Tag: Carlo Micheli

  • Le Memorabilia di Memo Fornasari a Vigevano

    Le Memorabilia di Memo Fornasari a Vigevano

     

    Le Memorabilia di Memo Fornasari presentate al Museo Civico “C. Ottone” di Vigevano. L’inaugurazione si terrà sabato 4 maggio alle ore 17.00. Saranno esposte una trentina di opere fra le più significative appartenenti ai due cicli principali – “Galassie” e “Radiografie del colore” – realizzate dal poliedrico artista Domenico Memo Fornasari (Mantova 1910 – Verona 1982). La mostra, che gode del patrocinio del Comune di Vigevano, si protrarrà fino al 30 maggio 2024.

     

     

    Così il curatore Carlo Micheli:
    “Domenico Fornasari è pittore vero che paga, in egual misura, il proprio eclettismo artistico e una critica inadeguata. Una duttilità, la sua, distraente che lo porta ora sulla strada del cinema, ora nel mondo della progettazione; una critica che innanzi al suo fare brancola tra narcisistici sproloqui e inutili definizioni delle sue galassie, incapace di proporre un accostamento che ne faccia emergere le affinità con i grandi del suo tempo.

    Eppure quelle sue forme futuribili dicono di una pittura colta, d’avanguardia, attenta allo spazialismo di Fontana, ma anche a Vedova, Turcato, Corpora. Questa mostra intende indurre ad una riflessione sui valori artistici di Fornasari, non tanto per rivendicare primati o anticipazioni, bensì per affermare come l’artista mantovano fosse li, tra i grandi, nel momento giusto, in quegli anni ’50 e ’60 in cui fiorirono i più grandi nomi dell’Arte Contemporanea.

    Nel 1973 dalle pagine del “Resto del Carlino” Marino Mercuri poneva un problema fondamentale: “Fornasari – bisogna dire – non è stato scoperto: le sue stagioni artistiche non sono agevolmente afferrabili per una giusta, più attendibile interpretazione. (…) Uscì dalla legione di seguaci del Futurismo con svolte incredibili che non furono segnalate dalla critica. E ancora “Ma come va visto il Fornasari rispetto a pittori come Adami, Pozzati, Pistoletto, Schifano?”. Dopo alcuni mesi, nel segnalare l’incontro tra Guidi e Fornasari avvenuto alla mostra che quest’ultimo tenne a Recanati, lo stesso Mercuri afferma che le poche righe scritte da Guidi (“Tanti avvenimenti artistici del secolo l’ha messi lei, nella sua opera, dominandoli con maestria”) sono da considerarsi la critica più approfondita che Fornasari potesse allora vantare.

    Delle innumerevoli mostre personali tenute in tutto il mondo, non rimangono che scarni dépliant, superficiali e raffazzonati. Urge dunque un riesame approfondito dell’opera di questo artista inquieto e geniale, una rilettura che gli renda finalmente merito, collocandolo tra i protagonisti della sua epoca.

    Questo è quanto si è cercato di fare con la mostra ospitata negli spazi del Museo Civico di Vigevano grazie alla collaborazione dei nipoti Tiziano, Vanni, Roberta e Lorella”.

     

     

    ARTISTA: Memo Fornasari
    TITOLO: “Memorabilia”
    TIPOLOGIA: mostra antologica
    CURATORe: Carlo Micheli
    INAUGURAZIONE: sabato 4 Maggio 2024
    DURATA: dal 4 al 30 maggio 2024
    LUOGO: Museo Civico – Pinacoteca di Vigevano
    INDIRIZZO: Piazza Ducale 20
    ENTE PATROCINATORE: Comune di Vigevano
    INFO: [email protected]0381693952
    ORARI: martven 14.00/17.30 – sab e dom 10.00/18.00 – lunedì chiuso
  • QUEL SOTTILE PIACERE

    Il francese Henri Poincaré matematico, fisico, astronomo e filosofo della scienza, elabora agli inizi del ‘900 una formula della creatività che ingloba la multiformità dei gesti creativi possibili: C = nu Ovvero: Creatività = novità + utilità

    Partendo da questo presupposto, ho cercato di comprendere quale fosse il segno rivelatore, la sensazione che induce a pensare di trovarsi in presenza di un prodotto della creatività e sono giunto alla conclusione che risieda in “quel sottile piacere” che si prova nel risolvere un complesso problema matematico, una sciarada, un cruciverba, quando, appunto, avvertiamo che tutti gli elementi presi in esame creano un NUOVO concetto, depurato delle cose superflue e quindi UTILE. Gli artisti selezionati per la mostra (che si terrà presso la galleria #DIRITTIACOLORI di Mantova dall’8 settembre al 5 novembre 2023)

    ANDREA BORGA
    MONICA DE MITRI
    PIETRO SANGUANINI
    MATTEO SGANZERLA
    ANDREA STERPELLONE
    VANIA ELETTRA TAM

    incarnano alla perfezione questi concetti, dando vita a percorsi artistico-creativi che si cimentano con l’arte povera, il ready-made, la poesia visiva, il ready-thought, il concettuale, donandoci uno spaccato, ampio e variegato, del loro mondo interiore.

    La mostra, come tutte le iniziative promosse da Fondazione Malagutti, ha importanti finalità sociali e benefiche pertanto tutto quanto sarà raccolto dalla vendita dei cataloghi e una percentuale ottenuta dalla vendita delle opere d’arte saranno devoluti alle associazioni che si occupano ormai da anni dell’educazione e dei diritti di bimbi e adolescenti svantaggiati.

    Carlo Micheli

     

    Titolo: Quel sottile piacere
    Tipologia: Mostra collettiva
    Artisti: Andrea Borga, Monica De Mitri, Pietro Sanguanini, Matteo Sganzerla, Andrea Sterpellone, Vania Elettra Tam
    Curatela: Carlo Micheli
    Durata: 8 settembre – 5 novembre 2023
    Inaugurazione: venerdì 8 settembre ore 18.30
    Sede: Galleria #DIRITTIACOLORI
    Indirizzo: Via San Longino 1/B 46100 Mantova
    Organizzazione: Fondazione Malagutti, via dei Toscani, 8 – 46010 Montanara (MN)
    Grafica: MetAltenativa
    Catalogo: Publi Paolini

    Orari: da martedì alla domenica 9.00 /13.00 – 14.30/18.30

    INGRESSO LIBERO

    Info: fondazionemalagutti.it  [email protected]  tel. 0376.49951

  • Vania Elettra Tam IRONIKONIRICA a Castel Baradello

    IRONIKONIRICA

    La conTAMinAzione artistica di Vania Elettra Tam – Castel Baradello (CO)
    dal 10 giugno al 03 settembre 2023

    Vernissage venerdì 09 giugno dalle ore 18:00 alle ore 22:00 con visita notturna alla terrazza della torre del Castel Baradello. – vernissage a ingresso libero.

    Baradello Art Lab, Parco Spina Verde, Slow Lake Como e Slow Moon hanno il piacere di annunciare la prossima esposizione di arte contemporanea, terzo appuntamento della stagione 2023. Dopo i successi delle prime due mostre «di aria, di acqua, di terre» di Vittoria Monico e Giuseppina Martines e «Black Wave» di Carlo Pozzoni e Francesca Gamba, è ora la volta di «IRONIKONIRICA» di Vania Elettra Tam che inaugura il mese dedicato alla bellezza.

    Nata e cresciuta a Como, dove ha tenuto tra l’altro la sua prima mostra, Vania torna ad esporvi a distanza di quasi vent’anni, vissuti prevalentemente a Milano. La mostra presenta una miscellanea di opere scelte che si rifanno a temi medioevali e rinascimentali, in linea con gli spazi e lo stile architettonico del castello.
    _________________________________

    Così il critico Carlo Micheli:

    ConTAMinAzione è un termine che si adatta all’intera produzione di Vania Elettra Tam, ma in particolare alle opere qui esposte, vere e proprie scorribande nel mondo dell’enigmistica, della psicanalisi, del fumetto, della satira, dell’arte antica, condotte sempre con eleganza e misurata ironia.

    Piace pensare che la parola si spezzi a formare una frase: «con Tam in azione», un’esortazione a mettere in moto le cellule grigie, per godere non solo visivamente del-le preziosità di Vania, delle sue qualità artistiche, ma anche del suo sense of humor, della sua corrosiva leggerezza, della sua soave crudeltà… La contaminazione si estende alle opere leonardesche nelle quali, trasformatasi in una sorta di “reporter atemporale” in vena di scoop, l’artista ha immaginato di trovarsi nell’atelier del maestro, mentre i personaggi dei suoi quadri si apprestano a posare per lui, circondati da un esercito di sarti, parrucchiere, manicure che ne curano maniacalmente il look.

    In Kanon-regole ferree l’artista rielabora ritratti di epoca rinascimentale sovrapponendo ai loro volti nuovi marchingegni di ferro atti a correggere eventuali loro difetti: labbra troppo sottili, nasi un po’ adunchi, occhi troppo piccoli, fronti o menti troppo sporgenti. Il canone di bellezza, di classica memoria, ancora una volta intende porre ordine in una natura che sembra rassegnata a subire qualsiasi artificio. Il tutto filtrato sempre attraverso il variegato universo femminile che nell’intera opera di Vania Elettra Tam è protagonista assoluto di un immaginario al tempo stesso reale e irreale, ironico e onirico. Da qui il titolo di questa mostra, IRONIKONIRICA, un neologismo inteso a sottolineare l’avvento di una nuova complessa iconografia, che trae spunto tanto dal sogno quanto dall’ironia, in un percorso concettualmente tortuoso che giunge, infine, ad un’insospettabile sintesi, ad una immediatezza da slogan pubblicitario, una frecciata che sa sempre cogliere il centro del bersaglio.

