All’interno del contesto della NAG Art Gallery a Pietrasanta fino al 30 aprile 2024, è possibile ammirare una mostra pittorica dedicata interamente alla produzione di Ornella De Rosa (conosciuta con lo pseudonimo di DRO) nella quale emergono appieno le virtuose doti e risorse che possiede questa speciale esponente del panorama artistico attuale, definita come la “pittrice delle donne e per le donne” dalla dottoressa Elena Gollini, che ha sottolineato: “I cosiddetti paesaggi femminili e al femminile realizzati da Ornella presentano stadi e step sempre originali e differenziati, che incuriosiscono al primo sguardo trasferendo la percezione visiva e la sensazione recettiva dello spettatore-fruitore direttamente dentro allo scenario. Non mancano mai anche richiami e rimandi subliminali di tipo simbolico e metaforico, come imprinting di fondo, per arricchire la parafrasi dialettica e semantica ed enfatizzare l’intera impaginazione formale e sostanziale. Le raffigurazioni di Ornella sanno dirigere, orientare e canalizzare la propria energia vitale, il proprio carisma elegante e ricercato e si propongono con una loro intrinseca determinazione e intraprendenza, mostrando una sicurezza acquisita e consolidata e andando incontro alla vita con caparbietà, proprio come sa fare Ornella nella sua dimensione esistenziale quotidiana, evidenziando le componenti caratteriali e le connotazioni della personalità, che sono racchiuse nel suo essere creativo e nella sua essenza femminile. Ogni opera sprigiona infatti, una sensazione di carattere forte, di fermezza mentale, di tempra spirituale, di fortezza d’animo, di quella sfaccettatura psichica e psicologica penetrante e permeante, che catalizza l’attenzione con sua dente ammaliante appeal. Ogni quadro è a sé stante e assume una sua peculiare identità, prende vita propria come entità individuale e al contempo custodisce dentro un tripudio ad intreccio perfetto. Le sfumature tonali e cromatiche abilmente e sapientemente distribuite concorrono ad arricchire la dinamica narrativa, la caricano di significato e diventano strumento indispensabile per enfatizzare la cosiddetta caratterizzazione delle rappresentazioni figurali e della loro componente animista e interiore, della loro intimità profonda, della loro intensità di spessore, che va ben oltre l’impronta fisica ed estetica e la sfera corporale e materiale. La pittura di Ornella parte dalla sua idea di cambiamento e trasformazione ed entra in sintonia armoniosa con la concezione di attualità e contemporaneità, che è in costante e continua evoluzione e progressione di avanzamento. Questa concezione traslata in pittura da Ornella è sinonimo di incalzante vitalità e si pone in bilico tra realtà e immaginario fantastico, rispecchiando e riflettendo al meglio la sua frizzante e spumeggiante verve di donna-artista sempre sul pezzo e sempre un passo avanti”.
Tag: quadro
-
Si conferma il successo per l’artista Ornella De Rosa (DRO) in mostra personale a Pietrasanta
Allestita fino al 30 aprile 2024 a Pietrasanta, la mostra pittorica personale della poliedrica artista Ornella De Rosa (alias DRO) ne conferma il successo conquistato con grande energia creativa di ispirazione. La location ospitante è NAG Art Gallery, nel cuore del rinomato paese toscano, che da sempre vede in primo piano la promozione artistico-culturale a tutto tondo, ospitando eventi e iniziative ad alto livello, com’è la mostra di DRO. Per questa importante occasione espositiva è stato scelto un circuito di opere mirato, per fungere da simbolica carrellata rappresentativa di una produzione davvero variegata, frutto dello spirito camaleontico e trasformista di una donna-artista, che ha fatto dell’arte la sua più alta modalità di espressione comunicativa e che ha trovato nel fare arte un proprio caratterizzante modus per manifestare al meglio una cifra stilistica sempre sorprendente, che non si basa su cliché statici e monotoni e tanto meno su strutture e palinsesti emulativi, ma vuole imporre una propria orma, una traccia indelebile e duratura, che ne dimostra la potenza assodata e radicata. A riguardo si è pronunciata la dottoressa Elena Gollini, che ha tenuto a rimarcare alcuni concetti di fondamento nella poetica visionaria di matrice figurativa, che la contraddistingue e la rende qualitativamente subito riconoscibile e inconfondibile nelle componenti basiche primarie. In particolare la dottoressa Gollini ha commentato: “I miei complimenti per questo nuovo meritato successo espositivo rivolgo in primis alla cara amica artista DRO, che ha una innata finezza di pensiero visivo e percettivo, dominando in maniera egregia la tecnica del disegno figurale ed evidenziando il tema designato tramite dettagli e particolari di ineccepibile proiezione. DRO approfondisce ogni senso e dimensione e spazio-temporale e prospettica, utilizzando il colore e l’elemento cromatico-tonale con impeccabile equilibrio e misura, controllando il gesto pittorico, incidendo e cesellando le emozioni, mettendo a fuoco il pathos di trasporto senza mai fare prevalere l’istinto irrazionale, per avere una resa narrativa garantita. Fa uso del riferimento alla realtà e alla scena realistica per raccontare storie, integrando anche fantasia e immaginazione per rafforzare la presa di impatto verso il fruitore-spettatore in modo ancora più incisivo e sferzante. Le idee sceniche e scenografiche e i soggetti scelti a puntino fanno parte di una ricerca puntuale e compiuta e vengono corredati da tratti e aspetti di contorno per consentire una descrizione diretta e di immediata percezione visiva. Le immagini contengono anche una loro allure volutamente allusiva sottesa e insita nell’insieme dell’orchestrazione, che le rende al contempo intriganti, accattivanti, affascinanti e glamour, chic e di classe in un mix esplosivo tra figurazione e colore. Questa ricerca appartiene alla sua personale sfera realistica, che è anche multitasking e multidisciplinare, padroneggiando tecniche e discipline con indiscussa maestria e perizia”.
-
Il cosmopolitismo pittorico di Donatella Violi approda in Francia
Inaugurata con grandi consensi di apprezzamento lo scorso 30 marzo e allestita fino al 30 maggio 2024, la mostra pittorica personale “Anemos” della poliedrica Donatella Violi merita senza dubbio un occhio di riguardo, sia per la qualità indiscussa della produzione esposta, che ne mette in risalto la consolidata padronanza artistica, nonché la radicata maturità di concezione creativa acquisita con certosino studio e meticolosa sperimentazione, sia per la rilevanza internazionale del contesto ospitante, che si trova nel cuore della Francia, precisamente presso il Besharat Gallery & Museum, che vanta davvero un cosiddetto curriculum vitae di tutto rispetto. La struttura originaria risale a 150 anni fa ed era adibita ad hotel con una clientela di notevole caratura. Tra gli ospiti famosi, che vi hanno soggiornato è annoverata anche la Regina Elisabetta, immortale Queen, simbolo senza tempo di regalità, che ha dormito in loco prima ancora di convogliare a nozze con il principe Filippo. L’esposizione pittorica della Violi si fonde in modo impeccabile con l’ambiente e trova una sinergia speciale. Infatti, tra le 11 lussuose suite realizzate dalla proprietà attuale, una accoglie in maniera permanente un circuito di suoi quadri. Inoltre, anche nel medesimo contesto ad Atlanta, sono conservate sue opere, sempre con esposizione permanente. A suffragare il pregevole operato creativo della Violi è intervenuta la dottoressa Elena Gollini commentando: “Questa mostra è una pietra miliare di fondamento nel percorso di Donatella, che certamente rafforza le sue autorevoli credenziali e ne conferma la portata di ideale cosmopolita, che sorregge il suo intento comunicativo. La sua versatilità di pensiero funge da motore trainante efficace e incisivo in funzione del suo appassionato spirito di condivisione e di interazione. Infatti, per Donatella fare arte significa in primis poter coinvolgere in modo attivo e compartecipe il fruitore-spettatore e poter instaurare e intavolare una formula di scambio e di confronto, all’insegna del dialogo libero e aperto, che si rende un canale portentoso per diffondere e divulgare messaggi e contenuti di sostanziale profondità. Ecco, perché l’arte di Donatella non è mai concepita soltanto come un esercizio di destrezza formale ed estetica a se stante fine a se stesso, ma è invece canalizzata e orientata a utilizzare il medium del linguaggio universale della pittura per andare oltre l’apparenza e individuare un’essenza intrinseca insita e sottesa pregnante di significato. Arte da vivere e arte da amare e da fare amare: questo è il motto cardine, che si sprigiona dalla sua fervida passione artistica e dalla sua indomita forza ispiratrice. E allora, ad maiora semper, cara Donatella, e avanti tutta alla grande!“.
-
Donatella Violi protagonista in mostra con la sua arte pittorica
L’artista reggiana Donatella Violi è protagonista in mostra personale dal titolo poeticamente evocativo “Anemos” all’interno del prestigioso contesto del Besharat Gallery & Museum. L’esposizione, che raccoglie una variegata produzione di 20 quadri, è stata inaugurata con successo il 30 marzo scorso alla presenza della talentuosa pittrice e resterà allestita in loco fino al 30 maggio 2024. La location ospitante è davvero molto prestigiosa anche per la sua particolare componente storica di pregio, in quanto creata 150 anni fa come hotel lussuoso, che a suo tempo ha visto tra i clienti illustri figure e personaggi di grande spicco e di fama acclarata, come la mitica iconica Regina Elisabetta, The Queen per antonomasia, che vi ha soggiornato durante uno dei suoi viaggi. L’attuale proprietà ha appositamente trasformato l’ambiente ricavando 11 suite, tra le quali una è proprio dedicata a Donatella Violi e alla sua arte, con alcune opere presenti in esposizione permanente. Questo contesto davvero unico ed esclusivo consente di vivere l’arte a 360 gradi, in quanto è possibile visitarlo ma anche volendo soggiornare al suo interno e godere appieno delle meraviglie in esso racchiuse e custodite. La Violi ha potuto collocare alcune sue opere anche nel contesto del Besharat Gallery & Museum di Atlanta, confermando la portata cosmopolita della sua proiezione creativa. Nel commentare il positivo percorso compiuto dalla Violi, la dottoressa Elena Gollini ha voluto manifestare un sincero apprezzamento al riguardo, soffermandosi su alcune riflessioni di approfondimento: “Sono sinceramente ammirata dall’intraprendenza di quest’artista, che stimo anche come donna oltre che come pittrice di valore. Credo, che la sua produzione venga armonizzata al meglio dentro questa ambientazione così sui generis. Mi ha colpito anche la scelta dell’opera testimonial, che trovo davvero impattante nella sua poetica di suggestione visionaria e nella sua dinamica energia vitale. Penso, che Donatella abbia un afflato potente a livello espressivo supportato da una prospettiva fantasiosa guizzante e da un incalzante slancio di inventiva scenica e narrativa, stimolato dall’immaginario percettivo e sensoriale vibrante e pulsante. Questi fattori in perfetta commistione di equilibrio contribuiscono a fornire gli strumenti più adatti e congeniali a sviluppare tutto quanto l’apparato creativo e ad accentuare il potenziale di ispirazione, che possiede nel suo DNA genetico di artista con la A maiuscola“.
