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  • Biennale Milano, una straordinaria edizione dedicata alle donne quella presentata dal curatore Salvo Nugnes

    Milano, giunta al termine la prestigiosa mostra internazionale Biennale Milano, tenutasi dal 24 al 28 novembre nella suggestiva location di Palazzo Stampa di Soncino (Via Torino, 61) palazzo nobiliare sito a pochi passi dal Duomo e alla storica Milano Art Gallery (Via Galeazzo Alessi, 11) spazio culturale con più di 60 anni di attività.

    L’esposizione alla quale hanno partecipato artisti provenienti da 50 Paesi del mondo, è ormai da anni un appuntamento imperdibile per i tanti esperti ed appassionati d’arte contemporanea italiana ed internazionale.

    L’edizione 2023 è stata, come di consueto, curata da Salvo Nugnes, che ne è anche l’ideatore. Già scrittore, reporter e manager di diverse personalità, ha visto il contributo di grandi nomi del mondo dell’arte e della cultura come il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il direttore del Tgcom24 Paolo Liguori, Silvana Giacobini, già direttore di Chi e Diva e Donna, Cristina Cattaneo, psicologa e scrittrice, il cantautore e compositore Morgan, il giornalista e scrittore Edoardo Raspelli, lo storico e presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri, lo stilista Alviero Martini, Mario Luzzatto Fegiz, critico musicale, Katia Ricciarelli, soprano e attrice, Carolyn Smith, presidente di giuria di Ballando con le Stelle, il Presidente della Regione Lombardia, il sindaco della città di Milano e molti altri.

    Biennale Milano ha ospitato artisti che trattano arte di ogni genere, dalla pittura alla poesia, passando alla scultura, alla fotografia, all’artigianato, grafica, design ed ogni altra espressione artistica portando bellezza ed energia positiva alla società.

    Un contesto internazionale nel quale gli artisti si sono fatti conoscere da esperti ed appassionati d’arte di tutto il mondo, complice è stato il grande risalto che l’iniziativa ha avuto su stampa e televisioni. Per maggiori informazioni visitate il sito www.biennalemilano.it.

  • Inizia il countdown per Biennale Milano che si prepara ad ospitare grandi nomi dell’arte e della cultura

    Milano si prepara ad ospitare la prestigiosa mostra internazionale Biennale Milano, che si terrà dal 24 al 28 novembre nella suggestiva location di Palazzo Stampa di Soncino (Via Torino, 61) palazzo nobiliare sito a pochi passi dal Duomo e alla storica Milano Art Gallery (Via Galeazzo Alessi, 11) spazio culturale con più di 60 anni di attività.

    L’esposizione alla quale parteciperanno artisti provenienti da 50 Paesi del mondo, è ormai da anni un appuntamento imperdibile per i tanti esperti ed appassionati d’arte contemporanea italiana ed internazionale.

    L’edizione 2023, organizzata come di consueto dal curatore d’arte Salvo Nugnes, scrittore, reporter e già manager di diverse personalità vede il contributo di grandi nomi del mondo dell’arte e della cultura come il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il direttore del Tgcom 24 Paolo Liguori, Silvana Giacobini, già direttore di Chi e Diva e Donna, lo storico e presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri, lo stilista Alviero Martini, Mario Luzzatto Fegiz, critico musicale, Katia Ricciarelli, soprano e attrice, Carolyn Smith, presidente di giuria di Ballando con le Stelle, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, il Presidente della Regione Lombardia, il sindaco della città di Milano e molti altri.

    Biennale Milano ospiterà artisti che trattano arte di ogni genere, dalla pittura alla poesia, passando alla scultura, alla fotografia, all’artigianato, grafica, design ed ogni altra espressione artistica portando bellezza ed energia positiva alla società.

    Un contesto internazionale nel quale gli artisti potranno farsi conoscere da esperti ed appassionati d’arte di tutto il mondo, complice sarà il grande risalto che l’iniziativa avrà su stampa e televisioni. Per maggiori informazioni visitate il sito www.biennalemilano.it o chiamate i numeri: 388 7338297 – 351 7250110.

  • Presentati gli artisti per questa edizione Biennale Milano da Salvo Nugnes in diretta su Canale Italia

    A Canale Italia sono stati presentati gli artisti nazionali ed internazionali per questa edizione di Biennale Milano dal curatore d’arte Salvo Nugnes.

     

     

    In diretta nazionale su Canale Italia e replicato su Sky il critico d’arte, reporter e scrittore Salvo Nugnes parla della grande kermesse artistica nel cuore della città di Milano a pochi passi dal Duomo che coinvolge quasi 50 nazioni.

    Più di 200 gli artisti nazionali ed internazionali selezionati per questa tanto attesa edizione di Biennale Milano.

    Arte da ogni dove e di ogni tipo sembra.

    Una manifestazione che dà lustro a Milano che non è certo seconda a Venezia nemmeno per quanto riguarda l’arte.

    Grazie al temerario Nugnes, che sfida le grandi lobby per portare l’arte democratica a portata di tutti in una città che vive attiva e che molti considerano la vera capitale del nostro paese.

    I contributi di personalità note sono davvero tanti come quello del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, Paolo Liguori direttore di TgCom24, l’attrice Katia Ricciarelli, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, la giornalista e Direttore di Chi, Silvana Giacobini, il conduttore televisivo Paolo Chiambretti, il giornalista Massimo Giletti e molti altri.

     

    L’appuntamento è dal 24 al 28 Novembre 2023 nella suggestiva location di Palazzo Stampa di Soncino (Via Torino, 61), palazzo nobiliare sito a pochi passi dal Duomo e alla storica Milano Art Gallery (Via Galeazzo Alessi, 11) dove hanno dialogato ed esposto i più grandi artisti e intellettuali contemporanei.

    L’ingresso è aperto a tutti per poter dare la possibilità a chiunque di passare una giornata all’insegna dell’arte.

     

  • Brem’Art di BREM al CERSAIE 2023

    Quattro nuove opere della Collezione Brem’Art saranno protagoniste al Cersaie 2023.

    In questa edizione del Cersaie di Bologna, oltre alle serie CHEM e GEOMETRICA, disegnate rispettivamente da Davide Diliberto e da Luigi Brembilla, BREM presenterà quattro nuove opere della collezione Brem’Art, caloriferi unici, realizzati a mano da artisti contemporanei ai quali è stata data piena libertà di esprimere la propria creatività.

    Steven Cavagna presenterà “Circo d’Idee”, opera nella quale l’artista ha giocato brutalmente con il materiale, forando manualmente con tecnica di taglio al plasma una lastra di acciaio che risulta così arricchita dagli effetti delle irregolarità dei fori e dei segni del fuoco sul metallo.

    Fiorenzo Mussi esporrà HOT, un esempio di sintesi monocromatica realizzato su piastra radiante LAMINA che utilizza la luce come elemento dinamico a evidenziare il proprio nome formato dalle lettere H e T in rilievo e dal gioco del portasalviette che crea la O.

    Sempre di Fiorenzo Mussi è PIET, un omaggio a Piet Mondrian e alla sua lezione neoplastica per un termoarredo su piastra radiante S-Platt dove l’artista ha dato vita, su di un fondo materico, a linee verticali e orizzontali che si intersecano in un’opera dal rigore geometrico ed essenziale.

    Infine, Antonio Pizzolante proporrà NOSTOS, il termoarredo su piastra CLAK, pensato come un tramite multisensoriale fra gli oggetti della quotidianità e il vissuto più intimo dei suoi abitanti, la metafora di un percorso personale nella relazione con lo spazio e la casa.

    CERSAIE – Bologna

    25-29 Settembre 2023

    Hall. 21 Stand B.35

     

    www.brem.it

  • ART AS EXPERIENCE: BOCCANERA’S TALKS & GROUP EXHIBITION

    Nelle prossime settimane presso Boccanera Gallery Milano non si respirerà solo arte.

    Negli spazi milanesi la gallerista Giorgia Lucchi Boccanera festeggia i suoi primi sedici anni di attività con una mostra collettiva Art as experience che verrà inaugurata il 18 maggio e che ospiterà le opere di alcuni artisti con i quali la stessa gallerista ha collaborato nel corso dei primi anni della sua carriera.

    Dal 24 maggio fino al 7 giugno per tre mercoledì consecutivi l’arte incontrerà psicologia, diritto e letteratura all’interno di tre talk con ospiti d’eccellenza.

    Chi visiterà la galleria avrà l’occasione di apprezzare i lavori di Linda Carrara, Nebojša Despotović,Christian Fogarolli, Walker Keith Jernigan, Michele Lombardelli, Richard Loskot, Marcos Lutyens, Elena Monzo e Vlad Nanca.

    Le opere scelte sapranno accompagnare visivamente gli argomenti dei tre talk, dove l’arte diventerà anche un veicolo per parlare di sè, per comunicare ed esprimere le proprie emozioni e il proprio modo di essere.

    Il dibattito verterà su:

    – arte e disagio psichiatrico con la Fondazione Wurmkos onlus nella persona del suo fondatore Pasquale Campanella (mercoledì 24 maggio);

    – arte e libertà grazie alla partecipazione della giurista Daria de Pretis, giudice della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana e vicepresidente da gennaio 2022 (mercoledì 31 maggio);

    – arte e letteratura con la presentazione in anteprima dell’ultimo volume del progetto editoriale Ultima a cura di Tommaso Di Dio, dedicato per la prima volta all’arte visiva. Interverranno l’autore Tommaso Di Dio, il fotografo Flavio Pescatori e l’artista Linda Carrara (mercoledì 7 giugno).

