Categoria: Economia e Finanza

  • Economia globale, il forum dei potenti potrebbe traslocare da Davos

    Il tradizionale appuntamento con il World Economic Forum, uno degli eventi più importanti per l’economia globale, che si svolge da decenni nella sede alpina di Davos in Svizzera, in futuro potrebbe cambiare location.

    Da evento elitario a evento clou per l’economia globale

    davos forumQuando la fondazione “WEF” cominciò a organizzare questo meeting a Davos, era una specie di club per le élite manageriali europee. Piano piano però ha esteso la sua partecipazione sia a livello numerico sia a livello di contenuti. Oggi coinvolge regolarmente decine di migliaia di partecipanti ed è diventato uno degli eventi più importanti per l’economia globale.

    Sono presenti capi di Stato, i governatori delle maggiori banche centrali come FED e Banca centrale Europea ma anche esponenti di primo piano della politica e dell’economia internazionale, con intellettuali e giornalisti selezionati.

    L’incontro tra i potenti

    Questo incontro fra i potenti diventa occasione per discutere dei temi più caldi del momento per l’economia globale. Quello del 2026, ad esempio, ha come fulcro il tema del commercio e la politica tariffaria americana, ma anche le tensioni legate alla Groenlandia. Dagli interventi degli esponenti di spicco dell’economia globale, gli investitori di tutto il mondo traggono segnali in tempo reale sulle future tendenze geopolitiche ed economiche.

    I problemi legati alla location

    Con il crescere delle dimensioni e dell’importanza, è diventato sempre meno comodo svolgerlo nel piccolo paesino svizzero. La carenza di alloggi, il costo elevato della sicurezza, le infrastrutture fisiche abbastanza limitate sono tra i maggiori problemi evidenziati dai funzionari del WEF.

    L’idea di traslocare da Davos è stata lanciata da Larry Fink. Costui è presidente di Blackrock e co-presidente ad interim del consiglio di amministrazione del World Economic Forum. Non si può quindi parlare di un semplice rumors ma di un’ipotesi molto concreta. L’idea sarebbe quella di spostare il summit verso altre sedi, a rotazione, tanto negli Stati Uniti quanto in Europa. Al tempo stesso verrebbe ridisegnata la stessa struttura del forum sull’economia globale, che da molti è ritenuto troppo elitario perché coinvolge solo i leader politici e imprenditoriali.

    Favorevoli e contrari

    Ovviamente come in tutti i cambiamenti ci sono delle resistenze da affrontare. I direttori del WEF hanno sottolineato l’importanza storica della sede di Davos anche sotto il profilo turistico, ragione per cui il governo svizzero si oppone al cambio di sede. Anche alcuni dei funzionari del forum continuano a sostenere la candidatura Svizzera.

  • Perché il prezzo dell’oro è aumentato così tanto negli ultimi decenni ?

    Negli ultimi decenni, il prezzo dell’oro ha visto un costante e spesso vertiginoso aumento del suo valore. Da metallo prezioso apprezzato fin dall’antichità a bene rifugio per eccellenza nei tempi moderni, il suo prezzo ha registrato una crescita significativa soprattutto a partire dagli anni 2000. Ma quali sono i fattori che hanno contribuito a questa ascesa? Per comprenderlo, è necessario analizzare sia i meccanismi economici globali sia il significato simbolico e pratico che l’oro riveste nella società contemporanea.

    Il ruolo dell’oro come bene rifugio
    Uno dei motivi principali per cui l’oro aumenta di valore è il suo status di bene rifugio. Quando l’economia mondiale attraversa periodi di incertezza, gli investitori cercano asset considerati sicuri sia acquistando etf che lingotti e monete da investimento presso operatori autorizzati come questo compro oro Firenze. Guerre, crisi finanziarie, inflazione e instabilità politica portano spesso a una fuga dai titoli rischiosi verso beni più stabili. L’oro, non essendo legato a una singola nazione o a una specifica economia, è visto come un valore universale.

    Un esempio emblematico è la crisi finanziaria del 2008. In quell’anno, mentre i mercati crollavano e le banche fallivano, il prezzo dell’oro cominciò a salire in modo marcato, superando nel 2011 la soglia dei 1.900 dollari per oncia. Lo stesso fenomeno si è verificato durante la pandemia di COVID-19, quando l’incertezza globale ha spinto nuovamente gli investitori verso il metallo giallo.

    L’inflazione e la perdita di fiducia nelle valute fiat
    Un altro fattore chiave è l’inflazione, ovvero la perdita di potere d’acquisto della moneta. Con l’aumento dei prezzi dei beni e servizi, il denaro perde valore nel tempo. L’oro, invece, tende a mantenere (o addirittura aumentare) il proprio valore, rappresentando una protezione contro l’erosione del potere d’acquisto. Inoltre, nei periodi in cui le politiche monetarie espansive — come la stampa di denaro da parte delle banche centrali — mettono in discussione la stabilità delle valute, l’oro viene percepito come un’alternativa più affidabile.

    Questo è particolarmente evidente nel contesto dell’economia statunitense. Il dollaro, pur restando la valuta di riserva mondiale, ha subito una progressiva svalutazione negli ultimi decenni. Gli investitori globali, osservando questo fenomeno, hanno cercato di diversificare i propri portafogli aumentando le riserve in oro.

    Domanda crescente da parte dei mercati emergenti
    Anche la crescita della domanda nei mercati emergenti, in particolare in Asia, ha avuto un impatto sul valore dell’oro. In paesi come India e Cina, l’oro è fortemente radicato nella cultura locale, non solo come simbolo di ricchezza ma anche come strumento di risparmio e investimento. Con l’aumento del reddito disponibile in questi paesi, la domanda di oro da parte di privati e banche centrali è aumentata notevolmente.

    Inoltre, molte banche centrali — anche in Europa e America Latina — hanno cominciato a ricostituire le proprie riserve auree, dopo anni di vendite. Questo cambio di tendenza ha contribuito a sostenere la crescita del prezzo.

    Offerta limitata e costi di estrazione
    L’oro è un metallo raro e la sua estrazione è sempre più costosa. Le miniere più facilmente accessibili sono ormai esaurite o in fase di esaurimento, e quelle rimanenti richiedono investimenti molto elevati e tecnologie avanzate. Questa scarsità naturale, unita alla crescente domanda, crea una pressione al rialzo sul prezzo.

    Inoltre, la sensibilità crescente verso le tematiche ambientali ha reso più difficile ottenere permessi per nuove esplorazioni o per l’ampliamento delle miniere esistenti. Tutti questi fattori contribuiscono a mantenere l’oro in una posizione privilegiata nel panorama degli investimenti.

    Conclusione
    L’aumento del prezzo dell’oro negli ultimi decenni non è il risultato di un solo fattore, ma dell’interazione di molte dinamiche economiche, politiche e culturali. Dall’instabilità dei mercati finanziari alla crescita della domanda nei paesi emergenti, dalla sfiducia nelle valute tradizionali all’aumento dei costi di estrazione, l’oro continua a essere percepito come un punto fermo in un mondo in continuo cambiamento. Per questo, è probabile che il suo valore continuerà a crescere, o perlomeno a mantenersi stabile, finché permarranno queste condizioni.

  • Quali sono i beni di investimento in economia reale

    I beni di investimento nell’economia reale sono asset materiali o tangibili che hanno un valore intrinseco e possono generare rendimenti nel tempo. A differenza degli strumenti finanziari speculativi (come derivati o criptovalute), questi beni sono direttamente legati alla produzione, al consumo o alla conservazione del valore. Possono essere utilizzati, affittati, venduti o semplicemente detenuti per proteggere il patrimonio.

    Ecco i principali:
    Oro e metalli preziosi
    Lingotti, monete d’oro, argento, platino.

    Comprati presso rivenditori autorizzati come questo compro oro Firenze e custoditi fisicamente o in alternativa acquistati attraverso etf presso intermediari finanziari.

    Funzione: beni rifugio per eccellenza nei periodi di inflazione o crisi. Non generano reddito diretto, ma conservano potere d’acquisto nel lungo termine.

    Immobili
    Residenziali: case, appartamenti, ville.

    Commerciali: negozi, uffici, locali industriali.

    Turistici: B&B, case vacanza, agriturismi.

    Rurali: casali, cascine, fabbricati agricoli.

