Autore: elenavairani

  • De Gustibus, una guida per importatori stranieri

    Dopo la Guida Vinitaltour – vini italiani in tour – dedicata al meglio della produzione vinicola nazionale, è in arrivo De Gustibus, il catalogo delle eccellenze alimentari italiane e bresciane, una guida destinata agli importatori esteri, in distribuzione dal prossimo anno.
    Ideato dal Gruppo Editoriale Vannini Italia, De Gustibus è una vera e propria guida al meglio della produzione agroalimentare nazionale, presentando schede approfondite relative alla zona di produzione, al tipo di lavorazione effettuato ed alle caratteristiche peculiari di ogni prodotto.

    Una guida ai prodotti tipici italiani

    Contattare direttamente gli esportatori e le catene della gdo per presentare i propri prodotti, per una piccola-media azienda rappresenterebbe infatti una missione costosa e gravosa, da un punto di vista delle risorse e del tempo da impiegare.
    Per questa ragione De Gustibus rappresenta una via privilegiata per la promozione e la vendita di prodotti tipici italiani nel mondo, oltre che un importante contributo contro l’agropirateria.
    L’idea di realizzare un catalogo di prodotti alimentari d’eccellenza è nata come risposta alla crescente esigenza di piccole e medie aziende, operanti nel settore agroalimentare, di ampliare il proprio mercato e vendere vino e alimenti all’estero, senza però dover investire budget importanti.

    Gli importatori stranieri di food

    I buyers degli importatori di food ed in generale i food marketer sono ricercati da tutti gli operatori di questo settore così competitivo e per conquistare la loro fiducia è importante saper valorizzare l’identità specifica di ogni filiera, evidenziare le caratteristiche del territorio ed il tipo di ingredienti, le tecniche di produzione e le specifiche denominazioni.

    Le categorie prodotti inclusi sono:
    pasta;
    legumi e cereali;
    prodotti da forno salati e dolci;
    olio extravergine di oliva;
    aceto;
    spezie;
    sughi, salse e patè;
    salumi;
    formaggi;
    ortaggi e frutta fresca;
    biscotti;
    marmellate e confetture;
    miele;
    creme dolci spalmabili;
    cioccolato;
    caffè;
    gelato e basi gelato;
    dolci tipici.

    Una rivista per il Made in Italy

    Le quattro edizioni annuali del catalogo De Gustibus, una per ogni stagione, verranno inviate Da Vannini Editrice a 15.000 importatori di food stranieri, mettendo direttamente in contatto i produttori con gli importatori e i distributori, per far nascere nuove relazioni commerciali.
    Per saperne di più o conoscere le modalità di inserimento nella prima edizione della guida, visita: www.degustibus.it o contatta Vannini Editrice telefonicamente al numero: 030 313374 Ext 3.

  • Le esportazioni di pasta italiana all’estero

    La produzione e l’export di pasta in Italia

    La produzione italiana di pasta offre una grande varietà di tipi di pasta, sia per quanto riguarda il formato o l’abbinamento tra grani diversi.
    Sia la pasta artigianale che la pasta industriale sono considerate eccellenze del Made in Italy e ricoprono una posizione di primato.
    In base alle stime dell’International Pasta Organisation 2016, nel 2015 sono stati prodotti 14,3 milioni di tonnellate di pasta e l’Italia è in cima alla classifica sia dei produttori che dei consumatori.
    I tre principali produttori di pasta nel mondo sono nell’ordine l’Italia con 3,2 milioni di tonnellate, gli Usa con 2 milioni e la Turchia con 1,3 milioni.

    Pasta artigianale e pasta industriale

    In Italia gran parte della pasta acquistata è pasta industriale, mentre la pasta artigianale copre solo l’ 1,5% del mercato.
    La differenza tra pasta industriale ed artigianale dipende fondamentalmente dal tipo di azienda che la produce; dalla grandezza degli impianti, al tipo di macchinari impiegati e dalla quantità di pasta prodotta annualmente.
    Da considerare anche la scelta delle materie prime; più lo stabilimento è piccolo più la qualità della semola deve essere elevata.
    Un pastificio artigianale può anche offrire con più facilità nuovi formati, appositamente realizzati per preparare piatti della tradizione.

    Altri elementi che caratterizzano la pasta prodotta in modo artigianale sono la colorazione e la cottura non sono uniformi ed infine il prezzo di vendita al pubblico. Le paste industriali costano infatti un media 1,50 € al chilo, mentre quelle artigianali possono costare anche 6 € al chilo.

