DOPO 5 SECOLI DI OBLIO IL “LIBRO DELLA ORIGINE DELLI VO LGARI PROVERBI” TORNA A VENEZIA – LUNEDì 29 OTTOBRE A CA’ REZZONICO

Gentile redazione,

invio il comunicato stampa per
la presentazione de “Libro della origine delli volgari proverbi”, di Aloyse
Cynthio de gli Fabritii, che si terrà a Venezia lunedì 29 ottobre alle
ore 20,45 nella sala grande di Ca’
Rezzonico
. Dopo 500 anni
di oblio ai veneziani viene finalmente restituito un importante testo del
Rinascimento.

L’avvenimento è organizzato dall’Associazione cifrematica di Venezia
con la coorganizzazione della Direzione Beni, Attività e Produzioni Culturali
del Comune di Venezia e con il patrocinio della Regione Veneto.

Resto a disposizione per ogni chiarimento e porgo cordiali
saluti

Esther Linz
Spirali Edizioni
Corso Vittorio Emanuele,
38 33170 Pordenone
Tel: 0434 – 520000 – cell.
347 – 1504370
E-mail: [email protected]


Venezia, 10 ottobre 2007




COMUNICATO STAMPA


Dopo 500 anni di oblio ai veneziani viene finalmente
restituito un importante testo del
Rinascimento.




Lunedì 29 ottobre alle ore
20,45 a Venezia nella sala
grande di Ca’ Rezzonico
verrà presentato il Libro della
origine delli volgari proverbi
, di Aloyse Cinthio de gli
Fabritii, medico e letterato veneziano.


Il libro – stampato a Venezia in prima edizione nel
1526
– subì presto la censura del Consiglio dei Dieci, e fu inserito
nell’Indice dei libri proibiti; da allora non è mai stato ristampato.
Dopo 5 secoli di oblio la casa editrice Spirali ripropone nella loro
trascrizione letterale i famosi “volgari proverbi” del Fabrizi, con l’aggiunta
di un inedito e di quattro sonetti manoscritti, ritrovati nella Biblioteca
Marciana di Venezia. Testo ambizioso per dimensioni e contenuti, il volume raccoglie 45
“proverbi”
di uso comune, che diventarono pretesti per la narrazione
satirica ed “immorale” dell’autore. L’ironia percorre tutto il libro, mettendo
il lettore continuamente di fronte alla bizzarria di vicende umane spinte al
paradosso. L’autore rivolge il suo sarcasmo ai “disfrenati” che sprecano il
proprio ingegno per gabbare il prossimo. I bersagli preferiti sono gli
“aggabbadei”, cioè chi dovrebbe portare il messaggio cristiano ed invece fa
scempio delle proprie virtù: inevitabile fu la censura per il testo di Cynthio.
Spesso introdotti da riferimenti storici e mitologici che testimoniano
l’erudizione dell’autore, nei proverbi si avvicendano maschere indimenticabili,
come cittadin di pregio, hortolani, mercatanti,
suore, abbatesse, matrone, pute.
Ne deriva
un’opera densa di voli poetici ma dal forte accento lussurioso, scritta in
italiano volgare latineggiante con influenze toscane e venete, in cui si riversa
tutta la cultura cinquecentesca; una costruzione letteraria erudita e
mastodontica (circa 41 mila versi endecasillabi), di straordinaria ricchezza e
musicalità.


Interverranno al dibattito: on. Luana Zanella,
assessora alla Produzione culturale di Venezia, Lorenzo Tomasin, professore
dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Riccardo Calimani, scrittore, e Andrea
Molesini, professore dell’Università di Padova, traduttore. Introdurrà
Arianna Silvestrini, presidente dell’Associazione cifrematica di
Venezia.L’avvenimento è
organizzato dall’Associazione cifrematica di Venezia con la coorganizzazione
della Direzione Beni, Attività e Produzioni Culturali del Comune di Venezia e
con il patrocinio della Regione Veneto. Partecipa all’avvenimento la Banca del
Veneziano.





CON GENTILE
PREGHIERA DI DIFFUSIONE




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