“All’ombra della piramide di Caio Cestio Epulone” di Francesco Roesler Franz
“All’ombra della piramide di Caio Cestio Epulone” è la spy storie adrenalinica scritta da Francesco Roesler Franz. Un romanzo complesso per l’intreccio e per il significato, ma dal ritmo veloce e scritto con semplicità. Il libro è disponibile negli store online e nelle migliori librerie.
Lo scrittore Francesco Roesler Franz è stato in grado di fondere due storie che inizialmente non sembrano avere connessione, conducendo il lettore nel vivo degli eventi.
L’autore narra la storia della famiglia Roesler Franz, partendo dalle origini boeme, ma introduce anche all’interno dei circoli culturali e nelle corti europee dal XVI al XVIII secolo.
A fare da collante ai vari temi affrontati c’è l’esoterismo, che dà un tocco di unicità a questo libro in cui la famiglia Roesler Franz ha legami con i rosacroce, i massoni, con gli esponenti della carboneria, della Dante Society, della confraternita dei Preraffaelliti e della cabala ebraica.
Trama libro
Bob è un agente della CIA, un segreto condiviso con pochi prescelti. Oltre ad avere un sesto senso raro, ha grande intuito ed è molto capace nel suo mestiere. Un sogno fatto di notte lo sconvolge portandolo a indagare per capire cosa si nasconde in ciò che vagamente intuisce. Parte alla volta di Roma, dove incontra la misteriosa Sarah.
La giovane ha un dottorato in arte e sta approfondendo le sue conoscenze sui collegamenti internazionali tra l’Italia e i paesi europei durante l’Ottocento, insieme a un professore inglese esperto di esoterismo.
Bob, aiutato da Sarah, segue le tracce lasciate dal pittore Ettore Roesler Franz, che ha dipinto 120 acquerelli della collezione Roma Sparita. Cosa lega l’arte, al sogno e agli eventi accaduti? Qual è il messaggio nascosto da scoprire!
L’arte, Roma, i viaggi, l’esoterismo, gli incontri e i segreti celati sono alcuni dei temi centrali da cui si dispiega la storia in modo interessante. Il lettore vorrà conoscere il finale e lo attenderà impaziente.
“All’ombra della piramide di Caio Cestio Epulone” è un romanzo che porta a guardare l’arte, i luoghi e le persone con occhi più attenti e una mente aperta.
Per maggiori informazioni e per acquistare il libro: amazon
“Roma esoterica” di Francesco Roesler Franz è disponibile online e nelle migliori librerie. Un testo di spessore, che fa compiere al lettore un percorso artistico davvero magico.
Quest’opera è impreziosita dai dipinti di centoventi acquerelli di Roma Sparita dipinti da Ettore Roesler Franz, prozio dello scrittore. È un omaggio al suo talento che deve essere condiviso e colto in tutta la sua grandezza per il valore dei dipinti e per il loro significato.
Francesco Roesler Franz con questo libro, bello da sfogliare e da leggere, ci fa immergere nella storia della capitale, mostrandocela in modo inedito, ma ci porta anche accorgerci dettagli che altrimenti non avremmo neppure notato.
Sono molti i significati nascosti dietro le pennellate di Ettore Roesler Franz e iniziando a coglierne alcuni viene da chiedersi quali fossero le reali intenzioni dell’artista. Cosa voleva esprimere? Quali misteri si nascondono tra i dettagli impressi sulla tela?
“Roma esoterica” fa perdere per le strade di una Roma sconosciuta, misteriosa, imperniata dall’esoterismo e dall’impronta della Massoneria. È un libro che fa riempire il cuore della bellezza dell’arte, che mostra il cambiamento, ma anche lo spirito di ciò che leggiamo e vediamo avendo questo saggio tra le mani.
Francesco Roesler Franz ha realizzato un’opera di valore, ha approfondito argomenti, rimandato immagini, raccontato con conoscenza di arte e del suo significato.
Quando quest’opera sarà chiusa, il lettore capirà quanto l’arte sia necessaria per la nostra anima, per aprire la mente a nuove visioni, per farci provare emozioni e per cogliere ciò che un semplice sguardo non può.
Per maggiori informazioni e acquistare il libro: Amazon.
