Di recente uno studio svolto su un campione della popolazione di oltre 15.000 casi per raccogliere e valutare i casi di difetti congeniti, ha portato alla luce interessanti particolari inerenti la problematica del diabete materno. Lo studio è stato lanciato proprio per rilevare la fitta rete di informazioni che tale problema presente in modo da poterne avere una lettura generale dettagliata e avviare così un ulteriore percorso utile a cercare possibili soluzioni a questo perenne problema. I controlli eseguiti e i casi studiati confermano che un eccesso di rischio alla nascita può essere dato dal diabete quando la madre sofferente di tale patologia presenta una carenza nell’utilizzo integratori alimentari e vitamine contenenti acido folico. Il diabete materno trova quindi in certe tipologie di integratori il proprio nemico principale in grado di ridurne gli effetti negativi in modo drastico e capace così di preservare al meglio possibile la salute del nascituro e della madre. Tutte le analisi tendono a confermare che tutti gli effetti negativi la cui genesi è in qualche modo associata alla presenza del diabete si intensificano quando vi è un rilevante calo di presenza di acido folico. Questo acido svolge infatti un effetto di protezione nei confronti del feto alzando una barriera contro il diabete materno. I meccanismi che portano al manifestarsi di questo sistema di difesa presenta studi ancora in corso, atti a definire tutti i passaggi che inducono tale comportamento nel fisico della madre, passaggi che con ogni probabilità si riveleranno utili per rendere ancora più efficace la lotta contro questo temibile nemico.