Categoria: Salute e Medicina

  • L’omeopatia? È scelta sopratutto da donne, la usano 6,3 milioni di italiane

    L’omeopatia? È scelta sopratutto da donne, la usano 6,3 milioni di italiane

    L’omeopatia? È scelta sopratutto da donne, la usano 6,3 milioni di italiane

    omeopatia scelta da donne
    Sono 6,3 milioni le italiane che hanno fatto ricorso a un medicinale omeopatico almeno una volta, in particolare durante la gravidanza, contro insonnia, nausea ed emorroidi. Il dato emerge dal sondaggio dal titolo Le donne e l’omeopatia, condotto dalla società Emg di Fabrizio Masia (nella foto), Fabrizio Masia
    su un campione di 800 donne di età compresa tra i 25 e i 65 anni. Dalle interviste, effettuate tra il 15 e il 20 ottobre 2021, si evince che i rimedi omeopatici sono conosciuti dall’86% delle donne, in particolare al Nord (92%) e che il 38% (6,3 milioni) li ha utilizzati almeno una volta.

    Influenza e raffreddamento (27%), rafforzamento delle difese immunitarie (18%), stress e stanchezza (16%), insonnia (13%) sono i disturbi per i quali più si ricorre a questa tipologia di prodotti, acquistati spesso su consiglio del medico (34%) e del farmacista (29%).

    La rilevazione di Emg prova a indagare le ragioni della scelta dei medicinali omeopatici. Alla domanda “Quali sono state le motivazioni che l’hanno portata a scegliere di acquistare un medicinale omeopatico piuttosto che un farmaco di altro tipo?”  le intervistate hanno risposto: perché è naturale (34%), me lo ha consigliato una persona di fiducia (27%), non fa male (20%), il disturbo che dovevo curare era lieve (19%), la terapia era semplice da seguire (17%), mi serviva come prevenzione (12%). Il grado di soddisfazione per i medicinali omeopatici – secondo il sondaggio – è sostanzialmente sovrapponibile tra le ‘user abituali’ (54%) e le ‘user occasionali’ (57%).

    Alla domanda “Dopo questa esperienza ha consigliato i medicinali omeopatici ad altre persone?” il 49% risponde che consiglierebbe tali prodotti. La percentuale del sì sale tra le donne tra i 45 e i 54 anni (53%) e tra user in gravidanza (71%).

    Ed è proprio la gravidanza, condizione delicata durante la quale è buona norma non assumere farmaci se non in caso di necessità, che spinge  le future mamme ad assumere i medicinali omeopatici. I motivi? Per non nuocere al bambino (33%); me li ha prescritti il medico/specialista e mi sono fidata (27%); per un piccolo disturbo bastavano gli omeopatici (21%); li assumo da sempre (11%); non potevo assumere altri medicinali (85%) si legge nell’indagine.

    “L’indagine condotta su un campione rappresentativo di donne tra i 25 e i 65 anni”  spiega l’Ad di Emg Masia “conferma il grande apprezzamento dei medicinali omeopatici tra le italiane. Sono oltre 6 milioni le donne che li hanno usati almeno una volta nella vita e sono più di 5 milioni le nostre concittadine che ne fanno uso oggi in modo regolare o sporadico. Le ragioni? Sono naturali, ben tollerati, efficaci per molte patologie, in particolare per le malattie da raffreddamento, per lo stress e l’insonnia, per i problemi muscolari e per quelli gastro-intestinali. Poi sono adatti a tutta la famiglia: sono sicuri e quindi idonei anche per bambini e neonati”.

    FONTE: rifday.it

  • Firmato il decreto, si può curare gli animali con farmaci per uso umano

    Firmato il decreto, si può curare gli animali con farmaci per uso umano

    Firmato il decreto, si può curare gli animali con farmaci per uso umano

    Roma, 16 aprile – Sarà possibile curare gli animali domestici anche con farmaci ‘a uso umano’. A beneficiarne sarà circa il 40% delle famiglie italiane che potranno risparmiare fino al 90% per alcune patologie animali. Lo prevede il decreto firmato il 14 aprile dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

    Patrizia PrestipinoIl provvedimento adottato, sintetizza un  comunicato del ministero,  prevede che il veterinario possa prescrivere medicinali per uso umano per la cura degli animali domestici “a condizione che tale medicinale contenga il medesimo principio attivo del medicinale veterinario” e porta a compimento il percorso aperto da un emendamento della deputata Pd Patrizia Prestipino (nella foto)  approvato nell’ultima legge di bilancio

    Si tratta di un provvedimento di equità atteso da anni da milioni di cittadini.

