Mese: Ottobre 2020

  • È online la mostra “Arte di percezione” di Marinella Saccuta

    La pittrice Marinella Saccuta è ufficialmente stata selezionata per esporre in mostra online dal titolo “Arte di percezione” all’interno della piattaforma curata dalla Dott.ssa Elena Gollini. Sono state accuratamente selezionate 20 opere, che fanno da filo conduttore portante particolarmente rappresentativo per mettere in risalto al meglio il fervido moto creativo della Saccuta. La Dott.ssa Gollini ha spiegato le componenti peculiari della formula pittorica affermando: “La percezione è senza dubbio molto stimolata e fortemente alimentata nell’osservazione attenta e partecipe delle creazioni di Marinella. E la percezione sensoriale è associabile al concetto di tempo, che è uno dei principali elementi protagonisti della produzione. Il tempo lungo della memoria, il balenare improvviso del pensiero, l’istante precipuo della creazione, racchiudono e conservano custodendo un tripudio di percezioni che si sprigiona e avvolge anche il fruitore. Tempo e percezione vengono associati all’alchimia armoniosa degli stati interiori che la composizione accoglie in sé, diventando così testimonianza viva e vitale di un itinerario sfaccettato, che è al contempo e insieme artistico ed esistenziale e che si sviluppa e si evolve contestualmente di pari passo. La scelta espressiva compiuta da Marinella si incarna nell’opera coordinando colore, materia, figurazione, tracciati segnici, stesure e partiture cromatiche intrecciate in perfetta fusione. Quello di Marinella è un procedere per sequenze predisposte nel dettaglio, che non si sommano e non si accorpano con banale e semplice superficialità, ma si fondono e si legano saldamente fino a formare un’unità inscindibile e inseparabile, un corpo strutturale unico e coeso, un’unica anima. Marinella affronta il processo creativo con grande coerenza, attraversando attimo dopo attimo il tempo di esecuzione dell’opera, che diventa il riflesso intenso immediato e non soltanto un tramite di un tempo intimamente vissuto. Mentre dipinge Marinella dialoga con sé stessa, interroga i ricordi, sente affiorare ed emergere dal profondo ego suggestioni generate e alimentate dall’esperienza e trasfigurate dall’emozione. La pittura per Marinella è sempre un’altra storia rispetto al proprio vissuto, un racconto parafrasato diverso dal consueto e dall’ordinario. È un itinerario ogni volta nuovo, sempre avvincente e stupefacente, dove ogni istante non è mai uguale all’altro, ma riesce a sorprendere sempre e segna un tassello prezioso tra ciò che è andato perduto e ciò che invece è rimasto impresso ed è stato recuperato nella memoria, decretando degli itinerari attraverso e oltre il tempo”. “Quando gli orologi della notte elargiranno un tempo generoso, andrò più lontano dei rematori di Ulisse, nella regione del sogno inaccessibile alla memoria umana” (Jorge Luis Borges).

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/arte-di-percezione-marinella-saccuta/

  • Investigatore Privato Roma: cos’è la concorrenza sleale

    Molte aziende, se negli ultimi periodi sempre più spesso, si rivolgono all’Investigatore Privato Roma per tutelarsi dalle situazioni di concorrenza sleale. Nel mercato libero non ci sono limiti di accesso e la forza di un’azienda è sia nei proprio diritti di proprietà industriale sia nei segni distintivi su cui l’imprenditore esercita un uso esclusivo. Prendiamo come esempio il logo aziendale che permette l’identificazione agli occhi dei clienti e ne facilita la scelta. In questo modo viene a crearsi un regime di libera concorrenza in cui vengono premiati i migliori e scartati i mediocri. La concorrenza può e deve ritenersi leale fino a quando l’uso esclusivo dei segni distintivi dell’azienda e dei diritti di proprietà industriale dell’imprenditore non sono sottratti da un altro imprenditore. In caso diverso si tratta di concorrenza sleale e a questa fattispecie appartengono tutti gli atti confusori e mendaci su cui agisce il legislatore.

    Reato di concorrenza sleale e ruolo dell’investigatore privato
    L’Investigatore Privato a Roma ha il compito di raccogliere prove e documenti che dimostrano in sede di giudizio l’avvenuta concorrenza sleale e altri atti illeciti commessi nei confronti dell’imprenditore.

  • Andrea Mascetti: la carriera nel settore legale

    Lo Studio Legale guidato da Andrea Mascetti avvia le proprie attività nel 2004: da allora, la legal firm specializzata nel settore amministrativo, penale e societario ha raggiunto una posizione di rilievo nel panorama italiano.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: percorso professionale e incarichi attuali

    Fondatore e titolare dello Studio Legale omonimo, Andrea Mascetti è un professionista del settore legale. Consulente esperto in diritto commerciale e amministrativo, svolge inoltre attività all’interno di collegi arbitrali e organismi di vigilanza. Nato nel 1971 a Varese, dopo l’ottenimento del diploma di maturità classica, consegue la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Terminato il praticantato, si abilita allo svolgimento della professione presso la Corte di Appello di Milano ed entra nell’Ordine degli Avvocati di Varese. Dal 2014 è iscritto all’Ordine di Milano. Il suo percorso nel settore legale si avvia con un’esperienza professionale maturata nello Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, dove esercita la professione fino al 2003. In seguito a tale esperienza, nel 2004 avvia una propria attività fondando lo Studio Legale omonimo a Varese e Milano. Parallelamente a questo, Andrea Mascetti esercita nell’ambito del diritto civile e amministrativo e nelle applicazioni del decreto legislativo 231/01. Opera inoltre come consulente e processualista, oltre a ricoprire incarichi come Presidente e Membro di Organismi di Vigilanza, Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali sia italiane che estere. Tra i suoi incarichi attuali è Consigliere Indipendente nel Consiglio di Amministrazione di Italgas S.p.A., presso cui presiede il Comitato Nomine e Remunerazioni. Dal 2019 è Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo.

    Attività e traguardi dello Studio Legale di Andrea Mascetti

    Le competenze specialistiche sviluppate in materia di diritto societario e amministrativo hanno consentito ad Andrea Mascetti di fondare una propria attività nel 2004. Supportato da un team di professionisti specializzati in diversi rami del settore giuridico, lo Studio Legale Mascetti fornisce servizi legali in ambito civile, penale e amministrativo, includendo inoltre anche i campi relativi alla web reputation, al decreto legislativo 231/01 e al diritto dell’arte. I risultati conseguiti e la qualità dei servizi hanno consentito allo Studio Legale di ricevere diversi riconoscimenti durante gli anni: tra questi, l’inclusione nella classifica stilata dalla rivista Capital che ha premiato lo Studio Legale tra le migliori 500 legal firm d’Italia. Il riconoscimento ha tenuto in considerazione fattori come qualità dei servizi, competenza e specializzazione, insieme alla capacità di entrare in relazione con gli attori presenti sul territorio. Le competenze multidisciplinari e la lunga esperienza in ambito giuridico, infatti, consentono al team guidato da Andrea Mascetti di svolgere attività finalizzate a supportare diversi tipi di clienti, tra cui aziende, privati ed enti pubblici.

  • Serenissima Ristorazione si impegna per contrastare il Covid-19

    Serenissima Ristorazione offre un servizio di sanificazione portata avanti da un team di esperti, in ottemperanza alle
    linee impartite dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

    Serenissima Ristorazione

    Gli interventi di sanificazione offerti da Serenissima Ristorazione

    All’interno delle circolari e DPCM emanati dal Governo negli ultimi sei mesi, è stata spesso evidenziata la centralità di sanificazione e disinfezione delle aree per arginare l’emergenza sanitaria da Coronavirus. In tale direzione si inserisce il Decreto "Cura Italia" del 17 marzo di quest’anno, con cui il Governo ha aperto alla possibilità di fare domanda per un credito d’imposta del 50% entro i 20.000 euro di spese operate per la sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro. Serenissima Ristorazione, a questo proposito, contempla anche il servizio di sanificazione condotta da una squadra di professionisti e in compliance con le indicazioni scientifiche di Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità e Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre che del piano HACCP e delle certificazioni ISO 9001, 14001 e BS OHSAS 18001. La società guidata da Mario Putin ha inoltre creato un Emergency Team Direzionale, con il compito di decidere le regole da seguire a seconda delle differenti realtà operative e impegnarsi a risolvere rapidamente possibili problematiche. Inoltre, gli operatori di Serenissima Ristorazione hanno frequentato corsi appositi per garantire la buona riuscita delle operazioni riducendo al minimo le possibilità di contagio. Sono state consegnate informative, circolari e istruzioni pratiche con gli ultimi aggiornamenti in tema di igiene personale, DPI e comportamenti da tenere per la sicurezza di tutti, come il distanziamento sociale, oppure quelli da attuare in caso di sintomatologia in ufficio oppure a casa, a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie.

    La storia di Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione nasce a Vicenza a metà degli anni ’80 ed è attualmente una realtà di primo piano nel comparto della ristorazione collettiva, capace di garantire ogni giorno 200.000 pasti. Fondata dall’attuale Presidente Mario Putin, è capofila nei servizi di ristorazione sociosanitari e sostiene importanti progetti di project financing. L’azienda è attiva con ottimi risultati nel settore della ristorazione aziendale e offre un ampio ventaglio di servizi e prodotti italiani di qualità, senza dimenticare una proposta economica di interesse. Tra i casi di successo in questo ambito vale la pena menzionare l’EFSA, agenzia UE per il controllo della sicurezza alimentare, ITC-ILO di Torino, Centro Internazionale di Formazione dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro e l’Università Bocconi di Milano. Serenissima Ristorazione è inoltre operativa nella gestione di progetti sulle tematiche del risparmio e del riutilizzo delle eccedenze alimentari, in sinergia con associazioni ed enti a livello nazionale. Grazie agli accordi siglati con l’Associazione Ozanam Onlus Di Vicenza, Consorzio di Cooperative L’Arcolaio e Associazione Diakonia Onlus, ha donato derrate alimentari perfettamente integre e piatti cucinati ma non consumati a persone bisognose. La realtà ha anche supportato una iniziativa di sensibilizzazione e informazione sui medesimi argomenti con la personalizzazione delle tovagliette di carta dispensate nelle aree self-service e nei ristoranti italiani.

  • Gruppo Riva nel 2019: fatturato da 3,2 miliardi di euro e +9,5% negli investimenti

    Con 21 siti produttivi dislocati tra Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada, Gruppo Riva è il primo operatore siderurgico in Italia e tra i principali su scala internazionale. Nel 2019 ha incrementato gli investimenti (+9,5%) e si è confermato leader nei "prodotti lunghi" (10% del mercato continentale).

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: i traguardi raggiunti nel 2019

    Realtà leader in Italia nel settore siderurgico, Gruppo Riva rafforza il proprio ruolo di primo piano anche in campo internazionale. Con una produzione che nel 2019 ha raggiunto i 6,3 milioni di tonnellate, il Gruppo attualmente guidato da Claudio Riva ha chiuso il 2019 con ricavi pari a 3,2 miliardi di euro, confermandosi leader nei "prodotti lunghi" grazie a una quota di mercato del 10% in Europa. Il 2019 ha inoltre segnato un aumento degli investimenti per il colosso siderurgico: +9,5% rispetto all’anno precedente, con un volume totale che ha raggiunto i 150 milioni di euro. Risultati ancora più significativi se si considera che lo scorso anno è stato caratterizzato da una decisa contrazione del mercato dell’acciaio, sia a livello nazionale che continentale. A questo si è aggiunto uno stop generalizzato delle attività provocato dalla pandemia da Covid-19, a cui Gruppo Riva ha potuto far fronte grazie all’attenzione costante verso sicurezza, qualità e innovazione, che da sempre ne caratterizzano le attività. Fondamentale, inoltre, si è rivelato il supporto fornito dal laboratorio di Lesegno (CN) negli ambiti della Ricerca e dello Sviluppo: vero e proprio centro nevralgico per l’innovazione, nel corso degli anni il Centro ha consentito all’azienda di mantenersi all’avanguardia e di rispettare avanzati standard di qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale.

