Tag: Italia dei Valori

  • Pd nel caos a Perugia, ultimatum dell’Italia dei Diritti


    Dopo le candidature di Boccali e Fioroni alle primarie, Massimiliano Sirchi, responsabile umbro del movimento presieduto da Antonello De Pierro, fa sapere che “il Partito Democratico ha l’ultima chance per fare chiarezza internamente e, in caso contrario, ci si inoltrerà in un ginepraio dagli esiti imprevedibili”

    Perugia – Il centrosinistra a Perugia è sull’orlo della deflagrazione. Il timer è stato innescato dalla presentazione della candidatura alle primarie di Anna Rita Fioroni.

    Con l’ala centrosinistra che scalpita e che potrebbe scendere in campo addirittura con due nomi di eccellenza Ivano Serafino Saitta (Italia dei Diritti) o Nilo Arcudi (Psi), l’ultimatum viene dall’ Italia Dei Diritti, il movimento nazionale fondato e presieduto da Antonello De Pierro: il Pd ha l’ultima chance per risolvere la partita al suo interno, altrimenti all’appuntamento del 2 marzo sarà tutti contro tutti.

    Mentre le primarie di coalizione registrano due candidati del Pd scesi ufficialmente in campo, il sindaco uscente Vladimiro Boccali e l’outsider Anna Rita Fioroni, che pare sia sostenuta tra gli altri dal presidente della Provincia Marco Vinicio Guasticchi, il resto della coalizione è in totale subbuglio. Il responsabile regionale dell’Italia dei Diritti Massimiliano Sirchi puntualizza che “le primarie devono essere di coalizione con le regole e i tempi dettati dalle forze della coalizione stessa”.
    Sirchi è perentorio nello sviluppo e nell’articolazione esplicativa dell’ultimatum lanciato a nome della formazione che presiede in Umbria, dopo aver incassato da Roma anche l’approvazione del presidente De Pierro. Ribadisce infatti che “nei vari incontri che si sono succeduti nell’ultimo periodo, non ha mai avanzato la richiesta dello svolgimento delle primarie”. Si sarebbe preferito “avviare un confronto serio e serrato sulle prospettive di rilancio della città, partendo dall’analisi delle criticità che in questi ultimi anni, nonostante l’impegno dell’amministrazione guidata da Boccali, sono emerse”. Un ultimatum a cui si associa anche il Psi, con cui l’Italia dei Diritti condivide molte linee programmatiche e strategiche. Ed è sul programma, fa sapere Sirchi, che “va definito il perimetro della coalizione”.

    “In queste ore – continua l’esponente umbro dell’Idd – il confronto si è invece concentrato, purtroppo, sulle primarie per la scelta del candidato sindaco, che vede la proposta di due esponenti del Partito Democratico, rischiando di diventare l’ennesima resa dei conti all’interno del Pd. Quest’ultimo – avverte Sirchi – ha l’ultima chance per fare chiarezza internamente, scelga tra Boccali e Fioroni, in caso contrario ci si inoltrerà in un ginepraio dagli esiti imprevedibili.

  • Antonello De Pierro ed Elisabetta Rocchetti al party per Mr. America


    Tanti vip sono accorsi presso “Il Margutta” di Roma per la presentazione del film prodotto da Claudio Bucci

    Roma – Nella splendida cornice del centralissimo ristorante vegetariano “Il Margutta RistorArte” di Tina Vannini, in via Margutta, si è svolta, a Roma, la presentazione del thriller d’autore “Mr. America” di Leonardo Ferrari Carissimi che vede come protagonisti Marco Cocci e Anna Favella.

    Il film, in uscita in questi giorni nelle sale italiane, rappresenta una riuscita fusione di cinema e arte. Nel lungometraggio sono rappresentate le opere del chiacchierato Marco Tamburro, artista che ha curato anche il manifesto del film. L’arte come il cinema emoziona, e quale connubio più potente che unire insieme questi due mondi? Se lo spettatore può sensibilizzarsi nel vedere i dipinti raffigurati nei fotogrammi più salienti della pellicola, può ancor di più appassionarsi nel guardare dal vivo le opere in sala. Infatti, nei principali cinema dove sarà proiettato “Mr. America”, saranno esposte le tele di Tamburro. L’opera in celluloide si sofferma sui possibili effetti nefasti che il celeberrimo Andy Warhol ha determinato sulle vite di chi, a vari livelli, si è avvicinato a lui. Ci sono conseguenze talmente potenti che non si fermano alla distruzione delle vite degli artisti (molti sono morti suicidi o a causa dell’uso di droghe), ma ricadono anche sui loro discendenti simboleggiando il peso e l’influenza che la sua opera ancora rappresenta nel mondo dell’arte e nelle generazioni di artisti a lui successivi.

    “Mr. America” rappresenta la spirale negativa di molti artisti, abbagliati dalla temporanea celebrità che prometteva Warhol, quasi una maledizione che per alcuni è stata decisamente fatale.

