Tag: musica italiana

  • Torna Raia con il singolo “L’astronauta” tra pop ed elettronica

    Il cantautore campano Raia torna con il singolo “L’astronauta” pubblicato da Ourtime . Il brano esplora l’universo interiore dell’artista con un tocco moderno che rimanda a diverse sfumature del pop. Una storia intima, la nostalgia, le occasioni mancate e la rinascita dove il  tema centrale  è la sincerità. 

    Con questo brano ho voluto raccontare la voglia di allontanarmi da tutto e tornare all’innocenza dell’infanzia, quando bastava un sogno per sentirsi liberi. Oggi porto con me errori, nostalgie e battaglie, ma sento che posso ancora ripartire – racconta Raia. L’arrangiamento mescola sonorità pop a elementi elettronici leggeri, creando un’atmosfera che richiama la leggerezza e la fantasia di quando eravamo bambini: i castelli fatti con i cuscini, il righello e l’evidenziatore usati come strumenti di gioco, e quel senso di meraviglia che ci faceva sentire liberi come astronauti nello spazio”.
     
    L’arrangiamento fonde melodie pop a trame elettroniche delicate, creando un’atmosfera sospesa che accompagna l’ascoltatore in un viaggio spaziale ed emotivo. Il risultato è un brano indie-pop autentico, che si distingue per leggerezza sonora e profondità narrativa.

    Biografia

    Pasquale Raia, classe ‘96 nasce a Scafati in provincia di Salerno. Inizia a studiare pianoforte e canto all’età di 12 anni, seguendo le orme della madre. Nel 2017 fonda, insieme ai suoi amici, la band tributo ai Coldplay denominata “Colorplay” e si esibisce negli anni in tutto il Centro e Sud Italia. Contemporaneamente si iscrive al conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno dove consegue la laurea magistrale in canto pop (nel 2021) e incomincia a farsi spazio nel panorama musicale Campano ed Italiano partecipando alla trasmissione su Rai1 “Mezzogiorno in famiglia” e recitando una scena nella fiction “E’ arrivata la felicità” in onda su Rai2. Dal 2019 si dedica completamente alla musica live, alla scrittura dei suoi brani per inseguire così il suo più grande sogno: firmare il primo contratto discografico. Nel 2022 Raia è stato l’opening-act dei due importanti appuntamenti conclusivi de “La mia voce tour 2022” di Fabrizio Moro: il 18 dicembre al Mediolanum Forum di Assago (Milano) e il 21 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma. Nello stesso anno Raia pubblica, con l’etichetta Mind the Gap, i singoli: “Cerchio perfetto”, “Cosa siamo per davvero”. Nel 2023, per la stessa label, escono i brani “Pezzo poetico” e “Ora”. Raia ha partecipato al cortometraggio, uscito a maggio 2024, che la band dei Coldplay ha voluto realizzare dal titolo “Tutto passa – A tribute to Napoli by Coldplay”, diretto da Stillz, regista e fotografo di origini colombiane già al fianco di Bad Bunny e Rosalía. Il corto contiene alcuni spezzoni dei due concerti della band al Maradona di Napoli e immagini della città. Nel corto, Raia canta in Piazza del Plebiscito, il brano “The scientist”. Aprile 2025 Rai pubblica “Oceani di Parole” che ottiene un buon riscontro da parte della critica

  • Le Luci al Neon tornano con “Lacrime viola”

    Venerdì 17 gennaio 2025 segna il ritorno delle LUCI AL NEON con il loro quarto singolo inedito, “Lacrime viola”. Il trio indie pop, composto da Kris (voce e autrice), Alena Mengo (basso) e Francesca Avolio (batteria), conferma ancora una volta la propria capacità di combinare sonorità sofisticate e testi evocativi in un sound unico che fonde influenze vapor wave anni ’80 e un tocco moderno.
    L’uscita del nuovo singolo rappresenta un ulteriore passo verso la consacrazione di una band che si distingue per la sua capacità di unire emozioni autentiche e sonorità accattivanti, pronte a consolidare la loro presenza nella scena musicale italiana.

    Per celebrare l’uscita del singolo, le LUCI AL NEON daranno il via a un tour live di 8 date nei club italiani a marzo 2025.

    Il brano: Prodotto da Leo Pari (collaboratore di artisti come Tiromancino, Elodie e Thegiornalisti), “Lacrime viola” è stato creato negli storici studi del produttore, che hanno visto nascere successi di artisti di spicco della scena musicale italiana. Il team creativo comprende KrisLeo PariSimone Guzzino e Flavio Strabbioli, con arrangiamenti curati da Pari con la collaborzione di Guzzino. Il missaggio è firmato da Jesse Germanò, tecnico del suono per artisti come ARIETE, Franco12, Elodie e Joan Thiele.
    Il brano trae ispirazione da una visione di Kris, che immagina una ragazza correre lungo una strada isolata in una notte di pioggia, con lacrime che riflettono le luci viola dei lampioni. “Lacrime viola” esplora temi di vulnerabilità, rimpianti e speranza, creando una narrazione urbana e onirica che parla direttamente al cuore di chi ascolta.
    Il testo di questa canzone esplora il peso dei ricordi e la tensione tra passato e futuro, tra ciò che ci lega e ciò che ci spinge a cambiare. «Il brano – racconta Kris – è un viaggio emotivo che racconta momenti di vulnerabilità e la forza di andare avanti, anche quando si è segnati da “cento lacrime viola”.»
    Il sound delle LUCI AL NEON richiama influenze di artisti come Tiromancino, Gazzelle, Coez e Thegiornalisti, combinando sintetizzatori retrò e atmosfere contemporanee.

    Le LUCI AL NEON sono un trio effervescente e dinamico composto da tre musiciste professioniste con un bagaglio di esperienze variegate e di alto livello nel panorama musicale. Il progetto nasce dall’idea della cantautrice Kris (Cristina Milanese), alla quale si sono unite Alena Mengo (basso) e Francesca Avolio (batteria), formando una sinergia creativa che ha dato vita a un sound indie pop raffinato e di forte impatto.

    La loro musica, fresca e contemporanea, è curata nella produzione artistica da Leo Pari, che partecipa anche come coautore insieme a Kris di tutti i brani della band. Il risultato è un sound attuale, che fonde sonorità moderne con un tocco sofisticato anni ’80, perfettamente in linea con il miglior pop del momento.
    Dal 2022, le LUCI AL NEON hanno pubblicato tre singoli, l’ultimo dei quali, “Nella playlist dei tuoi pensieri”, pubblicato a luglio 2023, vede la partecipazione speciale di Jessica Morlacchi in un duetto. All’attivo hanno partecipazioni ad eventi internazionali come “EICMA 2022” (per la Kawasaki Italia) e opening di artisti del calibro di Tiromancino e Marco Masini.
  • Vania Elettra Tam IRONIKONIRICA a Castel Baradello

    IRONIKONIRICA

    La conTAMinAzione artistica di Vania Elettra Tam – Castel Baradello (CO)
    dal 10 giugno al 03 settembre 2023

    Vernissage venerdì 09 giugno dalle ore 18:00 alle ore 22:00 con visita notturna alla terrazza della torre del Castel Baradello. – vernissage a ingresso libero.

    Baradello Art Lab, Parco Spina Verde, Slow Lake Como e Slow Moon hanno il piacere di annunciare la prossima esposizione di arte contemporanea, terzo appuntamento della stagione 2023. Dopo i successi delle prime due mostre «di aria, di acqua, di terre» di Vittoria Monico e Giuseppina Martines e «Black Wave» di Carlo Pozzoni e Francesca Gamba, è ora la volta di «IRONIKONIRICA» di Vania Elettra Tam che inaugura il mese dedicato alla bellezza.

    Nata e cresciuta a Como, dove ha tenuto tra l’altro la sua prima mostra, Vania torna ad esporvi a distanza di quasi vent’anni, vissuti prevalentemente a Milano. La mostra presenta una miscellanea di opere scelte che si rifanno a temi medioevali e rinascimentali, in linea con gli spazi e lo stile architettonico del castello.
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    Così il critico Carlo Micheli:

    ConTAMinAzione è un termine che si adatta all’intera produzione di Vania Elettra Tam, ma in particolare alle opere qui esposte, vere e proprie scorribande nel mondo dell’enigmistica, della psicanalisi, del fumetto, della satira, dell’arte antica, condotte sempre con eleganza e misurata ironia.

    Piace pensare che la parola si spezzi a formare una frase: «con Tam in azione», un’esortazione a mettere in moto le cellule grigie, per godere non solo visivamente del-le preziosità di Vania, delle sue qualità artistiche, ma anche del suo sense of humor, della sua corrosiva leggerezza, della sua soave crudeltà… La contaminazione si estende alle opere leonardesche nelle quali, trasformatasi in una sorta di “reporter atemporale” in vena di scoop, l’artista ha immaginato di trovarsi nell’atelier del maestro, mentre i personaggi dei suoi quadri si apprestano a posare per lui, circondati da un esercito di sarti, parrucchiere, manicure che ne curano maniacalmente il look.

    In Kanon-regole ferree l’artista rielabora ritratti di epoca rinascimentale sovrapponendo ai loro volti nuovi marchingegni di ferro atti a correggere eventuali loro difetti: labbra troppo sottili, nasi un po’ adunchi, occhi troppo piccoli, fronti o menti troppo sporgenti. Il canone di bellezza, di classica memoria, ancora una volta intende porre ordine in una natura che sembra rassegnata a subire qualsiasi artificio. Il tutto filtrato sempre attraverso il variegato universo femminile che nell’intera opera di Vania Elettra Tam è protagonista assoluto di un immaginario al tempo stesso reale e irreale, ironico e onirico. Da qui il titolo di questa mostra, IRONIKONIRICA, un neologismo inteso a sottolineare l’avvento di una nuova complessa iconografia, che trae spunto tanto dal sogno quanto dall’ironia, in un percorso concettualmente tortuoso che giunge, infine, ad un’insospettabile sintesi, ad una immediatezza da slogan pubblicitario, una frecciata che sa sempre cogliere il centro del bersaglio.

    Negli Origami Clitoridei (e il titolo è tutto un programma) le figure femminili hanno il capo avvolto da un soggolo bianco, copricapo utilizzato dalle nobildonne dell’alto medioevo, che nelle singole opere, assume forme inconsuete, che riportano alla mente atmosfere felliniane, taglienti e surreali.

    Vania Elettra Tam si cala nel contemporaneo armata di seduzione e sagacia e nelle sue opere nulla è scontato e prevedibile, perché essere artisti significa saper rendere visibile l’invisibile.
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    titolo: Ironikonirica
    artista: Vania Elettra Tam
    categoria: personale
    curatela: Carlo Micheli
    durata: 9 giugno – 3 settembre 2023
    inaugurazione: venerdì 9 giugno dalle ore 18:00 alle ore 22:00
    sede: Castel Baradello
    indirizzo: Via Castel Baradello 5 – 22100 Como
    organizzazione: Baradello Art Lab, Parco Spina Verde, Slow Lake Como e Slow Moon
    realizzazioni grafiche: FAB Fabrizio Bellanca

    orari di visita secondo calendario del sito archeologico e della galleria, sabato, domenica e festivi dalle ore 09:30 alle ore 18:00 (ingresso 7,00 €, riduzione 5,00 € e convenzioni)

    informazioni e prenotazioni: +39 392 027 9675
    [email protected] | slowlakecomo.com | castelbaradello.com

  • Marco Garbi e il suo strabiliante orecchio assoluto

    Marco Garbi musicista, compositore e autore ha iniziato fin da giovanissimo a stupire il mondo con una caratteristica unica: l’orecchio assoluto ovvero la capacità di identificare la frequenza di un suono.

    Caratteristica molto importante per i musicisti ma assolutamente molto rara, si dice che solo lo 0,01% della popolazione lo possegga.

    Gli studi nel corso di secoli si sono suddivisi in due categorie per dare questa definizione:
    Alcuni esperti considerano orecchio assoluto la sola capacità di identificare una serie di singole note isolate mentre altri ritengono sia il riconoscere le note all’interno di normali passaggi melodici.

    Ciò che sconcerta gli addetti ai lavori è che Marco Garbi, oltre a possedere entrambe queste capacità, ne possiede un’altra totalmente al di fuori della comune concezione di orecchio assoluto per come lo conosciamo da secoli.

    Questa abilità è strabiliante e consiste nel riconoscere e quindi identificare qualsiasi altezza assoluta, cioè frequenza di suono, ma anche di capire esattamente dove un suono o nota va in una qualsiasi scala musicale esistente. In poche parole ascoltando una qualsiasi melodia lui capisce istantaneamente note, passaggi, scale e qualsiasi variabile esistente. Per fare un esempio, M. Garbi se ascolta un qualsiasi brano musicale può immediatamente suonarci sopra addirittura andando a modificare la traccia stessa rendendola, per gli ascoltatori, ancora più intensa e penetrante.
    Quando da bambino qualcuno notava che, senza alcuna prova precedente, sapeva suonare qualsiasi cosa al primo ascolto gli chiedeva come facesse a riconoscere le note e lui rispondeva che le vedeva perché lui “vede” esattamente la struttura della musica.
    Questa straordinaria capacità è in Garbi innata.

    Marco Garbi è uno straordinario esempio di orecchio assoluto molto raro nel mondo.

  • FOLKATOMIK “Polaris” è l’album d’esordio di un nuovo progetto che affonda le radici nella musica tradizionale del sud Italia e attraverso i suoni del mondo e dell’elettronica

    Il titolo del disco, Polaris, prende il nome dal brano inedito: la stella polare, guida per i naviganti, una luce che fissa la rotta, ma che muta durante il viaggio portando con sé un bagaglio di suoni ed esperienze .

    Release album 24 giugno

     

    Formatasi lo scorso 2019, la band torinese parte dall’esperienza maturata nel mondo della riproposta delle musiche tradizionali da parte di Franco Montanaro, Oreste Forestieri e Valeria Quarta, e dall’incontro con il chitarrista e producer di musica elettronica Li Bassi

    Nella sintesi delle esperienze e delle storie che ognuno portava con sé, nasce subito un sound unico e riconoscibile, riconducibile alla commistione fra la musica tradizionale del sud e avantgarde elettronica. 

    I suoni evocativi e arcaici degli strumenti tradizionali, le cadenze ossessive e catartiche delle ritmiche coreutiche, unite ai colori e alla profondità dei suoni elettronici, creano un linguaggio fresco e contemporaneo, ma con forti e robuste radici. Gli strumenti acustici usati nei brani e che interagiscono con l’elettronica, sono strumenti tradizionali del Sud Italia e del mondo: tamburi a cornice, tamburelli, percussioni arabe, latine e africane. Chitarre portoghesi, très cubano, charango, bouzouki greco e mandolino. Flauti arabi, turchi, irlandesi e andini, friscaletti siciliani e flauti armonici, marranzani e percussioni minori.

    Le sonorità partono dal Sud Italia per arrivare ad abbracciare un Mediterraneo più grande e al quale il Sud culturalmente appartiene. Folkatomik gioca con diversi linguaggi musicali ispirandosi a luoghi, popoli, vicende e persone di tutto il mondo per creare un meticciato musicale figlio del meticciato culturale di Torino, città natale della band.

    L’intento è quello di dialogare attraverso il linguaggio universale della musica popolare, far conoscere a un più ampio pubblico la bellezza dei dialetti e delle sonorità del sud e promuovere le diversità facendole convivere sotto il tetto della musica da festa e da ballo, musiche che da sempre uniscono popoli e generazioni.

    Polaris, il titolo del primo album dei Folkatomik,  è la Stella Polare, la stella più luminosa e più vicina al Polo Nord celeste, la stella che indica uno dei due punti di rotazione terrestre. 

    Per i Folkatomik, Polaris è dunque una guida, una luce che fissa la rotta della partenza e che sarà in continuo mutamento.

     

    TRACK BY TRACK 

     

    Polaris, prima traccia e inedito del disco, è un’invocazione che parte da una barca alla deriva in mare aperto. La preghiera di un naufrago alla stella perché gli indichi la rotta per tornare a casa o potersi perdere in un infinito ancora sconosciuto.

    La chiave ritmica usata per la costruzione del brano è quella della Pizzica Pizzica, ritmo terzinato e ossessivo, mentre il dialetto usato per il testo è un calabrese arcaico. 

     

    Oltre a Polaris che dà il nome al disco, il lavoro discografico si compone di altri sette brani presi in prestito dall’immenso patrimonio immateriale del meridione d’Italia.

     

    Sono presenti tre Pizziche a rappresentare la Puglia: Quant’ave, pizzica della terra d’Otranto rivisitata in chiave electro-latin; Pizzica di Torchiarolo, proveniente dal Salento, ma questa volta appunto da Torchiarolo, paese situato tra Lecce e Brindisi; Pizzica di San Vito, il personale omaggio alla Pizzica rappresentativa  di San Vito dei Normanni (paese dalla forte vocazione mandolinistica) da parte dei musicisti, legando le due versioni più conosciute, quella in minore e quella in maggiore. 

