Autore: fabrizio

  • Come imparare ad aiutare gli altri più efficacemente?

    Per aiutare gli altri occorrono empatia e una buona relazione. Ma, a parte questo, è importante porre le domande giuste, saper arrivare in fretta al cuore del problema.

    Esiste uno strumento linguistico della PNL, chiamato metamodello, che aiuta molto in questa direzione. Lo spiega bene questa metafora:

    Una certa Azienda aveva un enorme impianto idraulico che aveva smesso di funzionare, e l’intervento di diversi idraulici e manutentori si era rivelato inutile.

    Fino a che l’Amministratore Delegato dell’Azienda decise di ricorrere ad un altro idraulico, di cui si diceva un gran bene, e che fu chiamato per il giorno seguente. Questo idraulico era un omino con un’aria molto professionale, andò in giro per tutto l’impianto con la sua valigetta 24 ore ad osservare tutto anche nei minimi particolari.

    Ad un certo punto aprì la valigetta e tirò fuori un piccolo martello, si avvicinò ad un tubo e lo colpì leggermente e… miracolo! L’impianto riprese a funzionare.

    L’Amministratore Delegato, sollevato, chiese all’omino a quanto ammontassero le sue spettanze, e l’omino rispose: “1000 euro!”.
    “Non sono un po’ tanti 1000 euro per un colpetto di martello? Mi faccia avere una distinta del suo lavoro!”
    “E’ presto fatto – rispose l’idraulico – per il colpo di martello 1 euro; per aver saputo dove darlo, 999 euro!”

    Ecco, il metamodello serve per non dare colpi a destra e a sinistra, un po’ a casaccio, ma per circoscrivere l’intervento – la domanda – nel punto dove avrà il suo massimo effetto nell’incrementare la consapevolezza.

  • Cerchi elettrodomestici da incasso?

    Gli elettrodomestici ad incasso nascono non solo per risparmiare spazio, ma anche per garantire alla cucina un design coerente ed armonioso.

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  • La PNL e il Modellamento

     

    Come molti sanno, la PNL nasce dal Modellamento dell’eccellenza. In particolare, Bandler e Grinder erano interessati a scoprire quali fossero gli elementi comportamentali e linguistici che permettevano a psicoterapeuti di orientamento teorico diverso, come Fritz Perls, Milton Erickson e Virginia Satir, di avere una costanza di risultati positivi rilevante. I risultati sono stati l’individuazione di una serie di strategie comportamentali e di modelli linguistici specifici e riproducibili. Per questo il Modellamento è l’anima più vera e profonda di tutta la PNL.

    Il modellamento rimane l’anima più autentica della PNL, ed è possibile approfondire l’argomento su Il Modellamento PNL: cos’è e a cosa serve

  • Confronto tra probiotici

    I prodotti contenenti microrganismi probiotici disponibili in commercio sotto forma di alimenti o integratori sono ormai moltissimi e scegliere quello più adatto al proprio caso può non essere semplice. Innanzitutto, perché i diversi ceppi di batteri benefici esercitano azioni specifiche nell’organismo, non necessariamente condivise da altre tipologie di probiotici. Ma anche perché esiste una certa variabilità individuale nella risposta alla loro assunzione.

    In presenza di disturbi ben definiti (come diarrea, stipsi o disturbi uro-genitali), per essere sicuri di non sbagliare nella scelta dei microrganismi probiotici da utilizzare, è preferibile chiedere il consiglio del medico o del farmacista e seguire le loro indicazioni d’uso.

    Quando, invece, il probiotico viene usato con lo scopo più generale di migliorare le funzioni del tratto gastrointestinale e il benessere dell’organismo, si può scegliere il prodotto che si preferisce e ritenuto più utile sulla base dell’esperienza personale, tenendo conto di alcuni aspetti chiave.

    Su Benessere Vira Salute è stata pubblicata un’interessante tabella comparativa sui prodotti probiotici.

  • Per gli amanti di cani e gatti

    A rivelare il profilo degli italiani come incalliti “amanti degli animali” è un recente sondaggio, riproposto anche in Francia e Germania, e mirato ad evidenziare le ultime tendenze in fatto di convivenza tra uomini e animali.

    Da questo sondaggio emerge che più della metà dei 1000 italiani proprietari di animali domestici e di età compresa tra i 18 e i 60 anni preferisce la compagnia del proprio animale a quella delle altre persone, familiari compresi.

    L’11% di questi svela addirittura di aver prediletto in molte occasioni il proprio pet a partner e figli. Ancora, l’80% degli intervistati compra un regalo di Natale o di compleanno per il proprio pet, mentre il 16% ammette di aver organizzato veri e propri pet-party per festeggiarlo. 

    Chi ama gli animali domestici ha oggi una possibilità in più: può trovare gli articoli necessari ai loro amici a questa pagina: Per i cani e per i gatti, una raccolta di prodotti di buona qualità e a buon prezzo, selezionati sui migliori negozi on line.

  • PNL a Bologna

    La PNL è nata come Modellamento dell’Eccellenza, a differenza di altre Psicologie,  e questa sua origine è ciò che la caratterizza principalmente.
    La PNL si rivela  efficace nel campo dello sviluppo personale e in quello professionale.
    Rispetto ad altre discipline psicologiche, è caratterizzata da:

    • l’osservazione come fonte di informazione privilegiata e la conseguente prevalenza dei dati sensoriali a discapito delle strutture teoriche;
    • l’analisi delle performances eccellenti e la ricerca di “pattern” comuni e ricorrenti
    • il rapporto tra Conscio e Inconscio

    Si tratta di un modello potente ma non onnipotente: per questo non abbiamo simpatia per quella “PNL da baraccone” semplicistica, miracolistica e presuntuosa in cui è facile imbattersi su Internet.