    La storia di Gruppo Riva: fondazione, sviluppo e apertura ai mercati europei

    Gruppo Riva nasce nel 1954 grazie all’intuizione di Emilio Riva che, supportato dal fratello Adriano, intuisce l’elevato potenziale del settore siderurgico nel dopoguerra in Italia. A due anni dalla nascita viene introdotta la produzione diretta dell’acciaio e, l’anno seguente, il Gruppo avvia il primo impianto a Caronno Pertusella, in Lombardia. Da allora, un susseguirsi di attività e di innovazioni. Nel 1957 l’avvio di un forno elettrico ad arco della capacità di 25 tonnellate, rivoluzionario per lo scenario siderurgico del tempo. Nel 1964 la prima introduzione della tecnica della colata continua in Italia, che costituisce un importante successo per l’azienda. Nel 1966 la rilevazione delle Acciaierie e Ferriere di Lesegno (CN), affiancata, negli stessi anni, dall’espansione verso i mercati internazionali. Pioniere nella produzione siderurgica in Europa, il Gruppo raggiunge un ulteriore primato nel 1978 con l’avvio di un fitto rapporto commerciale con la Cina. Con 21 siti produttivi tra Francia, Germania, Italia, Belgio, Spagna e Canada, oggi Gruppo Riva conta circa 5.400 dipendenti e basa il proprio successo su fattori quali innovazione, sostenibilità, sicurezza e formazione del personale.

  • La Nostra Famiglia: più di 9 famiglie su 10 soddisfatte dei servizi

    Sono 4.538 i bambini e i ragazzi ricoverati e 24.469 le persone in carico nei centri di riabilitazione: La Nostra Famiglia pubblica sul proprio sito il Bilancio di Missione 2019, con un occhio alla ricerca scientifica e alla generosità dei donatori.

    Sono importanti i risultati raggiunti nel 2019 dalla Nostra Famiglia, esposti nel Bilancio di Missione reso pubblico sul sito dell’Associazione. I dati, che illustrano l’attività di cura, riabilitazione, ricerca e formazione in favore delle persone con disabilità, confermano l’impegno “dalla parte dei bambini”, anche in un contesto di fatica del Sistema Sanitario Nazional e Regionale come quello che ha caratterizzato questi ultimi anni.

    “Questo tempo ci interpella a costruire insieme, a progettare insieme, ad assumere ciascuno la propria responsabilità attraverso atteggiamenti costruttivi e propositivi perché il bene comune della missione dell’Associazione possa continuare”, osserva la Presidente dell’Associazione Luisa Minoli: “si tratta di guardare al futuro con speranza e fiducia, certi che l’invito del Fondatore Beato Luigi Monza a “fare bene il bene” possa concretizzarsi ancora e sempre, divenendo per ciascuno un “fare bene il bene comune”.

    In un anno accolti 25.000 giovani e bambini con disabilità

    Per quanto riguarda l’attività riabilitativa, nelle 28 sedi dell’Associazione sono state accolte quasi 25.000 persone, soprattutto bambini e ragazzi con disabilità congenite o acquisite, mentre sono stati 4.538 i piccoli e i giovani ricoverati presso i reparti ospedalieri per malattie neurologiche e neuromotorie, per disturbi cognitivi o neuropsicologici, per disturbi emozionali o psicosi infantili, oppure perché hanno perso funzioni e competenze in seguito a traumi cerebrali o a patologie del sistema nervoso centrale.

    “Possiamo garantire ai nostri piccoli pazienti una presa in carico globale, che va dalla diagnosi alla cura, dall’educazione al benessere psicologico, anche delle famiglie”, evidenzia Luisa Minoli, che pone l’accento sul grado di soddisfazione delle persone: “dal questionario di customer satisfaction è emerso che il 96% degli utenti è soddisfatto del servizio di riabilitazione erogato nei nostri centri”.

    Ricerca scientifica e innovazione tecnologica
    La ricerca, affidata all’Istituto Scientifico Eugenio Medea, nel 2019 ha visto realizzati 113 progetti, i cui risultati sono stati oggetto di 109 pubblicazioni su riviste indicizzate, con una partecipazione dell’Istituto alle maggiori reti internazionali: “il nostro impegno è finalizzato alla diagnosi eziologica e funzionale di patologie rare e complesse, allo studio e sperimentazione di nuovi protocolli di intervento e all’innovazione tecnologica in campo bioingegneristico”, spiega Maria Teresa Bassi, direttore scientifico dell’Istituto: “nel 2019 abbiamo potenziato i nostri laboratori di riabilitazione robotica e, presso il Polo di Bosisio Parini (Lc), abbiamo inaugurato Astrolab, 475 metri quadri di tecnologie all’avanguardia per la riabilitazione e la ricerca hi-tech”. Nello stesso anno, la Lega Italiana contro l’Epilessia ha accreditato il Polo di Conegliano (Tv) quale centro con “assetto avanzato”, che corrisponde al livello di massima operatività, mentre prosegue lo studio in vivo di correlazioni tra aree cerebrali e funzioni cognitive presso il Polo di San Vito al Tagliamento (Pn), in collaborazione con la Neurochirurgia di Udine. Sempre nel 2019 il Medea ha festeggiato 15 anni di attività in Puglia: il Polo di Brindisi è oggi l’unico ospedale pediatrico di neuroriabilitazione in tutto il meridione.

    La gestione: conciliare la qualità del servizio con la sostenibilità
    Per quanto riguarda la gestione, l’Associazione è chiamata ad affrontare la sfida di contemperare scientificità, appropriatezza e prossimità, secondo il modello della presa in carico globale e della continuità assistenziale, con la sostenibilità.Abbiamo registrato entrate per oltre 100 milioni di euro, a fronte di circa 104 milioni di costi sostenuti”, spiega il Direttore Generale dell’Associazione Marcello Belotti: “risentiamo certamente della crisi che interessa, più in generale, il Servizio Sanitario Nazionale: l’aumento delle risorse disponibili è insufficiente a compensare l’aumento della domanda di prestazioni e di servizi, così come non è adeguato a supportare l’incalzante richiesta di adeguamenti tecnologici, strutturali e di personale. Per questo si sta percorrendo, con sempre maggiore attenzione e determinazione, la strada della sostenibilità, che significa perseguire il massimo livello di efficienza dei servizi al fine di garantire che ogni singolo euro di spesa sia impiegato al meglio, in coerenza con la Mission originaria dell’Associazione”.
    Si conferma l’attenzione dei donatori (Enti pubblici e privati, aziende, persone fisiche) nei confronti delle attività e dei progetti dell’Associazione. Ne sono una testimonianza gli oltre 3 milioni e 400 mila euro raccolti nel 2019.

    Scarica il BILANCIO DI MISSIONE 2019
    Video UN ANNO DI EVENTI
    Video OGNI GIORNO DALLA PARTE DEI BAMBINI

  • L’attrezzatura necessaria per il Muay Thai

    Gli sport da combattimento sono numerosi e ognuno ha le proprie caratteristiche. Sono sport che hanno un’origine orientale e che hanno avuto larga diffusione anche in occidente.

    Uno dei più importanti e conosciuti è sicuramente il Muay Thai, le cui origini affondano nella tradizione antica thailandese. In questo sport da combattimento si combatte in piedi e si indossano dei guantoni.

    Il nome ha un significato profondo, infatti la parola Muay significa “lotta” e deriva dalla parola sanscrita “Mavya” che ha un significato positivo, ossia “unire insieme”. “Thai” invece è di origine thailandese e significa “Popolo libero”. In sostanza Muay Thai può essere genericamente trodotto in italiano con “Combattimento thailandese”. In inglese la traduzione è “Thai boxe”, termine che ha provocato confusione perché veniva utilizzato da coloro che praticavano una kick boxing più orientata al Muay Thai. In realtà il loro era un combattimento da Kick boxing e per nulla paragonabile alla Muay Thai, che si caratterizza per le regole e lo scoring tipicamente utilizzati a Bangkok. Anche le protezioni e l’abbigliamento da thai boxe è unico e pensato appositamente per favorire agilità dei movimenti e una corretta protezione durante lo scontro.

    Per gli amanti di questo sport recarsi in Thailandia e assistere ad un evento di questo genere è un’esperienza unica e indimenticabile, soprattutto se il combattimento è organizzato nel Lumpine Stadium.

     

    Allenamento di Muay Thai

    Un autentico allenamento di Muay Thai lo si trova in Thailandia. Qui i combattenti scelgono da piccoli la palestra in cui allenarsi in base alla vicinanza alla propria casa e poi, crescendo, si spostano, entrando in un mercato che può essere paragonato a quello del calcio.

    Molti in Thailandia considerano questo sport come un vero e proprio lavoro ed è la loro unica fonte di sostentamento.

    Tuttavia, il Muay Thai praticato in occidente spesso si discosta dalla versione originale orientale. Le fasi principali che si susseguono in un allenamento di Muay Thai non depurato dalla sua essenza autentica sono il riscaldamento, lo shadow boxing, il lavoro tecnico al sacco, l’allenamento ai colpitori, lo sparring, il clinch, il potenziamento al sacco, il body workout e il defaticamento. È difficile eseguire tutte le fasi in ogni sessione di allenamento, ma è importante che ognuna di essa venga eseguita almeno due volte a settimana e che non vengano tralasciati il riscaldamento e il defaticamento.

    Se è previsto un combattimento imminente gli allenamenti vanno intensificati fino ad un massimo di 5/6 sessioni a settimana.

     

    L’abbigliamento adeguato

    Il Muay thai è uno sport da combattimento che va praticato a piedi scalzi. Essendo una disciplina completa, richiede l’utilizzo di un’attrezzatura diversa rispetto alle altre discipline della boxe.

    Dal momento che si possono effettuare vari colpi sia con le mani che con i piedi, è necessario indossare una protezione adeguata. Non possono mancare i guantoni da boxe thailandese, le fasce da boxe o i sottoguanti che irrigidiscono il polso e asciugano il sudore, i paradenti, i parastinchi e i parapiedi che evitano un contatto diretto.

    Per quanto riguarda l’abbigliamento, è consigliabile indossare una canotta e dei pantaloncini da boxe ampi per garantire una maggiore comodità. Molte volte i combattenti utilizzano anche delle cavigliere per dare un maggiore sostegno alla caviglia e ai tendini.

  • CORTE DELLA PELLE, BOOM DI RICHIESTE PER LE SCARPE DA UOMO PERSONALIZZATE

    In periodo di Covid aumentano le richieste per le calzature su misura. La “Franco Ballin” è l’unico calzaturificio a proporsi con un flagship di fama internazionale sulla Riviera del Brenta. Il titolare lancia le nuove linee per il 2021: “Tradizione decennale nelle scarpe da donna, l’eccellenza sartoriale è in quelle maschili”

     

    La storia della “Franco Ballin” inizia nel 1972 sulla Riviera del Brenta, il distretto della calzatura del Veneziano. Franco Ballin, che al tempo lavorava per il calzaturificio del cognato, decise di fondare una società famigliare per la produzione di scarpe da donna: la lavorazione a sacchetto è l’idea vincente che in quegli anni lanciò l’attività. Nei primi anni Ottanta la crescita industriale, grazie all’acquisizione del calzaturificio Garden, di Stra, sempre nel Veneziano. Negli anni Novanta la specializzazione nel terzismo di lusso.

