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  • ART AS EXPERIENCE: BOCCANERA’S TALKS & GROUP EXHIBITION

    Nelle prossime settimane presso Boccanera Gallery Milano non si respirerà solo arte.

    Negli spazi milanesi la gallerista Giorgia Lucchi Boccanera festeggia i suoi primi sedici anni di attività con una mostra collettiva Art as experience che verrà inaugurata il 18 maggio e che ospiterà le opere di alcuni artisti con i quali la stessa gallerista ha collaborato nel corso dei primi anni della sua carriera.

    Dal 24 maggio fino al 7 giugno per tre mercoledì consecutivi l’arte incontrerà psicologia, diritto e letteratura all’interno di tre talk con ospiti d’eccellenza.

    Chi visiterà la galleria avrà l’occasione di apprezzare i lavori di Linda Carrara, Nebojša Despotović,Christian Fogarolli, Walker Keith Jernigan, Michele Lombardelli, Richard Loskot, Marcos Lutyens, Elena Monzo e Vlad Nanca.

    Le opere scelte sapranno accompagnare visivamente gli argomenti dei tre talk, dove l’arte diventerà anche un veicolo per parlare di sè, per comunicare ed esprimere le proprie emozioni e il proprio modo di essere.

    Il dibattito verterà su:

    – arte e disagio psichiatrico con la Fondazione Wurmkos onlus nella persona del suo fondatore Pasquale Campanella (mercoledì 24 maggio);

    – arte e libertà grazie alla partecipazione della giurista Daria de Pretis, giudice della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana e vicepresidente da gennaio 2022 (mercoledì 31 maggio);

    – arte e letteratura con la presentazione in anteprima dell’ultimo volume del progetto editoriale Ultima a cura di Tommaso Di Dio, dedicato per la prima volta all’arte visiva. Interverranno l’autore Tommaso Di Dio, il fotografo Flavio Pescatori e l’artista Linda Carrara (mercoledì 7 giugno).

    “Da tempo accarezzavo l’idea di ricreare un ambiente dove riunire una comunità di amanti della cultura, dove conversare non solo d’arte, ma anche di argomenti legati all’attualità culturale e sociale. La galleria può diventare un luogo informale dove avvicinare un pubblico più vasto e dove l’arte diventa un veicolo di incontro, confronto e dibattito con specialisti di vario livello, provenienti da diverse realtà per soddisfare le curiosità e gli interessi più diversi.”- così la direttrice di Boccanera Gallery spiega la genesi del progetto.

    ART AS EXPERIENCE:
    BOCCANERA’S TALKS & GROUP EXHIBITION
    19 maggio — 30 giugno 2023
    Opening giovedì 18 maggio, ore 17 — 21
    Talks 24 maggio — 31 maggio — 7 giugno | 18 — 20
    Boccanera Gallery Milano Via Ventura 6 Milano
    info: [email protected]

     

  • AFTERLIFE. A New Beginning

    È passato un po’ di tempo da quando il fenomeno artistico internazionale “La Scuola di Cluj” ha attirato l’attenzione del mondo dell’arte. Ci si chiede cosa sia successo da allora e, soprattutto, come gli artisti di oggi si rapportino al passato e come si approccino alla loro arte con una tale eredità.

    Sembra che per un certo periodo, all’inizio di questo fenomeno, la maggior parte degli artisti fosse legata da una pratica concettuale e da temi simili, come la riconciliazione del passato con il presente, soprattutto se pensiamo alla storia della Romania con il comunismo.

    Con i “nuovi” artisti nati nella democrazia post-comunista rumena si crea una situazione interessante, che li colloca in un tempo per cui è impossibile aver vissuto il comunismo, ma abbastanza vicino perché il suo segno si senta ancora. Se all’inizio, quando gli artisti di spicco sono emersi sulla scena artistica internazionale, la loro indagine principale riguardava il passato, un passato molto vivo che per artisti delle nuove generazioni è percepito solo indirettamente, allora la domanda che rimane da fare è: “e ora dove andiamo?”.
    Anche se si è disinteressati alla politica o alla storia in modo attivo nel suo processo di creazione, possiamo essere d’accordo sul fatto che nessuno esiste in un ambiente vuoto e anche le storie personali sono il risultato di una storia collettiva.
    Con lo spostamento dell’enfasi da una storia collettiva a una più personale, possiamo assistere alla nascita di una gamma più ampia di interessi diversi e di metodi individuali di creazione che pompano sempre nuova linfa nella scena artistica di Cluj, riflettendo alcuni aspetti interessanti del nostro tempo e, forse, un’ansiosa speranza per il futuro.

    Cristian Avram invita gli artisti Oana Cervinschi, Marius Ghita, Amanda Maier, Cătălina Milea and Andriana Oborocean, che oggi vivono e lavorano a Cluj, a riunirsi in un’esposizione di immaginari e pratiche diverse per lasciare il proprio segno in questa nuova vita.
    Boccanera Gallery Trento inaugura questa mostra collettiva intitolata AFTERLIFE. A New Beginning il 7 ottobre 2022.
    Non si tratta né di una sfida né di una continuazione del fenomeno passato ma, negli occhi di chi frequenta un luogo del mondo dell’arte, può certamente essere un nuovo inizio.

    A prima vista, le opere di Cristian Avram (Alba-Iulia, 1994) seguono un approccio piuttosto classico alla pittura con rappresentazioni realistiche di oggetti e scene quotidiane, estrapolate dall’esperienza personale. Tuttavia, la sua ricerca non si concentra sulla rappresentazione in sé (che agisce come un innesco e un pretesto per creare varie forme e relazioni, filtrate in modo tale da eliminare tutto ciò che non è essenziale), essendo la rappresentazione solo un mezzo per creare metafore visive che racchiudono la ricerca della verità del mondo interiore, trasformando il personale in universale, l’impossibile in possibile. Nei suoi soggetti Avram gioca spesso con i riflessi, l’incertezza e la dualità tra interno ed esterno; i dipinti stessi fungono da portali: un modo per guardare attraverso qualcosa di diverso, o forse, anche uno specchio che riflette un diverso tipo di realtà e quindi un modo diverso di vedere per l’osservatore.

    Oana Cervinschi (Zalău, 1998) è una pittrice che trova ispirazione nella storia dell’arte e nella letteratura che riflettono il motivo della solitudine, della natura intrinseca dell’uomo e del rapporto con l’ambiente circostante. Nelle sue opere cerca di rappresentare il tema dello spazio personale, scegliendo interni significativi per lei, con i quali ha sviluppato un legame intimo, soprattutto scene di vita quotidiana in cui l’artista coglie il modo in cui lo straordinario può infiltrarsi anche nei luoghi e nelle situazioni più ordinarie. La figura umana è di solito latitante o assente dai suoi dipinti, denotando un senso di isolamento. Le sue opere possono essere viste come una rappresentazione onesta della vita quotidiana, di oggetti e attività banali, che sono universali e a cui le persone possono relazionarsi indipendentemente dal loro background socio-culturale.

    I dipinti di Marius Ghita (Satu Mare, 1999) portano con sé un notevole senso di nostalgia, dovuto al suo forte legame con l’infanzia e i luoghi del passato, come la casa dei genitori. Mentre lavora, Ghita è in un processo di perenne interrogazione e scoperta, spostando la sua prospettiva dall’esperienza all’immaginazione, lasciando che sia quest’ultima a riempire i vuoti della memoria attraverso una ricerca allegorica del noto e dell’ignoto, dell’umano e del dubbio. L’artista utilizza le tecniche della pittura tradizionale per costruire ambienti che contengono la solitudine umana e alludono all’oscurità della percezione. Nelle sue ambientazioni, il paesaggio è vivo tanto quanto i suoi personaggi e coesistono apparentemente attraverso una simbiosi relazionale e cromatica.

    Amanda Maier (Oradea, 1996) è una fotografa le cui esplorazioni consistono principalmente nel mezzo della pellicola istantanea polaroid. Lavora in serie come diari fotografici come in Fragments of time, un puzzle di sentimenti ambientato in un contesto rinascimentale nella città di Venezia; questo diario nasce dall’idea di un ricordo: uno stato effimero in un certo momento, che si cerca disperatamente di conservare, ma che inevitabilmente svanisce. La maggior parte delle fotografie istantanee di questa serie ritraggono una misteriosa silhouette femminile catturata in varie situazioni intime. Un’altra serie, intitolata In Blue, presenta un diario di fotografie istantanee scattate in un ambiente acquatico. L’acqua esalta le distorsioni uniche di ogni fotografia, dando l’illusione di gesti incantevoli. Mentre le fotografie accendono l’idea di libertà e di pace, le loro cornici suggeriscono l’indubbia prigionia dell’essere umano nella morsa del tempo.

