Categoria: Salute e Benessere

  • Covid-19, Regno Unito approva il vaccino Pifer-BioNTech, è il primo Paese al mondo

    Covid-19, Regno Unito approva il vaccino Pifer-BioNTech, è il primo Paese al mondo

    Covid, Regno Unito approva il vaccino Pifer-BioNTech, è il primo Paese al mondo

    Roma, 3 dicembre -Il Regno Unito ha approvato l’uso del vaccino anti-coronavirus della Pfizer-BioNTech. È il primo Paese al mondo che dà il via libera al prodotto per un uso diffuso. Un primato reso possibile dalla Brexit: nel resto d’Europa, infatti i Paesi Ue sono ancora in attesa degli esiti delle valutazioni dell’Ema sul farmaco.

    “Il governo ha accettato la raccomandazione dell’autorità di regolazione sui farmici del Regno, la Mhra, per approvare l’uso del vaccino Covid-19 della Pfizer-BioNTech” spiega un comunicato del ministero della Sanità inglese. “Il vaccino sarà disponibile in tutto il Regno Unito a partire dalla prossima settimana” e la priorità verrà data agli anziani delle case di riposo e al personale medico.

    La Mhra ha fatto sapere che il vaccino offre fino al 95% di protezione contro il virus ed è sicuro per il lancio delle vaccinazioni di massa. Il Regno Unito ha già ordinato 40 milioni di dosi, sufficienti per vaccinare 20 milioni di persone, con due iniezioni ciascuna, secondo quanto riferisce la Bbc. Presto dovrebbero essere disponibili circa 10 milioni di dosi con le prime in arrivo nel Paese già nei prossimi giorni.

    Emer Cooke - Vaccino Pfizer

    “L’odierna< autorizzazione all’uso di emergenza nel Regno Unito segna un momento storico nella lotta contro Covid-19″ ha detto Albert Bourla, Ceo di Pfizer. L’azienda statunitense e la tedesca BioNTech attendono ulteriori decisioni normative da altri Paesi “nei prossimi giorni e settimane”.

    L’Unione europea si muove con maggiore cautela rispetto al Regno Unito ed è ancora in attesa che l’Ema, l’agenzia regolatoria comunitaria, completi le sue valutazioni sul prodotto.  “Siamo consapevoli dell’enorme responsabilità che abbiamo e pertanto volevo garantirvi che le nostre valutazioni si baseranno soltanto sulla sicurezza, sulla qualità e sull’efficacia del vaccino” ha dichiarato Emer Cooke (nella foto),  direttrice esecutiva dell’Agenzia europea per i medicinali in una videoconferenza dei ministri della Salute dell’Unione europea.

    Cooke ha poi spiegato: “Sappiamo che ci sono molte preoccupazioni tra i cittadini europei e a tal fine prevediamo un incontro l’11 di dicembre per ascoltare i timori”.

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE:  ema.europa.eu

  • Indagine Doxa sull’impatto Covid sulle spese per il benessere

    Indagine Doxa sull’impatto Covid sulle spese per il benessere

    Indagine Doxa, l’impatto Covid sulle spese per il benessere: persi 6 miliardi rispetto al 2018

    Roma, 30 settembre – Gli italiani continuano a sentirsi bene e, in larga parte, a essere attenti alla cura di sé e della propria immagine, ma la crisi Covid-19 ha inevitabilmente fatto sentire i propri effetti, con ripercussioni sugli acquisti di prodotti e servizi per il benessere, scesi nell’ultimo anno a 37 miliardi di euro, contro i 43 miliardi del 2018 (rilevazione: ottobre 2018).

    Questo il dato principale che emerge dal Rapporto sull’Economia del benessere 2020, seconda edizione dell’indagine voluta da Philips e realizzata da Doxa per analizzare stili di vita, abitudini e tendenze di consumo degli italiani. Per quanto resti sostanzialmente invariata la quota di italiani che valutano positivamente il proprio stato di salute (81%), dall’indagine emerge un mutato orientamento nei confronti della prevenzione. Nel corso del 2020 si registra infatti un calo della frequenza delle visite al medico di famiglia e dello svolgimento di esami e accertamenti. Si è parzialmente supplito con consulti a distanza e online, al quale ha fatto ricorso il 56% degli italiani per quanto riguarda i medici di famiglia e il 35% per gli specialisti. 

    Il rapporto evidenzia come l’emergenza Covid-19 abbia generato contraccolpi significativi sulle pratiche e gli acquisti orientate alla prevenzione, alla sana alimentazione e alla componente edonistica del benessere. Sebbene la ripartizione del paniere di spesa sia in linea con quanto rilevato nella prima edizione della ricerca (40% della spesa riservato alla sana alimentazione, contro il 41% del 2018, 23% per la  cura del corpo vs il  24% 2018  e 19% per l’ attività fisica a fronte del  20% del 2018)  sono i numeri in termini assoluti a far emergere un quadro sostanzialmente diverso.

