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  • Doppio appuntamento con l’ozono

    A Ecomondo ed Eima International MET Srl Ozone Experts presenta le ultime innovazioni nell’ambito della tecnologia green, spaziando dall’abbattimento delle esalazioni odorigene alle applicazioni in campo e in vigneto.

     

    Un novembre decisamente intenso per MET Srl Ozone Experts, leader nel settore della tecnologia ozono-applicata che presenta le ultime novità nell’ambito delle tecnologie green, portando in stand gli ultimi risultati ottenuti in diversi settori. A Ecomondo, l’evento di riferimento in Europa e nel bacino del Mediterraneo per la transizione ecologica e i nuovi modelli di economia circolare, a Rimini dal 5 all’8 novembre, al Padiglione 8 stand 117 l’azienda bolognese operante a livello internazionale presenterà il sistema dedicato all’eliminazione delle emissioni odorigene, esponendo un prototipo già utilizzato per le prove dimostrative. Grazie all’impiego dell’ozono è possibile abbattere notevolmente l’impatto delle esalazioni odorigegne nelle discariche, ma anche negli allevamenti. Una riduzione dell’impatto ambientale e della vivibilità dei luoghi con la neutralizzazione dei fattori alla base dei miasmi che spesso sono fonte di disagio per intere aree. La soluzione, applicata tramite nebulizzazione ad alta pressione, è stata testata con successo in un capannone di 30.000 m³ contenente fanghi industriali, creando una barriera che ha ridotto significativamente la fuoriuscita di odori.

    Altrettanto significativa è la presenza di MET Srl Ozono Experts a Eima International, l’Esposizione Internazionale di Macchine per l’Agricoltura e il Giardinaggio, la fiera della meccanizzazione agricola, a Bologna dal 6 al 10 novembre, dove in collaborazione con G.R. Gamberini, al Padiglione 37 stand B116 sarà esposta l’attrezzatura da diserbo biologico. La formula per un diserbo al 100% bio rappresenta l’innovativa soluzione per la filiera ortofrutticola e vitivinicola. Grazie al potere dell’ozono è stato infatti brevettato un nuovo sistema per portare l’agricoltura a un nuovo livello di sostenibilità e sicurezza. Il nuovo macchinario utilizza acqua ozonizzata, spruzzata tramite ugelli ad alta pressione (80-1000 bar), per eliminare erbe infestanti, funghi, insetti e spore dai vigneti e frutteti senza l’uso di chimici. Questo approccio non lascia residui nel terreno, nei filari o nelle falde acquifere, garantendo maggiore sostenibilità, sicurezza e conformità alle normative europee, offrendo così una soluzione innovativa ed ecologica all’agricoltura.

    Una presenza fieristica significativa, quella dell’azienda bolognese che conferma come la richiesta di soluzioni innovative green sia sempre più avvertita non solo dal mondo agricolo, vitivinicolo ma anche zootecnico e come ci siano attualmente tecnologie in grado di rispondere in maniera efficace, dal punto ambientale, ma anche sotto il profilo della sostenibilità economica e del rientro degli investimenti.

     

    www.o3met.com

    MET Ozone Experts è un’azienda di Bologna, player di riferimento nella progettazione di generatori e impianti a ozono totalmente made in Italy. Con un approccio orientato all’individuazione di soluzioni su misura l’azienda è in grado di operare in qualsiasi settore interpretando di volta in volta situazioni ed esigenze specifiche. Dall’ambito medicale a quello agroalimentare, dal settore dei trasporti a quello della sanificazione degli ambienti, Met propone un ampio ventaglio di prodotti e di soluzioni in grado di valorizzare le capacità sanitizzanti e deodorizzanti dell’ozono nell’ottica di un’economia e di una produzione sempre più attenta all’impatto ambientale.

  • RC auto: in Emilia-Romagna +6,9% in 12 mesi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto in Emilia-Romagna sono aumentati del 6,86% su base annua arrivando a 539,93 euro, vale a dire circa 35 euro in più rispetto a luglio 2023*.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti si è invertito e, se si guarda al semestre, in alcune province i valori hanno iniziato a scendere, con picchi del -6%, e comunque, a livello regionale, l’incremento è stato molto più contenuto, pari all’1%.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale emerge che a luglio 2024, rispetto a 12 mesi prima, i premi sono sostanzialmente cresciuti in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    L’aumento annuo più consistente è stato rilevato in provincia di Piacenza, dove il premio medio nei dodici mesi è salito del 12,56%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Ferrara, dove le quotazioni sono aumentate dell’11,62%, seguita da quella di Modena (+11,28%). Ai piedi del podio si posizionano Reggio Emilia (+10,69%) e Rimini (+5,46%).

    Aumenti sotto la media regionale per la provincia di Ravenna (+4,95%), quella di Forlì-Cesena (+4,75%) e di Parma (+4,27%). Chiude la graduatoria la provincia di Bologna con un aumento del 3,44%.

    Se dall’osservare i dati su base annua passiamo a farlo si base semestrale, però, vanno evidenziati i valori negativi registrati a Ravenna (-5,44%) e Forlì-Cesena (-6,32%).

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia dell’Emilia-Romagna in cui l’RC auto costa è risultata essere più costosa è quella di Rimini, dove il premio medio è arrivato a 578,86 euro. Seguono le province di Reggio Emilia (555,99 euro), Modena (551,91 euro) e Piacenza (550,12 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria regionali si trovano le province di Bologna (549,66 euro), Ravenna (525,75 euro) e Parma (517,12 euro).

    Le aree dove, invece, i premi medi sono risultati più contenuti sono quelle di Ferrara (496,56 euro) e Forlì-Cesena (488,84€ euro).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione oltre un milione di preventivi effettuati in Emilia-Romagna dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • Servomech al Mecspe: 35 anni di innovazione nel settore degli attuatori lineari

    Appuntamento a Bologna dal 6 all’8 marzo con l’azienda leader nella produzione di attuatori lineari a vite trapezoidale e a ricircolo di sfere, martinetti meccanici e rinvii angolari. Al Padiglione 30 Stand C 83 in mostra tre decenni e mezzo di innovazione.

     

    Dal 6 all’8 marzo, alla fiera Mecpse di Bologna si potrà incontrare un’azienda che ha segnato tre decenni e mezzo di eccellenza nel panorama dell’automazione industriale. Servomech, al Padiglione 30, Stand C 83, festeggerà infatti il suo 35º anniversario dalla costituzione con una esposizione completa dei suoi prodotti all’avanguardia e delle soluzioni tecnologiche che l’hanno resa un punto di riferimento nel settore a livello internazionale.

    Il 2024 rappresenta un traguardo significativo per Servomech che ha continuato a crescere e a espandersi da quando è stata fondata nel lontano 1989. Da allora, l’azienda si è distinta come leader nella produzione di attuatori lineari a vite trapezoidale e a ricircolo di sfere, martinetti meccanici e rinvii angolari, mantenendo sempre saldo il proprio impegno per l’innovazione e la qualità. Tra gli elementi caratterizzanti e distintivi di Servomech, infatti, è la sua filosofia aziendale improntata alla gestione interna completa del ciclo produttivo. Con uno stabilimento situato ad Anzola dell’Emilia (BO), l’azienda ha garantito un controllo totale sulla qualità e la personalizzazione dei suoi prodotti, contribuendo così alla sua affermazione come marchio di eccellenza non solo in Europa, ma in tutto il mondo, superando il concetto di Made in Italy che si è evoluto in un Made in Servomech pienamente riconosciuto.

    Servomech ha saputo adattarsi alle mutevoli esigenze del mercato grazie alla sua vasta gamma di prodotti e alla sua flessibilità produttiva. Gli attuatori lineari, i martinetti meccanici e i rinvii angolari dell’azienda sono stati accolti con favore dai clienti per la loro qualità, affidabilità e prestazioni superiori. Inoltre, l’azienda ha abbracciato la sfida della globalizzazione adottando una strategia 4.0, che ha permesso di ridurre i consumi e l’impatto ambientale senza compromettere la qualità dei suoi prodotti.

    Servomech sarà presente a MECSPE Bologna con interessanti novità di prodotto all’insegna dell’efficienza e del risparmio energetico, come gli attuatori lineari elettromeccanici Serie HSA: elevate velocità lineari associate ad alti carichi; controllo preciso e accurato di posizione, velocità e forza; consumi energetici ridotti e minori costi di installazione.

    In esposizione saranno presenti anche i nuovi martinetti meccanici con vite a sfere ad alto rendimento e prestazioni Serie MSA BS: idonei per alte dinamiche e alte velocità, elevata precisione di posizionamento e funzionamento continuo. Verrà presentata in questa occasione anche la nuova interfaccia universale per servomotori brushless. I visitatori potranno quindi approfondire con i tecnici Servomech presenti allo stand il futuro dell’elettrico nelle applicazioni lineari in alternativa ai cilindri idraulici e pneumatici e i vantaggi della nuova generazione di sistemi di sollevamento proposta da Servomech.

     

    www.servomech.com

    Servomech SpA, nasce nel 1989 e fin dai primordi segue internamente tutto il ciclo produttivo all’interno dei propri stabilimenti ad Anzola dell’Emilia, nell’area di Bologna. Si specializza in attuatori lineari a vite trapezoidale e a ricircolo di sfere, martinetti meccanici con vite a sfere, martinetti meccanici a vite trapezoidale, rinvii angolari e viti e madreviti a ricircolo di sfere. Apprezzata in tutti i paesi dell’Unione Europea e dai paesi industrializzati di tutto il mondo, mette a disposizione una gamma di prodotti di alta qualità per il movimento lineare, garantendo un altissimo livello di flessibilità produttiva e la massima cura nei progetti dei propri clienti.

  • BREM lascia il segno a CERSAIE 2023

    BREM, azienda specializzata in originali e innovativi caloriferi per l’architettura, è stata protagonista all’importante manifestazione bolognese giunta alla sua quarantesima edizione.

    Lo spazio espositivo allestito da BREM è stato oggetto di numerose visite da parte del qualificato pubblico.  I visitatori hanno mostrato grande apprezzamento per le proposte dell’azienda, esprimendo il proprio plauso soprattutto per le nuove collezioni CHEM e GEOMETRICA.

    Disegnato da Davide Diliberto, CHEM è il radiatore modulare ispirato all’architettura industriale, la cui forma esterna e? quella di un tubo di 9 cm di diametro che termina con una curva saldata fissata a parete. CHEM-S è la versione scaldasalviette di CHEM, disponibile anch’essa in vari modelli grazie all’aggiunta di elementi tubolari quadrati applicati ad uno o due elementi tubolari verticali.

    La collezione Geometrica, design Luigi Brembilla, si compone, invece, di scaldasalviette costituiti da elementi geometrici di dimensioni contenute e una barra orizzontale riscaldante che li attraversa e li connota. La resa calorica dello scaldasalviette, inoltre, può essere potenziata anche da tubi radianti posteriori.

    Il pubblico ha mostrato, inoltre, particolare interesse per le eccezionali possibilità di personalizzazione offerte da BREM, il cui catalogo è la base per un vero e proprio sistema custom made che consente di creare la migliore configurazione per tipologia di ambiente, dimensioni ed energia necessaria al suo riscaldamento, garantendo al contempo un design coerente e armonioso.

    Anche questa edizione del CERSAIE conferma il valore del brand “Made in Italy” da sempre impegnato a proporre collezioni che si contraddistinguono per il design d’autore, per soluzioni tecniche originali e innovative, e per l’imbattibile qualità.

