Ci sono l’inefficienza della logistica, la speculazione e l’intermediazione parassitaria, non l’autotrasporto, dietro la crescita dei prezzi che colpisce i consumatori. Ma è solo sulle spalle delle piccole e medie imprese dell’autotrasporto che

Ci sono l’inefficienza della logistica, la speculazione e l’intermediazione parassitaria, non l’autotrasporto,
dietro la crescita dei prezzi che colpisce i consumatori.
Ma è solo sulle spalle delle piccole e medie imprese dell’autotrasporto che grava
l’insostenibile aumento, che dura ormai da mesi, del costo del gasolio

Ancora ieri abbiamo letto la denuncia di Confagricoltura secondo cui, dietro l’insopportabile aumento di molti generi alimentari, vi sono il costo del trasporto e l’inefficienza dell’autotrasporto italiano fatto di piccole e medie imprese.
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, nel corso dell’incontro-dibattito che si terrà oggi a Roma, presso la Residenza di Ripetta, si prepara a dimostrare come tale affermazione sia profondamente errata e fornisca un alibi prezioso a chi – dall’intermediazione parassitaria, alla speculazione di potenti gruppi commerciali e finanziari – tenta di nasconde dietro l’alibi della crescita del costo del trasporto un’inaccettabile quanto ingiustificata operazione di recupero di profitti a danno della collettività.
Anticipando alcuni dei dati che saranno illustrati oggi a Roma il Presidente di T.I. ASSOTIR, Mario Mannino, ed il Segretario Nazionale, Claudio Donati, fanno notare come l’autotrasporto incida in misura ridicola sul costo finale di molti prodotti di largo consumo.
Ad iniziare dallo stesso carburante, su cui il costo dell’autotrasporto incide per neppure 4 centesimi al litro, per continuare con il latte di alta qualità – 29 centesimi, pari all’1,64% del costo di vendita – ai pelati – 7 centesimi, pari allo 0,95% del prezzo a cui sono venduti nei supermercati – alla verdura.
Per i fagiolini, il costo del trasporto incide meno del 2%, come per i pomodori San Marzano o la carne di agnello (1,58%).
Stesso discorso per l’acqua minerale, con un’incidenza del trasporto che varia – a seconda della distanza del luogo di vendita dalla sorgente – che non supera il 10%.
E’ al contrario solo l’autotrasporto, denunciano Mannino e Donati, che ha subito, nei primi dieci mesi del 2007, tutto il peso dell’aumento spropositato del prezzo del gasolio da autotrazione.
Un autotreno, che con un litro di gasolio percorre meno di 3 chilometri, ha visto aumentare l’incidenza del costo del gasolio sui propri costi di esercizio del 9,6% da gennaio ad ottobre, mentre rimangono scandalosamente ferme le tariffe pagate agli autotrasportatori, che non superano, nella maggior parte dei casi, il tetto ridicolo di 1 Euro a chilometro.
In queste condizioni l’autotrasporto professionale italiano muore, dilaga l’illegalità, sono chiuse in un angolo le piccole e medie imprese di un settore che vale il 7% del P.I.L., si mettono a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro.
E soprattutto viene smentita nei fatti – in modo clamoroso – l’affermazione che fu alla base della deregulation del 2005, secondo la quale libertà di tariffa avrebbe significato maggiore legalità e maggiore sicurezza stradale.
Al contrario, denunciano Mannino e Donati, la liberalizzazione progettata dal sottosegretario Uggé e votata dal Parlamento ha prodotto maggiore insicurezza, il crescere di situazioni di illegalità diffusa e non ha determinato alcun beneficio per le tasche dei cittadini italiani.
Anzi, essa ha determinato solo la crescita di situazioni di rendita parassitaria da parte dei grandi gruppi logistici e di quegli “autotrasportatori senza camion” che stanno letteralmente strozzando le piccole e medie imprese del settore, mascherando la propria inefficienza dietro il supersfruttamento cui sono costretti i trasportatori monoveicolari e gli autisti di quelle migliaia di imprese che i camion li hanno per davvero e che non riescono ormai più a mantenere in equilibrio i propri conti aziendali.
Nel Convegno di Residenza di Ripetta, TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR presenterà ai rappresentanti del Governo e delle forze politiche che interverranno, ma anche alle Associazioni dei consumatori, le proprie proposte per far uscire l’autotrasporto dalla crisi in cui è ormai da anni sprofondato e il modo per assicurare davvero sicurezza della circolazione insieme alla difesa della legalità e della trasparenza nel trasporto.
Per far ciò, concludono Mannino e Donati, non c’è bisogno di ulteriori “mance”, né di particolari stanziamenti da parte del parlamento. C’è invece bisogno di un’urgente modifica della legge 32, quella che essi definiscono la “controriforma dell’autotrasporto” e c’è la necessità di riaprire urgentemente tavoli di negoziato tra trasportatori, committenze e consumatori per definire tariffe minime di sicurezza che consentano di trasportare le merci italiane a prezzi ragionevoli e mantenendo la loro competitività, senza che questo voglia dire rinunciare a garantire a chi le trasporta una giusta remunerazione, ai lavoratori autisti il riconoscimento del loro diritto ad un modo di lavorare più dignitoso ed ai cittadini utenti della strada la sicurezza cui hanno diritto.
Su questi temi TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR chiama a raccolta gli autotrasportatori italiani e sfida chi, in questi anni ha taciuto o si è reso corresponsabile di scelte ingiuste e sbagliate, al confronto. Senza strizzate d’occhio alla politica, ma con la certezza che un sindacato delle imprese di autotrasporto deve, innanzi tutto, tutelare quegli imprenditori da cui ricava, giorno per giorno, la propria legittimazione.

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