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  • Premio Miami a cura di Salvo Nugnes, vetrina internazionale per l’arte contemporanea

    Torna il Premio Miami, significativa iniziativa internazionale dedicata alla promozione dell’arte contemporanea. Ideato da Salvo Nugnes, curatore d’arte, scrittore e giornalista, il progetto nasce per favorire il dialogo culturale tra Italia e Stati Uniti, offrendo una vetrina d’eccellenza a pittori, scultori, poeti e fotografi desiderosi di affermarsi nel panorama artistico mondiale.

    Il Premio rappresenta un riconoscimento di alto profilo, volto a sostenere la creatività e a valorizzare le nuove tendenze dell’arte. Il prestigio dell’iniziativa è ulteriormente rafforzato dal sostegno istituzionale del Sindaco e del Console di Miami, che ne sanciscono il respiro e la rilevanza internazionale. Accanto a Nugnes, partecipano alla manifestazione anche autorevoli figure del panorama culturale di Miami, insieme a personalità di rilievo del mondo giornalistico e artistico italiano, tra cui Silvana Giacobini, già direttrice di Chi e Diva e Donna, Maddalena Baldini, giornalista, ed Elena Gollini, curatrice d’arte e blogger.

    Un appuntamento che celebra l’arte senza confini, nato per unire culture, visioni e talenti in un’unica, prestigiosa cornice globale.

  • Economia globale, il forum dei potenti potrebbe traslocare da Davos

    Il tradizionale appuntamento con il World Economic Forum, uno degli eventi più importanti per l’economia globale, che si svolge da decenni nella sede alpina di Davos in Svizzera, in futuro potrebbe cambiare location.

    Da evento elitario a evento clou per l’economia globale

    davos forumQuando la fondazione “WEF” cominciò a organizzare questo meeting a Davos, era una specie di club per le élite manageriali europee. Piano piano però ha esteso la sua partecipazione sia a livello numerico sia a livello di contenuti. Oggi coinvolge regolarmente decine di migliaia di partecipanti ed è diventato uno degli eventi più importanti per l’economia globale.

    Sono presenti capi di Stato, i governatori delle maggiori banche centrali come FED e Banca centrale Europea ma anche esponenti di primo piano della politica e dell’economia internazionale, con intellettuali e giornalisti selezionati.

    L’incontro tra i potenti

    Questo incontro fra i potenti diventa occasione per discutere dei temi più caldi del momento per l’economia globale. Quello del 2026, ad esempio, ha come fulcro il tema del commercio e la politica tariffaria americana, ma anche le tensioni legate alla Groenlandia. Dagli interventi degli esponenti di spicco dell’economia globale, gli investitori di tutto il mondo traggono segnali in tempo reale sulle future tendenze geopolitiche ed economiche.

    I problemi legati alla location

    Con il crescere delle dimensioni e dell’importanza, è diventato sempre meno comodo svolgerlo nel piccolo paesino svizzero. La carenza di alloggi, il costo elevato della sicurezza, le infrastrutture fisiche abbastanza limitate sono tra i maggiori problemi evidenziati dai funzionari del WEF.

    L’idea di traslocare da Davos è stata lanciata da Larry Fink. Costui è presidente di Blackrock e co-presidente ad interim del consiglio di amministrazione del World Economic Forum. Non si può quindi parlare di un semplice rumors ma di un’ipotesi molto concreta. L’idea sarebbe quella di spostare il summit verso altre sedi, a rotazione, tanto negli Stati Uniti quanto in Europa. Al tempo stesso verrebbe ridisegnata la stessa struttura del forum sull’economia globale, che da molti è ritenuto troppo elitario perché coinvolge solo i leader politici e imprenditoriali.

    Favorevoli e contrari

    Ovviamente come in tutti i cambiamenti ci sono delle resistenze da affrontare. I direttori del WEF hanno sottolineato l’importanza storica della sede di Davos anche sotto il profilo turistico, ragione per cui il governo svizzero si oppone al cambio di sede. Anche alcuni dei funzionari del forum continuano a sostenere la candidatura Svizzera.

  • Cavi scaldanti: alleati invisibili ma indispensabili negli impianti industriali

    Sistemi chiave per assicurare la regolarità dei processi industriali e prevenire blocchi, malfunzionamenti e consumi energetici eccessivi in impianti con fluidi e infrastrutture di stoccaggio

    Biassono, agosto 2025 – Temperature troppo rigide, fluidi che si solidificano, linee produttive che si bloccano improvvisamente: in ambito industriale, questi imprevisti possono compromettere la continuità operativa, rallentare i processi e generare costi significativi. La soluzione? È spesso discreta, ma altamente efficace: il cavo scaldante.

    Si tratta di un sistema elettrico che, installato lungo le tubazioni, attorno a serbatoi o su specifici componenti dell’impianto, mantiene il calore all’interno delle linee fluide, impedendo che liquidi, soluzioni o materiali viscosi si raffreddino o si congelino. In questo modo si evitano danni strutturali, fermi macchina e sprechi energetici, garantendo maggiore stabilità operativa, soprattutto nei mesi invernali o in ambienti esterni non riscaldati.

    Numerosi sono i settori in cui i cavi riscaldanti trovano applicazione: dalle industrie chimiche, che devono mantenere costante la temperatura di reagenti e miscele, agli impianti agroalimentari, dove è necessario preservare fluidità e qualità dei prodotti durante il trasporto o lo stoccaggio. Anche il comparto farmaceutico, con i suoi rigorosi standard di conservazione, e gli impianti di trattamento acque, spesso esposti a intemperie o cicli termici severi, traggono grandi benefici da queste soluzioni.

    Temar, realtà italiana specializzata nel riscaldamento elettrico industriale, propone una gamma completa di cavi scaldanti e accessori in grado di rispondere a esigenze tecniche diversificate. Tra le soluzioni disponibili figurano cavi autoregolanti, facili da installare, da tagliare direttamente in cantiere e non necessitano termostati di controllo; i cavi a potenza costante, ideali per impianti con condizioni operative stabili; e i cavi a resistenza, progettati per applicazioni che richiedono un controllo più mirato del calore.

    Oltre alla fornitura, la corretta progettazione dell’impianto è essenziale per garantirne efficienza e durata nel tempo. Dalla scelta della tipologia di cavo alla sua lunghezza, dalla potenza al sistema di controllo, ogni elemento deve essere calibrato in base alle caratteristiche dell’impianto e all’ambiente di utilizzo. Questa è la forza di Temar, che consta al suo interno un team di tecnici e ingegneri in grado di progettare l’impianto di tracciatura elettrica più complesso.

    In un contesto dove ogni componente incide sulla produttività, i cavi scaldanti si confermano una tecnologia invisibile ma strategica. Affidarsi a soluzioni specialistiche significa proteggere l’infrastruttura e migliorare sicurezza, efficienza energetica e continuità operativa.

  • Auto Mercedes fa rumore a freddo: cosa fare?

    Quando una Mercedes inizia a produrre rumori insoliti, in particolare a motore freddo, è naturale che sorgano preoccupazioni. Questo tipo di fenomeno può manifestarsi in diverse forme, da un leggero ticchettio a un suono più marcato, e spesso scompare una volta che il motore raggiunge la sua temperatura operativa.

    Comprendere le possibili cause e sapere come agire è essenziale per mantenere l’efficienza e la sicurezza del veicolo. Affrontare tempestivamente il problema può prevenire danni maggiori e costosi interventi.

    L’importanza del motore a freddo

    Il motore di un’auto, quando è freddo, si comporta in modo diverso rispetto a quando è in temperatura. Le tolleranze tra le parti metalliche sono maggiori e l’olio motore, più denso, impiega più tempo a raggiungere ogni componente.

    Questo può portare a suoni che, in condizioni normali, non si sentirebbero. Il primo avvio è un momento delicato, e picchiettii o vibrazioni possono indicare che qualcosa non funziona perfettamente nel sistema. È importante distinguere tra un rumore normale, legato al riscaldamento del motore, e un suono che segnala un’anomalia.

    Possibili cause del rumore a freddo

    Diversi elementi possono essere all’origine di un rumore anomalo a motore freddo. Una delle prime verifiche da effettuare riguarda la manutenzione, in particolare il cambio dell’olio motore e la sua tipologia. Un olio non idoneo o esausto può non lubrificare correttamente le parti, causando attriti e rumori.

    Alcuni rumori, come un “ta-ta-ta-ta” percepito a bassi giri in prima o seconda marcia, possono suggerire problemi al volano. Questo componente, essenziale per la trasmissione del moto, se danneggiato può produrre vibrazioni o battiti.

    Un’altra causa comune, specialmente nei motori diesel, può essere legata agli iniettori. Se uno o più iniettori non funzionano correttamente, possono causare singhiozzi o un rumore di battito. Questo si verifica spesso quando il motore è molto freddo e tende a sparire una volta raggiunta la temperatura.

    Anche il filtro del gasolio, se sporco o intasato, può influire sul corretto funzionamento degli iniettori e sulla combustione. Un’improvvisa perdita di potenza, anche se temporanea, può essere un segnale di problemi agli iniettori.

    Quando il rumore è legato alla trasmissione

    In alcuni casi, il rumore o il singhiozzo a freddo possono essere erroneamente attribuiti al motore, mentre la causa risiede nella trasmissione. Se si verificano strattoni o singhiozzi leggeri a velocità e marcia costanti, soprattutto sui 1500 giri, è meno probabile che la frizione sia la causa diretta.

    La frizione è più coinvolta durante i cambi di marcia o l’avvio. Verificare la trasmissione è prudente. Tuttavia, è sempre opportuno considerare tutte le possibilità e non escludere a priori nessun componente.

    La soluzione

    Indipendentemente dalla causa sospetta, la cosa migliore da fare quando la propria Mercedes produce rumori anomali a freddo è rivolgersi a professionisti. Tentare diagnosi fai da te o affidarsi a meccanici non specializzati può portare a valutazioni errate e, potenzialmente, a danni maggiori.

    La diagnosi corretta è essenziale, e le officine Mercedes Benz autorizzate dispongono di attrezzature diagnostiche specifiche e personale altamente qualificato, in grado di identificare con precisione la causa del rumore. Solo un’analisi approfondita può garantire una riparazione efficace e duratura, preservando le prestazioni e il valore del veicolo.

  • FLOWERTIME: Bruxelles quest’estate si veste di fiori

    C’è un momento, ogni due anni, in cui il cuore di Bruxelles sboccia: le porte del Municipio che domina la Grand Place, solitamente chiuse al pubblico, si aprono in via straordinaria e, sala dopo sala, l’eleganza dell’architettura gotica incontra la delicatezza dei fiori, trasformando uno dei luoghi più iconici della Capitale delle Capitali in uno scenario incantato. Questo momento si chiama FLOWERTIME, ed è una delle esperienze più affascinanti che Bruxelles ha da offrire, perfetta per chi desidera vivere la città in modo sorprendente, anche in pieno agosto.

    L’evento FLOWERTIME

    Giunta alla sua settima edizione, FLOWERTIME torna dal 13 al 17 agosto 2025 con un nuovo tema ispirato alla creatività: un raffinato omaggio alla moda e all’arte tessile, linguaggi espressivi che influenzano l’estetica e il senso del bello. A interpretare questa suggestione saranno 30 artisti floreali, chiamati a reinventare 15 sale storiche del Municipio con oltre 100.000 fiori freschi, dando vita a installazioni poetiche e multisensoriali, tra intrecci di petali, colori intensi, profumi avvolgenti e dettagli ispirati al mondo dell’haute couture.