    BREM dà prova ancora una volta di grande capacità di adattamento al mercato e di essere un vero punto di riferimento per il settore del termodesign.

    www.brem.it

  • Ghiotte novità in anteprima a Marca 2023 per QUIN® e la filiera italiana della quinoa

    Dal 18 al 19 gennaio l’assaggio in anteprima delle novità che l’azienda porterà sulle tavole nazionali ed europee nei primi mesi dell’anno, insieme alla vasta gamma di prodotti che continua a entusiasmare il pubblico e il retail, grazie alla capacità di sviluppare referenze PL e partnership strategiche con le principali insegne della GDO

     

    C’è un buon motivo in più per visitare Marca 2023, l’unica fiera in Italia dedicata al settore MDD, in programma a Bologna il 18 e 19 gennaio prossimi. Per l’edizione numero 19, infatti, al Padiglione 29 Stand D32-E 31 a esaltare il gusto dei visitatori ci penserà QUIN® che porterà in anteprima l’assaggio delle novità pronte a entusiasmare i palati nazionali ed europei nel prossimo trimestre.

    Non capita spesso di poter gustare delizie che a distanza di pochi mesi saranno delle referenze top nella classifica dei consumatori e la manifestazione bolognese è dunque un’occasione davvero ghiotta per poter approfondire con gusto la conoscenza di un’azienda che si appresta a conquistare i mercati italiani ed esteri non solo con i prodotti firmati QUIN®, ma anche con private label ad alto valore aggiunto, risultato di un’area di business che negli ultimi anni ha segnato tassi di crescita sempre più importanti insieme a partnership strategiche con le principali insegne della GDO e del canale specializzato.

    Caratteristiche distintive di ogni referenza sono l’utilizzo di quinoa rigorosamente di filiera italiana, ingredienti scelti, l’accuratezza e l’artigianalità della lavorazione che portano alla creazione di una gamma con ben 15 referenze che accompagnano il consumatore dalla colazione all’aperitivo con gusto e benessere in ogni occasione di consumo.

    Una qualità che si percepisce ad ogni assaggio e che al tempo stesso garantisce grande flessibilità e una capacità di innovazione attraverso ricette e formati che spaziano dalla farina ai chicchi, dalla quinoa soffiata a cracker e snack, dalla pasta fino alla quinoa birrificata. È l’impegno portato avanti dall’Azienda Agricola Sebastiano Tundo e il suo brand QUIN® fin dalla sua costituzione e che la vede protagonista indiscussa anche per l’edizione 2023 di Marca by BolognaFiere.

    Non potrebbe essere altrimenti per l’Azienda Agricola Sebastiano Tundo con sede ad Argenta (FE), nell’oasi naturale di Campotto nel Delta del Po che può contare su una solida esperienza, maturata con il marchio QUIN® che la rende un partner chiave delle insegne della GDO nella realizzazione delle proprie MDD.

    “Oggi il consumatore chiede alle private label garanzie su qualità, tracciabilità, salubrità dei prodotti, requisiti indispensabili e che siamo in grado di soddisfare mediante una gamma di prodotti di valore e ad alto gradimento. Senza tradire gli standard qualitativi che ci contraddistinguono garantiamo in PL un ampio ventaglio di prodotti a partire dalla farina e dai chicchi, alla quinoa soffiata al cioccolato per la colazione, dalla pasta in vari formati a cracker e snack, magari da accompagnare a quinoa birrificata, anche soddisfando specifiche richieste di ricettazione. Dalla selezione delle materie prime alla produzione artigianale fino al packaging siamo in grado di accompagnare il cliente nella creazione di linee di prodotto customizzate pienamente rispondenti alla necessità dei mercati di destinazione e di utilizzo, dalla Grande Distribuzione all’Ho.Re.Ca.” come conferma Sebastiano Tundo, titolare dell’omonima azienda agricola e ideatore del brand QUIN®.

    Appuntamento dunque al Padiglione 29 Stand D32-E 31 per assicurarsi una degustazione delle ultimissime novità Made in QUIN® e conoscere i nuovi prodotti capaci di fare la differenza nelle preferenze dei consumatori, come attestato dall’alto indice di gradimento già riscontrato su tutta la gamma prodotti.

     

    www.quinitalia.com

     

    QUIN® è un brand di proprietà dell’Az. Agr. Tundo Sebastiano, azienda agricola con sede ad Argenta (FE). Guardando con massima attenzione alla sostenibilità alimentare, QUIN® ha creato la filiera italiana della quinoa. Dalla coltivazione al raccolto, fino alla trasformazione della materia prima, l’azienda di si impegna a consegnare al mercato un prodotto orgogliosamente italiano, affidabile e di altissima qualità. www.quinitalia.com è l’e-commerce dedicato alla vendita dei prodotti a marchio QUIN®.

  • CMP inaugura a Bologna il suo store n°50

    Qualità e stile italiani, immancabile uso del colore e una vasta gamma di proposte per accontentare sportivi e amanti delle attività outdoor in ogni occasione: questi sono gli elementi che rendono CMP uno dei marchi più apprezzati nel mondo dello sportswear, in Italia e anche nel Nord Europa. Ora, anche i bolognesi potranno accedere al mondo CMP grazie all’apertura del 50° store monomarca del brand veneto proprio in centro città, in via Ugo Bassi n°4. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta martedì 13 dicembre con un evento aperto al pubblico. 

    Un totale di 140 metri quadri espositivi, organizzati su due piani, 450 diversi modelli presenti in negozio: questi, in sintesi, i numeri del nuovo store CMP dedicato a sportivi e appassionati di attività outdoor inaugurato il 13 dicembre in via Ugo Bassi n°4 a Bologna. 

     

    LO STORE

    Lo store che CMP, brand del Gruppo F.lli Campagnolo S.p.A., ha aperto sotto le due torri è il suo 50° negozio monomarca, caratterizzato da un’offerta competitiva e completa. Obiettivo: offrire agli amanti degli sport outdoor e indoor tutto il necessario in termini di abbigliamento, accessori e calzature.

    La nuova struttura propone una selezione dei migliori capi di abbigliamento CMP, che si distinguono per versatilità e funzionalità, puro stile italiano, tanto colore e l’ottimo rapporto qualità-prezzo, da sempre cifra distintiva del marchio. 

    Le vetrine del punto vendita bolognese si presentano al pubblico, per l’occasione e vista la stagione, con un allestimento che ha come protagonista lo sci e tutto ciò che ruota attorno a questo sport, dall’outfit da indossare in pista ai capi per l’après ski. All’interno tutte le novità delle collezioni sci, trekking, running, fitness e lifestyle per uomo, donna e bambino. Da sottolineare l’offerta di calzature, con una produzione che CMP ha iniziato 5 anni fa e che oggi supera la soglia dei due milioni di prodotti venduti, tra linea trekking, hiking, trail running, dopo sci, fitness e tempo libero.

    “L’apertura di Bologna simboleggia un traguardo particolarmente importante e testimonia la tenacia del nostro gruppo: solo 7 anni fa abbiamo fatto partire il grande progetto legato all’apertura dei nostri store monomarca e oggi, con questa cinquantesima insegna, possiamo dire di essere sempre più vicini ai nostri consumatori. Sappiamo quanto questo territorio sia composto da entusiasti del mondo sportivo e outdoor ed era da tempo che i nostri clienti più affezionati ci aspettavano a Bologna. Siamo quindi felici di portare il nostro marchio in una delle città più belle d’Italia, in una delle vie principali per lo shopping” – afferma Francesco Navach, responsabile Ufficio Retail. 

    L’8 dicembre il brand ha aperto anche il nuovo store ad Agordo, rilevando la precedente insegna “Sport Agordo”. Fabio Campagnolo, CEO di CMP ha dichiarato:  L’agordino è un bacino importante e quando si è presentata la possibilità di rilevare questo spazio commerciale abbiamo subito colto l’occasione perché siamo convinti sia fondamentale mantenere vivi i centri cittadini, soprattutto in località montane, offrendo una proposta d’abbigliamento che risponda alle esigenze di tutti i giorni, oltre agli appuntamenti sportivi. Vogliamo dare ai cittadini di Agordo e dintorni un vero e proprio servizio perché sappiamo quanto sia importante poter contare in ogni stagione su capi comodi, protettivi, belli e accessibili”.

     

    IL GRUPPO

    F.lli Campagnolo è una storica azienda con sede a Romano D’Ezzelino (VI) attiva nel settore sport, arredo casa e abbigliamento per bambino nata nel secondo dopoguerra, a cavallo tra gli anni ’50 e gli anni ’60, dall’intuito imprenditoriale di Maria Disegna, giovane vedova con cinque figli che, insieme, hanno saputo crescere e consolidarsi da “bottega” di famiglia a solida realtà aziendale.

    Oggi l’azienda si compone di diverse realtà, tutte figlie di una lunga esperienza imprenditoriale nel mondo del tessile: CMP (sportswear), Melby (abbigliamento per bambino), Maryplaid (tessile casa e homewear) e FC F.lli Campagnolo (abbigliamento).

    Dalla prima infanzia ai teenager, dai giovani adulti alla famiglia, i marchi del Gruppo sanno come interpretare i desideri di chi cerca capi dallo stile autentico e inconfondibile. Praticità e qualità, tecnicità e colore sono tra i valori distintivi che fanno la differenza. Con il brand CMP il gruppo è presente a livello internazionale sia con punti vendita monomarca sia come distribuzione multimarca.

    Alla guida dell’azienda veneta F.lli Campagnolo S.p.A, c’è Fabio Campagnolo, che ha da poco ricevuto il Premio EY L’Imprenditore dell’Anno nella categoria Fashion & Design. Un riconoscimento ottenuto grazie all’impegno profuso nel portare l’eccellenza italiana all’estero, mantenendo un costante legame con la tradizione e il territorio, accompagnata da una forte spinta innovativa nel design, nella produzione e nella commercializzazione dei propri prodotti.

    F.lli Campagnolo ha concluso l’esercizio 2021 con un fatturato aggregato di 193 milioni di euro realizzato attraverso una rete di agenti e distributori e con una presenza capillare di negozi multibrand e monobrand in Italia e all’estero.  

    Le previsioni per il 2022 sono rosee, il gruppo prevede di chiudere l’anno con un fatturato di oltre 250 milioni di euro.  Un ottimo risultato, ottenuto grazie a una strategia di qualità che si basa sullo sviluppo dei marchi, sull’attenzione al cliente e alla sostenibilità – il gruppo è tra i membri fondatori di Cobat Tessile, consorzio per il riciclo di capi a fine vita – su un importante progetto di store monomarca che riguarda l’Italia, ma anche la Germania e la Francia, e su una forza produttiva che ha risentito meno delle difficoltà legate al periodo pandemico (5 siti produttivi di proprietà dislocati tra Italia, Romania e Tunisia che insieme all’headquarter e alla logistica, occupano oltre 1000 dipendenti). Tanti i progetti per il futuro tra cui un nuovo marchio tutto al femminile e l’obiettivo di proiettarsi verso nuovi mercati, in particolare USA e Cina.

  • Cercare la felicità: il romanzo rosa di Susanna Diamanti sul senso della vita

    copertina Bologna (BO) – Quando la vita ti pone di fronte a grandi sfide la scelta più coraggiosa è l’amore. Un assunto che affiora dalle pagine di Cercare la felicità di Susanna Diamanti. Il romanzo rosa della scrittrice bolognese è stato pubblicato lo scorso maggio da Sicrea Libri in seguito al conferimento della menzione speciale “Il senso della vita”, per la seconda edizione del concorso letterario Emanuele Ghidini indetto nel gennaio 2022 dalla Fondazione PesciolinoRosso in collaborazione con la casa editrice bresciana.

    Susanna Diamanti è un’imprenditrice, titolare di un’azienda vitivinicola sulle colline di Bologna. La sua è una storia vincente, fatta di rinunce e sacrifici, di scelte forti e di grande entusiasmo. La passione per i libri nasce da giovanissima. Avrebbe voluto intraprendere gli studi letterari ma ha dovuto affiancare il padre nell’attività di famiglia. Dopo tutto, una laurea in economia e marketing del sistema agro-alimentare le avrebbe consentito di seguire al meglio la sua futura azienda. Oggi è una donna realizzata, è appassionata di scrittura e la sua opera prima assomiglia all’immagine di una vita caratterizzata da momenti controversi ma anche da grandi soddisfazioni.