    La spesa in sana alimentazione ammonta infatti quest’anno a 14,9 miliardi di euro, registrando una contrazione del -15% rispetto ai 17,5 miliardi del 20; quella per la cura del corpo è scesa a 8,6 miliardi dai 10,2 miliardi della scorsa rilevazione (-15%), mentre quella per l’attività fisica è pari a 7,1 miliardi, segnando un decremento del -17% dagli 8,6 miliardi del 2018.

    “Dopo mesi di lockdown spiega una nota alla stampa “in cui i cittadini italiani sono stati soggetti a elevati livelli di tensione e incertezza, non e’ casuale che a reggere il confronto con la rilevazione precedente siano proprio la spesa per la gestione dello stress (4,8 miliardi  vs 4,9 miliardi 2018 pari a -2%) e per il sonno. Quest’ultima va addirittura in controtendenza, raggiungendo i 2,1 miliardi: una crescita del +16% rispetto agli 1,8 miliardi del 2018”.

    Sostanzialmente in linea con quelli nazionali i dati registrati nel Lazio, dove la spesa per il benessere ammonta a 3,8 miliardi di euro, dei quali il 39% è riservato alla sana alimentazione, il 23% alla cura del corpo e il 20% all’attività fisica.  Gli abitanti della nostra Regione sono tra quelli che più hanno ridotto la propria spesa per il benessere, una diminuzione di circa 900 milioni di euro rispetto al 2018, per un calo percentuale del 19% (significativamente più alto del  14% della media nazionale). Contrazioni si sono registrate in tutti i settori, dalla sana alimentazione alla cura del corpo, dall’attività fisica alla gestione dello stress. In controtendenza solo la spesa per la qualità del sonno, cresciuta a quasi 230 milioni di euro dai 170 milioni del 2018 (+33%).

    Quella sul versante della spesa sembra pero’ una delle poche conseguenze che il lockdown dovuto al Covid-19 ha avuto sugli abitanti della Regione. L’82% dei cittadini laziali valuta infatti positivamente il proprio stato di salute anche oggi, un dato in linea con la media nazionale e nettamente superiore a quello del 2018 (77%). Scende addirittura al 27% (contro il 31% del 2018) il numero di ‘stressati cronici’. In aumento solo la percentuale di quanti lamentano problemi di insonnia (59% vs 50% del 2018), una crescita comunque inferiore a quelle della media nazionale (salita al 59% dal 47% del 2018).

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE: pixabay.com

  • Apiterapia con Padre Carmine Zaccariello

    Apiterapia con Padre Carmine Zaccariello

    Nella comunità Oasi Regina degli Angeli di Marzano Appio (Caserta) si vive nella fiducia e nel sostegno reciproco e si condivide il vissuto, in un clima di fiducia, lavoro e solidarietà, proprio come il Padre Carmine Zaccariello ha sempre insegnato agli ospiti della Fondazione. L’apicoltura è uno degli strumenti che permette di “riavvare” gli emarginati, gli svantaggiati ad una vita normale.

    Tanti sono i prodotti, infatti, che le api producono.

    Il miele è sicuramente il più conosciuto, ma altre ricchezze si nascondono in un’arnia, la propoli, il polline, la pappa reale, la cera d’api per lucidare mobili antichi, per realizzare candele, per usi di cosmetica e di omeopatia.

    Apiterapia con Padre Carmine ZaccarielloChiacchierando piacevolmente con padre Carmine Zaccariello scopriamo un nuovo mondo che attiene all’apiterapia, cioè è un metodo di cura alternativo che utilizza i prodotti delle api a scopo terapeutico. Infatti, i prodotti possono essere ingeriti, applicati localmente su parti dolenti, iniettati, o usati come supplementi.

    Gli usi del miele più comuni per il benessere e la salute dell’uomo sono come ricostituente e fonte di energia immediata, come immunostimolante, come antibatterico, come disinfettante e cicatrizzante di ferite ed ustioni grazie alle sue proprietà antibiotiche, applicato direttamente sulla parte lesa, come coadiuvante nelle infezioni del cavo orale, in caso di mal di gola e ulcere della bocca, come lenitivo per la tosse.

    La propoli, viene utilizzato come igienizzante del tratto orale, aiuta a contrastare le infezioni del cavo orale grazie alle sue proprietà antinfiammatorie.

    Ottima per mal di gola, gengiviti, alito cattivo. Il veleno è il prodotto dell’apiterapia più intensamente studiato nella ricerca medica, quello che ha anche ricevuto più riconoscimenti e che trova più applicazioni. Studi recenti, infatti, hanno garantito che il veleno d’api racchiude 18 componenti chimici, ognuno dei quali possiede proprietà farmacologiche.
    Il veleno d’api viene somministrato per alleviare dolori muscolari, per ridurre infiammazione, per problemi d’artrite e per diminuire le sintomatologie di malattie degenerative.

    La pappa reale possiede numerose proprietà terapeutiche, benefiche e curative. Rappresenta un ottimo ricostituente naturale, aiuta a contrastare la stanchezza fisica, lo stress mentale e facilita la capacità di concentrazione, grazie ai suoi alti contenuti di vitamina A, vitamine del complesso C, D, E e, in particolare, del complesso B.