    “Da tempo accarezzavo l’idea di ricreare un ambiente dove riunire una comunità di amanti della cultura, dove conversare non solo d’arte, ma anche di argomenti legati all’attualità culturale e sociale. La galleria può diventare un luogo informale dove avvicinare un pubblico più vasto e dove l’arte diventa un veicolo di incontro, confronto e dibattito con specialisti di vario livello, provenienti da diverse realtà per soddisfare le curiosità e gli interessi più diversi.”- così la direttrice di Boccanera Gallery spiega la genesi del progetto.

    ART AS EXPERIENCE:
    BOCCANERA’S TALKS & GROUP EXHIBITION
    19 maggio — 30 giugno 2023
    Opening giovedì 18 maggio, ore 17 — 21
    Talks 24 maggio — 31 maggio — 7 giugno | 18 — 20
    Boccanera Gallery Milano Via Ventura 6 Milano
    info: [email protected]

     

  • Bergamo Racconta Springsteen, decretato il vincitore di “COVER ME”: Tommy Mauri con “Spirit in the Night” è il migliore interprete dell’Edizione 2022

    La suggestiva sede del Parco Sant’Agostino in città alta a Bergamo ha ospitato “Bergamo Racconta Springsteen”, l’intera giornata dedicata a The Boss; con la prima visione del docufilm “On The Road” e tanti ospiti illustri sul palco della manifestazione – tra cui Claudio Trotta che ha risposto ai dubbi riguardo i prezzi dei concerti di Bruce e alla scelta fatta delle tre location di Ferrara, Monza e Roma. In chiusura, la 3° edizione del contest “COVER ME”, dedicato a Bruce Springsteen, ha decretato l’artista milanese Tommy Mauri come vincitore.

    Affluenza da record domenica 4 settembre al Parco Sant’Agostino di Bergamo per l’evento “Bergamo Racconta Springsteen”: oltre 500 spettatori in presenza e oltre 1000 utenti connessi alla diretta streaming fruita tramite i canali social del gruppo NOI & Springsteen. Sono questi i numeri dell’appuntamento ormai parte della tradizione bergamasca completamente dedicato a The Boss, in occasione del quale è stato presentato “On The Road: Storie di Viaggi e Redenzione”, il film documentario che ha raccolto le testimonianze dei fan del cantautore a stelle e strisce, impegnati in un viaggio di crescita personale, di legami indissolubili e di emozioni fortissime e travolgenti.

    La giornata di domenica è stata ricca di appuntamenti e ospiti illustri, tra cui in apertura Claudio Trotta, fondatore della booking agency Barley Arts – nonché promotore delle tre tappe italiane del tour 2023 di Bruce che, intervistato da Marco Biondi, ha risposto ai diversi dubbi dei fan di The Boss riguardo i prezzi dei concerti del cantautore americano, ma soprattutto della scelta delle tre location dove si svolgeranno i concerti.  Trotta ha spiegato in primis come i prezzi dei tickets siano definiti in accordo con i rappresentanti degli artisti e come di fatto ha sempre cercato di mantenere il prezzo il più possibile vantaggioso; il problema che va irrimediabilmente ad impattare sul prezzo del biglietto è il “secondary ticketing” e il “dynamic pricing”, ossia logiche algoritmiche che, a seconda della domanda, impennano il prezzo fino a toccare cifre esorbitanti e “camuffano” il prezzo originario. Trotta ha inoltre svelato le modalità di partecipazione e la struttura dei concerti di Bruce: ad aprire le date italiane saranno sei band di accompagnamento di rilievo internazionale, due per concerto – come i White Buffalo e i Teskey Brothers, ma soprattutto ha chiarito una volta per tutte del perché Springsteen non suonerà a San Siro nel 2023. Il palco di Sant’Agostino ha visto poi il susseguirsi di diversi esperti di The Boss: Massimo Cotto, giornalista musicale e speaker radiofonico, Marco Biondi, accompagnato da Dario Migliorini, Gino Castaldo, e Patrizia De Rossi.

    Durante l’evento, inoltre, è stato presentato e proiettato in anteprima il docu-film “On The Road”: la raccolta dei video racconti ricevuti da alcuni fan del Boss ha emozionato il pubblico presente e chi lo ha ideato e progettato. La regia è di Alberto Lanfranchi e la produzione è stata curata dallo studio Da Re. Un prodotto promosso interamente da NOI & Springsteen.

    “La storia del rock nasce dal basso e sulla strada. E “dal basso” e “sulla strada” sono i concetti cardine di questo strano road movie dove apparentemente la gente parla di Bruce e dei viaggi verso i suoi concerti, ma in realtà parla di se stessa, del potere meraviglioso che la musica ha su tutti noi, del ruolo salvifico di Springsteen nelle nostre esistenze. – specifica Massimo Cotto, giornalista musicale e speaker radiofonico – Abbiamo messo i fan di Bruce davanti a una macchina da presa e abbiamo chiesto loro di raccontare gli episodi belli o rocamboleschi (anzi, rockamboleschi), buffi o commoventi che hanno caratterizzato i loro avvicinamenti a un concerto del Boss. Si sono aperti così tanto che abbiamo scoperto che non era una macchina da presa, ma uno specchio. E tutti ci siamo visti riflessi, anche se quella volta non c’eravamo”.

    Infine, il contest dedicato a Bruce, “COVER ME” e curato dal gruppo NOI & Springsteen ha visto l’incoronamento del cantante sassofonista meneghino Tommy Mauri come vincitore dell’edizione 2022, in seguito a una competizione giocata fino all’ultima nota rock. La reinterpretazione di “Spirit in the Night” dell’artista ha seguito la traccia sax, protagonista indiscusso della canzone, mentre il resto della musicalità ha espresso un pentagramma decisamente originale, plasmando un capolavoro che ha convinto giudici e audience e portando Tommy a capitanare il podio. Secondo posto per il duo bresciano The Crowsroads con “Save my Love”; non manca il podio rosa: terzo posto per la partenopea Elda con la romanticissima “I’m on Fire”.

    “Abbiamo fatto emozionare il nostro pubblico insieme agli artisti saliti sul palco di Sant’Agostino e loro, a loro volta, hanno fatto emozionare noi – afferma Alberto Lanfranchi, fondatore del gruppo NOI & SpringsteenAbbiamo condiviso storie, narrazioni, emozioni che ci hanno uniti per un’intera giornata, generando un senso di appartenenza e convivialità avente un unico comun denominatore: la passione per Bruce. Come gruppo, è stato impegnativo e alle volte sfiancante riuscire ad organizzare un evento simile nei minimi dettagli. Ma è sempre stato piacevole, divertente e la passione per Bruce ci ha fatto superare qualsiasi difficoltà. Il risultato finale è stato strabiliante. Vogliamo ringraziare tutti i partecipanti, dal pubblico agli ospiti illustri che ci hanno aiutato ad animare la giornata. Ci vediamo nel 2023, tra le fila del concerto di The Boss e alla prossima edizione di Cover Me”.

  • Prosegue a ritmo di Rock ‘N Roll il Contest “COVER ME” Al via oggi, 1 luglio le votazioni da casa per scegliere il proprio talento preferito tra i 20 selezionati

    Parte oggi e fino al 1°agosto la votazione per decretare i migliori talenti: il contest “Cover Me” organizzato dal gruppo “NOI & Springsteen” procede a gonfie vele e ora si avvia verso le ultime battute. Il pubblico potrà votare da casa, attraverso il sito dedicato www.noiespringsteen.com, le migliori dieci Cover che voleranno dritte verso la finale, prevista per domenica 4 settembre nel suggestivo Parco Sant’Agostino, Bergamo. Le votazioni del pubblico da casa concorreranno, insieme al parere della giuria di qualità presieduta da Claudio Trotta, fondatore della booking agency Barley Arts, alla scelta dei finalisti.

     

    Hanno partecipato al contest musicisti provenienti da tutto il territorio nazionale: da Padova, Como, Napoli, Firenze e Ascoli Piceno; dal Nord al Sud.

    E non solo! Le voci intorno a questa competizione musicale hanno riecheggiato oltre i confini italiani, espandendosi a macchia d’olio anche su Spagna e Germania con, rispettivamente, Madam Marie da Saragozza e Mario Dress dalla regione della Ruhr.

    Ma a passare la prima severa selezione ci sono anche diversi musicisti della città meneghina: primo posto per Luca Milani con “Devils and Dust”, e terzo per Tommy Mauri con “Spirit in the Night”; classificati più in basso abbiamo invece Leonardo Cereda al tredicesimo posto con “Moonlight Motel”, gli Stick o The Plan al quindicesimo con “Rosalita” e sedicesima posizione per Andrea Penna con “Racing in the Street”.

     

     

    Come procedere con la votazione online

    Le 20 cover che hanno ottenuto il punteggio più alto saranno pubblicate sul sito web www.noiespringsteen.coms e da oggi, venerdì 1° luglio, sarà il pubblico a trasformarsi in giuria votando ogni singolo brano con un punteggio da 0 a 5. Per poter effettuare la votazione sarà necessario registrarsi sul sito e accedere alla sezione “gara” e si potranno votare tutte e 20 le cover o solo una, a propria scelta. L’utente registrato potrà effettuare anche più accessi per votare i 20 brani, ma il giudizio che verrà preso in considerazione sarà l’ultimo effettuato prima del termine della votazione fissato per il 1° agosto.

     

  • White Dolphin Records : “VOXDEUS” Compilation OUT NOW!