    L’autrice bolognese sceglie il romanzo rosa come genere speculare di uno spaccato femminile altamente contemporaneo. Il testo in parte ripesca il senso di leggerezza, passionalità, fatalismo, tipici del genere storico nato negli anni Trenta e divenuto famoso con Liala grazie al grande interesse dannunziano, e in parte segue una nuova corrente di influenza nordamericana con sfumature meno esotiche e più realistiche e qualche punta di drammaticità. Di fatto il racconto che narra le vicende di Laura, una ragazza benestante di La Spezia, e della sua formazione psicologica e realizzazione sociale, a un certo punto va a toccare il tema della pandemia che entra nel viaggio esistenziale della giovane caricandola di responsabilità e soprattutto di una visione più concreta e profonda della vita.

    La narrazione che mette in campo Susanna Diamanti è semplice ma ricca di sfumature di intensa umanità. Inizia con l’infanzia di Laura, una bambina orfana di madre ed estremamente legata a un padre molto facoltoso che, pur di renderla felice, soddisfa ogni suo capriccio. Una casa meravigliosa fa da sfondo alla vicenda, insieme a personaggi familiari come la matrigna, con la quale Laura ha un rapporto conflittuale, e una tata dal fare rassicurante e molto attenta ai suoi desideri. Paolo, invece, è il compagno di scuola e di giochi della bambina: di ceto meno abbiente, fin dalle prime battute si mostra sincero, affettuoso e leale. Con la scelta di iscriversi alla facoltà di medicina di Bologna, l’esistenza della protagonista comincia a diventare più intrigante, tra nuove amicizie e impegni accademici, una travolgente passione amorosa che metterà a dura prova la sua personalità, e certi fatali colpi di coda che le consentiranno di crescere in direzione del vero amore, dell’unica reale felicità.

    Il senso psicologico aderisce perfettamente alla trama del romanzo. Cercare la felicità offre diversi spunti di riflessione sul senso esistenziale, sull’accettazione della morte e del dolore, sulla costruzione dei sentimenti più autentici e la speranza di un futuro basato su valori e solide passioni. Per l’appunto l’amore si pone come il giusto collante di tutta una vita in corsa verso l’autorealizzazione, non solo personale ma anche all’interno del tessuto sociale di un mondo in cambiamento.

  • Una nuova partnership per il Benelux

    One Express sigla l’accordo con CTS Group, importante player europeo per la copertura di tutta l’area di Belgio e Olanda che getta le basi per uno sviluppo internazionale

     

    One Express guarda lontano, ben oltre i confini europei. Con impegno e determinazione, il lavoro di squadra ha permesso di diventare il primo Pallet Network italiano per Qualità. Un riconoscimento che ha attirato l’interesse di importanti realtà estere. Dopo la spagnola Palibex, ora un’altra primaria realtà ha siglato un’importante partnership.

    L’Europa chiama e One Express risponde in maniera concreta, come da sua abitudine ed è recentissimo un altro accordo estremamente strategico, con l’avvio della collaborazione con CTS Group, importante player dell’area Beneluxannuncia con grande soddisfazione il Presidente Claudio Franceschelli.

    Si tratta di una partnership importantissima – spiega Andrea Scarabelli – Area Manager Europaperché ci consentirà di portare le merci della nostra clientela nel cuore dell’Europa senza passare dalla Germania. Il che significa maggiore sicurezza, minori danni e migliori tempi di resa ma anche di approdare ai grandi porti olandesi, punto di riferimento per il commercio internazionale”.

    CTS Group è uno spedizioniere molto attento alla Qualità, a sua volta aderente a un Network che gestisce non solo bancali, ma anche groupage e collettame, fino ai piccoli cartoni, con una copertura territoriale capillare e molto efficiente. In 72 ore con partenza da Bologna i carichi arriveranno a destinazione, accrescendo così la capacità di servizio e permettendo agli Affiliati One Express di assicurare alla clientela rotte importanti e cruciali per lo sviluppo del business. Contestualmente, la ricezione di prodotti e materie prime provenienti da quei Paesi, in concomitanza con la forte presenza portuale, garantirà di fornire risposte concrete alle aziende italiane in un momento così delicato.

    Abbiamo già avviato diversi test e i feedback sono più che positivi – illustra Alessandro Gagliardelli – Responsabile Customer Service Europa & Contenziosoper cui siamo sicuri che questa collaborazione ci darà grandi soddisfazioni. Per noi è importante, significa dimostrare ancora di più come One Express possa fregiarsi di essere una ambasciatrice del Made in Italy in UE.

    Di primaria importanza è l’accesso a Rotterdam, Amsterdam, Anversa ed Eemshaven, dove transita la maggior parte del traffico internazionale.

    Una rilevanza, dunque, non solo per l’export, ma anche per l’import e non soltanto per le merci europee.

    In questo modo One Express amplia notevolmente la propria capacità di servizio ed è destinata a crescere ancora, fornendo contemporaneamente ai singoli membri del Network un vantaggio competitivo per i loro Clienti.

    La scelta di CTS Group nasce dall’attenzione alla Qualità che caratterizza questo player europeo. Proprio come One Express, anch’esso punta a distinguersi nel panorama nazionale e continentale per il servizio ad alto valore aggiunto. Questa comunanza assicura a entrambi i partner di continuare a fornire, anche ben oltre i propri confini territoriali, una caratteristica che li ha distinti dando loro una precisa identità.

    In un mondo sempre più globalizzato, non sono solo le tariffe a fare la differenza, ma soprattutto la capacità di rispondere alle specifiche esigenze di un mondo economico in continua evoluzione – commenta il Presidente Claudio Franceschelli.

     

     

    One Express è dal 2008 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 150 membri tra Affiliati italiani e Partner europei.

  • One Express investe nelle energie rinnovabili

    Il ricorso all’installazione di pannelli fotovoltaici nei principali Hub conferma la capacità del Primo Pallet Network Italiano per Qualità di conciliare il business con scelte strategiche all’insegna della sostenibilità

     

    L’adozione di politiche aziendali green e virtuose sono ormai alla base della vision di One Express, il Primo Pallet Network Italiano per Qualità che riunisce oltre 130 aziende di trasporto su tutto il territorio nazionale. Il Gruppo che con tre Hub centrali localizzati a Bologna, Milano e Napoli, garantisce consegne in 24/48/72 ore in tutta Europa e Italia, è da anni protagonista di progetti eco-friendly capaci impattare positivamente sull’ambiente e la collettività. Dallo sviluppo al lancio di ONE FOREST, fino all’adozione nella sede di Bologna del primo bicchiere realizzato in Rps (polistirolo riciclato), One Express prosegue nel suo percorso attivo verso la sostenibilità e l’impatto zero puntando anche sulle energie rinnovabili con l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio prodotte nei propri stabilimenti.

     

    Presso l’Hub di Milano a Torrevecchia Pia (PV) è stato recentemente installato un impianto fotovoltaico con potenza nominale di 260 kWP, con una produzione annua stimata di 304 kWh e una conseguente riduzione di emissione di C02 prevista nella misura di 163 kg. Performance positive che si aggiungono alle prestazioni degli altri impianti fotovoltaici che One Express sta avviando nell’ottica di sviluppare un business sempre più sostenibile. A Bologna, presso la sede centrale della One Express, sono presenti due impianti termosolari, uno al blocco 9.6 e l’altro al blocco 9.7. Il primo ha una potenza nominale di 8 kWp, con una produzione annua stimata di 9,917 e una riduzione di emissione di C02 prevista nella misura di 5,355 kg. Il secondo, invece, presenta una potenza nominale di 10 kWp, con una produzione annua stimata di 12,396 kWh e una riduzione di emissioni prevista nella misura di 6,694 kg.

     

    One Express è dal 2008 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 150 membri tra Affiliati italiani e Partner europei.

  • Davide Quaglietta: una pittura di intensa proiezione umana

    Cimentarsi nell’arte pittorica ai giorni nostri consente certamente delle prerogative e delle opportunità, che si snodano su più ambiti applicativi e diventano estendibili e orientabili con grande dinamismo di vedute e di prospettive. L’importante è comunque sempre tenere ben saldi come pilastri di fondamento prioritari, quegli ideali e quei principi, che delimitano i pensieri e i sentimenti, definiscono le percezioni emotive, qualificano i tratti emozionali distintivi e fungono da “incubatrice” protettiva al moto dell’anima fremente e incalzante. Sulla scia di queste considerazioni la Dott.ssa Elena Gollini ha espresso delle valutazioni in merito al percorso creativo compiuto da Davide Quaglietta, un percorso che viaggia in progressione di equilibrio armonioso con il suo ego intimo e interiore, con le pulsioni scaturite dalla sfera introspettiva e anche dalla dimensione dell’inconscio più recondita. In particolare la Dott.ssa Gollini ha argomentato asserendo: “Davide è senza dubbio un artista, che introduce la componente umana all’interno della sua ricerca pittorica e pone in primo piano e senza riserve la manifestazione rappresentativa della centralità umana e dell’ingerenza umana. Infatti, seppur omettendo volutamente la raffigurazione umana in senso lato e in senso tradizionale, in ogni opera è presente con significato cifrato e codificato ben specifico e ben declinato a livello di comunicazione dialettica e semantica insita e sottesa. Ecco, perché nonostante le composizioni non abbiano una presenza umana esplicitamente palese e acclarata, si può a ben conto parlare di intensa proiezione umana nella visionarietà compositiva d’insieme, da cui trapela e affiora una parafrasi molto pregnante di umanità, che è indice anche di rimando del tripudio di umanità e di energia umana, che si sprigiona durante l’atto e il gesto creativo di Davide. La pittura si traduce in una trasposizione simbolica, che fa leva sulla presenza-non presenza umana derivante da una suggestione speciale, che si trasforma in catarsi ammaliante”.

     

  • Davide Quaglietta: una pittura allineata al “Cogito ergo sum” di Cartesio

    La celeberrima frase “cogito ergo sum” passata alla storia e sempre attuale proclamata dal grande maestro filosofo Cartesio è da sempre fonte di ispirazione e di riflessione anche a livello artistico e conferisce una valenza ancora più rilevante alla mimesi costitutiva genetica delle opere d’arte. Davide Quaglietta con la sua corposa e variegata produzione pittorica si pone in linea con la concezione teoretica dell’esimio illustre Cartesio e la utilizza in modo personale e soggettivo, rivisitandola ed estrapolandone i contenuti essenziali, che reputa più affini e spendibili per il suo punto di vista esistenziale. Al riguardo la Dott.ssa Elena Gollini ha dichiarato: “Davide è esempio di forza di pensiero e di forza vitale, che si riflette e si rispecchia appieno nel suo fare pittorico senza però diventare troppo ridondante e troppo predominante, ma bensì trovando quel bilanciamento impeccabile, quel quid dosato e misurato ad hoc, che lascia ampio raggio d’azione anche al corollario della fantasia e dell’immaginazione, allo specchio speculare del suo pensiero, che si fonde e si intreccia con quello del fruitore-spettatore e diventa una commistione plasmata con armonia alla consapevolezza e con coerenza analitica e critica, che gli appartiene nella sua maturità responsabile. Essere pensante e perciostesso creativo è dunque un fulcro indeferibile per considerarsi artista vero e creativo autentico. Se dovessi dare una frase ermetica e sibillina per inquadrare la visione pittorica di Davide associata alla sua fonte pensante potrei dire che si riassume in ‘astenersi perditempo’ inteso ovviamente come esclamazione potente e come espressione decisa per fare comprendere fino in fondo l’intento e l’intenzione, che si prefigge nel portare avanti la sua arte. Siamo dinanzi ad una formula cartesiana, che viene modulata e modellata per rispondere alle specifiche esigenze di Davide e del fruitore-spettatore. Assieme possono edificare e modellare un loro significato ideale attribuendo un loro valore di essenza all’insegna del pensiero ragionato, affrancato e ravveduto”.