    Cătălina Milea (Bistrița, 2000) preferisce lavorare con un medium classico come i colori ad olio o il pastello secco su superfici di medie dimensioni per stabilire un rapporto più intimo con lo spettatore. Può essere descritta come una cacciatrice di significati, spinta dalla sua sensibilità verso l’inspiegabile, dipingendo l’assurdità delle apparenze quotidiane ed esplorando le incognite dell’essere. Nel processo di costruzione del suo immaginario, Milea trova ispirazione in varie fonti, dalla mitologia ai bestiari del Medioevo. Con il suo campo di ricerca dominante nel Realismo Magico, la contraddizione diventa una delle chiavi principali per comprendere la sua visione. Tutti i suoi personaggi sono rappresentati in uno scenario di tragica ironia, spesso in modo fantasmatico. In molte delle sue opere si possono osservare diversi tipi di modelli organici che combinano il pittorico con il decorativo come mezzo di transizione tra il mondo della realtà e quello della fantasia.

    La fotografia e il video sono gli strumenti principali di Andriana Oborocean (Transnistria, 1995) accompagnati da altri, come il cucito e la scultura. Costruisce opere pensate per generare risposte psicologiche ed emotive, esplorando temi legati all’identità, alla vulnerabilità e al contatto affettivo tra le persone. È frequente che faccia uso di elementi organici provenienti dalla natura e dalla tecnologia, spesso esposti insieme a elementi mistici ed eterei. Ogni sua opera incarna un’estetica personale, quasi surreale.

    Dates

    Opening 07.10.2022
    6pm – 9pm

    08.10.2022 –
    19.11.2022


    Location
    Boccanera Gallery Trento
    Via Alto Adige 176
    Trento


    Artists
    Cristian Avram
    Oana Cervinschi
    Marius Ghita
    Amanda Maier
    Cătălina Milea
    Andriana Oborocean

    AFTERLIFE. A New Beginning

  • CROMOSOMA XX

    COMUNICATO STAMPA

    Esposizione d’arte contemporanea

    “CROMOSOMA XX”

     

    Genova, Palazzo Saluzzo dei Rolli, Via Chiabrera 7/2, 1°piano

    dal 21 maggio al 4 giugno 2020

    Evento inaugurale venerdì 22 maggio 2020, ore 18 – 16123

     Informazioni mostra e catalogo on line: https://divulgarti.org/cromosoma-xx/

     

    Il ruolo della donna ha subito profondi cambiamenti lungo il corso dei secoli. In quasi tutti i paesi e momenti storici essa è stata considerata una figura secondaria rispetto all’uomo. Spesso si è trovata a sottostare alle decisioni del padre e poi del marito.

    La modernità ha segnato l’inizio di un cambiamento nella condizione femminile, dandole più libertà di pensiero e di espressione. La maggior parte delle donne, soprattutto quelle occidentali, hanno cominciato, sempre di più ad intraprendere un percorso di studi, riuscendo anche a raggiungere i propri obbiettivi.

    Dieci artiste donne espongono le loro opere nell’esposizione “Cromosoma XX”, a Genova presso Palazzo Saluzzo in via Chiabrera 7/2, dal 21 maggio al 4 giugno 2020, per la cura di Loredana Trestin, con la collaborazione di Cristina Bianchi e l’organizzazione di Divulgarti.

    Questa mostra prende spunto dal pensiero di Eleanor Roosvelt:” Non sono riuscita, a nessuna età, ad accontentarmi di rimanere accanto al fuoco e semplicemente guardare quello che accadeva intorno. La vita va vissuta. La curiosità deve alimentare la vita. Nessuno deve, per qualsiasi motivo, girare le spalle all’esistenza”.

    Le diverse artiste esprimono attraverso l’arte la forza delle donne, esaltando l’importanza e la libertà dell’essenza femminile.

    Le opere affrontano varie tematiche da un punto di vista esclusivamente femminile e sono realizzate con tecniche differenti tra cui la pittura, la scultura, la fotografia, il digital e le installazioni.

    Osservando queste opere si può intuire un sentimento di energia e vitalità, che tendono a coinvolgere chi le ammira.

    Il vernissage della mostra è alle ore 18 di venerdì 22 maggio 2020 e l’esposizione resta aperta sino al 4 giugno, con orario 14 – 18 dal lunedì al venerdì, il sabato su appuntamento.

    Ecco l’elenco delle artiste presenti nell’esposizione:

     

    Gloria Arzà

    Josephine Curti

    Calu Claudia Di Leonardo

    Laura Longhitano

    Francesca Fei

    Patricia Glauser

    Lilah Margar

    Ludwika Pilat

    Angela Sciutto

    Janin Walter

     

     

    Esposizione d’arte contemporanea

     

    “CROMOSOMA XX”

     

    Genova, Palazzo Saluzzo dei Rolli, Via Chiabrera 7/2, 1°piano

    dal 21 maggio al 4 giugno 2020

    Orario: 14 – 18 dal lunedì al venerdì, il sabato su appuntamento

     

    Evento inaugurale venerdì 22 maggio 2020, ore 18

     

    Direzione artistica e curatela: Loredana Trestin
    Assistente curatore: Maria Cristina Bianchi
    Organizzazione: Erika Gravante, Anna Poddine,

    Elisa Succio

    Testo critico: Prof. Roberto Guerrini
    Grafica e web: Anna Maria Ferrari, Art Director
    Ufficio stampa: Piero Cademartori, Agnese Casassa

     

    Recapiti

    Divulgarti: +39 331 6465774 – [email protected][email protected]

    Ufficio stampa: Piero Cademartori, +39 338 7676 020[email protected]

    Web: https://www.cad.divulgarti.org/www.divulgarti.orgwww.businessatelier.eu

     

    Informazioni mostra: https://divulgarti.org/cromosoma-xx/

     

     

     

     

     

    Sedi espositive permanenti: Divulgarti Eventi al Ducale, Palazzo Ducale, piazza Matteotti 1, Genova; Creativity Art Design-Business Atelier, Palazzo Saluzzo dei Rolli, via Chiabrera 7/2, Genova
    Sede amministrativa: Località Vagge, Savignone (GE) – Partita IVA e c. f. 02373090998

    Call: +39 331 6465774 – [email protected][email protected] [email protected]

    Web: https://www.cad.divulgarti.org/www.divulgarti.orgwww.businessatelier.eu

     

     

    Divulgarti, nata a Genova nel 2015 da un’idea di Loredana Trestin – gallerista e curatrice d’arte – opera attraverso la proposta culturale, in primo luogo organizzando mostre d’arte di artisti contemporanei in alcuni luoghi ricchi di storia culturale e di prestigio, come Palazzo Ducale e Palazzo Saluzzo dei Rolli a Genova, o Palazzo Zenobio a Venezia, sede della Biennale d’Arte, o in atelier di via Monte Napoleone a Milano e in altre location nazionali. Le mostre e le iniziative culturali sono affiancate da incontri, conferenze, seminari, aperitivi con l’autore, piccoli spettacoli, per coniugare l’arte ai temi del dibattito e dell’approfondimento culturale. Sovente favorisce l’incontro tra arte e imprese, nello spazio Business Atelier dedicato appunto all’esposizione di aziende, studi di design, artigiani, case di moda in un contesto riservato all’arte, così come l’incontro tra artisti e mondo della scuola, attraverso laboratori per bambini e ragazzi e inserendo giovani studenti in un percorso pre lavorativo nei diversi settori per l’organizzazione di mostre ed eventi d’arte.

     

     

    Direttore: Loredana Trestin
    Assistente alla direzione: Maria Cristina Bianchi
    Staff organizzativo: Erika Gravante, Anna Poddine
    , Elisa Succio

    Testo critico: Prof. Roberto Guerrini
    Grafica e web: Anna Maria Ferrari
    , Art Director
    Ufficio stampa: Piero Cademartori

     

  • IconoSophia | Alessandro Bulgarini

    IconoSophia | Alessandro Bulgarini

    “E’ un luogo comune, oggi, parlare di “civiltà dell’immagine” (pensando ai nostri giornali, cinema e televisioni).
    Ma ci si chiede se, come tutti i luoghi comuni, anche questo non nasconda un radicale equivoco, un errore completo. Poiché invece di elevare l’immagine al livello di un mondo che le sarebbe proprio, invece che investirla di una funzione simbolica, rivolta al senso interiore, abbiamo soprattutto la riduzione dell’immagine al livello della percezione sensoria pura e semplice, e quindi la definitiva degradazione dell’immagine. Non dovremmo dire, dunque, che maggiore successo ottiene questa riduzione, più si perde il senso dell’immaginale, e più ci si condanna a produrre soltanto dell’immaginario?
    […] Se non siamo più capaci di parlare dell’immaginario eccetto che come “fantasia”, se non possiamo utilizzarlo o tollerarlo che così, abbiamo probabilmente dimenticato le regole e le norme e l’ordine assiale che sono responsabili della funzione cognitiva o immaginativa.”
    [Henry Corbin]

    Sabato 29 febbraio 2020 alle ore 18:00 presso la Galleria di SpazioAref in Piazza Loggia n.11f a Brescia, inaugura la nuova mostra personale di Alessandro Bulgarini: IconoSophia

    Il pittore torna all’Aref dopo quattro anni con una selezione di dipinti a olio ed opere su carta inediti, accompagnati da un testo critico del filosofo Luca Siniscalco che illustrerà la sua scelta estetica, le implicazioni filosofiche e la collocazione storica della sua particolare ricerca artistica.

