come occasione in cui confrontarsi con gli altri cercando di dare il meglio di se’: i musei per un giorno diventeranno stadi e palestre, luoghi interattivi in cui allenare la mente. Giocando, gareggiando, confrontandosi i più piccoli, sostenuti nell’impresa dai familiari, i bambini potranno apprendere l’arte, la storia, la scienza, le tradizioni; una mente allenata e ben esercitata, proprio come il corpo di un atleta, sarà reattiva e pronta ad affrontare sfide culturali sempre più difficili.L’evento quest’anno ha ricevuto inoltre il patrocinio dell’ ICOM (International Council of Museums) Italia e della Federazione Italiana dei Club e Centri per l’Unesco. Promossa dall’Associazione Famiglie al Museo ed organizzata da professionisti del settore, F@Mu 2016 si avvale della collaborazione della casa editrice SILLABE per l’ufficio stampa e la logistica e di WAYPRESS Srl per il media monitoring. Sondaggi ed elaborazione dati a cura del Centro Studi Santagata di Torino, webhosting e assistenza forniti da ERGONET.
Coop darà quest’anno il suo importante contributo come MAIN SPONSOR dell’evento.
Matì e Dadà, i due personaggi protagonisti del cartone animato “L’Arte con Matì e Dadà”, – il primo cartoon RAI a occuparsi di arte a misura di bambino – e di una nuovissima collana di libri per bambini della casa editrice Sillabe, sono anche quest’anno Testimonial Ufficiali dell’evento. Alcuni episodi della serie coprodotta da Achtoons e Rai Fiction saranno proiettati nei musei aderenti alla manifestazione; inoltre alcuni libri della collana “L’Arte con Matì e Dadà“ saranno offerti ai bambini vincitori del concorso Nazionale F@Mu.
Il canale RAI NEWS 24 si conferma anche per il 2016 media partner dell’evento.
Anche quest’anno F@Mu, in collaborazione con Sillabe e Achtoons, si occuperà della pubblicazione di un piccolo libretto dedicato alla Giornata. Giochi, attività e tanti consigli utili per visitare la sede espositiva ed avvicinarsi alle opere d’arte accompagneranno i bambini nel loro percorso esplorativo. La pubblicazione, sarà stampata in 40.000 copie, consegnata gratuitamente nei Musei F@Mu 2016 e distribuita a tutte le famiglie durante il giorno dell’evento.
“Giornata Nazionale delle Famiglie @l Museo” del 9 di ottobre 2016 vuole essere uno strumento per favorire questo incontro; un’occasione per mostrare come un Museo possa essere accogliente e come i bambini con le Famiglie possano essere ottimi ‘fruitori di cultura’.
Ufficio Stampa Sillabe
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Metti una sera al museo. Cena stellata nel chiostro
Dalla suggestione di tesori ricchi di storia, arte e cultura alle suggestioni del gusto. A Bergamo, palazzi e musei aprono le porte della stagione estiva con una proposta di qualità.
Fondazione Bergamo nella storia invita a conoscere i suoi musei in modo nuovo, grazie alla collaborazione con il Ristorante Da Vittorio.
Tre serate assolutamente esclusive in cui storia e alta cucina si incontrano per offrire l’occasione irripetibile di compiere un viaggio tra le suggestive atmosfere di luoghi antichi e le percezioni del gusto.
Un’opportunità unica per visitare, in forma riservata, i musei storici della città, ospitati all’interno di prestigiosi palazzi e monumenti, e per vivere per la prima volta nell’incantevole cornice del Convento di San Francesco, un evento fatto di tradizione e innovazione con l’alta cucina dei Fratelli Cerea.
Ogni appuntamento permetterà di scoprire un luogo nuovo e la sua storia.
Si parte il 20 giugno con la salita all’antica Torre medievale (il Campanone) che, con i suoi 54 metri di altezza, offre un’imperdibile vista sulla città; si prosegue il 10 luglio con un invito al Palazzo del Podestà, per immergersi nella sua splendida atmosfera rinascimentale; si conclude il 24 luglio, contemplando l’architettura del duecentesco Convento di San Francesco con i suoi affreschi.
Quest’ultima sarà anche la location delle tre cene: nel Chiostro del pozzo e sulla terrazza panoramica del convento di San Francesco, il gusto dell’alta cucina stellata dei Fratelli Cerea stupirà gli ospiti con tre diverse proposte d’eccezione.
Con questa iniziativa – sottolinea il direttore scientifico della Fondazione Bergamo nella storia Roberta Frigeni – vogliamo rendere protagonista uno dei luoghi più antichi e suggestivi della città. Si tratta del Convento di San Francesco: un luogo ricco di storia e di fascino che, grazie alla collaborazione con i Fratelli Cerea, apre le porte per tre serate con una proposta culturale e di intrattenimento di altissimo valore.
