Problemi di spazio, di riorganizzazione, per ristrutturare ogni tipo di
ambiente, organizzare e progettare lo spazio è una richiesta e necessità che ci
si ritrova comunemente di fronte, per questo discipline come l’architettura,
scienze come l’ingegneria: “la scienza delle soluzioni” diventano fondamentali
tecniche per una buona progettazione e soluzione di problemi ad essa
legati.
L’architettura nata per adempiere a una delle prime necessità
dell’uomo quale la protezione dagli agenti atmosferici ha acquisito con lo
sviluppo della società e del lavoro, caratteri e funzioni sempre maggiori fino a
divenire oggi anche un’arte visiva che unisce insieme aspetti tecnici ed
artistici.
Nasce così quella divisione fra chi si occupa di più di quelli
che sono gli aspetti tecnici e di struttura che ricopre la figura dell’ingegnere
e colui che si rivolge di più all’aspetto estetico, lo studio
di architettura.
Nell’evolversi del progetto, sia per la costruzione di
un edificio, di un semplice oggetto o in altre applicazioni, si cercano di
scovare quali siano le limitazioni, le specifiche che delineano il
problema.
L’ingegneria, si inserisce quindi per fornire attraverso norme
tecniche quelle che diventano all’interno del progetto i metodi e le descrizioni
per la futura costruzione di un edificio, di un qualsiasi prodotto o servizio o
processo industriale.
Quando ci troviamo di fronte ad un edificio passano
in secondo piano alla nostra vista le sue qualità strutturali a cui sono più
sensibili gli esperti del settore mentre noi dandole più per scontate rimaniamo
più colpiti dalla sua monumentalità. L’elemento visivo è sicuramente quello più
evidente e importante per l’architettura; la percezione spaziale, i pieni e i
vuoti, i blocchi che si uniscono a dare diversi volumi alla costruzione, mentre
nelle parti interne, la disposizione dei vari ambienti e la loro collocazione
sono gli elementi che fanno dell’architettura un’arte “spaziale”; proprio come
per la ristrutturazione
appartamento Milano eseguita dai migliori architetti italiani.
I
volumi e le superfici vengono così modellate come in una scultura che però alla
fine non fornisce solo una sensazione di piacere visivo ma trasmette anche
quella coscienza di vivere lo spazio e non solo di vederlo.
Lo spettatore ha
così una visione che non può essere completa come quella che si ha davanti ad un
quadro o a una scultura ma, attraverso la consecutiva veduta di parti parziali,
come una facciata, una stanza, potrà valutare con la sua mente, l’insieme del
complesso architettonico.
E’ da evidenziare come proprio su questa
percezione “parziale” gli architetti “giochino” nella loro progettazione di alberghi creando spazi
e prospettive uniche.
Nella progettazione diventano quindi essenziali
queste due scienze, l’una con la sua alta tecnicità nella ricerca della
soluzione dei problemi, l’altra nell’aggiunger alla solidità e alla sicurezza
della struttura quel “bel vedere” che colpisce l’occhio ma che non avrebbe senso
se non sorgesse su valide basi tecniche.
Articolo a cura di Michele De
Capitani
Prima Posizione Srl – Servizi marketing
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