Autore: Ragdoll

  • Gatti Ragdolls, scopri la storia del nostro allevamento italiano

    Gatti Ragdolls, scopri la storia del nostro allevamento italiano Ragdoll Silmarilions!

    Tutto inizia nel 1992, quando la nostra fondatrice legge per caso un articolo sul gatto Ragdoll. In quel periodo, la razza è ancora sconosciuta in Italia: e, come è facile immaginare, trovare un gatto Ragdoll nel nostro paese è un’impresa quasi impossibile.

    La futura allevatrice italiana di Ragdolls è conquistata dalla bellezza e dal temperamento di questo gatto straordinario e decide di impegnarsi affinché sia conosciuto e apprezzato come merita. Un gatto tanto affettuoso, devoto e buono sembra fatto apposta per far innamorare gli italiani!

    Acquisisce quindi dalla signora McKee, allevatrice statunitense di gatti Ragdoll, alcuni esemplari, che arrivano in Italia dopo una lunga attesa. È il 1993; altri gatti Ragdoll giungeranno nel 1995 e nel 1998. Jaggernaut, Vicky, Ghibli: sono loro i veri fondatori dell’allevamento, come ricorda il nostro sito in una sezione che ne celebra meritatamente la memoria.

    Ciò che colpisce sia noi che il nostro veterinario è la facilità con cui questi gattini si adattano all’ambiente e alle persone, anche se per loro tutto è nuovo. Il loro comportamento ci conferma che quanto descritto dalla stampa specializzata non è un’esagerazione: il gatto Ragdoll ha davvero una fiducia sconfinata nell’essere umano, e la sua capacità di amarlo è totale, senza riserve! Nessuna razza felina possiede queste qualità.

    Questo ci incoraggia ad andare avanti nell’impegno di diffondere il più possibile il gatto Ragdoll. Riviste, televisione, esposizioni, videocassette promozionali: nessun mezzo di comunicazione viene risparmiato.

    E nel 1994, grande emozione: nel nostro allevamento nascono i primi gattini! Sono loro i primi a fregiarsi dell’affisso “Silmarilions”, già registrato in TICA. Segue un lungo processo di incroci con altri gatti Ragdolls provenienti dagli USA, dalla Svizzera, dalla Finlandia, dalla Turchia, dal Canada e dalla Spagna. Questa selezione diversifica le linee di sangue e migliora ulteriormente le caratteristiche della razza.

    Oggi, il nostro allevamento è membro dei più importanti Ragdoll Club internazionali, e i nostri gatti sono richiesti anche all’estero.

    E dalla storia del nostro allevamento di gatti Ragdoll all’esperienza personale il passo è breve: vieni a conoscere le nostre cucciolate, te ne innamorerai!

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  • Gatti, gli antiparassitari naturali più adatti nelle mezze stagioni e in inverno

    Gatti, gli antiparassitari naturali più adatti nelle mezze stagioni e in inverno sono esclusivamente a base di principi attivi vegetali. Ecco perché sono senz’altro da preferire in primavera, in autunno e nei mesi più freddi!

    Un antiparassitario naturale per gatti, infatti, riesce a proteggere efficacemente il gatto da pulci, zecche e pidocchi, ma senza gli effetti collaterali degli antiparassitari chimici.

    I prodotti chimici sono formulati appositamente per uccidere i parassiti; gli antiparassitari naturali per gatti, invece, agiscono da repellenti.

    Ciò significa che gli antiparassitari naturali per gatti non uccidono i parassiti, ma li tengono lontani formando una speciale “barriera” olfattiva: sono composti, infatti, da oli ed estratti di piante officinali (come il limone, la lavanda, l’olio di neem, il geranio) che emanano un odore sgradito agli insetti.

    A fronte di questa efficacia, gli antiparassitari naturali hanno il vantaggio di una totale ipoallergenicità: ciò li rende ideali tutto l’anno, e specialmente per i gatti più delicati che non tollerano un qualsiasi antiparassitario chimico (gattino, gatta in gestazione o allattamento, gatto allergico, anziano, convalescente o affetto da patologie).

    Proprio per questa leggerezza, gli antiparassitari naturali per gatti possono essere usati tutto l’anno, consentendo di limitare l’uso dell’antiparassitario chimico ai soli casi di emergenza (infestazione già in corso, zona con grande concentrazione di insetti, stagione estiva).

    Inoltre, gli antiparassitari naturali per gatti sono la scelta perfetta per il gatto che vive in casa. Eh si, i parassiti non colpiscono il gatto solo all’esterno, ma amano anche annidarsi nelle nostre case, soprattutto in inverno quando i riscaldamenti sono accesi. Risultato: anche un gatto che non esce mai può esserne infestato.

    Applicando regolarmente un buon antiparassitario naturale, anche il più “pantofolaio” dei gatti resta ben protetto dai parassiti.

    Ma come orientarsi nella scelta degli antiparassitari naturali per gatti?

    Niente di più semplice. In commercio esistono ormai diverse linee di antiparassitari per gatti naturali al 100% (come quelle a base di olio di neem), tutte ipoallergeniche e super-funzionali, da scegliere nelle formulazioni preferite: collare, lozione protettiva, shampoo purificante, spray ambientale, ecc. L’effetto ha durata variabile a seconda della formulazione, quindi è molto importante seguire le indicazioni sulla confezione in merito ai tempi e alle modalità di applicazione.

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  • Come gestire la gravidanza del gatto

    Come gestire la gravidanza del gatto? Eccoti alcuni utili consigli per affrontare al meglio questa bellissima esperienza.

    La gestazione del gatto ha una durata media di 65 giorni. Come in tutti gli altri aspetti della sua vita, anche nella gravidanza il gatto è un animale perfettamente autonomo, e vive tutto il periodo della gestazione (parto compreso) con la massima serenità.

    Per questo, soprattutto nella prima fase della gravidanza, non ha senso preoccuparsi eccessivamente, né limitare la gatta nelle sue solite attività. Se si sente di farlo, la gatta incinta può tranquillamente correre, saltare e giocare (anzi, il movimento non può che farle bene!).

    Unica raccomandazione: negli ultimi giorni, è bene impedire al gatto in gravidanza di uscire, così da scongiurare un parto lontano da casa. 

    Un’attenzione speciale va riservata alla dieta, così da supportare al meglio lo sviluppo dei feti: a tale scopo, per la gestazione del gatto sono altamente consigliati i croccantini e i cibi umidi per gattini, perché sono notevolmente più nutrienti rispetto ai normali alimenti per gatti adulti.

    Di importanza fondamentale sono poi i controlli veterinari specifici per la gestazione del gatto, in particolare le visite ostetriche e le ecografie veterinarie. Tali controlli servono a verificare il buon andamento della gravidanza e a monitorare il corretto sviluppo dei feti, rilevando tempestivamente eventuali anomalie. Per questo devono essere effettuati scrupolosamente seguendo il programma stabilito dal veterinario.

    L’ultima fase della gestazione del gatto è sicuramente la più delicata: la gatta incinta, ormai molto grossa, si muove con difficoltà e appare molto stanca. Può soffrire di sbalzi di umore, manifestare nervosismo o, al contrario, maggiore bisogno di coccole e di contatto. Predisporle una cuccia ampia e morbida in un angolo appartato della casa la aiuterà a riposare meglio e a partorire nelle condizioni ottimali.

    E siamo arrivati al momento del parto. In condizioni normali, la gatta incinta dà alla luce i piccoli in piena autonomia e senza particolari difficoltà. Tuttavia, non va mai lasciata sola durante il travaglio, perché potrebbero insorgere complicazioni impreviste, come sforzi prolungati e improduttivi, forti dolori, perdite di sangue scuro. In questi casi, è imperativo contattare senza esitazioni il veterinario, che potrebbe decidere per un cesareo d’urgenza. 

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  • Il Passaporto Europeo per il tuo gatto, quando serve e come ottenerlo

    Passaporto Europeo per il gatto: di cosa si tratta? Nella nostra piccola guida scoprirai quando e dove farlo. Il Passaporto Europeo per animali da compagnia – questa è la sua denominazione esatta – è un documento che serve per viaggi dovrai attendere i necessari tempi “tecnici”, che possono allungarsi a ridosso di alcune aree con il gatto nei paesi che appartengono alla Comunità Europea.

    E’ competenza dei servizi ASL, quindi per ottenerlo dovrai recarti presso il tuo distretto sanitario di riferimento presentando un’apposita documentazione (tutta in corso di validità, dunque attenzione alle scadenze!) composta da:

    – Documento di identità e codice fiscale del legittimo proprietario del gatto (maggiorenne);

    – Certificato di impianto del microchip (redatto dal veterinario);

    – Attestato di vaccinazione antirabbica (somministrata da almeno 21 giorni);

    – un modulo di domanda, fornito dalla ASL e compilato in ogni sua parte;

    – la ricevuta del pagamento di una quota (variabile a seconda della ASL di riferimento) versata con bollettino di conto corrente postale.

    Se il tuo gatto non fosse ancora microchippato o vaccinato contro la rabbia, no problem: ti basta fissare un appuntamento con un veterinario libero professionista abilitato e sottoporre il peloso alla pratica mancante (o ad entrambe).

    Contestualmente all’esecuzione delle prestazioni, il veterinario ti rilascerà i relativi certificati. Una volta effettuata la richiesta, il Passaporto Europeo per il tuo gatto non ti verrà consegnato immediatamente: dovrai attendere i necessari tempi “tecnici”, che possono allungarsi a ridosso di alcuni periodi (come le vacanze estive o le festività natalizie).