    Dieci anni fa, la decisione di far nascere un marchio di proprietà, che oggi viene proposto a Fiesso d’Artico, giusto di fronte allo stabilimento produttivo. Oggi il flagship è modello per il proprio respiro internazionale: le produzioni vengono vendute anche a Londra e Tokyo.

    Mezzo secolo dopo l’avvio dell’attività, oggi le redini sono in mano ai fratelli Roberto e Stefano, ma la presenza attiva di Franco in azienda è fondamentale: è lui il “mastro calzaturiere” e nel mentre segue in prima persona le attività del Politecnico Calzaturiero, la prima scuola italiana per calzolai.

    Ballin oggi esporta i suoi prodotti in tutto il mondo, occupa una trentina di persone, il fatturato si aggira attorno ai due milioni di euro. La realizzazione di prodotti e la distribuzione commerciale per le grandi griffe internazionali (grazie a contratti di licenza) è il core business aziendale.

    Ma quello che caratterizza l’azienda è l’anima artigianale. Franco Ballin propone per il 2021 due linee da uomo e altrettante da donna, una formale e una sportiva. “Molte delle lavorazioni sono fatte ancora a mano, le pelli sono custodite in una stanza protetta, una sorta di caveau dell’eccellenza”, spiega Ballin. “L’azienda fa un vanto di utilizzare ancora oggi, accanto ai macchinari più innovativi, anche una Duer, macchina da cucire degli anni Ottanta che ha bisogno della costante presenza di un tecnico. Ma molti altri sono gli strumenti artigianali, figli di un’epoca antica, quando si curava a mano ogni dettaglio della calzatura. Il nostro obiettivo è di valorizzare la tradizione, produrre calzature di eccellente livello qualitativo, sia per uomo che per donna. Siamo capaci di assemblare, cucire in diversi modi e rifinire ancora a mano le suole, come si faceva un tempo”.

    Grazie a questa conoscenza ancestrale e all’esperienza pluridecennale dei dipendenti (molti sono in azienda dalla fondazione, anche se non mancano i giovani artigiani della calzatura), oggi uno dei segmenti dell’attività che più sta avendo successo è quello delle calzature personalizzate. Alcuni clienti le chiedono per problemi fisici, ma per lo più sono persone che amano il lusso e la raffinatezza e che vogliono scarpe perfettamente su misura e del colore prescelto, un colore che magari si sposi ad un abito di gala.

    “C’è anche chi ci chiede modelli completamente personalizzati, pensati non solo per il comfort dei piedi ma soprattutto per l’eleganza e l’unicità che sappiamo donare”, conclude Ballin. “Abbiamo notato una crescita di questa attività, in particolare col Covid le persone stanno cercando il meglio, vogliono star bene nelle proprie scarpe. Ne siamo felici, sebbene la produzione artigianale rappresenti una piccola fetta del nostro business, è quella che forse meglio rappresenta il nostro amore per la calzatura e la nostra storia di artigiani della pelle”.

  • Con i consigli di Mondoflex puoi arredare al meglio il tuo angolo relax in salotto

    Uno spazio relax nel salotto dove chiacchierare in compagnia o leggere un buon libro? Realizzarlo è semplice, basta seguire alcuni accorgimenti per sfruttare al meglio il proprio arredo. Mondoflex ha alcuni preziosi consigli da darti per far sì che il vostro angolo relax sia unico, speciale e confortevole

    Il salotto, si sa, è il luogo della casa deputato al relax per antonomasia: eppure, spesso si tende ad arredare con cura la parete attrezzata con lo spazio per il televisore e non ci si rende conto che con qualche accortezza e un po’ di stile è possibile quasi sempre ricavare un angolo relax, dandogli un tocco decisamente personale.

    Che tu sia amante della lettura o voglia semplicemente schiacciare un pisolino oppure ancora sorseggiare un calice di buon vino dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro, infatti, avere uno spazio tutto tuo è sicuramente un toccasana per rigenerare corpo e mente. I danesi uniscono l’angolo relax in salotto al concetto di hygge, una filosofia che è in pratica un vero e proprio vademecum della felicità, raggiungibile con un’estetica e un arredo minimal ma assolutamente accogliente. 

    Mondoflex, azienda leader nella vendita di materassi, reti, guanciali, divani e poltrone, sa bene cosa significhi e quanto sia importante sentirsi al sicuro e rilassati all’interno della propria abitazione. 

    Ecco 5 consigli per arredare alla perfezione il tuo personale angolo relax in casa!

    1. Crea la giusta atmosfera: non si tratta solo delle luci, che comunque fanno ampiamente la loro parte, ma anche della scelta dei colori. Punta sulla cromoterapia!
    2. Sfrutta una base d’appoggio: angolo studio o rifugio per la lettura di un libro? Scegli tra una scrivania in stile scandinavo, dalle linee semplici, o un tavolino poco ingombrante. 
    3. Datti al decluttering: fai ordine nel tuo spazio relax per avere lo stesso effetto sul caos mentale. Parola d’ordine: pulizia, con pochi suppellettili!
    4. Arreda secondo le tue passioni: hai il pollice verde? Niente di meglio che ornare il tuo angolo relax con una bella pianta, magari scelta tra quelle in grado di depurare l’aria.
    5. La seduta perfetta: fondamentale per rilassarsi e sentirsi comodi. Scegli una chaise lounge su cui distendere le gambe o una poltrona relax regolabile con telecomando… Amerai la sensazione di comfort!

     

  • Superbonus 110%: più di 9 milioni di famiglie pensano di utilizzarlo

    Il Superbonus introdotto dal Decreto Rilancio è un’agevolazione che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese per alcuni specifici interventi di efficientamento energetico degli immobili o adeguamento sismico effettuati tra 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. Visto il vantaggio garantito, sono molti gli italiani che usufruiranno o pensano di usufruirne; questo quanto emerge dall’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat* che, interrogando un campione rappresentativo della popolazione nazionale, hanno evidenziato come quasi 1 individuo su 2 (48,6%), pari a più di 21 milioni di italiani, abbia intenzione di utilizzare l’agevolazione; il che vuol dire che sono oltre 9 milioni i nuclei familiari interessati dal provvedimento.

    Per quale tipo di immobile si usufruirà del Superbonus

    Continuando ad analizzare i dati dell’indagine emerge come più di 11,7 milioni di italiani (55%), tra coloro che hanno dichiarato di voler usufruire del bonus, lo faranno per il condominio in cui risiedono, mentre il 29,3%, pari a più di 6.250.000 individui, lo utilizzerà per la casa unifamiliare di residenza.

    Questa percentuale aumenta fino a raggiungere il 32,1% per gli abitanti del Sud e delle isole, probabilmente perché in questa zona d’Italia le abitazioni unifamiliari sono più diffuse e molti immobili, a causa del loro stato di conservazione, necessitano di interventi importanti.

    Piu di 2 milioni, invece, i rispondenti che hanno intenzione di usufruire dell’agevolazione per le seconde case, siano esse un immobile unifamiliare o parte di un condominio.

    Come si usufruirà del Superbonus

    Guardando al modo in cui si sfrutterà il Superbonus, tra coloro che hanno dichiarato di volerne usufruire per un condominio, la maggior parte (46%) cederà il credito di imposta, mentre il 42,9% detrarrà quanto possibile nella dichiarazione dei redditi e solo il 21,6% userà lo sconto in fattura; guardando invece a coloro interessati al Superbonus per una casa unifamiliare, anche in questo caso la maggior parte (45,3%) ha dichiarato di voler cedere il credito di imposta alla banca o altri soggetti.

    A seguire quelli che pensano di detrarre quanto possibile nella dichiarazione dei redditi (43,8%) e, in ultimo, chi usufruirà dello sconto in fattura (18,6%).

    Interventi trainanti e trainati

    Il Superbonus spetta per tre tipologie di interventi definiti “trainanti”: i lavori di isolamento termico delle superfici, quelli di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti e quelli antisismici e di riduzione del rischio sismico.

    I primi due tipi di interventi “trainanti”, destinati cioè alla riqualificazione energetica, danno la possibilità ai singoli proprietari di estendere il bonus 110% anche ad alcuni interventi minori “trainati”, come ad esempio la sostituzione degli infissi, l’installazione di impianti solari fotovoltaici e di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

    Esistono, tuttavia, delle condizioni: prima di tutto la somma dei lavori trinati e trainanti devono tradursi in un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio (o il raggiungimento della migliore classe possibile). Gli interventi antisismici, invece, trainano solo l’installazione dei pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo.

    Secondo l’indagine di Facile.it, tra coloro che hanno intenzione di usufruire del Superbonus, più di 1 italiano su 2 (58,2%), pari a quasi 12,4 milioni di individui, pensa di ricorrere al bonus al 110% per l’intervento di isolamento termico (cappotto termico), percentuale che sale fino al 63,4% tra i residenti del Sud e delle isole.

    Sempre tra chi pensa di utilizzare l’agevolazione, più di 7.300.000 (34,7%) italiani hanno intenzione di sostituire l’impianto di climatizzazione invernale esistente con impianti centralizzati per il riscaldamento, raffreddamento o fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, mentre il 7,1%, vale a dire più di 1,5 milioni di individui, si dedicherà all’implementazione di misure antisismiche. Sono soprattutto gli abitanti del Centro Italia (10%) a voler ricorrere a questo tipo di intervento.

    Perché si rinuncia al Superbonus

    Se fra gli intervistati quasi la metà ha dichiarato di voler utilizzare il Superbonus, c’è anche chi pensava di usufruirne ma alla fine ha scelto di non farlo a causa della quantità di documenti necessaria; secondo l’indagine sono più di 3 milioni di italiani. Ad aver desistito per questo motivo sono principalmente i residenti del Nord Est.

    Più di 6 milioni (14,4%), invece, i nostri connazionali che hanno ammesso di non aver capito bene come funziona l’agevolazione, percentuale che raggiunge il 17,3% tra coloro che abitano nel Sud Italia.

     

    * Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età compresa fra 18 e 74 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 18 ed il 20 settembre 2020.

