Categoria: Attualità e Società

  • Checco Zalone a San Remo, re del politicamente scorretto

    Checco Zalone a San Remo, re del politicamente scorretto

    Checco Zalone a San Remo, re del politicamente scorretto

    Checco Zalone irrompe al Festival di Sanremo dalle poltrone della galleria: “Parto da qui perché questa è la mia gente, la gente vera, e voglio partire da qui, umiltà, Amadeus, voglio partire con loro, perché amo il popolino”. Il solito, vincente, piatto di Zalone è pronto per essere servito. Il comico parla subito senza freni e si prende il palco che ha visto protagonista Fiorello. Inizia con l’ironia sulla commozione che sembra coinvolgere tutti sul palco dell’Ariston, Amadeus viene messo alla berlina per il maschilismo, la rilettura della favola di Cenerentola in chiave Lgbtq: Checco Zalone porta tutto il suo bagaglio di irriverenza sul palco.

    Il comico prima finge commozione, “mi sento un Maneskin”, riferendosi alle lacrime di Damiano di ieri sera. E poi spiega: “Vengo da un piccolo paese, da Capurzo. Mi merito tutto questo? Poi vedo te e dico ‘sì, me lo merito’. Grazie, perché ci fai sentire tutti geni. Pensavo che Amadeus fosse incapace, invece c’ha ritmo, anche nelle scelte delle canzoni, e poi ha avuto la bellissima idea di invitare Ornella Muti doppiata dalla De Filippi. Tra le conduttrici manca però una scema, l’italiano medio ci è rimasto male”.

    “Un giorno – insiste il comico – Amadeus capirà che la donna può stare un passo in avanti, ma è un uomo di un’altra epoca, non possiamo condannare il suo maschilismo endemico, i tempi stanno cambiando, ma i pregiudizi non possono essere scrostati dal detersivo, possiamo però insegnare ai giovani che esiste l’amore universale”. Il riferimento è alla gaffe del direttore artistico che, lo scorso anno, ha definito Francesca Sofia Novello, fidanzata di Valentino Rossi, donna in grado di fare un “passo indietro”.
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    “Siete d’accordo su qualcosa?” chiede Amadeus e la risposta del “virologo del sud” non si fa attendere: “Siamo d’accordo sul fatto che non abbiamo capito un c…o”.Immancabile, anche in questa terza incursione, la canzone di Zalone che si intitola “Pandemia ora che vai via” con la direzione artistica, inventata, di “Beppe Virusicchio”. “La curva è andata giù, sta per finire il sogno. Nessuno si spaventa più manco a Codogno. Il bollettino non fa più notizia”, canta Zalone all’inizio del brano. “Pandemia ora che vai via che ci faccio con la rosolia? Se te ne vai via, lavo i piatti in pizzeria”, canta ancora il comico-virologo nel ritornello che esplode con le voci, ovviamente montate artificialmente, dei virologi più popolari della tv.

    FONTE:  huffingtonpost.it
    FOTO: youtube.com

  • Le Olimpiadi in Giappone rinviate al 2021 costeranno 2,8 miliardi di dollari in più

    Le Olimpiadi in Giappone rinviate al 2021 costeranno 2,8 miliardi di dollari in più

    Le Olimpiadi in Giappone rinviate al 2021 costeranno 2,8 miliardi di dollari in più

    Olimpiadi Tokio rinviate al 2021TOKYO (Reuters) – Il rinvio dei Giochi Olimpici di Tokyo al prossimo anno a causa della nuova pandemia di coronavirus costerà agli organizzatori giapponesi altri 294 miliardi di yen ($ 2,8 miliardi), ha detto venerdì il comitato organizzatore.
    Gli organizzatori hanno valutato l’impatto finanziario del ritardo da quando il governo giapponese e il Comitato olimpico internazionale (CIO) hanno deciso a marzo di posticipare i Giochi fino al 2021.
    Il CIO ha già affermato che contribuirà con 650 milioni di dollari alla copertura dei costi di rinvio. Questo è separato dai costi annunciati venerdì dagli organizzatori giapponesi.

    Gli organizzatori giapponesi affermano che i Giochi del 2020 ritarderanno per costare loro $ 2,8 miliardi

    TOKYO (Reuters) – Il rinvio dei Giochi Olimpici di Tokyo al prossimo anno a causa della nuova pandemia di coronavirus costerà agli organizzatori giapponesi altri 294 miliardi di yen ($ 2,8 miliardi), ha detto venerdì il comitato organizzatore.

    Gli organizzatori hanno valutato l’impatto finanziario del ritardo da quando il governo giapponese e il Comitato olimpico internazionale (CIO) hanno deciso a marzo di posticipare i Giochi fino al 2021.

    Il governo metropolitano di Tokyo dovrebbe pagare 120 miliardi di yen, il comitato organizzatore 103 miliardi di yen e il governo giapponese 71 miliardi di yen, hanno detto gli organizzatori.

    Il CIO ha già affermato che contribuirà con 650 milioni di dollari alla copertura dei costi di rinvio. Questo è separato dai costi annunciati venerdì dagli organizzatori giapponesi.

    “I costi di Tokyo sono i costi di Tokyo”, ha affermato Toshiro Muto, CEO di Tokyo 2020.

    “La (allocazione) di Tokyo 2020 è entrate che possiamo garantire”, ha aggiunto.

    “All’interno di queste entrate abbiamo una sponsorizzazione aggiuntiva che abbiamo richiesto ai partner e abbiamo anche un’assicurazione.”

    Tokyo 2020 sta anche ricadendo su un fondo di emergenza di 27 miliardi di yen dettagliato nel bilancio dello scorso anno per coprire i costi.

    L’ultimo budget ufficiale fornito dal comitato organizzatore a dicembre 2019, mesi prima del rinvio dei Giochi, era di 12,6 miliardi di dollari.

    Il presidente di Tokyo 2020 Yoshiro Mori ha aggiunto che il CIO ha accettato di rinunciare a eventuali royalties aggiuntive maturate da nuovi accordi di sponsorizzazione assicurati dal comitato organizzatore.