    Perché sono beni da investimento?
    Rendono attraverso affitti, plusvalenze alla rivendita e possono rivalutarsi nel tempo, specie in aree strategiche o in fase di sviluppo.

    Terreni
    Agricoli: particolarmente richiesti per l’autosufficienza alimentare e l’agricoltura sostenibile.

    Edificabili: con potenziale di sviluppo immobiliare.

    Boschivi o forestali: utili per progetti ambientali o di conservazione.

    Vantaggi: sono beni durevoli, spesso esenti da svalutazioni rapide e collegati a incentivi (es. agricoltura bio, riforestazione).

    Opere d’arte e beni da collezione
    Quadri, sculture, fotografie d’autore.

    Antiquariato, orologi di lusso, auto d’epoca, strumenti musicali rari.

    Rischio e rendimento: richiedono competenze specifiche, ma possono aumentare di valore in modo significativo se ben selezionati.

    Materie prime fisiche
    Commodities fisiche: petrolio, rame, grano, caffè (acquistati e stoccati fisicamente, non solo in borsa).

    Alcuni investitori acquistano quote di magazzini o silos agricoli.

    Usati come copertura per l’inflazione o per diversificare il portafoglio.

    Aziende e attività produttive
    Quote societarie di imprese che operano nella manifattura, agricoltura, energie rinnovabili.

    Franchising, start-up industriali o artigianali.

    Investimento diretto nell’economia reale, con ritorni potenziali elevati ma anche rischio operativo.

    Energie rinnovabili e impianti fisici
    Pannelli solari, impianti eolici, mini-idroelettrico, impianti geotermici.

    Talvolta associati a terreni agricoli o edifici produttivi.

    Perché interessano? Generano reddito attraverso la vendita di energia (incentivi statali inclusi) e hanno un valore strategico nella transizione ecologica.

    Vini pregiati, distillati e prodotti agricoli da collezione
    Bottiglie da collezione (Barolo, Bordeaux, whisky, rum).

    Investimenti in cantine o consorzi.

    Caratteristica: rendimento nel tempo grazie alla rarità e alla conservazione, spesso usati anche per diversificare.

    Infrastrutture e servizi locali
    Investimenti in porti turistici, parcheggi, reti idriche locali, sistemi di stoccaggio.

    In alcuni casi gestiti in forma cooperativa o tramite fondi specializzati.

    Rendimento legato alla domanda reale e all’utilizzo continuativo.

    Conclusione
    I beni di investimento dell’economia reale offrono stabilità, protezione e utilità concreta. Anche se non garantiscono ritorni immediati come la finanza speculativa, sono molto più coerenti con una visione di lungo periodo, sostenibile e orientata al valore reale.

    Se vuoi, posso aiutarti a costruire un profilo di investimento in economia reale in base a capitale, orizzonte temporale e obiettivi.

     

  • La “Bussola Digitale” decodifica il “Modello Yantai” dell’industria vinicola cinese

    Xinhua – L’Indice di Sviluppo dell’Industria Vinicola Cinese (Yantai), redatto dal China Economic Information Service (CEIS), è stato ufficialmente rilasciato durante la Conferenza sull’Enoturismo GWTO 2025 tenutasi a Yantai, nella provincia di Shandong, il 3 luglio.

    L’indice, che funge da riferimento per lo sviluppo dell’industria vinicola di Yantai, decodifica l’esperienza di Yantai come modello per altre regioni produttrici di vino in Cina e nel mondo.

    Secondo il rapporto dell’indice, il sottoindice di sviluppo di Yantai è salito a 143,31 punti nel 2024, con una crescita annuale media di oltre il 7% dal 2019. Tutti i sei sottoindicatori relativi alla forza industriale, alla reputazione del marchio, all’influenza internazionale e così via hanno registrato una crescita costante, consolidando la posizione di Yantai come punto di riferimento per lo sviluppo del settore.

    L’indice costruisce un modello di valutazione composto da “un nucleo, due ali e tre pilastri”, con la forza industriale come nucleo, la reputazione del marchio e l’influenza internazionale come due ali e le caratteristiche regionali, l’innovazione tecnologica e lo sviluppo integrato come pilastri, ha dichiarato Yang Mu, vicepresidente del CEIS.

    Yang ha affermato che questo modello delinea le forze trainanti interne per uno sviluppo sano e duraturo dell’industria vinicola di Yantai. In un contesto di aggiustamenti strutturali dell’industria vinicola mondiale, Yantai rappresenta un prezioso esempio di sviluppo di alta qualità per le regioni produttrici di vino in patria e all’estero.

    La solida forza industriale è il motivo principale per cui il vino di Yantai ha conquistato una posizione di rilievo nel settore vinicolo nazionale, con il relativo indicatore di forza industriale che ha registrato una crescita media annua del 3,8%. Questo slancio di sviluppo deriva dalle sue solide basi industriali, dalla sua ragionevole struttura industriale e dalla sua completa catena industriale.

    Attualmente, Yantai conta oltre 200 produttori di vino e la produzione lorda delle imprese di dimensioni superiori a quelle stabilite rappresenterà il 41% del totale nazionale nel 2024.

    Yantai non solo vanta aziende leader del settore come Changyu e Weilong, ma ha visto anche la nascita di cantine boutique come Junding, Longdai, Guobin, Longting e Annuo, che hanno offerto caratteristiche diverse e sono diventate punti di riferimento per la qualità del vino di Yantai.

    Attualmente, Yantai si è trasformata da regione puramente vinicola a centro dell’intera catena industriale. La città ha creato un ecosistema industriale di supporto con una produzione complessiva di circa 50 miliardi di yuan.

    Dalla produzione di botti di quercia e tappi per bottiglie all’integrazione tecnologica di apparecchiature intelligenti per la vinificazione, Yantai non solo produce vino eccellente, ma supporta anche la produzione di vino pregiato in tutto il paese.

    Inoltre, Yantai è diventata membro fondatore della “Rete Internazionale delle Città della Vite e del Vino” nell’ambito dell’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (OIV) e ha ottenuto il “Certificato Internazionale di Destinazione Eno-turistica Responsabile” dalla Global Wine Tourism Organization (GWTO). Sta rafforzando la collaborazione con regioni vinicole di fama mondiale in Francia, Spagna, Portogallo, Argentina e Italia.

    (Duan Jing)

  • Agricoltura europea, ci sono preoccupanti segnali di declino

    Lo scenario economico del vecchio continente sta cambiando in maniera progressiva ma anche inesorabile. In particolar modo l’agricoltura europea sta attraversando una fase di declino che dovrebbe preoccuparci. A dimostrarlo sono gli ultimi dati riguardo alla produzione di grano.

    Il mercato del grano e l’agricoltura Europea

    agricolturaL’ultimo report pubblicato dal dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha evidenziato una novità assoluta poco invidiabile, ossia che l’Europa per la prima volta nella sua storia rischia di diventare un’importatrice netta di grano. Significa che la maggior parte di quello che consumiamo arriva dall’estero perché non riusciamo a produrne abbastanza da soli.

    L’impatto degli eventi climatici

    Gli eventi climatici estremi che hanno colpito Germania e Francia hanno impattato sul 65% dei territori dedicati all’agricoltura. In altri paesi come Spagna, Romania Polonia e Ungheria, il clima avverso ha comportato perdite fino a 30 % per i coltivatori.

    Complessivamente, la produzione del grano in Europa è scesa del 5% e in alcuni casi – la Francia – i raccolti sono stati i peggiori mai visti da decenni a questa parte. Non dobbiamo stupirci allora se ci sono trading con volumi sempre maggiori di import di grano.

    I costi in aumento

    Oltre l’impatto degli eventi climatici estremi, l’agricoltura Europea ha sofferto anche di alcuni fattori tipicamente economici. Ci riferiamo all’incremento del prezzo dei fertilizzanti, che nel giro di un paio d’anni è cresciuto tra il 40 e il 60%. Anche l’aumento del costo dei carburanti e dei prodotti fitosanitari ha finito per aumentare i costi per ettaro, cresciuti di 210 euro.

    Vista la redditività sempre più scarsa, molti agricoltori scelgono di ridurre le superfici coltivate o abbandonare l’attività.

