Tag: natura

  • La biodiversità sboccia sotto casa

    La biodiversità vegetale e animale trova rifugio anche nelle città, contesti che erroneamente siamo abituati a pensare solo come agglomerati di cemento grigi e inospitali. Ecco che terrazzi, giardini e parchi pubblici, scarpate delle ferrovie, raccolte d’acqua e perfino fessure dei muri, sono l’habitat di numerose specie che qui possono trovare condizioni favorevoli per sopravvivere.

    Diversi studi condotti negli ultimi anni hanno evidenziato l’importanza della biodiversità all’interno dei contesti urbani: queste ricerche hanno messo in luce i molteplici benefici che la varietà di esseri viventi presenti nelle città apporta all’ambiente e alla qualità delle nostre vite, tenuto conto che il 55% delle persone oggi vive nei centri urbani ed entro il 2050 questa percentuale salirà al 70%.

    Gli Orti botanici rientrano a pieno titolo tra i luoghi rappresentativi della biodiversità urbana e da secoli svolgono il loro lavoro di conservazione e studio di specie vegetali di tutto il mondo e sono musei a cielo aperto, luoghi dove entrare in relazione con le piante. Gli organismi vegetali, infatti, ci sostengono sotto tutti i punti di vista: ci danno ossigeno e cibo e regolano il clima del pianeta e il microclima delle nostre città, per esempio, ma spesso fanno semplicemente “da sfondo” al nostro vissuto quotidiano, non li vediamo. Gli Orti botanici ricordano quanto invece sia importante accorgersi delle piante, di tutte le piante che abbiamo intorno. Abituarci a guardarle con attenzione, come esseri viventi da rispettare, perché da loro dipende la nostra sopravvivenza. L’invito è di andare oltre quella che è ormai definita come “cecità vegetale”. Le piante ci riguardano.

    Un’opportunità speciale per avvicinarsi ai temi della biodiversità, in giugno, è data dalla Festa del Solstizio d’estate negli Orti botanici della Lombardia, giunta alla XXI edizione.

    Invitiamo a seguire il sito internet www.reteortibotanicilombardia.it per essere aggiornati sui programmi completi.

    Di seguito, gli appuntamenti di divulgazione volti a valorizzare la biodiversità messi in campo dagli Orti botanici aderenti alla Rete lombarda. La maggior parte di queste iniziative sono realizzate nell’ambito del progetto SVING – Scienza Viva. Orti Botanici e giardini di delizia – Antichi saperi e nuove pratiche per la diffusione della cultura scientifica.

    Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”

    Orari del mese di giugno:

    Sezione di Città Alta – Una finestra sul paesaggio: dalle 10:00 alle 20:00

    Sezione di Astino – Valle della biodiversità: 10:00 – 12:00 / 14:00 – 20:00

    Giovedì 13 giugno, alle ore 17:30, si terrà inaugurazione della mostra – ideata da M9 Museo del ‘900 di Mestre (VE) – ALBERI – 30 frammenti di storia d’Italia, a cura di Annalisa Metta, Giovanni Morelli e Daniele Zovi. Esposti 30 disegni originali di alberi, di Guido Scarabottolo, in grande formato, corredati di 30 racconti brevi e dalle indicazioni sui caratteri botanici. Dall’introduzione di Michelangela Di Giacomo:Alberi che ci raccontano di viaggi e di esotismo, di esplorazioni, di commerci; alberi che ci parlano di progetti politici, di Risorgimento, di piccole patrie e di sogni imperiali, di miracoli economici e di inquieti modernismi; alberi che ci riportano l’eco lontana di santi e briganti, di partigiani e di stregoni, di mestieri scomparsi e di mani antiche e sapienti. Alberi che ci parlano di noi, come italiani, di chi eravamo e di chi siamo diventati e che, a ben vedere, potrebbero aprirci qualche spiraglio su che cosa vorremo diventare e sul Paese che vorremmo abitare”. La mostra sarà visitabile presso la Sala Viscontea di Piazza Cittadella, in Bergamo Alta, il sabato e la domenica fino al 30 settembre.

    Giovedì 6 giugno, alle ore 16:00 si terrà l’iniziativa I fiori nel piatto”, visita guidata alla flora della Valle della Biodiversità – Sez. di Astino dell’Orto Botanico e conferenza sui fiori edibili, a cura del CREA – Orticoltura e Florovivaismo di Sanremo (IM).

    Domenica 16 giugno, alle ore 10:00 e alle 11:30, in programma il laboratorio di disegno naturalistico “Di scoperta, disegno e piante”, presso la Sezione di Città Alta.

    Sabato 22 giugno, l’evento pomeridiano dal titolo La biodiversità nel piatto” sarà dedicato alla formazione dei docenti, presentazione delle attività realizzate dal progetto europeo ‘Food Trails’, show cooking e laboratorio per famiglie dall’orto alla tavola, per scoprire come la biodiversità nutre noi e il mondo. E poi laboratori per bambine e bambini Il Museo dei bambini” (domenica 16 giugno, ore 17:30) e Piccoli erboristi all’orto botanico” (domenica 23 giugno, ore 17:00) nell’ambito dell’iniziativa Abbonamento Musei Lombardia.

    Tutti gli eventi sono gratuiti. Per il calendario completo con date, orari e modalità di partecipazione visitare il sito www.ortobotanicodibergamo.it

    Giardino Botanico Alpino “Rezia” di Bormio

    Il Giardino è aperto da maggio a ottobre: dal 1° giugno al 13 settembre: tutti i giorni 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00, sabato e domenica dal 18 maggio al 15 settembre: orario continuato 10.00 – 18:00.

    Dal primo giovedì di giugno, in programma visite guidate gratuite, una il mattino e una il pomeriggio. Dal 18 giugno, il martedì e il venerdì si svolgeranno i laboratori per bambini.

    Da fine giugno a settembre una ricca offerta di eventi scientifici, dedicati alle piante velenose, a quelle che cambiano la mente, a quelle medicinali e a quelle tintorie ed eventi artistico-culturali, come concerti, workshop di ricamo e molto altro. Sono in fase di definizione le ultime date e a breve sarà pubblicato il calendario sul sito www.stelviopark.it.

    Venerdì 21 giugno, alle ore 10:30 e alle 15:30, partecipando all’evento “Scienza e arte pressata”, organizzato in occasione della Festa del Solstizio, i visitatori avranno a disposizione un KIT contenente una mappa e vari strumenti di osservazione e rilievo per scoprire la biodiversità del Giardino attraverso la creazione di piccoli erbari, con un focus particolare su Euphorbia cyparissias, Rododendrum hirsutum, Digitalis grandiflora, Lilium martagon, Fagus Sylvatica, Saponaria officinalis. Il KIT rimarrà a disposizione dei visitatori anche in occasione di altri eventi dedicati che saranno organizzati durante la stagione estiva.

    Orto Botanico di Brera, a Milano

    Orari di apertura: lun-sab non festivi, 10:00-18:00. Ingresso libero

    Venerdì 31 maggio e sabato 1° giugno (alle ore 17:00, 18:00 e 19:00) si terrà l’evento “Éloge de la plante”, performance musicale per elettronica e voce, prima esecuzione in Italia, con visita guidata all’Orto Botanico, nell’ambito del 33esimo Festival Milano Musica. Tre turni per ciascun giorno. (Biglietti €6). Info www.ortibotanici.unimi.it.

    In occasione della festa del Solstizio, l’Orto Botanico prevede una apertura straordinaria domenica 23 giugno, per parlare di biodiversità con una chiave di lettura particolare: la collezione storica delle 183 etichette in porcellana Ginori, che in parte saranno esposte. Sono previste visite guidate per adulti, con focus sulla Milano dell’epoca e sulla storia dell’Orto botanico con le sue piante di ieri e di oggi. Inoltre ci sarà un laboratorio artistico-botanico dedicato a bambini e ragazzi sul tema della nomenclatura scientifica.

    Tutti gli appuntamenti, visite guidate e laboratori sono su prenotazione. Per info e prenotazioni visitare il sito www.ortibotanici.unimi.it.

    Orto Botanico “Città Studi”, a Milano

    Orari di apertura: dal martedì al giovedì dalle ore 10:00 alle 17:00 (esclusi i giorni festivi)

    Venerdì dalle ore 10:00 alle 16:00 (esclusi i giorni festivi). Ingresso libero.

    In occasione della Festa del Solstizio d’estate, giovedì 20 giugno, dopo l’usuale orario di apertura, l’Orto sarà aperto dalle 17.30 alle 21 con visite guidate all’Orto e alle sue installazioni permanenti, come quelle sulla botanica forense, la domesticazione delle piante e la collezione di piante tintorie. Verranno inoltre allestite postazioni dove verranno presentati gli esemplari più rappresentativi delle collezioni dell’Orto.

    Orto Botanico “G.E. Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS)

    L’Orto botanico è visitabile regolarmente fino al 15 settembre (ven. 15.30-18.30; sab. 9.30-12.30 – 15.30-18.30; dom. 9.30-12.30) anche grazie al coinvolgimento di un gruppo di 18 volontari, adeguatamente formati nell’ambito dell’interessante progetto Green circuit – viaggio dentro e fuori dall’Orto botanico, realizzato in collaborazione con il Comune di Toscolano Maderno. Il progetto nasce con l’intento di creare e promuovere un ventaglio di offerte culturali che si inseriscano in un circuito turistico virtuoso, un green circuit, in cui il mondo vegetale rappresenti l’elemento di unione e connubio tra tre realtà locali: l’Orto botanico G.E. Ghirardi, il Parco Bernini con la Chiesa di S. Andrea e la Valle delle Cartiere.

    In occasione della festa del Solstizio, l’Orto botanico sarà aperto il 14, 15 e 16 giugno e sarà animato da percorsi tematici, visite guidate, conversazioni scientifiche per tutte le età, letture a cielo aperto, laboratori creativi per bambini, divagazioni artistiche, racconti a più voci su cibo e conoscenza, esplorazioni sensoriali delle piante in notturna alla scoperta di sensazioni tattili e olfattive. Programma dettagliato su www.reteortibotanicilombardia.it

    Orto Botanico di Pavia

    L’Orto Botanico è aperto dal martedì alla domenica, dalle ore 10:00 alle 17:00 (ultimo ingresso alle ore 16:30). https://ortobotanico.unipv.eu/visita/biglietti/

    Imminente è l’avvio dei cantieri del progetto finanziato dal PNRR, che prevede l’ampliamento delle collezioni, la creazione di un nuovo ingresso con info-point/biglietteria e un importante restauro delle serre scopoliane. La presenza del cantiere renderà temporaneamente visitabili solo alcune sezioni, tra cui l’arboreto, dove svetta lo storico platano monumentale. In ogni caso, dal 16 giugno a fine agosto, l’Orto Botanico resterà chiuso.

    Una sezione speciale è allestita e visitabile presso Kosmos – Museo di Storia Naturale, dove sono esposti 6 modelli botanici didattici dell’800 selezionati tra i 150 che compongono l’intera collezione storica dell’Università di Pavia: Linum usitatissimum, Aconitum napellus, Dionea muscipula, Taxus baccata, Linaria vulgaris, Equisetum. Si tratta di sei specie botaniche che ben rappresentano la biodiversità e sono state scelte sia per le loro caratteristiche peculiari sia per la bellezza dei modelli. Saranno protagoniste di un evento venerdì 21 giugno, dalle 17:30 alle 20:00, in occasione della festa del Solstizio d’estate: sono previsti approfondimenti a tema botanico, divagazioni storiche letterarie e artistiche e infine una postazione interattiva sulla pianta del Lino dove sarà possibile sperimentare l’estrazione della fibra e scoprire i segreti di una pianta straordinaria.

  • L’1 e il 2 giugno “Le Erbe del Casaro” raddoppia

    Sabato 1 e domenica 2 giugno, secondo weekend di viaggio tra natura, sapori, borghi, arte e tradizioni dell’Alta Valle Brembana con “Le Erbe del Casaro”, rassegna arrivata quest’anno alla sua 14ª edizione, organizzata da Altobrembo e dedicata alla scoperta delle erbe spontanee e dei formaggi tipici del territorio, che ha preso il via nel fine settimana del 25 e 26 maggio.