    Una scelta che consentirà di garantire con più facilità le cure agli animali da compagnia e un risparmio importante per tante famiglie italiane e per le strutture che si occupano di cani e gatti” è il  commento di Speranza, che ha risposto alle istanze portate avanti fin dal 2006 da associazioni animaliste, parlamentari, consiglieri regionali e comunali di diverso orientamento politico, concordi nel denunciare i prezzi troppo elevati dei farmaci veterinari (spesso causa dell’abbandono degli animali) e nel chiedere una soluzione al problema. Che – grazie soprattutto alla dedizione alla causa della deputata Prestipino, che ha combattuto per anni una strenua  battaglia per abbattere i costi dei farmaci veterinari, definendo iniqua, inaccettabile e vergognosa la situazioni di un Paese che ancora deve combattere il randagismo alimentato anche dagli abbandoni di cani e gatti ma dove i farmaci per gli animali hanno prezzi in molti casi notevolmente superiori a quello dei corrispondenti prodotti per uso umano.

    “Prendersi cura sempre meglio della salute degli animali da compagnia, non è solo un gesto d’affetto e di riconoscenza” ha dichiarato ancora Speranza dopo la firma del decretoSignifica garantire una importante funzione relazionale e sociale che gli animali svolgono verso gli umani e tutelare la salute seguendo l’ottica One Health, un approccio che tiene insieme il nostro benessere, quello degli animali e quello dell’ambiente”.

     

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE: pixabay.com

  • Covid19: perché gli uomini più colpiti delle donne secondo studio su Nature

    Covid19: perché gli uomini più colpiti delle donne secondo studio su Nature

    Covid19: perché gli uomini più colpiti delle donne secondo studio su Nature

    Roma, 31 agosto – Il coronavirus, come capita spesso di legge, è democratico: colpisce chiunque, indipendentemente dal genere, dall’età e dalla condizione sociale. Qualche “predilezione”, però, sembrerebbe averla, dal momento che le sue vittime preferite, dati alla mano, sembrano essere gli uomini di età più avanzata, che hanno il doppio delle probabilità di ammalarsi gravemente e morire rispetto alle donne della stessa età.
    I dati fin qui osservati dicono che per ogni 1.000 persone infettate dal coronavirus che hanno meno di 50 anni, quasi nessuna morirà.
    Per le persone sulla cinquantina e all’inizio della sessantina, circa cinque soccomberanno al virus, più uomini che donne.
    Il rischio, dunque, presenta una forte correlazione con l’età,  salendo rapidamente con il passare degli anni. Per ogni 1.000 persone sulla metà dei settant’anni o più che sono infette, circa 116 moriranno, secondo le evidenze emerse da alcuni dei primi studi dettagliati sul rischio di mortalità per Covid-19.

    Le tendenze nelle morti di coronavirus in base all’età sono state chiare sin dall’inizio della pandemia. I team di ricerca che esaminano la presenza di anticorpi contro il Sars-CoV-2 nelle persone nella popolazione generale – in Spagna, Inghilterra, Italia e Ginevra in Svizzera – hanno ora quantificato tale rischio, sul quale la ricerca medico-scientifica continua a indagare molto, come attesta un nuovo studio pubblicato su Nature, il primo ad esaminare la risposta immunitaria in base al sesso, che ha fornito un importante indizio: gli uomini producono una risposta immunitaria al virus più debole rispetto alle donne.

    Le donne hanno risposte immunitarie più veloci e più forti, forse perché i loro corpi sono “attrezzati” per combattere gli agenti patogeni che minacciano i bambini in grembo o neonati. Anche se nel tempo, un sistema immunitario in uno stato di allerta costante può essere dannoso. Lo studio si è concentrato in particolare sulle differenze di sesso nelle cariche virali, sui titoli anticorpali specifici per Sars-CoV-2, citochine plasmatiche e fenotipizzazione delle cellule del sangue nei pazienti Covid.

    I risultati hanno rivelato che i pazienti maschi avevano livelli plasmatici più elevati di citochine immunitarie innate come IL-8 e IL-18 insieme a un’induzione più robusta di monociti non classici. Al contrario, le pazienti di sesso femminile hanno avuto un’attivazione delle cellule T significativamente più importante rispetto ai maschi durante l’infezione.
    Questi risultati – concludono gli autori – forniscono una base importante per lo sviluppo di un approccio basato sul sesso al trattamento e alla cura di uomini e donne con Covid-19.

    Fonte: rifday.it
    Immagine: pixabay.com

  • Report Osservasalute su Covid: “Gap tra le Regioni su tamponi, ricoveri e decessi”

    Report Osservasalute su Covid: “Gap tra le Regioni su tamponi, ricoveri e decessi”

    Report Osservasalute su Covid: “Gap tra le Regioni su tamponi, ricoveri e decessi”

    Roma, 25 giugno –  Le differenze regionali su ricoveri, letalità e tamponi sono gli indicatori di una gestione dell’emergenza  Covid-19 fortemente condizionata da un sistema sanitario nazionale che, dopo anni  di tagli e di federalismo sanitario, non ha potuto offrire ai cittadini omogenei standard di assistenza una volta investito dall’epidemia.