    E se l’atmosfera dentro il Municipio sa incantare, basta guardare in alto per scoprire un’altra meraviglia: anche la torre, alta 96 metri, aprirà eccezionalmente al pubblico in occasione dell’evento. Chi vorrà potrà salire i 200 gradini della scala a chiocciola per raggiungere il punto panoramico e lasciarsi stupire da una vista mozzafiato sulla città.

    Le parole di Ursula Jone Gandini, Direttore Italia Ufficio del Turismo di Bruxelles

    Nata dalla stessa squadra che organizza il celebre Tapis de Fleurs nella Grand Place, FLOWERTIME si svolge in alternanza biennale con il celebre tappeto di fiori e attira ogni volta migliaia di visitatori da tutta Europa: “Eventi come FLOWERTIME rappresentano un valore aggiunto per la città – commenta Ursula Jone Gandini, Direttore Italia Ufficio del Turismo di Bruxelles – perché animano Bruxelles anche nei mesi più caldi e contribuiscono a stimolare il turismo con proposte culturali di grande qualità. La città non si spegne mai: è viva, accogliente, sempre pronta a offrire esperienze coinvolgenti e adatte a tutti”.

    Romantico, elegante e aperto a ogni tipo di pubblico, FLOWERTIME è molto più di una mostra floreale: è un invito a guardare la città con occhi nuovi, tra arte, profumi e meraviglia.

  • La sostenibilità? Vera, visibile, verificabile

    Non solo un concetto, ma un modello e un nuovo approccio indispensabile per creare reale valore di filiera, dal campo allo scaffale. Il commento e la visione di Giulio Romagnoli sull’ultimo rapporto ESG e GDO. 

     

    Bologna 24 luglio 2025 – Non poteva non destare interesse l’ultimo rapporto sulla sostenibilità di ESG sulla GDO. I dati attestano un impegno crescente, ma anche lacune da colmare e la necessità di comunicare in maniera chiara i risultati raggiunti, con l’obiettivo di coinvolgere tutta la filiera. Una pubblicazione che fotografa la situazione e che stimola il confronto sulla un tema così centrale tra addetti ai lavori, ma anche il grande pubblico, sempre più attendo al comportamento delle insegne.

    Romagnoli F.lli Spa – realtà di riferimento in Italia nel settore ortofrutticolo, con una forte specializzazione nel comparto delle patate – porta avanti una politica di sostenibilità estesa. L’a.d. Giulio Romagnoli già dal 2020 conduce la propria impresa lungo un percorso non limitato al Rapporto di Sostenibilità, di cui è imminente la 5° pubblicazione, ma anche di Rating ESG, anch’esso prossimo alla quinta edizione. “Notiamo con piacere che questo tema stia diventando centrale per la GDO. Troppo spesso, infatti, il tema resta inesplorato, senza approfondire un approccio più concreto e misurabile, con il rischio di vanificare gli sforzi compiuti da chi, per decenni, ha scelto di percorrere una strada difficile, ma foriera di un vero cambiamento” commenta Romagnoli.

    Nel mondo della GDO una sostenibilità reale è infatti possibile, anzi d’obbligo, se non altro per la recente Direttiva Green Claims dell’Europarlamento, il provvedimento che punta a contrastare il greenwashing ponendo fine alle cosiddette “dichiarazioni ambientali” prive di fondamento. Ciò che in Italia tuttavia non è ancora pratica comune è la misurabilità completa dei progressi fatti in tal senso, perché la reale sostenibilità non è solo ambientale ma una strategia complessa che abbraccia ambiente, economia, governance e impatto sociale. Un impegno che richiede misurazione, trasparenza e un percorso coerente nel tempo, condiviso secondo i principi della Lean Management. “Il nostro è un risultato che parte da lontano, molto prima che la sostenibilità diventasse un imperativo per il settore. In questi anni abbiamo investito nella costruzione di un sistema solido, capace di misurare e migliorare le nostre performance ESG attraverso strumenti concreti come il Rating ESG. Questo indicatore, sempre più centrale nella valutazione delle aziende, va oltre la redazione di un Rapporto di Sostenibilità – che continuiamo a realizzare seguendo gli standard internazionali GRI -, esso certifica le dichiarazioni in risultati verificabili”. Un concetto di sostenibilità che integra quindi parametri come economia solida, governance responsabile e impatto sociale positivo prosegue Romagnoli nella sua analisi del rapporto diffuso da ESG sul mondo della GDO.

    Se non ci si muove tutti in questa direzione e non si quantifica in maniera oggettiva quanto ottenuto significa vanificare gli sforzi di tanti imprenditori che da anni si impegnano a garantire alle generazioni future un sistema produttivo e distributivo sostenibile e competitivo. Per questo a breve pubblicheremo il nostro 5° Rapporto di Sostenibilità e richiederemo il 5° Rating ESG a Cerved, confermando la solidità di un percorso intrapreso con coerenza e visione” puntualizza Grazia Romagnoli consigliere delegato, nell’intento che si generi una cultura condivisa, da diffondere e comunicare con chiarezza al grande pubblico.

    L’innovazione e il coinvolgimento delle persone hanno guidato lo sviluppo di Romagnoli F.lli, creando una sinergia tra le esigenze del mercato e la capacità dell’azienda di offrire risposte efficaci e flessibili. Grazie a un approccio costruttivo, ogni attività si traduce in nuove competenze che portano valore all’intera filiera, comprese le aziende agricole.

    La nostra azienda si distingue da sempre per il suo impegno, ma occorre, come per le altre che hanno raccolto questa sfida, il giusto riconoscimento anche nella grande distribuzione” puntualizza l’ad nell’osservare come l’obiettivo è saper restituire al consumatore il reale valore del prodotto, dove la qualità è di fatto oramai un prerequisito, frutto di processi di ricerca, scelta varietale, pianificazione e sostenibilità estesa a tutti gli ambiti aziendali. Per questo la sostenibilità ESG non devono restare un intento, ma diventare un asset strategico per la trasformazione progressiva dell’industria.

    “Da anni adottiamo il Rating ESG come strumento imprescindibile per misurare la bontà delle nostre scelte in ambito ambientale, economico e sociale. Occorre trasformare questo strumento in un criterio di valutazione oggettiva di tutta la filiera. Un passo importante e rivoluzionario, ma del resto, si tratta di un cambiamento culturale necessario per garantire un futuro al settore agroalimentare, tenendo fede alla promessa di trasparenza, qualità, bontà e responsabilità verso le generazioni che verranno, tramite una sostenibilità vera, visibile, verificabile” conclude Giulio Romagnoli, lanciando un invito all’intera filiera.

     

    www.romagnolipatate.it

    Romagnoli F.lli S.p.A. rappresenta una delle realtà di riferimento in Italia nel settore ortofrutticolo, con una forte specializzazione nel comparto delle patate. L’azienda propone un assortimento tra i più ampi e moderni del mercato: patate da semina, da consumo, provenienti da coltivazioni biologiche e prodotti di IV e V gamma. A completare l’offerta figurano cipolle e altre varietà di ortofrutta fresca. I prodotti a marchio Romagnoli F.lli raggiungono le tavole dei consumatori italiani soprattutto tramite i brand delle principali catene della Grande e Distribuzione Organizzata, oltre che attraverso il marchio proprietario èVita con le referenze di punta Armonia e Residuo Zero.

    www.borderlineagency.com

  • Guida pratica all’aggiornamento DVR: passaggi essenziali ed errori da evitare

    La gestione della sicurezza sul lavoro è un aspetto imprescindibile per qualsiasi attività. Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è lo strumento primario per adempiere a tale obbligo, identificando i pericoli e definendo le misure preventive e protettive necessarie. Molti considerano la redazione del DVR un evento isolato, ma in realtà si tratta di un processo dinamico che richiede aggiornamenti costanti.

    L’aggiornamento DVR è vitale per garantire la sua efficacia nel tempo e assicurare la conformità alle normative vigenti. Non si tratta solo di un obbligo legale, ma di una pratica che contribuisce attivamente alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Un DVR obsoleto può esporre l’azienda a sanzioni e, aspetto ben più grave, a rischi per l’incolumità del personale.

    Quando aggiornare il DVR

    Il DVR non è un documento statico. La normativa italiana, in particolare il Decreto Legislativo 81/08, prevede specifiche circostanze in cui l’aggiornamento diventa obbligatorio. Una delle situazioni più comuni è la modifica del processo produttivo. Anche l’introduzione di nuove tecnologie o l’utilizzo di sostanze diverse può alterare il profilo di rischio. Un’altra condizione che rende necessario l’aggiornamento è la variazione dell’organizzazione del lavoro. Ciò include l’introduzione di nuovi turni, la modifica delle mansioni o l’assunzione di personale con specifiche fragilità.

    Inoltre, il DVR deve essere rivisto in seguito a infortuni significativi o malattie professionali. Questi eventi sono indicatori che le misure di prevenzione attuali potrebbero non essere sufficienti o adeguate. Anche l’evoluzione della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro può rendere necessaria una revisione.  Infine, una periodicità triennale, pur non essendo un obbligo assoluto per ogni DVR, è una buona prassi suggerita da molti esperti del settore per mantenere il documento sempre attuale e allineato alla realtà aziendale.

    Passaggi essenziali per l’aggiornamento

    Aggiornare il DVR richiede un approccio metodico per assicurare che tutti gli aspetti rilevanti siano considerati. Il primo passaggio consiste nell’analisi delle modifiche intervenute in azienda. Si devono considerare tutti gli elementi che possono aver influenzato il livello di rischio, come l’introduzione di nuove attrezzature, la modifica degli spazi di lavoro o l’aggiunta di nuovi servizi. Successivamente, è necessario rivalutare tutti i rischi presenti. Questo include sia i rischi già identificati che eventuali nuovi pericoli emersi. Si deve accertare se le misure di prevenzione e protezione esistenti siano ancora efficaci o se sia necessario implementarne di nuove.

    Un passo importante è la consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). La sua conoscenza dell’ambiente di lavoro e delle preoccupazioni dei lavoratori può fornire spunti preziosi per l’aggiornamento. Dopo aver identificato le modifiche e rivalutato i rischi, si devono aggiornare le misure preventive e protettive. Questo può comportare la modifica di procedure operative, l’acquisto di nuovi dispositivi di protezione individuale o la formazione del personale. Infine, l’intero documento deve essere formalmente rivisto e approvato, con data certa.

    Errori comuni da evitare

    Durante il processo di aggiornamento del DVR, si possono commettere diversi errori che ne compromettono l’efficacia e la validità legale. Uno degli sbagli più frequenti è la mancanza di regolarità. Posticipare l’aggiornamento espone l’azienda a rischi non identificati e a possibili sanzioni. Un altro errore è non coinvolgere le figure chiave aziendali. Coinvolgere personale riduce errori. Il Medico Competente, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e i preposti devono partecipare attivamente al processo. La loro esperienza e conoscenza sono indispensabili per una valutazione accurata.

    Si deve evitare di copiare parti di DVR precedenti senza un’attenta revisione. Ogni aggiornamento deve riflettere la situazione specifica e attuale dell’azienda. Un altro sbaglio è sottovalutare i rischi emergenti. Nuovi processi o tecnologie possono portare a pericoli non previsti in precedenza. Infine, è un errore non documentare adeguatamente l’intero processo di aggiornamento.  Mantenere un registro delle modifiche, delle decisioni prese e delle motivazioni aiuta a dimostrare la diligenza dell’azienda in caso di ispezioni o incidenti.