    “Ieri sera ho tenuto una videoconferenza con il presidente del CIO Bach”, ha detto Mori, che indossava una maschera rossa e bianca con le parole ‘One Team’ sul lato, lo slogan della squadra di rugby giapponese di successo durante la Coppa del Mondo dello scorso anno.

    “Il presidente Bach ha espresso la sua forte determinazione che il CIO e noi dovremmo lavorare come una squadra e cooperare per garantire il successo dei Giochi.”

    FONTE: Reuters

  • Indagine Doxa sull’impatto Covid sulle spese per il benessere

    Indagine Doxa sull’impatto Covid sulle spese per il benessere

    Indagine Doxa, l’impatto Covid sulle spese per il benessere: persi 6 miliardi rispetto al 2018

    Roma, 30 settembre – Gli italiani continuano a sentirsi bene e, in larga parte, a essere attenti alla cura di sé e della propria immagine, ma la crisi Covid-19 ha inevitabilmente fatto sentire i propri effetti, con ripercussioni sugli acquisti di prodotti e servizi per il benessere, scesi nell’ultimo anno a 37 miliardi di euro, contro i 43 miliardi del 2018 (rilevazione: ottobre 2018).

    Questo il dato principale che emerge dal Rapporto sull’Economia del benessere 2020, seconda edizione dell’indagine voluta da Philips e realizzata da Doxa per analizzare stili di vita, abitudini e tendenze di consumo degli italiani. Per quanto resti sostanzialmente invariata la quota di italiani che valutano positivamente il proprio stato di salute (81%), dall’indagine emerge un mutato orientamento nei confronti della prevenzione. Nel corso del 2020 si registra infatti un calo della frequenza delle visite al medico di famiglia e dello svolgimento di esami e accertamenti. Si è parzialmente supplito con consulti a distanza e online, al quale ha fatto ricorso il 56% degli italiani per quanto riguarda i medici di famiglia e il 35% per gli specialisti. 

    Il rapporto evidenzia come l’emergenza Covid-19 abbia generato contraccolpi significativi sulle pratiche e gli acquisti orientate alla prevenzione, alla sana alimentazione e alla componente edonistica del benessere. Sebbene la ripartizione del paniere di spesa sia in linea con quanto rilevato nella prima edizione della ricerca (40% della spesa riservato alla sana alimentazione, contro il 41% del 2018, 23% per la  cura del corpo vs il  24% 2018  e 19% per l’ attività fisica a fronte del  20% del 2018)  sono i numeri in termini assoluti a far emergere un quadro sostanzialmente diverso.

    La spesa in sana alimentazione ammonta infatti quest’anno a 14,9 miliardi di euro, registrando una contrazione del -15% rispetto ai 17,5 miliardi del 20; quella per la cura del corpo è scesa a 8,6 miliardi dai 10,2 miliardi della scorsa rilevazione (-15%), mentre quella per l’attività fisica è pari a 7,1 miliardi, segnando un decremento del -17% dagli 8,6 miliardi del 2018.

    “Dopo mesi di lockdown spiega una nota alla stampa “in cui i cittadini italiani sono stati soggetti a elevati livelli di tensione e incertezza, non e’ casuale che a reggere il confronto con la rilevazione precedente siano proprio la spesa per la gestione dello stress (4,8 miliardi  vs 4,9 miliardi 2018 pari a -2%) e per il sonno. Quest’ultima va addirittura in controtendenza, raggiungendo i 2,1 miliardi: una crescita del +16% rispetto agli 1,8 miliardi del 2018”.

    Sostanzialmente in linea con quelli nazionali i dati registrati nel Lazio, dove la spesa per il benessere ammonta a 3,8 miliardi di euro, dei quali il 39% è riservato alla sana alimentazione, il 23% alla cura del corpo e il 20% all’attività fisica.  Gli abitanti della nostra Regione sono tra quelli che più hanno ridotto la propria spesa per il benessere, una diminuzione di circa 900 milioni di euro rispetto al 2018, per un calo percentuale del 19% (significativamente più alto del  14% della media nazionale). Contrazioni si sono registrate in tutti i settori, dalla sana alimentazione alla cura del corpo, dall’attività fisica alla gestione dello stress. In controtendenza solo la spesa per la qualità del sonno, cresciuta a quasi 230 milioni di euro dai 170 milioni del 2018 (+33%).

    Quella sul versante della spesa sembra pero’ una delle poche conseguenze che il lockdown dovuto al Covid-19 ha avuto sugli abitanti della Regione. L’82% dei cittadini laziali valuta infatti positivamente il proprio stato di salute anche oggi, un dato in linea con la media nazionale e nettamente superiore a quello del 2018 (77%). Scende addirittura al 27% (contro il 31% del 2018) il numero di ‘stressati cronici’. In aumento solo la percentuale di quanti lamentano problemi di insonnia (59% vs 50% del 2018), una crescita comunque inferiore a quelle della media nazionale (salita al 59% dal 47% del 2018).

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE: pixabay.com

  • Liberi di non Comprare”: il libro pluripremiato in seconda edizione e in ebook

    Liberi di non Comprare”: il libro pluripremiato in seconda edizione e in ebook


    Dice l’autrice: “ Dobbiamo cessare di essere consumatori e ridiventare persone. Per non essere più denaro,  o ciò che abbiamo, ma per essere di nuovo uomini”.

    LIBERI DI NON COMPRARE di RAFFAELLA MILANDRI

    Il libro di Raffaella Milandri, soprannominata la “scrittrice dei Popoli Indigeni”,  uscito in seconda edizione e in ebook per la Mauna Kea edizioni: “Liberi di non comprare. Un invito alla Rivoluzione”, continua a mietere successi e si riconferma quanto mai attuale anche durante la crisi planetaria del coronavirus.

    Anzi, si potrebbe aggettivare col termine “profetico”.




    Incentrato sulla decadenza della civiltà del consumismo con tutte le sue piaghe, il libro è un vero e proprio appello che ci accompagna attraverso una profonda  riflessione sul significato della vita stessa e dei suoi valori, incitando ad un cambiamento.

    Cambiamento che ognuno può applicare,  scrollandosi di dosso abitudini e convenzioni che fanno solo il gioco della èlite ricca del Pianeta.