    L’etichettatura di pasta fresca e secca

    In commercio si trovano sia pasta secca che pasta fresca, prodotti molto diversi tra loro, come evidenziato anche dall’etichetta.
    Sulle confezioni di pasta secca è obbligatorio riportare le informazioni relative al produttore e/o confezionatore, il numero di lotto, la tabella nutrizionale e il termine minimo di conservazione, che può essere indicato solo con il mese e l’anno.
    Per quanto riguarda invece la composizione degli ingredienti, nella pasta di semola di grano duro sono solo grano duro o semola di grano duro o al massimo semolato di grano duro, con acqua.
    La pasta senza glutine invece è ottenuta da farine di mais e di riso, può contenere additivi chimici, in particolare l’E471, i mono e digliceridi degli acidi grassi e degli emulsionanti.
    La pasta di kamut è prodotta con grano Khorasan. Molto amata da salutisti questa farina, come evidenziato da studi scientifici, da un punto di vista nutrizionale, non risulta più digeribile o più sana della semola di grano duro.

    Pasta fresca e pasta ripiena

    Per la pasta fresca all’uovo, sfusa o confezionata, è indispensabile che la quantità di uova o di ovoprodotto raggiunga il 20%.
    Sull’etichetta deve essere presente la denominazione di vendita ‘Pasta all’uovo’ e la lista degli ingredienti: tipo di farina, percentuale di uova o di ovoprodotto, presenza di glutine, oltre naturalmente alla data di scadenza.
    Per la pasta ripiena, l’etichetta deve contenere la denominazione di vendita, che può contenere il nome dell’ingrediente principale e nella lista degli ingredienti, non deve mancare la percentuale dei singoli ingredienti.
    Sull’etichetta si trovano poi le raccomandazioni per gli intolleranti e i tipi di sostanze impiegate nello stabilimento in cui è prodotta e confezionata la carne, le modalità di conservazione e la precisazione “confezionata in atmosfera protettiva”.

     

    Esportare pasta italiana di qualità

    Come sempre il mercato estero della pasta è dominato dalle grandi aziende italiane, mentre le piccole realtà produttive locali, le eccellenze del Made in Italy ed i prodotti tipici faticano a raggiungere i consumatori stranieri.
    Per incontrare le esigenze delle piccole aziende che operano nel settore agroalimentare e che desiderano far conoscere la propria produzione nel mondo, Vannini Editrice sta realizzando De Gustibus, una guida per importatori stranieri.
    De Gustibus rappresenta quindi una via privilegiata per la vendita di prodotti tipici italiani nel mondo, come pasta fresca, parta secca, pasta senza glutine, pasta con semola 100% italiana, pasta ripiena o pasta integrale. La guida mette direttamente in contatto i produttori con gli importatori e i distributori, per far nascere nuove relazioni commerciali.
    La guida De Gustibus viene periodicamente inviata a circa 15.000 importatori stranieri europei ed extraeuropei, per favorire la nascita di relazioni e contatti verso nuovi mercati ed incrementare l’export nazionale del settore agroalimentare.
    Se vuoi diventare un nostro partner ed avere una vetrina dedicata alla tua azienda sulla nostra guida, compila il form sul sito ufficiale e verrai contattato da un nostro responsabile.

  • L’export dei prodotti tipici Made in Italy nel mondo

    Secondo i dati rilasciati dal Ministero dello Sviluppo Economico, l’export del settore agroalimentare è in crescita.
    Sono molti i paesi che importano prodotti tipici italiani, tanto che le esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy nella prima parte del 2017 hanno fatto segnare un balzo del 10%.
    Da una analisi della Coldiretti, presentata in occasione dell’inaugurazione di Tuttofood, alla Fiera di Milano, il prodotto alimentare italiano più venduto all’estero resta sempre il vino.  Il vino è seguito dalla frutta fresca e trasformata, dagli ortaggi freschi e trasformati, da animali, carni e salumi, latte e derivati, pasta e olio di oliva.
    Circa i due terzi dei prodotti alimentari esportati nel 2017 sono stati venduti nei Paesi dell’Unione Europea, il resto in Nordamerica, Asia ed Oceania.