    L’importanza della formazione e del monitoraggio

    L’aggiornamento del DVR non si esaurisce con la revisione documentale. È essenziale che le modifiche apportate si traducano in azioni concrete e che il personale sia adeguatamente informato. Per questo motivo, la formazione dei lavoratori è vitale. Quando vengono introdotte nuove procedure, attrezzature o sostanze, i lavoratori devono ricevere una formazione specifica per comprendere i nuovi rischi e le misure di prevenzione. Questo assicura che le direttive del DVR siano comprese e applicate correttamente nella pratica quotidiana.

    Altrettanto importante è il monitoraggio continuo dell’efficacia delle misure adottate. Non basta definire le misure; si deve verificare che funzionino nel tempo. Questo può includere ispezioni periodiche, colloqui con i lavoratori, analisi degli incidenti sfiorati e dei reclami. Il monitoraggio permette di identificare tempestivamente eventuali carenze e di apportare ulteriori correzioni al DVR. Questo ciclo di aggiornamento, formazione e monitoraggio crea un sistema di gestione della sicurezza che evolve con l’azienda, garantendo un ambiente di lavoro più sicuro per tutti.

  • Perché il prezzo dell’oro è aumentato così tanto negli ultimi decenni ?

    Negli ultimi decenni, il prezzo dell’oro ha visto un costante e spesso vertiginoso aumento del suo valore. Da metallo prezioso apprezzato fin dall’antichità a bene rifugio per eccellenza nei tempi moderni, il suo prezzo ha registrato una crescita significativa soprattutto a partire dagli anni 2000. Ma quali sono i fattori che hanno contribuito a questa ascesa? Per comprenderlo, è necessario analizzare sia i meccanismi economici globali sia il significato simbolico e pratico che l’oro riveste nella società contemporanea.

    Il ruolo dell’oro come bene rifugio
    Uno dei motivi principali per cui l’oro aumenta di valore è il suo status di bene rifugio. Quando l’economia mondiale attraversa periodi di incertezza, gli investitori cercano asset considerati sicuri sia acquistando etf che lingotti e monete da investimento presso operatori autorizzati come questo compro oro Firenze. Guerre, crisi finanziarie, inflazione e instabilità politica portano spesso a una fuga dai titoli rischiosi verso beni più stabili. L’oro, non essendo legato a una singola nazione o a una specifica economia, è visto come un valore universale.

    Un esempio emblematico è la crisi finanziaria del 2008. In quell’anno, mentre i mercati crollavano e le banche fallivano, il prezzo dell’oro cominciò a salire in modo marcato, superando nel 2011 la soglia dei 1.900 dollari per oncia. Lo stesso fenomeno si è verificato durante la pandemia di COVID-19, quando l’incertezza globale ha spinto nuovamente gli investitori verso il metallo giallo.

    L’inflazione e la perdita di fiducia nelle valute fiat
    Un altro fattore chiave è l’inflazione, ovvero la perdita di potere d’acquisto della moneta. Con l’aumento dei prezzi dei beni e servizi, il denaro perde valore nel tempo. L’oro, invece, tende a mantenere (o addirittura aumentare) il proprio valore, rappresentando una protezione contro l’erosione del potere d’acquisto. Inoltre, nei periodi in cui le politiche monetarie espansive — come la stampa di denaro da parte delle banche centrali — mettono in discussione la stabilità delle valute, l’oro viene percepito come un’alternativa più affidabile.

    Questo è particolarmente evidente nel contesto dell’economia statunitense. Il dollaro, pur restando la valuta di riserva mondiale, ha subito una progressiva svalutazione negli ultimi decenni. Gli investitori globali, osservando questo fenomeno, hanno cercato di diversificare i propri portafogli aumentando le riserve in oro.

    Domanda crescente da parte dei mercati emergenti
    Anche la crescita della domanda nei mercati emergenti, in particolare in Asia, ha avuto un impatto sul valore dell’oro. In paesi come India e Cina, l’oro è fortemente radicato nella cultura locale, non solo come simbolo di ricchezza ma anche come strumento di risparmio e investimento. Con l’aumento del reddito disponibile in questi paesi, la domanda di oro da parte di privati e banche centrali è aumentata notevolmente.

    Inoltre, molte banche centrali — anche in Europa e America Latina — hanno cominciato a ricostituire le proprie riserve auree, dopo anni di vendite. Questo cambio di tendenza ha contribuito a sostenere la crescita del prezzo.

    Offerta limitata e costi di estrazione
    L’oro è un metallo raro e la sua estrazione è sempre più costosa. Le miniere più facilmente accessibili sono ormai esaurite o in fase di esaurimento, e quelle rimanenti richiedono investimenti molto elevati e tecnologie avanzate. Questa scarsità naturale, unita alla crescente domanda, crea una pressione al rialzo sul prezzo.

    Inoltre, la sensibilità crescente verso le tematiche ambientali ha reso più difficile ottenere permessi per nuove esplorazioni o per l’ampliamento delle miniere esistenti. Tutti questi fattori contribuiscono a mantenere l’oro in una posizione privilegiata nel panorama degli investimenti.

    Conclusione
    L’aumento del prezzo dell’oro negli ultimi decenni non è il risultato di un solo fattore, ma dell’interazione di molte dinamiche economiche, politiche e culturali. Dall’instabilità dei mercati finanziari alla crescita della domanda nei paesi emergenti, dalla sfiducia nelle valute tradizionali all’aumento dei costi di estrazione, l’oro continua a essere percepito come un punto fermo in un mondo in continuo cambiamento. Per questo, è probabile che il suo valore continuerà a crescere, o perlomeno a mantenersi stabile, finché permarranno queste condizioni.

  • Segretaria Virtuale Vs Tradizionale: quali le differenze per te?

    La gestione delle attività quotidiane, siano esse legate a un’impresa o a una professione, richiede spesso un supporto amministrativo e organizzativo. Per decenni, la figura della segretaria tradizionale è stata la soluzione standard per rispondere a questa esigenza.

    Con l’avanzamento tecnologico e l’evolversi dei modelli di lavoro, è emersa una nuova figura: la segretaria virtuale, anche nota come assistente virtuale. Queste due modalità di supporto, pur condividendo l’obiettivo di alleggerire il carico di lavoro, presentano differenze significative che meritano un’analisi approfondita per comprenderne l’impatto sulla tua attività.

    Vantaggi economici: un confronto sui costi

    Un aspetto che interessa molte imprese e professionisti riguarda i costi associati all’assunzione di personale. Optare per una segretaria tradizionale implica una serie di oneri economici diretti e indiretti. Si considerano lo stipendio mensile, i contributi previdenziali e assistenziali, il TFR, le tredicesime e quattordicesime, oltre ai costi legati alla gestione del rapporto di lavoro dipendente. A questi si aggiungono le spese per la postazione fisica, inclusi l’affitto dell’ufficio, le utenze, le attrezzature (computer, stampante, telefono) e i materiali di consumo. Si può affermare che i costi fissi sono considerevoli.

    Una segretaria virtuale, al contrario, offre un modello di costo più flessibile e spesso più contenuto. Generalmente, si paga solo per le ore di effettivo lavoro svolto o per pacchetti di servizi predefiniti. Non vi sono costi legati a benefit aziendali, spazi fisici o attrezzature. L’assistente virtuale lavora in autonomia, utilizzando le proprie risorse. Questo permette una gestione della spesa più efficiente. Per chi cerca fornitori di segretaria virtuale, si può trovare una vasta gamma di opzioni su vari siti, incluso yoete.net, che offrono diverse informazioni e risorse per consentire una scelta ponderata.

    Flessibilità operativa e gestione del tempo

    La flessibilità è un altro elemento distintivo tra le due figure. Una segretaria tradizionale opera, nella maggior parte dei casi, con orari e luoghi di lavoro fissi. La sua presenza è vincolata all’ufficio e alla giornata lavorativa standard. Questo può comportare delle limitazioni in termini di operatività fuori dall’orario o in caso di assenze per ferie o malattia. La disponibilità è limitata dagli orari d’ufficio.

    La segretaria virtuale offre una maggiore adattabilità. Essendo un professionista che opera a distanza, spesso da remoto, può essere disponibile anche in orari non convenzionali o per periodi specifici, in base alle esigenze del cliente. Si può accedere ai suoi servizi per gestire le chiamate, organizzare appuntamenti, rispondere alle email o svolgere attività amministrative, anche quando si è lontani dal proprio ufficio. Questo consente una continuità operativa senza interruzioni. La natura del lavoro a distanza permette di scegliere un assistente virtuale da qualsiasi località, ampliando il pool di talenti disponibili.

    Le mansioni: supporto amministrativo e oltre

    Le mansioni svolte da una segretaria, sia essa tradizionale o virtuale, includono la gestione della corrispondenza, l’organizzazione dell’agenda, la gestione delle telefonate, l’archiviazione di documenti e il supporto amministrativo generale. Entrambe le figure mirano a snellire le procedure e a liberare tempo prezioso per il professionista o l’imprenditore. Il supporto amministrativo è il core.

    Tuttavia, la segretaria virtuale può offrire una gamma di servizi spesso più ampia e specializzata. Molti assistenti virtuali possiedono competenze specifiche nel marketing digitale, nella gestione dei social media, nella creazione di contenuti, nella gestione di progetti online o nel supporto tecnico di base. Questo li rende figure versatili, in grado di offrire un supporto che va oltre le mansioni puramente amministrative. La possibilità di delegare compiti specializzati, anche se non strettamente legati alla segreteria, rappresenta un valore aggiunto non indifferente.

    Relazione professionale e integrazione nel team

    Il tipo di relazione professionale che si instaura con una segretaria tradizionale è spesso di natura più diretta e personale. La sua presenza fisica permette un’interazione costante e una comunicazione immediata. Si integra quotidianamente nel team e nella cultura aziendale. Il rapporto è più diretto.

    Con una segretaria virtuale, la relazione si basa principalmente sulla comunicazione a distanza, tramite email, chiamate o piattaforme di collaborazione online. Sebbene la comunicazione sia efficiente, manca l’interazione fisica quotidiana.

    L’integrazione nel team avviene in maniera diversa, spesso attraverso l’uso di strumenti digitali per il coordinamento delle attività. La fiducia e la chiarezza nelle istruzioni sono essenziali per il successo di questa collaborazione. Si crea un rapporto professionale basato sulla delega.

  • Presto vedrà la luce il primo romanzo divulgativo dell’esperto Emmanuele Macaluso, attraverso il quale racconterà le tecniche del marketing sporco.

    L’indiscrezione durante un evento divulgativo pubblico sta facendo il giro dei social. Emmanuele Macaluso ha dichiarato che sta scrivendo un libro nel quale racconterà alcune tecniche di ingegneria sociale e marketing sporco attraverso la forma del romanzo.

     

    Sono passati più di 10 anni dal suo ultimo libro sull’argomento che lo ha portato a conferenze sold out in buona parte dell’Italia. Era il 2014 quando è stato dato alle stampe “Dirty Marketing – quando tutto è una menzogna solo la verità può salvarti”, edito da Golem Edizioni. Un saggio che supportava il suo Manifesto del Marketing Etico, il documento presentato dallo stesso Emmanuele Macaluso nel novembre del 2011 e ancora oggi allo studio di molte università e business school a livello globale.

    Nelle scorse ore, a latere di un incontro divulgativo, Emmanuele Macaluso ha condiviso con la platea la sua volontà di scrivere un nuovo libro per trattare i temi dell’ingegnerizzazione sociale e del dirty marketing (marketing sporco nda), ma questa volta non utilizzando la forma del saggio universitario, ma quella del romanzo.