    Per non rischiare di ritrovarti sprovvisto il giorno della partenza, ti basta giocare d’anticipo ed effettuare la richiesta diversi mesi prima. Al momento del ritiro del Passaporto Europeo, dovrai portare con te il tuo gatto.

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  • Il gatto Ragdoll, il compagno perfetto per gli anziani

    Il gatto Ragdoll, piccolo capolavoro del mondo felino, è anche la compagnia ideale per le persone anziane. Perché? Semplice: perché è amore allo stato puro. Adottare o ricevere in regalo un gatto Ragdoll rappresenta quindi la soluzione migliore alla sempre più diffusa “solitudine dell’anziano”.

    Sono sempre più numerosi, ormai, gli anziani che soffrono di questa problematica. Le cause possono essere molteplici: parenti lontani o poco presenti, nessun amico, mancanza di interessi, senso di inutilità… tutto questo svuota la vita di significato e apre la strada a gravi stati depressivi.

    In questo contesto, cosa può fare un gatto Ragdoll? Tantissimo! A differenza di altre razze feline, infatti, il gatto Ragdoll ha costantemente bisogno della vicinanza dell’essere umano. Per lui, quindi, il proprietario ideale è quello che non lo lascia mai solo.

    Ecco perché tra il gatto Ragdoll e la persona anziana nasce sempre la storia d’amore perfetta: entrambi, infatti, hanno bisogno di qualcuno che li faccia sentire speciali e che, allo stesso tempo, sia capace di donarsi senza riserve.

    Non a caso, la giornata tipo del Ragdoll è quella trascorsa fra le braccia del padrone. La sua dolce metà umana si sta dedicando alle sue solite attività in giro per casa? Il gatto Ragdoll lo seguirà di stanza in stanza, facendogli sentire in ogni momento la sua dolce presenza.

    E’ arrivato il momento di andare a dormire? Il gatto Ragdoll si accoccolerà ai piedi del letto del suo umano. Bastano queste immagini per farci comprendere che la vita con un Ragdoll è più “terapeutica” di qualsiasi rimedio antidepressivo.

    Se dal punto di vista emotivo il Ragdoll è del tutto dipendente, sotto il profilo pratico è, come tutti i gatti, completamente autonomo: si pulisce da solo, non necessita di essere portato fuori per i bisogni e ha un manto che, nonostante sia lungo e folto, richiede pochissime cure.

    E’ quindi adatto anche a chi soffre dei limiti tipici della terza età (mobilità ridotta, malattie o, più semplicemente, poca energia fisica).

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  • Parassiti del gatto interni ed esterni, guida utile

    Come combattere i parassiti del gatto? Ormai, la moderna ricerca veterinaria ci offre armi molto efficaci contro gli “ospiti sgraditi” dei nostri gatti. L’importante è non sottovalutare mai i “campanelli d’allarme” che possono segnalare la presenza di un’infestazione.

    Quando un’infezione da parassiti non viene curata, infatti, essa può peggiorare fino a compromettere la salute del gatto. Ma quali sono i parassiti del gatto, e come possiamo capire se il nostro gatto è stato colpito?

    Le parassitosi del gatto sono causate da microrganismi che si insediano nel corpo del gatto, dove trovano l’habitat ideale per sopravvivere e riprodursi. Si dividono in due grandi gruppi: parassiti esterni e parassiti interni.

    Alla prima categoria appartengono le pulci, le zecche e gli acari dell’orecchio: questi parassiti si attaccano alla cute del gatto, causando prurito intenso, alopecia, lesioni e arrossamenti. Fatta eccezione per gli acari dell’orecchio, che possono essere debellati in modo risolutivo solo con una terapia veterinaria, i parassiti esterni si contrastano facilmente con un buon antiparassitario.

    Molte formule in commercio distruggono non solo i parassiti adulti ma anche le larve e le uova, quindi evitano il rischio di nuove infestazioni. Un’ottima alternativa a questo tipo di prodotti sono gli antiparassitari naturali ad azione repellente, del tutto privi di ingredienti chimici e quindi adatti anche ai gatti più delicati (gattini, soggetti anziani, allergici o con patologie).

    Nel gruppo dei parassiti interni rientrano microrganismi come la giardia, la tenia, gli ascaridi e i coccidi, comunemente detti “vermi intestinali”. Il gatto può contrarli attraverso cibo, acqua e superfici contaminate; oppure, entrando in contatto con gatti già infetti e ospiti intermedi (topi, uccelli).

    Una volta introdotti nell’organismo del gatto, i parassiti interni si attaccano alle pareti dell’intestino succhiando il sangue e infiammando gravemente la mucosa. Sintomi della presenza di un’infestazione da vermi sono quindi il dimagrimento eccessivo, la diarrea persistente, il vomito, l’addome gonfio e uno stato di debolezza molto evidente.

    Alcuni di questi parassiti sono ben visibili nelle feci del gatto (come gli ascaridi, simili a spaghetti). Altri, invece, sono talmente piccoli da poter essere rilevati solo con esami clinici mirati.

    Ai primi segnali, quindi, porta subito il tuo gatto dal veterinario: solo un accurato controllo medico, infatti, può diagnosticare con esattezza la tipologia di parassita e assegnare al caso la cura più adeguata.

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  • Vaccinare il gatto. Vaccini obbligatori e facoltativi

    I vaccini del gatto obbligatori e facoltativi hanno lo scopo di immunizzare il gatto contro le patologie infettive più gravi. Queste malattie, estremamente contagiose, si manifestano con atroci sofferenze, e nella maggior parte dei casi portano il gatto alla morte.

    Al momento attuale, tali condizioni sono incurabili e possono essere combattute solo in via preventiva attraverso i vaccini. Il vaccino è quindi il primo fondamentale passo per proteggere la salute di ogni gatto.

    Alcuni particolari vaccini del gatto sono considerati obbligatori per legge: si tratta di Rinotracheite (herpes virus), Calicivirosi (calici virus) e Panleucopenia (gastroenterite virale felina). Questi tre vaccini vengono solitamente somministrati insieme in quanto parte di un’unica profilassi obbligatoria denominata “trivalente”.

    A questa vaccinazione di base devono essere sottoposti tutti i gatti indistintamente, a causa dell’elevato tasso di contagiosità delle relative malattie.

    I microrganismi che ne sono responsabili, infatti, possono infettare con estrema facilità ogni gatto, anche quello che vive esclusivamente in casa, perché utilizzano svariati canali di trasmissione (insetti, parassiti, animali già infetti, cibo, acqua, suolo e oggetti contaminati, ecc.).

    A queste vaccinazioni di base (dette anche “core”) si aggiungono i vaccini facoltativi, che il veterinario può consigliare in presenza di certe condizioni.

    Al gruppo dei vaccini non obbligatori appartengono la FeLV (leucemia felina), la FIP (peritonite infettiva), la Clamidiosi e l’Antirabbica (che però è obbligatoria all’estero ed è quindi requisito indispensabile per il rilascio del Passaporto Europeo per gatti).

    Ma come si svolge, esattamente, la procedura per vaccinare il gatto?

    Iniziamo con una doverosa premessa: il vaccino è un trattamento medicale, quindi di esclusiva competenza del veterinario. Solo un veterinario iscritto all’Albo, infatti, può eseguire i vaccini del gatto in modo corretto, così da garantirne la piena efficacia scongiurandone al tempo stesso qualsiasi possibile effetto collaterale.

    I gatti possono essere vaccinati a partire dalle 8-10 settimane di vita; prima, il gattino può contare sugli anticorpi del latte materno. Il vaccino si rende quindi necessario alle soglie dello svezzamento, quando al gattino viene a mancare la protezione del latte materno.

    La primissima somministrazione consiste in due inoculazioni, che vengono eseguite a distanza di due-tre settimane una dall’altra. La copertura, nel caso della vaccinazione obbligatoria, dura 12 mesi, al termine dei quali deve essere effettuata una nuova somministrazione detta richiamo.

    È fondamentale sottoporre il gatto al richiamo annuale, rispettando scrupolosamente la scadenza prefissata: da ciò, infatti, dipende la resa ottimale del vaccino.
    In occasione del primo vaccino, il veterinario rilascia al proprietario un libretto delle vaccinazioni, nel quale vengono annotati tutti i vaccini già eseguiti e le scadenze dei successivi richiami.

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  • L’arrivo di un secondo gatto in casa, come procedere

    Inserire un secondo gatto in casa non è complicato, ma richiede attenzione e pazienza.

    L’integrazione tra due gatti, infatti, non è quasi mai immediata: il gatto già presente in casa può non reagire bene all’arrivo di un secondo gatto, considerandolo un estraneo e un “invasore”. Cosa fare?

    Semplice: andare per gradi, senza fretta e senza forzature.

    Nei primi giorni si avrà cura di tenere i due gatti in zone separate. Non è ancora il momento di incontrarsi, e men che mai di condividere spazi e oggetti: ogni gatto, quindi, avrà le sue ciotole, la sua cassettina igienica, i suoi giocattoli, la sua cuccia, ecc.

    Durante la giornata, però, si porterà a ciascuno dei due gatti qualcosa dell’altro (come un giochino, oppure una copertina), così da instaurare un primo contatto attraverso l’odore.

    E’ meglio che il primo approccio visivo avvenga attraverso una barriera (un vetro, ad esempio). Per l’incontro vero e proprio si sceglierà un territorio neutrale, ovvero un ambiente della casa che né il primo né il secondo gatto possa considerare come proprio.

    I gatti dovranno essere attentamente sorvegliati, ma allo stesso tempo lasciati liberi di guardarsi, miagolarsi, soffiarsi, avvicinarsi e girarsi intorno a proprio piacimento.

