Veganismo: “mangiar verde” conviene

E’ fuor di dubbio che il fronte Vegano tende in modo rapido e ben organizzato all’espansione. Libri, filmati, festival, social network, l’onda ha preso il via ormai da tempo ma ora si fa veramente sentire con tutta la sua forza. In una così imponente varietà di diete, tra le più gettonate non si possono non menzionare la dieta a zona e la dieta metabolica, un riconoscimento assolutamente importante va dato alla dieta vegana. Qui non ci si vuole soffermare su quello che è senz’altro l’aspetto più importante di tale stile di vita, ovvero quelle che sono i fondamenti etico-morali e anti-specisti che ne delineano abitudini e comportamenti, ma unicamente l’aspetto legato alle abitudini alimentari. Si tratta di una dieta in grado ridurre la frequenza delle patologie cardiache, deellìictus e del diabete poichè pare in grado di proteggere il cuore. In riferimento ad una recente indagine svolta dal gruppo diretto dal dottor Nico Izzo per la Loma Linda Univ. (California) ne conviene che la dieta Vegana, nonchè quella vegetariana, sono atte ad estendere la longevità; indicativamente di tre anni, in media, rispetto coloro che consumano abitualmente prodotti alimentari di origine animale. Il “mangiar verde” inoltre ci difende dalla “sindrome metabolica” da quell’insieme di gravi disturbi, tra cui crescita anormale del colesterolo HDL o pressione alta, che può colpire in largo anticipo rispetto alla norma. Mentre i consumatori di prodotti alimentari di origine animale ne vengono colpiti per il 39%, i vegetariani riducono la vicinanza a tale patologia con un 37% ma i meno colpiti in assoluto rimangono i vegano che abbassano notevolmente la percentuale al 25%.

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