    Attraverso il dialogo con Jesus, un senzatetto di New York, e con la saggezza millenaria di diversi esponenti di popoli indigeni, la Milandri mette a fuoco impietosamente come l’unica cosa che possediamo, il tempo della nostra vita, si trasformi in rivoli di denaro che defluiscono insensatamente  lasciandoci in solitudine e inappagati.

    Il libro contiene contributi di Renzo Paris, che parla di Pasolini e del suo “anticonsumismo” , e di Francesco Barbagallo, che fa una analisi storica dei “mala tempora” ; dice Barbagallo: “questo libro appassionato ribalta i luoghi comuni sui rapporti tra paesi avanzati e Popoli Indigeni”.




    Parla Raffaella Milandri: “Questo mio libro parla del consumismo come causa principale dell’inquinamento, della decadenza dei valori umani, della solitudine e delle discriminazioni sociali. E’ una opera che ho avuto urgenza di divulgare e che è stata premiata a concorsi letterari di prestigio. Le vittorie del mio lavoro sono un momento importante per riflettere sul futuro: è una responsabilità. Vuol dire che sono sulla strada giusta, e mi devo impegnare ancora di più, in maniera particolare nella divulgazione della letteratura etica, che abbia una funzione sociale e civile”.

    Nei suoi libri Raffaella Milandri promuove la cultura, l’identità e i diritti umani dei Popoli Indigeni, che vivono ai margini del “Progresso”, ma i cui microcosmi sociali e culturali rappresentano esempi preziosi di convivenza pacifica ed ecosostenibile. E sottolinea il progressivo indebolimento della società dei consumi, che appare in corsa verso la autodistruzione.

    Postato da europrinters

     

  • Farmacisti cattolici ai parlamentari: “Fermate la legge contro l’omotransfobia, è liberticida”

    Farmacisti cattolici ai parlamentari: “Fermate la legge contro l’omotransfobia, è liberticida”

    Farmacisti cattolici ai parlamentari: “Fermate la legge contro l’omotransfobia, è liberticida”

    No al disegno di legge contro l’omotransfobia che procede il suo iter parlamentare, che avrà il compito di accorpare ben cinque  diversi ddl (primi firmatari Zan, Boldrini, Scalfarotto, Perantoni e Bartolozzi). A pronunciarlo senza se e senza ma, sulla falsariga dell’allarme lanciato lo scorso 10 giugno dalla Cei, la Conferenza episcopale italiana. che nell’occasione aveva addirittura parlato di “derive liberticide”, è l’Ucfi, l’Unione cattolica farmacisti italiani, presieduta da Piero Uroda.

    In un comunicato indirizzato ai parlamentari, l’Ucfi ricorda che “da sempre e in tutti i popoli gli usi e i costumi della famiglia hanno il valore di leggi. Invitiamo perciò i nostri legislatori a non rovinare una istituzione così importante e delicata per la civiltà umana modificandola con inchieste provenienti non da saggezza collaudata dall’esperienza ma da persone che vogliono fare solo ciò che a loro piace senza valutarne conseguenze e pericoli”.

    “Questa proposta di legge è già stata dichiarata inutile da persone competenti perché già presente nelle varie leggi a difesa della libertà di tutti” argomenta ancora l’Ucfi. “Mentre invece le modifiche richieste sono un pericolo per la libertà di esprimere opinioni e giudizi su quanto possa essere proposto da chiunque su temi così importanti come la sessualità e la famiglia”.

    “La pretesa di imporre il proprio parere impedendo ad altri di esporre il motivi di contrarietà” concludono i farmacisti cattolici nella nota rivolta al Parlamento “indica paura della verità e una mentalità prepotente ed egocentrica”.

    Per la cronaca, il ddl in questione si propone di modificare gli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, andando a inserire all’interno dell’attuale impianto giuridico in materia di reati e discorsi d’odio (fino ad oggi etnici, razziali o religiosi) anche la protezione di persone e gruppi sociali oggetto di  discriminazioni e  condotte violente che colpiscono l’orientamento sessuale, l’identità di genere o il genere.

    Ai rilievi di presunta incostituzionalità lanciati da più parti sul ddl (espressi  su un testo che ancora non c’è, dal momento che come già anticipato deve ancora essere messo a punto accorpando cinque diversi ddl) e avanzati dalla stessa Cei  senza di fatto aver mai letto il testo base, ha risposta con serenità ma a pie’ fermo una delle  proponenti del provvedimento, l’ex presidente della Camera Laura Boldrini: “La Cei ha sbagliato ad esprimere la sua avversità al testo, in modo così netto, prima ancora di leggere il testo base” ha affermato la parlamentare. ” Io non so chi abbia dato queste informazioni, errate, ai vescovi. Ma chi lo ha fatto non ha reso un servizio alla collettività. La legge non colpisce chi diffonde idee. Bisogna ribadire che non è in discussione in nessuno dei testi la libertà di opinione. Non c’entra nulla il bavaglio alla libertà di pensiero, è fuori dal nostro perimetro” ha quindi concluso Boldrini. “Noi questa legge la aspettiamo da decenni, cerchiamo questa volta di colmare la distanza con gli altri Paesi europei che hanno già una legge contro l’omotransfobia, e di restituire a tutti e a tutte la stessa dignità“.

    Sempre per la cronaca, il primo tentativo di introdurre una legge sul tema nel nostro ordinamento risale a 24 anni fa, con una proposta presentata da Nichi Vendola. Nel 2006 fu poi il Parlamento europeo a chiedere a tutti gli Stati membri di legiferare sulla materia e un tentativo venne condotto nella scorsa legislatura, quando una proposta di legge contro l’omotransfobia venne approvata alla Camera, senza però riuscire ad arrivare a essere discussa al Senato. Nell’Unione europea si sono già adeguati alla richiesta Ue, dotandosi di una legge,  grandi Paesi come la  Francia  ma anche la Spagna, il Regno Unito e la stessa Germania, che lo ha fatto a livello territoriale.

