Autore: Comunicazione Live

  • “BANKSY È CHI BANKSY FA!”, RECORD DI VISITATORI SUL LAGO DI GARDA

    Primi bilanci ad oltre un mese dall’apertura. Migliaia di spettatori, i curatori moltiplicano le visite guidate per star dietro alle richieste del pubblico. Prossimo appuntamento l’11 giugno

     

    Le opere di Banksy sono sbarcate sul Lago di Garda domenica 10 aprile con l’inaugurazione della mostra “Banksy è chi Banksy Fa! An unconventional Street Art Exhibition”, ospitata al Castello di Desenzano del Garda (nel Bresciano) e curata da Michele Ciolino e Matteo Vanzan. 

     

    Ebbene, è tempo per i primi bilanci di un evento senza precedenti, che ha già portato oltre cinquemila persone a visitare la mostra, un record per gli spazi espositivi che si affacciano sulla cittadina: e manca ancora un mese e mezzo alla chiusura. Non solo, sono andati sold out anche gli incontri previsti coi curatori. Per questo, è stato deciso di aprire una nuova finestra per la visita guidata, il prossimo 11 giugno alle ore 11.30. 

     

    In programma collaterale all’esposizione sarà possibile, infatti, previa prenotazione e al costo di 3 euro a persona per gruppi di minimo 20 persone, partecipare alle visite guidate e agli incontri con il curatore. La mostra “Banksy è chi Banksy fa! An unconventional Street Art Exhibition”, visitabile fino al 17 luglio 2022, sarà aperta al pubblico, con biglietto d’ingresso intero di 10 euro, dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.30.

     

    Organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Desenzano del Garda e prodotta dall’agenzia MV Eventi di Vicenza e sostenuta dal media partner Arte In, la mostra non presenterà solamente il celebre artista di Bristol, ma anche alcuni dei principali protagonisti della scena Street Art internazionale come Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Obey, Space Invader, Ron English, Anthony Lister, Mason Storm, Mark Dean Veca, Martin Whatson, Donald Baechler, Paul Kostabi, D*Face, KayOne, MR. Wany, Sandra Chevrier, Icy and sot, Hama Woods, Vhils, Ben Eine, Solomostry, Thetan One, Slog 175, Skaione, Cizerocentodieci, Evyrein. 

     

    Circa 50 opere, tra cui alcune esposte alla Biennale di Venezia, provenienti da collezioni private italiane e dagli stessi artisti in un’alternanza di lavori su tela, legno, carta, scultura, serigrafie firmate, poster e memorabilia selezionati dopo oltre due anni di ricerca.

     

    “La mostra” spiega Matteo Vanzan di MV Eventi “è strutturata per essere una riflessione sul fenomeno Banksy, più che essere una mostra di Banksy. Vogliamo porre al visitatore una serie di interrogativi non solo attraverso le opere esposte, ma soprattutto lungo un percorso didattico ed emozionale fatto di filmati, gigantografie e testi critici. La Street Art è indomabile, affascinante, misteriosa e per molti versi ancora avvolta nel mistero. È arte senza confini ed estesa in ogni angolo del pianeta per raccogliere le voci di un’umanità in continua emergenza espressiva.” 

     

    Con contenuti sempre nuovi, forme in mutazione continua, la Street Art è affascinate e sexy, alternativa e allo stesso tempo mainstream diventando, dagli anni Ottanta, linguaggio istituzionalizzato proprio grazie ad un sistema dell’arte che tutto fagocita. Le più rinomate gallerie newyorkesi iniziarono ad interessarsi a quelli che, ancora, non erano considerati artisti, ma che ben presto e grazie ai sistemi di promozione culturale, divennero a tutti gli effetti delle vere e proprie star, in primis Keith Haring e Jean-Michel Basquiat. L’artista di Bristol rappresenta la punta di un iceberg le cui origini iniziano nelle metropolitane degli Stati Uniti verso la prima metà degli anni Sessanta per espandersi sempre di più nei pieni Settanta. Fu grazie alle contestazioni studentesche e sociali del ’68 che si sancì la nascita di quella controcultura sintomo del rinnovamento di stili, linguaggi e forme espressive dal Post-Minimalismo alla Street Art. 

     

    Quello scolpito sui muri è un messaggio necessario per esprimere il proprio dissenso, per riappropriarsi di quegli spazi, definiti non-luoghi, la cui genuinità non deve sopportare i vincoli dei circuiti ufficiali. Ecco nascere, in tutto il mondo, un coro generazionale che, parlando direttamente al pubblico, riporta l’arte ad una nuova dimensione di significato: lo crea senza mai subirlo. Quello rappresentato in questa esposizione è un luogo del mistero e dell’invisibilità, consapevoli che non c’è più tempo per definizioni o accademismi ma che la Street Art è oggi linguaggio universale della nostra società.

     

    “Questa mostra vuole chiedersi, oggi, cosa sia la Street Art: dove nasca, chi ne siano i principali protagonisti giunti alla ribalta internazionale e quale sia oggi la potenza del muro” conclude Matteo Vanzan “un supporto concreto e tangibile su cui gli artisti di tutto il pianeta tessono messaggi sociali che giungono con forza inaudita sino a noi. Il tempo del mondo metropolitano tanto caro a Taki 183 sembra essere finito, ma non quello del mondo underground e dei circuiti alternativi. Come la pittura a buon fresco, anche i lavori su muro oggi assumono un significato allegorico che va contestualizzato con la società contemporanea senza dimenticarsi mai che, come Banksy ci ricorda, “l’invisibilità è un superpotere.”

     

    Dal 4 giugno al 03 luglio 2022, inoltre, presso la Galleria Civica Gian Battista Bosio sarà presentata “Alethéia: la ricerca della verità attraverso la conoscenza”, esposizione trasversale che presenterà le opere di sette artisti contemporanei: Guido Airoldi, Angelo Alessandrini, Giorgio Dalla Costa, Daniele Nalin, Manlio Onorato, Donatella Pasin e Maurizio Taioli. Le opere di questi artisti rappresentano uno spaccato della pittura italiana che, dall’estasi dell’espressionismo astratto fino ai silenzi dell’introspezione psichica, ci conducono a riflettere sul significato più profondo dell’essere artista oggi. Le opere degli artisti selezionati sono state esposte in Musei italiani e stranieri di rinomata importanza culturale come il Palazzo dei Diamanti di Ferrara, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, la Galleria d’arte moderna di Torino e, nell’appuntamento di Desenzano del Garda, presenteranno opere di pittura e scultura.

     

    MAGGIORI INFORMAZIONI

    Castello di Desenzano del Garda (Bs) – Via Castello, 63

     

    ORARI DI APERTURA

    Dal martedì alla domenica 10.00 – 18.30. Chiuso lunedì

     

    BIGLIETTI

    Intero 10 euro / Ridotto 8 euro / Gratuito minori di 10 anni

     

    VISITE GUIDATE

    Visita guidata al costo di 3 euro a persona (gruppo minimo di 20 persone)

     

    CONTATTI E PRENOTAZIONI

    Ufficio Cultura: 030/9994161 / Castello: 335/6960209

    Mail: [email protected]  /  [email protected] 

     

    MV EVENTI

    www.mveventi.com  /  [email protected]

  • TORNA L’HOLI PIÙ GRANDE D’ITALIA: “COME PRIMA, PIÙ DI PRIMA”

    Il famoso festival dei colori torna finalmente a inondare di gioia, amore e musica i litorali di Veneto e Friuli Venezia Giulia per un tour straordinario. Sold out la prima tappa in spiaggia a Sottomarina al Cayo Blanco, si replica il prossimo 10 giugno. Gli organizzatori: “Siamo felici di ripartire con la settima edizione dell’Holi on Tour per far divertire grandi e piccini come prima, anzi più di prima! Tante le novità”. La solidarietà per l’India.

     

    L’Holi il festival dei colori, simbolo di gioia, amore e divertimento genuino che in sei anni di vita ha conquistato mezzo milione di holi lovers in tutta Italia collezionando sold out ad ogni tappa tra spiagge, parchi e città, l’unico e il solo Holi ad esser entrato nelle sale cinematografiche come protagonista nel film “Forever Young” del regista Fausto Brizzi, finalmente è pronto a ripartire. 

    Dopo la pausa forzata della pandemia di ben due anni, gli organizzatori, il trevigiano Fabio Lazzari e il vicentino Marco Bari, hanno confezionato una settima edizione che assicurano sarà spettacolare: “Siamo felici ed entusiasti di riportare la magia e la spensieratezza dell’Holi, dopo un periodo così buio, ce n’è davvero bisogno. Sin dall’esordio il nostro format si è sempre distinto dagli altri, perché non si riduce ad un semplice evento per divertirsi, ma simboleggia la voglia di vivere e soprattutto di condividere, è l’emozione di stare assieme, la gioia di tornare a riabbracciarci e amarci senza barriere tra arcobaleni multicolorati come prima e più di prima!”. 

    Ed ecco la prima data ufficiale che apre l’Holi tour 2022: il primo giugno a Sottomarina, nel Veneziano, presso lo stabilimento balneare “Cayo Blanco”, in collaborazione con Lobby Agency. Una data che è stato un successo annunciato, tanto da andare sold out. Per questo è stato deciso di replicare il 10 giugno. Le prevendite per il 10 sono acquistabili su ticketsms.it e sul sito holitour.it. 

    Oltre una decina le date fissate nei più noti litorali tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, ma anche, da tradizione, in alcuni capoluoghi di provincia: a breve l’annuncio di tutto il programma. Ad ogni evento, i social saranno presi d’assalto con i suggestivi selfie dei partecipanti, che si baciano e abbracciano tra mille colori.

    Come funziona il festival è ormai noto a tutti, tanta musica dalla consolle dei dj, il vocalist che annuncia il countdown e alla fine tutti che lanciano in aria le polverine colorate e via si balla e si canta tutti insieme, ma pochi sanno da dove derivi questo format che ha ispirato i due event manager. 

    Durante la festa indiana denominata “Holi” interi popoli dei villaggi dell’India, Bangladesh, Nepal e Pakistan si lanciano sacchi di polverine colorate e gavettoni per celebrare la rinascita e l’amore e la definitiva sconfitta del male in favore del bene. La ricorrenza cade in primavera ed è portatrice di messaggi positivi universali, di amicizia, fratellanza e amore. 

    Lazzari e Bari: “Il festival che abbiamo ideato è un veicolo per trasmettere i valori genuini di questa antica ricorrenza e soprattutto per manifestare l’anima solidale che sta alla base di tutto e per la quale abbiamo ideato il festival”. Infatti, ciò che distingue l’Holi il Festival dei colori dagli altri format che lo imitano sull’onda della viralità del fenomeno, è lo scopo solidale. Fin dall’esordio del festival, Lazzari e Bari raccolgono fondi per la Fondazione Fratelli Dimenticati che aiuta i bambini audiolesi di un villaggio in India. La Fondazione Fratelli Dimenticati è una onlus di Cittadella, nel Padovano, che finanzia un progetto a Nandanagar, un villaggio nel Nord-Est dell’India dove nel 2006 è stata istituita la Ferrando School, un istituto che accoglie bambini audiolesi con l’obiettivo di intervenire precocemente nella diagnosi e nella cura della sordità attraverso percorsi terapeutici.

     

    COS’E’ L’HOLI – Holi è tra le più antiche celebrazioni indù della stagione primaverile e coinvolge migliaia di persone dall’India, Bangladesh, Nepal e Pakistan. Conosciuta come la festa dei colori, della gioia, dell’amore e del divertimento, durante i festeggiamenti  che durano due giorni, interi villaggi cantano e ballano, lanciandosi polvere colorata e acqua. La festa simboleggia la vittoria del bene sul male, l’arrivo della primavera e l’addio all’inverno. Ma è anche un momento di incontro e di puro divertimento. E’ la giornata in cui si dimenticano i dolori e si perdona. In questa occasione vengono meno anche le rigide strutture sociali: ricchi e poveri, vecchi e giovani, uomini e donne festeggiano e scherzano insieme.

    CHE COSA SI FA – Il format consiste nel lanciare in aria polverine colorate e profumate alla fine dei countdown che i vocalist o i dj ritmano dal palco, di solito sono cadenzati uno ogni ora. E si balla e ci si “colora” tutti insieme. Si consiglia di indossare capi di cotone bianchi, le polverine sono naturali e atossiche, sono composte da talco e amido di mais, non contengono nessun metallo pesante, sono 100% eco friendly e si acquistano all’interno dell’area del festival, negli stand ufficiali “Holi”, garanzia della genuinità del prodotto.

    PER CHI E’ – Per tutti. Non ci sono limiti di età per partecipare all’Holi il festival dei colori, è aperto a tutti, grandi e piccini. Unica “regola”: aver voglia di divertirsi tutti insieme pacificamente come vuole lo spirito della festa indiana. 

    LA STORIA Holi – Il Festival dei colori nasce alcuni anni fa dalle menti di due event manager veneti, Fabio Lazzari e Marco Bari, i primi a portare in Italia il format. L’Holi on tour si ispira alla tradizionale festa indiana e lo mixa con dj set dall’elettronica al rap. Degli esordi di Padova e Vicenza se n’è parlato molto sul web, con le foto del bacio diventate virali su Facebook e su Instagram.  Poi il format è diventato nazionale. Da Macerata a Bologna, passando per Firenze e Roma fino a Venezia e Trieste, ha toccato tutta Italia, dalle spiagge alle città. Il Festival è stato anche protagonista delle riprese del film “Forever Young” del regista Fausto Brizzi ed il fenomeno del selfie colorato è stato oggetto di studio sociologico. Una vera e propria moda che ha spopolato ovunque e che tappa dopo tappa ha registrato numeri da capogiro: in sei edizioni ha totalizzato mezzo milione di partecipanti di tutte le età e culture. 

  • DALL’11 GIUGNO RIAPRE PADOVALAND

    Lo storico park acquatico riapre dall’11 giugno, tutti i giorni dalle 10 alle 18 e per tutta l’estate. 50 mila mq di divertimento, oltre 20 scivoli e una decina di attrazioni. Una nuova dog area, convenzioni per centri estivi e possibilità di organizzare eventi e feste. La riapertura è anche all’insegna della sicurezza grazie ad un piano manutenzioni e controlli 

     

    PADOVA. Riapre l’11 giugno Padovaland, lo storico parco acquatico alle porte di Padova. Sarà una nuova stagione ricca di novità e divertimento. Il parco sarà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18 per tutta l’estate. Era il 1989 quando apriva il parco, uno dei primi in Italia, fondato al tempo da Enrico Pozzi ed ora gestito dal figlio. Un’assoluta novità al tempo, tanto che gli scivoli e le attrazioni furono fatte arrivare dalla Spagna (in Italia ancora non venivano realizzate).

    Da allora il parco si è ingrandito ed evoluto in un moderno parco acquatico di 50 mila metri quadri totali, con un grande lago al centro e tantissime attrazioni. Gran parte delle aree riservate agli ospiti sono state da poco ristrutturate, sono stati anche riverniciati gli scivoli. All’interno del parco vi sono 5 grandi strutture scivolanti per adulti, un toboga (“serpentone” bianco dotato di 5 corsie che partono da varie altezze per accontentare anche i più piccoli) per un totale di 20 scivoli a disposizione dei clienti. Tra questi il kamikaze (la cima del parco dalla quale si può scivolare verso l’acqua), la Treccia (la più veloce discesa di tutto il parco, composta da 4 tubi completamente chiusi che scendono attorcigliati tra loro), la “Pista Blanda” (scivolo con 4 corsie affiancate, ideale e amato da chi piace sfidarsi e gareggiare con i propri amici), il “Twin Slide” (2 semplici tubi neri per una veloce scivolata al buio, per i più piccoli).

    Ci sono poi le altre attrazioni. I gommoni, ciambelle in gomma dalle quali si può di interagire e giocare con gli amici durante la discesa. Il pallone con corde, una mezza palla gonfiabile ampia diversi metri da scalare con delle corde mentre l’acqua cade dall’alto rendendo scivolosa la superficie di arrampicata. La piscina con onde artificiali più grande d’Italia. Specchio d’acqua che parte da zero e arriva sino a 190cm di profondità, ideale per tutti i bagnanti. Poi gli idromassaggi, per un momento di relax, e il campo da pallavolo per una partita con gli amici.

    Particolarmente apprezzata anche la zona acquatica per i bimbi più piccoli. Una piscina dedicata che parte da zero e arriva sino a 70cm di profondità, attrezzata con un castello con arrampicate e 3 scivoletti, un fungo con acqua dall’alto con 3 scivoli, la mini pista blanda e il mini toboga. Un’area dove gli adulti possono seguire i propri figli nel loro divertimento ed in massima sicurezza.

    Un’altra novità sono gli ombrelloni. Eliminata la copertura in tela, sono stati tutti realizzati con ombrello in paglia, per una sensazione di freschezza e maggior naturalità. Infine spazio anche ai cani con una “dog area” particolarmente curata (utilizzabile su prenotazione). Non un’area cani comune, ma piccole zone private recintate con sdraio ed ombrellone, dove poter lasciare libero il proprio cane.

    Si rinnova inoltre le partnership con Aliper. I punti spesa raccolti nei 90 punti vendita del marchio daranno la possibilità ai clienti di ottenere un ingresso agevolato a 5 euro (400 punti) oppure anche un ingresso gratuito (900 punti). Altra partnership importante è quella con Radio Padova, con trasmissioni in diretta direttamente dal Padovaland e ingressi omaggio regalati agli ascoltatori.

    Particolare attenzione è stata data ai protocolli di sicurezza. Un piano di manutenzioni annuali di tutte le attrazioni e degli scivoli viene regolarmente applicato dall’organizzazione, per garantire alti livelli di sicurezza all’interno dell’intera struttura. Particolare attenzione anche ai protocolli Covid, con sanificazione continua da parte degli operatori di servizi igienici e delle aree comuni, di sdraio, attrezzature, attrazioni e della zona food&beverage. 

    Per maggior informazioni: www.parcopadovaland.it

  • METAVERSE ECONOMY, SUMMIT TRA CENTO IMPRENDITORI IN VELVET MEDIA

    Aprire il mondo del Metaverso alle imprese che vogliono iniziare a fare business su questa nuova frontiera. Se ne parlerà nel summit previsto giovedì 26 maggio nella sede dell’agenzia di marketing e WEB3 trevigiana Velvet Media. Il Ceo, Bassel Bakdounes: “Il nostro obiettivo è fornire risposte concrete agli imprenditori che vogliono sfruttare le opportunità del Metaverso”

     

    Giovedì 26 maggio nella sede di Velvet Media, a Castelfranco Veneto, nel Trevigiano ci sarà un summit di imprenditori dedicato al mondo del Metaverso. Un incontro per addetti ai lavori sulla “metaverse economy” e su come possa entrare nelle strategie di business aziendali. Sarà fatto il punto sullo stato dell’arte e su come le aziende oggi possono operare nel Metaverso. Il tema principale dell’evento sarà “Il tuo marketing nel Metaverso” e si terrà dalle 17.30 alle 19.30. Hanno già confermato la loro presenza un centinaio di imprenditori del Triveneto, alcuni in rappresentanza di multinazionali. 