    Negli Origami Clitoridei (e il titolo è tutto un programma) le figure femminili hanno il capo avvolto da un soggolo bianco, copricapo utilizzato dalle nobildonne dell’alto medioevo, che nelle singole opere, assume forme inconsuete, che riportano alla mente atmosfere felliniane, taglienti e surreali.

    Vania Elettra Tam si cala nel contemporaneo armata di seduzione e sagacia e nelle sue opere nulla è scontato e prevedibile, perché essere artisti significa saper rendere visibile l’invisibile.
    _________________________________

    titolo: Ironikonirica
    artista: Vania Elettra Tam
    categoria: personale
    curatela: Carlo Micheli
    durata: 9 giugno – 3 settembre 2023
    inaugurazione: venerdì 9 giugno dalle ore 18:00 alle ore 22:00
    sede: Castel Baradello
    indirizzo: Via Castel Baradello 5 – 22100 Como
    organizzazione: Baradello Art Lab, Parco Spina Verde, Slow Lake Como e Slow Moon
    realizzazioni grafiche: FAB Fabrizio Bellanca

    orari di visita secondo calendario del sito archeologico e della galleria, sabato, domenica e festivi dalle ore 09:30 alle ore 18:00 (ingresso 7,00 €, riduzione 5,00 € e convenzioni)

    informazioni e prenotazioni: +39 392 027 9675
    [email protected] | slowlakecomo.com | castelbaradello.com

  • IRONIKONIRICA – Vania Elettra Tam – Castel Baradello

    IRONIKONIRICA - Vania Elettra Tam - Castel Baradello

    IRONIKONIRICA
    La conTAMinAzione artistica di Vania Elettra Tam – Castel Baradello (CO)
    dal 10 giugno al 03 settembre 2023

    Vernissage venerdì 09 giugno dalle ore 18:00 alle ore 22:00 con visita notturna alla terrazza della torre del Castel Baradello. – vernissage a ingresso libero.

    Baradello Art Lab, Parco Spina Verde, Slow Lake Como e Slow Moon hanno il piacere di annunciare la prossima esposizione di arte contemporanea, terzo appuntamento della stagione 2023. Dopo i successi delle prime due mostre «di aria, di acqua, di terre» di Vittoria Monico e Giuseppina Martines e «Black Wave» di Carlo Pozzoni e Francesca Gamba, è ora la volta di «IRONIKONIRICA» di Vania Elettra Tam che inaugura il mese dedicato alla bellezza.

    Nata e cresciuta a Como, dove ha tenuto tra l’altro la sua prima mostra, Vania torna ad esporvi a distanza di quasi vent’anni, vissuti prevalentemente a Milano. La mostra presenta una miscellanea di opere scelte che si rifanno a temi medioevali e rinascimentali, in linea con gli spazi e lo stile architettonico del castello.
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    Così il critico Carlo Micheli:

    ConTAMinAzione è un termine che si adatta all’intera produzione di Vania Elettra Tam, ma in particolare alle opere qui esposte, vere e proprie scorribande nel mondo dell’enigmistica, della psicanalisi, del fumetto, della satira, dell’arte antica, condotte sempre con eleganza e misurata ironia.

    Piace pensare che la parola si spezzi a formare una frase: «con Tam in azione», un’esortazione a mettere in moto le cellule grigie, per godere non solo visivamente del-le preziosità di Vania, delle sue qualità artistiche, ma anche del suo sense of humor, della sua corrosiva leggerezza, della sua soave crudeltà… La contaminazione si estende alle opere leonardesche nelle quali, trasformatasi in una sorta di “reporter atemporale” in vena di scoop, l’artista ha immaginato di trovarsi nell’atelier del maestro, mentre i personaggi dei suoi quadri si apprestano a posare per lui, circondati da un esercito di sarti, parrucchiere, manicure che ne curano maniacalmente il look.

    In Kanon-regole ferree l’artista rielabora ritratti di epoca rinascimentale sovrapponendo ai loro volti nuovi marchingegni di ferro atti a correggere eventuali loro difetti: labbra troppo sottili, nasi un po’ adunchi, occhi troppo piccoli, fronti o menti troppo sporgenti. Il canone di bellezza, di classica memoria, ancora una volta intende porre ordine in una natura che sembra rassegnata a subire qualsiasi artificio. Il tutto filtrato sempre attraverso il variegato universo femminile che nell’intera opera di Vania Elettra Tam è protagonista assoluto di un immaginario al tempo stesso reale e irreale, ironico e onirico. Da qui il titolo di questa mostra, IRONIKONIRICA, un neologismo inteso a sottolineare l’avvento di una nuova complessa iconografia, che trae spunto tanto dal sogno quanto dall’ironia, in un percorso concettualmente tortuoso che giunge, infine, ad un’insospettabile sintesi, ad una immediatezza da slogan pubblicitario, una frecciata che sa sempre cogliere il centro del bersaglio.

    Negli Origami Clitoridei (e il titolo è tutto un programma) le figure femminili hanno il capo avvolto da un soggolo bianco, copricapo utilizzato dalle nobildonne dell’alto medioevo, che nelle singole opere, assume forme inconsuete, che riportano alla mente atmosfere felliniane, taglienti e surreali.

    Vania Elettra Tam si cala nel contemporaneo armata di seduzione e sagacia e nelle sue opere nulla è scontato e prevedibile, perché essere artisti significa saper rendere visibile l’invisibile.
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    titolo: Ironikonirica
    artista: Vania Elettra Tam
    categoria: personale
    curatela: Carlo Micheli
    durata: 9 giugno – 3 settembre 2023
    inaugurazione: venerdì 9 giugno dalle ore 18:00 alle ore 22:00
    sede: Castel Baradello
    indirizzo: Via Castel Baradello 5 – 22100 Como
    organizzazione: Baradello Art Lab, Parco Spina Verde, Slow Lake Como e Slow Moon
    realizzazioni grafiche: FAB Fabrizio Bellanca

    orari di visita secondo calendario del sito archeologico e della galleria, sabato, domenica e festivi dalle ore 09:30 alle ore 18:00 (ingresso 7,00 €, riduzione 5,00 € e convenzioni)

    informazioni e prenotazioni: +39 392 027 9675
    [email protected] | slowlakecomo.com | castelbaradello.com

  • Memorabilia di Memo Fornasari a Correggio

    Memorabilia di Memo Fornasari a Correggio

     

    MEMORABILIA, la mostra di Memo Fornasari curata da Carlo Micheli, viene proposta al Palazzo dei Principi col patrocinio del Comune di Correggio.
    L’antologica, allestita nella Galleria Espositiva del Museo il Correggio, consta di una sessantina di opere scelte, appartenenti ai due filoni principali che caratterizzano l’opera di Domenico (Memo) Fornasari.
    Dopo l’inaugurazione di sabato 3 dicembre alle ore 16, la mostra sarà fruibile fino al 15 gennaio 2023.

     

    Domenico Fornasari è pittore vero che paga, in egual misura, il proprio eclettismo artistico e una critica inadeguata. Una duttilità, la sua, distraente che lo porta ora sulla strada del cinema, ora nel mondo della progettazione; una critica che innanzi al suo fare brancola tra narcisistici sproloqui e inutili definizioni delle sue galassie, incapace di proporre un accostamento che ne faccia emergere le affinità con i grandi del suo tempo.
    Eppure quelle sue forme futuribili dicono di una pittura colta, d’avanguardia, attenta allo spazialismo di Fontana, ma anche a Vedova, Turcato, Corpora. Questa mostra intende indurre ad una riflessione sui valori artistici di Fornasari, non tanto per rivendicare primati o anticipazioni, bensì per affermare come l’artista mantovano fosse li, tra i grandi, nel momento giusto, in quegli anni ’50 e ’60 in cui fiorirono i più grandi nomi dell’Arte Contemporanea.
    Nel 1973 dalle pagine del “Resto del Carlino” Marino Mercuri poneva un problema fondamentale: “Fornasari -bisogna dire- non è stato scoperto: le sue stagioni artistiche non sono agevolmente afferrabili per una giusta, più attendibile interpretazione. (…) Uscì dalla legione di seguaci del Futurismo con svolte incredibili che non furono segnalate dalla critica. E ancora “Ma come va visto il Fornasari rispetto a pittori come Adami, Pozzati, Pistoletto, Schifano?”. Dopo alcuni mesi, nel segnalare l’incontro tra Guidi e Fornasari avvenuto alla mostra che quest’ultimo tenne a Recanati, lo stesso Mercuri afferma che le poche righe scritte da Guidi (“Tanti avvenimenti artistici del secolo l’ha messi lei, nella sua opera, dominandoli con maestria”) sono da considerarsi la critica più approfondita che Fornasari potesse allora vantare.
    Delle innumerevoli mostre personali tenute in tutto il mondo, non rimangono che scarni dépliant, superficiali e raffazzonati. Urge dunque un riesame approfondito dell’opera di questo artista inquieto e geniale, una rilettura che gli renda finalmente merito, collocandolo tra i protagonisti della sua epoca.

