Mese: Febbraio 2020

  • Nominato il nuovo direttore generale dell’Università degli studi di Bergamo

    Nella serata di mercoledì 26 febbraio, il Consiglio di amministrazione e il Senato accademico dell’Università degli studi di Bergamo, su proposta del rettore Remo Morzenti Pellegrini, hanno scelto all’unanimità il prossimo direttore generale dell’ateneo: Michela Pilot, classe 1971 originaria di Brescia, sarà in carica a partire dal prossimo 1° marzo per i prossimi tre anni.

    In capo al nuovo direttore generale il raggiungimento di primi obiettivi, strategici per l’ateneo, quali la riorganizzazione del personale tecnico amministrativo, il supporto all’azione strategica della governance sull’internazionalizzazione, la sostenibilità dello sviluppo formativo e lo sviluppo logistico immobiliare.

    Attualmente direttore generale vicario presso l’Università degli studi di Brescia con maturata esperienza in diversi ambiti della gestione amministrativa universitaria e una significativa esperienza presso l’università di Ferrara, la dott.ssa Pilot vanta un curriculum che corrisponde appieno alle caratteristiche ricercate e che le ha permesso di superare un’accurata selezione tra le 23 candidature presentate.

  • Coronavirus? Attenzione ai falsi infermieri

    Nel mondo di oggi, esistono varie tipologie di chiamate riconducibili a frodi. Talvolta, ci si approfitta di una situazione di emergenza per mettere a punto nuove pratiche truffaldine. Così sta accadendo in tutto il Nord Italia in questi giorni, dove alcuni anziani hanno segnalato alle istituzioni di ricevere telefonate sospette da presunti paramedici.

    In particolare, i truffatori si fingono operatori sanitari della Croce Rossa Italiana incaricati di eseguire test di screening a domicilio.

    Su tellows, noto sito web che da anni combatte contro le chiamate indesiderate e le truffe telefoniche, è possibile segnalare i numeri di telefono di questi imbroglioni.

    In generale, questa è una pratica truffaldina piuttosto nota. Infatti, l’obiettivo della telefonata è ottenere quante più informazioni utili a definire le modalità e le tempistiche dell’eventuale truffa. In tal senso, i falsi paramedici tentano di introdursi nelle case per derubare gli sfortunati interessati.

    Tuttavia, nessun operatore sanitario è stato incaricato di eseguire tamponi per verificare la positività o negatività al nuovo coronavirus porta a porta.

    Per maggiori informazioni sui numeri verdi regionali che è possibile contattare in caso di sospetto contagio, dove i veri operatori provvederanno a dare indicazioni sul comportamento da adottare caso per caso, si rimanda all’indirizzo:

    https://blog.tellows.it/2020/02/coronavirus-attenzione-ai-falsi-paramedici/

     

    Ulteriori Links:

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    Tel.: +49 341- 35540902

    Mobil: 0152 – 28754986

    Fax: +49 341 – 35540902

    E-Mail: [email protected]

    Commercial registry: Magistrates’ Court Leipzig HRB 26291

    Managing director: Stefan Rick

     

    La comunità dei numeri telefonici rende possibile ai consumatori di inserire informazioni e commenti sui numeri utilizzando www.tellows.de, www.tellows.com, www.tellows.co.uk, www.tellows.pl, www.tellows.fr, www.tellows.es e www.tellows.it. In questo modo, tellows può prevenire inganni su altri consumatori.

  • Luana D’Angelo Io, l’ostaggio di me

    in radio l’esordio discografico della cantautrice 

    “Io, l’ostaggio di me”, nasce un po’ come la maggior parte delle canzoni: da un sentimento. In questo caso ne troviamo due in costante lotta tra loro. Da una parte l’amore forte verso una persona e dall’altra l’odio vivace verso se stessi. Come si fa ad amare qualcuno se noi siamo il nostro primo nemico? E come si fa a credere che proprio quel qualcuno possa volerti davvero?

    Ad ognuno, almeno una volta nella vita, spetta il compito di liberarsi dall’io che lo intrappola…o quantomeno di lasciarlo libero di poterci provare!