  • Roberta Inverardi: mostra online dal titolo simbolico “La libertà delle emozioni”

    Artista di particolare sensibilità emotiva ed emozionale Roberta Inverardi sta portando avanti la sua vivace ricerca creativa con grande entusiasmo ed energia, che riesce perfettamente a trasmettere e ad imprimere all’interno delle visioni pittoriche realizzate. La Inverardi è stata ufficialmente selezionata nel circuito delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini con una serie di quadri di intensa pregnanza. L’esposizione si intitola “La libertà delle emozioni” proprio, perché la Inverardi si propone di far sprigionare una prorompente e vibrante carica emozionale dalle immagini e di trasferirla allo spettatore, che a sua volta può liberamente recepire e percepire a suo modo quanto da lui maggiormente colto e può esprimere una soggettiva chiave di lettura personale. Inoltre, il titolo sottende anche il grande bisogno di libertà, che in questa fase sociale così difficile e delicata è ancora più forte. E l’arte è capace di riempire e compensare questa profonda esigenza sociale e collettiva. Dunque, la Inverardi si rende convinta portavoce anche di un messaggio legato e connesso al gravoso momento che stiamo vivendo e affrontando con fatica. La Dott.ssa Gollini nell’esprimere i suoi apprezzamenti verso la pittura della Inverardi ha dichiarato: “Ritengo che l’esperienza artistica di Roberta possa essere concepita come un metaforico viaggio fantastico tra memoria e contemporaneità, tra vissuto e presente, tra certezze e attese, tra speranze, aspirazioni e sogni e storia personale. Il tutto intrecciato e amalgamato con le relazioni sociali del suo mondo circostante e del suo vivere quotidiano. Le emozioni vengono trasportate sulle ali di pensieri e sentimenti autentici e si traducono in cromatismi accesi e marcati, nella rappresentazione evocativa e nel racconto rievocativo da cui affiorano e trapelano i suoi desideri esistenziali più intimi e reconditi, che trovano il medium e lo strumento comunicativo più efficace tramite la pittura. Le partiture cromatiche possiedono vita propria, esprimono la sua fervida passione e danno slancio e risalto ai contenuti sostanziali che traduco i valori e i pilastri cardine del suo vivere attuale e della sua dimensione di donna-artista contemporanea. Roberta manifesta l’espressione informale di una pittura segnica contraddistinta da un equilibrio bilanciato del campo pittorico, che garantisce soluzioni sempre convincenti. Se per essere davvero artisti bisogna esprimersi con l’animo e il cuore aperto, tutto il suo lavoro pittorico è senza dubbio la testimonianza diretta e spontanea di un viaggio nella propria introspezione. Ecco perché per Roberta l’arte è un eterno viaggio ideale, un modo ideale di relazionare e di relazionarsi e come le passioni rappresenta un viaggio nel tempo futuro e futuribile”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/la-liberta-delle-emozioni-roberta-inverardi/

  • E’ online il video del singolo “Per nessun motivo al mondo” 

    riadattato in LIS dell’artista Alessandra Nicita

    Il mare, la spiaggia ed un luce soffusa al tramonto. E’ questa nella sua naturale semplicità, la location che fa da sfondo al video del brano “Per nessun motivo al mondo”, nuovo singolo della cantautrice Alessandra Nicita. Il brano è stato realizzato con l’arrangiamento di Mario Natale. Le immagini del video, girato dal videomaker Simone Di Tella, si susseguono dolcemente seguendo il ritmo melodico della canzone, con Alessandra protagonista nelle scene sulla spiaggia, dove cammina interpretando con intensità il brano. Ma c’è anche una location interna, quella di un teatro vuoto dove sul palco troviamo il performer LIS Mauro Iandolo. Figlio di genitori non udenti, Mauro impara la Lingua dei Segni, e ne fa un mestiere, specializzandosi in questo tipo di interpretazione. E’ stato uno dei primi artisti ad aver realizzato video professionali di “musica visiva” e oggi in questo settore è uno dei performer più apprezzati in Italia.

    La sua bravura completa l’intensità espressiva ed il messaggio che Alessandra vuole far passare: “L’idea di riadattare questo brano nella Lingua  Italiana dei Segni è nata dall’esigenza di sensibilizzare la platea anche nei confronti del pubblico non udente. Le parole del brano sono quelle che probabilmente tutti i figli vorrebbero sentirsi dire dai propri genitori. Coniugare il linguaggio verbale a quello dei segni ha contribuito a dargli maggiore forza, facendo emergere anche il cosiddetto “non detto”. Le parole hanno un peso importante tanto quanto il silenzio. Mi auguro che questo videoclip sia un invito ad accettare noi stessi e gli altri così come sono”.

    Di origine pugliese, Alessandra vive e lavora a Bologna. Durante gli esordi del suo percorso artistico ha conosciuto il grande Lucio Dalla, incontro  che ha “segnato” la sua formazione. Pur avendo ricevuto numerosi riconoscimenti e premi, Alessandra può essere considerata (forse) un’artista d’altri tempi, visto che al talento affianca la discrezione e l’umiltà tipica di una scrittrice, cantautrice e poetessa. Allo stesso tempo con la sua versatilità sa coniugare brani leggeri (seppur impegnati socialmente) a brani di maggiore profondità come “Per nessun motivo al mondo”. Con questo singolo Alessandra ha ottenuto il premio “Giancarlo Bigazzi” per la canzone d’autore al XXV Premio Mia Martini, diventato uno degli appuntamenti artistici più importanti d’Europa.

    Isabel Zolli Promotion Agency
    Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma

  • Safety Partner presenta i documenti DUVRI e DVR e le differenze tra loro

    Safety Partner, società di consulenza milanese specializzata in materia di salute e sicurezza sul lavoro e formazione e medicina del lavoro, ci parla dei documenti DVR e DUVRI

    Milano, ottobre 2020 – DVR e DUVRI: due acronimi che indicano documenti molto importanti ai fini della sicurezza sul lavoro. Per questo i professionisti di Safety Partner, punto di riferimento dal 2003 sul territorio milanese in tema di salute e sicurezza sul lavoro, formazione e medicina del lavoro, ci parlano di questi documenti, definendo la loro funzione e le differenze che intercorrono tra l’uno e l’altro.

    Il DVR è il Documento di Valutazione dei Rischi è un documento obbligatorio per tutte le aziende, salvo le ditte individuali e quelle a conduzione familiare. Scopo del DVR è sintetizzare in un documento la valutazione dei rischi sul luogo di lavoro, accompagnata dai criteri tramite i quali viene eseguita e dalle misure cautelative messe in atto. Redigendo il DVR, inoltre, il titolare dell’azienda è tenuto a specificare le figure di riferimento scelte per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, dall’RSPP al medico competente per la sorveglianza sanitaria, fino agli addetti antincendio. 

    Il DUVRI è invece l’acronimo di Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza e – sempre in base al Decreto Legislativo 81 del 2008 – deve essere redatto laddove vi è un contratto di appalto per un servizio o attività prestato da terzi all’interno dell’azienda. In questo documento prende forma la cooperazione e collaborazione prevista dal testo unico tra il committente e l’appaltatore. 

    Per quanto riguarda le differenze tra i due documenti, nel caso del DVR sarà sempre il datore di lavoro, in collaborazione con il suo RSPP, a redigerlo e potrà essere consultato solo internamente all’azienda; il DUVRI, invece, deve essere compilato dal committente dell’appalto, in base alle informazioni rilevate dai due contraenti. Un’altra differenza fondamentale tra DVR e DUVRI concerne la valutazione dei rischi, che per il DVR riguarda il lavoro all’interno dell’azienda mentre per il DUVRI si riferisce ai rischi da interferenza, come per esempio quelli derivanti da specifiche modalità di esecuzione. 

  • Red Pro di U-Power. Sicurezza ed energia anche senza puntale e antiperforazione

    Energia, leggerezza e comodità per una calzatura da lavoro in classe di protezione 0 dalle prestazioni eccellenti.

    L’azienda di Paruzzaro, leader nella produzione di scarpe e abbigliamento antinfortunistici, dedica la sua costante ricerca allo sviluppo di dispositivi di protezione individuale in grado di migliorare la vita dei lavoratori. Per raggiungere questo obiettivo occorre, innanzitutto, discernere tra le reali necessità richieste dai vari tipi di attività, in base al settore di occupazione. Ciascun ambito, infatti, contempla rischi effettivi specifici, a cui fare fronte attraverso dotazioni particolari in ottemperanza alle differenti classi di protezione.

    Per tutti i lavoratori che non maneggiano carichi pesanti, che non sono sottoposti al rischio di schiacciamento dell’avampiede, U-Power ha ideato la linea Red Pro, ideale per tutte le situazioni in cui puntale e lamina antiperforazione non servono. Contraddistinta dall’estetica impeccabile e dalla cura dei dettagli tipica del brand, la gamma comprende 6 modelli complessivi, di cui 3 in classe di protezione 01 e 3 in classe 02, le prime indicate per ambienti asciutti, le seconde, con tomaia idrorepellente, per ambienti umidi. Si tratta di scarpe da lavoro basse e molto leggere, con tomaia in Nylon ultra-traspirante e morbida pelle scamosciata. La suola in PU/PU è anti-perforazione, antiscivolo e resistente agli idrocarburi, mentre l’inserto in Infinergy® assicura un ritorno di oltre il 55% di energia in più ad ogni passo. La fodera a tunnel d’aria WingTex assicura un’alta traspirabilità, grazie anche alle sue speciali micro-cellule che assorbono e disperdono l’umidità. Anche la soletta interna in Memory+Gel contribuisce alla salute del piede, perché è antiurto e antibatterico, traspirante e anatomico.

    Tutti i modelli proposti sono antistatici, antiscivolo e beneficiano della capacità di assorbimento dell’energia nell’area del tallone. Tra le scarpe antinfortunistiche senza puntale in classe 01 è possibile scegliere varianti per uomo e per donna, nelle sfiziose tinte verde (Nate), giallo (Asher) e rosa (Coeli), mentre in classe 02 sono disponibili modelli con tomaia in nylon traspirante con rivestimento protettivo idrorepellente nel colore nero (Foreman) oppure bianco (Connor) nonché con tomaia in New microfiber Safety Dry (Greg). U-Power offre, così, ai lavoratori sicurezza ed energia con una comodità e una vestibilità dal comfort pari a quelle di una sneaker.

     

    www.u-power.it

  • KKM Group affida il reparto voli a Marco Colombo

    Dopo l’annuncio di importanti novità, KKM Group prosegue con la sua strategia di sviluppo annunciando l’ingresso di Marco Colombo in qualità di Industry Relations Manager.

    Nuovo ingresso

    Professionista di indiscussa fama ed esperienza, Marco Colombo approda in KKM Group dopo una lunga carriera all’interno di aziende del calibro di Gastaldi Tours, Kuoni Tour Operator, Hotelplan Italia, Best Tours Italia ed Eden Viaggi, nelle quali si è occupato della direzione dei reparti legati alla biglietteria aerea, coordinando le relazioni operative e commerciali con i vettori: contratti, allotment, tariffe speciali, statistiche del venduto ed emissione biglietteria low cost. Nel suo CV rientrano anche attività di help desk per le richieste speciali e corsi di formazione rivolti allo staff operativo.

    In KKM Group, Marco Colombo si occuperà degli accordi commerciali con le compagnie, anche in relazione alla recente espansione del Gruppo che, attraverso il nuovo tour operator Enjoy Destinations e la community di agenzie di viaggio EnjoyNet, si candida a diventare un sistema integrato nel quale confluiranno diverse e più complesse esigenze rispetto al semplice ticketing.

    Marco Colombo affiancherà Irene Guaschino, che continuerà a coordinare il reparto biglietteria, occupandosi di tutte le attività legate all’emissione e Giacomo Ridi nel ruolo di responsabile commerciale: questo consentirà ai partner interni e a tutte le agenzie di viaggio che si appoggiano ai servizi di biglietteria di KKM Group di approfittare, da un lato, di tariffe e condizioni ancora più vantaggiose sempre nel rispetto delle regole, dall’altro di un processo di emissione più fluido e veloce, con supporto dedicato e immediato H24 in caso di necessità.

    Le parole di Marco Colombo

    “Ho accettato subito di entrare a far parte di questa famiglia – dichiara Marco Colombo – perché condivido lo spirito di iniziativa di Andrea Cani e di tutto il suo team: nel pieno di una crisi senza precedenti non si sono fermati e hanno saputo costruire un sistema integrato di opportunità, orientate allo sviluppo sinergico di tutti gli operatori sul mercato. Hanno dimostrato una vision che sarà sicuramente premiante al momento della ripresa dei viaggi”.

    Il commento di Andrea Cani, Presidente KKM Group

    “Siamo orgogliosi di dare il benvenuto a Marco Colombo – aggiunge Andrea Cani, Presidente KKM Group – e siamo certi che darà un contributo fondamentale allo sviluppo dei nostri progetti, portando la sua professionalità nel cuore della nostra business unit più strategica”

  • Cura del gatto, le malattie più comuni

    La struttura anatomica del gatto, come quella di tutti i felini, è particolarmente resistente a batteri, sbalzi climatici e condizioni ambientali avverse.

    Tuttavia, alcuni particolari ceppi virali possono aggredire il suo organismo causando infezioni estremamente gravi, alcune delle quali sono, ancora oggi, praticamente incurabili: parliamo, in particolare, di malattie mortali e altamente contagiose quali la rinotracheite, la gastroenterite virale e la calicivirosi.