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE:  ucfi-italia.it

  • theguardian.com celebra il film l’allenatore nel pallone

    theguardian.com celebra il film l’allenatore nel pallone

    theguardian.com celebra il film “l’allenatore nel pallone”, Oronzo Canà ha segnato un’epoca in Serie A come Mike Bassett in Inghilterra

    Un film italiano del 1984 racconta la fine di un’era del calcio e, sebbene abbia alcune scene datate, ha contribuito a stabilire un’agenda a modo suo

    L'allenatore nel pallone - film con Lino Banfi

    Lino Banfi interpreta lo sfortunato manager di Serie A di Longobarda, un precursore del ruolo assunto da Ricky Tomlinson nel film inglese del 2001.




    Ma prima di Mike Bassett, c’era Oronzo Canà. Il primo era un immaginario allenatore di calcio inglese, interpretato da Ricky Tomlinson, che fu troppo promosso nell’allenamento della squadra nazionale in una commedia del 2001 che divenne un classico di culto. Quest’ultimo: un immaginario allenatore di calcio italiano, interpretato da Lino Banfi, che fu troppo promosso nell’allenamento di una squadra di Serie A in una commedia del 1984 che andò allo stesso modo.Entrambi costituiscono una piccola parte del mio patrimonio culturale, eppure la verità è che fino a poco tempo fa ne conoscevo solo uno. Nessuno dei due genitori si interessava molto al calcio e la piccola collezione VHS che abbiamo fatto sembrava rispecchiare principalmente l’entusiasmo di mio padre italiano per Goldie Hawn.
    L'allenatore nel pallone - Gasperini -AtalantaGian Piero Gasperini di Atalanta: “I giocatori che non sono abituati a lavorare sodo mi spaventano”Forse ha visto L’Allenatore nel Pallone, ma sicuramente mi ha superato. L’ho conosciuto molto più tardi, nelle pagine della Gazzetta dello Sport. Se c’è qualcosa di veramente sorprendente nel film di Banfi, è la frequenza a cui fa riferimento – anche oggi – dalla stampa sportiva italiana.Il titolo non si traduce facilmente. Prendendo le parole individualmente, potresti renderlo The Manager in the Football , ma essere “ nel pallone ” significa anche essere un disastro, confuso, in tutto il negozio. Riconoscendo questa sfumatura e decidendo di non trovare un’alternativa eloquente, i distributori pubblicarono la versione internazionale sotto l’istruttore ancora più insensato sulla spiaggia .


     

    C’è una singola scena girata sulla Copacabana di Rio, ma non è certo parte integrante della trama. Canà, nel frattempo, trascorre gran parte del film in uno stato di confusione. Apprende via TV di essere stato nominato manager di Longobarda, recentemente promosso in Serie A, quando il proprietario del club, Borlotti, lo nomina durante un’intervista dal vivo. Non per l’ultima volta, Canà sviene.

    L’appuntamento è uno stratagemma. Borlotti vuole che la sua squadra venga retrocessa, poiché i costi di funzionamento in Serie A sono più di quanto si possa permettere. Canà è il perfetto pacchiano: troppo ingenuo per mettere in discussione ciò che sta accadendo intorno a lui, ma abbastanza importante per credere di poter essere assunto nel merito delle sue idee tattiche.

    Laddove Bassett aveva “quattro-quattro-fottuto-due”, Canà presenta ai suoi giocatori un “cinque-cinque-cinque”. Riferendosi ai vari sistemi di marcatura zonale impiegati dai grandi gestori dell’epoca – da Nils Liedholm a Enzo Bearzot – dichiara che il suo è il primo “bi-zona” (sistema a due zone), con un gruppo di cinque difensori e un altro di cinque attaccanti, muovendosi fluidamente su e giù per il campo in modo che entrambi possano servire da centrocampo della squadra.
    L'allenatore nel pallone - Rivera-Liedholm

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    L’allenatore del Milan Nils Liedholm (a sinistra) e il suo capitano Gianni Rivera in panchina a San Siro. Fotografia: Carlo Fumagalli / AP




    Tra tutta questa confusione generale, la squadra avversaria andrà: ‘Haha! Cosa sta succedendo?’ E non capiranno nulla ”, afferma il manager allegramente. “Neanche noi”, arriva la risposta del suo capitano, Speroni.Il contrasto con Bassett non è casuale. Lo stereotipo dei manager inglesi all’inizio degli anni 2000 era che erano tatticamente ristretti, premiando la passione sopra ogni altra cosa. L’Italia era l’opposto: una nazione ossessionata dalle formazioni, dove ogni analista di poltrona conosceva meglio.
    L’Allenatore nel Pallone ha influenzato la cultura del calcio nazionale in un modo che – specialmente per il 1984 – è molto ben osservato. Ci sono gag sul match-fixing e sugli ultras, ma anche quelli più sottili sull’ossessione italiana nel valutare la possibilità di diversi risultati sul campo offrendo percentuali spurie. (Canà inizia dando alla sua squadra “il 3,5% di possibilità di vincere la Coppa Uefa e lo 0,07% di possibilità di vincere il campionato”.)

    Klopp - L'allenatore nel pallone - film con Lino Banfi

    Jürgen Klopp: sui vestiti, le chiavi dell’allenatore e i colloqui della squadra del Liverpool

    Alcune delle scene più divertenti ruotano attorno a ” il mercato ” – il mercato dei trasferimenti. In Italia, giocatori, manager, agenti e direttori di club si radunavano ogni estate in un hotel milanese per concludere affari e consegnare documenti direttamente ai dirigenti della lega. Le operazioni elaborate strutturate e gli accordi di comproprietà potrebbero spesso sembrare imperscrutabili per il fan medio.

    “Attraverso una serie di movimenti di giocatori da rilasciare sono riuscito a farci atterrare tre quarti di [Claudio] Gentile e sette ottavi di [Fulvio] Collovati, oltre a metà del [presentatore televisivo] Mike Bongiorno”, dichiara un trionfante Borlotti alla fine di una dura giornata di trading – sostenendo che quest’ultimo è stato aggiunto all’accordo quando Silvio Berlusconi è stato coinvolto. “In conclusione, Berlusconi ha ottenuto i diritti esclusivi della Coppa del Mondo. E abbiamo la comproprietà di Maradona . ”
    L’eccitazione di Canà è presto mitigata dalla rivelazione che Gentile e Collovati sono già stati spostati di nuovo, e che l’accordo per Maradona non si innesca per tre anni. I migliori due giocatori di Longobarda sono stati venduti nel frattempo.
    Nel disperato tentativo di migliorare la sua fragile squadra, il manager si reca in Brasile in missione di scouting. È qui che il film scende più lontano nella farsa: una serie estesa di equivoci che culmina in Canà e viene operata contro la sua volontà da un chirurgo di nome Socrate (il famoso calciatore brasiliano con quel nome fu anche soprannominato Dottore). Alla fine di tutto, Canà scopre un talento amatoriale, Aristoteles, che diventerà la nuova stella di Longobarda.