    Il film si sviluppa su distinti piani temporali che s’intrecciano vorticosamente finché ogni significato viene pian piano alla luce grazie ai dettagli della psicologia dei personaggi. Gli atti brutali ed ossessivi, che sono stati subiti nell’ infanzia da Penny ed Andy nel film, generano una rovinosa relazione familiare che sarà il fulcro della storia e del suo tragico epilogo.

    Presenti al party di presentazione, oltre al cast al completo, il produttore Claudio Bucci e il regista Leonardo Ferrari Carissimi, e tanti personaggi intervenuti anche per ammirare le opere di Tamburro, esposte per l’occasione nel locale. Gli ospiti sono stati deliziati da un cocktail ispirato alla Pop Art di Warhol: come l’artista utilizzò i barattoli di latta di una nota zuppa come protagonisti di alcuni suoi quadri, così anche Tina Vannini, proprietaria del ristorante, ha fatto degustare zuppe biologiche in barattoli di latta per richiamare l’atmosfera artistica.

    Tra i tanti vip che sono giunti nel locale, accolti dall’incantevole e deliziosa Deborah Bettega, è d’uopo citare le affascinanti Elisabetta Rocchetti, Adriana Russo, Eleonora Vallone, Emanuela Tittocchia, Nadia Bengala, Rita Carlini e il bravissimo attore Fabrizio Bucci, tutti letteralmente presi d’assalto dai paparazzi accorsi per l’evento, come anche Antonello De Pierro, presidente del movimento politico Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it, in passato punto di riferimento dell’emittenza radiofonica come direttore e voce storica di Radio Roma, l’importante emittente capitolina sulle cui frequenze lo stesso produttore del film Claudio Bucci ha condotto un programma.

    E ancora Dario Salvatori, Giovanni Pocaterra, Alex Partexano, Mario Zamma, Gabriella Germano, Mirella Panfili, Steffan Jinny, Mirca Viola, Stefania Barca, Marina Pennafina, Antonella Salvucci, Alessandro Circiello, Leopoldo Mastelloni, i produttori cinematografici Pietro Innocenzi e Pierfrancesco Aiello, il regista Giorgio Molteni, il principi Guglielmo Giovannelli, il prefetto di Chieti Fulvio Rocco, il marchese Giuseppe Ferrajoli, Silvana Augero, il direttore d’orchestra Gerardo Di Lella, il conduttore radiofonico e scrittore Stefano Piccirillo, Roberta Beta, Giada Di Miceli, Marcia Sedoc, Angelo Ciccio Nizzo, l’editore Giò Di Giorgio, don Santino Spartà, i politici Luca Danese, Luca Aubert e Antonio Paris, la giornalista Simona Decina, e i pittori Massimo Catalani e Lorenzo Zichichi.

    (Foto di Luigi Giordani)

  • Presentata in Regione a Perugia la sezione umbra dell’Italia dei Diritti


    All’incontro, a cui ha partecipato anche il presidente del movimento Antonello De Pierro, erano presenti il responsabile del Coordinamento Organizzazione Territoriale e Circoli Ivano Saitta, il responsabile regionale per l’Umbria Massimiliano Sirchi e il suo vice Giampiero Prugni

    Perugia – L’Italia dei Diritti presenta la sua struttura organizzativa e la nuova sede in Umbria, aggiungendo così un altro tassello al proprio scacchiere politico del Belpaese. Ieri a Perugia, presso la Sala della Partecipazione del Palazzo della Regione, si è tenuta una conferenza stampa di presentazione dello schieramento politico fondato nel 2006 dal giornalista Antonello De Pierro.

    Il Responsabile regionale del partito, l’Avv. Massimiliano Sirchi, ha aperto il dibattito presentando i diversi componenti e definendo i vari punti programmatici che rappresentano il vulnus del progetto politico di questa nuova proposta politica. L’appuntamento ha rappresentato un’occasione importante per conoscere direttamente i principi ispiratori, le idee ed i protagonisti impegnati in questo movimento. Sono intervenuti ai lavori anche il Responsabile del Coordinamento Organizzazione Territoriale e Circoli Ivano Saitta ed il Vice Responsabile Giampiero Prugni, i quali hanno denunciato con i loro accorati interventi la situazione di stasi della situazione politica regionale. L’Italia dei Diritti vuol far riappropriare i cittadini dei propri diritti, ripartendo dai concetti fondamentali della convivenza tra i popoli, quali la responsabilità civile di ogni soggetto civile, politico o pubblico. La stessa responsabilità civile che dirigenti e amministratori pubblici dovrebbero assumere nell’esercizio delle proprie funzioni. Occorre controllare drasticamente la cattiva abitudine, che caratterizza l’amministrazione pubblica, di appoggiarsi a società esterne per ogni sorta di consulenza, cercando al contrario di valorizzare il più possibile le competenze interne. Con la stessa determinazione è necessario rivedere, inoltre, il mondo delle municipalizzate e delle aziende correlate a funzioni pubbliche, fucina e volano allo stesso tempo del sistema clientelare che caratterizza il nostro paese e la nostra regione. L’Italia dei Dirittinasce con l’obiettivo di dare una rappresentanza ed una voce autorevole a quella parte della società civile che è disposta a mettersi in gioco per rifondare, in modo radicale, le istituzioni politiche, sociali ed economiche del Paese, nel solco delle grandi culture politiche liberali e riformiste. Un soggetto politico, quello guidato da Antonello De Pierro, che crede fortemente nel diritto, che vede nella lealtà e nella legalità gli assi portanti della democrazia di un paese.