    Tra i relatori ci saranno per Velvet Media Matteo Dario, marketing director, Andrea Zaniolo, responsabile new business, Nicola Bonalanza, senior marketing strategist e Lorenzo Cappannari, ceo di AnotheReality, azienda che recentemente ha organizzato il primo summit nazionale sul Metaverso a Milano. 

    Nell’occasione dell’evento sarà anche presentato un nuovo progetto che riguarda gli approcci dei brand agli NFT e alle relative opportunità di business. Ma non solo: i relatori hanno anche pubblicato un libro “Metaverse Marketing” che ragiona proprio sul tema del marketing nel Metaverso e le sue attuali applicazioni.

    “Il nostro obiettivo è dare risposte concrete agli imprenditori che vogliono agire nel mondo del Metaverso”, spiega Bassel Bakdounes, titolare di Velvet Media. “I loro brand infatti possono trovare negli Nft una estensione di valore, la possibilità di rinforzare il brand e di trovare opportunità di business, anche attraverso politiche di fidelizzazione che coinvolgano i clienti con tessere sconto o con premi. Senza dimenticare le enormi opportunità di business connesso alla vendita di prodotti nel Metaverso. Si apre un oceano blu, chi saprà cogliere in anticipo le opportunità avrà un vantaggio competitivo nel prossimo futuro”.

    Esempi di come la presenza nel Metaverso e l’utilizzo degli Nft stiano dilagando sono ormai plurimi. AMC ha collaborato con Sony Pictures prima dell’uscita del film “Spider-Man: No Way Home”, offrendo circa 86 mila Nft in omaggio a membri fedeltà selezionati. I clienti di Burger King possono scansionare un codice QR su ogni scatola pasto per ricevere uno dei tre pezzi di gioco Nft collettivi. Louis Vuitton ha celebrato 200 anni lanciando “Louis: The Game”. I giocatori hanno avuto la possibilità di ricevere uno dei 30 Nft in edizione limitata. Il marchio di bellezza australiano Sunny Skin sta creando una collezione Nft chiamata “Aussie Angels” basata sugli animali australiani. Sono questi alcuni esempi di come le aziende si stiano muovendo nel mondo degli Nft, che diventeranno sempre più le nuove ricompense per la fedeltà al marchio, forme evolute dei programmi di coinvolgimento dei clienti. Poiché gli Nft sono programmabili, i token possono funzionare come una tessera fedeltà, fornendo al membro l’accesso a comunità esclusive, eventi, sconti speciali o sblocchi a tempo. Non solo: i ricavi delle vendite Nft iniziali o secondarie possono essere reinvestiti e dare reddito ai clienti stessi. Anche di questo si parlerà nel summit di giovedì.

     

    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

    VELVET MEDIA Marketing management, vendita online e new media: sono questi gli ambiti nei quali l’agenzia di Castelfranco Veneto (nel Trevigiano) è ai vertici nazionali. Nata come casa editrice nel 2013, specializzatasi prima in couponing e poi come editore del sito internet Storie di Eccellenza e del magazine Genius, oggi Velvet è una holding che gestisce il marketing in outsourcing per conto di oltre mille aziende del Nord Italia grazie ad un organico di circa 150 persone in continua espansione. Per questo è stata premiata come una delle aziende col tasso più alto di crescita in Europa dal Financial Times e ha ottenuto lo stesso riconoscimento dal Sole 24 Ore nel triennio 2018/2020. Il core business è il coordinamento della comunicazione aziendale a tutti i livelli e la gestione della vendita online: dalla grafica ai video, dal posizionamento del brand allo sviluppo di siti di e-commerce, dalla gestione dei marketplace fino alla lead generation. Attorno alla galassia Velvet sono nate alcune divisioni parallele, che hanno sviluppato specializzazioni nel mondo dello sport (Velvet Sport), della moda (Velvet Fashion) e dell’internazionalizzazione con focus in particolare sulla Cina (Velvet International). Recentemente è stata aperta anche una filiale a Milano. Con sedi anche negli Stati Uniti a Denver, in Thailandia a Bangkok e negli Emirati Arabi a Dubai, Velvet è il partner ideale per qualunque azienda interessata a comunicare e vendere oltre confine. Velvet Media ospita nella propria sede aziendale un innovation hub, Next Heroes, che si occupa di incubare start up e di garantirne la sopravvivenza economica con le leve del marketing e il supporto di fondi di investimento. La storia di Velvet Media è raccontata nel libro “Marketing Heroes”, nel quale emerge lo stile aziendale basato su manga e rock and roll e scelte di welfare innovative come il manager della felicità per i dipendenti. Informazioni e contatti: www.velvetmedia.it.



  • DALLO SMART AL “MYWAY WORK”, ORA IN AZIENDA LA PRIORITÀ È IL BENESSERE DEL LAVORATORE

    Innovazione e rivoluzione in Velvet Media, agenzia di marketing e WEB3 veneta. Fino all’estate i circa 150 dipendenti sono chiamati a lavorare ad obiettivo e non per otto ore e cinque giorni; ferie e permessi saranno presi liberamente e sarà possibile entrare in azienda anche in orari “inusuali”. Il ceo, Bassel Bakdounes: “Siamo andati oltre lo smart working tradizionale, la base sono fiducia e responsabilità, manca ancora una normativa adeguata”

     

    C’era una volta il cartellino da timbrare. C’erano le otto ore da vivere in ufficio con orari ferrei per cinque giorni alla settimana. Un mondo del lavoro ancorato al concetto di tempo come metro di misura della produttività. Per la maggior parte delle aziende moderne però questo modello risulta oggi quantomeno fuorviante.

    Da Maggio ai primi giorni dell’estate decolla in Veneto un esperimento innovativo nel mondo del lavoro. Difficile dargli una definizione “legale”, perché non è né smart working né remote working, non è gestione di contratti a progetto e neppure l’assenza momentanea dal posto di lavoro prevista dalle normative Covid. Velvet Media, dopo aver presentato il progetto ai dipendenti e aver chiesto a loro come lo volevano definire, ha battezzato questo approccio “MYWAY Work”, perché pone al centro proprio l’autogestione del dipendente, e anche perché in azienda lavora da anni una “manager della felicità”, chiamata a gestire emozioni e rapporti tra colleghi per creare il luogo di lavoro più “lieto” possibile. 

    Di fatto, chiunque adesso potrà scegliere se rimanere a casa o se venire in ufficio, quante ore lavorare e soprattutto quando prendersi le ferie. Anarchia totale, dunque? Quasi. I capi dei reparti web, social media, copywriting, design, SEM e commerciale sono stati formati nelle ultime settimane per spostare ancora di più l’operatività su obiettivi specifici e non sulla quantità di ore di lavoro per progetto. Quindi, i dipendenti sono chiamati a dare priorità alle commesse dei clienti con ancor maggiore determinazione, ma decidono autonomamente in che momenti della giornata portare a termine il loro lavoro e da dove farlo. Stessa questione per ferie e permessi: ognuno potrà decidere in autonomia.

    “Siamo convinti che se una persona è serena e sta bene nel privato, potrà essere più performante anche davanti al computer” spiega Bassel Bakdounes, titolare di Velvet Media. “Il miglioramento della qualità della vita genera la possibilità di lavorare meglio. Contiamo di migliorare la produttività togliendo costrizioni frutto di un retaggio culturale anacronistico, legate alla presenza in un ufficio o al numero di giorni e ore lavorate, e dando invece massima libertà e fiducia alle persone. Oggi vi sono mille innovativi strumenti che ci permettono di stare in contatto, monitorarci e consultarci, perché non dovremmo sfruttarli veramente?”.

    La scelta rivoluzionaria di Velvet Media sarà portata avanti per alcuni mesi, fino all’estate, per valutare se una decisione di questo genere sarà valorizzata dalla responsabilità dei dipendenti, molti dei quali sono giovanissimi. Per agevolare ulteriormente il processo, in questo periodo gli uffici potranno essere utilizzati anche in orari particolari, come prima dell’alba o a notte inoltrata. Già una trentina di dipendenti hanno le chiavi, l’azienda di fatto si apre alle loro esigenze. 

    “Quando abbiamo parlato con i consulenti del lavoro per adattare i contratti a questa ipotesi, ci hanno detto che siamo di fronte ad un vuoto normativo”, conclude Bakdounes. “Noi vogliamo mettere i nostri dipendenti nelle migliori condizioni di lavoro, ma non esistono norme capaci di permettere una struttura ibrida tra sedi aziendali e personali. Forse il legislatore non si è accorto che il mondo del lavoro è cambiato, che le persone sono cambiate, e che c’è la necessità di rompere le regole anacronistiche. Confidiamo in un cambio totale, di mentalità soprattutto, che va bene sia promosso da imprenditori ed aziende ma deve essere rapidamente supportato anche da normative adeguate”

     

    VELVET MEDIA Marketing management, vendita online e new media: sono questi gli ambiti nei quali l’agenzia di Castelfranco Veneto (nel Trevigiano) è ai vertici nazionali. Nata come casa editrice nel 2013, specializzatasi prima in couponing e poi come editore del sito internet Storie di Eccellenza e del magazine Genius, oggi Velvet è una holding che gestisce il marketing in outsourcing per conto di oltre mille aziende del Nord Italia grazie ad un organico di circa 150 persone in continua espansione. Per questo è stata premiata come una delle aziende col tasso più alto di crescita in Europa dal Financial Times e ha ottenuto lo stesso riconoscimento dal Sole 24 Ore nel triennio 2018/2020. Il core business è il coordinamento della comunicazione aziendale a tutti i livelli e la gestione della vendita online: dalla grafica ai video, dal posizionamento del brand allo sviluppo di siti di e-commerce, dalla gestione dei marketplace fino alla lead generation. Attorno alla galassia Velvet sono nate alcune divisioni parallele, che hanno sviluppato specializzazioni nel mondo dello sport (Velvet Sport), della moda (Velvet Fashion) e dell’internazionalizzazione con focus in particolare sulla Cina (Velvet International). Recentemente è stata aperta anche una filiale a Milano. Con sedi anche negli Stati Uniti a Denver, in Thailandia a Bangkok e negli Emirati Arabi a Dubai, Velvet è il partner ideale per qualunque azienda interessata a comunicare e vendere oltre confine. Velvet Media ospita nella propria sede aziendale un innovation hub, Next Heroes, che si occupa di incubare start up e di garantirne la sopravvivenza economica con le leve del marketing e il supporto di fondi di investimento. La storia di Velvet Media è raccontata nel libro “Marketing Heroes”, nel quale emerge lo stile aziendale basato su manga e rock and roll e scelte di welfare innovative come il manager della felicità per i dipendenti. Informazioni e contatti: www.velvetmedia.it.

  • A Villotta di Chions (PN) nasce “Il Bosco di Maarmo”

    Piantumati i primi alberi all’interno del Parco del Cornia, piccola oasi della località pordenonese. Sono stati donati da Maarmo, azienda di termoarredi realizzati con gli scarti del marmo. Una cinquantina di alberi in tutto saranno piantati entro fine mese.

     

    CHIONS (PN). Un nuovo bosco piantumato all’interno del Parco del Cornia. Si tratta di un progetto condotto da Maarmo srl (azienda di termoarredi realizzati con gli scarti del marmo) con il supporto del Comune di Chions. Maarmo rafforza dunque la propria missione di perseguire lo sviluppo di prodotti di design che garantiscano la sostenibilità con un “Impatto Zero” sul territorio grazie alla nascita del “Bosco di Maarmo”. Qualche giorno fa alla presenza del sindaco di Chions, Renato Santin, e di alcune classi della locale scuola elementare, è stato piantumato il primo lotto di 20 alberi nell’area verde del Parco del Cornia. Una piccola oasi naturale che si estende di fronte all’ingresso della nuova sede della Maarmo (via Cadore – Villotta di Chions). Un altro lotto di alberi sarà piantato nelle prossime settimane, arrivando ad una cinquantina di piantumazioni entro la fine di maggio.

    Si concretizza così l’idea lanciata a fine 2021 al sindaco Santin durante l’inaugurazione della sede aziendale di Villotta. Dopo aver voluto collocare la nuova sede dell’atelier in un vecchio capannone dismesso da anni nella campagna di Villotta, l’azienda ha lavorato all’idea di valorizzare il Parco del Cornia come base per sviluppare localmente il progetto “Un Maarmo un Aalbero”. Il progetto da due anni vede infatti l’azienda impegnata nel piantare un albero per ogni termoarredo venduto.

    Prima dell’inaugurazione lo staff Maarmo ha coinvolto alcune classi delle scuole elementari di Villotta in una serie di laboratori pratici finalizzati a stimolare la responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile, allo sviluppo di una green economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche ambientali calate nel contesto locale. “La presenza di un esperto botanico ha permesso inoltre di approfondire la conoscenza della rigogliosa flora del “Parco del Cornia”, un vero e proprio serbatoio di ossigeno e di biodiversità – spiega Gianpaolo Pezzato, uno dei soci di Maarmo e Responsabile della Divulgazione – nei prossimi mesi saremo protagonisti di nuove iniziative di sensibilizzazione al valore della sostenibilità come linea guida nel progettare nuove attività d’impresa”. 

     

    SCHEDA DI APPROFONDIMENTO: MAARMO

    Maarmo nasce nel 2017 e realizza termoarredi e scaldasalviette con processi produttivi improntati a riciclo e sostenibilità. La sede produttiva dell’impresa da settembre 2021 si trova a Villotta di Chions (PN). Una divisione ricerca e sviluppo opera a Vittorio Veneto (TV). Il 2021 ha visto il rafforzamento della compagine societaria, con l’ingresso di nuovi imprenditori sia dell’area pordenonese (Alain Bottos, Stefano Mascarin e Andrea Del Ben), che dell’area trevigiana (Marco Caliandro e Gianpaolo Pezzato), per sostenere il progetto di crescita e sviluppo in Italia e nei mercati esteri. Ad oggi l’azienda impiega 7 persone, oltre ad alcuni fornitori artigiani esterni, ed ha avviato collaborazioni con architetti e designer di tutta la Penisola. Maarmo punta sulla sostenibilità come valore fondante dell’intera attività produttiva. La materia prima utilizzata per i radiatori è ricavata infatti dagli scarti di marmo. Tutti i termoarredi, sia la versione elettrica che idronica, a fine vita, una volta tolti gli elementi strutturali riscaldanti (ad esempio il rame o le resistenze elettriche) possono essere rimacinati per rientrare nel ciclo produttivo. In questo senso Maarmo agisce creando flussi circolari di materia, capaci di rigenerarsi. Inoltre, essendo tutti i processi produttivi eseguiti a basse temperature, le quantità di energia usate sono minime. Per chiudere il ciclo green, per ogni radiatore venduto l’azienda pianta un albero. Maarmo parteciperà a “Klimahouse 2022”, fiera delle ultime novità in campo delle tecnologie per la casa, prevista a dal 18 al 21 maggio a Bolzano. E’ stata selezionata tra le più innovative aziende a livello nazionale e sarà presente presso il Padiglione CD, Stand C18/56. Per maggior informazioni www.maarmo.com

     

    SCHEDA di approfondimento: LA REALIZZAZIONE DEL TERMOARREDO IN MARMO RICICLATO 

    Maarmo come materia prima riutilizza e ricicla gli scarti della lavorazione del marmo, recuperati grazie ad un certosino lavoro di selezione nelle cave dell’area veronese. La formula ha permesso di generare una linea di termoarredi di design, che non necessita di una fase di cottura, ma di una dolce fase di stagionatura, che dura dalle quarantotto alle settantadue ore. Si passa poi alla verniciatura, realizzata esclusivamente con vernici a base d’acqua. Il processo produttivo parte dalle polveri di marmo di scarto. Vengono lavorate come fossero farine di grano. All’interno di grandi impastatrici, vengono miscelate ad acqua e altri additivi naturali. Ne deriva un prodotto semiliquido somigliante a yogurt. Questo viene steso manualmente su dei pannelli e all’interno di esso vengono posate le canalette per il passaggio dell’acqua calda (termoarredo idronico) oppure le resistenze elettriche (termoarredo elettrico). Una volta composto, il termoarredo viene fatto stagionare per 2 o 3 giorni, per una completa solidificazione del materiale. Non avviene nessuna fase di cottura dunque, ma solo una lenta stagionatura in un’apposita stanza mantenuta a temperatura costante durante l’inverno. D’estate invece la stagionatura avviene all’aria aperta, senza alcun dispendio energetico. Una volta stagionato, il termoarredo viene poi verniciato utilizzando esclusivamente vernici a base d’acqua ed è così pronto per la consegna al cliente. Materia prima riciclata, basso utilizzo di energia e componenti naturali: sono questi gli elementi “green” che contraddistinguono la produzione di questi termoarredi.

  • DENTISTI ANDI IN PIAZZA CONTRO IL TUMORE DEL CAVO ORALE

    Sabato 14 maggio saranno in Piazza Aldo Moro a Treviso e in Piazza Giorgione a Castelfranco Veneto per “Oral Cancer Day 2022”. Forniranno materiale informativo per la prevenzione del cancro al cavo orale. L’iniziativa si svolge in partnership con LILT Treviso e Castelfranco Veneto. Nel mese di maggio screening gratuiti presso gli studi ANDI aderenti all’iniziativa.

    TREVISO/CASTELFRANCO VENETO. Sabato 14 maggio 2022, dopo due anni, ritorna finalmente nelle piazze italiane l’ “Oral Cancer Day”, l’iniziativa della Fondazione dell’ Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) per la prevenzione dei tumori del cavo orale. Dopo le ultime edizioni del 2020/2021 che si sono svolte online a causa della pandemia, quest’anno saranno oltre 60 le piazze disseminate nelle principali città italiane nelle quali Fondazione ANDI Onlus (ramo sociale di ANDI) organizza la sedicesima edizione dell’Oral Cancer Day.  Una campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta ai cittadini su una patologia spesso trascurata, che trova un particolare tasso di incidenza proprio nel nord-est del nostro paese. 

    I Dentisti ANDI saranno presenti in ben 2 piazze della Marca Trevigiana. Sabato 14 maggio dalle ore 9:30 alle ore 17:30 presso Piazza Aldo Moro a Treviso e nel gazebo di Piazza Giorgione a Castelfranco Veneto dalle ore 10:00 alle ore 18:00. Forniranno materiale informativo e indicazioni alla popolazione su come riconoscere e prevenire la patologia. L’iniziativa si svolge in partnership con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) di Treviso e Castelfranco Veneto. Per tutto il mese di maggio, inoltre, rivolgendosi agli studi dei dentisti ANDI aderenti, i cittadini potranno effettuare una visita gratuita per lo screening contro il tumore del cavo orale. E’ anche grazie a queste iniziative e all’attività di prevenzione e di massima attenzione messa in atto dai dentisti italiani che si sta contribuendo all’intercettazione dei sintomi precoci e alla conseguente riduzione della patologia conclamata. La diagnosi precoce permette infatti di curare efficacemente i soggetti colpiti, con un indice di remissione della malattia tra l’80 e il 90% dei casi, garantendo contemporaneamente una minor invasività degli interventi e un sensibile miglioramento della qualità della vita.

