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  • Effetto caldo ed estate: i consigli per proteggere i compressori

    Estate spesso evoca immagini di vacanza e relax. Per gli addetti ai lavori però può essere un momento davvero stressante, viste le “vacanze” non previste che a volte i compressori ad aria decidono di prendersi nel corso dei mesi estivi. Con il rialzo di temperature e umidità, l’estate presenta le condizioni “ideali” per gli arresti imprevisti del compressore.

    La mancata esecuzione di queste apparecchiature può comportare costi di riparazione elevati e, soprattutto, una grande disorganizzazione nei piani di produzione. E questo spesso vuole dire aumento dei costi e riduzione delle entrate. Ecco quindi alcuni piccoli consigli per evitare che i macchinari ad aria compressa smettano di funzionare.

    Ventilazione

    Il flusso d’aria (sufficiente e temperato) è fondamentale per le prestazioni del compressore. Durante gli estenuanti mesi estivi occorre quindi verificare che non vi sia nulla vieta all’aria libera di fluire intorno all’unità e che sia mantenuta la temperatura ambiente consigliata.

    Olio

    L’olio del compressore non è protetto dalle conseguenze del caldo. Utilizzando l’olio corretto (sostituito a intervalli corretti, ovviamente), e mantenendo puliti i filtri dell’olio, si contribuirà a garantire che i compressori siano freddi e consumino meno energia.

    Refrigeratori

    Ispezionare la qualità dei refrigeratori del compressore. Se questi infatti sono bloccati, possono causare il surriscaldamento del compressore. Controllare sempre la ventola di raffreddamento per polvere e residui.

    Scarichi

    L’umidità dell’estate può portare a maggiori livelli di condensa rispetto a quello che si vede nei mesi più freddi. Assicurarsi quindi che gli scarichi funzionino correttamente e siano in grado di gestire l’aumento di acqua.

    Filtri

    Quando i filtri dell’aria diventano sporchi, il flusso d’aria è inibito. Assicurarsi di sostituire i filtri dell’aria e dell’olio delle vostre unità all’inizio dell’estate. I sistemi di compressione risulteranno più freschi e utilizzeranno meno energia.

     

  • ProntoPro.it lancia la sua prima app dedicata ai professionisti

    L’applicazione è disponibile per iOS e Android e mira a favorire la digitalizzazione del mondo dei servizi italiani

     Milano, luglio 2017ProntoPro.it, marketplace che da due anni permette agli italiani di trovare il professionista più adatto alle proprie esigenze in modo semplice e veloce, ha lanciato la sua prima App dedicata ai professionisti per permettere loro di rispondere direttamente dal proprio smartphone alle richieste di lavoro che arrivano dagli oltre 150.000 utenti del sito.

    La digitalizzazione del mondo dei servizi, in modo particolare di quello professionale che costituisce il tessuto vitale dell’economia italiana e che va di diritto a formare l’eccellenza del Made in Italy, vuole passare anche attraverso il lancio di un’app che può essere scaricata gratuitamente e permettere a chi non è ancora iscritto di entrare a far parte di un network di oltre 100.000 professionisti iscritti che operano nelle 430 categorie di servizi disponibili: artigiani per la casa, operatori nel mondo eventi, esperti di IT, docenti, consulenti e operatori nel mondo del benessere della persona.

    La scelta di lanciare l’app è legata alla volontà di ascoltare le esplicite richieste dei nostri professionisti, fornendo loro uno strumento che renda più facile l’invio dei preventivi ai potenziali clienti. – commenta Marco Ogliengo, Ceo e founder di ProntoPro.it – Trovandosi spesso fuori casa, i nostri pro hanno bisogno di un mezzo che da mobile migliori e renda più veloce il processo di risposta alle richieste di lavoro che arrivano in qualsiasi momento.”

    Con l’app diventa ancora più semplice gestire le richieste di preventivo: i professionisti avranno modo di vedere le domande degli utenti attraverso le notifiche push che permetteranno loro di inviare la propria proposta in tempo reale, da qualunque luogo si trovino, 24 ore su 24 scegliendo liberamente a chi rispondere. L’intenzione è quella di migliorare la connessione con gli utenti, aumentarne la platea e gestire il proprio business in modo veloce e reattivo, grazie a un’esperienza d’uso semplice e immediata.

    Due le versioni dell’app: quella per iOS è disponibile per iPhone, iPad e iPod Touch ed è scaricabile sull’Apple Store al link https://itunes.apple.com/us/app/prontopro-per-professionisti/id1214385640; è compatibile con iOS da 8.0. L’app per dispositivi Android è scaricabile nel Google Play Store al link https://play.google.com/store/apps/details?id=com.prontopro.app

    A due anni dalla nascita, ProntoPro.it ha superato il milione di visitatori mensili e ha assunto oltre 80 persone per sostenere la crescita e lo sviluppo del portale.

  • Tutti i segreti per ottimizzare gli spazi in un monolocale

    Oggigiorno è meno comune vivere in una casa grande, e soprattutto i giovani che vivono in città, si devono adattare a vivere in un monolocale, sia per una questione di budget che di praticità.  

    Vivere in un monolocale, non vuol dire necessariamente vivere in un ambiente piccolo e senza stile, infatti esistono numerose soluzioni che consentono di ampliare a livello visivo lo spazio presente in un monolocale.  Ad esempio la scelta dei colori è fondamentale per poter ingrandire visivamente una stanza, in quando la percezione di “piccolo” e “grande” è influenzata anche dall’illuminazione delle stanze.

    È fondamentale pensare gli spazi in maniera “funzionale” al fine di salvare spazio prezioso ed abitare in un ambiente ordinato e funzionale. Una soluzione per ampliare lo spazio, soprattutto se si ha un soffitto molto alto, è quello di creare un soppalco.  Vediamo qui di seguito quali sono i trucchi per vivere in un monolocale “visivamente ampio”.

    La tinteggiatura per il proprio monolocale

    Se si vive in un monolocale bisogna evitare di usare colori accesi o molto forti, in quanto questi tendono a “rimpicciolire” lo spazio circostante e sono adatti solamente ad ambienti molto ampi.

    Se si vive in un monolocale si può optare sul bianco, il quale non passa mai di moda, o su una delle sue varianti quali il crema oppure il beige.

    Se si desidera avere un appartamento meno anonimo e standardizzato si può scegliere un colore pastello, oppure una combinazione bianco-colore pastello; la cosa fondamentale è non scegliere tonalità troppo vivaci di un colore.

    L’illuminazione

    Per dare maggiore luce al vostro monolocale, potete optare per un inserto in vetrocemento per separare la “zona giorno” dalla “zona notta”. Questa soluzione amplia visivamente lo spazio circostante e garantisce una maggiore privacy. Un altro “trucco” per ampliare visivamente lo spazio è dato dal posizionamento di “specchi” in punti strategici; questi riflettendo l’ambiente circostante, daranno l’impressione che il monolocale sia più grande di ciò che è realmente.

     

    Arredamento su misura

    La scelta del giusto arredamento è fondamentale per dare alla casa un tocco personale e per scegliere dei pezzi adatti e funzionali, al fine di ampliare visivamente lo spazio.

    Se si vive in un monolocale bisognerebbe scegliere dei pezzi d’arredo che abbiano una “doppia funzione”. Ad esempio si può comprare un divano letto, da tenere aperto la notte, ma da poter chiudere durante il giorno o quando si invitano degli amici e si ha bisogno di avere uno spazio più ampio.

    Un’altra soluzione può essere data da un letto-contenitore, infatti perché sprecare dei preziosi metri quadri solamente per un comune letto?

    La parola d’ordine quando si vive in un monolocale è “ottimizzare gli spazi” e trovare mobili che abbiamo una doppia funzione è l’ideale per procedere a questa ottimizzazione.

     

    Soppalco e sottoscala

    Come abbiamo già detto, in un monolocale ogni metro quadro è prezioso e di conseguenza se si possiede un soppalco oppure un sottoscale, bisogna essere in grado di ottimizzare al meglio questi spazi.

    Ad esempio il sottoscala lo si può trasformare in un piccolo studio, con apposita illuminazione, oppure addirittura in un piccolo bagno di servizio. Nel caso in cui non sia abbastanza ampio da essere trasformato in “qualcosa”, lo si può usare come armadio oppure come libreria.

    Se avete un soffitto molto ampio, potete sfruttare l’altezza e creare un soppalco. Il soppalco, a seconda delle sue dimensioni, si può trasformare in una piccola area relax, in un piccolo studio oppure in una mini-camera da letto.

    La cosa importante quando si va a vivere in un monolocale è guardarsi intorno, informarsi e trovare una soluzione che sfrutti ogni singolo metro quadro.

  • Assicurazioni viaggio: un mercato da oltre 395 milioni di euro

    Sono oltre 20 milioni gli italiani che in estate partono per le vacanze, un momento tanto atteso ma che, complice la cattiva sorte, può trasformarsi in incubo. Per tutelare i viaggiatori le compagnie assicurative hanno messo a punto diverse soluzioni, creando un mercato che, per la sola copertura medica, secondo l’analisi di Facile.it ha un valore potenziale di oltre 395 milioni di euro*. Guardando alle singole polizze, però, i costi sembrano tutt’altro che proibitivi anche se variano notevolmente in considerazione di diversi parametri.

    «I prezzi vengono determinati non solo in base alla tipologia di copertura richiesta, ma anche ai relativi massimali, alla lunghezza del soggiorno e alla destinazione», spiega Giordano Gala, responsabile New Business di Facile.it «Si tratta comunque di cifre contenute, soprattutto in rapporto ai benefici che garantiscono se qualcosa va storto. Per un viaggio in Italia di 5 giorni, l’assicurazione può costare dai 10 euro per la sola copertura medica ai 25 euro se si aggiungono anche l’assicurazione bagaglio e l’annullamento. Se invece si parte per un viaggio di 15 giorni fuori dall’Europa i prezzi salgono; se la nostra meta sono gli Stati Uniti, oscillano fra i 33 e i 76 euro a viaggiatore».

    Ma numeri a parte, come si differenziano i prodotti a tutela della vacanza, cosa coprono e quali casistiche invece, non tutelano?

    Annullamento vacanza

    Tra le polizze di viaggio una delle più diffuse è quella contro l’annullamento della vacanza. In caso di disdetta della prenotazione questa copertura consente di avere un rimborso della penale, che a volte è pari anche al 100% del costo della vacanza. Quello che pochi sanno, però, è che la polizza di annullamento tutela anche nel caso in cui il viaggiatore sia stato licenziato e non possa più permettersi il viaggio.

    Oltre a questo la polizza copre imprevisti come malattia, infortunio, incidente, o furto di documenti. Attenzione però, un raffreddore non vale per chiedere il rimborso, che sarà riconosciuto solo se l’imprevisto è di gravità tale da impedire la partenza. Le compagnie non rimborsano, anche, se i viaggiatori decidono di cancellare la vacanza per timore di possibili attentati terroristici. Se nel luogo di destinazione il fatto è realmente accaduto, invece, esistono polizze che tutelano i vacanzieri in caso scelgano di annullare il viaggio.

    Smarrimento bagagli

    Perdere le valigie in vacanza, magari alla partenza, è senza dubbio uno degli incubi più ricorrenti nei viaggiatori; la polizza smarrimento tutela il bagaglio e il suo contenuto, anche in caso di furto, arrivando persino a rimborsare le eventuali spese sostenute per gli acquisti di prima necessità effettuati a causa dello smarrimento. Attenzione perché non tutto è garantito; denaro, assegni e documenti di viaggio, anche se conservati in valigia, non vengono rimborsati, e a volte nemmeno computer e tablet.

    Importante, soprattutto, controllare i massimali previsti per il rimborso, così da evitare brutte sorprese; il consiglio generale è di non mettere in valigia oggetti preziosi perché, in caso di smarrimento, oltre al danno affettivo, potreste rischiare di non vederne coperto l’intero valore.

    Malattie e infortuni in viaggio

    Ammalarsi in vacanza non è certamente piacevole, ma se accade all’estero e servono cure mediche può diventare un vero problema e un costo notevole. Per tutelarsi i viaggiatori possono ricorrere all’assicurazione malattie e infortuni in viaggio, che include la possibilità di ricevere medicinali, assistenza sanitaria, trasporti in ospedale e il rimborso degli eventuali interventi chirurgici cui ci si deve sottoporre. Occhio però, anche in questo caso possono essere previsti dei massimali e delle esclusioni in base alle condizioni dell’assicurato, come ad esempio l’età e la presenza di malattie croniche accertate; anche le eventuali patologie della gravidanza che dovessero sorgere in viaggio, oltre il sesto mese compiuto, non sono coperte.

    Se si sceglie la casa vacanza

    Il mercato delle assicurazioni viaggio è dinamico e si adatta alle esigenze dei vacanzieri. Tra le ultime novità c’è, ad esempio, la polizza dedicata a chi sceglie di trascorrere le ferie in una casa vacanza, modalità che riguarda oltre il 30% dei vacanzieri italiani. Gli assicurati sono tutelati non solo in caso di atto illecito o fraudolento esercitato dal proprietario – o presunto tale – che impedisca di prendere possesso dell’immobile, ma anche qualora la casa non corrisponda alla descrizione e alle immagini fornite.

    Fatte le valigie… e gli scongiuri, ora potete partire in tutta tranquillità.

     

     

     

    *Il calcolo del valore del mercato è stato elaborato basandosi su numeri ufficiali di diverse fonti (ISTAT, Europe Assistance, Doxa….) e quotazioni delle polizze offerte su Facile.it. A titolo esemplificativo e non esaustivo, fra gli elementi considerati rientrano: percentuale di italiani che fanno le ferie in estate, percentuali di viaggiatori che faranno le vacanze in Italia, durata media dei soggiorni estivi in Italia e all’estero.

  • Scrivere, colorare, disegnare, modellare, plasmare, creare: tutti i mondi dell’espressione artistica proposti da F.I.L.A. per il back to school 2017-18

    La carta

    CANSON

    F.I.L.A. porta sui banchi degli studenti italiani e nella creatività del loro tempo libero, la qualità unica di una carta leader a livello globale. Canson, la nota cartiera francese è infatti oggi parte del Gruppo Made in Italy e insieme sono pronti ad offrire agli studenti di ogni ordine e grado tutto ciò che è necessario ad aiutarli nella loro crescita creativa e a colori.