    Un movimento, l’Italia dei Diritti, che si fa portavoce delle istanze dei cittadini e che manifesta a chiare lettere e a voce alta il proprio dissenso e la propria indignazione di fronte all’immobilismo che caratterizza la scena politica ed economica degli ultimi venti anni.

  • De Pierro dice addio a Di Pietro e si candida in Molise con Donadi


    Dopo aver siglato un accordo nazionale con Centro Democratico, il presidente dell’Italia dei Diritti ha accettato la candidatura al Senato della Repubblica proprio nella regione dell’ex pm

    Antonello De Pierro

    Roma – Dopo aver annunciato, nel settembre scorso a Vasto, il sostegno del movimento Italia dei Diritti, da lui presieduto, al partito Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, ma solo a precise condizioni, Antonello De Pierro fa sapere che la linea è cambiata ed è stato siglato un accordo con la neonata formazione Centro Democratico, che fa capo a Massimo Donadi, Nello Formisano e Bruno Tabacci. In seguito all’intesa raggiunta il leader dell’Italia dei Diritti è stato schierato in Molise per un seggio al Senato della Repubblica. E’ lo stesso De Pierro, che ha svolto per quattro anni l’attività di Capo Ufficio Stampa per la segreteria romana del partito dipietrista e ha fornito un notevole contributo a smascherare le condotte discutibili dell’ex pupillo del capo Vincenzo Maruccio, a svelare i retroscena della vicenda e a illustrare il percorso che ha condotto all’intesa raggiunta.

    “Da anni, pur senza una presa di posizione netta e ufficiale – ha dichiarato il leader dell’Italia dei Diritti -, abbiamo propugnato le battaglie dell’Italia dei Valori, in quanto le ritenevamo molto vicine alle finalità socio-politiche del nostro movimento, sempre mantenendo comunque la nostra assoluta indipendenza e lasciando ad ogni dirigente la piena libertà di scelta in afferenza alla compagine politica a cui affidare il proprio consenso. E proprio in virtù di quest’affinità ideale, ci siamo recati l’estate scorsa a Montenero di Bisaccia, a un party a casa di Di Pietro per ribadire la nostra vicinanza e, successivamente, a Vasto, quando ormai soffiavano i venti avversi e incombevano le grigie nubi del declino, dove abbiamo lanciato la nostra ciambella di salvataggio per risollevare le sorti del partito, sia in virtù del nostro serbatoio di consensi puliti e spontanei, sia tramite l’impiego delle nostre risorse all’avanguardia nel campo della comunicazione. Nell’occasione abbiamo dettato comunque le nostre condizioni, che non erano cose dell’altro mondo, bensì le più naturali esigenze di chi ha scelto di fare politica per il bene dei corpi collettivi: l’allontanamento delle mele marce e la presenza, subordinata naturalmente alla prima, di nostri rappresentanti nelle liste elettorali. L’appello non è stato purtroppo accolto da un partito, che ancorché propugnasse un’idea sana e assolutamente condivisibile, ha visto suonare il de profundis solo a causa di una gestione forse poco avveduta dei quadri dirigenti, alcuni dei quali, sfuggiti al controllo, hanno dato libero sfogo alla propria vocazione di spregiudicati affaristi, calpestando e mortificando il sacrosanto principio dell’impegno politico a favore della collettività. Rivendico orgogliosamente di aver dato il mio personale contributo per far emergere alcune di queste riprovevoli espressioni comportamentali che, al di là dei risvolti riconducibili a fattispecie con integrazioni penalmente rilevanti, che di certo non sta a noi giudicare, implicano congiunture che impongono un lapalissiano problema etico, dal quale in politica, a nostro avviso, non si può prescindere, ritenendo che l’etica debba rappresentare la quintessenza della politica stessa”.

    Poi il numero uno dell’Italia dei Diritti, che raffigura l’emblema della lotta alla corruzione, in particolar modo quella capitolina, con le sue numerose battaglie e manifestazioni di protesta, è passato a spiegare le motivazioni della scelta di Centro Democratico: “Negli anni in cui, seppur senza una espressione preferenziale ufficiale, siamo stati in contatto con l’Italia dei Valori, abbiamo imparato ad apprezzare la grande professionalità e lo spessore politico, nonché la rettitudine morale, di Massimo Donadi e di Nello Formisano. Alla luce di questo, dopo il terremoto politico e giudiziario che ha investito l’Idv, la formazione Centro Democratico ci è apparsa come la nostra collocazione naturale, ci siamo sentiti a casa, e siamo stati accolti a braccia aperte. Tra l’altro, anche se la nostra storia si è sviluppata su percorsi differenti, nutriamo stima profonda per Bruno Tabacci. Siamo certi di poter apportare un utile contributo a livello nazionale nelle consultazioni elettorali imminenti, con l’auspicio che sia solo l’inizio di una sempre più proficua collaborazione, naturalmente nell’interesse supremo dei cittadini, imperativo costante del nostro impegno politico, che ci impone di orientare la nostra azione sempre verso le cellule più deboli del parenchima sociale”.