    Il polline d’api è un alimento altamente proteico e dagli alti principi nutritivi che apporta benessere con effetti rinvigorenti e rienergizzanti. La sua assunzione prolungata, come supplemento nutrizionale, può essere d’aiuto per migliorare performance fisiche e mentali.

    La cera d’api può essere usata come rimedio naturale a livello curativo specialmente come ingrediente nelle creme viso e mani. Grazie alle sue proprietà dermoaffini, protegge la pelle ma allo stesso tempo la lascia traspirare.

    Ameglio frazione di Marzano Appio (Caserta)

    Postato da Costanza

  • Coronavirus: italia ad una prova simile al ground zero secondo la stampa americana

    Coronavirus: italia ad una prova simile al ground zero secondo la stampa americana

    Coronavirus: italia ad una prova simile al ground zero secondo la stampa americana

    Il ground zero del coronavirus italiano dà un esempio virtuoso nella reazione della popolazione.
    CODOGNO, Italia (AP) – Per tre settimane, il gioco dei bambini non ha fatto eco nella piazza principale della città di Codogno, sovrastata da una statua del patrono della città, San Biagio, un medico del 4 ° secolo. Ma anche in quel periodo, il silenzio è stato trafitto sempre meno spesso dalle sirene delle ambulanze, che nei primi giorni ruggivano ogni due ore.

    coronavirus - Codogno - italia 13 marzo 2020
    Codogno, Italia

    coronavirus - Codogno - Italia 10 marzo 2020
    Un uomo cammina a Codogno, in Italia

    coronavirus - Codogno - Italia 11 marzo 2020
    Codogno, Italia

    coronavirus - Codogno - Italia 12 marzo 2020

    Codogno, la città del nord Italia che ha registrato la prima infezione da coronavirus in Italia ha offerto un esempio virtuoso agli altri italiani, che ora affrontano un blocco nazionale senza precedenti, che restando a casa, le tendenze possono invertire. Le infezioni del nuovo virus non si sono fermate a Codogno, che ha ancora registrato la maggior parte delle 10 città lombarde nella zona rossa originale dell’Italia, ma hanno rallentato.
    Per la maggior parte delle persone, il nuovo coronavirus provoca solo sintomi lievi o moderati. Per alcuni può causare malattie più gravi.

    I residenti della città settentrionale che hanno registrato la prima infezione da coronavirus localmente diffusa in Italia hanno fornito un esempio virtuoso per tutti gli italiani che ora affrontano un blocco senza precedenti a livello nazionale: restando a casa, le tendenze potranno diminuire. Le infezioni del nuovo virus non si sono fermate a Codogno, che ha ancora registrato la maggior parte delle 10 città lombarde nella zona rossa originale dell’Italia, ma hanno rallentato.

    Nella città di 16.000 abitanti situata vicino al fiume Po a circa 60 chilometri a sud-ovest di Milano, quasi tutti conoscono qualcuno tra i quasi 200 infetti dal virus, o i 34 che sono morti. Quando in settimana è uscita la notizia che non vi erano state zero nuove infezioni nelle precedenti 24 ore, le speranze dei media di uno stop definitivosembravano esagerate. Ma la tendenza sembra essere reale – e uno dei motivi che hanno portato il premier Giuseppe Conte a imporre una serie di nuove misure draconiane in tutte le regioni questa settimana.

    Cinque nuove infezioni sono state registrate mercoledì, rispetto a 35 al giorno all’inizio dell’epidemia, ha detto il sindaco Francesco Passerini, che come la maggior parte delle persone in città indossa una maschera e che ha pianto a distanza con gli amici che hanno perso i loro padri.

    “È una guerra. È una guerra, ma abbiamo tutte le possibilità di vincere “, ha detto Passerini. “A differenza dei nostri nonni, che sono andati fisicamente in battaglia per la nostra libertà, ci viene richiesto di mostrare responsabilità – responsabilità e calma”.

    Tra le persone la cui vita il virus ha fermato c’è Umberto Falchetti, 86 anni, che ha contribuito a trasformare il business dei componenti per auto MTA fondato da suo padre in una delle maggiori affermazioni industriali della città, fornendo Fiat Chrysler e Renault, tra gli altri. “Era in salute, non aveva condizioni”, ha detto al telefono sua figlia Maria Vittoria Falchetti all’Associated Press. È morto entro una settimana dalla febbre.

    Per tre settimane, i residenti si sono abituati al loro isolamento dal mondo e l’uno dall’altro. Per lo più indossano maschere quando escono, non come un requisito ma “come un atto di attenzione soprattutto per evitare il contagio per gli altri”, ha detto Passerini. I saluti della stretta di mano vengono sostituiti con nuove forme di riconoscimento: uno sguardo fisso, diciamo. “Dobbiamo renderlo nostro”, ha detto il sindaco.

    Anche con le maschere, i residenti rispettano fermamente la regola della distanza di 1 metro, mentre aspettano fuori da una banca per pagare le bollette, una farmacia per riempire le loro prescrizioni o un panificio per alcune provviste.