    È il dato che emerge dal XVII Rapporto Osservasalute, presentato ieri dall’Osservatorio nazionale sulla Salute nelle Regioni italiane nell’ambito di Vihtaly, spin off dell’Università Cattolica di Roma. Questi alcuni dei dati illustrati dal report:  in Veneto si è avuta la quota più bassa di ospedalizzati e quella più alta di soggetti positivi in isolamento domiciliare, tanto che all’inizio della pandemia questa Regione aveva in isolamento domiciliare circa il 70% dei contagiati, nell’ultimo periodo oltre il 90%. In Lombardia e Piemonte, le ospedalizzazioni erano tra il 50% e il 60% a inizio pandemia, poi cresciute al 70-80% a metà di marzo  (quando nelle altre Regioni diminuivano) per scendere sotto il 20% a fine aprile, primi di maggio. In Toscana e Marche è stato ospedalizzato oltre il 60% dei contagiati fino ai primi di marzo, poi meno del 30% a fine dello stesso mese e sotto il 20% dalla seconda metà di aprile.

    Di questa emergenza sanitaria colpiscono anche le differenze regionali del tasso di letalità, che in Lombardia raggiunge il 18%, in Veneto un massimo del 10%. Emilia-Romagna, Marche e Liguria sono le altre Regioni con la letalità  più elevata, tra il 14-16%. Non chiara la spiegazione di questo dato: verosimilmente si verificata una sottostima del numero di contagiati (il denominatore del rapporto con il quale si misura la letalità). Circostanza, questa, che richiama la scarsa qualità del monitoraggio effettuato da alcune Regioni.

    Per quanto riguarda i tamponi, il Veneto ne ha effettuati il numero più alto in rapporto alla popolazione, circa 50 ogni 100 mila abitanti all’inizio del periodo, fino a punte superiori a 400 agli inizi di giugno. La Puglia la Regione con il numero minore di tamponi effettuati, meno di 100 ogni 100 mila abitanti. Colpisce la variabilità nel tempo fatta registrare da tutte le Regioni, in particolare il Veneto e le Marche.




    Un dato molto interessante che emerge dal rapporto – soprattutto per le indicazioni che può dare in ordine alle migliori prassi da seguire nel prossimo autunno per contrastare le patologie stagionali evitando pericolosi intrecci e confusioni con sempre possibili “ritorni di fiamma” di Covid – è quello relativo alle patologie simil-influenzali (Influenza-Like Illness, in acronimo Ili) che nella stagione 2018-2019 hanno colpito  il 13,61% della popolazione, per una stima totale di circa 8.072.000 casi.

    Come di consueto, le ILI hanno colpito maggiormente le fasce di età pediatrica: nello specifico. il 37,28% dei bambini nella fascia d’età da 0 a 4 anni, il 19,75% nella fascia  5-14 anni, il 12,77% di individui di età compresa tra 15 e i 64 anni e il 6,21% tra gli over 65.  Nelle ultime due stagioni influenzali l’incidenza delle IliI nella fascia di età 0-4 anni è  stata la più alta a partire dalla stagione 2004-2005.

    Alla luce di questi dati, secondo i curatori dell’indagine, è utile rimarcare l’importanza della vaccinazione antinfluenzale anche in vista di un’eventuale ripresa della pandemia in autunno che si andrà a sommare all’influenza stagionale con possibili effetti di confondimento. A questo proposito dai dati del Rapporto si evince che la copertura vaccinale antinfluenzale nella popolazione generale si attesta, nella stagione 2018-2019, al 15,8%, con lievi differenze regionali, ma senza un vero e proprio gradiente geografico.

    Negli anziani ultra 65enni, la copertura antinfluenzale non raggiunge in nessuna Regione i valori considerati minimi, né tanto meno ottimali, dal Piano nazionale prevenzione vaccinale che individua nel valore di 75% l’obiettivo minimo perseguibile e nel valore di 95% l’obiettivo ottimale negli ultra 65enni e nei gruppi a rischio.

    “La crisi drammatica determinata da Covid-19 ha improvvisamente messo a nudo fino in fondo la debolezza del nostro sistema sanitario e la poca lungimiranza della politica nel voler trattare il Servizio sanitario nazionale come un’entità essenzialmente economica, alla ricerca dell’efficienza e dei risparmi” ha commentato  il direttore di Osservasalute,  Walter Ricciardi (nella foto), ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica, rappresentante italiano nel consiglio direttivo dell’Organizzazione mondiale della sanità e consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza, stigmatizzando quelle politiche che “trascurano il fatto che la salute della popolazione non è un mero “fringe benefit”, ma un investimento con alti rendimenti, sia sociali sia economici“.

     

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE: pixabay.com

  • Dislessia: è arrivata la app di Seleggo per IOS e Android

    Dislessia: è arrivata la app di Seleggo per IOS e Android

    Dislessia: è arrivata la app di Seleggo per IOS e Android

    Per gli studenti 500 libri di testo gratuiti con sintesi vocale, karaoke, font, sottolineature e note. Lo strumento di studio nasce dalla collaborazione tra “Seleggo i Lions italiani per la dislessia” e IRCCS Medea La Nostra Famiglia.

