L’arte che educa

In quanto espressione della creatività di ognuno, l’arte è principio di ogni educazione che preside allo sviluppo umano sia esso del singolo sia della comunità, promuovendo tanto un senso di armonia personale quanto una migliorata capacità di relazione nei rapporti interpersonali.

Sul piano educativo, l’arte costituisce una delle modalità più interessanti per permettere alle persone disabili una narrazione di sé, un’interpretazione del mondo, che viene significato e reinventato, uno sguardo sulla realtà come attore e non come semplice spettatore passivo, alimentando la curiosità, la creatività, e le capacità critiche di pensare e di scegliere con autonomia.

Il Laboratorio Tocco d’Artista della Cooperativa sociale Tangram situato in via Torelli 4 a Forlì, da alcuni anni propone un’attività creativa per persone disabili con produzione di oggettistica per cerimonie e regali. Il lavoro artigianale che gli educatori conducono insieme agli utenti del centro ha un obiettivo educativo e pone le basi per mettersi nelle condizioni di sperimentare e vivere la bellezza dell’espressione artistica. La realtà oggettiva del “bello” si completa di significati soggettivi di novità, condivisione, fatiche e piaceri comuni, e consente di attribuire e conferire senso alla propria quotidianità.

L’attività creativa di ricerca del “bello” consente all’uomo di percorrere inconsuete vie verso nuovi stili cognitivi che completano e implementano le capacità mentali e manuali dell’individuo. Il soggetto attiva e sperimenta componenti della percezione, della sensibilità, dell’immaginazione, della fantasia e della ricerca di un sentire profondo nei confronti delle situazioni e delle persone.

Ogni uomo tende a costruire la conoscenza attraverso un percorso che intreccia la mente e il cuore, il pensiero e l’emozione e a volte questi sono percepiti come incomprensibili o difficili da interpretare. Spesso, se dobbiamo spiegare qualcosa razionalmente, riusciamo a trovare le parole giuste per dire le cose; mentre, se dobbiamo spiegare o condividere qualcosa emozionalmente, possiamo trovarci in difficoltà.

Il lavoro creativo consente di capire e integrare i due linguaggi della mente e del cuore e le rappresentazioni interiori che ne derivano, rendendo la persona capace di esprimere i sentimenti e le riflessioni in maniera simbolica prima che verbale, e contemporaneamente aiutandola a diventare capace di dare significato a quello che vive e alla realtà che lo circonda.

Inoltre l’utilizzo di una modalità creativa, può aiutare a superare difficoltà emotive e difficoltà legate ai sentimenti, può favorire un’interpretazione della realtà non soltanto come qualcosa che va spiegato e compreso nelle sue componenti di uguaglianza e di linearità, ma anche negli elementi di differenza, originalità e sorpresa.

Il filosofo Luigi Stefanini, ha evidenziato come il bello si accompagni alla componente della differenza, e in tal senso dovrebbe agire da stimolo a farci incontrare tutto ciò che nella realtà, e in ognuno di noi, costituisce differenza, originalità e unicità.

Quello a cui si intende educare con questo laboratorio di attività manuali e artistiche è la capacità di attuare una più stretta relazione tra sé e l’oggetto della conoscenza, tra la persona che agisce sull’oggetto e l’oggetto come esito del suo fare e del suo sentire. Tutto ciò consente di sperimentare e far sperimentare una dinamica personale di interpretazione di sé e del mondo, verso la creazione di una propria identità.

La dimensione pratica del fare ci riconduce a conquiste importanti per la persona disabile come quella dell’impegnarsi, di costruire, di trasformare, di ricercare un significato in quello che si produce. Il filosofo Luigi Pareyson afferma che l’attività artistica è una particolare forma di fare che «mentre fa, inventa il ‘modo di fare’: produzione che è, al tempo stesso e indivisibilmente, invenzione». Le attività artistiche non sono di per sé attività staccate rispetto alle altre attività umane poiché concorrono, per via del loro carattere intrinsecamente formativo, a formare tutto l’uomo.

La capacità degli educatori della cooperativa sociale Tangram nel lavoro con le persone disabili è quella di saper attrarre interesse, di suscitare piacere e desiderio, di stare in presenza dell’altro, anche in contemplazione della sua originalità, alla stessa maniera in cui si sosta in presenza e di fronte ad un’opera d’arte.

L’utilizzo di stoffe, panno, gesso, carta di riso, legno e colori, consente di stimolare i sensi e i processi creativi. Lavorare insieme, attorno ad un tavolo sentendosi parte di un gruppo, alimenta la forza e l’autostima di tutti coloro che ne fanno parte. Il sentire l’altro nella relazione genera apertura e induce ad esplorare nuove possibilità di incontro e di empatia.

Confezionare le bomboniere per gli eventi della vita di altre persone diventa anche l’occasione per condividere la gioia di una nascita, l’amore di un’unione o l’emozione per la celebrazione di un evento e diventa possibilità di partecipazione corale agli eventi della comunità di appartenenza.

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