Autore: articolinews

  • Susan Carol Holland: arteterapia e schermi multimediali nelle Rsa per aumentare la qualità di vita degli anziani

    Tutte le iniziative della Fondazione Amplifon per l’inclusione della Terza Età: la mission nelle parole della Presidente Susan Carol Holland.  

     Susan Carol Holland

    Susan Carol Holland: l’avvio della Fondazione Amplifon poco prima del Covid e le attività benefiche

    Algernon Charles Holland fondò Amplifon a Milano nel 1950 con uno scopo profondamente umanitario: aiutare coloro il cui udito era stato danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale a tornare a sentire. 70 anni dopo, gli ideali di solidarietà non hanno abbandonato il Gruppo da lui fondato, portando alla creazione, nel 2019, della Fondazione Amplifon, guidata da Susan Carol Holland. La nuova Presidente si è trovata di fronte a uno scenario difficile: la diffusione della pandemia globale di Covid-19, che ha fortemente ostacolato le prime attività benefiche che la Fondazione aveva programmato. “Siamo partiti tre anni fa, con grande entusiasmo, e subito ci siamo trovati a operare in un mondo che era completamente cambiato”, ha affermato il Consigliere Delegato Maria Cristina Ferradini. Tuttavia, l’ostacolo della pandemia, che ha reso così difficile per gli anziani, categoria vulnerabile, mantenere i contatti con i propri cari, è stata l’ispirazione per una delle iniziative di maggior successo della Fondazione: l’installazione degli schermi multimediali nelle Rsa.

    Le iniziative di Susan Carol Holland e Fondazione Amplifon a favore della Terza Età

    Gli schermi multimediali hanno permesso agli anziani, costretti a rimanere rinchiusi negli ospizi a causa dell’infuriare della pandemia, di mantenersi in contatto con i propri famigliari, ma anche di ricevere visite mediche a distanza e per attività di volontariato. È proprio in questo scenario che la Presidente Susan Carol Holland ha intuito le potenzialità di uno strumento multimediale da utilizzare in modo ancora più trasversale: la Fondazione ha dunque acquisito maxischermi, videoregistratori e dispositivi audio ancora più sofisticati, proponendo nuove attività per la Terza Età. Lezioni di yoga, performance teatrali, viaggi digitali, arteterapia e concerti sono solo alcune tra le numerose iniziative attraverso cui la Fondazione Amplifon aiuta gli anziani a mantenere uno stile di vita più attivo sia fisicamente che intellettualmente. La Fondazione ha proposto altre idee stimolanti: ad esempio, il progetto Inside Out, che ha visto l’artista JR ricoprire il Museo del Novecento dei ritratti di oltre 1.000 ospiti delle Rsa. L’iniziativa Let’s Dream ha permesso invece agli anziani di realizzare i propri sogni.

  • Snam, l’AD Stefano Venier interviene all’Italian Energy Summit: il focus

    Snam, l’AD Stefano Venier: “Il 20 settembre abbiamo superato il livello di stoccaggio di gas pari a quello di tutto il 2022, dato che ci può tranquillizzare in vista del prossimo inverno, anche se il mercato mondiale del gas presenta ancora una situazione di fragilità”.

    Stefano Venier

    Sicurezza energetica: l’analisi dell’AD di Snam Stefano Venier all’Italian Energy Summit

    L’AD Stefano Venier, intervistato nel corso dell’Italian Energy Summit 2023, ha parlato dell’impegno trasversale di Snam per garantire la sicurezza energetica. “Lo scorso 20 settembre abbiamo superato il livello di stoccaggio di gas pari a quello di tutto il 2022”, ha annunciato durante l’evento promosso da “Il Sole 24 Ore” ricordando il lavoro preparatorio di questi mesi. “Ci siamo portati avanti. Gli stoccaggi sono ad oltre il 90%. In Italia abbiamo la percentuale di riempimento maggiore in Europa (95%) e questo ci mette nelle condizioni migliori per affrontare il prossimo inverno ma ha permesso anche di calmierare la volatilità dei prezzi nell’ultimo mese”. In parallelo si è lavorato anche per consolidare la diversificazione delle fonti “attraverso un ampliamento delle importazioni di Lng, che hanno raggiunto alla fine di agosto gli 11 miliardi di metri cubi su 42 miliardi importati, a cui si aggiungerà il contributo della nave di Piombino nei prossimi tre mesi per oltre un miliardo di metri cubi”. Ma non bisogna abbassare la guardia, ha evidenziato l’AD Stefano Venier: il mercato mondiale del gas presenta ancora “una situazione di fragilità” come dicono i “chiari segnali” arrivati nelle scorse settimane dagli effetti degli annunciati scioperi in Australia piuttosto che delle manutenzioni in Norvegia che hanno determinato immediatamente dei picchi di prezzo sul mercato e timori di disponibilità di volumi. Se quindi “alcuni dei pezzi del percorso per raggiungere la sicurezza completa li abbiamo messi in campo”, non bisogna dimenticare che “un conto è costruirsi le scorte per i volumi complessivi, un altro invece attrezzarsi per affrontare momenti di picco giornaliero in caso di condizioni climatiche estremamente rigide e da questo punto di vista dovremmo tenere le antenne alzate tutto il prossimo inverno, mese dopo mese, per essere pronti in situazioni di questo tipo”.

    Stefano Venier: il valore strategico dei progetti di Snam per la sicurezza energetica

    Nel suo intervento, l’AD di Snam Stefano Venier ha sottolineato il valore strategico delle infrastrutture di Piombino e Ravenna per la sicurezza energetica: “Con il completamento che c’è già stato di Piombino e l’aggiunta di Ravenna, l’Italia verrà a disporre di 28 miliardi di metri cubi di capacità di importazione di Lng localizzata al nord. Questo è un elemento particolarmente significativo perché lì si concentra la maggior parte del consumo”. Su Ravenna “stiamo lavorando intensamente: posso confermare che secondo quella che è la pianificazione dell’attività oggi concordata con i fornitori arriveremo per la fine del 2024”. Piombino invece è già piamente operativa: “Nell’ultimo trimestre avremo 12 navi che arriveranno e che apporteranno circa 1 miliardo e 300 milioni di metri cubi, ma complessivamente in tutto l’inverno ne avremo 44, quindi una piena saturazione della nave già preventivata anche per i prossimi inverni fino ai prossimi 20 anni”. L’AD Stefano Venier ha poi fatto il punto sulla realizzazione della Linea Adriatica, progetto strategico incluso non a caso nel PNRR: “Siamo nella prima fase. Questi lavori dovrebbero essere completati entro dicembre 2026, in linea con gli obiettivi del REPowerEU, e prepararci ai futuri progetti di repurposing verso il trasporto delle molecole verdi all’interno del progetto SoutH2corridor, uno dei cinque corridoi delineati dall’Unione Europea per il trasporto dell’idrogeno in Europa entro il 2030”.

  • Davide D’Arcangelo: rendere le città più sostenibili grazie all’innovazione

    Davide D’Arcangelo è intervenuto come ospite al programma radiofonico “Io, Chiara e il green”. L’esperto di innovazione ha affrontato il tema dell’urbanizzazione delle città, proponendo un approccio alternativo e più amico dell’ambiente.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: introdurre l’ingrediente dell’innovazione per ridurre le emissioni nelle città

    L’innovazione può rivelarsi lo strumento più adatto per ridefinire le città in chiave digitale, così da modificare le abitudini delle persone e rendere meno disomogenea la loro distribuzione sul territorio, con conseguenze positive sull’ambiente. Il 55% della popolazione mondiale vive infatti nei centri urbani, i quali occupano però solo il 3% della superficie terrestre. Secondo Davide D’Arcangelo, facendo leva sull’innovazione si potrebbe avviare un processo di urbanizzazione più in sintonia con le funzioni residenziali e la sostenibilità ambientale. Tema sul quale l’Italia sembra essere indietro. “Con la nuova programmazione il PON Metro, finora limitato a finanziare la digitalizzazione delle 12 città metropolitane, sarà esteso anche alle città medie come i capoluoghi di provincia. Questo approccio alla digitalizzazione e al riutilizzo degli spazi nelle città potrebbe invertire il trend stimato dall’OCSE, come sta succedendo con il south working in alcune città americane”, ha sottolineato Davide D’Arcangelo, il quale si auspica che tale approccio venga presto esteso a tutte le principali città italiane.

    Davide D’Arcangelo: possiamo ispirarci alle città in 15 minuti di Carlos Moreno

    Per Davide D’Arcangelo, le città del futuro dovrebbero ispirarsi a quelle idealizzate dall’urbanista colombiano Carlos Moreno: “Città in 15 minuti, dove i servizi pubblici vengono ripensati in chiave digitale e la mobilità diventa anche non mobilità”. Luoghi in cui la sostenibilità diventa una prerogativa. Per arrivarci, bisogna però prima capire “cosa serve accentrare nelle città e cosa può essere promosso al di fuori”. Si potrebbe, ad esempio, pensare di adattare i borghi alle necessità della terza età pure attraverso servizi di telemedicina. In questo modo si contribuirebbe a decongestionare i centri urbani. Alcuni esempi in tal senso ci arrivano da grandi città come Barcellona, in cui il Distretto 22@ ha trasformato un’area industriale degradata in un quartiere dedicato alla tecnologia che ospita circa 7.000 aziende. Anche la Silicon Roundabout di Londra è un ottimo esempio di come la tecnologia e l’innovazione possano concorrere a riqualificare luoghi abbandonati. Nella Tech City londinese, ha evidenziato Davide D’Arcangelo, “le imprese digitali hanno attratto talenti e rigenerato il quartiere”.

  • Luca Dal Fabbro (Iren): “Necessario investire mezzo miliardo in impianti per riciclare materie critiche”

    Ridurre gli sprechi, recuperare e riciclare materiali rari e andare verso l’autonomia energetica non è una semplice questione di ecologia: secondo lo studio di Iren presentato da Luca Dal Fabbro, ne va della sicurezza nazionale.

    Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro: “Necessario ridurre la dipendenza dall’estero per quanto riguarda i materiali critici

    La guerra in Ucraina ha mostrato quanto è pericoloso dipendere da un unico fornitore per una risorsa strategica. Tuttavia, secondo Luca Dal Fabbro, l’energia non è l’unica risorsa per cui dipendiamo dall’estero. Rame, oro e platino sono fondamentali per costruire apparecchiature tecnologiche sofisticate (che vanno dai droni, ai dispositivi medici, fino alla manifattura di lusso e le automobili), e noi le importiamo fino al 95%. Queste materie, definite “critiche” dallo studio di Iren, sono raccolte e processate ancora una volta in un unico Paese, ovvero la Cina. Trovare il modo di ridurre la dipendenza da questo unico fornitore è, secondo Luca Dal Fabbro, una necessità strategica fondamentale. E la società multiservizi Iren potrebbe giocare un ruolo da protagonista in questo processo.