    C’è un inevitabile disagio nell’umorismo del film. Vediamo sessismo, omofobia, transfobia e un grossolano malinteso tra Canà e un regista della Fiorentina sull’uso della parola “portatori di handicap”. I corpi delle donne sono guardati dalla telecamera tanto quanto i personaggi.
    L’Allenatore nel Pallone appartiene a una tradizione di ” commedie sexy ” (commedie sexy) che erano qualcosa di simile ai film Carry On dell’Inghilterra: grandi farse il cui umorismo si basava pesantemente su schiaffi e insinuazioni. La loro popolarità raggiunse il picco negli anni ’70 e questo film rappresentava qualcosa di simile alla fine.
    Proprio come quei film Carry On, oggi non potrebbe essere fatto allo stesso modo.

    L'allenatore nel pallone - Aristotoles

    Aristotoles, il wunderkind brasiliano, in L’Allenatore nel Pallone

    È anche vero che la beffa più persistente e mirata è rivolta agli italiani in generale e ai calciatori in particolare. E il film cerca, nel suo modo goffo, di inviare un messaggio positivo sulla razza. Aristotele viene ostracizzato dai suoi nuovi compagni di squadra, che si rifiutano di condividere una stanza d’albergo, ma Canà lo tratta teneramente e non batte ciglio quando il giocatore inizia una relazione con sua figlia.
    Nonostante tutti i suoi difetti (e c’erano delle sezioni senza le quali avrei potuto davvero fare a meno) non posso negare di essere incantato quando l’ho rivisitato. L’Allenatore nel Pallone era un film del suo tempo, ma per certi versi anche davanti a sé, portando i calciatori della vita reale nella sfera dell’intrattenimento in un modo che raramente era accaduto prima. C’erano cameo di una serie di giocatori della Serie A, tra cui Zico, Francesco Graziani e Carlo Ancelotti.




    Liedholm fornisce anche un’intervista post-partita dopo il thrash della sua squadra milanese Longobarda. Presumibilmente, è stato lui a dare l’idea a Banfi di realizzare il film dopo essersi incontrati su un aereo. “Senza lo schizzo di Canà-Liedholm, forse non ci sarebbe mai stata la Papu Dance”, ha scritto di recente il giornalista italiano Gianluca Di Marzio, facendo riferimento a una collaborazione virale su YouTube tra Papu Gomez di Atalanta e il gruppo comico Gli Autogol .
    Forse non ci sarebbe stato nemmeno Mike Bassett. Certamente non ci saremmo mai goduti lo spettacolo dei manager e dei giornalisti di oggi che si prendono in giro l’un l’altro per sapere se è ora di provare un 5-5-5 .

    FONTE:  theguardian.com

  • Iniziativa “In Missione per la Speranza” con “Segregata. Una madre contro il coronavirus”.

    Iniziativa “In Missione per la Speranza” con “Segregata. Una madre contro il coronavirus”.


    IL RICAVATO DELLA RACCOLTA FONDI ANDRA’ AL 100% IN BENEFICENZA.

    Fondazione Cariplo e Fondazione Comunità MB aiutano una madre lombarda a lanciare un e-book in beneficenza per celebrare la vita e la speranza

    Nasce dal cuore di una mamma un libro che è un inno alla Gratitudine, alla Positività e alla Speranza. Vincenzo Mollica firma la prefazione e regala la poesia “La Speranza”.

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    IN MISSIONE PER LA SPERANZA: UN SOGNO CONDIVISO

    Il sogno di Fabiola M. Bertinotti è raccogliere 100.000 Euro per aiutare Intensivamente Insieme, fondazione operante nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale e Neonatologia dell’Ospedale San Gerardo di Monza, e UILDM – Unione Lotta alla Distrofia Muscolare ai fini del progetto di percorsi di autonomia e Vita Indipendente rivolti ai giovani con una disabilità neuromuscolare. É un’iniziativa al 100% in beneficenza!

    Piattaforma di distribuzione editoriale = Lipsie Editore

    #Segregata #IlCuoreUnisce #FabCommunications #conFondazioneCariplo

     

    “Ciò che il male separa, il Cuore unisce”

    SEGREGATA – Una madre contro il coronavirus è un libro che nasce dal cuore di una mamma e, significativamente, sulla copertina riporta: “Ciò che il male divide, il Cuore unisce”.

    La prefazione è firmata da Vincenzo Mollica, amico e mentore dell’autrice Fabiola Maria Bertinotti, alla quale ha regalato la poesia La Speranza contenuta nel libro.

    La produzione del libro, presto in uscita anche negli Stati Uniti, in Francia ed in Gran Bretagna, è stata possibile grazie al duplice aiuto sia della Fondazione Cariplo che ha concesso il patrocinio e fornito un primo contributo economico al progetto avviandone lo start-up, sia della Fondazione della comunità di Monza e Brianza che ha contribuito a strutturare il fondo speciale che accoglierà le donazioni e seguirà la parte di rendicontazione puntuale, ma anche e grazie all’apporto linguistico, creativo e digitale di Agenzia Traduzione-IN, che ha curato l’editing in italiano, le traduzioni in inglese e francese e la creazione e realizzazione dei video relativi a tutta l’iniziativa, e a Lipsie Languages, che ha creato e fornito gratuitamente una piattaforma ad hoc per il downloading dell’ebook.

    SEGREGATA – Una madre contro il coronavirus narra l’esperienza drammatica di Fabiola, una mamma monzese, durante la prima ondata di coronavirus in Italia. Sono i giorni drammatici che vedono la Lombardia e il nord Italia cadere in ginocchio sotto i colpi devastanti di un virus di cui si sa poco o niente.