    Questo è quanto si è cercato di fare con le mostre ospitate nel 2021 al Palazzo Civico di Montechiarugolo, nel 2022 alla prestigiosa Rocca Sanvitale di Fontanellato, realizzate grazie anche e soprattutto all’impegno amorevole e appassionato dei nipoti Tiziano, Vanni, Lorella e Roberta. La vasta antologica proposta al Palazzo dei Principi di Correggio è dunque il coronamento di un tour emiliano accolto con grande interesse e partecipazione da pubblico e critica.

    Carlo Micheli

     

    titolo: Memorabilia
    artista: Memo Fornasari
    categoria: Mostra antologica
    curatela: Carlo Micheli

    periodo: 3 dicembre 2022 | 15 gennaio 2023
    inaugurazione: sabato 3 dicembre 2022 ore 16

    sede: Palazzo dei Principi | Galleria Espositiva | Museo il Correggio
    indirizzo: Corso Cavour, 7 – 42015 Correggio (RE)

    patrocinio: Comune di Correggio
    orari: sabato 15.30 – 18.30 / domenica e festivi dalle 10.00 – 12.30 alle 15.30 – 18.30 / feriali su prenotazione
    info: tel. 0522.691806 – [email protected] – www.museoilcorreggio.org

  • Fluttuazioni – Vania Elettra Tam

    Fluttuazioni - Vania Elettra Tam - Galleria Mossini - MN

    D’origine comasca, cresciuta artisticamente a Milano e ora mantovana per scelta, Vania Elettra Tam torna ad esporre nella città virgiliana dopo la Biennale diffusa del 2011 tenutasi a Palazzo Te e la grande antologica allestita nel 2017 al Palazzo della Ragione. La mostra, dal titolo emblematico Fluttuazioni, inaugura sabato 12 novembre alla Galleria Mossini per la curatela di Carlo Micheli e si protrarrà fino all’8 gennaio 2023.

    Fluttuazioni è un titolo che ben si adatta alla più recente produzione di Vania Elettra Tam, ma in particolare alle opere qui esposte. L’ironia e la seduzione delle sue sceneggiature si sovrappongono ad una velata critica sociale ma dallo sguardo sempre lieve, divertito e surreale. Lo spettatore è invitato a giocare con le unità di tempo, di luogo e di spazio, con la consapevolezza che niente è come sembra… il tutto filtrato attraverso il variegato universo femminile che nell’intera opera di Vania Elettra Tam è protagonista assoluto di un immaginario al tempo stesso reale e irreale, ironico e onirico.
    La mostra voluta da Marcello Mossini consentirà di godere, non solo visivamente, delle preziosità di Vania, delle sue qualità artistiche, ma anche del suo sense of humor, della sua corrosiva leggerezza, della sua soave crudeltà…

    titolo: Fluttuazioni
    artista: Vania Elettra Tam
    categoria: personale
    curatela: Carlo Micheli 
    durata: 12 novembre 2022 – 8 gennaio 2023
    inaugurazione: sabato 12 novembre dalle ore 18.30

    sede: Galleria Mossini
    indirizzo: via Cavour 104 – Mantova
    info: [email protected] +393405671242 www.galleriamossini.it
    orari: sab. dom. lun.16:30 – 19:00
    mar. mer. gio. ven. 09:00 – 12:30 | 15:30 – 19:00

    La Galleria Mossini è situata nel cuore di Mantova, a due passi da Palazzo Ducale, e opera da oltre quarant’anni nel settore trattando opere di arte antica, moderna e contemporanea di eccellente qualità.

  • Memo Fornasari – Memorabilia a Fontanellato

    Le forme futuribili e la pittura colta di Memo Fornasari
    in Rocca Sanvitale a Fontanellato (PR)
    dal 29 aprile all’11 giugno 2022

    Tra realtà ed astrazione. Tra radiografie come ali di farfalla e galassie multiformi. Geometrie e composizioni.

    Da vedere alla Rocca Sanvitale di Fontanellato (19 km da Parma) in Emilia MEMORABILIA – MEMO FORNASARI dal 29 aprile all’11 giugno la mostra con le opere scelte dell’artista mantovano. La ospitano le sale a piano terra del maniero, proprio a pochi passi dallo straordinario affresco del Parmigianino nella Saletta di Diana e Atteone.

    Sede del circuito Castelli del Ducato, l’elegante Rocca di Fontanellato ospita MEMORABILIA. la mostra curata da Carlo Micheli e patrocinata dal Comune di Fontanellato è allestita all’interno del percorso di visita del Museo Rocca Sanvitale. Un evento Selezionato da Cooperativa Parmigianino nell’ambito del progetto 2022 di gestione della roccaforte.
    Memo Fornasari (Mantova 2 dicembre 1910 – Verona 11 ottobre 1982) esteta e stilista della forma, è anche noto come “il pittore delle stelle” e come il designer degli “Oggetti Forma” in peltro che, unitamente alle composizioni strutturali in metallo, gli sono valsi vari premi internazionali.

    “Siamo davvero lieti di ospitare la mostra di Memo Fornasari in Rocca Sanvitale dando continuità ad un interessante cammino, già avviato in questi anni, dedicato all’arte contemporanea con esposizioni personali ed antologiche – spiegano il direttore del Museo Rocca Sanvitale Pier Luca Bertè con le referenti in Castello Chiara Mulattieri e Cinzia Comelli – La mostra è un ulteriore arricchimento del percorso di visita classico all’interno del Museo”.

     

    Così il curatore della mostra Carlo Micheli:

    Domenico Fornasari è pittore vero che paga, in egual misura, il proprio eclettismo artistico e una critica inadeguata. Una duttilità, la sua, distraente che lo porta ora sulla strada del cinema, ora nel mondo della progettazione; una critica che innanzi al suo fare brancola tra narcisistici sproloqui e inutili definizioni delle sue galassie, incapace di proporre un accostamento che ne faccia emergere le affinità con i grandi del suo tempo.
    Eppure quelle sue forme futuribili dicono di una pittura colta, d’avanguardia, attenta allo spazialismo di Fontana, ma anche a Vedova, Turcato, Corpora. Questa mostra intende indurre ad una riflessione sui valori artistici di Fornasari, non tanto per rivendicare primati o anticipazioni, bensì per affermare come l’artista mantovano fosse li, tra i grandi, nel momento giusto, in quegli anni ‘50 e ‘60 in cui fiorirono i più grandi nomi dell’Arte Contemporanea.
    Nel 1973 dalle pagine del “Resto del Carlino” Marino Mercuri poneva un problema fondamentale: “Fornasari –bisogna dire- non è stato scoperto: le sue stagioni artistiche non sono agevolmente afferrabili per una giusta, più attendibile interpretazione. (…) Uscì dalla legione di seguaci del Futurismo con svolte incredibili che non furono segnalate dalla critica. E ancora “Ma come va visto il Fornasari rispetto a pittori come Adami, Pozzati, Pistoletto, Schifano?”. Dopo alcuni mesi, nel segnalare l’incontro tra Guidi e Fornasari avvenuto alla mostra che quest’ultimo tenne a Recanati, lo stesso Mercuri afferma che le poche righe scritte da Guidi (“Tanti avvenimenti artistici del secolo l’ha messi lei, nella sua opera, dominandoli con maestria”) sono da considerarsi la critica più approfondita che Fornasari potesse allora vantare.
    Delle innumerevoli mostre personali tenute in tutto il mondo, non rimangono che scarni dépliant, superficiali e raffazzonati. Urge dunque un riesame approfondito dell’opera di questo artista inquieto e geniale, una rilettura che gli renda finalmente merito, collocandolo tra i protagonisti della sua epoca.

     

    titolo: Memorabilia
    artista: Memo Fornasari
    categoria: Mostra antologica
    curatela: Carlo Micheli
    durata: 29 aprile – 11 giugno 2022
    inaugurazione: venerdì 29 aprile ore 17.00
    sede: Rocca Sanvitale
    indirizzo: Piazza Giacomo Matteotti, 43012 Fontanellato PR
    patrocinio: Comune di Fontanellato
    organizzazione: Cooperativa Parmigianino

    orari: lun. mer. giov. ven. e sab. visite alle ore 10.15 – 11.45 – 14.45 – 16.15
    dom. e festivi biglietteria aperta con orario 10.00 – 12.15 e 14.00 – 16.15
    chiuso il martedì (aperta su prenotazione per gruppi di almeno 20 persone)

    l’accesso alla mostra è consentito solo nell’ambito delle visite guidate alla Rocca, con partenze scaglionate ogni 30 minuti circa.

    biglietti: intero: € 10,00 – ridotto (da anni 6 a anni 16): € 5,00
    ridotto con Passaporto Card del Ducato: € 9,00
    gratuito bambini sotto i 6 anni, disabili e residenti (massimo 2 pax per turno)

    info: [email protected] – tel 0521829055 – www.fontanellato.org

    realizzazioni grafiche e comunicazione: MetAlternativa

  • Acqua di Noto e “Sense of beauty”

    Acqua di Noto e “Sense of beauty”
    La bellezza che genera bellezza

    Chiusura 2021 col botto per Altera Domus. Dopo Le esposizioni alla “Casa di Rigoletto” di Mantova e al Photofestival di Milano la mostra “Sense of beauty” di Agnès Spaak approda alla Galleria Palazzo Nicolaci, quale contorno di prestigio alla presentazione del brand ACQUA DI NOTO.

