Claudia Porchietto alla Provincia di Torino: con la gente della società civile contro l’immobilismo

Dopo 15 anni di indifferenza la Provincia di Torino è tra le più insicure d’Italia (terz’ultima come sicurezza), dopo 15 anni di errori la Provincia di Torino sta per essere sommersa dai rifiuti. Grazie a 15 anni di malgoverno, la Provincia di Torino continua a perdere posti di lavoro senza avere una progettualità e idee per affrontare la crisi. Dopo 15 anni inconcludenti, la Provincia di Torino ha perso tantissime eccellenze: RAI, Telecom, Ente Moda, Salone dell’Auto, Direzione Grandi Banche, Centro Europeo di Ricerca Motorola…
Per cambiare tutto questo, per rilanciare gli investimenti e la formazione e per portare aria nuova, entusiasmo, positività e coraggio di credere nella possibilità di cambiare le cose, si è presentata Claudia Porchietto, candidata del centrodestra alla presidenza della provincia di Torino, al ballottaggio il 21 e 22 giugno. Con lei un gruppo di 150 tra uomini e donne che da giorni sono all’opera sul territorio per sostenerla: imprenditori e casalinghe, operai e impiegati, giovani, donne e tanti volenterosi che hanno deciso di mettere a disposizione tutta la loro grinta per raggiungere un obiettivo storico, battere al ballottaggio la sinistra che governa da 15 anni.

“E’ una grande opportunità – ha sottolineato Claudia Porchietto – che va vissuta con entusiasmo, positività e con la convinzione di poter raggiungere il risultato. Mi impegno in prima persona, insieme alla lista civica da me presentata, a difendere il nostro territorio e le nostre famiglie, proteggendo il lavoro, non a parole ma utilizzando i giusti investimenti e focalizzandomi sulle politiche a favore della famiglia, dei figli e degli anziani. Vogliamo dare valore alle vere competenze delle persone e alle loro capacità: questo sarà un punto fondamentale della mia futura struttura perché questa è la Provincia che vogliamo, che rappresenta una svolta e che i nostri 150 amici porteranno nelle strade di tutte le città. Questo è il nostro progetto, nel quale molti torinesi hanno già dimostrato di credere”.

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