    Sabato 1° giugno, la giornata inizierà con l’escursione alla scoperta del paesaggio alpino “Leggiamo il paesaggio”, a Cusio, guidata dal prof. Renato Ferlinghetti dell’Università degli studi di Bergamo. A Mezzoldo, invece, la passeggiata “Andar per Erbe” farà immergere i partecipanti nel mondo delle erbe alimurgiche, utilizzabili in cucina o con valore curativo, con il fitopreparatore Gianluca Bellini che, nel pomeriggio presso la sala polivalente, in occasione dell’incontro “L’erboristeria oggi” insegnerà, grazie alle modalità estrattive delle erbe, a preparare infusi, succhi, decotti, tinture madre, gemmoderivati ed estratti fluidi. A Olmo al Brembo, Francantonio e Leonardo apriranno le porte della loro azienda agricola “Mondo Asino” per un “Pomeriggio con gli asinelli”.  Nella splendida cornice dell’Antica Segheria Pianetti, Flavio – dell’azienda agricola “Il Sentiero” – e Paola – dell’azienda agricola “Della Fara” – risponderanno ai quesiti durante l’evento “A tu per tu con gli esperti di erbe”. A seguire non mancheranno le degustazioni: l’evento “Non solo vacca…”, moderato dalla dott.ssa Grazia Mercalli, illustrerà come abbinare i formaggi derivati da animali come capra e asina con i vini bergamaschi. L’esperta condurrà anche l’esperienza “Sentiamo il formaggio” che si focalizzerà sull’assaggio cognitivo per imparare a riconoscere i formaggi delle Orobie attraverso i propri sensi. Per i più piccoli, in programma l’esperienza “A caccia di erbe nel bosco del parco”, presso il parco avventura di Piazzatorre. La giornata si concluderà con le “Sinfonie al tramonto”, a Cusio (loc. piani dell’Avaro), con il concerto di clarinetto e violino “Al Ciar” ad opera del Duo Trovesi: invenzioni a due voci.

    La giornata conclusiva della rassegna, domenica 2 giugno, vedrà come prima attività “Tra borghi e natura”, una passeggiata a Valtorta guidata dall’esperto Marco Orfino, alla scoperta dei profumi e delle caratteristiche del bosco in primavera. A Piazzolo prenderanno il via diverse attività: “Cuciniamo con le erbe” per imparare a utilizzare le erbe locali in semplici ricette; “Cheese Park” con laboratori per tutti i componenti della famiglia, dai più grandi ai più piccoli; “Il suono del tuo corpo e della natura”, un laboratorio musicale interattivo per bambini volto a esplorare il corpo come strumento musicale tramite la body percussion; “Piazzolo: un viaggio tra passato e presente” per approfondire la storia civile e religiosa del paese; e “Viaggio sensoriale nel mondo del formaggio”, volto non solo a scoprire i passaggi della lavorazione di questo alimento, ma anche a degustarlo. La giornata si concluderà con “Paesaggi, ecologia e foreste all’epoca della crisi climatica”, una passeggiata lungo i sentieri di Santa Brigida dove Marco Lazzaroni spiegherà la varietà ecologica del paesaggio in relazione al suo passato influenzato da questioni economiche, agricole, minerarie e climatiche.

    Per maggiori informazioni sulle iniziative in programma, necessità di prenotazione e costi di partecipazione è possibile contattare l’associazione Altobrembo al numero +39 348 1842781 o tramite e-mail [email protected]. Il programma completo è consultabile sul sito https://erbedelcasaro.it/giugno/.

  • Tra nuovi arrivi e nascite il Parco Faunistico Le Cornelle continua nel percorso di tutela e salvaguardia delle specie in via d’estinzione

    Un piccolo Saimiri, un Sitatunga e quattro cuccioli di Suricati con l’arrivo di un Bongo e di un Tamarino, sono gli ultimi esemplari accolti al Parco a dimostrazione dell’attenzione al benessere delle specie animali.

    Il Parco Faunistico le Cornelle si conferma alleato nella tutela e salvaguardia delle specie animali più a rischio e nelle ultime settimane ha accolto nuovi arrivi e nascite: la famiglia dei Suricati si amplia con 4 nuovi cuccioli, insieme a quella di Saimiri e Sitatunga; sono arrivati anche due nuovi esemplari da due strutture europee, una femmina di antilope Bongo e un esemplare di Tamarino.

     

    Il Parco, da sempre impegnato nella tutela e nella salvaguardia delle specie maggiormente a rischio, aderisce e partecipa attivamente a progetti europei e, grazie ai programmi EEP (EAZA Ex Situ Programme), il Parco ha accolto da una struttura di Praga una femmina di antilope Bongo che andrà ad integrarsi al gruppo di 3 esemplari già presenti al parco.

    Il Bongo è un’antilope delle foreste pluviali dell’Africa che oggi è a grave rischio di estinzione a causa della caccia per le lunghe corna, lo splendido manto striato e la sua carne, l’arrivo di questo esemplare non appartenente alla stessa linea di sangue di quelle già presenti al Parco va ad ampliare il gruppo di esemplari della struttura, permettendo così di generare una nuova linea che possa garantire il mantenimento della specie.

    Dalla struttura di Straubing, Germania, ha fatto il suo ingresso al Parco un esemplare di Tamarino dalla chioma di cotone maschio, specie originaria del Sudamerica e riconoscibile dalla sua “chiome arruffata”. Anche questa specie è inserita nel programma europeo EEP di tutela e salvaguardia delle specie ed arriva alle Cornelle dopo i lavori di ampliamento dell’exhibit che riserva agli animali maggior spazio all’aria aperta, così da garantire un maggior benessere per gli animali.

    Non solo trasferimenti da altre strutture zoologiche, in queste settimane il Parco ha dato il benvenuto anche a nuovi cuccioli: primo successo tra tutti è la nascita di un cucciolo di Saimiri, un piccolo primate originario dell’America Centrale inserito anch’esso in un programma EEP. Sono chiamate anche “scimmie scoiattolo”, poiché caratterizzate da una coda molto lunga che permette di bilanciarne i movimenti durante le acrobazie tra i rami. Una nascita avvenuta dopo molto tempo, a testimonianza dell’attenzione che il Parco pone nei riguardi di tutte le specie. I Saimiri, infatti, sono animali primariamente sociali e hanno necessità di un grande gruppo per potersi riprodurre e prendersi cura dei piccoli. Al Parco, la comunità di Saimiri è formata da 4 esemplari, rispettivamente un maschio e tre femmine che hanno amorevolmente accolto il nuovo arrivato.

    Seconda cucciolata in meno di un anno per la famiglia di Suricati – che danno il benvenuto a quattro nuovi cuccioli – e di Sitatunga, con una piccola esemplare da pochi giorni.

    IL CONTEST SU FB

     

    Il contest del Parco Le Cornelle per assegnare un nome al cucciolo di Saimiri avrà la durata di 3 giorni (dal 4 ottobre al 7 ottobre 2022) sulla pagina Facebook del Parco. Chiunque vorrà, infatti, potrà partecipare alla scelta del nome commentando il post dedicato con la proposta di nome. Verranno considerati solamente i nomi inseriti come commento ai post. Per ogni post è possibile indicare solo un nome. Nel caso in cui più fan proponessero il nome che sarà poi scelto dallo staff del Parco per il cucciolo, vincerà il contest colui che lo ha postato per primo, farà fede la data e l’ora riportate nel post presente sulla pagina del parco.

  • ARIA “The Next Life”: in occasione della giornata della terra esce il singolo del nuovo progetto del produttore e compositore Mariano Schiavolini

    Una ballata rock dedicata all’ambiente e agli animali. Un brano che fa parte del doppio singolo patrocinato dall’organizzazione mondiale dell’Earth Day.

    In radio dal 22 aprile

     

    L’acclamato produttore e compositore italiano Aria (il cui vero nome è Mariano Schiavolini) pubblica il suo doppio lavoro The Next Life – contenente due singoli The Next Life e Lady in White – per celebrare l’Earth Day 2022.

    Con questo lavoro, Aria spera di portare alla luce le crudeli condizioni a cui sono soggetti gli animali. The Next Life è dedicato all’ambiente e agli animali in via di estinzione. I testi sono scritti dall’autore di Los Angeles, B. Warner, mentre alla voce troviamo il rapper di Houston Ray Reed. Il singolo combina una ballata rock ricca di texture con uno stile hip hop dinamico con un enorme potenziale di crossover.

    Con The Next Life e The Lady in White continua l’opera umanitaria di Aria. Appassionato ambientalista e sostenitore di varie associazioni animaliste, tra cui Animals Asia Foundation, l’artista si impegna a porre fine all’allevamento di orsi e a migliorare le condizioni di vita degli animali in Asia.

    Il brano The Next Life è accompagnato da un video animato anch’esso dedicato interamente alla natura e agli animali.

    Nel 2013 Aria ha realizzato il sito www.ilvolodellaquila.it: un progetto multimediale che unisce musica e protezione dell’ambiente, in cui propone spezzoni di video sul regno animale accompagnati dalla musica di Aria. Usandola come punto di partenza, Aria ha creato una prospettiva toccante, e a volte stimolante, sugli animali  e vede il pubblico assistere ai momenti più belli della natura e ai pericoli creati dall’uomo che la minacciano. Con oltre 1,5 milioni di visualizzazioni, il progetto ha riscosso un enorme successo nell’educare il pubblico sulle questioni ambientali con il potere della musica.

    Aria è forse meglio conosciuto come membro fondatore della band prog-rock italiana originale Celeste (soprannominata “i King Crimson italiani”) ed ha una  lunga e ricca storia in varie culture musicali. Un punto fermo del festival musicale di Sanremo, dove vive, l’artista è stato un ponte tra il mondo della musica italiana e quella britannica. Con lo scopo di riunire il mondo attraverso la musica, Aria ha continuato a orchestrare progetti a Los Angeles, Praga, Johannesburg e altro ancora.

    Il suo personale percorso musicale abbraccia la creazione della principale etichetta discografica rock italiana Dischi Noi (RCA Distribution), arrivando a collaborare con artisti del calibro di Kit Woolven (David Bowie, Thin Lizzy) e Nick Griffits (Pink Floyd, Roger Waters) e Daniel Boone (The Who, Kraftwerk), fino alla produzione di concerti su Rock at Midnight per Italia1 Tv.

    Etichetta: Quite Great!

    Radio date: 22 aprile 2022

     

    CONTATTI E SOCIAL 

    Instagram: www.instagram.com/ariathecomposer/ 

    Sito: www.ariamusicworld.com

     

    BIO

    Aria è il nome d’arte di Mariano Schiavolini. 

    Il concept e lo pseudonimo sono nati come omaggio agli elementi della natura che ci ispirano a vivere e creare in armonia con ciò che ci circonda. Una volta che uno ha perso il contatto con la natura non è più se stesso. Questa connessione, questo legame, è ciò che spinge Aria a creare capolavori che spesso traggono una profonda ispirazione dal mondo naturale. Naturalmente, questa vocazione è il risultato di un lungo viaggio musicale; gli inizi di Aria sono stati molto più con i piedi per terra. Figura chiave della scena rock progressiva italiana e membro fondatore dei celebri Celeste (alias The King Crimson of Italy), Aria ha affinato la sua arte nei generi più sperimentali, collaborando anche con innumerevoli artisti e produttori del suo tempo: Kit Woolven, Nick Griffiths, Pete Hinton, Guy Bidmead, Daniel Boone, Simon Fraser, Dennis Herman e Will Reid Dick, solo per citarne alcuni. Negli ultimi anni Aria è tornata all’ovile, ribaltando l’industria musicale con la musica “contaminata”. Con profondi temi lirici come la difficile situazione dei rifugiati in tempo di guerra, la devastazione dell’ambiente e la tragica scomparsa della fauna selvatica del nostro pianeta, fonde temi importanti con un melange di elementi musicali, come il rock progressivo, il soul e persino il pieno, orchestre dal vivo. Collaborazioni più recenti sono il risultato di un recente viaggio in Sud Africa, dove Aria ha avuto il piacere di registrare con i membri della band del compianto Makeba, Thuthukani Cele (di Lucky Dube fama), e il famoso Soweto Gospel Choir.

     

    fonte: www.laltoparlante.it

  • Davide Quaglietta: una pittura di intensa proiezione umana

    Cimentarsi nell’arte pittorica ai giorni nostri consente certamente delle prerogative e delle opportunità, che si snodano su più ambiti applicativi e diventano estendibili e orientabili con grande dinamismo di vedute e di prospettive. L’importante è comunque sempre tenere ben saldi come pilastri di fondamento prioritari, quegli ideali e quei principi, che delimitano i pensieri e i sentimenti, definiscono le percezioni emotive, qualificano i tratti emozionali distintivi e fungono da “incubatrice” protettiva al moto dell’anima fremente e incalzante. Sulla scia di queste considerazioni la Dott.ssa Elena Gollini ha espresso delle valutazioni in merito al percorso creativo compiuto da Davide Quaglietta, un percorso che viaggia in progressione di equilibrio armonioso con il suo ego intimo e interiore, con le pulsioni scaturite dalla sfera introspettiva e anche dalla dimensione dell’inconscio più recondita. In particolare la Dott.ssa Gollini ha argomentato asserendo: “Davide è senza dubbio un artista, che introduce la componente umana all’interno della sua ricerca pittorica e pone in primo piano e senza riserve la manifestazione rappresentativa della centralità umana e dell’ingerenza umana. Infatti, seppur omettendo volutamente la raffigurazione umana in senso lato e in senso tradizionale, in ogni opera è presente con significato cifrato e codificato ben specifico e ben declinato a livello di comunicazione dialettica e semantica insita e sottesa. Ecco, perché nonostante le composizioni non abbiano una presenza umana esplicitamente palese e acclarata, si può a ben conto parlare di intensa proiezione umana nella visionarietà compositiva d’insieme, da cui trapela e affiora una parafrasi molto pregnante di umanità, che è indice anche di rimando del tripudio di umanità e di energia umana, che si sprigiona durante l’atto e il gesto creativo di Davide. La pittura si traduce in una trasposizione simbolica, che fa leva sulla presenza-non presenza umana derivante da una suggestione speciale, che si trasforma in catarsi ammaliante”.