    La bellezza femminile nell’incanto della giovinezza, la freschezza di un volto, la purezza di uno sguardo sono da sempre le componenti della poesia per immagini proposta dall’artista francese, il “Sense of beauty” che ne caratterizza la ricerca artistica, una galleria di scatti senza tempo, intesi a definire un concetto di bellezza universale, inconfutabile, assoluto, lo stesso che appartiene a questa terra baciata dagli dei e in particolare alla città di Noto, impareggiabile per fascino, storia, tradizioni culturali…
    Un incontro dirompente sul piano estetico, una sinestesia avvolgente in grado di moltiplicare come un’eco senza fine sensazioni preziose…

    Ma Paola Ruffino, instancabile creatrice dell’Associazione Culturale Altera Domus, nonché dea ex machina della Galleria Palazzo Nicolaci è andata oltre, catalizzando queste rare sensazioni per dar vita ad ACQUA DI NOTO un progetto, un brand, una sintonia di visioni, uno stato d’animo.
    ACQUA DI NOTO è molto più di una linea di profumi o un’acqua minerale… è un progetto artistico-culturale interamente ispirato a/da questa città, rivolto a chi ricerca uno stile di vita esclusivo, inconfondibilmente legato alla Sicilia.

    L’undici dicembre si terrà una conferenza stampa di presentazione della mostra fotografica “Sense of beauty” e saranno delineate le sinergie che ruotano intorno al brand ACQUA DI NOTO, con la partecipazione dell’artista Benedetto Poma, autore delle immagini che descrivono i luoghi cui sono dedicate le essenze; Giuseppe Patanè, fashion designer, creatore di una capsule collection ispirata al marchio; Patrizia Corvaglia, jewels creator, autrice dei gioielli-pezzi unici realizzati a cera persa per il brand; Rita Pederzoli Ricci, interior designer; Paola Ruffino, presidentessa di Altera Domus; Ludovica Infantino, co-producer del brand ACQUA DI NOTO; Agnès Spaak, fotografa di fama internazionale; Carlo Micheli, critico d’arte.
    L’incontro, che si terrà nella Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio a Noto, servirà a definire progetti e nuove opportunità, indissolubilmente legati all’arte, alla creatività, alla bellezza. Nel pomeriggio l’inaugurazione dell’atelier ACQUA DI NOTO con la presentazione delle cinque essenze ispirate alla città e, a seguire, il vernissage della mostra “Sense of beauty” di Agnès Spaak. Non mancate.

    Carlo Micheli

    _____________________________

    MOSTRA FOTOGRAFICA:

    Titolo: “Sense of beauty”
    Artista: Agnès Spaak
    Curatela: Carlo Micheli
    Periodo: 11 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
    Inaugurazione: 11 dicembre ore 19.00
    Sede: Galleria Palazzo Nicolaci
    Indirizzo: Via Corrado Nicolaci 18 – 96017 Noto (SR)
    Organizzazione: Altera Domus di Paoletta Ruffino
    Patrocinio: Comune di Noto
    Orari: da venerdì a domenica dalle 16:00 alle 19:00
    Info: 3280998493 – [email protected] – www.alteradomus.it
    Comunicazione: MetAlternativa

    PRESENTAZIONE BRAND:

    Denominazione: Acqua di Noto
    Presentazione: 11 dicembre ore 17.00
    Sede: Atelier Acqua di Noto
    Indirizzo: Via Corrado Nicolaci 13 – 96017 Noto (SR)

    CONFERENZA STAMPA:

    Data: 11 dicembre ore 12.00
    Sede: Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio
    Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele – 96017 Noto (SR)
    Interverranno: Paola Ruffino, Ludovica Infantino, Rita Pederzoli Ricci, Benedetto Poma, Giuseppe Patanè, Patrizia Corvaglia, Agnès Spaak e Carlo Micheli

    Evento Facebook

  • Memorabilia – Memo Fornasari

    Il genio multiforme di Memo Fornasari, in MEMORABILIA, la mostra a lui dedicata dal Comune di Montechiarugolo e curata da Carlo Micheli.
    L’antologica sarà visitabile nelle sale del Palazzo Civico dal 20 novembre al 19 dicembre.

    Domenico Fornasari è pittore vero che paga, in egual misura, il proprio eclettismo artistico e una critica inadeguata. Una duttilità, la sua, distraente che lo porta ora sulla strada del cinema, ora nel mondo della progettazione; una critica che innanzi al suo fare brancola tra narcisistici sproloqui e inutili definizioni delle sue galassie, incapace di proporre un accostamento che ne faccia emergere le affinità con i grandi del suo tempo.

    Eppure quelle sue forme futuribili dicono di una pittura colta, d’avanguardia, attenta allo spazialismo di Fontana, ma anche a Vedova, Turcato, Corpora. Questa mostra intende indurre ad una riflessione sui valori artistici di Fornasari, non tanto per rivendicare primati o anticipazioni, bensì per affermare come l’artista mantovano fosse li, tra i grandi, nel momento giusto, in quegli anni ’50 e ’60 in cui fiorirono i più grandi nomi dell’Arte Contemporanea.

    Nel 1973 dalle pagine del “Resto del Carlino” Marino Mercuri poneva un problema fondamentale: “Fornasari -bisogna dire- non è stato scoperto: le sue stagioni artistiche non sono agevolmente afferrabili per una giusta, più attendibile interpretazione. (…) Uscì dalla legione di seguaci del Futurismo con svolte incredibili che non furono segnalate dalla critica. E ancora “Ma come va visto il Fornasari rispetto a pittori come Adami, Pozzati, Pistoletto, Schifano?”. Dopo alcuni mesi, nel segnalare l’incontro tra Guidi e Fornasari avvenuto alla mostra che quest’ultimo tenne a Recanati, lo stesso Mercuri afferma che le poche righe scritte da Guidi (“Tanti avvenimenti artistici del secolo l’ha messi lei, nella sua opera, dominandoli con maestria”) sono da considerarsi la critica più approfondita che Fornasari potesse allora vantare.

    Delle innumerevoli mostre personali tenute in tutto il mondo, non rimangono che scarni dépliant, superficiali e raffazzonati. Urge dunque un riesame approfondito dell’opera di questo artista inquieto e geniale, una rilettura che gli renda finalmente merito, collocandolo tra i protagonisti della sua epoca.

    Questo è quanto si è cercato di fare con la mostra ospitata negli spazi del Palazzo Civico di Montechiarugolo, realizzata grazie anche e soprattutto all’impegno amorevole e appassionato dei nipoti Tiziano, Vanni, Roberta e Lorella.

    Da non perdere.

    Carlo Micheli

    titolo: Memorabilia
    artista: Memo Fornasari
    categoria: Mostra antologica
    curatela: Carlo Micheli
    periodo: 20 novembre – 19 dicembre 2021
    inaugurazione: sabato 20 novembre ore 16.00
    sede: Palazzo Civico Montechiarugolo
    indirizzo: Via Liberazione 7 – 43022 Montechiarugolo (PR)
    patrocinio: Comune di Montechiarugolo
    orari: sabato e domenica 10.00 – 13.00 e 14.00 – 17.00

    Ingresso gratuito – con green pass
    info: [email protected]
    tel. 0521 687759 – 0521 687736
    www.comune.montechiarugolo.pr.it
    realizzazioni grafiche e comunicazione: MetAlternativa

  • Monica De Mitri – “senzatitolo”

    monica de mitri - senzatitolo

    “Senzatitolo”, mostra personale di Monica De Mitri, inaugurerà sabato 5 giugno alle 18 presso la Casa di Rigoletto a Mantova. La mostra, a cura di Carlo Micheli, consta di una trentina di lavori in cui la carta da supporto tradizionale diviene materia. Aperta tutti i giorni (9-18) fino al 7 luglio.