    Le quotazioni del grano

    In questo scenario così complicato dal punto di vista produttivo, le quotazioni del grano europeo sono già salite del 10%. La conseguenza è che si è ridotta la competitività del Vecchio Continente sui mercati globali, incrementando il ricorso all’import. L’USDA ritiene che nel 2027 la carenza di grano nella UE potrebbe toccare i 7 milioni di tonnellate.
    Il futuro dell’agricoltura europea si gioca sulle scelte, o meglio su due opzioni binarie che dipenderà solo dalle decisioni politiche che prenderà Bruxelles. o si garantisce in fretta un cambiamento di rotta oppure saranno guai seri.

  • Rc auto: in Sardegna +7,9% a dicembre, premio medio a 556,49 euro

    Il nuovo anno si apre con brutte notizie per gli automobilisti sardi. Guardando ai premi medi emerge che le tariffe Rc auto continuano a crescere, con effetti negativi anche sui guidatori virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2024 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sardegna occorrevano, in media, 556,49 euro, vale a dire il 7,9% in più rispetto a sei mesi prima.

    «Il rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi di sinistrosità stanno sicuramente iniziando ad avere i primi effetti positivi sul fronte dei prezzi RC auto, che nel corso 2024, pur rimanendo elevati, hanno visto rallentare il loro trend di crescita», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se il contesto economico rimarrà stabile, ci aspettiamo che gli effetti positivi si trasmettano integralmente sul mercato RC auto e che la curva di prezzi possa tornare a stabilizzarsi. In un contesto come questo, confrontare le offerte di diverse compagnie può rivelarsi fondamentale per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Sono oltre 20.000 automobilisti sardi, sempre secondo l’osservatorio di Facile.it, gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2024, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 955mila preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2024 – è emerso che in Sardegna la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è pari al 2,29% del totale, la seconda regione italiana con la percentuale più alta.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Cagliari è la provincia sarda che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2024, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,85%, seconda provincia a livello nazionale) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria regionale Sud Sardegna (2,32%) e Nuoro (2,24%).

    Chiudono la classifica Oristano (1,68%) e – a breve distanza – Sassari, area sarda dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1,62%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi – in Sardegna – vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; la percentuale, ad esempio, è più alta tra le donne (2,37%) rispetto al campione maschile (2,26%).

    Guardando invece alla professione dell’assicurato emerge come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,03%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono i disoccupati (2,76%) e gli artigiani (2,70%).

    *L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 361.774 preventivi effettuati in Sardegna e calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Mutui e BCE: rate in calo di 50 euro nel 2025

    Durante la riunione del prossimo 30 gennaio, per la prima volta quest’anno la BCE dovrebbe tagliare il costo del denaro; cosa devono aspettarsi gli italiani con un mutuo a tasso variabile? Facile.it e Mutui.it hanno stimato che se l’Eurotower dovesse ridurre gli indici di 25 punti base la rata di un finanziamento variabile standard* per l’acquisto della casa potrebbe scendere di circa 17 euro nei prossimi mesi, passando dagli attuali 666 euro a 649 euro.

    Se confermato, quello di gennaio sarebbe il quinto taglio consecutivo, il primo di una serie di interventi previsti per l’anno in corso; analizzando i Futures sugli Euribor (aggiornati al 20 gennaio 2025) si scopre che, secondo le previsioni, gli indici dovrebbero continuare a scendere almeno per tutto il primo semestre, per poi rallentare la corsa al ribasso nella seconda parte dell’anno.

    Dati alla mano, a giugno l’Euribor a 3 mesi dovrebbe arrivare al 2,22%, scendendo sotto la soglia del 2,10% entro la fine del 2025; se queste previsioni fossero corrette, la rata del mutuo standard preso in esame calerebbe a 629 euro entro il primo semestre 2025, arrivando a sfiorare i 620 euro a dicembre 2025, con un risparmio complessivo annuale sulla rata prossimo ai 50 euro rispetto ad oggi.

    Il fisso batte il variabile, ma il gap si riduce

    Se i variabili continuano a calare, sul fronte dei tassi fissi le ultime settimane sono state caratterizzate da un aumento dell’IRS, l’indice di riferimento per questo tipo di offerta, che sta risentendo dell’aumento dei rendimenti dei titoli di stato europei, sulla scia di quelli americani.

    Effetto Trump?

    Sebbene si sia insediato da pochi giorni, è evidente che i programmi politici ed economici del nuovo presidente degli Stati Uniti abbiano iniziato ad avere i loro effetti sui mercati americani ben prima dell’Inauguration day, con ricadute a cascata che iniziano a farsi sentire anche da noi arrivando, potenzialmente, fino a colpire i tassi dei mutui italiani.

    La buona notizia, però, è che l’aumento dell’IRS si è trasmesso solo parzialmente sui tassi proposti alla clientela; molti istituti di credito hanno deciso di assorbire parte di questi rincari riducendo gli spread applicati ai mutui fissi e questo ha consentito di mantenere l’offerta su livelli competitivi.

    Dati alla mano, quindi, nonostante questi movimenti, oggi i tassi fissi continuano a rimanere più convenienti rispetto ai variabili, anche se il gap si sta riducendo.

    Secondo le simulazioni di Facile.it e Mutui.it**, guardando alle migliori offerte a tasso fisso disponibili online per un mutuo standard, i TAN partono dal 2,48%, con una rata di 564 euro.

    Per i variabili, invece, le migliori offerte partono da un TAN pari al 3,45%, con una rata iniziale di 620 euro.

    «Nonostante l’andamento degli indici e la riduzione della distanza tra tassi variabili e fissi, questi ultimi rimangono ancora la soluzione più conveniente», spiegano gli esperti di Facile.it «Il consiglio per chi oggi è alla ricerca di un mutuo, quindi, è di guardare in primis alle offerte a tasso fisso, ricordando che c’è sempre la possibilità di surrogare qualora, in futuro, le condizioni di mercato dovessero cambiare radicalmente».

     

    * Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

    ** Simulazioni Facile.it in data 21/01/2025 su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

  • Rc auto: in Veneto premio medio a 533,48 euro, +9,5% a dicembre

    Il nuovo anno si apre con brutte notizie per gli automobilisti veneti. Guardando ai premi medi emerge che le tariffe Rc auto continuano a crescere, con effetti negativi anche sui guidatori virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2024 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Veneto occorrevano, in media, 533,48 euro, vale a dire il 9,5% in più rispetto a sei mesi prima.

    «Il rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi di sinistrosità stanno sicuramente iniziando ad avere i primi effetti positivi sul fronte dei prezzi RC auto, che nel corso 2024, pur rimanendo elevati, hanno visto rallentare il loro trend di crescita», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se il contesto economico rimarrà stabile, ci aspettiamo che gli effetti positivi si trasmettano integralmente sul mercato RC auto e che la curva di prezzi possa tornare a stabilizzarsi. In un contesto come questo, confrontare le offerte di diverse compagnie può rivelarsi fondamentale per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Sono oltre 46.500 automobilisti veneti, sempre secondo l’osservatorio di Facile.it, gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2024, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 955mila preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2024 – è emerso che in Veneto la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è pari all’1,63% del totale.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Belluno è la provincia veneta che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2024, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,13%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono, pari merito, nella graduatoria regionale Treviso e Venezia (1,71%) e a breve distanza tra di loro, Verona (1,67%) e Padova (1,63%).

    Chiudono la classifica Vicenza (1,48%) e Rovigo, area veneta dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi – in Veneto – vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; la percentuale, ad esempio, è più alta tra gli uomini (1,65%) rispetto al campione femminile (1,61%).

    Guardando invece alla professione dell’assicurato emerge come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,33%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono gli insegnanti (1,77%) e gli imprenditori (1,74%).

     

    *L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 1.019.329 preventivi effettuati in Veneto e calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: in Calabria premio medio a 651,86 euro, +4,3% a dicembre

    Il nuovo anno si apre con brutte notizie per gli automobilisti calabresi. Guardando ai premi medi emerge che le tariffe Rc auto continuano a crescere, con effetti negativi anche sui guidatori virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2024 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Calabria occorrevano, in media, 651,86 euro, vale a dire il 4,3% in più rispetto a sei mesi prima.