     

  • Davide Quaglietta: una pittura allineata al “Cogito ergo sum” di Cartesio

    La celeberrima frase “cogito ergo sum” passata alla storia e sempre attuale proclamata dal grande maestro filosofo Cartesio è da sempre fonte di ispirazione e di riflessione anche a livello artistico e conferisce una valenza ancora più rilevante alla mimesi costitutiva genetica delle opere d’arte. Davide Quaglietta con la sua corposa e variegata produzione pittorica si pone in linea con la concezione teoretica dell’esimio illustre Cartesio e la utilizza in modo personale e soggettivo, rivisitandola ed estrapolandone i contenuti essenziali, che reputa più affini e spendibili per il suo punto di vista esistenziale. Al riguardo la Dott.ssa Elena Gollini ha dichiarato: “Davide è esempio di forza di pensiero e di forza vitale, che si riflette e si rispecchia appieno nel suo fare pittorico senza però diventare troppo ridondante e troppo predominante, ma bensì trovando quel bilanciamento impeccabile, quel quid dosato e misurato ad hoc, che lascia ampio raggio d’azione anche al corollario della fantasia e dell’immaginazione, allo specchio speculare del suo pensiero, che si fonde e si intreccia con quello del fruitore-spettatore e diventa una commistione plasmata con armonia alla consapevolezza e con coerenza analitica e critica, che gli appartiene nella sua maturità responsabile. Essere pensante e perciostesso creativo è dunque un fulcro indeferibile per considerarsi artista vero e creativo autentico. Se dovessi dare una frase ermetica e sibillina per inquadrare la visione pittorica di Davide associata alla sua fonte pensante potrei dire che si riassume in ‘astenersi perditempo’ inteso ovviamente come esclamazione potente e come espressione decisa per fare comprendere fino in fondo l’intento e l’intenzione, che si prefigge nel portare avanti la sua arte. Siamo dinanzi ad una formula cartesiana, che viene modulata e modellata per rispondere alle specifiche esigenze di Davide e del fruitore-spettatore. Assieme possono edificare e modellare un loro significato ideale attribuendo un loro valore di essenza all’insegna del pensiero ragionato, affrancato e ravveduto”.

     

  • La caleidoscopica dialettica pittorica di Davide Quaglietta

    “All’interno del bacino espressivo, che Davide Quaglietta ha designato come principale fonte da cui prendere spunto per le sue incalzanti evoluzioni pittoriche, si può ravvisare una prospettiva caleidoscopica a livello dialettico manifesto e non manifesto, esplicito ed implicito, palese e sotteso, emerso e sommerso, che rende la struttura compositiva ancora più corposa e sostanziosa nella sua peculiare genesi sostitutiva”. La Dott.ssa Elena Gollini si concentra nel delineare con dovizia di valutazioni comprovanti l’intento comunicativo dominante nell’arte pittorica di Quaglietta, che si regge su precisi paradigmi e assetti sequenziali, dove l’apparato dialettico è composto da un circuito visionario, che mette insieme mente, anima e cuore. E ancora la Dott.ssa Gollini ha voluto rimarcare dichiarando: “Davide ha senza dubbio una mente acuta e arguta, che gli consente di discernere in modo critico e analitico, scremando e selezionando nel profondo. L’anima nel suo moto dinamico è sempre nel turbinio delle emozioni e dell’enfasi emotiva e cerca una dialettica pura e cristallina. Il cuore segue il battito pulsante in linea con la commistione dei sentimenti, che affiorano e si fanno largo e si lascia guidare dall’ego intimo alla ricerca di contenuti autentici e incontaminati. La dialettica pittorica di Davide ha quindi come filo conduttore un processo complesso e un meccanismo intriso di caleidoscopiche profusioni introspettive. Per Davide un quadro deve sempre poter ‘parlare’ in modo composto e senza inutile loquacità prolissa. Deve possedere una dialettica chiara e immediata, arrivare diretto, ma senza troppo fervore, conquistare l’attenzione sensibile del fruitore, che diventa spettatore-lettore. Il caleidoscopio linguistico di Davide è la metafora concettuale della molteplicità di opportunità e occasioni di condivisioni proposte e offerte, che prescindono dagli stereotipi interpretativi di massa, ma si addentrano in un campo più elevato. Davide cerca nella pittura un sostegno forte e permeante, un punto fermo e sicuro, un approdo accogliente su cui poter contare in ogni momento, ma non come semplice diversivo di svago fine a se stesso, ma bensì come identità dialettica davvero comprovante, che lo identifica come giovane uomo e come talentuoso creativo. Dentro al caleidoscopio dialettico da lui alimentato e innervato possono confluire sempre nuove esperienze e nuovi input, nuovi espedienti narrativi da sperimentare e collaudare, perché fare arte è per Davide una dimensione compenetrante e totalizzante, una realizzazione che diventa motivazionale in senso totale. Questa concezione ha bisogno di essere sempre rafforzata e rinvigorita attraverso il placet di consenso da parte dello spettatore, che di rimando accetta un simbolico pactum dialettico e individua il proprio caleidoscopio percettivo e sensoriale”.

     

  • La psicologia del colore nella pittura di Davide Quaglietta

    “Colore, colore, colore e ancora colore, che sprigiona sensazioni differenti e accresce l’enfasi dello scenario e della prospettiva orchestrata. Il colore in pittura è elemento indeferibile e irrinunciabile per catalizzare l’approccio visivo del fruitore e avere un ventaglio di appigli e di contatti sui quali costruire un’interpretazione interattiva vera ed edificare una cifra stilistica impattante. Certamente, anche Davide Quaglietta considera l’utilizzo del colore come procedimento molto valido per completare le sue pagine narrative e per dare ancora più energia alla sfera concettuale da lui ottimizzata cum grano salis all’interno delle rappresentazioni”. La Dott.ssa Elena Gollini si sofferma sulla psicologia del colore, che appartiene alla poetica pittorica di Quaglietta soprattutto riferita alla tavolozza cromatica del blu e delle tonalità ad intreccio, che vengono ricavate in fusione armoniosa. Davide designa il blu come suo colore reggente e predominante facendo una scelta a monte, che acquista un significato e una connotazione esclusiva, che merita un approfondimento critico. A tale scopo la Dott.ssa Gollini ha spiegato: “Quando un artista compie una scelta preferenziale così marcata e decisa verso una particolare visione cromatica, senza dubbio ha intenti e intenzioni, che dimostrano una coerenza piena radicata e sono la testimonianza di sue certezze di pensiero. Davide ha una potenza evocativa a livello visionario molto sviluppata e il colore blu aumenta questa potenza e garantisce un risultato d’insieme molto convincente. Accanto al discorso di tipo ottico e visivo ovviamente Davide accosta quello di tipo riflessivo. Mi sovviene dunque di aprire e intavolare un’argomentazione, che si ricollega alla psicologia del colore, in quanto il colore è molto più di un fenomeno ottico. Ogni colore ha un significato proprio, che ha un determinato impatto sul cervello. Pertanto, la psicologia del colore è uno strumento fondamentale anche nel mondo artistico per comprendere la reazione del fruitore-spettatore. La psicologia del colore nasce, perché i colori possono stimolare la mente umana provocando delle emozioni particolari. Ogni colore ha infatti il suo significato e la sua connessione precisa con una parte del cervello, che determina emozioni e stati d’animo precisi. L’arte è una forma di espressione, che usa il potere dei colori. In particolare secondo la psicologia del colore il blu rappresenta la pacatezza, la calma e la serenità. È il colore della nobiltà e dell’eleganza, della fedeltà e della tradizione. Scegliere il blu significa amare i toni pacati, essere stabili nei rapporti e possedere la pace interiore”.

    Provate a chiedere alle persone attorno a voi qual è il loro colore preferito. Vedrete che la maggior parte di loro vi risponderà blu. Gran parte del mondo è blu, il cielo che ci sovrasta, il mare che delimita le nostre terre. Il blu è affidabilità, appartenenza, lealtà” (Lisa Guerrini).

  • Davide Quaglietta: pittura, parole, dialogo

    “Ritengo, che sarebbe assolutamente superficiale e semplicistico classificare la pittura di Davide Quaglietta come formula espressiva di moderna applicazione comunicativa tout court, senza fare un’analisi approfondita mirata sulle sequenze di interconnessione studiate con precisione certosina, che vengono sapientemente amalgamate alla materia pittorica e si fondono con la tavolozza cromatica e tonale”. La Dott.ssa Elena Gollini intavola delle considerazioni critiche, che risultano utili per meglio relazionarsi con la poetica artistica di Quaglietta ed entrare nel merito sostanziale delle motivazioni che ne stimolano lo slancio creativo e la ricerca appassionata. Al riguardo ha spiegato ancora: “La pittura di Davide è già di per se stessa entità vitale e dinamica, poiché la materia viene elaborata e plasmata intrisa di energia e di carica energetica vibrante e pulsante, che si diffonde oltre il limite della superficie e del supporto. A questa formula pittorica così animata Davide aggiunge e accosta una dialettica semantica intensa e profonda, scaturita dall’ego più intimo e recondito, ma anche da quanto gli suggerisce il moto dell’anima, nonché la sfera spirituale e interiore, quella dimensione introspettiva di grande spessore umano che gli appartiene. Ecco perché possiamo definire la pittura di Davide come ‘parlata’ in senso simbolico e allusivo, poiché non è mai scissa e separata dalla componente contenutistica, che rimanda a significati e messaggi da cogliere e da scoprire in chiave metaforica dentro la fitta trama e l’articolata texture della narrazione scenica, sempre argomentata tramite composizioni di resa ottimale, subito impattanti a livello visivo e ottico, tali da conquistare e catturare l’attenzione curiosa dello spettatore, che poi viene invogliato a cogliere gli aspetti e i tratti sostanziali insiti e sottesi. Davide è artista perspicace e riflessivo, che riesce a strutturare un’espressione pittorica ‘dialogata e dialogante’ utilizzando spunti, rimandi, richiami e riferimenti sempre attuali, molto sentiti a livello sociale e collettivo, facilitando l’approccio di contatto e la lettura interpretativa e portando subito il fruitore dritto verso il cosiddetto climax narrativo, il cosiddetto ‘nocciolo della questione’, il fulcro nevralgico principale, che regge l’intero assetto del palinsesto linguistico. ‘Pittura + parole = dialogo’ diventa la chiave in codice portante di tutta la mimesi pittorica di Davide e determina ogni sua ideazione progettuale condotta a monte per ottenere risultati e soluzioni efficaci e funzionali. È proprio quindi dichiarabile a buon conto, che per Davide le parole hanno davvero un grande peso e un grande valore e racchiudono un paradigma molto prezioso da cui attingere per rafforzare la sua vena di ispirazione creativa”.