    Tra le proposte back to school spicca la pochette Canson C4, un formato già icona nel mercato mondiale ma assoluta novità per quello nostrano: elegante ed essenziale, è stata ideata sia per conservare i fogli in modo ordinato senza rovinarli, sia per trovare i lavori in modo semplice e veloce. Pensata per tutti gli studenti, offre tre finiture – liscio, liscio riquadrato, ruvido (200-224 g/m²) – e tutta la qualità da sempre riconosciuta nel mondo dagli artisti. Per distinguere le tre proposte in modo preciso e indirizzare il pubblico verso l’utilizzo perfetto del prodotto, la copertina riporta un visual realistico unito all’indicazione di tutti gli elementi caratteristici e qualitativi della gamma.

     

    Il colore: dalle matite alle tempere

     LYRA GRADUATE, LYRA GRADUATE AQUARELL

    Arriva la gamma per il disegno artistico dedicata ai Millenials: LYRA Graduate e LYRA Graduate Aquarell, matite extra resistenti e performanti che garantiscono opere dai colori sempre vividi. Una linea vicina al linguaggio dei giovani, immediato perché figlio dell’era digitale. La stessa immediatezza che traspare nell’iconico pay off “a world of living colours”, cuore del nuovo concept di questa gamma che trae ispirazione dalla forza degli elementi della natura.

    Le matite colorate LYRA Graduate sono caratterizzate da colori particolarmente vivi e coprenti con una mina grande e resistente. Realizzate in legno di cedro certificato PEFC, sono disponibili in astucci di cartone con vassoio da 12 e 24 pezzi oppure in scatole di metallo da 12,  24 o 36 colori.

    Per gli amanti degli acquerellabili c’è LYRA Graduate Aquarell: una gamma cromatica di 36 colori altamente solubili e ricchi, perfetti per creare infinite sfumature. Realizzati in legno di cedro certificato PEFC, sono facili da temperare e garantiscono un’ottima resa. Disponibili nelle scatole di metallo da 12, 24 e 36 pezzi con pennello in fibra sintetica incluso.

     

    GIOTTO ACQUERELLI, GIOTTO TEMPERE

    Il colore artistico si ravviva con due proposte GIOTTO oggi rinnovate nella formula e nel look.

    Arriva infatti GIOTTO Acquerelli che cambia forma dentro e fuori. Le pastiglie sono state  riformulate con colori più ricchi, facili da stendere e dalla perfetta resa cromatica e riprogettare per facilitarne l’uso, evitando la fuoriuscita e la dispersione dell’acqua. Per diluire i colori e creare le mescole, il coperchio è oggi dotato di numerose cavità mentre i canali laterali permettono all’acqua di defluire. A completare il kit, il nuovo pennello in pelo sintetico con punta tonda n° 3 ideale per acquerello. Una proposta rinnovata nelle varianti da 12 o 24 colori, tutti luminosi e  perfettamente solubili. Il risultato finale regala ai lavori fantastiche trasparenze ed effetti acquerello.

    E per  i giovani pittori, GIOTTO ha completamente rinnovato il design dei tubetti di tempere da 12 e 21 ml. I nuovi pack – 5,  7, 12 o 24 pezzi – moderni e funzionali, comprendono vaschette estraibili per l’acqua  e un coperchio ad aggancio che si stacca completamente per diventare una vera  tavolozza da pittore, facile da usare e pratica da lavare, oltre agli immancabili pennelli GIOTTO. All’interno, tutta la qualità di una tempera ultrafine e concentrata, ricca di pigmenti per creazioni dai colori coprenti e vivaci.

     

     La scrittura: un tratto per ogni età

    TRATTO CANCELLIK

    La scrittura del prossimo back to school si anima con la linea Tratto, a partire dal primo approccio dei bambini con le penne che prende forma grazie alla traccia pulita e senza sbavatura di Tratto Cancellik: 1500 mt d’inchiostro oggi ancora più scorrevole, preciso e perfettamente cancellabile grazie a due resistenti gomme presenti sia sulla penna sia sul cappuccio che è anti-soffocamento. Dieci le vivaci nuance da scegliere e collezionare per dar vita all’espressione creativa.

    TRATTO PEN

    Per gli studenti più grandi c’è Tratto Pen, l’iconica penna-pennarello Made in Italy, che regala risultati eccellenti non solo nella scrittura ma anche nel disegno tecnico ed artistico. Una proposta oggi disponibile all’interno di preziose scatole di metallo da 10 e 20 pezzi che rispecchiano l’anima di un prodotto unico in cui s’incontrano design, innovazione, tecnologia e funzionalità. La nuova confezione  è impreziosita da una guaina in cartotecnica e protetta da una pellicola trasparente: un’idea pronta a stuzzicare ragazzi e appassionati di design. La gamma cromatica di Tratto Pen, in continua evoluzione, è disponibile in 24 colori tutti acquistabili anche singolarmente.

     

    La pasta per modellare

    DAS JUNIOR

    DAS, la famosa pasta per modellare autoindurente, porta sul mercato un nuovo pack da 100 g: DAS Junior, un piccolo formato a misura di bambino. Una novità pensata per i giovanissimi e per tutti gli studenti delle scuole materne ed elementari che, grazie alla semplicità d’uso del prodotto, sono accompagnati ad esprimere la loro creatività e realizzare facilmente piccoli oggetti solidi e resistenti. DAS Junior è infatti una pasta morbida e versatile che essicca all’aria senza bisogno di cottura, perfetta per tutte le tecniche di modellaggio, trasforma i lavoretti in piccoli capolavori. Una new entry pronta a catturare i bambini e conquistare al contempo gli insegnanti, dando loro la garanzia di un prodotto sicuro e certificato. DAS Junior, disponibile in 10 colori perfettamente miscelabili tra loro, brillanti e vivaci anche dopo l’essiccaggio, è un prodotto che non sporca e non macchia ed è lavabile da mani, superfici e tessuti.

    DAS Junior è la nuova linea dedicata ai bambini dai 4 agli 11 anni, schierata in prima fila per dar colore e forma all’estro creativo.

     

  • Stefano Polinori, intervista al pasticciere organizzatore del buffet di “Spoleto Arte 2017”

    1. Come nasce la passione per questo lavoro?

    La mia passione per il mondo della pasticceria mi è stata tramandata dalla mia famiglia, in particolare da mio padre Giuseppe, che era un pasticciere. Ha trasmesso a me e a mio fratello tutto ciò che conosceva di questo bellissimo lavoro e devo a lui l’entusiasmo che ancora oggi mi spinge a continuare in tale settore.

    2. Da quanti anni è presente l’attività della pasticceria?

    La pasticceria è stata aperta nei primi anni ’60 e ad oggi sono quindi circa 60 anni di attività. È davvero molto tempo che svolgo questo lavoro e devo dire che, nonostante sia passato così tanto, l’amore che provo per ciò che faccio non è mai cambiato! Il primo fondatore del bar era il signor Vincenzo, di cui abbiamo mantenuto il nome, e poi mio padre ha preso in mano l’attività. Successivamente siamo subentrati noi figli, continuando così la tradizione familiare.

    3. Quanti punti vendita avete?

    Ne abbiamo due, quello storico che si trova vicino alla stazione di Spoleto, in via Cerquiglia, e uno nuovo appena aperto in via Eggi 26, in località Fabbreria.

    4. Quali sono le vostra specialità?

    Dal punto di vista artigianale produciamo molte prelibatezze tra cui panettoni, pandori e la pizza pasquale, che è il dolce tipico della zona. Una piccola curiosità: la buonissima millefoglie è la torta che viene acquistata di più dai nostri clienti!

    5. Quante sono le persone che lavorano con voi?

    In tutto siamo in 4 soci e se consideriamo sia il laboratorio che i punti vendita, complessivamente si possono contare 20 dipendenti. Possiamo dire di essere davvero un bel team!

    6. Ha mai preso premi o riconoscimenti?

    Non ho mai partecipato ad alcun tipo di concorso e di conseguenza non abbiamo mai vinto premi. Siamo una piccola realtà locale artigianale e cerchiamo di portare avanti le ricette storiche di questa zona, conservando così l’antica tradizione dolciaria umbra.

    7. Come conosce il dott. Salvo Nugnes?

    Aveva bisogno di una pasticceria che lo aiutasse per il buffet dell’inaugurazione della mostra internazionale di “Spoleto Arte”. Ci siamo conosciuti proprio per questo motivo, ha sicuramente trovato in noi dei partner responsabili e affidabili e la collaborazione va avanti da circa 5-6 anni.

    8. Il Prof. Vittorio Sgarbi ha molto apprezzato e si è complimentato per il vostro buffet. Cosa ne pensate?

    Siamo davvero molto felici e soddisfatti del nostro lavoro. Di solito riceviamo sempre i complimenti per l’organizzazione, il servizio, la gentilezza e la preparazione del personale, e questo ci sprona sempre di più a continuare nella nostra attività. Non capita comunque tutti i giorni di ricevere degli apprezzamenti da parte di un personaggio così importante come Vittorio Sgarbi e per questo lo ringraziamo di cuore.

  • Avvertire fastidio o dolore durante la masticazione

    Avvertire dolore durante la masticazione, così come provare fastidio quando si mangiano o bevono alimenti particolarmente freddi o caldi, è una situazione poco piacevole che è in grado di influenzare il nostro modo di nutrirci. Solitamente si tende infatti ad evitare di masticare (o deglutire alimenti caldi/freddi) laddove sia presente il dolore, ma ciò è semplicemente un rimedio effimero, perché soltanto l’intervento di un odontoiatra Verona è in grado di individuare la natura del problema e porvi rimedio. Lo studio dentistico Rigotti è a tua disposizione per fare in modo da risolvere questi ed altri problemi legati alla salute dei tuoi denti, consentendoti di tornare ad una masticazione che non presenti alcun tipo di dolore o fastidio e restituendoti il piacere di stare serenamente a tavola. Perché infatti continuare a convivere con questo tipo di problema, che potrebbe tra l’altro degenerare dando vita a problematiche più importanti, quando è sufficiente rivolgersi ad un professionista qualificato per porvi rimedio?

    Il piacere di poter masticare liberamente ogni tipo di cibo, o il poter tranquillamente mangiare cibi caldi o bere bevande particolarmente fredde non ha prezzo, e doversi limitare per evitare di provare quella sensazione di fastidio è un peccato anche perché non consente di vivere a pieno il rapporto con il cibo ed il piacere di stare a tavola. Meglio dunque affrontare il prima possibile la situazione e affidarsi alle cure del Dott. Rigotti, per risolvere rapidamente alla base ed evitare che il problema possa peggiorare con il tempo, ritornando così ad una masticazione ottimale. Lo studio si trova a Verona in Via Aurelio Saffi 2D, ed è attrezzato con le apparecchiatura più all’avanguardia del settore per garantirti sempre cure di alto livello e pienamente efficaci. È possibile contattare il recapito telefonico 0458340743 per richiedere informazioni o prenotare una visita preliminare.

  • Un inaspettato e meraviglioso Cimarosa sacro.

    Povero Cimarosa. La sua iniziale e trionfale carriera in territorio italiano come compositore d’opera (con particolare riferimento all’opera buffa), ebbe una leggera incrinatura quando venne chiamato a lavorare, come Maestro di Cappella presso la corte di Caterina II a San Pietroburgo: La zarina nutriva, come è noto, una vera e propria passione per l’opera italiana e, durante il suo regno, aveva invitato a comporre per i teatri del proprio regno i maggiori compositori italiani dell’epoca, inviando presso il Regno di Napoli e delle Due Sicilie propri “emissari” incaricati, appunto, di ingaggiare i musicisti più in voga del periodo. Artisti come Paisiello, Traetta e Sarti furono tutti portati a San Pietroburgo e “fermati” (come si diceva all’epoca) con contratti molto vantaggiosi . Sarti si innamorò così tanto di San Pietroburgo che tentò addirittura di introdurre la moda, non gradita, di scrivere musica teatrale e sacra direttamente su parole in lingua russa, invece che in italiano; ma, paradossalmente, queste iniziativa non ebbe alcun successo e il musicista fu costretto, per scelta della stessa Caterina che mal sopportava i suoi ultimi lavori, a emigrare per un certo periodo di tempo in Ucraina. Dopo l’allontanamento di Sarti, venne proposto alla zarina , l’assunzione a corte di Domenico Cimarosa, musicista di gran fama e che aveva mietuto succosi successi in Italia e in Europa. Il compositore aversano partì da Napoli a luglio del 1787 per approdare, insieme alla propria famiglia, a San Pietroburgo, a dicembre dello stesso anni. Nonostante il buon contratto con cui il musicista fu assunto, Caterina gli affiancò, come sorta di assistente, Vincente Martin y Soler, compositore di una certa notorietà e che godeva di un notevoli riscontri di pubblico. Forse, tra i due musicisti, nacque un po’ di rivalità. Complici il rigido clima russo, mal sopportato dal maestro napoletano, la riduzione delle spese per spettacoli e intrattenimenti a favore del ripristino delle spese di guerra ratificate dal governo russo, e un superficiale gradimento della zarina nei confronti della musica di Cimarosa (che sembra non averlo amato molto), il compositore ripartì dalla Russia nel 1791 per far ritorno a Napoli. Fu proprio durante in viaggio di ritorno che, fatta tappa a Vienna, Cimarosa ebbe occasione di comporre la sua opera più celebre, “Il matrimonio segreto” che debuttò proprio in quella città del febbraio del 1792.

    Il “Requiem in Sol minore”, scritto in fretta e furia per l’improvvisa morte della Duchessa di Serra Capriola, moglie di Antonio Maresca, Duca di Serracapriola, nominato dal Re di Napoli ministro plenipotenziario in Russia – colui che segnalò Cimarosa alla zarina – fu la composizione con cui il musicista aversano debuttò in terra russa. Il lavoro fu composto in un paio di settimane ed è costituito da una serie di brevi brani, in cui però ciò che appare sorprendente è lo splendido utilizzo delle voci e l’orchestrazione elegante e raffinata, con un parco utilizzo delle voci soliste a tutto vantaggio delle parte corali.. L’apertura del coro, “Requiem aeternam”, è appropriatamente lugubre, con interventi corali delicati, patetici e assai riflessivi.