-
DRO protagonista in mostra personale a Pietrasanta
Si preannuncia in grande stile la mostra pittorica personale, che vede protagonista il raffinato e ricercato virtuosismo creativo di Ornella De Rosa (alias DRO) all’interno del contesto della NAG Art Gallery a Pietrasanta. Il vernissage inaugurale è fissato per sabato 6 aprile 2024, ore 18.30. L’esposizione resterà allestita in loco fino al 30 aprile 2024. È stato designato un circuito mirato di 16 quadri realizzati da DRO con impronta di inconfondibile cifra distintiva, di matrice figurativa declinata in chiave moderna e contemporanea e “contaminata” da elementi e componenti di peculiare ed esclusiva connotazione inedita. Ogni opera ha una propria unicità caratteristica originale, ha una propria vita come entità a sé stante e si rende autonoma e indipendente, ma al contempo si armonizza e si fonde in maniera omogenea con le altre, acquistando un equilibrio d’insieme molto bilanciato. DRO possiede la capacità di infondere nei quadri una luce radiosa, di trasmettere un senso di uniformità ordinata ed elegante, ma al tempo stesso intrisa di pathos e trasporto. Il suo modus pingendi rispetta e mantiene la visione tradizionale realistica, ma delinea anche delle variazioni accattivanti, si mescola in commistione con espedienti da spettacolare coup de théâtre, per attribuire al costrutto quella potenza trionfale, che conquista e cattura da subito senza riserve lo spettatore. DRO appartiene a buon conto e a buon diritto al panorama contemporaneo di valore e di merito per l’indiscussa bravura e destrezza strumentale, ma riveste anche una funzione parimenti saliente riguardo la missione di sensibilizzazione del ruolo femminile sia come portavoce diretta da donna-artista sia come artefice in diretta, conferendo all’universo-donna una considerazione primaria e prioritaria nella sua eminente centralità nevralgica. Senza dubbio, DRO con le sue favolose rievocazioni suscita pensieri e riflessioni, che vanno oltre la semplice apparenza formale ed estetica e ricerca invece una opzione di dialogo interattivo, per incitare ed esortare le donne a fare squadra e restare unite e per rivendicare questa volontà di comunione di intenti e di intenzioni da conservare e coltivare al motto di “l’unione fa la forza!”.
-
Prestigiosa mostra personale della pittrice DRO a Pietrasanta
Ornella De Rosa (alias DRO) si cimenta con dinamica intraprendenza in una nuova stimolante “sfida espositiva” con una prestigiosa mostra personale allestita a Pietrasanta presso NAG Art Gallery. L’opening di apertura ufficiale è previsto per sabato 6 aprile 2024 alle ore 18.30. Le opere pittoriche di DRO resteranno esposte in loco fino al 30 aprile 2024. Si tratta di un circuito di quadri, che rappresentano una simbolica testimonianza del suo variegato e animato mondo evocativo figurale, dove la figura femminile resta sempre al centro della narrazione come protagonista preferita, ruotando attorno ad orchestrazioni di impeccabile sintesi descrittiva, facendo leva su una progettualità ideativa sempre ponderata e studiata nel dettaglio e nel particolare scenico di migliore resa e ottimale impatto di insieme. Si conferma dunque per DRO una situazione di interessante prospettiva, essendo Pietrasanta un contesto molto affermato e apprezzato a livello artistico e culturale. La dottoressa Elena Gollini nel formulare i propri complimenti simbolici per questa rilevante occasione espositiva tutta dedicata ad esaltare le qualificanti doti e risorse creative di DRO ha dichiarato: «DRO è sempre guizzante nella sua ispirazione. Stupisce e sorprende nella sua energica e briosa vitalità artistica. La sua arte pittorica racchiude un’incontenibile e irrefrenabile voglia esplosiva di lasciarsi andare alla pittura anche come portentoso sfogo emozionale, fungendo da strumento di beneficio mentale e spirituale. Ecco, perché osservando le opere di DRO non si può restare impassibili e indifferenti, ma si viene pervasi da una pulsione coinvolgente e penetrante. Ogni immagine raffigurata contiene quel moto dell’anima speciale, che incita DRO nel suo incalzante bisogno espressivo e nella sua prorompente esigenza comunicativa, che viene sprigionata e si propaga. Ogni occasione, che le si prospetta dinanzi viene sempre sfruttata per dimostrare a se stessa in primis la propria appassionata vocazione. Diventa un modo per sentirsi spronata a proseguire sempre con nuovi traguardi da raggiungere ad alto livello. Sempre meritevole di encomio DRO, instancabile “guerriera dell’arte” si conferma e si riconferma nel suo talento vincente e nelle sue motivazioni di incipit che la guidano e la sorreggono con grande forza propulsiva».
-
Intervista a Daniel Mannini sul rapporto tra arte e mondo del web
Ho voluto attenzionare la relazione di stretta vicinanza, che adesso più che mai accomuna l’arte in generale in tutte le sue formule espressive e le sue variegate e versatili manifestazioni, con il mondo del web e della rete, includendo ovviamente anche l’universo dei social, ormai diventati di uso comune ovunque. Ormai l’arte sta sviluppando dei canali di promozione e diffusione tramite Internet e i social, che diversamente non avrebbe mai potuto alimentare e sta appoggiandosi al potere di propagazione accentuato e accelerato, che deriva da questa moderna comunicazione, ottenendo nuove positive evoluzioni in progressione costante e continua. Gli artisti, capendo l’importanza di questa opportunità preziosa, sfruttano al massimo il potenziale del web e dei social per dare risalto al proprio percorso creativo e per trovare nuovi contatti utili anche a livello commerciale. L’arte è dunque entrata a pieno titolo nel variegato e multiforme mondo virtuale, dove ha trovato spazio consono per esprimere la propria portata, garantendo agli artisti una notevole visibilità e un notevole ritorno immagine e apportando una risorsa divulgatrice futuribile. Ho pensato pertanto, di interpellare un giovane artista di talento, Daniel Mannini, per entrare nel merito del discorso a largo raggio di dissertazione e per comprendere quali sono le basi del suo approccio con il web e con i social per supportare il proprio percorso creativo e dare slancio trainante alla sua risonanza mediatica.
D: Come hai impostato la tua comunicazione promozionale sul web e nei social?
R: L’impostazione della mia rete all’interno del mondo del web è molto comune: la presenza di un mio sito e l’uso dei vari portali social, che tutti noi frequentiamo. All’interno del sito sono presenti in maniera aggiornata tutti i miei dipinti e una sezione dedicata ai vari progetti artistici. Per quanto riguarda la parte social è possibile trovare anche le varie fasi di realizzazione e dei corti di video, sia per far esaltare il lavoro sia per non lasciare statica la pagina stessa, al fine di creare un maggiore coinvolgimento. L’interesse è quello di avere un’interazione genuina e naturale con il pubblico. Tutto questo è gestito in maniera autonoma e credo che sia importante per avere una libera gestione e personalizzazione del lavoro, anche se avere tutto sotto controllo non è sempre facile, ma la passione e il credere nel progetto supera ogni ostacolo.D: Cosa pensi dello strumento di internet in merito all’azione pubblicitaria per incrementare la fruizione dell’arte in generale e nello specifico di voi giovani artisti emergenti?
R: L’uso di internet è senza ombra di dubbio la miglior vetrina, soprattutto per noi artisti emergenti, per poter far fruire la nostra arte a più persone e magari per avere dei possibili acquirenti che apprezzano il lavoro proposto. È molto importante creare una propria identità senza emulare altri artisti e questa opportunità che ci viene data dobbiamo sfruttarla al massimo delle potenzialità. Un altro aspetto è quello del fatto di potersi rappresentare in prima persona e non per forza attraverso figure terze che fanno da tramite sul proprio operato, perché la personalità unica deriva soltanto dall’artista stesso. Infine c’è anche il discorso di arrivare in modo diretto alle persone bypassando magari alcuni sistemi adottati fino a qualche anno fa e perché no, anche cambiare il modo di entrare nel mercato in maniera del tutto diversa rispetto agli step standard.D: Come immagini possano essere i risvolti positivi derivanti da questa simbolica “contaminazione” tra arte e web e arte e social in una prospettiva futura e futuribile a venire e cosa invece per certi versi e per certi aspetti non auspichi che si inneschi e perché?
R: I risvolti positivi sono tanti per le motivazioni descritte precedentemente, però in questo mare immenso del web è sempre bene distinguere tra quello che è fare arte e quello che viene spacciato per esso. Come ripeto sempre, la vera differenza è la qualità del lavoro stesso e il riconoscimento che esso ha, perché tutti siamo capaci di fare e creare, ma è molto più difficile attribuirne il giusto valore. Per quanto mi riguarda il valore assoluto rimane quello fisico, ad esempio come un quadro o una scultura, e non la creazione di un file con tutti i meccanismi complicati che ne comportano l’acquisizione, come nel caso degli NFT. Essi sono immagini che vedi attraverso uno schermo, ma l’emozione pura non la vivrai mai come se la avessi davanti agli occhi dal vivo, e questo credo che con il lungo andare accentuerà questa differenza sottile e invisibile come un vetro o uno schermo.Il sito web personale di Daniel Mannini è www.danielmanniniart.it sempre ottimizzato al meglio come piattaforma comunicazionale e promozionale personalizzata ad hoc.
-
Intervista a Daniel Mannini dedicata alla “contaminazione” sempre attualissima tra arte e teatro
La storia dell’arte e la storia del teatro si sono da sempre intrecciate e incontrate in modo molto proficuo e prolifico, generando una mescolanza alchemica sempre attuale e sempre sorprendente. Questa sinergia armoniosa ha concesso ai fruitori-spettatori di godere di un’amplificazione di spunti di richiami e di riferimenti da cui poter attingere per una propria dimensione interpretativa, ampliando e allargando il campo d’azione percettivo di entrambe e producendo elementi e componenti di ulteriore approfondimento. Il teatro è senza dubbio da considerare come una forma di arte a tutti gli effetti e nelle sue manifestazioni eterogenee nel tempo, ha mantenuto sempre integri e intatti quei principi cardine, che lo hanno reso così speciale e così apprezzato in passato come oggi. Il teatro è anche a tutti gli effetti un incantato e incantevole palcoscenico di vita, dove gli attori protagonisti diventano parte di vicende, che spesso sono tratte da fatti realmente accaduti o che seppur derivanti dalla fantasia creativa o leggendaria, si rendono reali e verosimili nella loro spettacolarizzazione teatralizzata. Nel teatro, realtà e fantasia si fondono assieme e fungono da “calamite” sensoriali e ricettive, conquistando e catturando la mente e il cuore. Il teatro, dunque, proprio come la storia dell’arte, è un efficacissimo e potentissimo medium di sollecitazione e di stimolo, è uno strumento funzionale di comunicazione sociale e collettiva. Ecco, perché a buon conto e a buon diritto ha con la storia dell’arte punti di affinità elettiva unici ed esclusivi. Ho pertanto deciso di rivolgere tre domande in forma di intervista al promettente pittore Daniel Mannini per avere un suo parere riflessivo su questo rapporto di interrelazione tra teatro e storia dell’arte.
D: Nella tua visione di particolare sensibilità creativa come concepisci il rapporto tra teatro e storia dell’arte?
R: Queste due forme artistiche possono far parte di uno stesso insieme, poiché racchiudono emozioni simili durante la visione di entrambe. La creatività non è soltanto nell’opera in atto, ma è tutto quello che viene racchiuso nella fase di realizzazione e di progetto, considerando che non tutti i giorni sono uguali e le idee possono variare in corso d’opera. Il risultato finale è lo specchio dell’immaginazione e della riproduzione più fedele possibile dell’autore, mentre i teatranti, come i colori e soggetti nella tela, diventano i principali protagonisti. Un altro fattore che li accomuna è quello di avere all’interno del contesto personalità diverse ma che racchiuse all’interno di un contenuto creano un’armonia unica.D: Se dovessi simbolicamente fornire un’evocazione in termini artistici di un mito teatrale assoluto quale è il magister William Shakespeare come la impronteresti usando la tua visione di matrice astratta e informale?
