• Mer. Mag 20th, 2026

area-press.eu

comunicati stampa & press release

Economia e crisi energetica, ccco perché l’Europa continua a fallire le risposte

Anche il recente contraccolpo economico provocato dalla guerra nel Golfo ha evidenziato la incapacità dell’Unione Europea di rispondere in modo diverso rispetto al suo solito copione, che è incentrato su politica fiscale e politica monetaria. Risposte che alla lunga giungono al risultato, ma lasciano per strada brusco contraccolpo per l’economia. La verità è che il blocco europeo in tutti questi anni non ha imparato ancora prevenire le crisi, piuttosto aspettare di doverle affrontare.

L’ultimo shock per l’economia

energiaIl conflitto in Iran ha provocato una fortissima scossa sulla fornitura energetica, con il pezzo del petrolio schizzato oltre 100 dollari al barile e quello del GNL (gas naturale liquefatto) che è raddoppiato. Una crisi che riporta alla mente quella più recente legata alla guerra in Ucraina o quella legata alla pandemia.

In tutti questi casi l’Europa ha sempre reagito sbandierando la retorica della risposta coordinata, che però si traduce sempre in una risposta lenta, frammentata e soprattutto incapace di mettere le basi per prevenire analoghi shock in futuro.

Le due armi utilizzate

Nell’arsenale europeo delle armi contro gli shock, che quasi sempre sono di natura esogena, ci sono soltanto due strumenti che vengono utilizzati. Il primo è la politica fiscale, che tuttavia si traduce soltanto nel sospendere l’efficacia di alcune regole rigide in tema di finanza pubblica.

La seconda arma è la politica monetaria. Ma la Banca Centrale Europea (BCE) che deve maneggiarla, comunque è costretta a farlo tenendo presente le contraddizioni e le inefficienze del contesto che c’è attorno.

La prevenzione soltanto a parole

La crisi attuale dipende dall’enorme dipendenza energetica dell’Europa dall’estero. Un dato noto e arcinoto, più volte sottolineato dalla stessa Europa. Ma realmente cosa è stato fatto per proteggere l’economia Europea da questa dipendenza strategica? Ben poco in realtà. Quando c’è stata la crisi legata al conflitto in Ucraina, l’Unione Europea ha viaggiato tra interventi frammentati e una politica monetaria restrittiva che ha finito per colpire anche la crescita.

Il problema è sempre lo stesso: la mancanza di visione. L’Europa continua a reagire alle crisi ma non fa nulla per anticiparle o per cogliere i segnali in tempo reale di uno shock che sta per arrivare. Semplicemente, quando accadono si cercano risposte per gestire l’emergenza piuttosto che cogliere l’occasione per fare riforme strutturali serie.

Di heleny