     

  • La caleidoscopica dialettica pittorica di Davide Quaglietta

    “All’interno del bacino espressivo, che Davide Quaglietta ha designato come principale fonte da cui prendere spunto per le sue incalzanti evoluzioni pittoriche, si può ravvisare una prospettiva caleidoscopica a livello dialettico manifesto e non manifesto, esplicito ed implicito, palese e sotteso, emerso e sommerso, che rende la struttura compositiva ancora più corposa e sostanziosa nella sua peculiare genesi sostitutiva”. La Dott.ssa Elena Gollini si concentra nel delineare con dovizia di valutazioni comprovanti l’intento comunicativo dominante nell’arte pittorica di Quaglietta, che si regge su precisi paradigmi e assetti sequenziali, dove l’apparato dialettico è composto da un circuito visionario, che mette insieme mente, anima e cuore. E ancora la Dott.ssa Gollini ha voluto rimarcare dichiarando: “Davide ha senza dubbio una mente acuta e arguta, che gli consente di discernere in modo critico e analitico, scremando e selezionando nel profondo. L’anima nel suo moto dinamico è sempre nel turbinio delle emozioni e dell’enfasi emotiva e cerca una dialettica pura e cristallina. Il cuore segue il battito pulsante in linea con la commistione dei sentimenti, che affiorano e si fanno largo e si lascia guidare dall’ego intimo alla ricerca di contenuti autentici e incontaminati. La dialettica pittorica di Davide ha quindi come filo conduttore un processo complesso e un meccanismo intriso di caleidoscopiche profusioni introspettive. Per Davide un quadro deve sempre poter ‘parlare’ in modo composto e senza inutile loquacità prolissa. Deve possedere una dialettica chiara e immediata, arrivare diretto, ma senza troppo fervore, conquistare l’attenzione sensibile del fruitore, che diventa spettatore-lettore. Il caleidoscopio linguistico di Davide è la metafora concettuale della molteplicità di opportunità e occasioni di condivisioni proposte e offerte, che prescindono dagli stereotipi interpretativi di massa, ma si addentrano in un campo più elevato. Davide cerca nella pittura un sostegno forte e permeante, un punto fermo e sicuro, un approdo accogliente su cui poter contare in ogni momento, ma non come semplice diversivo di svago fine a se stesso, ma bensì come identità dialettica davvero comprovante, che lo identifica come giovane uomo e come talentuoso creativo. Dentro al caleidoscopio dialettico da lui alimentato e innervato possono confluire sempre nuove esperienze e nuovi input, nuovi espedienti narrativi da sperimentare e collaudare, perché fare arte è per Davide una dimensione compenetrante e totalizzante, una realizzazione che diventa motivazionale in senso totale. Questa concezione ha bisogno di essere sempre rafforzata e rinvigorita attraverso il placet di consenso da parte dello spettatore, che di rimando accetta un simbolico pactum dialettico e individua il proprio caleidoscopio percettivo e sensoriale”.

     

  • La psicologia del colore nella pittura di Davide Quaglietta

    “Colore, colore, colore e ancora colore, che sprigiona sensazioni differenti e accresce l’enfasi dello scenario e della prospettiva orchestrata. Il colore in pittura è elemento indeferibile e irrinunciabile per catalizzare l’approccio visivo del fruitore e avere un ventaglio di appigli e di contatti sui quali costruire un’interpretazione interattiva vera ed edificare una cifra stilistica impattante. Certamente, anche Davide Quaglietta considera l’utilizzo del colore come procedimento molto valido per completare le sue pagine narrative e per dare ancora più energia alla sfera concettuale da lui ottimizzata cum grano salis all’interno delle rappresentazioni”. La Dott.ssa Elena Gollini si sofferma sulla psicologia del colore, che appartiene alla poetica pittorica di Quaglietta soprattutto riferita alla tavolozza cromatica del blu e delle tonalità ad intreccio, che vengono ricavate in fusione armoniosa. Davide designa il blu come suo colore reggente e predominante facendo una scelta a monte, che acquista un significato e una connotazione esclusiva, che merita un approfondimento critico. A tale scopo la Dott.ssa Gollini ha spiegato: “Quando un artista compie una scelta preferenziale così marcata e decisa verso una particolare visione cromatica, senza dubbio ha intenti e intenzioni, che dimostrano una coerenza piena radicata e sono la testimonianza di sue certezze di pensiero. Davide ha una potenza evocativa a livello visionario molto sviluppata e il colore blu aumenta questa potenza e garantisce un risultato d’insieme molto convincente. Accanto al discorso di tipo ottico e visivo ovviamente Davide accosta quello di tipo riflessivo. Mi sovviene dunque di aprire e intavolare un’argomentazione, che si ricollega alla psicologia del colore, in quanto il colore è molto più di un fenomeno ottico. Ogni colore ha un significato proprio, che ha un determinato impatto sul cervello. Pertanto, la psicologia del colore è uno strumento fondamentale anche nel mondo artistico per comprendere la reazione del fruitore-spettatore. La psicologia del colore nasce, perché i colori possono stimolare la mente umana provocando delle emozioni particolari. Ogni colore ha infatti il suo significato e la sua connessione precisa con una parte del cervello, che determina emozioni e stati d’animo precisi. L’arte è una forma di espressione, che usa il potere dei colori. In particolare secondo la psicologia del colore il blu rappresenta la pacatezza, la calma e la serenità. È il colore della nobiltà e dell’eleganza, della fedeltà e della tradizione. Scegliere il blu significa amare i toni pacati, essere stabili nei rapporti e possedere la pace interiore”.

    Provate a chiedere alle persone attorno a voi qual è il loro colore preferito. Vedrete che la maggior parte di loro vi risponderà blu. Gran parte del mondo è blu, il cielo che ci sovrasta, il mare che delimita le nostre terre. Il blu è affidabilità, appartenenza, lealtà” (Lisa Guerrini).

  • Davide Quaglietta: pittura, parole, dialogo

    “Ritengo, che sarebbe assolutamente superficiale e semplicistico classificare la pittura di Davide Quaglietta come formula espressiva di moderna applicazione comunicativa tout court, senza fare un’analisi approfondita mirata sulle sequenze di interconnessione studiate con precisione certosina, che vengono sapientemente amalgamate alla materia pittorica e si fondono con la tavolozza cromatica e tonale”. La Dott.ssa Elena Gollini intavola delle considerazioni critiche, che risultano utili per meglio relazionarsi con la poetica artistica di Quaglietta ed entrare nel merito sostanziale delle motivazioni che ne stimolano lo slancio creativo e la ricerca appassionata. Al riguardo ha spiegato ancora: “La pittura di Davide è già di per se stessa entità vitale e dinamica, poiché la materia viene elaborata e plasmata intrisa di energia e di carica energetica vibrante e pulsante, che si diffonde oltre il limite della superficie e del supporto. A questa formula pittorica così animata Davide aggiunge e accosta una dialettica semantica intensa e profonda, scaturita dall’ego più intimo e recondito, ma anche da quanto gli suggerisce il moto dell’anima, nonché la sfera spirituale e interiore, quella dimensione introspettiva di grande spessore umano che gli appartiene. Ecco perché possiamo definire la pittura di Davide come ‘parlata’ in senso simbolico e allusivo, poiché non è mai scissa e separata dalla componente contenutistica, che rimanda a significati e messaggi da cogliere e da scoprire in chiave metaforica dentro la fitta trama e l’articolata texture della narrazione scenica, sempre argomentata tramite composizioni di resa ottimale, subito impattanti a livello visivo e ottico, tali da conquistare e catturare l’attenzione curiosa dello spettatore, che poi viene invogliato a cogliere gli aspetti e i tratti sostanziali insiti e sottesi. Davide è artista perspicace e riflessivo, che riesce a strutturare un’espressione pittorica ‘dialogata e dialogante’ utilizzando spunti, rimandi, richiami e riferimenti sempre attuali, molto sentiti a livello sociale e collettivo, facilitando l’approccio di contatto e la lettura interpretativa e portando subito il fruitore dritto verso il cosiddetto climax narrativo, il cosiddetto ‘nocciolo della questione’, il fulcro nevralgico principale, che regge l’intero assetto del palinsesto linguistico. ‘Pittura + parole = dialogo’ diventa la chiave in codice portante di tutta la mimesi pittorica di Davide e determina ogni sua ideazione progettuale condotta a monte per ottenere risultati e soluzioni efficaci e funzionali. È proprio quindi dichiarabile a buon conto, che per Davide le parole hanno davvero un grande peso e un grande valore e racchiudono un paradigma molto prezioso da cui attingere per rafforzare la sua vena di ispirazione creativa”.

     

  • Davide Quaglietta: arte fonte di virtù aggregativa

    Viene naturale pensare, che chi si cimenta nella produzione artistica, sia essa pittorica, scultorea, fotografica o di qualunque altra libera espressione creativa, abbia il desiderio e l’aspirazione di intraprendere un percorso di ricerca virtuosa, con ideali e principi cardine di valore da sostenere e divulgare. Purtroppo, però non sempre poi strada facendo i buoni propositi iniziali vengono mantenuti e sviluppati in positivo, ma vengono accantonati e dimenticati lasciando spazio a situazioni poco credibili e di scarsa valenza. Essere artisti è in primis una responsabilità da gestire con coerenza e consapevolezza, poiché la propria arte è uno strumento, che influenza in modo diretto o indiretto il giudizio pubblico e come tale si presta a promuovere contenuti e messaggi di vario tipo, a fare da collante sociale oppure da disgregante, rompendo schemi e riscuotendo reazioni, ponendosi come manifestazione borderline e off limits per suscitare clamore popolare. Sulla scia di queste proiezioni riflessive la Dott.ssa Elena Gollini evidenzia come l’arte pittorica di Davide Quaglietta sia assolutamente votata a un ideale di virtù aggregativa, a una prospettiva di collante sociale e collettivo, senza mai trascendere in sterili e infeconde provocazioni e tanto meno in inutili polemiche fini a se stesse. “Davide cerca di attuare una comunicazione pura, non inquinata e non contaminata, restando dentro una sfera comunicativa e dialettica virtuosa, che affronta tematiche salienti e argomenti importanti e si articola all’interno di una parabola dialogica allineata secondo criteri di visione e di valutazione ravveduti e lungimiranti. La pittura di Davide è illuminata di virtuosa saggezza e di coraggiosa forza d’animo e non sconfinata mai oltre una certa calibratura bilanciata di toni. Davide accoglie dentro le sue variegate orchestrazioni il riflesso virtuoso di un sapere e di una conoscenza di estrazione e di radice universale, che la storia dell’arte ha sempre protetto e salvaguardato come principi cardine intoccabili e inviolabili e come patrimonio da tutelare ad oltranza e senza riserve. Si può parlare pertanto, di una pittura di virtù e di una visionarietà creativa virtuosa, considerando la motivazione convinta, che appartiene a Davide e lo ispira nel cammino. Virtù, che equivale a bene universale e positività universale, perché nell’intera produzione è racchiusa come fonte inesauribile capace di sprigionarsi ovunque e di essere percepita e recepita in modo tangibile e manifesto. Virtù, che è sinonimo di azione intraprendente per mettere in luce pensieri e sentimenti rilevanti e per esortare e invitare a estrapolare pensieri e sentimenti di comprensione e accoglienza, perché per Davide l’arte è in primis amore assoluto”.

     

     

  • Accademico alla Paride Venturi International Academy of Opera di Bologna

    Grande attesa per l’apertura del nuovo Anno Accademico alla Paride Venturi International Academy of Opera di Bologna

    Post di assnapoli

    UN PROGRAMMA INCREDIBILE DAL 6 OTTOBRE

     

    La  PARIDE  VENTURI  INTERNATIONAL  ACADEMY  OF  OPERA  riapre  finalmente  agli studenti.

    La  pandemia  non  ha  bloccato  i  lavori,  li  ha  solo  rallentati  e,  dal  prossimo  6 Ottobre,  i  maestri    Carlo  Colombara  e  Fulvio  Massa,  fondatori  dell’accademia  nel  2019, saranno  pronti  a  presentare  un  programma  didattico  ricchissimo  di  appuntamenti  per una  formazione  di  altissimo  livello. Lezioni  individuali  insieme  ai  docenti  dell’accademia  e  Masterclass  dedicate  alla specializzazione  in  compagnia  di  grandi  artisti  del  mondo  dell’opera  e  dello  spettacolo.