    Luca Dal Fabbro: “Investire mezzo miliardo per soddisfare un terzo del fabbisogno di materiali critici

    Lo studio realizzato da Iren con Ambrosetti sostiene che un investimento di mezzo miliardo di euro sarebbe sufficiente a provvedere a ben il 30% dei materiali critici necessari per le nostre “industrie strategiche”. E dove si troverebbero questi materiali? Nientemeno che nelle nostre discariche: “Oggi in Italia, oltre il 90% delle materie critiche viene gettato in discarica, tra cui telefoni cellulari, impianti elettrici, schermi a LED, iPad e molti altri materiali che sono in realtà una sorta di miniera a cielo aperto”. Iren, società dalla comprovata esperienza nell’ottimizzazione e recupero di risorse, si propone come protagonista di questo programma. Il Presidente Luca Dal Fabbro ha affermato che un impianto, a Volpiano, si occupa già di recuperare i materiali preziosi dagli schermi LED; ad Arezzo, presto, entrerà in attività un impianto che utilizzerà innovative tecniche di idrometallurgia. Una decina di questi impianti sul territorio nazionale permetterebbero di evitare gli stessi problemi derivati, nel 2022, dal blocco del gas russo. Anche sotto il profilo energetico, Iren ha piani ambiziosi. Oltre alla crescita nel fotovoltaico e nell’elettrico, Luca Dal Fabbro ha evidenziato le enormi potenzialità del biogas: con i soli scarti agricoli, si potrebbero produrre ben 10 miliardi di metri cubi.

  • Serenissima Ristorazione: la storia del Presidente Mario Putin e del Gruppo

    Mario Putin, classe 1949, guida Serenissima Ristorazione dal 1986, anno in cui divenne socio di maggioranza del Gruppo attivo nel settore della ristorazione collettiva.

    Mario Putin

    Mario Putin: dall’industria ceramica alla ristorazione collettiva

    Originario di un piccolo Comune in provincia di Vicenza, Mario Putin lascia l’Italia nel 1965 per raggiungere i fratelli che avevano avviato un’azienda attiva nell’industria ceramica in Spagna, “Automatismo para

    ceramica”. Qualche anno più tardi fa ritorno in Italia per entrare in società con un altro fratello nella ditta IPIAC (Impianti Putin Installazioni Automatiche e Costruzioni), anche questa attiva nel settore ceramico e specializzata nella produzione di macchine da taglio, macchine per la pulizia e impiantistica per la lavorazione della ceramica. Nello stesso periodo, Mario Putin cede in affitto un capannone, situato nella zona industriale di Vicenza, a Serenissima Ristorazione, che allora operava nel settore della ristorazione industriale, e decide di acquistare piccole quote azionarie del Gruppo, del quale arriva ad ottenere la maggioranza nel 1986.

    La trasformazione di Serenissima Ristorazione con Mario Putin

    Una volta divenuto socio di maggioranza, Mario Putin accompagna Serenissima Ristorazione verso un processo di profonda trasformazione, con l’intento di portarla alla leadership nel mercato della ristorazione, allora guidato da qualche multinazionale e da importanti cooperative. Il primo passo che compie è modificare radicalmente lo stile con cui il Gruppo era abituato ad operare, vigilando sull’efficienza industriale, implementando la qualità dei prodotti e la cura con cui questi venivano preparati. Tali scelte, unite alle sue spiccate capacità gestionali, spingono Serenissima Ristorazione verso la rapida ascesa. Staccatosi totalmente dall’IPIAC, dopo aver ceduto tutte le quote, Mario Putin passa a dedicarsi esclusivamente al settore della ristorazione. Grazie al suo operato, oggi l’azienda è leader del settore, proponendo prodotti di qualità e servizi innovativi in grado di soddisfare i consumatori.

  • La sostenibilità ambientale nel DNA di Gruppo Riva

    Per Gruppo Riva la sostenibilità rappresenta uno dei pilastri fondamentali della sua attività. L’azienda si impegna a coniugare la produzione industriale con la tutela dell’ambiente attraverso la produzione di acciaio, tramite forni elettrici alimentati con rottame e una rigorosa politica ecologica estesa a tutti i suoi stabilimenti.

    Gruppo Riva, il primo operatore siderurgico italiano

    Gruppo Riva: siderurgia e sostenibilità ambientale

    Gruppo Riva rappresenta oggi un esempio concreto di come sia possibile coniugare la produzione industriale con la sostenibilità ambientale nell’industria siderurgica. L’acciaio, riconosciuto come il materiale più riciclabile e riciclato a livello mondiale, costituisce il caposaldo dell’azienda. L’adozione di forni elettrici alimentati esclusivamente con materiale riciclato, come il rottame ferroso, si conforma come un passo cruciale verso la produzione di acciaio “verde”. Tale approccio non solo testimonia l’impegno aziendale per la tutela dell’ambiente, ma contribuisce anche in modo significativo a promuovere il concetto di economia circolare e sviluppo sostenibile. Un aspetto distintivo di Gruppo Riva è la sua rigorosa politica ecologica, estesa a tutti i suoi stabilimenti. Questa politica ha spinto l’azienda a implementare moderni sistemi di gestione ambientale ottenendo importanti certificazioni internazionali come la ISO 14001.

    Gruppo Riva e le migliori pratiche ambientali

    Gruppo Riva porta avanti una rigorosa politica aziendale capace di garantire che tutte le fasi della produzione, così come i prodotti e i servizi offerti, siano conformi agli standard ambientali più elevati. Inoltre, l’azienda si impegna a seguire le “migliori tecniche disponibili” (BAT) a livello europeo e internazionale, garantendo che le sue operazioni rispettino le linee guida più avanzate per la tutela dell’ambiente. Infine, a seguito di un rigoroso processo di verifica, tutti gli stabilimenti del Gruppo hanno ottenuto le necessarie autorizzazioni dalle competenti autorità. Tali autorizzazioni includono meticolosi programmi di monitoraggio delle fonti emissive, garantendo un controllo costante e una riduzione dei potenziali impatti ambientali. Gruppo Riva non solo dimostra un forte impegno verso la sostenibilità ambientale, ma stabilisce anche un solido esempio di come sia possibile integrare la produzione industriale con i principi di rispetto e tutela dell’ambiente.

  • Luca de Meo, digitalizzazione e transizione ecologica le sfide dell’automotive europeo

    Nominato lo scorso gennaio come Presidente dell’ACEA, Luca de Meo ha portato avanti le istanze dei costruttori di auto europei chiedendo all’Ue maggiore supporto sul fronte della decarbonizzazione e soprattutto più libertà sulle tecnologie green.

    Luca de Meo (Renault)

    Luca de Meo, le sfide per la crescita dell’automotive europeo

    Flessione del mercato europeo, digitalizzazione, transizione ecologica, competitor in netto vantaggio sull’elettrico. Diverse e complesse le sfide che oggi l’industria europea dell’auto si trova a dover affrontare. Urgente il sostegno dell’Unione Europea, così come una maggiore libertà ai costruttori sulle tecnologie da utilizzare per ridurre le emissioni. È il messaggio lanciato in questi mesi da Luca de Meo, CEO di Renault Group. Originario di Milano, classe 1967, il manager conosce bene il settore grazie alle numerose esperienze in realtà quali Toyota, Fiat, Alfa Romeo, Audi, Seat e Cupra. Non a caso lo scorso gennaio è stato nominato Presidente dell’ACEA, l’associazione dei costruttori automobilistici europea. Per Luca de Meo il nemico comune è la CO2 e l’Europa ha il compito di portare avanti politiche che offrano il maggior supporto possibile agli sforzi dei costruttori alle prese con decarbonizzazione e trasformazione digitale.

    Luca de Meo: normativa Euro 7 un autogol per l’industria europea

    Ancora troppo timidi i tentativi dell’UE, ha ribadito più volte Luca de Meo. Ben vengano iniziative come la legge sulle materie prime critiche, pensata per garantire un approvvigionamento sostenibile e sicuro, ma si rende sempre più urgente un cambio di passo. In primis sulla normativa Euro 7, che secondo il Presidente dell’ACEA costringe i costruttori a dirottare gli investimenti ora concentrati sull’elettrico. Così facendo si avvantaggerebbero ulteriormente i competitor cinesi, che forti del know-how accumulato hanno iniziato ad aggredire il mercato europeo. C’è poi da affrontare la questione della neutralità tecnologica. In merito alle tecnologie da adottare per raggiungere i target sulle emissioni, Luca de Meo continua a chiedere all’Europa di lasciare maggiore spazio agli esperti. L’elettrico non è l’unica alternativa green al motore a combustione. Basti pensare infatti all’idrogeno o ancora agli E-fuel, tecnologie oggi già disponibili e che consentirebbero di tutelare l’occupazione del settore e puntare ad un maggiore equilibrio “tra ciò che è positivo per l’ambiente, ciò che è positivo per l’economia europea e ciò che è positivo per la società”.

  • Sabrina De Filippis all’Assemblea ANITA 2023: la collaborazione è un valore aggiunto

    L’Amministratore Delegato Sabrina De Filippis ripercorre in un’intervista i temi trattati durante l’Assemblea ANITA 2023 intitolata “Muoviamo l’economia” e sottolinea il ruolo da protagonista di Mercitalia Logistics nella decarbonizzazione dei trasporti.

    Sabrina De Filippis

    Sabrina De Filippis: la sostenibilità ambientale è nel DNA del Gruppo FS

    Energia, ambiente e innovazione nell’autotrasporto e nella logistica sono stati i temi centrali della tavola rotonda a cui ha preso parte l’Amministratore Delegato di Mercitalia Logistics Sabrina De Filippis, nell’ambito dell’Assemblea ANITA 2023 “Muoviamo l’economia”. La transizione ecologica e la decarbonizzazione dei trasporti restano un punto focale, con la subholding operativa del Polo Logistica del Gruppo FS che punta ad affermare la propria leadership in questo importante percorso. Il trasporto su ferro, fa notare l’AD nel corso dell’intervista, “ha nel DNA la sostenibilità ambientale”, che costituisce un valore fondante del Gruppo, guidato da Luigi Ferraris. Raggiungere l’altro lato della transizione ecologica comporta sfide significative, che possono essere superate meglio attraverso la cooperazione tra i vari settori di trasporto.