Scade il 25 settembre 2020 il bando per partecipare alla 17.ma Edizione di “accordi @ DISACCORDI – Festival Internazionale del Cortometraggio” che si svolgerà a Napoli presso la location d’elite del Palazzo delle Arti Napoli – PAN, Sala Di Stefano, dal 3 al 7 Novembre. Il tema del Festival di quest’anno è: consonanze e dissonanze dei nostri tempi.
La partecipazione al concorso è gratuita ed aperta ad opere di durata massima di 25 minuti (per i documentari è ammessa la durata fino a 40 minuti) realizzate dopo il 1 gennaio 2017. Il bando di concorso ed il regolamento per partecipare sono disponibili sul sito www.accordiedisaccordi.it La kermesse diretta da Pietro Pizzimento e Fabio Gargano, è organizzata da Associazione ‘Movies Event’, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e con il sostegno della Regione Campania.
I finalisti del concorso avranno a disposizione una vetrina d’eccezione per farsi conoscere dal pubblico e dagli addetti ai lavori della Città di Partenope e staranno a contatto con registi, produttori ed attori di fama riconosciuta.
Ai vincitori come miglior corto internazionale, miglior corto nazionale, miglior corto della Regione Campania, miglior corto d’animazione, miglior documentario, miglior making of, miglior regista, miglior attore, migliore attrice, e premio del pubblico per il miglior corto, verrà consegnata una targa.
In Alaska. Il Paese degli Uomini Liberi di Raffaella Milandri
La seconda edizione aggiornata “In Alaska. Il Paese degli Uomini Liberi”, di Raffaella Milandri, disponibile anche in EBOOK, tocca le tematiche care alla autrice, attivista per i diritti umani: il rischio di estinzione dei popoli indigeni, la salvaguardia dell’ambiente, la necessità di “umanizzare” lo stile di vita moderno.
In un viaggio in solitaria di oltre 10.000 chilometri in Alaska, l’autrice, attivista per i diritti umani, percorre i sentieri dei cercatori d’oro, dei pionieri e dei cacciatori di balene. Lassù, ai confini del mondo, si imbatte in una natura umana forte e gentile, ma tocca con mano i risultati catastrofici del riscaldamento globale e delle crudeltà dell’Uomo Bianco.
Le sue esperienze più intense sono oltre il Circolo Polare Artico, dove la solitudine tocca le vette più alte e il silenzio bianco regna sovrano.
Sarà il capitano Roy, del popolo Inupiaq, ad aprirle le porte alle tradizioni antiche della sua gente, ma anche a rivelarle la dura realtà di un mondo senza scrupoli in lotta per il petrolio e per il denaro; un mondo dove l’orso polare — il gigante gentile dell’Artico— è tra le prime vittime di cambiamenti irreversibili.
La edizione è pubblicata dalla Mauna Kea Edizioni, e la versione ebook è arricchita 16 pagine di immagini fotografiche a colori.
“Un assaggio di libertà è guidare per 1000 km senza incontrare anima viva, e senza segnale sul cellulare.
Ma la libertà vera, quella dello spirito, ha un costo molto alto.
Purtuttavia, vale la pena di pagarlo”, dice la Milandri, che nel suo libro racconta due suoi viaggi avventurosi in Alaska, uno in estate e uno in inverno, tra “uomini liberi”.
L’autrice aggiunge: “Il pericolo della natura selvaggia dell’Alaska è grande: oggi siamo impreparati a basarci sui nostri cinque sensi per sopravvivere. Lassù nel profondo nord, siamo inermi di fronte alla Natura signora e padrona, che senza pietà violiamo e dissacriamo ovunque nel mondo”.
Dice l’autrice: “ Dobbiamo cessare di essere consumatori e ridiventare persone. Per non essere più denaro, o ciò che abbiamo, ma per essere di nuovo uomini”.
LIBERI DI NON COMPRARE di RAFFAELLA MILANDRI
Il libro di Raffaella Milandri, soprannominata la “scrittrice dei Popoli Indigeni”, uscito in seconda edizione e in ebook per la Mauna Kea edizioni: “Liberi di non comprare. Un invito alla Rivoluzione”, continua a mietere successi e si riconferma quanto mai attuale anche durante la crisi planetaria del coronavirus.