    Uniti contro l’agropirateria

    Un aspetto importante da considerate quando parliamo di export agroalimentare italiano è quello relativo alla tutela contro l’agropirateria internazionale, un mercato parallelo che fattura oltre 60 miliardi di euro, sfruttando in modo improprio la terminologia, i colori, le immagini delle località, ma anche le denominazioni e le ricette italiane, per vendere prodotti falsificati, che non hanno nulla a che fare con il nostro Paese.
    Come purtroppo risulta da uno studio pubblicato dalla Coldiretti, all’estero sono falsi quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre. I formaggi sono in cima alla classifica, seguiti da olio extravergine di oliva, conserve e prodotti ortofrutticoli come il pomodoro San Marzano. I leader delle falsificazioni? Gli Stati Uniti, mentre le le imitazioni sono molto diffuse dall’Australia al Sud America, ma anche in Europa.

    Difendere l’export tipico italiano

    La grande distribuzione opera già da molto tempo con successo nel settore dell’export tipico italiano, tanto che sono moltissime le aziende italiane che vendono i propri alimenti, vini e specialità gastronomiche nel mondo. Proporre e vendere agli importatori i prodotti tipici italiani è però abbastanza complesso per tutte quelle piccole e medie aziende italiane che non trovano spazio nei canali della grande distribuzione, a causa della concorrenza e dei costi difficili da sostenere.
    Per incontrare le esigenze delle piccole medie imprese che vogliono far conoscere la propria produzione nel mondo, Vannini Editrice sta realizzando De Gustibus, una guida – catalogo per importatori stranieri.
    De Gustibus rappresenta quindi una via privilegiata per la vendita di prodotti tipici italiani nel mondo, poiché mette direttamente in contatto i produttori con gli importatori e i distributori, per far nascere nuove relazioni commerciali. I buyers degli importatori di food ed in generale i food marketer sono ricercati da tutti gli operatori di questo settore così competitivo e per conquistare la fiducia degli importatori è importante rivolgersi a realtà consolidate e specializzate.
    La guida De Gustibus verrà inviata a circa 15.000 importatori stranieri europei ed extraeuropei, per favorire la nascita di relazioni e contatti verso nuovi mercati ed incrementare l’export nazionale del settore agroalimentare. Contattare direttamente gli esportatori e le catene della gdo rappresenterebbe per una piccola media azienda infatti una missione costosa e gravosa da un punto di vista delle risorse e del tempo da impiegare.

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  • Come contattare gli importatori stranieri di food

    Secondo i dati rilasciati dal Ministero dello Sviluppo Economico, l’export del settore agroalimentare è in crescita e sono molti i paesi che importano prodotti tipici italiani, tanto che le esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy nella prima parte del 2017 hanno fatto segnare un balzo del 10%.

    L’analisi Coldiretti

    Da una analisi della Coldiretti, presentata in occasione dell’inaugurazione di Tuttofood, alla Fiera di Milano, il prodotto alimentare italiano più venduto all’estero resta sempre il vino, seguito dalla frutta fresca e trasformata, dagli ortaggi freschi e trasformati, da animali, carni e salumi, latte e derivati, pasta e olio di oliva.
    Circa i due terzi dei prodotti alimentari esportati nel 2017 sono stati venduti nei Paesi dell’Unione Europea, il resto in Nordamerica, Asia ed Oceania.

    Export agroalimentare italiano: alcune informazioni

    Un aspetto importante da considerate quando parliamo di export agroalimentare italiano è quello relativo alla tutela contro l’agropirateria internazionale, un mercato parallelo che fattura oltre 60 miliardi di euro, sfruttando in modo improprio la terminologia, i colori, le immagini delle località, ma anche le denominazioni e le ricette italiane, per vendere prodotti falsificati, che non hanno nulla a che fare con il nostro Paese. Come purtroppo risulta da uno studio pubblicato dalla Coldiretti all’estero sono falsi quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre, con i formaggi in cima alla classifica, seguiti da olio extravergine di oliva, conserve e prodotti ortofrutticoli come il pomodoro San Marzano. I leader delle falsificazioni? Gli Stati Uniti, mentre le le imitazioni sono molto diffuse dall’Australia al Sud America, ma anche in Europa.