    Seleggo è uno strumento compensativo per gli studenti dislessici che facilita la lettura dei testi scolastici. Sul catalogo del sito www.seleggo.org sono disponibili 500 libri di testo e vengono soddisfatte tutte le nuove richieste.
    La lettura è facilitata con la scelta del font, l’uso di caratteri grandi e distanziati, l’ascolto della voce di sintesi vocale con scelta della velocità, uso del karaoke per evidenziare la parola letta, la possibilità di sottolineatura, l’aggiunta di appunti, la ricerca sul dizionario Zanichelli e la ricerca di immagini.
    Da oggi le funzionalità di Seleggo sono disponibili anche offline grazie alla app gratuita per Android e IOS. Puoi così scaricare e utilizzare anche senza Internet i libri di scuola ottimizzati nel nostro sistema, con la sintesi vocale, il karaoke, i font, le sottolineature e le note.

    La app è perfettamente integrata col sito: gli utenti già iscritti che fanno login dal tablet o smartphone troveranno nella app i propri libri e potranno scaricarli, mentre chi non è ancora utente può registrarsi direttamente dalla app. Quando si è collegati alla rete la app funziona come il sito; invece quando si è scollegati non è possibile effettuare ricerche sul dizionario e ricerche di immagini, ma i libri nella libreria personale dell’utente sono comunque disponibili!
    Eventuali sottolineature e annotazioni effettuate offline vengono automaticamente sincronizzate al primo collegamento alla rete.
    La app di Seleggo è un nuovo strumento di studio, più flessibile perché funziona anche senza connessione ad Internet.

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    Seleggo è uno strumento compensativo nato dalla collaborazione fra “Seleggo i Lions italiani per la dislessia, OdV” e i neuropsicologi dell’Istituto Medea-La Nostra Famiglia di Bosisio Parini.

    “La validità scientifica dello strumento, la sua facilità d’uso, l’incremento costante del catalogo dei libri di testo richiesti direttamente dalle scuole, nonché l’offerta completamente gratuita, hanno determinato il successo di Seleggo, adottato oggi in molti Istituti Comprensivi, e con un numero elevato di iscrizioni singole di studenti dislessici. La nuova app consentirà di soddisfare ulteriori esigenze di flessibilità e di autonomia” sottolinea G.B. Enrico Pons, presidente di Seleggo OdV.

    “L’emergenza COVID sta imponendo la revisione di tutti i percorsi clinici e riabilitativi”, evidenzia Massimo Molteni, responsabile dell’Area di Psicopatologia dello sviluppo dell’IRCCS Medea: “questa nuova funzionalità sarà senz’altro utile per aiutare i ragazzi dislessici e verrà presto adottata e consigliata nei nuovi percorsi a favore della dislessia che saranno sviluppati nei Centri della Associazione La Nostra Famiglia: la tecnologia può senz’altro aiutare lo sviluppo di risposte più adeguate ai bisogni dei ragazzi.”

    Postato da Ufficio Stampa LNF

  • Mascherine trasparenti per i sordomuti ed ecologiche.  L’invenzione “eco-social” dell’imprenditore veronese Marangoni

    Mascherine trasparenti per i sordomuti ed ecologiche. L’invenzione “eco-social” dell’imprenditore veronese Marangoni


    Si chiama “Amarinos1950” ed è una mascherina anti-covid unica nel suo genere: ecologica, trasparente e autopulente. L’inventore Angiolino Marangoni: “E’ la risposta al grave problema dell’inquinamento causato dalle mascherine usa e getta. La mia invenzione rispetta l’ambiente e le norme igienico-sanitarie. Non solo, è d’impiego universale, essendo trasparente permette il riconoscimento facciale e soprattutto è utilizzabile anche dai sordomuti”.

    Appena realizzata anche la mascherina dell’anniversario dello scudetto Hellas Verona del 1985

     

    Il genio creativo di Angiolino Marangoni, imprenditore veronese già noto per le sue famose invenzioni in campo sportivo e nella sicurezza stradale, non si è fermato a causa del Covid-19, anzi ha trovato una soluzione universale al problema dello smaltimento delle mascherine usa e getta. Si chiama “Amarinos1950” ed è una mascherina ecologica, costruita con materiale per alimenti, è trasparente e autopulente quando esposta ai raggi UV. Un’invenzione unica nel suo genere che soddisfa più richieste in un unico dispositivo: “E’ la risposta al grave problema dell’inquinamento causato dalle mascherine usa e getta – spiega Marangoni – la mia invenzione rispetta l’ambiente e le norme igienico-sanitarie. Non solo, è d’impiego universale, essendo trasparente permette il riconoscimento facciale e soprattutto è utilizzabile anche dai sordomuti”.

    Battezzata “Amarinos1950” in onore del padre dell’imprenditore – ogni sua invenzione porta il nome dei componenti della sua famiglia – questa mascherina è una rivoluzione “eco-social”, ossia è ecologica, in quanto riutilizzabile perché realizzata con materiale per alimenti, quindi la si può lavare con acqua e sapone, e non solo, è addirittura autopulente e antibatterica quando viene esposta ai raggi UV. Ma altro dettaglio importante riguarda il lato “social”, è trasparente e quindi permette il riconoscimento facciale immediato: “E’ fondamentale riconoscere i volti delle persone che ci circondano – afferma Angiolino – con le mascherine chirurgiche o griffate in commercio non è possibile e questo a scapito della nostra sicurezza. E poi, chi ha pensato alle persone affette da sordomutismo? Con quelle mascherine non possono vedere il labiale, anche per questo motivo le ho realizzate trasparenti”.