    Secondo Macaluso, il romanzo – attraverso la potenza dello storytelling – ha la capacità di essere compreso in modo più diretto anche da un pubblico di non addetti ai lavori. In più, sempre secondo l’esperto e divulgatore torinese, rappresenta un buon modo per veicolare in modo convincente messaggi importanti verso l’opinione pubblica. Per suffragare la sua tesi ha ricordato il caso de “I demoni” di Guido Maria Brera, diventato in seguito anche una serie televisiva di successo sulla piattaforma Sky.

    Macaluso starebbe lavorando ad un thriller, attraverso il quale i protagonisti possono svelare alcune tecniche reali in modo chiaro e coinvolgente.

    L’autore del Manifesto del Marketing Etico non ha dato indicazioni circa il titolo o un’eventuale data di uscita, limitandosi a dire che il suo primo romanzo è quasi terminato e che ha avuto già alcuni contatti con case editrici. Tuttavia (ha sottolineato), dopo due libri pubblicati con piccole case editrici, riconoscendo (in qualità di esperto di marketing) le potenzialità divulgative e commerciali di questo progetto, starebbe valutando di pubblicare con case editrici più strutturate e in grado di gestire gli interessi e i diritti del libro anche in caso di sviluppi al di fuori del mercato letterario. Sviluppi che parrebbero più che plausibili visto l’aumento esponenziale di piattaforme video che producono contenuti tratti da libri.

     

    Chi è Emmanuele Macaluso: è un esperto di marketing strategico e comunicazione con un’esperienza più che ventennale. Saggista, divulgatore e speaker, alterna l’attività di consulente a quella di docente e formatore.

    È autore di libri, saggi e centinaia di articoli di settore. Nel 2011 ha presentato il suo Manifesto del Marketing Etico, documento diventato un riferimento nel settore a livello globale. Da allora è impegnato in un’attività di divulgazione e disvelamento del marketing sporco che avviene attraverso pubblicazioni e incontri divulgativi dal vivo. Ha già vinto premi letterari, ha conseguito onorificenze professionali ed è ritenuto un riferimento nel settore del marketing, della comunicazione e della divulgazione.

    Il suo profilo completo è disponibile qui: https://www.emacaluso.com/profile.htm o sul sito del Manifesto del Marketing Etico: www.manifestodelmarketingetico.org

  • Torna Raia con il singolo “L’astronauta” tra pop ed elettronica

    Il cantautore campano Raia torna con il singolo “L’astronauta” pubblicato da Ourtime . Il brano esplora l’universo interiore dell’artista con un tocco moderno che rimanda a diverse sfumature del pop. Una storia intima, la nostalgia, le occasioni mancate e la rinascita dove il  tema centrale  è la sincerità. 

    Con questo brano ho voluto raccontare la voglia di allontanarmi da tutto e tornare all’innocenza dell’infanzia, quando bastava un sogno per sentirsi liberi. Oggi porto con me errori, nostalgie e battaglie, ma sento che posso ancora ripartire – racconta Raia. L’arrangiamento mescola sonorità pop a elementi elettronici leggeri, creando un’atmosfera che richiama la leggerezza e la fantasia di quando eravamo bambini: i castelli fatti con i cuscini, il righello e l’evidenziatore usati come strumenti di gioco, e quel senso di meraviglia che ci faceva sentire liberi come astronauti nello spazio”.
     
    L’arrangiamento fonde melodie pop a trame elettroniche delicate, creando un’atmosfera sospesa che accompagna l’ascoltatore in un viaggio spaziale ed emotivo. Il risultato è un brano indie-pop autentico, che si distingue per leggerezza sonora e profondità narrativa.

    Biografia

    Pasquale Raia, classe ‘96 nasce a Scafati in provincia di Salerno. Inizia a studiare pianoforte e canto all’età di 12 anni, seguendo le orme della madre. Nel 2017 fonda, insieme ai suoi amici, la band tributo ai Coldplay denominata “Colorplay” e si esibisce negli anni in tutto il Centro e Sud Italia. Contemporaneamente si iscrive al conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno dove consegue la laurea magistrale in canto pop (nel 2021) e incomincia a farsi spazio nel panorama musicale Campano ed Italiano partecipando alla trasmissione su Rai1 “Mezzogiorno in famiglia” e recitando una scena nella fiction “E’ arrivata la felicità” in onda su Rai2. Dal 2019 si dedica completamente alla musica live, alla scrittura dei suoi brani per inseguire così il suo più grande sogno: firmare il primo contratto discografico. Nel 2022 Raia è stato l’opening-act dei due importanti appuntamenti conclusivi de “La mia voce tour 2022” di Fabrizio Moro: il 18 dicembre al Mediolanum Forum di Assago (Milano) e il 21 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma. Nello stesso anno Raia pubblica, con l’etichetta Mind the Gap, i singoli: “Cerchio perfetto”, “Cosa siamo per davvero”. Nel 2023, per la stessa label, escono i brani “Pezzo poetico” e “Ora”. Raia ha partecipato al cortometraggio, uscito a maggio 2024, che la band dei Coldplay ha voluto realizzare dal titolo “Tutto passa – A tribute to Napoli by Coldplay”, diretto da Stillz, regista e fotografo di origini colombiane già al fianco di Bad Bunny e Rosalía. Il corto contiene alcuni spezzoni dei due concerti della band al Maradona di Napoli e immagini della città. Nel corto, Raia canta in Piazza del Plebiscito, il brano “The scientist”. Aprile 2025 Rai pubblica “Oceani di Parole” che ottiene un buon riscontro da parte della critica

  • Quali sono i beni di investimento in economia reale

    I beni di investimento nell’economia reale sono asset materiali o tangibili che hanno un valore intrinseco e possono generare rendimenti nel tempo. A differenza degli strumenti finanziari speculativi (come derivati o criptovalute), questi beni sono direttamente legati alla produzione, al consumo o alla conservazione del valore. Possono essere utilizzati, affittati, venduti o semplicemente detenuti per proteggere il patrimonio.

    Ecco i principali:
    Oro e metalli preziosi
    Lingotti, monete d’oro, argento, platino.

    Comprati presso rivenditori autorizzati come questo compro oro Firenze e custoditi fisicamente o in alternativa acquistati attraverso etf presso intermediari finanziari.

    Funzione: beni rifugio per eccellenza nei periodi di inflazione o crisi. Non generano reddito diretto, ma conservano potere d’acquisto nel lungo termine.

    Immobili
    Residenziali: case, appartamenti, ville.

    Commerciali: negozi, uffici, locali industriali.

    Turistici: B&B, case vacanza, agriturismi.

    Rurali: casali, cascine, fabbricati agricoli.

    Perché sono beni da investimento?
    Rendono attraverso affitti, plusvalenze alla rivendita e possono rivalutarsi nel tempo, specie in aree strategiche o in fase di sviluppo.

    Terreni
    Agricoli: particolarmente richiesti per l’autosufficienza alimentare e l’agricoltura sostenibile.

    Edificabili: con potenziale di sviluppo immobiliare.

    Boschivi o forestali: utili per progetti ambientali o di conservazione.

    Vantaggi: sono beni durevoli, spesso esenti da svalutazioni rapide e collegati a incentivi (es. agricoltura bio, riforestazione).

    Opere d’arte e beni da collezione
    Quadri, sculture, fotografie d’autore.

    Antiquariato, orologi di lusso, auto d’epoca, strumenti musicali rari.

    Rischio e rendimento: richiedono competenze specifiche, ma possono aumentare di valore in modo significativo se ben selezionati.

    Materie prime fisiche
    Commodities fisiche: petrolio, rame, grano, caffè (acquistati e stoccati fisicamente, non solo in borsa).

    Alcuni investitori acquistano quote di magazzini o silos agricoli.

    Usati come copertura per l’inflazione o per diversificare il portafoglio.

    Aziende e attività produttive
    Quote societarie di imprese che operano nella manifattura, agricoltura, energie rinnovabili.

    Franchising, start-up industriali o artigianali.

    Investimento diretto nell’economia reale, con ritorni potenziali elevati ma anche rischio operativo.

    Energie rinnovabili e impianti fisici
    Pannelli solari, impianti eolici, mini-idroelettrico, impianti geotermici.

    Talvolta associati a terreni agricoli o edifici produttivi.

    Perché interessano? Generano reddito attraverso la vendita di energia (incentivi statali inclusi) e hanno un valore strategico nella transizione ecologica.

    Vini pregiati, distillati e prodotti agricoli da collezione
    Bottiglie da collezione (Barolo, Bordeaux, whisky, rum).

    Investimenti in cantine o consorzi.

    Caratteristica: rendimento nel tempo grazie alla rarità e alla conservazione, spesso usati anche per diversificare.

    Infrastrutture e servizi locali
    Investimenti in porti turistici, parcheggi, reti idriche locali, sistemi di stoccaggio.

    In alcuni casi gestiti in forma cooperativa o tramite fondi specializzati.

    Rendimento legato alla domanda reale e all’utilizzo continuativo.

    Conclusione
    I beni di investimento dell’economia reale offrono stabilità, protezione e utilità concreta. Anche se non garantiscono ritorni immediati come la finanza speculativa, sono molto più coerenti con una visione di lungo periodo, sostenibile e orientata al valore reale.

    Se vuoi, posso aiutarti a costruire un profilo di investimento in economia reale in base a capitale, orizzonte temporale e obiettivi.

     

  • Come procedere alla manutenzione delle tapparelle di casa

    Le tapparelle sono una presenza silenziosa ma fondamentale in ogni casa: ci proteggono dal sole, dal freddo, dai rumori esterni e da sguardi indiscreti. Nonostante il loro ruolo così importante, spesso tendiamo a trascurarle, dimenticando che – come ogni altro elemento della casa – anche loro hanno bisogno di cure regolari per funzionare al meglio e durare a lungo. (altro…)

  • La formazione per il primo soccorso in azienda: perchè farla

    La sicurezza sul lavoro rappresenta una delle priorità fondamentali per ogni azienda. Tra i diversi strumenti previsti per tutelare la salute dei lavoratori, i corsi di primo soccorso assumono un ruolo centrale. Essi non solo adempiono agli obblighi normativi, ma offrono un contributo concreto alla creazione di un ambiente di lavoro più sicuro, preparato a gestire tempestivamente situazioni di emergenza. (altro…)

  • Naxos Petfood in TV al via il nuovo spot su La7 e La7d

     

    Dal 13 al 26 luglio in onda il nuovo spot del brand siciliano di alimentazione naturale per cani e gatti.

    Alcamo (TP), 10 luglio 2025Naxos, il brand super premium di Adragna Pet Food dedicato all’alimentazione naturale di cani e gatti, approda in TV con un nuovo spot pubblicitario in onda dal 13 al 26 luglio su La7 e La7d, due tra i canali più seguiti e autorevoli del panorama televisivo nazionale.

    Un messaggio che parla di cura, famiglia e di italianità

    Lo spot, della durata di 30 secondi, racconta in modo autentico ed emozionante il legame speciale tra pet, famiglia e territorio. Le immagini mostrano scene di vita quotidiana: passeggiate, coccole, giochi. Un linguaggio visivo semplice ma potente, che riflette la filosofia di Naxos: nutrire con amore e responsabilità.

    Ogni fotogramma è ispirato alla missione dell’azienda: offrire alimenti sani e bilanciati, realizzati con ingredienti naturali, filiera corta e un forte legame con la Sicilia. La qualità dei prodotti nasce da oltre 50 anni di esperienza di Adragna Pet Food, azienda familiare radicata nel territorio.