    Il gatto è per natura un animale empatico, quindi “sente” se il proprio umano è ansioso o spaventato. E’ quindi fondamentale mantenere la calma, evitare urla e rimproveri e intervenire solo in caso di aggressione diretta.

    Con il passare dei giorni, l’interazione fra il primo e il secondo gatto si farà sempre più frequente e serena, fino a trasformarsi in un vero e proprio rapporto di convivenza.

    Le tempistiche sono in tal senso variabili: in alcuni casi bastano pochi giorni, in altri possono trascorrere anche diverse settimane.

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  • Preparare i bambini all’arrivo di un gatto, istruzioni per l’uso

    Come inserire un gatto in una famiglia con bambini?

    Chi ha esperienza del mondo felino lo sa: tra gatti e bambini nascono amicizie meravigliose e durature, capaci di migliorare sensibilmente la vita di entrambi.

    Il gatto trova nel bambino un amico amorevole e protettivo, nonché uno splendido compagno di giochi con cui alleviare una quotidianità altrimenti noiosa e povera di stimoli.

    Dal canto suo, il bambino che cresce accanto ad un gatto sviluppa un forte senso di responsabilità, una maggior fiducia in sé stesso e una più profonda empatia.

    Affinché tra il gatto e i piccoli di casa possa instaurarsi un legame con tali caratteristiche, è molto importante che l’interazione avvenga sempre nel modo corretto, soprattutto nella fase iniziale, ovvero l’inserimento del gatto in famiglia.

    Infatti, solo se il gatto, fin dal suo primo ingresso in casa, si sentirà perfettamente al sicuro, potrà aprirsi pienamente all’affetto dei suoi umani e in particolare dei bambini.

    Ecco perché è fondamentare ricordare ad ogni bambino che il gatto non è un giocattolo ma un essere vivente con la sua sensibilità e le sue esigenze, e che come tale va trattato con il massimo rispetto.

    Altrettanto importante è insegnare ai bambini la maniera più appropriata di relazionarsi con il gatto, ovvero:

    – evitare tutti i comportamenti che possono impaurire o innervosire il gatto (urla, rumori forti, gesti bruschi o improvvisi, maltrattamenti fisici e verbali);

    – prestare attenzione al “linguaggio” con cui il gatto comunica un eventuale disagio (coda che si agita, ringhi, soffi, miagolii acuti);

    – non forzarlo a coccole e giochi quando non è ben disposto;

    – non disturbarlo quando mangia o dorme.

    Osservare queste regole semplici ma essenziali aiuterà a creare un rapporto gatto-bambino sano e gratificante.

    Per rafforzare ulteriormente il legame, potrà essere utile aumentare le occasioni di vicinanza e condivisione (ad esempio, coinvolgendo il bambino nella preparazione dei pasti del gatto o permettendo al gatto di restare ai piedi del letto del bimbo durante la favola della buonanotte).

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  • Tu e il tuo amico Ragdoll in viaggio a Natale, consigli utili

    Il viaggio di Natale perfetto? Quello con il tuo gatto Ragdoll, naturalmente! Il suo carattere eccezionalmente buono, il suo grande spirito di adattamento ma soprattutto il desiderio di seguirti ovunque fa del gatto Ragdoll il compagno di viaggio (oltre che di vita) ideale.

    Una buona organizzazione vi permetterà di vivere la vostra vacanza natalizia ” a sei zampe” con la massima serenità. Niente di complicato, basta curare con un po’ di attenzione alcuni aspetti fondamentali, ovvero i documenti, la trasferta e il bagaglio.

    – I documenti.

    Se la vostra destinazione è in Italia, il tuo gatto Ragdoll dovrà essere accompagnato da un unico certificato: il suo libretto delle vaccinazioni aggiornato. Avete deciso di recarvi all’estero? In Europa è obbligatorio il Passaporto Europeo per Animali da Compagnia (da richiedere alla ASL); nel resto del mondo, le regole variano da paese a paese, quindi informati bene consultando i siti dei consolati di tuo interesse.

    – La trasferta.

    In auto, nave, treno e aereo, il gatto deve sempre viaggiare chiuso in un trasportino omologato. Ogni compagnia (aerea, ferroviaria, di navigazione) adotta normative proprie sul trasporto degli animali domestici, quindi prendi visione del relativo regolamento prima di prenotare. Lo stesso discorso vale per la struttura alberghiera: per questo, assicurati di scegliere un hotel o un b&b che accetti i gatti.
    In auto, posiziona il trasportino sul sedile posteriore al riparo dalle correnti d’aria. Non permettere mai al tuo gatto Ragdoll di uscire dal trasportino quando il veicolo è in marcia.

    – Il bagaglio.

    Quando fai le valigie, preparane una anche per il tuo gatto Ragdoll. Il corredo da viaggio del tuo Ragdoll dovrà prevedere tutti gli accessori e i prodotti di uso quotidiano, dalle salviettine detergenti alle ciotole, dalla lettiera al pettine, dalle copertine ai giochini, dalle scorte di cibo agli integratori (fermenti lattici, pasta contro i boli di pelo, ecc.).

    Qualche giorno prima della partenza, porta il tuo amico Ragdoll dal veterinario per una visita di controllo e ricorda di farlo sempre partire a digiuno per evitare problemi digestivi. Buon viaggio e buone Feste!

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  • I bambini e il gatto Ragdoll, come farli convivere al meglio

    Il gatto Ragdoll, compagno ideale di tutta la famiglia, ha un rapporto speciale con i bambini. Perchè? Semplice: perchè è socievole, docile, affettuoso e allo stesso tempo vivace e giocherellone.

    Grazie alla sua pazienza e alla sua totale mancanza di aggressività, il gatto Ragdoll può interagire in tutta sicurezza anche con i bimbi più piccoli. E’ quindi molto importante insegnare ai bambini a non abusare della sua bontà. I piccoli di casa dovranno sempre ricordare che il gatto Ragdoll non è un giocattolo ma un essere vivente che va trattato con rispetto.

    Il gatto Ragdoll è diverso da tutti gli altri gatti anche nella sensibilità: il suo amore verso i compagni umani è talmente profondo da costituire addirittura la sua principale ragione di vita. Per questo basta un rimprovero o un gesto brusco per ferire i suoi sentimenti e farlo soffrire.

    E non è tutto:

    il gatto Ragdoll non sopporta di essere ignorato, escluso, lasciato solo. I bimbi dovranno quindi comportarsi di conseguenza, così da assicurare al loro amico gatto un’esistenza sana e felice.

    Convivere con un gatto Ragdoll significa anche cercare di difenderlo da pericoli e incidenti. A differenza di tutte le altre razze, infatti, questo gatto non possiede il senso del pericolo, e può facilmente cadere da balconi, finestre e altri posti non adeguatamente protetti.

    Gli manca l’istinto di girarsi per atterrare in piedi: per questo, se cade può farsi molto male. E’ quindi essenziale raccomandare ai bambini di tenerlo sempre saldamente in braccio e di farlo scendere posandolo a terra con delicatezza.

    Ultima raccomandazione per tutta la famiglia: coccolate il vostro gatto Ragdoll senza limiti con carezze, sorrisi, sguardi amorevoli, parole dolci, piccoli regali; chiamatelo, coinvolgetelo, tenetelo sempre con voi. Accanto ad un gatto Ragdoll la vita di tutti, sia grandi che piccini, diventa più bella e ricca d’amore.

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  • Anagrafe Nazionale Felina, quello che devi sapere

    Cos’è l’Anagrafe Nazionale Felina?

    Si tratta di una banca dati informatizzata, appositamente creata per registrare tutti i gatti muniti di microchip. Non è un’iniziativa pubblica ma privata: è infatti promossa dall’A.M.V.I. (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani).

    L’adesione non è obbligatoria, ma avviene su base totalmente volontaria, quindi se scegli di non iscrivere il tuo gatto non incorrerai in alcun tipo di sanzione. Idem qualora decidessi di microchippare il tuo gatto: l’iscrizione all’Anagrafe Felina e l’impianto del microchip, infatti, sono procedure del tutto indipendenti l’una dall’altra.

    Ma allora, qual è esattamente l’utilità dell’iscrizione all’Anagrafe Felina?

    Semplice: la presenza del tuo gatto nel database dell’Anagrafe Nazionale Felina permette di rintracciarlo più facilmente in caso di furto, smarrimento o abbandono. Per questo, l’iscrizione è caldamente raccomandata ai gatti che sono liberi di allontanarsi da casa.

    Come funziona l’iscrizione all’Anagrafe Nazionale Felina?

    Quando il veterinario iscrive il gatto sul registro dell’Anagrafe Felina, crea una scheda anagrafica con tutti i dati utili alla sua identificazione (nome, razza, età, codice del microchip, ecc.) e a quella del suo proprietario (nome, cognome, indirizzo, data di nascita, numero di telefono, ecc.).

    In questo modo, la banca dati dell’Anagrafe Nazionale Felina diventa il punto di riferimento principale sia per chi cerca il gatto, sia per chi lo ritrova. Il database è accessibile solo alle autorità competenti (servizi veterinari ASL, forze dell’ordine) e ai veterinari A.M.V.I. , quindi chi ritrova il gatto deve semplicemente portarlo ad una di queste istituzioni, che provvederanno poi a leggere il microchip e a mettersi in contatto con il proprietario.

    Per questo, l’esattezza dei riferimenti sulla scheda è fondamentale: qualsiasi eventuale variazione successiva all’iscrizione deve essere comunicata tempestivamente al veterinario per il necessario aggiornamento.

