Quando si parla di casa e di tecnologia, quello che per ognuno di noi rappresenta un optional, per una persona disabile può significare una vita migliore tra le mura domestiche. In questi ultimi anni si sono fatti enormi passi avanti nello sviluppo della domotica; un esempio concreto è la sperimentazione a Modena di 4 alloggi ad altissimo livello tecnologico: grazie alla collaborazione ed al finanziamento di diversi enti pubblici e privati, è stato possibile realizzare la domotizzazione di alcuni appartamenti con sistemi touchscreen per gestire il controllo della casa, un allarme wireless, spazi pensati per muoversi con la sedia a rotelle, tapparelle elettroniche azionabili tramite pulsanti, scolapiatti che si alzano e si abbassano con un telecomando, bagno con maniglioni e sistemi per la richiesta di aiuto. Questo tipo di abitazione rappresenta una svolta molto importante nell’idea della casa per le persone con difficoltà motorie e sensoriali: spesso viene vista come un insieme di pericoli ed una trappola con mille insidie. Alla base del progetto ci sono concetti come sicurezza ed autonomia, per agevolare l’indipendenza degli utenti disabili e per controllare in modo avanzato la propria casa. Questi alloggi sono destinati a persone che abbiano massimo 60 anni, con una disabilità tale da poter usufruire della domotica e che sappiano gestirsi in un contesto condominiale. Se questa sperimentazione andasse a buon fine, si potrebbero riproporre le stesse tecnologie anche in altre città ed in altri appartamenti; un aiuto concreto per migliorare la vita delle persone disabili, molto spesso intrappolate tra le mura domestiche.