    Questa nuova release discografica di Rc Record Classic Label si avvale di una delle orchestre che maggiormente collabora con l’etichetta londinese, l’Harmoniae Templum Chamber Orchestra che anche in questo caso accompagna con discrezione ed eleganza i solisti e il coro, rispettando la prassi esecutiva dell’epoca. Eccellente l’interpretazione dei cantanti solisti: il soprano Carolyn Donnely, pur non avendo lo spessore vocale di Elly Ameling – interprete della precedente registrazione pubblicata da Philips – possiede una grazia e un eleganza capace di sottolineare tutte le sfumature espressive insite nella partitura; allo stesso modo il contralto Doreen Lambert Lane offre un’interpretazione impeccabile, in particolar mondo nel “Judex ergo”. Concludono, con voci di grande pregio, il quartetto vocale le voci maschili maschili del tenore Clifton Wilkinson e del basso Randolph Bronwless, pur impegnati in una parte non particolarmente complessa né lunga. Anche in questo caso il direttore d’orchestra, Simone Perugini, si rivela una grande e gradita sorpresa. Perugini è considerato il maggior esperto di Domenico Cimarosa (sia come ricercatore, che come interprete); da anni è il principale revisore delle partiture dell’aversano in edizione critica per conto di Artaria Editions Limited, all’interno del poderoso progetto di pubblicazione dell’opera omnia cimarosiana. In questa registrazione Perugini offre un ottima prova di concertatore energico e appassionato e la sua interpretazione spicca per originalità, e profondità di riflessione senza però mai abbandonare la linea apollinea che caratterizza tutta la scrittura di Cimarosa e dei suoi contemporanei.

    Lionel Harrington

    (Traduzione Italiana di Fiorenza Gabbi)

    © July 2017 MusicWeb International

  • “ACCANIMENTO DIAGNOSTICO E SOMMINISTRAZIONE DI PSICOFARMACI AI MINORI” – Conferenza Stampa “Minori e Psicofarmaci in Italia” – 20 luglio 2017

    Conferenza Stampa indetta dall’On. Eleonora Bechis e dal Presidente I.N.PE.F. Vincenza Palmieri sul tema “Minori e Psicofarmaci in Italia”

    – Camera dei Deputati – Giovedì 20 luglio 2017

     

    Si è svolta oggi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati la Conferenza Stampa “Minori e Psicofarmaci in Italia” indetta dall’On. Eleonora Bechis, componente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione e membro della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, insieme alla Prof.ssa Vincenza Palmieri, Presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, intervenuta proprio lo scorso martedì in audizione presso la Commissione Infanzia e Adolescenza, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla tutela della salute psicofisica di bambini e adolescenti.

    “La Conferenza Stampa di questa mattina presso la Camera dei Deputati – ha dichiarato il Presidente Palmieri – rappresenta un passaggio fondamentale per portare all’attenzione del Governo e delle Istituzioni la questione del boom degli psicofarmaci somministrati ai Minori in Italia. Questione allarmante ma mai abbastanza nota, quella dell’abuso diagnostico e delle prescrizioni di Psicofarmaci ai Bambini e agli Adolescenti nel nostro Paese”.

    “Le statistiche sono preoccupanti: un ragazzo su dieci che assume regolarmente psicofarmaci cerca di procurarsi medicinali aggiuntivi in farmacia senza alcuna prescrizione”, condivide Eleonora Bechis.

    I dati presentati hanno dunque voluto richiamare l’attenzione sulla situazione, affinché si possa arrivare ad un cambiamento di rotta, ad una modifica delle tendenze e ad un iter legislativo.

    “Grazie alla testimonianza della Professoressa Palmieri e sulla base di queste osservazioni – ha proseguito Eleonora Bechis – ho intenzione di avviare un tavolo tecnico di lavoro sul tema dell’abuso di psicofarmaci sui minori. L’obiettivo sarà quello di fare chiarezza sul fenomeno con audizioni presso i Ministeri competenti, per far sì che si individuino soluzioni legislative puntuali da sviluppare con il contributo di chi affronta quotidianamente il fenomeno e aiuta i ragazzi a guarire”.

    “Piena sinergia – ha rimarcato il Presidente Palmieri – con l’On. Bechis, che ha promosso la Conferenza e preso in carico la problematica, dichiarando la sua piena disponibilità e l’impegno ad istituire un tavolo tecnico, a presentare un’interrogazione parlamentare e ad intraprendere insieme ogni azione concordata. Per quanto mi riguarda – ha concluso Vincenza Palmieri – continuerò ogni giorno, come sempre, a fare in modo che l’obiettivo sia raggiunto. Lo dobbiamo ai bambini e alle famiglie che in me e in noi hanno riposto la loro fiducia”.

    Clicca qui per vedere il video ufficiale della Conferenza Stampa.

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  • Premio “Amministrazione, Cittadini, Imprese”: Vito Gamberale presiede la Commissione

    Scuole capaci di realizzare progetti innovativi sviluppando l’interazione con le imprese del territorio: Vito Gamberale, Presidente della Commissione del Premio "Amministrazione, Cittadini, Imprese" di "italiadecide", assegna il riconoscimento agli istituti vincitori nel corso di una cerimonia che si è tenuta a Palazzo Montecitorio lo scorso 26 aprile.

    Il manager Vito Gamberale

    Italiadecide: Vito Gamberale assegna i Premi 2017 "Amministrazione, Cittadini, Imprese"

    In occasione della presentazione del Rapporto 2017 di "italiadecide" su università, ricerca e crescita, tenutasi lo scorso 26 aprile nella Sala Regina di Palazzo Montecitorio, Vito Gamberale in qualità di Presidente della Commissione ha consegnato il Premio "Amministrazione, Cittadini, Imprese", quest’anno dedicato alle istituzioni scolastiche. Il riconoscimento è stato istituito dall’associazione "italiadecide", presieduta da Luciano Violante, per incentivare la realizzazione di progetti innovativi nell’ambito della Pubblica Amministrazione, esempi funzionali di risposte concrete a cittadini e imprese in termini di produttività, di efficacia nell’erogare i servizi e di correttezza nell’impiego di risorse pubbliche. Dopo il successo dell’edizione 2016 che ha visto protagoniste le istituzioni sanitarie, la Commissione guidata per la seconda volta da Vito Gamberale ha quest’anno vagliato iniziative nate in ambito scolastico ed educativo che si sono distinte per la portata innovativa sotto il profilo digitale. Per le scuole secondarie di secondo grado sono stati anche premiati alcuni progetti di Alternanza scuola-lavoro. I riconoscimenti sono andati all’Istituto comprensivo di Alassio, al Liceo statale "Quinto Orazio Flacco" di Portici (NA) e all’Istituto Superiore "Giulio Natta" di Bergamo. Sono inoltre state assegnate menzioni ad altre scuole. Ad accomunare i vincitori l’ideazione di progetti che, pur spaziando in differenti campi, sono stati capaci di ricreare un efficace modello di interazione tra la scuola e le imprese del territorio.

    Manager: il profilo professionale di Vito Gamberale

    Manager dalla comprovata esperienza in aziende conosciute su scala nazionale e internazionale, Vito Gamberale nasce a Castelguidone in provincia di Chieti nel 1944. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, vince una borsa di studio che gli permette di iscriversi al corso di Ingegneria Meccanica dell’Università di Roma La Sapienza, dove si laurea nel 1968. Inizialmente analista industriale in IMI (Istituto Mobiliare Italiano), nel 1977 passa in Gepi (Società per le Gestioni e Partecipazioni Statali) in qualità di Responsabile per le acquisizioni e le privatizzazioni. Tra il 1984 e il 1991 opera come Presidente ed Amministratore Delegato di alcune società di ENI, occupandosi in particolare di privatizzare quelle che non rientrano più nel core business del gruppo. Gli anni Novanta vedono il professionista mettere le sue competenze a servizio del settore della telefonia: Amministratore Delegato della Sip (Società per l’esercizio telefonico), diventa poi Direttore Generale di Telecom Italia e quindi Amministratore Delegato di Tim (Telecom Italia Mobile), costituita nel 1995. Entra poi in 21 Investimenti e all’inizio del 2000 viene chiamato a guidare Autostrade per l’Italia, che porterà ad ampliarsi ulteriormente nei mercati esteri. Nel 2007 Vito Gamberale è stato insignito della laurea honoris causa in Ingegneria delle telecomunicazioni dall’Università "Tor Vergata "di Roma. Nello stesso anno dà vita a F2i, fondo di investimenti nel settore delle infrastrutture: fino al 2014 guida in qualità di AD F2i SGR, Società di Gestione del Risparmio. Attualmente è azionista e Presidente di Iterchimica, attiva nella produzione e commercializzazione di additivi chimici per le pavimentazioni stradali. Svolge anche l’incarico di Presidente in Quercus Assets Selection, società di gestione dei fondi di investimento inglesi Quercus specializzati nel campo delle rinnovabili.

  • Eni, Claudio Descalzi: la partnership con l’Università di Bologna

    Eni rafforza la partnership con l’Università di Bologna: per l’AD Claudio Descalzi si tratta di “un’ulteriore conferma della propria strategia di alleanza con le realtà di eccellenza del mondo universitario italiano”.

    Claudio Descalzi, AD di Eni

    Claudio Descalzi: Eni rinnova la partnership con l’Università di Bologna

    Investire in ricerca e creare sinergie con le eccellenze del mondo universitario sono obiettivi che l’AD Claudio Descalzi persegue fortemente fin da quando nel 2014 è stato scelto per guidare Eni. Oggi il manager, alla luce della recente riconferma nel gruppo, prosegue nella stessa direzione: lo dimostra il rinnovo della partnership con Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Lo scorso 11 giugno, in occasione del G7 Ambiente, l’AD di Eni e il rettore dell’ateneo Francesco Ubertini hanno sottoscritto un accordo triennale del valore di 5 milioni di euro finalizzato allo sviluppo di progetti di ricerca su transizione energetica, sicurezza, sostenibilità ambientale, energie rinnovabili e fonti alternative. “L’Accordo Quadro con l’Università di Bologna rappresenta per Eni un’ulteriore conferma della propria strategia di alleanza con le realtà di eccellenza del mondo universitario italiano” ha commentato l’AD Claudio Descalzi sottolineandone gli obiettivi: la collaborazione consentirà ad Eni di “avere accesso ad uno straordinario bacino di competenze in un territorio molto importante” e punterà alla creazione di tecnologie a supporto della transizione energetica, della protezione ambientale e del riutilizzo dei siti industriali del gruppo. Eni e l’ateneo bolognese hanno già realizzato insieme alcuni studi sull’utilizzo di materiali innovativi nella produzione da gas naturale di metanolo per via diretta: altri riguardano l’integrazione in asset offshore di eolico, stoccaggio e gas naturale prodotto.

    Claudio Descalzi: la crescita professionale in Eni

    Laureatosi in Fisica nel 1979 presso l’Università di Milano, Claudio Descalzi costruisce la sua carriera professionale quasi interamente in Eni, dove entra nel 1981 come Ingegnere di giacimento. Qualche anno dopo diventa Project Manager, incarico che ricopre fino ai primi anni ’90 quando viene nominato Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Chiamato a dirigere la consociata Eni in Congo nel 1994, si trasferisce quattro anni dopo in Nigeria per ricoprire il ruolo di Vice Chairman & Managing Director di Naoc. Gli anni 2000 segnano il suo rientro in Italia, dove per conto del gruppo opera in diverse posizioni dirigenziali: Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina (2000-2001), Direttore dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente (2002-2005), Vice Direttore Generale di Eni – Divisione Exploration & Production (2005-2008). Il 2008 lo vede diventare Chief Operating Officer, incarico che ricoprirà fino al 2014, in contemporanea con la carica di Presidente di Eni UK (2010-2014). Nel 2014 arriva la nomina di AD del gruppo. Il mandato di Claudio Descalzi viene rinnovato nel 2017: le strategie adottate e i risultati conseguiti nel precedente triennio lo hanno premiato. Già Visiting Fellow of The University of Oxford, nel dicembre 2015 è entrato a far parte del “Global Board of Advisors del Council on Foreign Relations”: lo scorso anno il manager ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio presso la facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

  • Gruppo Daclé: Paolo Campiglio all’Innovation Summit 2017

    In rappresentanza di Gruppo Daclé che guida dal 2015, Paolo Campiglio ha preso parte lo scorso 3 luglio all’Innovation Summit di Deloitte insieme ai dirigenti di altre importanti realtà che supportano lo sviluppo dell’innovazione in Italia.

    Paolo Campiglio, Presidente di Gruppo Daclé

    Gruppo Daclé: Paolo Campiglio ospite dell’Innovation Summit di Deloitte

    Lo scorso 3 luglio l’Innovation Summit di Deloitte ha riunito a Milano i manager delle principali aziende del Paese che con le loro attività fungono da motore per l’innovazione del Paese: tra questi è stato chiamato a partecipare anche il Presidente di Gruppo Daclé Paolo Campiglio. L’evento organizzato ogni anno dal network attivo a livello mondiale nella consulenza e revisione contabile ha inoltre visto quest’anno la partecipazione dei rappresentanti delle più importanti istituzioni economiche del Paese. Non a caso ad aprire i lavori è stato il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, intervenuto in un video appositamente realizzato per la manifestazione. Il contributo del Presidente di Gruppo Daclé Paolo Campiglio ha permesso di mettere ulteriormente in evidenza il prestigio dell’Italia su scala internazionale nel campo della ricerca medica e farmaceutica. Un settore in cui l’innovazione gioca un ruolo fondamentale, con effetti ben visibili anche nel tessuto economico e sociale del Paese. L’evento, a cui hanno preso parte anche il co-fondatore di Apple, il direttore del Corriere della Sera e i vertici di realtà come Italo e Pirelli, si è tenuto in una delle location più moderne e suggestive di Milano: l’UniCredit Pavilion di Piazza Gae Aulenti.