    Mentre il resto dell’Italia ha dovuto adattarsi a misure in rapida evoluzione, il ritmo all’interno di Codogno non è mai cambiato davvero da quando la prima diagnosi nel cluster lombardo è stata confermata il 21 febbraio – nemmeno quando le barricate della polizia e dell’esercito sono scese all’inizio di questa settimana quando la Lombardia è diventata una grande zona di contenimento.

    “Più che un sospiro di sollievo, c’era una certa preoccupazione per il rischio che tutti i sacrifici fossero vani”, ha detto Passerini dell’apertura. “Stiamo continuando con i nostri comportamenti virtuosi. Ci siamo abituati a loro, con la speranza che questa emergenza si concluda il più presto possibile, non solo a Codogno ma nel resto del paese e in Europa ”.

    Quindi, mentre le persone non possono più partecipare alla Messa o scambiare notizie in un bar, una stazione radio parrocchiale locale è intervenuta per colmare parzialmente questo vuoto, trasmettendo messa e preghiera, insieme a bollettini dell’agenzia di protezione civile e messaggi del sindaco. I treni non si fermano più alla stazione – nessuno va comunque da nessuna parte.
    E i negozi di articoli non essenziali come l’abbigliamento e le biciclette che si sono aperti abbastanza a lungo da inviare cartelli che indicano ai clienti che devono indossare una maschera per entrare, vengono chiusi di nuovo.

    “Codogno è stato sotto i riflettori sin dal primo giorno”, ha detto Rosy Ronsivalle, che questa settimana si è fermata in edicola tornando a casa dalla farmacia per ritirare una rivista per sua figlia di 4 anni. “Ci siamo comportati bene.”

    Ma è stato con grande sacrificio personale. Ronsivalle ha improvvisato i pasti dopo che i negozi – compresi i supermercati – sono stati  chiusi il 21 febbraio alle 16:00, lasciandola con un frigorifero vuoto, e hanno organizzato il gioco per suo figlio di 2 anni e la figlia di 4 anni, che non sono stati fuori. Oltre a proteggerle, deve anche proteggere sua madre, che ha recentemente terminato la chemioterapia e che era stata programmata per un intervento chirurgico urgente fino a quando il blocco non ha reso impossibile viaggiare fuori dalla zona rossa.

    “La sua situazione è delicata e i medici (inizialmente) hanno detto: ‘Operiamo subito, non abbiamo tempo da perdere”, ha detto Ronsivalle. “Ora, sfortunatamente, c’è da aspettare a causa delle esigenze degli ospedali. Non ci sono abbastanza letti in terapia intensiva per lei, perché dopo essere stata operata, ovviamente dovrebbe andare in terapia intensiva. ”

    Stanno ora aspettando un intervento chirurgico da programmare. “Questo è solo un altro problema che il coronavirus può portare alle famiglie”, ha detto.

    FONTE: mail.com
    IMMAGINI: mail.com | Associated Press

  • Brexit: il Regno Unito pronto ad aprire al pollo Usa lavato con gli acidi vietato nella UE

    Brexit: il Regno Unito pronto ad aprire al pollo Usa lavato con gli acidi vietato nella UE

    Brexit: il Regno Unito pronto ad aprire al pollo Usa lavato con gli acidi vietato nella UE

    Con la Brexit il Regno Unito pronto ad aprire al pollo Usa lavato con gli acidi
    L’importazione di questa carne è vietata dalle regole europee per questioni di sicurezza. Ma il prodotto costa anche il 20% in meno e Trump spinge su Johnson perché apra il suo mercato

    24 febbraio 2020

    Alevamento intensivo di galline – Foto archivio Ansa

    Il pollo, più del merluzzo fritto nel celebre fish and chips, è sempre più un alimento indispensabile sulle tavole britanniche. E ora che la Brexit sarà attuata e il Paese non dovrà più sottostare alle regole europee, Londra sembra disposta ad importare anche le galline disinfettate con acido lattico, o magari anche con cloro, degli Stati Uniti per placare la fame insaziabile di questo alimento nel Paese, facendo scendere anche i prezzi.

    Allevamenti intensivi e malsani

    George Eustice, il Segretario di Stato all’Ambiente, ha affermato che sulla questione “c’è spazio per una discussione sensata” nelle trattative per un futuro accordo di libero scambio tra i due Paesi. La pratica in Europa è vietata da anni perché la si ritiene un trucco per permettere alle fattorie intensive di risparmiare allevando animali in condizioni malsane per poi disinfettarne la carne una volta macellata. Il Daily Mirror ha pubblicato un reportage proprio sulle fattorie statunitensi mostrando un quadro veramente terribile. I polli vengono tenuti in migliaia in stanze dove manca l’aria, con pochissimo spazio e con i corpi coperti di piaghe.

    Animali modificati

    Gli animali sono stati modificati geneticamente nel tempo per fare in modo che guadagnino peso in poche settimane riducendo così il tempo di allevamento necessario.
    Poultry Science Journal ha calcolato che se gli umani crescessero allo stesso ritmo di questi polli moderni, arriverebbero a pesare 300 chili in otto settimane.