     

    Continua con la tarantella calabrese, una delle più emblematiche e conosciute: Lu Tirullalleru, cantata e diffusa prevalentemente sul territorio Cosentino, dove è stato usato un testo molto particolare che racconta le vicende di due sventurati amici. I due si chiedono aiuto a vicenda con una serie di divertenti battute, ma per ovvie vicissitudini non potranno aiutarsi; di conseguenza ognuno sarà abbandonato al proprio destino da parte dell’altro. La parte strumentale è caratterizzata dal bouzouki greco e riporta a sonorità rebetiche che ricordano i disperati  della catastrofe dell’Asia Minore.

     

    L’altro brano calabrese è una ballata musicata in chiave tango nuevo, si tratta di Tira la Pinna, alle parole di questo brano viene attribuita la paternità di Domenico Strafaci. Il capobrigante Strafaci, detto “Palma”, nacque a Longobucco provincia di Cosenza nel 1831, non era analfabeta e si dilettava a comporre brevi poesie popolari che firmava con l’appellativo di “Re di la Montagna”. Sfidava possidenti e ‘galantuomini’ con questo canto: “Tira, nimicu miu, tira la pinna…”   

     

    La Tammurriata e Lu traìnu sono due canti dei carrettieri, il primo campano e il secondo siciliano. La prima è caratterizzata da un canto a fronna iniziale (cantato un tempo dai carrettieri) che poi evolve in una tammurriata elettronica. Lu traìnu invece, canto dei carrettieri siciliani, strizza l’occhio al mondo balkan. Al sud Italia carrettieri e allevatori di cavalli erano spesso di origine rom, minoranza ancora oggi presente, e con questo arrangiamento i Folkatomik hanno voluto omaggiare quelle culture che sono ormai integrate da secoli al Sud Italia, ma ciò nonostante riescono a mantenere salde le proprie radici e la propria identità regalando diversità e bellezza.

     

    Il disco d’esordio dei Folkatomik è sostenuto nell’ambito del progetto “Programmazione Puglia Sounds Record 2022”. L’etichetta italysona continua con questo progetto la sua opera di valorizzazione della world music identitaria italiana con uno sguardo al futuro e alle contaminazioni.

     

    Etichetta: italysona

    Release album: 24 giugno 2022

     

    SOCIAL

    FACEBOOK https://www.facebook.com/FolkatomikPage

    INSTAGRAM https://www.instagram.com/folkatomika/?hl=it

    Contatti etichetta www.italysona.com [email protected] 

     

    BIO

     

    Valeria Quarta – Voice, percussion & little percussion

    Inizia giovanissima il suo percorso di studi passando, dal canto lirico presso l’Istituto d’Arte e studio di Chieri (To) al canto jazz presso il centro di formazione musicale di Torino fino ad arrivare al canto moderno con la vocal-coach americana Cheryl Porter. Si dedica all’approfondimento della musica popolare, in particolare delle musiche tradizionali del Sud Italia. Si specializza altresì nello studio di svariati strumenti a percussione come Cajon, Djembe  e percussioni a cornice e minori della tradizione del Sud Italia. Si sperimenta e matura professionalità e competenze in ambiti molto diversi: dal rock al blues, al reggae, ai generi del Sud America. Al momento lavora da anni come cantante autrice del progetto “Valeria Quarta” ed è cantante percussionista del trio “Le tre sorelle”, progetto musicale che ha l’obiettivo di far conoscere e valorizzare le vocalità femminili del Sud Italia.

     

    Li Bassi – Guitars & Mechanics

    Chitarrista e producer, si è esibito dividendo il palco con moltissimi artisti come Steve Winwood, Whitney Houston, Eugenio Finardi, Max Gazzè, Bandabardò e tanti altri. Come autore musicista ha firmato per Emi, Warner Chappell, Universal, Diy, RaiTrade e molte altre etichette. Ha pubblicato il suo disco d’autore “Il lato giusto” nel 2015, vincendo il premio Carisch “Stefano Rosso”. Lavora stabilmente con la compagnia “Assemblea Teatro” dove ha portato in scena testi di e con Renzo Sicco e Luis Sepùlveda. 

    È autore per la casa di produzione Banijay per Rai, Mediaset, La7, Sky.

     

    Franco MontanaroVoice & South Italy tambourine & Ancestral rattles

    Tamburellista e cantante di musica folk del Sud Italia. Suona tamburi a calice e a cornice del Mediterraneo.

    Si è esibito in due edizioni della Notte della Taranta con i “Cantori di Villa Castelli”. 

    A Torino ha fondato il gruppo “Collettivo Musicale In.con.tra.da” con cui ha fatto diversi tour in Sardegna, Marocco, Francia, Svizzera e Italia.

    È stato per otto anni co-organizzatore del Festival delle Province con il Teatro delle Forme di Torino esibendosi in svariate regioni d’Italia, Francia e Marocco.

    Ha suonato con l’Ensemble di Percussioni del maestro Tarek Hawad Alla, esibendosi in molteplici festival di Danza Orientale in tutta la penisola.

     

    Oreste ForestieriPlectrum & Mediterranean wind instrument 

    Polistrumentista, suona flauti e strumenti ad ancia, tamburi a cornice e strumenti a plettro del Mediterraneo.

    Con diversi ensemble e orchestre ha accompagnato artisti come Otello Profazio, Tonino Carotone, Raiz, Mariano Caiano, Fabio Curto ed altri.

    Ha suonato con diverse formazioni in importanti rassegne e Festival di World Music in Italia, Germania, Inghilterra, Francia, Belgio, Turchia, Grecia, Romania, Marocco, Argentina e Brasile.

    Ha pubblicato come autore il suo primo disco nel 2006 “Taranta Muffin – U passatu è turnatu” e ha registrato i suoi strumenti per un consistente numero di produzioni.

    Ha lavorato con diverse compagnie teatrali come musicista in scena e musicista attore per spettacoli di Commedia dell’arte, Teatro di narrazione e Varietà.

     

    fonte: www.laltoparlante.it

  • FOLKATOMIK “Quant’ave” è il singolo che segna l’esordio di un nuovo progetto per la riproposta della musica tradizionale italiana

    Un gruppo che nasce a Torino dall’incontro di quattro musicisti. 

    Il primo singolo estratto dall’album di prossima uscita, è una pizzica della terra d’Otranto rivisitata in chiave electro-latin.

    Formatasi lo scorso 2019, la band torinese parte dall’esperienza maturata nel mondo della riproposta delle musiche tradizionali da parte di Franco Montanaro, Oreste Forestieri e Valeria Quarta, e dall’incontro con il chitarrista e producer di musica elettronica Li Bassi. 

    Nella sintesi delle esperienze e delle storie che ognuno portava con sé, nasce subito un sound unico e riconoscibile, riconducibile alla commistione fra la musica tradizionale del sud e avantgarde elettronica. 

    I suoni evocativi e arcaici degli strumenti tradizionali, le cadenze ossessive e catartiche delle ritmiche coreutiche, unite ai colori e alla profondità dei suoni elettronici, creano un linguaggio fresco e contemporaneo ma con forti e robuste radici.

    L’intento è quello di dialogare attraverso il linguaggio universale della musica popolare, far conoscere a un più ampio pubblico la bellezza dei dialetti e delle sonorità del sud e promuovere le diversità facendole convivere sotto il tetto della musica da festa e da ballo, musiche che da sempre uniscono popoli e generazioni.

    La musica da ballo del Sud riacquista la sua antica funzione ludica e aggregante, proprio come accade nella pizzica di “Quant’ave” rivisitata dai Folkatomik.

    Questo singolo è il primo estratto dal disco d’esordio del gruppo ed è sostenuto nell’ambito del progetto “Programmazione Puglia Sounds Record 2022”. L’etichetta italysona continua con questo progetto la sua opera di valorizzazione della world music identitaria italiana con uno sguardo al futuro e alle contaminazioni.

    Etichetta: italysona 

    Radio date: 6 maggio 2022

     

    SOCIAL

    FACEBOOK www.facebook.com/FolkatomikPage

    INSTAGRAM www.instagram.com/folkatomika/?hl=it

    Contatti etichetta www.italysona.com [email protected] 

     

    BIO

     

    Valeria Quarta – Voice, percussion & little percussion

    Inizia giovanissima il suo percorso di studi passando, dal canto lirico presso l’Istituto d’Arte e studio di Chieri (To) al canto jazz presso il centro di formazione musicale di Torino fino ad arrivare al canto moderno con la vocal-coach americana Cheryl Porter. Si dedica all’approfondimento della musica popolare, in particolare delle musiche tradizionali del Sud Italia. Si specializza altresì nello studio di svariati strumenti a percussione come Cajon, Djembe  e percussioni a cornice e minori della tradizione del Sud Italia. Si sperimenta e matura professionalità e competenze in ambiti molto diversi: dal rock al blues, al reggae, ai generi del Sud America. Al momento lavora da anni come cantante autrice del progetto “Valeria Quarta” ed è cantante percussionista del trio “Le tre sorelle”, progetto musicale che ha l’obiettivo di far conoscere e valorizzare le vocalità femminili del Sud Italia.

     

    Li Bassi – Guitars & Mechanics

    Chitarrista e producer, si è esibito dividendo il palco con moltissimi artisti come Steve Winwood, Whitney Houston, Eugenio Finardi, Max Gazzè, Bandabardò e tanti altri. Come autore musicista ha firmato per Emi, Warner Chappell, Universal, Diy, RaiTrade e molte altre etichette. Ha pubblicato il suo disco d’autore “Il lato giusto” nel 2015, vincendo il premio Carisch “Stefano Rosso”. Lavora stabilmente con la compagnia “Assemblea Teatro” dove ha portato in scena testi di e con Renzo Sicco e Luis Sepùlveda. 

    È autore per la casa di produzione Banijay per Rai, Mediaset, La7, Sky.

     

    Franco MontanaroVoice & South Italy tambourine & Ancestral rattles

    Tamburellista e cantante di musica folk del Sud Italia. Suona tamburi a calice e a cornice del Mediterraneo.

    Si è esibito in due edizioni della Notte della Taranta con i “Cantori di Villa Castelli”. 

    A Torino ha fondato il gruppo “Collettivo Musicale In.con.tra.da” con cui ha fatto diversi tour in Sardegna, Marocco, Francia, Svizzera e Italia.

    È stato per otto anni co-organizzatore del Festival delle Province con il Teatro delle Forme di Torino esibendosi in svariate regioni d’Italia, Francia e Marocco.

    Ha suonato con l’Ensemble di Percussioni del maestro Tarek Hawad Alla, esibendosi in molteplici festival di Danza Orientale in tutta la penisola.

     

    Oreste ForestieriPlectrum & Mediterranean wind instrument 

    Polistrumentista, suona flauti e strumenti ad ancia, tamburi a cornice e strumenti a plettro del Mediterraneo.

    Con diversi ensemble e orchestre ha accompagnato artisti come Otello Profazio, Tonino Carotone, Raiz, Mariano Caiano, Fabio Curto ed altri.

    Ha suonato con diverse formazioni in importanti rassegne e Festival di World Music in Italia, Germania, Inghilterra, Francia, Belgio, Turchia, Grecia, Romania, Marocco, Argentina e Brasile.

    Ha pubblicato come autore il suo primo disco nel 2006 “Taranta Muffin – U passatu è turnatu” e ha registrato i suoi strumenti per un consistente numero di produzioni.

    Ha lavorato con diverse compagnie teatrali come musicista in scena e musicista attore per spettacoli di Commedia dell’arte, Teatro di narrazione e Varietà.

     

    fonte: www.laltoparlante.it

  • EMANUELE PRESTA “Barbabietole da zucchero” è il nuovo singolo del giovane artista salentino

    Un brano nato in una notte durante lo scorso lockdown dedicato alle interrogazioni di geografia e a tutto l’universo che ognuno di noi si porta dentro.

    In radio dal 13 maggio

    «“Barbabietole da zucchero” nasce durante il lockdown, erano le quattro di notte e non riuscivo a dormire. Preso dall’ispirazione sono andato sul balcone con la chitarra e un quaderno. Il bel panorama e il silenzio che c’era quella notte mi hanno incantato, ho scritto di getto sia la prima strofa che il ritornello. Questa è una cosa strana perché di solito scrivo con più riflessione e meticolosità verso la scelta delle parole e delle rime. A volte avverto una sensazione strana, come di infinito dentro me stesso, e quella notte, con quel panorama, sono riuscito finalmente a descriverla.» Emanuele Presta 

    È questo il motivo per cui il giovane artista considera l’uscita di questo brano come una rivincita personale. “Barbabietole da zucchero” parla di tante cose, raggruppa tanti ricordi, apparentemente sconnessi tra di loro, ma che quella notte Emanuele ha rivissuto tutti insieme. Nel ritornello ha voluto esaltare le piccole cose, cita infatti i libri, i vinili, i bicchieri di cristallo sporchi di rossetto e le famose barbabietole da zucchero che hanno salvato tanti studenti dalle interrogazioni. 

    La cover del brano è stata disegnata dall’artista Costantino Di Bruno, la produzione dello stesso è a cura di Riccardo Pasini, presso lo “Studio 73” di Ravenna.

     

    Autoproduzione

    Radiodate: 13 maggio 2022

     

    Contatti e social

     

    INSTAGRAM: https://instagram.com/emanuelepresta?igshid=1j1acd1n4io58 

    SPOTIFY: https://spoti.fi/39Uicc3 

    YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCc7KbSD6sCE7iHsa2AXAHGA 

     

    BIO

    Emanuele Presta è un cantautore classe ’94, nasce in Salento e già all’età di 5 anni registra le sue compilation, cantando canzoni di cartoni animati con lo stereo del padre. Durante il periodo adolescenziale si avvicina alla musica in modo molto più consistente e guardando un video di Bob Marley che interpreta “Redemption song” su Youtube, decide di comprare una chitarra. 

    Per dieci anni Emanuele suona praticamente in tutta Italia, collezionando molteplici live e ricevendo il consenso di molti artisti e produttori noti. Nel gennaio del 2021 esce “Vertigini”, il suo primo singolo, e seguono i singoli “24 Marzo”, “Aznalubma”, “Souvenir” e “Cosmogonia”, brani che raggiungono 750.000 ascolti complessivi. Il 13 Maggio esce il suo sesto singolo, lui piace definirlo come il primo vero brano pop, si chiama “Barbabietole da zucchero” ed è dedicato a tutto l’universo che alberga dentro noi stessi.

     

    fonte: www.laltoparlante.it

  • LAURA B “La ragazza di nessuno” è il nuovo singolo dalle sfumature soul in chiave electro pop della cantautrice bresciana

    Un brano dalle sfumature soul in chiave electro pop, che parla dell’unicità di due persone all’interno della coppia.

    In radio dal 22 aprile

     

    “La ragazza di nessuno” è il nuovo singolo di Laura B che anticipa il suo primo disco in uscita il prossimo 29 aprile.

    È un brano che esprime il bisogno di stare in una relazione senza perdersi all’interno di essa. Una dedica che rivela un sentimento sicuro nei confronti della persona amata, ma anche un’affermazione di sé stessi. Un amore complice, d’intesa, di scambio e reciprocità senza dimenticare la propria unicità. L’affermazione di un passato che non è inteso come minaccia, ma come processo di costruzione di quello che si è diventati. L’orgoglio e la felicità di aver intrapreso un cammino che porta alla risoluzione nel presente, con una scelta consapevole di chi si è, di ciò che si vuole e di quello che si intende costruire per sé e insieme all’altro.

    Una coppia che si accetta e trova nella diversità un’occasione di arricchimento. Uno stare insieme per condividere e vivere un amore autentico, in una relazione equilibrata, che abbandona completamente il concetto dello stare insieme per paura della solitudine o per assolvere ai bisogni dell’altro dimenticando sé stessi.

    Il brano, registrato e mixato presso le Ombre Studio a Milano, si avvale della direzione artistica di Lele Battista, autore, cantante, musicista e produttore. Al basso il contributo di Alberto Viganò e al Rhodes il polistrumentista Nicola Gallo

     

    Autoproduzione

    Radio date: 22 aprile 2022

     

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    BIO

    Laura B è una cantante e autrice di brani inediti italiani e stranieri.

    Inizia a calcare i palchi all’età di 17 anni in teatro, esibendosi per alcune compagnie teatrali e prendendo parte alla tournée del musical “Chiuso per western”, vincitore del premio FITA Italia. Proprio in teatro, grazie ad un regista che le propone un pezzo di Janis Joplin (Little Girl Blue) come leitmotiv di un suo personaggio, si avvicina alla musica e al canto. 