  • Dopo Vasto De Pierro conferma sostegno a Idv, ma detta le condizioni

    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Chiediamo un’adeguata rappresentanza del nostro movimento con la presenza di un esponente candidato nelle liste dell’Italia dei Valori in ogni collegio elettorale, a garanzia dei nostri sostenitori ed elettori, che avrebbero la possibilità di esprimere in tutta libertà il delegato più idoneo alle loro esigenze. Poi l’assicurazione di avere compagni di avventura privi di ogni possibile dubbio da parte di chicchessia sull’impeccabilità assoluta della loro condotta, con l’impegno da parte di Di Pietro di allontanare ogni eventuale mela marcia che potrebbe avvicinarsi al partito, evento possibile e fisiologico per una formazione politica cresciuta così in fretta”

    Antonello De Pierro e la senatrice Giuliana Carlino

    Roma – Terminati i lavori della kermesse di Vasto, ormai storico appuntamento annuale per l’Italia dei Valori, il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, insieme ai maggiori esponenti del movimento extraparlamentare, ne ha tracciato il bilancio finale e si è espresso in merito alle decisioni prese in relazione alle scelte politiche da fare nei mesi a venire, in vista delle numerose e ardue consultazioni elettorali, che attendono alle urne una popolazione ormai politicamente disorientata e scevra di ogni certezza, tra vistose venature e profondi solchi di disillusione, nei confronti delle formazioni partitiche, che a loro volta cercano di correre ai ripari per recuperare risicate manciate di consensi e guadagnare qualche spazio prezioso sul terreno di una vacillante credibilità.

    In questo scenario nebbioso e confuso, adagiato su una vacillante piattaforma di desolante indeterminatezza, si infilano e si muovono, con fermenti speranzosi e valori coriacei, le convinzioni decisionali dell’Italia dei Diritti, che dopo avvedute disamine e riflessioni valutative, ha affidato alle parole del suo leader Antonello De Pierro la linea politica da adottare: “Abbiamo seguito con attenzione i lavori della convention di Vasto e, alla luce delle estrinsecazioni concettuali e ideali espresse dalle numerose esplicitazioni dialettiche, abbiamo convenuto che quanto propugnato dall’Italia dei Valori e dal suo presidente Antonio Di Pietro, è perfettamente condivisibile e assimilabile rispetto ai principi più pregnanti e fondanti del nostro movimento.

    Il solco ideologico nel quale ci muoviamo può tranquillamente farci coesistere con l’Idv, a cui possiamo fornire una salutare iniezione di linfa vitale e di energia pulita prodotta da una forza non trascurabile di rappresentanti della società civile, che possono garantire certezze assolute di concentrati di onestà e di candore morale. Però il nostro sostegno non è incondizionato, ma si basa su due richieste ben precise.

    Innanzitutto un’adeguata rappresentanza del nostro movimento con la presenza di un esponente candidato nelle liste dell’Italia dei Valori in ogni collegio elettorale, a garanzia dei nostri sostenitori ed elettori, che avrebbero la possibilità di esprimere in tutta libertà il delegato più idoneo alle loro esigenze. Poi l’assicurazione di avere compagni di avventura privi di ogni possibile dubbio da parte di chicchessia sull’impeccabilità assoluta della loro condotta, con l’impegno da parte di Di Pietro di allontanare ogni eventuale mela marcia che potrebbe avvicinarsi al partito, evento possibile e fisiologico per una formazionepolitica cresciuta così in fretta. E per mela marcia non intendo solo chi ha problemi con la giustizia, anzi fino al terzo grado di giudizio siamo fin troppo tolleranti e assolutamente non giustizialisti, considerando sacrosanta la presunzione di innocenza nella nostra cultura giuridica.

    Ci sono condotte invece decisamente censurabili, pur non essendo riconducibili a esplicite fattispecie di rilevanza penale, e sto parlando di tutte quelle manifestazioni comportamentali che vanno a porsi in contrasto con i principi dell’etica politica, peculiarità a nostro avviso imprescindibile per chi ha avuto in custodia dai cittadini la gestione della cosa pubblica, la cui violazione determina di fatto una grave incrinatura nel rapporto fiduciario tra l’eletto e l’elettore, che si traduce in un abbassamento del livello di fiducia riposta nella rappresentanza politica di riferimento, che nel tempo va a rendere instabile tutto il sistema.

    Se il presidente Di Pietro e l’Italia dei Valori accoglieranno le nostre condizioni, che tra l’altro ci sembrano semplicemente dettate dal buon senso di chi ha a cuore realmente la cosa pubblica, da parte nostra ci sono lunghe autostrade destinate al dialogo. In caso contrario, nostro malgrado, dovremo dirottare altrove i nostri consensi, sempre fermi sulla nostra indipendenza nell’offerta politica”.