R: Quello che può accomunare le opere di Shakespeare alla mia visione astratta o soggettiva è l’ispirazione che entrambi abbiamo preso dal proprio interesse e rielaborare all’interno del nostro immaginario artistico. La varietà di figure retoriche e la ricerca di astrazioni diverse l’una dall’altra è sicuramente un punto di incontro, perché ha permesso ad entrambi di poter descrivere la nostra immaginazione nel miglior modo possibile per poter poi essere rappresentata. Ovviamente il livello di importanza della figura è talmente alta e superiore che non è possibile fare paragoni, però questo poter esprimere diversi lati della figura umana è un fattore che ci accomuna e può rivelarsi importante per avere un’introspezione nell’animo di ognuno di noi e, di conseguenza, arricchirci. Lo considero uno specchio dell’anima, perché anche se abbiamo caratteri unici, possiamo condividere le varie sfaccettature che ci contraddistinguono.D: Che rapporto hai con il teatro, ti attira, lo frequenti abitualmente? Quale genere di narrazione teatrale preferisci e prediligi in accostamento alla tua arte pittorica?
R: Devo ammettere che il mio rapporto con il teatro non è quello di una frequentazione abituale, però ne riconosco l’importanza avendo una grandissima storia come la pittura. Questa riflessione sulla mancanza di rapporto con l’arte teatrale mi spingerà alla fine di quest’anno a tornare a teatro per una scelta del tutto personale, anche per scoprire di nuovo l’empatia con il palco e la visione dal vivo dei teatranti stessi. Penso che sia molto stimolante anche dal punto di vista creativo osservare con i propri occhi la passione che una persona mette in quello che più piace fare. Le poche volte in cui sono stato a teatro, ho apprezzato l’opera di Otello ma anche le commedie in vernacolo fiorentine, per un discorso di legame con il territorio, apprezzando ancor di più figure come il compianto Carlo Monni.Il sito web di Daniel Mannini è www.danielmanniniart.it ricco di contenuti di rilevante valenza.
-
Daniel Mannini descrive il suo concetto di bello e di bellezza artistica
Da sempre il concetto di bello e di bellezza artistica è considerato come uno degli elementi e dei fattori chiave imprescindibili e di indiscussa rilevanza all’interno della storia dell’arte e ricopre una posizione predominante anche nell’ambito delle attuali e odierne riflessioni e disquisizioni da parte di critici, curatori ed esperti d’arte, nonché di mercanti e collezionisti. Il concetto di bello e di bellezza artistica ha assunto e consolidato nel tempo delle definizioni davvero eterogenee e spesso è stato anche volutamente stravolto e capovolto, all’insegna di un intento provocatorio. Inoltre, a seconda delle varie epoche storiche e dell’assetto culturale e sociale, della moda e del costume e della tradizione del periodo, è stato spesso modificato e trasformato, subendo svariate e camaleontiche alterazioni e modulazioni, talvolta anche dissonanti e contrastanti tra loro. Ecco, perché ho ritenuto molto interessante sottoporre tre domande mirate a un giovane talentuoso pittore contemporaneo, che sta compiendo un progressivo percorso di crescita evolutiva e sta contestualmente portando avanti un proprio cammino di ricerca riflessiva correlato al mondo dell’arte in generale e al suo variegato e multiforme ambito applicativo a livello semantico e dialettico. Il sito personale di Daniel Mannini sempre aggiornato www.danielmanniniart.it è improntato a evidenziare al meglio le sue risorse creative e le sue potenzialità sperimentali, unitamente al dinamismo di pensiero e alla vivacità di ispirazione.
D: Un tuo commento di riflessione sull’emblematica frase pronunciata dal celeberrimo maestro Fedor Dostoevskij “La bellezza salverà il mondo”.
R: Credo che questa frase racchiuda un senso di speranza, ma anche una grande verità. La bellezza è un abbaglio sia per gli occhi, quando vediamo un qualcosa che ci colpisce, sia nell’incontro umano, con una persona con uno spirito sensibile e che risulti importante nel progresso della consapevolezza della propria realtà esistenziale. Per quanto riguarda l’arte, intesa come contenuto di tutte le abilità dell’uomo in forma o astratta, è la sublimazione della bellezza. Non c’è cosa più unica e indelebile della creatività che tutti noi possediamo. La testimonianza di un singolo individuo rimane in eterno e questo crea quasi un flusso di coscienza che unisce la collettività davanti a un’opera artistica, suscitando ogni tipo di emozione e interesse, diversi gli uni dagli altri. Ogni cosa che riguarda la bellezza andrebbe sempre tutelata.D: Un tuo commento di riflessione sul famoso proverbio tramandato dal latino “De gustibus non disputandum est” (sui gusti non bisogna disputare ovvero fare discussioni e confutazioni dialettiche).
R: Esprimere la propria preferenza basandosi sul proprio gusto personale è un concetto che più democratico di così non potrebbe essere. È giusto poter criticare quello che non piace, l’importante è che la critica sia fatta sempre con il massimo rispetto, anche quando le posizioni sono opposte. Credo che la diversità sia il vero collante di questo mondo, ma è anche vero che questo concetto, ad oggi, risulta più difficile da apprendere. Il motivo riguarda l’apprezzamento delle cose diverse dal nostro ordinario, che porta a un conseguente arricchimento ricambiato. Quello che non deve cambiare è il confronto di opinioni, che devono essere e rimanere del tutto costruttive, senza imporre la propria idea a discapito della condivisione. Personalmente quando ci sono gusti lontani dai miei, cerco di capire dove si può trovare il bello e avere una chiarezza. Credo che sia una forma di maturazione per raggiungere la coscienza delle cose.D: Quale è il tuo concetto di bello e di bellezza artistica e come lo trasferisci all’interno della tua produzione pittorica?
R: Il mio concetto di bello nell’espressione artistica si basa più sul gusto personale che non magari sull’importanza che un’opera rappresenta. Senza dubbio credo che col passare del tempo, io stia riscoprendo nella mia produzione pittorica l’attenzione riguardo le forme espressive della street art sia per quanto riguarda il contenuto che un tale disegno pittorico vuole rappresentare, sia per le dimensioni e, in alcuni casi, per lo sprigionamento dei colori. Il concetto di bellezza artistica lo ritrovo, oltre che nella pittura, anche negli affreschi presenti all’interno o esterno dei monumenti: cercare di immedesimarsi nell’artista o nell’artigiano durante la realizzazione dell’opera, prendendo come una grande esperienza interiore anche il capire le dinamiche delle diverse fasi. Tutto questo lo riporto all’interno della tela, supporto con cui ho maggior rapporto e coscienza che, col passare del tempo, mi ha permesso di acquisire fiducia e minore paura nel commettere errori. Infine rimane ovviamente la straordinaria ammirazione delle opere storiche di cui siamo circondati, non solo nel nostro Paese ma in tutto il mondo. -
Daniel Mannini racconta il suo rapporto con la poesia e la visione aulica traslata in pittura
Arte e poesia formano da sempre un connubio molto stretto e profondo, che si snoda all’interno della grande storia dell’arte e incontra la grande poesia fondendosi in armoniosa coesione sinergica. Si tratta di un legame quasi indissolubile per molti artisti del passato così come contemporanei, che si declina in maniera più o meno evidente e manifesta e talvolta risiede quasi celatamente dentro le pieghe della narrazione scenica e viene svelato attraverso una lettura interpretativa attenta e scrupolosa, dove interviene la componente sensibile e sensoriale, che si allinea con la dimensione formale ed estetica immediatamente visibile e percepibile. Certamente, è molto interessante analizzare questa forma di unione speciale all’interno della poetica pittorica di Daniel Mannini, che senza dubbio ha nella sua indole espressiva una base di fondamento sostanziale e concettuale di notevole intensità e portata. Da qui scaturisce questa nuova intervista con tre domande mirate canalizzate a cogliere e approfondire questo tratto distintivo della sua parafrasi pittorica, entrando nel merito di argomentazioni di un certo spessore e offrendo al lettore-spettatore l’opportunità di trovare nuove stimolanti chiavi di accesso interpretativo per andare oltre e avere un approccio sempre più entusiasmante e sorprendente. La corposa e variegata produzione di Daniel già si presta a un’eterogenea dinamica di interrelazione, poiché possiede una propria peculiare ricerca di sperimentazione a monte e si alimenta tramite continue e costanti sollecitazioni di pensiero, idee, sentimenti, emozioni, esperienze, curiosità. Questo ulteriore tassello di riferimento è dunque anche un nuovo spunto da cui poter sviluppare, rigenerare, rinnovare. I riferimenti di contatto di Daniel sono sempre molto aggiornati e racchiudono step by step i suoi passaggi sperimentali avvincenti. In particolare il sito web personale www.danielmanniniart.it merita una particolare considerazione di elogio.
D: Arte pittorica e poesia: quali sono i punti di congiunzione e di collegamento che individui come attinenti e pertinenti alla tua ispirazione creativa?
R: Quello che collega entrambe è sicuramente il sentimento che una persona creativa possiede di fronte a tali forme artistiche. La ricerca della poetica è un elemento fondamentale anche nella mia produzione artistica: come nella poesia con il gioco di parole, rime e figure onomatopeiche, nella pittura è possibile ritrovarla nella composizione cromatica del dipinto. Ogni parola e ogni colore sono l’espressione emotiva che il poeta o il pittore mettono in atto nella costruzione dell’opera stessa, raccontare uno specifico momento immortalandolo nel tempo. Questo sentimento di ricerca è l’anello che congiunge queste forme artistiche.D: Dovendo indicare un poeta (o una poetessa) particolarmente rappresentativa per definire l’essenza aulica della tua cifra stilistica chi sceglieresti e perché?
R: Per un gusto personale la poetessa che si avvicina alla mia cifra stilistica è la mitica Alda Merini, figura che è la rappresentazione del mio concepire nel fare arte dove la passione e l’emotività ne fanno da padrona. Nonostante avesse un problema di disturbo bipolare, la sua forza e la sua poetica sono importanti nel far capire che ci sono dei momenti in cui tutti proviamo il solito sentimento. Leggere le sue poesie è come sentirsi compresi. Altro elemento sta nell’apprezzare la diversità delle persone, perché l’atto di conoscere situazioni diverse da noi e scoprire nuove realtà può considerarsi come una crescita personale. A questo collego un altro motivo per cui posso ritrovare una similitudine nella persona di Alda Merini: ci invita alla sperimentazione di cose nuove e ci incita ad avere anche la curiosità nel farlo, come lei aveva la passione nel suonare e disegnare. L’amore rimane il fulcro della sua poetica, in cui la dolcezza e le carezze non sono banalità ma gesti importanti, come la devozione nel mio concepimento e il sentimento che metto in atto nella pittura.D: L’anima artistica e creativa è al contempo giocoforza anche un’anima poetica oppure non è necessariamente così in generale?