    PNL Apps nasce per

    • favorire il processo di apprendimento e la crescita personale dei Soci;
    • creare un gruppo al cui interno confrontare opinioni e esperienze diverse;
    • diffondere la mentalità PNL (Programmazione Neuro Linguistica) a tutti i livelli, e quindi favorire lo sviluppo della responsabilità individuale e la valorizzazione di punti di vista diversi, come occasione di arricchimento.
  • La motivazione: impariamo da Bravehearth!

     

    Nel comunicare, gli esseri umani si modificano e si influenzano a vicenda. Inevitabilmente si producono effetti sull’interlocutore, con cognizione di causa o “per sbaglio”. E, con le cose che diciamo a noi stessi, produciamo effetti su noi stessi.

    Il tema della motivazione sul lavoro è stato affrontato da molteplici punti di vista.

    Il più bel destino, la più grande fortuna, che può capitare a un essere umano, è di essere pagato per fare ciò che ama (Abraham Maslow)

    Ma che cosa facciamo, concretamente, quando motiviamo qualcunoSu quali elementi facciamo leva? 

    Per rispondere a queste domande prenderemo spunto dal film “Bravehearth – cuore impavido” nel quale Mel Gibson interpreta il ruolo del protagonista. Una parte famosa del film è il discorso motivazionale prima della battaglia.

    Affrontando questo tema c’è una cosa che è importante sottolineare per non cadere in fantasie di onnipotenza: non si può persuadere  o motivare chi non ha la disposizione a lasciarsi convincere. Il risultato di un “discorso motivazionale”, come quello che vedremo, non dipende solo dalle abilità di Bravehearth, ma dalla relazione tra lui e i suoi interlocutori, che non sono semplici oggetti passivi.

    Il testo del discorso


    Un soldato: È William Wallace!

    Un soldato: Non può essere, Wallace è più alto!

    Un nobile: L’onnipotente dice che sarà una grandiosa battaglia, il fior fiore di Scozia vi partecipa!

    Un nobile: Attendo il tuo saluto!

    Wallace: Per la vostra presenza su questa campo di battaglia io vi ringrazio.

    Un nobile: Questo è il nostro esercito, per unirti ad esso devi porgere omaggio!

    Wallace: Io porgo omaggio alla Scozia! E se questo esercito è vostro, perché se ne sta andando?

    Un soldato: Non siamo venuti a combattere per loro!

    Un soldato: A casa! Gli inglesi sono più di noi!

    Wallace: Figli di Scozia! Io sono William Wallace!

    Un soldato: William Wallace è alto due metri!

    Wallace: Si, l’ho sentito dire! E uccide i nemici a centinaia! E se ora fosse qui, istruggerebbe gli inglesi con palle di fuoco dagli occhi, e fulmini tonanti dal culo!

    Sono io William Wallace, ed ho dinanzi agli occhi un intero esercito di miei compatrioti decisi a sfidare la tirannia! Siete venuti a combattere da uomini liberi… e uomini liberi siete, senza libertà cosa faremo? Combatterete?

    Un soldato: No, non combatterò!

    Un soldato: Contro quelli no! fuggiremo! … e resteremo vivi!!!

    Wallace: Certo, chi combatte può morire, chi fugge resta vivo… almeno per un pò…

    … agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi, per avere l’occasione, solo un altra occasione, di tornare qui sul campo ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita ma non ci toglieranno mai la libertà!

     

    Nell’articolo Motivare come Bravehearth presentiamo un’analisi, frase per frase, di quello che rende motivante questo discorso.

  • Il coraggio di avere fiducia

    fiducia

    Come diceva una vecchia pubblicità: la fiducia è una cosa seria, che si dà alle cose serie.

    Questo è un periodo in cui si parla molto di fiducia, forse perché recentemente migliaia di risparmiatori hanno scoperto di averla mal riposta.

    La fiducia è legata al rischio, all’incertezza e alla vulnerabilità.

    Nel momento in cui mi fido di qualcuno o di qualcosa faccio una scommessa, nulla mi garantisce che sarà vincente; posso anche perdere. La fiducia non elimina la possibilità del rischio, ma solo la paura che il rischio diventi realtà; la fiducia aiuta a vincere la paura.

    La fiducia si crea quando, pur essendo vulnerabili, non si approfittano di noi. (Bob Vanourek)

    La fiducia in qualcuno comporta una serie di credenze, impegni, convinzioni riguardanti in particolare colui cui ci si affida  (ad esempio, il credere nel proprio medico comporta che si creda che sia capace di curare, che lo faccia con impegno, ecc.).

    Affidarsi è un atto sotto il controllo diretto della volontà, e il giudizio sull’affidabilità di una persona si fonda su fatti riguardanti il passato e per questo non è predittivo di un atto che riguarda il futuro.