    Comincia l’attività musicale nel 2009 cantando cover in alcune formazioni acustiche ed elettriche in stile black: blues, jazz, soul e rock blues, collaborando tra gli altri con Lalla Francia, Lucio Bardi (chitarrista di Francesco De Gregori), Luciano Ninzatti (turnista di Loredana Bertè).

    Nel 2016 incide il suo primo album come cantante leader e autrice di brani in inglese: “Pop hurt” con il gruppo Lemon Squeezers, distribuito dalla Maninalto! Records, con un susseguirsi di numerosi live tra cui: Bum Bum Festival in apertura a Ruggero de I Timidi; Radio Onda D’Urto; Sun Valley Festival in apertura a Giuliano Palma; Carroponte in apertura ai Vallanzaska. Il progetto riscuote un discreto successo e numerose recensioni positive. Nel frattempo si diploma ai Civici Corsi di Jazz di Milano in Canto Jazz.

    Nel 2019 partecipa come solista con brani inediti al concorso Sanremo Rock, esibendosi al Teatro Ariston di Sanremo e vincendo il premio ET Team.

    Oltre al suo progetto di inediti in italiano, è impegnata in alcuni progetti che valorizzano il talento al femminile. Con il suono inedito del trio Soundscapes, in collaborazione con il bassista Alberto Viganò e il polistrumentista Nicola Gallo, racconta storie di donne, cantautrici, interpreti e autrici nel progetto “Scia”, pubblicato anche nell’omonimo disco dal vivo (2021), e nel progetto “Voglio sentirmi Mia: donne ribelli”, che parte dal repertorio delle sorelle Bertè e racconta storie ribelli e donne ribelli nella musica italiana. Ribelli o rivoluzionarie? Ribelli o donne autentiche?

    Con il progetto Women in Woodstock, accompagnata da Manuela Di Gennaro (Mama’s Anthem, Rootical Foundation) e Valentina Benaglia (La Malaleche, Shame & Skandal), porta sul palco le donne che hanno partecipato al festival (che scelse solo cinque progetti di e con donne per tre giorni di musica). È in preparazione uno spettacolo teatrale, con la regista Laura Casati, che mette in relazione Janis Joplin, Grace Slick e Joan Baez con le artiste del giorno d’oggi: uno spettacolo ironico e di denuncia. Le artiste stesse, con le loro testimonianze, collaboreranno alla scrittura dello spettacolo.

    Da tre anni è impegnata nel direttivo del gruppo Arcichedonne di Rho che promuove iniziative sulla condizione femminile.

    A novembre 2021 esce con un nuovo singolo da solista “Elisa”, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. Successivamente a marzo 2022 esce con un nuovo brano dal titolo “Risiko” e poi col singolo “La ragazza di nessuno”. Per il 29 aprile 2022 è prevista l’uscita del suo primo album.

     

    fonte: www.laltoparlante.it

  • DANIELA D’ANGELO “Petricore” è il primo album solista della cantautrice dalle atmosfere oniriche e sensuali

    Otto tracce dall’atmosfera onirica e sensuale che compongono un viaggio emotivo fra decisioni prese e questioni non affrontate 

     

    «Petricore coincide con un inizio, un esordio. Eppure, è il racconto di una fine – o più di una -, con molte sfaccettature, episodi, declinazioni». Daniela D’Angelo

    L’esordio solista della cantautrice milanese avviene con un disco denso di emozioni, ricordi e ambientazioni sonore, mentre la musica sviluppa il racconto della paura di scegliere o non scegliere affatto, per non farsi del male. 

    In “Petricore” c’è l’ansia di essere sbagliati, di non farcela, della mancanza di fiato che causa l’incertezza. Ma c’è anche l’amore e le sue implicazioni nei sentimenti umani, troppo umani. Amore come motore di tutte le relazioni che ci segnano profondamente, siano esse romantiche, di amicizia o di condivisione delle cose più importanti nella vita. 

    “Petricore” è il nome dato all’odore della terra bagnata, quando appena qualche goccia d’acqua tocca il suolo riarso. Il termine è formato da pétrā (pietra) e ichṓr (secrezione, linfa o il sangue finissimo degli dèi, secondo i Greci) e indica un miscuglio di sostanze che impregna il suolo nei periodi più asciutti. La parola stessa richiama per assonanza il cuore, protagonista di questo lavoro.

    L’artwork del singolo, come dell’album è realizzato da Clara Daniele, artista visuale la cui ricerca si basa sull’estetica dell’imperfezione. 

    Le canzoni che lo compongono sono state scritte in periodi diversi, anche a distanza di anni.  Concepite tutte con chitarra e voce, in seguito si sono aggiunti basso (Ivano Rossetti) e batteria (Mamo) e la direzione di Vito Gatto. Il disco è registrato in presa diretta in studio da Guido Andreani, per avere il suono più naturale e caldo possibile. Successivamente sono state aggiunte le parti di elettronica e gli è stata data l’atmosfera onirica e sensuale che lo caratterizza. 

    Track by track 

     

    L’ordine delle tracce di Petricore è stato scelto cercando un andamento coinvolgente per l’ascolto e contemporaneamente di aderire all’idea di un percorso, un viaggio interiore che raccontasse della trasformazione dell’amore, dei rapporti umani legati a esso e naturalmente di noi stessi, argomenti di cui in sostanza tratta tutto il disco. 

     

    Questo cuore

    È l’inizio del viaggio, dove parti di noi sono in contrasto sull’azione da intraprendere, se riposare e stare inerti oppure agire e, se necessario, bruciare. Inutile dire che si tratta di un conflitto fra la mente e il cuore, dove vince quest’ultimo, perché senza di esso non potremmo continuare a vivere, su nessun piano; perciò, ci si arrende e si inizia il viaggio. Musicalmente la traccia è molto cupa e ipnotica nella sua ripetitività.

     

    Il modo giusto

    Quel momento che arriva subito dopo aver scelto di buttarsi e agire seguendo il cuore. In quell’istante non si è del tutto consapevoli di averlo fatto e ancora non si è intrapreso un cammino di cambiamento. Il respiro è affannoso, quasi sincopato… la paura è la paura stessa del cambiamento.

    È la canzone in qualche modo più densa di passione, anche fisica, ma raccontata nel testo in modo delicato e sommesso, nel tentativo di addomesticarla e di capirla. Questa passione è presente anche nei suoni avvolgenti e l’esplosione dell’assolo di synth prima dell’ultimo ritornello racconta l’atmosfera di struggimento del brano.

     

    Suppergiù

    Il racconto della rabbia che inevitabilmente rimane quando un rapporto importante finisce, sia esso una relazione romantica o un legame molto forte di amicizia. La rabbia è raccontata dall’incalzare della ritmica, quasi ossessiva e dalla parte di basso martellante. Nel testo c’è una ricerca della redenzione dal senso di colpa, dalla disistima e dallo schiacciamento di sé stessi che a volte si percepisce quando si cerca continuamente di compiacere l’altro, snaturandosi e andando incontro alle sue necessità, a volte anche distorte e che non ci appartengono.

     

    Alibi

    È un mattino in dormiveglia, in cui ti chiedi dove stai andando, se tutto andrà davvero bene e la risposta è “forse no”. È il ricordo di quando sapevi già che tutto sarebbe andato a rotoli, che il germe della rovina era dentro di te e, soprattutto, nell’altro e che naturalmente si sarebbe incappati per noia in delle distrazioni e dei tradimenti, ma chissà poi come se ne sarebbe usciti. È la presa di coscienza che ci vogliono anni a costruire e un attimo per distruggere tutto. La domanda della canzone è “che cosa è andato storto?”, domanda che inevitabilmente ci si pone e che porta a una carrellata sugli eventi passati, accompagnata dai synth oniricamente avvolgenti e dai suoni estemporanei e taglienti della batteria.

     

    Esercitazioni 

    Una piccola pausa acustica di riflessione. Anche qui si parla d’amore, ma di quello per la musica, che il più delle volte, attraverso la creazione e la scrittura, aiuta ad andare avanti. Solo scrivendo ci si può riprendere, anche se non si partoriscono opere d’arte eterne. La scelta di lasciare il pezzo chitarra e voce è anche legata alle origini della scrittura stessa ed è un omaggio al cantautorato classico.

     

    L’idea

    Pura nostalgia. È il punto in cui ormai una persona per cui si è provato qualcosa, con cui si sono condivisi dei momenti magici, è passata totalmente al piano mentale e astratto, tanto che ormai non la si cerca più come entità fisica in sé, ma come ideale da trovare in cose, situazioni o altre persone. Oramai quella persona quasi non esiste più, non si sa più niente di lei, anche se la si cerca ovunque. L’atmosfera del brano è molto malinconica nei ritornelli, nelle strofe invece la ritmica ha un groove energico, ma delicato.

     

    Butto giù 

    Brano complementare di “Suppergiù” che racconta di come a volte la vita degli altri ci sembri migliore della nostra e allora forse abbiamo bisogno di fare cadere gli idoli (o le ossessioni) dal piedistallo che abbiamo dato loro. Il gioco di parole si riferisce a quando si ingoia l’amaro o un dispiacere oppure molte birre. In questa canzone la rabbia è più rarefatta, in attesa di un confronto; il sound è molto scuro e sospeso, la ritmica e il bit meno incalzanti, ma comunque il groove è molto denso e presente. All’inizio, nel testo c’è una citazione da “Informazioni di Vincent” di Francesco De Gregori. 

     

    Biscotti e sigarette 

    Un’indolente ballata che chiude il disco. La parte di piano svetta sulle altre parti acustiche e porta con sé un senso di malinconia. Qui si parla a quel tu immaginario a cui in effetti sono dedicate tutte le canzoni di Petricore. È un omaggio a una schiena rimasta sul letto un giorno di sole e a degli occhi di cui non si ricorda più il colore. È un pezzo importante di vita, che torna alla mente solo attraverso qualcuno che canta alla radio.

     

    Etichetta: Volume!

    Release album: 8 aprile 2022

     

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    BIO

    Daniela D’Angelo è una cantautrice che scrive da che ha memoria e canta il mondo attraverso i propri occhi, chitarra, voce e canzoni.
 Dal 2012 al 2017 fa parte della band Distinto, con cui realizza innumerevoli live, un EP e due dischi, di cui scrive testi e musiche. Nel 2018 intraprende un percorso solista che inizialmente la vede impegnata, in aggiunta all’assidua attività live, nella produzione del progetto In DA House, lanciato sul suo canale YouTube, che consiste nella realizzazione di video in presa diretta dall’atmosfera intima e raccolta, in collaborazione con altri cantautori e artisti, nella cornice della propria dimensione domestica.
 Subito dopo inizia il percorso verso la realizzazione del suo primo album solista, Petricore, con la direzione artistica di Vito Gatto (produzione, elettronica e arrangiamenti), Mamo (batteria, arrangiamenti) e Ivano Rossetti (basso, arrangiamenti). Il disco è stato registrato presso il Recording Studio Adesiva Discografica di Paolo Iafelice da Guido Andreani (Cesare Basile, Afterhours, Verdena, Morgan, Elisa, Vinicio Capossela), che ne ha curato anche il mix.

     

    fonte: www.laltoparlante.it

  • MONICA P “Appunti per restare sana” è l’Ep che segna il ritorno della cantautrice e polistrumentista torinese

    Un nuovo lavoro in cui Monica P si mette musicalmente a nudo, recuperando la centralità di voce e scrittura. Un dialogo con se stessa e con l’altro, che aiuta a stare meglio.

    Artwork Ziegler&Ziegler

     

    Release ep 25 marzo

     

    In questo progetto l’artista vuole spogliarsi dalle cose superflue, dagli arrangiamenti e dalle mode del momento: si tratta di canzoni dove si mette in gioco semplicemente mostrando la sua parte più intima senza riserve, senza voler piacere a tutti i costi. Un atto creativo spontaneo e molto personale, che mette in luce le varie parti di Monica: quella intima, profonda e sensuale (come nei brani “Senza di noi” e “Parlami d’amore”), quella ironica, folle e bizzarra (come in “Tutto a posto”), quella che osserva il mondo, anche con un po’ di pungente sarcasmo (ne “La vita è un gran casino”). 

    «Canzoni dai suoni e arrangiamenti volutamente scarni, dove protagoniste sono la mia voce e la mia chitarra, per mostrare il mio mondo nella sua essenza, tenendolo al riparo dal frastuono della società e delle mode del momento» così racconta Monica P

     

    Le radici affondano, sin dal primo disco della cantautrice, in un gusto musicale rock alternative anni ‘70/’80, in un atteggiamento interiore punk e anticonformista, nel bisogno di essere “vera” e talvolta “cruda” nella scelta delle parole, nella necessità di abbandonarsi alle emozioni, nel bisogno di una protesta sociale spesso descritta nei suoi brani. 

    Un suono che si rileva subito come non tipicamente italiano (da qui anche la scelta delle diverse collaborazioni internazionali dell’artista). Ma con questo lavoro va ancora oltre, un EP venuto da un “tempo fuori dal tempo”, dove tutti noi abbiamo dovuto, per forza di cose, fare i conti con noi stessi e con le cose più piccole ed essenziali: due anni di cambiamenti in periodo Covid e post Covid – l’era delle forzature, delle paure, del reinventarsi o dell’affondare – in cui abbiamo dovuto guardarci dentro e fuori. 

    L’EP “Appunti per restare sana” diventa quindi un diario di annotazioni profonde di Monica P a cui tutti possono attingere e, allo stesso tempo, un personale dialogo con se stessa.

     

    TRACK BY TRACK

     

    “Senza di noi”

    Una storia d’amore, uno spazio alieno, magico e sospeso, un’atmosfera rilassata e sensuale, dove protagonista è l’intimità, non curante di quello che c’è fuori. 

    È questa la chiave di lettura del primo singolo estratto di questo EP, dove la cantautrice ci lascia immaginare una stanza al di fuori del rumore del mondo, tenuto volutamente lontano. Voluta è anche la scelta sonora e di arrangiamento del brano, scarno ed essenziale, che mette a nudo la voce della cantautrice.

     

     “Parlami d’amore”

    Un brano dal portamento blues, costruito su un riff di chitarra volutamente grezza, dove emergono al tempo stesso disillusione, sogno e speranza, in un’atmosfera che rimanda vagamente a liriche del passato. Un invito a vivere il presente, ad essere meno severi con se stessi, ad apprezzare le piccole cose, a credere ancora nell’amore. 

     

    “La vita è un gran casino”

    Il brano descrive, con apparente leggerezza e introduttivo sarcasmo, la vita nelle sue sfaccettature e contraddizioni. Il riferimento, mai esplicitato, è al lungo periodo difficile che abbiamo tutti attraversato e che ci ha tenuti distanti. L’inciso canta l’urgenza di tornare al contatto fisico, a stare insieme, a vivere emozioni.

     

    “Tutto a posto” 

    La chiave di tutto il brano è la follia, quella che – se sai riconoscere – ti risveglia, ti rende vivo e spesso dà persino la soluzione ai problemi. Questo brano è la presa di coscienza di un rapporto ormai diventato routine, la rivelazione che tornare ad essere se stessi è la vera fonte di felicità. Un brano ironico, ruvido e diretto, in perfetto stile Monica P.

    Testi e musica: Monica P

    Brani arrangiati, suonati, prodotti e missati da Monica P e Momo Riva al TdE studio.

    Mastering: Momo Riva

     

    Autoproduzione

    Release Ep: 25 marzo 2022

     

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    BIO

    Monica P è una cantautrice torinese versatile, che intreccia con naturalezza la scuola del pop d’essai nazionale al portamento cosmopolita maturato tra viaggi, ascolti e frequentazioni artistiche di matrice anglosassone. La sua vocazione artigianale l’ha portata a contatto diretto con molti strumenti, rendendola indipendente nella composizione dei brani e nella messa a fuoco della forma canzone.

    Ha iniziato a esprimersi pubblicamente in prima persona nel 2010 con l’album “A volte capita”. E capitò sul serio che la critica si accorgesse di lei e che il MEI la premiasse e la coinvolgesse nei suoi progetti su scala nazionale. 

    Nel 2011 “Libera”, brano estratto da “A volte capita”, viene inserito nella compilation “Female do it better”, con nomi importanti del cantautorato italiano e internazionale. Nello stesso anno ha vinto il Premio MEI Super Sound al Radio Flyweb Festival. 

    Nel 2012 il MEI ha scelto ancora una volta il brano “Libera” per “L’onda rosa indipendente”, che dà voce alle migliori figure femminili emergenti in Italia. La sua versione di “Carry me” è stata inserita nella compilation “Il rock è femmina” di Pirames International.

    Il secondo capitolo discografico è stato “Tutto brucia”, un salto di qualità certificato anche dalle collaborazioni eccellenti con colleghi di prestigio quali i Sacri Cuori, JD Foster (Cassandra Wilson, Pan del Diavolo), Giovanni Ferrario (PJ Harvey, Morgan), Vicki Brown (Calexico, Hugo Race & Fatalist) e dal duetto con l’australiano Hugo Race (Fatalists, The True Spirit, Nick Cave and the Bad Seeds), che per la prima volta ha cantato in Italiano nel suo brano “Come un cane”.

