Diete brevi: una brutta abitudine da correggere

Incredibile quanto i detti inerenti i “buoni propositi” manifestino al meglio la loro veridicità quando si tratta di affrontare l’una o l’altra dieta, che si tratti di dieta metabolica o de la dieta a zona, il risultato è che il più delle volte risulta più facile smettere di quanto possa sembrare facile iniziare. Questo modo di procedere mette in luce una questione di primo acchito assai comica ma che, scavando appena sotto la superficie, nasconde ben più di una insidia. Quale questione? Il fatto che nel mondo occidentale ed in particolar modo in europa, si è tutti perennemente a dieta senza però mai venirne a capo ma raggiungendo risultati che durano al massimo uno/due mesi. Ben poche persone riescono infatti a dedicarsi anima e corpo (è il caso di dirlo) ad una dieta e mantenere di anno in anno i risultati. Vuoi perché quella festa è ormai prossima, vuoi perché il periodo estivo incomincia a farsi largo e c’è il problema della prova costume, tutte motivazioni che reggono per brevi periodi. In questo modo il fisico non può ovviamente “abituarsi” ad una precisa educazione alimentare ma viene stressato dai continui cambiamenti: dai periodi di pigrizia e grasso a quelli in si ha solo palestra e miseri piatti minimalisti e insipidi. C’è parecchio da sistemare quando si parla di abitudini alimentari.

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