Categoria: Rimedi Naturali

  • Dieta in gravidanza e fiori di Bach

    Dieta in gravidanza e fiori di Bach

    Perché è così importante tenere una buona dieta durante la gravidanza?

    Sempre più donne stanno diventando consapevoli dell’importanza di una buona alimentazione durante la gravidanza. Prendersi cura del cibo e di ciò che si mangia  dovrebbe essere sempre una buona abitudine. Dunque la donna dovrebbe controllare la propria dieta non solo quando rimane incinta. La verità è che è proprio in questo momento della vita delle mamme che diviene non solo opportuno ma necessario guardare bene a ciò che si mangia, non solo a causa dei cambiamenti fisici portati dalla gravidanza, ma anche per la salute del bambino in arrivo. Ma come si può prendersi cura del cibo durante la gravidanza? Sono già stati confutati i falsi miti tipo che si deve mangiare per due o che si ha il bisogno di assumere degli integratori alimentari.

    Se vogliamo condurre una gravidanza sana, dobbiamo seguire le seguenti raccomandazioni:

    • Mangiare sano e bilanciato.
    • Evitare una cattiva alimentazione, cioè, mangiare troppo poco o mangiare cibi che non forniscono le sostanze nutritive necessarie.
    • Non mangiare troppo, come la cattiva alimentazione, l’obesità può essere dannosa sia per il feto che per la madre.

    Una buona alimentazione durante la gravidanza contribuisce a fare stare bene sia la madre che il bambino e a vivere nelle condizioni di salute ottimali per godere di un momento così importante e bello come la maternità.

    I Fiori di Bach sono un buon complemento alla buona alimentazione durante la gravidanza

    Il trattamento con i Fiori di Bach, insieme a una buona alimentazione durante la gravidanza, renderanno questo periodo di attesa un tempo più sopportabile, tranquillo e silenzioso. Se desiderate vivere un percorso di gravidanza sano e confortevole per voi e il vostro bambino, dovreste essere interessati a saperne di più sui rimedi naturali del trattamento con i Fiori di Bach. Ma cosa fanno i Fiori di Bach per le donne in gravidanza?

    • I Fiori di Bach riducono l’instabilità emotiva, contribuendo a ridurre le oscillazioni di umore tipici della gravidanza. Inoltre, forniscono l’equilibrio e la stabilità necessari per trascorrere i nove mesi di gestazione nel miglior modo possibile.
    • Aiutano a ridurre il rischio di possibili situazioni di disagio. I Fiori di Bach sono rimedi naturali, che aiutano a mantenere un buon umore, a vedere la luce e ad essere positive verso la vita in un momento importante come la gravidanza.
    • I Fiori di Bach portano anche tranquillità e pace alle donne in gravidanza, riducendo al minimo le possibilità di crisi di attacchi di panico e ansia.
    • I Fiori di Bach per le donne in gravidanza che soffrono di apatia o di affaticamento le aiutano a rimanere più attive nella loro vita quotidiana e a rafforzare la loro volontà del fare le cose.
    • I Fiori di Bach allentano la tensione prodotta dalle preoccupazioni e dalle paure della gravidanza, affinché la donna possa vivere in tranquillità i mesi prima della nascita del bambino senza pensare che qualcosa possa andare storto.
    • Prendere i Fiori di Bach durante la gravidanza aiuterà le donne incinte a mantenere delle relazioni empatiche con le altre persone senza pensare sempre al possibile lato negativo, riconoscendo le buone intenzioni dei consigli e dei discorsi altrui.