    Dallo schermo al punto vendita: il nostro impegno per crescere nel mercato italiano

    Naxos propone ricette studiate che propongono un mix di carne di alta qualità, superfood, prebiotici, vitamine e minerali. Utilizza ingredienti italiani tracciabili e materie prime locali come agrumi, melagrana, carruba, fico d’India e olio d’oliva, con benefici su pelo, digestione, sistema immunitario e benessere urinario di cani e gatti.

    Un’attenzione che si estende anche all’ambiente: tutti i packaging sono 100% riciclabili e destinati alla produzione di materia prima seconda.

    La campagna su La7 e La7d rappresenta un passo strategico per aumentare la notorietà del brand e consolidarne il posizionamento come riferimento nel pet food naturale. Il 2025 è infatti un anno di forte espansione per Naxos, che sta ampliando la rete distributiva sia in Italia che all’estero, conquistando la fiducia di partner e consumatori sempre più attenti alla qualità e alla sostenibilità.

    Per richieste di materiali stampa, approfondimenti o opportunità di collaborazione:
    ? [email protected] | ☎ +39 0921 33 70 40

    Naxos, Nutriamo secondo natura.

     

  • Parchi divertimento più inclusivi e in crescita: pubblicati i dati SIAE 2024

    Il settore dei parchi divertimento in Italia ha imboccato una traiettoria di consolidamento, segnando nel 2024 una crescita significativa sia in termini di offerta sia di visitatori: lo confermano i dati ufficiali presentati dal Rapporto Annuale SIAE.

    I dati SIAE relativi ai parchi divertimento

    Si parte dall’offerta, con un incremento del 4,9% dei giorni di apertura rispetto al 2023, pari a 22.836, complice l’estensione della stagionalità dei parchi a tema, che hanno saputo creare nuovi concept per valorizzare periodi dell’anno come Carnevale, Halloween e Natale. Aumentano anche i visitatori, con 21.104.651 ingressi, in crescita di circa il 7,4%, e il fatturato della biglietteria che sfonda la barriera dei 300 milioni, attestandosi a 306.640.128 euro (+1% sul 2023).

    Proprio il differenziale di incremento tra visitatori e fatturato, accompagnato da un calo del 6% del valore medio unitario per visitatore, indica come le politiche di pricing più inclusive adottate negli ultimi anni, hanno favorito l’ampliamento del bacino di utenza.

    A trainare l’andamento sono gli investimenti in nuove attrazioni, aree tematiche, tecnologie immersive e soluzioni green, che hanno reso l’esperienza sempre più coinvolgente. Solo per la stagione in corso (2025) sono già stati stanziati 220 milioni di euro, con una previsione di 500 milioni nel triennio 25/27.

    Il trimestre estivo si conferma centrale: nel 2024 il 64% dei visitatori si è concentrato nei mesi di giugno, luglio e agosto, periodo che ha generato anche il 66% della spesa totale. Un dato influenzato dall’apertura dei parchi acquatici, la cui attività è fortemente stagionale. Da segnalare è la performance di dicembre che, a fronte di un’offerta più contenuta, perché i numerosi parchi acquatici sono chiusi, registra il tasso medio di affluenza giornaliera più alta dell’anno, con 1.514 visitatori al giorno, superando perfino agosto (1.164), a testimonianza della crescente efficacia delle tematizzazioni natalizie.

    I parchi divertimento più in crescita

    Il Piemonte, ricco di parchi faunistici come Zoom Torino e di parchi avventura, è la regione a maggiore concentrazione di strutture censite e con più giorni di apertura. La locomotiva del settore si conferma tuttavia ancora una volta il Veneto, che raccoglie il 34% della spesa complessiva italiana per parchi e attrazioni e il 23% degli ingressi totali nazionali (4,8 milioni di visitatori). Sul fronte degli ingressi seguono Lombardia (19% del totale nazionale), Emilia-Romagna (19%) e Lazio (15%). Migliorano in generale le performance di Centro e Sud Italia, mentre nel Nord-Ovest si osserva una crescita del numero di visitatori nonostante una riduzione delle giornate di apertura a causa del clima instabile della primavera/estate 2024.

    Tra i parchi citati dal rapporto SIAE, per leadership o performance di crescita, si annoverano: Gardaland, Mirabilandia, Leolandia, MagicLand e Etnaland.

    Le parole di Maurizio Crisanti, Direttore AssoParchi

    Maurizio Crisanti, Direttore AssoParchi, dichiara: “I parchi di divertimento stanno evolvendo: l’offerta si arricchisce con spettacoli, concerti, DJ set e attrazioni temporanee, e si rivolge ad un pubblico sempre più intergenerazionale, e i numeri del 2024, anno migliore di sempre per il settore, lo confermano. Come AssoParchi auspichiamo che le istituzioni comprendano e accompagnino questo percorso evolutivo, contribuendo allo sviluppo di una visione condivisa, orientata all’experience economy”.

    Le dichiarazioni di Luciano Pareschi, Presidente AssoParchi

    Luciano Pareschi, Presidente AssoParchi, aggiunge: “I dati SIAE 2024 rafforzano la centralità dell’industria dei parchi divertimento nel panorama turistico nazionale. La crescita non è un dato estemporaneo, ma dipende da una strategia coordinata di sviluppo e investimento che punta su innovazione, destagionalizzazione e qualità dell’esperienza. Abbiamo creduto e continuiamo a credere nel valore culturale, sociale ed economico dei parchi come luoghi capaci di generare indotto, occupazione e attrattività internazionale. I 2 miliardi di euro di impatto economico complessivo sono la prova concreta che questo comparto non solo è maturo, ma strategico per la crescita del Paese, la qualità della vita dei cittadini e la filiera turistica”.

  • Ginecomastia Roma Trattamenti Disponibili e Cosa Aspettarsi 

    Ginecomastia-Roma
    La ginecomastia è l’aumento del volume della ghiandola mammaria maschile. Può colpire uno o entrambi i lati del torace e spesso è causa di disagio estetico e psicologico. Non si tratta solo di accumulo di grasso: nella maggior parte dei casi è dovuto a squilibri ormonali o ipertrofia ghiandolare. 

    La ginecomastia a Roma è un trattamento richiesto dato il gran numero di persone nella Capitale, e si distingue in: 

    • Ginecomastia vera: dovuta a un aumento della ghiandola mammaria. 
    • Pseudoginecomastia: causata da accumulo di tessuto adiposo. 
    • Ginecomastia mista: quando sono presenti entrambi i fattori. 

    Quando rivolgersi a uno specialista 

    È consigliato consultare un medico quando il gonfiore è persistente, associato a dolore o disagio, o se interferisce con la qualità della vita.
    A Roma, è possibile rivolgersi a chirurghi plastici specializzati in ginecomastia, che effettuano diagnosi precise attraverso visita clinica, ecografia e, in alcuni casi, esami ormonali. 

    Trattamenti disponibili a Roma 

    A seconda del tipo di ginecomastia, lo specialista può proporre: 

    Trattamento chirurgico (ginecomastia vera o mista)
    È la soluzione definitiva e più frequente. Prevede: 

    • Rimozione della ghiandola mammaria attraverso una piccola incisione periareolare. 
    • Liposuzione per rimuovere eventuale tessuto adiposo associato. 
    • Anestesia locale o sedazione, in day hospital o con breve degenza. 

    Trattamenti non chirurgici (nei casi lievi o adiposi)
    In presenza di pseudoginecomastia, è possibile valutare: 

    • Dieta e attività fisica mirata 
    • Trattamenti medico-estetici (lipolisi, ultrasuoni, criolipolisi) 
    • Terapie farmacologiche, solo se vi è uno squilibrio ormonale diagnosticato 

    Tuttavia, nei casi veri di ginecomastia ghiandolare, solo l’intervento chirurgico garantisce risultati concreti e stabili. 

    Cosa aspettarsi: prima, durante e dopo 

    Prima dell’intervento
    Dopo la visita e la diagnosi, viene fissata la data. È possibile che vengano richiesti esami pre-operatori e una sospensione temporanea di alcuni farmaci. 

    Durante l’intervento
    L’operazione dura circa 1 ora, si svolge in cliniche specializzate a Roma, e il paziente può tornare a casa lo stesso giorno o il giorno dopo. 

    Dopo l’intervento 

    • Si indossa una guaina contenitiva per circa 2–4 settimane 
    • Il dolore è lieve e gestibile con comuni analgesici 
    • Il ritorno alle normali attività avviene dopo circa 5–7 giorni, mentre per l’attività sportiva si consiglia di attendere 3–4 settimane 

    I risultati sono visibili da subito e migliorano progressivamente nelle settimane successive. 

    Quanto costa a Roma 

    Il costo di un intervento di ginecomastia varia in base a: 

    • Tipologia di ginecomastia (vera, falsa, mista) 
    • Tecnica utilizzata 
    • Struttura clinica scelta 
    • Esperienza del chirurgo 

    In genere, i prezzi oscillano tra 2.500 € e 4.500 €, comprensivi di visita, sala operatoria e controlli post-operatori. Alcune cliniche offrono anche finanziamenti a rate. 

    Ritrova sicurezza e serenità 

    Affrontare la ginecomastia significa non solo migliorare l’aspetto fisico, ma anche ritrovare sicurezza e serenità personale. A Roma puoi contare su chirurghi esperti, tecniche moderne e percorsi personalizzati, con un recupero veloce e risultati naturali. 

     

  • Cost Management: Tecniche per Ridurre Sprechi e Migliorare la Marginalità 

    cost-management
    Il Cost Management è l’insieme delle strategie e dei processi messi in atto per controllare, ottimizzare e ridurre i costi aziendali, con l’obiettivo di migliorare la redditività senza compromettere la qualità o l’efficienza. 

    Non significa solo “tagliare le spese”, ma piuttosto gestirle in modo intelligente e sostenibile, scegliendo dove investire e dove snellire. 

    Perché è importante per la marginalità 

    In un contesto economico sempre più competitivo, aumentare i ricavi non basta: bisogna anche contenere i costi per avere una buona marginalità, cioè il guadagno netto su ogni prodotto o servizio venduto. 

    Una buona gestione dei costi consente di: 

    • Mantenere prezzi competitivi 
    • Affrontare periodi di crisi o cali di domanda 
    • Liberare risorse per investimenti strategici 
    • Aumentare la capacità di autofinanziamento 

    Le principali tecniche di Cost Management 

    Esistono diverse strategie per ridurre sprechi e costi superflui. Ecco le più efficaci: 

    Analisi dei costi diretti e indiretti 

    Mappare con precisione costi fissi, variabili, diretti e indiretti ti permette di sapere dove incidere senza compromettere il funzionamento dell’azienda. È la base per qualsiasi intervento. 

    Budgeting e controllo di gestione 

    Stabilire budget chiari per ogni reparto, confrontandoli periodicamente con i risultati reali, aiuta a individuare scostamenti e inefficienze. 

    Activity-Based Costing (ABC) 

    Sistema che assegna i costi alle attività aziendali in base al loro effettivo utilizzo delle risorse. Utile per capire quali processi assorbono più risorse e come ottimizzarli. 

    Analisi make or buy 

    Valutare se conviene produrre internamente o esternalizzare certi servizi o prodotti. In alcuni casi, il risparmio può essere significativo. 

    Snellimento dei processi (Lean Management) 

    Applicare i principi Lean significa ridurre gli sprechi, migliorare i flussi di lavoro e aumentare il valore per il cliente con il minor impiego possibile di risorse. 

    Digitalizzazione e automazione 

    Investire in software gestionali, CRM, automazioni o sistemi ERP può ridurre i tempi operativi, gli errori e i costi del personale, aumentando al contempo la produttività. 