    Nel 2017 è uscito il terzo album, “Rosso che non vedi”, in rotta di collisione con i cliché dell’ambiente indipendente italiano e moltiplicazione, più che sintesi, di suoni e vena lirica messi in mostra nei due dischi precedenti. Ricerca personale e denuncia sociale, dimensione onirica e malinconia blues si avvicendano in un viaggio che dal vivo rapisce lo spettatore e lo porta nel mondo di Monica P, magnetica quanto essenziale e senza fronzoli nel rendere universali le emozioni individuali.

    Nel corso di questi anni, Monica P ha suonato con i suoi musicisti in tutta Italia, aprendo anche concerti a Hugo Race, Nada, Tricarico, Paola Turci.

    Nel 2018 ha vinto il Premio Nuovo IMAIE al Premio Bertoli 2018.

    “Indivenire Tour” è la tournée estiva che, nel corso di giugno e luglio 2019, ha visto impegnata Monica P in tutta Italia con il suo trio.

    Selezionata dal Club Tenco, si è esibita alla prima serata de Il Tenco Ascolta 2021 che ha visto la partecipazione speciale di Cristiano Godano.

    Il 7 gennaio 2022 pubblica “Senza di noi”, primo singolo estratto dal suo nuovo lavoro; il 14 febbraio “Parlami d’amore” e l’11 marzo il terzo singolo “La vita è un gran casino”: tutti estratti dall’EP in uscita il 25 marzo dal titolo “Appunti per restare sana”. 

    Monica P si prepara intanto ai live che la vedranno in una nuova formazione e che ripartiranno proprio dalla sua città di origine, prima data l’8 maggio al Jazz Club di Torino.

     

    fonte: www.laltoparlante.it

     

  • LAURA B “Risiko” è il nuovo singolo della cantautrice bresciana dalle sfumature pop

    Un brano dalle sfumature pop che vuole parlare a più generazioni del mutare della nostra società e di quanto ci si affanni a rincorrere la vita.

    Tematica centrale del nuovo singolo di Laura B è la costante ricerca del senso del vivere e della vita intesa come un gioco fatto di scelte con risultati a volte disattesi.

    Risiko inizia con un proverbio, il ponte tra due generazioni che vivono in maniera diversa una società che è oggi in continuo cambiamento, una società veloce che non concede tempo al pensiero pensato.

    Nella strofa del brano si racconta lo stato intimo di chi vorrebbe uscire dal circuito di corsa che investe la società, una società vista come indifferente e indaffarata.

    Lo special è un momento dedicato alla risoluzione, alla risposta simile ad una visione: i sogni, i desideri si materializzano e fanno rinascere un senso di speranza nella protagonista.

    Anche la copertina del brano riporta questa visione della vita attraverso il disegno di un labirinto, da sempre luogo della ricerca, dell’affanno, del gioco, della soluzione, ma anche del senso di smarrimento e di solitudine.

     

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    Radio date: 4 marzo 2022

     

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    BIO

    Laura B è una cantante e autrice di brani inediti italiani e stranieri.

    Inizia a calcare i palchi all’età di 17 anni in teatro, esibendosi per alcune compagnie teatrali e prendendo parte alla tournée del musical “Chiuso per western”, vincitore del premio FITA Italia. Proprio in teatro, grazie ad un regista che le propone un pezzo di Janis Joplin (Little Girl Blue) come leitmotiv di un suo personaggio, si avvicina alla musica e al canto. 

    Comincia l’attività musicale nel 2009 cantando cover in alcune formazioni acustiche ed elettriche in stile black: blues, jazz, soul e rock blues, collaborando tra gli altri con Lalla Francia, Lucio Bardi (chitarrista di Francesco De Gregori), Luciano Ninzatti (turnista di Loredana Bertè).

    Nel 2016 incide il suo primo album come cantante leader e autrice di brani in inglese: “Pop hurt” con il gruppo Lemon Squeezers, distribuito dalla Maninalto! Records, con un susseguirsi di numerosi live tra cui: Bum Bum Festival in apertura a Ruggero de I Timidi; Radio Onda D’Urto; Sun Valley Festival in apertura a Giuliano Palma; Carroponte in apertura ai Vallanzaska. Il progetto riscuote un discreto successo e numerose recensioni positive. Nel frattempo si diploma ai Civici Corsi di Jazz di Milano in Canto Jazz.

    Nel 2019 partecipa come solista con brani inediti al concorso Sanremo Rock, esibendosi al Teatro Ariston di Sanremo e vincendo il premio ET Team.

    Oltre al suo progetto di inediti in italiano, è impegnata in alcuni progetti che valorizzano il talento al femminile. Con il suono inedito del trio Soundscapes, in collaborazione con il bassista Alberto Viganò e il polistrumentista Nicola Gallo, racconta storie di donne, cantautrici, interpreti e autrici nel progetto “Scia”, pubblicato anche nell’omonimo disco dal vivo (2021), e nel progetto “Voglio sentirmi Mia: donne ribelli”, che parte dal repertorio delle sorelle Bertè e racconta storie ribelli e donne ribelli nella musica italiana. Ribelli o rivoluzionarie? Ribelli o donne autentiche?

    Con il progetto Women in Woodstock, accompagnata da Manuela Di Gennaro (Mama’s Anthem, Rootical Foundation) e Valentina Benaglia (La Malaleche, Shame & Skandal), porta sul palco le donne che hanno partecipato al festival (che scelse solo cinque progetti di e con donne per tre giorni di musica). È in preparazione uno spettacolo teatrale, con la regista Laura Casati, che mette in relazione Janis Joplin, Grace Slick e Joan Baez con le artiste del giorno d’oggi: uno spettacolo ironico e di denuncia. Le artiste stesse, con le loro testimonianze, collaboreranno alla scrittura dello spettacolo.

    Da tre anni è impegnata nel direttivo del gruppo Arcichedonne di Rho che promuove iniziative sulla condizione femminile.

    A novembre 2021 esce con un nuovo singolo da solista “Elisa”, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. Successivamente a marzo 2022 esce con un nuovo brano dal titolo “Risiko”. 

     

    fonte: www.laltoparlante.it

  • SESTO RIGO “Regina” è l’esordio solista dopo 30 anni di musica nelle rock band

    Una dedica alla musa ispiratrice per eccellenza, unione di amore e musica

     

    È una “regina” come nelle più classiche delle rock stories, l’oggetto della dedica che Sesto Rigo mette in musica in questo suo esordio solista. 

    Un nuovo progetto che arriva dopo anni di rock band, nella ricerca del suono alternativo, anni ’90 in cui affonda le radici la sua musica. Il suo stile vocale è scuro, graffiante, unito a una melodia che subisce le influenze musicali di artisti come Vasco Rossi, Negrita, Litfiba e di maestri del rock internazionale come Pink Floyd e Dire Straits. 

     

    Autoproduzione

    Radio date: 18 marzo 2022

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    INSTAGRAM: https://www.instagram.com/sesto_rigo/

    FACEBOOK: https://www.facebook.com/sestorigomusic

     

    BIO 

     

    Sesto Rigo è musicista e scrittore attivo nella musica pop rock dagli anni Novanta. Ha avuto una vita itinerante che lo ha portato a cambiare spesso dimora e casa, negandogli il senso di appartenenza a un luogo preciso. Aver vissuto in molti luoghi lo ha costretto, anche, a non avere la possibilità di radicarsi in un contesto musicale solido, dovendo spesso rinunciare alla musica per motivi familiari o lavorativi. In questo contesto la musica diventa un lasciapassare per la libertà. 

    Sesto Rigo è caratterizzato da un carattere sensibile, cerebrale, non conformista, accomodante, nostalgico, sognatore. Un’inquietudine di fondo lo porta alla costante ricerca e curiosità, che si traduce nell’eclettismo.

    La sua biografia si compone di un esordi pop-rock a Siena con i “Peraspera ad Astra”, mentre dal 2004 al 2010 si dedica al teatro, a Mantova con la compagnia “Officina delle Arti”, a Torino con “Arte Muda”, a Piacenza con “Quarta”.

    Dal 2005 al 2006 fonda un gruppo rock a Mantova salvo poi trasferirsi a Lione e interrompere nuovamente la propria carriera musicale. Nel 2017 fonda i “Girone 10”, band di rock italiano che suona pezzi composti da lui stesso, mentre tra il 2018 e 2019 diventa cantante dei “Maybe”, cover band rock anni 70-80. Nel 2018 diventa cantante dei “The Smoking Bones”, band punk-rock. A marzo 2022 pubblica il suo esordio solista con il singolo “Regina”. 

     

    fonte: www.laltoparlante.it

     

  • VINCENZO KIRA “Pray for me” è il nuovo singolo del rapper salentino

    Storie di ordinaria frustrazione che trovano conforto nel destino comune, nel riconoscersi nella sconfitta, dove anche nel disagio si scopre la poesia. 

    in radio dall’11 marzo 

     

    L’attesa di un riscatto in questa o in un’altra vita che ci costringe tutti alla disillusione, questo accomuna le diverse realtà descritte nel nuovo brano “Pray for me” di Vincenzo Kira. 

     

    Radio date: 11 marzo 2022

    Etichetta: Orangle Records

     

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    INSTAGRAM: https://www.instagram.com/vincenzo_kira/ 

    SPOTIFY: https://open.spotify.com/artist/7D0TiJUd0YGuYn1Tha7xs4

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    BIO

    Vincenzo Kira, mc/beatmaker salentino, si avvicina all’hip hop in adolescenza militando in due crew locali, gli “Headzout” e i “Black Lights”, facendosi conoscere nel territorio tramite jam, contest e open act di artisti del calibro di Fabri Fibra, Salmo, Noyz Narcos e Dope D.O.D. Debutta nel 2015 col suo primo EP solista “Shinigami EP”, nel 2017 pubblica “Stomako” accompagnato dall’originale e spudorato video del singolo “Brazzers”. Nello stesso anno entra a far parte del movimento underground nazionale fondato da Inoki Ness “Rap Pirata”. A cavallo tra il 2017 e il 2018 Vincenzo Kira è più produttivo che mai sfornando una serie di videoclip e singoli che lo lanciano musicalmente nel panorama nazionale come “La scimmia”, “Gucci Gang Bang”, “Kurt Cobain” ed “Hellsong”, confermando l’originalità e l’irriverenza che lo contraddistinguono come uno degli mc più imprevedibili della scena. I singoli sopracitati, accompagnati da tracce altrettanto colorite, vengono raccolti tutti all’interno del mixtape “Cattive compagnie”. Svariate sono le collaborazioni con artisti eterogenei tra le più consolidate la rapper Sutta Subbra, Luis Resa e i Da Killers. Recentemente si dedica totalmente alla produzione solista, tra gli ultimi lavori di maggior rilievo i singoli “Compagno di merende” e “DPCM”.

  • LASERSIGHT: “Kiss V” è il nuovo singolo estratto dall ’album dell’artista romano, una ballad indie rap sulle occasioni perse.

    Una ballad indie rap sulle occasioni perse, ispirata dall’omonima opera di Roy Lichtenstein

    “Le due porte” di Lasersight è un disco pieno di collaborazioni e anche “Kiss V” non è da meno. Qui il beat di base è stato prodotto dalla band romana dei Malpensa, già presenti con un feauturing in “Turista per sempre”. Ma se nel precedente singolo era l’amore appena sbocciato ad essere protagonista, in “Kiss V” appare l’altra faccia della medaglia, ovvero le occasioni perse e l’infelicità che ne scaturisce. 

    Un ragazzo e una ragazza, due punti di vista, una partenza e un ritorno e una falsità che non si riesce a mascherare. Dualità che si inseriscono alla perfezione nell’intero concept dell’album, incentrato sulle scelte da compiere e sulle loro conseguenze. 

    Decidere quale uscio varcare fra due porte a disposizione e quale decisione prendere è il tema che accompagna tutto il disco e che il cantautore romano declina nelle 10 tracce che lo compongono. Scegliere una compagna, un futuro possibile, scegliere di crescere o restare bambini, di partire o restare, ma anche di cantare o rappare e come delineare il proprio percorso artistico.

    Etichetta: RKH

    Radio date: 14 gennaio 2022

    Release album: 5 novembre 2021

     

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    Youtube: https://www.youtube.com/user/MrLaser90

    Spotify: https://open.spotify.com/artist/2AF6zOQKkcmBngcqk4eL6u

     

    BIO

    LaserSight è un rapper romano classe ’90, influenzato dalle sonorità rap originali dagli Articolo 31 fino ai Club Dogo ed in quelle pop degli 883. Inizia ad affacciarsi nel mondo musicale già dall’età di diciotto anni dove inizia per passione i primi lavori autoprodotti con vari esponenti delle scena romana fino al 2012.
 
Dopo un periodo di inattività nel 2015 torna in studio dove incide il suo primo mixtape dal titolo “Cambiamenti”. Le copie fisiche del mixtape vanno sold out nel giro di pochi giorni.

    Il suo primo disco ufficiale, dal titolo “Sedotto E Abbandonato” disponibile su Spotify e digital store, è uscito il 31 maggio 2018 in collaborazione con l’etichetta torinese RKH. Il disco è stato prodotto interamente da JO Diana e vanta la collaborazione di artisti emergenti romani e Blue Virus. L’album presenta sonorità rap unite ad un sound pop e dance generi in cui l’artista ci si rispecchia molto e che denota un’evoluzione artistica del rapper.

    Il secondo progetto discografico è stato strutturato con il lancio di diversi singoli tutti impreziositi dalla collaborazione con diversi artisti: “Un’estate da ricordare”, “Cadono le stelle” (feat. Rayden), “Voglio il mondo (feat. Yela Kiss)”, “Deluso” (feat. Yota Damore), “Unici” (feat. Calibro 40), “Ti Starò Vicino” (prod. Jack Sapienza) e “Call Back” (feat. Malpensa).

    A dicembre 2020 il brano Unici è stato inserito nella compilation “Top Emergenti 2020” realizzata e distribuita da “Music Universe”.

    Il 13 maggio è uscito il nuovo Ep del rapper dal titolo “Notturno”che raccoglie 4 tracce corrispondenti ad altrettanti pensieri. Il 5 novembre esce il nuovo album dal titolo “Le Due Porte” con 10 tracce. Il progetto è stato preceduto dai singoli “Limbo” e “Turista Per Sempre”. Ora, come terzo estratto, esce “Kiss V”. 

     

    Fonte: www.laltoparlante.it

  • ORCHESTRALUNATA “Bella giornata” è il nuovo progetto dell’ensemble guidato dal Maestro Stecco

    Un ritmo incalzante per invitare chiunque a ritrovare il piacere dello stare insieme

    In radio dal 4 marzo

     

    “Bella giornata” è un invito gioioso a godere del tempo condividendolo con gli altri. Ad uscire dalle nostre individualità e unirci agli altri in modo vero e autentico, chiacchierando faccia a faccia, corpo a corpo, assaporando una realtà che supera il virtuale, un contatto oltre il display. 

    Il brano che segna il ritorno dell’orchestra “stralunata” è un invito su toni in levare a tornare uomini in carne ed ossa, vicini è veri, dando un altro valore al tempo. 

    Nei nuovi brani composti dal Maestro Stecco si ritrovano le sonorità tipiche dell’orchestra, con ritmi incalzanti, melodie mediterranee e una particolare attenzione alle tematiche attuali. 

    L’organico strumentale dell’Orchestralunata è composto da 15 elementi. Una sezione ritmica con batteria, basso, chitarra e tastiera, con l’aggiunta della fisarmonica. A completare l’orchestra una vasta gamma di strumenti a fiato con sax, trombe, tromboni, clarinetto solista, violino elettrico e cori. In prima linea le due voci soliste di Giulietta ed il Maestro Stecco (alias Maurizio Gregori)

    Etichetta: Autoproduzione

    Radio date: 4 marzo 2022

     

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    BIO

    L’orchestralunata nata nel 2007 dopo le prime performance live nella Tuscia ha iniziato a girare l’Italia ospite in varie manifestazioni culturali e musicali: dal Gran Teatro di Roma, al  Teatro Masini di Faenza, a Piazza di Spagna Roma. Sempre sensibile alle tematiche sociali nel 2009 ha portato un po’ di leggerezza nei campi tenda dell’Aquila, con un concerto di solidarietà. Oltre ai concerti è stata ospite in varie trasmissioni televisive in rai e tv nazionali,  culminata con la partecipazione in prima serata a Ti lascio una canzone. 