Anzi, si potrebbe aggettivare col termine “profetico”.
Incentrato sulla decadenza della civiltà del consumismo con tutte le sue piaghe, il libro è un vero e proprio appello che ci accompagna attraverso una profonda riflessione sul significato della vita stessa e dei suoi valori, incitando ad un cambiamento.
Cambiamento che ognuno può applicare, scrollandosi di dosso abitudini e convenzioni che fanno solo il gioco della èlite ricca del Pianeta.
Attraverso il dialogo con Jesus, un senzatetto di New York, e con la saggezza millenaria di diversi esponenti di popoli indigeni, la Milandri mette a fuoco impietosamente come l’unica cosa che possediamo, il tempo della nostra vita, si trasformi in rivoli di denaro che defluiscono insensatamente lasciandoci in solitudine e inappagati.
Il libro contiene contributi di Renzo Paris, che parla di Pasolini e del suo “anticonsumismo” , e di Francesco Barbagallo, che fa una analisi storica dei “mala tempora” ; dice Barbagallo: “questo libro appassionato ribalta i luoghi comuni sui rapporti tra paesi avanzati e Popoli Indigeni”.
Parla Raffaella Milandri: “Questo mio libro parla del consumismo come causa principale dell’inquinamento, della decadenza dei valori umani, della solitudine e delle discriminazioni sociali. E’ una opera che ho avuto urgenza di divulgare e che è stata premiata a concorsi letterari di prestigio. Le vittorie del mio lavoro sono un momento importante per riflettere sul futuro: è una responsabilità. Vuol dire che sono sulla strada giusta, e mi devo impegnare ancora di più, in maniera particolare nella divulgazione della letteratura etica, che abbia una funzione sociale e civile”.
Nei suoi libri Raffaella Milandri promuove la cultura, l’identità e i diritti umani dei Popoli Indigeni, che vivono ai margini del “Progresso”, ma i cui microcosmi sociali e culturali rappresentano esempi preziosi di convivenza pacifica ed ecosostenibile. E sottolinea il progressivo indebolimento della società dei consumi, che appare in corsa verso la autodistruzione.
Incanta il video del soprano Olga De Maio e del tenore Luca Lupoli, che, ispirati dal magico tramonto di Sorrento, in vacanza appunto nella meravigliosa cittadina della costiera, durante il tradizionale giro in carrozza, intonano il ritornello della celebre canzone Torna a Surriento, scritta e pubblicata dai fratelli Ernesto e Giambattista De Curtis, erano poeta e musicista,presso l’hotel Tramontano della cittadina sorrentina.
Ernesto De Curtis avrebbe tratto ispirazione per il ritornello ascoltando il canto di un usignolo che riproduceva le prime cinque note, durante il soggiorno ospite presso l’Hotel Tramontano nella città di Sorrento.
La canzone fu preannunciata in pubblico per la prima volta nel 1902, eseguita probabilmente proprio da una coppia di cantanti : Giovanni Ambrosini e Maria Cappiello.
L’occasione fu quella in cui il presidente del consiglio Giuseppe Zanardelli alloggiò all’hotel di Guglielmo Tramontano, allora sindaco di Sorrento. Fu annunciato che il brano era stato composto su richiesta di Tramontano, per ricordare a Zanardelli di mantenere la promessa di far realizzare una serie di opere pubbliche necessarie a Sorrento tra le quali la più importante era la rete fognaria all’epoca inesistente. Successivamente la canzone fu replicata nel concerto di musiche e canzoni napoletane nel teatro Tasso e la canzone “Torna a Surriento”, nel testo e nella musica attuali, fu cantata, per la prima volta, nel 1904 a Napoli, in occasione della Piedigrotta Garibaldi.
Le voci dei due artisti lirici, hanno lasciato piacevolmente colpiti gli astanti, i visitatori e quanti hanno avuto la fortuna di essere presenti alla loro performance improvvisata, creando così, sullo sfondo del fantastico tramonto del belvedere di via Correale, come venuto fuori da un quadro dell’Ottocento napoletano, quell’ atmosfera di altri tempi!