  • De Pierro, saremo a Vasto per valutare le nostre scelte politiche future


    Il presidente dell’Italia dei Diritti e candidato a sindaco di Roma Capitale: “Cerchiamo conferme in merito alla linea ideale dettata da Di Pietro, per far convergere sull’Italia dei Valori il nostro bacino di consensi, chiedendo la candidatura di un esponente del nostro movimento in ogni collegio elettorale”

    Antonio Di Pietro e Antonello De Pierro

    Roma – Anche quest’anno, dal 21 al 23 settembre, avrà luogo a Vasto (CH) il canonico incontro dell’Italia dei Valori, giunto ormai alla 7^ edizione. Il motto con cui la compagine partitica capeggiata da Antonio Di Pietro si accinge ad affrontare l’appuntamento è “Il cambiamento utile”. Un’occasione per fare il punto sulla situazione e cercare di individuare la giusta strategia per giungere preparati alle consultazioni elettorali politiche della prossima primavera.

    Anche il movimento Italia dei Diritti guarda con attenzione al rendez–vous politico primaverile, che dovrà designare il destino dell’Italia in un momento notoriamente molto arduo.

    Ed è per questo che l’organizzazione extraparlamentare presieduta da Antonello De Pierro, candidato a sindaco di Roma Capitale, sarà presente nella cittadina abruzzese con una folta rappresentanza di dirigenti e sostenitori.

    A capeggiare la delegazione che parteciperà alla tre giorni vastese sarà lo stesso De Pierro, il quale estrinseca le motivazioni decisionali di tale presenza affidandole ad una dichiarazione di intenti di esplicita matrice: “Dopo aver assistito alla deriva politico-istituzionale del Paese, ridotto socialmente a un cumulo di macerie da una partitocrazia con vocazione elitaria sempre più avida di privilegi e di esclusive prerogative, a danno di un tessuto collettivo sempre più schiacciato, calpestato e mortificato da un cinico ed egoistico menefreghismo e da una disarmante e vergognosa indolenza, siamo costretti a registrare il fallimento inesorabile di una certa politica e a pretendere, a nome di una società appiattita sul presente e proiettata verso l’incertezza fatale di un futuro tremolante, sbiadito e orfano di ogni barlume di speranza, un’inversione di rotta determinata e risolutiva.

    Saremo a Vasto proprio per cercare le conferme che finora ci fanno prediligere l’Italia dei Valori rispetto alle altre formazioni politiche, per incanalare il nostro patrimonio di consensi e farlo convergere verso l’Idv, con l’auspicio che la linea ideale finora condivisa in larga parte non esca ritoccata dall’appuntamento a cui stiamo guardando con notevole interesse. Qualora, come crediamo, i valori e le idee propugnate rimarranno inalterati, saremo ben lieti di corroborare la nostra determinazione decisionale e suggellarla con la candidatura di un esponente del nostro movimento in ogni collegio elettorale e far confluire su di loro la manifestazione di suffragio espressa dal nostro bacino elettorale nel segreto della cabina.

    Non ci resta che attendere quanto emergerà al termine della chiusura dei lavori e, nell’eventualità già argomentata, ci auguriamo che Di Pietro raccolga la nostra sollecitazione, afferrando lesto la nostra mano tesa, che potrebbe fornire all’Italia dei Valori un apporto decisivo per l’esito finale e un’iniezione di valori sani e genuini da parte di elementi accuratamente selezionati, prima di essere ammessi a occupare ruoli predominanti nel nostro movimento.

    Le sirene di altre realtà politiche stanno cercando di incantarci con il loro richiamo, ma noi la decisione per il momento l’abbiamo presa e speriamo di confermarla dopo Vasto, salvo un rifiuto da parte dell’Idv, che ci porterebbe, nostro malgrado, verso risoluzioni diverse per non disperdere quella quota di consensi che abbiamo faticosamente edificato sulla scia di un’infinità di battaglie sociali”.

    Per concludere il numero uno dell’Italia dei Diritti, che sarà presente a Vasto sabato 22, chiosa: “Un accordo del partito di Di Pietro con la nostra entità associativa, che sarebbe in linea con l’apertura annunciata verso società civile e movimenti, lo doterebbe inoltre di una potenza comunicativa esponenziale rispetto a quella espressa finora, sicuramente accettabile, ma assai carente rispetto al potenziale mediatico che, dati i mezzi tecnici ed economici a disposizione, risulta a nostro avviso altamente penalizzato e soffocato. Il raggiungimento della massima forza possibile di divulgazione informativa sarebbe ottenuto grazie al lavoro dei grandi esperti di comunicazione che operano attualmente nell’Italia dei Diritti, che hanno innalzato il nostro movimento a standard di visibilità enormi con l’impiego di risorse economiche pressoché nulle”.

  • Antonello De Pierro annuncia candidatura a sindaco di Roma Capitale


    Il presidente dell’Italia dei Diritti ha sciolto ogni riserva e parteciperà alle eventuali primarie del centrosinistra contando sui voti dell’Italia dei Valori e di Sel

    Roma – Ormai è ufficiale: Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, si candiderà alla carica di sindaco di Roma Capitale in occasione delle prossime elezioni amministrative del 2013.