    “Purtroppo a causa del covid a differenza delle edizioni pre pandemia non potremmo effettuare anche le visite gratuite di screening direttamente in piazza, iniziativa che ci vedeva ogni anno effettuare una media di 140 visite nell’arco della giornata nelle due postazioni, collaborando con i centri ospedalieri convenzionati all’iniziativa nei quali indirizzavamo con un canale prioritario e dedicato per approfondimenti i cittadini a cui veniva evidenziato qualcosa di sospetto – spiega Dario Danella, presidente ANDI Treviso – dopo 2 anni di sola formula on line infatti, riteniamo importante tornare nelle piazze per dare un segnale anche se per quest’anno solo con un gazebo informativo. Da anni inoltre la nostra sezione si avvale della preziosa partnership della LILT di Treviso e Castelfranco assieme alle quali troverete i nostri dentisti volontari nella postazione. Nel gazebo non verranno raccolte né firme né donazioni, ma verrà solamente fornito materiale informativo e ludico per i più piccoli. Per chi vuole in forma totalmente anonima si potrà compilare un breve questionario al fine statistico per comprendere il grado di conoscenza di questa patologia e dei rischi correlati nella popolazione trevigiana”.

    “Siamo felici della pluriennale collaborazione della LILT con ANDI – aggiunge Alessandro Gava, presidente provinciale LILT Treviso – perché questa giornata rappresenta un’occasione per promuovere i concetti della prevenzione primaria dal momento che fumo e alcol rappresentano i fattori di rischio più significativi per la genesi di questi tumori e l’odontoiatra costituisce una sentinella importante per la diagnosi precoce delle neoformazioni neoplastiche di questo distretto.”

    L’elenco completo delle piazze italiane in cui Andi sarà presente è consultabile sul sito www.oralcancerday.it, sul quale sarà anche possibile individuare lo studio ANDI più vicino, così come chiamando il numero verde 800 058 444.

     

    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

    ANDI Treviso – È la sezione provinciale di ANDI, acronimo di Associazione Nazionale Dentisti Italiani, un sindacato di categoria che accoglie a livello nazionale oltre 26.000 dentisti associati, svolgendo non solo attività prettamente sindacali, ma anche culturali, scientifiche e sociali. Fondata nel 1946 con l’intento di rappresentare i dentisti italiani nel dialogo con organismi nazionali ed internazionali, ANDI è cresciuta sino a diventare l’associazione di categoria più rappresentativa d’Italia. Oggi ANDI si pone quale punto di riferimento e interlocutore principale per quanti operano, sia direttamente che indirettamente, nell’universo dentale, concretizzando relazioni e vie di comunicazione privilegiate con istituzioni, produttori e utilizzatori, media e opinione pubblica. Le attività svolte da ANDI muovono da una solida base valoriale fondata sul benessere e sull’importanza della salute della persona. In provincia di Treviso sono 500 i dentisti associati ANDI, che si occupano non solo del sorriso dei propri pazienti, ma lavorano anche per tutta la loro vita professionale, per diventare un punto di riferimento costante nel tempo per promuovere e sostenere i bisogni di tutte le persone che ogni giorno si rivolgono al dentista con il compito di dare loro risposte efficaci all’esigenza di benessere della comunità. Costante inoltre è l’impegno degli associati nel territorio al fine di sviluppare un rapporto umano e fiduciario tra il medico e il paziente con un servizio di cure al cittadino che sia completo, aggiornato e sicuro, perché basato sulla presa in carico complessiva della persona e il mantenimento della salute del cavo orale nel tempo. La sezione trevigiana ha una sede fisica in via Bressa a Treviso ed un sito internet www.andi-treviso.it

    ORAL CANCER DAYL’Oral Cancer Day nasce nel 2007 su iniziativa di ANDI come campagna di sensibilizzazione del cittadino, con l’obiettivo di promuovere la salute orale attraverso la figura del dentista. A partire dal 2008, grazie ai moltissimi dentisti volontari che dedicano parte del loro tempo ad incontrare i pazienti in numerose piazze italiane, diventa un evento di più ampio respiro, promosso a livello nazionale anche con la partecipazione di noti testimonial. Da allora a oggi, l’incontro nelle piazze o negli studi aderenti all’iniziativa, è un’occasione unica per attuare un capillare lavoro di informazione e sensibilizzazione anche attraverso l’insegnamento di alcune semplici pratiche come l’autoesame della bocca affinché ognuno impari a contrastare quella terribile patologia che è il tumore del cavo orale. Per informazioni www.oralcancerday.it

    DATI STATISTICI – Ogni anno (fonte AIRC) vengono diagnosticati in Italia circa 4.500 nuovi casi di tumore del cavo orale e si registrano circa 3.000 decessi. Se poi si estende l’area anatomica di analisi alla regione testa-collo secondo il Registro Tumori del Veneto, nel 2016 in Italia si sono stimati 9.500 nuovi casi di tumore. Di questi 1.200 solo in Veneto. Nel periodo 2010-2013 si sono verificati 430 decessi l’anno in Veneto per queste neoplasie, di cui il 30% per ca. della laringe. Il triste primato del Veneto è sicuramente legato al forte consumo di fumo ed alcol. Negli ultimi 5 anni il trend pare in diminuzione assestandosi intorno agli 8.000 casi annui.

    LILT TREVISO – La LILT Associazione provinciale di Treviso ODV, è una associazione di volontariato che opera nel territorio provinciale dal 1978 con 6 Delegazioni a Treviso, Castelfranco, Conegliano, Montebelluna, Vittorio Veneto e Oderzo e 780 volontari. L’impegno della LILT nella lotta contro i tumori si dispiega principalmente su tre fronti: la prevenzione primaria promuovendo stili e abitudini di vita salutari, la prevenzione secondaria diffondendo la cultura della diagnosi precoce, l’attenzione verso il malato, la sua famiglia, il suo percorso di cura e di riabilitazione. Per informazioni www.legatumoritreviso.it

  • POSTALMARKET OSPITE AL COSMOPROF WORLDWIDE BOLOGNA 2022

    La fiera internazionale della bellezza in corso in questi giorni vede la partecipazione di uno stand Postalmarket. La copertina del nuovo catalogo uscito in questi giorni è dedicata al mondo del Beauty, con il volto di Clio MakeUp. Alessio Badia: “E’ un settore strategico per il Made in Italy, nel nostro portale sempre più spazio al mondo della bellezza professionale e della cosmesi”.

     

    BOLOGNA. Postalmarket è ospite speciale alla 53esima edizione di Cosmoprof Worldwide Bologna, in programma dal 28 aprile al 2 maggio 2022 a Bologna. La fiera leader mondiale per l’intera industria della cosmetica, del beauty e della bellezza professionale. Da 50 anni evento di riferimento per le aziende ed i professionisti del settore. L’edizione 2022 vede la partecipazione di oltre 2.700 aziende da 70 paesi, disposte in oltre 30 padiglioni.

    Postalmarket è presente con un proprio stand (Padiglione 26 – Stand A5), ospite di questa kermesse dedicata al mondo della bellezza. E non si tratta di una coincidenza. Il nuovo catalogo Postalmarket, in uscita in questi giorni nelle migliori edicole italiane, vede infatti la presenza in copertina di una delle icone italiane più importanti della galassia beauty. Si tratta di Clio Zammatteo, in arte ClioMakeUp. Make-up artist e youtuber, divenuta famosa grazie ai suoi tutorial pubblicati in rete, ora imprenditrice di successo nel mondo beauty, nonché conduttrice televisiva. Sui social aggrega una community di oltre 10 milioni di utenti. Clio rappresenta un modello di successo per tutte le donne. Mamma ed imprenditrice, partita dal nulla è arrivata al successo grazie alla sua intraprendenza, al suo talento e alla sua determinazione. 

    Dal canto suo Postalmarket attraverso il proprio e commerce propone ai propri clienti migliaia di prodotti anche del settore beauty. Postalmarket.it, aperto nell’estate 2021, fa già registrare numeri importanti: 450 mila gli accessi a settimana, 120 mila prodotti disponibili all’acquisto, 100 mila utenti attivi raggiunti ogni settimana da newsletter e blog, migliaia di interazioni giornaliere sui canali social. Sono 300 i brand italiani presenti a portale, suddivisi in 6 categorie merceologiche diverse. Non solo moda dunque, ma anche beauty, food&beverage, casa, intimo, tempo libero, arte e esperienze turistiche. 

    “Il mondo del beauty rappresenta un settore cardine del nostro e commerce – spiega il direttore generale Postalmarket, Alessio Badia – al mondo beauty abbiamo dedicato la copertina dell’ultimo catalogo con Clio Zammatteo. Si tratta un settore strategico per il Made in Italy. Per questo siamo onorati di essere presenti al Cosmoprof Worldwide Bologna che da 50 anni rappresenta il meglio di quanto esiste a livello italiano e mondiale in questo settore”.

    L’edizione 2022 di Cosmoprof Worldwide Bologna si pone in continuità con gli anni precedenti, nonostante le complicazioni legate allo scenario internazionale. 26 le collettive nazionali, con piccole e medie imprese pronte a raccontare il meglio della produzione cosmetica in Belgio, Brasile, Cina, Corea del Sud, Ecuador, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Indonesia, Irlanda, Israele, Lettonia, Mongolia, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, Turchia, UK e USA. Buyer confermati da oltre 90 paesi. 

     

  • NASCE “ROVERE50” IN CASA MAARMO, IL TERMOARREDO CHE SEMBRA UN PANNELLO IN LEGNO

    “Rovere50” ricalca in tutto e per tutto un asse di quercia. E’ il nuovo modello di termoarredo in marmo riciclato realizzato dall’impresa pordenonese. Per ogni pezzo venduto viene piantato un nuovo albero. Pezzato “E’ il nostro omaggio al mondo della natura”.

     

    VILLOTTA DI CHIONS (PN) – VITTORIO VENETO (TV). Grande novità in casa Maarmo. L’azienda produttrice di termoarredo di design situata a Villotta di Chions (PN) lancia sul mercato un nuovo modello. Si chiama “Rovere50” e nasce dalla collaborazione con un’azienda locale del settore legno. Dopo aver omaggiato Venezia nel 2021 con un modello recante il simbolo di una gondola veneziana, il ferro da prua, ora si passa a tutt’altro ambito.

    Il 2022 inizia con un tributo al mondo della natura ed in particolare agli alberi e ai boschi. “Rovere50” infatti è il nuovo termoarredo di design che assomiglia in tutto e per tutto ad un asse di rovere. Lo stampo è stato ricavato da una tavola in legno di una quercia di 50 anni. “In collaborazione con un’azienda del territorio – spiega Gianpaolo Pezzato, il Responsabile Divulgatore di Maarmo – abbiamo fatto stagionare pazientemente quest’asse di rovere per far emergere le venature. Dopo giorni di prove e studi dall’asse grezzo, con scalpello e olio di gomito, come per una scultura, siamo riusciti ad arrivare allo stampo definitivo”. Da questo vengono realizzati i termoarredi, che sono in realtà in marmo riciclato, ma con l’aspetto esterno del rovere. Ad alimentazione elettrica, idronica o ibrida, sono realizzati in 2 formati (30×110 cm; 40×160 cm). 

    Anche “Rovere50”, come tutti i modelli di Maarmo, è prodotto in materiale completamente riciclato, ricavato dagli scarti delle lavorazioni del marmo senza necessità di un ulteriore consumo di energia. L’impegno nell’adottare una logica produttiva ad “impatto zero” continua anche nelle altre iniziative intraprese dall’azienda. Per ogni termoarredo venduto, infatti, l’azienda si impegna a piantare un nuovo albero. Un contributo per un mondo più verde.

    “Rovere50” è realizzato in 5 diverse finiture. Cadore, dai toni chiari, luminosi, morbidi, avvolgenti che richiamano lo stile e la semplicità dei boschi del Cadore. Dolomite, in cui la venatura bianca si combina con il colore della roccia per un effetto chiaro scuro sorprendente, tanto quanto le Dolomiti. Cansiglio: una tonalità profonda e rilassante, a ricordare la quiete e l’ombra ai bordi di un ruscello. Foresta Nera, in cui magia e mistero si intrecciano lungo le calde venature che promettono un rifugio sicuro dopo una lunga giornata di lavoro. Infine Tinta unita, lineare e pulito, con un segno leggero ed elegante. 

    La nuova linea è stata sviluppata negli ultimi mesi da MAARMO, azienda con sede produttiva nel pordenonese ed un laboratorio di Ricerca & Sviluppo a Vittorio Veneto (TV). “Rovere50 dà vita al legno con colori e venature naturali, attraverso una lavorazione a metà tra industria e sartoria – aggiunge Pezzato – è un racconto unico e originale nel quale coesistono diverse atmosfere: suggestiva e tattile nelle riproduzioni del legno, innovativa e dinamica”.

     

    SCHEDA TECNICA DEL PRODOTTO – Rovere50

    Dimensioni e potenza

    Formato piccolo

    Dimensione: 30 x 110 cm

    Elettrico: 350 WATT

    Ibrido: 350/300 WATT

    Idronico: 300 WATT

     

    Formato grande

    40 x 160 cm

    Elettrico: 1000 WATT

    Ibrido: 1000/850 WATT

    Idronico: 850 WATT

     

    SCHEDA DI APPROFONDIMENTO: MAARMO

    Maarmo nasce nel 2017 e realizza termoarredi di design con processi produttivi improntati a riciclo e sostenibilità. La sede produttiva dell’impresa da settembre 2021 si trova a Villotta di Chions (PN). Una divisione ricerca e sviluppo opera a Vittorio Veneto (TV). Il 2021 ha visto il rafforzamento della compagine societaria, con l’ingresso di nuovi imprenditori sia dell’area pordenonese (Alain Bottos, Stefano Mascarin e Andrea Del Ben), che dell’area trevigiana (Marco Caliandro e Gianpaolo Pezzato), per sostenere il progetto di crescita e sviluppo in Italia e nei mercati esteri. Ad oggi l’azienda impiega 7 persone, oltre ad alcuni fornitori artigiani esterni, ed ha avviato collaborazioni con architetti e designer di tutta la Penisola. Maarmo punta sulla sostenibilità come valore fondante dell’intera attività produttiva. La materia prima utilizzata per i radiatori è ricavata infatti dagli scarti di marmo, senza necessità di uno processo di trattamento specifico e pertanto senza un ulteriore consumo di energia. Tutti i termoarredi, sia la versione elettrica che idronica, a fine vita, una volta tolti gli elementi strutturali riscaldanti (ad esempio il rame o le resistenze elettriche) possono essere rimacinati per rientrare nel ciclo produttivo. In questo senso Maarmo agisce creando flussi circolari di materia, capaci di rigenerarsi. Inoltre, essendo tutti i processi produttivi eseguiti a basse temperature, le quantità di energia usate sono minime. Per chiudere il ciclo green, per ogni radiatore venduto l’azienda pianta un albero grazie alla partnership con la piattaforma Treedom. Maarmo parteciperà a “Klimahouse 2022”, fiera delle ultime novità in campo delle tecnologie per la casa, prevista a dal 18 al 21 maggio a Bolzano. E’ stata selezionata tra le più innovative aziende a livello nazionale. Per maggior informazioni www.maarmo.com

     

    SCHEDA di approfondimento: LA REALIZZAZIONE DEL TERMOARREDO IN MARMO RICICLATO 

    Maarmo come materia prima riutilizza e ricicla gli scarti della lavorazione del marmo, recuperati grazie ad un certosino lavoro di selezione nelle cave dell’area veronese e senza necessità di una fase di trattamento specifico . La formula ha permesso di generare una linea di termoarredi di design, che non necessita di una fase di cottura, ma di una dolce fase di stagionatura, che dura dalle quarantotto alle settantadue ore. Si passa poi alla verniciatura, realizzata esclusivamente con vernici a base d’acqua. Il processo produttivo parte dalle farine ricavate da polvere di marmo di scarto. Vengono lavorate come fossero farine di grano. All’interno di grandi impastatrici, vengono miscelate ad acqua e altri additivi naturali. Ne deriva un prodotto semiliquido somigliante a yogurt. Questo viene steso manualmente su dei pannelli e all’interno di esso vengono posate le canalette per il passaggio dell’acqua calda (termoarredo idronico) oppure le resistenze elettriche (termoarredo elettrico). Una volta composto, il termoarredo viene fatto stagionare per almeno 3 giorni, per una completa solidificazione del materiale. Non avviene nessuna fase di cottura dunque, ma solo una lenta stagionatura in un’apposita stanza mantenuta a temperatura costante durante l’inverno. D’estate invece la stagionatura avviene all’aria aperta, senza alcun dispendio energetico. Una volta stagionato, il termoarredo viene poi verniciato utilizzando esclusivamente vernici a base d’acqua ed è così pronto per la consegna al cliente. Materia prima riciclata, basso utilizzo di energia e componenti naturali: sono questi gli elementi “green” che contraddistinguono la produzione di questi termoarredi.

  • MANIFATTURIERO, PIU’ DELLA META’ DELLE AZIENDE CREDONO NELLA CRESCITA PER IL PROSSIMO TRIENNIO

    Indagine 2022 di Fòrema sulle aziende venete con focus sul metalmeccanico e il manifatturiero. Nonostante la crisi delle materie prima e i primi segnali di inflazione, nella metà dei casi ci si attende una fortissima crescita nel prossimo triennio. Esplode la ricerca di tecnici del digitale per sviluppare e gestire il flusso della produzione

     

    PADOVA. Digital transformation e green revolution: sono questi i due trend a guidare il mondo dell’impresa nel 2022. Sul primo fronte le aziende venete hanno iniziato a lavorare e ad investire da molto tempo. Sulla sostenibilità invece si è partiti più di recente ed è questo il focus per i prossimi anni. Il dato è emerso da uno studio condotto da Fòrema, ente di formazione di Assindustria VenetoCentro diretto da Matteo Sinigaglia. La ricerca, coordinata da Roberto Baldo, responsabile attività finanziate di Fòrema, è stata realizzata su di un campione di 172 aziende venete (piccole, medie e grandi). 

    Il momento storico è complicato. A causa della crisi nel reperimento delle materie prime molti settori industriali stanno rallentando la produzione. Lo scenario si complica per la coda lunga della crisi pandemica e i primi segnali di inflazione, in mercati resi incerti dalla guerra in corso. 

