Crisi, stagnazione e la scivolata di materie prime e metalli

La crisi dettata dal debito che grava sulle spalle della zona Euro, la conseguente stagnazione dei mercati così come un trend di crescita particolarmente debole che colpisce il colosso produttivo cinese, sono gli elementi cardine che determinano una scivolata molto preoccupante relativa petrolio, materie prime e che vede nel settore dei metalli e delle terre rare il calo più drastico. La grande macchina asiatica sta rapidamente decelerando la sua opera estrattiva e di lavorazione presentando all’occidente un orizzonte del tutto inaspettato e che spinge a fare i conti con il proprio potenziale inutilizzato, nuove vie di fuga per garantire alle tante industrie (come quella delle automobili o quelle dedicate alla realizzazione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili) una continuazione di operatività. Per il momento la fuga vera e propria è quella che si registra a riguardo degli investimenti sui metalli mentre vanno molto bene quelli correlati alle materie prime di origine agricola. Di certo il timore è ben giustificato dall’atmosfera incerta che si respira ma vi sono anche straordinarie operazioni di innovazione che interessano comparto metalli come ad esempio una rapide e costante crescita dell’industria dedicata a recupero e riciclaggio che potrebbe in poco tempo rappresentare la soluzione ideale per far fronte alla richiesta, alla necessità di risparmio e il tutto derivante da una lavorazione ad impatto zero sull’ambiente e che punta a creare meno materiale di scarto possibile. Non è infatti detto che da questa crisi il settore non possa scoprire una “seconda giovinezza” grazie soprattutto a quella che è la necessità di tentare nuove strade, metodi di sviluppo ed innovazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.