    La notizia era già nell’aria da tempo, ma De Pierro non aveva ancora sciolto le numerose riserve personali, nonostante da più parti gli giungessero, sempre più numerose, manifestazioni incoraggianti di sostegno in tal senso, da cittadini ormai esasperati dallo strapotere di politicanti e gerontocrati che hanno occupato gli apparati istituzionali, diventati il più delle volte meta per spregiudicati affaristi, che coltivano all’ombra della politica i loro interessi personali, piuttosto che centri di servizio sociale per la collettività.

    E’ lo stesso leader dell’Idd a spiegare le motivazioni che hanno portato a questa svolta decisionale: “Abbiamo assistito impotenti, in questi ultimi anni, alla disastrosa gestione amministrativa della giunta (o meglio delle giunte) Alemanno, con una città che sta pagando un duro prezzo all’insipienza politica di queste persone. Ma nonostante i numerosi scandali che hanno bersagliato implacabilmente il povero, e credo incolpevole, Sindaco, vogliamo concedere l’alibi a questi amministratori dell’errore e non della dolosità, che tra l’altro non spetta a noi giudicare, e attribuire loro un’incapacità operativa disarmante.

    Per quanto riguarda Alemanno, la non colpevolezza diretta che sentiamo di riconoscergli in afferenza agli scandali, non lo assolve certo dalla piena responsabilità politica di aver operato delle scelte collaborative dilettantistiche, che dovrebbero suggerirgli di dedicarsi, magari con successo, ad altra attività, liberando i cittadini dalla sua pressoché inutile presenza nel panorama politico.

    Sono molti mesi che ricevo da ogni parte sollecitazioni e inviti a candidarmi alla carica di sindaco a Roma, e di trascinare in campo quel concentrato di onestà, legalità e trasparenza, che contraddistingue le coscienze soggettive di tutti gli esponenti dell’Italia dei Diritti. Ebbene non potevo deludere siffatte aspettative e ho preso la decisione, per portare nella competizione, ed eventualmente alla guida della città, un forte vento di rinnovamento, stavolta reale e non solo nascosto nella retorica dei proclami elettoralistici di gran parte della nomenclatura che ha rappresentato finora la vita politica nella Capitale.

    La nostra sfida inizia dalla legalità, soprattutto negli stessi apparati comunali, che in alcuni comparti le corruttele e le connivenze hanno ridotto al lumicino. Non si può parlare di sicurezza se non si educa verso il rispetto delle regole chi dovrebbe farle rispettare. E’ chiaro, in questo caso, che mi riferisco alle battaglie portate avanti con decisione dal nostro movimento contro i numerosi comportamenti omissivi e i favoritismi da parte di alcune cellule deviate dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali, con concrete proposte per arginare il fenomeno, che il sindaco Alemanno ha finto di recepire e di condividere, lasciando poi tutto invariato.

    I cittadini romani, e soprattutto chi delinque sfruttando a proprio e altrui vantaggio posizioni professionali favorevoli, devono sapere che con noi, in tal senso, vigerebbe la tolleranza zero, con vigorosa attività preventiva e, se necessario, repressiva all’insegna dell’esemplarità.

    La gente comune, i più deboli, sarebbero altamente tutelati dall’arroganza di pochi eletti, che con sprezzo della legalità, agitano impunemente lo scettro del potere.

    La nostra sfida si sostanzia inoltre nella promozione culturale, soprattutto nelle periferie, settore che è stato mortificato da persone incapaci di valorizzarlo.

    Soprattutto l’obiettivo da perseguire è quello di una città che risponda totalmente alle esigenze dei cittadini e combatta i privilegi di pochi.

    Sappiamo che la nostra linea non farà piacere ad una certa classe politica ancorata saldamente ai benefici, che cercherà di boicottarci in ogni modo.

    A noi poco importa, a noi interessa il benessere dei corpi collettivi e non certo di un manipolo di politicanti che deve aver scambiato gli scranni istituzionali come la meta di spregiudicati affaristi.

    Perciò, se i cittadini riusciranno, nonostante i boicottaggi, a sintonizzare le loro coscienze sulle nostre frequenze innovative, potranno assistere ad una vera e propria rivoluzione nella gestione della cosa pubblica, che darà ossigeno vitale a tutte le attività quotidiane, che spesso ora si trasformano in odissee per chi è costretto ad affrontarle.

    Si preparino, i signori dei privilegi, a rinunciare a ciò che credono un diritto, ma che è solo una concessione di un potere gestito sui percorsi clientelari.

    Si apprestino ad affidare a sbiaditi ricordi l’uso e l’abuso di auto blu.

    La politica dei trombati inseriti ad ogni costo si abitui a rinunciare a incarichi e consulenze faraoniche: se i compensi proposti non fossero di gradimento esiste un esercito di giovani disoccupati che li accetterebbe volentieri e magari raggiungendo risultati più proficui”.

    De Pierro ha poi concluso: “Se ci saranno le condizioni e i margini necessari per esplicitare e concretizzare in ambito coalizzativo la nostra linea ideale è molto probabile che parteciperò alle eventuali primarie del centrosinistra, per le quali conto sull’appoggio dell’Italia dei Valori, della Federazione della Sinistra, di Sinistra Ecologia e Libertà e dei Verdi Ecologisti, da dove intendo iniziare a edificare la struttura portante per la realizzazione del progetto propugnato. In caso contrario valuteremo il da farsi, cercando di maturare le scelte migliori per trarre i maggiori benefici per la cittadinanza, che a quel punto diventerà decisiva e parte integrante di un progetto ambizioso per consegnare a Roma l’efficienza che le compete di diritto”.