    IconoSophia richiama alla mente il concetto di iconografie di sapienza, raffigurazioni filosofali e può essere inteso in senso ampio come la definizione di una ricerca pittorica peculiare focalizzata sull’approfondimento e la rielaborazione dei simbolismi e le iconografie delle varie Tradizioni, nonché di alcuni paradigmi legati alle domande fondamentali dell’uomo.
    Ogni opera equivale alla riorganizzazione compositiva di un particolare insegnamento o concetto ed è concepita come uno stratagemma capace di risvegliare nell’osservatore una domanda, generalmente sopita, sulla realtà.

    L’esposizione sarà aperta e visitabile gratuitamente fino al 29 marzo, dal giovedì alla domenica dalle 16.00 alle 19.30

    La mostra intende inoltre stimolare un dibattito culturale insolito sui temi legati all’immaginazione, al mondo immaginale e degli archetipi, proponendo al suo interno: “Ierognosi e pensiero del cuore: due conferenze sul Mundus Imaginalis” nelle quali, alcuni relatori invitati dall’autore, illustreranno alcuni aspetti di queste tematiche connesse al risveglio di un nuovo Umanesimo, con un approccio sincretico e un taglio filosofico di facile approccio per tutti i curiosi.

    Sabato 7 marzo 2020 ore 17:00
    Luca Siniscalco: La pittura filosofale di Alessandro Bulgarini
    Marco Maculotti: L’Immaginazione ed il sacro nel mondo moderno
    Andrea Scarabelli: Il Nomos del Fuoco. La chiusura dei cicli

    Venerdì 13 marzo 2020 ore 20:00
    Claudio Marucchi: Archetipi e visione immaginale

     

     

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    IconoSophia

    di Luca Siniscalco

    Il progetto IconoSophia presenta una nuova analisi critica (dopo le mostre Ierofania del 2015, Codice Sincretico del 2016 e Alta Fantasia del 2017) della proposta visiva del pittore Alessandro Bulgarini, da tempo focalizzata su tematiche filosofiche e approfondimenti iconografici legati ai temi del sacro e del simbolismo.

    IconoSophia richiama alla mente il concetto di iconografie di sapienza, raffigurazioni filosofali e può essere inteso in senso ampio come la definizione di una ricerca pittorica peculiare focalizzata sull’approfondimento e la rielaborazione dei simbolismi e le iconografie delle varie Tradizioni, nonché di alcuni paradigmi legati alle domande fondamentali dell’uomo.

    In un periodo storico segnato da profonda instabilità sociale nonché da mutamenti epocali legati allo sviluppo delle nuove tecnologie da un lato, ed all’emergenza ambientale dall’altro, la riscoperta delle radici della propria cultura e di quella degli altri popoli (sulla scorta del profondo lascito intellettuale di autori del calibro di C.G.Jung, J.Hillman, M.Eliade, H.Corbin) diviene una necessità imprescindibile per poter affrontare le sfide dei tempi. La pittura, nel farsi nuovamente canale di diffusione di bellezza ma soprattutto di conoscenza e significati profondi, diviene occasione di meditazione e introspezione, nonché di dibattito culturale.

    La pittura di Bulgarini si propone come un tentativo inattuale, in senso nietzscheano – e pertanto attualissimo – di riportare l’immagine, nella sua dimensione figurativa più autentica, al centro della prassi artistica. Oltre certe iperboli concettuali e minimalistiche, colpevoli di privare l’arte della sua dimensione estetica – ossia sensibile, corporea e simbolica – ma nel contempo lontanissima da ogni malinconica rievocazione di un’arte mimetica e semplicemente decorativa, la poetica di Bulgarini s’impone mediante il riconoscimento della centralità dell’immagine.

    La potenza espressiva dell’Icona, tradizionale strumento di collegamento fra visibile e invisibile, materia e spirito, immanenza e trascendenza, si manifesta in modo rinnovato nelle tele del pittore. Le quali sono tutte dirette a raffigurare – lo diciamo con le parole di Pavel Florenskij – «quelle immagini che separano il sogno dalla realtà, che separano il mondo visibile dal mondo invisibile ed in tal modo congiungono i due mondi».

    Strumenti modernissimi, dunque – sin dallo stile, che richiama il surrealismo, arricchito di sarcastici riferimenti alla cultura contemporanea – impiegati per esprimere pittoricamente principi tradizionali, oseremmo dire arcaici e perenni.
    La saggezza (sophia) dell’icona si rivela infatti nella sua essenza creativa, capace di condurre l’astante nel regno della meraviglia, nel territorio insondato e insondabile dell’originarietà. Di quella chimera chiaroscurale che non si mostra nello sperimentalismo a tutti i costi, come talora si è portati a credere, quanto piuttosto lungo i crinali del terreno dell’Origine, dell’appartenenza alla propria identità di essere umano, che, come ebbe a notare lo storico delle religioni Mircea Eliade, si realizza integralmente proprio laddove, come insegna un’etimologia filologicamente forzata ma densa di suggestioni, l’uomo si fa humus, ossia terra.

    IconoSophia | Alessandro BulgarinEccolo allora sondare le potenze profonde del nostro immaginario, il regno degli archetipi dell’inconscio collettivo che lo psicanalista svizzero Carl Jung ha sapientemente saputo problematizzare.
    La Terra, intesa come Madre, luogo generatore delle istanze elementari che pervadono il mondo simbolico dell’uomo, torna al centro dell’interesse artistico, apre squarci verso un mondo di immagini che toccano l’esperienza più intima degli spettatori. L’immagine, allora, perde ogni superficiale funzione ornamentale, dismette i panni del divertissment per divenire specchio di una problematizzazione radicale – filosofica pertanto – del reale.

    Paradossalmente, affinché l’arte possa confrontarsi con la realtà, anche nella sua dimensione socio-politica, è preliminarmente necessario che faccia epoché rispetto al mondo dei fenomeni, ossia, come insegna la fenomenologia, metta in discussione il mondo dell’apparenza per tornare su di esso con sguardo accresciuto e rinnovato.

    Così IconoSophia significa aprire la mente – ed il cuore – alla sapienza delle immagini, alla capacità, attraverso l’immaginazione, di riconnettere l’esperienza individuale a quella collettiva, la psiche personale all’anima mundi. Significa, in ultima istanza, abdicare al mondo dei simulacri proposto dalla società contemporanea, la cui apparente passione per la dimensione visiva cela in realtà, come ben spiegato dal filosofo Baudrillard, un’intima avversione iconoclasta nei confronti della natura autentica delle immagini. La cui abissalità sovrarazionale fu ben compresa da Jung, che spiegò con genio: «Colui che parla con immagini primordiali, è come se parlasse con mille voci; egli afferra e domina, e al tempo stesso eleva, ciò che ha disegnato, dallo stato di precarietà e di caducità alla sfera delle cose eterne; egli innalza il destino personale a destino dell’umanità e al tempo stesso libera in noi tutte quelle forze soccorritrici, che sempre hanno reso possibile all’umanità di sfuggire ad ogni pericolo e di sopravvivere persino alle notti più lunghe… Questo è il segreto dell’azione che può compiere l’arte».

    Del pari Ernst Jünger ebbe a scrivere: «L’opera d’arte è transeunte, ma attesta qualcosa d’immortale. Tutte le immagini visibili sono olocausti, sono servizio liturgico nell’ambulacro che conduce a un’immagine invisibile».

    Di questa prospettiva estetica alta e impegnata si è voluto far carico, fra gli altri, Alessandro Bulgarini. La sua proposta pittorica non è d’altra parte un grido solitario e inascoltato, bensì un richiamo alla funzione fondativa dell’arte che rientra all’interno di un vivace dibattito culturale. È difatti una spinta nodale nei momenti di discussione del paradigma culturale vigente in questa nostra attualità, quella modernità – o postmodernità, se si preferisce – che Roberto Calasso, il celeberrimo Editore di Adelphi, ha stigmatizzato nel suo ultimo saggio sotto la paradossale nozione di “innominabilità”.

    L’opera di Bulgarini intende piuttosto gettare i tasselli di quella pedagogia dell’immaginazione tanto auspicata da Italo Calvino: strumento indispensabile con cui educare i giovani a un rinnovato amore per la bellezza e l’autenticità estetica. Un Pulchrum che sia, pertanto, vero fulcro trascendentale inscritto nella stessa realtà sensibile – e non al di là di essa –, approccio conoscitivo tramite cui lasciar risplendere in modo rinnovato il cosmo e i suoi mirabili frammenti.

    «La bellezza – ci spiega James Hillman – è una necessità epistemologica; l’aisthesis è il modo in cui noi conosciamo il mondo». Non resta che riappropriarci di questa primordiale facoltà gnoseologica rivolta alla comprensione di noi stessi e dell’universo che ci circonda.
    La pittura di Bulgarini è un segnavia lungo questo difficile ma affascinante percorso. Di contro a quella equivoca “civiltà dell’immagine” in cui, come ben intese Henry Corbin, «invece che elevare l’immagine al livello di un mondo che le sarebbe proprio, invece che investirla di una funzione simbolica, rivolta al senso interiore, abbiamo soprattutto la riduzione dell’immagine al livello della percezione sensoria pura e semplice, e quindi la definitiva degradazione dell’immagine». 