     

    I labirinti cartacei di Monica De Mitri si dipanano con eleganza e leggerezza, quasi seguissero una melodia interiore, riaffiorante dalle pieghe della memoria. Le sue onde di carta si flettono e si contorcono per poi distendersi a simulare grafismi, scritture reinventate; oppure si intrecciano in un groviglio di trame e orditi; o, ancora, mutano in vere e proprie estroflessioni tridimensionali, che avvicinano l’artista alla scultura. Di fatto è proprio questa incerta, se non impossibile, definizione della sua arte a renderla così avvincente, prestandosi a infinite chiavi di lettura. Chi scorge nelle sue opere onde, fiori, colline, decorazioni etniche, chi invece richiami a ricerche astratte, alle colonne senza fine Brancusiane, piuttosto che alle rotondità universali di Moore. Ma ciò che costituisce la cifra più personale e originale di Monica è la sua ricerca sull’ombra, come risultato di sovrapposizioni e stratificazioni cartacee intese ad intrappolare la luce in sinuosi meandri, capaci di farsi segno o addirittura forma, per poi liberarla con proiezioni sdoppianti e sfumate.
    Queste opere aperte si schiudono dunque alla sensibilità dei fruitori, interrogando e interrogandosi sul significato stesso dell’Arte. Nessuna indicazione, nessuna traccia, nessuna scorciatoia di lettura… neppure la presenza tranquillizzante di un titolo a far luce sulle opere di Monica. L’artista ci abbandona al cospetto delle sue creazioni cartacee, chiedendoci lo sforzo di sciogliere le briglie della fantasia, aggiungendo così a questi lavori nuovi valori, nuovi contenuti, nuove accezioni. È un invito a entrare nel labirinto della ricerca, della conoscenza, senza l’ausilio del filo della razionalità, consapevoli che il mostruoso Minotauro altro non è che la proiezione delle nostre ombre interiori.
    (Carlo Micheli)

     

    Monica De Mitri nasce a Milano nel 1965. Si diploma all’Istituto Statale d’Arte di Mantova nel 1984. Vive e lavora a Mantova dove, negli anni ‘90, inizia il suo percorso creativo. Della sua arte dice: “Penso che le cose abbiano un’anima. Io sono solo lo strumento che la fa emergere.”
    Fra le principali esposizioni le personali all’Art Gallery Lubiam a Milano nel 2013 e alla Art Gallery Cubo Studio a Mantova nel 2017.
    Nel 2019 è vincitrice del concorso Collective 18 della NoNameCollectiveArtGallery di Londra, guadagnandosi, nel Gennaio 2021, la Copertina sul NoNaMeCollective Art Magazine.
    Nel dicembre 2019, selezionata dal curatore Carlo Micheli, partecipa all’esposizione al Museo Marino Marini di Firenze “EXVOTO per arte ricevuta”, evento a cura di Angelo Crespi, promosso dalla Fondazione Maimeri, con catalogo edito da Mondadori.
    Le sue opere sono pubblicate su numerose riviste d’arte nazionali e internazionali.

     

    ARTISTA: Monica De Mitri
    TITOLO: “Senzatitolo”
    INAUGURAZIONE: sabato 5 giugno ore 18.00
    DURATA: dal 5 giugno al 7 luglio 2021
    ORARI: tutti i giorni 9.00|18.00
    LUOGO: Casa di Rigoletto
    INDIRIZZO: Mantova – P.za Sordello 23
    CURATORE: Carlo Micheli
    ENTE PROMOTORE: Comune di Mantova
    INFO: [email protected] – tel. 0376288208

  • Domenico Gentile – Indagando le sottili trame

    Domenico Gentile - Indagando le sottili trame - Asola

    Artista: Domenico Gentile (Salerno 1933 – Asola 2017)
    Titolo: “Indagando le sottili trame”
    Tipologia: mostra retrospettiva di pittura
    Inaugurazione: domenica 25 ottobre 2020 ore 16.30
    Durata: dal 25 ottobre al 20 Dicembre 2020
    Luogo: Museo Civico “Goffredo Bellini”
    Indirizzo: via Giuseppe Garibaldi 7 – 46041 – Asola (MN)
    Curatori: Carlo Micheli / Beatrice Pastorio
    Ente promotore: Comune di Asola
    Info: [email protected] – tel. 0376733075
    Mediapartner: Frattura Scomposta – contemporary art magazine

    A tre anni dalla sua scomparsa il Comune di Asola dedica a Domenico Gentile una mostra intitolata “Indagando le sottili trame” che si terrà al Museo Civico “Goffredo Bellini” con inaugurazione domenica 25 ottobre alle ore 16.30.

    L’esposizione, curata da Beatrice Pastorio e Carlo Micheli con l’aiuto imprescindibile di Nicoletta Gentile, intende ricordare la figura dell’artista e intellettuale salernitano che scelse Asola come propria città d’adozione, divenendone cittadino benemerito.
    La personale di Domenico Gentile consterà di una ventina di grandi oli scelti tra i più vivaci e significativi della sua ricca produzione. Il catalogo intende sottolineare l’amicizia che lo legò ad Alfonso Gatto, anch’egli d’origini salernitane, per cui ogni dipinto sarà corredato da alcune rime riprese dal corpus delle opere del poeta.

    Per accedere alla mostra nel rispetto delle normative anti-covid è opportuno prenotarsi alla segreteria del Museo “Goffredo Bellini” di Asola. Info: [email protected] – tel. 0376.733075

     

    Domenico Gentile - Febbre del weekend -1988 - cm 140x200 - olio su tela. (Foto di Luca Morandini)

    Domenico Gentile nasce a Salerno nel 1933. Della sua terra manterrà l’accento, l’amore per la luce e il colore, la vocazione a sdrammatizzare gli accadimenti e il fatalismo… Per il resto sceglierà Asola per viverci, per lavorarci come medico, per radicarsi come uomo e come artista.

     

    1960 | 1970

    Negli Anni ’60 a Mantova si creò una temperie culturale di spicco, animata da personalità eccellenti quali Francesco Bartoli, Gino Baratta, Mario e Umberto Artioli, Renzo Margonari, presenze stimolanti che si aggiungevano alle frequentazioni giovanili di Alfonso Gatto e Filiberto Menna, a completare una formazione culturale di ampio respiro, ad acuire una sensibilità ormai votata alla ricerca pittorica.

    Così, dai paesaggi materici e coloratissimi degli Anni ‘60, Gentile approderà ad una sorta di disgregazione della rappresentazione, a favore di geometrie pressoché astratte, aventi come tema fabbriche, cantieri, depositi di gusto palesemente sironiano.

    1980 | 1990

    Una poetica in costante equilibrio tra realismo e astrazione, che si protrarrà sino agli Anni ‘80, quando l’artista inizierà un nuovo ciclo più giocoso, ironico, concettuale, basato sull’iterazione di oggetti d’uso comune (bulloni, libri, scatole, monete, sigarette, coni gelati, funghi, rottami) a rappresentare un genere umano variopinto, formato da individui solo apparentemente uguali, in realtà diversificati da accostamenti cromatici mai ripetitivi.

    Negli Anni ‘90 poi, la componente ludica si fa manifesta e gli oggetti/soggetti dei dipinti appaiono stregati e irrequieti, come nella “danza delle cose” di Fortunato Depero, ma sono gli stessi fumaioli delle fabbriche, i libri, le lattine, i fogli arrotolati, le stelle comete, le girandole, le spirali, i bottoni… gli stessi elementi degli esordi, accarezzati però da una diversa consapevolezza rappresentativa, in ossequio a Picasso, Severini, Braque ma anche, perché no, alla geniale verve di Jacovitti.

    2000 | 2017

    Negli ultimi anni poi, entrando (non senza rimpianti) nel terzo Millennio, gli oggetti/personaggi di Gentile si liberano dall’abbraccio della massa multiforme, a cercare uno spazio più autonomo, un linguaggio più intimo, una vibrazione interiore. Le tessere del suo gigantesco puzzle paiono ribellarsi alla costrizione dell’incastro, rivendicando una propria autonomia espressiva. Ne deriva un’atmosfera a forte connotazione onirica, popolata da figure che agiscono in teatrini di carta della memoria. Nulla sembra essere mutato rispetto agli esordi, eppure tutto è diverso in questa rivoluzione misurata e senza strappi, condotta con coerenza ed equilibrio, profonda e leggera, seria come serio è il gioco… al pari di un lavoro.

    dal lunedì al venerdì: 9.00-13.00 sabato 9.00-12.00 domenica: 15.30-18.30
    Evento Facebook

  • La donna moltiplicata

    La donna moltiplicata - Evita Andújar | Vania Elettra Tam

    La donna moltiplicata

    è il titolo della bi-personale curata da Carlo Micheli, che si terrà presso la Galleria Francesco Zanuso, da mercoledì 16 a giovedì 31 ottobre. Le due artiste chiamate a realizzare questa mostra sono Evita Andújar, andalusa di nascita, romana d’adozione e la comasca naturalizzata milanese Vania Elettra Tam.

     

    Si tratta di uno sguardo al femminile, come femminili sono i sostantivi, ironia, genialità, tecnica, fantasia, intelligenza, sensibilità e bellezza. La proposta delle due artiste si avvale di tutte queste caratteristiche, ponendosi, sia pure con tecniche e linguaggi differenti, in una dimensione “sospesa”, che consente loro di abbattere le barriere temporali, dilatandole, comprimendole o, addirittura, eludendole.

     

    Evita Andujar - Stolen Selfie 33 o Sopra le nuvole, 2019 - Acrilico su tela - cm 90x80Evita Andújar si impadronisce, rubandoli, degli attimi fuggenti che le frequentatrici dei social “postano” per dar conto dei propri stati d’animo. La sfida accettata dall’artista d’origine spagnola consiste nel dilatare l’istante colto in un sefie approfondendo la personalità del soggetto, riuscendo a ricostruire “storie” che hanno nello scatto il momento culminante. Caratterizzati da una tecnica raffinata, mutuata dal suo passato di restauratrice, i dipinti di Evita sono immagini paradigmatiche delle eroine inquiete dei nostri giorni, donne moltiplicate, preda di un vortice dinamico che le trasforma in archetipi di una nuova femminilità, più complessa, più multiforme, più consapevole della fugacità dell’esistenza, del fatto che il quarto d’ora di celebrità spettante ad ognuno, prefigurato da Andy Warhol, era stimato per eccesso.