    Qualità Made in Italy contro l’agropirateria

    La grande distribuzione opera già da molto tempo con successo nel settore dell’export tipico italiano, tanto che sono moltissime le aziende italiane che vendono i propri alimenti, vini e specialità gastronomiche nel mondo. Proporre e vendere agli importatori i prodotti tipici italiani è però abbastanza complesso per tutte quelle piccole e medie aziende italiane che non trovano spazio nei canali della grande distribuzione, a causa della concorrenza e dei costi difficili da sostenere.
    Per incontrare le esigenze delle piccole medie imprese che vogliono far conoscere la propria produzione nel mondo, Vannini Editrice sta realizzando De Gustibus, una guida – catalogo per importatori stranieri.
    De Gustibus rappresenta quindi una via privilegiata per la vendita di prodotti tipici italiani nel mondo, poiché mette direttamente in contatto i produttori con gli importatori e i distributori, per far nascere nuove relazioni commerciali. I buyers degli importatori di food ed in generale i food marketer sono ricercati da tutti gli operatori di questo settore così competitivo e per conquistare la fiducia degli importatori è importante rivolgersi a realtà consolidate e specializzate.
    La guida De Gustibus verrà inviata a circa 15.000 importatori stranieri europei ed extraeuropei, per favorire la nascita di relazioni e contatti verso nuovi mercati ed incrementare l’export nazionale del settore agroalimentare. Contattare direttamente gli esportatori e le catene della gdo rappresenterebbe per una piccola media azienda infatti una missione costosa e gravosa da un punto di vista delle risorse e del tempo da impiegare.

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  • Vini italiani in tour all’estero

    Secondo le ultime analisi della Coldiretti: ’Il vino Made in Italy ha conquistato nel 2016 la leadership mondiale nella produzione, con circa 50 milioni di ettolitri e ha aumentato del 3% il valore dell’export, raggiungendo il massimo storico di sempre: 5,6 miliardi.
    Il settore enologico, pur con i suoi storici alti e bassi, è da sempre molto indicativo per il nostro Paese, ed i numeri dei rossi e bianchi italiani parlano di un fatturato sempre in crescita.
    Il 2016 in particolare ha chiuso con un secondo colpo di coda dei vini fermi, portando le esportazioni italiane al loro massimo storico di 5582 milioni di euro, per una crescita del 4.4% sullo scorso anno. Leader della crescita del mercato enologico ha avuto la regione Veneto che si è confermata la principale regione produttrice seguita da Emilia, Romagna, Piemonte,

    L’export del settore enologico

    L’export di vini italiani è cresciuto soprattutto in Francia (+5%), Stati Uniti (+3%), Australia (+14%) e Spagna (+1%); dati che comprendono lo strabiliante risultato dello spumante italiano che, in Francia ha aumentato le vendite del +57%.
    Ne risulta quindi che il vino Made in Italy consumato all’estero è addirittura superiore a quello bevuto in Italia.
    Secondo i dati statistici analizzati dalla Coldiretti, gli Stati Uniti acquistano soprattutto il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Pinot Grigio, il Barolo e il Prosecco, mentre la Germania predilige Prosecco, Amarone della Valpolicella e al Collio.

    La vendemmia 2016 – ricorda la Coldiretti – ha coinvolto 650mila ettari di vigne, dei quali ben 480mila Docg, Doc e Igt e oltre 200mila aziende vitivinicole. La ricaduta occupazionale riguarda sia per le persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio. Il futuro dell’export vitivinicolo del Made in Italy deve essere sostenuto valorizzando le caratteristiche e la specificità del territorio, che rappresenta la vera ricchezza del nostro Paese.

    Un catalogo per importatori di vino

    Per offrire un punto di riferimento per gli importatori stranieri di vini è nato il progetto Vinitaltour, un network specializzato per la proposta di vini ricercati e vini di qualità, in grado di mettere in contatto direttamente il produttore con il rivenditore, accorciando in questo modo la filiera tradizionale.
    L’organizzazione mira infatti alla promozione e rappresentanza della cultura, del turismo, dell’enogastronomia, dell’arte, del lifestyle e di tutto ciò che rappresenta l’eccellenza italiana nel mondo. Ideato dal Gruppo Editoriale Vannini talia Amica Mia mira a rappresentare le aziende e le realtà presenti sul territorio, aprendo relazioni e contatti verso nuovi mercati, per incrementare al contempo l’export del settore enogastronomico.
    Vinitaltour contribuisce alla promozione del Made in Italy nel mondo promuovendo sul mercato internazionale vini autoctoni italiani – con vini bianchi, vini rossi, vini rosè e spumanti – valorizzandone i territori d’origine e le aziende produttrici. Forte della collaborazione con alcuni dei Consorzi nazionali di tutela dei vini italiani, Vinitaltur vuole dare un supporto tangibile alle aziende per presentare i loro vini e commercializzarli all’estero.