    Simone Cristicchi, Sud Sound System, Teresa De Sio, Cisco e Sandokan sono alcuni degli artisti che negli anni hanno fatto parte del progetto Orchestralunata

    Negli anni l’Orchestralunata è cresciuta sia in età che in numero e da qui l’idea di creare nuove e diverse versioni di spettacolo in base alla richiesta di organico che varia tra i 6 e i 35 musicisti. Dal 2021 nonostante le difficoltà legate all’emergenza covid-19 e le relative limitazioni, una nuova energia ha fatto sì che l’Orchestralunata ripartisse con una serie di concerti per le piazze e teatri italiani ed oltre i confini nazionali con un concerto ad Atene. Sempre nel 2021 l’Orchestralunata con il Maestro Stecco (Maurizio Gregori) diventa un film di animazione dal titolo “Le avventure del Maestro Stecco” che ripercorre la storia e i successi dell’orchestralunata dagli esordi ad oggi. I personaggi del film d’animazone “Le Avventure del Maestro Stecco” sono anche protagonisti di un metodo denominato “Didattica Stralunata” attraverso cui, in maniera ludica e divertente, gli stralunati insegnano la musica ai bambini dai 5 ai 10 anni. 

    In cantiere sempre per il 2021 ci sono nuove esperienze in studio di registrazione per l’uscita di brani inediti e un videoclip dall’originale format Orchestralunata.

    fonte: www.laltoparlante.it

  • MATE vince il premio della critica a “Una voce per San Marino” con il brano “DNA”


    #stoinfiller

     

    La napoletana Mariateresa Amato, in arte Mate, ha ricevuto il premio della critica “Una voce per San Marino”, il contest promosso dalla Repubblica indipendente per selezionare l’artista che la rappresenterà  all’Eurovision Song Contest. 

    L’artista, che vanta già una partecipazione a XFactor e The Voice ha convinto la giuria presieduta da Mogol. 

     

    Arrangiamento Riccardo Brizi

    Soud design Leonardo Micio

    Mix e master Marco Strada presso Sts recording

    Stylist Ivan Iaboni

    Etichetta: RB Music/Orangle Records

    Autori: Riccardo Brizi, Andrea Riso, Mariateresa Amato

     

    Social

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    Contatti

    www.oranglerecords.com

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    BIO

     

    Mariateresa Amato nasce il primo agosto del 1987 a Napoli. Attualmente vive a Tuscania (Vt). Da ragazzina ha iniziato col canto classico seguita per due anni dalla soprano Silvana Tamajo. Poi passa al canto moderno frequentando il quinquennio dell’Accademia dei Musicisti Associati di Napoli. Si specializza come performer all’Università della Musica e Spettacolo/Master. Contemporaneamente frequenta per tre anni la Scuola di recitazione “La Ribalta” di Marianna de Martino. Partecipa successivamente ad una serie di workshop con importanti registi. La sua esperienza professionale varia tra canto, cinema e teatro. Nel 2008 partecipa al programma condotto da Carlo Conti “I Raccomandati” in diretta, in prima serata su Rai 1, “raccomandata” dall’attore Ettore Bassi. Lo stesso anno è a Sanremolab, in finale col pezzo inedito Perla di Luna di cui è anche autrice. Nel 2009 partecipa al programma televisivo di Rai 2 “XFactor” con il gruppo Antani. Nel 2011 inizia la sua esperienza cinematografica con la partecipazione al film “Una donna per la vita” con la regia di Maurizio Casagrande. L’anno seguente recita in una puntata di “Un posto al sole d’estate”. Sempre nel 2012 è protagonista di una web series  “Memories” per la scuola di cinema la Ribalta – Napoli. Nel 2013 gira “Il coraggio è donna” per la regia Francesco Prisco e partecipa al talent “The voice of Italy” scegliendo il  coach Riccardo Cocciante. Nel 2014 gira il cortometraggio “Pallottole e confetti” e compare in “Furore” serie tv  diretta da Alessio Inturri. Nel 2015 partecipa al film “Babbo Natale non viene dal Nord”, di e con Maurizio Casagrande, mentre nel 2016 è protagonista di “Quello che vedo”, un cortometraggio sulla tematica dell’autismo diretto da  Maurizio Casagrande. Nel biennio 2014/2016 è impegnata come cantante e attrice nello spettacolo “E la musica mi gira intorno” e nel 2016 gira alcune scene in “Vieni a vivere a Napoli”. Nel 2017 è protagonista in “Camorriste” nel ruolo di Rosa Amato, con 3 puntate nella docufiction diretta da Paolo Colangeli. Nel 2017/18 gira alcune scene in “Bob & Marys” con Rocco Papaleo e Laura Morante. Nel 2018 è impegnata come cantante in “Fondalmente show” con il comico Simone Schettino, partecipa a “Cortesie per gli ospiti” e gira “Romolo + Giuly” nel ruolo di Annamaria su Fox Sky. Nel 2019 è impegnata in vari spettacoli musicali con Eddy Napoli, voce solista dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore e partecipa a “All together now”

  • MONICA P “Parlami d’amore” è il secondo singolo estratto dall’Ep di prossima uscita della cantautrice e polistrumentista torinese

    È uscito proprio a San Valentino: un invito a vivere il presente, ad essere meno severi con se stessi, ad apprezzare le piccole cose, a credere ancora nell’amore. 

    Artwork Ziegler&Ziegler

    In radio dal 14 febbraio

     

    Un brano dal portamento blues, costruito su un riff di chitarra volutamente grezza, dove emergono al tempo stesso disillusione, sogno e speranza, in un’atmosfera che rimanda vagamente a liriche del passato. 

    «Un dialogo interiore in cui tutti possono identificarsi, un invito a riconnettersi profondamente con se stessi e ad accedere ai sogni che abbiamo messo da parte per qualche motivo, o che sono andati infranti. La voglia di quello “stare bene” che tutti possiamo raggiungere se lo vogliamo, guardando dentro e non fuori.»  Monica P 

     

    Autoproduzione

    Radio date: 14 febbraio 2022

    Release EP: 25 marzo 2022

     

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    BIO

    Monica P è una cantautrice torinese versatile, che intreccia con naturalezza la scuola del pop d’essai nazionale al portamento cosmopolita maturato tra viaggi, ascolti e frequentazioni artistiche di matrice anglosassone. La sua vocazione artigianale l’ha portata a contatto diretto con molti strumenti, rendendola indipendente nella composizione dei brani e nella messa a fuoco della forma canzone.

    Ha iniziato a esprimersi pubblicamente in prima persona nel 2010 con l’album “A volte capita”. E capitò sul serio che la critica si accorgesse di lei e che il MEI la premiasse e la coinvolgesse nei suoi progetti su scala nazionale. 

    Nel 2011 “Libera”, brano estratto da “A volte capita”, viene inserito nella compilation “Female do it better”, con nomi importanti del cantautorato italiano e internazionale. Nello stesso anno ha vinto il Premio MEI Super Sound al Radio Flyweb Festival. 

    Nel 2012 il MEI ha scelto ancora una volta il brano “Libera” per “L’onda rosa indipendente”, che dà voce alle migliori figure femminili emergenti in Italia. La sua versione di “Carry me” è stata inserita nella compilation “Il rock è femmina” di Pirames International.

    Il secondo capitolo discografico è stato “Tutto brucia”, un salto di qualità certificato anche dalle collaborazioni eccellenti con colleghi di prestigio quali i Sacri Cuori, JD Foster (Cassandra Wilson, Pan del Diavolo), Giovanni Ferrario (PJ Harvey, Morgan), Vicki Brown (Calexico, Hugo Race & Fatalist) e dal duetto con l’australiano Hugo Race (Fatalists, The True Spirit, Nick Cave and the Bad Seeds), che per la prima volta ha cantato in Italiano nel suo brano “Come un cane”.

    Nel 2017 è uscito il terzo album, “Rosso che non vedi”, in rotta di collisione con i cliché dell’ambiente indipendente italiano e moltiplicazione, più che sintesi, di suoni e vena lirica messi in mostra nei due dischi precedenti. Ricerca personale e denuncia sociale, dimensione onirica e malinconia blues si avvicendano in un viaggio che dal vivo rapisce lo spettatore e lo porta nel mondo di Monica P, magnetica quanto essenziale e senza fronzoli nel rendere universali le emozioni individuali.

    Nel corso di questi anni, Monica P ha suonato con i suoi musicisti in tutta Italia, aprendo anche concerti a Hugo Race, Nada, Tricarico, Paola Turci.

    Nel 2018 ha vinto il Premio Nuovo IMAIE al Premio Bertoli 2018.

    “Indivenire Tour” è la tournée estiva che, nel corso di giugno e luglio 2019, ha visto impegnata Monica P in tutta Italia con il suo trio.

    Selezionata dal Club Tenco, si è esibita alla prima serata de Il Tenco Ascolta 2021 che ha visto la partecipazione speciale di Cristiano Godano.

    Il 7 gennaio 2022 è uscito il singolo “Senza di noi”, primo estratto dal suo nuovo lavoro, un EP con uscita prevista per il 25 marzo. 

     

    fonte: www.laltoparlante.it

  • SOUNDELIRIO “Charlie 2.0” è il nuovo singolo dalle atmosfere rock estratto dall’album Mostralgìa

    Atmosfere rock per descrivere una presa di coscienza

    In radio dall’11 febbraio

     

    «Charlie non si addomestica, Charlie è stato a Hiroshima». È un desiderio di consapevolezza e libertà quello che cantano i Soundelirio in questa sorta di biografia in musica, il cui sound attinge agli anni ‘90 e all’espressione del rock “on the road”.

     

    Soundelirio è un duo. Un progetto insieme recentissimo e antichissimo. Il risultato della fusione di due anime in rock, Francesco Quinto e Alessandro Tacchini, ognuna col suo bagaglio di suggestioni e motivazioni. All’incontro dei due, bastano poche parole, i testi e le sonorità stanno già nascendo. Il primo album è già tutto dentro di loro e viene fuori in pochissimi mesi. Fuori impervia la pandemia. È così che nasce “Mostralgìa”.

     

    Dicono di “Mostralgìa”

     

    «“Mostralgia” è un lavoro di liriche finemente cucite da mano artigiana e da parole scelte con cura, anche se poco funzionali alla massa… visto che se alla massa chiediamo attenzione rischiamo di perderla per strada» Exitwell

     

    «L’esordio regge assolutamente bene nel mix e nella produzione, ha un carattere che si avvia a una sua unicità e ci piace questo piglio sociale che dal titolo promette di non avere peli sulla lingua, tra denunce e romantiche soluzioni che sanno di pop». Raro più

     

    «“Mostralgia” presenta due facce insindacabili: l’antico mestiere del “crossover” americano, del muro di suono, della distorsione e della grinta viscosa da una parte e poi dall’altra troviamo la lirica sociale e un gusto pop nel descrivere quelle maschere che l’uomo ha per vivere la pubblica piazza. Parlando di rock… appunto… un disco quasi epico, quasi progressivo, quasi alternativo…» 100 Decibel 

    Etichetta: BOLESKINE HOUSE RECORDS

    Edizioni:  UDEDI MUSICA E CULTURA

    Radio date: 11 febbraio 2022

    Album release: 26 novembre 2021

     

    Contatti e social

     

    Facebook: https://m.facebook.com/soundelirio/

    Instagram:https://instagram.com/soundelirio?utm_medium=copy_link

     

    BIO

    I Soundelirio sono: 

    Francesco Quinto, classe 1974, professione avvocato, diplomato in cinematografia, ha parecchie passioni (dalla fisica quantistica allo spiritualismo). Inizia da giovanissimo a scrivere poesie. Poi incontra la chitarra. I primi gruppi rock sono esperimenti in ambito locale, con la collaborazione di musicisti metal (Sebastiano Massetti, Centurion). Qualche brano composto per artisti ascolani. Alla guida degli Ash, tra il 1990 ed il 1992, propone i propri brani in svariati live. Gli Ash fanno da spalla ai Diaframma e a Freak Antoni. 

    Nel 2019 l’incontro con Alessandro Tacchini. La voce e l’anima perfetta per il “supersuono”. Fondano i Soundelirio. Incidono il primo disco (“Mostralgìa”, 12 brani, testi e musica di Francesco) in studio (Baia dei Porci, Nereto) tra ottobre 2020 ed aprile 2021.

     

    Alessandro Tacchini, classe 1978,  nasce ad Ascoli Piceno,  affascinato dagli strumenti musicali all’età di 10 anni si avvicina alla chitarra elettrica e come autodidatta ne apprende i primi rudimenti per poi perfezionare tecnica e studio presso la scuola di musica Suonoergosum di Ascoli Piceno. Nel 1994, con un gruppo di amici,  fonda la sua prima cover band. Dal 2004 fa parte di diverse band. Nel 2017 con i 4Luppoli pubblica l’ep FADE costituito da 7 inediti in lingua inglese per i quali è autore dei testi. Nel 2019 sposa il progetto Soundelirio e la realizzazione dell’album “Mostralgìa” per il quale ha registrato voce principale e cori. 

     

    fonte: www.laltoparlante.it

  • MARCO CIGNOLI “Mi devo abituare” è il nuovo singolo del cantautore e conduttore pavese estratto dal suo album d’esordio “Coccodrillo bianco”

    Sonorità cupe fanno da sottofondo a questo brano dove un amore non corrisposto lascia un senso di solitudine a cui non è facile abituarsi. 

    IN RADIO DAL 21 GENNAIO

    Brano dalle cupe influenze drum’n’bass e dream pop, con loop riprodotto in maniera quasi ossessiva, racconta le conseguenze di un amore non corrisposto: solitudine, sentimento di rifiuto, impatto sulla propria autostima, profonda sofferenza. C’è la consapevolezza di doversi abituare, ma gli occhi della persona amata fanno sentire intrappolati in un sentimento intenso senza via d’uscita. 

    Mi devo abituare è il secondo singolo estratto dall’album d’esordio “Coccodrillo bianco”, i cui testi sono stati scritti in diversi anni e i temi trattati, alcuni molto delicati come depressione, ansia, solitudine, amori non corrisposti, vengono in qualche modo esorcizzati attraverso sonorità elettro-dance e synth-pop. 

    Il titolo dell’album è ispirato ad una storica canzone di Alberto Radius dedicata ai “coccodrilli bianchi” che da decenni, secondo la credenza popolare, avrebbero preso il possesso delle fogne di New York, cibandosi di scarti e ratti. Nel corso degli anni, il termine “coccodrillo biano” è stato utilizzato da tutti coloro che rifiutano l’ipocrisia, il materialismo, la gabbia dorata della società odierna e preferiscono rimanere al buio delle fogne in attesa, un giorno, di prendere il possesso di questa società malata e dedita alla superficialità e all’apparenza. 

     

    DICONO DI LUI

     

    «“Coccodrillo bianco” è sicuramente un disco impegnato e impegnativo per un pop d’autore che sa farsi leggero e serioso nel momento giusto. » Cherry Press

     

    «Si intitola “Coccodrillo bianco” il primo lavoro ufficiale di Marco Cignoli, che rispolvera vecchie scritture, ma che soprattutto si concede il coraggio di nuovi storytelling, leggeri e impegnati allo stesso tempo»  Raro più

     

    «E forse è proprio l’emancipazione personale che trova ampio respiro dentro questo disco di gustoso pop colorato e industriale. Suoni digitali ma anche un respiro umano che non smette mai di affascinare.» Ophelia Blog

     

    « . . .Ma proprio lì sta la forza: anche dentro contenitori dai margini severi, esiste uno spazio entro cui liberarsi e costruire la propria unicità. Disco dunque capace di rivelare una biografia preziosa contro le apparenze superficiali.» Mondo Spettacolo

     

    «“Coccodrillo bianco” è come un viaggio in macchina con l’amico di sempre: il tempo passa veloce, piacevolmente e si vorrebbe che non finisse mai.»  Low Music

     

    Etichetta: Jab Media

    Radio date: 21 gennaio 2022

    Release album: 15 ottobre 2021

     

    Contatti e social

    Sito Internet: www.marcocignoli.com

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    BIO

    Marco Cignoli nasce a Voghera nel 1988.

    L’esordio nella musica avviene nel 2010 grazie al singolo corale a scopo benefico “Noi Siamo Qui” scritto e prodotto da Michael Righini. Nel 2018 pubblica il primo singolo “Can You Love Me“, prodotto da Alessandro Porcella. Nel 2020 collabora con Dj Sheezah alla realizzazione di due singoli: “Figlio Imperfetto” e “La mia Mercedes”.