    Pronto per iscrivere il tuo gatto?

    Portalo subito da un veterinario che aderisce all’iniziativa (trovi l’elenco completo sul sito ufficiale https://www.anagrafenazionalefelina.it/). L’iscrizione del gatto all’Anagrafe Nazionale Felina è una procedura a pagamento: il costo varia da veterinario a veterinario. Dopo aver effettuato la registrazione in banca dati, il veterinario ti rilascerà un attestato di avvenuta iscrizione.

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  • In vacanza con il tuo gatto Ragdoll, consigli utili

    Vai in vacanza con il tuo gatto Ragdoll? Complimenti, hai scelto il compagno di viaggio perfetto! Il gatto Ragdoll, infatti, vanta una spiccata capacità di adattamento alle più disparate situazioni grazie al suo temperamento dolce e paziente. Unica condizione: starti accanto!

    Si, perché il gatto Ragdoll sviluppa un tale amore verso il proprio umano da essere disposto a seguirlo ovunque pur di non separarsene mai.

    Se hai adottato un gatto Ragdoll, quindi, puoi tranquillamente portarlo con te in viaggio, indipendentemente dal tipo di destinazione e dal mezzo di trasporto scelto.

    Naturalmente, per evitare disagi o imprevisti spiacevoli, dovrai organizzare con cura la partenza in base ad alcuni semplici ma imprescindibili accorgimenti.

    Prima di tutto, la burocrazia: eh si, perché la legge prevede anche per il gatto un’apposita documentazione di viaggio. Niente di complicato: in Italia basta solo il libretto delle vaccinazioni aggiornato con i richiami della profilassi obbligatoria (la cosiddetta “trivalente”). In alcune zone è consigliabile aggiungere anche il vaccino contro la rabbia: chiedi consiglio al veterinario.

    Se tu e il tuo gatto Ragdoll vi recate all’estero sarà necessario anche il Passaporto Europeo per Animali da Compagnia (da richiedere alla propria ASL di residenza).

    Una visita medica di controllo qualche giorno prima di partire servirà ad accertare che il tuo gatto stia bene e che sia in grado di affrontare il viaggio.

    Se il tuo gatto Ragdoll è un soggetto ansioso o delicato, il veterinario potrebbe prescrivergli un farmaco o un integratore contro il mal di mare, d’auto, d’aria o di treno.

    E a proposito del mezzo di trasporto: informati bene con la compagnia di tuo interesse prima di prenotare. In aereo come in treno o in nave, ogni compagnia osserva normative proprie in merito al trattamento degli animali domestici.

    In generale, il tuo gatto Ragdoll deve viaggiare sempre ben chiuso nel suo trasportino; la sua presenza potrebbe comportare costi aggiuntivi sul prezzo del tuo biglietto.

    Anche in auto il gatto deve obbligatoriamente restare chiuso nel suo trasportino per non mettere in pericolo l’incolumità del guidatore e dei passeggeri.

    Per evitare malesseri e colpi di calore, è sempre opportuno posizionare il trasportino in un punto ombroso del sedile posteriore e rinfrescare regolarmente il pelo del gatto spruzzandolo con acqua.

    E’ consigliabile non somministrare cibo, così da scongiurare disturbi digestivi. Una o più traverse sul fondo del trasportino garantiranno un’igiene ottimale.

    Attenzione anche alla scelta dell’albergo o del bed & breakfast: prima di prenotare, verifica che la struttura di tuo interesse accetti i gatti. E’ arrivato il momento di preparare i bagagli?

    Insieme alla tua valigia allestisci un piccolo corredo da viaggio per il tuo gatto Ragdoll con tutti gli accessori e i prodotti che usa quotidianamente, dalle ciotole all’antiparassitario, dalla spazzola alla cassettina igienica.

    Per sicurezza, prevedi anche un collarino con targhetta. Aggiungi anche una buona scorta del solito cibo: potresti non trovarlo nella zona di destinazione. E non dimenticare il suo giochino preferito!

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  • Come nutrire correttamente il gatto adulto e senior

    Il gatto diventa adulto intorno ai 12 mesi di vita: a questo punto, il processo di crescita è completato e il suo organismo ha bisogno di un supporto nutrizionale meno intenso, ovvero di una “dieta di mantenimento”.

    Obiettivo di questa alimentazione è, come dice lo stesso termine, il mantenimento di una condizione di benessere psicofisico ottimale. Per raggiungere tale scopo, il gatto adulto deve assumere quotidianamente un adeguato dosaggio di nutrienti in grado di fornire energia, preservare i corretti equilibri fisiologici e scongiurare l’insorgenza di infezioni, stati infiammatori, forme tumorali e malattie croniche (come il diabete e l’obesità).

    La carne fresca deve sempre costituire il primo ingrediente ed essere inclusa in percentuale preponderante, così da assicurare la massima biodisponibilità delle proteine e degli aminoacidi essenziali per la salute dei tessuti e delle principali funzioni vitali.

    La scelta di fonti di carboidrati ad alta tollerabilità e a basso indice glicemico (piselli, patate, riso, quinoa, avena, farro) donerà al gatto tutta l’energia di cui ha bisogno evitando i rischi di disturbi digestivi, intolleranze, sovrappeso e altri squilibri.

    Aggiungere una salutare integrazione di oli (di pesce, di girasole, di semi di lino) ricchi di acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6 agevolerà il corretto funzionamento del metabolismo e terrà sotto controllo i livelli di colesterolo; in più, aiuterà il tuo gatto a prevenire cardiopatie e vari tipi di infiammazioni (urinarie, cutanee) con in più un visibile effetto abbellente sul manto.

    Fondamentali, poi, sono le vitamine e gli antiossidanti (presenti soprattutto nella frutta e in molte erbe officinali) per la giovinezza delle cellule, il rafforzamento delle difese immunitarie, la protezione della vista e del sistema nervoso.

    Un dosaggio equilibrato di minerali (come fosforo, ferro, calcio e potassio, contenuti in alghe, ortaggi e altri vegetali ma anche nella carne) favorirà il mantenimento di ossa e denti forti, proteggendo allo stesso tempo il benessere cardiovascolare.

    Dopo i sette anni di vita, il gatto entra nell’età avanzata: in questa fase, il gatto necessita di un nutrimento ancor più digeribile, bilanciato e funzionale.

    E’ opportuno aumentare la dose di vitamine e di antiossidanti, così da offrire il massimo supporto ad un sistema immunitario sempre più delicato e combattere le malattie legate all’invecchiamento cellulare.

    I valori di proteine, minerali e carboidrati, invece, devono essere più controllati per contrastare gli aumenti di peso e per non indebolire i reni, la digestione e le vie urinarie.

    Particolarmente benefici per il gatto anziano sono i condroprotettori (presenti soprattutto nei gusci dei crostacei): la loro azione, infatti, preserva le articolazioni da fragilità, artrosi e altre affezioni.

    Altrettanto preziosi sono gli acidi grassi essenziali: per la loro azione anti-infiammatoria, lenitiva e riequilibrante, rappresentano i migliori alleati contro le vulnerabilità dell’età avanzata.

    Con il passare del tempo, il sistema digestivo del gatto può mostrare una spiccata propensione alla “pigrizia” e manifestare sensibilità, transito intestinale irregolare, malassorbimento e minore resistenza ai batteri patogeni.

    Importantissimo è quindi l’apporto delle fibre e dei prebiotici, che non dovranno mai mancare nella dieta quotidiana del gatto senior.

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  • Parassiti interni ed esterni del gatto, quello che devi sapere

    Prurito, irrequietezza, inappetenza, disturbi gastrointestinali persistenti, infiammazioni cutanee, eccessiva presenza di cerume nelle orecchie, perdita di pelo, dimagrimento eccessivo, prostrazione e debilitazione: se noti uno o più sintomi di questo tipo nel tuo gatto, non sottovalutare la situazione e rivolgiti tempestivamente al veterinario.

    Queste problematiche, infatti, possono segnalare la presenza di un’infestazione da parassiti.

    Ma cosa sono, esattamente, i parassiti del gatto?

    Si tratta di microrganismi che possono colpire varie parti del corpo del gatto per succhiarne il sangue e le sostanze nutritive. I parassiti esterni (pulci, zecche, pidocchi, acari dell’orecchio) si attaccano alla cute, causando infiammazione, alopecia e prurito intenso.

    Se trascurati, questi ospiti sgraditi possono compromettere gravemente la salute e la qualità della vita del gatto: gli acari dell’orecchio, ad esempio, tendono ad estendersi dal padiglione verso l’interno della cavità auricolare, intaccando il timpano e causando sordità.

    I parassiti interni

    (tenie, ascaridi, ecc.), invece, colpiscono generalmente il sistema digestivo, sottraendo al gatto tutti i principi nutritivi necessari alla sopravvivenza e compromettendo l’integrità e la funzionalità del tratto intestinale.

    Ne deriva un progressivo indebolimento del sistema immunitario che può portare il gatto a contrarre gravi malattie, anche mortali.

    Alcuni di questi vermi intestinali sono abbastanza grandi da poter essere individuati a occhio nudo nelle feci del gatto (è il caso degli ascaridi, dalla caratteristica forma a spaghetto); altri, invece, possono essere rilevati solo con appositi esami.

    Come curare le infestazioni da parassiti?

    Combattere i parassiti esterni del gatto è relativamente semplice: contro pulci, zecche e altri parassiti flebotomi, infatti, oggi esistono in commercio vari tipi di antiparassitari specifici per gatti in grado di eliminare l’infestazione già in corso e di prevenire nuove infestazioni.