    Paolo Campiglio: formazione e iter professionale del Presidente di Gruppo Daclé

    Originario di Legnano, in provincia di Milano, come tutta la sua famiglia, Paolo Campiglio si iscrive alla Facoltà di Farmacia dell’Università di Pavia. Fin da giovane manifesta uno spiccato spirito imprenditoriale: poco più che ventenne, dà vita a una società di consulenza e servizi per le imprese impegnate nei processi di internazionalizzazione. Qualche anno dopo passa a Carmax-Pro Srl: all’interno dell’azienda specializzata nel commercio di apparecchiature elettroniche e presidi medico-chirurgici per attività socio-sanitarie, il professionista ricopre la posizione di Chief Financial Officer. Il seguente approdo a Daclé gli permette di far fruttare le competenze acquisite in ambito manageriale nel contesto in cui si è formato e specializzato, quello farmaceutico. Nominato Direttore Commerciale, cura l’espansione della società in nuovi mercati, specialmente quelli dell’Est Europa, oltre a guidarne le attività in Paesi in cui è già presente come Germania, Svizzera, Austria e Regno Unito. Nel gruppo cresce professionalmente arrivando a ricoprire le cariche di responsabile del patrimonio immobiliare dell’azienda e di Direttore Esecutivo della società capogruppo. Dal 2015 Paolo Campiglio è Presidente di Gruppo Daclé.

  • Le Auto di Epis sono una tradizione nel comparto dell’usato

    Le Auto ed Epis Loreno, presidente dell’omonimo Autosalone della provincia di Bergamo, si può scrivere chiaramente che “sono in simbiosi”, infatti la storia di questa famiglia nel settore di riferimento, risale al lontano 1959, anno della fondazione della Rivendita, anche se già da prima, il papà Paolo, aveva a che fare con il commercio di moto e biciclette ( stando sempre nel campo delle ruote ).
    Una passione che nasce così, come vuole la tradizione di un’Italia che si rifà dai postumi della guerra lasciatasi alle spalle, infatti il sacrificio, la dedizione e l’impegno, riescono a coinvolgere negli anni, anche gli altri membri della famiglia che si prestano volenterosi, nel continuare l’attività, tanto voluta dal loro predecessore.

    Oggi quando si associa i termini auto ad Epis, significa usato a Bergamo provincia, perchè questa è la specializzazione nel quale si è confermato da anni l’equipe di famiglia che oggi vede al lavoro la terza generazione di volenterosi addetti, puntualmente presenti presso lo storico Showroom espositivo di Scanzorosciate che vede un Amministratore dell’azienda, da tanti anni, sempre impegnato sul fronte dell’aggiornamento, anche nell’ambito Internet, ambiente dove oramai si effettuano oltre il 60% delle vendite.

    Sono più del 60% le Auto di Epis vendute nel Web

    Proprio così, la maggior parte delle auto vendute, deriva da un’attenta ricerca nel Web da parte di numerosi clienti che cercano l’usato, proprio perchè come sappiamo bene, da tempo la rete ci aiuta a risparmiare tempo, strada e ci ha insegnato che in pochi minuti è possibile effettuare un numero elevato di ricerche, di conseguenza fare un’ampia selezione per riuscire ad individuare, in fine, l’esatta quatrro ruote che si stava ricercando.

    Perchè gli automobilisti effettuano ricerche nel web? Perchè gli Autosaloni storici come Epis che si sono evoluti, adottano la rete per cercare di farsi notare, di far vedere le proprie vetture ad un’ampio pubblico che è già alla ricerca dei modelli che lo stesso Rivenditore commercializza, perchè essendo un Multimarca, riesce ad avere una sufficente vastità di marche e modelli, proprio per soddisfare le ricerche che vengono già effettuate dai potenziali clienti.

    Allora riportare la tradizione, la storicità di un Azienda come questa del comparto Auto usate, in un ambiente virtuale come il Web, aiuta sicuramente a far conoscere realtà che di fatto si può proprio affermare che non si incontrano tutti i giorni, per questo avere un alleato come Internet, aiuta sicuramente a divulgare un messaggio che negli ultimi anni si stà perdendo di vista…

  • Il VDJ Marco Ossanna a Lignano Pineta: “la musica come non l’avete mai…vista!” va in scena al Tenda Bar

    La stagione degli eventi a Lignano continua con nuovi appuntamenti all’insegna della buona musica. Presso il Tenda Bar di Lignano Pineta è super atteso l’arrivo del VDJ Marco Ossanna, un professionista del mestiere che fa girare i dischi dal 1975 – vantando esibizioni nei più prestigiosi club italiani come il PINETA di Milano Marittima, il PASCIA’ di Riccione, il PARADISO a Rimini, il MURETTO a Jesolo,  il GILDA di Roma e il TENAX di Firenze e per eventi di spicco quali la Mostra del Cinema di Venezia e Pitti Firenze – e che domenica 23 luglio dalle ore 21.30 regalerà agli ospiti del noto locale di Pineta una serata indimenticabile con uno spettacolo davvero unico.

    La particolarità della performance studiata da Marco Ossanna sta tutta nel saper mixare la miglior musica internazionale, dagli anni ’30 ai giorni nostri, con i video musicali che ritraggono i protagonisti delle canzoni proposte, il tutto per regalare uno spettacolo multisensoriale all’insegna del motto “La buona musica non muore mai”. Si tratta di un esibizione che intratterrà il pubblico per oltre 3 ore, frutto di un lungo lavoro di ricerca di video rarissimi di concerti live, di esibizioni a volte mai ripetute di artisti famosissimi o di duetti di brani popolarissimi ma di cui non si conosce il corrispettivo visuale. Le immagini verranno proiettate sulla mitica tenda che da il nome al locale di Lignano Pineta e su diversi monitor creando un’atmosfera magica che riporterà tutti indietro nel tempo, offrendo una panoramica musicale in video veramente ampia.

     

    APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA AL TENDA BAR

    • Venerdì 21 luglio il Tenda Bar ospiterà una delle selezioni di Mister Italia Friuli Venezia Giulia valide per l’elezione 2017 di Mister Italia. La manifestazione avrà inizio alle ore 21.00 e si svolgerà nell’area esterna del locale. Oltre alle due sfilate in cui come da regolamento i concorrenti sfileranno davanti alla giuria e al pubblico presente, prima in abito e successivamente in costume da bagno, si prevedono altre due speciali uscite. Nella prima gli aspiranti Mister Italia sfileranno proponendo degli special drink firmati dai barmen del Tenda Bar, mentre nella seconda sfileranno con accessori per il mare del noto locale di Pineta.
    • Per gli appassionati di musica live ricordiamo anche l’appuntamento di mercoledì 26 luglio alle ore 21.30 con il tributo ai Pink Floyd proposto dalla band Pink Size.
  • Come scegliere l’abito da uomo: il look di David Beckham

    Sarà perché non lo si indossa spesso, ma l’abito elegante è per la maggior parte degli uomini il capo di abbigliamento più difficile da scegliere. In realtà, la difficoltà dipende in primis dal fatto che, come per tutti gli altri capi di abbigliamento, l’abito deve essere giusto per il proprio fisico in modo tale da “calzare a pennello” e valorizzare la figura. Affinché tutto questo avvenga, bisogna guardare due elementi fondamentali: il taglio e il colore.

    Perché l’abito elegante risalti la vostra struttura fisica, è necessario in primis che la giacca sia giusta di spalle; non un centimetro in più (vi ingrosserebbe) o in meno (le maniche non scenderebbero sufficientemente). La manica poi deve scendere giusta: tenendo il braccio lungo il fianco, deve lasciare intravedere il polsino della camicia di qualche millimetro mentre, a braccio piegato, deve lasciarne fuori un centimetro abbondante. Infine, il torace non deve fare grinze: sia quando si sta in piedi che soprattutto, quando si sta seduti, la giacca deve riuscire ad essere abbottonata (con un solo bottone) senza aprirsi.

    Per la scelta del colore dell’abito dovete pensare all’occasione per la quale lo state indossando. I colori tradizionali sono il blu scuro, il nero e il grigio (sia chiaro che scuro) per le occasioni più formali. Colori come verde o marrone si addicono ad occasioni meno formali.

    Potreste prendere spunto proprio da David Beckham, uno dei calciatori più pagati (65 milioni il suo picco più alto e la menzione come sportivo più pagato secondo la classifica Forbes del 2015, marito della Spice Victoria, noto per il suo forte gusto nell’abbigliamento e i suoi look sempre ricercati.

    L’abito è uno dei suoi capi di abbigliamento maschile preferito, in tutte le sue forme e sfaccettature. Per il night wear infatti, potremmo vederlo in smoking ad un evento di beneficenza, oppure in un locale modaiolo accanto all’ex Spice con una giacca abbinata ai colori indossati da sua moglie per… uno stile di coppia!

    Nelle sue numerose uscite in abito elegante, è passato da uno stile business in abito blu con cravatta regular e pochette bianca basic, ad uno stile super elegante con abito nero e papillon, fino ad arrivare a meno formali con abiti abbinati ad una t-shirt e ad un paio di sneakers bianche.

    Ogni suo outfit è studiato nei minimi particolari, i tessuti scelti con gusto e attenzione e i colori con poche ma particolari variazioni. Lo styling è sempre molto equilibrato, insomma Mr. Beckham è sempre impeccabile. Difficile, se non impossibile, trovare una nota stonata nelle sue mise.

    Per scoprire tutti gli altri look di David Beckham visita il nostro blog www.democraticluxury.com

    Be smart, be Clayton!

  • Un wedding planner è per sempre?

    Il matrimonio si sa è dispendioso. No, non parlo del più volgare dispendio di moneta sonante, mi riferisco all’incredibile dose di energia che l’atto di organizzare un matrimonio ci può prosciugare. La location che vada bene per tutti e due ma che non sia troppo cara, offrendo comunque tutti i servizi; abito per lei, qualcosa di decente per lui, addobbi floreali, bouquet, fotografo: “ma diciamolo a mia cugina Enrica che ha fatto il primo anno di storia dell’arte e c’ha un iphone…” e cose del genere che possono far finire una bellissima storia d’amore in pochi attimi. Spesso poi, molti futuri sposini distratti, si ritrovano a decidere molte cose all’ultimo minuto visto che, in questa frenetica vita moderna, bisogna far coincidere il matrimonio e le sue decisioni con: lavoro, famiglia, calcetto, corso di zumba e tante altre piccole incombenze giornaliere. E allora? Allora meglio affidarsi ad un professionista! Il wedding planner, questo sconosciuto, che in realtà tanto sconosciuto non è! Ne abbiamo sentito parlare molte volte ma è rimasta sempre una figura mistica e intrigante, si perché pensare ad una figura professionale che si sobbarchi tutti i piccoli o grandi problemucci nell’organizzare un matrimonio sembra quasi impossibile, e invece no! Innanzi tutto il suo compito è quello di farvi risparmiare il più possibile… COSAAAAA?? Io pensavi di spendere il doppio!!! No, voi decidete il budget e lui cercherà le migliori soluzioni rispettando le vostre esigenze: la bomboniera, l’abito, i gioielli, catering,  fotografo, acconciatura per il matrimonio non saranno più un problema insormontabile!! Il wedding planner armato di pazienza e carico di tutto il suo bagaglio di esperienza vi ascolterà, cercando anche di guidarvi nella giusta direzione davanti ad una vostra incertezza o ad un piccolo dubbio. Un matrimonio perfetto? Un giorno indimenticabile? Ma sopratutto: un matrimonio per sempre??  Quando si arriva al gran giorno sereni, rilassati e felici, sicuramente il primo passo è stato fatto, per il resto, è compito vostro!

    www.diamondwedding.it esperti nel realizzare sogni!

     

  • Risolvere il problema dell’obesità del cane con le crocchette Prolife Obesity

    I mutamenti della società hanno coinvolto inevitabilmente anche gli amici a 4 zampe che abitano nelle nostre case. Una diversa attitudine al cibo, l’evoluzione dell’industria alimentare e i cambiamenti delle abitudini sono tra le principali cause della comparsa di numerose patologie nei cani, tra le quali l’obesità.

    La salute dei cani è nelle mani dei loro umani e sono loro, quindi noi, i responsabili della loro alimentazione. Alla luce di questo, la linea alimentare Prolife di crocchette è la soluzione per aiutare gli animali domestici ad alimentarsi nel migliore dei modi, rispettando le loro specifiche caratteristiche.

    La linea Vet è un’assoluta novità per Prolife ed è stata studiata in collaborazione con medici veterinari di grande esperienza, che quotidianamente si trovano a lottare con animali decisamente in sovrappeso e con umani che, spesso, rifiutano di vedere la realtà dei fatti, ossia che la causa di questa condizione fisica risiede nel tipo di alimentazione errata somministrata all’animale.

    Le crocchette Prolife Obesity sono studiate per aiutare e accompagnare i cani nel processo di dimagrimento sotto stretto controllo medico, giacché la loro formulazione specifica è appositamente pensata per ridurre l’apporto calorico nel cane, guidandolo verso un’alimentazione più sana e consona ma, soprattutto, equilibrata.

    L’obiettivo della formula Prolife Obesity Dry Vet è quello di limitare l’assorbimento calorico del cane, favorendone il dimagrimento grazie alla presenza di ingredienti naturali e non industriali.

    Perché i cani diventano obesi?

    Se il veterinario consiglia la somministrazione delle crocchette Prolife Obesity Dry Veterinary è perché il cane è in una condizione evidente di sovrappeso.

    Scartando le fattispecie patologiche che sono alla base di un aumento di peso, questo è solitamente determinato da una combinazione pericolosa per la salute del cane: l’eccessiva alimentazione e la scarsa attività fisica sono deleteri per il cane, perché non bisogna mai dimenticare che, seppure addomesticato, questo animale nasce allo stato selvatico e il suo metabolismo è fatto per lavorare in condizioni di dinamicità.

    Nel momento in cui il cane conduce una vita sedentaria, fatta di lunghe dormite sul divano e poco movimento, il suo metabolismo non riesce a smaltire tutte le calorie e il grasso va ad accumularsi sui tessuti, portando il cane all’obesità.

    Il grasso in eccesso che stanzia sugli organi interni, specialmente sul cuore, è causa di innumerevoli malattie che, se non curate, possono essere anche letali. Ecco perché è fondamentale che il cane segua una dieta equilibrata e svolga l’adeguato movimento fisico.

    Tra le cause dell’obesità, oltre alla somministrazione eccessiva di cibo, però, c’è anche la conduzione di una dieta errata che impedisce all’organismo di lavorare adeguatamente.