    L’amore per il calcio è sempre vivo in Marangoni, tant’è che l’inventore ha appena dedicato una produzione delle sue mascherine per celebrare l’anniversario dell’Hellas Verona che nel 1985 conquistò il suo primo e unico scudetto.

    L’INVENTORE Angiolino Marangoni, classe 1950, è il classico esempio italiano di self-made man, il successo della sua vita è il frutto di una mente particolarmente feconda, tipica degli inventori. A vent’anni lavora presso un’industria calzaturiera ed in breve tempo lascia un’impronta indelebile nel settore con delle invenzioni ed innovazioni nella lavorazione del sughero. Il successo della sua azienda omonima inizia dal mondo del calcio, dove vanta numerosi brevetti per le attrezzature ed i prodotti dedicati, come il primo macchinario per la demarcazione dei campi che utilizza un colore ecologico e atossico (molto nota la sua idea di trasformare da bianche a tricolore le linee in occasione dei mondiali di Italia 90), il carrello per trasportare le porte da calcio in sicurezza, le porte da calcio antinfortunistiche antiribaltamento e i ganci per attaccare le reti ai pali delle porte e universalmente compatibili, già in uso dalla società calcistica Hellas Verona ACD Golfo Paradiso e Chievo Verona Bottagisio. Poi arriva Elvia98, il kit salvapedoni e salvaautomobilisti che abbraccia quattro rami d’applicazione: Elvia cars, transport, device ed educational. Segue il nuovissimo brevetto per invenzione industriale dell’apparecchiatura per la stabilizzazione e la movimentazione delle porte da calcio e ora “Amarinos1950”, la mascherina anti-covid universale, ecologica, trasparente e autopulente, un’intuizione a favore dell’ambiente, della sicurezza e del benessere delle persone che sta riscuotendo successo: http://www.amarinos1950.it/

    Postato da Comunicazione Live

  • Covid-19, vaccino anglo-italiano in studio a Oxford, forse 100 milioni di dosi a dicembre

    Covid-19, vaccino anglo-italiano in studio a Oxford, forse 100 milioni di dosi a dicembre

    Covid, vaccino anglo-italiano in studio a Oxford, forse 100 milioni di dosi a dicembre

    Sperimentazione vaccino covid-19Roma – Si accelerano i tempi per il vaccino anti-Covid al quale sta lavorando lo Jenner Institute della Oxford University, in un programma al quale partecipa fin dall’avvio l’azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia. Nella squadra al lavoro per la definitiva messa a punto del vaccino è entrata infatti la multinazionale farmaceutica AstraZeneca, stringendo un accordo con l’Università di Oxford in base al quale sarà responsabile dello sviluppo, della produzione e distribuzione del vaccino a livello mondiale.  Un primo stock del vaccino, secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, potrebbe essere disponibile già a dicembre.

    “Vogliamo essere pronti con 100 milioni di dosi entro la fine dell’anno e poi ampliare” ha annunciato al Financial Times il chief executive dell’azienda Pascal Soriot.

    Imporre un’accelerazione ulteriore al candidato vaccino (contrassegnato dalla impronunciabile sigla “ChAdOx1 nCoV-19”) è l’obiettivo della partnership italo-inglese, che per la durata della pandemia ha già lasciato intendere di voler  adottare per l’immissione del vaccino sul mercato un modello not for profit, ovvero senza margini di profitto.




    La sperimentazione clinica sull’uomo, dopo i risultati positivi già ottenuti in laboratorio e sulle scimmie, è partita in 5 centri in Inghilterra lo scorso 23 aprile su 550 volontari sani e su altri 500 cui verrà somministrata una soluzione placebo.

    Al momento, risulta che il vaccino sia stato somministrato ad oltre 320 volontari sani evidenziando di essere “sicuro e ben tollerato” e i risultati di questa prima fase sono attesi, come già riferito dal nostro giornale“entro maggio”. Poi, già a partire da giugno, la sperimentazione sarà allargata ad un campione più ampio di 5.000 soggetti.

    Il vaccino anglo-italiano  parte da expertice consolidate. Quella della Advent-Irbm riguarda l’utilizzo dell’adenovirus, un virus influenzale, impiegato depotenziato per trasportare il gene Spike sintetizzato del SarsCov2 nell’organismo umano. Come se fosse un ‘cavallo di Troia’, quando l’adenovirus ‘trasportatore’ entra nell’organismo, quest’ultimo reagisce e crea anticorpi. Quella dello Jenner Institute della Oxford University deriva invece dal fatto di aver già testato e utilizzato sull’uomo in Arabia Saudita un vaccino simile anti-Mers.