    Per questo, nel sondaggio è stata chiesta una previsione su come cambierà – o non cambierà – l’azienda nei prossimi tre anni, in termini di attività, funzioni e relazioni organizzative. Nel complesso, il 30% dei rispondenti (la stragrande maggioranza appartenente al settore industriale e metalmeccanico) prevede un aumento delle attività e il 17% si aspetta un cambiamento radicale dell’azienda, contro un 16% che si aspetta una struttura organizzativa sostanzialmente simile a quella attuale. In termini assoluti prevale l’aspettativa di prossime modifiche a processi, attività e modelli di lavoro (15%), e solo il 2% dichiara di non essere in grado di fare previsioni. Le grandi aziende prospettano trasformazioni più radicali rispetto alle piccole e medie imprese, sia in termini quantitativi (aumento di funzioni/attività o focalizzazione) che qualitativi (nuovi processi e relazioni).

    Per affrontare la situazione, le aziende puntano a nuove professionalità. In molti stanno assumendo nuovi Chief Technology Officer-IT manager, tecnici capaci di individuare le migliori tecnologie da applicare ai prodotti o ai servizi che l’azienda produce, ma anche i Digital manufacturing manager, profili che nei processi produttivi sappiano usare le innovazioni. Su tutte, però, emerge l’attenzione per figure capaci di riprogettare e pianificare la produzione e la gestione dei flussi di materiali in ingresso e in uscita sulle linee produttive,: in questo periodo di crisi dei costi dei materiali sono figure fondamentali per mantenere redditizio il ciclo produttivo.

    In tema di digitalizzazione, il 52% delle aziende dichiara di aver già realizzato interventi formativi per adeguare le competenze tecniche e comportamentali in ambito digitale. Solo il 25% dichiara azioni scarse o nulle in quest’ambito. I processi di digitalizzazione dunque hanno coinvolto la maggior parte delle aziende intervistate, anche se questi processi riguardano prevalentemente i settori della progettazione e direzionale e in minor parte i profili più operativi.

    Sul tema della sostenibilità invece sono un po’ diverse. Meno della metà delle aziende, ovvero il 42% del campione, dichiara di aver realizzato azioni specifiche per dotarsi di competenze per una maggiore sostenibilità d’impresa. Di questo 42%, solamente il 15% parla di azioni complete e concluse, il restante 27% invece parla di azioni incomplete. Il campione di aziende che invece dichiara di non aver ancora fatto assolutamente nulla in tema di sostenibilità si attesta al 37%. 

     

    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

     

    FÒREMA – Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e  metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.

  • LOGISTICA 4.0, NUOVO SORTER PER L’HEADQUARTER DI BRACCHI

    Raddoppiata la capacità di lavorazione sui container grazie all’ultima tecnologia nelle procedure automatizzate. Le altre innovazioni del colosso della logistica bergamasco: il sistema di pallet shuttle di Bassano ed il sistema automatico rilevazione peso e misure per la gestione pallet di Oppeano. L’amministratore delegato, Umberto Ferretti: “Garantiremo spedizioni sempre più rapide e una gestione dei colli ancora più precisa”

     

    Un innovativo sorter logistico a Fara Gera d’Adda, nel cuore dell’headquarter nel Bergamasco, con la nascita di una nuova porzione automatizzata di magazzino per lo smistamento delle merci. Ma anche il sistema pallet shuttle di Bassano del Grappa, nel Vicentino e la novità dei controlli fotografici sui pallet ad Oppeano, nel Veronese. 

     

    Il Gruppo Bracchi (158 milioni di vendite nel corso del 2021, 600 dipendenti tra le sedi italiane e quelle di Germania, Polonia e Slovacchia) accelera nel percorso di innovazione tecnologica e punta sulla logistica 4.0 in questo momento chiave per il mondo dei trasporti, alle prese con i temi dell’aumento globale dei prezzi delle materie prime e della manodopera. 

     

    La scelta strategica più importante è stata quella di investire in un nuovissimo sorter logistico nei magazzini bergamaschi. È stato installato un sistema di smistamento di colli che, grazie a rulliere motorizzate, cinghie a sollevamento pneumatico e nastri trasportatori bidirezionali con tappeti lisci: rappresenta la migliore tecnologia ad oggi esistente sul mercato per chi si occupa di logistica. Il ruolo di questo macchinario è quello di alleggerire il lavoro umano nelle fasi di scarico dei container quando si è di fronte a colli sfusi, che vengono aperti sulla rulliera per lavorarne il contenuto di dettaglio e successivamente per essere riuniti in pallet mono-referenza pronti per la messa a stock. Operazioni che prima venivano svolte a mano e che ora vengono realizzate direttamente dal sorter, capace di identificare ogni singola scatola associata ad un codice e darne il “disco verde” anche sul contenuto. A regime, il macchinario è capace di lavorare più di 500 colli all’ora. Se prima per scaricare un container erano necessarie quattro ore, adesso, nello stesso tempo, se ne gestiranno almeno due, con la certezza di aver cancellato ogni errore umano nell’iter. 

     

    L’amministratore delegato di Bracchi, Umberto Ferretti, commenta così l’investimento. “La tecnologia permette alle operazioni logistiche di essere sempre più precise e veloci, ma anche di aumentare la sicurezza degli operatori”, dice. “Con queste innovazioni siamo sicuri di aver intrapreso una strada che porterà a miglioramenti nel nostro servizio: automatizzando procedure che altrimenti sarebbero a rischio di errore umano garantiremo performance sempre migliori”.

     

    La novità arriva in un gruppo che poteva già vantare nella sede di Bassano del Grappa (nel Vicentino) di un sistema di pallet shuttle all’avanguardia per la gestione della logistica food & beverage. Qui è stato infatti realizzato un blocco di scaffalature a stoccaggio intensivo di 840 metri quadri, per una capacità di oltre 3.000 posti pallet. Un sistema che richiede un intervento minimo da parte degli operatori dal momento che è proprio la navetta automatica a eseguire i movimenti all’interno dei canali delle scaffalature, guidata via wi fi e tablet.

    Da evidenziare infine anche la tecnologia presente nei magazzini di Oppeano, nel Veronese, dedicati al mondo del fashion e dell’arredo, dove i pallet in uscita sono controllati da speciali telecamere che rilevano la dimensione dei colli e la confrontano con pesi e misure dichiarati. Così, si ha la certezza che i dati prima del caricamento siano assolutamente corretti e certificati.

     

     

     

    SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

    LA STORIA DI BRACCHI. Bracchi viene fondata nel 1928 come azienda di trasporto locale. Negli anni ha ampliato la sua presenza affermandosi come realtà di rilievo prima a livello nazionale e poi, con l’ampliamento del proprio network logistico e i primi investimenti nel trasporto marittimo e aereo, in Europa e nel mondo. L’espansione della propria flotta mezzi ed i progetti di logistica integrata e in outsourcing hanno permesso all’azienda di imporsi in settori di nicchia altamente strategici, in cui è leader europeo da oltre 40 anni. All’headquarter di Fara Gera d’Adda (in provincia di Bergamo), dove vengono coordinate tutte le operazioni a livello nazionale ed europeo, si sono presto aggiunte le filiali estere di Bracchi con sede a Lublin in Polonia, Levice e Kostolné Kračany in Slovacchia, dedicati alla logistica e alla distribuzione di ascensori e consumer goods nell’Est Europa, e di Ettenheim in Germania: un polo logistico di 44.000 metri quadri di superficie coperta, dotato delle tecnologie più avanzate e in una posizione strategica per la gestione del traffico europeo. Il 2018 segna un nuovo importante traguardo: l’acquisizione di Bas Group, realtà storica di Bassano del Grappa, nel Vicentino, formata da quattro aziende di trasporti e logistica specializzate nei più vari settori, dal food al beverage, dal fashion all’e-commerce che condividono con Bracchi un approccio orientato al cliente e una forte attitudine all’innovazione. Nel 2020 è la volta di Peterlini, azienda con sede in provincia di Parma specializzata nel trasporto tecnico eccezionale fino a 100 tonnellate. Grazie a queste acquisizioni Bracchi consolida la sua leadership ampliando la propria offerta a nuovi business strategici e aree geografiche, operando nei settori industriale, agricolo, ascensoristico, chimico e della cosmesi, fashion, food & beverage, e-commerce, retail & Gdo. Oggi Bracchi lavora su dodici poli logistici e sette filiali regionali per un totale di 300.000 metri quadri di magazzini complessivi, gli occupati sono circa 600 presenti nei diversi stabilimenti. Nel 2021 il gruppo ha chiuso con vendite a 158 milioni di euro, in crescita sui 142 milioni del 2020. 

  • LE LIBRERIE UNITE PER L’UCRAINA, RACCOLTA DI FONDI DI VELVET MEDIA PER PROTECTION4KIDS

    Una decina di librerie (altre stanno aderendo) delle province di Treviso, Vicenza, Padova e Venezia lanciano un’iniziativa della durata di tre mesi. I ricavati della vendita di “Marketing Heroes” saranno devoluti ad una iniziativa solidale per le zone di guerra

    Le migliori librerie venete. Una ong che sta raccogliendo fondi per l’Ucraina dopo anni di impegno nella tutela dei minori. E un libro che racconta come il marketing, se usato alla sua massima espressione, possa far del bene. È da questa alchimia che è nato il progetto “Marketing Heroes, aiutaci a far del bene”.

    L’iniziativa è coordinata da Velvet Media, agenzia di marketing e comunicazione veneta che nel corso degli anni si è distinta per il proprio approccio solidale, ad esempio con l’iniziativa “All Stars For Good”, raccolta di fondi a fini benefici che pone in vendita le maglie dei calciatori della serie A. Adesso, in occasione dell’emergenza Ucraina, l’agenzia ha deciso di collaborare attivamente con l’Ong Protection4Kids, che aiuta i minori vittime di tratta e di pedopornografia online e che è impegnata in una raccolta fondi per i rifugiati ucraini. 

    Il metodo scelto è stato quello di coinvolgere le migliori librerie venete, alle quali è stato chiesto di mettere in mostra un espositore creato ad hoc per l’iniziativa, nel quale sarà proposto il libro “Marketing Heroes”, che racconta con le parole di Bassel Bakdounes la storia aziendale di Velvet Media attraverso i valori della solidarietà. Con la convinzione ultima che col marketing si possa davvero far del bene. 

    L’iniziativa ha accolto in questa prima fase il benestare di oltre una decina di librerie, altre stanno aderendo in queste ore. Eccole: la Libreria Moderna (di San Donà di Piave, nel Veneziano); nel Trevigiano ci sono la Libreria Canova (Treviso), l’Ubik di Asolo e quello di Castelfranco Veneto, stessa sede della Libreria Massaro, ma anche la Zanetti di Montebelluna. Nel Padovano, ecco la “Leggendo” di Cittadella, e nel Vicentino ha aderito la “Traverso”. 

    In concreto, Velvet Media dona la pubblicazione alle librerie, metà del ricavato finirà direttamente nei conti correnti di Protection4Kids. Il progetto durerà per tre mesi, potrà essere la prova che il marketing può diventare “lo strumento più potente mai utilizzato per fare del bene”. 

    I fondi raccolti serviranno ad alimentare gli aiuti che già in queste ore il team di Protection4kids ha portato a termine. L’associazione ha già organizzato tre spedizioni di beni di prima necessità (beni alimentari pronti all’uso e a lunga conservazione, prodotti igienici, beni per il primo soccorso e indumenti invernali) raccolti grazie all’aiuto della comunità locale nel magazzino a Sant’Andrea oltre il Muson (a Castelfranco Veneto) e con destinazione Rivne, Ucraina e Chisinau, Moldavia.

    “La guerra è davvero un evento catastrofico per le popolazioni residenti, in particolare per i più poveri e deboli”, dichiara Bassel Bakdounes, titolare di Velvet Media, ideatore del progetto. “Qualche giorno fa abbiamo anche organizzato, tra i nostri dipendenti, una raccolta di beni di prima necessità e li abbiamo già spediti per aiutare le vere vittime. Adesso, abbiamo deciso di sposare nuovamente l’iniziativa di Protection4Kids e di regalare alle librerie il nostro modo di relazionarci al bene e alla solidarietà, ossia il nostro stile di “eroi del marketing”. Un piccolo gesto, forse. Ma nel lungo cammino per migliorare il mondo serve iniziare dai piccoli passi”.

    Per contribuire, per informazioni o per adesioni: [email protected].

  • CORTE DELLA PELLE, NASCE L’E COMMERCE ISPIRATO AI CALEGHERI VENEZIANI

    Il sito di vendita on line delle calzature create dalla famiglia Ballin prende il nome dalla corte veneziana dove sorse nel 1200 l’antica scuola dei “calegheri”. 

     

    FIESSO D’ARTICO (VE). Artigiani della calzatura sbarcano on line con un nuovo sito di e commerce. La “Franco Ballin” di Fiesso d’Artico, azienda storica nel distretto della calzatura della Riviera del Brenta, ha attivato la vendita tramite e commerce delle sue calzature. Da qualche giorno sul sito cortedellapelle.it è possibile acquistare le scarpe prodotte artigianalmente dalla Franco Ballin. Una decina di modelli da uomo e realtrettanti da donna sono disponibili on line. Una novità per un’azienda che da 40 anni produce scarpe artigianalmente, seguendo le tecniche dell’antichissima arte calzaturiera veneziana.

    E il nome del sito è ispirato proprio a questa antica tradizione. La Corte della Pelle infatti si trova a S. Samuele nel Sestiere di San Marco a Venezia. Qui venne fondata nel 1278 l’antica scuola per calegheri (calzolai). Alla Corte della Pelle si trovavano infatti i depositi di pellame utilizzati per realizzare le scarpe. L’arte calzaturiera a Venezia era particolarmente fiorente. Alla fine del XVIII secolo si contavano 340 botteghe per un totale di 1172 persone occupate nel settore. Successivamente le botteghe degli artigiani calzolai si spostarono pian piano verso la terraferma, arrivando alla Riviera del Brenta sede ora di un florido distretto della calzatura. “Ci siamo ispirati alla Corte della Pelle di Venezia per collegarci idealmente alle origini dell’arte calzaturiera veneziana, al luogo dove quest’arte è nata e si è sviluppata – spiega Stefano Ballin titolare della “Franco Ballin” – è una tradizione da riscoprire e di cui siamo particolarmente fieri. Ci ispiriamo all’antica arte dei caleghari veneziani per realizzare le nostre calzature su misura”.

    La storia della “Franco Ballin” inizia nel 1972 sulla Riviera del Brenta, il distretto della calzatura del Veneziano. Franco Ballin, che al tempo lavorava per il calzaturificio del cognato, decise di fondare una società famigliare per la produzione di scarpe da donna: la lavorazione a sacchetto è l’idea vincente che in quegli anni lanciò l’attività. Nei primi anni Ottanta la crescita industriale, grazie all’acquisizione del calzaturificio Garden, di Stra, sempre nel Veneziano. Negli anni Novanta la specializzazione nel terzismo di lusso. 

    Dieci anni fa, la decisione di far nascere un marchio di proprietà, che oggi viene proposto a Fiesso d’Artico, giusto di fronte allo stabilimento produttivo. Oggi il flagship è modello per il proprio respiro internazionale: le produzioni vengono vendute anche a Londra e Tokyo. 

    Mezzo secolo dopo l’avvio dell’attività, oggi le redini sono in mano ai fratelli Roberto e Stefano, ma la presenza attiva di Franco in azienda è fondamentale: è lui il “mastro calzaturiere” e nel mentre segue in prima persona le attività del Politecnico Calzaturiero, la prima scuola italiana per calzolai. 

    Ballin oggi esporta i suoi prodotti in tutto il mondo, occupa una trentina di persone, il fatturato si aggira attorno ai due milioni di euro. La realizzazione di prodotti per le grandi griffe internazionali è il core business aziendale.

    Ma quello che caratterizza l’azienda è l’anima artigianale. Franco Ballin propone per il 2021 due linee da uomo e altrettante da donna, una formale e una sportiva. “Molte delle lavorazioni sono fatte ancora a mano, le pelli sono custodite in una stanza protetta, una sorta di caveau dell’eccellenza”, spiega Ballin. “L’azienda fa un vanto di utilizzare ancora oggi, accanto ai macchinari più innovativi, anche una Duer, macchina da cucire degli anni Ottanta che ha bisogno della costante presenza di un tecnico. Ma molti altri sono gli strumenti artigianali, figli di un’epoca antica, quando si curava a mano ogni dettaglio della calzatura. Il nostro obiettivo è di valorizzare la tradizione, produrre calzature di eccellente livello qualitativo, sia per uomo che per donna. Siamo capaci di assemblare, cucire in diversi modi e rifinire ancora a mano le suole, come si faceva un tempo”. 

    Grazie a questa conoscenza ancestrale e all’esperienza pluridecennale dei dipendenti (molti sono in azienda dalla fondazione, anche se non mancano i giovani artigiani della calzatura), oggi uno dei segmenti dell’attività che più sta avendo successo è quello delle calzature personalizzate. Alcuni clienti le chiedono per problemi fisici, ma per lo più sono persone che amano il lusso e la raffinatezza e che vogliono scarpe perfettamente su misura e del colore prescelto, un colore che magari si sposi ad un abito di gala. 

    “C’è anche chi ci chiede modelli completamente personalizzati, pensati non solo per il comfort dei piedi ma soprattutto per l’eleganza e l’unicità che sappiamo donare”, conclude Ballin. “Abbiamo notato una crescita di questa attività, in particolare col Covid le persone stanno cercando il meglio, vogliono star bene nelle proprie scarpe. Ne siamo felici, sebbene la produzione artigianale rappresenti una piccola fetta del nostro business, è quella che forse meglio rappresenta il nostro amore per la calzatura e la nostra storia di artigiani della pelle”.

  • È online Top Bike Rent, il nuovo sito di noleggio bici nato dall’esperienza di Doctorbike

    Top Bike Rent è il nuovo portale di noleggio online nato dall’esperienza di Doctorbike. Oltre al noleggio di city bike, mountain bike ed e-bikes di altissima qualità, mette a disposizione anche una serie di accessori e tante esperienze per vivere appieno l’esperienza sulle due ruote.

     

    (28-05-2021) Doctorbike aggiunge un nuovo, utilissimo servizio alla sua gamma di proposte dedicate a tutti gli appassionati della bicicletta. Da oggi è online Top Bike Rent, il nuovo portale online dedicato al noleggio di bici di qualunque tipologia: city bike, mountain bike con ammortizzazione frontale e full, e-bikes, bici da strada e per bambini.  

    Il nuovo portale lanciato da Doctorbike si caratterizza per la sua semplicità di utilizzo, grazie a una interfaccia utente intuitiva e reattiva da utilizzare, sia da desktop che da mobile. I visitatori di Top Bike Rent dovranno semplicemente selezionare il tipo di bicicletta desiderato, la data di ritiro e di riconsegna, la propria taglia e, in pochi clic, saranno subito pronti a pedalare.