     

    “C’è l’ermetismo in cui non si entra perché è chiuso, quello in cui si entra e che ci rinchiude, quello che ci invita ad entrare per aprire ciò che è chiuso.” [Antonin Artaud]

    “Quale sarà il futuro dell’immaginazione individuale in quella che si usa chiamare la “civiltà dell’immagine”? […] Penso ad una possibile pedagogia dell’immaginazione che abitui a controllare la propria visione interiore senza soffocarla e senza d’altra parte lasciarla cadere in un confuso, labile fantasticare, ma permettendo che le immagini si cristallizzino in una forma ben definita, memorabile, autosufficiente, icastica.” [Italo Calvino]

     

    titolo: IconoSophia
    artista: Alessandro Bulgarini
    date: 29 febbraio | 29 marzo 2020
    curatela: Luca Siniscalco
    inaugurazione: sabato 29 febbraio ore 18:00
    finissage: sabato 28 marzo ore 18:00
    sede: SpazioAref – Piazza della Loggia 11/f – 25121 – Brescia
    orari: giovedì / domenica – 16.00 / 19.30 (altri giorni su appuntamento)
    info: [email protected] – 0303752369 / [email protected] – 3383015186
    ufficio stampa: FratturaScomposta [email protected]

  • Morganti a Riga

    Morganti a Riga

    Morganti a Riga

    Dal 26 di novembre 2019 nella capitale della Lettonia sarà possibile ammirare le opere del noto fotografo italiano Giordano Morganti.

    L’evento multiplo, curato da Galina Maksinova e realizzato in collaborazione con la Galleria Happy Art Museum, si svolgerà in tre sedi differenti.

    Presso il Museo Ferroviario Lettone, durante “Art Riga Fair 2019”, verrà allestita “The Wall”, una parete di 18 metri in cui saranno esposti tre differenti cicli fotografici dell’artista milanese.
    Il primo sarà dedicato ai “non luoghi” rappresentati da scatti di rocce realizzati in posti non ben precisati; il secondo presenterà i “silenziosi” ritratti realizzati da Morganti alla comunità trasversale dei sordomuti; il terzo, attraverso una serie di fotografie di cantieri, rappresenterà “la vita e la morte”.

    Seguirà in abbinata una mostra dedicata a Morganti allestita negli esclusivi spazi di “The Lobby”, in cui verranno esposte esclusivamente le fotografie vintage ai sali d’argento appartenenti al ciclo denominato “The body”.

    In concomitanza, all’interno della galleria Happy Art Museum verrà allestito un set fotografico, in cui saranno realizzati i ritratti di coloro che desidereranno possedere uno scatto esclusivo del noto fotografo Giordano Morganti.

    Giordano Morganti a Riga

    Giordano Morganti

    è nato a Milano nel 1956. Il suo ricco curriculum mostra la carriera di un fotografo di fama internazionale, collaboratore di riviste di grande prestigio, noto principalmente per i ritratti di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e per le sue numerose ricerche.

    All’età di nove anni si appassiona alla fotografia e nel 1973 decide di diventare “artista – fotografo”. Inizia così un percorso di successo che porterà i suoi scatti a essere presenti sulle riviste e nelle gallerie d’arte nazionali e internazionali.

    Morganti espone a Milano, Roma, Palermo, Genova, Torino, Mantova, Urbino, ma anche a New York, Berlino, Barcellona, Pechino e Parigi, solo per ricordare alcune mostre.

    Giordano Morganti ama fotografare le diversità, le ingiustizie, il disagio. Egli si è avvicinato alla fotografia spinto dalla voglia di scoprire il mondo, andando oltre la superficialità: “quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”.

    La missione del fotografo, dice Morganti, è “fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”.

    Questa è la cifra dell’artista: un professionista che indaga la realtà che lo circonda, puntando a cogliere gli aspetti più intimi dell’animo umano, distillandoli tramite uno sguardo, una postura, una tensione.

    Giordano Morganti a Riga

    Morganti a Riga
    Giordano Morganti
    a cura di Galina Maksimova

    sedi:
    Art Riga Fair 2019 / Latvian Railway Museum
    Victory Boulevard 2a, Zemgale Suburbs, Riga
    Happy Art Museum – Art Gallery
    Distretto centrale, Riga, LV-1011
    The Lobby
    12 Kalku Street, Center District, Riga, LV-1050

    26 novembre | 3 dicembre 2019
    inaugurazione martedì 26 novembre ore 18

     

    info:
    HAPPY ART MUSEUM
    Dags Vidulejs: [email protected]
    +37129595885
    EUROCLUB
    Galina Maksimova: [email protected]
    +37129177748

    mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

  • Chôra, mostra personale di Linda Carrara da Boccanera

    Venerdì 25 ottobre, alle ore 18.00, Boccanera Gallery apre la stagione espositiva a Trento con la seconda personale di Linda Carrara (1984, Bergamo) negli spazi espositivi in Via Alto Adige 176.

    Boccanera Gallery presenta così la più recente ricerca pittorica della giovane artista, un lavoro mirato al superamento delle funzionalità rappresentative della pittura, dove essa diventa il soggetto nascosto dei suoi lavori, poiché mezzo che garantisce proprietà divergenti rispetto alla realtà. Le immagini di Linda sono caratterizzate da una sintassi instabile e libera, in cui trovano posto silenziosi smarrimenti poetici e reali contraddizioni prospettiche.

    Chôra” è il titolo della mostra curata da Giuseppe Frangi, un termine tratto dal Timeo di Platone che indica quello spazio, per certi versi indicibile, in cui la forma dispiega la propria azione. Con un gioco di parole: è lo spazio della forma in “formazione”. Ed è proprio nel concetto di formazione, della materia, di un ipotetico paesaggio o della pittura stessa, che la Carrara si destreggia e abita, mostrandoci una serie di opere che tendono all’idea di luogo e paesaggio nel quale lo spettatore sarà invitato a camminare.

    Un titolo che vuole definire la ricerca dell’artista, una ricerca scaturita da un’attrazione, anzi, da una sorta di magnetismo: quello che porta la tela a farsi involucro della forma che poi la abiterà. Liberare la pittura dall’intenzionalità significa spingerla, quasi stressarla, perché sempre più si pieghi a farsi pelle del reale, a farsi lei stessa cosa e non solo rappresentazione della cosa. “Chôra” descrive la ragione profonda di questo schiacciarsi sul soggetto, di questo annullamento di ogni distanza.

    Le opere sono in mostra negli spazi di Boccanera in via Alto Adige 176 a Trento fino al 4 gennaio 2020.

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    Biografia

    Linda Carrara è nata a Bergamo nel 1984. Vive e lavora fra Gent – Bruxelles e Milano.
    Nel marzo 2006 si diploma al “Dipartimento sperimentale di arte contemporanea” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Dal 2015 frequenta il Master in MultiMedia presso l’Accademia belga KASK a Gent. Nel 2013 è finalista al “Premio Cairo”, nel 2014 vince il “Premio Terna – Pittura” con l’opera intitolata “Outer Space” nella quale indaga la luce come materia pittorica e la metafisica come spazio.

    Sono numerose le mostre pubbliche che la vedono partecipe sul territorio italiano e internazionale. Nel 2012 partecipa alla collettiva “Crises and Rises” a cura di Rossella Farinotti, presso il Palazzo delle Stelline a Milano e nel 2014 alla Fondazione Rivoli2 di Milano presenta la personale intitolata “Be. Per agire occorre essere avvolti nelle illusioni”.

    Nel 2015 è stata invitata a Bruxelles alla mostra collettiva “Ma Patience a des Limites – still life” presso gli spazi di Dubois Friedland e alla collettiva sul disegno negli spazi di Le Kabinet. Sempre nel 2015 il suo video “I’m a still life” è stato proiettato a Mosca presso il Centro d’Arte Contemporanea Fabrika.

    Nel 2016 presenta la prima personale da Boccanera Gallery Trento “Il pretesto di Lotto” a cura di Daniele Capra, nel 2017 la personale “Looking for the right place at the right moment” con scritti di Claudio Salvi, negli spazi Blanco a Gent, in Belgio. Nel 2018 inaugura la sua mostra “A/R Linda Carrara [nata a Bergamo nel 1984, vive e lavora tra Bruxelles e Milano]” all’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles, lo stesso anno partecipa alla collettiva “Graffiare il presente” a cura di Daniele Capra e Giuseppe Frangi, a Casa Testori, Milano. Nel 2019 inaugura la personale “Madonna delle Rocce” presso la Galleria Iragui di Mosca.

    Vincitrice di diverse residenze d’artista, nel 2015 partecipa alla residenza “MOMENTUM Worldwide” a Berlino, nel 2016 è ospite presso la residenza LKV – Lademoen Kunstnerverksteder a Trondheim in Norvegia, nel 2017 presso la residenza del Museo NCCA di San Pietroburgo e nel 2018 alla residenza Musumeci Contemporary a Bruxelles.