    Promozione del vino Made in Italy

    Esistono infatti innumerevoli cantine di produzione con piccoli vigneti italiani, che riscontrano difficoltà nell’esportazione di vino, a causa delle accise e delle innumerevoli normative vigenti sull’export di vini e prodotti enogastronomici.
    Vinitaltour mette la propria esperienza e la propria conoscenza al servizio delle piccole medie aziende, che desiderano vendere i propri vini, stimolando l’interesse di un pubblico internazionale di addetti del settore.
    Visita il sito o contattaci per saperne di più sulla prossima guida per importatori in uscita in autunno 2017.

  • Il miele italiano nel mondo

    Il miele si può acquistare sugli scaffali dei qualunque supermercato, nei negozi di alimentari e nelle gastronomie e sempre più spesso anche nei mercatini e sulle bancarelle.
    Ma come si riconosce un vasetto di miele italiano?

    L’importanza dell’etichetta

    Fortunatamente, già dal primo agosto 2004 è previsto l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, per evitare adulterazioni e frodi e tutelare gli apicoltori. Piante diverse danno nettari diversi e di conseguenza mieli diversi.

    La differenziazione in mieli monofloreali è data da una presenza rilevante su un territorio di una fioritura attraente per le api, ma in parte anche dalla maestria dell’apicoltore, che eventualmente trasporta appositamente le api su questa fioritura ed estrae il miele monofloreale evitando la contaminazione con raccolti da specie diverse.
    Il miele monofloreale può essere riconosciuto dal colore, dal profumo e dal sapore caratteristici, in base al tipo di fiori utilizzati, come robinia, castagno, cardo, tiglio e trifoglio. Se invece le api raccolgono diverse fioriture contemporaneamente, il loro miele sarà misto, quindi denominato miele millefiori.

    L’andamento del mercato del miele

    Purtroppo il 2016 è stato il peggior anno degli ultimi trentacinque per il settore degli apicoltori, perché a causa dei cambiamenti climatici, l’eccessivo impiego dei pesticidi in agricoltura si è segnato un calo produttivo del 70%, su tutto il territorio nazionale.
    Le conseguenze negative hanno portato un incremento dei prezzi di mercato e l’ingresso in Italia di miele di importazione di dubbia provenienza e qualità.

    Per incontrare le esigenze delle piccole aziende che operano nel settore dell’apicoltura e che desiderano far conoscere la propria produzione nel mondo, Vannini Editrice sta realizzando De Gustibus, una guida – catalogo per importatori stranieri.

    De Gustibus rappresenta quindi una via privilegiata per la vendita di prodotti tipici italiani nel mondo, come miele italiano, confetture e salse, poiché mette direttamente in contatto i produttori con gli importatori e i distributori, per far nascere nuove relazioni commerciali. La guida De Gustibus verrà inviata a circa 15.000 importatori stranieri europei ed extraeuropei, per favorire la nascita di relazioni e contatti verso nuovi mercati ed incrementare l’export nazionale del settore agroalimentare. Contattare direttamente gli esportatori e le catene della gdo rappresenterebbe per una piccola media azienda infatti una missione costosa e gravosa da un punto di vista delle risorse e del tempo da impiegare.

    Se vuoi diventare un nostro partner ed avere una vetrina dedicata alla tua azienda sulla nostra guida, compila il form sul sito ufficiale e verrai contattato da un nostro responsabile.

     

  • Vinitaltour – vini italiani in tour: dai produttore all’importatore

    Sei alla ricerca di un  modo per vendere vini italiani all’estero ? O di un esportatore che possa aiutarti a commercializzare il vino prodotto dalla tua azienda nel resto d’Europa ed in America?
    Vinitaltour è la guida per gli importatori esteri di vino, specializzata nella proposta di piccole eccellenze italiane, pensata per valorizzare le piccole e medie realtà del Made in Italy.L’Italia è leader nel mondo per la produzione e la commercializzazione di vino rosso, vino bianco, vino rosè e spumante ed offre davvero un panorama molto variegato.

    Guida per importatori stranieri di vino

    Per offrire un punto di riferimento per gli importatori stranieri di vini è nato il progetto Vinitaltour, un network specializzato per la proposta di vini italiani, in grado di mettere in contatto direttamente il produttore con il rivenditore, accorciando in questo modo la filiera tradizionale.