    Timida, umile e sincera. Polistrumentista autodidatta, cantante da doccia, compositrice ed arrangiatrice improvvisata e un po’ ignorante. Amante di tutte le sfumature musicali senza esclusione di genere, ma tendente al pop/indie “malinconico” nelle sue composizioni. Nel corso della sua vita, non ha mai avuto la possibilità di seguire corsi o studi musicali, né di “guarire” del tutto la sua “vulnerabilità” vocale. Attualmente lavora in un centro commerciale, ma continua a sognare di cambiare la sua vita, che presto o tardi, spera di poter dedicare interamente a fare ciò che ama e cioè scrivere e cantare la sua musica. Perché con pochissimo, si possono fare davvero cose bellissime. In fondo sette note sono sufficienti alla musica, no?!

    Biografia Completa
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    Youtube
    https://www.youtube.com/channel/UCfpH_RYseLKrWkeWilpzepw?app=desktop
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    Press, radio, Tv Agency
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  • Tutto quello che devi sapere per usare la tua TV come monitor del PC

    Presto o tardi ti sei sicuramente chiesto anche tu come sarebbe avere un monitor gigante collegato al tuo computer. Pensa ad esempio quanto sarebbero più immersivi i tuoi giochi se avessi un monitor da 50 o 60 pollici invece di un monitor standard da 24 pollici!

    Purtroppo, sebbene sia possibile utilizzare una TV come monitor del computer, ciò non significa che sia sempre l’opzione migliore.

    In effetti si tratta di una soluzione meno attraente e conveniente di quanto possa sembrare (oltre a più costoso). C’è una ragione per cui le TV ad alta definizione (HDTV) in svendita nei supermercati non vanno a ruba per essere usate come monitor economici.

    Nonostante ciò, puoi sicuramente utilizzare una HDTV come schermo del tuo PC.

    Ecco tutto ciò che devi sapere su come impostare un televisore come monitor per il tuo computer.

    TV AL POSTO DEL MONITOR: SI PUÒ FARE?

    La risposta in breve è “Sì”.

    Potrebbe essere necessario un cavo speciale, a seconda delle uscite del tuo PC e degli ingressi della tua HDTV, e dovrai controllare un paio di impostazioni, ma non dovresti avere troppi problemi ad agganciare la maggior parte dei PC moderni alla maggior parte dei moderni televisori HD.

    I moderni televisori ad alta definizione hanno uscite HDMI. Alcuni televisori HD più vecchi hanno ingressi DVI e alcuni hanno ingressi VGA specificatamente progettati per l’uso del PC.

    Se la tua scheda grafica ha un’uscita HDMI sei a posto: basta usare un cavo HDMI per collegare il tuo PC alla televisione.

    Se stai utilizzando una scheda grafica o una scheda madre più vecchia che ha solo un’uscita DVI, puoi acquistare un cavo adattatore DVI-HDMI e collegarlo all’uscita HDMI della tua TV HD.

    I vecchi televisori ad alta definizione e alcuni vecchi computer che dispongono solo di ingressi e uscite VGA non sono invece una scelta ideale. VGA è infatti un segnale analogico che restituisce un’immagine molto più sfocata e con una risoluzione più bassa di quella ottenibile con un cavo HDMI o DVI.

    Se usi DVI o VGA, molto probabilmente dovrai collegare l’audio del tuo PC alla TV separatamente, oppure utilizzare altoparlanti esterni o cuffie.

    IMPORTANTE: VERIFICA LA RISOLUZIONE DELLA SCHEDA GRAFICA

    Per prima cosa dovrai determinare se la tua scheda grafica (o la grafica integrata del tuo PC) è in grado di trasmettere alla risoluzione della tua TV ad alta definizione.

    Se la scheda grafica non è sufficientemente potente rischia di surriscaldarsi e di bruciare! Quindi, mi raccomando, non prendere sotto gamba questo passaggio perché è importantissimo.

    1) Per prima cosa devi individuare la risoluzione della tua HDTV consultando il manuale del produttore.

    Alcuni televisori ad alta definizione hanno risoluzioni non standard: non è detto quindi che la tua HDTV sia supportata. Tuttavia, la maggior parte delle HDTV si attiene alle risoluzioni standard 720p, 1080p o 4K.

    2) Quindi, verifica la massima risoluzione supportata dalla tua scheda grafica/grafica integrata accedendo alle impostazioni del tuo monitor.

    Coincide? Allora è tutto okay!

    Se invece la tua scheda grafica non è abbastanza potente per supportare la risoluzione dello schermo, non collegarlo.

    DENSITÀ DEI PIXEL E QUALITÀ DELL’IMMAGINE

    Ci sono alcuni fattori da tenere a mente se desideri utilizzare un HDTV come monitor di un computer.