    Struttura del fidarsi:

    • conto sul fatto che TU farai X, credo che per farlo TU abbia l’appropriata motivazione
    • perciò assumo nei TUOI confronti un atteggiamento di disponibilità relazionale, di scambio, mi creo una aspettativa
    • tale aspettativa verso di TE mi porterà ad avere un senso di gratitudine se tu farai X oppure a sentirmi tradito dal tuo non fare X
    • quindi mi comporterò in conseguenza al comportamento che tu metterai in atto, da persona tradita o riconoscente, conseguente al mio fidarmi di te.
    • Perché vi sia un rapporto di fiducia è necessario considerare possibile due comportamenti alternativi: che l’altro risponda appropriatamente alla mia fiducia, oppure che non lo faccia, ma accordare fiducia significa aspettarsi che si realizzi solo la prima.

    L’argomento è trattato su pragmatica-mente.com.

  • Il pensiero sistemico

    Vivere in una società complessa come la nostra ci mette di fronte a contraddizioni, a situazioni che cambiano in continuazione e mettono in crisi i nostri punti di riferimento e le nostre certezze.

    L’ambiguità e l’incertezza ci danno fastidio, abbiamo l’impressione che ci impediscano una chiara concezione delle cose. E’ sempre più difficile dare giudizi certi ed univoci (o bianco o nero), di cui sentiamo tanto il bisogno.

    Problemi complessi

    Solo accogliendo questa ambiguità possiamo arrivare a pensare in modo complesso: a considerare i vari aspetti di una persona, di una situazione o di una relazione senza fossilizzarsi su un solo punto di vista, che non può che essere parziale.

    Le soluzioni che derivano da un pensiero semplice e lineare sono sempre parziali, e risolvono i problemi solo in modo temporaneo.

    Facciamo spesso questo errore: quando ci accorgiamo che quello che stiamo facendo non funziona e non raggiunge i risultati sperati, allora, invece di mettere in atto qualcosa di diverso, continuiamo  a fare la stessa cosa con più forza e più impegno di prima!

    Un esempio potrebbe essere quello del tentativo di controllare l’ansia prima di parlare in pubblico: più cerchiamo di controllarla, più l’ansia cresce. O l’impegno ad addormentarsi durante una notte in cui non riusciamo a dormire: più ci impegniamo, meno sarà probabile prendere sonno.

    Attenzione: questo meccanismo funziona  nella relazione con noi stessi,  nelle relazioni con gli altri ed anche nell’economia, nella politica…

    Questi tentativi di soluzione hanno in comune l’esito di trasformare una difficoltà iniziale, che poteva essere facilmente superata, in un vero problema.

    Tutti questi meccanismi sono descritti nel post Quando il tentativo di soluzione è il problema.

    Le interazioni sistemiche sono molto importanti anche nella gestione dei gruppi e delle relazioni interpersonali: nel post La capacità di dare e ricevere i feedback  troverete il significato profondo e le implicazioni del dare un feedback correttivo o di rafforzamento, considerando che le perone in relazione fanno parte di un sistema,e a volte le conseguenze non sono del tutto prevedibili.

  • Un risveglio spirituale per superare le dipendenze?

    Questo bel film di Ken Loach, che ormai risale a diversi anni fa, parlava della vita di un membro di Alcolisti Anonimi.

    Bateson aveva analizzato in profondità l’epistemologia dei percorsi basati sui dodici passi, e così si possono riassumere:

    Analisi dell’alcolismo

    • Molto spesso parenti ed amici dell’alcolista lo spingono ad “essere forte” e a “resistere alla tentazione”. Lo stesso alcolista, nei momenti di sobrietà, concorda con questa visione del problema. Si fa riferimento ad un conflitto tra spirito e materia, tra l’Io cosciente e il resto della personalità. Se non sei forte, se non sai resistere allora sei dipendente, non libero!
    • L’ “orgoglio” dell’alcolizzato non si basa su successi avuti in passato, non è l’orgoglio per qualcosa che si è compiuto. L’accento non è su “Io sono riuscito…” ma su “Io sono capace…”. Inoltre l’orgoglio dell’alcolizzato colloca l’alcolismo fuori dall’io: “Io sono capace di oppormi al bere”. Quindi la dimostrazione della indipendenza e libertà sta nella mia capacità di decidere quando essere sobrio e quando bere…
    • Ritenersi “capace di mantenersi sobrio” da parte dell’alcolista è ciò che lo predispone alla prossima sbornia. AA ristruttura questa credenza ripetendo che “Una volta alcolizzati, si è alcolizzati per sempre”.
    • “Cercare di impiegare la forza di volontà è come cercare di sollevarsi tirandosi su con i lacci delle scarpe”.
    • Se lo stato di sobrietà dell’alcolizzato lo spinge in qualche modo a bere, non ci si può aspettare che un metodo che rinforzi il suo particolare modo di essere sobrio (che faccia appello alla sua forza di volontà) possa ridurre o controllare il suo alcolismo. Inoltre in questo particolare modo di essere sobrio ci deve essere un qualche errore o una qualche patologia. Allora il ricorso alla sostanza, dal punto di vista dell’alcolizzato, serve a rimediare a questo errore, rappresenta un correttivo.
    • Importante notare che l’errore alla base del tentativo dell’alcolista di mantenersi sobrio, cioè la retorica del controllo e del conflitto interiore,  è lo stesso che permea il modo di pensare della società occidentale: l’alcolizzato, il dipendente, è solo più sensibile degli altri a queste premesse errate. Premesse che vengono superate dai primi 2 passi:
      1. Abbiamo ammesso di essere impotenti di fronte all’alcol e che le nostre vite erano divenute incontrollabili.
      2. Siamo giunti a credere che un Potere più grande di noi potrebbe ricondurci alla ragione.
    • «Il socio [di A.A.] non è mai stato schiavo dell’alcool. L’alcool è semplicemente una fuga dalla schiavitù personale dei falsi ideali di una società materialistica» (B. Smith).
    • Non è che egli si rivolti contro gli insensati ideali che lo circondano, ma piuttosto sfugge alle sue proprie insensate premesse, che vengono continuamente rinforzate dalla società circostante.
    • La “dipendenza dell’alcolista” è la ricerca di uno stato di ebbrezza che è sollievo di sentirsi parte di un tutto più grande sul quale non può esercitare alcun controllo; una sorta di nostalgia di una visione spirituale.