    Come reporter televisivo, nel 2012 avvia una collaborazione con Tele Pavia Web e un lungo matrimonio con Occhio Pavese, principale web tv del territorio per la quale conduce, scrive e produce centinaia di programmi, eventi dal vivo e interviste. Nel 2015 presenta l’evento esclusivo di Loredana Bertè al Caffè Letterario di Roma. Nel 2018 conduce la 21° edizione del VideoFestival Live con Consuelo Orsingher e Mara Maionchi. Dal 2018 frequenta con successo il corso di conduzione radiofonica presso l’Accademia 09 di Milano. Nel 2019 è autore e conduttore per alcune emittenti radiofoniche. L’anno successivo, dal teatro de La Triennale di Milano, presenta il prestigioso Premio Virtù Civica. A febbraio 2020 pubblica l’opera letteraria “Francesco Cignoli: all’ombra della quercia“, basata su tre memoriali lasciati in eredità da nonno Francesco al nipote Marco. Il libro entra nella top25 Amazon delle biografie più acquistate in Italia. Da novembre dello stesso anno conduce il programma quotidiano “Happy Day” su Babayaga Tv, la rete televisiva musicale disponibile sul canale 601 del digitale terrestre. Per la web tv Jab Media Tv realizza interviste e reportage. 

    Il 15 ottobre 2021 esce il suo primo album dal titolo “Coccodrillo bianco”.

     

    Fonte: www.laltoparlante.it

  • LUCI BLU “Comete” è il nuovo singolo urban pop del duo composto da Giulia Menta e Marco Ballardin

    Il racconto di una caduta e della luce che genera, fra bisogno d’espressione e difesa delle proprie emozioni.  

    «Anche le stelle per quanto brillanti possono cadere e seppur in picchiata rilasciano una luce molto intensa» Luci Blu. 

    Con questa frase acquista senso, spietatamente, il gioco di parole fra “Comete” e “Come  te”. Nel testo il racconto di una caduta personale che appare come un fallimento molto sofferto. In realtà, così come la Cometa in picchiata rilascia una scia luminosa molto intensa, così anche l’uomo, seppure in caduta, è in grado di illuminare altre strade. Non sempre è facile capire cosa questa luce mostra realmente e ci si può confondere, cedendo alla frustrazione. Altre volte la luce, seppur benefica, non viene percepita dall’occhio di un osservatore distratto e non si prendono in considerazione altre strade o soluzioni perché noi stessi non siamo nella condizione di vedere oltre. Come fossimo “accecati” dal buio. 

    «Comete parla a tutti coloro a cui non va mai bene nulla e hanno sempre da lamentarsi di qualunque cosa venga fatta o detta». Luci Blu

    Etichetta: Qube3/Giallo Ocra srl

    Radio date: 21 gennaio 2022

     

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    BIO

    Luci Blu è un duo musicale urban pop italiano nato nel 2019 a Vicenza e composto da Giulia Menta (Voce) e Marco Ballardin (Beatmaker – Voce).

     

    fonte: www.laltoparlante.it

     

  • MONICA P “Senza di noi” è il ritorno della cantautrice e polistrumentista torinese che anticipa un Ep di prossima uscita

    Un nuovo lavoro in cui Monica P si mette musicalmente a nudo, recuperando la centralità di voce e scrittura 

    Artwork Ziegler&Ziegler

    In radio dal 7 gennaio

     

    Una storia d’amore, uno spazio alieno, magico e sospeso, un’atmosfera rilassata e sensuale, dove protagonista è un’intimità non curante di quello che c’è fuori. 

    È questa la chiave di lettura del nuovo singolo di Monica P “Senza di noi”, in cui la cantautrice lascia immaginare una stanza al di fuori del rumore del mondo, tenuto volutamente lontano. Così come voluta è stata la scelta sonora e di arrangiamento del brano, scarno ed essenziale, con la voce di Monica P che diventa protagonista della canzone. 

    «I vetri tremano» e forse «la casa crollerà», ma gli amanti non se ne curano, perché riescono ad abbandonarsi completamente, estraniandosi da tutto quanto il resto, vivendo appieno la bellezza e la magia della loro storia. Con questa immagine l’amore e la coppia tornano l’unico centro possibile, capaci solo insieme di affrontare ciò che è altro da loro. 

    «Questo brano è una sorta di riassunto del percorso narrato nell’Ep, un lavoro che è nato come atto sia di liberazione che di riscoperta, in cui il racconto dell’essenzialità dei rapporti umani è coinciso con una scelta stilistica “minimale”, liberata da orpelli e armonizzazioni per raggiungere un’istintiva purezza di suoni» Monica P 

    Autoproduzione

    Radio date: 7 gennaio 2022

    Release Ep: marzo 2022

     

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    www.monicap.it

     

    BIO

    Monica P è una cantautrice torinese versatile, che intreccia con naturalezza la scuola del pop d’essai nazionale al portamento cosmopolita maturato tra viaggi, ascolti e frequentazioni artistiche di matrice anglosassone. La sua vocazione artigianale l’ha portata a contatto diretto con molti strumenti, rendendola indipendente nella composizione dei brani e nella messa a fuoco della forma canzone.

    Ha iniziato a esprimersi pubblicamente in prima persona nel 2010 con l’album “A volte capita”. E capitò sul serio che la critica si accorgesse di lei e che il MEI la premiasse e la coinvolgesse nei suoi progetti su scala nazionale. 

    Nel 2011 “Libera”, brano estratto da “A volte capita”, viene inserito nella compilation “Female do it better”, con nomi importanti del cantautorato italiano e internazionale. Nello stesso anno ha vinto il Premio MEI Super Sound al Radio Flyweb Festival. 

    Nel 2012 il MEI ha scelto ancora una volta il brano “Libera” per “L’onda rosa indipendente”, che dà voce alle migliori figure femminili emergenti in Italia. La sua versione di “Carry me” è stata inserita nella compilation “Il rock è femmina” di Pirames International.

    Il secondo capitolo discografico è stato “Tutto brucia”, un salto di qualità certificato anche dalle collaborazioni eccellenti con colleghi di prestigio quali i Sacri Cuori, JD Foster (Cassandra Wilson, Pan del Diavolo), Giovanni Ferrario (PJ Harvey, Morgan), Vicki Brown (Calexico, Hugo Race & Fatalist) e dal duetto con l’australiano Hugo Race (Fatalists, The True Spirit, Nick Cave and the Bad Seeds), che per la prima volta ha cantato in Italiano nel suo brano “Come un cane”.

    Nel 2017 è uscito il terzo album, “Rosso che non vedi”, in rotta di collisione con i cliché dell’ambiente indipendente italiano e moltiplicazione, più che sintesi, di suoni e vena lirica messi in mostra nei due dischi precedenti. Ricerca personale e denuncia sociale, dimensione onirica e malinconia blues si avvicendano in un viaggio che dal vivo rapisce lo spettatore e lo porta nel mondo di Monica P, magnetica quanto essenziale e senza fronzoli nel rendere universali le emozioni individuali.

    Nel corso di questi anni, Monica P ha suonato con i suoi musicisti in tutta Italia, aprendo anche concerti a Hugo Race, Nada, Tricarico, Paola Turci.

    Nel 2018 ha vinto il Premio Nuovo IMAIE al Premio Bertoli 2018.

    “Indivenire Tour” è la tournée estiva che, nel corso di giugno e luglio 2019, ha visto impegnata Monica P in tutta Italia con il suo trio.

    Selezionata dal Club Tenco, si è esibita alla prima serata de Il Tenco Ascolta 2021 che ha visto la partecipazione speciale di Cristiano Godano.

  • ALCUNELACUNE: “COOLAGE N.1” è il disco con cui l’artista milanese torna sulle scene musicali: una presa di coscienza ricca di collaborazioni

    Navigando sulle “alcune lacune” della vita quei vuoti che sembravano incolmabili ora prendono forma, volume, peso, voce.

    Release album 14 gennaio

     

    «A chi mi chiede che genere faccio rispondo “coolage”». 

    alcunelacune sceglie di intitolare proprio con questo neologismo il disco con cui si presenta, tornando sulla scena musicale dopo una ricca avventura, con questo progetto totalmente nuovo, che del passato conserva l’esperienza e un gruppo di musicisti eccellenti, capaci di arricchire ogni brano in arrangiamento e colore. 

     

    Il coolage è un’attitudine più che un genere musicale, una tensione più che una tendenza, un modo più che una moda.

    Il coolage tiene insieme immagini, suoni e parole che arrivano da luoghi, momenti e situazioni differenti. È un modo per mischiare, prendere in prestito, ispirarsi a musiche legate a territori e culture anche lontane. 

    Coolage è un’attrazione per la musica popolare, per una culla che accoglie, una casa che conservi, un linguaggio che permetta di essere compresi. Nasce dal desiderio di “appartenere” ed interpretare a modo proprio qualcosa di condiviso, senza perdersi alla ricerca di soluzioni a tutti i costi “innovative” con l’ausilio di strumenti ormai onnipotenti. E’ la ricerca di sé in altri luoghi, in altri tempi, nell’altrove e nell’altro.

    Coolage non può prescindere dai rapporti, sia di collaborazione che di amicizia, per rendere sempre attuali i “bei tempi” e non doverli archiviare tra le esperienze “del passato”.

    È la volontà di essere ovunque e in qualunque momento, per ritrovare il valore insito in ogni cosa e gustare a pieno il presente e non vivere come turisti che, al termine del viaggio, tornano alla quotidiana routine, guardando con nostalgia le foto delle vacanze destinate ad ingiallire nel tempo. 

     

    Coolage è un tentativo musivo fatto di mancanze, non di conoscenza. Di tensioni più che di elementi, di persone più che di stili. 

     

    Per questo COOLAGE N°1, che esce dopo anni di “silenzio” è un insieme non ordinato, non preciso, di elementi che vogliono colmare le lacune. Una tensione esigente, che avvicina le melodie napoletane con i ritmi caraibici, la musica popolare, il blues, la bossanova, nell’impossibile tentativo di colmare i vuoti con la curiosità, l’ascolto, la ricerca e il prezioso aiuto di musicisti e artisti in situazioni, luoghi e momenti diversi.

     

    TRACK by TRACK 

     

    Watch out (Andrea Ricci)

    Un brano che si è scritto da solo. Di notte. Mentre Morfeo sta già accogliendo gli assonnati fra le sue braccia i genitori si trasformano in mostri pieni di paure, carcerieri insicuri ed egoisti che costruiscono gabbie dorate per una figlia. Raccomandazioni e protezione, si trasformano in minacce che precludono la possibilità di vivere avventure, il romanticismo, emozioni e sentimenti. Una vera sciagura.

     

    Il suono che fa (Andrea Ricci – Manfredi Perrone)

    Spesso le idee fanno fatica a prendere forma e restano lì a infastidire da dentro.

    Per fortuna a volte capita che qualcuno faccia lo sforzo di venire a curiosare tra gli appunti e generosamente si appassiona a una melodia, a un giro armonico, un’atmosfera.

    Così nasce questo brano a quattro mani, una storia che parla della coppia stanca legata al passato, ai ricordi e a sensazioni provate “tempo fa”.

     

    Dimentica (Andrea Ricci – edizioni La Bionda Music srl)

    Una danza passionale che racconta di un tradimento, scritto vent’anni fa insieme ad altri brani per il disco di una ex, prodotto dai Fratelli La Bionda e colorato oggi di nuove sfumature. Una canzona “antica”, in tutti i sensi. Tra gli amici è una hit.

     

    Gioco di prestigio (Andrea Ricci)

    «L’amore non conviene». Non importa che la frase sia pronunciata da qualcuno o provenga da una voce interiore, una volta che il pensiero entra in testa alimenta la paura, cresce la diffidenza e l’incapacità di lasciarsi andare. Ma ci sono forze a cui non si può resistere e per quanto incerto, impreparato, pieno di dubbi, non resta che arrendersi a ciò che è più magico di qualunque trucco.

     

    Ride on (Andrea Ricci – Manfredi Perrone)

    Ride on è la storia dell’uomo dei forse.

    Manfredi Perrone racconta la storia di un personaggio nato dalla penna di alcunelacune, Maybe Man, che vive una vita in potenza, esiste al condizionale.

     

    Rosso di sera (Andrea Ricci)

    Il primo pezzo scritto quando dopo aver lasciato i Vallanzaska per tuffarsi in una nuova e personale avventura. Con alle spalle gli ascolti degli album della Mano Negra e Manu Chao come idolo il sogno era di vivere un’esperienza totalizzante come la loro, invece di passare le notti a muovere i primi passi con la chitarra in camera, da solo.

     

    Lucky clover (Andrea Ricci – Manfredi Perrone)

    Basta paranoie! Viva il palco, la banda, la festa.

    Le parole sono di Manfredi Perrone che ha dato corpo ad un’idea embrionale di alcunelacune. Una rincorsa lunga una vita all’Amore che sempre nasce e svanisce, con i desideri e le promesse. Una febbre che sale, una pulsazione che accompagna per tutta la vita passata stringendo in mano un quadrifoglio in cui si ripone ogni speranza di afferrare ciò che continua a sfuggire.

     

    Coltivare (Andrea Ricci)

    Dubbi amletici di un piccolo borghese contemporaneo. Coltivare il proprio orto o andare incontro all’ignoto? Incontrare o fuggire? Gridare o tacere? Trovarsi nell’infinitamente grande o perdersi nell’infinitamente piccolo? Ma è proprio vero che oggi tutto ci è possibile? O invece la storia va avanti e decide per noi e a noi non resta che metterci comodi e goderci lo spettacolo?

    In questa traccia registrata al Mai Tai Studio con Gianluca Mancini si sente la volontà di lasciarsi trasportare per sentirsi liberi.

    Nel disco hanno suonato

    Valentina Colorni – cori

    Gianluca Mancini – tastiere

    Donato Brienza – chitarra

    Stefano Fascioli – basso e contrabbasso

    Lucio Sagone – batteria 

    Marco Bergamaschi – percussioni

     

    Registrato da Gianluca Mancini presso il Mai Tai studio di Milano

     

    Autoproduzione

    Release album: 14 gennaio 2022

     

    Contatti e social

     

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    Bandcamp alcunelacune.bandcamp.com

    Soundcloud https://soundcloud.com/alcunelacune

     

    BIO 

    Napoletano di nascita, milanese di adozione, vive l’infanzia e la prima adolescenza sentendosi sempre straniero: “un terrone” a Milano e “il milanese” per la famiglia napoletana.

    Dal 1986 al 1998 suona da autodidatta prima la batteria e poi il sax tenore in varie formazioni riuscendo comunque a diplomarsi e a iscriversi alla Facoltà di Architettura al Politecnico di Milano. Nel 1994/95 è a Lisbona, dove suona il sax on the road,  comincia a mettere le mani sulla chitarra e a scrivere le prime canzoni. 

    Dal 1996 al 1999 milita nel gruppo ska milanese Vallanzaska collaborando alla scrittura musicale e dei testi nel disco “Cheope”.

    A cavallo tra il XX e il XXI secolo scrive i primi brani per Susanna Colorni, in arte Suso, della quale i fratelli Carmelo e Michelangelo La Bionda producono il primo disco presso il mitico studio Logic di Milano.

    Nel 2003 comincia a lavorare al suo progetto, i Solidamòr.

    Nel 2004 esce il primo disco “Solidamòr” (Akwaba Records – distribuzione Sony). Nel 2005 con gli amici della Saphary De Luxe (l’agenzia di booking della band) è tra i soci fondatori del Circolo Arci Magnolia.

    Nel 2006 con Saphary De Luxe pubblica il secondo album dei  Solidamòr, “One Man Show” (distribuzione Venus).

    Nel 2008 diventa padre per la prima volta. Chiude l’esperienza Solidamòr e lascia il Circolo Magnolia per dedicarsi alla famiglia e riprendere in mano gli studi. 

    Nel 2011 diventa padre la seconda volta.

    Nel 2019 entra in studio (dietro il mixer il suo vecchio socio Vallanzaska Gianluca Mancini).

    Nel 2021 escono due nuovi singoli: “Gioco di prestigio” e “Dimentica”. 

     

    Fonte: www.laltoparlante.it

     

  • MELINA “Esiste! è il primo ep della cantautrice composto e arrangiato interamente da lei

    Un manifesto esistenzialista che ha nella voce la sua identità principale

    Release album 7 gennaio

     

    Il primo EP di Melina è un manifesto esistenzialista. La cantautrice si descrive nella maniera più sincera possibile attraverso il suo principale mezzo di comunicazione: la musica. Ne risulta un dialogo con se stessa, con la società che la circonda, con l’astrazione del tempo.

    Composto ed arrangiato interamente dalla stessa cantautrice, l’EP contiene quattro brani in italiano, ognuno con un proprio mondo sonoro, caratterizzati da un linguaggio sintetico e profondo. In questo piccolo viaggio esistenziale tra i ritmi latin jazz di “Come hai detto?”, i cori di influenze nordiche di “Non sapermi bastare”, lo scat di “Tempo” e i colori di “Essere semplice”, la voce è sicuramente l’elemento caratterizzante. La sovraincisione delle voci crea, infatti, atmosfere insolite ed affascinanti, a volte buffe, in un costante effetto sorpresa. Nonostante le sonorità insolite, il tutto riesce a muoversi all’interno della leggerezza delle armonie di una canzone pop italiana.