    Sabrina De Filippis: la collaborazione come valore aggiunto per tutto il sistema

    Sabrina De Filippis torna sull’argomento della collaborazione più volte, vista come “il grande must” per “rilanciare il trasporto delle merci” ed “essere protagonisti veri nel mondo della logistica”. “Siamo consapevoli – afferma l’AD – ma soprattutto fautori, di un rilancio che passa attraverso grandi collaborazioni, intermodalità e, ovviamente, non sovrapposizione”. Fermi nella convinzione che tale approccio generi valore per le imprese e tutto il sistema economico, i vertici di Mercitalia Logistics hanno messo sul tavolo ingenti investimenti: 3 miliardi di euro per i rotabili, come locomotive e carri, e anche per i terminal. A questi ultimi saranno destinati 300 milioni di euro, con i quali saranno potenziati i terminal esistenti e ne verranno creati di nuovi. Di grande valore in questo contesto sono le partnership strategiche, come quella con Hupac, con la quale il Polo collaborerà per i terminal di Milano, Brescia e Piacenza.

  • L’analisi dell’avvocato dello Studio di Andrea Mascetti sulla sentenza del T.A.R. Sardegna del 2023

    L’avvocato Gregorio Paroni, legale nello Studio di Andrea Mascetti, spiega nel dettaglio l’impugnazione del titolo abilitativo edilizio.

    Andrea Mascetti

    Interesse legittimo nelle controversie edilizie: l’interpretazione dell’avvocato Paroni, legale nello Studio di Andrea Mascetti

    Nel contesto delle controversie legate agli interventi edilizi, una sentenza del Consiglio di Stato, la n. 22 del 2021, ha stabilito un principio importante noto come il “principio della vicinanza.” Trattandosi di una questione piuttosto comune, Andrea Mascetti ha ospitato nel sito dello Studio Legale Mascetti una analisi dettagliata, affidata all’avvocato Gregorio Paroni. Sostanzialmente, questo principio afferma che chi possiede una proprietà in prossimità di un cantiere o di un’opera edilizia ha un diritto legittimo a far valere i propri interessi davanti ai tribunali. In altre parole, se si rischia di subire danni alla proprietà o un impatto sulla qualità della vita a causa di un progetto edilizio nelle vicinanze, si ha una base giuridica solida per agire legalmente.

    La dimostrazione dell’interesse legittimo: sul sito dello Studio Legale di Andrea Mascetti la spiegazione del come e del quando

    Secondo l’avvocato Paroni, legale che opera nello Studio di Andrea Mascetti, non è tuttavia sufficiente essere vicini al cantiere per far valere l’interesse legittimo. È fondamentale dimostrare che esistono effettivi danni concreti, come la svalutazione della proprietà o problemi di inquinamento acustico causati dai lavori in corso. Non si può basare l’azione legale su semplici aspettative o preoccupazioni vaghe. Ad esempio, se si desidera impugnare un’autorizzazione per un progetto edilizio, è necessario fornire prove solide dei danni effettivi che si teme possano verificarsi. Tuttavia, osserva l’esperto dello Studio di Andrea Mascetti, è importante notare che il tribunale non richiede prove eccessivamente onerose. In altre parole, non è necessario superare ostacoli insormontabili per dimostrare l’interesse legittimo. La chiave è presentare prove credibili e pertinenti per sostenere il proprio caso. In sintesi, il principio della vicinanza offre una base solida per la tutela degli interessi legittimi nelle controversie edilizie, ma è essenziale essere in grado di dimostrare concretamente il danno o il rischio di danno per ottenere un risultato positivo davanti al tribunale.

  • Federico Motta Editore ripercorre la storia del fumetto

    Partendo dall’adattamento a fumetti del romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco, la Casa Editrice Federico Motta Editore ripercorre le tappe storiche di questo genere artistico.

    La Casa Editrice Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: l’ispirazione artistica de Il nome della rosa di Umberto Eco

    Il nome della rosa di Umberto Eco continua a essere una fonte inesauribile di ispirazione per le diverse forme d’arte contemporanee. Uno degli adattamenti più affascinanti è il fumetto realizzato da Milo Manara, un rinomato maestro del genere. Questa graphic novel, ricorda Federico Motta Editore, unisce l’eleganza della narrazione di Eco con l’uso frequente di immagini medievali, creando così un’opera visiva senza precedenti. Il nuovo adattamento si aggiunge agli altri formati che hanno preso vita a partire dal romanzo originale, come il celebre film del 1986, diretto da Jean-Jacques Annaud, e la serie televisiva del 2019. La pubblicazione simultanea del fumetto in tutto il mondo ha reso quest’opera un evento editoriale di portata internazionale, ampliando ulteriormente l’accessibilità e la risonanza globale della storia. Anche il mondo dell’opera lirica, precisa Federico Motta Editore, si sta preparando a rendere omaggio a Il nome della rosa: il Teatro alla Scala ha incaricato il compositore Francesco Filidei di creare un’opera ispirata al romanzo di Eco, con l’esordio fissato per il 2025. Tale spettacolo lirico si profila come una straordinaria promessa, in cui la magia della musica si unirà all’intreccio complesso e misterioso che ha reso celebre il capolavoro di Umberto Eco.

    Federico Motta Editore: il fumetto, dalle origini al concetto di graphic novel

    Tuttavia, per comprendere appieno l’importanza di questo adattamento, è utile considerare la storia evolutiva del medium narrativo. Come sottolineato nel saggio di Daniele Barbieri sull’Età Moderna di Federico Motta Editore, il fumetto ha radici lontane che risalgono al 1896, quando Richard F. Outcault introdusse per la prima volta il balloon, la caratteristica nuvoletta, nella sua serie The Yellow Kid. Questo elemento ha contribuito a dare maggiore vivacità ed espressività ai personaggi e alla narrazione. Nel 1907, iniziarono a essere pubblicate sequenze di vignette capaci di dare maggiore movimento al disegno, un progresso fondamentale nella storia di questo genere grafico-letterario. Il fumetto ha continuato a evolversi nel corso del tempo, passando dalle strisce umoristiche alla possibilità di raccontare storie più lunghe e complesse attraverso i comic book. L’introduzione dei supereroi, come Superman nel 1938 e Batman nel 1939, ha segnato un altro punto di svolta nel medium. Negli anni ‘60, racconta ancora Federico Motta Editore, autori come Stan Lee, Jack Kirby e Steve Ditko hanno creato nuovi personaggi destinati a rivoluzionare il mercato, tra cui i Fantastici Quattro, l’Uomo Ragno e gli X-Men. Il concetto di graphic novel ha poi preso forma nel 1978 con la pubblicazione di Contratto con Dio da parte di Will Eisner.

  • Andrea Mascetti: investimenti a forte impatto ambientale, il sostegno di Finlombarda

    Andrea Mascetti: “Con questa operazione confermiamo il nostro impegno a finanziare settori strategici per uno sviluppo economico sostenibile del territorio lombardo, tra i quali il servizio idrico integrato”.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: Finlombarda insieme a un pool di banche per sostenere gli investimenti di Lario Reti Holding

    Finlombarda S.p.A., come ricorda anche Andrea Mascetti che in qualità di Presidente la guida dallo scorso maggio, si impegna a finanziare “settori strategici per uno sviluppo economico sostenibile del territorio lombardo”. Tra questi anche il servizio idrico integrato. L’acqua, pur essendo indispensabile per il futuro del Pianeta, è una risorsa limitata. Tutti gli esseri viventi ne hanno bisogno per mantenersi in salute. Trattandosi di un bene prezioso, occorre quindi impegnarsi per non sprecarla né contaminarla. E guarda proprio in questa direzione il progetto che Finlombarda S.p.A. ha lanciato di recente coinvolgendo anche Lario Reti Holding, Banco BPM, BPER Banca, Banca Popolare di Sondrio: al centro, come spiega Andrea Mascetti, un finanziamento del valore complessivo di 62 milioni di euro, suddiviso in più tranche, che consentirà di implementare il piano industriale 2022-2045 di Lario Reti Holding con interventi a favore del territorio, inclusa la riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, grazie anche alla digitalizzazione e al monitoraggio delle reti.

    Andrea Mascetti: il valore di uno sviluppo economico sostenibile per il territorio

    Il progetto, osserva Andrea Mascetti, è fortemente in linea con gli obiettivi del PNRR in quanto associa la tutela del bene acqua con l’utilizzo del digitale. “Siamo lieti di essere intervenuti, insieme a primari intermediari finanziari, nel finanziamento di Lario Reti Holding, azienda costantemente impegnata nella realizzazione di investimenti per la transizione digitale, l’efficienza e il miglioramento della qualità della risorsa idrica a favore dei cittadini della provincia di Lecco”, ha sottolineato il Presidente Andrea Mascetti in merito al ruolo di Finlombarda S.p.A. nell’operazione, destinata a imprimere una significativa accelerazione al piano industriale 2022-2045 di Lario Reti Holding che si basa su innovazione e sostenibilità, valori indispensabili per salvaguardare il nostro futuro.

  • ‘Chi ti ama ti protegge’: Susanna Esposito partecipa al convegno sulle patologie cardiache infantili a Piacenza

    Virus come il Covid-19 possono aumentare il tasso di malattie cardiache anche nei più piccoli: lo sostiene l’infettivologa Susanna Esposito.

    Susanna Esposito

    ‘Chi ti ama ti protegge’, Susanna Esposito tra i relatori della conferenza sulle patologie cardiache nell’infanzia

    Nella mentalità comune, si pensa spesso che i giovani siano immuni da infarti e altre patologie cardiache. Gli esperti, invece, sanno bene che non è così: anzi, le statistiche purtroppo rivelano un forte aumento di queste problematiche negli ultimi anni. Da qui, un convegno con un triplice scopo: indagare le cause dell’allarmante aumento dei casi, elaborare risposte efficaci e sensibilizzare sulle pratiche di prevenzione (come lo screening) che spesso non vengono applicate ai più piccoli. La commissione riunisce diverse eccellenze del panorama medico-scientifico italiano: il cardiologo Alessandro Capucci, la Presidente di Progetto Vita Daniela Aschieri, il pediatra Giacomo Biasucci e la professoressa universitaria Susanna Esposito, esperta in infettivologia e in particolare negli effetti del Covid-19 in età pediatrica e nelle differenti sintomatologie legate al genere.