     

  • Davide Quaglietta: arte fonte di virtù aggregativa

    Viene naturale pensare, che chi si cimenta nella produzione artistica, sia essa pittorica, scultorea, fotografica o di qualunque altra libera espressione creativa, abbia il desiderio e l’aspirazione di intraprendere un percorso di ricerca virtuosa, con ideali e principi cardine di valore da sostenere e divulgare. Purtroppo, però non sempre poi strada facendo i buoni propositi iniziali vengono mantenuti e sviluppati in positivo, ma vengono accantonati e dimenticati lasciando spazio a situazioni poco credibili e di scarsa valenza. Essere artisti è in primis una responsabilità da gestire con coerenza e consapevolezza, poiché la propria arte è uno strumento, che influenza in modo diretto o indiretto il giudizio pubblico e come tale si presta a promuovere contenuti e messaggi di vario tipo, a fare da collante sociale oppure da disgregante, rompendo schemi e riscuotendo reazioni, ponendosi come manifestazione borderline e off limits per suscitare clamore popolare. Sulla scia di queste proiezioni riflessive la Dott.ssa Elena Gollini evidenzia come l’arte pittorica di Davide Quaglietta sia assolutamente votata a un ideale di virtù aggregativa, a una prospettiva di collante sociale e collettivo, senza mai trascendere in sterili e infeconde provocazioni e tanto meno in inutili polemiche fini a se stesse. “Davide cerca di attuare una comunicazione pura, non inquinata e non contaminata, restando dentro una sfera comunicativa e dialettica virtuosa, che affronta tematiche salienti e argomenti importanti e si articola all’interno di una parabola dialogica allineata secondo criteri di visione e di valutazione ravveduti e lungimiranti. La pittura di Davide è illuminata di virtuosa saggezza e di coraggiosa forza d’animo e non sconfinata mai oltre una certa calibratura bilanciata di toni. Davide accoglie dentro le sue variegate orchestrazioni il riflesso virtuoso di un sapere e di una conoscenza di estrazione e di radice universale, che la storia dell’arte ha sempre protetto e salvaguardato come principi cardine intoccabili e inviolabili e come patrimonio da tutelare ad oltranza e senza riserve. Si può parlare pertanto, di una pittura di virtù e di una visionarietà creativa virtuosa, considerando la motivazione convinta, che appartiene a Davide e lo ispira nel cammino. Virtù, che equivale a bene universale e positività universale, perché nell’intera produzione è racchiusa come fonte inesauribile capace di sprigionarsi ovunque e di essere percepita e recepita in modo tangibile e manifesto. Virtù, che è sinonimo di azione intraprendente per mettere in luce pensieri e sentimenti rilevanti e per esortare e invitare a estrapolare pensieri e sentimenti di comprensione e accoglienza, perché per Davide l’arte è in primis amore assoluto”.

     

     

  • MARCO AUGUSTO: “Per amore alla vita” è il nuovo toccante album del cantautore italo-tedesco nella Settimana Europea dello Sviluppo Sostenibile

    Musica piena di vita e di profondità. Un disco fatto di storie ed emozioni che partono dalla vita dell’artista per arrivare a tutti. 

    Già dal titolo si intuisce che queste dodici tracce fanno parte di un album che vuol essere un inno alla vita: dodici brani che portano un messaggio di speranza per tutti, che trasmettono voglia di vivere e gioire.

    «Se dovessi ricominciare, farei tutto quello, che ho fatto. Se la mia vita dovesse riprendere da zero, niente cambierei. Ogni passo e dolore, ogni avventura, sorriso e gioia fa parte della nostra grande strada da fare.

    Per amore alla vita sono nate queste mie canzoni, tutte quante dicono SÌ alla vita, ed è questo, che vorrei dividere con voi: Il grande piacere di esistere, il profondo amore per tutto, la forte speranza e fiducia ed il senso per la bellezza ed il buono, che notte e giorno ci circonda.

    Giù le armi, pace completa tra di noi, apriamo il nostro cuore per spargere l´amore – che la rosa in noi si apra e faccia fiorire tutto il mondo.» Marco Augusto

     

    TRACK BY TRACK

     

    1. La rosa si apre «La rosa in noi un giorno si aprirà, il nostro fiore interno, i talenti, lo splendore, che dal primo momento della nostra vita portiamo in noi, si farà spazio e sboccerà, quando il momento è giunto.» 

     

    1. Milano «La mia dichiarazione d’amore alla mia amata città di nascita, un viaggio nei ricordi, un ritrovo con le mie radici.»

     

    1. Tranne te «Tutto bene, sì, ho tutto quel che ho bisogno, non manca niente… tranne te. In verità darei tutto, per un momento qui in due con te.»

     

    1. Terra tremante «Un incontro con la Madre Terra, un dialogo toccante con lei, che ci fa aprire gli occhi, per la bellezza del nostro pianeta, per la necessità di cambiare.»

     

    1. Due cuori «Abbiamo più di un cuore da dare, l’amore è inesauribile… spargiamolo senza limitarci, in piena libertà.»

     

    1. Il nostro amore «Due, che si stanno lasciando nonostante il loro grande amore. Troppe le loro paure, la confusione ormai. Due, che si chiedono, se la loro relazione non si meritasse un po più di tempo.»

     

    1. Se tu ci sei «Una canzone piena d’affetto. Se tu ci sei non cambia mai la mia voglia di afferrare il sole insieme a te. Se tu ci sei, c´è sempre una ragione per dare il meglio al mondo, a te.»

     

    1. Senza te «Senza te, sai, non c´è questa completezza in me, e anche il sole e i gabbiani ridon meno senza te, forse è solamente più facile per me, star da sé, star così più al sicuro senza te.»

     

    1. Volta stellata «Il mio grande desiderio di un mondo più calmo, senza troppa fretta, senza troppo casino: Vorrei abbracciare l’intera terra e umanità, vorrei restare qui in pace, come una infinita estate, come due stelle così belle come te.»

     

    1. Vai «Il mio appello per fidarsi di se stesso: Sei solo tu quello che sa dove deve andare, in piena libertà, fai quello che fa bene a te, vai col tuo vento, lascia che il cuore guidi te!»

     

    1. Pace «Una canzone per la pace interna e in tutto il mondo: Prima troviamola in noi stessi, poi si spargerà ed il mondo si calmerà, si trasformerà – pace in noi, pace ovunque.»

     

    1. Se tu ci sei – dance version

     

    Il primo singolo estratto dall’album è “Terra tremante”, uscito durante la Settimana Europea dello Sviluppo Sostenibile il cui scopo è contribuire a porre l’attenzione a questa tematica tramite attività, progetti ed eventi. Il brano infatti parla in modo emozionante della crisi climatica in un dialogo immaginario tra un uomo e la madre terra. La produzione del clip ufficiale è stata sponsorizzata da Greenpeace tramite materiale video, pubblicato in tre lingue: tedesco, italiano e spagnolo.

    Etichetta: halligalli records, Malsch, Germania

    Release album: 29 settembre

     

    Contatti e social

    Sito web: www.marco-augusto.com 

    Facebook: www.facebook.com/marcoaugusto.official 

    Canale Youtube: www.youtube.com/MarcoKunz  

    Instagram: www.instagram.com/marcoaugusto.official 

    Spotify: https://open.spotify.com/artist/72a5ceOPIkgndAQmLU8lFe 

     

    BIO 

    Nato nel ‘69 a Milano, da madre milanese e padre tedesco, cresciuto a Karlsruhe/Germania, Marco Augusto, dopo lo studio classico di pianoforte è arrivato al canto e alla chitarra. Dagli anni ‘90 in poi scrive le sue canzoni in lingua tedesca e soprattutto in italiano, partecipando con successo a diversi concorsi (Finale Festival di Viareggio, Finale TV-Show “Big del domani” Castrocaro Terme – Firenze).

    Giunto alla meta dei 40 anni, ha deciso di lasciare il suo mestiere precedente e di dedicarsi completamente alla musica. Con il suo brano “Milano” dal video toccante   (https://www.youtube.com/watch?v=qa9k-6_Vtw4), nel 2019 è entrato nella classifica italiana indipendente “Indie Music Like” raggiungendo la posizione numero 53. Questo pezzo sarà presente in una nuova versione nel suo disco in uscita il 29 settembre 2021, dal titolo “Per amore alla vita.

  • Davide Quaglietta: un percorso pittorico di avventura e di scoperta

    L’arte contemporanea con le sue molteplici sollecitazioni espressive si offre come terreno fertile e fecondo per improntare e consolidare un percorso inedito e sui generis, che ciascun artista può trasformare a suo piacere e può rendere sempre più avvincente e intrigante. Sulla scia di questa portata a largo raggio dell’arte attuale, Davide Quaglietta accoglie queste riflessioni lungimiranti e recupera tali sollecitazioni metabolizzandone l’essenza ed estrapolando un proprio filo conduttore trainante per la sua formula pittorica. Sulla base di questo percorso compiuto da Quaglietta la Dott.ssa Elena Gollini ha manifestato il suo placet di apprezzamento dichiarando: “Parlando in chiave metaforica la pittura di Davide si può considerare come il germoglio florido e fiorente, che nasce e cresce dal terreno fertile e fecondo dell’arte contemporanea più rigogliosa e portatrice di frutti sani e consistenti. Davide concepisce ogni quadro come una vera e propria occasione di avventura e di scoperta, come un’opportunità da cogliere a se stante unica, speciale e irripetibile. Si applica sempre con il massimo impegno ed è molto intransigente sul suo operato e anche molto autocritico. Quest’aspetto appartiene al suo carattere ed è connaturato alle sue sfumature mentali ed emotive più recondite. La sua umiltà e modestia gli trasmettono quella virtuosa dote di pacatezza, che diventa parte integrante nella sua comunicazione pittorica. Ecco, perché Davide conserva sempre uno sguardo di visione e di prospettiva molto realistico e pragmatico, seppur riuscendo a volteggiare con le ali della fantasia all’interno delle sue originali rievocazioni narrative. Rappresentare a livello pittorico significa per Davide far emergere in superfici un simbolico tracciato di avventura e di scoperta, che cambia e si modifica sempre, che trova sempre nuova linfa da cui poter attingere per perfezionarsi e per migliorare la propria efficacia formale e sostanziale. La formazione a monte diventa dunque funzionale per comprendere i vari passaggi compositivi, che a loro volta sono predisposti per confluire e convogliare dentro questo percorso sempre più coinvolgente, quadro dopo quadro Davide non perde mai quell’entusiasmo e quella gioia iniziale, che vengono sempre mantenuti vivi e rigenerati tramite lo spirito guizzante dell’avventuriero curioso e sempre pronto a sorprendersi. Fare arte per Davide coincide anche con questa capacità di tenere sempre alto il desiderio creativo, di accudirlo dentro di sé, di coltivarlo fuori, di preservarlo da potenziali dinamiche ambigue e fuorvianti, affinché possa essere sempre acceso e pulsante. L’avventura e la scoperta alimentano e nutrono il suo ego artistico e sono dei pilastri insostituibili per sostenere e supportare il fervido ingegno votato alla pittura”.

     

  • Davide Quaglietta: ricerca cromatica e ricerca semantica

    “Nello scandaglio relativo alla mimesi formale e sostanziale della pittura di Davide Quaglietta si può distintamente discernere una sequenzialità di ricerca attenta e scrupolosa, che da una parte si incentra e si orienta all’elemento cromatico e alla profusione tonale e dall’altra parte si canalizza e di focalizza sulla dimensione semantica e sul registro linguistico sempre mirato ad hoc all’interno della composizione scenica”. La Dott.ssa Elena Gollini si esprime così nell’individuare la peculiare ricerca artistica di Quaglietta, che si modula su una sperimentazione sempre vivace e dinamica, supportata da una vena fantastica e da una fervida capacità immaginifica. Inoltre proseguendo ancora nella sua dissertazione critica ha argomentato: “Davide possiede una versatilità di pensiero e di vedute molto elastica. Riesce perfettamente ad introiettare insieme più stimoli e più sollecitazioni esterne e a codificarli secondo un proprio imprinting soggettivo dentro le sue rappresentazioni. Il colore è efficace per dare ancora più carica energetica e viene utilizzato con incisività di stesura corposa e marcata, per aumentare la portata dell’effetto plastico bidimensionale e la resa strutturale d’insieme. La sua ricerca cromatica denota una maturità consolidata a livello strumentale e anche una speciale empatia sensibile verso le molteplici risorse di suggestione ottica e visiva, che possiede la tavolozza cromatica nelle sue svariate combinazioni e declinazioni, negli innumerevoli intrecci e nelle variegate gradazioni chiaroscurali. Per Davide imparare ad avere un’acquisita e radicata padronanza nell’uso del colore è fondamentale e primario. Accanto alla ricerca cromatica va di pari passo e viene associata la ricerca semantica, poiché ogni sequenza a livello di narrazione possiede un valore essenziale di comunicazione insita e sottesa, che lo spettatore coglie e a sua volta recepisce seguendo i propri stimoli emotivi ed emozionali e fondendoli insieme a quelli che Davide immette dentro le opere. Questa reciproca trasmissione è ancora più forte attraverso la ricerca semantica compiuta da Davide, che non lascia mai nulla al caso e all’improvvisazione, ma dosa e misura ogni dettaglio e ogni particolare con una cura certosina. Ecco, perché ricerca cromatica e ricerca semantica diventano un potente collante di coesione con il fruitore e consentono a Davide di procedere in modo convincente, lasciando affiorare ideali condivisibili e pensieri sempre coerenti, che vengono suffragati e appaiono essere assolutamente credibili”.