     

    Vania Elettra Tam - VENI VIDI VI(N)CI- 2018 - 150x100 cm - tecnica mista su telaVania Elettra Tam, per contro, si è idealmente intrufolata nel segretissimo backstage leonardesco, ricostruendo le dinamiche che hanno consentito la creazione di alcuni noti capolavori. Nell’atelier acconciatrici, sarte, truccatrici, semplici garzoni, tutti stanno dando il meglio di sé per allestire la perfetta rappresentazione… Tutto ciò accade nella mente ironico-sognatrice di Vania, attraverso una smitizzazione sorridente, che scivola con leggerezza e intelligenza verso una dimensione surreale, dove il tempo è svuotato d’ogni rigidità e diviene un’entità plasmabile, depistabile, non indispensabile. Non mancano tocchi caricaturali, in un continuo rimando tra finzione e immaginazione, dove l’apparente realismo rappresentativo precipita di fatto la realtà in un vortice di nonsense e anacronismi.

     

    P.S. La donna moltiplicata, a differenza dell’uomo-macchina marinettiano, non subisce modificazioni fisiche o psichiche, né nega i sentimenti per raggiungere una dimensione robotica; non cancella la poesia né attenta al “chiaro di luna”… È una “donna soggetto”, multiforme, creativa, sensibile e attuale. E’ LA DONNA, senza bisogno di aggettivi.

    Carlo Micheli

     

     

    evitaEvita Andújar
    Nasce a Écija in Spagna, vive a Roma. Ha studiato Pittura e Restauro all’Accademia di Belle Arti di Siviglia. Nel 2000 viene in Italia come borsista all’Accademia di Spagna in Roma. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti ed è stata invitata a partecipare a mostre nazionali e internazionali.
    www.evitaandujar.com

     

    VaniaVania Elettra Tam
    Nasce a Como, vive a Milano. Si è formata alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Fra le mostre più importanti: 54° Biennale di Venezia; 2016 personale al Museo di Šibenik; 2017 personale al Palazzo della Ragione di Mantova; 2019 Residenza d’artista ad Amman; 2019 Realizza il 43° Palio di Montagnana.
    www.vaniaelettratam.it

     

    titolo: La donna moltiplicata
    artisti: Evita Andújar | Vania Elettra Tam
    curatela: Carlo Micheli
    sede: Galleria Francesco Zanuso
    indirizzo: Corso di Porta Vigentina 26 – 20122 Milano
    date: dal 16 al 31 ottobre 2019
    inaugurazione: mercoledì 16 ottobre dalle 18.00 alle 22.00
    orari: da lunedì a giovedì 15.00 – 19.00 | venerdì e in altri orari su appuntamento
    mobile: +39 335 6379291
    e-mail: [email protected]
    sito: www.galleriafrancescozanuso.com
    mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

  • Giordano Morganti – Se fossimo anche noi così famosi

    Giordano Morganti - Se fossimo anche noi così famosi - Monza

    “Se fossimo anche noi così famosi” è la personale del fotografo Giordano Morganti che inaugurerà venerdì 24 maggio presso la Galleria Civica di Monza.

    La mostra, curata da Carlo Micheli e patrocinata da Comune di Monza, sarà fruibile fino a domenica 7 luglio 2019.

     

    La previsione di Andy Warhol, secondo la quale tutti avranno in futuro diritto ad un quarto d’ora di notorietà, deve ancora avverarsi.

    Nel frattempo ci contentiamo di questo incontro faccia a faccia con personaggi famosi, immortalati dallo sguardo penetrante di Giordano Morganti: Attori celebrati, top model, campioni dello sport, artisti di vaglia, icone del nostro tempo.

    “Paradossalmente è più difficoltoso fotografare un attore che non una persona qualunque, presa dalla strada, perché l’abitudine a posare, a stare di fronte ad un obiettivo, conferisce agli scatti un sapore “artefatto”, la qual cosa impone al fotografo di lacerare la maschera creata dalla consuetudine e scavare in profondità, fino a fare emergere la personalità “privata” dei VIP”.

    Ornella Muti fotografato da Giordano Morganti
    Ornella Muti fotografato da Giordano Morganti

    Nelle foto di moda si esaspera invece la capacità delle modelle di assumere atteggiamenti spesso innaturali, che facciano risaltare l’abito indossato e la personalità di chi lo indossa.

    Trasformare le modelle in manichini asettici è far torto alla loro sensualità, all’essenza stessa della femminilità e, in fin dei conti, anche alle creazioni indossate.

    Questi scatti ormai storici contribuiscono alla creazione del mito, sono come dei ritratti di Dorian Gray all’incontrario, dove l’immagine vive incorrotta e incorruttibile nel tempo, mentre il corpo invecchia inesorabilmente.

    Per questa mostra si è scelta una formula espositiva che privilegia la semplicità, il minimalismo. E’ ormai una scelta ricorrente quella di stampare le fotografie su supporti poveri, rinunciando all’alta qualità per moltiplicare quantitativamente le proposte.

    La mostra diviene così un’estensione del catalogo, da cui scegliere le immagini preferite, decidendo il supporto, le misure, il tipo di carta, l’eventuale incorniciatura.
    Le immagini, stampate su grandi strisce di carta, risultano dunque come enormi provini di stampa, mantenendo il fascino delle sequenze e degli accostamenti.

    Roberto Bolle fotografato da Giordano Morganti
    Roberto Bolle fotografato da Giordano Morganti

     

    Cenni biografici

    Giordano Morganti è nato a Milano nel 1956.

    Il suo ricco curriculum mostra la carriera di un fotografo di fama internazionale, collaboratore di riviste di grande prestigio, noto principalmente per i ritratti di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e per le sue numerose ricerche. All’età di nove anni si appassiona alla fotografia e nel 1973 decide di diventare “artista – fotografo”.

    Inizia così un percorso di successo che porterà i suoi scatti a essere presenti sulle riviste e nelle gallerie d’arte nazionali e internazionali. Morganti espone a Milano, Roma, Palermo, Genova, Torino, Mantova, ma anche a New York, Berlino, Barcellona, Pechino e Parigi, solo per ricordare alcune mostre. Giordano Morganti ama fotografare le diversità, le ingiustizie, il disagio.

    Egli si è avvicinato alla fotografia spinto dalla voglia di scoprire il mondo, andando oltre la superficialità: “quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”.

    La missione del fotografo, dice Morganti, è “fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”. Questa è la cifra dell’artista: un professionista che indaga la realtà che lo circonda, puntando a cogliere gli aspetti più intimi dell’animo umano, distillandoli tramite uno sguardo, una postura, una tensione.

    Massimo Troisi fotografato da Giordano Morganti
    Massimo Troisi fotografato da Giordano Morganti

    Titolo: Se fossimo anche noi così famosi
    Genere: Mostra personale di fotografia
    Artista: Giordano Morganti
    Curatela: Carlo Micheli
    Luogo: Galleria Civica
    Indirizzo: Via Manfredo Camperio 1 – 20900 Monza
    Inaugurazione: Venerdì 24 Maggio alle 18.00
    Durata: 24 Maggio | 7 Luglio 2019
    Progetto: Comune Di Monza
    Info: [email protected] – 039366381
    Orari: Da Martedì a Venerdì: 15.00 – 19.00
    Sabato e Domenica: 10.00 – 13.00 | 15.00 – 19.00
    Mediapartner: Frattura Scomposta

    Keith Haring fotografato da Giordano Morganti
    Keith Haring fotografato da Giordano Morganti
  • Andrea Boyer – Lucidi inganni

    banner Andrea Boyer - Lucidi inganni - MantovaAndrea Boyer – Lucidi inganni

    Mantova | Casa Di Rigoletto

     

    6 aprile – ore 18.00 – Mantova, Casa di Rigoletto, inaugura la mostra di Andrea Boyer “lucidi inganni” a cura di Carlo Micheli.

    Una cinquantina tra disegni e fotografie realizzate con tecnica straordinaria da un artista sensibile e colto. Elegantissimi trompe l’oeil a matita o citazioni dei classici tramite fotografie tanto irriverenti quanto formalmente perfette.

    Realizzata su progetto dell’Ufficio Mostre del Comune di Mantova, “lucidi inganni” sarà aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00 fino al 5 maggio.

     

    Andrea Boyer - ABW376 2018 drawing on Schoellers 37,6x40Le opere di grafica e le fotografie di Andrea Boyer sono “lucidi inganni” la cui essenza consiste nell’apparire.

    Risolta questa annosa e noiosa dicotomia, Boyer si dedica al disinnesco del significato, a favore di una girandola di significanti nemmeno, poi, così significativi.

    La sublimazione del banale o lo svilimento del sublime sono le irridenti provocazioni di un artista dell’escapologia che, liberatosi dalla camicia di forza del senso, si diverte a bluffare con la realtà, smontando la scatola rappresentativa, scompigliando le unità di luogo di tempo e di spazio.

    Così Manuela Accinno:
    “Proprio il tempo, con l’interpretazione della realtà che ne dipende, è una delle chiavi di lettura di queste opere. La fotografia e il disegno, i principali mezzi espressivi utilizzati dall’artista, si fanno emblemi di un loro tempo specifico. Il disegno – che di per sé rappresenterebbe il tempo dell’essere – e la fotografia – che per sua natura coglie il tempo nel suo divenire – nelle opere di Andrea Boyer si incontrano per creare un terzo tempo, un’altra realtà in cui l’essere si identifica con il divenire.”