    Dove intervenire in concreto 

    Alcuni ambiti aziendali in cui si riscontrano spesso sprechi o margini di miglioramento: 

    • Acquisti e forniture: negoziazione contratti, scelta fornitori alternativi 
    • Logistica e magazzino: riduzione scorte, ottimizzazione trasporti 
    • Produzione: efficienza macchinari, riduzione difettosità 
    • Energia e utilities: monitoraggio consumi, impianti più efficienti 
    • Personale: riorganizzazione ruoli, formazione mirata, riduzione straordinari 
    • Marketing: analisi ROI delle campagne, riduzione dei canali inefficaci 

    Monitoraggio e miglioramento continuo 

    Il Cost Management non è un intervento una tantum, ma un processo continuo. Serve: 

    • Monitorare periodicamente i dati 
    • Coinvolgere i team interni nel processo di ottimizzazione 
    • Aggiornare gli strumenti di analisi 
    • Sviluppare una cultura aziendale orientata all’efficienza 

    Una gestione dei costi efficace è sempre legata a una visione strategica a lungo termine. 

    Aumenta la competitività 

    Il Cost Management è uno strumento fondamentale per chi vuole rendere sostenibile e profittevole la propria attività nel tempo.
    Non si tratta solo di tagliare, ma di fare le scelte giuste su dove e come investire le risorse aziendali.
    Con le tecniche e gli strumenti adeguati, ogni azienda può ridurre sprechi, aumentare la marginalità e migliorare la competitività sul mercato. 

  • Associazione Vibra: Impegno, Passione e Sostenibilità per il territorio con oltre 500 produzioni Video

    Oggi vogliamo parlarvi di una realtà che, dal 2018, porta avanti un impegno concreto per la valorizzazione del territorio, l’Associazione Vibra.

    Con sede in Arona (NO), nel cuore dell’Alto Piemonte, cerca di affermarsi come protagonista nella promozione culturale, sociale e territoriale, avendo realizzato a oggi oltre 500 produzioni multimediali di alta qualità. (altro…)

  • Naxos Pet Food protagonista in edicola con il numero di Luglio di Natural Style

    Alcamo, 15 luglio 2025 – Il mondo del pet food incontra l’eccellenza editoriale: Naxos Pet Food, azienda siciliana all’avanguardia nella produzione di alimenti naturali e di alta qualità per cani e gatti, annuncia una significativa collaborazione con Natural Style, la prestigiosa rivista di Cairo Editore.  

    Il numero di Luglio, in edicola dal 1 Luglio, offrirà ai lettori un’opportunità esclusiva: con l’acquisto della rivista, sarà possibile trovare un campione omaggio dei prodotti Naxos Pet Food per gatti.  

    Questa partnership va oltre la semplice promozione commerciale, dato che basa le fondamenta su una profonda comunione di valori. Entrambe le realtà, infatti, condividono un impegno risoluto verso la sostenibilità ambientale, una meticolosa attenzione alla selezione delle materie prime e la promozione di uno stile di vita che pone al centro il benessere, sia umano che animale. Natural Style, da sempre baluardo di un approccio etico e naturale, ha identificato in Naxos Pet Food un partner ideale, capace di riflettere pienamente la propria filosofia editoriale.  

    Naxos Pet Food si distingue nel panorama dell’alimentazione animale per la sua dedizione nel produrre pet food in grado di coniugare il gusto autentico con l’utilizzo esclusivo di materie prime 100% naturali e di origine italiana, spesso provenienti dalla ricca biodiversità siciliana.   L’obiettivo primario dell’azienda è quello di nutrire gli amici a quattro zampe con il meglio che la natura può offrire, garantendo al contempo un impatto positivo sull’ambiente.  

    Il brand Naxos si fonda su principi chiari: utilizza solo ingredienti No OGM e Cruelty Free, senza conservanti né coloranti artificiali. Le sue ricette, sviluppate con il supporto di nutrizionisti specializzati, sono arricchite da superfood tipici della Sicilia a km0 come gli agrumi, i fichi d’India e la melagrana, materie prime selezionate per i loro effetti benefici nella salute dei pets. Un percorso volto a valorizzare le produzioni locali e il “vero” made in Italy.  

    L’azienda, fondata nel 1973 dalla famiglia Adragna, ha compiuto un ulteriore passo verso la trasparenza e la responsabilità sociale divenendo una Società Benefit. Questo status sottolinea l’integrazione, nell’oggetto sociale, di obiettivi di impatto positivo sulla società e sull’ambiente, che si traducono in azioni concrete per valorizzare le persone, garantire il benessere degli animali, promuovere il territorio e proteggere l’ambiente.  

    La presenza di Naxos su Natural Style rappresenta dunque un’importante occasione per il pubblico di avvicinarsi a una filosofia alimentare che coniuga qualità, etica e sostenibilità, ribadendo come l’amore per gli animali passi anche attraverso scelte alimentari consapevoli e rispettose della natura.  

    Per richieste di materiali stampa, approfondimenti o opportunità di collaborazione:

    ? [email protected] | ☎ +39 0921 33 70 40

    Naxos, Nutriamo secondo natura.

  • La “Bussola Digitale” decodifica il “Modello Yantai” dell’industria vinicola cinese

    Xinhua – L’Indice di Sviluppo dell’Industria Vinicola Cinese (Yantai), redatto dal China Economic Information Service (CEIS), è stato ufficialmente rilasciato durante la Conferenza sull’Enoturismo GWTO 2025 tenutasi a Yantai, nella provincia di Shandong, il 3 luglio.

    L’indice, che funge da riferimento per lo sviluppo dell’industria vinicola di Yantai, decodifica l’esperienza di Yantai come modello per altre regioni produttrici di vino in Cina e nel mondo.

    Secondo il rapporto dell’indice, il sottoindice di sviluppo di Yantai è salito a 143,31 punti nel 2024, con una crescita annuale media di oltre il 7% dal 2019. Tutti i sei sottoindicatori relativi alla forza industriale, alla reputazione del marchio, all’influenza internazionale e così via hanno registrato una crescita costante, consolidando la posizione di Yantai come punto di riferimento per lo sviluppo del settore.

    L’indice costruisce un modello di valutazione composto da “un nucleo, due ali e tre pilastri”, con la forza industriale come nucleo, la reputazione del marchio e l’influenza internazionale come due ali e le caratteristiche regionali, l’innovazione tecnologica e lo sviluppo integrato come pilastri, ha dichiarato Yang Mu, vicepresidente del CEIS.

    Yang ha affermato che questo modello delinea le forze trainanti interne per uno sviluppo sano e duraturo dell’industria vinicola di Yantai. In un contesto di aggiustamenti strutturali dell’industria vinicola mondiale, Yantai rappresenta un prezioso esempio di sviluppo di alta qualità per le regioni produttrici di vino in patria e all’estero.

    La solida forza industriale è il motivo principale per cui il vino di Yantai ha conquistato una posizione di rilievo nel settore vinicolo nazionale, con il relativo indicatore di forza industriale che ha registrato una crescita media annua del 3,8%. Questo slancio di sviluppo deriva dalle sue solide basi industriali, dalla sua ragionevole struttura industriale e dalla sua completa catena industriale.

    Attualmente, Yantai conta oltre 200 produttori di vino e la produzione lorda delle imprese di dimensioni superiori a quelle stabilite rappresenterà il 41% del totale nazionale nel 2024.

    Yantai non solo vanta aziende leader del settore come Changyu e Weilong, ma ha visto anche la nascita di cantine boutique come Junding, Longdai, Guobin, Longting e Annuo, che hanno offerto caratteristiche diverse e sono diventate punti di riferimento per la qualità del vino di Yantai.

    Attualmente, Yantai si è trasformata da regione puramente vinicola a centro dell’intera catena industriale. La città ha creato un ecosistema industriale di supporto con una produzione complessiva di circa 50 miliardi di yuan.

    Dalla produzione di botti di quercia e tappi per bottiglie all’integrazione tecnologica di apparecchiature intelligenti per la vinificazione, Yantai non solo produce vino eccellente, ma supporta anche la produzione di vino pregiato in tutto il paese.

    Inoltre, Yantai è diventata membro fondatore della “Rete Internazionale delle Città della Vite e del Vino” nell’ambito dell’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (OIV) e ha ottenuto il “Certificato Internazionale di Destinazione Eno-turistica Responsabile” dalla Global Wine Tourism Organization (GWTO). Sta rafforzando la collaborazione con regioni vinicole di fama mondiale in Francia, Spagna, Portogallo, Argentina e Italia.

    (Duan Jing)

  • “Senza Riserve. Storie di Nativi Americani” – Una nuova e originale voce nella letteratura italiana dedicata agli Indiani d’America

    Senza Riserve. Storie di Nativi Americani
    Senza Riserve. Storie di Nativi Americani

    Mauna Kea Edizioni annuncia l’uscita di Senza Riserve. Storie di Nativi Americani.

    Legami più forti delle catene: la lotta per essere indiani non si spegne in questa sorprendente opera letteraria  firmata da Paolo Valerio Bellotti.

    Questa raccolta di quattordici storie avvincenti getta luce sulla resilienza dei Nativi Americani, sospesi tra le cicatrici di un passato mai sepolto e le insidie di un’America rurale moderna, fatta di deserti polverosi, foreste selvagge e riserve soffocanti.

    Con una copertina che sfoggia un’immagine di Remington.

    Celebre anche per un album di Fabrizio De André, il libro unisce un’estetica visiva iconica a un’innovazione narrativa di grande impatto.

    Le storie narrate tengono il lettore con il fiato sospeso, esplorando un mosaico di vite straordinarie:

    un indiano Choctaw di origine africana che negli anni ’30 fugge dal Ku Klux Klan in un Mississippi arido, intriso di whisky, speranze svanite e note blues;

    una studentessa Yokut che, con ostinazione guerriera, si ribella ai pregiudizi radicati;

    un cacciatore Cheyenne che affronta i bracconieri nei boschi selvaggi del Wyoming.

    Dalle cicatrici dei bambini abusati alla ricerca di riscatto delle adolescenti, questi protagonisti sfidano l’assimilazione culturale.

    Un’arma di annientamento antica e moderna – insieme a razzismo, degrado e ingiustizie quotidiane.

    La loro forza risiede nella comunità, nell’amicizia e nelle tradizioni, che diventano le difese più autentiche contro un mondo ostile.

    Si dà vita a un intreccio di epica, dolore e una vitalità inaspettata che cattura l’immaginazione.

    Con questa opera, Bellotti arricchisce la letteratura italiana con un focus raro e prezioso sulle esperienze dei Nativi Americani, inserendosi nella prestigiosa scia di prestigiosi autori di Mauna Kea Edizioni.

    Raffaella Milandri, autrice e traduttrice di opere native e direttore editoriale, elogia la scrittura di Paolo Valerio Bellotti:

    “Originalità, uno stile incisivo e un approccio narrativo che richiama con forza gli autori nativi”.

    La sua scrittura originale e coinvolgente offre una prospettiva fresca.

    Mette in luce identità forgiate nella resistenza e nella lucidità di chi sa cosa non vuole diventare.

    Nato a Milano nel 1982, Bellotti porta nella sua narrazione un amore profondo per le culture native, maturato attraverso studi umanistici in filologia e cinema.

    E arricchito da esperienze globali, come il lavoro in Francia, Niger, Palestina e Bosnia prima dei 25 anni.

    Oggi, a 43 anni, unisce la sua passione per la natura, la fotografia di animali selvatici e la cultura nativa, che trasmette con entusiasmo attraverso la scrittura.

    Influenzata anche dal suo ruolo di insegnante e preside di un centro di formazione professionale vicino a Milano.