    “Siamo felici di poter offrire quest’altro servizio a tutti gli appassionati di bicicletta. Anche perché tutte le bici a noleggio sono approntate dal nostro staff e quindi affidabili al 100%”, dichiara Massimo Calcaterra, titolare di Doctorbike. L’affidabilità è una delle peculiarità della ciclo-officina di Boffalora sopra Ticino, che è rivenditrice autorizzata, fra gli altri marchi, anche di Cube, da sempre sinonimo di materiali ricercati e tecniche costruttive all’avanguardia.  

    Oltre alla semplicità di noleggio e alla qualità garantita dei mezzi, Top Bike Rent assicura agli appassionati un servizio realmente completo. Nella tariffa finale, infatti, sono inclusi anche un lucchetto e un kit antiforatura, per rendere l’esperienza in sella senza preoccupazioni.   Il portale è sviluppato per diversi intervalli di tempo: è possibile noleggiare una bici per un fine settimana o anche soltanto per mezza giornata. La possibilità di aggiungere accessori utili come il casco, il seggiolino per i propri bambini o il carrellino per i cuccioli a quattro zampe, oltre al sistema di pagamento sicuro rendono Top Bike Rent il portale perfetto per chi vuole godersi immediatamente tutto il piacere di una bici di ottima qualità, senza necessariamente acquistarla.   E al noleggio è possibile aggiungere anche un’esperienza su misura: visite guidate, tour personalizzati, pic-nic e altro ancora. Il tutto per rendere il noleggio davvero memorabile.

    Il portale di noleggio bici Top Bike Rent è raggiungibile a questo indirizzo:  https://noleggio.doctorbike.it/

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    Doctorbike è molto più di una ciclo-officina. A Boffalora sopra Ticino (MI), a due passi dalla ciclabile del Naviglio Grande, un vero e proprio centro bici che offre una gamma completissima di servizi: vendita in loco, e-commerce, officina specializzata, biomeccanica Velosystem, tracking satellitare, abbigliamento e accessori di altissima qualità.

     

  • In tempo di pandemia il concorso musicale per flautisti si sposta on line e fa il pieno di iscritti da tutto il mondo

    Oltre 60 partecipanti all’iniziativa dell’Accademia G. Verdi, i flautisti hanno inviato il video della loro esibizione alla giuria che li ha successivamente guardati e giudicati. Iscritti al concorso da Italia, Corea, Giappone, Turchia, Ucraina, Macedonia, Spagna, Svizzera, Francia, Bulgaria, Moldavia

     

    VENEZIA. In tempi di pandemia e distanziamento sociale anche il mondo della musica classica ha dovuto ricorrere a nuovi strumenti di lavoro e a nuove modalità di esibizione e di studio, anche a distanza. Lezioni on line, webinar, concerti in streaming. E così nell’anno dell’emergenza sanitaria anche la V edizione del concorso “A TUTTO FLAUTO” è sbarcata on line. L’evento organizzato dall’Accademia Musicale G. Verdi di Venezia non si è svolta come di consueto in presenza, bensì a distanza in modalità on line. Superando al tempo stesso la barriera dei confini nazionali e aprendo la partecipazione a flautisti da tutto il mondo, con grande successo.

    Sono stati più di 60 i partecipanti al concorso da diverse nazioni: Italia, Corea, Giappone, Turchia, Ucraina, Macedonia, Spagna, Svizzera, Francia, Bulgaria, Moldavia. Si sono esibiti riprendendosi con il proprio smartphone o tablet o con altri strumenti multimediali. Hanno poi inviato il video alla giuria del concorso. Quest’ultima ha esaminato i video delle esibizioni, visionandoli varie volte, per assegnare i punteggi e giungere infine a stabilire i vincitori. Una nuova formula accolta con entusiasmo da tutti i partecipanti. Nella difficoltà di non poter svolgere il concorso in presenza, infatti, è stata trovata una nuova opportunità: quella di spostare l’evento on line, superando i limiti della presenza ed aprendo le porte a tutto il mondo.

    Il concorso è stato ideato da due amici flautisti. Francesca Seri Presidente dell’Accademia G. Verdi di Venezia, e Giovanni Mugnuolo, concertista e docente presso il Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto (direttore artistico del concorso). “L’idea iniziale era creare una sana competizione ed un confronto tra gli studenti delle varie istituzioni musicali nazionali – spiega Francesca Seri – la quinta edizione è diventata internazionale e on line a causa del protrarsi del covid. Nell’emergenza abbiamo trovato un modo per aprirci al mondo intero, dando opportunità agli iscritti di potersi esibire in un modo inusuale davanti alla telecamera e non presenziale come doveva essere in una normale situazione”. 

    Il concorso conclusosi da pochi giorni ha visto la partecipazione di più di 60 iscritti nelle quattro categorie (denominate A-B-C-D), sezione solisti e ensemble da camera. Altissimo il livello di preparazione dei giovani talenti che hanno inviato i loro video alla giuria, composta quest’anno dal maestro Peter Lukas Graf (presidente), svizzero e noto concertista, già docente della Musik-Akkademie di Basilea e direttore d’orchestra, dal maestro Giorgio Blasco, già direttore del Conservatorio di Trieste, dal maestro Charina Quintana, concertista e docente di flauto presso il Conservatorio di Las Palmas delle Canarie, dalla maestra Francesca Seri, presidente dell’Accademia Giuseppe Verdi di Venezia, e dal direttore artistico maestro Giovanni Mugnuolo, concertista e già docente di flauto presso il Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto.

    La commissione ha proceduto all’ascolto dei video, più di sessanta, nelle diverse categorie. 

    Prima della categoria A (i più giovani), la flautista Yuna Guryanova di Mosca, che a soli 8 anni ha saputo conquistare la giuria con il suo suono dolce ed espressivo e la sua musicalità.

    Nella categoria dei più grandi, la categoria D, hanno vinto il primo premio assoluto nella sezione musica da camera il quartetto Nymphes composto da Clara Cavalleretti, Sofia Panzeri, Tati Greis e Camilla Wanda Piardi con una magnifica interpretazione del brano “Jour d’etè à la montagne”. Il Quartetto nato nel 2019 è composto da un gruppo di amiche e studentesse del Conservatorio di Piacenza, allieve del maestro Saletti. “Nonostante l’adrenalina e le emozioni non possano essere comparabili a quelle che si provano davanti una giuria- hanno detto le ragazze del quartetto Nymphes – senza scoraggiarci abbiamo affrontato il concorso trasmettendo al meglio le nostre emozioni”.

    Primo premio anche al sestetto “La Gazza ladra” composto da Giovanni Moretti, Veronica Palmarin, Alice Morvillo, Alice Difrancescantonio, Andrea Vecchiato e Davide Longega. 

    Nella sezione musica da camera della categoria dei piccoli hanno vinto i due fratelli Sofia e Carlo Gambino, veneziani, allievi dell’Accademia G. Verdi. 

    Nella sezione B ha conquistato il primo premio assoluto il coreano Yunhoo Lee, 13enne, un vero talento artistico, con una tecnica assolutamente superba ed una musicalità di grande spessore. Primo a pari merito anche il veneziano Francesco D’Este di 12 anni.

    Nella sezione musica da camera B ha vinto il primo premio assoluto il duo Anais Jean Baptiste (flauto) e Pablo Bodineau-Acker (pianoforte), provenienti rispettivamente dalla Svizzera e dalla Francia.

    Nella categoria C1 i primi premi sono stati ben 4, assegnati a Rukiye Ayben Sever (Turchia), Misra Coskun (Turchia). Primi anche Benedetto Camaci (Italia) e Sofia Pirozhyk (Ucraina). Nella categoria C2 il primo premio è andato ad un artista talentuoso che ha conquistato la giuria, il giovane Vsevolod Lituchyi 16 anni, ucraino, studente presso l’Accademia “Glinka” di Leopoli, già vincitore di molti concorsi internazionali a Kiev e negli Usa. Altri 3 primi premi sono stati dati a Margarita Rudenco (Moldavia), Emma Pilastro (Italia) e Cojocari Ecaterina (Moldavia).

    Nella sezione musica da camera della categoria C ha vinto il primo premio assoluto con un punteggio di 100 su 100 il quintetto “Il Barbiere di Siviglia” composto dalle italiane Emma Piaia, Bianca Rosa Salva, Emma Jurriaannse, Sofia Rigopoulos, Marianna Gallo. Hanno convinto la giuria per l’ottima capacità di essere cameristi.

    Ben 14 candidati della categoria D solisti che hanno superato la prova eliminatoria con brani obbligatori scelti dalla giuria sono passati alla fase finale. Di questi 14 finalisti solo 6 sono risultati vincitori della V edizione del concorso. Il primo premio è andato all’italiana Clara Cavalleretti di Merate (LC), 20 anni, ancora studentessa, ma già vincitrice di altri concorsi nazionali, ottima interprete del concerto di Jaques Ibert per flauto e orchestra.

    La giuria ha voluto inoltre assegnare per il primo anno anche il Premio “Guido Novello”, un omaggio al grande maestro veneziano, già primo flauto del teatro La Fenice di Venezia ed insegnante di 2 giurati, che da anni portano avanti la sua scuola flautistica nel segno del bel suono e dell’interpretazione coinvolgente ed espressiva. Quest’anno il Premio Novello, che per statuto deve andare ai migliori interpreti italiani, è stato vinto a pari merito dal quartetto “Nymphes” e dal quintetto “Barbiere di Siviglia”. 

    Per maggiori informazioni visitare il sito dell’Accademia www.scuoladimusicagiuseppeverdi.it o le pagine social dell’Accademia.

     

    SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

    L’Accademia musicale Giuseppe Verdi nasce il 5 novembre del 1994 quando un gruppo di musicisti, dopo aver girato il mondo in tourné ha deciso di fondarla a Venezia. L’accademia ha raggiunto l’anno passato un totale di 650 soci, distribuiti nei diversi corsi e nelle diverse sedi che l’Associazione utilizza in Venezia Centro Storico. Durante l’ultimo quarto di secolo oltre duemila studenti sono stati formati da centinaia di docenti. Oggi le sedi sono cinque, in palazzi meravigliosi a Venezia, la sede principale è a San Marco. I fondatori sono rimasti al timone: Francesca Seri, la presidentessa, peraltro pronipote del Maestro Verdi, ma anche Vincenzo Caggiula, membro del consiglio direttivo. L’Accademia negli anni continua a crescere: oggi propone circa una cinquantina di corsi, che vanno dai saggi di classe di strumento individuale o canto, ai concerti degli allievi più dotati e brillanti, fino alle esibizioni dell’orchestra, dei numerosi ensemble, della corale femminile, per finire spettacoli teatrali che vedono coinvolti fino a cento coristi. Attualmente l’Accademia è convenzionata: con il Conservatorio di Musica “Benedetto Marcello” di Venezia, con TRINITY COLLEGE per le certificazioni musicali in linea con EQF europeo, con il Convitto Nazionale Foscarini per corsi di musica all’interno della scuola. L’Accademia si inserisce nel panorama della didattica musicale rivolta in special modo a tutti coloro che intendono avvicinarsi alla musica fin da giovanissimi. L’Associazione prepara i propri allievi i programmi necessari per eseguire gli esami di ammissione al livello propedeutico e all’alta formazione e di livello pre-accademico, richiesti dai conservatori italiani, nonchè esami di ammissione alle medie musicali e al liceo musicale. Inoltre è Centro autorizzato per rilasciare le certificazioni musicali del TRINITY College of London sia per quanto riguarda ma musica classica che per la musica Rock and Pop. Per tutti i soci l’Associazione arricchisce la propria offerta con numerose attività collettive a prezzi ribassati e con l’organizzazione di eventi e concerti completamente gratuiti sia per chi vi partecipa che per chi vi assiste. L’Associazione produce autonomamente operine di teatro musicale per bambini e ragazzi che nel tempo hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. nel 2019 il musical “Cinema Future Show” (soggetto originale) anno 2018 – ha ottenuto il secondo posto al premio nazionale per musical in lingua italiana PRIMO.

  • Le donne di Collodi nel romanzo “Scandalosi amori e Pinocchio”

    Collodi fu un seduttore, un tombeur de femmes. Un giornalista dell’epoca definì l’autore di Pinocchio “un uomo in grembo alle prime donne”.

     

    (26-05-2021) Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, è l’autore della favola “Le avventure di Pinocchio”. Secondo quanto racconta il nipote Paolo, Collodi fu un seduttore e amante di belle donne e nella direzione del giornale che aveva fondato riceveva in continuazione cantanti, ballerine, coriste, stelle di caffè-concerto e di operette. Inoltre, la sua attività di censore teatrale gli permetteva di accogliere nel proprio ufficio attrici avvenenti inviate da un capocomico o dal finanziatore di una commedia per convincerlo a dare un giudizio favorevole sull’opera da rappresentare. Restò scapolo e conservò gelosamente in un cassetto le lettere di innumerevoli amanti, missive che, dopo la sua morte, il fratello bruciò per non compromettere signore ancora viventi e salvaguardare il buon nome di uno scrittore diventato famoso scrivendo libri per bambini.

    Da quelle lettere bruciate prende l’avvio il romanzo storico “Scandalosi amori e Pinocchio” (Youcanprint, Lecce, 2021) di Vito Costantini, studioso pugliese autore di scoperte e approfondimenti legati alla storia collodiana, apprezzati a livello nazionale. Il romanzo, risultato di un’attenta analisi delle opere di Collodi e delle testimonianze finora ignorate di uomini e donne a lui contemporanei, ripercorre in forma autobiografica l’intera esistenza dello scrittore: l’infanzia trascorsa nel paese natale della madre, la vita in seminario, la partecipazione alle due guerre d’indipendenza, l’attività di giornalista, le fasi dell’ideazione della celeberrima favola per la quale immaginò probabilmente un finale differente, come farebbero pensare gli appunti manoscritti scoperti nel 1998 e rimasti inediti. Ma, soprattutto, emerge nel romanzo l’assidua frequentazione di donne i cui nomi compaiono come titoli dei capitoli a loro dedicati: donne reali, come Giulia Sanchioli, un famoso mezzosoprano che fece a tal punto innamorare Collodi da seguirla in tournée per circa un anno o Gianna Ragionieri, una giovane adolescente di 13 anni di cui lo scrittore s’invaghì quando lui di anni ne aveva 54, una storia che all’epoca dei fatti era conosciuta dagli abitanti di Castello (Firenze), dove l’autore toscano trascorreva ogni anno le vacanze estive.

    Ci si chiede se sia importante approfondire questo aspetto della personalità di Collodi a 130 anni dalla sua morte, considerato che allo scrittore sono stati dedicati centinaia di saggi e biografie. Natalino Sapegno, uno dei più grandi critici letterari del XX secolo ha scritto che “le opere di un autore possono essere comprese pienamente solo attraverso un esame della sua formazione umana e culturale, che tenga conto di tutti i dati, anche psicologici della sua personalità”. Della stessa opinione il critico francese Charles Augustin de Saint-Beuve, il quale ha detto che “finché su uno scrittore non ci saremo posti un certo numero di quesiti e non avremo dato ad essi una risposta, non potremo essere sicuri di conoscerlo veramente: ad esempio quale era il suo regime di vita, la sua esistenza di tutti i giorni, il suo vizio e il suo punto debole”.
    Il punto debole di Collodi furono “le donne”: nel romanzo si parla di loro, ma anche delle motivazioni che spinsero lo scrittore a frequentarle in modo assiduo e ininterrotto.

  • TOPOTOMA: UN PROGETTO PER RENDERE PIU’ CONSAPEVOLI I NOSTRI TOPINI

    Attraverso un simpatico ed originale roditore di montagna, TOPOTOMA, si vuole  educare i nostri bambini (ma non solo) a compiere scelte ed azioni: buone, giuste, pulite ed utili, al fine di dare concretezza ai propositi della Agenda 2030 e risalto ai prodotti ed ai valori delle Valli piemontesi.

     

    (27-05-2021) Può un piccolo topo di montagna rendere più consapevoli i nostri “piccoli topini”? Un simpatico roditore goloso di formaggio è in grado di educare noi ed i nostri bambini a fare cose buone, pulite, giuste ed utili? Secondo gli autori del libro in prossima uscita: “Le avventure di Topotoma“, edito da Echos Edizioni, tutto ciò è possibile.

    Così nasce il “progetto Topotoma” di cui, il primo libro, rappresenta la punta di diamante.
    Nell’elegante testo in carta ricicata, rivolto ai bambini dai 5 ai 10 anni, un piccolo e curioso roditore condivide tante divertenti avventure con i suoi amici, (curiosi quanto lui), e, sempre in modo positivo, educato e spassoso affronta, con la leggerezza di un topino, temi complessi quali: l’importanza dell’amicizia e della condivisione; il rispetto per gli altri, (per quanto strani possano apparire); la necessità di salvaguardare la natura; l’importanza, per noi e per l’ambiente, di una alimentazione sana.

    Topotoma è un topo che vive….semplicemente come un topo. La sua tana, a due passi dalle montagne, è posta nei pressi di un ponte di pietra millenario. Ama le passeggiate nei prati e nei boschi, non guida automobili, non usa smartphone, non compra biglietti aerei ma, da roditore curioso e consapevole, insegna, in modo simpatico, ad affrontare la vita e le sfide che essa ci pone adottando sempre un approccio: buono,pulito, giusto ed utile. Il tutto con una particolare attenzione al territorio da cui origina, (le Valli piemontesi), con le sue ricchezze, spesso poco conosciute, e con i suoi valori universali.

    Topotoma è, in realtà, molto più di una serie di libri per l’infanzia. Topotoma è un progetto ampio ed ambizioso che, attraverso : libri; audio-storie; giochi educativi; prodotti etici e biologici; siti web, (www.topotoma.it); social, (Topotomaofficial), collaborazioni con enti ed istituzioni pubbliche e private, si pone la meta di educare i nostri bambini, (e non solo), per consentire loro di affrontare le sfide epocali che stiamo vivendo.

    Si parla tanto di Agenda 2030 e di una educazione impostata verso una cultura più inclusiva, senza disparità di genere, con una assoluta attenzione alle tematiche ambientali ma, spesso, manca “il modo” per diffondere questi messaggi e per concretizzare questi meravigliosi progetti. Si discute molto su come valorizzare le Valli piemontesi ma, spesso, manca “un tramite” attraverso cui farlo. Topotoma, in modo leggero ma mai banale ha questo scopo: sensibilizzare e, nel contempo, consentire di porre azioni concrete al fine di ottenere un “contagio di responsabilità” verso una trasformazione sostenibile, con un occhio di riguardo ai prodotti ed ai valori delle Valli del Piemonte.

    Ad accompagnarlo nelle sue “piccole grandi” avventure di questo primo libro, ricchissimo di illustrazioni artistiche capaci di fare sognare, ci sono: 
    Tometta, una topolina elegante, decisa ed indipendente;
    Tupun, un topo un pò impacciato, molto colto, che vive in una bibliotecha;
    Diavoletto, un esserino rosso rosso che combina birbonate agli uomini cattivi facendosi aiutare, spesso, dalle sue amiche Masche;
    Ortotopo, che, aiutato dalla Fatina dei denti, cura i topi e rende contenti i bambini;
    Il Dahu, un animale dalle fattezze “strane” che sta per estinguersi  ma non si abbatte e aiuta gli altri nelle difficoltà.