    La densità dei pixel, o il numero di pixel racchiusi in un pollice quadrato dello schermo (misurato in pixel per pollice o ppi), è il fattore più importante da considerare.

    Uno schermo per laptop da 15,6 pollici con una risoluzione di 1920 x 1080 ha una densità di pixel di 141,21ppi, mentre uno schermo HDTV da 32 pollici con la stessa risoluzione ha una densità di pixel significativamente inferiore, di soli 68,84ppi.

    Più bassa è la densità dei pixel, meno chiara e dettagliata è l’immagine.

    TV COME MONITOR: NE VALE LA PENA?

    Dipende.

    Se il tuo obiettivo è quello di risparmiare tenendo comunque un buon rapporto qualità/prezzo, sappi che una HDTV non ti farà necessariamente risparmiare rispetto a un monitor.

    In effetti, se sei in procinto di acquistare un nuovo schermo, il consiglio è quello di acquistare un monitor per computer.

    Per prima cosa, i televisori HD più piccoli ed economici hanno in genere una risoluzione di 720p, mentre i monitor con prezzi simili sono quasi sempre 1080p. Quindi, se stai cercando qualcosa di meno di 27 pollici, una HDTV sarà probabilmente più costosa e con una risoluzione inferiore.

    Se stai cercando qualcosa di più grande di 27 pollici, ricorda che la densità dei pixel diminuisce in modo significativo con ogni pochi pollici che guadagni, e c’è una buona ragione per cui i produttori di TV HD suggeriscono di sedersi a qualche metro di distanza dai loro schermi.

    Se hai bisogno di un monitor da lavoro per leggere le e-mail da vicino o come schermo per vedere film, è consigliabile qualcosa con una densità di pixel abbastanza alta affinché il testo sia leggibile e le immagini del film non sgranate.

    E ricorda sempre che un display di grandi dimensioni può comunque causare affaticamento della vista e del collo se ti siedi troppo vicino.

    Link: Riparazione computer Roma

  • Come evitare il surriscaldamento del computer

    Quando il computer è acceso quasi tutti i suoi componenti elettronici si riscaldano e in alcuni casi possono surriscaldarsi e danneggiarsi.

    L’esposizione costante alle alte temperature può causare gravi danni alle componenti della scheda madre. Il surriscaldamento può quindi distruggere e ridurre la durata dei componenti all’interno del computer.

    Il principale vantaggio di mantenere il computer “fresco” è quindi quello di aiutarti a evitare costose riparazioni in futuro

    Ecco un elenco di modi per mantenere fresco il tuo PC:

    SPEGNI IL COMPUTER QUANDO NON VIENE UTILIZZATO

    Un computer continua a produrre calore finché è in esecuzione, anche quando non lo si utilizza.

    Anche a modalità “ibernazione” non va bene, poiché lascia il disco in rotazione riducendo la vita della stesso. Anche per  solo poco tempo di inattività, ad esempio per la pausa pranzo, spegni il computer.

    PULISCI REGOLARMENTE IL COMPUTER

    È essenziale pulire regolarmente il computer, in particolare le ventole di raffreddamento.

    Le ventole collegate all’interno del case del computer vengono utilizzate per il raffreddamento attivo del computer. Nel tempo, polvere e sporco possono accumularsi in questi ventilatori. Lo sporco accumulato può rallentare o, nel peggiore dei casi, impedire alle ventole di funzionare.

    Se le ventole non riescono a espellere l’aria calda abbastanza velocemente, alcune parti interne alla fine si surriscaldano.

    Per pulire la ventola di raffreddamento segui questi passi:

    1) Spegni il computer e scollega i cavi dalla presa elettrica;
    2) Apri il case togliendo le viti con un cacciavite;
    3) Pulisci la ventola utilizzando un compressore ad aria compressa (quelli che si usano per gonfiare i pneumatici) tenendoti a una distanza adeguata dalla ventola in modo che il getto non soffi troppo forte contro di essa (provalo prima sulla tua mano per misurarne la potenza), facendo attenzione a tenere la ventola ferma con le dita, un’eccessiva rotazione in un solo verso danneggerebbe irrimediabilmente la Bronzina (o Cuscinetto di rotazione) della ventola stessa

    Raccomandazioni importanti:

    1) non spruzzare, non versare liquidi e non inserire oggetti direttamente nelle parti del computer.
    2) Non usare le bombolette ad aria compressa. Nelle bombolette non c’è veramente aria compressa come il nome suggerisce, ma composti chimici liquidi che si trasformano in gas all’uscita dalla bomboletta.