    La filosofia di AA nella descrizione di Bateson

    1. Esiste un Potere più grande dell’io. Il rapporto di un individuo con questo “potere” viene definito nel modo migliore con le parole “l’individuo è parte di”.
    2. Ciascuno si sente intimamente legato a questo Potere. È «Dio, come noi potemmo concepirLo». E il modo di essere in relazione a questo potere è soggettivo. Il rapporto in cui “io” mi trovo rispetto a un qualunque sistema più vasto che mi circondi e che comprenda altre cose e persone, sarà diverso dal rapporto in cui “tu” ti trovi rispetto a un sistema simile che circondi te.
    3. Si scopre un rapporto ”favorevole” con questo Potere, tramite il “toccare il fondo” e la “resa”.
    4. Resistendo a questo Potere, gli uomini, e in particolare gli alcolizzati, si attirano addosso il disastro. La filosofia materialistica, che vede l’uomo ergersi contro l’ambiente, sta rapidamente crollando a mano a mano che l’uomo tecnologico diviene sempre più capace di opporsi ai sistemi più grandi. Ogni battaglia da lui vinta porta una minaccia di disastro. L’unità di sopravvivenza (sia nell’etica sia nell’evoluzione) non è l’organismo o la specie, ma il più ampio sistema o  “potere” in cui la creatura vive: se la creatura distrugge il suo ambiente, distrugge se stessa.
    5. Tuttavia – e ciò è importante – il Potere non premia e non punisce, non ha “potere” in questo senso: per dirla con la Bibbia, “tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Iddio”E, viceversa, di coloro che non lo amano. L’idea di potere nel senso di controllo unilaterale è estraneo all’AA.

    L’articolo contiene ora un contributo si Fabio Anibaldi Cantelli:

    “L’autotrascendenza 


    La parola autotrascendenza mi ha infatti rivelato quello cercavo, e con me milioni di ragazzi che in quegli anni si sono giocati la vita sedotti dal canto delle sirene. Autotrascendenza è la parola giusta perché dice che cercavamo non solo il piacere o una medicina al male di vivere – come si crede perlopiù – ma quel sentimento di appartenenza e fusione col Tutto che in un passato remoto, indefinibile, ci pareva d’aver provato e il cui richiamo si faceva tanto più impellente quanto più sentivamo soffocante il vestito dell’io: armatura più che vestito, pozzanghera che pretende di contenere l’oceano, prigione che a furia di raccontarsi come giardino finisce per credere di esserlo. Ma perché è nell’adolescenza che si avverte quel bisogno di superarsi, di trascendersi? Credo per due motivi, complementari.

    Primo perché da adolescenti si sente per la prima volta la lacerante distanza dal mondo degli adulti e a volte anche dei coetanei, distanza che può diventare conflitto. Secondo, perché nell’adolescenza è ancora vivo il segno – non dico il ricordo, perché in quei momenti non eravamo ancora “noi” – dell’esperienza da cui tutta l’umanità è passata e passerà, il che spiega da un lato l’uso millenario delle droghe in quanto veicoli che quell’esperienza riproducono, dall’altro il loro uso massificato in un mondo che quell’esperienza ha cancellato e poi rimosso. Di quale esperienza sto parlando? Beh, immagino sia chiaro, a questo punto: dei nove mesi passati nel grembo materno. È lì che per la prima volta abbiamo provato quel sentimento di fusione col Tutto che Romain Rolland definì “oceanico” suscitando la perplessità di Sigmund Freud, troppo occupato a sezionare scientificamente l’Io per accettare l’ipotesi di una vita del tutto inconscia, allo stato puro, per di più capace di condizionare quella cosciente fino alla morte.

    Auto-trascendenza è la parola giusta: dice che cercavamo non solo il piacere o una medicina al male di vivere, ma quel sentimento di appartenenza e fusione col Tutto che in un passato remoto, indefinibile, ci pareva d’aver provato: l’esperienza dei nove mesi nel grembo materno

    È questo che abbiamo cercato nelle droghe ed è per questo che non si può affrontare il problema della droga e dei suoi danni senza un radicale ripensamento di una società che in nome della ragione economica ha perso ogni legame col sacro. Non mi si fraintenda: sacro non vuol dire “al di là” ma aldiqua, finestra aperta sull’infinito che permette al nostro povero io ogni tanto di sporgersi e placare la sua sete, sentirsi investito da quel Tutto da cui proviene e a cui spera di tornare. In una parola: di essere felice. Si pensi solo ai “riti di passaggio”, esperienze anche traumatiche che le società avvedute hanno ideato per celebrare la gloria della nascita e ridimensionare la beatitudine di ciò che l’ha preceduta, riti ridotti e poi azzerati in nome del diritto “moderno” a autodeterminarsi. Risultato: la gioventù, che attraverso la durezza del rito scopriva la sua anima e manteneva la sua diversità (sviluppando una vita adulta in sintonia con le sue attitudini), è diventata una pappa indistinta spalmata su tutte le età. Si vuole e si può essere giovani a vita, col risultato di aver ridotto la gioventù a maschera, se non a caricatura.”