    Dunque un gioco raffinato quello di Boyer, che molto deve, formalmente, alla metafisica, con venature surreali e spruzzate di iperrealismo (non acefalo).

    Spiega Luca Violo:
    “Il verosimile si mostra ogni volta dentro l’inganno: un frammento di una verità sconfinata; un fotogramma strappato alla storia ma filtrato dalla memoria, vissuta come un labirinto di prospettive infinite. Un gioco di riflessi che si appalesa attraverso archetipi incerti della propria anima e dei loro sensi.”

    Un gioco difficile da giocare, in apparenza, ma di fatto accattivante ed entusiasmante. Il grande bluff e la grande bellezza, scopriremo, coincidono per la nostra gratificazione, inutile e improduttiva, la stessa che si prova nel risolvere un problema matematico, o un giallo particolarmente intricato… Ma le immagini di Boyer sono guanti da raccogliere, per chi abbia ancora la voglia e il bisogno di stupirsi.
    Carlo Micheli

     

    Cenni biografici:

    Andrea Boyer è nato nel 1956 a Milano. Ha frequentato il Liceo Artistico, e l’Accademia di Belle Arti di Brera (scenografia).

    Ha lavorato come fotografo (1978-2000) presso il proprio Studio in ambito commerciale con collaborazioni nella moda, nella pubblicità, nell’editoria, nell’industria. Dal 1990 espone in spazi pubblici e privati con Opere pittoriche (matita, olio, grafica-puntasecca, ceramolle, maniera nera) e fotografiche. Ha collaborato con i più importanti studi di architettura quali BBPR, Albini, Belgiojoso, fotografando e documentando le loro costruzioni.

    Sue Opere fanno parte di collezioni private e pubbliche in Italia e all’ estero.

     

    TITOLO: Lucidi inganni
    GENERE: Mostra personale foto/grafica
    AUTORE: Andrea Boyer
    LUOGO: Mantova | Casa Di Rigoletto
    INDIRIZZO: Piazza Sordello 23
    INAUGURA: 6 aprile ore 18.00
    DURATA: 6 aprile | 5 maggio 2019
    A CURA DI: Carlo Micheli
    PROGETTO: Comune di Mantova – Ufficio Mostre
    INFO: 0376/288208 | [email protected]
    ORARI: tutti i giorni 9.00 – 18.00
    MEDIAPARTNER:Frattura Scomposta

    EVENTO FACEBOOK

  • Giordano Morganti – L’anima rubata

    Giordano Morganti - L’anima rubata a cura di Carlo Micheli 29 marzo | 27 aprile 2019 Urbino - DATA

     

    Lo spazio DATA di Urbino presenta la mostra fotografica “L’anima rubata” di GIORDANO MORGANTI.

     

    L’evento fortemente voluto da Vittorio Sgarbi e curato da Carlo Micheli, inaugurerà venerdì 29 marzo alle ore 18.00 e sarà fruibile fino al 27 aprile 2019.

     

    L’ANIMA RUBATA

    Giordano Morganti - dalla serie SordiLa ritrattistica è forse il genere fotografico più antico. Indagare la gente significa penetrare l’animo umano, coglierne le virtù, i difetti, le paure, le speranze. Cercare di capire un territorio attraverso lo studio dei volti dei suoi abitanti, ad esempio, è un po’ come rileggere la cronaca del posto sulla raccolta di un quotidiano locale.

    Decine, centinaia di faldoni contenenti storie di vita vissuta riassunte nel volto scavato di un contadino, nel portamento fiero di un militare, nella dolcezza immensa di una madre. Se noi siamo ciò che mangiamo e ciò che leggiamo, è pur vero che siamo anche la terra che abitiamo, i valori che condividiamo.

    Fotografare la gente di una città, di un territorio è un modo per approfondirne la conoscenza, per capire l’orgoglio, la forza, la rudezza dei suoi abitanti e, attraverso i loro occhi, conoscere meglio se stessi. In effetti essere dietro un obbiettivo non pone il fotografo in una posizione di distacco, ma di partecipazione “mirata”, di approfondimento e di conoscenza.

    I volti fotografati da Giordano Morganti rappresentano il tempo fermato, il tempo senza tempo… Riesaminando il suo immenso patrimonio di immagini si ritrovano e riprovano sensazioni profonde, reali, come le rughe dei pastori piemontesi; sconvolgenti e angoscianti come i volti dei folli; sconfortanti e rabbiose come le mute accuse negli occhi degli homeless; giocose e paradossali come nel caso della comunità trasversale dei sordomuti.

    Così i vari capitoli di questa pluridecennale ricerca artistica si fondono e confondono, dilatando i confini dei singoli album che li contengono, trovando un comune denominatore nella ricerca di quel “lampo” che sta dietro la maschera del viso, che proviene dal profondo e si apre dinnanzi alla presunta neutralità dell’obbiettivo fotografico, ignorando quanto avessero ragione i “selvaggi” nel ritenere che la fotografia rubasse loro l’anima…

     

    LA MOSTRA

    Giordano Morganti - dalla serie PastoriLa mostra sarà dunque concepita come un “caos ordinato” e sarà incentrata su ritratti provenienti dalle più svariate raccolte, proposti secondo un ritmo spezzato e serrato, in modo da cancellare ogni aspettativa da parte del fruitore, eliminando l’omogeneità a favore dello stridio degli accostamenti.

    Capiterà così di trovare un pastore intento a governare il bestiame in cima alle Alpi, accostato ad una bimba sordomuta; un folle delirante contrapposto ad un homeless etilista.

    L’eterogeneità della proposta renderà ogni immagine unica e svincolata da un contesto tematico, aderente unicamente al tema di fondo: il ritratto.

    Anche la scelta espositiva rispetterà l’idea di un “disordine controllato”, privilegiando la quantità dei materiali, dando per scontata la qualità degli stessi, presentati secondo un’idea minimalista, ma estremamente coinvolgente, che prevede la realizzazione di lunghe strisce di carta su cui le immagini si susseguono come si trattasse di un enorme “provino” stampato a contatto.

     

    CENNI BIOGRAFICI

    l'artista Giordano Morganti

    Giordano Morganti è nato a Milano nel 1956. Il suo ricco curriculum mostra la carriera di un fotografo di fama internazionale, collaboratore di riviste di grande prestigio, noto principalmente per i ritratti di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e per le sue numerose ricerche.

    All’età di nove anni si appassiona alla fotografia e nel 1973 decide di diventare “artista – fotografo”. Inizia così un percorso di successo che porterà i suoi scatti a essere presenti sulle riviste e nelle gallerie d’arte nazionali e internazionali.

    Morganti espone a Milano, Roma, Palermo, Genova, Torino, Mantova, ma anche a New York, Berlino, Barcellona, Pechino e Parigi, solo per ricordare alcune mostre.

    Giordano Morganti ama fotografare le diversità, le ingiustizie, il disagio. Egli si è avvicinato alla fotografia spinto dalla voglia di scoprire il mondo, andando oltre la superficialità: “quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”.

    La missione del fotografo, dice Morganti, è “fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”. Questa è la cifra dell’artista: un professionista che indaga la realtà che lo circonda, puntando a cogliere gli aspetti più intimi dell’animo umano, distillandoli tramite uno sguardo, una postura, una tensione.

    TITOLO: L’anima rubata
    GENERE: Mostra fotografica
    AUTORE: Giordano Morganti
    LUOGO: Urbino – Data
    INDIRIZZO: Borgo Mercatale, 61029 Urbino (PU)
    INAUGURA: venerdì 29 marzo ore 18.00
    DURATA: 29 marzo | 27 aprile 2019
    A CURA DI: Carlo Micheli
    IDEAZIONE: Vittorio Sgarbi
    MEDIAPARTNER: Frattura Scomposta
    INFO: 07223091 | 3474337545
    MAIL: [email protected]
    ORARI: lun-ven 9 – 20 | festivi 10 – 12 | 15 – 18

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  • Memorie liquide – Evita Andújar

    Le Memorie liquide di Evita Andújar in mostra a Mantova

    Memorie liquide - Evita Andújar - Mantova

    La pittura di Evita Andújar è una sferzata rivitalizzante all’intero mondo dell’arte contemporanea. Ne fan fede il cospicuo numero di premi vinti e la frenetica partecipazione a mostre nazionali e internazionali che sottintende un apprezzamento incondizionato del suo fare artistico.

    Proveniente dal restauro, Evita ha conoscenze approfondite di materiali e tecniche, della classicità come della contemporaneità: ne deriva una proposta artistica che attraversa il Novecento cogliendone gli insegnamenti e le innovazioni, per proiettarsi in un Terzo Millennio all’insegna delle fibrillazioni e dell’inquietudine.

    EVITA ANDÚJAR. Stolen Selfie 28 o Nascondino, 2019. Acrilico su tela, 90x80
    EVITA ANDÚJAR. Stolen Selfie 28 o Nascondino, 2019. Acrilico su tela, 90×80

    Così Roberto Gramiccia: “…non solo piega e fonde, con sapienza e duttilità, codici espressivi diversi per confezionare un proprio personalissimo linguaggio unitario, ma, quel che più conta, è capace di mettere in scena la rappresentazione più efficace della vita nel suo divenire imprevedibile, contraddittorio, dialettico.”