    Già che ci sei puoi prendere in considerazione di pulire anche monitor, tastiera e mouse. Il tuo computer te ne sarà certamente grato.

    NON LIMITARE IL FLUSSO D’ARIA ATTORNO AL COMPUTER

    Prima di tutto assicurati di collocare il computer in una stanza in grado di fornire sempre un flusso d’aria sufficiente sollevandolo da terra almeno di 30 cm, altrimenti si crea l’effetto “aspirapolvere”.

    Ricorda che il PC non deve trovarsi accanto ad altri oggetti che impediscono la circolazione dell’aria, come pareti, mobili o altri elettrodomestici. Dovrebbero esserci almeno due o tre pollici di spazio su entrambi i lati del case.

    Poiché la maggior parte dell’aria calda esce dalla presa d’aria sul retro del case del computer, questa parte dovrebbe essere completamente chiara e aperta.

    È importante che la posizione fisica non contribuisca ulteriormente al calore del computer.

    Accertati che il PC non sia posizionato nelle vicinanze di un forno, un frigorifero, apparecchi di cottura e altre cose che possono soffiare aria calda o trasferire calore nel sistema del computer.

    Se la stanza in cui si trova non corrisponde a questi requisiti, prendi in considerazione di spostare il computer in un ambiente più fresco e pulito. Una stanza climatizzata è l’ideale.

    USA IL COMPUTER CON LA CUSTODIA CHIUSA

    Sembrerebbe logico tenere aperto il case mentre il computer è in esecuzione per mantenerlo più fresco. Non è forse vero?

    Non lo è.

    Il problema è che sporcizia e polvere si possono accumulare e ostruire più rapidamente le ventole del computer quando il case viene aperto. Ciò può causare il rallentamento o la rottura delle ventole stesse.

    VALUTA DI INSTALLARE UNA VENTOLA SUPPLEMENTARE

    Questa piccola ventola può essere collegata alla parte anteriore o posteriore del case del computer.

    Esistono due tipi di ventole: una in grado di aspirare aria più fresca nella custodia e una in grado di espellere l’aria calda dalla custodia. L’installazione è un ottimo modo per raffreddare il tuo computer.

    CAMBIA LA VENTOLA PER LA CPU

    La CPU è il componente più importante all’interno del computer. Quando si eseguono applicazioni impegnative, la CPU e la scheda grafica si surriscaldano.

    Prendi in considerazione l’acquisto di una ventola per la CPU di alta qualità e più grande in grado di mantenere la temperatura della CPU più bassa rispetto alla ventola CPU pre-installata sul tuo computer.

  • Coperture pvc e intemperie: quanto resiste una copertura telonata?

    Quando si pensa all’acquisto di una copertura telonata bisogna valutare diversi aspetti.
    Spesso vengono messi in contrapposizione il prezzo e la qualità del prodotto finito.
    In questo caso, valutando i capannoni con coperture in pvc, risulta chiara l’economicità che possono avere rispetto alle costruzioni in muratura.
    Non è di facile intuizione, invece, la qualità dei materiali e la resistenza che questi ultimi possono avere nei confronti degli agenti atmosferici.

    Coperture in pvc e resistenza agli agenti atmosferici

    Le coperture telonate sono in costante aumento nel territorio italiano. Aziende e realtà industriali scelgono sempre più spesso di dotarsi di queste soluzioni; i principali scopi riguardano la protezione delle merci stoccate, l’utilizzo di una zona coperta per il carico e lo scarico delle merci o come area per il rimessaggio di mezzi e macchinari.
    Oltre al prezzo, in fase di valutazione dell’acquisto, hanno preso in considerazione anche la robustezza e la resistenza alle precipitazioni atmosferiche. Analizziamo quali sono le principali e come le coperture pvc si difendono in queste situazioni.

    Resistenza di un capannone pvc alle spinte del vento

    La resistenza di una tensostruttura in pvc alle spinte del vento è data da due caratteristiche:

    • solidità strutturale;
    • qualità delle chiusure.