    La  didattica  della  PARIDE  VENTURI  INTERNATIONAL  ACADEMY  OF  OPERA  non  è  solo un’accademia  artistica  ma  una  vera  e  propria  realtà  professionalizzante  che  porta  lo studente  ad  essere  pronto  a  calcare  un  palco.

    La  presenza  di  agenti  e  critici  specializzati durante  tutte  le  Masterclass,  inoltre,  sarà  uno  stimolo  per  trovare  un  riscontro  concreto  e per  sviluppare  incontri  di  lavoro. L’anno  accademico  2021/2022  partirà  il  prossimo  6  Ottobre  con  l’inizio  ufficiale  delle lezioni.

    Primo  grande  appuntamento  dal  18  al  21  Ottobre  quando  sarà  ospite  della  PARIDE VENTURI  INTERNATIONAL  ACADEMY  OF  OPERA  il  tenore  italiano  Fabio  Armiliato.

    La  Masterclass,  della  durata  di  quattro  giorni,  affronterà  il  tema  “L’interpretazione nell’opera  romantica”.  Dall’esperienza  maturata  attraverso  opere  quali  Andrea  Chénier, Manon  Lescaut,  Adriana  Lecouvreur,  Aida,  Bohème,  il  tenore  italiano  proverà  a trasmettere  agli  studenti  l’importanza  della  giusta  intenzione,  dello  studio  del  ruolo,  della preparazione  ad  un  personaggio  che  non  legarsi  solo  alla  semplice  proposizione  delle arie.

    MASTERCLASS  CON FABIO ARMILIATO “L’INTERPRETAZIONE  NELL’OPERA  ROMANTICA” 18/21  OTTOBRE  2021
    Mentre il programma didattico procederà quotidianamente, un secondo appuntamento arriverà ad Aprile con la Masterclass: Opera-Studio de “La Bohème” di Giacomo Puccini, curata dai fondatori dell’accademia Carlo Colombara e Fulvio Massa.

    Dal 1° Aprile ben tre giorni dedicati all’opera di Puccini, per portarla in scena in una speciale versione con accompagnamento al pianoforte.

    MASTERCLASS CON CARLO COLOMBARA E FULVIO SERRA “OPERA STUDIO DE LA BOHÈME DI GIACOMO PUCCINI” 1/3 APRILE 2022 A Maggio, infine, sarà ospite dell’accademia il soprano italiano Luciana Serra.

    Tema di questa sessione: “L’arte della coloratura nell’opera”.

    Altro approfondimento imperdibile che metterà l’esperienza del soprano a disposizione degli studenti per scoprire e migliorare una tecnica che caratterizza da sempre il “belcanto italiano”.

    MASTERCLASS CON LUCIANA SERRA “L’ARTE DELLA COLORATURA NELL’OPERA” 15/20 MAGGIO 2022

    Info: [email protected]

    Accademia Paride Venturi 

     Costi di partecipazione alle Masterclass presentate:

      Masterclass del M° Fabio Armiliato: 600 Euro (4 giorni, dal 18 al 21 ottobre 2021)  Masterclass della Sig.ra Luciana Serra: 800 Euro (5 giorni dal 15 al 20 Maggio 2022)  Auditori ammessi a 100 Euro totali per partecipare a tutte le giornate delle singole Masterclass  Per eventuali lezioni individuali con il M°Carlo Colombara o con il M°Fulvio Massa 1 ora di lezione: 80 Euro.  In caso di 2 o più giorni di lezione: 1 ora 50 Euro       

  • Davide Quaglietta in mostra online dal titolo “Arte motivazionale” a cura di Elena Gollini

    È stata ufficialmente inserita sulla piattaforma web la mostra di Davide Quaglietta dal titolo particolarmente eloquente “Arte motivazionale” con la curatela della Dott.ssa Elena Gollini. Sono state selezionate opere pittoriche, che rispecchiano appieno la portata motivazionale, che la pittura di Quaglietta possiede potendosi a buon conto anche definire come arte votata al sociale e destinata alla fruizione collettiva. Al riguardo la Dott.ssa Gollini ha evidenziato alcune considerazioni affermando: “Ho da subito capito, che per Davide l’arte è in primis sinonimo di motivazione radicata nel profondo del suo ego intimo e finalizzata a trasmettere nello spettatore delle percezioni mirate, che innescano a loro volta dei meccanismi recettivi e sensoriali su più fronti di empatia e di feedback. Ecco, perché la pittura di Davide acquista una marcia in più a livello di valenza intrinseca e conserva quegli ideali elevati e incontaminati, che risiedono nel concetto primario e precipuo di arte universale. La pittura di Davide è una nicchia speciale di protezione e di fusione di principi cardine, che fungono da potenziatori delle risorse espressive e comunicative insite dentro le intense narrazioni che propone. Forma, colore e materia vengono abilmente combinati e plasmati insieme per ottenere esiti sempre convincenti da offrire al fruitore, ma all’aspetto estetico e formale si aggiunge sempre quella dimensione concettuale sottesa, che è la radice di fondamento per alimentare e sostenere il frizzante estro creativo che Davide possiede. Le motivazioni a monte sono dunque inderogabili e imprescindibili e diventano un tutt’uno con le modulazioni pittoriche variegate, si fondono con la raffinatezza rappresentativa ed entrano in contatto con quanto appartiene al corollario semantico e linguistico. Gli scenari e le visioni prospettate da Davide non sono mai fini a se stesse, ma bensì fanno da prospettiva canalizzatrice per lo spettatore e attirano e sollecitano l’occhio sensibile e l’intuizione guizzante. Ogni quadro contiene quindi qualcosa di speciale, che è capace di integrare e compensare la componente estetica e formale e di svelare in toto gli intenti e le intenzioni suggeriti dalla fervida ispirazione emotiva ed emozionale di Davide. Da qui nasce l’idea di arte motivazionale, che viene poi accentuata tramite la partecipazione consapevole dello spettatore e la sua comprensione a largo raggio. Accanto al talento indiscusso Davide dimostra di avere una maturità esistenziale acclarata e di saperla orientare e indirizzare nelle sue scelte artistiche. Questo senza dubbio rende la sua arte ancora più meritevole di essere valutata come pregevolmente motivazionale”.

    VISITA LA MOSTRA

  • Un ventennale nel segno del welfare per il terziario bolognese

    Nel 2020 E.Bi.Ter.Bo, l’Ente Bilaterale del Terziario della Città Metropolitana di Bologna ha erogato misure di sostegno al reddito straordinario per un importo totale di € 732.909,91, oltre alle sue normali attività. Un insieme di aiuti consistenti che nell’anno del ventennale dell’ente ne conferma il valore del ruolo e dell’attività svolta

     

    Un 2020 molto difficile per la pandemia Covid-19 che, di contro, ha messo in luce il contributo offerto da realtà cittadine nel campo del welfare, della formazione e della solidarietà.

    E’ il caso di E.Bi.Ter.Bo., l’Ente Bilaterale del Terziario della città di Metropolitana di Bologna, costituito nel 2000 con lo scopo di svolgere attività destinate a sostenere l’innovazione, la competitività e lo sviluppo nel settore del Commercio, ossia, del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi con particolare focus sull’accrescimento e il miglioramento delle competenze dei lavoratori.

    Proprio nel ventennale dalla sua costituzione, E.Bi.Ter.Bo., costituito da Confcommercio Imprese per l’Italia e dalle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL, firmatarie del contratto nazionale di lavoro di riferimento del settore, è intervenuto in maniera importante per fronteggiare la crisi causata dall’emergenza epidemiologica erogando a favore di lavoratori e aziende prestazioni FSR per un importo pari a € 732.909,91.

    La chiusura del bilancio relativo all’anno scorso ha testimoniato un importante segnale per Bologna, a conferma della capacità operativa dell’ente che conta 5.560 aziende aderenti, di cui 389 supportate assieme ai loro dipendenti attraverso le azioni dell’ente, in un anno così difficoltoso e in vista di un futuro ricco di sfide.

    Sono diverse le tipologie di misure anticrisi straordinarie stanziate a sostegno del reddito. Dell’importo totale, € 9.869,81 sono stati erogati ai 40 richiedenti come Welfare straordinario per i lavoratori che si sono assentati dal lavoro per accudire i propri figli di età fino a 14 anni, nel periodo di chiusura delle scuole. Di € 521.401,31 hanno beneficiato 1.538 soggetti come contributo solidaristico per i lavoratori aderenti che abbiano subito una sospensione o una riduzione dell’attività lavorativa causa Covid. Con € 200.638,79 sono stati sostenuti 662 richiedenti come contributo serenità abitativa per i lavoratori aderenti che hanno subito una riduzione salariale, titolari di un mutuo prima casa o locatori di un’abitazione. Un pacchetto di aiuti consistenti e di cui E.Bi.Ter.Bo. si è potuto fare carico per un cifra complessiva di € 732.909,91.

    La Presidenza di turno, composta da Valentino Di Pisa (Presidente, di designazione datoriale) e Mario Antonio Forte (Vice Presidente di designazione sindacale), concordemente afferma che “E.Bi.Ter.Bo, fin da quando è stato istituito ha risposto al bisogno delle imprese e dei loro dipendenti, curandone la crescita professionale con positiva ricaduta sul lavoro sul piano della qualità e della competitività nel settore. Ha sempre sostenuto il reddito dei lavoratori in difficoltà, favorito la genitorialità e lo studio dei lavoratori e dei loro figli”.

    La Presidenza evidenzia che “Non è la prima volta che l’Ente Bilaterale risponde a particolari necessità come oggi. Ha dato risposte concrete negli anni che hanno seguito la crisi finanziaria globale del 2008 e nei tragici momenti conseguenti al sisma in Emilia del 2012”, sottolineando che “Il successo delle attività dell’Ente è frutto di vari elementi maturati nel tempo ma già ben radicati da quando è nato. Le buone relazioni tra le Parti Sociali di riferimento e il loro costante rapporto con il Consiglio Direttivo hanno reso tutti consapevoli dei bisogni e sensibili alle risposte da dare tramite l’apprezzabile e qualificata opera quotidiana dei dipendenti dell’Ente. Ciò ha consentito, a soggetti portatori di interessi economici differenti come Associazioni Datoriali e Organizzazioni Sindacali, di determinare e traguardare importanti obiettivi comuni”.

    Il Presidente e il Vice Presidente ribadiscono che “Le stesse Parti Sociali, la Presidenza ed il Consiglio Direttivo oggi valorizzano l’esperienza maturata in questi 20 anni e proseguono il cammino assieme verso lo sviluppo costante del settore con attenzione al bisogno dei propri aderenti, imprese e lavoratori”.

    Numeri importanti, quelli emersi dal Bilancio 2020 che se da un lato denunciano le difficoltà emerse in mesi così complessi, dall’altro attestano l’esistenza di realtà in grado di fornire un sostegno concreto a persone e aziende. Un aiuto tangibile che negli anni non è mai mancato, ma che indubbiamente si è dimostrato ancor più prezioso in un frangente tanto complesso e problematico come quello da cui, seppur lentamente, sembra uscire la vasta platea che vede in E.Bi.Ter.Bo. un punto di riferimento.

    Un ventennale di grande impegno e un traguardo importante dunque da cui proseguire con rinnovato slancio, in cui E.Bi.Ter.Bo ha avviato un nuovo progetto di comunicazione finalizzato ad essere ancora più vicino ai lavoratori e alle imprese, partendo dal restyling del proprio logo, per evidenziarne ancora di più valori e finalità. L’immagine vede protagoniste la Garisenda e l’Asinelli, le Due Torri simbolo di Bologna e di riferimento per l’ampia area geografica coperta dall’ente, da cui partono due linee che uniscono in un abbraccio ideale tutta la Città Metropolitana. Una visione grafica pensata non solo per contestualizzare il territorio di competenza e il raggio d’azione dell’ente, ma anche e soprattutto per unire simbolicamente, in un dialogo continuo fatto di scambio e confronto, le due compagini di cui si occupa: le aziende e i lavoratori.