R: Non penso che sia sempre così, perché se guardiamo ad oggi ci sono artisti che si possono spacciare per tale ma il lavoro, la commissione dell’opera, viene eseguito da altri. Ciò può essere anche giusto nel momento in cui una persona conosce già dei passaggi per arrivare a un risultato, ma per alcuni quello che conta è spacciarsi per artisti, dovendo spiegare l’opera per essere compresi, dove l’immagine conta più del contenuto che vogliano esprimere. Per quanto mi riguarda, l’anima poetica è una mia piacevolezza verso un’espressione artistica che gioca, oltre che negli incastri delle parole, anche nella creazione di un immaginario che può raccontare meglio ciò che un poeta vuole trasmettere. Un po’ come nella pittura dove i colori, e talvolta la rappresentazione del soggetto, sono il mezzo di comunicazione con il pubblico per esprimere il proprio pensiero, che può essere condiviso o meno, ma quello che conta è la condivisione, anche di punti di vista diversi. L’importante è mostrare sempre rispetto. -
Daniel Mannini racconta il suo rapporto con la musica traslata nella dimensione pittorica
Arte e musica sono due linguaggi universali straordinari, che si sviluppano su canali ricettivi e percettivi molto articolati e sfaccettati. Spesso si genera una positiva alchimia di accorpamento e spesso gli artisti hanno grande ispirazione anche tramite e attraverso il contributo della musica. Arte e musica conservano e custodiscono una parte primaria fondamentale della nostra sfera comunicativa e riescono a entrare e penetrare a fondo anche nella sfera più intima e recondita, comunicando con il nostro inconscio e il nostro ego introspettivo. Arte e musica racchiudono emozioni e sentimenti, che le parole talvolta di per sé non riescono ad esprimere e a palesare in modo conclamato. Arte e musica sono anche strumenti di valenza sociale e collettiva, fanno da collante di aggregazione comunitaria e sono trasversali a qualunque differenza culturale e sociale. Ecco, perché ho improntato un’intervista al talentuoso pittore Daniel Mannini per dare voce a questa componente di accostamento tra vocazione e ispirazione artistica e ascolto musicale. Ritengo, che sia utile e funzionale per Daniel avere anche questo ulteriore parametro valutativo di riflessione su cui poter esternare il proprio libero pensiero e offrire nuovi utili e funzionali appigli di scandaglio analitico anche al fruitore-spettatore. Daniel ha strutturato con la massima dovizia certosina il suo lavoro creativo, che è sempre frutto di un mix perfetto di ingredienti. È possibile accostarsi in modo approfondito al suo operato pittorico visitando il suo sito web personale www.danielmanniniart.it che viene gestito con impeccabile maestria.
D: Arte e musica: un rapporto speciale quasi magico senza tempo e fuori dal tempo. Ti capita di ascoltare musica quando dipingi o di sentirti ispirato da una particolare musica? Quale prediligi e perché?
R: Questa è una domanda interessante, perché permette di spiegare come lavoro a un dipinto e da dove traggo l’ispirazione. Prima di tutto la musica è un elemento fondamentale durante la mia esecuzione pittorica, in quanto trasmette delle vibrazioni e delle idee che magari non avevo fino a un preciso momento, portando una inevitabile metamorfosi del dipinto anche quando esso parte da una bozza di base che si sviluppa in corso d’opera. Il genere musicale che prediligo come un credo è quello del rap/hip hop, sia per un discorso di gioco di parole e di ritmo, sia per quello che rappresenta ovvero un riscatto sociale personale e di integrazione. Molto dipende comunque dall’umore della giornata: posso passare dal genere elettronico alla musica classica o black. Quest’ultima la ascolto soprattutto durante la fase finale dove vengono ritoccate delle parti del dipinto per portarlo alla sua conclusione.D: Se dovessi metaforicamente e simbolicamente paragonare la tua produzione pittorica a uno strumento musicale quale sceglieresti e perché?
R: Se devo paragonare la mia produzione pittorica a uno strumento musicale scelgo il pianoforte, uno strumento affascinante che non ho mai avuto occasione di imparare a suonare, ma che mi ha sempre colpito, soprattutto per i passaggi che può fare dalla dolcezza fino a un suono più duro, e quello che contiene nel mezzo sono le molteplici sfumature che riesce a creare con i singoli tasti, un po’ come nella pittura. Quello che ammiro di questo strumento è la sensibilità che sfiora l’anima e nel chiudere gli occhi è possibile fuggire da tutto ed entrare in un immaginario nuovo e personale. Quando capita di ascoltare questo strumento durante la mia elaborazione creativa, il flusso della composizione ha una sua influenza nel mio approccio nell’esecuzione pittorica. Queste molteplici sfaccettature è possibile trovarle anche nella mia produzione, dove la sperimentazione a ogni singolo dipinto ha una sua melodia.D: Quale tra i grandi maestri eccelsi della storia dell’arte a tuo parere ha meglio incarnato e impersonato l’unione di legame potente tra arte e musica e perché?
R: Senza ombra di dubbio il grande maestro che ha ben unito l’arte, in questo caso la pittura, con la musica è la figura di Kandinsky. L’ammirazione per questo artista è nella sua innata sensibilità nel tradurre i colori al suono della musica. Nel mio caso è soltanto un mezzo per poter creare un ambiente, per creare una bolla che mi distacchi dalla realtà che mi circonda; alcune melodie posso portarmi a degli input per dipingere, mentre per lui è proprio un trasferimento della visione di quello che sente in una composizione cromatica astratta. Questo è possibile notarlo anche grazie a un grande gusto estetico nell’armonia, che riusciva a trasmettere nelle sue forme concettuali. Osservare una sua opera è come entrare in una dimensione unica e si percepisce questo tipo di sensazione. -
Intervista a Daniel Mannini per commentare le moderne e attuali concezioni dell’arte
Daniel Mannini è certamente un degno e meritevole esponente del moderno pensiero artistico e rispecchia e rappresenta dunque un attendibile e plausibile punto di vista rispetto a quello, che si può considerare e concepire come concezione contemporanea di orientamento creativo. Ecco, perché si presta a essere interpellato e ascoltato durante un’intervista informale, ma al contempo esaustiva, condotta dalla sua curatrice e consulente dottoressa Elena Gollini, che a tal riguardo gli ha domandato:
D: Daniel, quale definizione daresti all’attuale e odierna visione dell’arte? Come si sposa con il tuo modus pensandi e come la armonizzi con il tuo stimolo di ispirazione creativa personale e soggettivo?
R: La definizione che posso dare riguardo l’arte odierna è “progressione”, nel senso che quello che viene definito come arte odierna non è altro che il frutto del continuo processo, che ha un suo passato, ma guarda al futuro. In maniera soggettiva, posso dire di apprezzare l’esecuzione artistica quando la tradizione e la modernità creano un legame di trasmissione di valori e concetti artistici. Nella mia ispirazione creativa, sicuramente anche l’arte che troviamo oggi ha una sua influenza, perché ci sono scoperte colte sul momento o comunque recenti, ma sono più orientato a mantenere i gusti del passato come vera fonte creativa, dove l’ammirazione per essa rappresenta la voglia di immergermi in questo mondo, intraprendendo così un percorso del tutto personale alla ricerca del linguaggio che più mi rappresenta.D: Daniel, quale è la componente di queste moderne e attuali concezioni dell’arte che ancora non stai applicando al tuo modus pingendi, ma che ti sei ripromesso e prefissato di iniziare ad applicare in futuro per integrare e rafforzare la tua potenzialità di sperimentazione?
R: Questa domanda è molto interessante e importante, perché oltre alla passione per l’arte astratta, ho la passione per la Street Art, soprattutto nelle figure come Banksy e Blek le Rat. È una forma artistica che definisco tale anche per l’importanza espressiva di un pensiero sincero e ribelle, che non ha alcun tipo di imposizione esterna. Questo modo di concepire l’arte mi ha sempre colpito. Credo che quello della Street Art possa essere un altro grande percorso, soprattutto nel portare, oltre a un connubio di passioni ed espressione artistica tra l’arte di strada e quella astratta, anche dei concetti personali e di rappresentazione relativi alla realtà odierna. Questo filone può andare oltre l’emozione che trasmette il colore, anche se quest’ultimo continua ad assumere un ruolo importantissimo nel contesto in cui è inserito e a dare valore al soggetto raffigurato.D: Daniel, qual è invece quella dinamica moderna e attuale, che senti non ti appartenga e preferisci non sperimentare nel tuo percorso di evoluzione creativa e perché?
R: Sicuramente mi rimane difficile poter provare l’esperienza delle installazioni, sia per la quasi impossibilità nel realizzarle, ma anche per gusto personale. Con questo non voglio dire che io non la apprezzi, ma solo che non rientra nei miei parametri. Per quanto riguarda la pittura posso dire che non ho alcun tipo di limitazione. Credo che se durante il percorso venga intrapreso un vicolo rispetto alla strada principale, sia giusto seguirlo in quanto è possibile trovare ispirazioni non percepite o affrontate in precedenza, che portano quindi a un maggior arricchimento del proprio bagaglio culturale. Credo nell’evoluzione personale, cercando di rimanere all’interno del proprio linguaggio artistico. Per un discorso di tipo pratico, penso che intraprendere percorsi in cui la realizzazione richiede troppo tempo rispetto a quello disponibile, non possa rientrare attualmente all’interno dei miei programmi, anche per quel lato in cui l’immediatezza dell’esecuzione rimane ad essere padrona. Però del futuro non è possibile sapere, visto che il presente è l’unico futuro a breve distanza che possiamo programmare.È possibile visitare il sito web personale di Daniel Mannini danielmanniniart.it per poter comprendere appieno la sua dimensione di idee ed eventualmente anche per interagire direttamente con lui. Inoltre, è molto interessante seguirlo sui canali social e soprattutto sul suo profilo Instagram @danielmanniniart, che gestisce con sistematicità operativa e massima cura.
-
Intervista al pittore Daniel Mannini sul variegato e sfaccettato concetto di icona artistica
La dottoressa Elena Gollini, che da tempo sta portando avanti un percorso mirato di affiancamento come consulenza e curatela personalizzata a favore del pittore Daniel Mannini, lo ha interpellato con un’intervista di approfondimento in merito a una tematica assolutamente significativa e dalla quale senza dubbio non si può prescindere all’interno del panorama artistico odierno, ovvero il concetto articolato in molteplici sfumature di icona artistica. In particolare, la dottoressa Gollini si è soffermata su tre domande ad ampio respiro rivolte a Mannini per offrirgli l’opportunità di compiere sia un’analisi valutativa in termini generali sia di entrare più nello specifico della sua ricerca sperimentale, sempre guizzante e ricca di pathos e trasporto entusiasta.
D: Daniel, un tuo commento riflessivo sul concetto di icona artistica tramandato e perpetrato dalla grande storia dell’arte universale.
R: Le icone artistiche sono importanti per la conservazione della storia dell’arte stessa e testimoniano il periodo in cui sono contestualizzate. Sono come delle pietre miliari impossibili da scalfire tramite le quali qualsiasi persona può cercare un approfondimento specifico. Queste figure sono molto importanti anche per chi si approccia al fare arte: prendere spunto da un artista e poter coglierne qualche caratteristica, senza mai copiarlo o imitarlo, solo per essere stimolati ad avere un focus nella propria esecuzione, cercando di non cadere nel pericolo del paragone. Credo che questo sia fondamentale, soprattutto per mantenere costanza nel migliorarsi all’interno del proprio percorso creativo. Ciò che conta realmente non è la teoria ma la pratica attraverso la quale possiamo esprimerci, cercando di non dare alcuna spiegazione riguardo l’opera, in quanto essa parla da sola.D: Daniel, qual è l’icona artistica che più ti appartiene all’interno della tua prospettiva di ricerca pittorica e perché?
R: Come ho avuto occasione di dire più volte, l’icona che sicuramente mi ha più influenzato è la figura di Jackson Pollock, sia per la rappresentazione astratta dei suoi dipinti, ma sia perché sono rimasto colpito dalla sua esecuzione artistica, in cui il gesto e l’immediatezza dell’istinto, che può essere anche ragionato ma non dominato, prende la sua forma espressiva. Un’altra figura che col tempo, direi anche in maniera inconscia, mi ha influenzato è quella di Mark Rothko: nei suoi lavori la potenza del colore domina la scena e il poter cercare questa visione di entità ai colori nei miei dipinti, sicuramente ha un suo nesso logico. L’importanza di comprendere le icone, per quanto può riguardare il mio pensiero, è quello di cogliere l’essenza della pittura stessa, al di là di concetti, stili e tecniche, e sperimentarli, anche in chiave moderna, all’interno del mio lavoro artistico.D: Un tuo commento di riflessione sui concetti di tradizione storica e storicizzata e innovazione attuale e contemporanea in campo artistico in generale.