    VOXDEUS Compilation Art Work Fuori per la net label alternativa indipendente italiana White Dolphin Records di Devis Simonetti con ora le due sedi operative a Lucca e Udine, la nuova compilation underground various artists di musica elettronica underground , lives e di covers. Uscita in digitale sulla piattaforma di Bandcamp, “VOXDEUS” raccoglie 14 artisti della scena underground italiana e straniera con 26 tracce. La compilation apre le battute con una stupenda cover dei Bauhaus del progetto Ask the Dust ( Alessandro Santi chitarre e synth, la voce di Marco Darko , e il bassista Zompicchiatti) , le produzioni dei GLOW A.L.C. di Richard Wheller, per poi proseguire con la “People are People”remix dei Depeche Mode di Kabal Apokalypse con i sui Toxic Industry e i live degli Erotic Funeral in Francia a Lione. Spinge di seguito il cesello “noir“di Spiryt con la mistica “V “ e “The End Of Time”. Si passa alla voce sopranile di Darquette aka Patrizia Anzevino ( AR della medesima label) con il suo contributo a Steven Patrick Morrissey con “Everyday Is Like Sunday”.Si continua con i viaggi synth pop nel mondo disperato dei Devya con il basso distorto di “Is All 4” e le chitarre brit di “I Put My Eyes On you MKII”. Il disco continua con una splendida progressione armonica di Think con le sequenze cantate “Marco”e ” Another Day”. Poi un tuffo notturno dei milanesi Michellanea “Locus Amenoues” con una sintesi sonora come luogo ideale dove ritrovare la pace dell’anima. Tre minuti circa di delirio opulento e palpitante sinergia per approdare alla beatitudine e salvezza. Si prosegue con le chitarre imperiali e sognatrici di A-SI-NO e dei D.I.Y. with Malice…e altri ancora. La raccolta si conclude con la traccia “loop” martellante del Nintendo Game Boy “My little bonnie rabbit” dello studio chiptune della Ramkard tra poco remixata e distribuita da Routenote.

    “VOXDEUS” è disponibile in streaming e download nella piattaforma digitale di Bandcamp!
    Tracks “VOXDEUS” White Dolphin Records Compilation Various Artists WDR26:
    Ask The Dust – Dark Entries ( Bauhaus Cover)
    Devya – Is All 4 ( Remastered)
    GLOW A. L. C. – Significant Other
    Spiryt – “V”
    Think – Marco
    Erotic Funeral – Shadowplay (Joy Division Cover Live In France)
    D.I.Y. with Malice – Gazedreamer
    Darquette – Everyday Is Like Sunday ( Morrissey Cover Remastered)
    A-SI – NO – A Intro Son g
    Frank Wuller – Nih Techouse
    Erotic Funeral – Rain & Dark
    Spiryt – The End Of time
    Devya – I Put My Eyes On You MKII
    Toxic Industry ft Stuka – Girls Version 2.0
    D.I.Y. with Malice – Just My Friend
    Think – Anothe Day
    Looptrance – Ode To RAVI
    A-SI-NO – nuovo X
    Spinning Elevation – Indja
    Michellanea – Locus Amoneus
    Stuka – Monnalisa Was On E
    Toxic Industry – People Are People (Remix)
    Pass – TuttoGay
    Ask The Dust – Why Are You Afraid Of Me
    Ask The Dust – I Want To Belive This Is The Place Where
    Ramkard – My Pink Bonnie Rabbit
    Art Cover : Patrizia Anzevino Aka Darquette

    Graphics : Digitroniks Corporation

    Etichetta : White Dolphin Records

    WDRPRESS

  • È online la mostra “L’eco di una pittura simbolista” di Raffaele Frizzarin

    Talentuoso e promettente artista emergente Raffaele Frizzarin sta compiendo un percorso evolutivo molto qualificante e avvalorante e sta portando avanti un progetto, che si allinea e si congiunge in perfetta sinergia con le visioni figurative di moderna impostazione, pur conservando l’imprinting connesso a quella tradizione figurale sempre valida e intramontabile, dalla quale attinge e trae utili spunti di riferimento e di stimolo ispirativo. In merito alla mostra online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini e intitolata “L’eco di una pittura simbolista” la Dott.ssa Gollini ha espresso delle significative riflessioni a elogia affermando: “Raffaele è senza dubbio sulla buona strada e merita di essere supportato e sostenuto. La sua arte è densa di narrazione sostanziale, che rafforza la sintesi formale, dove il disegno raggiunge una portata elevata e diventa protagonista indiscusso dell’intera composizione strutturale. Raffaele si lascia guidare dalla fervida e vivace fantasia e trova soluzioni molto convincenti, curate nel minimo dettaglio e realizzate con doviziosa precisione e certosina metodologia. Ogni opera richiede tempi di preparazione ideativi e progettuali molto impegnativi e un’applicazione esecutiva prolungata. Raffaele si prodiga con slancio e trasporto appassionato e la sua vocazione pura e autentica si percepisce in modo prorompente. Per Raffaele l’arte è magia di vita, è essenza speciale senza la quale non potrebbe sentirsi appagato e gratificato. L’arte diventa un medium potentissimo per richiamare l’eco di tutta quella affascinante e intrigante simbologia, che affiora in superficie e si fonde ad intreccio armonioso con l’intera orchestrazione. Questo eco si propaga e si diffonde con delicata e soave poesia aulica di sottofondo, non è mai una componente di disturbo, ma anzi si accorpa al meglio con l’afflato emotivo ed emozionale scaturito dall’indole sensibile e sentimentale di Raffaele. Da sempre l’arte in tutte le sue variegate ed eterogenee declinazioni e manifestazioni visionarie si avvale dell’eco simbolista e lo trasforma traslandolo in elemento distintivo e caratterizzante per offrire allo spettatore un ulteriore bacino interpretativo da cui poter espandere ed estendere le proprie chiavi di lettura e di comprensione. Sulla scia di questa antichissima tradizione, che mette in primo piano il simbolismo e la simbologia, anche Raffaele predilige una pittura di matrice simbolica e codifica il registro linguistico e la mimesi semantica seguendo una dinamica cifrata molto ricercata e accattivante, che conquista e attrae da subito lo spettatore e lo conduce nei meandri, nelle pieghe e negli anfratti simbolici e metaforici sempre inattesi e sorprendenti, mai scontati e mai banalmente ripetitivi. Perché, per Raffaele la pittura è in primis un valore cardine a livello contenutistico e come tale deve sempre avere dei risvolti profondi e pregnanti insiti e sottesi ed essere una stupefacente meravigliosa rivelazione”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/eco-pittura-simbolista-raffaele-frizzarin

  • In mostra online l’incalzante “E-vocazione” creativa di Davide Romanò

    È stata ufficialmente pubblicata sulla piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini la mostra online del poliedrico artista Davide Romanò, che resterà all’interno del circuito selezionato di creativi contemporanei in modo permanente. Molto congeniale il titolo “E-vocazione” designato per rappresentare simbolicamente il circuito delle 20 opere scelte per questa esposizione tra quelle, che maggiormente evidenziano il significativo percorso compiuto da Romanò nella sua vibrante e incalzante ricerca sperimentale sui generis e fuori dagli schemi paradigmatici imposti a monte. La Dott.ssa Gollini nel precisare e motivare la scelta di questo titolo così speciale ha spiegato: “Ho intenzionalmente suggerito a Davide questo titolo per la mostra online, perché lo considero davvero appropriato e molto centrato anche nel gioco peculiare di rimandi e di allusioni interpretative, che viene innescato. Da una parte, infatti si individua per esteso la parola chiave -evocazione-, riferita alla potente portata evocativa e rievocativa della sua formula espressiva e comunicativa e dall’altra parte contestualmente si coglie la parola chiave nevralgica -vocazione-, che mette in rilievo la fervida e appassionata vocazione artistica, che lo guida e lo accompagna durante la fase ideativa progettuale e durante quella esecutiva operativa. Davide è sorretto da una commistione di fonti ispiratrici e le convoglia in modo sempre mirato, sottendendo messaggi insiti e allusioni metaforiche subliminali. La sua poetica di evoluzione pittorica si fonda su molteplici spunti stimolanti, derivanti dal tripudio delle percezioni sensoriale ed emozionali, che la sua anima sprigiona ed esterna attraverso il suo fare artistico. Davide uomo-artista si pone degli obiettivi e dei traguardi precisi, lavora con metodo e ponderatezza, si lascia andare in modo spontaneo e incondizionato. Il suo feedback con lo spettatore è sempre autentico, puro, senza filtri e senza maschere. Per Davide l’arte deve in primis trasmettere un senso assoluto di verità e di veridicità, deve lasciare spazio a sentimenti e pensieri incontaminati da ingerenze fuorvianti. Il suo peculiare e distintivo tracciato creativo di evoluzione diventa pertanto un sentiero di rivelazione, di condivisione, di incontro-contatto compartecipe. La mostra raccoglie una produzione variegata, che lascia affiorare al meglio la piena padronanza nella pianificazione a monte di un suo progetto di ricerca in divenire, in costante e continua progressione di avanzamento, che rispecchia e riflette in toto la sua condizione mentale dinamica, trasformista e camaleontica del moto dell’anima e dello spirito libero e liberato”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/e-vocazione-davide-romano/