    «Il rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi di sinistrosità stanno sicuramente iniziando ad avere i primi effetti positivi sul fronte dei prezzi RC auto, che nel corso 2024, pur rimanendo elevati, hanno visto rallentare il loro trend di crescita», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se il contesto economico rimarrà stabile, ci aspettiamo che gli effetti positivi si trasmettano integralmente sul mercato RC auto e che la curva di prezzi possa tornare a stabilizzarsi. In un contesto come questo, confrontare le offerte di diverse compagnie può rivelarsi fondamentale per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Sono oltre 12.200 automobilisti calabresi, sempre secondo l’osservatorio di Facile.it, gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2024, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 955mila preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2024 – è emerso che in Calabria la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è pari all’1,30% del totale, la seconda regione italiana con la percentuale più bassa.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Cosenza è la provincia calabrese che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2024, hanno denunciato un sinistro con colpa (1,73%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Segue nella graduatoria regionale Catanzaro (1,42%).

    Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano Reggio Calabria (1,10%) e, a brevissima distanza, Vibo Valentia (1,05%). Chiude la classifica Crotone, area calabrese dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (0,78%); la provincia è anche la prima in Italia con la percentuale più bassa.

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi – in Calabria – vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; la percentuale, ad esempio, è più alta tra le donne (1,42%) rispetto al campione maschile (1,24%).

    Guardando invece alla professione dell’assicurato emerge come gli impiegati in azienda siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (1,76%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono i pensionati (1,51%) e gli operai (1,32%).

     

    *L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 209.388 preventivi effettuati in Calabria e calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: in Trentino-Alto Adige premio medio a 481,37 euro, +2,6% a dicembre

    Il nuovo anno si apre con brutte notizie per gli automobilisti del Trentino-Alto Adige. Guardando ai premi medi emerge che le tariffe Rc auto continuano a crescere, con effetti negativi anche sui guidatori virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2024 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Trentino-Alto Adige occorrevano, in media, 481,37 euro, vale a dire il 2,6% in più rispetto a sei mesi prima.

    «Il rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi di sinistrosità stanno sicuramente iniziando ad avere i primi effetti positivi sul fronte dei prezzi RC auto, che nel corso 2024, pur rimanendo elevati, hanno visto rallentare il loro trend di crescita», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se il contesto economico rimarrà stabile, ci aspettiamo che gli effetti positivi si trasmettano integralmente sul mercato RC auto e che la curva di prezzi possa tornare a stabilizzarsi. In un contesto come questo, confrontare le offerte di diverse compagnie può rivelarsi fondamentale per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Sono oltre 16.500 automobilisti del Trentino-Alto Adige, sempre secondo l’osservatorio di Facile.it, gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2024, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 955mila preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2024 – è emerso che in Trentino-Alto Adige la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è pari all’1,4% del totale, la terza percentuale più bassa d’Italia.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Trento è la provincia del Trentino-Alto Adige che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2024, hanno denunciato un sinistro con colpa (1,63%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Segue nella graduatoria regionale Bolzano (1,06%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi – in Trentino-Alto Adige – vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; la percentuale, ad esempio, è più alta tra gli uomini (1,42%) rispetto al campione femminile (1,37%).

     

    *L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 89.429 effettuati in Trentino-Alto Adige e calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: in Sicilia premio medio a 635,34 euro, +5,4% a dicembre

    Il nuovo anno si apre con brutte notizie per gli automobilisti siciliani. Guardando ai premi medi emerge che le tariffe Rc auto continuano a crescere, con effetti negativi anche sui guidatori virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2024 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sicilia occorrevano, in media, 635,34 euro, vale a dire il 5,4% in più rispetto a sei mesi prima.

    «Il rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi di sinistrosità stanno sicuramente iniziando ad avere i primi effetti positivi sul fronte dei prezzi RC auto, che nel corso 2024, pur rimanendo elevati, hanno visto rallentare il loro trend di crescita», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se il contesto economico rimarrà stabile, ci aspettiamo che gli effetti positivi si trasmettano integralmente sul mercato RC auto e che la curva di prezzi possa tornare a stabilizzarsi. In un contesto come questo, confrontare le offerte di diverse compagnie può rivelarsi fondamentale per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Sono oltre 41.000 automobilisti siciliani, sempre secondo l’osservatorio di Facile.it, gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2024, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 955mila preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2024 – è emerso che in Sicilia la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è pari all’1,69% del totale.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Enna è la provincia siciliana che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2024, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,47%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria regionale Trapani (2,11%), Ragusa (1,86%) e Siracusa (1,74%).

    Continuando a scorrere la graduatoria regionale si posizionano, a breve distanza tra di loro, Palermo (1,67%), Messina (1,61%), Catania (1,57%) e Caltanissetta (1,52%). Chiude la classifica Agrigento, area siciliana dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1,22%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi – in Sicilia – vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; la percentuale, ad esempio, è più alta tra le donne (1,83%) rispetto al campione maschile (1,62%).

    Guardando invece alla professione dell’assicurato emerge come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,38%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono gli insegnanti (2,21%) e i disoccupati (2,09%).

     

    *L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 1.009.514 preventivi effettuati in Sicilia e calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: in Friuli-Venezia Giulia premio medio a 446,68 euro, +12,8% a dicembre

    Il nuovo anno si apre con brutte notizie per gli automobilisti del Friuli-Venezia Giulia. Guardando ai premi medi emerge che le tariffe Rc auto continuano a crescere, con effetti negativi anche sui guidatori virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2024 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Friuli-Venezia Giulia occorrevano, in media, 446,68 euro, vale a dire il 12,8% in più rispetto a sei mesi prima.

    «Il rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi di sinistrosità stanno sicuramente iniziando ad avere i primi effetti positivi sul fronte dei prezzi RC auto, che nel corso 2024, pur rimanendo elevati, hanno visto rallentare il loro trend di crescita», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se il contesto economico rimarrà stabile, ci aspettiamo che gli effetti positivi si trasmettano integralmente sul mercato RC auto e che la curva di prezzi possa tornare a stabilizzarsi. In un contesto come questo, confrontare le offerte di diverse compagnie può rivelarsi fondamentale per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Sono quasi 13.000 automobilisti della regione, sempre secondo l’osservatorio di Facile.it, gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2024, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 955mila preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2024 – è emerso che in Friuli-Venezia Giulia la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è pari all’1,79% del totale.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Udine è la provincia del Friuli-Venezia Giulia che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2024, hanno denunciato un sinistro con colpa (1,98%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Segue nella graduatoria regionale, a breve distanza, Gorizia (1,92%).

    Valore inferiore alla media regionale per Pordenone (1,75%). Chiude la classifica Trieste, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1,40%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi – in Friuli-Venezia Giulia – vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; la percentuale, ad esempio, è più alta tra le donne (2,40%) rispetto al campione maschile (1,48%).

    Guardando invece alla professione dell’assicurato emerge come gli impiegati in azienda siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,22%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto; seguono i pensionati (1,92%).

     

    *L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 208.921 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia e calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Lingotti o monete, come conviene investire in oro fisico

    Lingotti e monete per investire in oro fisico è una scelta sempre più popolare tra coloro che desiderano proteggere il proprio patrimonio da incertezze economiche, inflazione e instabilità geopolitica mantenendo facilità di monetizzare il capitale investito grazie ai tanti operatori autorizzati come questo compro oro Firenze. L’oro è infatti considerato da secoli un bene rifugio per eccellenza, capace di mantenere il proprio valore nel tempo. Ma quando si parla di investimenti in oro fisico, una domanda sorge spontanea: è meglio acquistare lingotti o monete? Entrambe le opzioni hanno vantaggi e svantaggi che meritano di essere analizzati attentamente.

    Lingotti d’Oro: Un’Opzione Tradizionale e Affidabile
    I lingotti rappresentano la forma più classica e riconoscibile di investimento in oro fisico. Disponibili in diverse dimensioni e pesi, dai piccoli lingottini da 1 grammo fino ai pesanti lingotti da 1 chilogrammo, permettono di adattare l’acquisto al budget e alle esigenze dell’investitore.

    Uno dei principali vantaggi dei lingotti è il loro costo per grammo generalmente inferiore rispetto a quello delle monete, poiché il prezzo è più strettamente legato al valore di mercato dell’oro puro. Inoltre, i lingotti sono facilmente riconoscibili e vengono spesso accompagnati da un certificato di autenticità, che ne attesta peso, purezza e provenienza.