    Come un flagello, il COVID-19 semina migliaia di morti, panico e disperazione, straziando il popolo italiano che, pur smarrito ed indifeso, reagisce con atti di grande abnegazione e solidarietà, dimostrando coraggio e reattività dinanzi agli occhi attoniti del mondo.

    Ai primi sintomi della malattia, Fabiola sceglie volontariamente di entrare in segregazione nella sua camera da letto, dove vivrà in solitudine per quaranta lunghi giorni. La terrorizza l’idea di costituire un pericolo letale per il figlio affetto da distrofia e per gli anziani genitori, entrambi categorie ad alto rischio. Il libro si snoda lungo due filoni.

    Inizia con una testimonianza puntuale e accorata sull’iter della malattia, “un nemico subdolo e pericolosissimo contro cui l’umanità è in guerra”, e continua in un crescendo di profonda analisi per cui, nella stanza dove Fabiola è reclusa per amore, “si apre” una vera e propria finestra sul mondo dalla quale lei osserva i fatti della cronaca, della scienza e della politica italiana e mondiale.

    Il sogno di Fabiola è raccogliere 100.000 Euro entro il 30 ottobre 2020 per celebrare la Vita e la Speranza.

    I due enti beneficiari sono: Intensivamente Insieme per l’acquisto di una culla mobile per il trasporto di emergenza dei neonati in pericolo di vita; l’associazione UILMD (Unione Lotta alla Distrofia Muscolare) per supportare i giovani con disabilità neuromuscolare a sperimentarsi in percorsi di autonomia e Vita indipendente.

    SEGREGATA – Una madre contro il coronavirus sarà scaricabile in formato ebook dalla piattaforma di crowdfunding a partire dal 6 maggio 2020.

    L’acquisto, che rappresenta una bellissima idea regalo per la Festa della Mamma, sarà effettuabile a fronte di una libera donazione e il ricavato andrà interamente in beneficenza.

    SEGREGATA – Una madre contro il coronavirus porterà una carica di positività a tutti i suoi lettori, suscitando una voglia irrefrenabile di rinascita morale, sociale, politica ed economica. Una svolta verso il futuro dell’Italia che, come Fabiola spesso ripete nel suo libro – è il Paese più bello del mondo.

    Monza, 6 maggio 2020

    PER DONARE: Iniziativa In missione per la Speranza
    PER SAPERE: Genesi dell’ebook Segregata
    PIATTAFORMA DI DISTRIBUZIONE EDITORIALE: Lipsie Languages
    IDEAZIONE E PRODUZIONE VIDEO: Agenzia Traduzione-IN

    POSTATO da ebertinotti

  • Fake news mascherina 1522: nessun messaggio in codice per l’aiuto in farmacia, Fofi chiarisce

    Fake news mascherina 1522: nessun messaggio in codice per l’aiuto in farmacia, Fofi chiarisce

    Violenza sulle donne, Fake news mascherina 1522: nessun messaggio in codice per l’aiuto in farmacia, Fofi chiarisce

    Roma, 6 maggio – Non v’è alcuna necessità che le donne vittime di violenza domestica o stalking per ricevere aiuto dal farmacista debbano usare una parola d’ordine o messaggio in codice. La notizia, circolata in questi giorni, è frutto di un fraintendimento che sarebbe nato da  una dichiarazione del presidente della Regione Emilia Romagna, ampiamente riportata dalla stampa locale e nazionale e che la Fofi, con una nota diramata ieri, si è subito preoccupata di chiarire.

    Il protocollo sottoscritto da Fofi,  Federfarma e Assofarm con la ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti (nella foto) per potenziare l’informazione per le donne vittime di violenza domestica e stalking durante l’emergenza coronavirus prevede, invece, che le donne oggetto di queste vessazioni possano chiedere esplicitamente al farmacista le indicazioni necessarie a rivolgersi alla rete dei centri antiviolenza, e che nelle farmacie sia visibile il vademecum che il Dipartimento ha preparato per fronteggiare queste evenienze.

    In questo momento l’uso di “messaggi in codice”, soprattutto nella forma “mascherina 1522”, può causare per evidenti ragioni confusione e incomprensioni. “Da sempre le farmaciste e i farmacisti sono un riferimento anche sul piano personale per le loro comunità” afferma il presidente della Fofi, Andrea Mandelli. “E non credo ci possano essere difficoltà a rivolgersi esplicitamente a loro anche in situazioni drammatiche come quelle di cui stiamo parlando”.




    Elena Bonetti Ministro per le pari opportunità e la famiglia
    Elena Bonetti, 45 anni, sposata con Davide, mamma di Tommaso e Chiara. Vive a Mantova. Professore Associato di analisi matematica all’Università degli Studi di Milano.
    Si è laureata in matematica nel 1997 presso l’Università di Pavia. Ha conseguito il PhD in Matematica presso l’Università degli Studi di Milano nel 2002.
    Collabora con numerose Università ed enti di ricerca italiani e internazionali.
    Da sempre impegnata nel mondo giovanile e educativo dello scoutismo.

    “Considero la politica come servizio e farò del mio meglio per garantire a tutte e tutti pari opportunità e fare delle famiglie il pilastro della comunità”

    ha detto il ministro Elena Bonetti il giorno in cui le è stato conferito l’incarico.

     

    FONTE: rifday.it | famiglia.governo.it/
    IMMAGINE: facebook.com | wikipedia.org

  • Covid-19 – L’UE cerca un accordo per affrontare l’emergenza economica

    Covid-19 – L’UE cerca un accordo per affrontare l’emergenza economica

    Covid-19 – L’UE cerca un accordo per affrontare l’emergenza economica

    BRUXELLES (AP) – I leader dell’Unione europea hanno concordato giovedì di rinnovare il bilancio a lungo termine dell’UE e di istituire un massiccio fondo di recupero per affrontare l’impatto del coronavirus e aiutare a ricostruire le economie devastate del blocco di 27 nazioni, ma permangono profonde differenze rispetto alle migliori modo per raggiungere questi obiettivi.