    Produzione economica

    Una volta uccisi i loro corpi vengono immersi in acqua contenente biossido di cloro o altri acidi per uccidere organismi nocivi come l’Escherichia coli o la salmonella. Il presidente dell’azienda statunitense Fieldale Farms, Tom Hensley, parlando con il quotidiano britannico ha sostenuto che il processo è sicuro, “altrimenti, 350 milioni di americani sarebbero malati ogni settimana”. Sicuro e sicuramente più economico di tenere pollai con migliori standard di vita per gli animali. Una ricerca dell’Istituto Adam Smith ha calcolato che i consumatori statunitensi pagano il 21% in meno per un chilo di pollo rispetto quelli del Regno Unito. E visto che la Gran Bretagna produce circa il 60% del pollo consumato qui ed importa anche 900mila tonnellate all’anno, gli Usa sono molto interessati a riaprire questa porta e Donald Trump sta facendo pressione sul premier britannico, Boris Johnson. Quest’ultimo ha sempre sostenuto che la questione è più di welfare animale che di sicurezza per i cittadini e che sul tema vuole quindi farsi guidare dalla scienza.

    Spazio di discussione

    “Il mantenimento del diritto dell’Ue ha comportato sia il divieto di vendita di pollo lavato con cloro sia di carne trattata con ormoni”, ha spiegato Eustice ricordando che negli States “usano anche altri disinfettanti come l’acido lattico”, e che sul tema “c’è spazio per una discussione sensata”, visto anche che “già usiamo l’acido lattico su alcune specie, in particolare la carne bovina”.

    FONTE: agrifoodtoday.it
    IMMAGINE: Foto archivio Ansa

  • Giornata mondiale del diabete 2019

    Giornata mondiale del diabete 2019

    Giornata mondiale del diabete 2019

    Roma, 14 novembre – È dedicata al tema “Famiglia e diabete” la Giornata mondiale del diabete, che si celebra oggi in Italia e in tutto il mondo; Obiettivo della scelta tematica di quest’anno  è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto che il diabete ha sulla famiglia e promuovere il suo ruolo nella gestione, cura, prevenzione e conoscenza di una malattia che è ancora poco conosciuta da larghi strati dell’opinione pubblica. Al punto che soltanto nel nostro Paese il 3% delle persone tra i 35 ed i 69 anni ha il diabete, ma non lo sa.

    Giornata mondiale del diabete 2019La diagnosi precoce e l’adesione alle terapie sono fondamentali per prevenire o ritardare il vero problema del diabete, cioè le possibili complicanze croniche, che hanno un impatto socio-sanitario (ma anche economico) per il malato e la sua famiglia. La famiglia rappresenta il primo e più importante fulcro per imparare e mantenere un corretto stile di vita, per migliorare la gestione del diabete tipo 1 ed evitare le sue complicanze e al tempo stesso prevenire sovrappeso e obesità, importanti fattori di rischio del diabete tipo 2 anche in età pediatrica, non solo nell’adulto e nell’anziano.

    La Giornata mondiale, istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation (Idf) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica, su scala planetaria,  sul diabete e in particolare sulla sua prevenzione e gestione, fornisce l’occasione per richiamare alcune realtà relative al “peso” di questa malattia a livello mondiale: secondo i dati pubblicati nel 2017 dalla World Diabetes Federation nel mondo sono 415 milioni le persone che vivono con il diabete (un adulto su 11) e questo numero è destinato ad aumentare a 642 milioni nel 2040. In Italia, l’Istituto nazionale di statistica (Istat) stima che nel 2016 le persone con diabete sono oltre 3 milioni, cioè il 5,3% dell’intera popolazione.

    Adottare una corretta alimentazione, praticare attività fisica, mantenere un peso appropriato, evitare fumo e alcol sono tutti comportamenti che contribuiscono a prevenire l’insorgenza e le complicanze del diabete mellito di tipo 2 e aiutano gestire la patologia, a volte con risultati più duraturi e vantaggiosi rispetto alla sola terapia farmacologica.

    In occasione della Giornata mondiale, il ministero della Salute ha riproposto sul suo sito alcune raccomandazioni utili a gestire, prevenire e contrastare il diabete tratte dalle Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione. Sono le seguenti:

    • le attività fisiche aerobiche e di forza sono importanti sia per la prevenzione che per il trattamento della malattia diabetica e la loro combinazione aumenta i benefici
    • l’attività fisica dovrebbe essere svolta possibilmente ogni giorno cercando di evitare due giorni consecutivi di inattività
    • camminare per almeno 30 minuti al giorno (individualmente o in gruppi) riduce il rischio di sviluppare il diabete nelle persone affette da sindrome metabolica
    • è importante, interrompere regolarmente (ad esempio, ogni 20-30 minuti) il tempo trascorso in posizione seduta e/o reclinata
    • i pazienti adulti con un buon controllo glicemico possono praticare in sicurezza molte attività, compresi vari tipi di sport previa idonea valutazione
    • per i pazienti anziani è necessario consigliare esercizi adattati, per tipologia e intensità, a particolari condizioni e limiti oggettivi.

    Inevitabile anche un richiamo al diabete tipo 1 , chenon può essere prevenuto, poichè sono ancora poco chiari i fattori di rischio che interagiscono con la predisposizione genetica e che scatenano la reazione autoimmunitaria, ma del quale  è comunque  possibile prevenire, posticipare l’insorgenza o ridurre la gravità delle complicanze, mantenendo quanto più possibile stabili nel tempo i valori glicemici.