R: L’evoluzione della storia dell’arte procede nella sua naturalezza di pari passo con le innovazioni e le scoperte avvenute nel tempo, cosi come la rappresentazione artistica subisce varie tendenze con i vari movimenti, momenti e modalità di esecuzione. Sicuramente la tradizione ha una sua fondamentale importanza, però ciò non vuol significare che non possiamo creare altre forme espressive attraverso percorsi che possono essere discostanti dalla tradizione stessa. Credo che sia possibile identificare come genesi artistica anche altre tipologie di forme, però è giusto che ci siano dei canoni da rispettare per poter far parte del mondo artistico. Ad oggi è importante soprattutto stare attenti a preservare ciò che può essere riconosciuto come arte, rispetto a quella che viene fatta passare, anche in maniera profana, per essa. Mi viene sempre in mente la tipica espressione “Lo potevo fare pure io”, frase in cui il contenuto viene soppresso da una forma di superficialità. Aggiungendo un ultimo pensiero, sono convinto che le opere che sono passate alla storia, siano esse dipinti o sculture, abbiano ancora molto di cui raccontare e da insegnare.L’artista Daniel Mannini è molto attivo e dinamico sui social. In particolare, è possibile anche relazionarsi con lui attraverso il profilo Instagram sempre ben aggiornato e curato @danielmanniniart e attraverso l’accesso al suo sito web personale danielmanniniart.it che consente di visionare un’ampia e vasta panoramica di produzione e raccoglie anche dei contenuti di spessore eterogeneo, che vanno a fungere da ulteriore fattore di approfondimento di valore saliente. Senza dubbio Mannini sta procedendo con concretezza e pragmatismo in ogni sua scelta, dimostrando di possedere un estro creativo guidato da una manifesta la lungimiranza di vedute, che fondono insieme passato e presente.
-
Daniel Mannini racconta la sua pittura attraverso la componente cromatica
Il pittore Daniel Mannini descrive l’importanza basilare della componente cromatica all’interno della sua poetica stilistica e definisce la peculiarità esclusiva e distintiva delle sue scelte cromatiche, assolutamente non casuali e non improvvisate, che delineano la compiutezza della sua visionarietà creativa e del suo articolato e sfaccettato palinsesto compositivo espressivo. Durante un’intervista condotta dalla dottoressa Elena Gollini dedicata a tale approfondimento tematico, Mannini ha così spiegato, rispondendo a tre domande mirate e concertate ad hoc.
D: Daniel, come commenti questa frase simbolica “Il colore è vibrazione dell’anima” e come la colleghi al tuo percorso di ricerca sperimentale?
R: Questa frase si integra completamente all’interno del mio percorso sperimentale, dove il fulcro della ricerca è l’espressione del colore che rappresenta un determinato istinto o sentimento all’interno del quadro, in quel preciso momento. Ogni colore ha una propria caratteristica e connotazione emotiva, e unirli all’interno di un determinato contesto creano una possibilità apertura di una nuova visione e di ricerca per poter assaporare la propria vibrazione dell’anima nel momento sia nella realizzazione che durante l’osservazione del dipinto stesso. Questa energia è una vera e propria compensazione dell’intelletto.D: Quali sono i 3 colori di cui non potresti mai fare a meno come elementi chiave portanti della tua formula pittorica e perché?
R: Premetto che la scelta dei colori da usare per la realizzazione del dipinto non comincia da una base di colori preferenziali, anzi è anche interessante poter lavorare su colori che di norma non rientrano nella mia “tavolozza cromatica”. Detto ciò, la scelta ricade sicuramente sul rosso, colore preferito in assoluto per la sua bellezza di essere un colore caldo, forte ma anche sensibile. I successivi sono il blu, colore profondo di emozioni, che conduce in una diversa dimensione emotiva molto profonda e riflessiva, e il nero per la sua semplice purezza e unicità della pienezza cromatica. Un tipologia di colori che vorrei approfondire sono sicuramente i colori fluo, dove la loro appariscenza crea una elettricità nel dipinto che non ha eguali.D: A tuo parere il concetto di astrazione pittorica è strettamente e fortemente congiunto all’universo cromatica e tonale e perché?
R: Per quanto mi riguarda, oltre all’universo cromatico, l’astrazione pittorica si congiunge anche con una ricerca della materia, che può essere integrata all’interno di un dipinto. Nella mia esperienza personale è molto importante il fatto che il dipinto assuma anche una sua corposità attraverso l’uso, oltre di più colore, anche di materiali come sale, caffè oppure gesso. Questo connubio di colore e materia porta ad avere una visione del dipinto in una prospettiva dove, oltre all’attenzione del dettaglio, si crea un contatto con la superficie, dove la materia stessa coglie l’attenzione dell’occhio. Queste forme e superfici diverse tra loro, utilizzando spatole o spugne, assumono un ruolo cruciale per quanto riguarda il modo di usare il colore, perché creano una maggior identità al pigmento stesso. La bellezza dell’astratto è che esso è libero da qualsiasi forma e l’uso di quello che puoi fare è infinito, però la vera importanza rimane quella di avere il rispetto per l’arte e non condizionarla in una commercializzazione plastica, senza nessuna sensazione da condividere.Daniel Mannini è attivo e operativo attraverso il profilo Instagram @danielmanniniart e attraverso il sito web personale danielmanniniart.it.
-
Daniel Mannini: intervista a tema dedicata alla sua concezione creativa
Daniel Mannini è un esponente emergente del panorama artistico attuale e possiede una cifra stilistica incline alla proiezione informale e astratta, che trova radici di fondamento su più livelli e piani di ispirazione sperimentale. La dottoressa Elena Gollini lo ha intervistato, dando spazio ad argomenti di stimolante interesse, che ne rivelano la personalità volitiva e versatile.
D: Daniel come interpreti all’interno della tua ispirazione pittorica i concetti di slancio fantasioso e ispirazione riflessiva?
R: L’ispirazione può nascere in qualsiasi momento, magari anche quando non sono nella fase di elaborazione artistica, però è importante coglierla nel momento in cui essa nasce, conservarla e successivamente liberarla durante l’esecuzione pittorica. Poi ci sono volte dove l’ispirazione nasce e si elabora all’istante, senza nessun tipo di idea a principio; ciò che non differenzia questi due modi di approccio e interpretazione dell’ispirazione è che la sua esecuzione rimane istintiva e pura. Quello che esporto nei miei dipinti è una fase transitoria della mia esistenza, una testimonianza dove il piacere è quello della condivisione comune e di riflessione propria, senza nessun tipo di influenza, cosa facile nel modo di oggi. Anzi, questo scambio di punti di vista è la vera essenza e arricchimento.D: Un tuo commento di valutazione sul concetto di dinamismo plastico applicato alla tua dimensione compositiva.
R: Questo tipo di approccio che ho avuto con la pittura è stato molto coinvolgente e casuale, dove la curiosità ha fatto la vera differenza nel cominciare questo percorso. Oltre ad avere un espressione libera e non canonica di rappresentazione soggettiva, questo dinamismo interagisce in un completo coinvolgimento dell’anima e corpo che mi proietta all’interno del quadro, come avere un teletrasporto ed estraniarmi da ciò che mi circonda. In questi anni ho davvero potuto espandere la mia creazione e avere una ricerca continua sulla tecnica pittorica, come se ogni volta ci sia sempre da scoprire un qualcosa di nuovo che poi lo riporti al dipinto successivo. Questo stupore che provo a ogni dipinto è il traino per poter proseguire in quello che faccio.D: In che modo lo spirito di inventiva alimenta la capacità immaginifica nell’orchestrazione scenica e narrativa delle tue opere?
R: L’esecuzione scenica è condotta a seconda della rappresentazione che voglio riportare, che può essere puramente senza tema oppure di un omaggio che voglio riportare nel mio immaginario di pensieri filosofici e maestri di altre espressioni artistiche. L’immaginario viene acquisito attraverso un pensiero costruttivo che può essere anche stravolto durante la parte pratica, partendo da una base che subisce una metamorfosi in corso d’opera, non c’è una vera e propria metodologia ma l’istinto che genera il suo corso. L’inventiva per un nuovo progetto può nascere anche nell’osservazione di quello che ho intorno o di quello in cui sono appassionato, ci sono talmente infinite possibilità di scelta e visione che l’inconscio raccoglie queste informazioni e in una qualsiasi forma si tramuta nel dipinto.Il talentuoso Daniel Mannini è presente sul web con un profilo Instagram sempre aggiornato @danielmanniniart e con un sito personale ricco di contenuti di eterogenea impostazione molto interessanti danielmanniniart.it.
-
Daniel Mannini: la sua pittura si fonde con la storia universale
L’artista Daniel Mannini è protagonista di un originale progetto esclusivo e personalizzato, che coniuga insieme la sua pittura con la storia universale, tramandata e perpetrata attraverso un insieme di speciali racconti, che spiegano e descrivono in modo completo ed esaustivo delle vicende rilevanti, delle avventurose e avvincenti scoperte, delle vicissitudini poco conosciute ma di notevole portata sociale e collettiva, che hanno influito sul corso della storia, producendo effetti e conseguenze che ancora oggi sono presenti. In merito alla curatela del progetto artistico, la dottoressa Gollini ha commentato: “Ecco una perfetta sintesi tra arte e storia racchiusa in una visione completa e compiuta, che fonde insieme presente e passato tramite un filo conduttore di articolata orchestrazione sequenziale. I quadri di Daniel rappresentano la dimensione artistica attuale, che si sviluppa e si evolve nella sua natura dinamica e si esplica in chiave contemporanea, mentre i contenuti scritti inerenti alle curiosità sorprendenti e alle narrazioni salienti della storia emergono e affiorano nella loro portata e nel loro spessore. Abbiamo creato una sorta di legame alchemico indissolubile, che certamente verrà condiviso e apprezzato anche dal fruitore (spettatore e lettore al contempo)”. Inoltre, la dottoressa Gollini ha voluto approfondire la spiegazione analitica sottolineando: “Dimenticarsi della storia passata è sinonimo di superficialità e pressapochismo. Purtroppo, vivendo sempre in modo troppo frenetico e con ritmi troppo concitati spesso si tralasciano e si trascurano le letture storiche e magari si viene attratti e attirati da altro tipo di evasione e diversivo. Questo progetto vuole riportare alla mente il valore di quanto tramandato e perpetrato a livello storico, senza elucubrazioni ridondanti e macchinose, ma tramite un racconto che procede con lineare fluidità e scorrevolezza, conferendo la giusta importanza alle descrizioni fornite e contestualmente contribuendo a dare il giusto e meritato risalto comprovante al percorso di ricerca pittorica portato avanti da Daniel con impavida e tenace intraprendenza. Credo, che Daniel vada assolutamente apprezzato anche sotto questo aspetto di avanzamento sperimentale in continua e costante fase d work in progress, che denota il concreto impegno a tutto tondo di esserci e di mostrare in concreto la propria presenza, la propria propensione di crescita. Ecco, perché questo progetto, concepito in modo trasversale tra arte e storia, è ancora più significativo nella sua essenza costitutiva di identità sostanziale“.