    Contro queste malattie esiste un’unica difesa: il vaccino. La profilassi contro queste tre patologie infettive è obbligatoria per tutti i gatti a partire dai due mesi di vita; altre malattie incurabili che possono essere evitate con un adeguato iter vaccinale (facoltativo) sono la rabbia, la peritonite infettiva felina (FIP) e la leucemia felina (FeLV).

    Tutte le altre patologie, che possono scaturire da infezioni virali o da alterazioni delle normali funzioni vitali, sono attualmente curabili in modo risolutivo, a condizione che vengano trattate in modo appropriato e che vengano diagnosticate in tempo.

    La prima condizione è facile da ottenere: basta evitare il “fai da te” e affidare il micio alle cure di un veterinario esperto e competente.

    Per quanto riguarda la diagnosi, spesso essa viene effettuata quando la problematica è in stadio ormai avanzato: ciò accade perché il gatto non esterna il suo disagio in modo evidente se non quando la sofferenza ha raggiunto livelli eccessivi.

    Per questo, il più delle volte ci si accorge del problema solo tardivamente.

    Esistono comunque dei sintomi particolari che possono segnalare la presenza di un disturbo: dimagrimento eccessivo, prurito insistente (spesso in un solo punto del corpo), ferite da grattamento, lacrimazione, scolo nasale, zoppia, sete eccessiva, gonfiore addominale, minzione difficoltosa (o, al contrario, troppo frequente), vomito, diarrea, stipsi, perdita di pelo, inappetenza, sovrappeso, stanchezza cronica, comportamento aggressivo, irrequietezza.

    Ognuna di queste manifestazioni non è riconducibile ad una malattia ben precisa: patologie anche molto diverse fra loro, infatti, hanno spesso una sintomatologia comune.

    Per questo, ogni volta che noti nel tuo gatto un comportamento anomalo o un sintomo fisico “sospetto”, non esitare a contattare il veterinario.

    Visite ed esami mirati potranno approfondire la situazione e rivelare la reale natura del problema, consentendo di applicare le terapie più efficaci.

    Tra i principali disturbi del gatto ci sono, in particolare, le malattie che colpiscono l’apparato respiratorio (raffreddore, coriza, asma, laringite), le coliti e le infiammazioni intestinali, le parassitosi (vermi, tenie, toxoplasmosi), le otoacariasi (acari delle orecchie), le dermatiti, la clamidiosi, le affezioni urinarie (struviti, cistiti), i problemi renali (calcoli, insufficienza), le patologie osteoarticolari, le cronicità legate al metabolismo (obesità, diabete), le malattie degli occhi (congiuntiviti, glaucomi), le cardiopatie e la FIV (una sindrome da immunodeficienza simile all’HIV umana).

    In tutti questi casi, il veterinario potrà anche suggerirti dei piani alimentari dietetici da associare alle terapie farmacologiche.

    https://www.ragdolls.it

  • I servizi del Centro Veterinario Aleandri di Roma per la salute dei nostri amici animali

    Diretto fin dalla sua fondazione dal dott. Fabio Maria Aleandri, medico veterinario specializzato in Cardiologia, il Centro Veterinario Aleandri di Roma costituisce oggi un punto di riferimento d’eccellenza certificato per la salute e il benessere di cani e gatti.

    Dotato di una struttura ampia e ben organizzata, il Centro offre un ventaglio completo di prestazioni inerenti la medicina, la chirurgia e la diagnostica, grazie a dotazioni tecnologicamente avanzate e ad uno staff serio, altamente specializzato e motivato da un grande amore per gli animali.

    La struttura dispone di una sala d’aspetto, di due sale visite, di locali per il day hospital, il ricovero e la degenza, nonchè di una sala operatoria riservata e sterile dotata di tavolo con superficie riscaldata e di macchinari di ultima generazione per il monitoraggio, l’anestesia e la rianimazione; possiede inoltre un laboratorio di analisi cliniche dove vengono eseguiti tutti i tipi di accertamenti (sangue, feci, urine, liquidi cavitari, esami istologici e citologici, colture micotiche e fungine), anche in collaborazione con laboratori esterni di fiducia.

    Il Centro dispone di tutte le apparecchiature per la diagnostica per immagini (radiologia, ecografia, elettrocardiografia ed endoscopia).

    Esegue l’impianto del microchip ed ogni tipo di vaccinazione, sia obbligatoria che facoltativa, ed offre prestazioni di cardiologia, check up, ortopedia, cure dentali, medicina interna, oncologia e ostetricia. In caso di necessità è prevista la visita a domicilio.

    Presso la sala operatoria dell’ambulatorio vengono effettuate diverse operazioni di chirurgia ortopedica, toracica e addominale.

    Attivo nelle zone di Gianicolense, Monteverde e Portuense, il Centro riceve su appuntamento dal lunedi al venerdi dalle 9:30 alle 13 e dalle 16:00 alle 20:00; il sabato dalle 9.30 alle 13.30.

    Le emergenze, naturalmente, non necessitano di prenotazione ed entrano direttamente: in questa eventualità, la struttura richiede solo una telefonata di avviso, così da poter valutare l’effettiva urgenza del caso.

    Per prenotazioni e altre esigenze, lo staff può essere contattato via mail, per telefono oppure on line: tutti i riferimenti sono reperibili sul sito ufficiale https://www.ambvetaleandri.eu/

  • Pubblimarket2 al fianco di MAMMUT per il lancio della nuova collezione EIGER X

    Dopo aver lavorato alla creatività per il lancio a livello internazionale della collezione Photics, presentata nell’inverno 2019, l’agenzia Pubblimarket2 è stata nuovamente coinvolta da MAMMUT in un importante progetto: supportare il brand svizzero nel lancio della nuova collezione EIGER X.

    EIGER X è la collezione di punta del marchio, un vero sistema modulare con una storia di venticinque anni unica nel panorama dell’abbigliamento outdoor. Innovazione, performance e sicurezza, oltre a qualità e funzionalità senza compromessi, sono le caratteristiche peculiari sulle quali possono fare affidamento, anche nelle condizioni più estreme, tutti gli appassionati di mountaineering e ice climbing.

    La campagna di lancio doveva confermare la leading position di MAMMUT nel segmento del mountaineering e veicolare l’assoluta qualità e la massima tecnicità dei capi della collezione EIGER X, giunta alla sua quinta edizione.

    “LIVE THE EXTREME WITH ALL YOUR SENSES” è il claim del concept strategico-creativo identificato da Pubblimarket2 per presentare la nuova collezione EIGER X.

    “Partendo dalla nostra expertise e dalla passione per il settore sportivo abbiamo studiato un concept in grado di enfatizzare l’estremo impegno fisico e mentale per raggiungere la cima. Quando si affrontano prestazioni di massimo livello, infatti, tutti i sensi diventano protagonisti, stimolati al massimo da sensazioni uniche.” – commenta Giacomo Miranda, CEO di Pubblimarket2 e Project Manager. “Nel sviluppare l’idea creativa abbiamo cercato di garantire tanto la massima flessibilità, in considerazione degli sviluppi futuri della collezione, quanto la massima possibilità di declinazione nei diversi touch-points”.

    Ai classici 5 sensi, Pubblimarket2 ha aggiunto un sesto senso, l’intuizione, dote innata e fondamentale per raggiungere la vetta. Il sesto senso è stato abbinato all’EIGER X HALO outfit, una “concept-car” – come è stata definita dall’azienda svizzera – un progetto rivoluzionario non destinato alla vendita con il quale MAMMUT vuole cambiare radicalmente il modo di pensare al proprio equipaggiamento.

    Il concept creativo è stato declinato in diversi strumenti. Dai supporti per il sales meeting al video, realizzato appositamente per presentare la collezione al pubblico trade, fino alla campagna, la cui pianificazione è iniziata recentemente sulle principali testate sportive on e offline in tutto il mondo.

    Team:

    Giacomo Miranda – CEO e Project Manager

    Alberto Di Donna – Creative Director

    Alex Della Mea – Art Director

    Paolo Lacchini – Copywriter

    Pubblimarket2 – www.pubblimarket2.com

    Fondata nel 1986, Pubblimarket2 è un’agenzia di comunicazione strategica di marketing che offre servizi di consulenza strategica, comunicazione integrata, trade marketing e web marketing. Assieme a Blu Wom, divisione di ufficio stampa, pubbliche relazioni e social media management, si avvale di un team composto da oltre venticinque collaboratori. Pubblimarket2 si occupa trasversalmente dei principali settori merceologici, offrendo servizi su scala internazionale.

    Per ulteriori info:

    Alessia Toppan| PR Account

    [email protected]

    m. + 39 346 2614039 – t. + 39 0432 886638

  • Offerte last-minute villaggi in Calabria 

    Trascorrere un periodo di vacanza in un villaggio turistico in Calabria consente di poter vivere da vicino tutto quello che questa bellissima regione d’Italia ha da offrire. Sicuramente, uno dei motivi che spinge ogni anno migliaia di turisti a raggiungere questa regione è il suo mare limpido ed invitante.

    A questo si associa la possibilità di poter soggiornare in dei bellissimi villaggi estivi, strutture moderne ed in grado di mettere a disposizione degli utenti ogni tipo di comfort e possibilità di divertimento. Non c’è che da individuare l’offerta giusta tra le tanti al momento esistenti, sia per le coppie che per le famiglie o gruppi di amici.

    Le migliori offerte last-minute villaggi in Calabria

    Sul sito villaggiestivi.com puoi trovare un’ampia panoramica di offerte last-minute villaggi in Calabria o le classiche proposte all inclusive, mettendo effettivamente a disposizione più di una soluzione a quanti sono interessati a questo tipo di vacanza. Proprio le offerte all inclusive racchiudono notoriamente sia tutti quelli che sono i costi di alloggio che quelli relativi ai servizi quali i pasti o la spiaggia. Questa è chiaramente una delle formule che consente maggiormente di risparmiare e che è particolarmente indicata per gruppi numerosi o famiglie. Proprio per quel che riguarda la famiglia va ricordato che i bambini da 0 a 3 anni non pagano e che possono dormire direttamente nel letto con i genitori senza alcun ulteriore esborso di denaro.

    Proprio più piccoli scopriranno con piacere che a loro è dedicato il miniclub, ovvero una serie di attività pensate proprio per il divertimento dei bimbi le cui attività vengono suddivise in base alla fascia di età, così da dare a tutti l’opportunità di potersi divertire con i propri coetanei. Proprio la presenza di un mini club è un fattore determinante per le famiglie le quali hanno così la certezza che i propri figli possano divertirsi all’interno di un ambiente pensato appositamente per loro.

    In questa maniera anche gli adulti riescono a ritagliarsi i propri spazi e riuscire a trovare quel relax quel benessere a lungo ricercati e che finalmente è possibile regalarsi proprio sulle meravigliose spiagge della Calabria.

  • Knauf K-Wireless: da oggi il cartongesso trasmette energia

    La prima parete in cartongesso con una componente ferromagnetica e una elettronica che permette di creare superfici attive con punti di alimentazione invisibili.

    Castellina Marittima (PI), 23 ottobre 2020. Knauf, multinazionale leader in soluzioni e sistemi per l’edilizia, annuncia il lancio di K-Wireless, il primo pannello al mondo che consente a una parete o a un soffitto di erogare energia per prossimità, in modo sicuro, intuitivo e immediato.