    Per fare ciò, è importante che la persona con diabete di tipo 1 sia consapevole della propria condizione, sia in grado di gestirla nella vita quotidiana e segua uno stile di vita sano. Ecco alcune delle regole da seguire per la prevenzione delle complicanze del diabete di tipo 1 suggerite dal ministero:

    • iniettare regolarmente e correttamente l’insulina
    • seguire una dieta corretta
    • fare attività fisica regolare, ma con le dovute precauzioni
    • eseguire regolarmente i controlli necessari al monitoraggio della malattia
    • non fumare
    • fare ogni anno la vaccinazione antinfluenzale.

    Per altre informazioni sul diabete vedi anche
    https://www.dieta-dimagrante.com/alimentazione/alimentazione-e-diabete-la-malattia-del-millennio/

    FONTE: www.rifday.it

  • Gli odori delle malattie spiegati dalla scienza

    Gli odori delle malattie spiegati dalla scienza

    Una donna scozzese che ha stupito i medici con la sua capacità di rilevare la malattia di Parkinson attraverso l’olfatto ha aiutato gli scienziati a trovare le cause dell’odore.

    I ricercatori di Manchester hanno affermato di aver identificato le molecole sulla pelle legate all’odore e di sperare che ciò possa portare a una diagnosi precoce.

    Lo studio è stato ispirato da Joy Milne, un’infermiera in pensione di 68 anni di Perth.

    Notò per la prima volta l’odore “muschiato” di suo marito Les, a cui fu diagnosticata la malattia di Parkinson anni dopo.

    Parkinson - Odori delle malattie
    Joy, che ha lavorato per tre anni con l’Università di Manchester nella ricerca, è stato nominato in un articolo pubblicato sulla rivista ACS Central Science.

    È stata anche nominata docente onoraria all’università grazie ai suoi sforzi per aiutare a identificare l’odore rivelatore.

    Joy Milne - Odori delle malattie
    La ricerca ha rivelato che un numero di composti, in particolare acido ippurico, eicosane e octadecanal, sono stati trovati in concentrazioni più elevate del solito sulla pelle dei pazienti con Parkinson.

    Sono contenuti nel sebo, la secrezione oleosa che ricopre la pelle di tutti, ma che è spesso prodotta in maggiore quantità da persone con Parkinson, rendendoli più propensi a sviluppare un disturbo cutaneo chiamato dermatite seborroica.

    L’autrice principale, Prof. Perdita Barran, della facoltà di chimica dell’Università di Manchester, ha dichiarato alla BBC Scozia: “Ciò che abbiamo scoperto sono alcuni composti che sono più presenti nelle persone che hanno il morbo di Parkinson e il motivo per cui li abbiamo scoperti è perché Joy Milne sentiva l’odore della differenza.

    “Poteva sentire l’odore delle persone che hanno il morbo di Parkinson.

    “Quindi abbiamo progettato alcuni esperimenti per imitare ciò che Joy fa, per usare uno spettrometro di massa per fare ciò che Joy può fare quando annusa queste cose sulle persone con Parkinson.”

    Una persona su 500 nel Regno Unito ha il Parkinson e che sale a circa una su 100 tra gli over 60.

    Attualmente non esiste una cura e nessun test definitivo per la malattia, con i medici che diagnosticano i pazienti osservando i sintomi.

    La professoressa Barran ha affermato di sperare che i “biomarcatori volatili” che hanno identificato possano portare a un semplice test di diagnosi precoce per la malattia, come passare il collo di una persona con un tampone e testare le molecole distintive.

    Ha detto: “Ciò che potremmo sperare è se possiamo diagnosticare le persone prima, prima che arrivino i sintomi motori, che ci saranno trattamenti che possono prevenire la diffusione della malattia. Quindi questa è davvero l’ambizione finale”.

    L’infermiera in pensione ha collegato l’odore alla malattia solo dopo aver incontrato persone con lo stesso odore distintivo in un gruppo di supporto del Parkinson nel Regno Unito.

    Altre informazioni riguardo alimentazione e malattie:
    https://www.dieta-dimagrante.com/alimentazione/perche-alti-livelli-di-omocisteina-nel-sangue-sono-pericolosi/

    FONTE: www.bbc.com
    AUTORE:

  • Check-up contro le fake news sull’alimentazione – Forum Biagio Agnes a Roma

    Check-up contro le fake news sull’alimentazione – Forum Biagio Agnes a Roma

    Check up alimentazione ma soprattutto contro le fake news

    Combattere la minaccia della disinformazione sulla corretta alimentazione e supportare percorsi di divulgazione corretta, accurata e convincente delle verità scientifiche. Questo l’obiettivo della seconda edizione del Forum medico-scientifico ‘Un Check-Up per l’Italia’ organizzato a Roma dalla Fondazione Biagio Agnes, presieduta da Simona Agnes, in concomitanza con il World Pasta Day, la giornata mondiale dedicata al piatto simbolo della dieta mediterranea.
    All’appuntamento, che si è tenuto a Villa Blanc, sede della Luiss Business School, hanno preso parte autorevoli studiosi ed esperti che si sono confrontati sottolineando quanto sia necessario parlare di alimentazione nella relazione tra salute e rischio, per “educare alla consapevolezza che una corretta nutrizione sia uno strumento fondamentale di cura e prevenzione di importanti patologie”. Un tema che è stato approfondito attraverso tre sessioni tematiche: inquadramento della problematica, presentazione di modelli virtuosi e tavola rotonda finale, con l’obiettivo di definire strategie d’intervento mirate e realizzabili.
    “La Fondazione Biagio Agnes segue da diverso tempo le iniziative di informazione scientifica sui temi legati al mondo della salute. Si tratta di un tema a cui noi teniamo moltissimo, e oggi dedichiamo questo secondo convegno all’alimentazione – spiega all’AdnKronos Salute Simona Agnes – L’obiettivo che ci poniamo è quello di cercare di limitare e annullare l’effetto negativo delle fake news che sempre più stanno dilagando sulle nostre piattaforme digitali. Vogliamo far parlare i massimi esperti affinché possano dare certezza assoluta alla verità in tema di salute e di informazione scientifica”.
    Sensibilizzare i cittadini alla corretta alimentazione è oggi di fondamentale importanza – hanno evidenziato gli esperti – anche luce dei dati che riguardano i bambini italiani: il 42% dei maschi è obeso o in sovrappeso, il 38% le bambine, percentuali tra le più alte d’Europa. Non va sottovalutato poi un altro fattore: per l’Italia i costi che derivano dalle patologie connesse con l’obesità incidono per non meno di 6 miliardi di euro l’anno sulla spesa sanitaria.
    “L’alimentazione è il primo determinate di salute o, se la si fa male, di malattia – ricorda il presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi – Se utilizziamo cibi sani possiamo contribuire a una vita lunga e felice, se invece sbagliamo alimentazione ingrassiamo. Un italiano su dieci è obeso, uno su tre è sovrappeso. Questi due indicatori – sottolinea – sono purtroppo concausa di sviluppo precoce di patologie”.
    Per invertire questa tendenza, Ricciardi ribadisce quanto siano indispensabili “formazione informazione, fina da piccolissimi, all’asilo e a scuola. Poi anche le Asl e le strutture pubbliche possono fare qualcosa nel momento in cui sovrappeso e obesità si manifestano – osserva – È possibile farlo, alcune regioni lo stanno già facendo, ma dovrebbero farlo tutte. Soprattutto le regioni meridionali che sono quelle che hanno i cittadini più a rischio obesità”.
    Gli esperti hanno evidenziato come dall’ultima Giornata mondiale dell’alimentazione sia emersa anche un’altra valutazione rilevante su scala mondiale: oltre un quarto della popolazione (1,9 miliardi di persone) è in sovrappeso e ogni anno in 3,4 milioni perdono la vita per problemi legati all’obesità. “Un’alimentazione non corretta può determinare l’assorbimento di sostanze tossiche che aumentano la probabilità di avere tumori – avverte Paolo Marchetti, professore ordinario Oncologia medica alla Sapienza Università di Roma – Inoltre, un’alimentazione non corretta determina obesità, che è uno dei principali fattori di rischio per sviluppare ulteriori neoplasie. Nel paziente oncologico, poi, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale perché da un lato determina una maggiore capacità di tollerare trattamenti anche impegnativi, dall’altro predispone l’organismo a una migliore risposta a questi trattamenti”.
    Per il direttore generale della Luiss Guido Carli, Giovanni Lo Storto, “consapevolezza dell’alimentazione è anche avere a disposizione la possibilità di vedere, di capire come tutto nasce. Abbiamo introdotto in università da qualche anno un community garden composto da un orto biologico, un frutteto e un vigneto. In questo luoghi i nostri studenti imparano a coltivare i prodotti e ad acquisire la consapevolezza che un pomodoro matura attraverso la cura e il tempo. Grazie a questo orto sono nati poi progetti straordinari con bambini di scuole elementari e medie, con gli anziani del territorio, e con l’associazione ‘Insettopia’ di Gianluca Nicoletti, dove ragazzi autistici lavorano nell’orto insieme ai nostri studenti”, conclude.

     

    FONTE: ADNKRONOS SALUTE

    FONTE: paginemediche.it

  • Quoziente intellettuale in calo dagli anni ’70

    Quoziente intellettuale in calo dagli anni ’70

    Quoziente intellettuale. Dagli anni ’70  si sta riducendo, il calo è rilevabile a ogni generazione: fattori sociali e ambientali sotto osservazione.