    Tuttavia, un potenziale svantaggio è la loro scarsa flessibilità. In caso di necessità di liquidare solo una parte dell’investimento, vendere un intero lingotto può essere meno pratico rispetto a separare il valore in più unità, come avviene con le monete.

    Monete d’Oro: Flessibilità e Valore Aggiunto
    Le monete d’oro rappresentano un’alternativa versatile e interessante per chi desidera investire in oro fisico. Esistono diverse tipologie di monete, tra cui le famose Krugerrand sudafricane, le American Eagle statunitensi, e le Maple Leaf canadesi. Le monete da investimento sono generalmente composte da oro puro al 99,99% e vengono emesse da zecche ufficiali, garantendo autenticità e riconoscibilità a livello globale.

    Un vantaggio chiave delle monete è la loro flessibilità. Essendo di dimensioni ridotte, possono essere facilmente scambiate o vendute in quantità minori rispetto ai lingotti. Inoltre, alcune monete hanno anche un valore numismatico, che può aumentare il loro prezzo al di sopra del semplice valore dell’oro contenuto.

    Tuttavia, proprio questo valore aggiunto può tradursi in costi più alti per grammo rispetto ai lingotti. Inoltre, è importante acquistare solo da rivenditori affidabili per evitare rischi di frodi o monete contraffatte.

    Quale Opzione Scegliere?
    La scelta tra lingotti e monete dipende dagli obiettivi dell’investimento e dalle preferenze personali. I lingotti sono ideali per chi cerca un’opzione più economica e vuole investire grandi somme in oro, mentre le monete si adattano meglio a chi desidera maggiore flessibilità o è interessato anche all’aspetto collezionistico.

    In entrambi i casi, è essenziale acquistare da fonti affidabili e verificare la purezza e l’autenticità dell’oro. Inoltre, conservare il proprio investimento in un luogo sicuro, come una cassetta di sicurezza, è fondamentale per garantirne la protezione.

    Investire in oro fisico è una scelta che richiede pianificazione, ma può offrire grande stabilità in un mondo economico sempre più incerto. Lingotti o monete? La risposta dipende da te.

     

     

     

     

  • Rc auto: in Lombardia premio medio a 526,11 euro, +9,7% a dicembre

    Il nuovo anno si apre con brutte notizie per gli automobilisti lombardi. Guardando ai premi medi emerge che le tariffe Rc auto continuano a crescere, con effetti negativi anche sui guidatori virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2024 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Lombardia occorrevano, in media, 526,11 euro, vale a dire il 9,7% in più rispetto a sei mesi prima.

    «Il rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi di sinistrosità stanno sicuramente iniziando ad avere i primi effetti positivi sul fronte dei prezzi RC auto, che nel corso 2024, pur rimanendo elevati, hanno visto rallentare il loro trend di crescita», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se il contesto economico rimarrà stabile, ci aspettiamo che gli effetti positivi si trasmettano integralmente sul mercato RC auto e che la curva di prezzi possa tornare a stabilizzarsi. In un contesto come questo, confrontare le offerte di diverse compagnie può rivelarsi fondamentale per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Sono oltre 102.000 automobilisti lombardi, sempre secondo l’osservatorio di Facile.it, gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2024, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 955mila preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2024 – è emerso che in Lombardia la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è pari all’1,92% del totale.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Lecco è la provincia lombarda che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2024, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,29%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria regionale, a breve distanza tra di loro, Mantova (2,26%), Como (2,15%), Pavia (2,13%) e Bergamo (2,08%).

    Continuando a scorrere la graduatoria regionale si posizionano Monza e Brianza (1,97%), Brescia (1,96%), Milano (1,84%), Varese (1,76%), Lodi (1,65%) e Cremona (1,58%). Chiude la classifica Sondrio, area lombarda dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1,17%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi – in Lombardia – vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; la percentuale, ad esempio, è più alta tra le donne (2,18%) rispetto al campione maschile (1,78%).

    Guardando invece alla professione dell’assicurato emerge come gli artigiani siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,32%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono i disoccupati (2,30%) e i pensionati (2,24%).

     

    *L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 2.305.460 preventivi effettuati in Lombardia e calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Mutui: in Umbria richieste +3% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online in Umbria sono aumentate del 3% rispetto allo stesso periodo del 2023. Notizie positive provengono anche dal mercato immobiliare: secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate nel secondo trimestre 2024 le compravendite di abitazioni in Umbria hanno registrato un incremento del 3% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo in Umbria emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 112.645 euro, in aumento del 2% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 182.703 euro (+3%). In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 19% del 2023 al 27% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Umbria da gennaio a ottobre 2024 emergono delle differenze a livello locale. Perugia è la provincia umbra dove è stato rilevato l’importo medio più alto (115.295 euro), seguita da Terni (105.099 euro).

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Umbria nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 114.569 euro, in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In aumento anche il valore medio dell’immobile, che ha raggiunto i 154.096 euro (+3%). Rimangono sostanzialmente stabili, infine, l’età media del richiedente (38 anni e mezzo) e la durata del piano di ammortamento (25 anni e mezzo).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 6.000 richieste di finanziamento raccolte online in Umbria da Facile.it e Mutui.it da gennaio a ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Rc auto: a dicembre premio medio a 643,95 euro, +6,19%

    Il nuovo anno si apre con brutte notizie per gli automobilisti italiani. Guardando ai premi medi emerge che le tariffe Rc auto continuano a crescere, con effetti negativi anche sui guidatori virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2024 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Italia occorrevano, in media, 643,95 euro, vale a dire il 6,19% in più rispetto a sei mesi prima.

    «Il rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi di sinistrosità stanno sicuramente iniziando ad avere i primi effetti positivi sul fronte dei prezzi RC auto, che nel corso 2024, pur rimanendo elevati, hanno visto rallentare il loro trend di crescita», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se il contesto economico rimarrà stabile, ci aspettiamo che gli effetti positivi si trasmettano integralmente sul mercato RC auto e che la curva di prezzi possa tornare a stabilizzarsi. In un contesto come questo, confrontare le offerte di diverse compagnie può rivelarsi fondamentale per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Sono oltre 585.000 automobilisti italiani, sempre secondo l’osservatorio di Facile.it, gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2024, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 955mila preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2024 – è emerso che la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è pari all’1,78% del totale.

    Se, come detto, a livello nazionale la percentuale di automobilisti che nel 2024 hanno dichiarato un sinistro con colpa è pari all’1,78%, guardando al campione su base regionale emergono differenze significative.

    Scorrendo la graduatoria delle aree in cui si è registrato percentualmente il maggior numero di denunce di incidenti con colpa, al primo posto si posiziona la Toscana, dove il 2,34% degli automobilisti vedrà quest’anno aumentare il premio dell’Rc auto. Seguono i guidatori Sardegna (2,29%) e Liguria (2,15%).

    Le percentuali più basse, invece, sono state rilevate Basilicata (1,26%), Calabria (1,30%) e Trentino-Alto Adige (1,40%).

    Se limitiamo l’analisi alle province italiane, quella con la percentuale più alti di automobilisti che cambieranno classe di merito a causa di un sinistro con colpa è quella di Prato (3,35%), seguita da Cagliari (2,85%) e Grosseto (2,64%); le ultime nella graduatoria nazionale, con percentuali pari o inferiori all’1%, sono invece le province Crotone, Ferrara e Rovigo.

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; la percentuale, ad esempio, è più altra tra le donne (1,99%) rispetto al campione maschile (1,65%).

    Scomponendo il campione su base anagrafica, invece, emerge che, tendenzialmente, all’aumentare dell’età cresce la percentuale di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa; le fasce anagrafiche con i valori più bassi sono quella 19-24 anni (1,51%) e quella 25-34 anni (1,58%). Di contro, i 55-64enni (1,84%) e gli over 65 (2,30%) sono gli automobilisti che hanno registrate le percentuali più alte.

    Guardando infine alla professione dell’assicurato emerge come gli agenti di commercio siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,13%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono i pensionati (2,24%) e gli impiegati (1,85%).