    Frutto della collaborazione con LYM, Knauf K-Wireless è un modello d’interazione totalmente nuovo con l’elettricità che permette di superare il problema della distribuzione di punti luce e creare prese di corrente invisibili in qualsiasi ambiente, civile o residenziale, a qualsiasi altezza, nelle pareti così come nei soffitti. Le superfici degli ambienti diventano per la prima volta attive, e i diversi pannelli K-Wireless fungono da punti di alimentazione invisibili che l’utente potrà utilizzare in completa libertà e sicurezza per spostare una fonte luminosa dove più serve così come per la ricarica del proprio smartphone senza dover utilizzare cavi, carica batterie e soprattutto senza dover forare le pareti o effettuare collegamenti elettrici.

    Il pannello in cartongesso si evolve
    Knauf K-Wireless utilizza una tecnologia brevettata interamente in Italia ed è costituito da un pannello in cartongesso di dimensioni 600×400 mm e spessore standard di 12,5 mm che integra una componente ferromagnetica e una componente elettronica a bassissima tensione con potenza in uscita massima di 15 Watt. Queste componenti permettono contemporaneamente l’ancoraggio di supporti magnetici e la ricarica di dispositivi che supportano la tecnologia di alimentazione wireless. Il pannello è disponibile in versione da uno o due punti di alimentazione e le dimensioni in entrambi i casi sono pensate in modo tale da inserirsi negli standard di montaggio dei classici pannelli in cartongesso. Al centro del pannello è collocato un piccolo indicatore luminoso che corrisponde al punto di alimentazione sul quale posizionare e alimentare o ricaricare lampade e altri accessori wireless, come smartphone di ultima generazione. Knauf K-Wireless è un sistema assolutamente sicuro perché il trasferimento di energia wireless avviene solamente quando il dispositivo è posizionato in corrispondenza dell’indicatore luminoso così che l’emissione di energia è circoscritta al dispositivo stesso e i punti di alimentazione sono a bassissima tensione (12 Volt anziché 220 Volt).

    “K-Wireless è la soluzione perfetta per le più diverse situazioni, conferendo agli ambienti la possibilità di essere riconfigurati funzionalmente ed esteticamente nel tempo.” – dichiara Maurizio Stecca, Product Manager Knauf – “Installato di fianco al letto rende la luce da lettura dinamica e la ricarica dello smartphone comoda e immediata, così come nel living permette la creazione di nuove zone per l’home-working o per lo studio. In ambienti business come uffici, negozi o ristoranti le possibili applicazioni sono ancora più numerose. Ci piace dire che K-Wireless muta nel profondo il rapporto tra uomo ed elettricità.”

    Versatilità in ambiente domestico e business.
    Sono infatti le tantissime applicazioni possibili che rendono K-Wireless un sistema estremamente versatile che può essere utilizzato in tutti gli ambienti della casa, ma che può risolvere facilmente anche i consueti problemi di illuminazione in ambito business. Pensiamo per esempio agli uffici, dove permette di illuminare le postazioni di lavoro in modo adeguato contribuendo a un minor affaticamento degli occhi, ma anche a showroom e negozi, dove permette di dare il giusto risalto ai prodotti e di offrire ai clienti una miglior esperienza di acquisto fino ad arrivare a ristoranti e strutture ricettive, dove permette di organizzare punti luce per regalare la giusta atmosfera in qualunque momento agli ospiti.

  • Le migliori collezioni di orologi da donna Festina

    Qualsiasi look decidiamo di indossare, semplice o stravagante che sia, deve essere valorizzato da una serie di accessori che lo rendano glamour e ricercato. All’interno del guardaroba di una donna non possono mancare anelli, bracciali, collane e orologi che diventeranno gli alleati indispensabili per ogni occasione.

    Sono elementi che mettono in risalto il viso, il decolleté, le mani o un’acconciatura particolare. Ogni gioiello ha uno stile a sé che rispecchia il gusto e la personalità di chi lo indossa. Sicuramente gli accessori, come ogni altro capo d’abbigliamento, seguono le tendenze del momento, ma è importante attenersi al proprio stile per esprimere a pieno la propria personalità e il proprio carattere.

    Occhio però a non esagerare: per creare un look che lasci il segno non serve eccedere con gli accessori. Bisogna sceglierli e mixarli con cura e adattarli alle varie occasioni per evitare di sembrare “too much”.

    Ogni donna ha le proprie preferenze in merito agli accessori e, a differenza dell’uomo, ha una gamma più ampia tra cui scegliere. Molte donne puntano sugli anelli, sui bracciali e sugli orecchini per dare un tocco sofisticato al proprio look, dimenticandosi che gli orologi, oltre a segnare il tempo, possono enfatizzare il proprio abbigliamento. I modelli sul mercato sono infiniti, ma se si vuole andare sul sicuro e optare per un accessorio senza tempo gli orologi festina sono sempre una garanzia.

     

    Orologio analogico o digitale?

    Se si parla di orologi bisogna in primis distinguere tra gli analogici e i digitali. I primi segnano l’ora tramite delle lancette che si muovono sul quadrante, mentre i secondi sono dotati di un quadrante numerico.

    L’orologio analogico rimanda ai modelli iniziali di questo accessorio, risalenti al 1300. I fanatici dell’analogico sono legati al fascino senza tempo di questo modello, al delicato ticchettio che ne accompagna il movimento e difficilmente riuscirebbero a farne a meno.

    Gli orologi digitali, invece, hanno avuto un boom di vendite a partire dagli anni Settanta. Sono stati creati in seguito alla digitalizzazione e sono un vero e proprio simbolo della modernità. Non sono, però, adatti a tutti. Sono l’accessorio preferito da chi ha uno stile sportivo e contemporaneo e vengono generalmente utilizzati dalle generazioni più giovani. Le funzionalità degli orologi analogici sono numerose: non si limitano a segnare il tempo, ma fungono anche da cronometro, misuratore della frequenza cardiaca, contapassi e altro ancora.

     

    Cinturino in acciaio o in pelle

    Il cinturino di un orologio da polso è un elemento fondamentale, che cambia completamente il look di chi lo indossa.

    I cinturini in acciaio hanno un’aria più sportiva e casual, sono senza tempo e perfetti anche per un abbigliamento informale. Il materiale è molto resistente e, a differenza di quelli in pelle, sono meno soggetti all’usura nel corso degli anni. Sono adatti ad ogni stagione e molti modelli possono essere utilizzati anche in acqua.

    Gli orologi con il cinturino in pelle sono più adatti ad uno stile classico. Ovviamente questo dipende dal colore che si sceglie: le tonalità scure e neutre si prestano ad un outfit elegante, mentre quelle più colorate lo rendono adeguato ad uno stile casual. La pelle è un materiale molto confortevole, infatti si conforma perfettamente alla struttura del polso senza appesantirlo. Bisogna però considerare che la pelle è molto meno resistente di una struttura in acciaio e che, pertanto, tende a rovinarsi e a creparsi.

  • Passaggio dall’ora legale a quella solare: gli esperti di Politerapico ci spiegano gli effetti sul nostro organismo

    Il passaggio dall’ora legale a quella solare (e viceversa) fa male alla salute? Rispondono gli esperti del Politerapico, importante centro polispecialistico lombardo.

    Milano, ottobre 2020 – Come di consueto, anche quest’anno con l’ultimo weekend di ottobre avverrà il passaggio dall’ora legale a quella solare e dovremo spostare avanti di un’ora le lancette dell’orologio. Il tema del cambio d’ora è sempre stato oggetto di dibattito: l’ora legale, infatti, è stata introdotta per poter sfruttare al massimo le ore di luce, risparmiando in termini di consumi energetici e, di conseguenza, economici. Oggi, tuttavia, secondo molti il cambio dell’ora non è più necessario, tanto che di recente il Parlamento Europeo ha stabilito che ogni Stato membro potrà decidere se effettuare o meno il cambio d’ora, adottando per tutto l’anno l’ora solare o quella legale.

    Ma che dire degli effetti dello slittamento di un’ora avanti o un’ora indietro sulla salute? Secondo gli esperti del Politerapico – centro polispecialistico monzese che rappresenta un importante punto di riferimento per la diagnosi e il trattamento di diverse patologie – avere ritmi costanti tutto l’anno è preferibile per tutelare il benessere dell’organismo e l’ora solare è quella che più rispetta il naturale alternarsi di luce e buio. Il corpo umano, infatti, è progettato per seguire un preciso ritmo e anche la variazione di una sola ora può comportare una sorta di mini effetto jet leg, influenzando la secrezione di ormoni, il ciclo sonno-veglia ma anche la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. A propria volta, sottolineano i professionisti del Politerapico, i disturbi del sonno causati dal cambio d’ora possono originare altri problemi, come stanchezza, sonnolenza diurna e difficoltà di concentrazione. Da non dimenticare anche gli effetti che il passaggio dall’ora legale a quella solare e viceversa può avere anche sull’umore: l’esposizione alla luce, infatti, influisce non solo sul metabolismo e sui ritmi circadiani di sonno-veglia ma anche sul nostro stato d’animo. 

    Un’altra domanda che viene posta di frequente in merito agli effetti del cambio d’ora sull’organismo riguarda i tempi di adattamento. Questi, spiegano gli specialisti del Politerapico, in realtà sono prettamente soggettivi e variano non solo in base a come si svolge la propria routine quotidiana ma anche in relazione al proprio personale bioritmo: in generale, i gufi (cioè coloro che vanno a letto tardi e si svegliano tardi) risentono maggiormente del cambio dell’ora rispetto alle allodole (che vanno a letto presto e si svegliano presto).

  • Covid e banconote: 9 milioni non le useranno più per paura del contagio

    Sono oltre 9 milioni i cittadini italiani che, intervistati per Facile.it dall’istituto di ricerca EMG Acqua, hanno dichiarato che non useranno più monete e banconote per paura che queste possano trasmettere il virus del Covid.

    Il dato arriva da un’indagine condotta, a metà ottobre 2020, su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta con età pari o superiore a 18 anni.

    Se, a livello nazionale, la percentuale di chi ha dichiarato di abbandonare il contante per paura del contagio è pari al 19%, guardando più da vicino i dati emerge che ad essere più propensi a questa scelta sono gli uomini (21% rispetto al 17% rilevato nel campione femminile) e i residenti nelle aree Nord-Ovest (24%).

    Gli italiani e il contante

    Scorrendo i dati emersi dall’analisi, che si è concentrata anche sul come gli italiani si rapportino alle piccole spese quotidiane, si scopre che ad oggi, per questo genere di pagamenti, il 64% dei nostri connazionali usa in via esclusiva o preferenziale il denaro contante, ma alla luce di alcuni provvedimenti del Governo, primi fra tutti cashback e lotteria degli scontrini, qualcosa sembra pronto a cambiare.

    Il 59,4% del campione intervistato ha dichiarato che, visti questi incentivi, da ora in avanti userà maggiormente carte di credito, bancomat e prepagate. A far loro da contraltare, però, un 20,4% di rispondenti (addirittura 26,1% nei centri abitati con oltre 100.000 residenti) che non ha alcuna intenzione di rinunciare a monete e banconote se la spesa è di piccolo taglio.

    Zero commissioni, la parola ai clienti

    Un altro provvedimento sul quale l’indagine condotta per Facile.it da EMG Acqua ha voluto indagare è l’opinione che i consumatori italiani hanno sull’abolizione delle commissioni a carico degli esercenti per importi inferiori a 5 euro pagati con moneta elettronica.

    Se come prevedibile la stragrande maggioranza degli intervistati (89,6% del campione) è favorevole all’eliminazione, quello che colpisce sono le motivazioni per cui danno questa risposta.

    Quasi 1 su 3 (31,3%) afferma di essere favorevole perché ritiene questo possa fare emergere una buona parte di evasione fiscale. Appena meno (29,6%) sono quelli che si dicono favorevoli perché, sostengono, questo provvedimento avrebbe come effetto quello che gli esercenti non avrebbero più scuse per non accettare pagamenti con carte elettroniche anche per piccoli importi.