    Senza Riserve. Storie di Nativi Americani è disponibile nelle librerie e negli shop online, invitando i lettori a immergersi in un capitolo potente e innovativo della narrativa italiana, dedicato a una delle voci più autentiche e meno raccontate del continente americano.

  • “Ombre su Torino”: il nuovo thriller storico di Marco Folletti debutta con NOA Edizioni 

    Ombre su Torino di Marco Folletti
                          Ombre su Torino di Marco Folletti

    NOA Edizioni, il nuovo marchio del Gruppo Editoriale Mauna, annuncia con entusiasmo l’uscita di “Ombre su Torino. Diari di Vendetta e Nebbia”.

    Il secondo romanzo di Marco Folletti è un avvincente thriller storico che intreccia amore proibito, vendetta e segreti sepolti.

    Dopo il successo di “La divisa sbagliata. Un indiano d’America tra gli SS” (Mauna Loa Edizioni, 2021), Folletti torna con una narrazione potente, ambientata in una Torino avvolta dalla nebbia e strangolata dalla crisi economica.

    Una trama avvincente

    In “Ombre su Torino”, una fascinosa operatrice finanziaria di successo si perde in una passione proibita con due giovani amanti, mentre truffe e tradimenti la trascinano verso l’abisso.

    Quando un quadro rubato dai nazisti riemerge, diventa l’arma della sua vendetta contro chi l’ha incastrata.

    Attraverso due diari – le confessioni di una donna in lotta per la propria innocenza e le memorie di un soldato della Gestapo – il romanzo intreccia due epoche, sfidando il lettore a distinguere verità e menzogna in un crescendo di eros, violenza e segreti, fino a un finale indimenticabile.

    “Ombre su Torino” è un thriller che illumina le ombre del passato.

    NOA Edizioni: una nuova voce per gli autori

    Fondato da Raffaella Milandri, NOA Edizioni si distingue per il suo modello partecipativo, che garantisce trasparenza e libertà creativa agli autori.

    “Ombre su Torino” è tra le prime pubblicazioni del marchio, simbolo della sua missione di promuovere storie autentiche e di impatto, affiancandosi agli altri marchi del Gruppo Mauna: Mauna Kea Edizioni, Mauna Loa Edizioni e Mauna Edizioni.

    Presentazione al Salone del Libro di Torino

    Il romanzo è stato presentato in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino lo scorso maggio.

    L’evento, aperto a lettori e addetti ai lavori, ha offerto l’opportunità di incontrare Marco Folletti e scoprire i retroscena di questa storia avvincente.

    Dichiarazione di Marco Folletti

    “‘Ombre su Torino’ è un viaggio nelle pieghe oscure di una città che amo, dove passato e presente si intrecciano in un gioco di specchi,” dichiara Marco Folletti.

    “Ho voluto esplorare il confine tra giustizia e vendetta, ispirandomi alla storia e alle sue ombre.

    Grazie a NOA Edizioni per aver dato vita a questo progetto con un approccio che mette l’autore al centro.”

    L’autore: un narratore della storia

    Nato a Novara e residente a Torrazza Piemonte, vicino a Torino, Marco Folletti è uno scrittore e ricercatore storico.

    Dopo la maturità tecnica, ha collaborato con testate come “La Voce del Canavese” (1993-1994), curando la rubrica di storia locale “Radici”, e con enti per valorizzare il patrimonio storico, tra cui il recupero del Cimitero Militare Polacco di Chivasso (1998) e conferenze come “Uomini d’Acciaio” (2001) e “Assedio e uomini di scienza” (2006).

    Già guida sotterranea al Museo “Pietro Micca” di Torino, continua a organizzare incontri storici. Con “Ombre su Torino”, Folletti conferma la sua abilità nel coniugare ricerca storica e narrazione coinvolgente.

     

  • In prima edizione italiana “Il mio Popolo, i Sioux”, un grande classico di  Luther Standing Bear

    Il mio popolo, i Sioux di Luther Standing Bear
                  Il mio popolo, i Sioux di Luther Standing Bear

    Luther Standing Bear è uno scrittore e una figura iconica nativa americana.

    Sioux-Lakota, durante la sua mirabile vita Cavallo Pazzo, Toro Seduto e Buffalo Bill sono solo alcuni dei personaggi della storia del West che hanno incrociato la sua strada.

    In “Il mio Popolo, i Sioux”, pubblicato dalla Mauna Kea Edizioni, dalla infanzia indiana spensierata Luther passa giovanissimo alla Carlisle Indian School, dove gli viene imposto un nome cristiano e insegnato il mestiere di lattoniere.

    Promuove la educazione occidentale e lo studio della lingua inglese presso la sua gente.

    Consapevole che sia la unica strada per difendersi dagli uomini bianchi, “più numerosi delle formiche”.

    Dopo aver eccelso come educatore e commesso, lavora con il Wild West Show di Buffalo Bill, lotta per ottenere la cittadinanza americana.   Infine, intraprende la carriera di attore a Hollywood.

    A tradurre e curare la edizione in italiano di  questo grande classico della letteratura nativa americana è Raffaella Milandri, scrittrice, giornalista e nota studiosa dei Nativi Americani.

    Dice la Milandri:

    “Questo di Luther Standing Bear è un grande classico citato in tutte le bibliografie sui Nativi Americani.

    Ma non era mai stato tradotto prima in Italia.

    Occorre dare voce a autori come lui, che hanno difeso la cultura del proprio popolo.

    Appena potrò mi dedicherò a portare alla luce, per i lettori italiani, altri autori nativi dimenticati”.

    Raffaella Milandri è anche attivista per i diritti dei Popoli Indigeni.

    Da molti anni si impegna in una campagna divulgativa a favore delle culture native.

     

  • Uno, nessuno e centomila. Una opera dalla sconcertante modernità in alta leggibilità

    Uno, nessuno e centomila ad alta leggibilità
            Uno nessuno e centomila ad alta leggibilità

    Il capolavoro di Pirandello in edizione ad alta leggibilità accessibile a tutti, a grandi caratteri, elevata interlinea e rientri ripetuti.

    A cura di Paolo Montanari, per la Mauna Kea Edizioni.
    In quest’opera, dalla sconcertante modernità, troviamo un uomo insoddisfatto e depresso: ossessionato dal sé che vede riflesso negli occhi degli altri, dà una spallata alla sua vita per riconquistare la propria identità.

    Trova la via di fuga nella natura, nella spoliazione dai beni materiali, e in una sana solitudine.
    “C’è una maschera per le famiglie, una per la società, una per il lavoro. E quando resti solo, resti nessuno”.
    Secondo Luigi Pirandello, la realtà non ci appartiene, appartiene a mille “altri” che ci incasellano nella versione di noi stessi che percepiscono, andando a negare la vera identità di ognuno.
    Nell’opera si trova una precorritrice vena ambientalista: anche gli alberi sono vittime, ingabbiati e obbligati a crescere in città, dove l’uomo decide di collocarli:

    “Forse gli alberi, per crescere, hanno bisogno di silenzio”.
    Questo romanzo di Luigi Pirandello rappresenta in maniera molto abile la crisi d’identità dell’uomo del Novecento, il quale rasenta i limiti della follia.
    Per il diritto di leggere, Uno, nessuno e centomila è finalmente disponibile in edizione ad alta leggibilità accessibile a tutti, a grandi caratteri, elevata interlinea e rientri ripetuti.
    L’Autore: Luigi Pirandello nacque ad Agrigento nel 1867 e morì a Roma nel 1936.

    Fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1934. Il suo primo grande successo venne decretato con Il Fu Mattia Pascal, ma raggiunse la piena notorietà grazie alle opere teatrali, cui si dedicò completamente dal 1922, incoronandolo nel successivo decennio drammaturgo di fama mondiale.
    Il curatore: Paolo Montanari Paolo Montanari è nato a Pesaro, dove vive e lavora.

    Giornalista pubblicista, è membro di varie giurie letterarie e da 25 anni è operatore culturale; in collaborazione con la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Pesaro, organizza incontri di vari interessi culturali.

    Ha tenuto seminari presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione sul cinema, in particolare sui registi Rossellini e Olmi.

    A sua cura un importante convegno, sempre a Pesaro, su Pier Paolo Pasolini. D

    al 2019 a oggi, sta tenendo un ciclo di conferenze in varie città su Leonardo, Raffaello e Leopardi.

  • Agricoltura europea, ci sono preoccupanti segnali di declino

    Lo scenario economico del vecchio continente sta cambiando in maniera progressiva ma anche inesorabile. In particolar modo l’agricoltura europea sta attraversando una fase di declino che dovrebbe preoccuparci. A dimostrarlo sono gli ultimi dati riguardo alla produzione di grano.

    Il mercato del grano e l’agricoltura Europea

    agricolturaL’ultimo report pubblicato dal dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha evidenziato una novità assoluta poco invidiabile, ossia che l’Europa per la prima volta nella sua storia rischia di diventare un’importatrice netta di grano. Significa che la maggior parte di quello che consumiamo arriva dall’estero perché non riusciamo a produrne abbastanza da soli.

    L’impatto degli eventi climatici

    Gli eventi climatici estremi che hanno colpito Germania e Francia hanno impattato sul 65% dei territori dedicati all’agricoltura. In altri paesi come Spagna, Romania Polonia e Ungheria, il clima avverso ha comportato perdite fino a 30 % per i coltivatori.

    Complessivamente, la produzione del grano in Europa è scesa del 5% e in alcuni casi – la Francia – i raccolti sono stati i peggiori mai visti da decenni a questa parte. Non dobbiamo stupirci allora se ci sono trading con volumi sempre maggiori di import di grano.

    I costi in aumento

    Oltre l’impatto degli eventi climatici estremi, l’agricoltura Europea ha sofferto anche di alcuni fattori tipicamente economici. Ci riferiamo all’incremento del prezzo dei fertilizzanti, che nel giro di un paio d’anni è cresciuto tra il 40 e il 60%. Anche l’aumento del costo dei carburanti e dei prodotti fitosanitari ha finito per aumentare i costi per ettaro, cresciuti di 210 euro.

    Vista la redditività sempre più scarsa, molti agricoltori scelgono di ridurre le superfici coltivate o abbandonare l’attività.

    Le quotazioni del grano

    In questo scenario così complicato dal punto di vista produttivo, le quotazioni del grano europeo sono già salite del 10%. La conseguenza è che si è ridotta la competitività del Vecchio Continente sui mercati globali, incrementando il ricorso all’import. L’USDA ritiene che nel 2027 la carenza di grano nella UE potrebbe toccare i 7 milioni di tonnellate.
    Il futuro dell’agricoltura europea si gioca sulle scelte, o meglio su due opzioni binarie che dipenderà solo dalle decisioni politiche che prenderà Bruxelles. o si garantisce in fretta un cambiamento di rotta oppure saranno guai seri.

  • ONLY ONE, l’AI dal volto umano, al servizio delle persone

    Un avatar antropomorfo, con voce e volto ispirati a un vero dipendente One Express, per facilitare e armonizzare le attività quotidiane, restituendo valore all’individuo mediante il supporto di una mente comune

     

    Innovare, ma senza dimenticare le persone. Con questa visione One Express ha lanciato un progetto rivoluzionario che fonde intelligenza artificiale e umanità: nasce ONLY ONE, un assistente virtuale evoluto, trasparente e accessibile, pensato per migliorare la qualità del lavoro e restituire centralità all’individuo.

    La svolta è stata annunciata durante la fiera Transport Logistic di Monaco di Baviera, dove l’azienda ha esposto in stand il suo avatar. Più che una semplice dimostrazione tecnologica, si è trattato di una vera e propria dichiarazione culturale: l’AI non per sostituire, ma per potenziare l’uomo, supportandolo nelle sfide quotidiane.