    *L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 12.848.723 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Mutui: in Sicilia richieste +8% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online in Sicilia sono aumentate dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo in Sicilia emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 115.190 euro, in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 170.557 euro (+4%). In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 17% del 2023 al 24% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Sicilia da gennaio a ottobre 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Palermo è la provincia siciliana dove è stato rilevato l’importo medio più alto (122.624 euro), seguita da Catania (117.229 euro); sul gradino più basso del podio troviamo Messina, con 112.642 euro. Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano le province di Trapani (110.234 euro), Siracusa (109.923 euro), Ragusa (109.802 euro) e Agrigento (102.589 euro).

    Chiudono la graduatoria regionale le province di Enna, dove la cifra media richiesta nei primi 10 mesi dell’anno è stata pari a 100.913 euro, e Caltanissetta (95.811 euro).

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Sicilia nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 116.880 euro, in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita anche il valore medio dell’immobile, che ha raggiunto i 153.409 euro (+5%). Rimangono sostanzialmente stabili, infine, l’età media del richiedente (38 anni) e la durata del piano di ammortamento (25 anni e mezzo).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di 45.000 richieste di finanziamento raccolte online in Sicilia da Facile.it e Mutui.it da gennaio a ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Mutui: in Emilia-Romagna richieste +21% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online in Emilia-Romagna sono aumentate del 21% rispetto allo stesso periodo del 2023. Notizie positive provengono anche dal mercato immobiliare: secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate nel secondo trimestre 2024 le compravendite di abitazioni in Emilia-Romagna hanno registrato un incremento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo in Emilia-Romagna emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 135.887 euro, in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 204.083 euro (+4%). In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 19% del 2023 al 28% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Emilia-Romagna da gennaio a ottobre 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Bologna è la provincia emiliano-romagnola dove è stato rilevato l’importo medio più alto (148.046 euro), seguita da Rimini (145.733 euro); sul gradino più basso del podio troviamo Forlì-Cesena con 137.869 euro. Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano, a breve distanza tra di loro, le province di Modena (134.089 euro), Ravenna (131.176 euro), Parma (130.141 euro) e Reggio Emilia (127.950 euro).

    Chiudono la graduatoria regionale le province di Piacenza, dove la cifra media richiesta nei primi 10 mesi dell’anno è stata pari a 117.102 euro, e Ferrara (111.205 euro).

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Emilia-Romagna nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 140.317 euro, in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita lievemente anche il valore medio dell’immobile, che ha raggiunto i 189.703 euro (+3%). Rimangono sostanzialmente stabili, infine, l’età media del richiedente (37 anni) e la durata del piano di ammortamento (26 anni e mezzo).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 59.000 richieste di finanziamento raccolte online in Emilia-Romagna da Facile.it e Mutui.it da gennaio a ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Mutui: in Friuli-Venezia Giulia richieste +21% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online in Friuli-Venezia Giulia sono aumentate del 21% rispetto allo stesso periodo del 2023. Notizie positive provengono anche dal mercato immobiliare: secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate nel secondo trimestre 2024 le compravendite di abitazioni in Friuli-Venezia Giulia hanno registrato un incremento del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo in Friuli-Venezia Giulia emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 127.091 euro, in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 184.464 euro (+1%). In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 17% del 2023 al 26% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Friuli-Venezia Giulia da gennaio a ottobre 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Trieste è la provincia dove è stato rilevato l’importo medio più alto (132.179 euro), seguita, a breve distanza, da Pordenone (131.316 euro). Chiudono la graduatoria regionale le province di Udine, dove la cifra media richiesta nei primi 10 mesi dell’anno è stata pari a 122.124 euro, e Gorizia (121.115 euro).

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Friuli-Venezia Giulia nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 127.736 euro, in aumento del 3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Rimane invariato, invece, il valore medio dell’immobile, pari a 166.934 euro. Rimangono sostanzialmente stabili, infine, l’età media del richiedente (37 anni) e la durata del piano di ammortamento (26 anni).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 11.000 richieste di finanziamento raccolte online in Friuli-Venezia Giulia da Facile.it e Mutui.it da gennaio a ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Mutui: in Veneto richieste +17% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online in Veneto sono aumentate del 17% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo in Veneto emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 132.767 euro, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 204.158 euro (+4%). In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 22% del 2023 al 31% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Veneto da gennaio a ottobre 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Verona è la provincia veneta dove è stato rilevato l’importo medio più alto (143.904 euro), seguita da Padova con 131.659 euro. Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano, a breve distanza tra di loro, le province di Venezia (130.252 euro) e Treviso (129.758 euro).

    Chiudono la graduatoria regionale le province di Vicenza, dove la cifra media richiesta nei primi 10 mesi dell’anno è stata pari a 127.116 euro, e Rovigo (108.884 euro).

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Veneto nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 135.967 euro, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita lievemente anche il valore medio dell’immobile, che ha raggiunto i 181.404 euro (+1%). Rimangono sostanzialmente stabili, infine, l’età media del richiedente (37 anni) e la durata del piano di ammortamento (26 anni).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 50.000 richieste di finanziamento raccolte online in Veneto da Facile.it e Mutui.it da gennaio a ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Mutui: in Calabria richieste +2% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online in Calabria sono aumentate del 2% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo in Calabria emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 107.984 euro, in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 160.520 euro (+4%). In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dall’11% del 2023 al 16% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Calabria da gennaio a ottobre 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Catanzaro è la provincia calabrese dove è stato rilevato l’importo medio più alto (110.987 euro), seguita da Reggio Calabria, con 107.575 euro. Chiudono la graduatoria regionale le province di Cosenza, dove la cifra media richiesta nei primi 10 mesi dell’anno è stata pari a 105.334 euro, e Crotone (102.369 euro).

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Calabria nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 112.689 euro, in aumento del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita anche il valore medio dell’immobile, che ha raggiunto i 147.330 euro (+7%). Cresce anche, infine, l’età media del richiedente passata da 37 anni e mezzo a 38 anni e mezzo; stabile, invece, la durata del piano di ammortamento (25 anni).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 11.000 richieste di finanziamento raccolte online in Calabria da Facile.it e Mutui.it da gennaio a ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Mutui: nel Lazio richieste +18% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online nel Lazio sono aumentate del 18% rispetto allo stesso periodo del 2023. Notizie positive provengono anche dal mercato immobiliare: secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate nel secondo trimestre 2024 le compravendite di abitazioni nel Lazio hanno registrato un incremento del 3% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo nel Lazio emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 147.860 euro, in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 238.093 euro (+4%). In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 24% del 2023 al 32% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte nel Lazio da gennaio a ottobre 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Roma è la provincia laziale dove è stato rilevato l’importo medio più alto (153.280 euro), seguita da Latina (125.785 euro); sul gradino più basso del podio troviamo Rieti, con 108.174 euro. Chiudono la graduatoria regionale le province di Viterbo, dove la cifra media richiesta nei primi 10 mesi dell’anno è stata pari a 107.144 euro, e Frosinone (105.993 euro).

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto nel Lazio nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 156.678 euro, in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita anche il valore medio dell’immobile, che ha raggiunto i 224.275 euro (+3%). Rimangono sostanzialmente stabili, infine, l’età media del richiedente (38 anni) e la durata del piano di ammortamento (27 anni).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 86.000 richieste di finanziamento raccolte online nel Lazio da Facile.it e Mutui.it da gennaio a ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Mutui: in Puglia richieste +4% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online in Puglia sono aumentate del 4% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo in Puglia emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 117.464 euro, in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 181.761 euro (+6%). In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 19% del 2023 al 28% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Puglia da gennaio a ottobre 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Bari è la provincia pugliese dove è stato rilevato l’importo medio più alto (129.523 euro), seguita Barletta-Andria-Trani (122.538 euro); sul gradino più basso del podio troviamo Lecce, con 108.565 euro. Chiudono la graduatoria regionale, a breve distanza tra di loro, le province di Brindisi, dove la cifra media richiesta nei primi 10 mesi dell’anno è stata pari a 107.161 euro; Taranto (106.692 euro), e Foggia (105.576).