    L’origine di questo progetto riconosce tre papà: il compianto poeta e giornaista Ermanno Eandi che, da subito, ha l’intuizione di creare un personaggio etico, capace, senza pedanterie, di veicolare messaggi positivi ed educativi; Silverio Edel, arredatore ed illustratore di fama, capace di creare vere opere d’arte con personaggi originali e divertenti; Giuseppe Casetta, fantasioso dentista di provincia, amante della letteratura per bambini e delle favole di Esopo.
    Ma se a loro si deve l’idea originale, nulla si sarebbe potuto fare se non ci fossero stati gli “aiutanti del topo“. Un manipolo di entusiastici e tenaci collaboratori che, grazie alle loro abilità e alla loro fantasia stanno permettendo lo sviluppo del progetto.

  • STAGIONE CONCERTISTICA 2021 – TANTA MUSICA NEL CENTRO STORICO DEL BORGO MEDIOEVALE DI SUVERETO (LIVORNO)

    L’Ente Musicale e Culturale “G. Puccini” di Suvereto, con il sostegno del Ministero della Cultura ed il patrocinio e contributo del Comune di Suvereto torna a proporre gli appuntamenti musicali nel centro storico del piccolo borgo medievale con una Stagione Concertistica ricca di musica da giugno a settembre 2021. La Stagione è realizzata in collaborazione con l’Associazione Nuovo Teatro dell’Aglio, l’Ente Valorizzazione Suvereto, L’Associazione Commercianti Suvereto. Biglietti già in vendita sul circuito ToketOne. Gradita prenotazione fino ad esaurimento posti.

     

    (25-05-2021) A pochi giorni dalla riapertura del Teatri L’Ente Musicale e Culturale presenta un bouquet di quindici concerti programmati nel suggestivo CHIOSTRO DI SAN FRANCESCO e nella PIAZZA D’ANNUNZIO. La scelta artistica rivolge particolare attenzione alla musica da camera; gruppi e concertisti solisti di eccellenza che propongono repertori originali con attenzione all’esplorazione di nuove sonorità, timbriche e soprattutto programmi musicali dedicati ai sentimenti.  In questa particolare momento storico la proposta musicale e culturale della Stagione Concertistica ha come obiettivo la condivisione, la possibilità di ritrovarsi in spazi di ascolto della musica e di se stessi; momenti preziosi per darci la possibilità di ritrovare le emozioni che contraddistinguono l’animo umano e ritornare a vivere emozioni insieme. “Andiamo e divertiamoci!”.

    La Stagione prende il via DOMENICA 6 GIUGNO ore 18.00 CHIOSTRO DI SAN FRANCESCO (Piazza della Cisterna) a Suvereto alle ore 18.00 con il DUO CLARINETTO E PIANOFORTE Marina Zannerini – ClarinettoeSilvia Gasperini – Pianoforte che presentano un concerto dedicato al ‘900.Il duo clarinetto e pianoforte rappresenta una delle formazioni più in voga dall’epoca del Romanticismo. I maggiori autori di questo periodo li troviamo proprio in questo programma: Poulenc scrive la Sonata nel 1962; Debussy scrive la Premiere Rhapsodie nel 1909, commissionata per la prova d’esame del conservatorio; Saint Saens scrive la Sonata nel 1921; Rabaud scrive il Solo de concours nel 1901 per il concorso del Conservatorio di Parigi ed è un brano diventato molto popolare sin dalla sua composizione.

    Scarica il programma completo  su www.entepuccinisuvereto.com

     

  • MUSEUM, LO STORICO BRAND DELL’OUTERWEAR RINASCE COI BACI DELLE COPPIE CHE SFIDANO LA PANDEMIA

    Nato nel 1986 e ispirato ai capi e alle attrezzature di esercito e soccorritori, Museum è il brand di abbigliamento che coniuga uno stile sportivo e casual a giubbotti per vivere i momenti di tutti i giorni in città e all’aria aperta. La campagna PE 2021 è un omaggio al bacio e ai piccoli gesti d’amore: coppie (reali) si scambiano effusioni all’aperto, mettendo in evidenza la voglia di ritorno alla normalità e alla leggerezza

     

    Nato nel 1986, MUSEUM si rivolge all’esploratore urbano: un libero pensatore, creativo per indole che vive da protagonista la propria contemporaneità.

    E come l’esploratore che conosce, sperimenta e cresce, MUSEUM inaugura, in un periodo storico che ha visto molte aziende del settore in difficoltà, un nuovo capitolo creativo. 

    Nella campagna di presentazione della nuova collezione primavera estate 2021, che prende il via il 26 aprile, il bacio è l’emblema di un ritorno a un’auspicabile normalità e un inno all’autenticità. Gesti semplici e quotidiani, come baci e carezze, sono al centro della creatività del brand outerwear italiano con l’obiettivo di esorcizzare tutti i timori connessi alla pandemia.  

    Realizzata solo dopo il ritorno in zona arancione, per rispettare le norme vigenti, i protagonisti de “Il Bacio” sono persone comuni, modelli per un giorno che indossano la nuova collezione MUSEUM. Le nuove proposte del brand coniugano lo stile sportivo alla tradizione e alla ricercatezza tipiche del Made in Italy.

    La narrazione di questo lancio comincia con la paura e l’incertezza causate da un virus che da oltre un anno stravolge le vite delle persone. Sono stati ridefiniti il lavoro, la socialità e le abitudini. Per questo l’espressione dell’amore nella sua forma più iconica – il bacio – e nella sua completa autenticità, rappresenta un esperimento unico nel suo genere. Le effusioni tra coppie di innamorati (fidanzati anche nella vita reale) mettono al centro la quotidianità e la genuinità di amore e affetto. I gesti immortalati nella campagna comunicativa, che parte il 26 aprile sui canali digitali, sono quelli tra mamma e figlia e coppie, scelte per la loro spontaneità.

     

    About Museum The Original

     

    Il brand che ha portato in Europa giubbotti e giacche ispirate al Canada e all’esercito, arricchendole della tradizione e della ricercatezza tipiche del Made in Italy, nasce dall’idea di un gruppo di amici di ritorno da un viaggio in Nord America. MUSEUM dal 1986 a oggi unisce materiali tecnici e tendenze. Ma non basta. Il nome stesso dell’azienda con sede a Roma vuole omaggiare la cultura e i musei, luoghi sacri delle Muse, divinità supreme che simboleggiano l’eterna magnificenza. Sono queste le due anime di MUSEUM che pensa e crea ogni suo capo come un’opera d’arte, tra tradizione italiana, funzionalità e tendenze dettate dalla moda. 

     

    Sito web: www.museumtheoriginal.com

    Facebook: https://www.facebook.com/museumtheoriginal 

    Instagram: https://www.instagram.com/museumtheoriginal/ 

     

    Le coppie

     

    Francesco e Sara, tra i modelli comuni scelti da Museum prima di convivere hanno vissuto una storia a distanza per circa cinque anni. Lui la raggiungeva a Firenze in bici da Bassano del Grappa. Dopo aver vissuto una pandemia fianco a fianco con Francesco, la ragazza toscana afferma di aver lasciato la sua famiglia ma di averne un’altra, composta dal fidanzato veneto.

    Altro esempio di resilienza e amore sono Jenny e Daniele. Entrambi alpinisti e appassionati di outdoor si sono innamorati ad alta quota. La coppia, per superare la vita ristretta in 50 metri quadri, si è inventata un gioco: immaginare di trovarsi in una tenda al campo base di una spedizione mentre fuori c’è il maltempo che non permette loro di uscire. 

    Mattia e Benedetto si sono fidanzati ad agosto 2020 dopo la prima ondata. Mentre il ristorante da più di cento coperti di Mattia ha subìto le chiusure forzate, la coppia ne approfitta per vedersi più spesso, con la speranza di ritornare presto a vivere, uscire e godersi una cena e momenti di libertà all’aperto.

    Martina e Federica, pensando alla loro storia d’amore arrossiscono e si guardano complici. Si sono sentite libere di scambiarsi baci e gesti d’amore in centro città, sotto gli occhi stupiti dei pochi passanti. Le due donne durante la convivenza costante data dal Covid hanno imparato a domare i loro caratteri forti, ripromettendosi di non andare mai a dormire arrabbiate.

    Anche Raffaella e Marta si abbracciano nel centro storico della loro città, immortalate in un segno di speranza universale: riabbracciare le persone care. 

  • La start up veronese Thrive X lancia quattro App per fare Digital Marketing dallo smartphone grazie all’Intelligenza Artificiale

    La startup lancia quattro App che sfruttano l’Intelligenza Artificiale per fare Digital Marketing dal proprio smartphone. Si va da applicazioni nate per il mercato dell’automotive a quelle per i corsi online, senza dimenticare l’estetica e beauty e le dinamiche connesse al cashback di Stato.

     

    Sono finalmente disponibili sui maggiori App store le applicazioni della start up italiana Thrive X. Si tratta di quattro app che sfruttano l’Intelligenza Artificiale per trovare contatti ideali e in target con le aziende. L’obiettivo principale è proprio generare nuovi contatti e trovare nuovi clienti in target senza dover far riferimento ad una Web Agency o a un Social Media Manager.  

    Matteo Garoli, CEO & Co-Founder di Thrive x Company, sostiene che l’Intelligenza Artificiale rappresenti il futuro del Digital Marketing e proprio per questo hanno deciso di rendere questa tecnologia accessibile a tutti coloro che scelgono i loro prodotti. Garoli aggiunge: “I nostri prodotti sfruttano l’intelligenza Artificiale soprattutto nella pratica di Lead Generation, cioè per farti trovare nuovi clienti perfettamente in target con la tua azienda e il tuo prodotto”.  

    Nel dettaglio le 4 applicazioni sono le seguenti:

    – TurboBot: applicazione dedicata al settore dell’ Automotive che permette di generare contatti ideali interessati a comprare/ noleggiare veicoli. L’app sfrutta un’ Intelligenza Artificiale interna in grado di fornire a chi la utilizza solo contatti di potenziali compratori. L’imprenditore che la scarica può in qualsiasi momento chattare con l’assistenza, impostare la velocità di generazione di nuovi contatti e controllare i dati in tempo reale. Inoltre, TurboBot permette di rimanere sempre in contatto diretto con gli sviluppatori dell’app. È come avere un Social Media Manager alla ricerca di nuovi contatti sempre in tasca.

    – Clickster: si tratta di un’Intelligenza Artificiale che serve a trovare nuovi contatti in target per i servizi di high ticket, cioè beni con un alto margine di profitto come ad esempio un corso online. Questa applicazione utilizza un algoritmo per trovare clienti ideali e in target per le imprese.   

    – My Cashback BOT: applicazione verticale per le Aziende appartenenti al circuito Cashback. L’Intelligenza artificiale è in grado di portare clienti alla porta delle imprese desiderosi di comprare i loro servizi a fronte di un piccolo riconoscimento di Cashback. Di recente è stata pubblicata anche negli App Store più famosi.   

    – Beauty BOT: Ultima novità’: applicazione per il settore Estetica. L’ app aiuta i centri estetici a trovare clienti per aumentare prenotazioni ed erogazione di servizi. L’algoritmo, grazie alla geolocalizzazione, a trovare i clienti interessati nella propria zona. Non è ancora negli App Store ma arriverà presto.

    Le app Thrive X sono facilissime da usare e servono da interfaccia mentre l’Intelligenza Artificiale lavora autonomamente per trovare i contatti in target. Inoltre, le applicazioni non hanno nessun vincolo temporale e funzionano ad abbonamento, un po’ come Netflix o Spotify.  



    Thrive X
    Thrive X è una Marketing Factory, una vera e propria fabbrica, che realizza tecnologie, tra le quali le applicazioni appena lanciate, che hanno lo scopo di semplificare l’attuazione delle strategie di Digital Marketing delle Aziende. Nasce a Verona nel 2019 da Matteo Garoli, Enrico Pisani, Danny Settembrini, Christian Coli.
    Non si tratta di una Web Agency, ma di un’azienda completamente diversa che offre un’alternativa innovativa ed efficace rispetto alle concorrenti sul mercato. I servizi di Thrive X si rivolgono a tutti quei professionisti del Marketing ma soprattutto agli imprenditori che vogliono investire nel Digital Marketing con la garanzia di successo. Per farlo ha sfruttato un’alleata che in pochi ancora conoscono (e ancora meno quelli che la usano per il Digital Marketing e il Social Media Management): l’Intelligenza Artificiale



    Per scoprire il mondo di Thrive X Company, il team ha creato dei contenuti davvero interessanti sul loro canale YouTube, aggiornato costantemente con tutte le novità e con la spiegazione di tutti i prodotti.

    CONTATTA L’AUTORE

    Matteo Garoli
    [email protected]

  • PONTE SAN NICOLÒ A VENEZIA, AL VIA LA RISTRUTTURAZIONE

    L’azienda edile in rosa Ferracin sarà impegnata nell’opera che collegherà l’area di Santa Marta con quella di San Basilio

     

    Iniziano i lavori di demolizione e ricostruzione del Ponte San Nicolò a Venezia. Costruzioni Ferracin si è aggiudicata il prestigioso intervento per conto dell’Autorità di Sistema Portuale di Venezia che collegherà l’area di Santa Marta con quella di San Basilio, di fronte al canale della Giudecca.

    La ristrutturazione si rende necessaria per i problemi connessi all’impalcato esistente, costruito in due epoche differenti (anni Trenta e anni Ottanta). Dai monitoraggi realizzati negli anni, infatti, è emerso un diffuso distacco del copriferro degli impalcati prefabbricati in cemento armato, con la conseguente esposizione alla corrosione dei ferri d’armatura, corrosione amplificata dal moto ondoso e dell’ambiente salino proprio della Laguna.

    Il nuovo impalcato, che ha una luce di circa 15 metri, sarà realizzato da una struttura mista in acciaio-calcestruzzo e non presenterà differenze dal punto di vista dell’altimetria; manterrà la stessa viabilità stradale e pedonale esistente. L’intervento verrà realizzato in due fasi distinte per consentire la continuità del traffico veicolare e per ridurre al minimo il disagio delle utenze; in questo modo i lavori non risulteranno penalizzanti per le riaperture attese dopo la fine dell’emergenza. 

    A curare i lavori un’azienda dall’anima rosa. Costruzioni Ferracin ha sedi tra Jesolo e San Donà di Piave e oggi in tutto vi lavorano 35 dipendenti. Il fatturato del 2020 ha raggiunto quota otto milioni di euro, in leggera ascesa rispetto all’anno precedente ed è già un ottimo risultato considerato i rallentamenti nelle costruzioni causati dall’emergenza Covid. Roberta Capeleto è la responsabile dell’azienda: ha preso le redini del gruppo dal 2016, quando il padre è mancato. “Una donna, e per lo più giovane, al comando di una azienda edile prevalentemente, quasi esclusivamente maschile. I primi tempi non sono stati facilissimi”, racconta lei, orgogliosa di avere creato un team giovane, unito e qualificato. 

    Nell’ultimo triennio l’azienda ha incrementato l’acquisizione di commesse nel centro storico lagunare con l’obiettivo nel medio periodo di consolidare la propria presenza in un’area complessa dal punto di vista gestionale e logistico.

    Stretta collaborazione si è avuta con la Biennale di Venezia con il completamento dei nuovi servizi igienici del padiglione centrale dei Giardini e con la ristrutturazione della terrazza del Palazzo del Cinema del Lido di Venezia. Di imminente partenza vi è anche il completamento del primo stralcio delle opere di urbanizzazione presso Campo Marte, situato nell’Isola di Giudecca, per conto dell’Ater di Venezia; sempre per l’Ater sono prossimi all’inizio i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria su immobili di edilizia residenziale pubblica di proprietà o in gestione nei sestieri di Cannaregio, Castello e nelle isole della gronda lagunare di Murano e Burano. Inoltre Ferracin ha appena completato la ristrutturazione di un prestigioso appartamento veneziano con un architetto di fama nazionale. 

    Oggi, grazie alle maestranze specializzate in manutenzione ordinaria e straordinaria, Costruzioni Ferracin opera costantemente per conto di aziende pubbliche e private offrendo servizi di pronto intervento con reperibilità notturna e festiva. L’azienda opera anche nel restauro, nella ristrutturazione parziale o totale dei fabbricati e nella costruzione di immobili sia civili che industriali. “Il nostro obiettivo è dare sempre più servizi puntuali e all’avanguardia cercando di soddisfare le diverse esigenze della clientela – conclude Capeleto – anche di fronte a problematiche molto complesse. Per fare questo, vi è un gran lavoro di squadra, sia di personale interno, sia di collaboratori esterni”.

  • PISTOLE TERMO SCANNER E COLONNINE ANTI-COVID INSTALLATE IN QUESTURA A VICENZA

    Installati termoscanner Bos nella sede della polizia vicentina. Il titolare, Leonardo Borinato: “Siamo in prima linea nella lotta contro il Covid”

     

    Una colonnina professionale per la sanificazione mani con il termo-scanner integrato, ideata e prodotta da T3 Progetti srl di Altavilla Vicentina  posizionata all’entrata della Questura di Vicenza. Una colonnina professionale solo termo-scanner dislocata presso l’ufficio immigrazione. Cinque pistole termo-scanner di cui una destinata alla polizia ferroviaria. Sono questi gli strumenti nella lotta al Covid di cui si è dotata la Questura di Vicenza coordinata dal dirigente ufficio tecnico logistico Commissario Sollinger; dispositivi che servono per il controllo della temperatura e l’igienizzazione delle mani di chi visita gli spazi dove opera la polizia. I termoscanner sono distribuiti per Bos Italy srl da T3 Progetti. 

    Bos Italy è stata al centro delle cronache nazionali in questi mesi per la tecnologia che ha importato, unica in Italia: una telecamera termica, la Det2000, venduta con il marchio Bos dall’azienda di Val Liona, nel Vicentino. Si tratta un tablet, installato su un piedistallo, che viene collocato all’ingresso degli spazi pubblici. Il visitatore si avvicina e la telecamera legge con un sensore termico la temperatura corporea del volto con una precisione di 0,3 gradi. Inoltre, vede se la persona porta o meno la mascherina. In caso di febbre o mancata protezione, una voce avvisa i presenti della violazione in corso, scatta un allarme che può bloccare le porte automatiche oppure avvisare l’addetto alla reception che qualcuno sta rischiando di moltiplicare il contagio.