    Susanna Esposito: “Le miocarditi possono essere causate da influenza e Covid-19, il vaccino evita situazioni degenerative”

    Il convegno ‘Chi ti ama ti protegge’ vuole dunque indagare il nesso che molti hanno ipotizzato tra l’insorgenza di malattie cardiache e la pandemia globale. Domenico Liberati, organizzatore dell’evento, ha affermato: “Miocarditi e pericarditi hanno subito una crescita repentina nell’ultimo triennio, per questo risulta fondamentale continuare a investire in una sorveglianza di tipo attivo, non aspettando che i pazienti arrivino in ospedale. Senza creare inutili allarmismi bisogna ricordare che secondo i dati EuroMoMo, elaborati in 29 stati, la mortalità infantile dovuta a queste patologie è aumentata”. Nel suo intervento, Susanna Esposito ha affermato che la tesi che riconduce l’aumento ai virus è corretta: “Le miocarditi possono essere provocate da infezioni virali come il SarsCovid2 e l’influenza”. L’infettivologa ha respinto la tesi secondo cui il responsabile dell’aumento delle miocarditi sarebbe il vaccino: sebbene effettivamente alcuni maschi abbiano riscontrato problematiche dopo la somministrazione della seconda dose, la vaccinazione si è rivelata fondamentale nell’evitare che il contagio conducesse a una situazione “di tipo degenerativo”, ossia all’ospedalizzazione.

  • Susan Carol Holland: ‘Ciao’, progetto multimediale per l’inclusione sociale degli anziani

    Susan Carol Holland: “La nostra Fondazione lavora per sostenere tutti coloro che rischiano di rimanere indietro, con attenzione particolare agli anziani nelle loro comunità, e promuove la partecipazione attiva delle persone alla vita sociale, culturale e professionale”

    Susan Carol Holland, Amplifon include gli anziani attraverso la tecnologia: il progetto ‘Ciao’

    La città di Bergamo apre le porte all’innovazione per gli anziani: il progetto ‘Ciao’, realizzato dalla Fondazione Amplifon sotto la guida della Presidente Susan Carol Holland, prevede di promuovere uno stile di vita attivo – fisicamente e mentalmente – per i nostri nonni attraverso l’utilizzo di installazioni multimediali di alta qualità. Schermi a massima risoluzione e impianti sonori ad alta fedeltà proporranno contenuti stimolanti in grado di arricchire la vita degli anziani e aumentarne il coinvolgimento. Potranno inoltre valersi dei dispositivi per entrare in contatto con i propri cari. Il progetto, che collabora già con il Villaggio degli Sposi e la RST di Piario, nell’alta Valle Seriana, include per la prima volta anche i disabili. Il Sindaco Giorgio Gori ha elogiato il progetto della Fondazione guidata da Susan Carol Holland, affermando che risponde all’esigenza – sempre più urgente – di offrire welfare di qualità a una popolazione anziana in crescita. E l’iniziativa di Fondazione Amplifon ha il merito di farlo in modo estremamente innovativo.

    Susan Carol Holland: “Contenuti a misura di anziano per il benessere fisico e mentale

    Sugli schermi del progetto ‘Ciao’, gli anziani potranno godere di una serie di esperienze e contenuti progettati apposta per assicurare la massima comprensibilità e il godimento per la terza età. Tra le proposte le lezioni di yoga, strutturate in modo da poter essere svolte anche da persone in sedia a rotelle e da assicurare il benessere fisico e mentale anche delle persone con limitazioni fisiche. Già apprezzatissime, poi, le visite guidate virtuali in bellissime città d’arte e di storia, o fantastici paesaggi naturali: gli anziani possono così esplorare il mondo nella comodità delle strutture assistenziali. Anche in questo caso, il lavoro di adattamento per questa categoria d’età è stato meticoloso: la scelta delle musiche, ad esempio, richiama gli anni ’30, ’40 e ’50, permettendo agli ospiti di fare un viaggio nel tempo verso la propria giovinezza. Le parole sono ben scandite, facilitando la comprensione agli anziani con problemi di udito.  “Aggregando le migliori energie, idee e professionalità del mondo pubblico e privato, la Fondazione mira a riportare al centro il ruolo e il patrimonio di vita e conoscenza degli anziani, in un’ottica di condivisione intergenerazionale”, sottolinea la Presidente di Fondazione Amplifon Susan Carol Holland.

  • Renault Group, Alpine e Formula 1: Luca de Meo intervistato da “Automoto”

    Rilancio del brand Alpine, creazione di una community, prospettive al futuro: questi alcuni dei temi su cui si è soffermato Luca de Meo, CEO di Renault Group protagonista di un’intervista con il magazine “Automoto”.

    Luca de Meo

    Alpine, Luca de Meo: “L’intento è creare una community, aggregando i tifosi”

    Il “Viva Festival” tenutosi dal 2 al 6 agosto in Valle d’Itria ha fornito occasione per dialogare con il Chief Executive Officer di Renault Group Luca de Meo, che ha incontrato in maniera informale i giornalisti presenti all’evento dedicato al futuro e all’innovazione. Frangente in cui il CEO ha parlato di alcuni cambiamenti in atto in Alpine e di prospettive future per il Gruppo, oltre a soffermarsi su alcuni progetti per equipaggiare le Renault elettriche di un suono caratteristico. “In Italia c’è la Ferrari che trascina i tifosi e crea aggregazione, in Francia Renault corre da 46 anni, ma non c’è quell’attaccamento che abbiamo noi in Italia”, così il CEO Luca de Meo nell’intervista: “Abbiamo due piloti francesi, corriamo con un marchio francese e l’intento è proprio quello di creare una community, aggregando i tifosi, un po’ come era accaduto quando abbiamo lanciato la Fiat 500 (a quel tempo lavorava lì, ndr) e abbiamo creato una sorta di movimento in cui riconoscersi tutti”.

    Luca de Meo: Formula 1 e Le Mans, i progetti per Alpine

    La rivoluzione generata in Alpine ha condotto a diverse trasformazioni: tra queste, l’uscita del team principal Otmar Szafauner, del CEO Laurent Rossi, del direttore tecnico Pat Fry e del direttore sportivo Alan Permane. “Non ci sono solo le corse, ma anche l’approccio umano”, sottolinea Luca de Meo. Lo sguardo è ora proiettato al futuro: “L’impegno in Formula 1 deve portarci ad essere competitivi, vincenti, attrattivi anche per i migliori piloti e creare seguito. L’impegno nello sport non è solo Formula 1, abbiamo cominciato i test con la A424 che correrà a Le Mans il prossimo anno, abbiamo una gamma di modelli Alpine sportivi, giovani, dinamici, una linea Esprit Alpine nelle vetture di serie, è un discorso molto ampio e complesso”. Nello specifico, sarà Bruno Famin a occuparsi della squadra: “Bruno è uno squadrato, preparato, conosce le competizioni. Tocca a lui creare le basi per una squadra vincente”, così Luca de Meo nell’intervista. Una riflessione, infine, sull’elettrico e sulla musica: “Le auto elettriche sono silenziose, serve un sound che le distingua. Con Jean Michel Jarre abbiamo visto dei punti in comune, è nata l’idea di una abbinata che dia un sound caratteristico alle Renault del futuro”.

  • Copma, l’assemblea generale dei soci approva il bilancio: “Risultati da record”

    Copma ha eletto il nuovo Consiglio d’Amministrazione e confermato nuovamente Silvia Grandi come Presidente e Paolo Villani Vice Presidente: il bilancio del 2021-2022, approvato nel corso della riunione, è tra i più floridi della storia aziendale.

    2021-2022: il biennio dei record per Copma. Crescita in tutti i settori

    L’assemblea generale dei soci della cooperativa Copma ha approvato il bilancio 2022, che conferma un anno di maggiore crescita nel corso della sua intera storia, a partire dalla fondazione nel 1971.

    Nel 2022, il bilancio ha registrato un fatturato di 45.813.866 euro, confermando i risultati positivi degli anni precedenti. Nello stesso anno, Copma ha registrato una crescita del +4,08%, corrispondente a un incremento di 1.794.662 euro. Risultato ancora più significativo alla luce della crescita dell’anno 2021, calcolata intorno al +13,2%.

    La crescita ha riguardato entrambi i dipartimenti della cooperativa ferrarese: la divisione pulizie (specializzata in igienizzazione e sanificazione di ambienti) e la divisione verde (specializzata nella cura di giardini, aiuole e parchi urbani). I dati dimostrano dunque in maniera inequivocabile la posizione di leadership che Copma ha ormai ottenuto nel settore.

    Copma conferma Silvia Grandi alla guida del nuovo Consiglio d’Amministrazione

    In seguito all’approvazione del bilancio, l’assemblea dei soci di Copma, riunitasi a Ferrara Fiere, ha provveduto ad eleggere un nuovo Consiglio d’Amministrazione. Silvia Grandi, già Presidente negli scorsi mandati consigliari, è stata riconfermata nel suo ruolo, affiancata da Paolo Villani nel ruolo di Vicepresidente.

    Nel suo intervento, Silvia Grandi ha messo in luce come la crescita di Copma sia avvenuta nonostante numerose congiunture economiche sfavorevoli, quali l’aumento del costo del carburante, l’inflazione e il caro prezzo, mostrando la notevole resilienza dell’azienda e la sua capacità di crescere sotto qualsiasi pressione.

    Tra gli altri membri del nuovo Consiglio d’Amministrazione figurano: Viviana Baldoni, Alessio Bonazzi, Mirna Bonzagni, Silvana Bugin, Elena Celestino, Christian Fogli, Rosella Gherardi, Natascia Mistroni, Cristina Parmeggiani, Michela Poser ed Elisabetta Tosi.

  • Sostenibilità, Ares Ambiente: il ruolo chiave del nuovo impianto di compostaggio

    Il progetto di Ares Ambiente si inserisce perfettamente nell’ambito dell’economia circolare, un modello di gestione delle risorse che mira a minimizzare gli sprechi e massimizzare il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali.

    Ares Ambiente, azienda specializzata nella raccolta e smaltimento dei rifiuti

    Ares Ambiente: un nuovo impianto di compostaggio per dare impulso all’economia circolare

    L’obiettivo principale di Ares Ambiente è ridurre l’uso delle risorse e promuovere il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali, contribuendo così a un approccio sostenibile alla gestione dei rifiuti. Il fulcro di questo progetto è il nuovo impianto di compostaggio, che rappresenta un esempio tangibile di economia circolare in azione. L’impianto prende rifiuti organici come scarti alimentari, sfalci di giardino e potature, e li trasforma attraverso un processo di decomposizione controllata in compost, un ammendante naturale ricco di nutrienti per il suolo. L’aspetto circolare dell’impianto di compostaggio è evidente nel suo ciclo di funzionamento: invece di destinare i rifiuti organici alla discarica o all’incenerimento, questi vengono trasformati in un prodotto utile, il compost, che trova applicazione nell’agricoltura, nell’orticoltura e nella gestione del verde urbano. Tale processo promuove l’efficienza delle risorse, poiché riduce la necessità di fertilizzanti chimici industriali e sfrutta le risorse locali disponibili. Inoltre, spiega Ares Ambiente, contribuisce a ridurre le emissioni di gas serra e l’impatto ambientale associato alla gestione dei rifiuti.