    Dietro questo ambizioso progetto ci sono la visione del Presidente Claudio Franceschelli e del Vice Presidente Andrea Franceschelli che hanno voluto imprimere una direzione chiara al futuro di One Express: mettere l’intelligenza artificiale al servizio dell’intelligenza umana, liberando le persone da compiti ripetitivi e a basso valore per valorizzarne creatività, intuizione e capacità strategiche.

    Il progetto ONLY ONE non è nato a tavolino, né imposto dall’alto. Anzi, la direzione aziendale ha coinvolto attivamente i propri team con interviste, indagini e confronti diretti, ascoltando esigenze concrete e costruendo un sistema su misura: un alleato digitale, non un controllore.

    È così emersa la richiesta di una “mente condivisa”, un assistente intelligente capace di affiancare le diverse aree operative — dal customer service al contenzioso, dall’amministrazione alla formazione — rispondendo in modo proattivo, tracciabile e motivato.

    Il risultato è ONLY ONE, un assistente virtuale completamente sviluppato in Italia, integrato con i sistemi interni aziendali e dotato di un sistema di ticketing avanzato che gli consente di rispondere automaticamente a centinaia di mail, migliorando l’efficienza e alleggerendo il carico dei reparti operativi. I suoi KPI vengono monitorati in tempo reale, permettendo valutazioni puntuali sull’impatto reale delle sue attività.

    One Express ha fatto un passo in più: ha dato un volto e una voce all’intelligenza artificiale. ONLY ONE è un avatar empatico, modellato su un vero dipendente dell’azienda, con una storia e un’identità riconoscibili. Interagisce in quattro lingue, comprende il contesto e comunica con naturalezza, diventando una presenza familiare e rassicurante per i colleghi. È un punto di riferimento per l’onboarding, la formazione e l’assistenza, una figura ponte tra tecnologia e umanità.

    Con ONLY ONE, One Express non ha solo introdotto un chatbot. Ha costruito un’identità digitale viva, coerente con i propri valori, al servizio delle persone, trasformando l’AI in un’opportunità umana, concreta e ispirata” – afferma Claudio Franceschelli, Presidente One Express, sottolineando come l’innovazione possa e debba rimanere fedele ai valori umani. Anche Andrea Franceschelli, Vicepresidente One Express, rilancia: “Un’azienda che vuole continuare a essere innovativa e attrattiva deve saper integrare le nuove tecnologie in modo autentico. È ciò che cercano le nuove generazioni: esperienze lavorative moderne, coinvolgenti e proiettate al futuro”.

    ONLY ONE rappresenta il primo passo di una rivoluzione culturale e tecnologica. Non è una semplice implementazione tecnica, ma una nuova filosofia del lavoro dove l’intelligenza artificiale è un armonizzatore di sistema, capace di migliorare il modo in cui apprendiamo, collaboriamo e cresciamo ogni giorno. Il futuro ha un volto e parla con voce umana.

     

    www.oneexpress.it

    One Express è dal 2008 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 150 membri tra Affiliati italiani e Partner europei.

    www.borderlineagency.com

  • COMUNICATO STAMPA – Renord presenta il nuovo Dacia Bigster

    Sesto San Giovanni, 10 marzo 2025 – Venerdì scorso, presso lo showroom Renord di Via Clerici 6/12, si è tenuto l’evento esclusivo di presentazione del nuovo Dacia Bigster, il SUV che segna l’ingresso del brand nel segmento C. Alla presenza di giornalisti, appassionati e rappresentanti del settore, l’evento ha offerto l’opportunità di scoprire da vicino le caratteristiche innovative di questo modello, che combina spazio, tecnologia e un’anima robusta, rimanendo fedele ai valori Dacia di accessibilità e praticità.

    “Siamo orgogliosi di presentare il nuovo Dacia Bigster, un SUV che coniuga perfettamente robustezza, versatilità e un eccellente rapporto qualità/prezzo. – ha dichiarato Massimo Berruto, Direttore Marketing di RenordQuesto modello rappresenta un passo strategico per il brand e un’opportunità per i clienti di accedere a un veicolo spazioso e innovativo senza rinunciare all’essenzialità e alla concretezza che da sempre contraddistinguono Dacia.”

    Design e Spazio: robustezza e funzionalità

    Dacia Bigster si distingue per un design audace e linee scolpite che trasmettono solidità e modernità. Le dimensioni generose garantiscono un’abitabilità ai vertici della categoria, con interni spaziosi progettati per offrire massimo comfort a guidatore e passeggeri. Il bagagliaio da 667 litri assicura una capacità di carico elevata, ideale per chi cerca praticità senza compromessi.

    Tecnologia e Connettività: comfort e praticità

    L’abitacolo è pensato per la massima ergonomia, con un’ampia consolle centrale dotata di caricatore a induzione, portabicchieri e un pratico vano portaoggetti refrigerato nelle versioni Journey ed Extreme con motore Hybrid 155. Anche i passeggeri posteriori beneficiano di un ampio spazio per le ginocchia e un tetto rialzato, mentre il sedile posteriore frazionabile 40/20/40 offre flessibilità e un comodo bracciolo ripiegabile.

    Motorizzazioni ibride: efficienza e sostenibilità

    Il nuovo Bigster è disponibile in diverse configurazioni motorizzate, con un focus sulla sostenibilità. Le opzioni includono:

    • Hybrid 140 e Full Hybrid 155, che combinano un motore a combustione con un’unità elettrica per una guida efficiente.
    • ECO-G 140, la versione GPL/benzina, disponibile da aprile 2025.
    • TCe 140 4×2, benzina con ibridazione leggera 40V
    • TCe 130 4×4, disponibile anche nella trazione integrale.

    Queste soluzioni permettono di ridurre i consumi e l’impatto ambientale, senza rinunciare alla potenza e alla versatilità.

    Disponibilità e Prezzo

    L’offerta commerciale di Dacia Bigster, ha l’obiettivo di lavorare anche sui clienti business, oltre che privati.

    Dacia Bigster è già ordinabile presso le concessionarie Renord con un prezzo di partenza di 24.800 euro. Le prime consegne sono previste per la primavera 2025.

    Per ulteriori informazioni e per prenotare un test drive, è possibile visitare il sito ufficiale di Renord e richiedere un appuntamento.

     

    Per maggiori informazioni:

    Spada Media Group – Ufficio Stampa Renord

    [email protected]

    Tel. +39 02 2430 8560 – Int. 217

    www.renord.com

  • Daniel Mannini nel suo percorso creativo rende omaggio alla storia della Sociologia

    Sempre attento, prodigo e solerte nel suo percorso di ricerca creativa, Daniel Mannini ha voluto improntare un nuovo progetto artistico curato dalla dottoressa Elena Gollini (in scia con il concetto di arte per il sociale e di arte funzionale alla collettività) omaggiando simbolicamente la storia della Sociologia e tutto ciò che ha prospettato nel panorama pregresso e in quello attuale, ricoprendo e rivestendo ambiti di applicazione estensiva di indubbia rilevanza culturale e comunitaria. Certamente, i preziosi insegnamenti dei maestri sociologi hanno offerto delle ottime e congeniali basi di riflessione attraverso cui poter sviluppare pensieri di approfondimento, trasferibili anche ai nostri giorni e utili per imbastire e innervare le fondamenta del futuro, coinvolgendo ovviamente anche di rimando altri comparti, dalla Filosofia alla Psicologia, dal costume alle abitudini di vita, dalla tradizione all’innovazione, per meglio adattarsi e amalgamarsi con l’evoluzione progressiva dell’intera dimensione esistenziale umana. Su questa sfaccettata stimolante occasione e ghiotta opportunità analitico-riflessiva ha preso vita il progetto artistico di Daniel Mannini con una sua opera grafico-digitale come importante testimonianza del suo modus pensandi sensibile e sempre recettivo verso tematiche e argomentazioni, che pur non appartenendo al mondo creativo in senso lato e in senso stretto, fanno comunque da imprescindibile e fondamentale corollario per dipanare proiezioni e visioni allargate e dilatate con elastica ed utile versatilità. In particolare, Daniel Mannini ha designato come creazione rappresentativa del progetto l’immagine dal titolo “L’Albatro” spiegando con dovizia accurata: “L’ispirazione nasce all’opera di Baudelaire dove l’artista e la creatività viene soffocata dalla realtà di oggi ed è legato con essa da un filo rosso. La postura e la sua espressione nel guardare l’orizzonte racchiudono la sua determinazione nel seguire il proprio percorso, nonostante gli ostacoli che incontra”. A fronte di questo pregevole progetto e del suo lodevole intento di condivisione, gli è stato conferito un attestato simbolico di meritocrazia che recita: “Per il contributo costante e concreto a favore di messaggi e di pensieri ad ampia fruizione sociale e collettiva che sollecitano e fanno emergere una positiva riflessione comunitaria e fungono da incalzante stimolo comunicativo di condivisione sinergica”. All’interno del progetto di Daniel Mannini molto apprezzabile è il commento espresso da Marco Bonini (al quale va un ringraziamento speciale per la premurosa disponibilità da parte della curatrice e dell’artista) che supporta attivamente ormai da tempo il giovane promettente e talentuoso artista creativo attraverso le sue lungimiranti, acute e argute considerazioni sempre calzanti e sempre intrise di illuminata sapienza.

  • Daniel Mannini: nuovo progetto di arte per il sociale dedicato alla storia della Sociologia

    Non poteva mancare, negli insieme mirato di progetti artistici di Daniel Mannini (qualificanti e avvaloranti in funzione di un messaggio di arte per il sociale e di arte socialmente funzionale alla collettività) quello inerente ad approfondire la storia della Sociologia, spaziando su focus tematici di stimolante condivisione, per dare ulteriore plus valore comprovante alla sua ricerca. Nasce così il nuovo progetto artistico curato dalla dottoressa Elena Gollini con sezioni di scritti appositi e una speciale sezione in versione audio, per completare e integrare il tutto. concepito con un’orchestrazione di palinsesto facilmente fruibile e ben comprensibile anche per i cosiddetti non esperti in materia. Al suo interno è racchiuso il significativo contributo di Marco Bonini, che sposando appieno un pensiero di profonda e radicata coerenza e consapevolezza riflessiva, ha espresso stimolanti parole, dichiarando con la sua magistrale capacità comunicativa sempre accattivante: “L’arte come rappresentazione sintetica simbolica ed emotiva della società, come alambicco di distillazione del senso della società si nutre di sociologia e allo stesso tempo nutre la sociologia. Non può non essere e farsi sociologia. Ma mentre la sociologia è lo studio analitico della società, si configura come uno smascheramento scientifico, una scomposizione della società in meccanismi di massa, l’arte, partendo dalla stessa analisi, vedendo gli stessi meccanismi, potremmo dire che li ricopre o più propriamente li ri-maschera dietro un dipinto figurativo di più immediata interpretazione. L’arte restituisce così al popolo il risultato accademico della sociologia, rendendolo appunto sintetico, simbolico ed emotivo. In una parola democratizzandolo”. A riguardo la dottoressa Gollini ha tenuto a rimarcare: “Rinnovo anche da parte dell’artista Daniel Mannini un sentito ringraziamento a Marco Bonini, che ancora una volta ha dimostrato la sua accorata propensione a dare supporto di sostegno a favore di un giovane esponente dell’arte contemporanea, attraverso il suo commento di notevole spessore, che esprime una ravveduta valutazione sul piano filosofico esistenziale ed esistenzialista davvero intensa“.