    Potete leggere l’articolo completo e recentemente rivisto su www.pragmatica-mente.com

     

  • Affrontare il periodo di quarantena

    Questo periodo mette tutti noi a dura prova, per la preoccupazione che riguarda tutti noi e per la forzata inattività, che riguarda molti di noi.

    Russ Harris ha pubblicato un protocollo che si riferisce a come affrontare questo periodo, e www.pragmatica-mente.com ne ha pubblicato una sintesi. L’intero articolo si sviluppa sull’acronimo FACE COVID.

    FACE COVID

    Focus on what’s in your control – Concentrati su ciò che è sotto il tuo controllo;

    Acknowledge your thoughts & feelings – Riconosci i tuoi pensieri e sentimenti;

    Come back into your body – Ritorna nel tuo corpo;

    Engage in what you’re doing – Impegnati in ciò che stai facendo;

    Committed Action – Azione impegnata;

    Opening up – Apertura;

    Values – Valori;

    Identify resouces – Identificare risorse;

    Disinfect & distance  – Disinfezione e distanza

     

    E’ possibile visualizzare l’intero articolo Come affrontare il Covid 19 secondo Russ Harris.

  • Autostima, indispensabile come l’aria

    L’autostima è più importante di quanto si pensi.

    Se mi fido della mia mente e del mio giudizio, è più probabile che io usi la testa. Usando la testa e mettendo la giusta consapevolezza in quello che faccio, la mia vita funziona meglio. Questo rafforza la fiducia nella mia mente.

    Se ho una bassa stima di me, è più probabile che io rinunci o che compia il gesto di provare, senza in realtà dare il meglio di me.

    Se io persevero, è probabile che i miei successi siano più numerosi dei miei insuccessi. Se non persevero, è probabile che a essere più numerosi siano gli insuccessi. In ciascuno dei due casi, ne uscirà rafforzata la mia visione di me.

    Il livello di autostima ha profonde conseguenze su vari aspetti dell’esistenza: 

    • sul nostro modo di operare al lavoro e di trattare con le altre persone
    • sul grado di successo che otterremo
    • sul raggiungimento dei nostri traguardi
    • nell’ambito più personale, determina di chi è probabile che c’innamoriamo
    • come interagiamo con il coniuge, i figli, gli amici
    • quale livello di felicità personale riusciremo a raggiungere

    E’ possibile che l’autostima sia troppa?  Non è possibile, come non è possibile essere troppo in salute. A volte si confonde l’autostima con l’arroganza, o con l’essere pieni di sé. Ma questi tratti non riflettono troppa autostima, ma anzi troppo poca. Le persone che hanno un’alta stima di sé  non  cercano di provare il loro valore proponendosi come persone super potenti. La loro gioia consiste nell’essere quello che sono, non nell’essere meglio degli altri.

    Il blog www.pragmatica-mente.com ha dedicato diversi articoli a quest’argomento:

     

  • Come cambiare abutudini

    Le abitudini ci danno sicurezza

    • L’abitudine è uno schema di comportamento appreso, adottato in una certa fase e poi ripetuto in maniera stabile;
    • l’abitudine diventa automatismo, tanto che, quando si ripete un’azione per l’ennesima volta, non ci si chiede perché la si fa.
    • Più la persona si trova in condizioni di difficoltà, più le abitudini diventano un sostegno fondamentale a cui aggrapparsi.

    Le abitudini si formano a causa dell’innata tendenza del cervello a risparmiare energia: permettono al nostro cervello di ridurre gli sforzi.

    Il processo delle abitudini

    E’ un processo che può essere schematizzato in tre step distinti:

    • c’è un segnale, uno stimolo, un innesco che dice al nostro cervello di entrare in modalità automatica
    • poi c’è la routine, che può essere fisica, emotiva o mentale
    • l’effetto è una gratificazione, a causa della quale il nostro cervello decide di memorizzare una certa routine

     

     

     

    Quando si forma un’abitudine, il cervello smette di lavorare, non partecipa più al processo decisionale. Ed è per questo che ricadiamo nelle abitudini automaticamente, senza averlo deciso.
    Durante una riunione di lavoro cominciamo a sentirci annoiati (innesco). Allora tiriamo fuori lo smartphone e guardiamo le mail in arrivo (routine). La curiosità appagata dal controllo delle mail è la gratificazione.

    Esistono abitudini che aiutano a stabilire altre abitudini. Alcune idee:

    • Meditazione: due minuti quotidiani di meditazione del respiro aiuta a stabilire altre abitudini.
    • Tenere un diario: questa abitudine incoraggia la riflessione e la consapevolezza.
    • Camminare: può essere un’attività sociale se cammini con altri, o un momento di riflessione se cammini da solo. E comunque fa bene alla salute e al tono dell’umore.
    • Svegliarsi un po’ prima: anticipare la sveglia, magari solo di dieci minuti, crea lo spazio per dedicarsi alla meditazione e alla scrittura del diario.