Olga De Maio soprano e Luca Lupoli tenoreCon questa iniziativa,nata in modo molto spontaneo, segno che nella vita dei due artisti la musica ed il canto sono indissolubili, hanno voluto esprimere una testimonianza ed un messaggio di ottimismo, positività e di buoni auspici perché anche nella città del Tasso la ripresa possa avvenire in tempi rapidi !
Vi invitiamo a seguire tutti i prossimi progetti di Olga De Maio,Luca Lupoli e dell’Associazione Culturale Noi per Napoli sulle loro pagine web e social .
La rivoluzione donizettiana è stata negli ultimi anni l’azione culturale bergamasca più visibile a livello internazionale; allo stesso tempo è stata molto significativa la riappropriazione da parte della città dell’identità del compositore stesso: Gaetano Donizetti è uscito sempre più spesso dal teatro per incontrare migliaia di persone grazie ad appuntamenti come la Donizetti Night, ai progetti dedicati alle scuole, agli spettacoli per gli anziani o nel carcere.
Proprio per segnare la possibilità di tornare a teatro, a vedere degli spettacoli tutti insieme dal vivo, Francesco Micheli, direttore artistico del Festival Donizetti Opera, si impegna in prima persona e sabato 11 luglio alle ore 21.30 porta sul nuovo palcoscenico estivo bergamasco al Lazzaretto uno dei suoi spettacoli più amati e applauditi: Lucia OFF.
Per riprendere quindi il percorso di riscoperta donizettiana, bruscamente interrotto oltre quattro mesi fa dalla pandemia, Micheli propone la storia immortale della giovane Lucia – ragazza scozzese che sogna l’amore eterno ma che dovrà far i conti con i doveri della politica e della famiglia – attraverso un percorso di immagini, parole e musica pensato anche per chi non è appassionato d’opera. Il pubblico potrà così scoprire le tante affinità fra la vita di tutti giorni e le eroine dell’opera romantica, la capacità narrativa di Gaetano Donizetti attraverso uno dei suoi capolavori divenuto negli anni più volte fonte di ispirazione di film e altre storie. Senza mai tradire le proprie origini bergamasche, da più di due secoli le melodie immortali del compositore orobico commuovono migliaia di persone anche non appassionate d’opera che ascoltano le melodie di quest’opera e la storia narrata, simile a tante di ieri, oggi o domani.
«Lucia di Lammermoor è una delle opere più famose al mondo – spiega Francesco Micheli – un capolavoro noto ai quattro angoli del pianeta. In quest’opera scritta per il San Carlo di Napoli, l’ispirazione parte da un grande romanzo dell’Ottocento di Walter Scott, The Bride of Lammermoor e il racconto resta la forma di comunicazione più semplice e popolare da cui prendiamo le mosse, oltreché la più duttile per entrare nel cuore della violenza subita da Lucia, fino a condurla alla pazzia e all’omicidio; ho iniziato a comporre il racconto chiedendomi: come è possibile che una creatura così pura e docile possa esplodere in una furia omicida così improvvisa e terribile?»
Lazzaretto on stage è il progetto promosso e organizzato dal 4 luglio al 24 agosto 2020 dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo. Per la prima volta, grazie alla massima collaborazione di tutte le realtà coinvolte, un vero e proprio festival di musica, danza e teatro anima la città attraverso più di 20 appuntamenti in un’unica manifestazione, per una stagione estiva all’insegna dello spettacolo in uno dei luoghi più simbolici della città: il Lazzaretto, trasformato in un teatro a cielo aperto, in grado di ospitare fino a 300 persone, rispettando tutte le normative di sicurezza anti Covid-19. Una rassegna che fa della straordinarietà un suo tratto distintivo per la capacità, di Bergamo e dell’Amministrazione comunale, di fare rete sul territorio per promuovere il proprio patrimonio culturale dopo un periodo difficile. Bergamo, una tra le prime Città in Italia, riparte dalla cultura con Lazzaretto on stage, una linea d’azione della programmazione estiva Bergamo Torniamo in scena. Estate duemila[e]venti.
L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Comunità Bergamasca.