    Quello del cane è un metabolismo perfetto se viene assecondato nelle sue esigenze ma smette di esserlo quando l’alimentazione dell’animale introduce elementi non consoni all’interno dell’organismo: i cani, per esempio, sono animali carnivori e non onnivori, tanto meno granivori, pertanto sarebbero assolutamente da evitare tutti i prodotti contenenti cereali, perché inducono all’eccessiva produzione di insulina per la metabolizzazione degli zuccheri.

    I cereali sono alimenti con un indice glicemico troppo elevato per quelle che sono le esigenze dei cani, quindi si causa un lavoro eccessivo al metabolismo se nella dieta sono presenti elevate quantità di cereali, sia grezzi che raffinati.

    Questo, oltre a essere una concausa dell’obesità, è anche causa di innumerevoli disturbi gastro-intestinali per l’animale, che sviluppa problemi come dermatiti, irritabilità gastrica, dissenteria, vomito e cattiva digestione.

    Nell’innovativa linea Vet di crocchette per cani Prolife è presente anche un prodotto specifico per limitare la sintomatologia di questi disturbi: Prolife Intestinal Dry veterinary è una linea di crocchette specifiche con apporto di prebiotici e nutrienti bilanciati, da somministrare al cane sotto stretto controllo medico come terapia per la limitazione della sintomatologia acuta legata a una condizione di sovraccarico di nutrienti non metabolizzati e, quindi, causa di scompensi.

    La filosofia alimentare Prolife

    Prolife si distingue da tutte le altre linee di crocchette per animali perché è studiata in collaborazione con medici veterinari e allo scopo di ridurre i danni causati dall’alimentazione moderna e non adeguata al metabolismo canino.

    Alla base della linea Prolife Veterinary ci sono ingredienti accuratamente selezionati di primissima qualità, scelti tra allevamenti e coltivazioni biologiche, in cui non sono presenti conservanti chimici sintetici, una delle prime cause dei disturbi gastro-intestinali dei cani e dell’obesità.

    Le crocchette Prolife sono realizzate seguendo una ricetta sana ed equilibrata, dove sono presenti esclusivamente i prebiotici e i nutrimenti di cui il cane ha bisogno per la sua dieta: Prolife predilige gli ingredienti di origine naturale e sottopone le materie prime a trattamenti specifici affinché vengano mantenute le caratteristiche organolettiche e nutritive originarie, alla base della salute dell’animale.

    La linea Vet è molto particolare e la sua somministrazione dev’essere effettuata per un periodo di tempo limitato e, soprattutto, sotto stretto controllo medico.

  • AL BRANDS AWARD 2017 SI BRINDA CON BIRRA MORETTI LA BIANCA

    La nuova weiss all’italiana premiata per la categoria “Alcolici e Birre” nel contest dedicato alle migliori marche dei beni di consumo

    Un nuovo importante riconoscimento va ad arricchire il palmarès di Birra Moretti, la famiglia di birre più amata e premiata d’Italia. Birra Moretti La Bianca si è aggiudicata il primo posto nella categoria “Alcolici e Birre” (per la tipologia marche in lancio) del Brands Award 2107, il premio dedicato alle migliori marche dei beni di consumo, promosso e organizzato dalle riviste GdoWeek e Mark Up. La nuova weiss all’italiana ad alta fermentazione, nata nel 2016, dimostra, ancora una volta, di essere molto amata dai consumatori, grazie al suo profumo fresco, alle note speziate e al retrogusto delicato ed elegante. Per Birra Moretti La Bianca si tratta del secondo importante riconoscimento in poche settimane, sia a livello nazionale sia internazionale.

    Ogni anno (siamo ormai alla diciottesima edizione) il Brands Award premia le migliori performance di marca nei beni di largo consumo attraverso criteri oggettivi che tengono conto dei dati di vendita, delle preferenze dei consumatori e del giudizio di una giuria di buyer/category/direttori acquisti della GDO. È quindi il mercato a premiare e a riconoscere il valore di un percorso sempre più teso all’innovazione e alla soddisfazione dei gusti dei consumatori.

    Per conoscere il regolamento e il meccanismo di voto del Premio: http://www.gdoweek.it/brandsaward/.

    A tu per tu con Birra Moretti La Bianca

    Birra Moretti La Bianca, la nuova weiss all’italiana ad alta fermentazione, è la prima weiss di Birra Moretti, fatta in Italia. È prodotta con malti 100% italiani: 50% malto d’orzo e 50% malto di frumento. Una ricetta che le conferisce caratteristiche particolari e un gusto unico. La schiuma è bianca, fine e compatta. Il colore è chiaro e naturalmente torbido, tipico delle migliori weiss bavaresi. Il profumo è fresco, con note floreali e speziate. Al palato ha un corpo delicato, rinfrescante e un retrogusto elegante ed equilibrato. È una birra caratterizzata dall’inconfondibile e genuino stile italiano. Ideale in ogni momento, è ottima gustata a tavola o, da sola, in diversi momenti della giornata, come all’aperitivo.

    Concorso Anno Premio Sezione/Categoria
    Brand Awards 2017 1 posto “Alcolici e Birre” per la tipologia marche in lancio
    Superior Taste Award (iTQi – Bruxelles) 2017 2 stelle
    Eletto Prodotto dell’Anno 2017 Birre speciali

     

    www.birramoretti.it

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    Birra Moretti nasce nel 1859 a Udine nella “Fabbrica di Birra e Ghiaccio” fondata da Luigi Moretti. Apprezzata da subito in tutto il Friuli Venezia Giulia, diventa in pochi decenni una birra nazionale. Esportata in oltre 40 Paesi nel mondo – fra cui gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, il Canada e il Giappone – Birra Moretti continua a essere universalmente riconosciuta anche in contesti internazionali da esperti del settore provenienti da tutto il mondo. I più recenti riconoscimenti sono stati assegnati alle specialità della famiglia Birra Moretti in occasione del Superior Taste Award a maggio 2017. Birra Moretti è disponibile sul canale Modern Trade e Ho.Re.Ca. nelle versioni Birra Moretti Ricetta Originale, Birra Moretti Baffo d’Oro, Birra Moretti La Rossa, Birra Moretti Doppio Malto, Birra Moretti La Bianca (2016), Birra Moretti Zero, Birra Moretti Grand Cru, le due novità: Birra Moretti Grani Antichi e Birra Moretti Lunga Maturazione, la gamma Birra Moretti Le Regionali: Birra Moretti alla Pugliese (2016) e Birra Moretti alla Lucana (2016) che si aggiungono a Birra Moretti alla Friulana, Birra Moretti alla Siciliana, Birra Moretti alla Piemontese, Birra Moretti alla Toscana e la gamma Radler: Birra Moretti Radler Limone, Birra Moretti Radler Chinotto, Birra Moretti Radler Gazzosa.

     

  • L’ordine del tempo: le riflessioni di Gabriele Moretti sulla produzione di Carlo Rovelli

    L’ordine del tempo e le altre opere di Carlo Rovelli: Gabriele Moretti analizza in un articolo del suo blog la produzione del grande fisico teorico, soffermandosi sul concetto di tempo e sull’importanza della sua rappresentazione.

    Gabriele Moretti

    Gabriele Moretti: L’ordine del tempo e le altre opere di Carlo Rovelli

    Si apre con una riflessione sulla prima posizione nelle classifiche di vendita di Amazon del libro L’ordine del tempo l’articolo di Gabriele Moretti dedicato all’opera omnia del grande fisico Carlo Rovelli. Un testo centrato sull’importanza della divulgazione perché spesso ha più valenza come si racconta una cosa rispetto a quello che si racconta. La sua passione per la fisica e per la letteratura è coinvolgente, frutto di un’abilità innata nel descrivere i segreti della natura con parole, metafore ed esempi molto chiari. Un esempio di scrittura in grado di coinvolgere anche i lettori più giovani e punto di arrivo di un filone iniziato nel 1967 con l’equazione per la gravità di John Wheeler e Bryce DeWitt. Come tutti i più grandi pensatori, Carlo Rovelli ha ereditato da loro la capacità di creare e ispirare. Gabriele Moretti vede nelle parole del fisico un lascito per le nuove generazioni, un tesoro prezioso che spingerà un bambino in futuro a intraprendere quella strada, regalando all’umanità qualche chances in più di avvicinarsi alla verità.

    La biografia di Gabriele Moretti

    Classe 1971, originario di Torino, attento osservatore dell’evoluzione tecnologica e scientifica, Gabriele Moretti si laurea nel 1995 in Ingegneria Gestionale dopo un’esperienza di 6 mesi all’estero presso il Politecnico di Eindhoven (nel 1992). Abilitatosi alla professione di ingegnere, nel 1996 fonda Contacta. Assunta tra il 1997 e il 1999 la carica di Vice Presidente di Ascom Torino, dal 2000 al 2008 è Vice Presidente Ingegneri Gestionali. Nel 2014 amplia le sue competenze con la frequentazione del corso The Analytics Edge e del Corso Big Data and Social Physics presso il MIT Boston. Attualmente Gabriele Moretti fornisce consulenza strategica e organizzativa per le piccole e medie imprese, in particolare in materia di applicazione dell’intelligenza artificiale nell’ottimizzazione dei processi operativi. Appassionato di fisica, neuroscienze e futurologia, cura un blog che tratta nello specifico di questi argomenti. Collezionista d’arte, ama l’architettura e il design.

  • Arte: dal 27 luglio al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini la mostra EPOS. CHAO GE. La lirica della luce racconta il ricco percorso realizzato dal Maestro cinese Chao Ge

    Roma, 20 luglio 2017 – Dal 27 luglio il Complesso del Vittoriano – Ala Brasini ospita la mostra EPOS. CHAO GE. La lirica della luce, esaustiva antologica dedicata all’artista cinese Chao Ge.

    Sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, promossa e organizzata da Segni d’Arte in collaborazione con Uniarts, l’esposizione ha ottenuto il patrocinio di Roma Capitale, della Regione Lazio e dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese.

    Nata da un desiderio del Maestro Chao Ge, Professore all’Accademia Centrale di Belle Arti  di Pechino, condiviso dall’artista Ma Lin, da Nicolina Bianchi, critico d’arte, editore e direttore responsabile di Segni d’Arte, e da Giancarlo Arientoli, antropologo e art director di Segni d’Arte, la mostra è curata da Claudio Strinati, noto storico dell’arte, e dalla stessa Nicolina Bianchi.

    La rassegna propone un percorso espositivo che testimonia la rilevanza nel panorama artistico contemporaneo di questo pittore, che racchiude in sé due anime: quella della tradizionale nativa Mongolia Interna, a cui è tuttora legato molto profondamente, e quella della moderna Pechino, la grande città in cui ha studiato, raggiunto i primi successi e dove tuttora continua a dipingere e ad insegnare.

    In programma fino al 26 settembre EPOS. CHAO GE. La lirica della luce racconta attraverso circa 80 lavori, suddivisi in due sezioni (dipinti e disegni), realizzati dal 1987 a oggi, la straordinaria storia creativa dell’artista che evidenzia la maestria con la quale domina le tecniche pittoriche (olio, tempera, disegno su tela) attraverso le quali come ricorda Strinati, egli “si spinge molto avanti nella ricerca del colore, anzi più esattamente nella ricerca del bianco quale sintesi di tutti i colori”.

    Cultore appassionato del Rinascimento italiano, ritrattista meticoloso e notevole paesaggista, Chao Ge è l’espressione più piena della propria terra d’origine, quella “terra del cielo blu” così definita per la spettacolare luce che tutto vivifica.

    Capace di andare a indagare l’invisibile oltre le apparenze, in particolar modo quando si sofferma sugli intensi ritratti umani dove accorpa alla fisicità delle persone quella delle cose, l’artista riversa continuamente sulla tela, con una nitidezza impressionante, le proprie emozioni e lo fa ogni volta che, novello Marco Polo, diventa osservatore e testimone attento dei complessi scenari asiatici.

    “Qui sta il cuore del continente più vasto e fiero del nostro pianeta: è l’Asia Centrale, secondo la definizione che ne diede un attento studioso proveniente dall’arcipelago nipponico” – racconta il Maestro cinese. “Questa porzione di continente, la cui matrice consiste in vaste lande selvagge, è divenuta un trasmettitore di vita per le civilizzazioni circostanti sulle quali ha infuso sempre nuovi dinamismi. Qui sono nate e cresciute le più antiche espressioni religiose dell’umanità e, a tutt’oggi, questa regione rappresenta l’antenato e la culla di tutte le religioni o, si potrebbe dire, il preannuncio delle civiltà limitrofe. Nel 1999, seguendo la mia immaginazione, ho inteso narrare e descrivere questa parte di continente …”.

    È tuttavia evidente che, nel momento in cui ritrae paesaggi e temi che riportano alle origini, la sua arte assume quasi la forma del poema epico, “quando poi – come scrive Claudio Strinati nella sua presentazione a catalogo – dietro a certi formidabili ritratti trapelano le stelle o le montagne, si sente chiaro quel sentimento di unione universale che rende i ritratti stessi una sorta di elegia dell’umano in sé”. E questo senso di profonda umanità, per dirla ancora con le parole del curatore, “è forse il valore massimo conseguito da Chao Ge, un pittore che sa parlare sia al cuore sia alla mente, sommo tecnico e autentico poeta”.

    A proposito del titolo della rassegna Nicolina Bianchi scrive: “Epos, il titolo della mostra, che secondo il termine greco, è narrare la storia di un popolo, le sue gesta, il suo importante patrimonio spirituale, tramandandone così la memoria e la sua essenziale identità, è per Chao Ge un modo di impaginare ed evocare nel dipinto la storia delle sue origini, della sua Inner Mongolia, narrandola secondo una musicale poetica di luce.”

    Il catalogo della mostra è edito da Segni d’Arte.

    Gestione e organizzazione Complesso del Vittoriano – Ala Brasini: Arthemisia.

     

    Titolo: EPOS. CHAO GE. La lirica della luce.

    Mostra personale dell’artista Chao Ge

    Sede: Complesso del Vittoriano – Ala Brasini

    Roma, Via di San Pietro in Carcere s.n.c.