    “Se la sperimentazione clinica darà esiti positivi, come lasciano sperare i test di laboratorio e su animali” ha dichiarato all’agenzia Ansa il presidente di Advent-Irbm Piero Di Lorenzo (nella foto) “entro fine anno avremo la disponibilità di un primo stock. Basterà per iniziare la vaccinazione su fasce più fragili della popolazione. Per produrre miliardi di dosi per la popolazione generale saranno necessari ovviamente tempi più lunghi, ma l’ingresso del colosso AstraZeneca accelererà sicuramente la capacità produttiva”.

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE: pixabay.com

  • Che cos’è il coronavirus, come è iniziato e quanto è importante?

    Che cos’è il coronavirus, come è iniziato e quanto è importante?

    Che cos’è il coronavirus, come è iniziato e quanto è importante?

    Le risposte a tutte le tue domande sulla diffusione dell’epidemia in tutto il mondo

    Il nuovo coronavirus (Covid-19) si è diffuso in quasi tutti i paesi del mondo da quando è emerso per la prima volta in Cina all’inizio dell’anno. È noto che oltre 4,4 milioni di persone sono infette e sono state registrate oltre 307.000 morti, tra cui 34.466 nel Regno Unito .

    Che cos’è un coronavirus?

    I coronavirus sono una famiglia di virus che causano malattie negli animali. Sette, incluso il nuovo virus, hanno fatto il salto nell’uomo, ma la maggior parte causa solo sintomi simili al freddo .

    Covid-19 è strettamente correlato alla sindrome respiratoria acuta grave (SARS) che ha spazzato il mondo dal 2002 al 2003. Quel virus ha infettato circa 8.000 persone e ucciso circa 800 ma presto si è esaurito, in gran parte perché la maggior parte di quelli infetti erano gravemente malati quindi era più facile da controllare.

    Un altro coronavirus è  la sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS) , i cui casi si sono verificati sporadicamente dalla sua prima apparizione nel 2012 – ci sono stati circa 2.500 casi e quasi 900 morti.

    Covid-19 è diverso da questi altri due coronavirus in quanto lo spettro della malattia è ampio, con circa l’80% dei casi che porta a una lieve infezione. Ci possono anche essere molte persone che portano la malattia e non mostrano sintomi, rendendo ancora più difficile il controllo.

    Finora, circa il 20% dei casi di Covid-19 è stato classificato come “grave” e l’attuale tasso di mortalità varia tra lo 0,7% e il 3,4% a seconda della posizione e, soprattutto, dell’accesso a buone cure ospedaliere.

    Gli scienziati cinesi ritengono che Covid-19 sia mutato in due ceppi , uno più aggressivo dell’altro, il che potrebbe rendere più complicato lo sviluppo di un vaccino.




    Come è iniziato l’epidemia?

    Si ritiene che la fonte del coronavirus sia un “mercato umido” a Wuhan che vendeva sia animali morti che vivi, compresi pesci e uccelli.

    Tali mercati comportano un rischio maggiore di virus che salta dagli animali agli esseri umani perché gli standard di igiene sono difficili da mantenere se gli animali vivi vengono tenuti e macellati in loco. In genere, sono anche densamente compatti che consentono alla malattia di diffondersi da una specie all’altra.

    La fonte animale di Covid-19 non è stata ancora identificata, ma si ritiene che l’ospite originale sia un pipistrello. I pipistrelli non sono stati venduti al mercato di Wuhan ma potrebbero aver infettato polli vivi o altri animali venduti lì.

    I pipistrelli ospitano una vasta gamma di virus zoonotici tra cui Ebola, HIV e rabbia.

    Quanto è grande la pandemia?

    La malattia ha già preso piede in Europa, negli Stati Uniti e nel sud-est asiatico e sta iniziando a provocare scompiglio in Africa, America Latina e Sud America. L’Organizzazione mondiale della sanità è particolarmente preoccupata per la capacità dei paesi più poveri del mondo di controllare la malattia.

    Quali sono i sintomi del coronavirus?

    I sintomi iniziali includono febbre, tosse secca, stanchezza e una sensazione generale di malessere. Altri sintomi stanno emergendo come perdita di gusto, olfatto e problemi di stomaco.

    Il coronavirus è nel Regno Unito?

    Un totale di 240.161 persone nel Regno Unito sono risultate positive al virus.

    Una persona anziana con problemi di salute di base è diventata la prima persona in Gran Bretagna a morire dopo essere stata diagnosticata la malattia, ha confermato il Royal Berkshire NHS Trust il 5 marzo. Da allora, sono morte in totale 34.466 persone.

    Alla polizia sono stati consegnati poteri senza precedenti per costringere i soggetti a rischio di coronavirus in quarantena in mezzo ai timori che due medici generici potessero aver trasmesso il virus ai pazienti.

    Tutti nel Regno Unito devono ora rimanere a casa, ha insistito Boris Johnson, poiché ha attuato la più grande limitazione delle libertà civili “in tempo di pace”.




    Esiste una cura per il coronavirus?

    Non esiste un trattamento specifico, anche se i medici stanno sperimentando farmaci esistenti per virus come Ebola, malaria e HIV. I primi risultati sembrano promettenti ma, fino a quando non saranno conclusi studi clinici completi, i medici non possono essere certi che i farmaci siano efficaci.