     

  • Davide Quaglietta: quando l’arte diventa socialmente rilevante

    Assistiamo purtroppo all’incalzante e incessante mutamento ambientale e climatico, provocato dai gravi danni all’ecosistema. Questa situazione incostante e in continuo aggravamento ci rende impotenti dinanzi ad una catastrofe planetaria, nonostante la colpa dell’uomo sia tra le principali cause di questa devastazione generale. Tra i segnali più eclatanti, che si stanno palesando in modo sempre più frequente e diffuso, quello dello scioglimento degli iceberg e dei ghiacciai è senza dubbio molto preoccupante e influisce poi negativamente sull’intera struttura terrestre. A fronte di queste dinamiche di vera e propria minaccia sociale Davide Quaglietta, artista di particolare sensibilità e umanità, mette la propria pittura come vessillo simbolico per sollecitare una reazione collettiva e scuotere gli animi e risvegliare le coscienze della gente, che assiste ad uno sfacelo ambientale senza precedenti. Parte della sua produzione pittorica è infatti destinata ad accentuare l’attenzione della pubblica opinione verso il disgelo e lo scioglimento di consistenti iceberg, che si staccano e vanno poi alla deriva provocando anche di rimando un pericoloso innalzamento del livello dei mari e degli oceani. La Dott.ssa Elena Gollini ha approfondito le tematiche specifiche affrontate da Quaglietta all’interno del palinsesto narrativo. In particolare ha evidenziato: “Davide è un artista di grande merito anche per il prezioso e pregevole contributo fornito verso la giusta causa ambientale ed ecologica, che lo pone in prima linea nel sostenere la tutela e la salvaguardia del nostro ecosistema. Davide si schiera con motivazione e convinzione attraverso una pittura intrisa di significativi messaggi rivolti e indirizzati alla collettività. La pittura viene dunque prestata al sociale e canalizzata ad un discorso a largo raggio di diffusione e di divulgazione. Considero questa mission sociale di Davide estremamente avvalorante per dare ancora più slancio di autorevolezza al suo percorso di ricerca creativa. La sua pittura si avvale di un plus rafforzante, che diventa una credenziale importante per far emergere anche l’aspetto sostanziale e intrinseco oltre a quello informale ed estetico. Davide è certamente destinato ad entrare in un circuito di particolare meritocrazia, che prescinde dal giudizio puramente visivo e si addentra in parametri valutativi molto più complessi e articolati, il suo intento, infatti è quello di dare vita a opere, che seppur piacevolmente orchestrate possono diventare soprattutto funzionali a livello simbolico e concettuale e possono risultare di impulso e di fermento e fervore interiore per ricordarci, che la nostra Terra è un bene di tutti noi e deve essere protetta da tutti noi”.

    http://elenagolliniartblogger.com/davide-quaglietta

     

  • La dimensione fiabesca nella pittura di Rosanna Piervittori

    Nell’osservazione analitica e scandagliata della produzione pittorica facente capo a Rosanna Piervittori ritengo sia interessante dedicare alcune particolari dissertazioni anche sulla cosiddetta dimensione fiabesca, che reputo attinente al potente flusso immaginifico e fantastico, che si propaga dall’orchestrazione scenica”. La Dott.ssa Elena Gollini parla dell’artista Rosanna Piervittori delineando l’aspetto e il tratto tendenzialmente fiabesco ravvisabile e individuabile come comune denominatore della sua poetica espressiva e come nota distintiva connotativa di pregio qualificante. Inoltre, la Dott.ssa Gollini ha sostenuto al riguardo: “Si comprende da subito come Rosanna attribuisca e conferisca grande rilevanza al potenziale insito nella dimensione fiabesca, che risulta poi essere connaturata alla sfera dell’immaginario e della fantasia, dalla quale Rosanna attinge per trovare espedienti inediti e dare ancora più forza pulsante alla sua vivace e volitiva ispirazione. La dimensione fiabesca viene sempre ben dosata e misurata, affinché non risulti prevalere in modo esagerato e incontrollato, ma funga da cornice di contorno equilibrata e bilanciata e faccia da contraltare all’insieme. Si tratta dunque di un influsso dedicato e modulato ad hoc, in quanto Rosanna non vuole ovviamente risultare una pittrice fantasy in senso stretto e in senso lato. Certamente questa allure fiabesca rende la struttura e la sintesi figurale più soave e più sinuosa, la rende più accattivante per il fruitore. Raccontare e descrivere in modo rigidamente pragmatico e realistico non fa parte del DNA creativo di Rosanna, che invece vuole estrapolare in modo soggettivo per poi resettare le informazioni provenienti da quanto la circonda, ricavando delle argomentazioni personalizzate. Il prezioso contributo fornito dall’inventiva l’aiuta proprio a -contaminare- la visione statica e rigida e a renderla morbidamente avvolgente. La dimensione fiabesca fa leva di rimando anche sulla visione onirica e su quella dinamica percettiva connessa al sogno e al sognare, intesa non come abbandono inconscio e incontrollato della psiche, ma bensì piuttosto invece come approccio recettivo libero e non condizionato da ragionamenti troppo complicati e da macchinose elucubrazioni. Questa prospettiva di vedute si rende aperta anche verso una contemplazione meditativa tra sogno e realtà, dove entra in gioco il discorso della digressione dialettica fantasiosa di tendenza fiabesca. Guardare un’opera di Rosanna permette allora di capire e di comprendere quanto l’arte possa davvero regalare una molteplicità di occasioni e di opportunità di relazionarsi con essa in modo davvero approfondito, senza nessuna preclusione. L’arte di Rosanna diventa comprovante di come il dialogo fruitivo possa svilupparsi ed evolversi in modo diverso e diversificato, senza però mai perdere la potenza ammaliante del proprio lumen liberatorio”.

     

  • Davide Quaglietta: arte docet

    “L’assioma simbolico -Arte docet- racchiude molto bene la radice dalla quale trae origine la produzione pittorica realizzata da Davide Quaglietta, collocabile nel concetto allargato e dilatato di moderna figurazione. Ritengo, che questo assioma faccia anche da virtuale ponte di collegamento e di connessione, poiché Davide filtra e assorbe da esso i pilastri portanti sui quali poi erge e costruisce l’intera parafrasi e sintassi narrativa”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega a livello critico analitico l’arte pittorica di Quaglietta, facendo leva su un concetto chiave universale da lui accolto e rielaborato soggettivamente. La Dott.ssa Gollini ha ulteriormente proseguito nell’argomentazione riflessiva affermando: “Con la produzione di Davide si apre e si spalanca l’intero universo dell’arte, inteso come metafora del poter apprendere, comprendere e trasmettere tramite l’operato creativo, affinché lo spettatore possa godere di una pienezza di significati e di messaggi, di essenze e di sostanze. Arte intesa anche come maestra di vita, capace di guidarci e di accompagnarci alla scoperta del senso dell’essere e dell’esistere, di convogliare la nostra mente nei meandri di riflessioni catartiche e di tirare fuori deduzioni e intuizioni di spessore. Davide diventa discepolo di questa arte universale e ne accoglie ogni anelito e ogni respiro vitale, per arrivare poi a poterla a sua volta riprodurre e riproporre, proseguendo con entusiasmo e dedizione quel flusso cosmico ininterrotto e sempre attivo. Arte docet diventa un suo modo di essere e di percepire quanto vede e quanto gli accade intorno, di metabolizzarlo dentro. Per Davide l’arte insegna a non fermarsi e a non demordere, a non rassegnarsi mai, a essere sempre pieni di buoni propositi, a pensare a se stessi in modo altruistico e senza fare speculazioni individuali. Per Davide ciascuno dovrebbe trarre dall’avvicinamento all’arte un beneficio prolungato e duraturo, nella consapevolezza di quanto essa offre. La pittura di Davide ci rammenta, che ognuno deve sempre essere prodigo per un interesse comune e comunitario mettendo da parte gli intenti e gli interessi strettamente personali. Per Davide arte docet significa fidarsi e affidarsi a questo potere magico nella sua unicità, che nei secoli non è mai stato scalfito in nessun modo e ha trovato una propria identità assoluta. Quando Davide si immerge nella fase creativa si predispone a imparare e anche a supportare il fruitore per imparare, diventa un tramite di mediazione, diventa un medium. Alla base della sua pittura va dunque annoverata e considerata tutta quella summa di fattori e di componenti, che si incentrano e si canalizzano nel concetto di arte docet e che appartengono all’energia creativa di Davide fluttuante ad infinitum”.

  • Davide Quaglietta: pensiero e azione artisticamente attivi

    Davide Quaglietta possiede senza dubbio una spinta dinamica creativa, frutto della sua fervida e appassionata intraprendenza. È un artista dentro e dal di dentro lascia riaffiorare in superficie un tumulto spumeggiante di idee e di pensieri, che si traducono in azione creativa fremente e vibrante. La Dott.ssa Elena Gollini nel rendersi convinta portavoce di sostegno al percorso pittorico di Quaglietta, ha manifestato la sua approvazione piena e sta convogliando un circuito di valutazioni e di considerazioni che avvalorano la portata lodevole del lavoro creativo svolto da Quaglietta attraverso una ricerca complessa, distribuita su più livelli di studio e di formazione a monte e indirizzata a fornire un piano di supporto sistematico e ben congeniato, per garantire delle soluzioni compositive predisposte e definite ad hoc. In particolare, la Dott.ssa Gollini ha voluto porre in evidenza la rilevanza del perfetto connubio e della perfetta combinazione vincente tra pensiero e azione, che attivamente forniscono energia e carica di ispirazione a Quaglietta e si trasformano simbolicamente nella benzina che alimenta e potenzia il motore del suo talento innato. A tal proposito ha precisato nel merito: “Davide distingue molto bene pensiero e azione, conosce il potenziale di risorse che possiedono e forniscono all’unisono e comprende quanto la loro sintonia armoniosa possa essere molto vantaggiosa per agevolare e per favorire al meglio lo scatto creativo e il suo divenire nel movimento e nel flusso dell’ispirazione prorompente e dirompente. Per Davide il pensiero va sempre canalizzato e convogliato dentro l’azione in modo programmatico, va orientato seguendo una prospettiva valida, adatta e adeguata alla finalità ultima che si è prefissato. Ogni quadro nasce proprio come la metafora di una casa da costruire e da edificare parte per parte, pezzo dopo pezzo, partendo dal pensiero di base e di fondamento e gradualmente aggiungendo i mattoni per dare più forza e consistenza, con un’azione sempre dosata e misurata, senza mai fare mosse false e azzardate e passi non calcolati. Pensiero e azione diventano i fattori della sua equazione creativa, diventano la radice al quadrato di tutto quel prolificante pullulare di ispirazione, la fanno elevare ed innalzare al massimo livello. Per Davide sentirsi davvero ispirato coincide con il sentirsi davvero realizzato nella sua spinta tumultuosa di trasporto e di vulcanica trasposizione creativa, avendo ottenuto una motivazione alta, una motivazione che lo fa incedere con passo deciso e sicuro all’insegna di quel pensiero e di quell’azione, che gli infondono grande orgoglio e fierezza per i risultati ottenuti e per i riscontri conquistati. La sua arte è davvero un impegno di vita da portare avanti sempre a testa alta, senza mai mollare, senza mai retrocedere, senza mai fermarsi”.

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  • Rosanna Piervittori: armonie pittoriche formali e sostanziali

    Dalla formula pittorica di particolare pregnanza di Rosanna Piervittori si evince un’impostazione armoniosa di perfetto bilanciamento formale e sostanziale, che diventa un equilibrio di proporzioni mirate e ponderate per garantire una corrispondenza tra visione estetica e dimensione contenutistica”. La Dott.ssa Elena Gollini analizza con precisione le dinamiche connotative e distintive, che contraddistinguono la pittura della Piervittori incline ad un modus pingendi libero e scevro da macchinose e cervellotiche elucubrazioni troppo complicate e affine invece a una poetica comunicativa fluida e scorrevole, immediata nell’interazione congiunta e coesa tra essenza e apparenza e con un registro semantico e linguistico volutamente non standardizzato. Proseguendo nella sua approfondita spiegazione la Dott.ssa Gollini ha evidenziato ancora: “Rosanna è artista di geniale guizzo creativo, di geniale spirito di inventiva, che non si lascia fuorviare da situazioni pronto uso, ma cerca appositamente di innervare un proprio stile subito riconoscibile, dove alla piacevolezza della rappresentazione dal punto di vista esteriore, si associa un gradimento in merito alle corpose sequenze della narrazione intrinseca, fatta di messaggi, di significati, di simboli, di allusioni, di codici speciali che provengono dalla volontà di fare arte non soltanto per puro e semplice diletto, ma bensì piuttosto di generare una commistione rilevante a livello concettuale, ben fruibile per lo spettatore. Rosanna dimostra una notevole saggezza e lungimiranza di vedute, traccia e segna una tessitura e una trama compositiva coerente e consistente nell’articolazione dialettica, non si risparmia e non si nasconde, anzi esce allo scoperto con tutta se stessa, si mette metaforicamente a nudo e si lascia andare fino in fondo nella catarsi ammaliante dell’ispirazione. Il flusso creativo viene alimentato e sostentato su più fronti, su più sequenze di sensazioni e di percezioni, che Rosanna accoglie e metabolizza per poi rielaborarle tramite l’atto e il gesto pittorico. Chi conosce la vocazione viscerale che la sospinge e la travolge ne ammira tutto l’enorme potenziale visionario e la grande onestà intellettuale, la purezza dell’autentica illuminazione, che la stimola a proseguire nella sua appassionata ricerca. Rosanna è una donna matura e responsabile e si dimostra tale anche nell’operato artistico. Si pone delle linee di orientamento per traguardi e obiettivi prefissati e li persegue senza ripensamenti, senza incertezze, con una radicata motivazione e una consolidata e convinta filosofia di pensiero, che si traduce e si trasferisce anche nel suo modus vivendi. La sua versatile e volitiva forma mentis è incentrata sulla voglia di scoperta continua, sul desiderio di sentire sempre battere forte il cuore ad ogni magica pennellata”.