    Le figure femminili, percorse da una vibrazione che le sdoppia, le destruttura, le scioglie, sono immagini paradigmatiche delle eroine inquiete dei nostri giorni, donne “moltiplicate”, preda di un vortice dinamico che ne offusca quasi le sembianze, per trasformarle in archetipi di una nuova femminilità, più complessa, più multiforme, più consapevole.

    Per Lorenzo Canova quello di Evita è “Un mondo sospeso tra memoria e futuro, una pittura dove il tempo sedimentato e interiore si intreccia al dinamismo contemporaneo della percezione elettronica, uno sguardo in cui la forma si blocca e si disperde in una dialettica costante tra la millenaria fissità dell’immagine e la sua accelerazione contemporanea: l’opera di Evita Andújar si muove su queste coordinate dove la pittura è allo stesso tempo condensata e dissolta in un sistema costruttivo dove i contrari si uniscono e si allontanano in un perenne moto circolare.”

    “Memorie liquide”, la mostra a cura di Carlo Micheli che si terrà a Mantova nel mese di Marzo, alla Casa di Rigoletto, rappresenta la prima personale istituzionale dell’artista d’origine spagnola. Il progetto, dell’Ufficio Mostre del Comune di Mantova, si avvale della preziosa collaborazione della Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia e del sostegno di Espoarte.

     

    EVITA ANDÚJAR. Stolen Selfie 31 o Labirinto di vuoti, 2019. Acrilico su tela, cm 90x80
    EVITA ANDÚJAR. Stolen Selfie 31 o Labirinto di vuoti, 2019. Acrilico su tela, cm 90×80

    Note biografiche
    Evita Andújar nasce a Ècija, Siviglia, in Spagna.
    Dopo essersi formata studiando pittura e restauro all’Accademia di Belle Arti di Siviglia ha frequentato diversi corsi di specializzazione di pittura e arte tra i quali il Corso Internazionale di Pittura a Cadice diretto dal pittore spagnolo Antonio López García.

    Dopo aver terminato anche i corsi di Dottorato, nel 2000 viene in Italia come borsista all’Accademia di Spagna in Roma.

    Realizza importanti restauri di affreschi come referente tecnico e restauratrice (ad esempio la Scala Regia del Vignola a Caprarola).

    Lo stretto contatto con gli affreschi sarà fondamentale per lo sviluppo posteriore della sua tecnica pittorica. Ha realizzato numerose mostre in Italia, Spagna, Inghilterra, Francia, Slovenia ed Emirati Arabi, esponendo con grandi artisti contemporanei e giovani artisti emergenti.

    Tra altre sedi ricordiamo le mostre realizzate a Palazzo Reale e al Museo della Permanente di Milano, all’Arsenale di Venezia, alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo a Siracusa, ai Musei di San Salvatore in Lauro o alla Camera dei Deputati a Roma.
    Dal 2000 vive e lavora a Roma.

     

    EVITA ANDÚJAR. Stolen Selfie 29 o Guardando le stelle del mattino, 2019. Acrilico su tela, cm 90x80
    EVITA ANDÚJAR. Stolen Selfie 29 o Guardando le stelle del mattino, 2019. Acrilico su tela, cm 90×80

    Memorie liquide – Evita Andújar
    a cura di Carlo Micheli

    Casa di Rigoletto
    Piazza Sordello 23, Mantova

    dal 2 al 31 marzo 2019
    inaugurazione sabato 2 marzo alle ore 18.00

    orari: tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00
    info: 0376/288208 | [email protected]

     

     

    Progetto del Comune Di Mantova – Ufficio Mostre
    In collaborazione con la Galleria De’ Bonis di Reggio Emilia e col sostegno di Espoarte
    Mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

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  • Giancarlo Marcali – Riparto da me

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    La personale di Gancarlo Marcali  in tre sedi prestigiose di Mantova.

    Si inaugura sabato 9 giugno, presso la Casa di Rigoletto a Mantova, la mostra personale di Giancarlo Marcali “Riparto da me” a cura di Carlo Micheli.

    L’esposizione, realizzata dal comune di Mantova, offre un approfondimento della produzione più recente dell’artista, contraddistinta dall’uso di tecniche e materiali eterogenei dove fotografia, disegno, scrittura si intrecciano e sovrappongono, creando effetti suggestivi giocati su trasparenze e proiezioni luminose.

    Una ricerca artistica che parte dal “sè” per divenire emblematica della condizione umana. Una meditazione sull’universalità dell’amore nella sua più vasta accezione, ma anche sul tema del dolore conseguente alla perdita, al distacco.

    Il percorso culmina con “searching for my Sheela”, un progetto dedicato alla divinità nordica Sheela na gig, corredato da un testo di Sara Taglialagamba.

    L'immagine può contenere: una o più persone

    A sottolineare l’importanza dell’evento, l’opera “…Et nos cedamus amori”, omaggio agli “amanti di Valdaro”, sarà esposta accanto al ritrovamento, all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Mantova.

    L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'aperto

    Inoltre “la memoria del dolore”, una struttura totemica profondamente evocativa, sarà ospitata negli spazi della Galleria Mossini.

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    Catalogo in mostra coi testi di Carlo Micheli, Sara Taglialagamba e del Sindaco Mattia Palazzi.

     

    Note biografiche:
    Giancarlo Marcali sviluppa la sua ricerca artistica in un percorso di ricerca del attimo doloroso.
    Quanti tipi di dolore lacerano l’essere umano? Infiniti, quanto l’abisso dell’anima. Ma tutti lasciano una traccia del loro passaggio, una cicatrice, visibile o meno.
    A dispetto delle nostre diversità, Giancarlo ci riunisce tutti in virtù della nostra comune essenza, per la materia di luce di cui siamo composti, ricordandoci che malgrado lunghi percorsi abbiamo un’origine comune e che il dolore di ognuno ha il diritto di essere espresso.

    Nato in svizzera nel 1963. Si è laureato presso la New South Wales University a Sidney in arti aborigene e le culture delle Isole del sud pacifico. Dal 1990 al 1995 collabora con Martino Vertova alla realizzazione di vetrate d’arte. Dal 1995 al 2000 apre a Milano “Spazio Low Tech” per promuovere il suo lavoro e quello di altri giovani artisti e designer.

    Dal 2003 al 2008 collabora con la galleria d’arte contemporanea Emi Fontana a Milano. Dal 2009 al 2010 lavora alle opere del progetto “Siamo tutti profeti”e la sua ricerca verso la propria identità lo porta alla realizzazione dell’installazione “La memoria del dolore”, esposta poi alla sua personale a Treviso, ed a Gaeta nella mostra collettiva “S-corpo-ro”, opera segnalata al Premio Celeste 2010 e successivamente a Torino e Sansepolcro. Dal 2011 Giancarlo ha esposto le sue installazioni in diverse gallerie d’arte private a Milano, Roma, Napoli, Venezia e Berlino. Degne di nota, a dicembre 2012, la mostra collettiva al Museo civico di Sansepolcro dove il suo lavoro colloquia con la “Resurrezione” di Piero della Francesca e la mostra personale ad Arezzo “Anime di calce” dove per la prima volta presenta la sua nuova istallazione “Ri(e)voluzione”. Nel settembre 2013 vince la biennale di arte contemporanea di Anzio e Nettuno con la sua installazione “Doppelgaenger, avanzamento” e presenta la sua mostra personale “Il corpo e il dolore attraverso i secoli”alla Marsiglione Arts Gallery a Como nella quale ogni sua opera colloquia con un opera storica del ‘400 fino al futurismo italiano. Nel 2014, oltre a numerose mostra collettive, in occasione della restrospettiva organizzata dal museo Vignoli di Seregno sviluppa 2 installazioni di grande portata : “Oobe_tanz of resurrection” e “Et nos cedamus amori” partecipando infine a Fotofever Paris. Nel 2015 seguono la mostra per l’Expo “Cibi condimentum esse famem” a cura del magazine Frattura Scomposta e l’importante collettiva “Segrete, tracce di memoria” a Palazzo Ducale a Genova curata da Virginia Monteverde e La biennale Le latitudini dell’arte sempre a Palazzo Ducale. Nel 2016 la mostra personale a Galway in Irlanda presso la 126 art Gallery e nel 2017 la mostra collettiva Art Performing Festival, Castel dell’Ovo Napoli e la versione ungherese a Budapest della Biennale Le Latitudini dell’arte. Nel 2017 oltre a varie collettive presenta a Palazzo Ducale a Genova il suo nuovo progetto “Searching for my Sheela”, nel quale sono presenti 12 installazioni di fotografia, grafia, video e scultura.
    Aprile 2018 Wunderkammer der Natur presso SR Contemporary Berlino.

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    GIANCARLO MARCALI “Riparto da me”
    a cura di Carlo Micheli

    9 giugno – 8 luglio 2018
    Opening sabato 9 giugno alle 18

    Casa di Rigoletto – Piazza Sordello 23 – Mantova
    Museo Archeologico Nazionale – Piazza Sordello – Mantova
    orari: tutti i giorni 9.00/18.00 – info: 0376.288208
    Galleria Mossini – Via Cavour 104 – Mantova
    tel. +39 0376 368910 – [email protected]www.galleriamossini.it

    Progetto in collaborazione con
    Frattura Scomposta contemporary art magazine
    [email protected]www.fratturascomposta.it

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