    Covid-19 - L'UE cerca un accordo per affrontare l'emergenza economicaIl presidente del Consiglio europeo Charles Michel, a destra, e il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen partecipano a una conferenza stampa dopo una videoconferenza con i leader dell’UE in formato vertice dell’UE presso l’edificio del Consiglio europeo a Bruxelles, giovedì 23 aprile, 2020. I leader dell’Unione europea hanno concordato giovedì di rinnovare il bilancio a lungo termine dell’UE e di istituire un massiccio fondo di recupero per affrontare l’impatto del coronavirus e aiutare a ricostruire le economie devastate del blocco delle 27 nazioni, ma permangono profonde differenze sul modo migliore per raggiungere quelle obiettivi. (Olivier Hoslet, Pool Photo via AP)




    Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel interviene durante una conferenza stampa Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel interviene durante una conferenza stampa dopo una videoconferenza con i leader dell’UE in formato vertice UE presso l’edificio del Consiglio europeo a Bruxelles, giovedì 23 aprile 2020. I leader dell’Unione europea hanno concordato giovedì di rinnovare l’UE budget a lungo termine e istituzione di un massiccio fondo di risanamento per far fronte all’impatto del coronavirus e aiutare a ricostruire le economie devastate del blocco delle 27 nazioni, ma permangono profonde differenze sul modo migliore per raggiungere tali obiettivi. (Olivier Hoslet, Pool Photo via AP)

    23 aprile 2020 – Con oltre 100.000 europei noti per essere deceduti a causa del virus, secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, e gli affari che iniziano lentamente ad aprirsi in alcuni paesi, l’urgente necessità di fondi in paesi duramente colpiti come l’Italia e la Spagna ha mai stato più severo.
    “Questa pandemia sta mettendo a dura prova le nostre società. Il benessere di ogni stato membro dell’UE dipende dal benessere dell’intera UE. Siamo tutti d’accordo, “ha detto ai giornalisti il ​​presidente del Consiglio europeo Charles Michel dopo aver presieduto il vertice della videoconferenza dei leader.




    L’impatto disomogeneo del virus sui paesi con mezzi di bilancio molto diversi ha eroso la fiducia, con l’Italia e la Spagna in particolare prive di fiducia che i partner relativamente più ricchi dell’UE settentrionale come l’Austria, i Paesi Bassi o la Germania – che hanno sofferto meno della malattia – sono disposti a prendere misure rapide e radicali sostenute da una vera potenza di fuoco economica.
    Ma i leader hanno concordato di incaricare la Commissione europea di rinnovare il prossimo bilancio settennale dell’UE – a causa dell’entrata in vigore il 1 ° gennaio ma ancora oggetto di molte divergenze – e escogitare un massiccio piano di ripresa. Sebbene nessuna cifra sia stata inserita in quel piano, i funzionari ritengono che occorrerebbero 1-1,5 trilioni di euro (1,1-1,6 trilioni di dollari).
    Un uomo con una maschera e un bambino con una bandiera europea partecipano a un evento del movimento Pulse of Europe per raccogliere firme per un maggiore supporto per l’Italia durante  l’epidemia di COVID-19 di fronte all’ambasciata italiana a Berlino, Germania.

    “Esiste solo uno strumento in grado di svolgere questo compito alla base della ripresa e che è il bilancio europeo chiaramente collegato al fondo di ripresa”, ha affermato il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Il bilancio è stato testato a tempo. Lo sanno tutti. È considerato affidabile da tutti gli Stati membri. ”
    I paesi del Nord Europa, come i Paesi Bassi e la Germania, restano generalmente riluttanti a condividere troppi debiti per paura di dover pagare il conto per gli altri, e il giovedì si è scatenato il dibattito su quale forma dovrebbero prendere alcuni finanziamenti, sovvenzioni o prestiti.
    Von der Leyen ha affermato che l’investimento “nei primi anni dovrebbe essere investito in anticipo e, naturalmente, è necessario trovare il giusto equilibrio tra sovvenzioni e prestiti”. Alla domanda su quale importo di denaro si potrebbe trovare con alcune rettifiche, ha detto: “Non stiamo parlando di miliardi, stiamo parlando di trilioni”.

    Ancor prima che questi nuovi fondi venissero concordati, le istituzioni dell’UE e i paesi membri messi insieme hanno mobilitato circa 3,3 trilioni di euro (3,6 trilioni di dollari) per servizi sanitari sovraccarichi, sofferenze di piccole imprese, compagnie aeree in conflitto o sostegno salariale a persone incapaci di lavorare.





    Nonostante sappia che il rinnovamento costerà più soldi al suo paese, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha approvato il piano, dicendo “ovviamente questo significa che la Germania deve calcolare con contributi più elevati per il prossimo budget … ma è giusto e buono”. In tempi normali, il bilancio settennale ammonta a circa l’1% del reddito nazionale lordo dell’UE, ovvero a poco più di 1 trilione di euro.

    Il presidente francese Emmanuel Macron ha accolto con favore il fatto che il vertice abbia trovato “un consenso su una risposta rapida e forte”. “È vero che non vi sono disaccordi sul meccanismo”, ha affermato Macron, e ha insistito sul fatto che l’UE “avrà bisogno di trasferimenti di bilancio economici reali, non semplicemente di prestiti, ma di trasferimenti verso le regioni e i settori più colpiti”.

    Anche il premier italiano Giuseppe Conte, sotto l’enorme pressione interna, ha accolto con favore i progressi. ” Il fondo di recupero finanzierà tutti i paesi più colpiti, l’Italia ma non solo. È uno strumento urgente e necessario “, ha dichiarato Conte agli italiani in un video durante i notiziari dell’ora di cena.” Fino ad ora era impensabile. È un nuovo strumento che ci rende più solidi, più coordinati ed più efficienti “.

    Durante i loro colloqui, i leader hanno anche approvato un pacchetto di salvataggio separato da 540 miliardi di euro ($ 587 miliardi) elaborato dai ministri delle finanze dell’area dell’euro che avrebbe aiutato a pagare i salari persi, a mantenere le società a galla ea finanziare i sistemi sanitari. Hanno convenuto che dovrebbe iniziare a funzionare dal 1 ° giugno.