    Uno dei motivi principali per cui le persone non hanno successo con le nuove abitudini è che si dimenticano di praticarle. E’ utile usare dei pro-memoria, come post-it o promemoria digitali. Meglio ancora utilizzare entrambi. Cambiarli dopo qualche tempo, per evitare che diventino inefficaci.

    E’ facile trovare il tempo, se la nuova abitudine richiede solo 2 minuti. Se la nuova abitudine è scomoda, come fare esercizio fisico o meditare … non è poi così insopportabile se dura solo due minuti.

    Potrai aumentare il tempo via via che l’abitudine si è consolidata: però è sempre più importante essere costanti nel praticare l’abitudine che dedicarvi più tempo.

    Un Life Coach può essere di aiuto per riesaminare le proprie abitudini. A Bologna ci sono i professionisti di www.pragmatica-mente.com.

  • Un corso sul Life Coaching in 4 giornate a Bologna

    ABC del Life Coaching

    Il 15 febbraio 2020 inizia a Bologna un corso di quattro giornate sul Life Coaching. Docenti del corso sono Maria Soldati e Fabrizio Pieroni, coach professionisti da più di 15 anni, i cui orientamenti possono essere letti sul blog pragmatica-mente.com.

    Il corso va incontro alla domanda crescente di corsi brevi, magari volti ad integrare percorsi precedenti. Gli organizzatori sono consapevoli del fatto che un percorso di sole quattro giornate non fornirà le competenze per esercitare la professione di Coach a chi è digiuno della materia.

    Modalità di iscrizione e programma dettagliato possono essere letti sul sito dell’Associazione PNL Apps.

  • I proponimenti di Capodanno!

    Come mai i buoni propositi che facciamo per il nuovo anno rimangono lettera morta? Forse le cose stanno come sostiene Pragmatica-mente.com:per qualche motivo i nostri proponimenti non sono legati  alle cose veramente importanti per noi, ma solo alla volontà di assomigliare, in alcune caratteristiche, a persone che conosciamo.

    Tutti conosciamo qualcuno che va a correre tutti i giorni, che tiene la scrivania in un ordine perfetto, che osserva rigorosamente una dieta e che legge libri con regolarità. Ci confrontiamo con queste persone, e ne usciamo con le ossa rotte.

    Ma questi nostri giudizi di inadeguatezza non hanno a che fare con ciò che è importante per noi. Non è questa la strada per ottenere cambiamenti duraturi. Per fare proponimenti efficaci bisogna seguire un’altra strada.

  • Il metamodello PNL

    “…il mondo era così recente che molte cose non avevano ancora un nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.”
    Gabriel Garcia Marquez “Cent’anni di solitudine”

    “…la gente soffre non perché il mondo non sia abbastanza ricco da permetterle di soddisfare i suoi bisogni, ma perché ha una rappresentazione del mondo impoverita.”
    Richard Bandler, John Grinder “La struttura della magia”

     

    Molti dei nostri problemi, sia in ambito personale che in ambito aziendale, derivano da limiti posti da noi stessi. “Non possiamo” fare una certa cosa, “dobbiamo” farne una certa altra, certe reazioni “ci fanno stare male”… Queste difficoltà non derivano dall’operare la scelta sbagliata, ma dal sentire di non avere abbastanza scelte a disposizione, d’essere incapaci di comportarsi altrimenti da come ci si comporta.

    La somma totale delle esperienze di una persona genera la struttura profonda del suo modello del mondo. Tramite i procedimenti della cancellazione, della deformazione e della generalizzazione viene costituita la struttura superficiale, in cui alcune parti del modello originale sono mancanti.

    Quanto più la mappa del mondo perde informazioni, tanto più la persona perde in opportunità di scelta, fino magari a sentirsi totalmente prigioniera di una gabbia, le cui sbarre giorno per giorno ha costruito da sola. Questa situazione genera sofferenza e la sensazione di percorrere strade obbligate.

    Il metamodello fornisce gli strumenti per analizzare la struttura di questo problema (come le persone fanno per impoverire il proprio modello), per raggiungere la relativa soluzione (recuperare le parti mancanti del modello, arrichendolo) e, inoltre, per superare le difficoltà di comunicazione (dal momento che genera una struttura linguistica ricca, particolareggiata e priva di equivoci).

    Se una persona dice:
    “Non mi posso fidare di nessuno”,
    noi possiamo scegliere di contestargli il quantificatore universale “nessuno” chiedendogli:
    “Proprio di nessuno? Non c’è mai stata una volta in cui hai potuto fidarti di qualcuno?”,
    e se lei risponde:
    “Si, certo, ho un amico di cui posso fidarmi!”,
    è successo che la struttura superficiale di questa persona aveva cancellato qualcosa che era contenuta nella struttura profonda; la confrontazione ha permesso alla persona di recuperare l’esperienza di riferimento e di tenerne conto nella rappresentazione del suo modello del mondo, introducendo una maggiore complessità e, conseguentemente, una maggiore possibilità di scelte.

    Un esauriente articolo sul metamodello lo trovate seguendo il link.

     

  • Life Coaching a Bologna

    Il Life Coaching  è un tipo di Coaching focalizzato sulla vita personale del cliente me non sulle sue prestazioni in campo professionale.