  • Davide Quaglietta e il suo universo pittorico

    “Nell’individuare la formula più congeniale e appropriata per definire l’arte di Davide Quaglietta, ritengo che la dicitura emblematicamente più calzante sia proprio quella di universo pittorico, intesa nel senso più ampio possibile”. La Dott.ssa Elena Gollini esprime le sue riflessioni attente e approfondite in merito alla concezione creativa di Quaglietta e al fulcro nevralgico di ispirazione portante. Proseguendo ancora nella spiegazione ha poi dichiarato: “Il termine universo racchiude una prospettiva assoluta e onnicomprensiva, che risulta attinente e pertinente con la formula codificata e con il registro linguistico dai quali si sviluppa e si evolve il modus pingendi di Davide. L’universo in quanto macrocosmo viene inserito virtualmente all’interno del corposo microcosmo pittorico, si plasma con esso, diventa un tutt’uno e definisce una modulazione dilatata, una modulazione traslata a livello plurisensoriale e plurirecettivo. Davide si cimenta all’interno di una mimesi semantica e concettuale universalmente attingibile e condivisibile e si avvale di tutte le risorse in essa custodite, le sviscera accuratamente, le scandaglia analiticamente, le fa sue inglobandole nel proprio personale esclusivo universo visionario. L’estensione estemporanea di questo intreccio diventa enorme, si proietta ad infinitum e consente a Davide di acquisire e consolidare un mare magnum di messaggi e di allusioni da poter utilizzare con oculata ponderatezza, senza disperderle in modo casuale e improvvisato, ma sempre cum grano salis. Davide si dimostra molto concentrato e molto ben focalizzato su questa sua vocazione creativa e si prefigge traguardi e obiettivi stimolanti, che diventano tappe importanti da raggiungere anche dal punto di vista della sua formazione ed esperienza esistenziale. L’universo pittorico di Davide si nutre e si alimenta di humus fertile e fecondo, si rafforza e si rinvigorisce con una crescita progressiva costante. Attraverso questo universo pittorico Davide si sente realizzato e appagato in toto, ma al contempo si sente responsabile verso ogni singolo fruitore, verso ogni singolo spettatore e desidera poter traslare e trasmettere qualcosa di visibilmente e di meritevolmente sostanzioso, qualcosa di tangibile in concreto che possa fungere da moto propulsore di sprone e di incitamento. L’arte di Davide non è soltanto bella da vedere e piacevolmente gradevole da osservare, ma diventa attivamente utile, possiede una mansione di cosiddetta pubblica utilità. L’universo pittorico di Davide si traduce dunque in una metaforica ancora di sostegno e di supporto, un’ancora metafora di illuminazione e di riflessione, un’ancora metafora di salvezza e di affrancamento mentale e psicologico, che ogni spettatore può usare per aggrapparsi e per tenersi saldamente stretto, accogliendo il messaggio universale che Davide offre e dona a cuore aperto”.

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  • Rosanna Piervittori: concettualismo pittorico visionario

    Rosanna Piervittori è tra gli esponenti della pittura contemporanea attuale, che sta senza dubbio compiendo un progressivo percorso di evoluzione molto stimolante, uscendo dagli schemi accademici e dottrinali più rigidi e rigorosi e cimentandosi in una propria personale ricerca di ispirazione, che sfocia in soluzioni sui generis e in espressioni inedite. La Dott.ssa Elena Gollini nel cogliere la variegata sfera concettuale insita all’interno delle composizioni pittoriche della Piervittori ha così dichiarato: “Nel distaccarsi volutamente dalle regole imposte e dagli schemi predefiniti, Rosanna si ricava una cifra stilistica non convenzionale davvero convincente. Affida alla fantasia e all’immaginazione l’intreccio scenico tendenzialmente astratto e di figurazione stilizzata e si appoggia ad un codice concettuale cifrato molto ben congeniato, studiato e progettato a monte per essere sempre in linea con quanto vuole esternare e divulgare tramite il suo medium artistico. La visionarietà concettuale della sua pittura risulta sempre innovativa e sorprendente, coglie e centra nel segno un circuito di messaggi e di significati plurimi, che vanno ben oltre la prospettiva estetica formale e si spingono su un territorio autonomo e indipendente, viaggiando su binari paralleli molto estesi e dilatati. Rosanna distingue l’aspetto ottico e visivo, che ha sempre una sua gradevole piacevolezza da quel crogiolo di essenze sostanziali, che appare più appariscente e meno evidente nell’impatto immediato, ma è invece assolutamente pregnante e consistente, nell’attento e accurato scandaglio certosino e dovizioso. Rosanna suggerisce al fruitore-osservatore di non fermarsi al primo sguardo, di non valutare superficialmente di primo acchito limitandosi all’esteriorità di bell’aspetto, ma di procedere piuttosto ad accostarsi in modo riflessivo, compiendo consapevolmente una serie sequenziale di passaggi percettivi e sensoriali, che consentono di arrivare a carpire e comprendere quell’insieme concettuale di indiscusso pregio, che possiede anche una valenza a livello sociale e si orienta proprio a rivestire un valore collettivo e comunitario. Tramite il suo operato creativo Rosanna diventa un autorevole divulgatrice concettuale e si rende affrancata dal banale e scontato modus pingendi fine a se stesso. La bellezza formale della sua arte è dunque arricchita da contenuti rilevanti, che fanno da perno portante per promuovere delle idee e dei pensieri, per manifestare dei sentimenti e delle emozioni finalizzati a sollecitare un’azione-reazione attiva e diretta da parte dei fruitori. Per Rosanna la bellezza ideale dell’arte non si manifesta passivamente e staticamente, ma deve essere alimentata e animata di continuo, proprio come quando viene seminato un terreno per renderlo fertile e fecondo di frutti pregiati e preziosi da poter donare a piene mani”.

     

  • Davide Quaglietta: una pittura di armoniosa orchestrazione visionaria

    “Artista di fervida passione creativa, che lo induce ad una profusione ispiratrice continua e costante, Davide Quaglietta si allinea all’interno di un’orchestrazione pittorica visionaria, che si orienta recuperando e attingendo spunti di rimando e di richiamo in modo sistematico e al contempo che rivaluta la portata elevata delle basi, delle fondamenta e delle radici di un DNA genetico anticonformista e indipendente, che ama lasciarsi sospingere dalle sensazioni più pure, affrancate e incontaminate. Lo definirei un pittore-poeta, perché le sue composizioni narrative sono come la metafora di un componimento lirico dove ogni particolare della rappresentazione evoca e rievoca le suadenti armonie equilibrate di un verso aulico e tutti insieme i versi vanno a formare un intreccio poetico di sublime energia vitale”. La Dott.ssa Elena Gollini esordisce così nello spiegare in modo approfondito i tratti vincenti delle soluzioni creative proposte da Quaglietta attraverso il suo fare pittorico caratterizzante e distintivo. Inoltre, ha proseguito asserendo: “Davide poeta della pittura riesce sempre a generare delle visioni di prospettiva allargata e dilatata ben oltre la superficie pittorica, che si espandono al di fuori e convergono dentro un’orchestrazione spaziale sospesa, rarefatta, ovattata, protettiva. Entrare in contatto stretto e diretto con Davide uomo-artista-poeta del nostro tempo, dai profondi sentimenti e dai profondi pensieri meditativi, significa aprire e alimentare un dialogo e una comunicazione importante, fatta di reciproca comprensione e di reciproca considerazione, significa venirsi incontro in termini di linguaggio paritetico e poter intavolare uno scambio vicendevole. Le sue orchestrazioni visionarie servono per offrire un piano e un livello di registro semantico articolato e stimolante, per dare una funzionalità incisiva alle dinamiche rappresentative e all’impostazione strutturale. Nella poesia ammaliante e accattivante dello scenario, Davide pone in essere il proprio simbolico patto di unione indissolubile con l’arte universale concepita e considerata in ogni sua manifestazione e vuole che a suggellare questo patto sia proprio lo spettatore-fruitore, che diventa testimone attivo e compartecipe di questo momento cruciale di fusione. La pittura di Davide viene assorbita e filtrata e diventa dunque un unicum con l’arte universale nella sua ideale meraviglia e magnificenza e nella sua assoluta dimensione di purezza. È un’arte fatta per il bene e per trasmettere il bene, per fare immergere lo spettatore in una visionarietà permeante in modo naturale e spontaneo, senza forzature e senza costrizioni, seguendo semplicemente il battito del proprio cuore e il moto della propria anima, proprio come fa Davide quando entra nella fase saliente della sua estasi creativa”.

  • Rosanna Piervittori: effusioni poetico-pittoriche

    Osservando con ammirazione autentica la produzione pittorica di Rosanna Piervittori mi sovviene immediatamente di focalizzarmi sull’intenso afflato di profusione poetica, del quale le opere sono intrise e avvolte e che accentua al massimo il potere evocativo della portata scenica e narrativa”. Inizia così il commento riflessivo della Dott.ssa Elena Gollini, che evidenzia il tratto fondamentale della pittura-poesia realizzata dalla Piervittori con viscerale enfasi aulica di slancio creativo. E ancora la Dott.ssa Gollini ha proseguito nella sua analisi valutativa asserendo: “L’ispirazione vivace e dinamica di Rosanna è un aspetto decisivo nella sua buona riuscita creativa, che le consente di spaziare ampliando e dilatando le prospettive e le proiezioni di veduta e di pensiero da cui poter attingere. A questa componente protagonista in primo piano, si aggiunge e si accorpa in perfetto equilibrio di bilanciamento la dimensione di lirismo sotteso, che appartiene alla sua anima sentimentale e fa da delicata e aggraziata cornice alle rievocazioni visionarie, rendendole ancora più magiche e coinvolgenti. Per Rosanna la poesia pittorica si traduce in quel particolare trasporto sempre virtuoso, che sottolinea la sua appassionata dedizione artistica e la sua ispirazione pura e senza intenti speculativi ambigui e fuorvianti. Rosanna dipinge in primis per se stessa, per sentirsi pienamente libera, per poter trovare un registro dialettico di approccio e di contatto comunicativo con il mondo esterno e con quanto la circonda. Si offre come artista di grande apertura mentale, di arguta recettività, di acuta perspicacia, di spiccata intuizione, di sottile lungimiranza. Non le interessa innescare delle diatribe e delle controversie linguistiche, ma ricerca invece una formula ideale di beatitudine sublime e sublimata, che l’arte riesce a trasmettere e a diffondere a largo raggio. Rosanna crede appieno al potere benefico del fare arte, che poi di rimando si trasferisce dall’artista allo spettatore-fruitore facendo da simbolico ponte di unione e di trait d’union, fungendo da stimolante collante sociale e collettivo. La sua arte dunque si profonde a tutto campo e a tutto tondo e viene a rivestire il ruolo chiave metaforico di poesia dipinta, risuonando e riecheggiando nelle sue pagine auliche, che verso dopo verso vengono accolte dallo spettatore e diventano una sorta di monologo condiviso, compreso fino in fondo nelle sue parafrasi e sintassi più articolate e modulate. L’arte di Rosanna si trasforma in effusioni poetico-pittoriche, che avvolgono quanto le circonda e vanno oltre la superficie del supporto, si rendono personificazioni visibili e tangibili di quel complesso universo espressivo a cui appartiene l’arte e di cui Rosanna si rende convinta testimone-portavoce e devota custode”.