    Importante: mai usare sul gatto un antiparassitario per cani, perché può risultare tossico.

    Per un risultato ottimale è importante seguire le corrette modalità di impiego e riapplicare il prodotto antiparassitario con regolarità (a distanza di uno o più mesi, secondo quanto riportato sulla confezione).

    Un discorso a parte riguarda gli acari dell’orecchio, che richiedono terapie particolari e che devono quindi essere trattati dal veterinario.

    Stesso dicasi per i parassiti interni: per debellarli, infatti, il gatto deve assumere farmaci sverminanti mirati che solo un medico veterinario è in grado di prescrivere.

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  • Gatto Ragdoll, storia di un piccolo capolavoro

    La storia del Ragdoll, il gatto più buono e amato del mondo, comincia intorno al 1965 in California, quando l’allevatrice Ann Baker incontra Josephine.

    Bianca e dolcissima, Josephine è una gatta d’angora che vive nel cortile accanto alla casa della Baker: ha appena avuto i gattini da un gatto ignoto simil-Birmano, e la sua cucciolata attira l’attenzione dell’allevatrice.

    Perché? Perché Ann Baker nota nei piccoli delle caratteristiche di docilità, socievolezza e mansuetudine che non ha mai riscontrato negli altri gatti.

    Da qui nasce in lei il desiderio di selezionare una razza felina completamente nuova, dalla quale eliminare tutti i tratti caratteriali incompatibili con la vita domestica (aggressività, riottosità, diffidenza, eccessivo spirito di indipendenza, scarsa propensione ad un forte legame affettivo, ecc.) accentuando allo stesso tempo le doti positive, come la pazienza, la socievolezza, la bontà e la capacità di donare amore.

    Partendo dai gattini di Josephine, Ann Baker inizia un paziente e selettivo lavoro di incroci; nel giro di alcuni anni ottiene la razza desiderata, che chiamerà “Ragdoll”.

    Il nome, che significa “bambola di pezza”, è fortemente indicativo: l’allevatrice, infatti, lo sceglie guardando al fiducioso atteggiamento di abbandono che i suoi gatti assumono quando vengono tenuti in braccio.

    Negli anni, le selezioni della razza portano la Baker a migliorare sia l’aspetto che le qualità caratteriali del Ragdoll: il risultato è un gatto bellissimo, perfettamente domestico, compagno ideale delle persone di ogni età e specialmente delle più fragili e bisognose d’affetto.

    Tuttavia, la diffusione del gatto Ragdoll nel mondo non è stata immediata, forse per il rigore delle regole e degli standard fissati dalla stessa Baker per chiunque volesse allevare o vendere i gatti della razza.

    Negli anni Settanta, i coniugi Dayton si impegnano a divulgare il Ragdoll a livello mondiale, dopo aver acquistato il loro primo esemplare dalla stessa Ann Baker.

    Bisognerà però attendere il periodo successivo al 1992, anno in cui il gatto Ragdoll riceve il suo riconoscimento ufficiale come razza, perché tutto il mondo conosca finalmente il gatto più buono della storia.

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  • Come gestire l’ingresso di un nuovo gatto in casa

    Chiunque ne abbia già fatto esperienza è pronto a confermarlo: l’inserimento di un nuovo gatto in casa ha il potere di cambiare in meglio la vita di tutta la famiglia.

    Ma come gestire la delicata fase dell’arrivo del gatto in casa? I primi giorni sono certamente cruciali: il gatto si ritrova improvvisamente in un ambiente che non ha mai visto, circondato da presenze del tutto estranee per lui. Innanzitutto, quindi, è importante farlo sentire al sicuro.

    Prima dell’arrivo del nuovo gatto in casa, quindi, decidi a quali spazi potrà avere accesso e attrezzati con il necessario corredo di prodotti e accessori per gatti: ciotole, tiragraffi, scorte di cibo, cuccia, coperte, giochini, spazzola e prodotti detergenti, cassettina igienica, lettiera.

    Ricorda che il gatto è un animale molto pulito e che quindi non mangerà mai troppo vicino al posto dove fa i bisogni, quindi posiziona il suo angolo toilette a debita distanza dalle ciotole col cibo.

    Al suo ingresso in casa, il nuovo gatto dovrà essere accolto da un ambiente il più possibile calmo e silenzioso, quindi no a confusione, rumori e grida che potrebbero spaventarlo.

    Apri il trasportino e aspetta che sia lui a decidere quando uscire e quando cominciare ad esplorare la casa.

    Con molta dolcezza, mostragli dove si trovano la lettiera e le ciotole e poi lascialo libero di fare come crede, anche di nascondersi sotto il letto.

    Se in casa c’è già un altro gatto, l’integrazione deve procedere per gradi e senza forzature.

    Nei primissimi giorni è bene tenere i due gatti in stanze separate, avendo cura di scambiare fra loro qualche oggetto (una coperta, una pallina, ecc.) così da abituarli all’odore reciproco.

    L’incontro dovrà avvenire per la prima volta in una zona “neutra”, che nessuno di loro consideri come territorio proprio, e rigorosamente sotto la tua supervisione.

    Lascia che si osservino, mantenendo sempre la massima calma (anche in caso di soffi o miagolii minacciosi); intervieni solo in caso di scontro fisico.

    Col passare dei giorni, i gatti troveranno naturale vivere l’uno accanto all’altro, e non è escluso che diventino ottimi amici.

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  • Natale all’estero con il tuo gatto? Pensa già adesso al Passaporto Europeo

    Oggi, viaggiare all’estero con il proprio gatto è molto più agevole e comodo rispetto al passato. A condizione, naturalmente, di rispettare alcune semplici regole di base.

    Le più importanti riguardano la burocrazia, e in particolare il Passaporto Europeo per Animali da Compagnia.

    Questo documento, non necessario entro i confini del territorio italiano, diventa obbligatorio quando si porta il gatto nei paesi dell’Unione Europea.

    Qual’è la procedura per ottenerlo?

    La richiesta va inoltrata alla propria ASL di residenza, compilando un modulo e allegandovi un’apposita documentazione composta da:

    – documento di identità e codice fiscale del proprietario (maggiorenne);

    – libretto sanitario attestante l’avvenuta effettuazione dei vaccini di base (la cosiddetta “vaccinazione trivalente”) e dei relativi richiami annuali;

    – certificato di applicazione del microchip;

    – certificato di vaccinazione antirabbica (eseguita da almeno 21 giorni) in corso di validità;

    – ricevuta del versamento di una quota (l’importo e le modalità di pagamento variano a seconda della ASL di riferimento).

    Di solito, la presenza del tuo gatto è necessaria solo al momento del ritiro. Ma quali sono le tempistiche del rilascio del Passaporto Europeo per Animali da Compagnia?

    Dalla richiesta alla consegna possono passare diversi giorni, quindi è sempre consigliabile occuparsi delle pratiche con buon anticipo sulla data della partenza.

    Attenzione: il Passaporto Europeo consente al gatto di recarsi nei paesi che fanno parte dell’Unione Europea.

    Ma cosa fare quando la destinazione del viaggio si trova fuori dall’Unione Europea? I paesi extra UE regolamentano in modi differenti l’ingresso degli animali dall’estero; alcuni, ad esempio, possono richiedere certificati, vaccinazioni e trattamenti antiparassitari particolari.

    Per conoscere le normative della nazione di tuo interesse, puoi informarti con i consolati o con i servizi veterinari ASL.

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  • L’inserimento di un nuovo gatto in casa, istruzioni per l’uso

    Stai pensando di adottare un micio ma ti preoccupa la fase dell’inserimento? Niente paura: basta un po’ di pazienza e tanta amorevolezza per farlo sentire a suo agio, anche se ad attenderlo c’è già un altro gatto (o più di uno!).

    La regola fondamentare da seguire è: nessuna forzatura.

    Tutto deve avvenire nel modo più naturale e con il massimo rispetto per il carattere, la sensibilità e i tempi, sia del nuovo arrivato che delle presenze feline già in casa.

    Prima di tutto è importante che, al momento del suo ingresso, il nuovo micio trovi il suo corredino già pronto: le ciotole con acqua e cibo, la cassettina con la lettiera, la cuccia, i giochini, il tiragraffi, ecc.

    Apri il trasportino, aspetta che esca da solo e poi mostragli dove trovare le ciotole e la lettiera. Lascia che esplori a suo piacimento, senza disturbarlo o cercare a tutti i costi un contatto con lui.

    Fai attenzione a non stressarlo: non impedirgli di nascondersi e cerca di evitare gesti bruschi, rumori forti e confusione.

    Se hai altri gatti, inizialmente tieni il nuovo arrivato in una zona separata e crea un contatto esclusivamente olfattivo (ad esempio, scambiando fra i mici le coperte o i giochini).

    Se puoi, fai in modo che i gatti si vedano per la prima volta “a distanza”, attraverso un vetro o altra barriera. Il primo approccio “faccia a faccia” avverrà in un luogo “neutrale”, rigorosamente sotto controllo umano.

    L’avvicinamento fra i due deve essere spontaneo, quindi resta presente e non intrometterti se non in caso di aggressione fisica.

    Niente rimproveri, neanche se i gatti cominciano a soffiarsi o a miagolare in modo minaccioso. Invece, prova a coinvolgerli in qualche gioco per incoraggiare un’interazione positiva.

    Per l’integrazione non esistono tempi standard o risultati scontati: alcuni gatti diventano inseparabili dopo una settimana, mentre altri entrano in sintonia con più difficoltà.