    Un coach non dà consigli o pareri, né dà informazioni. Fornisce supporto nel raggiungimento di un risultato, soprattutto mediante domande.

    Le domande hanno un potere fondamentale, quello di direzionare il focus dell’attenzione. Sono uno strumento potentissimo a tutti i livelli della comunicazione umana: nella  comunicazione interpersonale e nella comunicazione intrapersonale (la comunicazione con sé stessi).

    Le domande danno un compito al cervello che tende a trovare le risposte alle richieste che gli vengono fatte. Il nostro cervello ha potenzialità straordinarie e gestisce una quantità impressionante di dati; è sempre in attività, anche quando dormiamo.

    Porsi domande è una maniera di finalizzare questo lavorio incessante a trovare soluzioni alle questioni che ci stanno a cuore. Un esempio di questo processo è l’esperienza, abbastanza comune, di avere in mente, al risveglio, la soluzione ad una questione cui si stava pensando intensamente la sera prima.

    Da qui l’importanza di porsi le domande “giuste”.

    Scoprire i propri obiettivi e raggiungerli è una delle sfide che la vita ci propone, a livello professionale e personale.


    Il Coaching si occupa proprio di questo: aiutare un Cliente o un Team a migliorare le proprie prestazioni, supportandolo nel superamento dei problemi concreti incontrati e nel raggiungimento degli obiettivi, oppure a migliorare la propria competenza ed efficacia in uno specifico ambito.


    E’ quindi una relazione personalizzata, centrata sulle personali difficoltà del cliente, sui suoi punti di forza e aree di miglioramento. 


    I risultati del Coaching (un miglioramento concreto della performance, in qualsiasi campo, e il raggiungimento degli obiettivi, in campo personale o professionale) si ottengono aiutando i clienti  a mettere in discussione abitudini, punti di vista e convinzioni che si sono formati nel corso del tempo, ma che 
    possono rivelarsi disfunzionali.

  • Sulla gestione dello stress

    stress

    Siamo sempre più stressati.

    La relazione tra stress psicologico e malattia cardiaca è stata ampiamente documentata. C’è una sempre maggiore evidenza che lo stress incide praticamente su quasi tutti gli stadi del processo patologico – genesi, avanzamento e ristabilimento. Inoltre, i pazienti cardiopatici presentano spesso un considerevole disagio emozionale, in termini di rabbia, ansia, paura e depressione. Per queste ragioni, in anni recenti, la comunità medica ha sempre più riconosciuto il bisogno di interventi efficaci per la riduzione dello stress in modo da migliorare la
    salute emotiva e la riabilitazione fisiologica nei pazienti con cardiopatia e per facilitare la prevenzione della malattia in soggetti a rischio.

    La risposta del nostro corpo agli eventi stressanti si propone di proteggerci, non di farci del male. Nonostante questo, può arrivare ad essere patologica in situazioni estreme.

    Non esistono fattori specifici stressanti, tutto ciò che caratterizza le nostre giornate:

    • per la sua intensità e/o aggressività
    • per la sua presenza più o meno prolungata nel tempo
    • per il suo cambiamento continuo
    • per la sinergia con altri condizionatori psicofisici

    può sfociare in una situazione considerata dal nostro sistema psicosomatico come un agente aggressore stressante.

    Chiunque ha la capacità di superare lo stress: di fronte a situazioni di stress ognuno di noi mette in atto strategie che vengono definite strategie di coping, che sono l’insieme degli sforzi cognitivi e comportamentali attuati per controllare specifiche richieste interne e/o esterne che vengono valutate come eccedenti le risorse della persona.

    Il successo delle strategie di coping non è assicurato: in alcuni casi possono addirittura amplificare la situazione stressante.

    Le principali strategie di coping sono:

    • coping centrato sul compito: tendenza ad affrontare il problema in maniera diretta, cercando soluzioni per fronteggiare e risolvere i problemi;
    • coping centrato sulle emozioni: impegno nel mantenere una prospettiva di speranza e controllo delle proprie emozioni in una condizione di disagio, oppure abbandono alle emozioni come la tendenza a sfogarsi o, ancora, rassegnazione;
    • coping centrato sull’evitamento: tentativo di ignorare la minaccia dell’evento stressante attraverso attività che distolgono l’attenzione dal problema: negazione del problema e negazione delle emozioni.

    Un aiuto nella gestione dello stress si può trovare sul sito www.pragmatica-mente.com

  • Dare il meglio di sé

    In molte situazioni vorremmo dare il meglio di noi stessi, ma non sempre ci riusciamo.
    E’ importante riuscire ad agire su elementi che possano fare la differenza in tempi brevi.

    Spesso non utilizziamo le nostre risorse perché non sappiamo di possederle, o semplicemente perché siamo poco abituati ad utilizzarle. Disponiamo di riserve di energia, di impegno e di creatività, di una vasta gamma di atteggiamenti e modalità comunicative, che nella maggior parte dei casi non utilizziamo, o utilizziamo solo in minima parte.

    Alcuni di questi elementi sono:

    • Porsi domande efficaci
    • Presenza e Respirazione
    • Postura
    • Impegno

    L’articolo di www.pragmatica-mente.com, che si chiama proprio “Come dare il meglio di sé“, tratta ognuno di queste quattro risorse in modo esaustivo e chiaro.