SCARICA IL PROGETTO: https://danielmanniniart.it/progetti/
-
Daniel Mannini: nuovo progetto artistico sulla scia della grande storia passata
La dinamica pittura e l’estro creativo incalzante e vibrante di Daniel Mannini celebrano e rendono omaggio simbolico alla grande storia del passato, annoverando un circuito di eventi importanti, scoperte sorprendenti e vicende curiose di particolare interesse, che costituiscono un ricco e variegato apparato e corollario di ragguardevole caratura anche a livello sociale. La dottoressa Elena Gollini, curatrice del progetto artistico appositamente strutturato ha spiegato i tratti salienti e la mission portante di questo originale accostamento, affermando: “Insieme a Daniel stiamo seguendo un percorso sequenziale di contenuti e concetti eterogenei e diversificati, parimenti meritevoli di considerazione e parimenti attinenti e pertinenti all’intento primario di dare vita a una formula comunicativa, che possa esprimere al meglio e a 360 ° la volontà di libertà creativa e di libera condivisione. La storia, patrimonio universale di risorse umane e di contributi collettivi enorme e incommensurabile, si presta senza dubbio a essere ricordata su più fronti e attraverso una panoramica di accadimenti di vasta e variegata tipologia. In particolare, in questo progetto sono stati selezionati accadimenti connessi e correlati a scoperte e invenzioni di rilievo, nonché a fatti ed episodi, che hanno influito in modo decisivo e determinante su situazioni particolari e che hanno apportato cambiamenti decisivi e trasformazioni migliorative nello stile di vita, così come anche di riflesso nello stile di pensiero e nella mentalità socio-culturale dell’epoca in cui si sono concretizzati”. Proseguendo ancora nella dissertazione critica, la dottoressa Gollini ha rimarcato: “La storia ci insegna e ci rende partecipi e compartecipi di quanto e come il passato torna sempre e sempre si ripropone. Questo progetto dedicato alle grandi curiosità della storia diventa un vivace stimolo per il lettore-fruitore, che da attento e sensibile spettatore della pittura di Daniel ha la possibilità di entrare nel merito anche di una altrettanto coinvolgente narrazione, assaporando e gustando una commistione armoniosa di percezioni e sensazioni. Le 7 opere che Daniel ha appositamente identificato come più rappresentative per questo progetto nella loro permeante e prorompente visionarietà esplosiva, fanno da contraltare di equilibrato bilanciamento ad affascinanti e intriganti sezioni di scritti, che raccontano e descrivono con fluida e scorrevole impostazione dialettica le tracce indelebili e i solchi profondi lasciati dalla storia passata e conservati fino ad oggi, a testimonianza che i cosiddetti corsi e ricorsi della storia devono essere mantenuti sempre vivi nella memoria”.
SCARICA IL PROGETTO: https://danielmanniniart.it/progetti/
-
Daniel Mannini: una pittura finalizzata a rendere omaggio al mondo delle donne
Daniel Mannini è protagonista di un nuovo progetto artistico inserito all’interno del suo sito web danielmanniniart.it, che mette in primo piano un’avvincente e coinvolgente narrazione biografica dedicata a donne di notevole pregio e prestigio, che hanno fatto la storia e sono sempre presenti tramite il supporto encomiabile, che ci hanno fornito e offerto. Sono tutte storie raccontate con trasporto e pathos, che conquistano da subito l’attenzione e la curiosità di chi legge e suscitano una compartecipazione intensa e immediata. “Ritengo che questo progetto sia davvero un fiore all’occhiello per integrare e rafforzare il sito web di Daniel e apportare del materiale assolutamente valido. Stiamo proprio procedendo con il cosiddetto vento in poppa per avere dei contenuti, che facciano da sostegno autorevole per accentuare in modo ottimale le credenziali pittoriche di Daniel. Chi entra a visitare il suo sito web capisce subito, che non è una piattaforma qualunque, composta in modo seriale e standardizzato. Questo progetto, dunque, è finalizzato sia a celebrare queste donne uniche e speciali, sia ad alimentare il potere sostanziale della produzione artistica di Daniel. La sua pittura fatta sempre con autentica enfasi creativa, si presta benissimo ad essere accostata a un certo tipo di contenuti. è pregnante di richiami e di rimandi, pullula di riferimenti e di allusioni, di codici cifrati e di chiavi di lettura”. Proseguendo ancora, la dottoressa Elena Gollini ha evidenziato: “Avendo a disposizione una formula comunicativa di grande apertura e versatilità, i quadri di Daniel possono essere accorpati ad intreccio e offrono quella contestualizzazione impeccabile, senza né offuscare né limitare l’energia che scaturisce dalle sezioni di scritti, tanto meno senza risultare autocelebrativi e autoreferenziali. Le storie di queste donne straordinarie si pongono in commistione alchemica con l’arte pittorica di Daniel e amplificano al massimo il loro potenziale di risorse. È un progetto dove mente, cuore e anima sono in legame di coesione assoluta. Da una parte Daniel con la sua partecipe visione creativa, dall’altra parte le vicende esistenziali e umane di queste donne nella loro enorme esplosione sensoriale. Il tutto all’insegna di un’armonia alchemica di passione viscerale, di sentimento incontaminato e incondizionato, di emozione allo stato puro. Ecco, perché la pittura di Daniel diventa un ponte di collegamento e di connessione con la vita di queste donne, ne preserva e ne custodisce l’integrità e ne esalta la valenza intrinseca. Sono convinta, che questo progetto resterà nel cuore di Daniel come di tutti quelli che avranno il piacere di leggerlo, perché rendere omaggio ad honorem a questo circuito di donne, che sono esempi e modelli indiscutibili e indiscussi, è un po’ come rendere il giusto merito e il giusto tributo all’insieme globale di ciò che ha significato il loro modus pensandi e operandi”.
-
L’arte pittorica di Daniel Mannini per celebrare l’universo declinato al femminile
All’interno del nuovo sito web danielmanniniart.it dell’artista pittore Daniel Mannini è stato collocato un nuovo progetto artistico davvero speciale, che attraverso la sua formula stilistica di matrice informale e di tendenza astratta, celebra il sorprendente universo declinato in chiave tutta al femminile, per rendere sempre viva la memoria del ricordo dei preziosi contributi, che un circuito di donne di illustre fama e di acclarato prestigio hanno lasciato come simbolico patrimonio ereditario a tutti quanti noi. A tal riguardo, la dottoressa Elena Gollini, curatrice del progetto, ha spiegato: “Attraverso questa importante celebrazione, che annovera un gruppo di presenze femminili davvero di eccezionale spessore, insieme a Daniel abbiamo voluto offrire al lettore-fruitore internauta che visita il suo interessante sito web, la possibilità di approfondire i percorsi esistenziali di queste superdonne e avere anche degli stimolanti spunti di riflessione e di valutazione. Sono Donne con la D maiuscola nel vero senso della parola, che rispecchiano appieno talento e virtù, forza vitale e carica energetica, tempra robusta e grande coraggio, tenacia e intraprendenza, dinamismo e determinazione, profondità di vedute e mente volitiva, sensibilità umana e capacità comunicativa. Daniel apprezza il segno e la traccia indelebile lasciata da loro e ne rimarca il solco incancellabile. Nella sua spiccata proiezione ricettiva e percettiva, Daniel diventa una sorta di testimone del nostro tempo per esaltare al meglio l’operato di queste donne e condividere le loro storie e le vicende esistenziali, spesso anche molto sofferte e travagliate”. Inoltre, proseguendo nella sua dissertazione analitica, la dottoressa Gollini ha sottolineato: “Ritengo, che la propensione autentica e accorata di Daniel nell’avallare questo enorme patrimonio di contributi umani, che queste donne hanno donato al mondo intero, sia un ulteriore punto di forza contenutistico per imprimere la giusta impronta sostanziale al suo sito web, nonché per rendere ancora più comprovante la variegata prospettiva dell’impianto strutturale. La sua arte diventa così un potente e funzionale motore trainante di slancio, che va ben oltre la semplice proposta estetica e innerva tutto un palinsesto emotivo ed emozionale di spontanea espressione. Leggere le narrazioni biografiche dedicate a queste donne e osservare i dipinti, che Daniel ha scelto e designato per rappresentare il progetto e la sua vicinanza empatica verso di loro, è davvero suggestivo e denota in modo palese e indiscutibile quanto prevalga in lui la volontà di mettersi su un piano di calibro e di caratura, rifuggendo in toto da dimensioni effimere e da visioni superficiali, per intrecciare una propria evoluzione di sviluppo creativo, che coincide con delle fasi e delle tappe qualificanti e degli step di crescita edificanti”.
-
Paolo Tocchini: l’intensa ispirazione esistenziale alla base della sua cifra pittorica
“Per meglio scandagliare a fondo la cifra pittorica, che appartiene al fare artistico di Paolo Tocchini ho voluto insieme a lui improntare un progetto mirato, congeniale per dare il giusto risalto al fattore di radice esistenziale ed esistenzialista, che è senza dubbio una componente distintiva di notevole pregio all’interno della sua formula espressiva figurale di impronta contemporanea”. Esordisce così la dottoressa Elena Gollini nel commentare la realizzazione di un apposito progetto artistico dedicato alla pittura di Tocchini nella sua intensa ispirazione connessa a riferimenti filosofici e a rimandi allusivi riconducibili alle teorie e alle dottrine dell’esistenzialismo, nonché della sociologia. Inoltre, ha spiegato: “Ho concertato e predisposto un progetto fatto ad hoc per enfatizzare ed esaltare al meglio quel complesso sfaccettato di elementi, che Paolo immette e fa confluire all’interno del costrutto compositivo e che vanno ad integrare e a rafforzare in modo significativo e qualificante il comparto sostanziale contenutistico, fornendo una base di sostegno e di supporto fondamentale per consentire una visionarietà pregnante e intrisa di quei valori cardine pilastro, che inficiano la sfera dell’essere e dell’esistere e afferiscono a quel variegato crogiolo di pensieri, emozioni, sentimenti e riflessioni, che ciascuno incontra e affronta nel suo vivere quotidiano. Infatti, nelle sue rappresentazioni le immagini riprodotte contengono sempre quel quid speciale, che esula dalla semplice riproduzione descrittiva tout court e diventa un simbolico ponte di collegamento e di congiunzione tra mondo emerso, subito visibile e individuabile, e mondo sommerso, da scoprire gradualmente e in progressione di fruizione attenta e ponderata. Ecco perché alla poetica comunicativa della pittura di Paolo è allineabile in perfetta sintonia anche la citazione del maestro esistenzialista francese Albert Camus, che con il suo fervore sferzante di esortazione e di stimolo, ci sprona a trovare dentro ognuno di noi quella forma di -Invincibile estate- che custodisce la nostra potente e propulsiva carica energetica vitale, il nostro incalzante desiderio di avanzare sempre a testa alta nonostante le difficoltà e gli ostacoli da affrontare e superare, che ci rende liberi nelle nostre frizzanti e spumeggianti passioni e ci proietta verso nuovi traguardi e nuove ambiziose sfide da perseguire e nuovi entusiasmanti obiettivi da raggiungere. In ogni opera di Paolo, in ogni raffigurazione concepita nella sua peculiare entità di anima-creatura unica e come tale diversa e originale nella sua costituzione, viene conservato quello spirito di -Invincibile estate- che trova la sua ottimale esternazione e manifestazione e diventa un anello di legame forte e inscindibile con il fruitore-spettatore, perché ciascuno possa davvero rievocare in sé quel concetto magistralmente decantato dall’esimio Camus quando ha pronunciato la frase memorabile -Ho compreso, infine, che nel bel mezzo dell’inverno, ho scoperto che vi era in me un’invincibile estate. E ciò mi rende felice-”.