  • Significativa presenza di Antonello De Pierro a casa di Di Pietro in Molise


    Il presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato alla tradizionale festa del raccolto organizzata dal leader dell’Italia dei Valori presso la sua masseria di Montenero di Bisaccia

    Roma – Com’è ormai tradizione consolidata e di successo anche quest’anno, presso la masseria Di Pietro, di proprietà del leader del partito Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, a Montenero di Bisaccia in Molise, si è svolta la festa del raccolto. E come da copione ha richiamato migliaia di iscritti e sostenitori da ogni parte d’Italia, per un bagno di folla che ha riempito al limite della capienza il vasto prato che abbraccia la casa ed è andato oltre ogni previsione della vigilia, superando di gran lunga il numero di presenti registrato negli anni scorsi.

    Un record di affluenza a cui ha contribuito indubbiamente il movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, presente all’evento con un nutrito gruppo di sostenitori, capeggiati dal presidente Antonello De Pierro, che ha sposato quasi del tutto la linea tracciata da Di Pietro negli ultimi mesi, annunciando il sostegno al partito del gabbiano e la volontà di candidare i propri esponenti nelle sue liste alle prossime competizioni elettorali.

    Oltre a De Pierro sono intervenuti alla serata molti dirigenti del movimento a sostegno dei diritti dei cittadini, tra cui il deputato Francesco Barbato, responsabile per le Mafie e la Criminalità Organizzata, Luana Cinti, vice responsabile per l’Emilia Romagna e per la Scuola e l’Istruzione, Anna Aurisano, responsabile per il Molise e vice responsabile per la Pubblica Amministrazione, Manuela Bellantuoni, responsabile per la Puglia e vice responsabile per la Giustizia.

    E’ stato proprio De Pierro a esplicare il significato della sua presenza a Montenero, non rinunciando a una frecciata polemica verso una piccola componente del partito: “La mia partecipazione vuole testimoniare la vicinanza e la condivisione del movimento Italia dei Diritti in afferenza al percorso ideale segnato da Di Pietro nel panorama politico-istituzionale del nostro paese, proprio quel percorso, pregno di valori sociali a beneficio della popolazione, che ha fatto vibrare le corde emozionali di tanti cittadini onesti e che ha prodotto l’enorme flusso di massa che abbiamo avuto il grande e suggestivo piacere di registrare questa sera. Ed è in virtù di questa condivisione che auspichiamo la presenza nelle liste dell’Idv di esponenti del nostro movimento alle prossime consultazioni elettorali, cosa che sporadicamente è già avvenuta in passato, ma che ora aneliamo realizzare con una formula decisionale e organizzativa dai contorni ben definiti. Questo anche alla luce della nostra esponenziale crescita di consensi, che ci ha fatto acquisire e consolidare la presa di coscienza di non poter disperdere questo patrimonio, nell’interesse dei corpi collettivi e sotto l’impulso di un alto senso di responsabilità che ci impone di dover contribuire ad evitare la riduzione dei già ristretti varchi dell’esercizio della democrazia nel paese. E’ probabilmente quel patrimonio che da qualche tempo ha fatto avanzare da più parti proposte di intese che abbiamo puntualmente rispedito senza indugi ai mittenti, in quanto, pur se in qualche caso le convergenze di pensiero potevano suggerire qualche apertura, avevamo già individuato altrove un’affinità di espressione concettuale indubbiamente più compiuta. Questa scelta politica, e questo per essere chiari con i nostri sostenitori, non ci fa ignorare che è esistita ed esiste nell’Italia dei Valori una marginale componente, che definirei fisiologica in un partito cresciuto così in fretta, formata da politicanti che non sempre hanno onorato od onorano la nobile ragione sociale propugnata dal partito, o che probabilmente hanno scambiato quest’ultimo come un treno per raggiungere scranni istituzionali, con manifestazioni comportamentali votate a un affarismo e a un clientelismo da Prima Repubblica. Ma non ignoriamo neanche che la stragrande maggioranza di questo partito affonda le radici in un terreno ideologico disseminato di valori e ideali sani e granitici, ed è questa la parte che ambiamo a corroborare con il nostro contributo di impeccabile onestà intellettuale e profonda sensibilità sociale, quella parte che rappresenta degnamente la folla intervenuta a Montenero, armata di uno spirito ideale ancorato a una moralità autentica, limpida e genuina, che sentiamo di interpretare con marcato coinvolgimento emotivo, e che non possiamo permettere, che venga tradito da quella, pur se esigua, percentuale deviata”.