    Addirittura più di un rispondente su quattro (26,2%, pari a 12.492.268 individui) ha invece dichiarato che è favorevole al provvedimento perché ciò consentirebbe di limitare l’uso del denaro contante e, così, potrebbe aiutare a contenere la diffusione del Covid.

    Ci sono poi piccoli gruppi contrari al provvedimento (6,6% del campione), che non hanno un’opinione specifica in merito (3,8%) o che sono favorevoli, ma per ragioni diverse (2,5%).

    Siamo davvero pronti per dire addio al contante?

    Siamo quindi un popolo finalmente pronto a fare il passaggio definitivo verso la moneta elettronica? In realtà non sembra. Se come detto, ad oggi, sempre secondo le dichiarazioni rilasciate nel corso dell’indagine, per le piccole spese il 64% degli italiani usa in via esclusiva o preferenziale il contante, nello specifico più di un italiano su quattro (27,1% degli intervistati) oggi usa solo ed esclusivamente denaro contante, mentre Il 36,9% preferisce usare il contante e ricorre alla carta unicamente se si trova a non avere in tasca monete o banconote.

    C’è poi quella che potremmo definire l’altra metà del cielo dei pagamenti, ovvero chi usa prevalentemente la carta elettronica e ricorre al denaro contante solo se il commerciante non accetta pagamenti elettronici (29,4%) e chi, addirittura, usa esclusivamente la carta elettronica e se il commerciante non accetta bancomat o carte di credito prende la porta e cambia negozio (6,6% del campione intervistato).

    Perché non vogliamo dire addio al contante

    Quali sono le ragioni per le quali, nonostante incentivi e provvedimenti che si sono succeduti negli anni, molti non vogliono ancora dire addio al contante? Fra gli oltre 16 milioni che, in toto o in parte, non sono disposti a rinunciare a monete e banconote, le ragioni più frequenti di questa scelta sono il fatto che il contante sia percepito come più comodo rispetto alle carte elettroniche (18%), la difficoltà a controllare le proprie spese personali (17,2%) o la paura di furti e clonazioni (16,8%).

    Da evidenziare anche che il 4% dei rispondenti (circa 675.000 individui) non vuole dire addio al contante per paura di essere controllato; da banche, governo o chissà chi altro.


    *Nota metodologica: indagine condotta da EMG Acqua su un campione (1000 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana con età pari o maggiore a 18 anni e rappresentativa per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: ottobre 2020.

  • Come funzionano i Termoscanner per la rilevazione della temperatura corporea

    In un periodo delicato come questo è importantissimo contenere il più possibile il diffondersi del Coronavirus, per questo oltre a rispettare le norme igieniche e di distanziamento sociale che tutti noi ormai conosciamo, è fondamentale, oltre che obbligatoria per legge, la presenza di un sistema che, all’entrata di luoghi pubblici, sia in grado di rilevare la temperatura corporea di ogni individuo. In particolare, quelli più efficienti sono i termoscanner: si tratta di strumenti per la misurazione in tempo reale della temperatura umana, dunque servono a individuare le persone che hanno la febbre ed individuare le persone potenzialmente contagiate dal Coronavirus. Durante la quarantena, ma anche adesso che l’Italia è ripartita, sempre più persone stanno avendo a che fare con i termoscanner, vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

    Perché utilizzare i termoscanner

    Il termoscanner come quelli che trovi su termoscannerprezzo.it è una misura di sicurezza per l’azienda ma in primo luogo per te stesso, perché recandoti presso un luogo dove viene utilizzato questo strumento, sarai sicuro di non entrare a contatto all’interno con persone potenzialmente contagiate. Sfruttando la radiazione termica di un corpo, questi termometri a infrarossi stabiliscono con precisione la temperatura corporea: se entrando in una qualsiasi attività commerciale o recandosi nelle stazioni o negli aeroporti, essa fosse superiore ai 37,5 °C, allora il dispositivo segnalerà il pericolo, in quanto tra i sintomi del Covid-19 c’è anche la febbre. Questi strumenti sono particolarmente indicati per luoghi affollati soggetti a continui flussi di persone in movimento come aziende, supermercati, ristoranti, negozi, centri commerciali, aeroporti, scuole e qualsiasi luogo con passaggio di persone. Ce ne sono in commercio molti modelli, quelli più avanzati individuano anche i tuoi dati biometrici e l’eventuale assenza di mascherina.

    Vantaggi

    I principali vantaggi derivanti dall’utilizzo dei termoscanner sono essenzialmente due: essi lavorano molto rapidamente consentendo di rilevare con tempestività la temperatura corporea, inoltre non necessitano di contatto fra l’operatore e il soggetto, dunque sono conformi alle norme riguardanti il distanziamento sociale. Con i termoscanner è possibile verificare la tua temperatura quando sei in coda per entrare in un luogo pubblico come il supermercato, o mentre sei in attesa si prendere un treno, e in molte altre situazione ad alto rischio di contagio. Un altro vantaggio, soprattutto per le aziende, è la possibilità di godere delle detrazioni fiscali per quanto riguarda l’acquisto e l’installazione, nel caso di quelli di grandi dimensioni, del termoscanner.

    Come funzionano

    Questi dispositivi funzionano attraverso la radiazione termica: si tratta di una radiazione elettromagnetica emessa dalla superficie di un oggetto (ad esempio la luce di una lampadina) o, in questo caso, dal corpo di una persona ed è dovuta alla temperatura propria di un individuo o di una particolare materia. Con uno strumento specifico come il termoscanner dunque si può individuare la temperatura corporea, grazie alle radiazioni che vengono emesse dal tuo corpo, che più è caldo, maggiore è il valore della radiazione: il dato relativo alla temperatura a questo punto sarà direttamente proporzionale.

    Sono affidabili?

    I termoscanner sono dispositivi che permettono di ottenere velocemente una risposta diminuendo le attese agli ingressi delle strutture nonché il rispetto delle norme igieniche perché non c’è contatto diretto, però bisogna tener conto di aspetti legati all’affidabilità, tema che trova pareri discordanti anche fra gli esperti. In effetti, la rilevazione della temperatura varia a seconda di come viene puntato e della zona inquadrata, questo ovviamente riguarda quelli a pistola, am quale è quindi il punto migliore? Il professor Bortolino Saggin del Politecnico di Milano sostiene che sia il corner degli occhi, ossia la zona fra questi e il naso, ma è un punto molto piccolo e difficile da raggiungere, così si utilizza la fronte perché è più ampia. C’è però il rischio di ottenere misurazioni imprecise, ma per un margine molto basso di errore (un grado), dobbiamo essere sicuri che il dispositivo sia stato settato con la giusta emissività dell’oggetto da rilevare. Inoltre bisogna tener conto che anche dalle zone intorno al soggetto possono provenire radiazioni che possono interferire con la rilevazione, come ad esempio la temperatura ambientale. Infine, è necessario porsi ad una giusta distanza perchè, più ci si allontana, maggiore sarà la dispersione della radiazione termica. Concludendo avrai capito che questi dispositivi vanno manovrati solo da personale competente che sa come muoversi.

  • PNL a Bologna

    La PNL è nata come Modellamento dell’Eccellenza, a differenza di altre Psicologie,  e questa sua origine è ciò che la caratterizza principalmente.
    La PNL si rivela  efficace nel campo dello sviluppo personale e in quello professionale.
    Rispetto ad altre discipline psicologiche, è caratterizzata da:

    • l’osservazione come fonte di informazione privilegiata e la conseguente prevalenza dei dati sensoriali a discapito delle strutture teoriche;
    • l’analisi delle performances eccellenti e la ricerca di “pattern” comuni e ricorrenti
    • il rapporto tra Conscio e Inconscio

    Si tratta di un modello potente ma non onnipotente: per questo non abbiamo simpatia per quella “PNL da baraccone” semplicistica, miracolistica e presuntuosa in cui è facile imbattersi su Internet.

    PNL Apps nasce per

    • favorire il processo di apprendimento e la crescita personale dei Soci;
    • creare un gruppo al cui interno confrontare opinioni e esperienze diverse;
    • diffondere la mentalità PNL (Programmazione Neuro Linguistica) a tutti i livelli, e quindi favorire lo sviluppo della responsabilità individuale e la valorizzazione di punti di vista diversi, come occasione di arricchimento.
  • Brivido nella bufera, il nuovo singolo di Diego Moreno

    un diamante che illumina il buio della bufera 

    Diego Moreno torna in radio con “Brivido nella bufera”, il terzo brano estratto da  “Singoli, il nuovo album del compositore, cantante e chitarrista argentino e napoletano d’adozione.

    Un brano scritto dallo stesso Diego Moreno con la complicità della cantautrice Gaia Eleonora Cipollaro.

    Gli stati d’animo sono sempre generati dai momenti dell’esistenza, si può essere felici e spensierati  ma li si può anche percepire, in alcuni periodi, come sensazioni di tristezza, di distacco dalla realtà e dalla serenità necessaria per poter scrutare  l’orizzonte della vita  con occhi limpidi. Il segreto della rinascita è guardarsi dentro, oltrepassare le barrire e scoprire la guida che risiede dentro ognuno di noi, quel gioiello che splende, quella luce che ci illumina e ci indica la strada che porta alla serenità anche accettando, per combatterle, le negatività che si presentano.

    Un Brivido, una piccola sensazione che scuote la bufera, alimenta l’amore che è dentro di noi e con la forza di un tornado riapre il sipario della vita.

    Brivido nella bufera” e tutto questo, con la sua sonorità ipnotica  ci avvolge l’anima e la mente con pennellate di colori che ci accompagnano dal grigio alla meravigliosa visione di un arcobaleno.

    Bio Diego Moreno
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  • Roberto Pezzini “Un ragazzo complicato”

    In radio dal 22 ottobre

     

    Roberto Pezzini - Un Ragazzo Complicato (Radio Date: 22-10-2020)

    L’omaggio del cantautore nel giorno in cui si ricorda la morte di Stefano Cucchi 

    Una pagina buia della storia italiana di cui il 22 ottobre ricorre l’undicesimo anniversario

     

    “Un ragazzo complicato”, nuovo singolo del cantautore Roberto Pezzini, milanese d’origine e umbro d’azione, è una canzone che parla di errori e giudizi, spesso affrettati, altre volte crudeli. Il brano disegna i contorni dell’escalation di eventi che undici anni fa hanno portato alla morte del trentunenne Stefano Cucchi, mentre il giovane si trovava sotto custodia cautelare, ingaggiando una sorta di dialogo con la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, divenuta simbolo di una giustizia che lotta senza sosta per ottenere verità. 

    Il singolo, scritto e interpretato da Roberto Pezzini, è stato prodotto e mixato da Walter Lanzara di Al Fondino Studio, a Gubbio. L’impronta sonora scelta da Lanzara è stata suggestionata dal senso e dal messaggio che la canzone vuole dare.

    La band che accompagna l’artista vede alla batteria Michele Fondacci, alle chitarre Giampaolo Cavalieri, al basso Antonio Lusi e ai synth Walter Lanzara. 

     

    Etichetta: Rusty Records 

    Radio date: 22 ottobre 2020

     

    BIO

    Roberto Pezzini è un cantautore nativo milanese, umbro d’adozione. Il suo genere si muove nel cantautorato italiano moderno, portando con sé diverse sonorità ed influenze (rock, pop, grunge, reggae, folk, ecc..), cercando l’ironia nella profondità e la leggerezza nella serietà. Dal 2012 gira l’Italia per far conoscere la propria musica, suonando in vari locali e partecipando a diversi concorsi nazionali. Il suo primo album dal titolo “Sostrano” è disponibile online in tutti i digital stores, sulle piattaforme streaming e in copia fisica. Nell’estate 2020 comincia le registrazioni del suo secondo album, tutt’ora in fase di produzione. I video dei singoli “Sostrano”, “Meglio le scimmie con le banane” e “Manca” sono disponibili su YouTube. Il 22 ottobre 2020 pubblica il singolo “Un ragazzo complicato” dedicato a Stefano Cucchi.