     

  • Davide Quaglietta: una pittura oltre

    Se dovessi simbolicamente definire in modo sintetico, con una definizione breve ma al contempo significativa e intensa, il modus pingendi di Davide Quaglietta potrei usare la frase chiave di -una pittura oltre- che ritengo sia molto calzante e congeniale sotto più livelli di analisi riflessiva”. La Dott.ssa Elena Gollini evidenzia così l’essenza basilare fondante della pittura realizzata dall’intraprendente artista creativo contemporaneo Davide Quaglietta, che sta facendo un percorso sempre più mirato ad hoc, coniugando e unendo al meglio forma e contenuto e riuscendo a imbastire delle soluzioni narrative sempre molto ricercate nella loro piacevolezza estetica e sempre molto corpose nella loro connotazione sostanziale. Inoltre, la Dott.ssa Gollini ha ulteriormente spiegato a riguardo: “Ritengo che Davide sia un perfetto esempio a modello di artista al passo con i tempi, che riesce a ottimizzare lo slancio creativo con l’esigenza di non limitarsi soltanto a offrire creazioni a se stanti e fini a se stesse. La sua pittura infatti si propone in modo fortemente pregnante, si erge a vessillo di valori e di ideali primari e prioritari e diventa un utile e funzionale strumento divulgativo. Ecco, perché appunto la considero una pittura che va oltre e che si spinge verso il traguardo ambito e ambizioso di diventare un medium portavoce simbolico a livello collettivo e comunitario. Sarebbe certamente molto semplice e anche molto limitante per Davide esporsi soltanto a livello di esercizio artistico tecnico e strumentale, poiché il suo stato d’animo procede a pari passo con l’incalzante e pulsante fervore comunicativo, con quel bisogno impellente di mantenere la sua arte al servizio di un linguaggio sociale alla portata di tutti e accessibile a tutti. Davide diventa così un protettore-fautore dell’arte intesa come veicolo di messaggi insiti ed eleva la sua formula pittorica in tale direzione, la orienta, la convoglia e la canalizza con esperta padronanza e acclarata coerenza. Davide è pertanto un artista davvero responsabile e consapevole del proprio operato anche a livello di visione oltre e ulteriore, di dimensione intrinseca, sottesa e subliminale. Il suo merito ulteriore e il suo notevole pregio risiede proprio in questa commistione equilibrata e armoniosa, dove il flusso dei pensieri, delle idee e dei sentimenti si sedimenta all’interno dello scenario narrativo e diventa parte integrante necessaria e indispensabile per rafforzare e potenziare ulteriormente l’apparato strutturale e la sintesi compositiva. Alla bellezza formale sempre raffinata ed elegante della piattaforma pittorica, si aggiunge dunque la bellezza da scoprire e da cogliere guardando e vedendo oltre, quella bellezza che diventa vessillo di nobili intenti e intenzioni a livello umanitario, garantendo a Davide il meritato ruolo di indomito gladiatore e combattente, di vero, autentico e tenace soldato dell’arte”.

     

  • Il messaggio ecologico sotteso nella pittura di Davide Quaglietta

    La poetica espressiva della pittura di Davide Quaglietta nella sua dinamica fruizione interattiva di notevole spessore comunicativo, si completa attraverso l’inserimento sempre ben calibrato di messaggi, che afferiscono alla sfera sociale e collettiva e che vanno ben oltre la semplice resa di impatto estetico-formale e l’immediata percezione recettiva a livello ottico e visivo. A tal proposito la Dott.ssa Elena Gollini, che segue il percorso artistico di Quaglietta come consulenza e curatela di immagine e di risonanza mediatica, ha voluto spiegare nello specifico dichiarando: “La pittura di Davide nella sua esaustiva completezza e ricercata compiutezza è certamente incline ad essere anche considerata come arte per il sociale, in quanto si orienta e si canalizza a racchiudere e a diffondere dei pregnanti messaggi, che confluiscono dentro un ampio discorso connesso all’ecologia e alla tutela e salvaguardia del nostro habitat naturale circostante e in generale di tutto quanto l’ecosistema naturale e ambientale, che dal territorio locale si estende e si espande al comprensorio e al bacino a largo raggio. Questa componente diventa distintiva e peculiare della sua concezione di fare arte e del suo operato di ricerca. Davide dunque non si limita a compiere e a svolgere una sperimentazione di tipo tecnico e strumentale a se stante e fine a se stessa, ma si dedica alla divulgazione sentita e accorata di contenuti altamente elevati e di stimolanti incipit per accentrare e focalizzare l’attenzione del fruitore, oltre che sull’aspetto molto piacevole delle composizioni, anche e soprattutto su quanto viene ad essere insito e sotteso tramite un registro linguistico cifrato e codificato con impeccabile progettualità ideativa. Si denota l’amore appassionato verso il Fiume Po, il grande e maestoso fiume tanto affascinante, misterioso e intrigante, che Davide rende metafora simbolica di molteplice valenza essenziale e sostanziale. Inoltre, si palesa nella narrazione rappresentativa di impronta figurale stilizzata la rievocazione dedicata alle trasformazioni e alle mutazioni ambientali, ai capovolgimenti meteorologici che provocano e causano dei danni gravi, degli stravolgimenti talvolta irreversibili, talvolta irrimediabilmente catastrofici, che interessano l’intero Pianeta e tutto l’ecosistema ambientale terrestre. Ecco dunque, che dietro alla guizzante fantasia e all’estro ingegnoso d’inventiva Davide viene sostenuto dalla volontà di rendersi promotore e portavoce di una pittura di qualificante dimensione collettiva, senza mai dimenticare l’enorme risorsa e l’enorme potenziale che l’arte riveste come linguaggio universale utilizzato da sempre come ponte di trait d’union tra i popoli e come medium di relazione e interrelazione libera e incondizionata”.

     

  • La ricerca pittorica appassionata di Davide Quaglietta

    Nel vasto e multiforme panorama dell’arte contemporanea attuale, che spesso purtroppo tradisce una dinamica espressiva scontata e banalmente ripetitiva, seguendo stereotipi standardizzati e approdando a inutili emulazioni copiative, trovare una figura encomiabile di artista di moderne vedute e lungimirante proiezione come Davide Quaglietta risulta davvero molto rassicurante e implica delle riflessioni a monte su più piani e su più livelli di valutazione e di analisi critica”. Così esordisce la Dott.ssa Elena Gollini nel manifestare apertamente ed esplicitamente il suo placet di approvazione verso il modus agendi e operandi alla base dell’appassionata ricerca pittorica compiuta da Quaglietta con intraprendente slancio e trasporto riflessivo a monte e con vibrante carica di animato fervore creativo. E ancora la Dott.ssa Gollini ha voluto rimarcare: “Davide si colloca dentro uno sfaccettato comparto settorizzato, che si può definire come un figurativo informale di tendenza e di matrice astratta per certi versi, che contiene e custodisce eterogenei spunti di rimando e di richiamo sia a livello evocativo sia a livello concettuale. Davide crea un intreccio di contenuti significativi a cui si appoggia e su cui fa leva, che desidera condividere con lo spettatore rendendolo presente e compartecipe anche della sua profonda visione esistenziale, dei suoi intensi pensieri, dei suoi genuini e spontanei sentimenti, delle sue intime emozioni disinibite. Le tematiche predilette, che vengono poste in primo piano e offerte all’osservazione attenta e coinvolta dello spettatore vengono composte da tasselli principali, che poi si snodano e si dipanano in più formulazioni coese e congiunte insieme a generare un solido background d’ispirazione, che lo guida e lo sorregge nel percorso di sperimentazione e di sorprendente scoperta. Davide vede il suo ruolo di uomo-artista come strettamente collegato al suo stile di vita, alle sue priorità, al suo modo di concepire e considerare la realtà circostante e quanto del suo vivere quotidiano merita di essere messo in rilievo. Non si perde mai in sterili visioni senza un senso logico e razionale e senza un ragionamento ponderato e tanto meno si lascia fuorviare e travolgere da preconcetti e da pregiudizi condizionanti dettati dalle tendenze del momento. Davide trova un proprio viatico creativo prediletto e preferenziale, che si allinea e si accorpa perfettamente al suo essere, al suo esistere, alla sua essenza, al suo sentire umano. Si concentra su ogni singolo progetto come una vera e autentica missione e lo persegue con tenacia e caparbia. Ammiro molto questa sua indomita volontà, che arricchisce l’estro e il talento e li rafforza, li avvalora, li esalta senza però esagerazioni esasperate. Davanti alla sua onestà intellettuale pura e incontaminata, ogni opera acquista una preziosa e pregevole coerenza e diventa ancora più ricca e corposa nel suo permeante impatto sostanziale”.

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  • GRIFO: la prima “macchina” progettata da una “macchina”

    Il supercomputer per l’Intelligenza Artificiale progettato dall’Intelligenza Artificiale.

    Grazie alla lungimiranza delle proprie intuizioni, A3Cube è la prima realtà al mondo ad utilizzare una macchina per progettare un’altra macchina: è l’Intelligenza Artificiale il nuovo “collega” intelligente che studia, elabora e progetta le nuove proposte di A3Cube.

    E’ nato così GRIFO, il supercomputer dalla potenza ineguagliabile di 56 PetaFlops AI, una macchina per Intelligenza Artificiale disegnata dall’Intelligenza Artificiale o, se preferiamo, è una macchina progettata da un’altra macchina.

    GRIFO™ non è stato progettato da uomini, ma da un rete di computers disegnati da A3Cube e istruiti per realizzare un progetto unico con caratteristiche ben definite: un sistema estremamente potente, efficiente, ma allo stesso tempo semplice.

    L’Ing. Billi, co-fondatore e Chief Technology Officer di A3Cube, racconta così la genesi di GRIFO™:

    “Ho iniziato ad occuparmi di come sfruttare le incredibili possibilità dell’intelligenza artificiale più di 10 anni fa, quando il temine era più conosciuto nei romanzi di fantascienza che nella industria reale.

    L’idea è sempre stata quella di creare modelli dei problemi da affrontare nel mondo reale, usando l’apprendimento delle macchine per risolvere sfide ingegneristiche. Sfide complesse che coinvolgono migliaia di variabili di fatto e che non possono essere risolte con le tecniche tradizionali, ma la cui soluzione è di incredibile vantaggio per la vita umana ed il benessere di tutti, pianeta incluso.

    Sono sempre stato affascinato dalla perfezione, la perfezione che vedo nella natura delle cose. In natura non vi è nulla di sprecato. Basti pensare ad esempio alla potenza del nostro cervello ed al suo consumo. Oggi per avere una macchina della potenza stimata del cervello umano servirebbe un sistema dal consumo energetico di alcuni milioni di Watts, contro circa 10-15 W del nostro cervello. Ora tutto questo ha un fascino incredibile, ma come può essere usato per progettare sistemi efficienti come quelli creati in natura?

    Un uomo può ragionare tenendo conto di 5, 10 variabili alla volta per costruire un modello di un sistema, mentre noi stiamo parlando di poter utilizzare milioni di variabili per creare il nostro modello.

    Imitando la natura nel suo intimo, comprendendone i processi costruttivi ed architetturali, i benefici sono incommensurabili ed oggi è possibile farlo.

    Un computer può manipolare facilmente milioni di variabili, cosa che per un individuo è impossibile. Quindi ecco che l’Intelligenza Artificiale diventa la risposta al problema.

    Con l’intelligenza artificiale possiamo creare un super collega che è in grado di vedere attraverso milioni di variabili, apprendere le relazioni che intercorrono tra queste e creare il modello ottimale che noi stiamo cercando.”

    Fantascienza? No, assolutamente, tutto reale e dimostrato.

     “Fin da subito ci siamo resi conto che quello che serviva non erano i modelli matematici in sé per realizzare tutto questo, quelli ci sono, ma bensì la potenza di calcolo sufficiente per poter utilizzare questi modelli matematici. Con una analogia con il cervello umano, quello di cui mi sono reso conto è che sarebbe servita una potenza di calcolo simile a quella di un cervello per poter svolgere compiti intelligenti da cervello.

    Più potenza di calcolo ho a disposizione, più intelligenza ho a disposizione, e più cose (e in maniera più precisa) posso insegnare alla macchina e più la macchina troverà soluzioni eleganti, belle ed avanzate, un concetto che sfugge ma che è la chiave di tutto.”

    Storicamente A3Cube ha iniziato dall’ottimizzare le reti di comunicazione soprattutto quelle tra il processore di calcolo e i dati all’interno di cluster di computers, direttamente il BUS PCIe opportunamente esteso. Questo primo passaggio si è da subito dimostrato vincente, permettendo di realizzare il sistema di analisi dati più veloce in commercio, acquistato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America.

    “La velocita è tutto! La velocità è l’ingrediente segreto, soprattutto perché qui stiamo parlando di sfide dove il microsecondo conta quanto un giorno. Dopo aver messo a punto questo aspetto, ci siamo focalizzati su come costruire delle macchine anche 100 volte più veloci di quelle in commercio, per estrarre dai dati le informazioni che servono per istruire l’intelligenza di cui abbiamo bisogno per risolvere i nostri problemi. Con la precisa idea di usare l’intelligenza artificiale per progettare i nuovi prodotti e risolvere problemi che altri non riescono a dipanare.

