Autisti Atac positivi a test antidroga, le riflessioni di Tortosa

Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Sono favorevole all’estensione del monitoraggio anche agli operatori di trasporto privati”

Roma – “Quando ho letto le dichiarazioni entusiaste dell’assessore capitolino alla Mobilità, Sergio Marchi, e del direttore industriale dell’Atac, Marco Coletti, sono saltato sulla sedia, perché parlare di percentuali irrisorie e di numeri sotto controllo è da irresponsabili”. Questo il commento di Oscar Tortosa, vicesegretario laziale dell’Italia dei Valori, in relazione alla pubblicazione dei risultati del programma europeo “Isste” dedicato alla guida sicura per gli autisti del trasporto pubblico. A seguito dei controlli effettuati nel 2009 sui dipendenti dell’azienda romana Atac, 14 conduttori sono stati trovati positivi a test alcolici e antidroga. Sospesi dalle loro mansioni, sono attualmente impegnati in percorsi riabilitativi.

“Fosse stato anche uno soltanto – ha aggiunto l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – sarebbe stato di una gravità inaudita. Personale preposto a funzioni così delicate, dalla cui prontezza di riflessi dipende l’incolumità di passeggeri e cittadini, deve essere attentamente monitorato sotto il profilo tossicologico. Mi riferisco non solo a chi opera in realtà a partecipazione pubblica, ma anche a chi lavora alle dipendenze di privati. Penso per esempio ai servizi di accompagnamento a scuola di bambini, ai pullman turistici, alle ferrovie e a tutti gli operatori con responsabilità diretta di conduzione veicolare, ma anche alle unità tecniche e amministrative. Essere al riparo da alterazioni indotte da sostanze allucinogene è il prerequisito essenziale per svolgere il proprio compito in modo sereno ed efficiente, qualunque esso sia. Anche chi riveste cariche elettive o istituzionali, per quanto mi riguarda, dovrebbe essere obbligato a sottoporsi a tali accertamenti e non invocare pretestuose e assai furbesche violazioni della privacy”.

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