    Date: 27 luglio – 26 settembre 2017

    Orari di apertura: Dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30; Venerdì e sabato 9.30 – 22.00; Domenica 9.30 – 20.30 (L’ingresso è consentito fino un’ora prima)

    Ingresso libero

     

    Note biografiche:

    Chao Ge nasce nel gennaio del 1957 a Hohhot in Inner Mongolia, terra dai paesaggi sterminati, che da secoli affascina viaggiatori, avventurieri e conquistatori e che occupa un posto di primo piano nella vita e nella produzione dell’artista. Nel 1978 Chao Ge supera l’esame per frequentare l’Accademia Centrale di Pechino, sezione Pittura a olio, e quattro anni dopo il primo livello universitario nello stesso ateneo. Dal 1987 il Maestro insegna Pittura a Olio all’Accademia Centrale di Pechino. Dal 1989 a oggi è stato impegnato in diverse esposizioni tra cui quella itinerante negli Stati Uniti dal titolo Pittura Contemporanea Cinese e quelle di Mosca e San Pietroburgo dedicate ai pittori dell’Accademia Centrale di Pechino (1993). Nel 1997 prende parte alla mostra 100 anni di ritrattistica a olio in Cina svoltasi a Pechino e viene invitato alla Biennale di Venezia. Nello stesso anno viene selezionato come membro della giuria in A Centennial Exhibition dedicata alla pittura a olio della Cina come membro della giuria. Nel 1999 è presente alla Biennale Internazionale di Parigi. Negli anni 2000 e 2001 riceve una borsa per studiare presso l’ex Accademia Reale di Belle Arti di Madrid: è una nuova occasione per visitare l’Europa e per conoscere altri artisti. Da allora la sua attività espositiva rimane costante: Cina, Russia, Canada, America. Nel 2006, su invito del Governo italiano, è in mostra, presso la Sala Giubileo del Complesso del Vittoriano, con la personale La rinascita dei classici. Nel 2008 l’Accademia di Belle Arti Repin di Russia gli conferisce il titolo di Professore Onorario. Nel 2015 espone a Vienna, presso gli spazi espositivi della Kunstforum, nella mostra dal titolo Chao Ge. Moment und Ewigkeit, due anni dopo, nel gennaio 2017, è presente con l’esposizione La mia via sulle orme di Marco Polo all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, a cura di Adriano Bimbi, Rodolfo Ceccotti e Gao Jun. Direttore degli Accademici dell’Accademia Centrale di Pechino dal 2008, il Maestro ha ricevuto diversi premi e prestigiosi riconoscimenti. Dal 1997 a oggi ha preso parte a molti documentari televisivi nazionali, oltre a essere stato oggetto di numerosi speciali condotti dalle reti cinesi.

     

    Alcune note critiche:

    Claudio Strinati: “(…) È la sua Mongolia che il maestro scruta e rappresenta e sono per lo più spazi che non hanno confine e di cui non si riesce a misurare l’immensità. Ma è l’immensità che il maestro vede e ci restituisce nella stesura dei suoi quadri. Chao Ge è mongolo e della cultura mongola ha sicuramente acquisito quel senso del nomadismo, dello spostamento continuo sulla superficie di questo mondo che è così profondamente sedimentato in quella cultura che nello stesso tempo esalta i valori della famiglia, degli affetti, della vita in comune. E, realmente, quei quadri dove non si può intuire la vastità degli spazi e soprattutto non se ne vede il limite, ci parlano di una meta inquieta ma non instabile, ansiosa forse ma non angosciata. È possibile raggiungere, per un individuo per un popolo intero, un contemperamento tra lo spirito nomade e quello stanziale? È possibile certamente e la storia è piena di esempi in tal senso, ma non c’è dubbio che tanta arte di Chao Ge è scaturita proprio da un tale stato d’animo. Stato d’animo che non è turbato ma anzi spinge al rasserenamento e alla quiete.

    E quiete sono le sue opere anche se è chiaramente percepibile una sorta di nervosismo a fior di pelle che le anima e le porta verso di noi con un fascino unico e incomparabile.

    (…) Chao Ge dalla tradizione occidentale classica ha assimilato sia l’idea rinascimentale sia quella barocca. È un naturalista in abito rinascimentale. È uomo di forte passione nella immobilità e serenità di un immaginario discepolo di Piero della Francesca.

    Ma questo non genera contraddizione, al contrario genera sintesi e perfezionamento di un ideale della forma che può essere amato e compreso da un capo all’ altro del mondo, forse proprio perché questo difensore della classicità, questo virtuoso e solenne pittore è al di là della apparente immediatezza del nomade che sposta continuamente la sua attenzione su ciò su cui va a impattare, siano esse cose o persone (…)”

     

    Nicolina Bianchi: “(…) Epos, il titolo della mostra, che secondo il termine greco, è narrare la storia di un popolo, le sue gesta, il suo importante patrimonio spirituale, tramandandone così la memoria e la sua essenziale identità, è per Chao Ge un modo di impaginare ed evocare nel dipinto la storia delle sue origini, della sua Inner Mongolia, narrandola secondo una musicale poetica di luce. Musicale, perché molto spesso la sua pittura sembra seguire con i colori i meravigliosi ritmi della natura.

    Una pittura luminosa, dalla ricca tavolozza, moderna e vigorosa, come nelle rocce di Aobao, o nelle montagne di Abag Banner, a volte accompagnata da una nota di romantica malinconia come nel suo Poema d’autunno, o nelle linee verdi azzurre del fiume Kherlen o nel blu profondo e perlaceo dei cieli che segnano l’orizzonte. Una storia infinita di quell’Oriente dove si concentra forse più che in altre parti del mondo il mistero della vita, dell’uomo, della natura stessa.

    Un confine tra moderno e passato, tra momenti di grande spiritualità e cruda realtà, tra respiri profondi nelle sconfinate praterie della steppa, dove si tira il fiato a cavallo dei thaki, e dove pensose tristezze di familiari atmosfere di yurte e di lenti carri dipingono piccole ma importanti storie delle campagne mongole. Meraviglia di un mondo che accoglie e racconta la storia di secoli, dove la luce del sole riesce a cancellare anche i confini, e dipinge di rosso le rocce e i volti di persone che scrutano, nel gesto di mani a riparo della forte luce, l’infinito di paesi lontani. Una storia di intimi colloqui, narrata da Chao Ge con i “valori più alti di una pittura classica” ma con nuovi e innovativi approcci all’attualità, una creazione artistica – come lui stesso afferma – con la quale spera di contribuire a ridestare negli uomini il senso di rispetto delle cose, ma anche di marginare gli attuali smarrimenti e drammi spirituali”.

  • Duplicazione chiavi – La nuova Futura Pro Automotive

    Duplicazione chiavi codificate per auto e moto? Adesso è acnora più facile!

    La nuova ed esclusiva duplicatrice elettronica Futura Pro Automotive è capace di combinare due stazioni di taglio in un’unica macchina di duplicazione chiavi. Questo innovativo ed efficace strumento è ideale per chi lavora nel settore della duplicazione chiavi, specialmente in loco. Perfetta anche per gli elettrauto intenti ad entrare nel business delle chiavi automotive. Futura Pro Automotive si contraddistingue in quanto macchina altamente performante, per le dimensioni e la qualità del taglio. Inoltre, tramite al tablet in dotazione si ha la possibilità di accedere al più vasto database di copia chiavi per auto e moto sia classiche, sia codificate.

    Scopriamo in dettaglio le novità più importanti

    Doppia stazione di taglio

    Futura Pro Automotive è l’unica macchina duplicatrice ad includere in un’unica soluzione ben due stazioni di taglio, dando così modo di cifrare chiavi piatte e laser. Gli accessori in dotazione con la macchina consentono, in particolare, di duplicare chiavi speciali (Simplex®, Witte®, BMW®, Ford®, Mercedes®, Huf®). Grazie a questo aggiornamento, sarà possibile effettuare una perfetta duplicazione chiavi di qualsiasi veicolo.

    Semplicità di utilizzo

    La macchina è controllata tramite tablet rimovibile che guida l’utente nelle operazioni di copia delle chiavi. Permette di scegliere modello, marca e anno del veicolo per garantire all’utente la scelta esatta della chiave. Le principali funzioni del Software Silca sono integrate nel tablet insieme a un database di chiavi automotive che copre oltre il 90% dei veicoli presenti in commercio.

    Cicli di taglio più veloci

    I motori 3 volte più potenti e le frese molto più veloci (1585 giri per minuto per chiavi piatte e 12100 giri per minuto per chiavi laser) consentono ala macchina di effettuare cicli di taglio più rapidi.

    Compatta e portatile

    La presa ergonomica e lo schermo di protezione rendono la Futura Pro Automotive maneggevole e più facile da trasportare; ideale per furgoni piccoli negozi.

    Anteprima del taglio

    L’ultimo aggiornamento della macchina a cui vogliamo porre l’attenzione è senza dubbio la comodissima funzione di anteprima del risultato del taglio della chiave. Utile per verificare e correggere la cifratura su chiavi malandate, prima di completare l’operazione di duplicato chiavi. Funzione disponibile anche su chiavi laser.

    Attenti anche al design

    Il nuovo stile accattivante di Futura Pro Automotive salta subito alla vista.

    In dettaglio

    Colore nero fine ed elegante, tappetino nuovo nell’area porta oggetti sopra la macchina e copertura in acciaio del motore.

    Per maggiori informazioni: duplicazione chiavi Torino

  • La Prof.ssa Vincenza Palmieri, Presidente I.N.PE.F., in audizione presso la Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, sul tema della tutela della salute psicofisica dei minori

    “Da anni, in Italia, vi è un eccesso e un abuso diagnostico in quantità e qualità. Anziché parlare di presa in carico psichiatrica precoce occorre parlare di azioni di presa in carico sociale e di controllo sulla vendita degli psicofarmaci senza prescrizione”

    – Camera dei Deputati –

    Martedì 18 luglio 2017

     

    Martedì 18 luglio la Prof.ssa Vincenza Palmieri, Presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, è intervenuta in audizione presso laCommissione Parlamentare Infanzia e Adolescenza, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla tutela della salute psicofisica dei minori, tematica su cui ha inteso sviluppare un focus per approfondire le condizioni legate al disagio fisico e mentale di bambini e adolescenti.

    Alla presenza delle Vice Presidenti, Sen. Enza Blundo e On. Sandra Zampa, e dei componenti della Commissione Sen. Elena Ferrara, Sen. Antonio Razzi, Sen. Donella Mattesini, On. Eleonora Bechis, On. Vanna Iori, On. Gaetano Nastri e On. Francesco Prina, il Presidente Palmieri è stata chiamata ad intervenire in qualità di profonda conoscitrice del tema, in virtù dell’esperienza più che trentennale.

    Nell’illustrare la situazione, ha dunque analizzato l’attuale esplicarsi del diritto alla salute dei minori nel nostro Paese, correlando in particolare il concetto di disagio mentale all’abuso diagnostico e all’incremento delle prescrizioni e del consumo di psicofarmaci, sottolineando come vi sia oggi un eccesso di diagnosi, in termini di “quantità e qualità”.

    “Il mio quesito – ha dichiarato – è: sono aumentati i ragazzi disabili, i bambini matti da legare, gli adolescenti con disturbi o sono aumentate le tipologie di diagnosi per cui sempre più popolazione minorile rientra nel range della patologia?​ Quello che voglio dire è che da una parte vengono amplificate le diagnosi, dall’altra abbiamo un incremento della somministrazione degli psicofarmaci come pure della possibilità da parte dei ragazzi di accedervi senza alcun controllo, acquistando tramite internet o altri canali, fino a passare anche attraverso le farmacie. Riporto le testimonianze e le storie dei ragazzi e delle loro famiglie che, in fase di dismissione degli psicofarmaci, riescono purtroppo a procurarsi tali psicofarmaci senza alcuna prescrizione. Lo stesso CNR di PISA ha evidenziato che sono stati circa 200mila ragazzi i italiani che, nel 2014, hanno assunto psicofarmaci e, di questi, 1 su 10, senza prescrizione medica”.

    Attraverso il Programma Vivere senza Psicofarmaci da lei fondato – come psicologo clinico e giuridico e come Pedagogista Familiare – Vincenza Palmieri quotidianamente incontra, in team con altri professionisti, ragazzi che diventano dipendenti dalle sostanze che assumono. Ha, pertanto, sottolineato: “Ogni giorno 30-35.000 bambini italiani assumono antidepressivi che inducono potenzialmente al suicidio; e 1 su 4 (25% – studio Glaxo) mostra dipendenza dal farmaco. Pensate che nel 2014 (fonte Ansa) su 9924 ricoveri di adolescenti nella fascia 14-18 anni (27 al giorno!), quasi il 30% è avvenuto in psichiatria per adulti​ e, fatto allarmante su cui è necessaria la massima attenzione da parte delle Istituzioni, è che nel 2012 avevamo 70 bambini ricoverati in TSO e nel 2014 (fonte ISTAT) abbiamo avuto 101 bambini ricoverati, sempre in TSO, per «disturbi dell’età preadulta», cioè disturbi dell’adolescenza”.

    “Personalmente – ha continuato la Prof.ssa Palmieri – invece di parlare di presa in carico psichiatrica precoce, credo sia importante parlare di azioni di presa in carico sociale delle questioni che attengono alla gestione sociale dell’infanzia e dell’adolescenza. Così come bisogna porre un fuoco di attenzione sulla creazione di politiche rivolte esclusivamente a queste fasce di età, al fatto ad esempio che nei quartieri ci debbano essere più spazi, che debba essere consentito giocare nei cortili, che si rimuovano i famosi cartelli che vietano di praticare qualsiasi gioco. Credo pertanto – ha concluso – che non debba essere precoce la presa in carico psichiatrica, quanto l’intervento sociale, la pedagogia familiare, il sostegno alla mamma che lavora, la possibilità che i ragazzi si aggreghino spontaneamente, una scuola veramente inclusiva e non soltanto centri ludici solitamente frequentati dai più piccoli e non dagli adolescenti. È indispensabile iniziare a parlare di politiche di quartiere e alloggiative con spazi culturali per gli adolescenti (e non solo per i bambini) e di politiche scolastiche includenti per evitare la deriva medicalizzata della scuola di oggi”.

    Questo l’appello rivolto dal Presidente Palmieri ai componenti della Commissione Infanzia e Adolescenza, affinché prevedano programmi di intervento efficace non riconducibili in prima battuta a una prevenzione di tipo esclusivamente sanitario.

