L’espressione Eat, Pray, Love, è ormai entrata a far parte del linguaggio comune e con essa l’idea che il viaggio, metaforico o fisico che sia, debba passare attraverso il piacere del corpo e la pace dello spirito, necessari per il raggiungimento dell’amor di sé e della felicità.
Se la prima condizione è facilmente raggiungibile, un appagamento spirituale sembra di più difficile realizzazione.
Non serve addentrarsi nei meandri delle filosofie orientali per capire che un viaggio in India può rappresentare non solo la scoperta di un modo di vivere differente dal nostro, meno frenetico innanzitutto, ma anche un’esperienza che potrebbe essere fondamentale per quel viaggio metaforico di cui parlavamo all’inizio.
Se avete intenzione di immergervi totalmente nella scoperta dell’India non potete non visitare la capitale, Nuova Delhi, la cui area metropolitana è tra le più popolose del paese. Qui d’obbligo è una visita allo storico Palazzo del Parlamento, una passeggiata lungo il viale Rajpat, una sosta nel Giardino dei cinque sensi e, per gli appassionati della storia del paese indiano, una tappa al museo dedicato al teorico della non violenza Mahatma Gandhi.
Ma non si può volare fino in India senza fermarsi nella città di Agra per ammirare la magnificenza el Taj Mahal. Costruito nel Seicento dall’imperatore Shan Jahna per ricordare la sua sposa, si tratta di un’opera architettonica senza pari che, a ragione, rappresenta una delle sette meraviglie del mondo.
Andate a Taj Mahal se volete ammirare la realizzazione fisica del bello ma, soprattutto, se volete avere davanti agli occhi una rappresentazione dell’amore. Visitate l’India per ricordare che il modo in cui viviamo non è l’unico al mondo.
Che cerchiate uno svago, un’alternativa di vita, un nuovo modello da seguire, una via di fuga o, semplicemente, se siete alla ricerca di voi stessi, la vecchia India, con i suoi tesori senza tempo, potrebbe essere quello che fa per voi.