    Ares Ambiente: le nuove direttive del pacchetto economia circolare

    Il progetto portato avanti da Ares Ambiente dimostra in modo concreto come l’economia circolare possa essere implementata nel settore dei rifiuti, trasformando i rifiuti stessi in risorse preziose e creando un ciclo virtuoso di sostenibilità. Nel contesto delle normative e direttive dell’Unione Europea e dell’Italia relative all’economia circolare, il progetto di Ares Ambiente è allineato con gli obiettivi di riduzione degli sprechi, del riciclo e del recupero dei materiali. Le direttive del “pacchetto economia circolare” sottolineano l’importanza di raggiungere obiettivi specifici di riciclo e smaltimento dei rifiuti entro date specifiche. Le nuove direttive prevedono il riciclo entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani, limitando al contempo lo smaltimento in discarica. Il 65% degli imballaggi dovrà essere riciclato entro il 2025 e il 70% entro il 2030. A partire dal 2025, i rifiuti biodegradabili dovranno essere obbligatoriamente raccolti separatamente o riciclati a casa attraverso il compostaggio. Il pacchetto UE limita inoltre la quota di rifiuti urbani da smaltire in discarica a un massimo del 10% entro il 2035.

  • L’AD Enrico Vita spiega perché Amplifon è diventato main partner di Next Age

    Amplifon, la multinazionale italiana leader nel campo dell’hearing care, è diventata main partner dell’acceleratore di start up Next Age. L’AD Enrico Vita spiega le motivazioni che hanno spinto la società a intraprendere questo nuovo percorso.

    Enrico Vita, Amministratore Delegato di Amplifon

    Enrico Vita sulla scelta di entrare in Next Age

    Quella di entrare in Next Age è soltanto un’altra tappa che si va ad aggiungere al percorso intrapreso da tempo da Amplifon. Sono anni che la realtà guidata da Enrico Vita punta sulle nuove tecnologie digitali e i dati per offrire ai clienti un servizio sempre più personalizzato. In quest’ottica, le collaborazioni con realtà innovative che operano nella Silver Economy assumono un ruolo di notevole importanza. Lo dimostra la partnership tra la divisione digitale di Amplifon e la start up Otohub, che lo scorso anno ha dato vita ad Amplifon X. L’ingresso in Next Age non fa che confermare l’impegno della società nella ricerca di soluzioni innovative che possano rendere migliore l’esperienza multicanale dei propri clienti. “La nostra visione è quella di fare leva sulle tecnologie digitali, in primis le capacità di connessione e di comunicazione di dati delle nuove generazioni di dispositivi acustici, per innovare il servizio che offriamo e per raggiungere due obiettivi molto importanti: conoscere sempre meglio i nostri clienti tramite l’utilizzo dei dati, personalizzare e arricchire ancora di più l’esperienza con i nuovi servizi”, ha spiegato l’AD Enrico Vita.   

    Enrico Vita: le risorse della Bei contribuiranno allo sviluppo di nuove tecnologie

    Il sostegno ricevuto dalla Bei conferma la solidità del nostro percorso di innovazione e trasformazione digitale, partito proprio dall’Italia e dall’Unione europea. Stiamo dedicando tempo e risorse crescenti allo sviluppo di nuove tecnologie e all’utilizzo virtuoso dei dati per offrire a chi si rivolge a noi un’esperienza audiologica sempre più personalizzata, a beneficio della qualità della vita delle persone”. Così commenta l’AD Enrico Vita il supporto ricevuto dalla Bei. La Banca europea per gli investimenti ha infatti concesso, lo scorso luglio, un finanziamento di 300 milioni di euro che servirà ad accelerare il processo di innovazione e digitalizzazione di Amplifon, lo stesso che ha portato la società a sviluppare Amplifon App. Lanciata di recente, l’applicazione consente l’instaurazione di una relazione continuativa con i clienti, monitorando i dati e le modalità di utilizzo degli apparecchi acustici in tempo reale. Lo scopo? Ovviamente migliorare la qualità della vita delle persone con l’ausilio di intelligenza artificiale e machine learning.

  • Energia, Stefano Venier a “La Repubblica”: l’impegno di Snam per un futuro più sostenibile

    “Repubblica”, nell’intervista dello scorso 30 luglio l’AD di Snam Stefano Venier racconta la sua vision sul futuro dell’energia: “Abbandonare il carbone il prima possibile, il combustibile più inquinante. Il gas accompagnerà le rinnovabili per avere energia programmabile”.

    Stefano Venier

    Stefano Venier: il futuro dell’energia appartiene alle nuove tecnologie della filiera dell’idrogeno e della cattura della CO2

    L’Italia, ha sottolineato Stefano Venier in una recente intervista a “La Repubblica”, può diventare un hub nel Mediterraneo per il passaggio in Europa dell’idrogeno che verrà prodotto dalle rinnovabili nel Nord Africa. Parlando del futuro dell’energia, di obiettivi di sostenibilità e alternative agli idrocarburi, l’AD di Snam si è soffermato sul valore delle nuove tecnologie della filiera dellidrogeno e della cattura della CO2: “Penso che, mai come in questo momento, per agire nella direzione della decarbonizzazione bisogna essere agnostici dal punto di vista tecnologico. L’idrogeno è una opzione su cui si sta puntando molto, soprattutto in Europa, Usa e Middle East. E penso che vada perseguita”. Per l’AD Stefano Venier sono quindi necessarie “infrastrutture per il trasporto adeguate, adattate alle caratteristiche di ogni singolo Paese, a seconda se c’è grande disponibilità di rinnovabili oppure se vengono realizzate dove c’è grande domanda di gas”. L’Italia dispone di capacità tecniche e strutture adeguate per diventare leader europeo della transizione: “È uno dei cinque corridoi strategici Ue che vedono il coinvolgimento di vari operatori e di cui noi facciamo parte. Ed è il corridoio che ha potenzialmente i costi di trasporto inferiori grazie al recupero delle infrastrutture esistenti”.

    Stefano Venier: non c’è sostenibilità senza sicurezza energetica

    Nell’intervista a Stefano Venier emerge chiaramente la complessità della sfida che il mondo dell’energia ha davanti oggi: “Compiere una transizione nella metà del tempo di quella precedente, in un ambito economico più complesso e coinvolgendo il doppio della popolazione”. Contrastare l’inquinamento e affrontare la questione climatica impone di “abbandonare il prima possibile il carbone, il combustibile più inquinante” e di accelerare nella transizione energetica: per riuscirci non occorre solo raggiungere “la stessa competitività di costi e di qualità” ma bisogna disporre anche di “energia che è possibile programmare e che non sia intermittente”. Nel percorso delineato dall’AD di Snam a giocare un ruolo fondamentale è il gas che “accompagnerà le rinnovabili per avere energia programmabile”. Trovare modelli di sostenibilità “per tutti i Paesi, soprattutto per chi consuma più idrocarburi” oggi è quindi indispensabile: la decarbonizzazione si porta avanti anche attraverso un uso più consapevole delle risorse. “Non c’è sostenibilità senza sicurezza energetica” è un altro messaggio di rilievo che Stefano Venier ha lanciato nel corso dell’intervista sottolineando l’importanza della “affordability” del sistema. “Per arrivarci occorrono diversificazione delle fonti e infrastrutture adeguate in un contesto di innovazione tecnologica” ha spiegato l’AD di Snam.

  • Formazione per il successo: l’esperienza di Alice Carli con la Harvard Business School

    23 anni di esperienza professionale e, nonostante questo, la voglia di imparare ancora molto. Alice Carli ha raccontato alla Harvard Business School Online il percorso di apprendimento che l’ha portata a mettersi in gioco durante la pandemia.

    La manager ed Executive Advisor Alice Carli

    Alice Carli: la sua esperienza formativa raccontata alla Harvard Business School Online

    Lo scorso aprile, la Deputy Director del Comitato Globale di Inclusione Gwen Mdinaradze ha condotto l’evento dal titolo “Start-up e imprenditoria” con l’obiettivo di mostrare quali conoscenze e competenze può ottenere un iscritto alla Harvard Business School dopo aver conseguito un Certificato di Specializzazione. Durante l’incontro online è stata intervistata Alice Carli: la manager ha condiviso la sua esperienza nell’affrontare la pandemia e nell’approfittare delle opportunità offerte dalla formazione. Residente a Milano, ha intrapreso un percorso di crescita professionale seguendo un Certificato di Specializzazione in Strategia presso la Harvard Business School. La sua storia è emblematica di come la pandemia abbia spinto molte persone a esplorare nuove direzioni, e nel caso di Alice Carli, ha rappresentato l’opportunità di ampliare le sue prospettive e sviluppare un nuovo mindset. Durante il periodo di restrizioni causate dalla pandemia da Covid-19, la manager ha infatti colto l’occasione per iscriversi ai corsi “Innovazione Disruptive”, “Strategia Aziendale Sostenibile” ed “Esecuzione Strategica”.

    Alice Carli: un approccio innovativo per affrontare le sfide attuali

    Alice Carli ha quindi completato il suo percorso formativo con il conseguimento del Certificato di Specializzazione in Strategia, una pietra miliare che ha arricchito le sue conoscenze e le ha fornito gli strumenti giusti per affrontare le sfide attuali. Il corso formativo ha rappresentato per la manager un’esperienza trasformativa: ha avuto la possibilità di interagire e collaborare con colleghi provenienti da background diversi, arricchendo ulteriormente la sua prospettiva e costruendo una rete globale di contatti. Durante la conversazione con Gwen Mdinaradze, ha sottolineato l’importanza dell’approccio innovativo e ha riflettuto sul ruolo cruciale che l’innovazione svolge nel guidare il successo aziendale.

  • Luca Dal Fabbro: “Sostenibilità strumento potente, futuro appartiene alla rigenerazione”

    In un’intervista rilasciata al quotidiano “Il Tirreno”, il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro ha fatto il punto sui vantaggi e le potenzialità di un modello di economia sempre più circolare.

    Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro: la visione di Iren per una sostenibilità redditizia e innovativa

    Oggi “sostenibilità” è una parola spesso abusata ma che nasconde una rivoluzione e soprattutto rappresenta un enorme potenziale di sviluppo per le aziende e il Paese. Ne è convinto Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, primaria azienda multiutility italiana attiva nei settori dell’energia elettrica, del gas, dei servizi ambientali e idrici. In una recente intervista, il manager ha illustrato la sua visione di come rendere l’Italia più indipendente e competitiva nel settore energetico, sfruttando le potenzialità delle fonti rinnovabili, del riciclo e delle comunità energetiche. Per Luca Dal Fabbro la sostenibilità non è solo un obiettivo etico, ma anche uno “strumento potente” per creare valore in azienda, rendere più sicuro il Paese sotto il punto di vista energetico e salvaguardare i territori. Eolico, fotovoltaico, biogas, geotermico, idroelettrico: fonti che l’Italia potrebbe sviluppare diminuendo così la dipendenza dall’estero e ridurre il rischio in casi di shock energetico. Ed è qui che entrano in gioco le comunità energetiche, che consentono di tagliare il 20% del costo dell’energia e rendere l’approvvigionamento più sicuro. Anche se al momento manca una normativa definitiva, secondo il Presidente di Iren si tratta ormai di “una pratica di sviluppo certa e bisogna che le PMI si informino già ora”.

    I progetti di Iren per l’economia circolare e il recupero dei materiali critici

    Negli ultimi anni Iren ha avviato numerosi progetti di economia circolare e recupero dei materiali critici, ovvero quelle materie prime come il litio, l’iridio e le terre rare oggi fondamentali per la produzione non solo di computer, batterie, telefoni cellulari ma anche di pannelli fotovoltaici e auto elettriche. “È un nuovo modello di economia – ha spiegato Luca Dal Fabbrodalla produzione di un oggetto si passa a un oggetto che si riutilizza, si rigenera, si ripara, si ricicla. È un’economia rigenerativa anche perché le risorse saranno sempre più costose e più scarse”. Da inizio 2023 diversi gli impianti inaugurati dalla multiutility che, consolidata la sua presenza in Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria, si sta radicando anche in Toscana. Tra i più recenti l’impianto di Gavassa, che trasforma la frazione organica dei rifiuti solidi urbani in biometano e compost, e l’impianto Circular Wood di Vercelli. Il Gruppo guidato da Luca Dal Fabbro continua inoltre a radicarsi anche in Toscana. A Scarlino, in provincia di Grosseto, Iren realizzerà un polo di recupero per il legno, i fanghi da depurazione e le plastiche non riciclabili: “L’area grossetana è quella in cui siamo entrati nell’ultimo periodo ed è un territorio in cui ci stiamo ambientando: il progetto di Scarlino è anche un importante progetto di riqualificazione di un’area a vocazione industriale, ci è sembrato il posto adatto per un investimento di economia circolare”.

  • Federico Motta Editore: una storia di qualità, innovazione e riconoscimenti

    La Casa Editrice milanese Federico Motta Editore rappresenta una pietra miliare dell’editoria italiana, vantando una storia di oltre 90 anni arricchita da opere iconiche e proposte sempre all’avanguardia.

     Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore e la costante attenzione all’innovazione

    Federico Motta Editore ha lasciato un’impronta indelebile nell’editoria italiana con oltre 90 anni di attività all’insegna della storia e dell’innovazione. Fin dalla sua fondazione, la Casa Editrice milanese si è distinta per la sua volontà di offrire proposte all’avanguardia. Già negli anni ‘80, ha introdotto il rivoluzionario Sonobox, uno strumento multimediale per la lettura audio dei testi di Storia Contemporanea dell’Enciclopedia, rappresentando una novità nella tecnologia digitale dell’epoca. Con il passare degli anni, Federico Motta Editore ha continuato a sperimentare, pubblicando la prima enciclopedia multimediale che accompagnava i volumi con floppy disk, CD-ROM, videocassette e Tavole Transvision. L’avvento di Internet ha segnato una nuova fase nella storia della Casa Editrice, con progetti di editoria digitale come mottaformazione.it e l’Enciclopedia Motta con Internet TV. Questa costante ricerca dell’innovazione ha portato a numerosi riconoscimenti e premi, affermando la Casa Editrice come un punto di riferimento nell’editoria italiana.

    Le origini di Federico Motta Editore

    Il Gruppo Editoriale Federico Motta Editore, originariamente noto come “Cliché Motta”, è passato da essere una modesta impresa specializzata nella produzione fotomeccanica a uno dei pilastri dell’editoria italiana. La visione del fondatore Federico Motta ha guidato l’azienda verso un nuovo percorso: la stampa dei fumetti e la pubblicazione della prima Enciclopedia Motta hanno infatti segnato l’inizio di un’avventura nel mondo dell’editoria. L’Enciclopedia, inizialmente distribuita in fascicoli nelle edicole, ha presto trovato la sua strada nelle case degli italiani, diventando un’iconica opera di riferimento per le famiglie. Grazie a questo successo, Federico Motta Editore si è affermato come un simbolo di qualità, autorevolezza e tradizione nel panorama editoriale italiano. Nel corso degli anni, l’offerta culturale della Casa Editrice è cresciuta costantemente, testimoniando la capacità di adattarsi ai cambiamenti continuando a offrire contenuti all’avanguardia.

  • Susan Carol Holland: il progetto Ciao! per l’inclusione attiva degli anziani

    Il progetto Ciao! è un’iniziativa significativa promossa dalla collaborazione tra il Comune di Bergamo, Fondazione Amplifon, di cui Susan Carol Holland è Presidente, e la rete sociale del territorio, che mira a promuovere l’inclusione sociale tra gli anziani, coinvolgendo anche la comunità per disabili del Comune di Piario.

    Susan Carol Holland

    Susan Carol Holland: l’iniziativa dedicata agli anziani

    È stata annunciata la scelta di estendere il progetto, che già coinvolge circa 200 residenze sanitarie assistenziali in tutta Italia, anche agli anziani che vivono nelle proprie abitazioni. Il proposito è stato annunciato durante un incontro presso il centro diurno “Villaggio degli Sposi” alla presenza, tra gli altri, del Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, del Presidente della Fondazione Carisma Miro Radici e della Presidente di Fondazione Amplifon Susan Carol Holland. Durante il periodo più difficile della pandemia di Covid19, è stata avvertita l’importanza di superare l’isolamento a cui erano costretti gli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali, e così è nata l’idea di Ciao! per facilitare il mantenimento dei rapporti con le famiglie tramite la tecnologia di video-presenza. Grazie a questa iniziativa, è stato possibile offrire un ricco palinsesto di attività, tra cui teatro, musica, yoga e viaggi virtuali, che coinvolge e stimola gli anziani, consentendo loro di mantenere relazioni emozionali sia con i familiari che tra di loro. “Questa collaborazione con il Comune e il sistema sociale di Bergamo – ha dichiarato Susan Carol Hollandci consente di estendere ulteriormente il nostro progetto a un territorio importante e di renderlo ancora più inclusivo”.

    Susan Carol Holland: riportare al centro il ruolo degli anziani

    La nostra Fondazione lavora per sostenere tutti coloro che rischiano di rimanere indietro, con attenzione particolare agli anziani nelle loro comunità, e promuove la partecipazione attiva delle persone alla vita sociale, culturale e professionale”, ha sottolineato Susan Carol Holland. Il progetto Ciao! ha trovato terreno fertile grazie alla tecnologia e alla collaborazione con importanti partner, tra cui LaFil – Filarmonica di Milano e la Compagnia Teatrale Gino Franzi. Grazie a questi accordi, è stato possibile arricchire il palinsesto di attività con concerti di musica classica su misura per le comunità delle RSA coinvolte, lezioni di yoga dolce appositamente pensate per le specifiche esigenze degli anziani e contenuti teatrali e musicali ambientati tra gli anni ’40 e ’60. Inoltre, il progetto ha offerto la possibilità di vivere viaggi virtuali interattivi in diretta dalle città più belle del mondo grazie alla partnership con la start-up italiana Miravilius. Tali attività hanno rappresentato un’importante occasione di svago e di stimolo intellettuale per gli anziani, contribuendo a costruire legami più forti tra di loro e a migliorare la loro qualità di vita. “Aggregando le migliori energie, idee e professionalità del mondo pubblico e privato – ha quindi concluso Susan Carol Holland la Fondazione mira a riportare al centro il ruolo e il patrimonio di vita e conoscenza degli anziani, in un’ottica di condivisione intergenerazionale. Ci auguriamo che l’iniziativa avviata a Bergamo possa essere replicata anche in altri Comuni italiani”.

  • Andrea Mascetti: Studio legale Mascetti, l’impronta del fondatore e titolare

    Andrea Mascetti: la sinergia fra professionisti esperti nelle diverse aree di competenza e l’attenzione alle necessità del singolo cliente permettono allo SLM di garantire puntuale ed efficace assistenza, giudiziale e stragiudiziale, su questioni riguardanti i settori del diritto amministrativo, civile e penale.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: il profilo dello Studio legale Mascetti

    L’avvocato Andrea Mascetti lo ha fondato nel 2004. In quasi venti anni di attività lo Studio legale Mascetti si è fatto strada nel settore acquisendo sempre più rilevanza, come provato anche dalla recente apertura di una nuova sede a Milano. L’adozione di un approccio che fa leva sulla “multidisciplinarietà delle competenze” ha giocato un ruolo rilevante in questa crescita. Lo spiega efficacemente anche l’avvocato Andrea Mascetti sul sito: “Affrontare qualsiasi questione in modo approfondito, mirato e completo oltre che reperire la soluzione più adatta alle esigenze del cliente è la sfida che, ogni giorno, con fatica e determinazione, noi tutti, avvocati dello Studio Legale Mascetti, ci proponiamo di vincere”. La multidisciplinarietà delle competenze sviluppata nel tempo gioca quindi a favore di “coloro che devono confrontarsi con profili di attività e di rischio sempre più articolati e mutevoli”.

    SLM: la vision dell’avvocato Andrea Mascetti

    Lo Studio legale che Andrea Mascetti guida dal 2004 opera in svariati ambiti, molti dei quali di particolare interesse per l’opinione pubblica: la web reputation, il diritto ambientale ma anche la normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti (Legge 231), partenariato pubblico-privato, per citarne solo alcuni. In un panorama normativo complesso e in continua evoluzione, grazie alla consolidata esperienza e all’aggiornamento costante da parte del team di professionisti, lo SLM garantisce assistenza a privati, società e imprese ma anche ad amministrazioni pubbliche e società a partecipazione pubblica, nei settori del diritto amministrativo, civile e penale. In linea con la vision dell’avvocato Andrea Mascetti, lo SLM si propone ogni giorno di individuare le soluzioni più adeguate ed efficaci in risposta alle necessità del cliente: studio e aggiornamento, ma anche dedizione e profondo rispetto per la professione sono alla base dell’impegno “verso l’eccellenza” che lo SLM ambisce a portare avanti quotidianamente.