    Secondo una ricerca condotta dal Centro Ragnar Frisch, in Norvegia, oggi siamo meno intelligenti di ieri: secondo i risultati di questo studio, appena diffusi e che stanno facendo molto discutere, dagli anni ’70 si sta verificando un calo drastico per quanto riguarda i quozienti intellettivi, causato molto probabilmente dalla sempre più scarsa tendenza a leggere, a favore dell’attenzione rivolta su videogiochi e piattaforme online.
    Da considerare anche i cambiamenti nello stile di vita e nell’alimentazione, come altri recenti studi hanno dimostrato.

    quoziente intellettuale

    Varie ricerche sono giunte allo stesso risultato: il QI medio sta calando

    Inizialmente pareva essere il contrario: per lo meno nei primi decenni del secolo passato sembrava esserci un netto miglioramento dal punto di vista intellettivo, grazie un’alimentazione decisamente più ricca rispetto al passato e ai miglioramenti di salute ed educazione.

    Poi, la situazione si è ribaltata completamente: il quoziente intellettivo sembra essere calato notevolmente per ogni generazione.

    Questo tipo di risultati sono stati verificati anche da altri studi simili a quello norvegese, anch’essi recentemente effettuati: ricerche britanniche hanno confermato come i valori del quoziente intellettivo siano diminuiti a partire dalla Seconda Guerra Mondiale. Recentemente è stata effettuata un’altra ricerca che ha mostrato come i bambini che seguono un’alimentazione più sana, regolare e ricca di pesce, possano avere miglioramenti notevoli nei risultati dei test d’intelligenza. Questo tipo di alimentazione purtroppo è scarsamente seguita in moltissimi paesi, in particolar modo negli Stati Uniti. Quindi sarebbe un connubio tra fattori di questo genere e ambientali, il calo drastico dei punteggi potrebbe largamente dipendere da cambiamenti per quanto riguarda lo stile di vita e l’educazione, insieme alla lettura praticamente inesistente e al forte uso di videogiochi e piattaforme online.

    Che cosa è il QI?

    Il quoziente d’intelligenza, o QI, è un punteggio che si ricava mediante dei test standard e che ha lo scopo di misurare l’intelligenza, cioè lo sviluppo cognitivo del singolo individuo. Il QI in genere è utilizzato da psicologi e psichiatri ma anche da sociologi. I test del QI sono vari e assumono molte forme: alcuni sono composti da un solo tipo di domande, mentre altri sono divisi in diverse parti. In genere il test del QI richiede di risolvere problemi di varia natura in un tempo prestabilito, anche se non sempre è così. I quesiti comprendono test di memoria a breve termine, lessico, velocità di percezione e visualizzazione spaziale e il punteggio medio standard è di 100. Alcuni test hanno un tempo limite totale, mentre altri hanno un tempo per ogni tipo di problemi. La terza edizione della WAIS, tra i più noti test di questo genere, comprende 14 gruppi di problemi, 7 sono verbali e 7 di abilità.

    FONTE: it.blastingnews.com

  • Carenza di iodio per circa il 12% degli italiani

    Carenza di iodio per circa il 12% degli italiani


    Lo iodio è un elemento indispensabile per diverse funzioni dell’organismo. Eppure, pochi sanno davvero di che cosa si tratti e dove si trovi. Il risultato? Il 12% degli italiani, soprattutto donne e bambini, pari complessivamente a sei milioni di persone, non ne assume un quantitativo sufficiente attraverso la dieta andando così incontro a una carenza di iodio. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio nazionale per il monitoraggio della iodoprofilassi (Osnami), che rivela che nel mondo la situazione è addirittura peggiore: a livello globale, infatti, la carenza sale al 29%.

    Essenziale per la tiroide
    tonno in scatola - iodio

    Lo iodio è un microelemento presente nell’organismo in basse quantità ed essenziale per il corretto funzionamento della tiroide: serve, infatti, per la sintesi degli ormoni tiroidei, ossia la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4), che controllano varie attività di vitale importanza. La carenza di iodio può perciò avere effetti più o meno significativi a vari livelli, per esempio cardiovascolare, neurologico e muscoloscheletrico.

    Si prende dalla dieta

    A differenza di quanto si pensa comunemente, non basta un soggiorno al mare per fare il pieno di iodio. La fonte principale di questa sostanza è rappresentata, infatti, dagli alimenti. È solo attraverso l’alimentazione che si può soddisfare il fabbisogno quotidiano di iodio, pari a 150 microgrammi nell’adulto, tra i 90 e i 130 microgrammi nel bambino e nell’adolescente, a 200 microgrammi in gravidanza e a 220 microgrammi durante l’allattamento.

    Sì al tonno in scatola

    Ma quali sono i cibi migliori da questo punto di vista? Sicuramente i prodotti ittici. Fra questi, ne è particolarmente ricco il tonno in scatola. Come ricorda l’Ancit, l’Associazione nazionale conservieri ittici e delle tonnare, 100 g di questo alimento forniscono in media 50-100 microgrammi di iodio, coprendo l’11% del fabbisogno quotidiano. “L’apporto di iodio del tonno è ottimale per la dieta in tutte le età, dalla gravidanza e infanzia fino alla terza e quarta età” conferma Pietro Migliaccio, presidente della Società italiana di scienza dell’alimentazione. “Consente, infatti,il regolare sviluppo e accrescimento nell’età evolutiva, ottimizza il metabolismo dell’adulto, contrasta la perdita di masse muscolari nell’anziano e facilita un eccellente equilibrio psicofisico”.

    FONTE: bimbisaniebelli.it