    Bos Italy è una tra le aziende storiche in questo segmento di business così innovativo. Il titolare, Leonardo Borinato: “C’è un boom di richieste di colonnine anti-covid di diverso tipo, è la miglior soluzione per garantire la sicurezza a negozi, studi professionali, uffici pubblici e aziende”, spiega. “Siamo in prima linea nella lotta contro il Covid. Proponiamo anche altri strumenti, che sono destinati ai grandi spazi: rilevano contemporaneamente la temperatura corporea di otto persone a dieci metri di distanza in un decimo di secondo: serve nei luoghi dove ci sono flussi costanti”. 

    Bos Italy quest’anno festeggia i 20 anni dalla fondazione. La Bos Italy, azienda titolare del marchio Bos, nasce nel 2001 operando nella rivendita e distribuzione di sistemi di sicurezza, videosorveglianza ed automazioni. Il fondatore, Borinato, si è specializzato nel settore della videosorveglianza e gestisce l’importazione da aziende produttrici estere e rapporti commerciali con oltre 30 distributori dislocati in tutta Italia. L’azienda oggi ha sede in località Val Liona, nel Vicentino, su un magazzino di oltre mille metri quadri con annessi gli uffici, dove lavorano a tempo pieno una decina di persone. Informazioni: www.bositaly.it.

    T3 Progetti è una moderna ed importante realtà nel mondo degli espositori, strutturata al suo interno con i dipartimenti amministrativi, commerciali, tecnici e produttivi, e si concentra sulla progettazione e produzione di espositori personalizzati per i punti di vendita, per diversi settori merceologici, nel canale tradizionale, GDO. Nel corso del 2020, si è contraddistinta con la produzione di colonnine durevoli e personalizzate per la sanificazione, fornite a supermercati, strutture ospedaliere, scuole e comuni. Informazioni: www.t3progetti.com

  • “L’ARTE DI CANCELLARE IL BULLISMO”, TESTIMONIAL FAMOSI ALLA SIDE ACADEMY PER WILLY MONTEIRO

    Evento online organizzato dall’accademia veronese che sforna i talenti del 3D, ci sarà anche Milly, la sorella del ragazzo ucciso a Roma dai bulli. Aderiscono il garante per la privacy, il sindaco di Colleferro, le band i Pinguini Tattici Nucleari e Lo Stato Sociale. Stefano Siganakis, direttore della Side Academy: “Dobbiamo difendere i più deboli, siamo in prima linea non solo contro i bulli, ma contro qualsiasi forma di discriminazione”. L’evento il prossimo 23 aprile


    Venerdì 23 aprile alle ore 15 al via l’evento digitale organizzato dalla Side Academy di Verona contro il bullismo. Il messaggio di “L’Arte di cancellare il bullismo” è rivolto a tutti gli studenti, preferibilmente maggiorenni di scuola superiore, compresi quelli in cerca del proprio futuro in settori a cui è indirizzata la formazione specificamente proposta dall’accademia: asset creation per videogame, realizzazione di film di animazione, grafica tridimensionale.
    In particolare, l’iniziativa “L’Arte di cancellare il bullismo” è centrata sul cortometraggio in lavorazione da parte di diplomati e allievi della Side Academy attorno a una vicenda di cronaca avvenuta nei pressi di Roma lo scorso settembre: la morte di Willy Monteiro, il giovane cuoco, originario di Capoverde, massacrato da due bulli dopo che era intervenuto in difesa di un amico. La supervisione del “cartoon” è affidata a una docente della Academy, Sarah Arduini, premio Oscar per gli effetti visivi de “Il libro della giungla” della Walt Disney. Durante l’evento sarà Arduini a presentare le linee guida che stanno ispirando la complessa e minuziosa produzione del “corto”, la cui presentazione ufficiale è attesa entro i prossimi mesi. Di certo, è un caso che in Italia resta sempre tristemente “di attualità” la storia di Willy, come dimostra il continuo moltiplicarsi di atti di bullismo, ultimo in ordine di tempo il fattaccio di cronaca avvenuto sempre nel Lazio, stavolta in provincia di Frosinone, dove un quattordicenne è stato violentemente pestato da un “branco” solo perché aveva postato sui social un complimento a una ragazza.

    Per dare testimonianza diretta della figura e del sacrificio di Willy, insignito per il suo gesto della Medaglia d’Oro al valore civile dalla Presidenza della Repubblica, saranno presenti online la sorella diciannovenne Milly Monteiro, e Pierluigi Sanna, sindaco di Colleferro, il comune dell’hinterland di Roma dove il cuoco ventenne è stato ucciso. Aderirà inoltre un’autorità dello Stato come il Garante per la privacy tramite l’intervento di un proprio rappresentante. Ma, nel corso di “L’Arte di cancellare il bullismo”, la vicenda di Willy ispirerà altre testimonianze, fra cui quelle di due band amatissime dal pubblico giovanile come I Pinguini Tattici Nucleari e Lo Stato Sociale, mentre sono in via di definizione le presenze di altri importanti testimonial del mondo del giornalismo e dello sport.

    Già in fase di realizzazione, l’opera dedicata a Willy ha catalizzato attenzioni mediatiche dovute ai valori culturali, oltre che estetici e tecnologici, di un progetto destinato ad avere la più ampia diffusione possibile in festival e circuiti cinematografici e mediatici. L’interazione costante con la realtà di tutti i giorni fa parte dei principi didattici dell’Academy, come spiegheranno nel corso dell’evento il direttore, Stefano Siganakis, e il vicedirettore, Stefano Ferrio.
    L’”Arte di cancellare il bullismo” sarà così occasione di approfondire la conoscenza della Academy veronese che forma, sotto la guida di docenti di eccellenza, professionisti di computer-grafica destinati all’elaborazione e produzione di videogame, film di animazione, campagne pubblicitarie e quant’altro è in grado di mettere a frutto competenze così preziose e multiformi.
    L’ambito in cui vanno a posizionarsi i diplomati all’accademia veronese attraverso corsi biennali e triennali, è quello di un mercato digitale italiano per il quale recenti rilevazioni di Anitec. Assinform, l’associazione degli imprenditori del settore, prevede una crescita del 3,4% nel 2021 e del 3,3% nel 2022, quando l’intero indotto nazionale si calcola fatturerà 75 miliardi di euro, reggendo in modo esemplare all’urto della pandemia di covid in corso.

  • TREVISO CREATIVITY WEEK, AL VIA I FUTURE TALKS (CON FARINETTI)

    Quinta edizione dell’evento che riunisce imprenditori, startupper e creativi. Annunciate le date: dal primo al 7 novembre. Primo sponsor ufficiale è Labomar SpA, spunta anche il premio per gli imprenditori impavidi

     

    Con la primavera sboccia anche la creatività, la Treviso Creativity Week 2021 riparte annunciando le date ufficiali. Quest’anno la settimana dedicata a startupper, imprenditori e creativi si celebrerà tra il primo e il sette di novembre. A fianco dei due attesissimi premi “Creativity Startup” e “PensoFUTURO” la quinta edizione di TCW si arricchisce del Premio “Impavidi”, dedicato a imprenditori ed imprenditrici che hanno dato un apporto importate in questo periodo di pandemia.

    Da tradizione, è stata confermata un’importante programmazione per l’avvicinamento all’evento, è la “Road to Treviso Creativity Week”. Si tratta dei Creativity Future Talks, una serie di dialoghi online nei quali partecipano di volta in volta manager e imprenditori con cui confrontarsi sul futuro e sulle nuove sfide che impone il presente. Tra gli ospiti che si alterneranno nel ciclo di incontri che inizieranno il 12 aprile ci sono: Francesca Giubilei e Luca Berta fondatori di VeniceArtFactory, Oscar Farinetti creatore e fondatore di Eataly e Green Pea, Walter Bertin fondatore e AD di Labomar SpA, Lorraine Berton presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Valter Fraccaro presidente di SAIHUB, Valentina Picca Bianchi presidente Donne imprenditrici FIPE, Michele Dorigatti co-fondatore della SEC (Scuola di Economia Civile) e infine Tiziana Lippiello Rettrice dell’Università Ca’ Foscari Venezia. 

    Arriva poi anche la conferma del primo sponsor ufficiale dell’evento. Labomar SpA, azienda di Istrana che produce integratori alimentari, dispositivi medici e cosmetici, è stata la prima ad accogliere la sfida lanciata dall’associazione. L’azienda diventa così il primo sponsor ufficiale della Treviso Creativity Week edizione 2021.

    “Sostenere la realizzazione di un evento come Treviso Creativity Week ci entusiasma” afferma il fondatore e AD di Labomar Walter Bertin, “non solo perché ci dà la possibilità di confrontarci e aprirci ulteriormente al territorio, ma soprattutto perché ci avvicina a moltissimi giovani, primi destinatari di TWC. In loro, siamo convinti, troveremo intraprendenza, vivacità e sguardo proiettato al futuro: le stesse caratteristiche che accompagnano da sempre Labomar”.

    L’obiettivo della TCW quest’anno è quello di lanciare un messaggio di positività, sostenendo il territorio e le aziende che contribuiscono a renderlo attrattivo a livello mondiale. “Con questa quinta edizione intendiamo continuare a dare visibilità e spazio alla parte più innovativa del made in Veneto: giovani e startup”, dichiara il founder di TCW, Gianpaolo Pezzato. “Questa edizione intende riservare una particolare attenzione al tema del rilancio e riqualificazione dei centri storici, asset tra i più importanti del territorio, che stanno vivendo una fase di particolare difficoltà. Parimenti si intende coinvolgere tutto il tessuto imprenditoriale e l’ecosistema dell’innovazione territoriale al fine di costruire un ponte con giovani e startup così da attivare le più efficaci connessioni”.

    La programmazione dell’evento sarà annunciata nelle prossime settimane. La TCW2021 può contare sul patrocinio di Regione del Veneto, Provincia di Treviso, Comune di Treviso, Università Ca’ Foscari Venezia, Università degli Studi di Padova, IUSVE, Treviso Festival, Camera di Commercio Treviso – Belluno Dolomiti e Ubercom Treviso.

  • NASCE LA WIKIPEDIA DELLA FORMAZIONE ON LINE

    A realizzarla IlCuboRosso, divisione di Fòrema dedicata all’innovazione
    Venerdì 16 aprile ci sarà la “Digital Learning Un-Conference – The Playbook” evento on line con un centinaio di formatori e trainer collegati da tutta Italia. Il risultato della giornata sarà la prima enciclopedia digitale dedicata alla formazione a distanza.

    PADOVA. Un manuale aperto, in stile Wikipedia, dedicato al mondo della formazione on line, contenente buone prassi, modelli da seguire, strumenti di lavoro e pratiche vincenti per realizzare un’efficace formazione a distanza. Uno strumento operativo fondamentale per il mondo della formazione, in particolar modo in tempi di pandemia in cui quasi tutti gli eventi formativi sono passati dall’incontro in presenza all’evento da remoto. L’idea di realizzare questo manuale digitale è de IlCuboRosso, la divisione di Fòrema che si occupa di sviluppo organizzativo (Fòrema è l’ente di formazione di Assindustria Venetocentro di Padova, diretto da Matteo Sinigaglia).
    Il manuale sarà realizzato come risultato della seconda edizione della “Digital Learning Un-Conference– The Playbook” prevista venerdì 16 aprile 2021 dalle 9.30 alle 12.30 su piattaforma on line Trello. Incontro che vedrà la partecipazione di un centinaio esperti di formazione e trainer aziendali da tutta Italia. L’evento sarà strutturato in diversi workshop interattivi della durata di 50 minuti ciascuno. I laboratori saranno spazi aperti, dove i partecipanti potranno discutere e proporre le proprie idee in tema di formazione on line. Si ragionerà sugli strumenti da utilizzare, sulle piattaforme migliori, sulle modalità operative. L’obiettivo è di condensare le idee emerse in un “Digital Learning Playbook”. Un’enciclopedia on line dedicata al mondo della formazione. Una sorta di Wikipedia della formazione digitale, contenente buone prassi, modelli da seguire, strumenti operativi e procedure da poter utilizzate.
    Il “Digital Learning Playbook” sarà un manifesto scritto da chi nella formazione ci mette le mani ogni giorno. Un manuale digitale, disponibile on line e aperto a modifiche da parte dei soggetti interessati. Un sistema di conoscenza orizzontale ed interattivo, aperto al contributo degli utilizzatori, sul modello Wikipedia dove gli utenti possono intervenire in prima persona per implementare i contenuti. Sarà uno strumento operativo per chi lavora nell’ambito della formazione, con testi, foto, strumenti operativi, procedure, buone prassi. Con questo manuale si potranno superare i limiti geografici e fisici che ancora oggi vincolano il mondo della formazione alla fisicità e alla presenza, dando nuovo slancio e nuovi spazi alle diverse modalità di apprendimento. Il mondo della formazione attualmente è ancora molto vincolato alla territorialità dei formatori, legati in genere ad una particolare area di operatività. Con questo playbook digitale si potrà proiettare il mondo della formazione in una dimensione nazionale.
    Il “Digital Learning Playbook” sarà disponibile on line nei giorni successivi all’evento.
    La prima edizione della Digital Learning Un-Conference de IlCuboRosso era stata organizzata un anno fa, ad inizio pandemia. “Ci eravamo lasciati con la promessa di cambiare il mondo della formazione sperimentandoci in modalità, strumenti e pratiche del tutto nuove – spiega Giada Marafon, responsabile de IlCuboRosso – durante quest’anno abbiamo maturato così tanto know-how sul digital learning da poterci scrivere un libro. Quest’anno IlCuboRosso ha pensato di mettersi in gioco con “The Playbook”, una rivoluzionaria non-conferenza che permetterà a tutti di riscrivere il mondo del digital learning. Attraverso un approccio interattivo e digitale ognuno di noi contribuirà con un proprio pezzetto di conoscenza e sapere, così da gettare le basi per uno strumento che cambierà il modo di fare formazione. Ogni Workshop avrà una durata di 50 minuti in totale, di cui 35 per la presentazione della proposta e 15 per riportarlo sulla scheda. L’obiettivo alla fine della giornata è di raccogliere quanto impostato da tutti per ufficializzare il nostro PlayBook. Perché aspettare che siano gli altri a far qualcosa, quando possiamo essere noi stessi ad essere i primi?”

    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO
    FÒREMA Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.

    Cuborosso è la business unit di Fòrema specializzata in change management & digital transformation. Nasce dalla pluriennale esperienza di Fòrema nello sviluppo di progetti di formazione e consulenza in ambito manageriale a forte carattere innovativo. Dal 2012 IlCuborosso è una sede di Fòrema, dedicata alla formazione esperienziale per lo sviluppo delle persone e della lean production: uno spazio didattico caratterizzato da luoghi riservati all’apprendimento, alla condivisione e al co-working. Ha ospitato numerose aziende, formatori, studenti di Scuole e Università per sperimentare una metodologia didattica ad alto grado di partecipazione. A gennaio 2020 il brand IlCuborosso viene rilanciato come divisione aziendale di Fòrema dedicata ad accompagnare aziende e persone attraverso processi di cambiamento che vedono al centro le nuove “digital skills”. Solo nell’ultimo semestre ha formato e guidato trasformazioni organizzative in ambito di Smart Working e Agile Working per oltre 30 imprese, per circa 1.000 persone afferenti alle diverse aree funzionali.

  • FÒREMA CREA IL “PATENTINO” PER I BATTERI CHE PULISCONO LE CALDAIE INDUSTRIALI

    Bonaka Italia, azienda di Pordenone, ha acquisito i diritti per la distribuzione europea di un innovativo brevetto biotecnologico russo: al posto dell’acido, nelle tubature adesso si immette un cocktail di venti batteri che mangiano calcare e sporco. È stato possibile grazie alla divisione Chemicals dell’ente di formazione di Assindustria Venetocentro di Padova

    Per raccontare la storia di come i batteri siano capaci di pulire le tubature degli impianti industriali tocca fare un passo indietro nel tempo. Serve tornare al periodo della guerra fredda, quando la Russia studiò un nuovo metodo naturale per ripulire i propri impianti civili e militari riducendo l’approvvigionamento di sostanze chimiche: i batteri.
    Sono passati decenni e quelle tecnologie sperimentali sono state perfezionate e diventate brevetti industriali che stanno per rivoluzionare per sempre il mondo della pulizia delle grandi caldaie civili, scambiatori di calore, sistemi di riscaldamento e degli impianti industriali in genere. In pratica, quella selezione di lactobacilli (simili a quelli dello yogurt) viene immersa in una soluzione liquida, i lactobacilli immessi nelle tubature “mangiano” lo sporco prima di venir rilasciati nell’ambiente senza causare danni a flora e fauna, perché fuori dalle condizioni ambientali muoiono immediatamente.
    Ebbene, a Pordenone, e precisamente nella sede del Parco Tecnologico, è stata fondata una start up innovativa, Bonaka Italia, guidata dal ceo Marco Bortolus, che a livello europeo ha l’esclusiva per importare e vendere il “cocktail” di batteri russi, è il prodotto a base batterica “Bonaka Prom”. Per gli addetti ai lavori è una rivoluzione storica. Fino ad oggi, si usano infatti acidi per pulire il calcare e le incrostazioni che inquinano e danneggiano le tubature. I batteri, invece, semplicemente scompaiono.
    Prima però di poter entrare nel mercato, Bonaka Italia ha chiesto a Fòrema, ente di formazione di Assindustria Venetocentro di Padova, di poter ottenere il “patentino” per farlo. Se ne è occupato Michele Checchin, direttore della divisione Chemicals, che dopo un anno di lavoro è riuscito a presentare un dossier tecnico composto da consulenze e pareri di diversi enti. “Dovevamo chiarire se i batteri erano un potenziale rischio e sancire le modalità con cui possono essere usati”, spiega Checchin. “Fòrema ha proceduto con la definizione delle norme applicabili in merito all’immissione sul mercato nazionale del prodotto, individuando gli obblighi normativi attualmente vigenti in Unione Europea e quelli applicabili nel caso particolare, valutando gli eventuali rischi chimici e biologici derivati dall’uso per lavoratori, consumatori e ambiente. Siamo orgogliosi di aver partecipato a questo progetto che valorizza un cambiamento ecosostenibile nei processi di pulizia industriale. Per Fòrema, un risultato eccellente, che dimostra come le competenze dell’ente possano fungere da acceleratori rendendo possibile l’avvio di imprese innovative tutelandole e accompagnandole nel processo di conformità del prodotto”.
    La Bonaka Italia adesso sta lavorando coi manutentori di grandi impianti industriali per spiegare loro il nuovo modello, che presto si diffonderà nel mercato italiano prima di raggiungere quello europeo. “In Russia persino Gazprom usa questi batteri – spiega Bortolus – che nascono in una cultura a base di lattosio e durante il processo di fermentazione dell’acido lattico secernono dei metaboliti, che sono microparticelle di acidi naturali che poi disgregano i componenti minerali nei sedimenti, senza intaccare plastica o ferro o rovinare impianti. Per tradurlo con delle informazioni pratiche: chi deve pulire tubature prolunga fino a tre volte la vita degli impianti. Ma non solo: ripristina e mantiene la loro efficienza originale, abbattendo considerevolmente le emissioni di anidride carbonica. Il tutto in modo ecologico ed in linea con le direttive del “green deal” della Comunità Europea”.