  • “Le donne di DRO” la mostra tutta al femminile di Ornella De Rosa

    La pittrice Ornella De Rosa in arte DRO è protagonista in mostra online dal titolo emblematicamente simbolico “Le donne di DRO” all’interno della piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini. La pittura di DRO è focalizzata proprio sulla figura della donna, cioè su tutto il vastissimo e praticamente infinito universo proiettato al mondo femminile con le sue molteplici ed eterogenee declinazioni, sfaccettature e articolate dinamiche. DRO è un’artista talentuosa molto volitiva e molto sensibile, che riesce a cogliere e a esternare al meglio questa visione di affascinante prospettiva, offrendo allo spettatore degli stimolanti appigli recettivi e proponendo una proiezione molto soggettiva e personalizzata, subito distinguibile e immediatamente riconoscibile come cifra stilistica rievocativa. La Dott.ssa Gollini ha grande stima e ammirazione per l’operato creativo di DRO e ha particolare riguardo di considerazione anche per il suo sentire, per l’afflato umano e sentimentale che caratterizza il suo pensiero e la sua forma mentis. In merito alla formula pittorica di DRO ha commentato: “DRO è sempre una rivelazione nella sua narrazione rappresentativa, riesce sempre a stupire e sorprendere con le sue composizioni dal gusto ricercato e raffinato, curatissime a livello formale come impatto estetico e al contempo estremamente intense e profonde a livello di essenza sostanziale contenutistica intrinseca. Alla piacevole resa visiva corrisponde sempre di rimando una profusione inedita e originale di palinsesto dialettico, che il fruitore attento e compartecipe può carpire dentro la trama e la texture strumentale e può liberamente condividere e a sua volta reinterpretare. DRO lascia sempre massima libertà allo spettatore, poiché l’arte per lei è in primis un medium potentissimo di comunicazione autentica, che si diffonde tramite un registro linguistico che ciascuno può introiettare e metabolizzare, senza costrizioni, condizionamenti e forzature imposte a monte. Questo senso incontaminato e inviolabile di libertà espressiva appartiene anche al suo modus vivendi, poiché DRO è donna-artista indipendente e affrancata, tenace e caparbia e dotata di quella forte resilienza che le serve da sempre per affrontare con intraprendenza e determinazione la sua vita, il suo vivere quotidiano. Come nella vita, così anche nell’arte DRO è padrona del proprio essere e del proprio senso dell’esistere. Ecco, perché in ogni opera racchiude un frammento della propria vita, della propria concezione esistenziale e attorno edifica un corollario variegato di plurime sensazioni, emozioni, di slanci di pathos, di moti dell’anima, di battiti pulsanti del cuore, di guizzanti illuminazioni mentali. Ogni quadro diventa così un infinito e grandioso racconto sensazionale”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/donne-di-dro-ornella-de-rosa/

  • Davide Romanò: un 2020 vissuto nell’arte e per l’arte

    Davide Romanò funambolico idealista dell’arte ha vissuto un 2020 ricco di ispirazione e alimentato da pulsioni creative genuine, che la diffusione mondiale della pandemia Covid-19 non ha minimamente scalfito. Infatti, Romanò ha trascorso un anno di intensa attività sperimentale e di ricerca incalzante, ha portato in luce e realizzato un’interessante produzione pittorica, di notevole e acclarata qualità formale e sostanziale ha scelto la strada di combattente in prima linea portavoce di un messaggio di tutela e di salvaguardia dell’intero comparto artistico e di tutti coloro che ne fanno parte e che amano l’arte in modo viscerale proprio come lui. Artefice e sostenitore di un’arte affrancata dalle contingenze inquinanti e depauperanti del mondo esterno, ne rivendica una sublimazione universale, come una sorta di giusta e meritata rivalsa de iure e de facto. Con la sua arte pittorica Davide è fautore di uno stile narrativo e di una cifra stilistica subito riconoscibile, che non si appoggiano a nulla di già banalmente scontato e di pedissequamente visto, ma trovano una propria nicchia preferenziale dove aprire un varco e fare breccia per ottenere soluzioni inedite, innovative e sui generis”. Ecco come la Dott.ssa Elena Gollini spiega le caratteristiche e le componenti connotative salienti dell’arte pittorica di Romanò. Inoltre, afferma: “Davide diventa un tramite importante nel contesto artistico attuale, perché ha davvero a cuore non soltanto le dinamiche specifiche della sua pittura, ma anche quelle di tutto l’apparato creativo contemporaneo. Infatti, lavora e si prodiga con grande rispetto, con grande correttezza, con irreprensibile etica e senso morale. Non segue mai la corrente facendosi trainare e trasportare da espedienti ambigui, ma conserva una propria integrità, ed è integerrimo a qualunque costo. Questa sua lodevole onestà intellettuale lo nobilita e nobilita il suo fare artistico e lo eleva qualitativamente, a prescindere dall’indiscussa valenza delle opere. Davide anche in questo 2020 si erge a difensore paladino dell’arte e a lottatore combattente e combattivo. Desidero sinceramente complimentarmi con lui e augurargli un 2021 altrettanto fertile, fecondo e produttivo, che possa infondergli ancora più carica ed energia. Adesso più che mai sono gli artisti come Davide, che tengono alta la bandiera e il vessillo dell’arte contemporanea con assoluta e indefessa dedizione e con quella devozione solenne e sacrale, che proviene dal cuore e dall’anima di un vero autentico uomo-artista per vocazione”.

  • Davide Romanò: una pittura dalla personalità forte e sensibile

    In una fase epocale come quella che stiamo attraversando in questo tribolato 2020, ritengo che artisti come Davide Romanò siano ancora più meritevoli di considerazione, stante il prezioso contributo apportato per tenere alta l’attenzione sul mondo dell’arte contemporanea in generale e per dare anche una spinta propulsiva di positività e di fiducia verso il futuro, nonostante il momento così incerto e sospeso in un divenire sconosciuto”. Così la Dott.ssa Elena Gollini rimarca la sua posizione favorevole nei confronti dell’artista Romanò e del suo operato pittorico. E ancora prosegue asserendo: “Purtroppo ho visto tanti artisti in questo anno farsi travolgere e farsi trascinare dagli eventi burrascosi che ci stanno scuotendo e sferzando a livello sociale e collettivo e purtroppo ci sono ancora tanti che si faranno fermare e arresteranno il loro fervore creativo. Davide, invece sta davvero primeggiando e sta compiendo una sua evoluzione progressiva a prescindere, senza lasciarsi influenzare e bloccare. Questo atteggiamento dimostra senza dubbio la sua indole impavida da gladiatore, che si trasmette in toto dentro gli scenari compositivi e denota la forte personalità della sua pittura. Al contempo, questa vis interna e connaturata dentro le rappresentazioni viene intrecciata e associata ad una sensibilità speciale, ad un’empatia distintiva, ad una spontanea e autentica intuizione e rende le rievocazioni ancora più suggestive, avvalorando anche quella componente umana che è alla basa della sua fervida ispirazione creativa. Davide sta dunque riuscendo a portare avanti al meglio e a consolidare in modo radicato la sua meritevole posizione di primo piano nello sfaccettato comparto del panorama attuale e avanza e procede con fierezza. Essendo quasi giunti ormai al termine di questo 2020 sono certa che anche nel 2021 sarà pronto per dare e darsi al massimo e per superare qualunque ostacolo, difficoltà e impedimento, poiché la paura e l’incertezza vengono completamente compensate dalla consapevolezza del benessere totalizzante e totalitario del fare arte e del metterla a disposizione a cuore aperto e senza riserve. Auguro di cuore al caro Davide di concludere alla grande questo 2020 e di iniziare altrettanto alla grande il 2021, all’insegna di quell’ispirazione pulita, pura, incontaminata, incondizionata, che lo contraddistingue da sempre e di quel desiderio non speculativo di mettersi al servizio del prossimo, di ciascuno che voglia entrare in contatto con la sua arte e di allacciare un simbolico cordone di collante. Perché, per Davide l’arte è prima di tutto sinonimo di vita consapevolmente e responsabilmente condivisa”.

  • Davide Romanò: arte padrona del tempo

    «Davide Romanò governa i tempi e i modi del dipingere, come farebbe un registra cinematografico per le riprese anticipate e posticipate di una vicenda che sarà ricomposta in unica sequenza solo alla fine, quando le varie momentaneità potranno svolgere un racconto intero, non più episodico, delle separate inquadrature sequenziali». Così spiega la Dott.ssa Elena Gollini evidenziando le componenti salienti della formula pittorica volutamente anticonformista di Romanò. E ancora prosegue precisando: «Davide è padrone del tempo e di rimando propugna un concetto di arte padrona del tempo e si rende artefice e fautore della propria intimità poetica, che si offre e si dona allo spettatore come immagine sottilmente, lentamente, silenziosamente pregnante e permeante. Il simbolico e virtuale muro protettivo e difensivo rappresentato dalla finezza e dalla ricercatezza virtuosa dei dipinti, ripara e custodisce qualcosa di sorprendentemente indicibile e indecifrabile, che scavalca ogni barriera e vincolo cronologico e temporale. È per questo che approfondendo le radici fondanti del sentire e del sentimento ispiratore che guida la creatività di Davide, non si può esulare da una certa componente di intrigante ermetismo narrativo, che accentua la voglia di mimetizzare l’analisi della sua arte volendo svelarla e rivelarla in toto, ma al contempo restando coinvolti e avvolti da un’allure misteriosa molto affascinante. I significati e i contenuti genetici dei suoi quadri sono stratificati e intrecciati e si moltiplicano nella valenza sostanziale in un’articolazione sfaccettata, che muove man mano il nostro sentire percettivo e lo attiva esaminando il suo, che contiene e conserva molta di quella speciale indicibilità. Se si dovesse fare un paragone calzante e pertinente sulla produzione pittorica di Davide si potrebbe richiamarla nel suo estratto essenziale ad un carotaggio perpetrato in un terreno di sedimenti geologicamente antichi, che vengono portati alla luce con sorprendente attesa e altrettanto sorprendente meraviglia. Davide concepisce e visualizza il tempo come se fosse una sostanza plastica con cui si può dare una forma, attribuire e conferire un’esistenza materiale. Un tempo del quale si può inquadrare e classificare la definizione di un ritmo, raffigurando la fugace volatilità dell’evento poetico che scompare mentre scorre. Questa peculiare facoltà è sostanza strutturale dei suoi dipinti e ricorda la geniale intuizione del grande registra cinematografico Andrej Tarkovskij che scrive nel suo saggio del 1986 intitolato ‘Scolpire il tempo’: “Come si avverte il tempo nell’inquadratura? Esso diventa avvertibile dove al di là di ciò che accade si sente una verità particolarmente significativa: quando si percepisce del tutto chiaramente quello che si vede nell’inquadratura non si esaurisce nella sua raffigurazione visiva ma allude soltanto a qualcosa che si estende all’infinito al di fuori dell’inquadratura, allude alla vita, come l’infinità dell’immagine. In essa vi sono sempre più pensieri e più idee di quante non ve ne abbia messe dentro coscientemente l’autore. Come la vita muovendosi e mutando incessantemente dà a ciascuno la possibilità di interpretare e di sentire a suo modo ogni singolo istante, analogamente vive nel tempo se anche il tempo non vive in lui».