    In precedenza, dopo essersi rivolto ai leader online, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha notato il danno economico che il virus ha provocato in quanto l’Europa sta affrontando forse la sua più profonda recessione in un secolo. “Siamo estremamente preoccupati perché possiamo vedere una spirale discendente e avremo bisogno di tutti gli strumenti disponibili”, ha detto.

    Riferendosi al massiccio pacchetto di aiuti degli Stati Uniti nel 1948 che aiutò l’Europa a ricostruire dopo la seconda guerra mondiale, Sassoli ha affermato che “tutti abbiamo chiesto questo nuovo piano Marshall per l’Europa, ma con una grande differenza ovviamente. Questa volta i fondi non arriveranno dall’estero, ma piuttosto dai paesi e dalle economie europee ”.

    Anche dopo questo vertice, resta ancora molto lavoro da fare e poco tempo per farlo. L’UE è stata divisa sul bilancio da oltre un anno, con i principali contribuenti come la Germania e i Paesi Bassi riluttanti a colmare il divario di spesa stimato di 75 miliardi di euro lasciato dall’uscita della Gran Bretagna dall’UE.

    FONTE: mail.com | apnews.com
    AUTORI: Colleen Barry a Milano e David Rising e Frank Jordans a Berlino hanno contribuito a questo rapporto.
    IMMAGINI: Credits indicati sotto

  • Coronavirus: Boris Johnson dimesso dall’ospedale

    Coronavirus: Boris Johnson dimesso dall’ospedale


    Londra – 14 Aprile 2020. L’assistenza sanitaria nazionale mi ha salvato la vita non c’è dubbio ed è difficile trovare parole per esprimere il mio debito, ma prima di arrivare a questo voglio ringraziare tutti in tutto il Regno Unito per lo sforzo e il sacrificio che ha fatto e sta facendo.
    Quando il Sole è fuori e i bambini sono a casa, quando tutto il mondo naturale sembra il più bello e la vita all’aria aperta è così invitante che posso solo immaginare quanto sia stato difficile seguire le regole sul social distanza che ringrazio, ma ci sono così tanti milioni e milioni di persone in tutto questo paese che hanno fatto la cosa giusta.

    Milioni di persone che hanno attraversato le difficoltà dell’isolamento personale fedelmente pazientemente e con pensiero e cura per gli altri e per se stessi.
    Voglio che tu sappia che questa domenica di Pasqua credo che i tuoi sforzi valgono la pena e stanno dimostrando ogni giorno il loro valore perché, sebbene piangiamo ogni giorno coloro che sono morti in tali numeri e sebbene la lotta non sia affatto finita, ora stiamo facendo progressi in questa incredibile battaglia nazionale contro la lotta contro il coronavirus che non abbiamo mai scelto.
    Contro un nemico che ancora non capiamo del tutto, stiamo facendo progressi in questa battaglia nazionale perché il pubblico britannico ha formato uno scudo umano attorno alla più grande risorsa nazionale di questo paese, il nostro Servizio sanitario nazionale (NHS).

    Lo abbiamo capito e abbiamo deciso che se insieme avessimo potuto tenere al sicuro il nostro NHS se avessimo potuto impedire che il nostro NHS venisse sopraffatto, non potremmo essere battuti e questo paese aumenterebbe insieme e superare questa sfida dato che abbiamo superato così tante sfide in passato negli ultimi sette giorni, ho ovviamente visto la pressione esercitata dal servizio sanitario nazionale, ho visto il coraggio personale non solo dei dottori e di tutti gli addetti alle pulizie, cuochi, gli operatori sanitari, di ogni tipo come fisioterapisti, radiologi, farmacisti che hanno continuato a mettersi al lavoro e hanno continuato a mettersi in pericolo continuando a rischiare questo virus mortale.
    Grazie a quel coraggio quella devozione che dovere e quell’amore che il nostro SSN è stato imbattibile, voglio dedicare il mio grazie ai dottori assolutamente geniali leader nei loro campi uomini e donne, ma molti di loro per qualche ragione hanno chiamato Nick, che qualche giorno fa ha preso alcune decisioni cruciali che sarò grato per il resto della mia vita,

    Voglio ringraziare le molte infermiere uomini e donne la cui cura è stata così sorprendente che dimenticherò alcuni nomi quindi per favore perdonami ma voglio ringraziare  Shannon ed Emily e Angel e Connie e Becky e Rachel e Nicky e Anne e spero che a loro non dispiacerà se menziono in particolare due infermiere che rimasero accanto al mio letto per 48 ore quando le cose potevano andare molto male e Jenny dalla Nuova Zelanda, Invercargill sull’Isola del Sud per l’esattezza e Luis dal Portogallo vicino a Porto e il motivo alla fine il mio corpo ha iniziato a ricevere abbastanza ossigeno  perché per ogni secondo della notte stavano guardando e pensando e si stavano occupando e facendo gli interventi di cui avevo bisogno, quindi è così che so anche che in questo paese 24 ore al giorno per ogni secondo di ogni ora ci sono centinaia di migliaia di personale del SSN che agiscono con la stessa cura e pensiero e precisione come Jenni e Luis, ecco perché sconfiggeremo questo coronavirus e sconfitto insieme vinceremo perché il nostro SSN è il cuore pulsante di questo paese, è il migliore di questo paese, è scomodo, è alimentato dall’amore, quindi grazie da me da tutti noi del SSN ricordiamo di seguire le regole sul distanziamento socialestare a casa proteggere il suo NHS e salvare vite umane grazie e buona Pasqua .

    Boris Johnson il primo ministro in quella dichiarazione video rilasciata su Twitter dopo la sua settimana in ospedale in cui era in terapia intensiva ringraziando il personale del NH, in particolare il personale del SSN che era rimasto al suo fianco quelle due infermiere che lo avevano fatto andare avanti con l’ossigeno in quella particolare notte in cui sentiva che le cose potevano mettersi al peggio e che gli avevano salvato la sua vita, non c’è dubbio su questo.
    Ultima comunicazione del primo ministro che è stata rilasciata dal Thomas’s Hospital di Londra mentre continuerà la sua convalescenza a Chequers dopo essere stato a Downing Street questo pomeriggio.

    FONTE: BBC News
    IMMAGINE: youtube.com