    Analizzando i capannoni rivestiti in telo pvc, spesso si trovano strutture con basi mobili; questo non significa però che siano meno resistenti.
    L’installazione, infatti, prevede che la base sia ancorata a terra con tasselli o su guide antideragliamento; il manto in pvc viene invece attaccato all’anima in acciaio in modo tale che le spinte del vento non portino al sollevamento della copertura.
    Anche lo spessore del telo diventa un punto importante. I teli in pvc sono disponibili in diverse dimensioni anche se le più raccomandate in questi casi sono le tensostrutture coibentate con rigidi pannelli sandwich isolanti.

    Come una copertura pvc reagisce al carico neve

    Il rischio di doversi imbattere in nevicate consistenti è più consistente in determinate zone d’Italia, in particolar modo in vicinanza ai rilievi della penisola.
    Le coperture in telo pvc devono fare i conti con le nevicati abbondanti ed in particolar modo all’accumulo di neve sui tetti delle tensostrutture. Il deposito di grandi quantità di neve potrebbe infatti portare a crolli e cedimenti.
    Per queste situazioni, le coperture telonate devono attenersi in modo preciso alla normativa aggiornata al D.M. 17/01/2018 (NTC 2018), la quale prevede di costruire tenendo conto dell’area geografica e dei relativi carichi neve.
    I tecnici devono quindi attenersi a specifici calcoli che permettano di capire quali caratteristiche deve avere il capannone in pvc. Le strutture zone in zone montuose, ad esempio, dovranno contrastare il deposito neve aumentando la quantità di acciaio e rinforzando i punti di giunzione.

    Resistenza alle forti piogge e alle grandinate

    Le forti piogge sono una delle precipitazioni più temute dalle persone, in particolar modo quando alle gocce d’acqua si mischiano i chicchi di grandine.
    Per resistere a tutto ciò, i capannoni industriali telonati vengono dotati di teli più spessi o da pannelli isolanti ancor più robusti.
    In questo caso, anche in occasione di forti giornate di grandine, il telo non subisce strappi o cedimenti e continua a proteggere egregiamente merci e macchinari presenti al di sotto della copertura.

    Terremoti e coperture in pvc

    Alcune zone dell’Italia sono indicate come aree a rischio di eventi sismici. Le tensostrutture in pvc sono delle strutture antisismiche a tutti gli effetti:sono coperture molto flessibili e, non avendo fondamenta né opere murarie, sono fortemente in grado di resistere ai movimenti del terreno provocati dai terremoti.
    Sono quindi una grande soluzione anche per le zone ad alta sismicità, nel rispetto dei parametri del D.M. 17 gennaio 2018.
    In conclusione, le coperture amovibili in pvc, oltre ad essere delle soluzioni economiche, risultano essere anche grandi alleati per affrontare eventi atmosferici poco piacevoli e terremoti.

  • Il settore dei parchi divertimento chiede il riconoscimento dello stato di crisi

    Parchi a tema in prima linea nella tutela della salute pubblica: l’Associazione Parchi Permanenti Italiani (PPI), che raggruppa più di 230 parchi divertimento di carattere tematico, acquatico e faunistico, assicura sin d’ora l’adozione di tutte le misure straordinarie necessarie per fronteggiare l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus. In ottemperanza alle ordinanze emanate dalle Regioni coinvolte, le realtà interessate hanno già sospeso tutte le attività in corso, mentre l’Associazione è al lavoro per coordinare le azioni da intraprendere nei parchi la cui apertura, prevista nel corso delle prossime settimane, dovrà essere posticipata.

    Il commento di Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani

    “Abbiamo a cuore la salute dei nostri ospiti, bambini, ragazzi e adulti – dichiara Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e del parco a tema Leolandia – per questo siamo perfettamente consci dell’emergenza e della necessità di adottare tutti i provvedimenti necessari a contenerla. È tuttavia indubbio che la sospensione delle attività in corso per i parchi già aperti, la proroga delle aperture per i parchi ancora chiusi e l’annullamento di tutte le gite scolastiche stanno già avendo delle conseguenze gravi su tutto il comparto, specialmente in un periodo decisivo come quello primaverile che, con la Pasqua, rappresenta un terzo del fatturato dell’intera stagione. Per questo abbiamo già chiesto il riconoscimento dello stato di crisi per l’intero settore, a prescindere dalla localizzazione dei singoli parchi”.

    Il comparto nel 2019 ha generato ricavi pari a 420 milioni di euro (stimato) per un totale di 20 milioni di visitatori provenienti dall’Italia e 1,5 milioni di arrivi dall’estero. Considerando ristorazione, trasporti, merchandising e hotel, il volume d’affari complessivo dell’indotto nel 2019 supera la barriera di 1 miliardo di euro.