  • Federico Colli: la bellezza pittorica nel dettaglio

    L’arte pittorica di Federico Colli racchiude in sé un insieme alchemico armonioso di modi espressivi che appartengono alla forza comunicativa dell’arte visionaria e producono a loro volta uno snodarsi e un dipanarsi di rispondenze e corrispondenze rigenerate e rinnovate attraverso il geniale guizzo creativo incalzante. C’è una pittura metafisica, che infonde e trasmette nuova vita ad una dimensione di matrice spirituale e introspettiva. C’è un surrealismo intimo ed esistenziale fatto di racconti magici. C’è un mondo del fantastico, più giocoso, ludico e scanzonato, sempre però acuto e arguto nei significati subliminali, con una narrazione accostabile alla commedia dell’arte. C’è una realtà sognante che avvolge permeante con un’atmosfera quasi fiabesca. L’osservatore può dunque scoprire attraverso questa commistione di percorsi interpretativi le chiavi di lettura più affini al suo modus pensandi. Inoltre, si può ravvisare una componente particolarmente caratterizzante e qualificante, che risiede nel famoso concetto della “bellezza nel dettaglio”. Infatti, come afferma la Dott.ssa Elena Gollini “Federico si cimenta nell’inserimento di elementi e di componenti che dentro il sistema scenico fungono da particolari aggiuntivi rilevanti, talvolta più facilmente individuabili nell’immediato e talvolta invece da carpire con sguardo attento e riflessivo. Il dettaglio diventa quindi un plus valore aggiunto nella poetica pittorica di Federico assolutamente non trascurabile. E più si analizza e si osserva scandagliando la composizione figurale, più si possono scorgere proprio quelle precise e specifiche peculiarità connotative che fanno la differenza e sono estremamente funzionali per delineare al meglio la valenza costitutiva e l’essenza primaria del costrutto. Ovviamente per Federico non importa tanto la bellezza in quanto estetica formale, ma bensì la bellezza intesa come fattore interno, che serve per canalizzare e orientare il fruitore ad un contatto autentico e approfondito e per accrescere in modo efficace la formula allusiva cifrata e codificata, che diventa un meccanismo cardine di ingranaggio dell’intera orchestrazione e contribuisce a conferire un quid carismatico ed enigmatico tutto da rivelare e svelare proprio attraverso i dettagli. Il dettaglio e il particolare assurgono quindi da protagonisti altrettanto quando le componenti principali e Federico nella sua poliedrica creatività riesce a compensare perfettamente gli equilibri rappresentativi, proponendo soluzioni e accostamenti mai scontati e mai banali, che incitano e spronano a guardare e a rivalutare anche il micro nel macro”.

  • Il mondo nascosto nella pittura di Davide Romanò

    Nulla è lasciato al caso nel lavoro pittorico egregiamente compiuto da Davide Romanò. Molto al contrario deriva da una rigorosa considerazione della coerenza non precostituita, ma bensì deduttiva dell’immagine nelle strutture, negli equilibri interni, nel colore, nella luminosità, nelle spaziature e nella definizione stessa del suo figurativo simbolico e allegoricamente allusivo. La prospettiva visionaria appare estremamente libera e costituisce il punto focale e nevralgico e il traguardo di arrivo di un articolato processo esistenziale, attraverso il quale ha conseguito e raggiunto una sorta di volontà mentale e spirituale davvero ammirevole e molto difficile da trovare nell’intricato e spesso groviglioso panorama creativo attuale. Infatti, mentre molti sono protesi e impegnati a cercare soltanto la perfetta identità tra uomo e artista, invece Davide spiega con sublime lucidità il suo modo di vedere e di concepire l’arte come un mezzo e non come la fine di tutte le cose”. La Dott.ssa Elena Gollini nell’apprezzare le doti artistiche e l’originale ricerca di sperimentazione portata avanti da Romanò ha così messo in evidenza alcune componenti particolari del suo operato creativo e ha sottolineato anche: “Il mondo della pittura è per Davide una continua e costante fonte di scoperta sempre coinvolgente, che lo conquista in totus e ne assorbe la potente carica di energia vitale, riversandola dentro la narrazione visionaria. I dipinti non hanno soggetti protagonisti nel senso più tradizionale del termine. Davide non produce nature morte e ritratti classici, secondo una concezione di tradizione canonica e accademica, ma dipinge mondi speciali, nascosti e sommersi, che aspettano di essere messi in luce e fatti emergere in superficie. Davide dipinge anche texture sui generis e trova in esse dei segreti reconditi e remoti scaturiti dal suo ego intimo e introspettivo, che aveva e custodiva dentro di sé senza neanche saperlo e senza conoscerne l’arcano mistero. Per Davide fare arte equivale ad un senso e ad una sensazione assoluta e completamente appagante e gratificante di liberazione e di scoperta. La sua pittura potrebbe essere metaforicamente paragonata ad accumuli di materia sopra cui crescono e germogliano delicati fiori. Nei suoi quadri Davide racconta storie virtuali, irreali e surreali, fantasie sognanti, che come per magia sembrano quasi diventare una realtà ovattata e conservata dentro a una nicchia protettiva, da condividere con lo spettatore sensibile e perspicace, che sa andare oltre la proiezione estetica. Davide tende a dipingere come seguendo una sorta di ordine sequenziale, dando e infondendo una continuità alle sue storie e rendendole più versatili alla fruizione, proprio come quelle cantate dai narratori di strada e di piazza e utilizzate nei fumetti per renderle ancora più sorprendenti e mostrarle come un dato di fatto, pur sapendo che in realtà è tutta pura fantasia”.

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  • Il micro-macrocosmo animale nella pittura di Federico Colli

    Noi siamo “abitati” dalla natura, non la abitiamo come si crede superficialmente e questa percezione di alterità si esprime in molteplici forme, formule, immaginazioni, riflessioni e cerca continuamente un equilibrio di bilanciamento tra interno ed esterno, tra singolarità e molteplicità, tra dentro e fuori che si confondono. Nella pittura ad ampia proiezione e prospettiva di pensiero realizzata da Federico Colli si può individuare un’assonanza e una corrispondenza con questa concezione, in particolare riferita alla presenza di un micro-macrocosmo animale collocato e inserito all’interno della vivace e animata composizione figurale. A riguardo la Dott.ssa Elena Gollini ha espresso alcune valutazioni mirate: “Federico preferisce soprattutto raffigurare animali sinonimo di libertà, come tigri, orsi e scimmie, ma anche di razze, rinoceronti, elefanti, nonché polipi e fenicotteri. Certamente il suo è un messaggio molto eloquente anche a favore del rispetto verso gli esseri viventi del regno animale che abbiamo nel nostro Pianeta, che rappresentano un patrimonio immenso da tutelare e proteggere, ma diventa al contempo uno stimolante marchio distintivo del suo fare arte e del suo modo di concepire una visionarietà volutamente anticonformista. Queste presenze segnano una sequenzialità pittorica particolare e sono associate a una simbologia metaforica, che consente più chiavi di lettura sostanziale. Il suo scremare e ritagliare la proiezione del reale e della realtà oggettiva per rielaborare e ricostruire uno spazio sostitutivo tramite le immagini rievocate modifica, altera e spezza quelle regole e quei dettami teoretici di continuità con la tradizione più rigida e apre per così dire una finestra più ampia e allargata, accentuando la compatibilità delle creazioni con una metafora ottica articolata e sfaccettata. Questo discorso intavolato da Federico lo pone come deus ex machina al centro di un’operazione sperimentale inedita, che sottolinea la singolarità del suo sentire e si riflette nel processo stesso dalla manipolazione del reale all’immaginario e nel fare un salto di qualità contenutistico elevato, consentendo allo spettatore di accostarsi non tanto e semplicemente con la vista, ma con tutto se stesso, con la propria storia, con le proprie emozioni, con i propri sentimenti, con i propri sensi, con le proprie intuizioni, in un percorso che è sempre concepito come movimento attivo, come un andare verso, un penetrare, un immergersi, un tuffarsi, eliminando il senso di staticità e di fissità. Ecco, perché i suoi animali sono sempre immortalati in fieri e sembrano vivere di vita propria anche a prescindere e al di fuori della struttura dialettica in cui vengono inseriti e acquisiscono un intenso potere vitale incalzante, che si trasmette al fruitore e si espande a tutto tondo”.