    Abbracciate uno stile di vita sano, controllate la vostra dieta durante la gravidanza, provate i Fiori di Bach per il vostro equilibrio emotivo e, soprattutto, godetevi la dolce attesa!
    Vedi anche per dieta e gravidanza:
    https://www.dieta-dimagrante.com/alimentazione/alimentazione-in-gravidanza-cosa-si-cosa-no/

    FONTE: consulenzafioridibach.it

  • Gentian, il fiore di Bach contro il dubbio e la depressione

    Gentian, il fiore di Bach contro il dubbio e la depressione

    Gentian non è per tutti i tipi di dubbio

    Anni fa camminavo con una certa tristezza per le strade di Stratford-Upon-Avon, una semplice, tranquilla città del centro d’Inghilterra, che si trova a un’ora di Birmingham, dove avevo trascorso alcuni giorni conoscendo alcuni luoghi legati alla storia di Shakespeare ed esplorando qualche riferimento su alcune amicizie di Bach in quel luogo – in particolare Ursula Bloom – quando nella vetrina di un negozio ho visto l’annuncio di una escursione sulle montagne di  Chiltern e il Pilgrims’ Way. Il “Cammino del Pellegrino” è un sentiero storico attraverso il quale transitavano i pellegrini da Winchester nell’Hampshire, Inghilterra, al Santuario di Thomas Becket a Canterbury, nel Kent.

    Gentian fiore di Bach

    Tuttavia, questa strada non fa più ricostituire, sullo stesso terreno, altre più antiche che sicuramente risalgono fino all’età di pietra, anche se i reperti archeologici trovati finora risalgono a circa 600 anni A.C. A quel punto, dopo essermi arrestato davanti all’immagine del poster dell’escursione, mi sono ricordato che Nora Weeks narra che in quei luoghi Bach aveva vagato per un po’. Questo mi ha fatto decidere ed il giorno dopo ero sulla Pilgrim Way.

    All’arrivo, davanti ai miei occhi si ergeva un paesaggio suggestivo, pieno di sfumature di colori ocra e pastello, un pavimento argilloso e sodo che mi risvegliava risonanze di memorie archetipiche. Solo chiudendo gli occhi si può ascoltare, lì, il mormorio di secoli di storia. Sono circa 200 chilometri pieni di ricordi e motivazioni introspettive e immagino che negli anni ‘30 del secolo scorso tutto sarà stato molto più isolato rispetto ai giorni in cui l’ho visitato.
    È stato lì, sulla vecchia strada per Chiltern, descritta come la strada più antica del Regno Unito, dove nel 1931 Bach ha scoperto GENTIAN, fiore con la quale sostituì Arvensis e su cui aveva la convinzione che “… cura lo stato d’animo dubbioso in coloro che si sentono scoraggiati e depressi troppo facilmente.” (Nora Weeks). Ciò significa che, in linea di principio, GENTIAN non è per ogni dubbio, ma per quella che nasce all’interno di questo tipo di personalità poco resistente alla frustrazione molto diversa, quindi, rispetto a quella a cui si rivolge CERATO o SCLERANTHUS.
    In “Libera te stesso “, un libro che Bach ha scritto a Regent’s Park, dove rimaneva “… seduto per ore sotto gli alberi (…) fino a che la sua mente e il suo corpo riacquistavano la loro forza e vitalità.” (Nora Weeks), parlando di GENTIAN, polarizza il suo difetto e virtù in termini di dubbio e comprensione. Lì scrive: “Sei una di quelle persone che hanno ideali elevati e speranze di fare del bene; ti scoraggi quando le tue ambizioni non si realizzano rapidamente? Di fronte al successo ti esalti, ma quando ci sono difficoltà ti depri­mi facilmente? Se è cosi, il piccolo GENTIAN dei nostri pascoli collinosi ti aiuterà a essere saldo nei propositi, ad avere uno sguardo più felice e speranzoso anche quando il cielo è coperto di nubi. Ti infonderà coraggio in ogni occasione, facendoti comprendere che non esiste fallimento quando stai facendo tutto il possibile, qualunque sia il risultato.”
    Tuttavia, in “I dodici guaritori”, il testo che Bach pubblica a Epsom l’anno successivo, c’è un cambiamento leggero, ma significativo: il passo dello scoraggiamento e del dubbio per lo sconforto. Questo piccolo cambiamento emotivo ha delle conseguenze e una di esse è collegata con una linea clinica presente nel testo: la mancanza di una visione ampia sulle cose e sugli eventi della vita, di cui soffre GENTIAN. Un interessante punto di vista che collega questa essenza, almeno con CHESTNUT BUD, SCLERANTHUS e VERVAIN.
    In questo breve libretto citato, indica che i tipi GENTIAN sono “persone che vogliono fare molte cose, ma che quando sorgono difficoltà si lasciano abbattere dalle influenze, dal dubbio, dalla depressione. Spesso desiderano che le cose vadano a modo loro, invece di ricercare una visione maggiore.” E, c’è un commento fugace, ma molto stimolante, in un altro articolo, “I Dodici grandi rimedi”:” Il paziente scoraggiato, che sta migliorando ma vede solo il lato negativo delle cose e si sente depresso ha bisogno di GENTIAN.”
    Quel punto, “il lato oscuro delle cose”, non è un argomento da lasciar passare inosservato e anche se si può interpretare come pessimismo, è anche possibile ritenere che, così come WATER VIOLETdirige il suo punto di vista, in generale, verso la luce e il Sole, GENTIAN lo fa verso l’ombra e la Luna. Quindi, anche se si ritiene GENTIAN un fiore solare, credo che ci sia spazio per prendere in considerazione il suo regime lunare, che non solo è legato a comportamenti specifici come il suo hobby nottambulo o il suo persistente romanticismo, ma che, in particolare, si collega alla struttura stessa delle sue emozioni dominanti. Forse esiste nella natura di questo tipo floreale, una coesistenza di antagonismi: respiratorio – luminoso – scoraggiante – dubitativo contrapposto al epatico – scuro – depressivo – malinconico. La clinica lo mostra, basta seguire le sue tracce fino a dove ci portano.
    FONTE: fioriperlanima.com
  • Capelli bianchi: tutto quello che c’è da sapere