    In ogni caso, col passare del tempo i gatti imparano a convivere pacificamente, tanto da accettare di condividere spazi e oggetti che prima consideravano di loro esclusiva proprietà.

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  • Gatto, come riconoscere e combattere i parassiti più diffusi

    Tra le problematiche più insidiose per la salute del gatto ci sono i parassiti. Il gatto può contrarli in svariate circostanze: basta un contatto con un animale già infetto, la prossimità ad un ambiente infestato (terra, erbacce, crepe dei muri o del pavimento, ecc.) o l’ingestione di cibo e acqua contaminati.

    Questi minuscoli insetti possono colpire il gatto in due modi: attaccandosi alla sua cute e nutrendosi del suo sangue (parassiti esterni) oppure annidandosi all’interno del suo corpo (parassiti interni).

    Al primo gruppo appartengono i cosiddetti “flebotomi”, come le pulci, le zecche, i pidocchi e gli acari dell’orecchio.

    Questi microrganismi trovano nella pelle e nel pelo le condizioni ideali (calore e cibo) per sopravvivere e riprodursi: se trascurati, quindi, possono proliferare a ritmo elevatissimo e formare colonie molto numerose, intaccando seriamente la salute del gatto e dando luogo a complicanze di difficile gestione.

    Quando un gatto è infestato da questi parassiti, infatti, è tormentato da un prurito continuo: il grattamento causa infiammazioni cutanee e lesioni che, con il tempo, possono infettarsi.

    Alcuni flebotomi, inoltre, sono veicolo di parassiti ancor più pericolosi: è il caso delle zanzare che trasmettono la filaria, microrganismo che colpisce l’apparato cardiocircolatorio.

    Come proteggere il gatto in modo efficace e continuo?

    Semplice: con un buon prodotto antiparassitario per gatti. Attenzione, però: è importante usare sempre una formula specifica.

    Mai applicare sul gatto un antiparassitario per cani, perché potrebbe risultare nocivo.

    Gli antiparassitari per gatti oggi in commercio sono disponibili in diverse versioni (collare, spot on, spray) da scegliere in base alle esigenze e allo stile di vita del gatto.

    Per garantire un’ efficacia continua e costante, ogni prodotto va riapplicato periodicamente seguendo le indicazioni sulla confezione.

    Di solito, questi antiparassitari per gatti “ad ampio spettro” non proteggono dagli acari dell’orecchio, che richiedono trattamenti a parte (rigorosamente su prescrizione del veterinario).

    I parassiti interni sono comunemente detti “vermi intestinali” perché interessano l’intestino del gatto.

    Ne esistono di varie specie, alcune delle quali sono ben visibili ad occhio nudo (come gli ascaridi, i vermi a forma di spaghetto facilmente individuabili nelle feci del gatto), mentre altre possono essere rilevate solo con esami mirati.

    In entrambi i casi, nel gatto la presenza di una parassitosi intestinale è segnalata da alcuni particolari disturbi: vomito, diarrea, inappetenza, stanchezza e prostrazione, perdita di peso, feci molli.

    Se noti nel tuo gatto la presenza di uno o più sintomi di questo genere, non esitare a contattare il veterinario.

    Per debellare i parassiti intestinali, infatti, è necessario un trattamento sverminante mirato che deve essere indicato dal veterinario sulla base di una diagnosi precisa.

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  • Il gatto Ragdoll, compagno amorevole delle persone anziane

    Non c’è dubbio: fra i compagni pelosi ideali per le persone anziane, il Ragdoll è l’unico gatto in grado di eguagliare l’indole affettuosa del cane.

    Questo bellissimo micio, infatti, è la risultante di una selezione volta ad eliminare tutte le peculiarità più “spinose” del felino (aggressività, diffidenza, comportamento eccessivamente indipendente, ecc.) per svilupparne gli aspetti più compatibili con la vita domestica, ovvero la pazienza, la mansuetudine, la socialità, la discrezione, la tendenza a stringere con l’essere umano legami amorevoli e profondi.

    Ne è derivata una razza “su misura” per la compagnia, soprattutto a vantaggio delle persone con maggior fragilità emotiva quali, appunto, gli anziani.

    E’ ormai noto come la terza età possa rappresentare un periodo difficile per molti: la cosiddetta “solitudine dell’anziano” è una condizione sempre più diffusa, a cui non sempre si dà la giusta considerazione.

    Ormai prive del lavoro, dei figli e di tutti gli altri impegni del passato, le giornate sono sempre più lunghe e vuote: spesso si sente la mancanza di uno scopo, o più semplicemente di una presenza amica che faccia sentire utili e amati.

    Con il suo carattere dolce, devoto e rassicurante, il Ragdoll può colmare tutti questi vuoti e riempire la vita di affetto e di gioia.

    La sua giornata tipo?

    Sempre e solo con il padrone: in braccio, fra coccole e parole dolci; o sul divano, a guardare insieme il programma preferito; o ad osservarlo mentre si dedica a qualche lavoretto, seguendo attentamente ogni suo movimento. Comunque, sempre insieme.

    Del resto, il peggior nemico del Ragdoll è proprio la solitudine: questo gatto, infatti, soffre la mancanza del padrone in modo patologico, e lo dimostra accogliendolo al suo rientro con una festosità commovente.

    Due sono le cose che rendono felice il Ragdoll: stare accanto al suo compagno umano e accontentarlo.

    Per questo, il gatto Ragdoll (grazie anche ad una intelligenza particolarmente vivace) impara facilmente il linguaggio umano e ubbidisce prontamente. Il tutto, con la “marcia in più” della tipica autosufficienza felina, che risulta preziosa quando il fisico, per ovvi motivi di età, non è più in grado di sostenere sforzi o impegni.

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  • Guida alla cura delle orecchie del gatto

    Nella toelettatura del gatto, spesso si tende a trascurare l’importanza della pulizia auricolare: più frequentemente ci si concentra sullo stato del manto, per verificare l’eventuale presenza di parassiti o di condizioni non ottimali.

    Niente di più sbagliato: una scarsa pulizia delle orecchie del gatto può favorire l’insorgenza di infezioni, acari e altre problematiche, talvolta con conseguenze molto gravi (come la perdita dell’udito).

    Un regolare controllo delle orecchie, quindi, può aiutarti a tutelare al meglio la salute e la qualità della vita del tuo gatto.

    Basta girare delicatamente verso l’esterno i padiglioni auricolari: se la cute appare ben pulita e di un bel colore roseo, senza tracce di sporco o lesioni, il tuo gatto sa provvedere egregiamente da solo alla pulizia delle sue orecchie, e non corre alcun rischio di parassitosi.

    Se, al contrario, noti la presenza di un po’ di cerume, allora significa che per qualche motivo il gatto non è in grado di autotoelettarsi: questa evenienza riguarda solitamente i gatti anziani, deboli o affetti da patologie.

    Se è così, puoi eseguire tu stesso la pulizia delle orecchie del tuo gatto. Non è un procedimento complicato, basta osservare alcune regole semplici ma essenziali.

    Prima di tutto, scegli un ambiente tranquillo e silenzioso dove il tuo micio possa sentirsi a suo agio.

    Non utilizzare bastoncini, cotton fioc o prodotti ad uso umano: potresti provocare reazioni allergiche o danneggiare il timpano.

    Pulisci l’orecchio interno con una soluzione in gocce specifica per gatti (chiedi al veterinario).

    Sui padiglioni auricolari, invece, puoi applicare con molta delicatezza una garza imbevuta di olio naturale (oliva, mandorla o germe di grano) oppure una lozione erboristica mirata a base di calendula o altra pianta officinale dalle qualità lenitive e antibatteriche.

    Assolutamente no al fai da te se le orecchie del tuo gatto mostrano i sintomi di una infestazione già in corso (cerume scuro abbondante e maleodorante, prurito eccessivo, lesioni cutanee): in questo caso, infatti, un intervento non appropriato può peggiorare la situazione, e l’unica cosa giusta da fare è contattare tempestivamente il veterinario.

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  • Quello che devi sapere quando viaggi con il tuo gatto

    La trasferta è uno degli aspetti più delicati di ogni viaggio, soprattutto se ti sposti con il tuo gatto. Che tu abbia scelto l’aereo, il treno, la nave o l’automobile, ricorda che per chi viaggia con il proprio gatto ci sono alcune importanti regole da rispettare.

    Alcune di esse sono comuni a tutti i casi, ovvero:

    – il gatto deve restare sempre chiuso nel suo trasportino;

    – il gatto deve essere sempre accompagnato dai suoi documenti personali. Quelli più richiesti sono il libretto delle vaccinazioni aggiornato e il Passaporto Europeo per animali domestici, ma alcune compagnie rendono obbligatorio anche il Certificato di Buona Salute.

    Non tutti i mezzi di trasporto sono gratuiti per i gatti. Aereo e nave (o traghetto), ad esempio, prevedono tariffe aggiuntive per i passeggeri con gatto al seguito; in treno, invece, i gatti viaggiano per lo più gratuitamente.

    I costi sono variabili, quindi informati bene con la compagnia di tuo interesse prima di prenotare. In fase di prenotazione, non dimenticare di avvertire che porterai il tuo gatto con te: eviterai spiacevoli disguidi.

    Da una situazione all’altra cambia anche la collocazione: alcune compagnie aeree prevedono la possibilità di portare il gatto in cabina, mentre altre consentono il solo trasporto in stiva.

    Navi e traghetti, spesso, vietano ai proprietari di tenere il gatto in cabina e in altri locali riservati ai passeggeri, destinando agli animali domestici alcuni spazi appositi.

