Autore: mariogiarrusso

  • L’abbigliamento necessario per ogni sport da combattimento

    Quante volte ci è capitato di sentire che le discipline da combattimento sono violente? Beh, sappiate che vi state sbagliando.

    Recenti studi dimostrano che praticare uno sport da combattimento nell’età dello sviluppo apporti numerosi benefici. Queste discipline, infatti, migliorano il flusso sanguigno, l’ossigenazione al cervello, migliorano l’umore, riducono lo stress e favoriscono negli adolescenti una maggiore concentrazione durante lo studio. I bambini imparano a sviluppare un’organizzazione mentale, utile in vari momenti della vita, favorendo la propensione ad una maggiore riflessività durante i processi decisionali.

    Questi e molti altri sono i benefici che questi sport apportano, sia a livello mentale che fisico, e sempre più persone si stanno avvicinando alle discipline da combattimento. Non solo uomini e bambini: molte sono le donne che decidono di frequentare un corso di kick boxing o di boxe in palestra, spinte dalla volta di cambiare e di fare un’attività fisica stimolante e che permetta di scaricare le energie negative.

    Iniziare un nuovo sport significa anche informarsi equipaggiamento necessario e, perché no, cercare un outlet di abbigliamento per sport da combattimento che permetta di munirsi di tutto il necessario senza incorrere in una spesa eccessiva.

     

    L’importanza dello sport

    Lo sport fa bene alla mente e al corpo ed è proprio vero. Fare attività fisica significa allenarsi, avere una buona saluta fisica, rafforzare i muscoli e prevenire l’insorgere di problemi fisici, molti dei quali sono dovuti a una mancanza di robustezza. Uno stile di vita attivo può essere considerato una vera e propria fonte della giovinezza: aiuta a vivere più a lungo, sani e felici!

    Praticare attività fisica, quindi, aiuta anche a stare bene con noi stessi e con gli altri, migliorando la nostra salute mentale oltre che fisica. Infatti, praticare sport diventa sempre più importante nella frenesia generale del mondo contemporaneo, in cui si scappa da casa a lavoro e si è oberati dagli impegni e dai doveri. È un buon modo per ridurre il carico di stress, prenderci del tempo per noi stessi, migliorando anche l’autostima, l’autocontrollo e il senso di benessere generale.

    Questa caratteristica non è riconducibile solo ad alcuni sport, ma a tutti. Molti ritengono che gli sport da combattimento siano soltanto espressione di violenza ma non è così! Nella boxe o nel Muay Thai ad esempio bisogna combinare la forza fisica alla concentrazione mentale. Per sferrare un colpo bisogna seguire delle tecniche ben precise e bisogna porre molta attenzione a come lo si fa per non far male a sé stessi e all’avversario. Proprio per questo motivo gli atleti delle discipline da combattimento eseguono una serie di rituali prima degli incontri, per trovare la concentrazione, isolarsi dalle distrazioni e cercare l’appoggio degli spiriti benigni.

     

    L’abbigliamento adeguato ad ogni disciplina da combattimento

    Le discipline da combattimento sono numerose e ognuna di esse necessita del giusto abbigliamento.

    Se decidete di praticare boxe o kick boxing dovete munirvi di guantoni, fasce per polsi, paradenti, pantaloni larghi che rendano agili i movimenti e scarpe alte che sostengano le caviglie.

    Se volete addentrarvi nel mondo del Karate avete bisogno di un completo a kimono, composto da giacca e pantaloni bianchi, stretti in vita da una cintura, un abbigliamento richiesto anche nella pratica del judo anche se i modelli da indossare sono diversi.

    Nel taekwondo è necessario munirsi di protezioni per le tibie, gli avambracci, di un corpetto e di un casco.

  • Guantoni Leone, un’istituzione nella storia del pugilato

    Il pugilato viene chiamato anche boxe ed è lo sport da combattimento più diffuso in occidente. Durante un incontro i combattenti si incontrano sul ring e si colpiscono con dei pugni, rigorosamente protetti con dei guanti da pugilato.

    Questo sport è attentamente regolamentato in Italia dalla Federazione Pugilistica Italiana (FPI), l’unica a poter promuovere questa disciplina che è praticata anche alle olimpiadi, a differenza di alcuni altri sport da combattimento.

    A livello dilettantistico la boxe è regolamentata dall’associazione internazionale Amateur International Boxing Association (AIBA), riconosciuta in tutto il mondo.

    Se parliamo di professionismo, invece, ci sono numerosi organismi che regolamentano e promuovono il pugilato, come il World Boxing Council (WBC) e la World Boxing Association (WBA), che sono le più antiche e rinomate. Recentemente stanno nascendo numerose associazioni, proprio perché la diffusione di questo sport è sempre più vasta e il numero di campioni anche è in crescita.

     

    La storia del pugilato

    La storia del pugilato ha radici antichissime che affondano nella preistoria. Sono, infatti, stati scoperti numerosi graffiti risalenti al III millennio avanti Cristo che raffigurano degli uomini in procinto di combattere con i pugni chiusi e questa potrebbe essere la testimonianza che anche in tempi remoti ci si dedicava al combattimento, mentre le prime gare risalgono alla civiltà mesopotamica e alla storia dell’antico Egitto.

    Inizialmente i combattimenti erano molto duri ed era comune che uno dei due si facesse male o addirittura morisse. Le prime protezioni vennero indossate dai greci, che iniziarono a fare uso di una specie di guanti, ossia delle strisce di cuoio avvolte attorno alla mano, per evitare delle lesioni. I greci ammettevano nei combattimenti anche i calci, mentre l’uso delle gambe fu vietato nel pugilato romano ed etrusco. All’epoca non c’era una suddivisione degli atleti in categorie di peso e gli incontri terminavano nel momento in cui uno dei due combattenti si arrendeva.