  • Gruppo Riva: la storia del primo operatore siderurgico italiano

    Il leader siderurgico Gruppo Riva opera nel settore dagli anni ’50, da quando il pioniere della siderurgia italiana Emilio Riva la fondò, insieme al fratello Adriano, nel 1954. Oggi è una realtà internazionale, primo Gruppo siderurgico italiano e tra i principali in Europa.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: le prime tappe della storia

    Nato in pieno dopoguerra, Gruppo Riva guida quello che è passato alla storia come “miracolo economico”, accompagnando la sua crescita alla ripresa del Paese, per poi espandersi oltre confine con l’acquisizione di importanti realtà produttive nei principali Paesi europei. Negli anni ’60 inizia ad investire in maniera cospicua in ricerca e innovazione per mantenere la competitività con la concorrenza straniera. Il Gruppo introduce così la colata continua curva a tre linee in Italia ed avvia una campagna di acquisizioni mirate. Rilevate le Acciaierie di Lesegno e diventato socio di minoranza nella SEII – Società Esercizi Impianti Industriali di Malegno, il Gruppo arriva a produrre 300mila tonnellate d’acciaio l’anno. Negli anni ’70 Gruppo Riva inizia ad effettuare i primi grandi investimenti a livello internazionale, dapprima in Spagna, poi in Canada e in Francia. Nel 1980 il Gruppo produce 1,1 milioni di tonnellate di acciaio e nel 1988 acquisisce l’Italsider di Genova. Tra il 1989 e il 1992, il leader siderurgico si espande anche in Belgio e in Germania. Con una produzione di 5,8 milioni di tonnellate d’acciaio e 5 milioni di tonnellate di laminati, nel 1994 la società è ormai una realtà consolidata, nonché protagonista nel panorama europeo.

    Gli ultimi 20 anni di Gruppo Riva

    Alla soglia del nuovo millennio, Gruppo Riva continua il suo percorso di crescita, acquisendo lo stabilimento di Sellero nel 1996, la maggioranza della greca Hellenic Steel e l’ex Italsider. Nel corso del 2000 rileva il Gruppo francese SAM con i suoi 8 stabilimenti produttivi e 1.500 dipendenti. Successivamente, attraverso la scissione dalla holding di controllo del Gruppo Riva Fire, viene costituita la società Riva Forni Elettrici, a cui fanno capo le produzioni da forno elettrico. Nell’aprile del 2014 si spegne il fondatore e Presidente del Gruppo Emilio Riva, e nel giugno dello stesso anno Claudio Riva, da tempo lontano dai ruoli operativi nel Gruppo, viene nominato Presidente di Riva Forni Elettrici, realtà che rappresenta tutt’oggi il principale operatore siderurgico italiano.

  • Ares Ambiente: Marco Domizio e il compostaggio innovativo

    Marco Nicola Domizio è il fondatore di Ares Ambiente, società con sede a Treviolo, in provincia di Bergamo, che si occupa di rifiuti e ambiente, secondo i criteri di efficienza, trasparenza ed economicità.

    Marco Nicola Domizio

    Marco Domizio: i progetti chiave nel mondo dell’ambiente e dei rifiuti

    Marco Domizio è entrato a far parte del settore dell’intermediazione dei rifiuti fin da giovane, iniziando a lavorare per un’azienda lombarda del comparto, subito dopo aver conseguito il diploma. Nel corso della sua carriera è riuscito a specializzarsi estendendo le sue competenze alle procedure e alle gare di appalto. Ha ricoperto il ruolo di Responsabile Commerciale in diverse realtà locali, contribuendo significativamente all’ampliamento del portafoglio clienti. Ha coordinato progetti importanti, inclusi la creazione di un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo e l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania. Inoltre, Marco Nicola Domizio si è occupato della gestione di una cava di estrazione di minerali naturali e del trasporto transfrontaliero di rifiuti, assumendo responsabilità di grande rilievo.

    Marco Nicola Domizio: l’impianto di compostaggio di Ares Ambiente all’insegna di innovazione e sostenibilità

    La produzione di compost rappresenta un fondamentale processo di trasformazione degli scarti organici, provenienti da raccolte differenziate domestiche, potature, sfalci e cicli agro-industriali. Il compostaggio estende il ciclo di vita dei prodotti di scarto, riducendo l’accumulo di rifiuti e generando un pregiato ammendante naturale per l’agricoltura, riducendo l’utilizzo di fertilizzanti chimici. L’impegno di Marco Nicola Domizio e di Ares Ambiente si concretizza in due tipologie di ammendante o compost, rispettando scrupolosamente le normative vigenti: l’ammendante compostato misto e quello compostato da fanghi. Nel moderno impianto di Piedimonte San Germano, l’ammendante prodotto viene sottoposto a rigorose analisi di laboratorio per garantirne la qualità e la conformità alle normative, rilasciando certificazioni a tutti gli agricoltori che ne faranno uso. La produzione di compostaggio segna un importante passo verso la sostenibilità ambientale e l’ottimizzazione delle risorse per l’agricoltura.

  • Serenissima Ristorazione: bilancio 2022 con risultati eccezionali

    Nel 2022 Serenissima Ristorazione ha ottenuto risultati positivi nel bilancio di esercizio, mostrando crescita in tutti i principali indicatori finanziari rispetto ai dati pre-pandemia. Il fatturato consolidato è aumentato del 12,26%, l’ebitda consolidato del 10,6% e l’utile netto del 18,2%. Il Gruppo ha dimostrato resilienza e solidità, reagendo come top player nel settore della ristorazione collettiva.

    Serenissima Ristorazione, leader nei servizi di ristorazione collettiva e commerciale

    Serenissima Ristorazione chiude il 2022 con un fatturato a 458 milioni

    Il 2022 si è rivelato un anno di successi e resilienza per Serenissima Ristorazione, come attestato dai risultati positivi ottenuti nel bilancio di esercizio. Il Gruppo ha dimostrato una notevole capacità di adattamento e reazione alle sfide del periodo post-pandemia, registrando incrementi significativi in tutti i principali indicatori finanziari. La crescita dimensionale e la redditività hanno costituito i pilastri fondamentali di questo percorso di crescita. Tommaso Putin, Vicepresidente di Serenissima Ristorazione, ha sottolineato l’importante contributo dei collaboratori, oltre 10.000 dipendenti, che con dedizione e impegno sono stati essenziali nel raggiungere gli obiettivi aziendali. Nonostante le difficoltà legate all’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, il Gruppo ha continuato a investire nell’innovazione, nell’efficientamento dei processi produttivi e nella diversificazione del business, mantenendo una crescita costante anche nei momenti di avversità. Più nel dettaglio, Serenissima Ristorazione ha registrato un fatturato consolidato pari a 457.592.092 euro (+12.26% in rapporto ai dati pre-pandemia), un ebitda consolidato che si attesta a 25.199.647 euro (+10,6% in rapporto ai dati pre-pandemia), un utile netto di 10.143.555 euro (+ 18,2% in rapporto ai dati pre-pandemia) e un patrimonio netto consolidato di 114.026.671 euro. “L’impegno, ora – come sottolinea il Vicepresidente – è quello di proseguire lungo questo percorso di crescita, con un piano industriale che prevede di raggiungere i 500 milioni di euro di fatturato nel 2023, con investimenti per oltre 30 milioni di euro, per nuove acquisizioni e per il potenziamento della nostra capacità produttiva”.

    Sostenibilità e innovazione: l’impegno di Serenissima Ristorazione

    La sostenibilità ambientale e sociale è stata una priorità per Serenissima Ristorazione, come dimostrato dalla Certificazione di Genere, dal riconoscimento “Green Stars” e da altre certificazioni che attestano l’impegno del Gruppo verso pratiche aziendali sostenibili. L’azienda si è distinta per la sua capacità di gestione e per l’attenzione dedicata a diversi aspetti chiave del suo modello di business. Grazie agli investimenti nell’innovazione e nella formazione, il Gruppo ha raggiunto una notevole flessibilità e razionalizzazione dei processi produttivi, consentendo una crescita costante nonostante le difficoltà causate dalla pandemia. La diversificazione del business è stata una strategia efficace che ha contribuito a garantire stabilità e crescita nel periodo post-pandemia. Un elemento chiave nella strategia di sviluppo di Serenissima Ristorazione è stato l’investimento nel centro di Boara Pisani (PD), uno dei centri produttivi più avanzati in Europa per la produzione di pasti in legame refrigerato. Tale investimento ha confermato l’impegno dell’azienda nell’utilizzare le risorse sostenibili, come la geotermia, per ridurre l’impatto ambientale e massimizzare l’efficienza energetica. Serenissima Ristorazione ha confermato la sua posizione di top player nel settore della ristorazione collettiva grazie a una solida strategia aziendale, una gestione oculata delle risorse e un forte impegno verso la sostenibilità e l’innovazione. Il Gruppo si proietta verso il futuro con ambizioni di ulteriore crescita e il raggiungimento di obiettivi ambiziosi nel settore della ristorazione.

  • Boom di streptococco fuori stagione. Susanna Esposito: sconsigliato il fai da te

    La coordinatrice del Tavolo Tecnico di Malattie Infettive e Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria Susanna Esposito fa luce sulle cause connesse all’impennata di contagi da streptococco che sta interessando molti bambini italiani.

    Susanna Esposito, Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma

    Susanna Esposito: esiste una correlazione tra il boom di scarlattina e il Covid-19

    Continua ad essere ancora alto, anzi altissimo, il numero di bambini contagiati da streptococco A e scarlattina, nonostante dovremmo essere ben oltre stagione. I numeri parlano chiaro: sono aumentate del 2.000% le vendite dei test per lo streptococco e del 38% quelle di amoxicillina, l’antibiotico utilizzato per curarlo. Susanna Esposito, Coordinatrice del Tavolo Tecnico di Malattie Infettive e Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria, spiega che a prolungare i focolai di faringiti e scarlattina sono “contagi e reinfezioni a ping pong” che hanno portato a un “picco fuori stagione, con bimbi che si ricontagiano anche dopo poco tempo”. Professoressa di Pediatria all’Università di Parma, Susanna Esposito sostiene che l’impennata di faringite e scarlattina sia “legata a un debito immunologico nella popolazione, dovuto alla minore circolazione di patogeni durante la pandemia Covid”. Ad aumentare la preoccupazione dei genitori è il fatto che queste infezioni si ripresentano anche “due o tre volte sullo stesso bambino”, costringendolo a sottoporsi a “più cicli di antibiotici in poche settimane”.