-
Paolo Tocchini: un progetto artistico che esalta la profonda ispirazione esistenziale
Volendo trarre e ricavare una serie di valutazioni e di considerazioni favorevolmente attinenti e pertinenti alla profonda visione esistenziale ravvisabile all’interno del corposo apparato compositivo alla base della pittura di Paolo Tocchini, la dottoressa Elena Gollini ha trovato una citazione illustre davvero molto calzante, sulla quale poter prendere spunto per intavolare e realizzare un articolato progetto artistico personalizzato. Questo progetto si propone come una sorta di approfondito vademecum guida, per supportare il fruitore-spettatore nel cogliere appieno quel virtuosismo sostanziale e contenutistico, che appartiene alla proiezione creativa di Tocchini e costituisce anche la base di fondamento su cui edificare la sua ricerca di impostazione figurativa, con toni e accenti pregnanti e intrisi di componenti e di elementi narrativi e scenici insiti e sottesi tra le pieghe dell’esistenzialismo e della filosofia esistenzialista. In particolare, la dottoressa Gollini ha voluto sviluppare l’argomentazione partendo dalla celebre citazione appartenente al grande maestro francese Albert Camus, esponente autorevole e rappresentante di dogmi e di dottrine esistenziali di alto spessore, sempre attuali e sempre fonte di riflessioni e di pensieri elevati. La frase-assioma perfetta scaturita dalla mente geniale e acuta di Camus recita prendendo i versi aulici salienti della celeberrima poesia intitolata “Invincibile estate”: “Ho compreso, infine, che nel bel mezzo dell’inverno, ho scoperto che vi era in me un’invincibile estate. E ciò mi rende felice. Perché, afferma che non importa quanto duramente il mondo vada contro di me, in me c’è qualcosa di più forte, qualcosa di migliore che mi spinge subito indietro”. Al riguardo, la dottoressa Gollini ha sottolineato spiegando il motivo di questo accostamento simbolico tra la poetica espressiva di Tocchini e la lectio magistralis eccellente dell’esimio Camus: “La pittura di Paolo racchiude, anche tramite l’ausilio della tavolozza cromatica e tonale abilmente e sapientemente intrecciata con le raffigurazioni da lui prospettate in chiave di moderna rievocazione, quell’afflato emotivo ed emozionale e quel particolare pathos di trasporto interiore introspettivo, che la rende potentemente comunicativa a livello di impatto sostanziale. Accanto all’orchestrazione strutturale e al palinsesto compositivo, che denotano una maturità consolidata nella perizia strumentale, sfociando in immagini di accattivante parvenza estetica, Paolo associa in sintonia di corrispondenza armoniosa quello stimolo che coincide con il suo speciale concetto di -invincibile estate- all’insegna di una sferzante e prorompente carica di positiva reattività, di dinamico modus pensandi e operandi, che coinvolge subito anche il fruitore-spettatore e conquista la sua attenta curiosità recettiva e percettiva, andando ben oltre il semplice approccio di tipo visivo fine a se stesso e fugacemente superficiale. Lo spettatore viene così spronato ad accogliere a sua volta questa speciale sensazione di -invincibile estate- facendola sua e metabolizzandola con spirito di condivisione e di compartecipazione attiva”.
SCARICA IL PROGETTO
-
L’artista Daniel Mannini lancia in rete il nuovo sito web
“Il 2022 inizia decisamente con il piede giusto per il talentuoso Daniel Mannini, che ormai da tempo sto seguendo con una curatela artistica ad personam. Infatti, è stato ufficialmente messo in rete il suo nuovo sito web dedicato, uno spazio virtuale dove la produzione di Daniel viene posta in primo piano e dove viene dato il massimo risalto anche a progetti e iniziative promozionali, che aumentano la sua visibilità mediatica e garantiscono un ritorno immagine a largo raggio”. Esordice così la Dott.ssa Elena Gollini nel commentare il nuovo sito web danielmanniniart.it, che Mannini ha di recente pubblicato in rete, allo scopo di focalizzare e accentrare l’attenzione sul suo operato pittorico e ovviamente anche allo scopo di condividere con il nutrito “popolo del web” i messaggi connessi al suo lavoro creativo. Proseguendo nelle sue valutazioni la Dott.ssa Gollini ha dichiarato con entusiasmo: “Davvero bravo Daniel nella sua fervida volontà di effettuare dei passaggi arricchenti e costruttivi sia per il suo cammino esistenziale sia per la sua ricerca pittorica. Daniel possiede il pregio della perseveranza e della caparbietà, due virtù molto importanti per chi si cimenta nel complesso raggio e campo d’azione del panorama dell’arte attuale contemporanea. A queste due pregevoli risorse innate si intreccia quella bramosia sana e salutare di fiero orgoglio di giovane artista, che desidera davvero essere in pole position per reale meritocrazia e che non cerca assolutamente la strada fuorviante e svilente tramite espedienti ambigui e non edificanti. Il sito web di Daniel sarà una piattaforma impostata in ogni sezione con dovizia meticolosa e cura certosina per risultare facilmente accessibile nel suo ordine pulito e lineare e nella sua ricercata essenzialità lineare. Ma, contestualmente sarà anche molto corposo e ricco di dinamiche stimolanti, di progetti-format pensati insieme come una sorta di tasselli di mosaico da incastrare e incastonare dentro il simbolico unicum del sito web, in bilanciata orchestrazione compositiva di immediato impatto. Il lavoro, che faremo insieme a Daniel per avviare e consolidare il suo sito web resterà nel tempo e sarà sempre attuale e sempre valido da presentare e da proporre anche su altri fronti e in altri contesti. Stiamo operando una programmazione scaglionata sequenziale e sistematica. Faremo, sono certa, un ottimo lavoro durante questo 2022 vista la grande sinergia ormai consolidata e radicata, per raggiungere il traguardo prefissato sia in merito all’avviamento del sito web sia in merito alla prospettiva generale di diffusione mediatica. Avanti tutta!”.
-
Daniel Mannini: un nuovo sito web per promuovere la sua arte
Artista fiorentino dal piglio intraprendente e determinato Daniel Mannini è ufficialmente presente sul web anche con un nuovo sito dedicato danielmanniniart.it, dove promuove la sua arte pittorica a tutto campo e dove vuole far emergere passo dopo passo le sue incalzanti sperimentazioni di ricerca, che viaggiano parimenti al suo desiderio di mettersi alla prova, di cimentarsi sempre con positivo fervore creativo nella pittura, di avviare e consolidare in avanzamento progressivo costante e continuo uno sviluppo di crescita evolutiva e di affinato e raffinato perfezionamento. “Ecco, dunque come Daniel si pone già con grande operosità in questo inizio di nuovo anno, gettando le basi e le fondamenta per un ulteriore salto di qualità, anche attraverso questo sito web personale”. La Dott.ssa Elena Gollini, che segue la curatela artistica di Mannini con molto interesse e particolare attenzione elogia questa scelta in merito al sito dedicato e lo sprona a procedere attivando delle canalizzazioni favorevoli a dare il giusto e il meritato risalto a questa importante vetrina mediatica promozionale, che lo vede protagonista a 360°. Approfondendo ancora nella sua argomentazione riflessiva la Dott.ssa Gollini ha aggiunto: “Insieme a Daniel stiamo progettando una serie di situazioni, che diventeranno delle vere e proprie pietre miliari nel suo percorso e daranno un notevole e concreto contributo per avviare in modo efficacie e funzionale la piattaforma del suo sito, unitamente a una procedura amplificata e dilatata di soluzioni tattiche studiate per offrire un accesso di fruizione molto accattivante e per consentire di accentuare la potenza comunicativa della sua formula espressiva. Sono molto positiva in tal senso e sento la medesima proiezione positiva anche in Daniel, che ben comprende la necessità e l’esigenza primaria di rendere il suo sito web completo e articolato nella sua compiutezza esaustiva strutturale sia a livello formale sia a livello contenutistico sostanziale. Pertanto, in modo cadenzato verranno immessi dei progetti-format esclusivi e distintivi per comporre una sorta di palinsesto narrativo originale e personalizzato e per contraddistinguere il modus pingendi di Daniel nelle sue peculiari unicità distintive. Questi progetti-format verranno a generare dei simbolici pilastri di sostegno e di supporto della portata e della risonanza mediatica del sito web e faranno da trampolino di lancio e al tempo spesso da ponte di trait d’union tra la pittura di Daniel e l’intero sistema multiforme e variegato della grande storia dell’arte universale, così come del corollario generale di cultura, di storia, di filosofia esistenziale, di humanae litterae”.
-
Daniel Mannini: arte pittorica di guizzante apertura mentale
“La potente espressività artistica dell’arte pittorica di Daniel Mannini è la sintesi allusiva dell’immagine di un bambino dalla fanciullesca felicità e dalla vivace fantasia, che con stupore e sorpresa si sofferma ad ammirare estasiato e incantato la realtà circostante profondendosi in suggestive emozioni di trasporto. Ciò non significa ovviamente, che la pittura di Daniel abbia delle connotazioni e delle componenti costitutive di matrice fanciullesca e tanto meno infantile, ma bensì piuttosto, che Daniel conserva nella sua vena creativa quella spinta vibrante e frizzante, quell’enfasi positiva e propositiva, quell’afflato onirico e immaginifico, che appartengono all’età d’oro dei bambini, nella loro eccezionale voglia di vivere e di scoprire senza remore e senza riserve”. La Dott.ssa Elena Gollini approfondisce in modo analitico i tratti della poetica pittorica di Mannini usando una similitudine di paragone molto calzante, proprio per evidenziare appieno l’estro guizzante derivato dalla grande apertura mentale dell’artista fiorentino e insito nella sua formula stilistica. Inoltre, la Dott.ssa Gollini ha rimarcato: “Le qualità artistiche e il percorso pittorico, che Daniel sta compiendo si allineano a un’intelligenza sensibile che è del nostro tempo. Le sue rievocazioni informali di tendenza astratta segnano con puntualità e precisione la cronometria del vivere poetico attuale e contemporaneo. Daniel custodisce nel suo fare creativo una poetica sfaccettata, eclettica come dimensione interpretativa, poliedrica come contenuto sostanziale, versatile come capacità di estensione semantica e come mimesi dialettica e si proietta verso una vasta realtà di fruizione, un campo aperto e sconfinato di chiavi d’acceso, alle quali conferisce e attribuisce un potenziale di risorse che possiedono una forza motrice trainante. Daniel mantiene sempre alto il rapporto di confronto con la grande e sublime arte universale in segno di rispetto e di considerazione elevata, ma trova uno sviluppo individuale e soggettivo motivato e convincente, con contenuti e significati qualificanti, che restano sempre integri e inalterati e non vengono mai scalfiti o offuscati. La tecnica strumentale è perfezionata tramite una formazione coscienziosa, che recupera antiche proposizioni teoriche e teoretiche e le aggiorna con avanzate rielaborazioni congeniali a quanto affiora e si concretizza mediante la sua sperimentazione. Daniel possiede una chiarezza e una sicurezza di intenti e di intenzioni, che si riverbera in tutta la sua produzione. Acume sensibile, profondità di meditazione/contemplazione visiva e introspettiva e duttilità notevole gli permettono di cimentarsi in un itinerario di ricerca articolato, che si pone tra metastorico e metaspaziale, tra il metafisico e il descrittivismo mimetico dentro un avvincente ingranaggio dove l’astrazione coincide con un intrigante intimismo”.
-
Daniel Mannini espone in mostra online il suo “Spazialismo cromatico”
«“Spazialismo cromatico” ritengo, che non potevamo trovare titolo più azzeccato e più diretto per individuare la formula pittorica con cui si cimenta Daniel Mannini selezionato per entrare nel circuito delle mostre online, da me curate, assieme ad altri artisti contemporanei, parimenti talentuosi e intraprendenti». Esordisce così la Dott.ssa Elena Gollini nel commentare l’ingresso di Mannini nella piattaforma delle mostre online con una serie di opere intenzionalmente scelte tra quelle di più recente realizzazione e con dimensioni medio-grandi. L’esposizione collocata in modo permanente esalta in toto il potenziale comunicativo di Mannini e diventa un ulteriore tassello centrale primario del corollario artistico, che sta costruendosi con autentico amore e passione per la pittura. Inoltre la Dott.ssa Gollini si è soffermata nel rimarcare: «Il termine spazialismo ben si addice alla visionarietà di tendenza astratta, che caratterizza il fare pittorico di Daniel e canalizza la sua produzione in una sfera dimensionale molto estesa e dilatata, che si protende virtualmente verso uno spazio infinito e infinitesimale, dove ogni limite e ogni vincolo viene superato e dove la rappresentazione diventa libera, affrancata da ogni vincolo e assurge a vessillo simbolico di spontaneità, di naturalezza, di esternazione incondizionata. Lo spazialismo verso cui si rivolge e convoglia lo spirito artistico di Daniel è dunque sinonimo e metafora di una liberazione esistenziale a tutto tondo, di una concezione creativa, che si rende portavoce di messaggi non filtrati e di una concettualità scevra da cliché massificanti. Lo status cromatico è un punto cardine nevralgico per la sua ispirazione e coniugato allo spazialismo dinamico diventa ancora più accentuato nel suo flusso energetico avvolgente, che cattura e catalizza l’occhio dello spettatore, altrettanto quanto una calamita attira e attrae a sé il metallo. L’esplosione cromatica si ravviva e si rivitalizza attraverso la spazialità ad infinitum e consente una fruizione permeante innescando un ponte di connessione dove passato, presente e futuro si pongono insieme sullo stesso livello temporale e producono una suggestione fantastica davvero trionfale».