     

  • Le forme dell’anima nella pittura di Federico Colli

    L’immagine così composta sarà vera se in essa verranno colti i legami che da una parte la rendono simile alla vita e dell’altra apparentemente al contrario la rendono unica e irripetibile. Come è unica e irripetibile ogni osservazione” (Andrei Arsenyevich Tarkovsky– tratto da “La forma dell’anima”). Questa pregevole e illuminante osservazione riflessiva offre degli interessanti spunti di rimando nella visione analitica approfondita dell’arte pittorica di Federico Colli e suggerisce delle valutazioni stimolanti per comprendere il suo particolare modus pingendi e contestualmente intrecciarlo al suo stile di vita e di pensiero esistenziale. Questa citazione sottende in sé più accezioni di significato nel parallelismo con la pittura di Colli, che hanno lo scopo primario e principale di creare e di rimarcare la distinzione sostanziale tra vedere e osservare, tra riprodurre e ricreare, tra raffigurare e rappresentare. Questa peculiare correlazione di significati fondamentali si ravvisa anche nelle opere di Colli, che offre allo spettatore una cosiddetta “predisposizione mobile” in quanto lo pone dinanzi a immagini, che possiedono un’energia dinamica di movimento insita e ad ogni sguardo suggeriscono un certo tipo di approccio visivo, percettivo e sensoriale, riuscendo di continuo a sorprendere il fruitore e a creare un’aspettativa costante e continua e una diretta compartecipazione. L’effetto scenico della narrazione figurale è armonioso, calibrato nel dettaglio e al tempo stesso straniante e immesso dentro una dimensione ideale, un contesto utopico, che offre una simbologia metaforica ricca e pregnante a cui poter attingere. Colli si rivolge al dictat figurativo della tradizione moderna, senza però mai dimenticare i punti cardine di fondamento della storia dell’arte, raggiungendo una commistione espressiva capace di ospitare e racchiudere un dialogo scenico vivacemente eclettico e poliedrico e potentemente impattante. Nei suoi lavori il ruolo del disegno possiede una propria saliente rilevanza di base e costituisce un nucleo nevralgico autonomo a cui riserva massima cura e attenzione, pur tuttavia non volendo approdare ad una riproduzione sistematica fotografica e copiativa intesa in senso lato e in senso stretto, ma estendendo ed espandendo il proprio orizzonte recettivo per accogliere e raccogliere una formula rievocativa e raffigurativa, che consente grande libertà applicativa e interpretativa. Per Colli il corpus dell’anima diventa uno spazio prediletto e privilegiato, uno spazio straordinario, che simboleggia il pulsare vibrante del cuore e il moto incessante dell’anima che prendono forma e insieme ne scandiscono lo slancio e il trasporto creativo e ne traslano la corposa intensità. Il rispetto di una propria personale e soggettiva disciplina creativa è parte integrante e irrinunciabile e coincide con i suoi principi e valori di vita e di professione.

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  • Federico Colli: una pittura libera e coerente

    La Dott.ssa Elena Gollini ha evidenziato come la pittura di Federico Colli sia contemporaneamente libera, in quanto scevra e avulsa da frustranti vincoli di limitazione e di restrizione costrittiva imposti a monte e anche insieme estremamente coerente con la visione e la concezione di pensiero e di valutazione, che Colli conferisce al suo ruolo di uomo-artista contemporaneo, inserito dentro meccanismi e sistemi sociali che lo gratificano e lo appagano e gli permettono di seguire con intraprendente motivazione e determinazione i propri ambiziosi progetti e traguardi. In particolare, la Dott.ssa Gollini ha spiegato: “Osservando la produzione di Federico si percepisce e si comprende da subito, che la vena artistica e creativa risente e gode appieno del suo status esistenziale di soddisfazione e di compiacimento. Federico trasmette e trasferisce dentro le composizioni figurali la sua grinta vigorosa, l’energia vitale gioiosa e positiva, la matura e consapevole evoluzione del suo essere e del suo senso di esistere. Ecco, perché le immagini pittoriche abitano e occupano lo spazio e al contempo si smaterializzano e si liberano da ogni ingombro negativo, da ogni ideologia tarpante e affossante. Federico lavora piuttosto sulla trasparenza, sulla neutralità e si concentra sull’alleggerire l’idea plastica dal peso della materia e dalla concentrazione delle forze dei volumi, che rallentano e bloccano il senso di spazialità illimitata. Le sue figurazioni sembrano fluttuare, ondeggiare e volteggiare in un’atmosfera rarefatta, ariosa, avvolgente nella sua magica allure. Il disegno viene sempre bilanciato dalle funzioni portanti della luce e dei colori, che a loro volta hanno funzioni plurime e differenti in ogni opera e rivestono delle connotazioni distintive esclusive scelte ad hoc e definite in modo sempre mirato e ponderato a monte. L’arte di Federico è strettamente progettuale e preliminare alla fase di azione-esecuzione. L’acquisizione pratica di una propria competenza ed esperienza tecnica e strumentale è alla base del processo creativo e non sovverte mai all’incipit dettato dal sentimento spontaneo di vocazione affrancata e disinibita. L’atto i il gesto creativo conduce a una genesi di un’idea, che funge da mezzo e da medium per trasmettere e trasferire dei messaggi e dei contenuti sempre in fieri. Il disegno viene concepito e considerato come un libero campo d’indagine e di sperimentazione, che attraverso e percorre lo spazio in modo trasversale, riprendendo per certi aspetti quel concetto di spazio aperto ad infinitum perpetrato da Lucio Fontana come punto di riferimento per canalizzare e convogliare il fruitore verso una dimensione di universalità misteriosa e intrigante. Disegnare è per Federico un termine a largo raggio di significato intrinseco, che spazia dalla parola, all’immagine, al pensiero, tracciando una speciale iconografia, che interroga e risponde al contempo, a seconda poi di come lo spettatore si approccia e si pone stabilendo un legame di rapporto autentico e indissolubile. Con la pittura Federico vuole esprimere ciò che spesso con le parole può risultare troppo complicato o difficile da dire, quasi scomodo”.

     

  • La simbolica siepe leopardiana nella pittura di Federico Colli

    La Dott.ssa Elena Gollini nell’evidenziare la simbolica connessione con la siepe leopardiana e la produzione pittorica realizzata da Federico Colli ha voluto rimarcare: “Dimensione e misura, ma di altissima quota, con il limite immaginifico della siepe leopardiana di antica memoria e come il limite delle vette delle montagne tanto amate e ammirate da Federico, montagne dove si sente perfettamente a suo agio, perfettamente inserito nel suo habitat ideale, nel suo mondo magico. La leopardiana memoria consentiva di avvertire e concepire l’infinito nella sua speciale affascinante e intrigante connotazione unica non oltre e non soltanto oltre se stessa, ma oltre quell’ultimo orizzonte del quale impediva e fermava la vista. I limiti leopardiani declarati nei sublimi versi poetici, reali o immaginari, vengono ripresi da Federico nel tentativo di superarli e valicarli di restituire quel senso di purezza incontaminata alla pittura, proprio come incontaminate e pure sono le sue adorate montagne. La dimensione e la misura diventano di conseguenza in parallelo il limite ultimo ed estremo di una simbolica siepe leopardiana, oltre e al di là della quale è possibile immaginare altri spazi, altre vedute, altre prospettive recettive e sensoriali, che Federico si prefigge di raggiungere come traguardo supremo della sua mirabile ricerca. Quell’oltre che Federico vuole puoi condividere appieno con lo spettatore, all’insegna di un’arte che unisce e genera comunione proprio come lo sport. All’interno della sua poliedrica e versatile idea creativa convergono in perfetta texture ad intreccio figure, ruoli, tempi, che convogliano insieme a formare e comporre il costrutto sintattico in modo sempre appropriato e congeniale, seguendo delle traiettorie che si sviluppano in modo continuo e si evolvono in fieri e in costante divenire, dove il movimento plastico accentuato è sinonimo di rinnovamento e di rigenerazione, di trasformazione graduale e progressiva che interviene entro e oltre scavalcando il concettualismo saturo e massificato e i clichés standardizzati e concedendo delle preziose opportunità di riflessione attenta e sensibile, che Federico compie in primis con ravveduta consapevolezza e poi offre al fruitore, affinché a sua volta imprima la propria personale e soggettiva valutazione interpretativa. Le chiavi di lettura sono sempre molto attuali e convincenti, argute e acute, senza seguire un certo tipo di disegno fatto con criterio storico o storicizzato in senso stretto e in senso lato, ma cercando invece di procedere oltre. Le opere vanno ammirate con l’emozione del cuore e la vibrazione del moto dell’anima, in uno stato quasi estatico sospeso in bilico tra realtà e invenzione”.

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  • L’informalismo visionario nella pittura di Federico Colli

    L’onestà intellettuale e la coerenza comportamentale, che definiscono il percorso artistico di ricerca pittorica di Federico Colli, sono racchiuse al contempo e contestualmente entro e oltre una formula di eclettico informalismo visionario, che scaturisce direttamente dal guizzante e incalzante genio creativo, che si allinea perfettamente in sintonia con il suo dinamico e vitale modus pensandi e operandi e segue una linea immaginaria di fil rouge tracciata dal suo pensiero esistenziale e dal suo stile di vita, sempre molto determinato e intraprendente, sicuro e deciso, proiettato con una grande apertura mentale, recettiva e percettiva a tutto campo e a tutto tondo. La dimensione figurale risulta di rimando improntata con un’impostazione, che supera e oltrepassa i limiti restrittivi nei quali la tradizione accademica e dottrinale più dogmatica e rigorosa vuole costringerla e comprimerla e risulta palesemente affrancata e indipendente. L’ostentazione e l’esibizionismo non gli appartengono e non sono mai contemplati nella poetica espressiva e nel registro linguistico di Colli, preferendo orientarsi e canalizzarsi verso e oltre, dando risalto e importanza ai messaggi sostanziali e ai contenuti insiti molto pregnanti e di spessore, che avvalorano l’intera sperimentazione, che non viene mai concepita come mero esercizio tecnico fine a se stesso. La Dott.ssa Elena Gollini che si occupa della gestione della comunicazione mediatica della pregevole arte di Colli, ha dichiarato: “Certamente la pittura di Federico possiede delle componenti distintive e delle caratteristiche peculiari molto interessanti e ben qualificanti, che guardano ad un’arte di istanza e di matrice internazionale e cosmopolita, ma altresì si crea attorno una sorta di nicchia preferenziale e privilegiata di spunti e di riferimenti da cui attingere, che trovano il loro DNA genetico costitutivo in una dimensione esistenzialista e filosofico esistenziale di toccante intensità. Ogni opera per Federico è come uno scritto inedito, un racconto sui generis, che anche nel titolo risulta sempre molto eloquente ed emblematico. Ogni opera diventa la metafora di un fiume profondo, dove l’acqua penetra e si spinge in profondità scandagliando a fondo e sulla superficie scorre e procede in continuo e costante flusso in divenire. Federico cerca la perfezione nell’imperfezione, l’originale nel banale, l’analisi attenta oltre l’approccio marginale, l’avanzare oltre l’accontentarsi, la resistenza attiva oltre il lasciar perdere. Il suo spirito di uomo-artista resiliente temprato viene traslato e trasportato nel suo fare arte e si fonde e si mescola in commistione con lo spirito di esteta, con il gusto del bello e del piacevole, compensato anche dall’essenza sostanziale, che completa, integra e perfeziona ogni scenario narrativo con un quid impeccabile”.