    Così è nato GRIFO™, la prima macchina progettata da un’altra macchina.

    https://www.a3cube-inc.com/en/model-vector-a10090

    Disegnata in maniera elegante dall’intelligenza artificiale, tenendo conto di specifici obiettivi che sono stati spiegati al “progettista artificiale” che ha provveduto a realizzare l’architettura finale del sistema.

    L’obiettivo era chiaro e non proprio semplice ed intuitivo. Volevamo progettare, per poi realizzare, una macchina che fosse la più potente possibile, la più semplice da costruire possibile, a parità di potenza, la più semplice dal punto di vista delle scelte tecnologiche, che usasse hardware esistente in modo che potesse essere pronta in tempi brevissimi e che sfruttasse al massimo la potenza di calcolo pur constando il meno possibile.

    Il risultato è arrivato dopo avere collettato centinaia di dati da esperimenti di calcolo avanzato, monitorando e registrando i valori relativi all’utilizzo dei processori di calcolo, analizzando dati relativi al consumo di corrente, memoria, banda, disco, e combinandoli con altri parametri diretti ed indiretti, andando a creare un modello intelligente del sistema che ha fatto il resto confrontando differenti architetture incluse le più avanzate e costose.

    Con GRIFO™ non solo abbiamo un prodotto da dare ai nostri clienti che permette anche a loro di aumentare la produttività’, ma abbiamo a disposizione la potenza di calcolo necessaria per andare oltre, lavorando a progetti strategici, che nessuna altra azienda è in grado di affrontare, come ad esempio la progettazione di un nuovo tipo di pacco batterie per veicoli elettrici, più performance, con autonomia aumentata, più sicuro e duraturo di ogni altro prodotto in commercio oppure un rivoluzionario sistema di riproduzione del suono in grado di riprodurre qualsiasi segnale audio in maniera multidimensionale usando un sistema di fogli sottili di materiali speciali  in grado di realizzare esperienze acustiche incredibilmente realistiche, fino a realizzare sistemi portatili per la diagnostica medica avanzata”:

    Tutto questo grazie al modello di progettazione A3Cube basato sull’utilizzo dell’Intuitive Artificial Intelligence.

    Ecco che cose è la “intuitive AI”, e come l’ha sviluppata ed implementata A3Cube, ovvero una intelligenza che si comporta come un progettista, uno scienziato, un medico di infinita esperienza in grado di aiutare l’uomo a realizzare progetti spettacolari.

    A3Cube si avvale di collaboratori “artificiali” in tutte le fasi di progettazione, collettando dati, istruendo le sue macchine, realizzando modelli ed applicando questi modelli nella progettazione dei suoi prodotti.

  • Arte in spalla: Fjällräven presenta la nuova collezione Kånken Art by Moa Hoff

    Kånken Art è il risultato che si ottiene invitando artisti di fama ad esprimere il loro personale rapporto con la natura, utilizzando uno zaino Kånken come tela. Per l’edizione 2020 di Kånken Art Fjällräven ha collaborato con l’artista svedese Moa Hoff, la cui gioiosa espressività ha dato vita ad un pattern formidabile che rende Kånken riconoscibile fra mille. Inoltre, nel 2020, per ogni Kånken Art venduto Fjällräven si impegna a sostenere la Arctic Fox Initiative per la protezione della volpe artica.

    Artista Kånken 2020: Moa Hoff

    Moa Hoff è un’illustratrice, artista e graphic designer di Stoccolma. Dopo la laurea presso l’Università delle Arti, Artigianato e Design di Stoccolma nel 2005, ha lavorato come illustratrice freelance: “Lavoro sempre a mano: disegno con la matita, dipingo le superfici, taglio la carta. Mi piace toccare i materiali”, spiega Moa. Amante della natura fin da bambina: “Ho sempre amato i boschi, ci sono cresciuta vicino. Ho osservato insetti e girini, assaggiato timo selvatico e germogli di abete, e ho sempre pensato che gli alberi avessero una loro vita segreta”.

    L’ispirazione per il progetto Kånken Art nasce dai suoi ricordi d’infanzia, da un’escursione in montagna con il padre: “Ricordo la luce, i colori nitidi e le piccole betulle di montagna, con il loro tronco nodoso. È con questo ricordo, le betulle, e con quella sensazione che volevo entrare in contatto quando ho creato questi disegni”.

    Scopri di più su Moa Hoff e ciò che ha ispirato la sua creatività.

     

    La collezione

    La nuova collezione Kånken Art di Moa sarà disponibile a partire dal 15 luglio 2020 ed è composta dai seguenti prodotti: Kånken Art / Mini / Laptop 15″, Kånken Art Pen Case, Kånken Art Travel Wallet, Kånken Art Card Wallet e Kånken Art Toiletry Bag. Piccoli pezzi d’arte per contenere tutte le nostre cose.

  • Fjällräven porta il grande trekking online e presenta Fjällräven Classic TV

    Fjällräven presenta Fjällräven Classic TV, la risposta alla situazione attuale dettata dall’emergenza Covid-19, per permettere a chiunque di immergersi in un’esperienza di trekking online ripresa dal punto di vista del trekker.

    Fjällräven Classic TV trasporterà virtualmente gli spettatori di tutto il mondo nei luoghi del grande evento outdoor targato Fjällräven. Il prossimo episodio sarà trasmesso live a partire dal 1 luglio 2020 sui canali social di Fjällräven e sul sito di Fjällräven Classic.

    Fjällräven Classic: il successo globale

    Fjällräven Classic è l’evento outdoor dedicato a i trekker che sognano di esplorare da vicino le terre selvagge della Svezia settentrionale, zaino in spalla e con tenda al seguito. Il concept originale Classic è stato lanciato da Fjällräven nel 2005 con l’obiettivo di incoraggiare sempre più persone a praticare attività all’aperto, a contatto con la natura. Nel corso degli anni la manifestazione si è trasformata in un evento che raduna ogni anno oltre 2000 persone provenienti da tutto il mondo per percorrere i 110 km del Sentiero del Re, il Kungsleden, che da Nikkaluokta conduce ad Abisko.
    Negli anni l’evento è cresciuto rapidamente, tanto da convincere Fjällräven ad esportarlo anche in Danimarca. Nel 2016 Fjällräven Classic è approdato negli Stati Uniti e nel 2017 ha raggiunto anche Hong Kong. Per il 2020 Fjällräven aveva grandi progetti: portare Fjällräven Classic in altri Paesi e continenti, con eventi già programmati in Germania, Regno Unito, Cina e Corea del Sud. Dopo l’annuncio delle nuove mete, il brand aveva ricevuto un feedback incredibile dai trekker di tutto il mondo e i biglietti sono andati esauriti in brevissimo tempo.

    La risposta online

    Il 2020 si è però rivelato un anno particolarmente difficile e, a causa della pandemia Covid-19, Fjällräven si è trovata costretta a cancellare gli eventi in Germania, Danimarca, Regno Unito, Stati Uniti, Cina e Svezia. Decisa a trovare una soluzione creativa per permettere ai partecipanti di non perdersi gli spettacolari paesaggi di Fjällräven Classic, l’azienda ha dato vita a Fjällräven Classic TV . Il format consiste in una coinvolgente serie di trekking online ideati per portare, almeno in parte, l’entusiasmo di Fjällräven Classic direttamente nelle case delle persone, ovunque esse si trovino.

    Il prossimo episodio è in programma dal 1 al 4 luglio e sarà trasmesso live a partire dalle 12.00 sui canali social di Fjällräven e sul sito di Fjällräven Classic (classic.fjallraven.com). I trekker che si collegheranno saranno condotti virtualmente in Danimarca, lungo i 75 km di sentiero che attraversano colline erbose e cupe foreste e che costeggiano il litorale danese. Gli spettatori potranno seguire l’evento solo per alcune ore o per l’intera durata di quattro giorni, rivivendo passo a passo l’emozione del percorso, attraverso la videocamera di un trekker. Per maggiori informazioni visitare il sito web Fjällräven Classic la pagina Facebook @FjallravenItaly.

  • Parco Ittico Paradiso: immergersi nella natura per ritrovare il benessere

    Immergersi nella natura è il primo passo per purificare la mente. È con questo spirito che Parco Ittico Paradiso inaugura la stagione 2020, accogliendo i visitatori in un’oasi naturale di 13 ettari in cui ripararsi dal caos cittadino e godere appieno del benessere generato dal meraviglioso mondo animale e vegetale.

    Immerso in un bosco di circa 6.000 piante, circondato da canali d’acqua, Parco Ittico Paradiso è l’unica struttura in Italia in cui è possibile passeggiare per diverse aree tematiche osservando oltre 20 specie di pesci d’acqua dolce, dalle bellissime carpe koi ai grandi storioni, passando per i salmonidi, la famiglia delle trote, i pesci gatto, i siluri e tanti altri. Ma non solo specie ittiche: fra il sottobosco e le rive dei canali del parco, si rifugiano anfibi e rettili, mentre alzando lo sguardo, si osservano in volo tantissime specie di uccelli, stanziali e di passo, come il germano reale e l’airone cinerino. E tra l’acqua e il cielo: la terra, con mammiferi selvatici e domestici, dalle pernici rosse ai daini.

    Un universo con cui i visitatori possono entrare in diretto contatto attraverso gli osservatori subacquei, che permettono di ammirare i pesci nel loro ambiente naturale senza disturbarli, le vasche tattili, in cui accarezzare i giovani storioni e la valle delle cicogne dove osservare da vicino questi stupendi uccelli migratori. Ma non è tutto, perché Parco Ittico Paradiso ha ricreato anche una fattoria didattica attraverso la quale, soprattutto i più piccoli, possono avvicinarsi agli animali da campagna.

    A meno di 30 km da Milano, Parco Ittico Paradiso diventa così il luogo ideale per rilassarsi e ritrovare quella connessione primordiale con la terra che, come dimostrato da numerosi scienziati, assicura una notevole riduzione dello stress psicofisico. Un effetto positivo che riguarda sia gli adulti che i bambini: passeggiare nel verde rende più sereni, favorisce la capacità di reagire agli stress, fa normalizzare la pressione e la frequenza car­diaca e riduce le sensazioni legate ad ansia, rabbia e depressione. Benefici che derivano dai fitoncidi, ovvero dalle molecole rilasciate dalle piante che esercitano un’azione diretta sul sistema immunitario. E, come dimostrato da numerose ricerche di neuroimaging, la contemplazione della natura e delle sue specie, produce un effetto calman­te anche sul cervello, rigenerando le risorse psicoemotive.

    Visitare Parco Ittico Paradiso può quindi rivelarsi un vero e proprio toccasana, nel nome della biodiversità, della sostenibilità e del benessere psicofisico individuale.

  • Raccolta rifiuti alla spiaggia di Zadina – Cesenatico

    I volontari de La Via della Felicità ripuliscono la litoranea.

    I volontari dell’associazione no-profit “La Via della Felicità”, da anni attivi in campo sociale per migliorare le condizioni ambientali per quanto riguarda il degrado, ieri pomeriggio si sono dedicati alla pulizia della spiaggia libera di Zadina.

    I volontari dopo i numerosi complimenti ricevuti dai cittadini e dai passanti hanno totalizzano una raccolta rifiuti di 12 sacchi neri dell’immondizia tra cui hanno rinvenuto plastica, vetro, mozziconi, cartacce, bottiglie e lattine.

    Il filosofo L. Ron Hubbard scrisse diverse cose riguardanti l’uomo tra cui dare il buon esempio: ”…noi influenziamo molte persone. Questa influenza può essere buona o cattiva. Se vivi seguendo delle buone regole, darai un buon esempio. Non sottovalutare gli effetti che puoi avere sugli altri semplicemente parlando di queste cose e dando tu stesso un buon esempio.”

     

    Infatti oltre a rendere più piacevole e pulita la zona frequentata dai turisti ed abitanti della zona, l’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare le persone ed essere  più partecipi  nel mantenere la città pulita, utilizzando gli appositi contenitori per rifiuti e più educazione nel vivere in società. Questo grazie anche alla distribuzione dell’opuscolo gratuito La Via della Felicità: una guida al buon senso per una vita migliore.

    Il valore che queste aree ricoprono per il gradevole aspetto, e l’ambiente che creano, sono tutti ingredienti  molto apprezzati dalle migliaia di persone, che vivono la città e la spiaggia in occasione dell’arrivo della stagione estiva. Gli interventi di pulizia dei volontari si ripeteranno, a zone alterne, fino alla fine della stagione estiva.

    Per partecipare all’iniziativa scrivi a [email protected] .