    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO
    FÒREMA Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.
    BONAKA PROM è un innovativo composto liquido biotecnologico a base batterica, sicuro, efficiente ed ecologico, destinato alla pulizia interna ed il recupero di attrezzature termiche e sistemi tecnologici industriali da fanghi, incrostazioni e depositi di origine organica, minerale ed ossidativa. Una volta inserita la soluzione personalizzata di Bonaka Prom nell’impianto o nell’attrezzatura in diluizione a circuito chiuso e a temperatura controllata i batteri (lactobacilli) che lo compongono generano oltre 30 tipi di metaboliti (acidi organici) che disgregano in modo selettivo unicamente i sedimenti, senza aggredire i metalli, gomme o stoppie e rilasciano un film idrofobo protettivo. A trattamento ultimato, sarà sufficiente svuotare e risciacquare l’impianto senza alcun post-trattamento di passiva-zione e smaltendo le acque di risulta (dipendentemente dai materiali disgregati) secondo le normative vigenti. L’area di applicazione della tecnologia è piuttosto ampia, poiché consente di pulire praticamente qualsiasi apparecchiatura e sistema tecnologico e termico da fanghi, calcare e depositi di calcare. Può essere utilizzato in attrezzature per caldaie e centrali termiche di varie capacità e potenze; boiler, tubazioni e scambiatori di calore industriali di vario tipo; impianti di riscaldamento e approvvigionamento idrico per grandi edifici; attrezzature per raffinerie di petrolio; attrezzature di lavorazione termica per il settore alimentare.

  • FRUTTA E VERDURA FRESCHE CONSEGNATE A DOMICILIO: NASCE ORTAGO, IL PRIMO ECOMMERCE CON LOGISTICA INTEGRATA IN VENETO

    Cambiano gli stili di vita, esordisce un nuovo modello di business: frutta e verdura arrivano a casa in poche ore a porzione in un packaging innovativo e riciclabile. Il fondatore, l’imprenditore veneziano Matteo Zorzato: “Boom di richieste durante il lock down, i giovani amano il biologico e c’è chi chiede la consegna in ufficio”. Tra i servizi, anche pasti cucinati con le verdure

    Frutta e verdura fresca, consegnata in ufficio o a casa a porzione. Ma anche pasti pronti, verdura cucinata (anche al vapore) e consegnata in contenitori riciclati. Nell’era degli ecommerce arriva una svolta storica per il fresco e il freschissimo in Veneto. È nato infatti a Dolo, nel Veneziano il primo ecommerce con logistica integrata dove frutta e verdura si possono comperare a porzione, con consegna garantita in un minimo di 12 ore, che possono diventare al massimo 48 durante i fine settimana. L’azienda si chiama Ortago ed è stata fondata da Matteo Zorzato, imprenditore molto noto nel Veneziano e con una lunga storia famigliare nel settore dell’ortofrutta.
    Il suo modello è un unicum assoluto per il Triveneto. Il motivo? Riuscire a consegnare i freschi e i freschissimi è praticamente impossibile con la normale rete logistica esistente. Mantenere la temperatura tra gli otto e i dieci gradi, ossia quella ideale per la conservazione per gli ortaggi, è molto complicato; i camion frigo viaggiano tra gli zero e i quattro gradi, ed è troppo freddo. Per questo, fino ad oggi chi ha provato a realizzare un business di questo tipo si è fermato alle città e non è riuscito a raggiungere i piccoli comuni.
    “Abbiamo brevettato un packaging ad hoc, box isotermici che d’estate vengono tenuti freschi dal ghiaccio alimentare in gel e d’inverno sono invece isolanti”, spiega Zorzato. “Realizzare una filiera logistica così avanzata non è stato semplice, ma oggi riusciamo a raggiungere sette province e 600 comuni in tutto il territorio veneto: in alcuni casi dall’ordine alla consegna passano sei ore, nei fine settimana arriviamo alle 48 ore. Tutta la frutta e verdura che vendiamo è freschissima, l’avvio dell’iter di consegna inizia dal mercato ortofrutticolo di Padova”.
    Il modello è assolutamente ecosostenibile. Il packaging è infatti riciclabile, sono delle scatoline in polistirolo alimentare. E alle persone piace. “Siamo partiti da un solo anno con questo business, ma ogni mese vediamo che gli ordinativi raddoppiano”, dice ancora Zorzato. “Il nostro è un pubblico giovane, che ama i prodotti biologici e di stagione. Il bergamotto o il melograno, ad esempio, sono tra i nostri best seller. Ma in molti ci chiedono anche frutta tropicale che magari non trovano dal fruttivendolo sotto casa. C’è anche chi ci chiede la consegna in ufficio: consegniamo box che possono essere riutilizzati, semplicemente consegnandoli al corriere”.
    Per Zorzato, questa avventura imprenditoriale, totalmente maturata in proprio, dall’ideazione del marchio alla gestione del modello di business, arriva dopo anni di esperienza nel settore. La sua famiglia è nota per essere uno dei gruppi consorziati più grandi e storici del mondo dell’ortofrutta nel Nord Italia. Opera infatti da 70 anni, ha una sessantina di dipendenti e investe circa 12 milioni di euro l’anno nella compravendita di frutta e verdura. Ciò garantisce ad Ortago di ottenere sempre merce di prima qualità e selezionata, potendo scegliere in anteprima al mercato le produzioni da vendere sul web.

  • NASCONO I SOCIAL MEDIA MANAGER DELLA CULTURA, UN PROGETTO DELLA PROVINCIA DI PADOVA E FÒREMA

    Concluso il corso per i nuovi “promoter digitali” del polo museale padovano. Sinigaglia: “Si rinnova la collaborazione tra Provincia di Padova e Fòrema”

     

     

    Con il ritorno alla zona gialla in Veneto i musei possono riaprire al pubblico, con le adeguate precauzioni. La Provincia di Padova da tempo ha deciso di spingere nella promozione del polo museale padovano, puntando sulle forme di marketing digitale.

    Nasce così il progetto “Mus.Net – MUSeum NETwork – Building Bridges between Cultures” frutto di collaborazione tra la Provincia di Padova e Fòrema, società di Assindustria Venetocentro dedicata alla formazione diretta da Matteo Sinigaglia. Si tratta di un progetto finanziato tramite fondi europei (UE-Creative Europe) per la valorizzazione dei musei sul territorio padovano, un centinaio in tutto. Si rinnova attraverso questo progetto la collaborazione tra Provincia e l’ente di formazione Fòrema, finalizzata alla valorizzazione e promozione del territorio locale, della cultura e del polo museale padovano.

     

    “Siamo orgogliosi di aver portato a termine questo corso di formazione che ha messo in relazione un ente pubblico come la Provincia e uno privato come Fòrema per raggiungere un comune obiettivo”, dichiara Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema. “Noi abbiamo messo a disposizione le competenze formative, la Provincia un progetto da implementare. Siamo riusciti a formare delle persone, a proporre delle idee per valorizzare la rete museale padovana che tanto indotto genera sul territorio. Ora si tratta di mettere a terra le competenze e i piani sviluppati. In ogni caso, di questa esperienza rimane il dialogo produttivo tra Provincia di Padova e Fòrema, un modello che auspichiamo prosegua nei prossimi anni”.

     

    “Sono particolarmente soddisfatto della sinergia realizzata con Fòrema, – ha dichiarato Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova – perché la formazione è fondamentale e strategica in tutti i settori, soprattutto in questo momento particolarmente difficile. La nostra rete museale è un fiore all’occhiello, sono luoghi da vivere, ricchi di arte, storia e cultura ed è giusto farli conoscere con piani di comunicazione adeguati perché la nostra regione fonda la sua ricchezza in questo grande patrimonio sul quale ruotano il turismo, la ricettività e l’accoglienza. I musei della Provincia sono ben inseriti nel contesto ambientale e storico del territorio e offrono dei momenti di svago in assoluta sicurezza. La ripartenza ci sarà se adesso riusciremo a mantenere viva la vitalità intellettuale e la creatività. Auspico che questo progetto sia solo l’inizio di una collaborazione più continuativa e proficua anche in diversi ambiti, un impegno, una sollecitazione e una responsabilità per non ribadire il presente, ma per costruire il futuro”.

     

    Il progetto si è concretizzato in un corso di formazione finalizzato a formare operatori capaci di fare una capillare promozione della rete museale di Padova, attraverso gli strumenti digitali e i social network. I social media manager della cultura e dei musei padovani. L’iniziativa si è sviluppata attraverso un corso intensivo on line di 72 ore nel mese di dicembre 2020 per un totale di 3 settimane di formazione. Vi hanno partecipato persone provenienti da esperienze lavorative diverse, sia di tipo amministrativo che commerciale.

    A condurre le lezioni è stato Mauro Mazzetto, esperto nell’ambito della comunicazione, nuovi media e organizzazione aziendale. I partecipanti al corso hanno sperimentato la nuova modalità didattica implementata per l’occasione e definita “learning by doing” (imparare facendo), elaborando un piano attuativo di marketing per i musei padovani.

    L’approccio non è stato quello della lezione teorica da parte del docente, quanto quello pratico. Per imparare infatti i discenti sono stati chiamati ad elaborare, con l’assistenza di Mazzetto, un proprio progetto di marketing per il polo museale di Padova. Le linee guida su cui si è sviluppato il progetto sono state presentato durante un incontro avvenuto il 3 dicembre cui ha partecipato Alessandra Tormene della Provincia di Padova.

    Il corso si è concluso il 23 dicembre con la presentazione del progetto di marketing elaborato dai partecipanti. Un piano da sviluppare nell’arco di un anno e mezzo attraverso alcuni “Open Day” da realizzarsi presso le sedi museali.

     

     

    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

     

    IL DOCENTE: MAURO MAZZETTO Mauro Mazzetto, nato a Venezia, è un esperto nell’ambito della comunicazione, nuovi media e organizzazione aziendale. Ha sviluppato e lavorato in progetti sia in ambito strettamente aziendale fino al socio-culturale nonché in ambito tecnico/produttivo e consulenziale/formativo. Esperto di grafica, video, UX/UI design e linguaggi web collabora con molte aziende ed enti per lo sviluppo di progetti che vanno dal design Thinking, lo sviluppo di prodotto e le campagne di marketing attraverso metodologie ispirate al Growth Hacking.

     

    FÒREMA Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.

     

  • COSÌ SI CERTIFICANO I DISPOSITIVI MEDICI (E SI SCRIVE DI SCIENZA). IL CASO CLARISCIENCE

    Affari regolatori, scrittura medica e sistemi di gestione per la qualità. Dietro alle scoperte scientifiche e ai dispositivi medici che utilizziamo ogni giorno ci sono i professionisti di Clariscience, azienda con sede tra Padova e Milano, che registra un +22% sul fatturato nell’anno della pandemia. Il CEO, Stefano Pagnutti: “Investiamo nel personale, vogliamo avere i migliori cervelli al servizio dei nostri clienti”

     

    Il mondo farmaceutico, biotecnologico e medicale in Italia rappresenta una filiera che vale il 10% del Pil, per un valore di produzione attorno ai 55 miliardi di euro. Il settore dei dispositivi medici, da solo, genera un mercato che vale 16,5 miliardi di euro tra export e mercato interno e conta 3.957 aziende, che occupano 76.400 dipendenti. Le riviste medico-scientifiche pubblicate da una dozzina di editori sono oltre 170. L’Italia è al settimo posto per numero di pubblicazioni scientifiche e i ricercatori italiani si classificano all’ottavo posto per numero di articoli nel top 1% di citazioni. Ma spesso poi i loro cervelli finiscono all’estero: l’Italia è al 27° posto tra i paesi dell’Ocse per quanto riguarda l’investimento nella ricerca scientifica, che vale solo lo 0,31% del Pil.

    In questo ecosistema economico, sempre più al centro dell’interesse pubblico nell’era della pandemia, esiste un’eccellenza italiana, Clariscience, che ha sede operativa a Padova e legale a Milano. L’azienda è stata fondata nel 2013, i dipendenti sono dieci e nell’anno del Covid il fatturato è passato da 900 mila euro a 1,1 milioni (+22%). Sono i professionisti che garantiscono la supply chain del benessere e della salute, e con le loro conoscenze permettono al settore medicale di comunicare nel modo più corretto e a chi produce o distribuisce dispositivi medici di immettere i propri prodotti sul mercato nel rispetto delle normative.

    Nello specifico, Clariscience si occupa di consulenza in ambito medicale. Accompagna i soggetti coinvolti nell’intricato mondo life science in generale e dei dispositivi medici in particolare. L’azienda è organizzata intorno a due business unit: quella degli “Affari regolatori e sistemi per la gestione per la qualità”, dedicata al settore dei dispositivi medici, e quella relativa alla “Comunicazione scientifica” che si rivolge invece all’intero settore life science, anche attraverso specifici servizi di medical writing. In questo caso gli interlocutori diventano molteplici e il raggio d’azione dell’azienda raggiunge anche il mondo della ricerca e dell’editoria scientifica.

    Un modello, questo, che rende Clariscience unica in Italia per completezza dell’offerta erogata in un mondo in cui precisione e competenza sono indispensabili: “Riusciamo a garantire standard elevatissimi grazie a investimenti costanti nella formazione dei nostri dipendenti”, dice il Ceo, Stefano Pagnutti. “Inoltre, offriamo retribuzioni superiori alla media di settore. Vogliamo avere le migliori menti a disposizione dei nostri clienti”.

    Qualche esempio concreto? Il ricercatore che ha impiegato mesi per raccogliere dei dati potrebbe non avere il tempo per formalizzarli in un documento o in un articolo scientifico senza trascurare pazienti e laboratorio. Oppure il fabbricante di un dispositivo medico all’avanguardia che ha bisogno di qualcuno che lo aiuti a ottenere il marchio CE per renderlo disponibile sul mercato e che, dopo avere investito in ricerca clinica, vuole comunicarne i risultati nel modo più efficace possibile.

    “Clariscience affianca i propri clienti nel raggiungimento e nel mantenimento della conformità normativa e li aiuta ad affermarsi sul mercato attraverso una comunicazione scientifica stimolante”, conclude Pagnutti. “Lavorando a fianco dei nostri clienti, pur rimanendo consulenti, sappiamo esattamente cosa fare. Il mondo dei dispositivi medici è complesso. Prima che un prodotto possa raggiungere il paziente sono necessari controlli e documenti molto precisi. Ma è necessario anche comunicarne efficacemente il valore, facendo lavorare insieme opinion leader, clinici, aziende e centri di ricerca. Per tutte queste esigenze otto anni fa è nata Clariscience. Da allora le nostre parole chiave sono sempre le stesse: competenza, consapevolezza ed empatia”.

  • I SEGRETI DI UNA LEADERSHIP AD ALTO IMPATTO: CON FÒREMA A LEZIONE CON I CAMPIONI DELLO SPORT

    Salgono in cattedra Mauro Bergamasco (rugby), Maurizia Cacciatori (volley) e Riccardo Pittis (basket) per un ciclo di incontri dedicato ai manager. Enrico Del Sole presidente di Fòrema e vicepresidente di Assindustria Venetocentro: “Lo sport insegna a superare le crisi”

    Il Covid ha destabilizzato le aziende. Nel nero della crisi i modelli organizzativi sono stati messi in dubbio dal calo di fatturato e dallo smart working. Una sfida, quella di affrontare il cambiamento, che spesso trova i manager impreparati. Ma devono essere i dirigenti a tenere saldo il timone valoriale ed esistenziale dell’azienda. Per questo, servono modelli cui ispirarsi, persone che nelle sfide sanno dare il meglio. E lo sport in tal senso è metafora del business, dentro le vittorie degli atleti c’è sempre una capacità innata di risolvere le crisi.
    Sulla scorta di queste riflessioni, Fòrema, società di Assindustria Venetocentro dedicata alla formazione diretta da Matteo Sinigaglia, ha deciso di proporre un corso ad hoc in collaborazione con Inner. Così è nato “Leadership Masterclass, i segreti di una leadership ad alto impatto”, ciclo di quattro incontri formativi in videoconferenza, di due ore ciascuno, rivolto a imprenditori e manager, che prenderà avvio a partire dal prossimo 18 febbraio.

    Saliranno in cattedra tre indimenticabili campioni dello sport: Mauro Bergamasco (rugbista di fama nazionale ed internazionale, oggi educatore, trainer, coach e formatore esperienziale), Maurizia Cacciatori (ex capitana della nazionale italiana di volley, con 228 presenze in maglia azzurra, oggi speaker motivazionale in ambito aziendale) e Riccardo Pittis (giocatore professionista di basket per oltre 20 anni, oggi speaker motivazionale, mental coach e formatore) che parleranno di cosa significhi essere leader in una squadra e di quali siano le analogie con il mondo dell’impresa.
    Enrico Del Sole, presidente di Fòrema e vicepresidente di Assindustria Venetocentro, prima come atleta e poi come dirigente, spiega l’iniziativa: “In un periodo complesso come quello che stiamo vivendo, imprenditori e manager devono avere la capacità di allargare lo sguardo oltre le mura dell’azienda, di confrontarsi tra loro ma anche con mondi apparentemente diversi, come quello sportivo. Con questo percorso, Fòrema vuole offrire spunti utili a valorizzare la risorsa più importante che in qualsiasi team, sportivo o aziendale, i leader hanno a disposizione: le persone”.

    SCHEDA LEADERSHIP MASTERCLASS

    PERFORMA DA MANAGER 18 febbraio 2021, ore 17.00-19.00. “Strumenti per gestire le aspettative delle persone in modo efficace e per generare fiducia”. COMUNICAZIONE INTERNA E FEEDBACK 18 marzo 2021, ore 17.00-19.00 “Gestire le relazioni e le emozioni in un contesto che cambia”.
    IL BENESSERE ORGANIZZATIVO 22 aprile 2021, ore 17.00-19.00 “Come generare un clima positivo per elevare la perfomance in Azienda”
    IL LEADER COACH 26 maggio 2021ore 17.00-19.00. “Scopri e comunica il leader che c’è in te per comprendere cos’è la leadership e come la puoi accrescere e comunicare”.
    INFORMAZIONI Le iscrizioni si raccolgono online entro il 15 febbraio 2021. Per garantire l’efficacia della formazione, il percorso prevede un numero limitato di partecipanti; le iscrizioni saranno selezionate in base all’ordine cronologico di arrivo. Quota individuale di iscrizione alla Masterclass € 480,00 + Iva per aziende associate a Assindustria Venetocentro Imprenditori Padova Treviso e € 580,00 + Iva per aziende non associate. Early Bird Sconto del 10% per iscrizioni pervenute entro il 29 gennaio 2021. Informazioni e contatti: 049.8227035; e-mail [email protected] o sul web www.forema.it
    FÒREMA Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.