    L’impegno è quello di continuare con le prossime azioni, già calendarizzate.

    Clicca qui per ascoltare l’intervento.

  • Il Gruppo Hit ospita i protagonisti di “La Storia dell’Amore”

    Lunedì mattina il Gruppo Hit ha ospitato presso la “Sky Beach” del Perla Casinò & Hotel la conferenza stampa di presentazione di “La Storia dell’Amore”, il nuovo film di Sonja Prosenc, visionaria regista slovena, ambientato in diverse location del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia. All’evento hanno partecipato diversi membri della troupe, alloggiata all’Hotel Sabotin per l’intera durata delle riprese. Da segnalare la presenza di Zita Fusco, triestina DOC, tra i protagonisti della pellicola nonché volto noto della TV italiana.

    “La Storia dell’Amore” rappresenta un punto di svolta nella storia del cinema europeo: si tratta della prima co-produzione italo/slovena/norvegese, realizzata in collaborazione con Friuli Venezia Giulia Film Commission.

    “La pellicola rappresenta un’ottima occasione di visibilità per il Friuli Venezia Giuliaha spiegato Guido Cassano, rappresentante del FVG Film Commission – ed è un esempio concreto di sinergia tra talenti artistici di Paesi diversi, finalizzata ad ottenere un risultato di respiro internazionale. Questa cooperazione, ambientata in una regione di confine, può giovare all’intero sistema audiovisivo dando l’ennesima conferma di quanto un flusso sempre crescente di scambi culturali possa apportare benefici a tutti i Paesi coinvolti”.

    La trama del film ruota intorno a una ragazza che indaga nel passato della propria madre morta di recente, finendo per ritrovarsi in un mondo a lei sconosciuto. Il ruolo di protagonista spetta a Doroteja Nadrah, giovane promessa del cinema sloveno, famosa per la sua brillante interpretazione nel film “Class Enemy”. Stella del cast è invece Kristoffer Joner, celebre attore norvegese premiato con il Rising Star Award al Festival di Berlino del 2003. Joner ha recitato in “The Wawe” e in “King of Devil Island”, ma è noto ai più per aver lavorato al fianco di Leonardo Di Caprio in “The Revenant”, la pellicola che è valsa la tanto agognata statuetta al collega americano.


    Sonja Prosenc, regista, sceneggiatrice e produttrice
     già nominata agli Oscar 2016 con “The Tree”, candidato come miglior film sloveno, si è detta soddisfatta delle prime riprese, iniziate lo scorso 26 giugno a Gorizia: “per me è un onore essere a capo di un progetto così importante per tre Paesi diversi. “History of Love” può rappresentare un grande passo avanti per tutto il panorama cinematografico in Europa, avvicinando gli spettatori a luoghi di straordinaria bellezza che abbracciano il mio Paese e l’Italia, ai quali sono molto legata. Grazie alle mie esperienze lavorative precedenti ho acquisito grande familiarità con questo territorio, indirizzando personalmente la scelta delle location del film sull’Isontino e il Goriziano, e su città come Trieste, Monfalcone e Bolzano. Altrettanto importante giudico il coinvolgimento di un cast internazionale di talento, che contempla anche l’interprete norvegese Kristoffer Joner. Trovo fondamentale anche la scelta di condividere lo stesso hotel, in modo tale che autori e attori possano rimanere fianco a fianco al termine delle riprese giornaliere, sviluppando legami ancora più forti ed espressivi”.

    Zita Fusco ha affermato: “nonostante la comunicazione tra attori e produttori sul set sia inevitabilmente in un inglese ricco di accenti diversi, parliamo tutti la stessa lingua, quella dell’entusiasmo e della dedizione che Sonja Prosenc ha saputo trasmettere al progetto e ai suoi protagonisti. In questi giorni sto vivendo un’esperienza incredibile: mi trovo a poca distanza da casa mia, ma sono allo stesso tempo inserita in un contesto internazionale in grado di garantire apprendimento e crescita professionale ad altissimi livelli.

    Eurimages, il fondo di supporto culturale del Concilio Europeo, ha annunciato di aver inserito il film fra le 25 pellicole selezionate per la fruizione di aiuti economici. Fondi che andranno ad aggiungersi a quelli già stanziati da enti sloveni e norvegesi. Il lungometraggio ha già riscosso giudizi estremamente positivi dalla critica, classificandosi al primo posto nel forum When East Meets West (WEMW) tenutosi a Trieste lo scorso gennaio. La pellicola ha anche ricevuto la borsa di studio EAVE e vinto il premio TRL Espresso, garantendosi automaticamente la selezione al prossimo New Cinema Network per la co-produzione di Roma e il Production Finance Market di Londra, in programma il prossimo ottobre.

    “La Storia dell’Amore” è un progetto della società di produzione slovena Monoo, in collaborazione con la norvegese Incitus e l’italiana Nefertiti Film.

  • La scuola di massaggio cinese: la disciplina del Tuina

    La scuola di massaggio cinese è una delle più antiche di cui si abbia notizia. Le prime fonti sul Tuina risalgono già al 2.600 a. C. e, ancora oggi, la tecnica di massaggio è parte integrante della medicina nazionale cinese ufficiale. La dottrina, insegnata ormai in ogni corso di massaggio Lecce, Milano o Roma, si basa sull’idea che, in ogni individuo, sia presente un’energia interiore, responsabile della salute fisica e mentale, che può essere influenzata e incanalata tramite le tecniche di manipolazione e di digipressione.

    La tecnica di massaggio Tuina

    Le tecniche di massaggio Tuina sono particolarmente complesse e vertono su una serie di manovre di diversa natura e pressione che ne fanno una disciplina dinamica. La tecnica verte sull’utilizzo, principalmente, dei palmi delle mani e dei polpastrelli, ma spesso sono utilizzati anche gli avambracci e i gomiti; la manipolazione non si limita alla semplice pressione ma si basa su un approccio variegato e che alterna pressioni a tecniche di sfioramento, impastamento, frizione e vibrazione.

    Le tecniche del Tuina

    Il Tuina consta in oltre 20 tipologie di manovre di massaggio, sebbene non esista alcuna classificazione ufficiale da ritenere universalmente valida. Le diverse manovre che strutturano la ricchissima disciplina del Tuina si basano sull’utilizzo di palmi, pollici, polpastrelli delle dita, pugni. Il massaggio è realizzato tramite pressioni ma anche frizioni, sfregamenti, leggeri pizzicotti per la sollecitazione dei muscoli.

    A seconda della tipologia di massaggio applicato, viene innescata una reazione differente: lo sfioramento ha una funzione prevalentemente rilassante; la frizione è tonificante e rivitalizzante, la percussione tramite leggeri pugni a pressione è funzionale al rafforzamento muscolare e adiposo mentre la vibrazione, movimento che congiunge l’oscillazione circolare con la pressione sulla pelle e sulle masse carnose, permette un duplice effetto di rafforzamento muscolare e di distensione delle connessioni fibrose.

    Il tuina è una delle discipline di massaggio più elaborata poiché, a differenza di altre scuole come lo shiatsu, utilizza una pluralità di approcci e, ancor più significativo, prevede che il trattamento venga adattato al soggetto ricevente, a seconda della sua energia interiore e di come il massaggiatore la percepisce.

  • Suggestioni Archeologiche 2017 – Palmira e Aquileia #duemondiaconfronto

    Ciclo di conferenze sul tema
    “Palmira e Aquileia: due mondi a confronto”

    Ha preso avvio la dodicesima edizione delle “Suggestioni archeologiche”: ciclo di conferenze e di incontri a tema con il grande pubblico che ormai caratterizzano da anni l’estate di Aquileia.

    Le “Suggestioni archeologiche” sono quest’anno legate alla presenza, al Museo archeologico nazionale di Aquileia, della mostra “Volti di Palmira ad Aquileia” realizzata dalla Fondazione Aquileia e dal Polo museale del Friuli Venezia Giulia. Si tratta della prima esposizione dedicata alla città in Europa dopo le devastazioni recentemente commesse e vuole puntare l’attenzione sul comune substrato culturale che, pur nella distanza geografica e stilistico-formale, accomunava nell’antichità Palmira ed Aquileia. Durante le conferenze, archeologi e storici, si alterneranno infatti sul tema “Palmira e Aquileia. #duemondiaconfronto“.

    Il prossimo appuntamento è fissato per il 20 luglio alle ore 17.15, presso le Gallerie lapidarie del Museo archeologico nazionale di Aquileia, dove Gioia Zenoni (Università di Milano) affronterà il tema “Le signore di Palmira e i loro ornamenti”. Partendo dai ritratti delle cinque signore di Palmira esposti nella mostra, Gioia Zenoni, vice direttrice della missione archeologica dell’Università di Milano a Palmira ed esperta dell’arte e della città di Palmira, proporrà un excursus sulle ricchissime tipologie di gioielli presenti nei rilievi funerari palmireni, che con le loro perle e pietre preziose testimoniano l’importante ruolo di Palmira quale centro carovaniero così come l’ampiezza degli scambi commerciali che arrivavano fino al Golfo Persico, la Cina e l’India. L’analisi di vesti e gioielli ispirati a mode e modelli che si intrecciano tra Oriente e Occidente, arricchito del confronto con i gioielli rinvenuti nelle tombe di Palmira e le loro raffigurazione pittoriche, permetterà di animare i ritratti esposti nella mostra, calandoli all’interno della società palmirena e delle famiglie di appartenenza, nel cui ambito le donne dovevano rivestire un ruolo importante, altrimenti poco noto dalle scarse testimonianze scritte e da altro tipo di fonte.

    Gli interventi proseguiranno per tutta l’estate e si terranno il giovedì alle ore 17.15, sempre ad ingresso gratuito:
    – 27 luglio, Museo archeologico nazionale di Aquileia, Gallerie lapidarie:
    Marina Rubinich (Università di Udine), “Persone, merci e idee in viaggio attraverso il Mediterraneo”;
    – 3 agosto, Museo archeologico nazionale di Aquileia, Gallerie lapidarie:
    Monica Chiabà (Associazione Nazionale), “Zenobia regina di Palmira. Una donna contro l’impero di Roma”;
    – 17 agosto, Museo archeologico nazionale di Aquileia, Gallerie lapidari:
    Stefano Magnani, Paola Mior (Università di Udine), “Palmira città delle acque”;
    – 24 agosto, Museo archeologico nazionale di Aquileia, Gallerie lapidarie:
    Maria Teresa Grassi (Università di Milano), “Palmira. Storie straordinarie dell’antica metropoli d’Oriente”;
    – 31 agosto, in Casa Bertoli, sede dell’Associazione Nazionale per Aquileia, via Patriarca Popone 6:
    Paolo Da Col (Conservatorio di musica di Trieste “G. Tartini”), “Aureliano in Palmira. Dal mito all’opera di Gioacchino Rossini”.

    A seguire, degustazioni di vini e di altre eccellenze produttive della zona: quest’anno accompagneranno gli incontri i prodotti di “Ca’ Tullio”, “Puntin”, “Tarlao” (Aquileia), “Fattoria Clementin” (Terzo di Aquileia), “Denis Montanar” (Villa Vicentina), “Ca’ Bolani” (Cervignano del Friuli), “Azienda agricola Frate” (Isola Morosini).

    Organizzate dal Polo museale del Friuli Venezia Giulia – Museo archeologico nazionale di Aquileia, dall’Associazione Nazionale per Aquileia e dal Consorzio Tutela Vini DOC Friuli Aquileia, quest’anno le conferenze vedono anche la collaborazione della Fondazione Aquileia e dell’”Hotel Patriarchi” di Aquileia.

    Si segnala anche l’apertura serale straordinaria del Museo archeologico nazionale di Aquileia dal 14 luglio al 9 settembre 2017 ogni venerdì sera dalle 19.30 alle 22.30.
    Venerdì 21 luglio alle 20.30 è prevista una visita guidata gratuita alla mostra “Volti di Palmira ad Aquileia”, compresa nel biglietto d’ingresso. Un’altra visita guidata alla mostra, a cura dell’Associazione Studio Didattica Nord Est, è prevista per domenica 23 luglio alle 17.00. Per entrambe le visite la prenotazione è obbligatoria all’indirizzo [email protected] o al numero 0431 91035, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00).

    Per informazioni:
    – Museo archeologico nazionale di Aquileia
    Via Roma, 1, 33051 Aquileia (UD); tel. 0431-91035
    www.museoarcheologicoaquileia.beniculturali.it, [email protected]
    – Associazione Nazionale per Aquileia
    www.facebook.com/aquileianostra, [email protected]

  • Paolo Borsellino. Adesso tocca a me, l’emozione della fiction e la forza della verità

    Domani su Rai 1 il film sugli ultimi 57 giorni del magistrato con immagini d’epoca e ricostruzioni interpretate da attori

    Partecipo come voce narrante a un lavoro fatto con il cuore. Torno spesso a Via D’Amelio quando non c’è nessuno per pensare a ciò che ho perso”.

    Antonio Vullo – unico agente di scorta sopravvissuto alla strage

    Lo sguardo teso di Paolo Borsellino si sovrappone a quello studiato di Cesare Bocci che in un gioco a incastro presta il volto al magistrato ucciso. È un andare e venire di emozioni, di parole, di scene, autentiche e ricostruite, che hanno la forza della verità e la suggestione della fiction.

    Per ricordare i venticinque anni dalla strage di via D’Amelio, proprio nel giorno dell’attentato, domani va in onda su Rai 1 Paolo Borsellino. Adesso tocca a me una docufiction co-prodotta da Rai Fiction e da Aurora Tv per la regia di Francesco Miccichè, con il racconto degli ultimi 57 giorni di Paolo Borsellino, dalla strage di Capaci e quella di Via D’Amelio.  Due mesi di lavoro forsennato contro il tempo per tentare di portare a termine l’indagine ereditata dal suo amico Falcone.

    Nuovo Linguaggio

    Il prodotto, che sarà proiettato nelle scuole, porta avanti l’idea di un nuovo linguaggio che in tv avrà sempre più spazio per la capacità di connettere il Paese alle tematiche più urgenti, un ponte immediato tra il veramente accaduto e la fedeltà della ricostruzione, un gran lavoro di interviste, immagini di repertorio, documentazione attenta. Dice Tinny Andreatta, direttore di Rai Fiction: “il linguaggio è potente se è rigoroso il lavoro che sta dietro, soprattutto negli elementi di approfondimento. Abbiamo iniziato con Libero Grassi su RAI3 e ora si va avanti con un progetto su Mafia Capitale. E la formula si può allargare a personaggi del mondo della cultura popolare e dello spettacolo”.