    INDA CARRARA “CHÔRA
    BOCCANERA GALLERY, VIA ALTO ADIGE 176, TRENTO – IT

    Inaugurazione: venerdì 25 ottobre, 18.00 – 21.00

    26 ottobre 2019 – 4 gennaio 2020

    Orari di apertura: dal martedì al sabato, dalle ore 14.00 alle ore 19.00

    [email protected]

    www.arteboccanera.com

    Instagram @boccanera_gallery

    +39 0461 984206

  • La donna moltiplicata

    La donna moltiplicata - Evita Andújar | Vania Elettra Tam

    La donna moltiplicata

    è il titolo della bi-personale curata da Carlo Micheli, che si terrà presso la Galleria Francesco Zanuso, da mercoledì 16 a giovedì 31 ottobre. Le due artiste chiamate a realizzare questa mostra sono Evita Andújar, andalusa di nascita, romana d’adozione e la comasca naturalizzata milanese Vania Elettra Tam.

     

    Si tratta di uno sguardo al femminile, come femminili sono i sostantivi, ironia, genialità, tecnica, fantasia, intelligenza, sensibilità e bellezza. La proposta delle due artiste si avvale di tutte queste caratteristiche, ponendosi, sia pure con tecniche e linguaggi differenti, in una dimensione “sospesa”, che consente loro di abbattere le barriere temporali, dilatandole, comprimendole o, addirittura, eludendole.

     

    Evita Andujar - Stolen Selfie 33 o Sopra le nuvole, 2019 - Acrilico su tela - cm 90x80Evita Andújar si impadronisce, rubandoli, degli attimi fuggenti che le frequentatrici dei social “postano” per dar conto dei propri stati d’animo. La sfida accettata dall’artista d’origine spagnola consiste nel dilatare l’istante colto in un sefie approfondendo la personalità del soggetto, riuscendo a ricostruire “storie” che hanno nello scatto il momento culminante. Caratterizzati da una tecnica raffinata, mutuata dal suo passato di restauratrice, i dipinti di Evita sono immagini paradigmatiche delle eroine inquiete dei nostri giorni, donne moltiplicate, preda di un vortice dinamico che le trasforma in archetipi di una nuova femminilità, più complessa, più multiforme, più consapevole della fugacità dell’esistenza, del fatto che il quarto d’ora di celebrità spettante ad ognuno, prefigurato da Andy Warhol, era stimato per eccesso.

     

    Vania Elettra Tam - VENI VIDI VI(N)CI- 2018 - 150x100 cm - tecnica mista su telaVania Elettra Tam, per contro, si è idealmente intrufolata nel segretissimo backstage leonardesco, ricostruendo le dinamiche che hanno consentito la creazione di alcuni noti capolavori. Nell’atelier acconciatrici, sarte, truccatrici, semplici garzoni, tutti stanno dando il meglio di sé per allestire la perfetta rappresentazione… Tutto ciò accade nella mente ironico-sognatrice di Vania, attraverso una smitizzazione sorridente, che scivola con leggerezza e intelligenza verso una dimensione surreale, dove il tempo è svuotato d’ogni rigidità e diviene un’entità plasmabile, depistabile, non indispensabile. Non mancano tocchi caricaturali, in un continuo rimando tra finzione e immaginazione, dove l’apparente realismo rappresentativo precipita di fatto la realtà in un vortice di nonsense e anacronismi.

     

    P.S. La donna moltiplicata, a differenza dell’uomo-macchina marinettiano, non subisce modificazioni fisiche o psichiche, né nega i sentimenti per raggiungere una dimensione robotica; non cancella la poesia né attenta al “chiaro di luna”… È una “donna soggetto”, multiforme, creativa, sensibile e attuale. E’ LA DONNA, senza bisogno di aggettivi.

    Carlo Micheli

     

     

    evitaEvita Andújar
    Nasce a Écija in Spagna, vive a Roma. Ha studiato Pittura e Restauro all’Accademia di Belle Arti di Siviglia. Nel 2000 viene in Italia come borsista all’Accademia di Spagna in Roma. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti ed è stata invitata a partecipare a mostre nazionali e internazionali.
    www.evitaandujar.com

     

    VaniaVania Elettra Tam
    Nasce a Como, vive a Milano. Si è formata alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Fra le mostre più importanti: 54° Biennale di Venezia; 2016 personale al Museo di Šibenik; 2017 personale al Palazzo della Ragione di Mantova; 2019 Residenza d’artista ad Amman; 2019 Realizza il 43° Palio di Montagnana.
    www.vaniaelettratam.it

     

    titolo: La donna moltiplicata
    artisti: Evita Andújar | Vania Elettra Tam
    curatela: Carlo Micheli
    sede: Galleria Francesco Zanuso
    indirizzo: Corso di Porta Vigentina 26 – 20122 Milano
    date: dal 16 al 31 ottobre 2019
    inaugurazione: mercoledì 16 ottobre dalle 18.00 alle 22.00
    orari: da lunedì a giovedì 15.00 – 19.00 | venerdì e in altri orari su appuntamento
    mobile: +39 335 6379291
    e-mail: [email protected]
    sito: www.galleriafrancescozanuso.com
    mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

  • CAVE CANEM alla Boccanera Gallery di Trento

    Artisti: Cristian Avram, Nanni Balestrini, Carla Bedini, Neil Beloufa, Alin Bozbiciu, Thomas Braida, Linda Carrara, Juan Carlos Ceci, Pierluca Cetera, Sabine Delafon, Nebojša Despotović, Gabriele Di Matteo, Alda Failoni, Keith Farquhar, Dido Fontana, Andrea Fontanari, Julia Frank, Daniel González, Gabriele Grones, Allison Katz, Oleg Kulik, Tamara Janes, Chantal Joffe, Zoe Lacchei, Marcos Lutyens, Sissa Micheli, Gian Marco Montesano, Ruben Montini, Massimiliano Muner, Nero/Alessandro Neretti, Laurina Paperina, Luca Pozzi, Federico Seppi, Ivano Troisi, Sojourner Truth Parsons, Costa Vece.

    La raffigurazione del cane nella storia dell’arte ha spesso definito una stretta relazione simbolica e idealizzata dell’animale e del suo proprietario, molte volte rappresentati insieme. Così ci raccontano i ritratti dipinti nel rinascimento che mescolano la centralità dell’uomo con la curiosità per la natura.

    Molto spesso, nelle sue implicazioni religioso-morali ma anche politiche ed economiche, il cane è simbolo di fedeltà verso l’altro. Nella società contemporanea diventa facilmente un alter ego del padrone o un’entità sulla quale proiettare i propri desideri di realizzazione. Basti pensare al grande successo della vendita di oggetti legati alla cura dei cani (dagli abiti, ai collari preziosi, ai giochi, ai trasportini, ai cuscini stravaganti) o dei siti che li pubblicizzano e alla nascita di veri e propri accounts, capaci di attirare milioni di followers, dove si raccontano le azioni, le pose, le emozioni, degli amici fedeli.

    Boccanera Gallery, dal 25 maggio al 7 settembre 2019, dedica una mostra alla figura del cane dal titolo “Cave Canem”. La citazione dei mosaici di Pompei, che ritraggono un cane nero legato, rivela il desiderio di mostrare e di mettere in dialogo uno dei temi più antichi della pittura figurativa e, nello stesso tempo, la parte più intima di alcune selezionate collezioni private a partire dalla collezione personale di Giorgia Lucchi Boccanera, fondatrice e titolare di Boccanera Gallery, e di Peggy (e prima Kira), le sue amate meticce. Giorgia, nella sua storia decennale di gallerista, ha spesso raccontato delle sue esperienze con i cani agli artisti con cui ha lavorato e talvolta loro stessi hanno dedicato un’opera alla figura del cane, scoprendo poi che molti collezionisti hanno condiviso questa sua passione per l’aspetto più riservato della propria rappresentazione domestica.

    La mostra raccoglie, infatti, le opere di trentasei artisti, che provengono dalla collezione privata Lucchi Boccanera, e di alcuni collezionisti e di alcune gallerie o di alcuni artisti ai quali è stato chiesto di un lavoro che raffiguri il proprio amato animale domestico come una estensione del proprio se’, pronto a dialogare con le altre rappresentazioni e con la sorpresa del visitatore accolto in questa speciale “Esposizione Internazionale Canina”.

    La mostra è accompagnata da un piccolo volume arricchito da un racconto inedito di Brigidina Gentile intitolato Cave Canem. Caffe` Utopia.

    “CAVE CANEM”
    BOCCANERA GALLERY, VIA ALTO ADIGE 176, TRENTO – IT
    Inaugurazione: sabato 25 maggio dalle ore 19.00 alle 21.00
    Opening: Saturday, May 25th, 7-9 pm
    25 maggio – 7 settembre 2019 | May 25th – September 7th, 2019

    Testo di | Text by Brigidina Gentile

    Orari di apertura: dal martedì al sabato, dalle ore 14.00 alle ore 19.00
    Opening hours: Tuesday – Saturday, 2 pm – 7 pm

    [email protected]
    www.arteboccanera.com

  • Mah…MilanoMilano? – Alessandra Bruno / Nada Pivetta

    Mah...MilanoMilano? - Alessandra Bruno / Nada Pivetta - Galleria Francesco Zanuso - MI

    Inaugura mercoledì 8 maggio dalle 18.00 alle 21.00 “Mah…MilanoMilano?” presso la Galleria Francesco Zanuso in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano.