    Capelli bianchi: tutto quello che c’è da sapere

    Capelli bianchi? Scopri perché può succedere anche da giovani.

    Cause, rischi e prevenzione dell’incanutimento.

     

    I primi capelli bianchi, si sa, generano sempre un po’ di ansia, a qualunque età compaiano. Sono un segno di invecchiamento, ti ricordano che le lancette dell’orologio biologico si stanno spostando nella seconda metà del quadrante. Ti sei mai chiesto perché, ad un certo punto della vita, i capelli subiscano questo curioso processo di incanutimento perdendo il loro colore? E ti sei mai domandato perché questo fenomeno fisiologico si presenti in modi e tempi così differenti da persona a persona?

     

    Ci sono anziani che sfoggiano orgogliosamente, se non tutta, almeno una buona porzione di capigliatura ostinatamente pigmentata, e persone molto giovani sulle cui chiome già spuntano i primi fili bianchi. Quali sono le cause? Ci sono solo ragioni genetiche, oppure entrano in gioco altri fattori nell’anticipare o posticipare l’incanutimento? Ma soprattutto, il processo è reversibile? Andiamo con ordine.

     

    Per prima cosa, devi sapere che nel nostro corpo sono presenti milioni di follicoli piliferi i quali sono responsabili di produrre peli e capelli e anche le cellule pigmentate (melanociti), che li colorano. Ad un certo punto, però, i follicoli piliferi perdono melanociti, da che ne consegue che i nuovi capelli crescano decolorati, bianchi. Questo fenomeno colpisce soprattutto i bulbi piliferi del cuoio capelluto, e anche in modo disordinato, a “macchia di leopardo”. Alcune zone della testa incanutiscono prima, conferendo la tipica colorazione “sale e pepe”. Questo stato di cose può durare molto a lungo, e talvolta un incanutimento completo non si attua mai.

    In genere i primi capelli bianchi compaiono intorno ai 40 anni, una soglia limite in cui altri cambiamenti si verificano, associati al processo di invecchiamento, come il difetto visivo della presbiopia, che compromette la visione da vicino.