    Susanna Esposito avverte: no al fai da te

    L’infezione solitamente si manifesta con febbre e faringite e per curarla è necessario ricorrere all’antibiotico, il quale, proprio a causa di questa impennata, inizia ad essere difficile da reperire. “Bisogna iniziare subito la terapia antibiotica per evitare possibili complicanze, tra cui ascessi e malattia reumatica”, suggerisce Susanna Esposito, la quale mette in guardia contro il fai da te. “Il tampone fatto a casa non ha la stessa attendibilità di quello eseguito da un esperto”, avverte. Sottolinea, inoltre, l’inutilità di ricorrere al tampone qualora non si presentino sintomi: “Bisogna evitare il tampone in assenza di sintomi perché ai portatori sani non vanno fatte terapie”. Il rispetto di tali linee guida è indispensabile anche al fine di “evitare prescrizioni, non sempre necessarie di amoxicillina”. Già dallo scorso novembre, la SIP (Società Italiana di Pediatria) ha infatti denunciato la difficoltà di approvvigionamento del farmaco.

  • Andrea Mascetti: diritto del lavoro, l’esperienza dello Studio Legale Mascetti

    Diritto del lavoro: l’impegno dello Studio Legale Mascetti (SLM), fondato dall’avvocato Andrea Mascetti, specializzato nel fornire assistenza in ogni aspetto inerente al rapporto professionale.

    Andrea Mascetti, Avvocato e titolare dell'omonimo Studio Legale

    Andrea Mascetti, Studio Legale Mascetti: disabilità e comporto per malattia, un caso di discriminazione indiretta

    Nato su iniziativa di Andrea Mascetti nel 2004, lo Studio Legale Mascetti opera in svariati ambiti occupandosi anche di diritto del lavoro. In particolare nel settore giuslavoristico fornisce a società e imprese assistenza giudiziale e stragiudiziale nella gestione delle procedure disciplinari, nonché della predisposizione di contratti di lavoro subordinato e autonomo, di contratti di agenzia e di rappresentanza commerciale e della redazione di codici disciplinari e di regolamenti aziendali. Inoltre, assiste anche privati in ogni aspetto inerente al rapporto di lavoro: dai contratti di assunzione alle progressioni di carriera ma anche trasferimenti, formazione professionale e quanto concerne la fine del rapporto di lavoro. L’esperienza dei professionisti che l’avvocato Andrea Mascetti coordina all’interno dello Studio legale è anche nei numerosi contributi che arricchiscono il sito, rinnovato negli scorsi mesi. Uno dei più recenti, a cura di Stefania Massarenti che per conto dello SLM si occupa di diritto del lavoro e, in particolare, di rapporti subordinati e para subordinati, riguarda un caso di discriminazione indiretta su cui il Tribunale di Milano ha deliberato con la sentenza del 6 aprile 2023 dichiarando nullo il licenziamento subito da una lavoratrice per superamento del comporto, in quanto ritenuto discriminatorio in via indiretta atteso che le era stato applicato il medesimo termine dei lavoratori non disabili, senza escludere le assenze dovute alla sua disabilità.

    Andrea Mascetti: sul sito dello Studio Legale Mascetti gli editoriali dei professionisti

    L’avvocato Andrea Mascetti ha concepito il sito dello SLM anche come uno spazio di condivisione e informazione sulle principali questioni giuridiche di cui si occupano nella loro attività quotidiana i professionisti di cui si avvale. Il Giudice di merito, si legge nell’editoriale che approfondisce il caso su disabilità e comporto per malattia, “ha ritenuto irrilevante la circostanza che il datore di lavoro non conoscesse lo stato di disabilità della lavoratrice, affermando che la discriminazione opera su un piano esclusivamente oggettivo”. Il Tribunale di Milano dunque con la sentenza del 6 aprile 2023 richiama sostanzialmente “i principi che l’ordinamento giuslavoristico ha fatto propri nel più recente passato (anche grazie all’apporto del diritto dell’Unione Europea) in relazione all’esigenza di assicurare una particolare protezione ai lavoratori portatori di potenziali fattori di discriminazione o, comunque, che si trovino in condizioni personali destinate a incidere negativamente sulla loro vita professionale”. Nel caso specifico la Corte, deliberando sulla scorta della recente giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea e della Corte di Cassazione (da ultimo Cass. sez. lavoro n. 9095/2023), ha inoltre chiarito che “i contratti collettivi che non prevedano un periodo di comporto più lungo per i lavoratori portatori di handicap rientrano nell’ipotesi di ‘discriminazione indiretta’, dato che il lavoratore disabile è soggetto al rischio di più frequenti assenze per malattia collegate alla propria disabilità”. Lo Studio Legale guidato dall’avvocato Andrea Mascetti opera nelle sedi di Varese e Milano.

  • Ristorazione, Tommaso Putin: definire norme ad hoc per il successo delle aziende nel settore

    L’Assemblea dei Soci ha ufficializzato lo scorso 11 luglio il cambio alla guida di ANIR Confindustria nominando il nuovo Presidente, Massimo Piacenti. Nel team anche Tommaso Putin, che dal 2020 opera in qualità di Vicepresidente del Consiglio di Presidenza.

    Tommaso Putin

    Tommaso Putin, Vicepresidente del Consiglio di Presidenza di ANIR Confindustria

    Per il prossimo triennio, Massimo Piacenti, recentemente nominato Presidente di ANIR Confindustria, prevede un futuro importante per la ristorazione collettiva, grazie all’aumento della consapevolezza dei suoi interlocutori sull’importanza di questo settore. Oggi è fondamentale attribuire il giusto valore a questa nuova dimensione, introducendo concetti come il cibo pubblico, inteso come servizio per tutti, e il pasto giusto. La squadra del Consiglio di Presidenza, composta dai Vicepresidenti Tommaso Putin, Emilio Roussier Fusco, Graziano Sanna e Rosario Sortino, insieme al Segretario Generale Paolo Valente, affiancheranno il Presidente Piacenti nei prossimi tre anni per perseguire questi obiettivi e garantire il successo di ANIR Confindustria.

    L’impegno di Tommaso Putin

    Tommaso Putin, Vicepresidente di Serenissima Ristorazione, oggi una delle realtà italiane leader nel campo della ristorazione commerciale e collettiva, è parte integrante della squadra che affiancherà il nuovo Presidente Massimo Piacenti, dopo il cambio alla guida di ANIR Confindustria. Insieme a Emilio Roussier Fusco, Graziano Sanna e Rosario Sortino, Tommaso Putin contribuirà a sostenere e promuovere la ristorazione collettiva come servizio essenziale per tutti. Questa nuova dimensione richiede però l’introduzione di un quadro normativo ad hoc per garantire l’agibilità delle aziende che hanno deciso o decideranno di investire in questo settore, poiché le attuali normative non sono sufficienti. Oggi, infatti, non esistono norme capaci di tutelare coloro che usufruiscono dei servizi di ristorazione collettiva di fronte a un aumento incontrollato dei prezzi.

  • Luca de Meo intervistato dal “Corriere della Sera”: percorso professionale e progetti

    Nato a Milano nel 1967, Luca de Meo ha alle spalle più di 30 anni di carriera nel settore automobilistico, con esperienze di rilievo in 12 Paesi e per più di 10 marchi, attraverso i 4 gruppi automobilistici più importanti.

    Luca de Meo

    Intervista a Luca de Meo: la carriera e il rapporto con la Francia

    CEO di Renault Group e Presidente dell’ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association), Luca de Meo è un dirigente d’azienda con esperienza consolidata nel settore automobilistico. Il suo percorso annovera ruoli di responsabilità ricoperti in 12 Paesi nel mondo e nell’ambito di oltre 10 marchi. Nel suo profilo professionale non mancano, inoltre, titoli e riconoscimenti di prestigio – tra tutti, quello di Cavaliere al Merito del Lavoro nel 2022 e la Legion d’Honneur nel 2023 – così come traguardi significativi come l’essere il primo CEO non francese a guidare Renault Group. Basti pensare che ciò non è mai accaduto fin dal lontano 1898, anno in cui Renault venne avviata per opera del meccanico Louis Renault. Come raccontato nell’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, il rapporto di Luca de Meo con la Francia, in particolare con Parigi, trae origine nei primi anni ‘90: “Sono arrivato qui per la prima volta all’inizio degli anni Novanta con la mia fidanzata ed ex compagna di università che poi è diventata mia moglie. Eravamo neanche trentenni a Parigi, un sogno”. Nel 1992 il primo incarico in Renault, per poi entrare in Toyota, Fiat, Volkswagen, Audi e Seat: una lunga esperienza che lo conduce nel 2020 al ruolo di CEO del Gruppo francese.

    Luca de Meo: l’incarico in Renault Group e le prospettive per il settore

    Soffermandosi su alcuni aspetti della sua esperienza in Renault Group, Luca de Meo evidenzia come questo sia ormai “un Gruppo internazionale che fa parte di un’alleanza con Nissan”: la lingua di lavoro è infatti “soprattutto l’inglese. Io poi parlo anche francese”. Rimanendo in tema di lavoro, de Meo racconta come questo occupi gran parte della sua giornata: “Io sono un industriale e l’industria è dura, una fatica di ogni giorno”, specifica, aggiungendo che “non esiste un Paese forte senza un’industria forte, a meno che tu non sia una piattaforma finanziaria come Singapore. L’economia dematerializzata è un’illusione, i problemi non si risolvono solo a colpi di clic. Durante la pandemia servivano le mascherine, ma in Europa non eravamo più in grado di produrle”. Un’industria che, nello specifico del settore auto, fornisce stimoli importanti per l’economia: “Sono convinto che l’industria resti fondamentale per l’Europa. E il 30 per cento di tutti gli investimenti in ricerca e sviluppo dipendono dall’industria automobilistica. Poi, per ogni posto di lavoro che creo all’interno dell’azienda, ne nascono sei o sette fuori, come indotto. Il contributo dell’auto è decisivo in termini di innovazione e valore aggiunto, e noi europei possiamo eccellere nel settore premium, il più importante”. Centralità che emerge anche in relazione alla transizione ecologica: secondo Luca de Meo, per questo bisogna essere realistici. Non può esserci un solo ‘piano A’ deciso dai Governi, le soluzioni tecniche possono essere tante e noi industriali dobbiamo essere lasciati liberi di esplorarle”, così il CEO a conclusione dell’intervista.