     

    In mostra acquarelli e tecniche miste di Alessandra Bruno e sculture in legno, bronzo, ceramica, smalti su rame di Nada Pivetta. Fino al 30 maggio.

     

    La fisionomia del torso e l’elasticità della pelle contengono funzioni essenziali alla vita: gli organi di trasformazione ed assimilazione, insieme ad un mistero di fuoco che trascende il tempo della carne. Nada Pivetta scava e svuota sibille di legno, imprime tracce altre, apre respiri al bronzo e srotola strati di fogli di ceramica, fedele testimone scompaginata di un attraversamento di luce dalla scintillante morbidezza smaltata. Sottorilievi del vivere col corpo indagati in scultura.

    Gabriele Mandel descrive con i termini generosi dell’età dell’oro lo spaesamento intrinseco al lavoro di Alessandra Bruno che attraverso una iniziale ricerca pittorico-materica ha scelto di lavorare pressoché esclusivamente con l’acquarello: porta della memoria, magia per rivivere paesaggi incantatori, consolatori, che la consapevolezza più equa verso il presente della mezza età ha riorientato verso l’esplorazione dell’ambiente urbano d’adozione.

    Milano, esoscheletro del vivente metropolitano, negli anni recenti si trasforma anche nei materiali costituenti: vetro, acqua, vegetazione, da nuovi privilegiati riflettono crocevia di luci cangianti, concedono spazi, visioni e movimenti di più ampio respiro.
    Francesco Zanuso vi invita a vedere la città Bruno-Pivetta: duo a quattro mani per sensibilità affini.

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    acquarello di Alessandra Bruno Mah...MilanoMilano? Alessandra Bruno - Nada Pivetta Galleria Francesco Zanuso – Milano dall'8 al 30 maggio 2019 inaugurazione mercoledì 8 maggio dalle 18.00 alle 21.00Dal testo di Gabriele Mandel dedicato a Alessandra Bruno:

    […] Guardate questi orizzonti, carichi di nebbie cromatiche, di gusti lontani che sfuggono, come il sentore d’anice delle caramelle d’un tempo, o si avvicinano prepotenti con linee pastellate, sapore di pane appena sfornato.

    E poi, come a distacco di una pace campestre, ecco il gioco di una decorazione, un metter giù immagini come calano i Tarocchi sulla tavola della cartomante, e son intimismi e azzurri acidi, che sconfinano nell’Espressionismo inizio secolo, o rammentano i lavori di Pincas amico di Modigliani, o della Scuola Romana o d’un certo Spazzapan fra le sue cose più intime e tenere.

    Ma per parlar compiutamente di questa pittura, per collocarla nel suo giusto castone, occorrerebbe esulare, andar lontano sulle rive della Senna, in quella Parigi che è ancora centro ideale della cultura del mondo. […]

     

    scultura in bronzo di Nada Pivetta Mah...MilanoMilano? Alessandra Bruno - Nada Pivetta Galleria Francesco Zanuso – Milano dall'8 al 30 maggio 2019 inaugurazione mercoledì 8 maggio dalle 18.00 alle 21.00La stessa Alessandra Bruno scrive di Nada Pivetta:

    “L’incontro con il tuo lavoro, produce in me un mutamento benefico. Mi sento protetta infatti da una potenza calda e sapiente. Il tuo legno, scolpito secondo forze archetipiche maschili, nette, tese, verticali, ha la presenza tiepida e gravida dell’accogliente madre terra.

    Leggo nella tua materia, l’arrendevolezza al lasciarsi consumare, necessaria alla cura del principio vitale. La disponibilità a trasformarsi secondo codici di armonia universale per dare origine ad una espressione di coscienza, unica pertanto sacra. Il custode del tempio, monaco guerriero sostiene con solidità valorosa, l’eco dell’eterna vita contenuto nel grembo della mucca sacra, nel suo sacro latte.

    In un ritmo circolare di perpetuo rinnovarsi rimanendo uguale a se stesso. Somma si esistenza-resistenza attorno ad un nucleo di mistero assoluto. Nada, scolpisci l’anima del tempo.”

     

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    Cenni biografici:

    Alessandra BrunoAlessandra Bruno
    È nata a Torino nel 1962, vive a Milano. Studi: liceo Artistico Torino. Foundation Course st.Martin’s school of Art Londra. Bachelour of Art’s – Painting – Maidstone College of Art, Kent(UK).

    Dal 1980 Collabora a istituzioni pubbliche e private alla curatela e realizzazione di progetti didattici e artistici, ritratti su commissione, illustrazioni, murales, seminari, laboratori, decorazione e progettazione di arredi e interni: Comuni del torinese con l’associazione Melarancia; Centro Botanico e Naj-Oleari MI; Fondazione l’Aliante -Castello di Potentino-Seggiano; Accademia Piemontese del Giardino TO; Associazione Orticola di Lombardia, Lizières FR; Istituto europeo di Design, (IED) MI; Emporio Le Sirenuse, Positano, NA; Fondazione Ugo da Como – Lonato del Garda.

    Fra le principali personali: Galleria Angelica Frescobaldi a Milano; Galleria Silvia Blanchaert a Milano; Serre del Castello di Racconigi con la cura di Paolo Pejrone; Galleria il Torchio di Porta Romana a Milano; Ca’ Albrizzi a Milano con la cura di Alessandro Giannelli Viscardi; Mosto a Milano a cura di Ugo Melli; Galleria Francesco Zanuso a Milano. Ha esposto in numerose collettive in Italia e all’estero.

     

    Nada PivettaNada Pivetta
    È nata a Milano nel 1970, dove vive e lavora. Si è diplomata in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. È docente di Progettazione di Interventi Urbani e territoriali al biennio specialistico della scuola di scultura, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano.

    Nel 2005 disegna l’immagine guida del XVII congresso nazionale FABI, Federazione Autonoma Bancari Italiani. Nel 2009 la sua scultura “Icaro” è il Premio Economia Brianza dalla Camera di commercio MB; Partecipa al Concorso Cura e Speranza – Ospedale Niguarda MI (opera acquisita nella collezione dell’Ospedale). Vincitrice 1° premio 2019 – Scultura nella città, progetti per Milano – Museo della Permanente.

    Nel 2010 – residenza d’artista alla West Gallery di Shanghai con opere in ceramica cinese. Nel 2011 entra nella collezione di Arte Contemporanea “Banca Centrale del Lussemburgo” con l’opera “Nulli Certa Domus” collocata all’Idroscalo di Milano. Nel 2015 realizza una personale al Museo Studio Francesco Messina del Comune di Milano con la monografia “Substantia”. Nel 2017 pubblica il libro “in Superficie” col sostegno del Museo Studio Francesco Messina e del Comune di Milano. Dal 2018, in collaborazione con l’Istituto Italiano di cultura, espone a Osaka. Recentemente è stata selezionata e invitata a realizzare di un’opera pubblica a Chengdu in Cina.
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    Titolo: Mah…MilanoMilano?
    Artisti: Alessandra Bruno – Nada Pivetta
    Sede: Galleria Francesco Zanuso
    Indirizzo: Corso di Porta Vigentina 26 – 20122 Milano
    Date: dall’8 al 30 maggio 2019
    Inaugurazione: mercoledì 8 maggio dalle 18.00 alle 21.00

    Orari: da lunedì a giovedì 15.00 – 19.00 | venerdì e in altri orari su appuntamento
    Mobile: +39 335 6379291
    E-mail: [email protected]
    Sito: www.galleriafrancescozanuso.com
    Mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

  • DIDO FONTANA | DIDO FONTANA + ZOE LACCHEI

    Dido Fontana tutto da toccare.
    Didddo – Touch Me! è il nuovo progetto del fotografo trentino che presenta per l’occasione nuove opere dove la fotografia incontra la scultura fondendosi in un mix di materiali. Dal marmo alla moquette, le immagini si arricchiscono di una nuova texture – ovviamente – provocatoria.
    Un viaggio oltre l’estetica: simboli e pittogrammi evocano stati di coscienza mentre memorie e desiderio sorprendono lo spettatore costretto al confronto con la propria parte animale.
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    Dido Fontana + Zoe Lacchei: un lavoro a quattro mani. I Neo Shunga inediti di Zoe Lacchei – ispirati liberamente alle stampe erotiche giapponesi – sono un ritorno alle sue origini; allontanatasi dalla corrente pop-surrealista, Zoe si concentra maggiormente sul simbolico per sposare la fotografia di Dido Fontana. Il risultato è una sequenza di lussuriose scene, di lavori fotografici e grafici con arditi incastri che si muovono tra tradizione e futuro, che nascono da Dido + Zoe.
    +
    Presentazione a Trento di From the Love of Truth, seguendo la sua natura crossover tra moda, comunicazione, editoria.