    Promozione Made in Italy

    L’organizzazione mira infatti alla promozione e rappresentanza della cultura, del turismo, dell’enogastronomia, dell’arte, del lifestyle e di tutto ciò che rappresenta l’eccellenza italiana nel mondo. Ideato dal Gruppo Editoriale Vannini talia Amica Mia mira a rappresentare le aziende e le realtà presenti sul territorio, aprendo relazioni e contatti verso nuovi mercati, per incrementare al contempo l’export del settore enogastronomico.
    Vinitaltour contribuisce alla promozione del Made in Italy nel mondo promuovendo sul mercato internazionale vini autoctoni italiani – con vini bianchi, vini rossi, vini rosè e spumanti – valorizzandone i territori d’origine e le aziende produttrici. Forte della collaborazione con alcuni dei Consorzi nazionali di tutela dei vini italiani, Vinitaltur vuole dare un supporto tangibile alle aziende per presentare i loro vini e commercializzarli all’estero.

    Guida ai piccoli vigneti italiani

    Esistono infatti innumerevoli cantine di produzione con piccoli vigneti italiani, che riscontrano difficoltà nell’esportazione di vino, a causa delle accise e delle innumerevoli normative vigenti sull’export di vini e prodotti enogastronomici.
    Vinitaltour mette la propria esperienza e la propria conoscenza al servizio delle piccole medie aziende, che desiderano vendere i propri vini, stimolando l’interesse di un pubblico internazionale di addetti del settore.
    Visita il sito o contattaci per saperne di più sulla prossima guida per importatori in uscita in autunno 2017.

  • Far conoscere agli importatori e vendere i vini italiani nel mondo

    La vostra azienda vinicola produce vini pregiati e ricercati, ma è conosciuta solo in Italia? O siete alla ricerca di un importatore estero di vini che vi possa aiutare a vendere il vino prodotto dalla vostra azienda nel resto d’Europa e nel mondo?
    Vinitaltour è la guida per gli importatori stranieri di vino, specializzata nella proposta di piccole eccellenze italiane, pensata per valorizzare le piccole e medie realtà del Made in Italy.

    Una guida per importatori dedicata alle piccole cantine

    Vinitaltour è infatti un network specializzato per la proposta di vini ricercati e vini di qualità, in grado di mettere in contatto direttamente il produttore con il rivenditore, accorciando in questo modo la filiera tradizionale.
    Promuovendo la produzione vitivinicola nazionale, il catalogo dei vini di Vinitaltour rappresenta l’eccellenza italiana nel mondo, offrendo una panoramica sulle cantine di ogni regione o consorzio di produzione.
    Ideato dal Gruppo Editoriale Vannini Italia, la rivista presenta schede approfondite riguardo alla produzione delle realtà presenti sul territorio e viene inviata a tutti gli importatori stranieri, per favorire la nascita di relazioni e contatti verso nuovi mercati ed incrementare l’export nazionale del settore enogastronomico.

    Il meglio della produzione vitivinicola

    L’idea di realizzare una guida alla produzione vitivinicola italiana è nata come risposta alla crescente esigenza di piccole e medie aziende di ampliare il proprio mercato e vendere vino all’estero, senza però dover investire budget importanti.
    I buyers degli importatori di vino sono ricercati da tutti gli operatori di questo settore così competitivo e per conquistare la fiducia degli importatori di vino è importante rivolgersi a realtà consolidate e specializzate. In questo modo è più semplice valorizzare l’identità specifica di ogni cantina, evidenziare le caratteristiche del territorio ed il tipo di vitigno coltivato, le tecniche di produzione e la quantità di bottiglie prodotte.

    Trovare nuovi clienti all’estero

    Trovare nuovi importatori e wine buyer per la propria cantina richiede un investimento in tempo e in denaro. Vinitaltour offre la propria esperienza acquisita alle piccole e medie realtà produttive nazionali, assicurando visibilità al Made in Italy nel mondo, promuovendo sul mercato internazionale vini autoctoni italiani – con vini bianchi, vini rossi, vini rosè e spumanti – valorizzandone i territori d’origine e le aziende produttrici.

    I Consorzi per la tutela dei vini nazionali

    Forte della collaborazione con alcuni dei Consorzi nazionali di tutela dei vini italiani, Vinitaltur vuole dare un supporto tangibile alle aziende per presentare i loro vini e commercializzarli all’estero. La nuova guida è in lavorazione, visita il sito ufficiale o contatta gli uffici per saperne di più su come poter inserire la tua azienda nel catalogo degli importatori.