  • Celardo eletto segretario organizzativo per il Lazio dell’Italia dei Diritti


    Il neosegretario, già viceresponsabile regionale del movimento: “Il mio ruolo è di rappresentanza politica sul territorio, proponendo candidati di trasparente onestà che sappiano apportare un valido contributo alla gestione della cosa pubblica”

    Roma – Il movimento Italia dei Diritti ha inaugurato una nuova fase per la diffusione capillare sul territorio. Si è tenuta un’assemblea programmatica degli esponenti del Lazio ed è stata sentenziata all’unanimità l’elezione di Carmine Celardo a segretario organizzativo per il Lazio. Il presidente Antonello De Pierro, che ha partecipato all’incontro, si è congratulato con il neosegretario, riponendo in lui la massima fiducia.

    “L’Italia dei diritti – sottolinea il neoeletto segretario regionale – è un movimento che si pone come difensore dei diritti dei cittadini, italiani e non, che risiedono nel nostro Paese. Un’associazione di persone aperta a tutte le culture ed etnie, in virtù di un superiore ideale di uguaglianza e giustizia. Tengo a ringraziare tutti i rappresentanti che, con fiducia, mi hanno conferito quest’incarico. Il mio ruolo – continua Celardo – non è quello di fondare un partito politico schierato ideologicamente, ma di rappresentanza politica sul territorio, proponendo candidati di trasparente onestà, persone serie, attive nel sociale che sappiano apportare un valido contributo alla gestione della cosa pubblica.

    “Ci proponiamo – continua Celardo – come movimento che, benché contestatore e all’occorrenza censore della amministrazione pubblica, propone soluzioni politiche e tecniche alla gestione statale. Vogliamo essere sempre più vicini ai cittadini, radicandoci sul territorio. Siamo disponibili a serie proposte da parte dei partiti politici, i quali dovranno affrontare serie difficoltà nel prossimo biennio. Aperti a progetti che non siano specchio di bassa politica o mirino a favorire amici di amici, ma che il cui scopo sia portare una ventata di freschezza nella vita politica nazionale. Non siamo un apparato di potere ma un movimento che mira a garantire i diritti per tutti, lavorando quotidianamente al fianco dei cittadini nella massima onestà. Garantisco il massimo impegno e dedizione – conclude l’esponente del movimento extraparlamentare presieduto da Antonello De Pierro – nello svolgimento di questo delicato compito affinché tutto si svolga nella massima trasparenza e correttezza”.


  • De Pierro chiede le dimissioni dei Responsabili “fascisti” di Scilipoti


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Non dobbiamo sottovalutare questi pericolosi rigurgiti di un triste passato. Ciò vorrebbe dire che la storia non ci ha insegnato nulla”


    Roma – Il plagio ultimamente va di moda. Chissà se l’ex dipietrista Domenico Scilipoti si sia accorto che il manifesto del Movimento di Responsabilità Nazionale, di cui è segretario, presenta diverse frasi praticamente identiche a quelle del “Manifesto degli intellettuali fascisti” del 1925. Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, dimostra di non avere alcun dubbio sulla vicenda: “Fino a quando non verrà presa in considerazione la nostra proposta di vietare i cambi di casacca nel corso della legislatura, cosa che va manifestamente a tradire l’espressione di voto dell’elettore, potremo assistere ancora a cose del genere e forse anche peggio”.

    “La cosa non mi meraviglia affatto – chiosa il leader dell’organizzazione extraparlamentare – ma, pensando a Scilipoti, mi chiedo quale sia la piattaforma ideale su cui basa la sua attività politica, in questo bailamme di contraddizioni esternate. Il tutto risulterebbe chiaro se a Scilipoti questa linea fosse stata, invece, suggerita da qualcun altro. Ciò mi meraviglierebbe ancora di meno, dal momento che la linea tracciata dall’attuale Esecutivo non lascia spazio a dubbi. Un esempio è dato dalla recente proposta di cancellare il reato di apologia del fascismo quando, in passato, abbiamo visto in Parlamento partiti che, a mio avviso, non avrebbero dovuto assolutamente esserci, in virtù del fatto che riprendevano palesemente la dottrina elaborata da Mussolini e dai suoi adepti”.

    In conclusione, De Pierro non nasconde le sue perplessità sull’attuale Governo: “Non dobbiamo sottovalutare questi pericolosi rigurgiti di un triste passato. Vorrebbe dire che la storia non ci ha insegnato nulla. La nostra lotta è per la democrazia e la legalità e tutto ciò va a scontrarsi con quanto la memoria ci ripropone, ricordando il tragico ventennio. Se ancora oggi in Parlamento c’è chi propugna queste tesi e abbiamo un presidente del Consiglio che si sente al di sopra delle leggi, come il Duce di allora che, però, aveva un senso delle istituzioni indubbiamente più solido, allora dobbiamo pensare che il percorso sarà ancora lungo. A questo punto, forse, dobbiamo muoverci verso un’abolizione per legge di tutte quelle formazioni politiche che propongono modelli attinti dal patrimonio ideologico fascista, cosa che certamente non potrà avvenire con questo Governo dove spesso trapelano, in abbondanza, note comportamentali dittatoriali. Vale a dire che quanto fatto da Scilipoti e dal suo movimento dovrebbe portare, immediatamente, all’abolizione del suo gruppo e alla decadenza immediata dal ruolo di parlamentari di tutti i suoi componenti”.