     

    Dido Fontana, fotografo. Nasce a Mezzolombardo il 29 giugno del 1971. Vive in Trentino a Borgo Valsugana a un passo dal Fiume Brenta e lavora nel mondo. Non ritocca le foto perchè dice che la realtà è di per sè troppo interessante. Il suo stile è stato definito antifashion e neobarocco.
    La produzione recente del fotografo Dido Fontana insegue le partecipazioni a progetti collettivi e personali in Europa e negli Stati Uniti, sovrapponendole alle commissioni ottenute dal mondo della moda, della comunicazione e dell’editoria. Si tratta complessivamente di una produzione molto ampia in cui i due ambiti, quello più specificatamente creativo e quello commerciale, si confondono lasciando emergere una creatività onnivora ed una spiccata personalità fotografica, sia per quanto riguarda l’interpretazione del mezzo che per la definizione del soggetto.

    Zoe Lacchei è una popolare artista italiana conosciuta in tutto il mondo, cresciuta in una piccola e quieta città vicino Roma.
    Dopo il liceo, invece che seguire regolari studi accademici, si è focalizzata sullo studio dei  soggetti che ama maggiormente, come l’anatomia umana e la cultura Giapponese.
    Quest’ultima ha avuto un enorme influenza su di lei: semplicemente adora il Giappone, con le sue contraddizioni e stranezze, con il suo grande senso dell’immagine così tradizionale e allo stesso tempo moderna data da Manga, Anime e Videogiochi.
    Lavora alla creazione di Character Designs per fumetti e videogiochi senza mai firmarne nessuna con il suo nome.
    Nell’aprile 2004 crea 13 illustrazioni per il Disco D’Oro di Marilyn Manson (per “The Golden Age of Grotesque”) contenute nel portfolio “Metamorphosis – The Art of Zoe Lacchei”. Eclettica, passionale, Zoe Lacchei ha pubblicato svariati lavori e ha preso parte a numerose mostre. Il suo stile inconfondibile è una fusione di diverse tecniche e materiali tradizionali.
    Dal 2017 vive e lavora in Trentino-Alto Adige/Südtirol.

     

    DIDDDO – TOUCH ME!
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    DIDO FONTANA + ZOE LACCHEI
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    FROM THE LOVE OF TRUTH
    BOCCANERA GALLERY, VIA ALTO ADIGE 176, TRENTO
    Inaugurazione: venerdì 29 marzo delle ore 18.00 alle 21.00
    A cura di Giorgia Lucchi Boccanera
    Dal 30 marzo al 30 aprile 2019

  • Parole e Colori – Moreno Gentili e Guido Rocca

    L'immagine può contenere: testo

    L’interessante rassegna di mostre bipersonali organizzate dal gallerista Francesco Zanuso prosegue anche nel 2019.

     

    Ad inaugurare il nuovo anno sarà la coppia formata dall’autore dei Manifesti poetici Moreno Gentili e dall’artista lirico-astratto Guido Rocca.L’esposizione, intitolata “Parole e Colori”, inaugurerà mercoledì 16 gennaio alle 18 in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano e sarà fruibile fino al 31 gennaio.

     


    L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, occhiali

    I “Manifesti poetici” di Moreno Gentili sono l’espressione di un pensiero che è meditazione e visione in forma di oggetto da esporsi negli spazi di coabitazione privata e pubblica.
    Uno dei suoi manifesti infatti arreda, intrattiene, informa e regala suggestioni spesso emozionanti e questi sono davvero particolari.
    Tra le opere esposte di Gentili alla Galleria Zanuso, i manifesti inediti “Milano é…”, omaggio poetico alla nostra città, “Bevo vivere”, un viaggio di parole nelle emozioni del buon bere, “Caffè”, manifesto di suggestioni dedicate a questo rito centenario del nostro quotidiano. Oltre a questi il celebre “Ti amo”, il manifesto dei “No” e “Piantala!”, testo salvifico che aiuta a ritrovare buon umore nei momenti difficili.

    Caratteristica dei manifesti poetici, è la scrittura in forma di Mantra in cui l’autore accompagna il collezionista in una consapevolezza utile a non perdere di vista la realtà, anche in modo ironico e autoironico. I manifesti sono stampati in formato 80×100 cm su carta, o su supporto rigido in tiratura numerata e firmata dall’autore.

    Scrive di lui Ludovico di Giovanni:
    “Moreno Gentili, scrittore, artista e designer, si pone nella tradizione creativa italiana di un eclettismo dove figure come Carlo Mollino, Emilio Tadini, Dino Buzzati, Carla Cerati, Pier Paolo Pasolini e altri, hanno lasciato tracce di esperienza creativa multiforme libera e indipendente da mercati, influenze critiche e condizionamenti culturali. La ricerca dell’innovazione è la spinta che tende a muovere la curiosità di questi ricercatori di emozioni che fanno della sperimentazione artistica un linguaggio riconducibile alla loro personalità che oggi definiremmo “multitasking”, ma che in realtà segna nella storia dell’Arte italiana molti passaggi epocali. Un valore aggiunto -questa curiosità- che rompe spesso mode e convenzioni per dare vita a nuovi linguaggi creativi che danno lustro al nostro paese”.

     


    L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, barba, primo piano e spazio all'apertoL’Arte rappresenta per Guido Rocca la vita stessa.
    È l’accondiscendente compagna di viaggio; l’illuminazione del cammino; il grembo materno in cui rinascere dopo ogni sconfitta; il porto quieto dove riposare la mente; la cura per i malesseri dell’anima. “L’arte mi ha accompagnato fin da bambino. La poesia è stata la mia prima vera amica e grazie a lei riuscivo a comunicare in maniera sincera…”

    Al termine di interminabili viaggi, avventure estreme, deviazioni pericolose, Rocca ristabilirà i propri equilibri psicofisici proprio grazie all’Arte, al suo potere totalizzante e salvifico. “Adesso creare è ciò che mi permette di provare soddisfazione, mi fa sentire vivo e me stesso, in quanto ritengo l’arte una forma di comunicazione spirituale. La mia speranza è che questa trasformazione avvenga anche in chi comunica con i miei dipinti e poesie.”

    Le opere lirico-astratte di Guido Rocca vivono di un’istintualità pura e provocante. Nell’ormai raggiunto equilibrio rappresentativo la luce detta l’ordito dell’opera, che il colore completa con trame evocatrici e coinvolgenti. Le opere vibrano di suggestioni che il fruitore è chiamato a fare proprie, in una sorta di afflato mistico che dovrebbe condurre alla condivisione di sensazioni intime e profonde. “…dipingo e scrivo con la consapevolezza che l’arte è una forma di rivoluzione gentile e che è energia vitale per la sopravvivenza e il miglioramento della società.” L’intuizione di Rocca si avvicina dunque a ciò che in letteratura definiremmo come “opera aperta”, una narrazione (verbale o grafica poco importa) dove il fruitore è libero di apportare il proprio contributo, non solo suggerendo diverse soluzioni interpretative, ma contribuendo ad ampliare i confini dell’opera stessa, in un’azione di costante arricchimento dei contenuti.

     


     

    Parole e Colori
    Moreno Gentili e Guido Rocca

    Galleria Francesco Zanuso
    Corso di Porta Vigentina 26 – 20122 Milano

    dal 16 al 31 gennaio 2019
    inaugurazione mercoledì 16 gennaio dalle 18 alle 21

    da lunedì a giovedì 15 – 19
    venerdì e in altri orari su appuntamento

    +39 335 6379291
    [email protected]
    www.galleriafrancescozanuso.com

  • MONDI FANTASTICI a Palazzo Zacco di Ragusa

    Il Comune di Ragusa in collaborazione con l’Associazione Aurea Phoenix e il Magazine Frattura Scomposta organizza la mostra “Mondi Fantastici” dal 20 dicembre 2017 al 24 febbraio 2018 presso la Civica Raccolta “Carmelo Cappello”, museo d’arte contemporanea Palazzo Zacco di Ragusa.

    La rassegna, a cura di Andrea Guastella e Sergio Curtacci, intende riflettere sugli infiniti mondi, a cavallo tra la realtà e il sogno, evocati dall’immaginazione degli artisti: “Mondi fantastici”.
    Realtà parallele a volte insolite, altre identiche alla nostra se non in ragione di un quid impercettibile che, modificandole, le rende differenti. Fantastici mondi sono i sogni, ma a volte anche le fedi, le credenze sui costumi e sulle origini del cosmo che gli uomini professano sin dai tempi antichi: un sogno composto da più sogni così inspiegabilmente coeso da fungere da sfondo alle esistenze individuali. Posto che i mondi fantastici riflettono il reale, ma non c’è alcun obbligo in tal senso, spesso in essi le leggi della plausibilità sono ignorate. Tutti gli eventi che non si sono mai svolti e mai si svolgeranno vi accadono liberamente. Tutte le idee vi hanno cittadinanza, tutte le aspirazioni.
    Prima fra tutte la certezza – così stranamente radicata negli artisti – che il vero, il bello, persino ciò che è buono siano oggetto di invenzione”.