Lucia OFF
di e con Francesco Micheli
Il mondo ha bisogno di Gaetano Donizetti, oggi più di ieri. Le opere del compositore bergamasco racchiudono una varietà di elementi che le rendono innovative e rivoluzionarie: i personaggi sono carichi di sentimenti estremi, giovani, vitali e mai arrendevoli; spesso vengono da paesi lontani e ci fanno scoprire come dall’Italia si osservi il resto del mondo. Simbolo della creatività donizettiana e di queste caratteristiche è Lucia di Lammermoor: titolo operistico romantico per eccellenza, immerso fra le nebbie, i castelli e i cimiteri di una Scozia medievale dilaniata dalle lotte fra i clan, narra la storia d’amore tenera e sincera di due adolescenti cresciuti troppo in fretta che si trasforma in tragedia. La giovanissima Lucia, costretta a un matrimonio combinato, ha una sola via d’uscita: la pazzia che la fa drammaticamente evadere da una vita di costrizioni e vincoli familiari. Francesco Micheli, direttore artistico del festival Donizetti Opera, racconta questa storia d’amore e le sue metafore senza tempo, svelandone i segreti anche a chi non è appassionato d’opera, con l’aiuto delle note di Donizetti e alcuni contributi video che fanno scoprire la profondità dell’opera e la sua forza espressiva ancora oggi attuale.
Francesco Micheli
Nato nel 1972, laureato in Lettere Moderne e diplomato alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, ha sviluppato la sua carriera da una parte come direttore artistico di manifestazioni di rilevanza internazionale; dall’altra come regista in Italia e all’estero, senza trascurare la formazione, l’insegnamento e l’ideazione di progetti innovativi sempre in ambito operistico. Già direttore artistico del Macerata Opera Festival (2012-17), dal dicembre 2014 lo è del festival Donizetti Opera di Bergamo. Autore di spettacoli, format teatrali e di libri, l’attività divulgativa lo ha visto impegnato con Sky Classica, Sky Arte, Rai 1. Dopo gli inizi in As.Li.Co., ha firmato regie alla Fenice di Venezia, all’Arena di Verona, al Maggio Musicale Fiorentino, al Teatro Massimo di Palermo, al Comunale di Bologna e all’NCPA di Pechino. A dicembre 2019 è stato scelto dalla rivista “Classic Voice” fra i dieci personaggi più rappresentativi del mondo della musica; l’opera di Donizetti L’Ange de Nisida con la sua regia in prima mondiale nel cantiere del Teatro Donizetti di Bergamo nel novembre 2019 ha ricevuto il Premio Abbiati dell’Associazione Nazionale Critici Musicali.
Biglietteria
biglietto unico: 7 euro
Biglietti in vendita esclusivamente on line su www.vivaticket.it
È possibile acquistare i biglietti fino 5 minuti prima dell’orario di inizio dello spettacolo.
In caso di maltempo lo spettacolo sarà recuperato la sera successiva.
Durata: 1h e 30 minuti ca.
Età consigliata: dai 10 anni
Info su: www.comune.bergamo.it – Facebook: @LazzarettoOnStage – Instagram: @lazzaretto_on_stage
Noi per Napoli Show “in Tv : la lirica incontra le arti,la società e l’attualità
Noi per Napoli Show approda in Tv,sull’emittente Campania Felix Tv con un Salotto televisivo in cui la lirica o meglio il duo lirico,questa la novita’,composto dal soprano Olga De Maio e dal tenore Luca Lupoli, rappresentanti dell’Associazione Culturale Noi per Napoli, ogni settimana incontrano artisti,musicisti,poeti,pittori,scultori,giornalisti,personaggi della cultura, dell’attualità,del sociale,dello spettacolo dell’imprenditoria ed artigianato che,intervistati,raccontano le loro storie, alternate a dei magici momenti musicali e di bel canto.
Un programma quindi ideato e curato dalla vivacità e freschezza dei due artisti lirici partenopei, noti a livello nazionale ed internazionale, essendosi distinti con continuità per la loro opera di diffusione universale del bel canto e dell’opera lirica, rendendola accessibile veramente a tutti nei luoghi storici più conosciuti e meno di Napoli e della Campania ed in molte città italiane ed estere.