    Solamente nel XVIII secolo vennero introdotte le prime tecniche e le prime regole, di cui si parlò per la prima volta nel libro di Jack Broughton intitolato “London Prize Ring Rules”. Ma le regole della boxe scientifica, così com’è praticata attualmente, ossia con guantoni, round, knock out e categorie di peso, vennero stabilite nel 1865 nel libro “Regole del marchese di Queeensberry”. Nel Novecento vennero introdotte le ultime regolamentazioni, come ulteriori categorie di peso e una durata massima degli incontri, corrispondente a 15 riprese per i combattimenti a livello europeo e mondiale e 12 per gli incontri nazionali, e venne introdotta la presenza dei giudici di gara.

     

    Protezioni e tecniche autorizzate

    Come già specificato prima, è importante tutelarsi durante gli allenamenti e gli incontri di pugilato indossando delle apposite protezioni. Per questo bisogna indossare i guantoni da boxe e dei bendaggi. Inoltre, per i combattenti dilettanti è previsto l’utilizzo del caschetto senza parazigomi e per le atlete il paraseno.

    I guantoni che si possono acquistare non sono tutti uguali, infatti, oltre alle differenze estetiche, ci sono delle differenze di peso fondamentali che variano a seconda della categoria di pugili a cui si appartiene. Le categorie dividono le macrocategorie “dilettanti” e “professionisti” in vari livelli in base al peso dell’atleta.

    Capito quali sono le protezioni principali da utilizzare bisogna capire quali colpi è possibile dare sul ring. Sono ammessi pugni, diretti, ganci e montanti, tutti dati con la parte anteriore del guantone e puntando alla parte anteriore e laterale della testa e del tronco, escludendo quindi tutta la zona del corpo che si trova al di sotto della cintura.

  • L’attrezzatura necessaria per il Muay Thai

    Gli sport da combattimento sono numerosi e ognuno ha le proprie caratteristiche. Sono sport che hanno un’origine orientale e che hanno avuto larga diffusione anche in occidente.

    Uno dei più importanti e conosciuti è sicuramente il Muay Thai, le cui origini affondano nella tradizione antica thailandese. In questo sport da combattimento si combatte in piedi e si indossano dei guantoni.

    Il nome ha un significato profondo, infatti la parola Muay significa “lotta” e deriva dalla parola sanscrita “Mavya” che ha un significato positivo, ossia “unire insieme”. “Thai” invece è di origine thailandese e significa “Popolo libero”. In sostanza Muay Thai può essere genericamente trodotto in italiano con “Combattimento thailandese”. In inglese la traduzione è “Thai boxe”, termine che ha provocato confusione perché veniva utilizzato da coloro che praticavano una kick boxing più orientata al Muay Thai. In realtà il loro era un combattimento da Kick boxing e per nulla paragonabile alla Muay Thai, che si caratterizza per le regole e lo scoring tipicamente utilizzati a Bangkok. Anche le protezioni e l’abbigliamento da thai boxe è unico e pensato appositamente per favorire agilità dei movimenti e una corretta protezione durante lo scontro.

    Per gli amanti di questo sport recarsi in Thailandia e assistere ad un evento di questo genere è un’esperienza unica e indimenticabile, soprattutto se il combattimento è organizzato nel Lumpine Stadium.

     

    Allenamento di Muay Thai

    Un autentico allenamento di Muay Thai lo si trova in Thailandia. Qui i combattenti scelgono da piccoli la palestra in cui allenarsi in base alla vicinanza alla propria casa e poi, crescendo, si spostano, entrando in un mercato che può essere paragonato a quello del calcio.

    Molti in Thailandia considerano questo sport come un vero e proprio lavoro ed è la loro unica fonte di sostentamento.

    Tuttavia, il Muay Thai praticato in occidente spesso si discosta dalla versione originale orientale. Le fasi principali che si susseguono in un allenamento di Muay Thai non depurato dalla sua essenza autentica sono il riscaldamento, lo shadow boxing, il lavoro tecnico al sacco, l’allenamento ai colpitori, lo sparring, il clinch, il potenziamento al sacco, il body workout e il defaticamento. È difficile eseguire tutte le fasi in ogni sessione di allenamento, ma è importante che ognuna di essa venga eseguita almeno due volte a settimana e che non vengano tralasciati il riscaldamento e il defaticamento.

    Se è previsto un combattimento imminente gli allenamenti vanno intensificati fino ad un massimo di 5/6 sessioni a settimana.

     

    L’abbigliamento adeguato

    Il Muay thai è uno sport da combattimento che va praticato a piedi scalzi. Essendo una disciplina completa, richiede l’utilizzo di un’attrezzatura diversa rispetto alle altre discipline della boxe.

    Dal momento che si possono effettuare vari colpi sia con le mani che con i piedi, è necessario indossare una protezione adeguata. Non possono mancare i guantoni da boxe thailandese, le fasce da boxe o i sottoguanti che irrigidiscono il polso e asciugano il sudore, i paradenti, i parastinchi e i parapiedi che evitano un contatto diretto.

    Per quanto riguarda l’abbigliamento, è consigliabile indossare una canotta e dei pantaloncini da boxe ampi per garantire una maggiore comodità. Molte volte i combattenti utilizzano anche delle cavigliere per dare un maggiore sostegno alla caviglia e ai tendini.