    A benedire la presentazione in RAI, anche il presidente del Senato Grasso che compare nel documentario ricordando il messaggio di Borsellino, testamento spirituale lanciato nella veglia a San Domenico nel trigesimo della morte di Falcone. Un’orazione funebre rivolta all’amico e a se stesso. Voce narrante e testimone commosso, l’unico agente della scorta a non essere stato ucciso dall’esplosione perché in quel momento stava spostando l’auto: “Non ho pregato, non ho cercato, non mi sono nascosto. E’ successo. Difficile conviverci. Spesso vado a Via D’Amelio, quando non c’è nessuno, per ripensare a quello che ho perso. Il lavoro è stato fatto con il cuore, foto e immagini di cronaca sono ben amalgamate con la fiction. E ha il merito di aprire le porte alle tante verità non dette. In 25 anni di processi e di condanna manca ancora qualcosa. Troppi depistaggi e ritardi, un monito per le nuove generazioni. E’dei giorni scorsi il processo di revisione alla Corte d’Appello di Catania. Buon segno. Dopo Capaci noi della scorta lo vedevamo distante, sempre più isolato”.

    Anche Cesare Bocci si è mosso bene in questo confronto continuo personaggio- persona reale: “Mescolare i due piani è una strada vincente. Nel nostro caso la finzione è sempre appoggiata alla realtà, da lì prende una spinta emozionale. Il mio lavoro si è formato grazie ai tanti film che ho studiato. Mi sono fatto l’idea che la morte di Falcone fosse stata per lui uno spartiacque. Il primo era di un uomo allegro, positivo, incline agli scherzi. C’è l’immagine di lui in bicicletta, senza maglia che sorride e alza le dita in segno di vittoria. Un onore vedere la mia faccia associata alla sua. All’inizio ne ero intimorito, la serietà della documentazione mi ha rassicurato. Se anche gli assomigliassi un decimo nella sua moralità, sarei l’uomo più felice del mondo”.

    E il confronto con quanti hanno interpretato Borsellino prima di lei?

    “Film bellissimi. Ma questo è un lavoro diverso”.

    Fonte: La Stampa

  • Ignazio Deg, “Il tempo che c’è” è il suo primo singolo

    Un soft reggaeton ideale per accompagnare le serate d’estate, perfettamente allineato con lo slow mood dance che sta caratterizzando l’estate 2017.

     

    “Il tempo che c’è” è il titolo del primo singolo di Ignazio Deg (al secolo Ignazio Degirolamo).

    Non sono un cantante, ma un microfono ce l’ho” dichiara Ignazio Deg che da oltre vent’anni fa il vocalist nelle discoteche, nei locali e nelle radio pugliesi. Ho sempre avuto la passione per la musica, mi ha aiutato a darmi la carica soprattutto nei momenti difficili; ma anche per la scrittura dei testi per canzoni che conservavo gelosamente, fino all’incontro fortunato con Marco Gollini della Mad Music Roma. Nello studio di registrazione di Roma ho inciso questo pezzo orecchiabile e dal ritmo estivo.

     

    Guarda qui il videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=AoQtItunsMk&feature=youtu.be

     

    “Il tempo che c’è” è una canzone per l’estate. Il pezzo racconta la storia di un viaggio immaginario in cui il protagonista incontra una ragazza bellissima con cui vive un’esperienza estiva magica ed indimenticabile. Capita spesso ad ognuno di noi di ricordare le avventure estive vissute in passato e quando la nostalgia ci assale abbiamo voglia di fermare il tempo per tornare indietro. È questo il senso della canzone: fermare il tempo per poter rivivere le emozioni di momenti straordinari rimasti impressi nel cuore e nei ricordi.

    A fare da intro al brano, un omaggio alla canzone “Somewhere Over the Rainbow” cantato da Denise Degirolamo.

    Etichetta: SoulMatical 

    Bio

    Ignazio Degirolamo nasce a Mesagne il 10 settembre 1974. Creativo fin da piccolo e con una particolare vocazione per la musica, durante il periodo adolescenziale, negli anni ’90 inizia a collaborare con diverse radio locali come speaker radiofonico. Successivamente intraprende il ruolo di vocalist in varie discoteche della zona, per poi spostarsi in tutta l’Italia. Da li nasce IgnazioDeg. Oltre alla passione musicale, Degirolamo è principalmente giornalista pubblicista e consulente marketing. Diverse le collaborazioni con atisti di fama nazionale.

     

     

     

    Contatti e social

     

    Facebook www.facebook.com/Ignaziodeg-1174362572663345/

    Instagram www.instagram.com/ignaziodegirolamo/

  • “La scala mobile” è il nuovo singolo estratto dall’album di Marco Rò

    Una pop-rock song dal ritmo incalzante ed una melodia orecchiabile da cantare in spiaggia. Una canzone semplice, come lo è in fondo la vita.

     

    A un passo dalla meta c’è un intero viaggio da assaporare lentamente, è questo il senso de “La scala mobile”:

    Un riassunto della mia vita, un treno a duecento all’ora che non ti lascia il tempo di pensare, una tempesta di emozioni, paure, desideri, delusioni e ritrovate certezze da toglierti il fiato. È quella voglia di sognare a tutti i costi, che spesso si infrange con la quotidianità, una scala mobile che percorri al contrario, avendo chiaro il traguardo, ma con l’impressione di continuare a salire, solo per restare fermo. E allora proviamo a voltarci, mettiamoci comodi, e godiamoci il viaggio. Marco Rò

    Prodotto e arrangiato da Fabrizio Palma, mastering by Max Rosati presso R&B Studio – Civitavecchia (RM).

    “A un passo da qui” è il titolo del nuovo disco dove Marco Rò ripercorre le tappe del suo viaggio musicale, dall’Italia alla Gran Bretagna, dalla Russia fino in Siria. Le sonorità pop-rock si mescolano al gusto per la canzone d’autore, attingendo al blues e spaziando nelle contaminazioni. Il titolo dell’album prende spunto dal nome del progetto di sensibilizzazione che Marco porta avanti da qualche anno assieme a Laura Tangherlini, giornalista e conduttrice di Rainews24, sul dramma dei profughi siriani, e si evolve in una riflessione globale sui diversi aspetti della vita di ognuno.

    Etichetta: Romabbella Records

     

    BIO

    MARCO RÒ è un cantautore romano, nato come batterista jazz, innamorato del soul e del blues. Dapprima leader della rock band Clyde (“Senza Controllo” –  2004 Videoradio), intraprende la carriera solista, cantando sogni e realtà con l’ironia e il disincanto di un uomo analogico nell’era digitale. Tanto live in giro per l’Italia e collaborazioni come compositore, cantante e corista in produzioni Rai e Mediaset. Dal suo primo Ep (“Un Mondo digitale” – 2011 Novo Sonum/EDEL), sono estratti i singoli “Un mondo digitale”, “Stato d’influenza” e “Trasparente” in rotazione radiofonica e televisiva. In particolare il brano “Un mondo digitale” è stato scelto come colonna sonora ufficiale del Global Junior Challenge 2012, evento organizzato dalla Fondazione Mondo Digitale sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri. A chiusura di una tournée di 15 date durata un anno e mezzo nella federazione Russia, gira il video del singolo “Mosca mon amour” (2014 – AssoDiemme), presentato a Mosca assieme alla cantante Kira Franka e promosso dall’agenzia di stampa Russia News e da Capital FM 105.3, la prima radio moscovita in lingua inglese.  È stato più volte ospite presso il Teatro della Casa Circondariale di Rebibbia in Roma, anche nell’ambito dell’iniziativa sociale Telethon, ed il brano “Immagini a righe”, contenuto nel suo nuovo disco e che tratta il delicato tema della situazione delle carceri in Italia, vanta l’importante partecipazione del cantautore Marco Conidi.  Da   due   anni   collabora   con   la   giornalista   Laura   Tangherlini (Rainews24)   al   progetto   di sensibilizzazione itinerante “A un passo da qui” dedicato ai rifugiati e ai profughi dalla guerra in Siria che ha raccolto l’interesse di varie associazioni, tra le quali Fonopoli.  Il videoclip del brano omonimo che dà anche il nome al suo nuovo disco, è fra i 4 vincitori del Roma Videoclip 2016, avendo conseguito il Premio FSNews Radio, con motivazione: “Originalità del progetto che unisce nuove sonorità a nuovi stili”. La versione in inglese del brano, dal titolo “One step” è stata registrata presso gli studi dell’Abbey Road Institute di Londra.

     

     

    Contatti e social

     

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  • MI-NY VIENE IN VACANZA CON VOI CON GLI SMALTI PEEL OFF LAC PRÊT-À-PORTER

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    Pronte ad avere unghie dal look sempre diverso anche in vacanza? Gli smalti semipermanenti PEEL OFF LAC PRÊT-À-PORTER MI-NY risultano perfetti per la stagione estiva.
    La rivoluzionaria collezione di smalti semipermanenti permette di applicare lo smalto rapidamente e di toglierlo come un peel off. Le tonalità pensate per la stagione estiva sono: PALE DOGWOOD, rosa soft perfetto per tutte le stagioni, AZALEA, nuance tra il rosa e il tortora, BRICK RED, per tutte le amanti del rosso e del marrone, PINK YARROW, rosa-fucsia per attirare l’attenzione sulle vostre unghie ed infine LAPIS BLUE, per le amanti delle tonalità romantiche come quella del blu.
    Con questi colori della collezione PEEL OFF LAC PRÊT-À-PORTER le vostre unghie si coloreranno della nuance che più preferite, dalle più eleganti a quelle più accattivanti, per sfoggiare mani impeccabili e sempre al top!

     

     

     

     

     

     

    Per ulteriori informazioni:
    Mi-ny
    www.minyshop.com
    Digital PR a cura di Blu Wom Milano
    www.bluwom-milano.com
    [email protected]

  • POLI.design Milano approda a Città Studi Biella

    Nuove collaborazioni e nuove attività formative ai blocchi di partenza

     

    Industria 4.0 richiede oggi processi industriali più intelligenti, più inclusivi e più sostenibili. Il mercato dei tessili tecnici è uno dei comparti più dinamici, grazie ad un settore che ha saputo reinventarsi sulla base di un nuovo modello commerciale, in linea con le necessità della quarta rivoluzione industriale.

    Dall’interazione tra il settore tessile e gli altri settori produttivi sono nate nuove opportunità e campi di applicazione, ultime frontiere di uno scenario in continua evoluzione e orientato verso mercati nei quali le priorità sono diventate le performance, la flessibilità, la funzionalità e l’orientamento al consumatore.

    Un contesto che ha bisogno di manager e professionisti in grado di essere testimoni dei valori della cultura tessile contemporanea e che è diventato terreno fertile di incontro tra Città Studi Biella e POLI.design, ente di formazione fondato nel 1999 dal Politecnico di Milano.

    Due realtà d’eccellenza, con storie e competenze differenti e complementari, che hanno messo a frutto i rispettivi punti di forza: il background formativo di Città Studi Biella, supportato da un network di aziende nazionali e internazionali, al servizio delle competenze tecniche del Sistema Design del Politecnico di Milano (7° Ateneo nel ranking mondiale, 3° in Europa e 1° in Italia nel settore Arts&Design).

    Biella, sede del più antico distretto tessile d’Europa, e Milano, capitale indiscussa della moda e dell’innovazione, in sinergia con il sistema delle imprese, danno il via ad un percorso di perfezionamento scientifico di alta formazione assolutamente nuovo nel suo genere.

    Crediamo fermamente nella validità di questo accordo, che ci auguriamo possa essere il primo tassello di una più ampia collaborazione – afferma Pier Ettore Pellerey, Presidente di Città Studi Biella – POLI.design è un polo di eccellenza mondiale per quanto riguarda il Design, in tutte le sue declinazioni più attuali e Città Studi, da parte sua, conferma la volontà di voler continuare ad operare lungo la direttrice dell’innovazione, come richiesto dal tessuto imprenditoriale che da sempre ci supporta e collabora alle nostre  iniziative”.

    “POLI.design svolge da anni un ruolo di cerniera tra formazione universitaria e mondo delle professioni – sostiene Giuliano Simonelli, Presidente POLI.design – con un approccio fortemente improntato all’innovazione. La collaborazione con Città Studi Biella, che ne condivide la mission, si inserisce in questo filone e va ad ampliare la nostra azione nel settore del tessile, potenziando ancor di più la sinergia con il tessuto produttivo e imprenditoriale. Il Master in Fiber Design rappresenta il primo risultato di questo incontro, destinato a generare future occasioni di scambio e collaborazione”.

    Il primo progetto concreto, nato dall’accordo con POLI.design è il nuovo Master Universitario di 1° livello in Fiber Design and Textile Processes, un percorso didattico unico e innovativo, che affronta il tema del tessile con un taglio del tutto nuovo, unendo il fenomeno della diffusione delle fibre polimeriche all’IoT (Internet delle cose) e allargando l’orizzonte del processo tessile a tutti quegli ambiti in cui i materiali high tech vengono utilizzati.

    Il Master si svolge completamente in lingua inglese e punta a vincere la sfida del tessile, ambito in cui la ricerca si muove a cavallo tra esteticità e funzionalità. Gli “oggetti intelligenti” sono il futuro dell’integrazione uomo macchina e il processo tessile il mezzo idoneo per utilizzare nell’IoT le possibilità messe a disposizione dai nuovi polimeri.

    Trasversalità, innovazione tecnologica e sostenibilità, quindi, al centro del nuovo Master, che mette a fuoco i diversi impieghi tecnici e il design dei prodotti industriali, con uno sguardo sempre attento alla supply chain globale e alle esigenze del mercato.

     

    Ufficio Comunicazione Città Studi Biella:

    Giorgia CIABATTINI, Tel. +39 015 855 11 76 [email protected] www.cittastudi.org

    Ufficio Comunicazione POLI.design Milano:

    Valeria VALDONIO, Tel: +39 02 2399 7201[email protected]  www.polidesign.net