    Il lavoro per sviluppare un vaccino sta accelerando, ma è improbabile che sia disponibile fino al prossimo anno.

    Come si diffonde il coronavirus?

    Come i bachi del raffreddore e dell’influenza, il virus si diffonde attraverso le goccioline quando una persona tossisce o starnutisce. Le goccioline atterrano sulle superfici e vengono raccolte dalle mani degli altri e diffuse ulteriormente. Le persone prendono il virus quando toccano le mani infette alla bocca, al naso o agli occhi.

    Ne consegue che l’unica cosa più importante che puoi fare per proteggerti è mantenere le mani pulite lavandole frequentemente con acqua e sapone o un gel igienizzante per le mani.

    Il coronavirus è disperso nell’aria?

    Si discute se la malattia sia dispersa nell’aria: non ci sono ancora prove per questo, ma ciò potrebbe cambiare. I virus dispersi nell’aria persistono per un periodo di tempo più lungo di quelli diffusi dalle goccioline e possono anche essere diffusi nei sistemi di condizionamento e ventilazione.

    Il consiglio attuale è che la malattia può essere diffusa solo tra contatti stretti, definiti come trascorrere più di 15 minuti entro 2 m da una persona infetta.

    Chi ha avviato il coronavirus?

    Varie folli teorie della cospirazione sono state diffuse sul fatto che il virus in qualche modo fuggì da un laboratorio cinese, sia per caso che per disegno. Tuttavia, questo è categoricamente falso e gli scienziati che studiano il suo codice genetico lo hanno collegato ai pipistrelli. Probabilmente saltò su un altro animale, che lo trasmise agli umani.

    Il numero di malattie che attraversano dagli animali agli umani sta crescendo e le squadre di cacciatori di virus li stanno  rintracciando.




    Devo cancellare i miei piani di viaggio?

    Il 17 marzo il Ministero degli Esteri ha consigliato ai cittadini britannici di evitare tutti i viaggi stranieri non essenziali per almeno 30 giorni. Il 4 aprile, l’FCO ha esteso questa guida, affermando: “Ora sconsigliamo a tutti i viaggi globali non essenziali – a tempo indeterminato. I viaggiatori potrebbero affrontare gravi disagi e non essere in grado di tornare nel Regno Unito”.

    In ogni caso, diversi paesi hanno stabilito divieti di viaggio , impedendo l’ingresso a cittadini britannici e stranieri. Donald Trump ha annunciato il divieto di visitatori negli Stati Uniti dall’Europa e dal Regno Unito, mentre molti altri paesi non consentiranno l’ingresso ai cittadini britannici.

    Quanto è grave la malattia?

    Secondo i dati sui primi 44.000 casi pubblicati dalle autorità cinesi, l’80% dei casi è lieve.

    In circa il 14% dei casi il virus provoca gravi malattie, inclusa la polmonite e respiro corto. In circa il cinque percento dei pazienti è fondamentale, portando a insufficienza respiratoria, shock settico e insufficienza multipla di organi.

    Secondo l’OMS, il tasso di mortalità a Wuhan è del 2-4%, mentre nel resto della Cina è dello 0,7% circa.

    Il tasso di mortalità in tutto il mondo varia notevolmente , e ci sono diverse ragioni per questo: gli esperti ritengono che potrebbe avere a che fare con il modo in cui vengono contate le morti, l’età delle persone colpite e lo stato del servizio sanitario in ogni paese.

    Come si confronta questo coronavirus con le epidemie respiratorie passate?

    L’influenza spagnola del 1918 – o il virus H1N1 – rimane la pandemia influenzale più devastante della storia moderna . La malattia ha colpito tutto il mondo e si stima che abbia causato tra 50 e 100 milioni di morti.

    Un cugino dello stesso virus era anche alla base dell’epidemia di influenza suina del 2009, che si ritiene abbia ucciso ben 575.400 persone .

    Altri importanti focolai di influenza includono l’influenza asiatica nel 1957, che causò circa due milioni di morti, e l’influenza di Hong Kong, che uccise un milione di persone 11 anni dopo.




    C’è qualcosa che dovrei fare per impedire di rimanere contagiato?

    Sì, ci sono molte precauzioni di base che puoi prendere per proteggerti dalla cattura di virus respiratori di questo tipo, oltre a seguire i consigli del governo e rimanere a casa.

     

    FONTE: telegraph.co.uk

  • Giornata mondiale dell’igiene delle mani (5 maggio) il video dell’Istituto superiore di sanità

    Giornata mondiale dell’igiene delle mani (5 maggio) il video dell’Istituto superiore di sanità

    Giornata mondiale dell’igiene delle mani (5 maggio) il video dell’Istituto superiore di sanità

    Roma, 5 maggio – Le mani curano, danno assistenza e conforto, e sono anche la prima arma a disposizione di tutti per la difesa da tutte le infezioni, a partire da quella da Covid-19. Tenere le mani pulite quindi diventa un gesto d’amore nei nostri confronti e di chi ci sta intorno. È questo il senso video realizzato dall’Istituto superiore di sanità per la Giornata mondiale dell’Igiene delle mani che si celebra oggi, con il claimCura le mani, le mani curano”, che è alla base anche di due infografiche che spiegano come garantirne una corretta igiene.