L’appuntamento è alle ore 19.30 con la visita guidata e proseguirà con la cena nel Chiostro a partire dalle 20.30. Il costo a persona è di 90€ e comprende ingresso al museo, visita guidata e cena.
Info e prenotazioni
t. 035 247116
[email protected]Ufficio stampa
Fondazione Bergamo nella storia
Tiffany Pesenti
[email protected] -
Estate in museo! La nuova iniziativa estiva per bambini dai 7 agli 11 anni
Fondazione Bergamo nella storia e Orto Botanico di Bergamo Lorenzo Rota
vi presentano
Estate in museo!
La nuova iniziativa estiva per bambini dai 7 agli 11 anni
Estate in museo è la nuova iniziativa pensata per i bambini dai 7 agli 11 anni che dal 20 giugno al 1 luglio offre la possibilità di trascorrere la giornata tra città e natura all’interno delle sedi museali
curate da Fondazione Bergamo nella storia e dall’Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”.
Il museo diventa un circuito di luoghi per imparare divertendosi: tante storie nascoste raccontate da oggetti, dipinti, video, allestimenti interattivi, paesaggi collinari e giardini in fiore… E altrettante attività laboratoriali svolte con semplici materiali per sviluppare le abilità dei piccoli partecipanti!
Tema dell’anno sarà: terra, acqua, aria e fuoco. Alla scoperta dei quattro elementi!
Ogni giorno i bambini saranno accolti dagli operatori di Fondazione Bergamo nella storia, che attraverso il racconto di una favola declineranno l’elemento che verrà esplorato durante l’arco della
giornata. La mattina si andrà alla scoperta delle diversi sedi del Museo storico di Bergamo: il Museo del Cinquecento ed il Campanone, dentro a Palazzo del Podestà in Piazza vecchia, il Museo
Donizettiano, nel Palazzo della Misericordia Maggiore in via Arena ed il Convento di San Francesco in Piazza Mercato del fieno.
Il pomeriggio saranno abbracciati dal cuore verde delle Mura veneziane: la sezione di Città Alta dell’Orto Botanico. Esperienzialità sarà la parola d’ordine, per stimolare creatività, immaginazione,
fantasia e anche poesia attraverso il gioco, partendo dall’osservazione e dalla sperimentazione del materiale vegetale e dell’ambiente in cui cresce.
Il venerdì sarà dedicato al “quinto” elemento: un’escursione a piedi ci condurrà alla Val d’Astino, immersi nel fascino del Monastero e della Valle della Biodiversità, sezione dell’Orto dedicata alle
piante e all’uomo.
Per informazioni e prenotazioni:
[email protected]
tel. 035.247116
(dottoressa Fausta Bettoni)
www.bergamoestoria.it
www.ortobotanicodibergamo.itUfficio stampa
Fondazione Bergamo nella storia
Tiffany Pesenti
[email protected] -
Artisti Italiani ed Internazionali protagonisti alla Biennale Riviera del Brenta.
Giorno 23 Aprile presso la celebre villa del 1500, Villa Valier, si inaugurerà la Biennale Riviera del Brenta che vedrà protagonisti pittori, scultori e fotografi da tutto il mondo.
L’evento è stato ideato e curato da Francesco Saverio Russo, con la stretta collaborazione di Ea Editore nella figura di Sandro Serradifalco, di Salvatore Russo, critico d’arte e, grazie al sostegno di Mauro Genovese, event planner di Villa Valier.
Ad essere protagoniste saranno le opere d’arte. Realtà artistiche diverse, per provenienza, tradizione e stile parleranno un linguaggio comune, uno dei pochi linguaggi universali, il linguaggio dell’arte.
Una mostra d’arte con più di 150 artisti internazionali ed oltre 200 opere esposte.
Tre giorni ricchi di appuntamenti ad iniziare dalla presentazione della Biennale giorno 23 Aprile alle ore 15:00 che terminerà con il venissage sulla motonave, ingresso solo su invito.
Colazione d’arte, visita guidata della Villa con aneddoti davvero interessanti sulla storia di questo luogo meraviglioso e lo spettacolo pensato appositamente per la Biennale da Nico Gattullo e Jakub Rizman “Mito – Narkissos e l’invenzione della pittura” faranno da contorno ad un evento unico.
Ad impreziosire maggiormente la manifestazione ci sarà l’assegnazione del Premio Canaletto ad alcuni artisti internazionali che si sono distinti per la loro arte.
Il programma completo può essere visionato sul sito www.biennalerivieradelbrenta.com
Biennale Riviera del Brenta
Villa Valier – Mira (VE)
23-25 Aprile 2016
Apertura gratuita al pubblico
Sabato 23 Aprile dalle ore 16:30 alle ore 19:00
Domenica 24 Aprile dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00
Lunedì 25 Aprile dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00