     

  • La carica di vitalità e di energia della pittura di Davide Romanò

    Davide Romanò appartiene meritevolmente a quel circuito di artisti contemporanei, che conferiscono un potere comunicativo preferenziale alla forza creatrice e rinnovatrice della ricerca, per offrire sempre soluzioni convincenti e stupefacenti. La Dott.ssa Elena Gollini ha individuato il focus in fieri della sua poetica espressiva. A riguardo ha spiegato: “Il modo stesso è per Davide la tavolozza su cui esercitare la propria carica di vitalità e di energia. I colori per Davide sono vita e sorreggono l’intera filosofia esistenziale e il lavoro creativo. È il colore stesso a governare e dirigere le scelte e il pensiero vi si sottende. Colore e disegno sono i capi saldi, gli architrave del suo operare e dal loro incrocio ad intreccio si sviluppa il complesso universo, articolato ma fondamentalmente armonico che Davide ha battezzato come suo stile peculiare caratterizzante. Stile nel quale si mescolano insieme echi artistici novecenteschi, rimandi e richiami antichi, visioni contemporanee, supportati da un’indiscussa sapienza e abilità decorativa, da un forte vigore formale e da un’ampia capacità e destrezza di trasformazione e trasfigurazione poetica del reale. L’intento realista e realistico viene modellato e modulato secondo una visionarietà tendenzialmente stilizzata e accompagnata dalla componente fantasiosa. L’apparato compositivo viene rafforzato da un segno forte e preponderante, che rimarca la vividezza e la brillantezza accesa del colore ed esterna il desiderio di una ricerca di pura gioia visiva, che si affianca ad un’istanza sottesa di voglia di spiritualità. I giochi prospettici dinamico-sintetici e coloristici contengono in sé echi provenienti dalla matrice dell’Astrattismo informale non convenzionale e al contempo possiedono al loro interno un dinamismo novecentesco e futurista. Davide sembra non voler mai rinunciare del tutto a riferimenti e a cenni, qua e là presenti in modo più o meno manifesto e conclamato, alla figurazione. Dall’incrocio in perfetta sintonia delle due diverse attitudini, quella realistica e quella simbolico-decorativa, si può addivenire a un’unità di pensiero, di sensibilità e di approccio alle mutevoli forme del reale nelle sue più varie e diverse sfaccettature e sfumature. Al fruitore è affidato il compito di compiere un’analisi esaustiva e di fare una riflessione compiuta, senza lasciarsi distrarre dall’apparenza estetica, addentrandosi dentro la narrazione e scorgendo degli spiragli di suggestione intima. Per Davide l’arte va saputa introiettare e metabolizzare fino in fondo, come se fosse un respiro di vita, un anelito vitale profondamente rigenerante”.

     

  • Federico Colli: pittura smart e inedite digressioni figurali

    La pittura di Federico Colli è definibile con il termine moderno di “smart” in quanto racchiude il corollario di significati di questo termine così diffusamente utilizzato e attuale nella sua propagazione. Infatti, è una pittura attiva e brillante, di tendenza contemporanea e al passo con i tempi odierni, ma altresì anche raffinata, elegante, stilosa, ricercata. È senza dubbio un paradigma di contenuti colti e intellettuali, inseriti all’interno di una cornice allusiva molto interessante e stimolante da decodificare e decifrare, che richiede un certo spessore recettivo e percettivo. La Dott.ssa Elena Gollini ha espresso alcune significative valutazioni di commento positivo spiegando: “Considero Federico un talentuosissimo artista emergente, che sta riuscendo ad emergere nel multiforme e quasi ormai caotico panorama contemporaneo, mostrando capacità e padronanza, senza appoggiarsi ad espediente ed escamotage, ma contando soltanto sulle proprie forze operative e sulle proprie fonti d’ispirazione. Sono convinta, che riserverà sempre grandi sorprese e lascerà un segno visibile e tangibile nel tempo. Di lui mi ha particolarmente colpito il carisma genetico, trasportato dentro alla pittura, la propensione naturale di darsi dei traguardi e degli obiettivi e di non accontentarsi mai dei risultati ottenuti, la voglia di distaccarsi e differenziarsi dalla massa inerme ed inerte e di procedere ad oltranza seguendo un proprio programma di avanzamento e di evoluzione. La creatività è certamente una prerogativa libera e liberamente accessibile e fruibile, ma lo spessore artistico è un plus valore aggiunto che fa assolutamente la differenza e richiede delle qualità non casuali e non improvvisate, che fanno capo a Federico e ne avvalorano il percorso. Le acute interrogazioni filosofiche ed esistenziali fanno da contraltare a memorie visive rese vitali, impreziosite e modulate attraverso inedite e sui generis digressioni figurali, amalgamando insieme valori dell’etica e dell’estetica con una purezza timbrica e una passionale energia del colore. Nel comporre la sua propria visione narrativa esula dalla mera riproduzione e accoglie il livello fantastico illusionistico. Pensare pittura, immergervi il cuore, attraversare il filtro delle proprie sensazioni visive raggiungendo uno stile penetrante, con piani sequenziali dettati dalle percezioni cromatiche, dagli effetti di profondità scenica, di spazio e di volume, dalla distribuzione della prospettiva sulla superficie pittorica, dalle autentiche sensazioni di movimento plastico. Nella sua pittura c’è un vero granello d’artista, un seme fertile e fecondo da coltivare, un genoma creativo della pittura e del disegno, che è frutto e convive con il gene di un’eredità artistica universale”.

     

  • Davide Romanò poeta-pittore dell’immagine e del colore

    Davide Romanò è un artista-poeta, il pittore dell’immagine e del colore, del sentimento e del pathos, della vocazione-missione creativa portata avanti con la forza di un gladiatore combattente in mezzo all’arena, pronto a sfidare chiunque per ergere sempre più in alto il vessillo dell’arte. Romanò non ha bisogno di amplificare ed enfatizzare i motivi e i contenuti delle immagini evocate, gli bastano le paradigmatiche definizioni del colore, portatore e portavoce di emozione pura e incontaminata. La Dott.ssa Elena Gollini ha posto in evidenza alcune significative e pertinenti riflessioni critiche dichiarando: “Della pittura di Davide apprezzo particolarmente la solidità sostanziale di fondo, che funge da pilastro di sostegno e da collante di armonia ed equilibrio compositivo globale. Questa solidità corrisponde anche alla sua solidità interiore, che gli consente di considerare l’arte come condizione di verità. Per Davide il colore e il segno sono elevazioni dello spirito, concependo la bellezza del pigmento come atto poetico oggettivo. La sua forza sta nella capacità di raccogliere la colta eredità di un lessico simbolico, che giunge da lontano e resta sempre valido e sempre attuale. La sua ricerca coincide con una rivisitazione soggettivante e oggettivante al contempo. Rappresenta sentimenti del suo mondo interiore con accenti espressivi caldi e diretti, dipingendo con intransigente lucidità formale e suscitando speciali luminescenze, che rendono immediatamente riconoscibile la sua cifra stilistica. Davide appartiene al mondo colto e intellettuale della pittura. Le radici creative lo portano a consolidare una matura esperienza, compiendo continui salti di qualità, che lo spingono a dedicarsi con fedeltà e perseveranza al lavoro pittorico. La sua espressività è di naturale eleganza, dispiegandosi in suggestive campiture tonali, racchiuse in una trama scenica armoniosa e formalmente compiuta e completa. Le opere hanno qualcosa di antico e di magico e si risolvono in chiave profondamente percettiva e sensoriale. La capacità di Davide di assaporare le immagini, il paziente e accorto indagare sul rapporto tra il visibile da captare e la sua interpretazione, hanno affinato e perfezionato il talento naturale e la propensione verso la componente cromatica con chiave metaforica allusiva, consentendogli di approdare ad un mondo creativo autonomo, dove l’inventiva spiccata stimola lo spunto emozionale, da cui scaturisce l’ispirazione. Dotate di una notevole attenzione compositiva, le opere sono caratterizzate da un vigoroso equilibrio strutturale minuzioso e da un impasto tonale certosino. Soffermarsi davanti a un quadro di Davide, è come avere un incontro magico con il mistero di una narrazione visiva giocata su proiezioni arcane e su un virtuosismo che si esprime tramite una struttura pittorica estremamente coinvolgente, capace di esaltare le formule visionarie in forma oggettiva, aggiungendo accenti dal sapore sentimentale e momenti poetici squisitamente introspettivi. All’interno del processo espressivo sempre puntuale e ponderato, emerge appieno il talento di Davide capace di mettere in risalto le sue guizzanti intuizioni poetiche e concretizzarle con resa ottimale. In Davide si ravvisa l’esigenza di sostenere ogni momento compositivo con un significato compiuto e annunciato attraverso il suo valore estetico. L’energia creativa dirompente gli consente di raccontare tramite silenziose magie pittoriche la bellezza sublime dell’arte senza tempo. La seduzione carismatica della bellezza misteriosa dell’arte deve aprirsi al mondo ed essere accolta prontamente. Per Davide le opere d’arte sono dei veri e propri specchi riflessi di una verità plausibile da diffondere e perorare, interpretata nella materia di un sogno fatto ad occhi aperti”.