    E in auto? Anche qui ci sono delle normative di sicurezza da rispettare. Assolutamente no al gatto libero di girovagare nell’abitacolo o accucciato sulle ginocchia di un passeggero: in caso di frenata o di impatto, potrebbe trasformarsi in un serio pericolo per l’incolumità di tutti.

    Il codice della strada impone che il gatto sia tenuto ben chiuso nel suo contenitore e posizionato sul sedile posteriore.

    Scegli un punto del sedile il più possibile fresco e ombroso per scongiurare i colpi di calore; in caso di sosta, non lasciare mai il tuo piccolo amico chiuso da solo in macchina. Buon viaggio!

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  • Vaccinare il gatto, l’importanza dei vaccini “core”

    Perché è importante vaccinare il gatto?

    Grazie al vaccino è possibile immunizzare il gatto nei confronti di quelle malattie infettive ancora oggi incurabili.

    Sono obbligatori per legge tre piani vaccinali: rinotracheite, calicivirosi e panleucopenia (o gastroenterite virale felina).

    Questi vaccini compongono la cosiddetta “vaccinazione core” (o trivalente), procedura alla quale vanno sottoposti necessariamente tutti i gatti a prescindere dall’età, dalla razza, dallo stile di vita e dall’ambiente in cui vivono.

    Anche se il tuo gatto vive in appartamento e non esce mai di casa, quindi, dovrai ugualmente vaccinarlo.

    Queste malattie hanno un tasso di contagiosità eccezionalmente alto: i virus che le scatenano sono molto resistenti e riescono a diffondersi rapidamente.

    Una volta contagiato, il gatto va incontro a terribili sofferenze, e nella maggior parte dei casi muore entro breve tempo.

    Contro queste infezioni non esistono cure: la prevenzione attraverso il vaccino è attualmente l’unica arma di difesa.

    Ecco perché è fondamentale vaccinare il gatto fin dai primi mesi di vita. Fino alle 8-10 settimane, il gattino è ben protetto dal latte materno, alimento molto ricco di anticorpi.

    Tale protezione viene a mancare non appena termina il periodo dell’allattamento: in questa fase, il piccolo può già essere sottoposto alla profilassi obbligatoria.

    La vaccinazione core (pratica di esclusiva competenza del veterinario) viene somministrata in due dosi, a distanza di circa 20 giorni l’una dall’altra.

    Da questo momento, il gatto è coperto per 12 mesi, al termine dei quali deve essere sottoposto a richiamo.

    Per la vaccinazione core è previsto un richiamo annuale, da effettuare rigorosamente alla scadenza indicata affinché la copertura mantenga la sua efficacia.

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  • Gravidanza e parto del gatto, quello che devi sapere

    Se la tua gatta non è sterilizzata, molto probabilmente vivrai con lei una delle esperienze più belle e importanti della vostra vita insieme: l’arrivo dei gattini.

    Ma come gestire correttamente il periodo della gravidanza e soprattutto il momento del parto? Niente paura: basta rispettare alcune semplici regole di base e affidarsi ad un veterinario esperto e competente.

    Non appena sospetti nella tua piccola amica uno stato di gravidanza, portala subito in ambulatorio per un accertamento: in caso di esito positivo, il veterinario stabilirà un calendario di controlli ed esami per seguire la futura mamma nelle varie fasi della gestazione.

    La gravidanza del gatto dura mediamente 64-67 giorni.

    Nel corso di questo periodo, il veterinario visiterà la tua gatta con uno degli strumenti diagnostici più efficaci e sicuri: l’ecografia.

    Grazie all’esame ecografico, infatti, è possibile monitorare lo sviluppo dei feti senza alcun rischio per la loro salute; in più, si può prevedere con buona approssimazione la data del parto.

    E in casa? Come dovrai organizzare la quotidianità della piccola gestante?

    L’unico vero cambiamento al suo stile di vita, in realtà, riguarda l’alimentazione, che dovrà essere più ricca e nutriente ma al tempo stesso facilmente digeribile: scegli un alimento specifico per gattini e gatte in gravidanza.

    Se sta bene e si sente di correre, saltare e giocare, non impedirglielo; solo nell’ultima fase, non farla uscire all’esterno, così da evitare che partorisca lontana da casa.

    Nei giorni che precedono immediatamente il parto, la micia potrebbe mostrare stanchezza e volontà di appartarsi: preparale una cuccia ampia, calda e morbida in un angolo silenzioso e riservato.

    Di solito le gatte partoriscono da sole, rapidamente e senza particolari difficoltà. Tu stalle comunque vicino, per farla sentire confortata e per controllare che tutto proceda bene.

    Se noti sforzi eccessivi e improduttivi, sofferenza o perdite di sangue anomale, contatta subito il veterinario: potrebbe rendersi necessario un cesareo d’urgenza.

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  • Leucemia felina (FeLV), tutto quello che devi sapere

    Il vaccino contro la Leucemia Virale Felina (FeLV) non rientra tra le profilassi obbligatorie del gatto.

    Eppure, in presenza di alcune particolari condizioni, può realmente salvare la vita del tuo micio.

    Perchè? Il motivo risiede nella gravità di questa malattia. La leucemia felina, infatti, è una patologia infettiva molto insidiosa: il gatto colpito, nella maggior parte dei casi, muore nel giro di pochi anni fra atroci sofferenze.

    Responsabile della malattia è un virus che attacca i globuli bianchi distruggendo rapidamente le difese immunitarie.

    Così esposto, il corpo si indebolisce sempre di più, contraendo affezioni di vario tipo e manifestando diversi sintomi: i più comuni sono vomito, scolo oculare, perdita di appetito, dispnea, dimagrimento eccessivo, febbre, prostrazione, apatia, disturbi neurologici e intestinali, ingrossamento dei linfonodi, anemia.

    In presenza di questi malesseri, quindi, fai visitare subito il tuo gatto dal veterinario. Contro la FeLV non esistono cure risolutive, ma solo terapie di controllo volte a favorire nel gatto condizioni di vita accettabili.

    Estremamente rara la guarigione: quando l’animale sembra superare la malattia, in realtà il virus si è temporaneamente disattivato, e potrebbe manifestarsi nuovamente anche dopo molti anni.

    L’unica misura efficace contro la leucemia felina, quindi, è la prevenzione. I gatti più a rischio sono quelli che frequentano gli spazi esterni: la FeLV, infatti, ha un tasso di contagiosità altissimo e si trasmette attraverso le secrezioni organiche, quindi basta anche un solo contatto (un morso, un accoppiamento, la condivisione di una ciotola di cibo o acqua) per contrarre il virus.

    Non a caso, i luoghi dove maggiormente si diffonde sono quelli con una forte concentrazione di gatti (come le colonie feline), dove esiste un’elevata promiscuità.

    Se il tuo micio è libero di uscire fuori casa, quindi, vaccinarlo contro la FeLV servirà a metterlo al sicuro.

    Alla vaccinazione, di solito, si raccomanda di associare la sterilizzazione, così da ridurre ulteriormente le possibilità di contagio.

    Rispetto al gatto intero, infatti, il soggetto sterilizzato non sente il bisogno di accoppiarsi o di lottare con gli altri suoi simili.

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  • Convivenza fra gatti, quello che devi sapere

    Due o più gatti possono convivere sotto lo stesso tetto?

    Assolutamente si! Certamente il gatto è un animale territoriale; allo stesso tempo, però, ha una spiccata propensione a vivere in colonie anche molto numerose, dove stringe con i propri simili forti legami di complicità.

    E quindi, perchè la stessa situazione non dovrebbe riprodursi fra le pareti della nostra casa?

    Tante felici convivenze lo dimostrano: una volta superata la delicata fase dell’integrazione (di solito, da una settimana a qualche mese) i nuovi fratelli si comportano come se avessero sempre vissuto insieme.

    Ma ecco la difficoltà, comune a tutti i proprietari: come affrontare nel modo migliore l’approccio iniziale?

    La regola d’oro, in questo caso, impone gradualità: è fondamentale lasciare che i mici prendano confidenza piano piano, con i loro tempi, quindi assolutamente no alle forzature.

    Al suo arrivo in casa, il nuovo micio andrà sistemato in uno spazio inaccessibile all’altro, dove potrà ambientarsi con tranquillità.

    E’ consigliabile mantenere la separazione per qualche giorno, avendo cura di far annusare ad ogni gatto un oggetto dell’altro. In questo modo, si creerà un primo contatto “olfattivo”.

    L’incontro diretto avverrà per la prima volta sotto la sorveglianza di un umano, che lascerà i mici liberi di osservarsi e interverrà solo in caso di scontro.

    Niente rimproveri in caso di soffi, miagolii inquietanti e altri atteggiamenti minacciosi: in una situazione così delicata, i gatti devono avvertire un’atmosfera il più possibile rilassata.

    Molto utili sono invece i giochini (palline, topini, cordicelle), poiché creano ottime occasioni per socializzare.

    Fin dall’inizio, tutti gli oggetti di uso quotidiano (cucce, coperte, lettiera, ciotole, ecc.) dovranno essere strettamente personali.

    Ad integrazione avvenuta, può accadere che i diretti interessati decidano di condividerli, ma non devono mai essere costretti a farlo.

    Col tempo, è possibile che il loro rapporto si evolva da semplice tolleranza reciproca ad affetto profondo.

    Se però questo non dovesse accadere, è importante non farne un problema: anche in assenza di un forte legame, i gatti possono convivere insieme con grande serenità.

    Attenzione ai piccoli imprevisti.

    Talvolta, ad integrazione avvenuta, può accadere che inspiegabilmente, all’improvviso, i mici non si riconoscano: succede, ad esempio, quando uno dei due torna a casa dopo una visita o un intervento dal veterinario (come quello di sterilizzazione).