     

    Contatti e social

     

    FACEBOOK: https://www.facebook.com/RobertoPezziniOfficial

    INSTAGRAM: https://www.instagram.com/robipezzi/

  • Centanni Arredamenti Indoor & Outdoor: apre a Mercogliano lo show-room dedicato alla casa, al giardino e alle attività commerciali

    Domenica 18 ottobre, il nuovo show-room di Centanni Arredamenti Indoor & Outdoor apre le porte ai visitatori per un momento speciale, dalle 17 alle 20, per celebrare l’inizio dell’attività nel rispetto delle norme anti-covid. 

    L’azienda, guidata da Mattia Centanni, ha scelto Mercogliano per lanciare il suo nuovo concetto di design che include la casa, il giardino e l’arredamento professionale per la ristorazione e non solo. 

    Nei 500 metri quadri dell’esposizione, organizzati in modo accogliente e funzionale, l’azienda ha sintetizzato la propria visione dell’abitare e del ricevere che evolve la tradizione familiare, iniziata negli anni ’60, per rivitalizzarla con uno spirito nuovo che parla di personalizzazione e innovazione, ma anche di qualità e di tradizione.

    “Ho voluto il mio show-room a Torrette di Mercogliano per la posizione strategica rispetto a tutto il territorio campano – spiega Mattia Centanni – e perché credo nelle potenzialità dell’Irpinia e nel gusto degli irpini. Il nostro concetto di arredamento infatti, mette al centro di tutto la qualità, che passa attraverso l’attenta selezione dei marchi che proponiamo e l’assistenza al cliente da parte dei nostri esperti arredatori. Nella Verde Irpinia, inoltre, abbiamo voluto lanciare un discorso innovativo sull’arredamento degli spazi esterni e del giardino e sulla personalizzazione per le attività commerciali e di ristorazione”.

    10Deka, Grodis, Ixia, Maffei, H&Co, Lux, Bizzotto, Kloris, Dolcevita, Isimar, Nardi, Bemi, Keter, Symo, Kribel sono solo alcuni dei marchi presenti nello show-room aperto, dalle 17 alle 20, per incontrare, in modo rispettoso delle regole, quanti vorranno scoprire il mondo Centanni Indoor & Outdoor Design. Durante la seguente settimana, lo show room attende tutti i visitatori negli orari di apertura e sempre nel rispetto di tutte le normative anti-covid.

  • Edifici a energia quasi zero: l’edilizia che cambia per tutelare l’ambiente

    L’attenzione sul tema dell’efficienza energetica cresce sempre di più: per questo oggi si parla di edifici NZEB o a energia quasi zero. Ogni Paese dell’UE ha recepito le direttive europee e definito criteri e requisiti per la realizzazione di questi edifici a basso impatto ambientale.

    In seguito alla crisi energetica verificatasi negli anni ’70, si è definito sempre più il concetto di sviluppo sostenibile nell’edilizia e si è diffusa la sensibilità al tema del risparmio energetico. Da quel periodo ad oggi la strada percorsa a livello normativo è stata moltissima, tanto che si è arrivati all’obbligo di costruire, a partire dal 2021, solo edifici a energia quasi zero.

     

    Definizione del termine NZEB

    NZEB è l’acronimo dell’inglese Nearly Zero Energy Building, che tradotto letteralmente in italiano significa edifici a energia quasi zero.

    Un edificio a energia quasi zero ha prestazioni elevatissime, che riduce il più possibile i consumi di energia per il suo funzionamento e l’impatto nocivo nei confronti dell’ambiente. In pratica, un edificio NZEB ha una domanda energetica per riscaldamento, raffrescamento, ventilazione e produzione di acqua calda sanitaria vicina allo zero. L’efficientamento energetico non riguarda solo gli edifici di nuova costruzione: anche un edificio in edilizia tradizionale può essere trasformato in un edificio NZEB!

    Il termine NZEB è stato utilizzato per la prima volta nel pacchetto di direttive europee EPBD (Energy Performance Building Directions) del 2010: dal rilascio del pacchetto, gli stati membri dell’Unione hanno dovuto impegnarsi nell’introduzione di normative nazionali volte alla promozione di un’edilizia più efficiente a livello energetico.

    Le direttive specificano il termine ultimo, fissato al 2021 per l’edilizia privata e al 2018 per quella pubblica, entro il quale tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere NZEB. Le direttive contengono la definizione di NZEB ma lasciano margine di manovra agli stati nell’individuazione delle caratteristiche che definiscono un edificio NZEB e nella sua realizzazione, per salvaguardare tradizioni e specificità locali.

    In Italia la prima legge a regolare l’efficienza energetica degli edifici è il D.lgs. 192/2005, successivamente modificato dal Decreto Legge 63/2013 e divenuto legge 90/2013, con la quale sono state inserite delle integrazioni richieste dalle direttive EPBD. Con l’entrata in vigore del DM 26 giugno 2015, che definisce le caratteristiche che un edificio deve rispettare, dei requisiti prestazionali minimi, per essere un edificio a energia quasi zero, si è finalmente definito il quadro normativo degli edifici NZEB in Italia.

     

    Come è fatto un edificio NZEB?

    La costruzione di questa tipologia di edificio non è sottoposta ad una regola univoca: basta rispettare alcuni principi. Ad esempio, bisogna prestare massima attenzione al contesto climatico e ambientale: la forma, l’orientamento e la struttura dell’edificio vanno progettate in base all’irraggiamento, i venti, le temperature e gli ombreggiamenti.

    Un edificio NZEB deve saper immagazzinare il calore in inverno ma saperlo rigettare in estate: per questo è opportuno garantire una buona ventilazione naturale, il raffrescamento passivo, una buona illuminazione naturale e fare in modo che le dispersioni siano ridotte allo zero.

    Un edificio a energia quasi zero deve tenere conto delle stagioni: in inverno dovrà essere in grado di sfruttare al massimo la luce e il calore solari, in estate dovrà respingerli con un buon isolamento termico e sistemi di ombreggiamento efficienti.

    L’energia necessaria al funzionamento dell’edificio può essere fornita da fonti rinnovabili; inoltre, il monitoraggio dei consumi e un sistema domotico permettono di raggiungere livelli di efficienta davvero molto alti.

     

    Edifici NZEB in Italia

    Nel nostro Paese è attivo un Osservatorio Nazionale degli Edifici a Energia Quasi Zero promosso da Enea, che ha lo scopo di censire e monitorare la costruzione di queste opere. Oltre ad avere uno spaccato sullo stato dell’arte, l’osservatorio vuole poter fornire agli esperti del settore una base di materiale utile alla costruzione di nuovi edifici, con informazioni, case study e procedure.

    Si stima che attualmente in Italia esistano tra i 650 e gli 850 edifici NZEB, per lo più nel Nord Italia.

    Un esempio di edificio residenziale a energia quasi zero è Casa sul Parco di Montanari Costruzioni S.r.l., realizzato a Fidenza (PR) e inaugurato nel 2018.

    (immagini)

    Questo complesso di abitazioni private (10 in totale) è stato costruito nel centro storico della città, in totale armonia con il paesaggio naturale e urbano esistente e dotato di tutte le caratteristiche NZEB. Casa sul Parco è in grado di provvedere a se stessa: produce energia per il suo funzionamento e immagazzina quella in eccesso, senza sprechi.

    L’edificio non soltanto è green, ma anche esteticamente molto attraente: costruzioni di questo tipo non sono più appannaggio dei Paesi del Nord Europa, ma possono e devono essere realizzati anche in Italia!

  • Animali: solo il 15,3% dei proprietari li assicura

    Come ben si sa gli animali domestici sono i “migliori amici” dell’uomo e sono moltissime le famiglie italiane che se ne prendono cura all’interno delle proprie case: non solo cani e gatti, ma anche pesci, tartarughe, uccelli e conigli, tanto che secondo l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG Acqua, quasi 1 italiano su 2 (46,8%) dichiara di avere un animale domestico, ma appena il 15,3% dei proprietari, ovvero 3.122.096 milioni di individui, lo assicurano o lo hanno assicurato in passato.

    Eppure, sono ben di più (addirittura il 62%, pari a 12.651.630 di italiani) i proprietari che conoscono l’esistenza di polizze specifiche per animali.

    Gli animali presenti nelle case degli italiani

    Ma quali sono gli animali da compagnia più diffusi in Italia? Il 56,2% di coloro che possiedono un animale domestico ha dichiarato di prendersi cura di un cane, il 55,7% di un gatto e il 9,3% di un pesce. Le tartarughe sono scelte come animale da compagnia dal 5,2% dei proprietari, seguite dagli uccelli (4,5%) e dai conigli (3,7%). Non mancano in classifica anche criceti, tartarughe d’acque e rettili.

    Quanto costa mantenere un animale

    Ad esclusione del cibo, quanto costa mediamente mantenere un animale ogni anno? Secondo i dati emersi dall’indagine, chi si prende cura di un cane spende, in media, 193,94 euro all’anno, mentre i proprietari di gatti mettono a budget circa 161,20 euro. Mantenere uccelli, invece, comporta, mediamente, un costo di 155,33 euro all’anno; più economico prendersi cura dei pesci: si parla di 137,80 euro ogni anno.

    E assicurare un animale, invece, quanto costa? Decisamente poco, soprattutto se si paragonano i costi ai benefici, eppure….

    Le assicurazioni sottoscritte

    Analizzando i dati della ricerca emerge che oggi quasi la metà dei possessori di animali (44,9%) non è intenzionato ad assicurarli; il 40,3% non ha le idee chiare sulla questione e appena il 14,9% dei possessori di animali è invece propenso a sottoscrivere una polizza dedicata.

    Tra coloro che hanno ammesso di aver stipulato una polizza specifica per il proprio “amico”, le più diffuse sono state la responsabilità civile e la tutela legale, scelte dall’89,5% dei sottoscrittori. Il primo tipo di copertura interviene nel momento in cui l’animale causa involontariamente danni a terzi o a cose, nell’ambito dei rischi inerenti alla proprietà o custodia dell’animale, mentre la seconda è una garanzia utile a ottenere un rimborso spese per l’assistenza giudiziale e stragiudiziale in caso di sinistro. Entrambe queste coperture possono essere molto utili e mettono al riparo da gravi conseguenze, con costi assai contenuti: assicurare un cane per la responsabilità civile e tutela legale ha un costo che parte da circa 65 euro l’anno e scende a 45 euro per i gatti. Bisogna, però, tenere in considerazione che l’età dell’animale e la razza possono andare a incidere sul costo dell’assicurazione.

    Tra le altre polizze sottoscritte dai proprietari troviamo quella che offre la copertura sui danni a oggetti domestici di proprietà, scelta dal 34,5% di chi ha stipulato un’assicurazione, e l’assistenza in viaggio, che tutela i proprietari nel momento in cui si dovessero affrontare emergenze veterinarie quando ci si allontana da casa per alcuni giorni (20,3%). Lo stesso tipo di imprevisto può essere coperto anche se si resta fra le mura domestiche, ma nonostante spese veterinarie, chirurgiche ed esami abbiano costi molto elevati, solo il 10,7% di chi ha stipulato una copertura assicurativa ha deciso per questo tipo di polizza.

     

    *Nota metodologica: indagine condotta da EMG Acqua su un campione (1000 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: 10/12 luglio 2020.