     

    Se non potete essere un pino sulla vetta del monte,

    siate un arbusto nella valle,

    ma siate il miglior piccolo arbusto

    sulla sponda del ruscello.

    Siate un cespuglio,

    se non potete essere un albero.

    Se non potete essere una via maestra,

    siate un sentiero.

    Se non potete essere il sole, siate una stella;

    Siate il meglio di qualunque cosa siate!

    (Douglas Malloch)

     

  • Occuparsi della propria salute risparmiando

    Benessere, Vita, Salute è un market on line che offre, a buon prezzo, tutto ciò che occorre per curare il proprio aspetto e per raggiungere una buona forma fisica.

    Il benessere, la forma fisica, il peso forma stanno a cuore ad ognuno di noi, ma spesso richiedono tempo e denaro anche solo per fare gli acquisti necessari. Su questo sito si possono fare acquisti velocemente e in modo sicuro, risparmiando anche un po’.

    Nella pagina prodotti in offerta   si può trovare un po’ di tutto::

    • integratori,
    • anti age,
    • scarpe sportive,
    • smartwatch,
    • libri forma fisica,
    • prodotti per dimagrire,
    • biciclette,
    • omega 3,
    • elettrostimolatori.

     

  • Incontri preliminari di Coaching/Counseling gratuiti

    Anche il sito Crescita Personale Bologna  propone incontri preliminari gratuiti di Coaching/Counseling gratuiti.

    Quando abbiamo un problema difficilmente riusciamo a vedere il tutto dall’esterno: ecco perché il confronto con qualcuno è particolarmente utile.
    Incontri di questo genere servono per dissipare dubbi e avere il punto di vista di un professionista certificato. A volte, anche un solo incontro può essere risolutivo.

    In ogni caso, questi incontri possono essere utili in vista di voler percorrere un percorso di Counseling oppure di Coaching, a seconda delle problematiche. Il Coaching è rivolto soprattutto al raggiungimento di obiettivi e all’acquisizione di competenze; il Counseling si dedica prevalentemente a vari tipi di disagio (non patologico) e alle soluzioni possibili (vedi differenze tra Coaching e Counseling).

    Un incontro preliminare chiarisce tempi dell’intervento, possibilità di successo ed eventuali soluzioni ed esiti possibili.

  • Modelli di Problem Solving

    Il sito www.pragmatica-mente.com, che si occupa di problem solving e crescita personale, ha ripubblicato, riveduto e corretto, il primo post del blog, che risale al settembre del 2014.

    Questo post, Modelli di Problem Solving, parla dei modelli strutturati di problem solving in circolazione, che differiscono molto tra di loro.

    Normalmente ciascuno di noi risolve quotidianamente numerosi problemi ricorrendo al “buon senso”. A volte, però, incontriamo problemi che sembrano resistere ad ogni tentativo di risoluzione, e tendono a riproporsi ciclicamente o a diventare “cronici”.

    In questo caso la conoscenza di un modello strutturato può rivelarsi utile.

    L’articolo si sofferma sulla concettualizzazione del nesso causa – effetto. Una visione meccanicista di questo nesso può essere utile di fronte a problemi nati in sistemi complicati (catena di montaggio, produzione) ma funziona poco o nulla di fronte a problemi nati in sistemi complessi (persone, gruppi di persone).

    Quindi, alcuni modelli possono rivelarsi più efficaci in determinate situazioni, meno in altre, ed è utile avere vari attrezzi a disposizione, per ogni evenienza.

    Se l’unico attrezzo che possiedi è un martello, tutti i problemi ti si presenteranno sotto forma di chiodo.

  • Crescita Personale Bologna

    Crescita Personale Bologna

    E’ on line il sito crescitapersonalebologna.com   Si tratta di un Blog su Crescita Personale, Coaching e Counseling: presenta spunti di riflessione, articoli sul tema. Inoltre segnala eventi formativi di particolare interesse nell’area di Bologna.

    Il blog è orientato soprattutto verso modelli pragmatici, come la PNL e le terapie mindfulness-based.
    Si spiega in questo modo i frequenti post che riportano iniziative di:

    A parte questo, vengono segnalati anche eventi organizzati da Istituti diversi, orientati verso modelli differenti. Lo scopo è dare una panoramica degli articoli più interessanti e degli eventi più validi nel territorio bolognese.

  • Rinviato il corso “Metaprogrammi PNL” da parte di PNL Apps a Ferrara

    PNL Apps è un’Associazione culturale senza scopi commerciali che organizza, a Bologna, corsi di PNL e Crescita Personale gratuiti e aperti a tutti.

    Quest’anno, per la prima volta, PNL Apps aveva messo in calendario un seminario a Ferrara.

    Si tratta di

    I Metaprogrammi in PNL:
    – per la crescita personale
    ​- per la comunicazione

    programmato per il 17 marzo 2019 (dalle 10 alle 18) presso il Centro Servizi per il Volontariato, Via Ravenna 52, Ferrara.

    (Evento riconosciuto da AssoCounseling per la formazione continua dei Counselor)

    Trainer dell’evento è Fabrizio Pieroni, Trainer PNL presso PNL Meta, Coach e Counselor professionista.

    L’evento è stato rimandato a data da destinarsi a causa di un lutto familiare del relatore, e verrà riprogrammato quanto prima (vedi sul sito www.pnlapps.com)