    Anche nel 2021 prosegue l’organizzazione di diversi progetti formativi gratuiti, tra cui i corsi specializzati volti a trasmettere un continuo aggiornamento professionale e culturale ai lavoratori del Terziario e i seminari orientati sia ai lavoratori che agli imprenditori. Visto il perdurare della pandemia, anche per l’anno 2021 è stato rinnovato l’Accordo Straordinario per sostenere le misure anti-covid con ulteriori risorse finanziarie a carico di E.Bi.Ter.Bo.

     

     

    E.Bi.Ter.Bo è l’Ente Bilaterale del Terziario della Città Metropolitana di Bologna, costituito nel 2000 da CONFCOMMERCIO IMPRESE PER L’ITALIA e dalle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL in base a quanto previsto dal Contratto Collettivo nazionale di Lavoro. Svolge attività destinate a sostenere l’innovazione, la competitività e lo sviluppo dell’intero settore del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi con particolare focus sull’accrescimento e il miglioramento delle competenze dei lavoratori

  • Davide Quaglietta: un percorso pittorico di avventura e di scoperta

    L’arte contemporanea con le sue molteplici sollecitazioni espressive si offre come terreno fertile e fecondo per improntare e consolidare un percorso inedito e sui generis, che ciascun artista può trasformare a suo piacere e può rendere sempre più avvincente e intrigante. Sulla scia di questa portata a largo raggio dell’arte attuale, Davide Quaglietta accoglie queste riflessioni lungimiranti e recupera tali sollecitazioni metabolizzandone l’essenza ed estrapolando un proprio filo conduttore trainante per la sua formula pittorica. Sulla base di questo percorso compiuto da Quaglietta la Dott.ssa Elena Gollini ha manifestato il suo placet di apprezzamento dichiarando: “Parlando in chiave metaforica la pittura di Davide si può considerare come il germoglio florido e fiorente, che nasce e cresce dal terreno fertile e fecondo dell’arte contemporanea più rigogliosa e portatrice di frutti sani e consistenti. Davide concepisce ogni quadro come una vera e propria occasione di avventura e di scoperta, come un’opportunità da cogliere a se stante unica, speciale e irripetibile. Si applica sempre con il massimo impegno ed è molto intransigente sul suo operato e anche molto autocritico. Quest’aspetto appartiene al suo carattere ed è connaturato alle sue sfumature mentali ed emotive più recondite. La sua umiltà e modestia gli trasmettono quella virtuosa dote di pacatezza, che diventa parte integrante nella sua comunicazione pittorica. Ecco, perché Davide conserva sempre uno sguardo di visione e di prospettiva molto realistico e pragmatico, seppur riuscendo a volteggiare con le ali della fantasia all’interno delle sue originali rievocazioni narrative. Rappresentare a livello pittorico significa per Davide far emergere in superfici un simbolico tracciato di avventura e di scoperta, che cambia e si modifica sempre, che trova sempre nuova linfa da cui poter attingere per perfezionarsi e per migliorare la propria efficacia formale e sostanziale. La formazione a monte diventa dunque funzionale per comprendere i vari passaggi compositivi, che a loro volta sono predisposti per confluire e convogliare dentro questo percorso sempre più coinvolgente, quadro dopo quadro Davide non perde mai quell’entusiasmo e quella gioia iniziale, che vengono sempre mantenuti vivi e rigenerati tramite lo spirito guizzante dell’avventuriero curioso e sempre pronto a sorprendersi. Fare arte per Davide coincide anche con questa capacità di tenere sempre alto il desiderio creativo, di accudirlo dentro di sé, di coltivarlo fuori, di preservarlo da potenziali dinamiche ambigue e fuorvianti, affinché possa essere sempre acceso e pulsante. L’avventura e la scoperta alimentano e nutrono il suo ego artistico e sono dei pilastri insostituibili per sostenere e supportare il fervido ingegno votato alla pittura”.

     

  • Davide Quaglietta: ricerca cromatica e ricerca semantica

    “Nello scandaglio relativo alla mimesi formale e sostanziale della pittura di Davide Quaglietta si può distintamente discernere una sequenzialità di ricerca attenta e scrupolosa, che da una parte si incentra e si orienta all’elemento cromatico e alla profusione tonale e dall’altra parte si canalizza e di focalizza sulla dimensione semantica e sul registro linguistico sempre mirato ad hoc all’interno della composizione scenica”. La Dott.ssa Elena Gollini si esprime così nell’individuare la peculiare ricerca artistica di Quaglietta, che si modula su una sperimentazione sempre vivace e dinamica, supportata da una vena fantastica e da una fervida capacità immaginifica. Inoltre proseguendo ancora nella sua dissertazione critica ha argomentato: “Davide possiede una versatilità di pensiero e di vedute molto elastica. Riesce perfettamente ad introiettare insieme più stimoli e più sollecitazioni esterne e a codificarli secondo un proprio imprinting soggettivo dentro le sue rappresentazioni. Il colore è efficace per dare ancora più carica energetica e viene utilizzato con incisività di stesura corposa e marcata, per aumentare la portata dell’effetto plastico bidimensionale e la resa strutturale d’insieme. La sua ricerca cromatica denota una maturità consolidata a livello strumentale e anche una speciale empatia sensibile verso le molteplici risorse di suggestione ottica e visiva, che possiede la tavolozza cromatica nelle sue svariate combinazioni e declinazioni, negli innumerevoli intrecci e nelle variegate gradazioni chiaroscurali. Per Davide imparare ad avere un’acquisita e radicata padronanza nell’uso del colore è fondamentale e primario. Accanto alla ricerca cromatica va di pari passo e viene associata la ricerca semantica, poiché ogni sequenza a livello di narrazione possiede un valore essenziale di comunicazione insita e sottesa, che lo spettatore coglie e a sua volta recepisce seguendo i propri stimoli emotivi ed emozionali e fondendoli insieme a quelli che Davide immette dentro le opere. Questa reciproca trasmissione è ancora più forte attraverso la ricerca semantica compiuta da Davide, che non lascia mai nulla al caso e all’improvvisazione, ma dosa e misura ogni dettaglio e ogni particolare con una cura certosina. Ecco, perché ricerca cromatica e ricerca semantica diventano un potente collante di coesione con il fruitore e consentono a Davide di procedere in modo convincente, lasciando affiorare ideali condivisibili e pensieri sempre coerenti, che vengono suffragati e appaiono essere assolutamente credibili”.

     

  • Al Country Club di Villanova di Castenaso (BO) la prima tappa del Padel for the Cure

    Dal 12 al 13 giugno il Circolo bolognese ospiterà l’evento sportivo promosso da Komen Italia in collaborazione con il Movimento Padel Femminile di Bologna. Parte del ricavato sarà devoluto al progetto Donne al Centro dell’Ospedale Bellaria per sostenere la lotta contro i tumori del seno

     

    Due giorni di sport e competizione per mettere al centro dell’attenzione la salute delle donne e, in particolar modo, la lotta contro i tumori del seno. Dal 12 al 13 giugno il Country Club Racket Word di Villanova di Castenaso (BO) ospiterà la prima tappa nazionale di Padel for the Cure. Un nuovo evento promosso da Komen Italia, con l’obiettivo di promuovere il binomio sport e prevenzione attraverso l’adozione di stili di vita sani, comprendenti una costante attività fisica. Dal 2000 infatti, l’organizzazione no profit è in prima linea nella lotta ai tumori del seno, attraverso una costante attività di sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale.

    Presso i campi all’aperto del Country Club di Villanova di Castenaso (BO) si svolgeranno due tornei di padel: uno maschile, vista anche la grande richiesta da parte degli uomini, ed uno femminile che vedrà la partecipazione del Movimento Padel Femminile di Bologna, Associazione Sportiva dilettantistica nata nel 2021, che conta circa 200 donne. “ Insieme al Comitato Regionale dell’Emilia Romagna di Komen Italia – commenta Letizia Mazia, fondatrice del gruppo fondato insieme all’amica Patrizia Pedini – abbiamo contribuito alla nascita di questo progetto per dare sostegno medico a tutte le donne che hanno vissuto e stanno vivendo l’esperienza del tumore al seno ma non solo. L’iniziativa vuole anche evidenziare l’importanza della prevenzione, soprattutto in un momento come quello della pandemia che ha visto una drastica riduzione a livello nazionale degli screening mammografici”.

    Al termine delle partite seguiranno, nel rispetto delle norme anticovid, momenti dedicati al benessere, con lezioni di yoga e pilates ma anche di trucco con i make up artists di Cosmoprof e altri professionisti di realtà bolognesi. Parte del ricavato del torneo, sarà devoluto in favore dei progetti di Komen Italia a sostegno della salute delle donne e in particolare del progetto Donne al Centro dell’Ospedale Bellaria. “Siamo orgogliosi e onoraticommenta Mario Trebbi, gestore del Country Club – di ospitare un evento di questa valenza sociale di cui abbracciamo obiettivi e finalità. Per il nostro circolo lo sport è da sempre uno strumento per esprimere e condividere valori fondamentali come aggregazione, collaborazione e solidarietà”. Un’iniziativa di grande impatto e che ha saputo raccogliere il sostegno e il contributo di numerose aziende del territorio come Villa Bella, DamaMed Srl, Immobiliare Classe A, CRA – Centro Revisioni Auto, Maresca & Fiorentino S.p.A, Devir Formazione, Last Minute Tour Riale, Dentisti Associati, Heroes Padel, Radio International Official, Sanitaria Bononia, Tu-Casa Srl Bologna, Centro Ottico Anzola, Allianz Bologna Marconi, Termotek, La Feminina Fashion.

    Dopo la prima tappa l’evento sarà presto replicato il 10 luglio al Sun Padel Riccione e in altre città italiane con l’obiettivo di sensibilizzare la collettività e reagire alla situazione critica che la pandemia ha prodotto sul versante della prevenzione. Solo nei primi 9 mesi del 2020 gli screening oncologici sono diminuiti di oltre 2 milioni e di questi 600.000 sono mammografici. La pandemia ha determinato una riduzione media del 35% e oltre 3.000 delle 56.000 donne che affronteranno un tumore del seno in Italia nel 2021 arriveranno alla diagnosi in ritardo.

    Con il Padel for the Cure prosegue così l’impegno di Komen Italia a favore della prevenzione attraverso una programmazione collettiva e solidale che sta raccogliendo adesioni in tutta Italia: il nuovo format può essere infatti promosso da associazioni, circoli sportivi, aziende, volontari, Donne in Rosa, parenti e amici, followers, semplicemente organizzando una o più gare e seguendo le modalità indicate dalla Komen Italia. Per organizzare un evento è possibile contattare il numero tel. 06-35405549 oppure mandare una mail a [email protected].

     

    Il Country Club Racket World è il primo circolo italiano per la pratica agonistica del tennis, del padel e del beach tennis. Il centro sportivo situato a Villanova di Castenaso (BO) è un luogo dedicato allo sport dilettantistico e agonistico. Oltre alla piscina estiva e alla palestra il Country è dotato un’area wellness con sauna e bagno turco e di una zona relax riservata ai soci. Completa il quadro un grazioso ristorante dove è possibile degustare specialità e prelibatezze emiliane. L’ingresso al Circolo è riservato ai soci della Country Club S.S.D. a r.l. ed ai loro invitati.

