Rimedi all’eiaculazione precoce: il metodo dello stop-start

Se l’eiaculazione precoce, ovvero il raggiungimento dell’orgasmo in un periodo troppo anticipato o troppo veloce, è determinata da fattori di natura psicologica (specialmente da ansia), è necessario risalire tutta la serie di eventi causali fino alla fonte dei problemi. Questa fonte può essere di diversa natura, potendo prendere la forma dell’ambiente sociale, dell’occasione specifica, della partner, delle aspettative (sociali, familiari, coniugali), personalità ed emotività del soggetto ma anche semplicemente una momento di stress.

È proprio l’eterogeneità delle cause dell’eiaculazione precoce a determinare problemi di natura medica, ovvero sia di quale risposta dare alle singole necessità del paziente. In linea di massima, è necessario adattare la terapia a seconda delle caratteristiche soggettive. Difficilmente, la mono terapia potrà risultare efficace nella cura della disfunzione erettile, ma con i nostri articoli potrete trovare una serie di metodi sperimentati o sperimentali, da combinare insieme per la risoluzione del problema. Per assicurare un’efficacia del trattamento maggiore, è necessario che anche la partner sia collaborativa e riesca a comprendere le necessità del proprio consorte (a fortiori considerando che un’eventuale buona riuscita delle terapie potrà apportare benefici alla coppia in quanto tale).

La scienza medica moderna ha recentemente portato sul mercato alcuni prodotti farmacologici contro eiaculazione precoce, corredati di studi specifici che dimostrano la loro capacità nel ritardare il momento dell’eiaculazione, ma prima che questi fossero disponibili sul mercato, le metodologie applicate erano quelle psico-sessuali. Si tratta di consigli o pratiche da attuare durante il rapporto sessuale, che si concentrano subito prima o durante il momento in cui si senta di raggiungere l’orgasmo.

La tecnica che vi presenteremo in questo articolo è quella dello stop – start. Si tratta di una metodologia diretta ad allontanare l’ansia dell’eiaculazione precoce, concentrandosi completamente sul piacere e sulla voluttà del rapporto sessuale che si sta avendo. Ovviamente sarà importante che anche la donna collabori per la riuscita del metodo, ma il protagonista assoluto è l’uomo (essendo il soggetto che soffre direttamente dell’eiaculazione precoce), il quale si dovrà posizionare nella posizione che ritenga più comoda (solitamente sdraiato sulla schiena), cercando di non fare nessun movimento se non focalizzarsi sul piacere provato con il movimento pelvico della propria partner. Obiettivo primario del metodo stop – start è de responsabilizzare l’uomo per liberarlo da pressioni e ansie accumulate. Dovrà procedersi ad una fase di preliminari e petting senza stimolazione diretta delle zone genitali, eliminando l’immagine ricorrente (Freud avrebbe detto il tabù) della penetrazione vaginale dalla mente, che provocherebbe un eccesso di eccitamento e una possibile insorgenza di ansia.

Con il continuare della stimolazione erotica, aumenterà l’eccitazione che porterà all’erezione fino al raggiungimento del cosiddetto plateau, ovvero l’ultimo punto erogeno oltre il quale si raggiungerebbe l’eiaculazione. Raggiunta la fase di plateau, ovvero appena prima del raggiungimento dell’orgasmo, l’uomo dovrà invitare la propria compagna a fermare il movimento, per far rilassare i tessuti molli penieni e portare ad un lieve calo erettile. Passato il tempo necessario per “far calmare le acque” si potrà ricominciare il rapporto dinamico, fino al raggiungimento del plateau successivo e così via.

È consigliabile “percorrere” al massimo 3-4 plateau prima dell’eiaculazione, permettendo al soggetto sofferente di eiaculazione precoce di prendere consapevolezza del momento fisiologico dell’eiaculazione e per la necessaria desensibilizzazione del pene.

  • Questa prima fase del metodo stop – start avrà una durata variabile a seconda del numero di rapporti sessuali settimanali. Presupponendo una media di 2-3 rapporti alla settimana, sarebbe consigliabile far durare la prima fase del trattamento terapeutico psicologico per almeno una settimana – 10 giorni.
  • La seconda fase, mantenendo la stessa frequenza di rapporti sessuali, si basa sul medesimo meccanismo (raggiungimento del plateau ed interruzione, ma con l’aggiunta del coinvolgimento diretto degli organi genitali. È proprio questa progressiva traiettoria di avvicinamento alla zona genitale ad eliminare l’ansia della penetrazione. Si tratta in termini più moderni, di risettare i valori psicologici rispetto alle variabili dell’intensità e il vigore delle sensazioni piacevoli che si provino durante il rapporto.
  • La terza fase (a pari frequenza e periodo di trattamento complessivo), prevede la penetrazione vaginale. Anche in questo caso, al raggiungimento del plateau del piacere, si dovrà bloccare il rapporto estraendo il pene dalla vagina per 3-4 volte complessive prima di arrivare all’eiaculazione.

Ovviamente, alla luce della spiegazione, si capisce quanto sia importante la “chimica di coppia” ed il consenso della propria partner al fine di far funzionare questo metodo, che sul medio-lungo periodo dovrebbe consentire di liberarsi dallo stress e dalla ansia dell’eiaculazione e della penetrazione per arrivare ad una sessualità più consapevole e serena.

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