    Inoltre, Melina stessa ha realizzato la copertina del disco a mano, facendo un collage con pezzi di giornale tra cui pezzi di quadri di Hilma af Klint.

     

    «Vivo e alimento la mia musicalità tramite l’improvvisazione, che svolge un ruolo fondamentale nella creazione dei miei brani. Per molto tempo ho vissuto nella mia testa, tra i miei sogni visionari, immaginando un giorno in cui avrei avuto i mezzi per comunicare e condividere attraverso la musica. Da questo il titolo dell’EP “Esiste!”, perchè, “Melina” esiste davvero e non è più solo una visione solitaria. Ho scelto di seguire la voce e di trovare un posto nel mondo che fosse adatto a me: da quando ho fatto questa scelta non ho mai smesso di sentirmi nel posto giusto al momento giusto. Questo EP è il primo piccolo passo concreto verso la realizzazione del desiderio di condividere le mie idee con altri musicisti, qualcosa che mi permette di esistere, a modo mio». Melina

     

     

    TRACK BY TRACK

     

    Come hai detto?

    Canzone dai ritmi latin jazz, è un autoritratto autoironico caratterizzato dalla presenza di molti effetti sorpresa, a sottolineare il bizzarro scontro tra chi racconta e la realtà. Un Inno all’inadeguatezza, all’incomunicabilità ed ai sogni ad occhi aperti. Racconta il disagio di chi vive di una leggerezza non superficiale, di un modo di ascoltare non basato sulle parole ma su ciò che tra le righe e di pancia le situazioni e le persone trasmettono. (Diana Paiva Cruz alla batteria, Sergio Mariotti al basso, Giovanni Ghizzani al pianoforte, Federico Privitera alla tromba, Joele Gerardi al trombone e Matteo Valentini al sax contralto)

     

    Non sapermi bastare

    In un’atmosfera eterea e sospesa, su un coro leggero e sognante trasportato dal vento, parole che andrebbero urlate vengono sussurrate. Ritratto intimo dello smarrimento e dell’insicurezza, nel finale si apre al cielo in una danza di voci catartica e malinconica per poi dissolversi tornando al punto di partenza. Una nenia da cantare dolcemente a se stessi quando ci si sente privi di direzione, nella vastità di un mondo in cui è molto semplice farsi del male e non sapersi bastare. Brano solista, composto da voci sovraincise e da effetti di tastiera sovrapposti, suonati dalla stessa cantautrice.

     

    Tempo

    Una piccola parentesi colorata, il ticchettio frenetico di un orologio vocale. Brano più recente e breve dei quattro, composto da un loop di sole voci, racconta la sensazione del tempo che stringe, l’ansia di essere, di fare e di creare. Un modo per esorcizzare la pesantezza del tempo perso, il dolore delle mani scorticate dal troppo aspettare.

     

    Essere semplice

    Un brano che attraversa molte atmosfere: dal riverbero del ticchettio di un orologio in una stanza vuota fino al canto libero e fiero di un sassofono. Dal punto di vista dell’arrangiamento è il brano più sperimentale dell’EP, pieno di voci sovraincise particolari che spaziano tra dolci melodie, bizzarre risatine compiaciute, fischietti, soffi e scricchiolii. Il ritornello è un mantra da cantare quando si è sopraffatti dall’ideale di perfezione che spesso ci imponiamo: “essere semplice, essere reale, non c’è  niente più da desiderare”. La società e la nostra natura ci portano ad idealizzare noi stessi, ad avere obiettivi irrealistici che ci fanno solo soffrire. Trovare la propria natura sincera è qualcosa che richiede molta energia perché ci porta a fare i conti con tutti gli strati di ego che indossiamo ogni giorno. La semplicità infatti è una cosa molto complessa a differenza di ciò che si potrebbe pensare. Questo brano invita ad andare oltre la voglia di apparire, oltre il giudizio con cui limitiamo il nostro essere, a ricordarci che siamo “unici ed animali”, quindi imperfetti e liberi, semplici e reali. (Con Diana Paiva Cruz alla batteria, Sergio Mariotti al basso e Giovanni Longo al sax contralto)

     

    Registrato allo studio Spectrum da Roberto Passuti, Mixato e Masterizzato da Filippo Bubbico (Soundvillage Studio Records)

    Autoproduzione

    Release album: 7 gennaio 2022

     

    LINK SOCIAL

     

    Instagram: https://www.instagram.com/melina_carmenferrante/

    Facebook: https://www.facebook.com/Melina.CarmenFerrante

     

    BIO 

    Carmen Lina Ferrante alias Melina, nasce nel 1996 a Canosa di Puglia (BT) e vive e studia a Bologna dal 2016. Durante la sua vita si è dedicata a tutte le arti: ha studiato Tip Tap per 3 anni, danza classica e contemporanea per 15 anni, ha partecipato come attrice in vari spettacoli del collettivo teatrale della sua città e disegna. Il filo conduttore della sua vita però è sempre stata la musica, respirata in famiglia grazie ai suoi genitori.

    Cresciuta tra le note dei cantautori italiani e della musica popolare salentina, si è avvicinata allo studio della musica ad 11 anni, prima con il direttore d’orchestra Salvatore Sica, poi con il pianista jazz Pietro Lomuscio e la cantante Floriana Casiero.

    Dopo aver studiato canto moderno, ha scelto di dedicarsi all’improvvisazione vocale con Gianna Montecalvo per poi accedere al conservatorio G.B. Martini di Bologna, dove, con la docente Diana Torto, ha conseguito il Diploma Accademico di I Livello in Canto jazz con lode e menzione d’onore. Parallelamente agli studi accademici ha seguito un percorso individuale di tecnica vocale ma soprattutto di profonda crescita artistica con Albert Hera, specializzato in circlesinging e one man band, con il quale dal 2019 fa parte del gruppo vocale “Real Circle Project”. Con quest’ultimo ha cantato al Moncalieri jazz festival 2019, ha partecipato al convegno “La voce artistica” di Ravenna per la presentazione del microfono a sei dimensioni della Sound6d ed ha preso parte all’opera “Beatrice”, composta e diretta da Roger Treece (arrangiatore di Bobby McFerrin candidato a 3 Grammy Awards) con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Rita Marcotulli, Pino Insegno e Alessia Navarro.

    Durante gli anni ha suonato in duo, trio, quartetto, big band jazz ed orchestra classica, con band pop, soul e funky, per svariati eventi, locali e associazioni, tra cui Binario 69, Guasto Village, Cantina Bentivoglio Bologna jazz festival, Moncalieri jazz festival, Italian Swiss jazz Festival, Bologna Festival, Iuc Concerti alla Sapienza e Ferrara Musica.

    Nel 2021 ha partecipato al concorso nazionale Chicco Bettinardi per nuovi talenti del jazz italiano vincendo il primo premio della sezione cantanti. Sempre nel 2021 ha registrato il suo primo EP di inediti “Esiste!” dando il via al suo progetto solista “Melina”: influenzata dal pop jazz italiano e da artisti come Agnes Obel, Barbatuques e Tune Yards, ricerca una sonorità che sappia esprimere in modo essenziale, originale e profondo la sua introspettività giocosa e colorata.

  • MELINA “Come hai detto?” è l’inno all’inadeguatezza che anticipa il primo Ep della cantautrice

    Un inno all’inadeguatezza, all’incomunicabilità ed ai sogni ad occhi aperti

    In radio dal 10 dicembre

     

    “Come hai detto?” racconta la voglia di non scendere a compromessi con la superficialità e le chiacchiere. Un autoritratto ironico caratterizzato dalla presenza di molti effetti sorpresa, a sottolineare il bizzarro scontro tra sogno e realtà. Al centro del brano l’idea di non riuscire ad affermarsi, comunicare, restare ancorati al presente. Lontano dal chiacchiericcio e dalla superficialità c’è chi preferisce lasciare la mente libera di vagare, di fantasticare, di visualizzare, di immaginare, di ricordare. Una canzone dedicata a chi, se non ha niente da dire, preferisce andare via piuttosto che cimentarsi in discorsi vuoti. Il tutto raccontato sul delicato equilibrio di un suono che nasce dall’improvvisazione, attinge al jazz con armonie pop e abbraccia ritmi di influenza latin

     

    «Alcune persone fanno fatica a restare ancorate alla realtà non perchè non vogliano ascoltare, ma perchè sono sovrastate dalle sottotrame emotive del momento, dal loro flusso interiore e da ciò che di pancia l’altro sta trasmettendo. Questo brano è dedicato a tutti quelli che si riconosceranno nelle mie parole. » Melina.  

     

    Composto e arrangiato da Carmen Lina Ferrante, registrato allo studio Spectrum di Roberto Passuti, Mixato e Masterizzato da Filippo Bubbico (Soundvillage Studio Records), con Diana Paiva Cruz alla batteria, Sergio Mariotti al basso, Giovanni Ghizzani al pianoforte, Federico Privitera alla tromba, Joele Gerardi al trombone e Matteo Valentini al sax contralto. 

     

     

    Autoproduzione

    Radiodate: 10 dicembre 2021

     

    Social

    Instagram: https://www.instagram.com/melina_carmenferrante/

    Facebook: https://www.facebook.com/Melina.CarmenFerrante

     

    BIO

    Carmen Lina Ferrante alias Melina, nasce nel 1996 a Canosa di Puglia (BT) e vive e studia a Bologna dal 2016. Durante la sua vita si è dedicata a tutte le arti: ha studiato Tip Tap per 3 anni, danza classica e contemporanea per 15 anni, ha partecipato come attrice in vari spettacoli del collettivo teatrale della sua città e disegna. Il filo conduttore della sua vita però è sempre stata la musica, respirata in famiglia grazie ai suoi genitori. 

    Cresciuta tra le note dei cantautori italiani e della musica popolare salentina, si è avvicinata allo studio della musica ad 11 anni, prima con il direttore d’orchestra Salvatore Sica, poi con il pianista jazz Pietro Lomuscio e la cantante Floriana Casiero.

    Dopo aver studiato canto moderno, ha scelto di dedicarsi all’improvvisazione vocale con Gianna Montecalvo per poi accedere al conservatorio G.B. Martini di Bologna, dove, con la docente Diana Torto, ha conseguito il Diploma Accademico di I Livello in Canto jazz. Parallelamente agli studi accademici ha seguito un percorso individuale di tecnica vocale ma soprattutto di profonda crescita artistica con Albert Hera, specializzato in circlesinging e one man band, con il quale dal 2019 fa parte del gruppo vocale “Real Circle Project”. Con quest’ultimo ha cantato al Moncalieri jazz festival 2019, ha partecipato al convegno “La voce artistica” di Ravenna per la presentazione del microfono a sei dimensioni della Sound6d ed ha preso parte all’opera “Beatrice”, composta e diretta da Roger Treece (arrangiatore di Bobby McFerrin candidato a 3 Grammy Awards) con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Rita Marcotulli, Pino Insegno e Alessia Navarro.

    Durante gli anni ha suonato in duo, trio, quartetto, big band jazz ed orchestra classica, con band pop, soul e funky, per svariati eventi, locali e associazioni, tra cui Binario 69, Guasto Village, Cantina Bentivoglio Bologna jazz festival, Moncalieri jazz festival, Italian Swiss jazz Festival, Bologna Festival, Iuc Concerti alla Sapienza e Ferrara Musica.

    Nel 2021 ha partecipato al concorso nazionale Chicco Bettinardi per nuovi talenti del jazz italiano vincendo il primo premio della sezione cantanti. Sempre nel 2021 ha registrato il suo primo EP di inediti “Esiste!” dando il via al suo progetto solista “Melina”: influenzata dal pop jazz italiano e da artisti come Agnes Obel, Barbatuques e Tune Yards, ricerca una sonorità che sappia esprimere in modo essenziale, originale e profondo la sua introspettività giocosa e colorata. 

  • VITTORIA “California” è il singolo dalle sonorità synth pop con cui la cantautrice toscana parteciperà a Sanremo Giovani 2021

    Un brano dove la giovane artista parla del suo rapporto con la musica attraverso sonorità synth pop contemporanee

    Dopo aver vinto il concorso Area Sanremo, Vittoria si è aggiudicata anche un posto nella nuova edizione di Sanremo Giovani 2021, la trasmissione Rai che darà la possibilità a due dei dodici partecipanti, di calcare il palco del Festival di Sanremo.

    «“California” l’ho scritta durante un viaggio poco prima del primo lockdown e racconta del mio rapporto dualistico con la musica. Ho immaginato due figure: California e Gaultier. California è la parte esteriore di me e delle mia musica, quella che spesso traspare, la parte più sciolta, divertente ed esuberante; mentre Gaultier richiama la mia parte più fine, intima e nascosta, quella che davvero riesce a trasmettere la mia arte.

    Un grazie enorme va a Mirko Mangano, il mio produttore, che riesce con me a creare il mondo sonoro che avevo immaginato fin da subito.

    Sono veramente felice di poter cantare questa canzone a Sanremo Giovani poiché è un brano che mi rappresenta fino in fondo ed essendo anche il mio brano d’esordio, personalmente è una bella soddisfazione.» Vittoria

    Etichetta: Rusty Records

    Produzione: Media Wave – Mirko Mangano

    Radio date: 3 dicembre 2021

     

    LINK SOCIAL

    Instagram https://www.instagram.com/vittoriasrt/?hl=it

    Spotify https://open.spotify.com/album/3kZ82QPiXzukJyJEZ4EXYQ

    Youtube https://www.youtube.com/channel/UCewFZVl2DMbS-OcTwPtIdjg

     

    BIO

    Vittoria Sarti, in arte VITTORIA, nasce a Pontremoli il 27 ottobre 2003. Fin dalla tenera età, comunica attraverso l’Arte; prima col disegno e arti figurative,successivamente con la musica e nella scrittura. Impugnare una chitarra o una matita diventa la sua quotidianità. 

    Durante il percorso di formazione artistica,le influenze musicali che la segnano maggiormente sono il punk, l’R&B e l’hip-hop lasciando comunque spazio ad ascolti più ampi e diversi.  Partecipa fin da giovane a manifestazioni canore che l’hanno fatta crescere artisticamente, fino al Cantagiro 2019 dove vince nella categoria “New Voice” aggiudicandosi la realizzazione di un brano in studio di registrazione.

    La scelta dello studio cade sulla Media Wave di Massa e così avviene l’incontro con il suo attuale produttore artistico Mirko Mangano. È con lui che Vittoria comincia un vero percorso artistico professionale arrivando al suo primo contratto discografico con l’etichetta Rusty Records.  Vittoria scrive e compone i suoi brani e grazie alla sinergia col suo produttore i pezzi prendono forma e sostanza esattamente come la sua identità artistica.

    Il primo brano che vede la luce è “California” con il quale vince “Area Sanremo 2021”. Scelta dalla commissione Rai,  Vittoria  è fra i quattro artisti che parteciperanno a Sanremo Giovani 2021 la trasmissione RAI che darà la possibilità a due dei dodici partecipanti di calcare il palco del Teatro Ariston per l’edizione 2022 del Festival di Sanremo.

  • LAURA MÀ “Tu unico eroe” è il nuovo singolo della cantautrice abruzzese dedicato al padre

    Un’allegra ballata in stile country dedicata alla figura paterna

    «Caro Papà, questa canzone l’ho scritta per te, unico eroe della mia vita… Vorrei che tu sapessi che ti penso sempre e non dimenticherò mai ciò che mi hai insegnato. Mi hai sempre detto di essere forte, e di non mollare, io non mollo papà. Tu che hai sempre creduto in me, sarai ancora più orgoglioso di me quando ascolterai questa canzone, e il tuo gioioso sorriso mi accompagnerà sempre!» Laura Mà

    Con questa dedica, intensa e personale la cantautrice abruzzese descrive l’eroe protagonista del suo ultimo singolo, il terzo pubblicato dopo «E correrò» e «Sei forte davvero». 

    Il brano nasce come un country gioioso, composto insieme al cantautore Lorenzo di Lorenzo e all’arrangiatore Riccardo Gnerucci, che rispecchia il carattere solare e ottimista del padre e invoglia a sorridere. Il risultato è una ballata  spensierata, sognante e profonda con chitarre ritmiche e contrappunti di chitarre “slide” tipiche della musica folcloristica country. 

    Autoproduzione

    Radio date: 5 novembre 2021

     

    CONTATTI SOCIAL

    Canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCkZG79lNHUiQML-SdRQwzfQ

    Facebook https://www.facebook.com/LauraMaOfficial/

     

    BIO

    Laura Manuela Di Biagio, nome d’arte Laura Mà, è nata a Roiano di Campli, un piccolo paesino di montagna della provincia di Teramo, ma vive a Roma da ben 15 anni. Fin da piccola il suo sogno è sempre stato quello di diventare una cantante. Ricomincia a studiare canto nel gennaio 2015 presso la scuola di musica “L’Officina della voce”, con il maestro Lello Abate. Successivamente approfondisce lo studio della tecnica vocale, con i maestri Fabrizio Zaniol, Maria Grazia Fontana, Raffaella Monza, Clea Cotroneo, Cecilia Amici, Giulia Marinelli e Alessia Munno. Comincia a studiare anche pianoforte, prima da autodidatta, poi con Luca Salerno e Stefano Sabatini. 