-
Daniel Mannini: un pensiero pittorico in evoluzione
“All’interno del flessuoso e camaleontico pensiero pittorico di Daniel Mannini si possono cogliere delle fasi sequenziali in costante e continua evoluzione, che corrispondono non soltanto al suo dinamismo riflessivo vivacemente reattivo e recettivo agli stimoli esterni e interni, ma anche a quello sviluppo progressivo, che dal punto di vista esistenziale gli fornisce una più solida e consolidata maturità di vedute e di prospettive e una più consistente capacità di valutazione e comprensione”. La Dott.ssa Elena Gollini analizzando la produzione artistica di Mannini pone l’accento sul potenziale di trasformazione, che possiede e che viene amplificato e incrementato gradualmente tramite la crescita incalzante di proiezione visionaria mediante la quale Mannini incede nel suo cammino di ricerca creativa e di crescita personale. Inoltre, proseguendo nelle dissertazioni analitiche la Dott.ssa Gollini ha evidenziato: “La capacità di discernere e di scegliere in modo sempre coerente e responsabile supporta Daniele e lo rende autonomo e indipendente da remore inibitorie futili e sterili. Daniel si concentra sui traguardi, che si prefigge di perseguire e di raggiungere e si orienta verso un miglioramento positivo, considerando la sua esperienza pittorica come una sorta di pedana di lancio arricchente e costruttiva, come una preziosa opportunità di riflessione intensa e profonda sul suo status umano ed esistenziale e come una papabile occasione di avvincente scommessa con se stesso e con le proprie doti e con la propria voglia di imparare a vedere e a guardare oltre i limiti e i confini, di spingersi avanti verso la sfera del futuro e del futuribile, pur tenendo sempre i piedi ben ancorati alla dimensione del reale e della realtà. Daniel si cimenta nell’arte pittorica ben sapendo, che avrà davanti una serie di livelli da superare e anche degli ostacoli da affrontare per ottenere sempre prestazioni elevate e qualitativamente avvaloranti. È pronto e carico di energia e di sferzante e prorompente vitalità. In una prospettiva attuale di arte contemporanea Daniel si accinge a dimostrare il proprio talento con quella spontanea e genuina naturalezza, che gli appartiene, con quella spinta autentica di slancio, che non ha bisogno di pensieri fuorvianti e inquinanti e non si lascia condizionare da influenze negative, ma si basa in primis su quell’ispirazione pulsante e vibrante, su quell’humus fecondo, che sollecita la mente e l’anima e lo sprona a continuare con enfasi pura e strabordante di pathos. Fare arte per Daniel equivale a sentirsi presente nel presente e attivamente operoso e al contempo significa conquistarsi di diritto una posizione meritevole e meritocratica nella previsione futurista e futuribile della grande arte universale”.
-
Daniel Mannini: dipingere per guardarsi dentro
“Da sempre l’espressione artistica declinata e manifestata con eterogenea e multiforme connotazione stilistica e comunicativa rappresenta un pregiato caleidoscopio di proiezioni e prospettive sinonimo dell’articolato mondo interiore e spirituale, che governa l’introspezione intima di ogni artista creativo. Da sempre questa commistione garantisce di rimando una contaminazione ad intreccio armonioso con il fruitore-spettatore, che a sua volta percepisce attraverso le proprie chiavi di lettura interpretative e assimila al contempo quanto trasmesso e impresso dentro le opere”. Partendo da queste variegate disquisizioni la Dott.ssa Elena Gollini esamina a livello critico l’arte pittorica di Daniel Mannini sviscerandola in profondità. Proseguendo nel discorso ha affermato: “Daniel rispecchia appieno l’artista di riflessione e di pensiero moderato e ponderato, che usa il medium della pittura per compiere un esame su se stesso e sulla propria sfera intima. L’apparenza diventa una situazione effimera, che non serve a trovare il suo vero senso creativo. Il suo modus pingendi è invece influenzato dalla volontà di scardinare schemi preconfigurati e predefiniti aprendosi a una libertà assoluta, che risponde al bisogno primario di rivelare se stesso e di conoscere le proprie esigenze umane e artistiche. La solenne riflessione filosofica del maestro Cartesio -cogito ergo sum- si sposa perfettamente con l’intento creativo dominante di Daniel e si può accostare a quella formula, che riassume in sé la duplice valenza di -vita per l’arte- e di -arte per la vita-. Pensare significa vivere e dedicare la propria esistenza all’arte in modo responsabile e motivato. Le convinzioni di Daniel si fondano dunque su un pilastro strutturato su più piani di sostegno e fanno da bilanciamento al suo sguardo curioso e volitivo verso le sollecitazioni provenienti da quanto lo circonda e da quanto carpisce dalle relazioni e dai contatti umani che instaura. Per Daniel ogni situazione può essere utile per aggiungere la cosiddetta -materia prima pensante- alla sua vena di ispirazione. Ogni situazione può accendere corrispondenze e rispondenze emotive ed emozionali, che poi vengono trasfigurate in essenza sostanziale pittorica e vengono introdotte nel meccanismo compositivo e negli ingranaggi cromatici. L’interazione tra pensiero e azione è precipua per Daniel e imprescindibile nell’approccio alla pittura. Pensare, dipingere, essere, esistere sono concetti focali nevralgici senza i quali Daniel non sarebbe in grado di ottenere soluzioni così pregnanti e convincenti nella resa della sintesi complessiva. Ecco, perché Daniel sta riuscendo a trovare una gratificante e soddisfacente modalità di cifra e di stile e sta consolidando quella sicurezza motivata, che lo rende sempre più fiero e orgoglioso dei risultati ottenuti e lo incita al massimo nell’avanzare sempre di più”.
https://www.elenagolliniartblogger.com/daniel-mannini
-
Daniel Mannini: una pittura di sintesi e di profondità
All’interno della pittura di Daniel Mannini di matrice e di tendenza informale, la sintesi astratta diventa una caratteristica di identificabilità apprezzabile, unitamente alla profondità di vedute e all’intensità di pensiero. Su queste dinamiche di cifra stilistica la Dott.ssa Elena Gollini ha espresso una serie di valutazioni entrando nel merito e argomentando. In particolare, ha dichiarato: “Con Daniel ci troviamo dinanzi a un artista, che sta compiendo una consapevole scelta di impostazione comunicativa, orientandosi su visioni precise e coerenti con il proprio concetto di arte anticonformista e non convenzionale, che si stacca da pregiudizi e preconcetti formali imposti a monte e viaggia su binari affrancati e indipendenti. Questa sua responsabile proiezione di ricerca sfocia in una pittura di sintesi a livello evocativo, che prelude ad una costruzione compositiva dove prevale l’astrazione, intesa e concepita come evoluzione libera dell’immaginario e dello spirito di inventiva, che trasmette al suo interno un coacervo di profonda e intensa dissertazione insita e sottesa, che è preambolo e premessa di messaggi subliminali, che Daniel vuole diffondere e condividere con lo spettatore. Ecco, perché davanti alle opere di Daniel bisogna sempre avere uno sguardo vigile, attento e sensibile e addentrarsi tra le pieghe e le pagine della narrazione formale per scoprire le molteplici virtù dei contenuti sostanziali. L’essenza della sintesi astratta è risorsa preziosa per Daniel, che può cimentarsi con spontanea propensione e offrire al fruitore un approccio diretto altrettanto naturale. La profondità sostanziale trova pertanto una radice di fondamento solida e consistente per potersi sviluppare con una sequenza originale, attingendo dalle basi improntate da Daniel con coerenza di orientamento e maturità di indirizzo. Essere artista pittore dell’oggi per Daniel significa contribuire a proprio modo e con massima autonomia decisionale a traslare una concezione creativa sempre in avanzamento e in progressione, significa pensare e ragionare nel presente senza disperdersi in sterili applicazioni preconfigurate e predefinite, significa spingersi avanti con un cammino individuale non emulativo e non pedissequo. Ecco, perché la sintesi formale diventa congeniale ad esternare al meglio il suo guizzo creativo, che rivendica autenticità assoluta e purezza estrema dell’atto e del gesto pittorico ed è il frutto di una riflessione interiore esistenziale trasportata e immessa con intensità e profondità. La sintesi espressiva è pertanto inversamente proporzionale all’anima sostanziale, che ogni quadro possiede in sé, sollecitando nella fruizione una volontà plurisensoriale di contatto, che si rinnova ogni volta in modo sorprendente”.
-
Daniel Mannini: giochi di luce e di energia declinati in pittura
“Volendo utilizzare una terminologia in chiave metaforica, direi molto calzante, per definire Daniel Mannini nella sua visionarietà pittorica si può parlare di un corollario di giochi di luce e di energia, che si manifestano e si propagano profondendo tutto intorno vibrazioni e pulsioni molto avvolgenti e penetranti”. La Dott.ssa Elena Gollini analizza con approfondite considerazioni critiche l’espressione pregnante della pittura di Mannini ponendo in risalto il ruolo predominante della luce e dell’energia, che fanno da bilanciamento dinamico all’intero assetto compositivo e narrativo. Inoltre, ha proseguito argomentando: “Nei quadri di Daniel la luce acquista una valenza su più fronti e su più livelli sequenziali, perché attira l’attenzione dello spettatore sulla visione globale dello scenario rappresentativo e contestualmente la accentra e la focalizza sugli elementi portanti delle dinamiche narrative e dell’orchestrazione strumentale. Luce, che assume ancora più potere comunicativo intrinseco associata e coniugata alle chiavi di lettura concettuali e simboliche, nonché alle metafore allusive, che integrano e completano la dimensione rievocativa e rafforzano la parafrasi semantica e la mimesi linguistica. Luce che viene esaltata al massimo dalla tavolozza tonale e cromatica, tramite l’utilizzo di colori vividi e accesi e di sfumature corpose e marcate, che diffondono bagliori lucenti e luminosi e si fondono assieme in una profusione di attraente e accattivante proiezione. Parimenti nella pittura di Daniel possiede un valore cardine imprescindibile l’elemento dell’energia vitale, che consente alle prospettive immaginifiche e fantastiche di fuoriuscire dai limiti della superficie pittorica e catturare una spazialità dilatata, che tende ad espandersi e ad estendersi in modo permeante, coinvolgendo il fruitore in un campo recettivo e percettivo a tutto tondo, come se fosse virtualmente circondata da un flusso costante e continuo di materia e colore, di luce ed energia. L’energia racchiusa e contenuta dentro le opere di Daniel prende e attinge la propria linfa vitale rigenerante direttamente da quel fluire di energia universale, che attraversa e oltrepassa ogni confine per raggiungere in modo sferzante e prorompente un orizzonte ad infinitum. Questa energia universale si ritrova custodita dentro la pittura di Daniel, che si rende vigile tutore e protettore di essa e di quanto attraverso essa viene tramandato e perpetuato secula seculorum dalla storia dell’arte. Luce ed energia sono dunque fattori di grande pregio e pregevolezza, che Daniel accoglie per imprimere un ulteriore slancio di qualità al suo lodevole modus pingendi”.