Olga De Maio soprano
Condivide questa esperienza con loro l’esperta di comunicazione e marketing della KV design+ marketingChiara Vitale,curando la rubrica ” Intrecci di storie ” dedicati al mondo dell’imprenditoria e dell’artigianato.
Noi per Napoli Show si vuole qualificare come un’occasione di incontro costruttivo, un momento di riflessione, di dialogo, scambio di risorse, esperienze, spunti, suggerimenti sui più grandi temi dell’attualità in tutti i suoi aspetti di Napoli, in cui ogni ospite porta il suo contributo, presentando la propria arte, una condivisione quindi di esperienze, emozioni, passioni coinvolgente non solo per chi interviene in studio ma anche per il pubblico che assiste da casa.
noi per napoli show Eventi a Napoli
La messa in onda e’ partita con la puntata 0 che ha visto la partecipazione della scrittrice e giornalista Maria Cuono, il M° flautista Marco Covino, il cantautore Peppe Cirillo, la percussionista Arianna Morabito, la Dott.ssa Edda Cioffi,psicologa, giornalista, presentatrice, Massimiliano Verde , Presidente dell’Accademia di lingua e cultura della città di Napoli proseguirà con un appuntamento ogni settimanale il prossimo mercoledì 1 luglio 2020 alle h.21 sui canali 210 • 613 • 689 del digitale terrestre Campania Felix Tv con la giornalista Laura Bufano, il regista Davide Guida, Franco Nappi attore de Il Demiurgo,l’artista contemporaneo Luigi Filadoro, il poeta Igor Issorf, il pianista Francesco Schiattarella.“
Leitmotiv della trasmissione è la ” domanda finale” che il soprano Olga De Maio rivolge a tutti gli ospiti : ” Cosa speri?”,sulla ” speranza “,una delle parole chiave di Noi perNapoli Show, foriera di positività e fiducia che devono illuminare le esistenze di tutti !
Un ringraziamento doveroso va alla redazione di Campania Felix tv, tecnici,registi ed al direttore Raffaele Carlino che collaborano
Chi volesse partecipare a Noi per Napoli Show può scrivere a: [email protected]
Oppure chiamare o scrivere su w.app al numero 351 5332617 Associazione Culturale Noi per Napoli 339 4545044 oppure KV design+marketing 320
Riflettori puntati su BIAS 2020 – Biennale d’Arte Sacra delle Religioni dell’Umanità, che rimarrà attiva sino almeno alla fine di Ottobre 2020. Si tratta di un’esposizione transnazionale voluta e promossa dalla Fondazione Donà dalle Rose, da WISH-World International Sicilian Heritage e dalla visual artist Rosa Mundi, con l’obiettivo di promuovere un percorso di crescita collettiva attraverso uno specifico contesto di espressione artistica e dialogo interreligioso, facendo dell’arte contemporanea strumento di indagine, denuncia e conoscenza al di là di qualsiasi pregiudizio sociale, religioso, politico ed economico.
La Terza Edizione è incentrata sul tema “The game of time, the time of game”, in un girotondo di opere realizzate da 100 artisti provenienti da tutto il mondo e chiamati ad interpretare i concetti di Tempo e Gioco.
Per il mese di Luglio sono invece coinvolte le seguenti città:
1° luglio – Messina, MUME Museo Regionale Sicilia
10 luglio – Palermo, Loggiato di San Bartolomeo
11 luglio – Gibellina, Fondazione Orestiadi
12 luglio – Erice
24 luglio – Porto Rotondo
31 luglio – Salina
L’articolo continua dopo l’immagine
Tra le presenze artistiche di spicco i fratelli Alviti di origini romane, meglio conosciuti come ALVITIART. In occasione di BIAS 2020 vengono presentate opere scultoree di Cristiano Alviti, della serie I Giganti, e incisioni monotipo su lastre in ferro di Patrizio Alviti, appartenenti alla neonata collezione VOLONTA’ DI FERRO.