    In alcuni soggetti, però, i capelli ingrigiscono precocemente, persino a 20 anni. Nulla di grave! Ma vediamo una lista delle cause che più comunemente possono giustificare anche un incanutimento precoce:

    • Carenze vitaminiche. In particolare un insufficiente apporto di vitamine del gruppo B (B-6, B-12 e biotina), vitamina D e vitamina E. Questa carenza può a sua volta dipendere da altro genere di problemi, come ad esempio un cattivo assorbimento dei micronutrienti presenti nel cibo che si consuma, conseguenza di malattie intestinali e intolleranze alimentari non diagnosticate. Attenzione anche alle diete drastiche.
    • Genetica. Senza dubbio la predisposizione genetica è il fattore che ha il peso specifico maggiore nella comparsa dei capelli bianchi già in giovane età. Se in famiglia sono presenti molti casi di incanutimento precoce, è molto più probabile che succeda anche a te…
    • Stress ossidativo. Dopo la genetica, è senza dubbio la causa principale della decolorazione dei capelli. Lo stress ossidativo si verifica quando nel corpo ci sono troppi radicali liberi. La produzione di radicali liberi è fisiologica, ma in un organismo sano e giovane la loro presenza è neutralizzata dalla contemporanea azione degli antiossidanti che mantengono uno stato di equilibrio e benessere. L’eccessiva produzione di radicali liberi e un insufficiente apporto di antiossidanti sono spesso indotti da uno stile di vita non salutare: dieta scorretta, sovrappeso, fumo, mancanza di attività fisica ecc.
    • Stress. Lo stress ossidativo può essere innescato anche dallo stress della vita di ogni giorno. Quando i livelli di ansia e tensione sono eccessivi, il corpo reagisce come può, e talvolta gli effetti sono proprio in un invecchiamento precoce, di cui fanno le spese in primis pelle e capelli. Anche un evento traumatico, come un lutto, può accelerare il processo ossidativo e far comparire capelli bianchi anche in giovane età.
    • Fumo. Il fumo è uno dei fattori che contribuiscono a provocare stress ossidativo, e quindi anche l’imbiancamento della chioma.
    • Disfunzioni endocrine, in particolare malattie della tiroide.
    • Prodotti chimici aggressivi. Un eccessivo uso di agenti chimici aggressivi per lavare, decolorare, tingere, stirare o pettinare i capelli, soprattutto se effettuati fin dall’adolescenza, in qualche caso può anticipare la perdita del pigmento naturale dei capelli. Questi trattamenti sono dannosi in generale e, se protratti nel tempo in modo scriteriato, possono anche portare ad una caduta dei capelli.

     

     

    A questo punto la domanda sorge spontanea: c’è qualcosa che si può fare per evitare il declino cromatico della nostra chioma, o almeno per ritardarlo? La risposta è nì. Una volta che il processo è avviato, non si può fermare, ma è possibile ritardare l’incanutimento agendo sulla prevenzione, cioè cercando di eliminare quei fattori ambientali e comportamentali che concorrono nel provocare lo stress ossidativo dei bulbi piliferi. Ecco, quindi, ciò che puoi fare per frenare il processo di invecchiamento cellulare:

    • Assumere più antiossidanti. Il segreto sta nell’aumentare il consumo di alimenti ricchi di antiossidanti naturali, tra cui: frutta e verdura di ogni tipo, colore e soprattutto secondo stagionalità, olio extravergine d’oliva, salmone e pesce azzurro, frutta secca, tè verde, cioccolato extra fondente.
    • Colmare le carenze vitaminiche. Qualora l’avitaminosi fosse confermata dagli esami del sangue, via libera anche agli integratori, per lo meno fino a recupero del gap. Con la sola dieta, però, puoi ugualmente colmare il fabbisogno puntando sui cibi che abbiamo già elencato, cui si possono aggiungere frutti di mare, soia, uova, carne bianca, avocado e yogurt, semi oleosi tra gli altri.
    • Controllare la funzionalità tiroidea.
    • Smettere di fumare. Meglio ancora: non iniziare mai.
    • Evitare trattamenti aggressivi che danneggiano il DNA del capello e optare su tinture naturali, o per lo meno su prodotti delicati e anallergici.