    Estremamente significativa la rosa degli artisti invitati: Calusca, Elisa Anfuso, Giovanni Robustelli, Ilaria Del Monte, Miriam Pace, Momò Calascibetta, Sergio Padovani, Vania Elettra Tam, Vanni Cuoghi.

    MONDI FANTASTICI
    a cura di Andrea Guastella e Sergio Curtacci

    Palazzo Zacco
    Via San Vito 158 – Ragusa

    inaugurazione mercoledì 20 dicembre ore 18.00
    20 dicembre 2017 – 24 febbraio 2018

    orari:
    da martedì a sabato 8.30/14.00 – 15.00/18.00
    chiuso lunedì, domenica e festivi

    info:
    [email protected]
    Tel. +39 0932 684780

    ingresso libero
    catalogo in mostra

    pagina evento

    (nell’immagine l’opera di Vania Elettra Tam – Rhodiola Rosea in Fa diesis, 2013, olio su tela, 120×100 cm)

  • 50 foto di Laudomia Piccolomini a Milano

    Mercoledì 13 dicembre alle 18, la Galleria Francesco Zanuso in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano, presenta gli scatti fotografici di Laudomia Piccolomini. La mostra dal titolo “50 foto” sarà visitabile fino a venerdì 22 dicembre.

    Così dice l’artista:
    “Ho sempre avuto una grandissima passione per la polaroid SX70, il formato quadrato e il colore.
    Sono stata agente di fotografi di moda per tanti anni, fino a quando nel 1998 sono andata a vivere a New York e nel 2000 ho creato una linea di gioielli che porta il mio nome.
    Da cinque anni vivo a Parigi, e con l’arrivo di Instagram mi è tornata la voglia di fotografare giocando molto con forme e colori.
    Sono entusiasta di esporre nella bellissima galleria di Francesco Zanuso che ha creduto nel mio lavoro.”
    Laudomia

    ——————–

    Laudomia Piccolomini
    50 foto

    inaugurazione Mercoledì 13 dicembre dalle 18 alle 21
    13|22 dicembre 2017

    Galleria Francesco Zanuso
    Corso di Porta Vigentina 26 – 20122 Milano

    da lunedì a venerdì 15—19
    altri orari su appuntamento

    info:
    [email protected]
    3356379291
    Galleria Francesco Zanuso

  • Testimony – Truth or Politics: The Concept of Testimony in the Commemoration of the Yugoslav Wars

    Sono passati 25 anni dall’inizio delle guerre jugoslave.
    Questa esposizione trova il suo punto di partenza nelle testimonianze di chi ha preso parte alla guerra e di chi ha manifestato contro la guerra: soldati e attivisti, intervistati dai loro pari – compagni di battaglia, parenti, vicini, artisti e attivisti. Le testimonianze mostrano il funzionamento del sistema e la continuità e discontinuità nel tempo: è proprio questa testimonianza che rivela il funzionamento del sistema in tutti i suoi aspetti – politico, economico, sociale e culturale – piuttosto che la testimonianza personale della propria sofferenza, che Primo Levi definisce come politica. Le testimonianze rendono più complessa – a volte, mettono in discussione – la narrazione storica egemonica o la “verità ufficiale”, ad esempio portando alla luce motivazioni e benefici socio-economici della guerra. Riflettono inoltre un’esperienza comune di queste guerre e delle loro conseguenze. Poiché essere testimoni è un atto partecipativo, testimoniare è un atto che parla ad una molteplicità di destinatari: le persone coinvolte nella situazione su cui si testimonia, la situazione stessa del testimoniare e la costituzione di una pluralità di voci attraverso l’atto di rivolgersi a se stessi. La simultaneità di tempo e spazio crea un assemblaggio fluido di relazioni sociali fra singolare e plurale, tra intimo e politico, attivo ben oltre il momento della testimonianza e che si rinnova ogni volta che viene ascoltata. La varietà di relazioni sociali alla base della testimonianza rende complessa la sua relazione con la realtà, tanto quella esperita quanto quella in cui la testimonianza viene ascoltata. Questo la rende instabile per chi la ascolta chiedendo La Verità, ovvero un significato onnicomprensivo che costituirebbe la persona che testimonia come Soggetto e le situazioni testimonianti e testimoniate come Eventi.

    Un bando internazionale ha selezionato 13 artisti e formazioni artistiche. I loro approcci al processo di produzione artistica vanno dalla ricerca d’archivio all’antropologia audio-visiva partecipativa, passando per il ripensamento statistico e tecnologico. I lavori audio esposti spaziano tra vari formati, dalla composizione e performance musicale alle installazioni audio. Inoltre, l’esposizione presenterà un portale fra archivio di testimonianze e social network, che permetterà ai visitatori di ascoltare e cercare fra le interviste (in serbo-croato-bosniaco, italiano e inglese) e inserire le proprie narrazioni. L’esposizione aprirà quindi un canale attraverso il quale queste testimonianze potranno essere ascoltate e contestualizzate.
    L’esposizione è curata da Noa Treister, Dr Zoran Erić e Giorgia Lucchi Boccanera.

    Artisti: Ana Bunjak, Andrea Palasti + Sanja Anđelković, Jelena Marković, Kristina Marić, Lala Raščić, Mersid Ramičević, Nikola Radić Lucati, Iula Marzulli + Marianna Fumai, Ryo Ikeshiro + Aron Rossman-Kiss, Daniel Djamo, Dorone Paris, Filip Jovanovski, Vlada Miladinovic

     

  • I Labirinti Concettuali di Francesco Polenghi a Milano

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    Mercoledì 8 Novembre alle 18, la Galleria Francesco Zanuso in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano, presenta “Labirinti Concettuali” la mostra del Maestro Francesco Polenghi a cura di Arturo Schwarz. L’evento sarà visitabile fino a giovedì 23 Novembre.

    “Polenghi esegue le sue opere in uno stato di trance, trascrivendo il puro dettato dell’inconscio in conformità con l’assunto surrealista che preconizza l’automatismo psichico per mettere in luce le pulsioni più profonde della nostra psiche. Ma questo è risaputo, e i surrealisti ne erano ben consci, è molto difficile trascrivere senza alcun ritocco questo dettato, e quindi essi ricorrevano a vari procedimenti per raggiungere lo stato di trance che permettesse di lasciar fluire il più liberamente possibile parole e immagini.
    Per prendere contatto con l’inconscio Polenghi recita ininterrottamente mentre dipinge una litania, il Gayatri Mantra più sacro del Veda, che è recitato dal fedele per raggiungere l’illuminazione e prendere coscienza della suprema energia che anima l’universo.
    Le tele di Polenghi sono strutturate come un susseguirsi ininterrotto di curve, e come l’universo, non sembrano avere inizio o fine, ognuna riprendendo il discorso della precedente e annunciando la seguente. E ancora, che significato assume, in questa labirintica organizzazione, la linea retta che dai bordi o dal centro viene a sconvolgere l’ordinato caos creativo dell’insieme? Forse la spiegazione sta nella valenza archetipa della curva (principio femminile) e della linea retta (principio maschile)?
    Forse Polenghi vuole ricordarci che il macrocosmo e il microcosmo hanno in comune anche la complementarietà dei principi femminile e maschile.”
    Arturo Schwarz

    Francesco Polenghi nasce nel 1936 a Milano. Scopre giovanissimo la sua passione per l’arte grazie all’incontro con l’artista Santagata, dal quale apprende i primi insegnamenti e basi della pittura. La vita lo porta a lunghe permanenze all’estero, tra cui Svizzera, Stati Uniti e India, dove in particolare si confronta con l’ambito spirituale della vita che da allora lo accompagna in ogni giorno della sua esistenza. Nel 1955 si trasferisce a New York dove frequenta la New York University e si laurea in Economia nel 1961. Vive a New York fino al 1966. Poi torna a Milano. In questo periodo approfondisce i suoi studi su Spinoza, che eserciterà una forte influenza anche sulla sua pittura. Nel 1977 si reca in India per la prima volta. Nel 1981 decide di rimanere in India, dove risiede fino al 1988. Tornato in Italia, conosce il critico e gallerista Arturo Schwarz, con il quale condivide la passione per Spinoza e per le filosofie orientali. Lo scambio intellettuale tra i due si protrarrà ininterrotto nel tempo. L’importante incontro con Arturo Schwarz lo stimola e incentiva a sviluppare sempre più la sua pittura e ad affrontare il confronto con il suo pubblico attraverso alcune mostre personali. Oltre alla pittura meditativa, che esprime una profonda contemplazione interiore, Francesco Polenghi dedica molte risorse ed energie all’insegnamento dei valori umani nelle scuole, attraverso l’associazione dei volontari AVES da lui fondata 20 anni fa.

    Labirinti Concettuali
    opere di Francesco Polenghi
    a cura di Arturo Schwarz

    inaugurazione mercoledì 8 novembre dalle 18 alle 21
    8|23 novembre 2017

    Galleria Francesco Zanuso
    Corso di Porta Vigentina 26 – 20122 Milano

    da lunedì a venerdì 15—19

    info:
    [email protected]
    3356379291
    galleriafrancescozanuso.com

    L'immagine può contenere: 1 personaFrancesco Polenghi – foto Stefano Porta/LaPresse