Chiara Modìca Donà delle Rose – Direttrice Biennale internazionale Arte contemporanea sacra
Per Cristiano Alviti la scultura in particolare rappresenta un modo per raccontare il proprio mondo interiore creando un ponte di congiunzione fra tale mondo e il resto dell’umanità, in un atto continuo di scambio, dialogo e comprensione. In questo “sentire” si inseriscono le opere della serie I Giganti. Ogni scultura, realizzata tramite fusione in bronzo, è simbolo dell’imprigionamento umano. Rappresentato come corpo fuso con lo spazio che lo contiene, il Gigante ricorda a chi lo osserva che ognuno ha dentro di sè la forza per essere immenso, svelando le infinite potenzialità che racchiude. Ed è proprio nel Gigante che Vita, Storia, Tempo e Sogno trovano il loro posto d’eccezione e la loro forma privilegiata.
Le opere di Patrizio Alviti, che ama definirsi un “accumulatore emozionale”, sono intrise di un alone di malinconia e segretamente gridano alla necessità per l’uomo di raggiungere finalmente una libertà sociale che coincide con la libertà di espressione scevra dal timore di essere giudicati.
L’articolo continua dopo l’immagine
In un momento in cui la vita si è congestionata a causa del Covid-19, Patrizio insieme con Cristiano ha davvero accumulato un infinto numero di emozioni e sentimenti da cui è scaturita in poco tempo la collezione VOLONTA’ DI FERRO che include incisioni monotipo realizzate su lastre di ferro, che fondono la tecnica dell’acquerello con quella dell’incisione in un doppio lavoro grafico dove la geometria delle lastre rappresenta la razionalità umana e l’acquarello la parte emotiva dell’individuo.
ALVITIART ci ricorda che l’arte non si ferma, VOLONTA’ DI FERRO ci fa riflettere sul fatto che non apparteniamo ad un mondo creato da altri ma siamo noi che creiamo il nostro insieme a chi decide di partecipare al viaggio che è poi la nostra esperienza di vita.
Spesso, capita di sentire parlare in modo discorsivo dei pregiati marmi originari della zona toscana di Seravezza. Tra questi, senza dubbio spicca in tutto il suo magnifico splendore il blocco denominato “Marmo dai 1000 volti” che appartiene alla famosa breccia medicea.
Questo blocco, godo del Patrocinio istituzionale concesso dal Comune di Pietrasanta ed è protagonista di un importante progetto di ricerca compiuto in prima persona dal proprietario Massimo Caramia, che vanta una radicata e consolidata esperienza in materia, essendo un artista-artigiano del marmo di notevole autorevolezza.
E proprio grazie e in virtù di questa sua capacità acquisita e perfezionata nel tempo, Caramia si sta dedicando anima e corpo per procedere nel progetto, investendo proprie risorse e proprie energie con caparbia e risoluta intraprendenza. A dare sostegno e supporto all’operato di Caramia, con la sua consulenza specializzata, è la dottoressa Elena Gollini che si occupa di curare e gestire tutta la pianificazione logistica della comunicazione promozionale del progetto di ricerca.
L’articolo continua dopo l’immagine
In particolare, la dottoressa Gollini ha rimarcato a riguardo: “Il lavoro fatto da Massimo è davvero ammirevole e sta dando risultati ottimali nella fase sperimentale compiuta con appassionato e accorato trasporto. Il blocco è un vero e proprio reperto storico di inestimabile valore artistico. Nella sua evoluzione naturale ha sviluppato al proprio interno un corposo circuito di immagini figurali di affascinante bellezza suggestiva.
Sono come delle visioni sospese in bilico tra sogno e realtà, tra reale e immaginario, che emergono come per incanto e magia e si palesano nella loro misteriosa ed enigmatica essenza creativa”. E ha aggiunto ancora: “Volendo simbolicamente classificare e inquadrare questo blocco attribuendo e conferendo la rilevanza che merita, stiamo organizzando in modo tattico una sequenza di ulteriori fasi comprovanti, per arrivare ad un livello elevato di risonanza mediatica.
Nel guardare e ammirare le figure insite nel blocco, si riesce davvero ad immergersi in una dimensione speciale, dove si dimentica la scansione temporale e cronologica e si intraprende un viaggio favoloso, come dentro una virtuale macchina del tempo. Il desiderio e l’intento di Massimo, è proprio quello di poter accompagnare e guidare in questo incredibile viaggio tutti quanti, con aperto spirito di condivisione e di aggregazione”.