  • Davide Quaglietta: quando l’arte diventa socialmente rilevante

    Assistiamo purtroppo all’incalzante e incessante mutamento ambientale e climatico, provocato dai gravi danni all’ecosistema. Questa situazione incostante e in continuo aggravamento ci rende impotenti dinanzi ad una catastrofe planetaria, nonostante la colpa dell’uomo sia tra le principali cause di questa devastazione generale. Tra i segnali più eclatanti, che si stanno palesando in modo sempre più frequente e diffuso, quello dello scioglimento degli iceberg e dei ghiacciai è senza dubbio molto preoccupante e influisce poi negativamente sull’intera struttura terrestre. A fronte di queste dinamiche di vera e propria minaccia sociale Davide Quaglietta, artista di particolare sensibilità e umanità, mette la propria pittura come vessillo simbolico per sollecitare una reazione collettiva e scuotere gli animi e risvegliare le coscienze della gente, che assiste ad uno sfacelo ambientale senza precedenti. Parte della sua produzione pittorica è infatti destinata ad accentuare l’attenzione della pubblica opinione verso il disgelo e lo scioglimento di consistenti iceberg, che si staccano e vanno poi alla deriva provocando anche di rimando un pericoloso innalzamento del livello dei mari e degli oceani. La Dott.ssa Elena Gollini ha approfondito le tematiche specifiche affrontate da Quaglietta all’interno del palinsesto narrativo. In particolare ha evidenziato: “Davide è un artista di grande merito anche per il prezioso e pregevole contributo fornito verso la giusta causa ambientale ed ecologica, che lo pone in prima linea nel sostenere la tutela e la salvaguardia del nostro ecosistema. Davide si schiera con motivazione e convinzione attraverso una pittura intrisa di significativi messaggi rivolti e indirizzati alla collettività. La pittura viene dunque prestata al sociale e canalizzata ad un discorso a largo raggio di diffusione e di divulgazione. Considero questa mission sociale di Davide estremamente avvalorante per dare ancora più slancio di autorevolezza al suo percorso di ricerca creativa. La sua pittura si avvale di un plus rafforzante, che diventa una credenziale importante per far emergere anche l’aspetto sostanziale e intrinseco oltre a quello informale ed estetico. Davide è certamente destinato ad entrare in un circuito di particolare meritocrazia, che prescinde dal giudizio puramente visivo e si addentra in parametri valutativi molto più complessi e articolati, il suo intento, infatti è quello di dare vita a opere, che seppur piacevolmente orchestrate possono diventare soprattutto funzionali a livello simbolico e concettuale e possono risultare di impulso e di fermento e fervore interiore per ricordarci, che la nostra Terra è un bene di tutti noi e deve essere protetta da tutti noi”.

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  • Poggi continua a investire sul fotovoltaico

    Nella visione di un futuro sempre più sostenibile l’azienda bolognese ha ampliato la copertura fotovoltaica presso la sede di Castenaso (BO). Da inizio maggio la potenza nominale dell’impianto sfiora i 500 kWp per un totale complessivo di 1743 moduli

     

    La svolta green di Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. non si arresta. L’azienda di bologna leader nella progettazione e produzione di organi di trasmissione, ha deciso di ampliare l’impianto fotovoltaico installato lo scorso inverno presso l’headquarter di Castenaso (BO), confermando una visione del business virtuosa in grado di conciliare il rispetto dell’ambiente con il conseguimento degli obiettivi di ricerca e sviluppo. A inizio maggio infatti, si sono conclusi i lavori della Siat Energy realtà di spicco del settore che ha curato lo sviluppo del progetto in tutte le sue fasi, dallo studio di fattibilità alla realizzazione tecnica. Nello specifico sono stati aggiunti 360 moduli da 285 wp, un upgrade che porta l’attuale impianto a una potenza nominale che sfiora i 500 kWp per una totale complessivo di 1743 moduli.

    Dopo i risultati del primo anno – commenta il presidente Andrea Poggi abbiamo capito come il fotovoltaico rappresenti un asset importante e strategico, in grado d’incidere positivamente sia sulla sostenibilità che sull’intera produttività aziendale. Per questo motivo abbiamo deciso con convinzione di procedere a un ulteriore ampliamento”. In effetti le performance registrate lo scorso anno, dal 13/03/2020 (entrata in esercizio)fino al 31/12/2020, sono state sono state di livello e hanno rispettato i valori attesi di progetto. L’energia prodotta è stata pari a 402.383 kWh con la riduzione di emissioni in atmosfera di 233,4 tonnellate di CO2, una cifra importante e che in maniera più efficace si può tradurre con l’immaginaria presenza di una piccola foresta di 30.470 alberi. Una foresta destinata sicuramente a crescere e a divenire sempre più fitta grazie a questo nuovo intervento.

     

    Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. nasce nel 1958 grazie all’impegno e alla dedizione di Pierluigi Poggi, oggi portato avanti dai tre figli. Specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari e altre soluzioni nel ramo degli organi di trasmissione come cinghie dentate e trapezoidali, produce elementi di fissaggio, giunti, pignoni e slitte per motori elettrici. Da oltre 60 anni viene apprezzata in oltre 40 paesi del mondo per il suo approccio innovativo e customizzato. Il ventaglio di servizi all’avanguardia proposto da Poggi è frutto di continue ricerche e sperimentazioni, di un accurato percorso di progettazione e produzione che assicura un prodotto innovativo, certificato e orgogliosamente made in Italy.

  • Davide Quaglietta: arte docet

    “L’assioma simbolico -Arte docet- racchiude molto bene la radice dalla quale trae origine la produzione pittorica realizzata da Davide Quaglietta, collocabile nel concetto allargato e dilatato di moderna figurazione. Ritengo, che questo assioma faccia anche da virtuale ponte di collegamento e di connessione, poiché Davide filtra e assorbe da esso i pilastri portanti sui quali poi erge e costruisce l’intera parafrasi e sintassi narrativa”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega a livello critico analitico l’arte pittorica di Quaglietta, facendo leva su un concetto chiave universale da lui accolto e rielaborato soggettivamente. La Dott.ssa Gollini ha ulteriormente proseguito nell’argomentazione riflessiva affermando: “Con la produzione di Davide si apre e si spalanca l’intero universo dell’arte, inteso come metafora del poter apprendere, comprendere e trasmettere tramite l’operato creativo, affinché lo spettatore possa godere di una pienezza di significati e di messaggi, di essenze e di sostanze. Arte intesa anche come maestra di vita, capace di guidarci e di accompagnarci alla scoperta del senso dell’essere e dell’esistere, di convogliare la nostra mente nei meandri di riflessioni catartiche e di tirare fuori deduzioni e intuizioni di spessore. Davide diventa discepolo di questa arte universale e ne accoglie ogni anelito e ogni respiro vitale, per arrivare poi a poterla a sua volta riprodurre e riproporre, proseguendo con entusiasmo e dedizione quel flusso cosmico ininterrotto e sempre attivo. Arte docet diventa un suo modo di essere e di percepire quanto vede e quanto gli accade intorno, di metabolizzarlo dentro. Per Davide l’arte insegna a non fermarsi e a non demordere, a non rassegnarsi mai, a essere sempre pieni di buoni propositi, a pensare a se stessi in modo altruistico e senza fare speculazioni individuali. Per Davide ciascuno dovrebbe trarre dall’avvicinamento all’arte un beneficio prolungato e duraturo, nella consapevolezza di quanto essa offre. La pittura di Davide ci rammenta, che ognuno deve sempre essere prodigo per un interesse comune e comunitario mettendo da parte gli intenti e gli interessi strettamente personali. Per Davide arte docet significa fidarsi e affidarsi a questo potere magico nella sua unicità, che nei secoli non è mai stato scalfito in nessun modo e ha trovato una propria identità assoluta. Quando Davide si immerge nella fase creativa si predispone a imparare e anche a supportare il fruitore per imparare, diventa un tramite di mediazione, diventa un medium. Alla base della sua pittura va dunque annoverata e considerata tutta quella summa di fattori e di componenti, che si incentrano e si canalizzano nel concetto di arte docet e che appartengono all’energia creativa di Davide fluttuante ad infinitum”.

  • Davide Quaglietta: pensiero e azione artisticamente attivi

    Davide Quaglietta possiede senza dubbio una spinta dinamica creativa, frutto della sua fervida e appassionata intraprendenza. È un artista dentro e dal di dentro lascia riaffiorare in superficie un tumulto spumeggiante di idee e di pensieri, che si traducono in azione creativa fremente e vibrante. La Dott.ssa Elena Gollini nel rendersi convinta portavoce di sostegno al percorso pittorico di Quaglietta, ha manifestato la sua approvazione piena e sta convogliando un circuito di valutazioni e di considerazioni che avvalorano la portata lodevole del lavoro creativo svolto da Quaglietta attraverso una ricerca complessa, distribuita su più livelli di studio e di formazione a monte e indirizzata a fornire un piano di supporto sistematico e ben congeniato, per garantire delle soluzioni compositive predisposte e definite ad hoc. In particolare, la Dott.ssa Gollini ha voluto porre in evidenza la rilevanza del perfetto connubio e della perfetta combinazione vincente tra pensiero e azione, che attivamente forniscono energia e carica di ispirazione a Quaglietta e si trasformano simbolicamente nella benzina che alimenta e potenzia il motore del suo talento innato. A tal proposito ha precisato nel merito: “Davide distingue molto bene pensiero e azione, conosce il potenziale di risorse che possiedono e forniscono all’unisono e comprende quanto la loro sintonia armoniosa possa essere molto vantaggiosa per agevolare e per favorire al meglio lo scatto creativo e il suo divenire nel movimento e nel flusso dell’ispirazione prorompente e dirompente. Per Davide il pensiero va sempre canalizzato e convogliato dentro l’azione in modo programmatico, va orientato seguendo una prospettiva valida, adatta e adeguata alla finalità ultima che si è prefissato. Ogni quadro nasce proprio come la metafora di una casa da costruire e da edificare parte per parte, pezzo dopo pezzo, partendo dal pensiero di base e di fondamento e gradualmente aggiungendo i mattoni per dare più forza e consistenza, con un’azione sempre dosata e misurata, senza mai fare mosse false e azzardate e passi non calcolati. Pensiero e azione diventano i fattori della sua equazione creativa, diventano la radice al quadrato di tutto quel prolificante pullulare di ispirazione, la fanno elevare ed innalzare al massimo livello. Per Davide sentirsi davvero ispirato coincide con il sentirsi davvero realizzato nella sua spinta tumultuosa di trasporto e di vulcanica trasposizione creativa, avendo ottenuto una motivazione alta, una motivazione che lo fa incedere con passo deciso e sicuro all’insegna di quel pensiero e di quell’azione, che gli infondono grande orgoglio e fierezza per i risultati ottenuti e per i riscontri conquistati. La sua arte è davvero un impegno di vita da portare avanti sempre a testa alta, senza mai mollare, senza mai retrocedere, senza mai fermarsi”.

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  • Le dinamiche espressive informali della pittura di Roberto Re

    “Seguendo con sincera propensione di stima e con attenta ammirazione il percorso artistico di Roberto Re, riscontro un’evoluzione costante e progressiva, che corrisponde anche alla sua acclarata fermezza di pensiero e alla sua radicata proiezione esistenziale. Le dinamiche espressive che Roberto immette dentro la sua arte diventano sempre più peculiari ed esclusive, lo rendono subito riconoscibile e distinguibile”. Così la Dott.ssa Elena Gollini parla dell’arte pittorica dell’intraprendente Re, artista informale e al passo con la moderna attuale prospettiva contemporanea dell’arte. Inoltre, ha proseguito rimarcando: “Ho appreso con grande piacere che Roberto è stato intervistato dalla rinomata Radio News24 e ha spiegato e approfondito diversi argomenti riguardanti la sua arte. Ritengo che questa pregevole opportunità sia stata assolutamente meritata e sia stata utile per comprendere ancora meglio il pensiero e la poetica espressiva racchiusi nel suo fare artistico. Roberto è certamente un artista capace di spiegare se stesso e di parlare al cuore dello spettatore, di fare breccia e di aprire una comunicazione compenetrante e interattiva. La radio gli ha fornito la giusta occasione di relazionarsi con un vasto pubblico molto eterogeneo senza sapere e senza conoscere a monte le dinamiche di coinvolgimento e di recettività e lo ha posto in una posizione di scambio e di confronto diretto. Roberto ha saputo gestire al meglio questo aspetto e ha saputo ottimizzare al meglio il potenziale e le risorse di cui è dotato. Penso che un artista come Roberto sia un vero esempio di testimonianza a modello dell’amore purissimo e della passione viscerale per l’arte. Dovrebbe andare più spesso in radio e direi anche in televisione, perché il suo contributo è enorme e diventa anche uno stimolo generale verso chi non è avvezzo al mondo artistico e non ha competenze in materia. Il segreto della sua impeccabile sintesi espressiva informale è custodito proprio nella sua capacità di trasmettere, di trasferire e di traslare tutto se stesso dentro le composizioni, di sentirsi portavoce e fautore di valori universalmente condivisibili, che l’arte da sempre rappresenta e promuove e propone nelle sue variegate manifestazioni. Il suo pensiero artistico si fonde con il pensiero artistico universale e non ha bisogno di essere manipolato, resta e rimane sempre motivato, sempre suffragato e sempre vincente e convincente. Ecco, perché anche attraverso la sua profonda e intensa intervista radiofonica Roberto si è reso un eccellente divulgatore e comunicatore e ha saputo mettere la sua vocazione per l’arte sul piedistallo più alto e più maestoso, più solenne e più sacro”. La produzione pittorica di Re è disponibile per la vendita anche sui seguenti riferimenti di piattaforme web: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.