    Colpa del particolare odore lasciato dai farmaci. Niente paura, non è necessario ricominciare da capo con l’integrazione: dopo qualche giorno, l’odore estraneo sparirà e tutto tornerà alla normalità.

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  • Il gatto Ragdoll, l’amico di tutta la famiglia

    Hai deciso di aggiungere un componente peloso alla tua famiglia ma non sai quale razza scegliere? Vai sul sicuro e scegli un Ragdoll.

    Questo splendido gatto non è bello solo nell’aspetto: il suo carattere, infatti, è estremamente affettuoso e sensibile, tanto da meritare al pari del cane l’appellativo di “migliore amico dell’uomo”.

    Merito di una selezione, iniziata alla metà del secolo scorso, che ha eliminato tutte le caratteristiche di diffidenza e aggressività proprie dei felini accentuando invece la mansuetudine, la pazienza, la socievolezza e la capacità di donare amore.

    Il Ragdoll si lega ai suoi umani di un affetto totale e profondo: così, averli accanto e farli contenti diventano i suoi obiettivi principali.

    Paziente, tranquillo ma al tempo stesso curioso e e giocherellone, adora i bambini e va d’accordo anche con gli altri animali, quindi no problem se in casa c’è già un altro peloso.

    La sua giornata ideale è quella trascorsa in braccio, tra carezze e parole tenere; di notte, dorme volentieri ai piedi del letto o comunque nelle vicinanze del padrone, quasi a vegliare sul suo riposo.

    Questo aspetto “coccoloso” del suo carattere è particolarmente importante per le persone che soffrono di solitudine o di vuoti affettivi, come gli anziani, i disabili, i soggetti depressi o emotivamente fragili.

    Non a caso, questa razza è la più gettonata nelle sedute di pet therapy. Nonostante la sua socievolezza, il Ragdoll non è mai invadente, anzi, è un tipo che sa essere discreto al momento giusto.

    Per la sua intelligenza pronta e la sua docilità, questo splendido gatto apprende al volo il linguaggio umano e può quindi essere addestrato facilmente.

    Allo stesso tempo, però, ha un’indole estremamente sensibile. Basta infatti un rimprovero, o anche un’inflessione brusca nella voce, per ferirlo profondamente, quindi attenzione: trattalo sempre con rispetto, parlandogli con calma e dolcezza, e insegna ai piccoli di casa a fare altrettanto.

    Non lasciarlo mai solo, perchè soffre la mancanza dei suoi cari in modo patologico. Occhio anche agli incidenti: il Ragdoll è un gatto “incosciente”, che non ha il minimo senso del pericolo e che, in caso di caduta, non ha l’istinto di girarsi per atterrare in piedi.

    Per proteggere la sua sicurezza, togli dalla sua portata tutti i mobili e gli oggetti che potrebbero costituire un rischio; munisci inoltre balconi e finestre di apposite barriere protettive.

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  • Gatto Ragdoll, la nutrizione corretta per una lunga vita di benessere

    Prima candelina per il tuo Ragdoll? Se il tuo meraviglioso amico ha appena compiuto un anno di età, è il momento di modificare la sua dieta.

    Non più motivata dal fabbisogno dell’organismo in crescita, l’alimentazione da gattino, così ricca e calorica, risulta ora completamente inadeguata.

    Occorre un dosaggio di nutrienti accuratamente bilanciato, che aumenti alcuni apporti e ne ridimensioni altri, così da fornire all’organismo un supporto completo e altamente nutriente senza alterare gli equilibri del metabolismo e il buon funzionamento dei principali processi vitali.

    A partire dai 12 mesi di vita, quindi, la nutrizione del tuo gatto Ragdoll dovrà essere così formulata:

    – una fonte proteica animale come primo ingrediente

    La carne, meglio se fresca, dovrà unire un apporto misurato di proteine e di aminoacidi essenziali alla massima digeribilità, così da sostenere la vitalità dei tessuti senza appesantire la funzionalità intestinale e i reni.

    Le carni sono anche benefiche per il sistema immunitario e l’efficienza cognitiva grazie al loro contenuto di vitamine del gruppo B; in più, apportano un tenore equilibrato di minerali (fosforo, potassio, calcio, ferro) utili al cuore, alla circolazione sanguigna e al sistema osteoarticolare.

    Orientati sul pollo, sul manzo, sul pesce, sul maiale o sull’agnello: queste carni, infatti, uniscono al potere nutritivo un’eccellente assimilabilità, rispettando anche l’intestino più sensibile;

    – una fonte di carboidrati ben tollerata

    Basta una piccola quantità di riso, piselli, patate, farro, avena o altro vegetale altamente digeribile e a basso indice glicemico per fornire energia senza provocare sovrappeso, obesità, diabete, intolleranze e disturbi gastrici.

    Assolutamente da evitare i carboidrati complessi (pasta, pane) e i cereali ad alto tasso glicemico (come il frumento), del tutto incompatibili con il sistema digestivo del gatto;

    – frutta, verdura ed erbe officinali

    Questi alimenti non devono mai mancare in una dieta sana. Oltre a renderlo più gustoso, infatti, i vegetali arricchiscono il pasto con una preziosa fonte di vitamine e di antiossidanti in grado di rafforzare le difese immunitarie e di preservare la giovinezza delle cellule, contrastando infezioni e patologie croniche.

    In più, grazie al loro apporto di fibre e di fermenti prebiotici, migliorano i processi di assimilazione e favoriscono la regolarità intestinale, agevolando anche l’espulsione dei boli di pelo;

    – acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6

    Si trovano nel pesce e in alcuni oli (di salmone, di semi di lino, di girasole). Perchè sono importanti?

    Prima di tutto, per la loro azione idratante e anti-infiammatoria che aiuta a contrastare la secchezza cutanea e vari tipi di infiammazioni (dermatiti, cistiti, ecc.).

    Poi per i loro benefici sul cuore, sui livelli di colesterolo e sulla forma fisica. Gli Omega 3 e 6, infatti, sono un vero toccasana per il benessere generale e per scongiurare gli aumenti di peso.

    Infine, per i loro effetti sulla bellezza del manto, che contribuiscono a mantenere morbido, folto e lucente.

    Quando nutri il tuo gatto Ragdoll, quindi, attenzione: affinché la sua dieta sia davvero sana e funzionale, questi apporti fondamentali non devono mai mancare.

    Se decidi quindi per un prodotto industriale, in crocchetta o cibo umido, leggi bene le etichette prima di fare la tua scelta.

    Per un’assimilabilità e un potere nutritivo ottimali, opta per una formula mirata in base alla condizione fisica e allo stile di vita (adult, sterilised, indoor, light, ecc.) e, quando possibile, preferisci gli alimenti monoproteici e/o grain free.

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  • Anagrafe Felina e Microchip per la sicurezza del tuo gatto

    Per il tuo gatto, il microchip e l’iscrizione all’Anagrafe Felina rappresentano la tutela più efficace contro l’eventualità di furto o smarrimento, soprattutto se gli consenti di frequentare gli spazi esterni.

    Per entrambe le misure, in Italia non esiste obbligo di legge in merito ai gatti (con l’eccezione di alcune, particolari disposizioni locali: informati bene con gli organi competenti della tua regione).

    Dovrai però necessariamente microchippare il gatto qualora dovessi portarlo con te all’estero: il Certificato di applicazione del microchip (redatto dal veterinario) è infatti uno dei documenti obbligatori per ottenere il rilascio del Passaporto Europeo per animali da compagnia.

    Ma cos’è, esattamente, il microchip, e come funziona?

    Il microchip è un piccolo dispositivo elettronico: contiene un codice univoco di 15 cifre che serve ad identificare il peloso.

    Viene iniettato all’animale per via sottocutanea, nel collo o fra le scapole; l’iniezione è indolore e non richiede anestesia.

    Il gatto non ne avvertirà mai la presenza e non sentirà mai alcun fastidio: il dispositivo, infatti, è una capsula in vetro biocompatibile dalle dimensioni davvero minuscole, e in condizioni normali resta inerte, ovvero non emette alcun tipo di segnale o vibrazione.

    Si attiva solo nel momento in cui viene “interrogato” da uno specifico lettore per la lettura del codice.

    Una volta applicato, può essere associato all’iscrizione all’Anagrafe Nazionale Felina, così da agevolare al massimo le procedure di ritrovamento in caso di furto o smarrimento del gatto.

    L’Anagrafe non è un ente pubblico ma privato, istituito dall’A.N.M.V.I. (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani).

    All’interno della sua banca dati informatizzata, il veterinario (di solito, quello che ha impiantato il microchip) crea una scheda con i riferimenti identificativi del gatto e del suo proprietario, includendo il numero del microchip.

    Così, in caso di smarrimento, al proprietario basterà recarsi presso uno qualsiasi del veterinari A.N.M.V.I. per effettuare la segnalazione in banca dati.

    Chi ritrova, invece, dovrà prima informare le autorità e i servizi veterinari ASL, verificando che il gatto sia effettivamente microchippato; poi dovrà contattare un veterinario aderente all’A.N.M.V.I. per il rintraccio del proprietario.

    Sia l’impianto del microchip che l’iscrizione all’Anagrafe sono procedure a pagamento, che possono essere eseguite solo da un veterinario autorizzato.

    Per trovare quello più vicino a te, consulta l’elenco on line sul sito ufficiale dell’Anagrafe Nazionale Felina https://www.anagrafenazionalefelina.it/.

    Pubblicato da Ragdolls.it >>