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Puglia nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 123.367 euro, in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita anche il valore medio dell’immobile, che ha raggiunto i 169.541 euro (+6%). Rimangono sostanzialmente stabili, infine, l’età media del richiedente (38 anni) e la durata del piano di ammortamento (26 anni).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 34.000 richieste di finanziamento raccolte online in Puglia da Facile.it e Mutui.it da gennaio a ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Mutui: nelle Marche richieste +8% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online nelle Marche sono aumentate dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2023. Notizie positive provengono anche dal mercato immobiliare: secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate nel secondo trimestre 2024 le compravendite di abitazioni nelle Marche hanno registrato un incremento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo nelle Marche emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 119.527 euro, in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 189.822 euro (+4%). In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 21% del 2023 al 27% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte nelle Marche da gennaio a ottobre 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Pesaro e Urbino è la provincia marchigiana dove è stato rilevato l’importo medio più alto (128.420 euro), seguita da Ascoli Piceno (121.541 euro); sul gradino più basso del podio troviamo Ancona, con 118.010 euro. Chiudono la graduatoria regionale le province di Macerata, dove la cifra media richiesta nei primi 10 mesi dell’anno è stata pari a 112.675 euro, e Fermo (108.129 euro).

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto nelle Marche nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 123.352 euro, in aumento dell’8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita anche il valore medio dell’immobile, che ha raggiunto i 166.784 euro (+3%). Rimangono sostanzialmente stabili, infine, l’età media del richiedente (38 anni) e la durata del piano di ammortamento (26 anni).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 14.000 richieste di finanziamento raccolte online nelle Marche da Facile.it e Mutui.it da gennaio a ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Mutui: in Abruzzo richieste +7% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online in Abruzzo sono aumentate del 7% rispetto allo stesso periodo del 2023. Notizie positive provengono anche dal mercato immobiliare: secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate nel secondo trimestre 2024 le compravendite di abitazioni in Abruzzo hanno registrato un incremento del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo in Abruzzo emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 111.635 euro, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 170.073 euro (+1%). In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 14% del 2023 al 19% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Abruzzo da gennaio a ottobre 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Pescara è la provincia abruzzese dove è stato rilevato l’importo medio più alto (122.237 euro), seguita da Chieti (111.321 euro). Chiudono la graduatoria regionale le province di Teramo, dove la cifra media richiesta nei primi 10 mesi dell’anno è stata pari a 104.665 euro, e L’Aquila (102.669 euro).

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Abruzzo nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 114.725 euro, in aumento del 2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In calo, invece, il valore medio dell’immobile, pari a 155.380 euro (-2%). Rimangono sostanzialmente stabili, infine, l’età media del richiedente (38 anni e mezzo) e la durata del piano di ammortamento (25 anni).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 11.000 richieste di finanziamento raccolte online in Abruzzo da Facile.it e Mutui.it da gennaio a ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Mutui: in Liguria richieste +10% nel 2024

    Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online in Liguria sono aumentate del 10% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    Identikit

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo in Liguria emerge che l’importo medio richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a 120.887 euro, in aumento del 3% rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 188.954 euro (+2%). In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 17% del 2023 al 24% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Liguria da gennaio a ottobre 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Savona è la provincia ligure dove è stato rilevato l’importo medio più alto (128.253 euro), seguita da Imperia (126.189 euro); sul gradino più basso del podio troviamo La Spezia, con 124.096. Chiude la graduatoria regionale la provincia di Genova, dove la cifra media richiesta nei primi 10 mesi dell’anno è stata pari a 116.144 euro.

    Prima casa

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Liguria nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a 120.888 euro, in aumento del 2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Diminuisce, invece, il valore medio dell’immobile, che è sceso a 165.162 euro (-1,4%). Rimangono sostanzialmente stabili, infine, l’età media del richiedente (38 anni) e la durata del piano di ammortamento (25 anni e mezzo).

    L’offerta ed i tassi

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,71%, con rata di 579 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,49% (rata di 565 euro).

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,81%, con una rata di 645 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,61% con una rata di 631 euro.

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 16.000 richieste di finanziamento raccolte online in Liguria da Facile.it e Mutui.it da gennaio a ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024

    ** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

  • Rc auto: in Toscana premio medio a 694,70 euro, +7,4% a dicembre

    Il nuovo anno si apre con brutte notizie per gli automobilisti toscani. Guardando ai premi medi emerge che le tariffe Rc auto continuano a crescere, con effetti negativi anche sui guidatori virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2024 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Toscana occorrevano, in media, 694,70 euro, vale a dire il 7,4% in più rispetto a sei mesi prima.

    «Il rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi di sinistrosità stanno sicuramente iniziando ad avere i primi effetti positivi sul fronte dei prezzi RC auto, che nel corso 2024, pur rimanendo elevati, hanno visto rallentare il loro trend di crescita», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se il contesto economico rimarrà stabile, ci aspettiamo che gli effetti positivi si trasmettano integralmente sul mercato RC auto e che la curva di prezzi possa tornare a stabilizzarsi. In un contesto come questo, confrontare le offerte di diverse compagnie può rivelarsi fondamentale per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Sono oltre 53.000 automobilisti toscani, sempre secondo l’osservatorio di Facile.it, gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2024, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 955mila preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2024 – è emerso che in Toscana la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è pari al 2,34% del totale, la percentuale più alta d’Italia.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Prato è la provincia toscana che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2024, hanno denunciato un sinistro con colpa (3,35%, la percentuale più alta d’Italia) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria regionale, a breve distanza tra di loro, Grosseto (2,64%), Pistoia (2,60%) e, a pari merito, Arezzo e Massa-Carrara (2,58%).

    Continuando a scorrere la graduatoria regionale si posizionano Pisa (2,30%), Siena (2,24%) e Livorno (2,21%). Chiudono la classifica Lucca (2,08%) e Firenze, area toscana dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (2,01%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi – in Toscana – vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; la percentuale, ad esempio, è più alta tra le donne (2,55%) rispetto al campione maschile (2,22%).

    Guardando invece alla professione dell’assicurato emerge come gli imprenditori siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,30%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono i pensionati (2,78%) e gli impiegati in azienda (2,48%).

    *L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 878.676 preventivi effettuati in Toscana e calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • L’Ultima Corsa all’Oro, La Rinconada in Peru

    La corsa all’oro della Rinconada si svolge ad oltre 5.100 metri di altitudine nelle Ande peruviane, è la città più alta del mondo e il teatro di una delle ultime corse all’oro del nostro tempo. Nonostante le condizioni estreme, ogni anno migliaia di persone si riversano in questa remota località dove pullulano i compro oro che acquistano pepite appena estratte, dalle miniere d’oro. Tuttavia, il sogno luccicante di prosperità si scontra con una realtà ben più oscura.

    Il Richiamo dell’Oro
    La Rinconada si è trasformata in un centro nevralgico per la ricerca dell’oro a partire dagli anni ’80, quando l’aumento del prezzo del metallo prezioso ha spinto molte famiglie e lavoratori a cercare fortuna in questa terra inospitale. Negli ultimi anni, l’instabilità economica e la mancanza di opportunità lavorative in altre parti del Peru hanno ulteriormente alimentato questa “corsa all’oro”.

    La maggior parte dei lavoratori arriva qui con la speranza di guadagnare abbastanza per migliorare la propria vita. Il sistema più diffuso per accedere alle miniere è il “cachorreo”, un accordo non regolamentato che consente ai minatori di lavorare per un mese senza retribuzione, in cambio del diritto di tenere tutto l’oro trovato in un giorno specifico. Questo sistema, tuttavia, lascia molti nella miseria, poiché le probabilità di trovare oro sono basse.

    Vita e Sopravvivenza in Condizioni Estreme
    La Rinconada non è solo un simbolo di speranza, ma anche di estrema precarietà. La città è cresciuta in modo incontrollato, diventando un agglomerato caotico di baracche senza infrastrutture adeguate. Le temperature glaciali, che scendono regolarmente sotto lo zero, e la scarsità di ossigeno rendono la vita quotidiana incredibilmente dura.

    A tutto questo si aggiungono i rischi per la salute derivanti dall’attività mineraria. Il mercurio, usato per estrarre l’oro, è altamente tossico e contamina l’ambiente e le persone. La mancanza di misure di sicurezza adeguate nelle miniere provoca incidenti frequenti e malattie croniche tra i lavoratori.

