Malaluna e Opera di periferia: il meglio di Lanzetta

Salerno, 24 maggio 2012– Le inquietudini del Sud avranno voce stasera alle 21.30 presso Palazzo Genovese a Salerno, dove saranno proiettati i video degli spettacoli “Malaluna” di Peppe Lanzetta e Vincenzo Pirrotta, Premio Eti-Olimpici del Teatro 2004, e “Opera di periferia”, una commedia musicale firmata anch’essa dal drammaturgo napoletano e prodotta nel 2006 dal TeatroStudio di Salerno. Ne discuteranno Alfonso Amendola, docente dell’ateneo salernitano e Gianni Molinari, capo della redazione de’ “Il Mattino” di Salerno, nell’ambito della quinta edizione di Arti di Maggio, la manifestazione promossa dall’Associazione Seventh Degree e sostenuta dall’amministrazione comunale, che segna l’esordio di Peppe Lanzetta nelle arti visive con “Dalla mia casa non si vede Capri”. la personale curata da Erminia Pellecchia. In “Malaluna” due outsider, che sembrano essere l’uno lo specchio dell’altro, raccontano le proprie esistenze non allineate, sempre ondeggianti tra il lecito e l’illecito, tra l’ordine e il caos, tra il degrado e la bellezza. Incarnano le infinite contraddizioni di Palermo e Napoli, dove luce e tenebra coesistono e i sogni non smettono di essere inseguiti per quanto ingannevoli siano. Testimoni scomodi di realtà di malaffare e solitudine sulle note di un’orchestra, i due uomini lasciano che i pensieri fluiscano in assoluta libertà. Rabbia e tenerezza si sovrappongono nel creare atmosfere che rinviano a Brecht, Masaniello, Tom Waits, Edoardo, Viviani, alla ritualità catartica del “cunto” siciliano, fino ad assolutizzare le città simbolo del Meridione come luoghi dell’anima in cui la vita può essere compresa solo ascoltando ciò che alberga nel profondo.

“Opera di periferia”, in due atti e in venticinque scene, si configura come un musical su quella periferia napoletana più volte raccontata dall’autore da diverse angolazioni narrative. Qui Lanzetta realizza una performance corale ambientata all’ombra delle Vele di Secondigliano, fondale intercambiabile dei tanti bronx metropolitani. Fatti e misfatti, scontri tra bande e traffici illeciti sono rappresentati a suono di rap che restituisce il ritmo nevrotico e compulsivo di esistenze consumate sempre ai margini di qualcosa.

Gemma Criscuoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.