     

    Non esistono farmaci in grado di impedire ai capelli di perdere il loro pigmento naturale, ma esistono rimedi naturali che nutrono e mantengono a lungo in salute i capelli, contribuendo a preservare il colore naturale. Ecco i più efficaci:

    • Foglie di curry. Nulla a che vedere con la polvere di curry, queste foglie di un bel verde brillante sono anch’esse una spezia indiana, ma per uso cosmetico. Vanno usate fresche (le trovi nei negozi etnici o nelle erboristerie), e applicate sul cuoio capelluto in abbinamento ad un olio cosmetico. P
    • Tè nero. Basta sciacquarsi i capelli, dopo lo shampoo, in due tazze di tè preparate con 5 bustine lasciate in infusione a lungo.
    • Rame. Un oligoelemento utile e ritardare l’invecchiamento pilifero. Si può assumere in fialette, e più facilmente attraverso il cibo. Alimenti ricchi di rame sono: asparagi, lenticchie, cioccolato extra fondente, mandorle.

     

    Fonte | Medicalnewstoday.com

     

  • Caduta dei capelli: italiani svelano il meccanismo che li protegge

    Caduta dei capelli: italiani svelano il meccanismo che li protegge

    Caduta dei capelli e autofagia

    Incentivare l’autofagia, cioè il meccanismo biologico che rimuove la ‘spazzatura’ cellulare, potrebbe ritardare la caduta dei capelli e mantenerli vitali molto più a lungo di quanto avviene normalmente. Lo ha dimostrato un team di ricerca internazionale composto da studiosi dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova e dell’Università di Manchester (Gran Bretagna).

    caduta dei capelliI ricercatori, coordinati dal professor Benedetto Grimaldi, sono giunti a questa conclusione dopo aver osservato il comportamento di una coltura di follicoli dei capelli umani sottoposta a specifici esperimenti. Oltre ad avere una potenziale applicazione nel trattamento della comune alopecia e nella prevenzione della caduta dei capelli causata dalla chemioterapia, i risultati dell’indagine potrebbero aiutare anche la lotta contro patologie cardiovascolari e cancro. Non a caso la ricerca è stata finanziata anche dall’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro.

    Ma torniamo all’autofagia. Questo meccanismo rimuove selettivamente il materiale citoplasmatico danneggiato e tossico dalle cellule attraverso la formazione di microscopiche vescicole. Una volta isolate, il materiale può essere degradato e trasformato in energia utile per l’organismo. Ma cosa c’entra questo con i capelli? Tutto è iniziato dai risultati di altre indagini, in base alle quali era stato dimostrato che, negli animali, l’autofagia ‘accelerata’ da un regime calorico restrittivo è strettamente correlata a un aumento della longevità. Grimaldi e colleghi hanno così voluto analizzare gli effetti dell’autofagia anche sul tessuto umano, e per farlo hanno scelto come modello una coltura di follicoli dei capelli.

    Durante gli esperimenti è emerso che accelerando l’autofagia i capelli si mantenevano forti e vitali molto più a lungo, mentre bloccandola – attraverso l’ingegneria genetica – veniva promosso il processo di invecchiamento con conseguente morte precoce. L’idea degli studiosi è dunque quella di sfruttare farmaci in grado di incentivare l’autofagia al fine di rinforzare il cuoio capelluto e ritardare la caduta dei capelli. Poiché i follicoli dei capelli sono un ottimo modello per testare i farmaci e la loro tossicità, analizzando la risposta autofagica possono emergere anche nuove terapie in grado di contrastare tumori e altre patologie. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Plos Biology.