    Nel video le mani sono rappresentate in molte delle loro funzioni, da quelle che abbracciano a quelle che assistono. Non mancano i riferimenti all’epidemia attuale, dalle immagini di operatori sanitari a un dito che preme il pulsante di un ascensore, che ricorda uno dei modi di trasmissione documentati ai tempi della Sars.

    La giornata, quest’anno dedicata ad infermieri e ostetriche, è l’occasione per sensibilizzare il pubblico sul fatto che l’igiene delle mani aiuta a prevenire ogni tipo di infezione, non solo quella da Covid-19, ad esempio durante l assistenza ai malati. In Italia, riporta un lancio di askanews,  ogni anno vengono stimati 10.000 decessi per infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, 200.000 casi di infezioni da germi multiresistenti, quattro persone ogni 100 nelle lungodegenze hanno una infezione correlata all’assistenza, sei pazienti ogni 100 presenti in ospedale e nell’assistenza domiciliare hanno una infezione correlata all’assistenza. La media del consumo di soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani in Italia è però di 15 ml per paziente al giorno, al di sotto del minimo raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (20 ml per paziente al giorno). Il 30-50 % delle infezioni correlate all’assistenza di queste potrebbero essere prevenibili e uno dei caposaldi è proprio l’igiene delle mani.

    Bisogna lavarsi le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per 40-60 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani con almeno il 60% di alcol. Il virus entra nel corpo attraverso gli occhi, il naso e la bocca, quindi evita di toccarli con le mani non lavate, come spesso succede come gesto naturale. Non bisogna invece lavare solo il palmo e il dorso delle mani, ma bisogna eseguire un lavaggio completo di tutte le parti compresi gli spazi tra le dita.

    I guanti non devono sostituire la corretta igiene delle mani. Il lavaggio delle mani non deve essere eseguito senza rimuovere i gioielli. Alla fine del lavaggio non bisogna toccare i rubinetti per richiudere l’acqua ma utilizzare un fazzoletto o la piega del gomito per evitare che le mani pulite entrino a contatto con superfici sporche. Dopo essersi lavate le mani non bisogna toccare oggetti (es. maniglia della porta). Si può usare un fazzoletto di carta per aprire la porta. Non si devono lavare i guanti monouso, potrebbero rovinarsi.

    FONTE: rifday.it
    VIDEO: youtube.com

  • Covid-19, poster delle parafarmacie per evidenziare contributo nell’emergenza

    Covid-19, poster delle parafarmacie per evidenziare contributo nell’emergenza

    Covid-19, poster delle parafarmacie per evidenziare contributo nell’emergenza

    Roma, 27 aprile – Un poster per ribadire la vicinanza delle parafarmacie ai cittadini, ma anche per ringraziare tutti i farmacisti e questo indipendentemente da dove essi esercitino.
    Questa l’iniziativa a firma del Movimento nazionale liberi farmacisti, della Confederazione unitaria delle libere parafarmacie Italiane, della Federazione farmacisti e disabilità Onulus e della Federazione nazionale parafarmacie italiane con il patrocinio della Fofi.

    Covid-19 Manifesto delle parafarmacieIn tutte queste settimane le parafarmacie, riconosciute dalla Presidenza del Consiglio come servizio essenziale  e  quindi sempre aperte, hanno fatto ogni sforzo per rimanere vicino ai cittadini, cercando d’informare e risolvere tutte le problematiche legate al Covid-19, pagando inevitabilmente un prezzo pesante all’esposizione al rischio: molti sono stati i contagiati dal coronavirus, che ha prodotto anche due vittime tra i farmacisti che operano nelle parafarmacie.
    “Al fianco della gente” è lo slogan principale del poster che sarà presente nelle vetrine di tutte le parafarmacie e diffuso via social media.
    “Le parafarmacie in tutti questi giorni hanno svolto un lavoro silenzioso, ma efficace al fianco delle istituzioni, cercando di superare tutte le difficoltà legate sia al reperimento degli strumenti per difendere i colleghi e poi cercando di reperire quanto utile ai cittadini per proteggersi” si legge in un comunicato diffuso da Mnlf, “In alcune Rregioni, ove la sensibilità non ha confini corporativi, queste è stato possibile con grande giovamento per la popolazione, in altre si sta lavorando per far comprendere l’utilità di allargare al maggior numero di attori servizi come la distribuzione delle mascherine alla popolazione”.




    I farmacisti delle parafarmacie affermano il loro orgoglio  per il lavoro fatto, pienamente consapevoli che “lo stesso è stato fatto dai colleghi che operano nelle farmacie, a dimostrazione del fatto che la categoria, al di là dei ‘campanilismi’ di appartenenza è forte nella propria professionalità e competenza e questo indipendentemente da dove si operi: il farmacista pur rischiando molto, è tra le figure centrali nella lotta al coronavirus”.

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE: facebook.com