     

  • Davide Quaglietta e il suo universo pittorico

    “Nell’individuare la formula più congeniale e appropriata per definire l’arte di Davide Quaglietta, ritengo che la dicitura emblematicamente più calzante sia proprio quella di universo pittorico, intesa nel senso più ampio possibile”. La Dott.ssa Elena Gollini esprime le sue riflessioni attente e approfondite in merito alla concezione creativa di Quaglietta e al fulcro nevralgico di ispirazione portante. Proseguendo ancora nella spiegazione ha poi dichiarato: “Il termine universo racchiude una prospettiva assoluta e onnicomprensiva, che risulta attinente e pertinente con la formula codificata e con il registro linguistico dai quali si sviluppa e si evolve il modus pingendi di Davide. L’universo in quanto macrocosmo viene inserito virtualmente all’interno del corposo microcosmo pittorico, si plasma con esso, diventa un tutt’uno e definisce una modulazione dilatata, una modulazione traslata a livello plurisensoriale e plurirecettivo. Davide si cimenta all’interno di una mimesi semantica e concettuale universalmente attingibile e condivisibile e si avvale di tutte le risorse in essa custodite, le sviscera accuratamente, le scandaglia analiticamente, le fa sue inglobandole nel proprio personale esclusivo universo visionario. L’estensione estemporanea di questo intreccio diventa enorme, si proietta ad infinitum e consente a Davide di acquisire e consolidare un mare magnum di messaggi e di allusioni da poter utilizzare con oculata ponderatezza, senza disperderle in modo casuale e improvvisato, ma sempre cum grano salis. Davide si dimostra molto concentrato e molto ben focalizzato su questa sua vocazione creativa e si prefigge traguardi e obiettivi stimolanti, che diventano tappe importanti da raggiungere anche dal punto di vista della sua formazione ed esperienza esistenziale. L’universo pittorico di Davide si nutre e si alimenta di humus fertile e fecondo, si rafforza e si rinvigorisce con una crescita progressiva costante. Attraverso questo universo pittorico Davide si sente realizzato e appagato in toto, ma al contempo si sente responsabile verso ogni singolo fruitore, verso ogni singolo spettatore e desidera poter traslare e trasmettere qualcosa di visibilmente e di meritevolmente sostanzioso, qualcosa di tangibile in concreto che possa fungere da moto propulsore di sprone e di incitamento. L’arte di Davide non è soltanto bella da vedere e piacevolmente gradevole da osservare, ma diventa attivamente utile, possiede una mansione di cosiddetta pubblica utilità. L’universo pittorico di Davide si traduce dunque in una metaforica ancora di sostegno e di supporto, un’ancora metafora di illuminazione e di riflessione, un’ancora metafora di salvezza e di affrancamento mentale e psicologico, che ogni spettatore può usare per aggrapparsi e per tenersi saldamente stretto, accogliendo il messaggio universale che Davide offre e dona a cuore aperto”.

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  • La sintesi materica subliminale della pittura di Roberto Re

    Si tratta davvero di una sintesi materica di valore subliminale quella che distingue l’arte pittorica di Roberto Re, che si incentra su una ricerca di pregevole significato insito, sotteso e allusivo e che rende l’intera orchestrazione compositiva subito distinguibile, caratterizzante, inconfondibile nelle sue fattezze strutturali”. La Dott.ssa Elena Gollini interviene per spiegare i tratti principali della sperimentazione creativa intrapresa e portata avanti da Re con grande fervore d’ispirazione. E ancora approfondendo l’argomentazione ha aggiunto: “La versatilità connaturata all’indole artistica di Roberto gli spiana la strada per così dire a una visione più ampia, più allargata, più estesa, più dilatata del concetto di materia e di matericità applicato alla sua formula pittorica di matrice informale. Roberto lo estende in modo molto articolato e sfaccettato, attribuendo un’alchimia di supporti subliminali. Riesce a trovare appigli e richiami di riferimento sempre sorprendenti e da artista curioso per natura si cimenta ad inserirli dentro gli scenari prospettando per lo spettatore un approccio davvero stimolante e incitandolo a entrare dentro la narrazione. La sintesi materica subliminale della pittura di Roberto è frutto di un’acquisita e consolidata maturità di pensiero e di valutazione, di un’abile e sapiente selezione di scelta e di scrematura molto selettiva. Roberto non si perde in inutili e sterili artifici, non si lascia deviare e fuorviare da preamboli fuori luogo, non si lascia coinvolgere in superflue e superficiali speculazioni. La sua arte si mantiene sempre canalizzata, orientata e convogliata secondo una propria responsabile concertazione logica e lucidamente razionale, diventa una metafora simbolica che personifica ciò che Roberto vuole evidenziare, spiegare, raccontare, descrivere, senza l’uso della parola e della scrittura, diventa un libro virtuale da sfogliare sequenza dopo sequenza, da metabolizzare e da introiettare gradualmente, senza fretta, senza disperdersi in strane e avulse elucubrazioni insensate. Roberto vuole essere artista di pensiero sottile e acuto, di intraprendente e lungimirante perspicacia, di arguta e sagace intuizione e accompagna lo spettatore per mano, lo conduce nel suo mondo e lo lascia assaporare e gustare il tripudio materico carico e pregnante di innumerevoli sollecitazioni allettanti. La sua pregevole sintesi materica equivale simbolicamente a quella dimensione parallela, che consente alla sensibilità umana e all’umano sentire di calarsi dentro una sorta di visione speculare parallela, dove si riesce a recepire in modo molto più forte, più empatico e più reattivo ogni minimo incipit e input entrando in una galvanizzante catarsi”. È possibile acquistare le opere di Re anche nei seguenti circuiti online: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.

     

  • La pittura di Roberto Re al servizio dei clienti-committenti

    Intraprendente nello spirito e anticonformista nell’anima l’artista Roberto Re, accanto alla sua ricerca di sperimentazione atipica e inconsueta, affianca un interessante e stimolante lavoro artistico svolto specificamente su committenza clientelare, mettendo a disposizione la sua esperienza e le sue capacità per compiacere e soddisfare al meglio le peculiari ed eterogenee esigenze e preferenze. La Dott.ssa Elena Gollini ha fornito una sua riflessione al riguardo dichiarando: “Considero Roberto un artista a tutto tondo e a tutto campo come potenziale espressivo e vedendo i risultati ottenuti con le opere su committenza non posso che confermare questa mia valutazione positiva. Conferire a Roberto il ruolo di artista fantasioso e visionario è certamente giusto, poiché si cimenta nell’arte informale di tendenza non convenzionale e compie delle sperimentazioni continue e costanti per evolvere e progredire. Questa sua propensione messa al servizio su committenza clientelare ad personam ritengo sia ulteriormente avvalorante e comprovante e lo qualifica anche come meticoloso e certosino ideatore e fautore di soluzioni destinate a soddisfare un certo tipo di desiderio, che Roberto subito interpreta e introietta abilmente e sapientemente dentro lo scenario narrativo, proponendo delle rappresentazioni sempre ad effetto e molto impattanti. Lavorare su committenza a livello artistico è un modus operandi antichissimo, che si è tramandato e perpetrato nel tempo e appartiene a buon conto e a buon diritto alla grande storia dell’arte, dove illustri ed esimi maestri hanno realizzato su committenza dei capolavori eccelsi e di inestimabile valore sempre attuali. Ecco, che Roberto si pone un po’ come seguace di questa intramontabile tradizione e la fa sua modulandola e adattandola al suo stile e alle sue concezioni e generando una produzione ad alto livello formale e contenutistico. Infatti, anche nei lavori su committenza Roberto non tralascia mai il discorso sostanziale e non si limita a eseguire in modo strettamente estetico quanto richiesto, ma entra dentro la forma mentis del cliente e trova il quid precipuo, che fa sempre la differenza e garantisce una portata di insieme di ragguardevole pregevolezza. Invito ed esorto affettuosamente Roberto a proseguire anche con questa produzione ad personam e a continuare anche in questa direzione, dando sempre il massimo come lui sa fare. Avanti tutta allora, perché ogni sfida per Roberto si vince sempre in modo fattivo e concreto”. Le opere di Re sono disponibili per la vendita anche nel circuito di siti e portali di settore specializzati: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.

  • Davide Quaglietta: una pittura di armoniosa orchestrazione visionaria

    “Artista di fervida passione creativa, che lo induce ad una profusione ispiratrice continua e costante, Davide Quaglietta si allinea all’interno di un’orchestrazione pittorica visionaria, che si orienta recuperando e attingendo spunti di rimando e di richiamo in modo sistematico e al contempo che rivaluta la portata elevata delle basi, delle fondamenta e delle radici di un DNA genetico anticonformista e indipendente, che ama lasciarsi sospingere dalle sensazioni più pure, affrancate e incontaminate. Lo definirei un pittore-poeta, perché le sue composizioni narrative sono come la metafora di un componimento lirico dove ogni particolare della rappresentazione evoca e rievoca le suadenti armonie equilibrate di un verso aulico e tutti insieme i versi vanno a formare un intreccio poetico di sublime energia vitale”. La Dott.ssa Elena Gollini esordisce così nello spiegare in modo approfondito i tratti vincenti delle soluzioni creative proposte da Quaglietta attraverso il suo fare pittorico caratterizzante e distintivo. Inoltre, ha proseguito asserendo: “Davide poeta della pittura riesce sempre a generare delle visioni di prospettiva allargata e dilatata ben oltre la superficie pittorica, che si espandono al di fuori e convergono dentro un’orchestrazione spaziale sospesa, rarefatta, ovattata, protettiva. Entrare in contatto stretto e diretto con Davide uomo-artista-poeta del nostro tempo, dai profondi sentimenti e dai profondi pensieri meditativi, significa aprire e alimentare un dialogo e una comunicazione importante, fatta di reciproca comprensione e di reciproca considerazione, significa venirsi incontro in termini di linguaggio paritetico e poter intavolare uno scambio vicendevole. Le sue orchestrazioni visionarie servono per offrire un piano e un livello di registro semantico articolato e stimolante, per dare una funzionalità incisiva alle dinamiche rappresentative e all’impostazione strutturale. Nella poesia ammaliante e accattivante dello scenario, Davide pone in essere il proprio simbolico patto di unione indissolubile con l’arte universale concepita e considerata in ogni sua manifestazione e vuole che a suggellare questo patto sia proprio lo spettatore-fruitore, che diventa testimone attivo e compartecipe di questo momento cruciale di fusione. La pittura di Davide viene assorbita e filtrata e diventa dunque un unicum con l’arte universale nella sua ideale meraviglia e magnificenza e nella sua assoluta dimensione di purezza. È un’arte fatta per il bene e per trasmettere il bene, per fare immergere lo spettatore in una visionarietà permeante in modo naturale e spontaneo, senza forzature e senza costrizioni, seguendo semplicemente il battito del proprio cuore e il moto della propria anima, proprio come fa Davide quando entra nella fase saliente della sua estasi creativa”.