    Le Ombre della Ricchezza
    La corsa all’oro a La Rinconada non è solo una questione di sacrificio personale, ma anche di mancanza di regolamentazione e di ingiustizia sociale. Molti minatori lavorano in condizioni simili alla schiavitù, senza protezioni legali né accesso a servizi essenziali. Inoltre, la città è diventata un luogo di criminalità diffusa, alimentata dall’anarchia e dall’assenza dello Stato.

    Un Futuro Incerto
    Mentre il prezzo dell’oro continua a oscillare, la Rinconada rimane un simbolo controverso del sogno di ricchezza. Per alcuni, rappresenta l’ultima speranza di un futuro migliore; per altri, è un inferno ghiacciato che inghiotte sogni e vite. Senza un intervento significativo per migliorare le condizioni di vita e di lavoro, La Rinconada continuerà a essere un luogo dove la ricerca dell’oro porta con sé più ombre che luci.

     

     

     

  • Bollette: il rincaro per una famiglia tipo sarà del 14%

    Ben 350 euro in più sulle bollette di energia elettrica e gas; è questo l’aumento che una famiglia tipo* con contratto di fornitura a prezzo indicizzato nel mercato libero dovrà affrontare nel corso del 2025. La stima arriva da Facile.it, che analizzando le previsioni sull’andamento del prezzo delle materie prime, ha calcolato come la bolletta 2025 potrebbe arrivare a superare i 2.930 euro, vale a dire quasi il 14% in più (13,6%) rispetto a quella, già salata, del 2024 (2.583 euro).

    L’analisi è stata realizzata prendendo in considerazione l’andamento degli indici PSV e PUN da gennaio a dicembre 2024 e le previsioni elaborate dall’European Energy Exchange (EEX) da gennaio a dicembre 2025, a parità di consumi e altre condizioni economiche che gravano in bolletta. Nello specifico, il PUN, l’indicatore del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica, secondo le previsioni aumenterà del 30% passando da un valore medio di 0,11 €/kWh del 2024 a 0,14 €/kWh del 2025, mentre il PSV, il punto di riferimento per determinare il prezzo del gas naturale all’ingrosso in Italia, salirà del 37%, da una media di 0,39 €/smc del 2024 a 0,53€/smc del 2025.

    Sulla base di questi dati, Facile.it ha calcolato che il rincaro più corposo si avrà sulla bolletta del gas; per una famiglia tipo la spesa annuale passerà da 1.793 del 2024 a 2.044 euro del 2025, con un aumento di 251 euro; per quanto riguarda la bolletta dell’energia elettrica, invece, l’incremento sarà di 99 euro, con una spesa annuale che passerà da 790 euro a 889 euro.

    «L’aumento del costo delle materie prime è una brutta notizia per le famiglie che hanno una tariffa a prezzo indicizzato le quali vedranno crescere gli importi delle bollette, soprattutto perché le previsioni ci dicono che per i prossimi 12 mesi il prezzo delle materie prime rimarrà su livelli nettamente più alti rispetto al 2024», spiegano gli esperti di Facile.it. «Il consiglio, in questo caso, è quello di verificare attentamente le condizioni della propria offerta e valutare se sul mercato libero esistano prodotti più convenienti, magari a prezzo bloccato.».

    Come confrontare la propria offerta

    «Per verificare se la nostra offerta è conveniente o se invece ce ne siano di migliori sul mercato» – continuano gli esperti «è necessario capire quanto stiamo pagando l’attuale fornitura. Questa informazione è contenuta nella “bolletta di dettaglio”, un documento che raccoglie tutte le caratteristiche della nostra offerta e che abbiamo diritto di ricevere dal fornitore cui ci siamo affidati».

    In questo documento, si trova la voce “spesa per la materia energia” che è composta da due elementi: una quota fissa, ovvero l’importo che il consumatore pagherà ogni mese indipendentemente dai consumi, e una quota legata ai consumi, il cui peso dipenderà dalla quantità di energia elettrica o gas utilizzati.

    Questi sono i principali valori da considerare per confrontare la fornitura con le altre proposte sul mercato, facendo attenzione a richiedere, in fase di offerta, il costo della quota fissa e quello legato ai consumi.

    Per identificare la soluzione più adatta alle proprie esigenze sarà quindi fondamentale considerare quanta energia consumate e quali siano le abitudini d’uso. Ad esempio, se consumate poca energia sarà fondamentale tenere in considerazione il peso della quota fissa, in caso contrario, è bene puntare sul prezzo al consumo.

    Per l’energia elettrica, inoltre, è importante valutare con attenzione le fasce di consumo: se la casa viene vissuta tutto il giorno con relativi consumi allora il consiglio è quello di optare per una tariffa monoraria. Al contrario se si utilizza l’energia elettrica soprattutto di mattina o di sera, si può scegliere una tariffa bioraria.

     

    * Per l’analisi è stata considerata una famiglia tipo con consumi pari a 2.700 kWh annui per l’energia elettrica e 1.400 smc annui per il gas. La spesa 2024 è stata calcolata tenendo conto delle variazioni mensili di PSV e PUN da gennaio a dicembre 2024 maggiorati da uno spread pari a 0,08 €/smc per il gas e 0,022 €/kWh per l’energia elettrica; la stima per il 2025 è stata elaborata tenendo in considerazione le previsioni sull’andamento di PSV e PUN da gennaio a dicembre 2025 elaborate dall’European Energy Exchange (EEX), a parità di spread e altre voci che gravano in bolletta.

  • Prestiti: in Italia tassi tra i più alti d’Europa. In media 10,24%

    Chiedere un finanziamento in Italia costa più che negli altri grandi Paesi europei, ma per la fortuna dei consumatori qualcosa sta cambiando. Il dato arriva dall’analisi realizzata da Facile.it e Prestiti.it su dati Eurostat, indagine che ha messo in luce come, a novembre 2024, in Italia il tasso medio (TAEG) per i prestiti per consumi destinati alle famiglie è stato pari a 10,24%, valore superiore sia alla media europea (8,41%), sia a quello rilevato in altri grandi Stati del Vecchio Continente. In Germania, ad esempio, l’indice era pari a 8,49%, in Irlanda 8,08%, in Spagna (7,79%) e in Francia (6,72%).

    La buona notizia, però, è che in tutta Europa, Italia inclusa, nel corso del 2024 i tassi sono calati. Il taglio del costo del denaro da parte della BCE ha avuto effetti positivi anche sugli indici dei prestiti per consumi destinati alle famiglie; nel Belpaese, da gennaio a novembre dello scorso anno, i tassi medi (TAEG) applicati a questo tipo di finanziamenti sono diminuiti del 5%, passando da 10,75% a 10,24%.

    I tassi in Europa

    Come detto, in nazioni come Germania, Austria, Irlanda, Spagna, Belgio e Francia, un prestito costa meno rispetto a quanto non avvenga da noi; allargando l’analisi ai 19 Paesi presenti nella graduatoria, l’Italia si posiziona al settimo posto; hanno TAEG medi più elevati solo Lettonia (15,35%), Estonia (14,36%), Grecia (12,14%), Slovacchia (11,43%), Lituania (11,16%) e Portogallo (10,95%).

    In fondo alla graduatoria – ma in questo caso trovarsi in basso è un bene – si trovano la Croazia (5,13%), il Lussemburgo (4,91%) e Malta (4,15%). Per tutti loro tassi dimezzati rispetto ai nostri.

    Secondo le simulazioni di Facile.it, dati alla mano, su un finanziamento da 10.000 euro in 5 anni erogato a novembre 2024, in Italia gravano costi medi, tra interessi e spese accessorie, pari a 2.819 euro; i tedeschi pagano 2.307 euro, gli spagnoli 2.105 euro e i francesi 1.801 euro.

    Guardando agli estremi della classifica, si scopre che per lo stesso finanziamento, i lettoni spendono in 4.384 euro in costi complessivi, i maltesi appena 1.090 euro.

    «La buona notizia è che nel corso del 2024 i tassi dei prestiti personali siano scesi e ci aspettiamo che nel 2025, se la BCE continuerà a tagliare gli indici, anche l’offerta ne beneficerà», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it. «Quando si è alla ricerca di un finanziamento è fondamentale confrontare le proposte di diverse società di credito, perché i tassi possono variare sensibilmente tra l’una e l’altra; online, ad esempio, gli indici TAEG per un prestito medio da 10.000 euro in 5 anni possono variare tra il 7,19% e il 13,64%».