    Ha partecipato a diverse manifestazioni e concorsi: Una voce per L’Europa (semifinale), Cantando Format Tv (finale), Tour Music Fest, XFactor, Concorso Musica è, Concorso di Arenzano, Festival Di Castrocaro, Festival Voci D’oro 2020 (finale), Musica contro le Mafie 2020, Sanremo Newtalent Winter 2021, TourMusicFest 2021.  

    Il 7 giugno 2019, pubblica il suo singolo d’esordio: “E Correrò”. Un omaggio a tutte le vittime della Casa dello Studente scomparse durante il terremoto che ha colpito L’Aquila nel 2009. Il brano è entrato nella Indie Music Like Classifica raggiungendo la posizione numero 80. Il 18 dicembre 2020, pubblica il suo secondo singolo “Sei Forte Davvero”. Una ballad a cavallo tra pop e dance elettronica che invita a guardare sempre oltre l’ostacolo e a rialzarsi sempre dopo ogni sconfitta. Il brano è entrato nella Indie Music Like Classifica raggiungendo la posizione numero 64.

    Il 5 novembre 2021 pubblica il suo terzo singolo “Tu Unico Eroe”. Una canzone dedicata  al padre. 

  • GIUSEPPE DAGOSTINO “Fuori Orario” è il singolo d’esordio del giovane artista pugliese

    Un brano leggero che nasconde la malinconia di un amore finito

    Un brano all’apparenza leggero, spensierato, allegro e romantico che nasconde però un significato più profondo. In questo primo singolo Giuseppe cerca di riavvicinarsi alla persona che ha amato ricordando i bei momenti trascorsi insieme, le risate e gli abbracci.  Un tentativo vano, che lascia un vuoto enorme, ma come racconta il giovane artista «non bisogna arrendersi mai in amore, dobbiamo cercare sempre di metterci in gioco quando cʼè in ballo una seconda persona, ma bisogna essere pronti anche a lasciarla andare». 

    La produzione del brano è stata realizzata presso VS Advice Music Recording Studio Milano da Savino Valerio e Alberto Boi.

    https://www.youtube.com/watch?v=7Wms7FJL0JY&ab_channel=GiuseppeDagostino

    Etichetta: Advice Music

    Radio date singolo: 29 ottobre 2021

     

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    BIO

    Giuseppe, classe 2002, nasce a Trani. Affascinato dalla musica fin da piccolo, è durante l’adolescenza che scopre la sua grande passione per il canto. Accompagnato dalla sua chitarra inizia un percorso cantando in diverse band locali e successivamente perfezionando e studiando con alcuni vocal coach. Partecipa con la band a diversi contest, dove viene apprezzato  per il modo sempre genuino nelle interpretazioni dei brani cover, dando una chiave interpretativa originale,  emozionando l’ascoltatore. Giuseppe ama esibirsi live in acustico, dove si sente libero di esprimersi al meglio. Dopo diverse esperienze inizia un percorso con l’etichetta discografica Advice Music che lo prepara al debutto ufficiale nel mondo artistico/discografico con il primo singolo dal titolo “Fuori orario” in uscita il prossimo 29 ottobre e scritto da due compositori ed autori Fabio Biko Vaccaro e Mattia Fodera. 

  • LIBERO “Eroi Nomadi” è il nuovo singolo del cantautore e polistrumentista: una ballad sull’importanza di ammettere i propri limiti per ritrovare la strada di casa

    Una ballad sull’importanza di ammettere i propri limiti per ritrovare la strada di casa.  

    In radio dal 3 dicembre

     

    Ci vuole coraggio ad ammettere di non avere coraggio. Sembra un controsenso quello che affronta “Eroi Nomadi” con un testo che arriva proprio a parlare di quanto sia difficile essere «eroici» secondo l’accezione comune, quando la straordinarietà della forza spesso è proprio nell’ammettere che non ci si sente all’altezza, né si è in grado di lottare per essere felici, di rischiare il tutto per tutto per una singola emozione.  

    Ciò che resta, dunque, è la sensazione di sentirsi come un nomade, vagabondando in una terra straniera mentre la tua casa sembra lontana anni luce da quello che hai dentro. 

    «Non ho mai avuto spalle forti. Voglio dire, anche se non hai le spalle forti, non ci vogliono spalle davvero forti per ammetterlo?» Libero

    Nella produzione del cantautore siciliano c’è un mix di suoni e culture, un impasto di folk, musica dialettale, world music, pop ed elettronica che sfocia nell’etno pop che caratterizza i suoi brani. 

    Etichetta: Roccascina Audiproduzioni

    Radio date: 3 dicembre 2021

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    iTunes https://itunes.apple.com/us/artist/libero-reina/1092459994 

    YouTube https://www.youtube.com/channel/UCJIHaBTulf2GXgOt1qreKvA

     

    BIO

    Libero è un cantautore e vive in Sicilia, tra i Monti Sicani, in una casetta in legno, accanto il Teatro Andromeda.

    Suona chitarra, mandolino, bouzouki, armonica, didgeridoo, setar, zurna, riqq, theremini, handpan, synth e fiati elettronici. Nel 2019 è il terzo classificato al contest «FATTI SENTIRE» Festival della musica emergente a Cinisello Balsamo e lo stesso anno guadagna la semifinale del «Premio Fabrizio De Andrè». L’anno seguente è tra i 150 progetti selezionati del «1MNEXT 2020», finalista al «Bologna Musica d’autore 2020» e partecipa alla trasmissione “Esordi” con Ema Stockholma e Gino Castaldo. Nel 2021 è nuovamente fra  i 50 progetti selezionati per «1MNEXT» anno in cui pubblica quattro singoli: “Ikebana”, “Rub’ al – khalì”, “Au – delà” e “MYSS KETA”. 

     

  • CISCO: “Per sempre giovani” è il toccante ricordo in musica delle giovani vittime della strage del Salvemini del 6 dicembre 1990.

    Il brano è contenuto in “Canzoni dalla soffitta” disco con cui il cantautore emiliano celebra i 30 anni di carriera

     

     

    In radio dal 6 dicembre

     

    Il 6 dicembre 1990 un aereo in avaria abbandonato dal pilota precipita nell’aula di una scuola superiore di Casalecchio di Reno. Muoiono 12 ragazzi e un tredicesimo si suicida poco tempo dopo, ma quella strage che porta il nome dell’Istituto Salvemini in cui accadde, è rimasta impunita e senza memoria. Lo scorso anno, in occasione dei trent’anni dai fatti, Cisco e l’associazione delle vittime si sono incontrati. Ne è nato un brano che racconta gli avvenimenti con gli occhi di un sedicenne degli anni Novanta. Lo stesso titolo della canzone è stato scelto per il documentario girato dal giornalista Stefano Ferrari e per la grafic novel pubblicata a ricordo delle vittime.  

    Il brano è contenuto in “Canzoni dalla soffitta” l’ultimo album del cantautore emiliano, un lavoro che nasce dai rapporti con gli altri nel momento esatto in cui l’idea stessa del contatto con le persone è stata messa in discussione. In questo nuovo progetto discografico di Cisco ci sono gli amici di sempre, la voglia di parlare alle nuove generazioni, raccontando loro di chi ci ha lasciato e, allo stesso tempo, è un disco che scava a fondo nella storia musicale del suo autore, a 30 anni di distanza da quel febbraio 1992 in cui salì per la prima volta sul palco con i Modena City Ramblers

     

    Dicono di “Canzoni dalla soffitta”

    «C’è spazio per la nostalgia con Riportando tutto a casa o in cover in cui vengono omaggiate le spoglie di Tom Joad e i fiori morti degli Stones, così come anche il ricordo di Erriquez non può non provocare il classico groppo in gola: forse ogni tanto è utile ritrovare la purezza e l’ingenuità di quei pomeriggi passati a cantare sotto il palco di Piazza San Giovanni». Rumore

    «Più che un disco è una vera esperienza alla quale non posso rinunciare, fosse solo per il prezioso valore che la memoria porta con se. “Canzoni dalla soffitta” e “Live dalla soffitta” sono un disco solo, un’opera in due momenti unici, un prezioso viaggio di memoria, di storia, di nostalgia e di fragilità». Indie roccia

    «Cisco ha fatto le cose in grande e in questi due dischi ci trovate tutto il suo universo musicale ed umano, un lavoro in bilico tra una serena nostalgia e una grinta futura. Canzoni dalla soffitta che spazzano via la polvere, per volare libere». Il popolo del blues

     

    C e P Cisco produzioni

    Edizioni Impronta 

    Radio date: 6 dicembre 2021

    Release album: 29 ottobre 2021

     

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    WWW www.ciscovox.it

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    Instagram https://www.instagram.com/stefano_cisco_bellotti/

     

    BIO

    Stefano Bellotti, in arte Cisco (nato a Carpi, il 29 luglio 1968), è un cantautore italiano di musica folk rock.

    Nel 1992 entra a far parte di una band appena formatasi, i Modena City Ramblers, e ci rimane fino al finire del 2005, collezionando oltre 1.200 date in Italia e in Europa e vendendo circa un milione di dischi.

    Con i Modena realizza 8 album: “Riportando tutto a casa” (1994), “La grande famiglia” (1996), “Terra e libertà”(1997),  “Raccolti” (1998),  “Fuori campo” (1999),  “Radio Rebelde” (2002),  “Viva la vida y muera la muerte!” (2004) e “Appunti partigiani”(2005)
Nel 2006 inizia la sua carriera da solista pubblicando il disco “La lunga notte”, a cui seguono “Il mulo” nel 2008, “Fuori i secondi” nel 2012, “Matrimoni e funerali” nel 2015, “I Dinosauri” nel 2016 questo  in collaborazione con gli amici “ex Ramblers”, Giovanni Rubbiani ed Alberto Cottica. 
Sono inoltre usciti nel 2009 l’album live “Dal vivo – Volume uno” e del 2013 il “Dal vivo – Volume due”.
 È del 2019 l’ultimo lavoro musicale “Indiani & Cowboy” registrato in Texas ad Austin insieme a Rick del Castillo, produttore americano.

    Nei 15 anni di carriera da solista si susseguono concerti in piazze e feste popolari e tour nei teatri e nei club di tutt’Italia. Per citarne alcuni: del 2007 è il “Venite a vedere tour”, del dicembre 2009  è il tour “’40 anni, storie di Ramblers, d’innocenza, d’esperienza in una formazione inedita insieme a Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, tutti e tre ex Modena City Ramblers; del 2014 è il tour “Oh Belli Ciao” di presentazione dell’autobiografia romanzata scritta a quattro mani con l’amico Carlo Albè che lo accompagna sul palco in uno spettacolo di musica e parole. Nell’autunno-inverno del 2016 c’è una mini tournée de “I Dinosauri” a seguito dell’uscita dell’album omonimo con i due amici ex Ramblers. Tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018 Cisco è impegnato in un fortunato tour teatrale che lo vede sul palco a proporre i suoi pezzi che meglio si prestano alle melodie “in acustico” assieme alle trombe di Simone Copellini e alle chitarre di Max Frignani.

    Nell’autunno 2018 è nuovamente nei teatri italiani a fianco dello scrittore Carlo Albè con lo spettacolo di teatro-canzone dal titolo “Adda Venì Baffone”.

    È dell’autunno-inverno 2019 la nuova avventura sul palco di teatri e club di tutt’Italia “Combat Folk Tour”, progetto musicale nato per festeggiare la maggiore età del disco “Novecento”, pubblicato da Cisco e la Casa del Vento nel 2001, assieme a lui sul palco Luca Lanzi, musicista e cantante della Casa Del Vento, e Francesco “Fry” Moneti, violinista dei MCR. 

    Impossibile non citare l’esibizione al Concerto del Primo Maggio a Roma nel 2009, da solo col suo bodhrán davanti ad un pubblico di 800 mila  persone.

    Cisco ha inoltre collaborato in spettacoli e concerti con: la Casa del vento, Ginevra Di Marco, la Bandabardò, le Mondine di Novi, i Nomadi, Giulio Cavalli e il “The Liberation Project ideato da Dan Chiorboli insieme a Phil Manzanera (Chitarrista dei Roxy Music).

    Durante tutto il periodo del primo lockdown della pandemia, tra marzo e maggio 2020, si collega attraverso i suoi canali social di Facebook e Instagram, quasi quotidianamente regalando “Le canzoni dalla soffitta”, brani tratti dal suo repertorio e alcune cover, in acustico, voce e chitarra, ottenendo uno straordinario numero di visualizzazioni e contatti.

  • HELLE “Tu mi volevi bene” è il nuovo singolo estratto dal disco della cantante e producer che mescola pop ed elettronica

    I rapporti d’amore sanno brillare di luce accecante o inabissarsi in un’estrema cupezza, la stessa descritta in questo brano

    In radio dal 3 dicembre

     

    Quando un amore diventa disonorevole significa che si crea un confine sottile che lo isola dalla felicità. Pace e rabbia, leggerezza e inadempienza sono opposti che convivono dentro questo confine, rimbalzando fra le sue pareti senza trovare sfogo. In questa condizione il volersi bene non può che appartenere ad un’azione passata, ormai non più comprensibile. 

    Il singolo è parte di “Disonore”, disco electro pop che caratterizza il nuovo corso artistico e professionale di Helle, cantautrice e producer bolognese, 

    «Disonore è il viaggio sporco nella periferia di noi stessi. È un esilio forzato, una vergogna che diventa uno scrigno abominevole nel cuore. È prendere coscienza del fatto che nella vita non si faccia altro che scendere a patti con la gente: per sopravvivere ci incastriamo nei meccanismi di chi non ci capirà mai». Helle

     

    Dicono di “Disonore” 

    «Elettronica e sapori vintage dentro strutture tutt’altro che ferme alla forma pop da cassetta. L’indie italiano trova qui l’ennesima rottura di stile contro modelli che cercano la propria personalità sempre rivolgendosi a stilemi passati». Ophelia

    «“Disonore” fa parte di quella schiera di dischi “pericolosi” perchè fanno riflettere, pensare e rimettere in discussione le certezze della vita. E così ci accorgiamo che tutto quello che diamo per scontato in realtà è solo il frutto di nostre convinzioni arbitrarie. Ecco, queste dieci canzoni sono spunti interessanti da cui partire o lidi incerti a cui approdare preparandosi alla prossima tappa» Low Music  

    «un lavoro ampiamente rivolto alla società, personale e di contorno… dai social media alle paure più nascoste dentro di noi che magari evitiamo di mostrare o di confessare anche a noi stessi» Just Kids Magazine

    «Helle ha una sonorità caratteristica, quindi non è un’artista facile da descrivere. Per semplificare potremmo dire che ha un timbro riconducibile ad Annalisa e una scrittura che potrebbe ricordare la prima Margherita Vicario, ma è più oscura. I paragoni non bastano a comprendere: solo l’ascolto rende l’idea» Ondamusicale

    A poche settimane dall’uscita l’album “Disonore” vince: 

    PREMIO SPECIALE assegnato dal MEI «Per aver affrontato con sonorità spiccatamente elettro-indie e liriche dal forte peso sociale, il tema della Libertà attraverso l’analisi delle sfumature dell’animo umano, soprattutto quello femminile».

    PREMIO LUNEZIA NUOVE PROPOSTE NEW MOOD «Per aver offerto nel brano 2,107 una visione delicata e cruda con tappeti sonori moderni e sperimentali sulla morale delle donne». 

     

    Etichetta: Volume!

    Radio date: 3 dicembre 2021

    Release album: 25 giugno 2021 

     

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    Canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCUyHqlN2KJZZaI13abFhQhQ

     

    BIO

    Lisa Brunetti, in arte Helle, nasce a Bologna il 14 Giugno 1994. Comincia a scrivere poesie ad 11 anni, a suonare la chitarra dall’adolescenza. Ha lavorato per quattro anni in Fonoprint, dove ha avuto l’opportunità di conoscere e collaborare con Bruno Mariani. Negli stessi anni ha suonato con Ricky Portera. Nel 2016 partecipa ad Area Sanremo arrivando fra i 70 finalisti del concorso. Dopo la pubblicazione di vari singoli in inglese e in italiano, arriva per Helle il momento di intraprendere una nuova fase della sua carriera artistica. Il 19 maggio 2020 esce in radio il singolo “Tra le strade della mia città”, il 27 novembre 2020 arriva il nuovo singolo “Al Pacino”, entrambi prodotti, suonati e arrangiati dalla stessa Helle. Seguono questa uscita i brani “Carovane” e “Rispetto”, mentre il 25 giugno la cantautrice e producer pubblica l’album “Disonore”.