  • Federico Colli: arte per emozionare e per emozionarsi

    Il figurativo pittorico declinato abilmente da Federico Colli denota una particolare e sfaccettata poetica retrospettiva a monte, che lo ispira, lo guida e lo accompagna nella ricerca e nella sperimentazione creativa, alimentando la fantasia e l’immaginazione e facendo affluire una sensibilità empatica e intuitiva, che lo rendono guizzante e frizzante. La Dott.ssa Elena Gollini ha dimostrato una particolare considerazione di apprezzamento per Colli e ne ha commentato le pregevoli virtù e doti pittoriche affermando: “La produzione pittorica di Federico riassume in sintesi e in chiave simbolica uno stile di vita, improntato e canalizzato verso un’assoluta libertà interiore, ma anche verso un’attenta e accorta osservazione riflessiva, un ascolto silenzioso della ragione conciliante con il cuore e il sentimento, verso una spontanea e genuina quasi disarmante propensione ad aprirsi al dialogo confidenziale con i suoi molteplici moti intimistici. La proiezione e l’amore per lo spirito di avventura lo sostengono anche nella fase creativa così come nel suo vivere quotidiano. Per Federico la pittura è come la rivelazione di un grande intrinseco continente in continuo e costante fermento, con un proprio e speciale moto propulsivo, che produce intense suggestioni e forti sensazioni effusive. Ogni opera è un piccolo scrigno ricco di profusioni sensoriali, improntate alla rivelazione interiore del suo universo creativo sempre in evoluzione. La bellezza formale per Federico corrisponde ad un gusto soggettivo e personale e non può essere etichettata e inquadrata, secondo schemi e stereotipi e si intreccia in accordo simbiotico con la sfera emotiva dei sentimenti. Federico ci offre dei transfert di forte impatto, senza ridondanze inutili e arriva permeante e in modo diretto a coinvolgere l’attenzione del fruitore. Le memorie visive vengono rese vitali e dinamiche dal vibrante bisogno di comunicare e di condividere. La pittura per Federico serve a trasmettere qualcosa che va oltre, a trasferire luoghi e incontri che si illuminano e si accendono di nuova teatralità del presente, spazi della rappresentazione e del narrato, riflessi sulla nostra cultura moderna della psicologia di impressione, rivisitati e perpetrati dai grandi maestri dell’animazione. Per Federico l’arte diventa l’occhio incantato nello sguardo stupefatto e meravigliato che si fonde con la sfera emotiva, l’occhio della scoperta e della riscoperta, che si perde nel ricordo, nell’amore e nella passione, nella manifestazione della sottile valenza del bello e del semplice e nel proprio istintivo e pulsante bisogno di inedito, di novità, di innovazione e rinnovamento”.

     

  • La pittura di Davide Romanò nella metamorfosi cromatica

    Nella pittura del passionale Davide Romanò, che unisce poesia visiva a poesia concettuale nella loro sublimazione armoniosa, le tinte e i colori diventano un unicum in una messa in scena, dove la metamorfosi cromatica assume effetti che catturano da subito l’occhio e trasmettono sensazioni di sospensione immaginifica e fantastica tra sogno e realtà. La dottoressa Elena Gollini ha fornito delle interessanti valutazioni in merito commentando: “La metodologica di Davide si sviluppa in un crescendo di equilibrio stratigrafico nelle coloriture e nei pigmenti con continui rimandi segnici mai lineari e mai statici, ma sempre impostati con inusuale e atipica sequenzialità ritmica e timbrica, definendo e scandendo la partitura scenica con originale prospettiva. Per Davide ogni opera deve fare breccia tra i sensi, per vedere, ascoltare, sentire e quasi poter toccare quanto si cela e si nascondo dietro la rappresentazione estetica, entrando in contatto diretto con ciò che non è subito visibile e recepibile e instaurando un rapporto di interconnessione. Davide protagonista tra devozione e ribellione creativa, abile e istrionico maestro di suggestione, viaggiatore del tempo e dello spazio, cronista di una realtà ideale. Il suo occhio critico per vocazione innata non è mai distratto né sprovveduto e cerca un incontro ravvicinato con il fruitore in un piano paritetico. La sua arte apre una botola virtuale di interrogativi disparati rimasti accantonati da chissà quanto tempo, nel desiderio e nella speranza che al disinteresse e all’ignavia si sostituisca una pronta e responsabile reattività e recettività. Per Davide attraverso l’arte si possono sciogliere e dipanare i nodi, che questo mondo beffardo imbastisce e si può tendere alla quiete e alla calma dei sensi e delle coscienze individuali e collettive, perché ogni nodo strappato tempestivamente evita a priori l’impatto irruento con quello successivo, che sarebbe ancora più dannoso. I lavori di Davide trovano il focus in fieri di una riflessione molto ampia e articolata, concepita come humus ideale che deve germogliare al meglio. Il percorso artistico diventa un cammino destinato all’intera comunità umana, composto da tappe di un sentiero che ci accomuna nel nostro viatico terreno. Davide ci insegna che una farfalla può sempre volare via all’improvviso portando con sé l’effimero del materialismo, ma il benessere quello vero e autentico prescinde dalla vulnerabilità del materialismo e si affida a ben altro, a solide basi di valore, a una rettitudine genuina che l’arte può contenere e diffondere a tutto tondo”.

  • Nasce Visibility Pack il nuovo sito dell’azienda Visibility Reseller

    Visibility Reseller uno dei più grossi store mondiali per la rivendita di servizi di crescita per pagine social, ha dato vita a Visibility Pack un sito on line da alcuni giorni i cui servizi si concentrano maggiormente sulla crescita degli artisti.

    Visibility Reseller uno dei più grossi store mondiali per la rivendita di servizi di crescita per pagine social. Tali servizi hanno un unico obbiettivo ossia far si che un profilo social, appena creato,

    raggiunga una discreta visibilità nel più breve tempo possibile, in modo che, grazie alla presenza di molti follower attivi, esso risulti affidabile e di successo, e possa, nel caso si tratti di un’azienda, prendere sempre più piede nel mercato.

    Visibility Reseller ha dato vita a Visibility Pack un sito on line da alcuni giorni i cui servizi si concentrano maggiormente sulla crescita degli artisti, infatti i pacchetti presenti in questo sito riguardano i social più utilizzati dalle case discografiche e dagli artisti stessi come, ad esempio,SoundCloud.

    Se appartieni alle categorie sopra citate affidati a Visibility Pack e troverai un giovane Team attivo H24 per offrirti la miglior assistenza e tempestività su ogni ordine, tali ordini, infatti, verranno processati nell’immediato ed erogati nell’arco di 24/48 ore. Tutti i servizi sono sicuri e garantiscono ottimi risultati poiché vengono testati centinaia di volte, su profili campione prima di essere proposti.

    Non rimane che visitare il sito www.visibilitypack.com per scegliere il pacchetto più idoneo alle vostre esigenze, inoltre, approfittando dell’offerta lancio avrete diritto ad uno sconto del 5% con codice sconto VISI5.

    Ufficio Stampa: MP Impresa Dello Spettacolo

  • Federico Colli: pensiero e azione in perfetta sintonia

    Nella poetica espressiva dell’artista Federico Colli pensiero e azione coincidono come un unicum, che suggella e sancisce la sua cifra stilistica connotativa e ne avvalora la portata e lo spessore comunicativo. La Dott.ssa Elena Gollini, apprezzando le qualità sostanziali della sua pittura ha affermato: “Federico si propone come artista di moderne vedute, al passo con il tempo e con la visione attuale della società. La sinergia tra pensiero ideativo e azione esecutiva diventa un tassello basilare e primario per la riuscita ottimale delle sue pregevoli composizioni, dal gusto squisitamente di tendenza Pop Art. La rivisitazione compiuta da Federico agli insegnamenti e alle lezioni magistrali impartite e sancite dagli illustri maestri come Andy Warhol e Roy Fox Lichtenstein, si traduce in rappresentazioni personalizzate con elementi e componenti inediti e inusuali, che danno centralità alla profusione cromatica sempre ben dosata e misurata nella stesura e a un disegno stilizzato ed essenziale nel tratto segnico, quasi riportato in stile caricaturale oppure con impronta fumettista. Federico predilige colori forti e accesi, vividi e corposi, densi e intensi, con una partitura marcata e incisiva. L’uso della tavolozza cromatica sgargiante e sfavillante imprime una potente e prorompente carica energetica vitale alle immagini. La figurazione è sempre improntata in modo importante e sottende significati e messaggi allusivi, da decodificare con attenta e acuta sensibilità di lettura interpretativa. La suggestione visionaria si basa su un impianto compositivo disposto su più piani e su più sequenze percettive, dove lo spettatore può addentrarsi e penetrare in più fasi di approccio recettivo. Federico è un fantasioso e giocoso sognatore e si destreggia abilmente nel multiforme e variegato filone figurale, provando delle peculiari ed esclusive chiavi d’accesso e delle argute e sagaci prospettive di rievocazione. Arte come occasione e come opportunità di crescita ed evoluzione. Arte come modalità di fuga fantastica dalla realtà, pur restando ancorato a solidi appigli reali. Arte come input e incipit per stupirsi e per stupire. Questi assioma riassumono le riflessioni di Federico nel suo incedere e lo guidano e lo accompagnano, costruendo pagina dopo pagina un virtuale diario di bordo, dove a ogni opera corrispondono emozioni e sentimenti speciali”.