    Cifre importanti anche sul fronte del lavoro: il settore genera 25.000 occupati diretti, di cui 10.000 fissi e 15.000 stagionali, a cui si sommano 60.000 posizioni legate all’indotto. In questi giorni le imprese erano alle prese con la fase di selezione delle migliaia di dipendenti stagionali, attualmente sospesa. I piani di assunzione dovranno purtroppo tenere conto della criticità di questo periodo e di una stagione 2020 che subirà un calo nei ricavi di decine di punti percentuali.

    “Condividiamo gli obiettivi dei provvedimenti intrapresi – prosegue Ira – ma appare evidente che non sono sostenibili per le imprese del nostro comparto. Abbiamo già sensibilizzato Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri, Stefano Patuanelli, Ministro per lo Sviluppo Economico e Dario Franceschini, Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Il nostro scopo è di ottenere garanzie specifiche a tutela del business dei nostri Associati e dell’intero settore: agevolazioni fiscali, cassa integrazione straordinaria, moratoria per pagamenti fiscali e bancari e misure volte ad agevolare i pagamenti dell’IVA”.

    Tutto ciò, alla luce del ruolo sempre più centrale dei parchi a tema sia per i costanti e cospicui investimenti, che nel solo 2019 superano i 100 milioni di euro, sia come volano per lo sviluppo dell’offerta turistica italiana. Lo scorso anno il settore ha generato 1,1 milioni di pernottamenti in hotel, intercettando tanto gli Italiani, quanto i turisti provenienti dall’estero, da sempre molto sensibili all’offerta degli “amusement park”.

    L’analisi di Maurizio Crisanti, segretario nazionale dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani

    “Ancora prima dell’emergenza coronavirus – conclude Maurizio Crisanti, segretario nazionale dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani – avevamo presentato le nostre istanze alle istituzioni per ottenere un sostegno concreto. Basti pensare che, per un retaggio del passato, a livello normativo siamo ancora equiparati al settore dei Circhi e degli Spettacoli Viaggianti: un settore con cui abbiamo sempre meno a che fare”.

  • Mons “Fiato Corto” è il singolo che presenta l’album d’esordio “non può piovere per sempre”

    L’indie pop della band torinese accompagna il viaggio musicale fra arte e inconscio che ha come meta il superamento di uno stato di dolore.     

    Nel momento in cui proviamo un’emozione forte sorgono in noi pensieri sconosciuti fino a quel momento che prendono vita e producono arte. Per “Fiato Corto” è stato così:

    «Il dolore per la perdita di una persona speciale si è manifestato in una delle canzoni più belle che abbiamo mai scritto e continua a far vivere quella persona nell’arte. Il dolore è qualcosa di umano e inevitabile che chiunque prima o poi sperimenterà, ma solo chi saprà guardarlo in faccia e buttarlo fuori potrà conviverci e gioire suonando o ascoltando una canzone dedicata a una persona che non c’è più». Mons

    Il singolo è il primo estratto dall’album d’esordio “Non può piovere per sempre”.

    Etichetta: Up Stage

    Radio date: 21 febbraio 2020

    Pubblicazione album: 23 ottobre 2019

     

    COMPONENTI: Marco Capitanio (voce), Alessandro Crupi (chitarra e voce), Marco Garbarino (basso e

    voce), Alessandro Alloj (batteria e tastiere), Andrea Colombo (chitarra, synth e ableton live).

     

    BIO

    I MONS nascono a Grugliasco (TO) nei primi mesi del 2015, come cover band e nel 2016 iniziano a scrivere

    brani propri pubblicando il loro primo EP “M.O.N.S.” nel gennaio 2017. 

    La band cresce e si fortifica grazie a importanti esperienze live maturate in contesti come Collisioni Festival di Barolo, Teatro Ariston di Sanremo, Area Lounge di Casa Sanremo, Fiat Music di Red Ronnie, CET di Mogol e concerti nelle tre grandi piazze di Torino centro: Piazza San Carlo, Piazza Castello e Piazza Vittorio. Influenzata dal nuovo panorama musicale italiano, la band pubblica il singolo “Fiato Corto“, pezzo che permette loro di suonare su importanti palchi dell’ambiente torinese quali Hiroshima Mon Amour e Flowers Festival. Il brano è il primo estratto dall’album d’esordio, “Non può piovere per sempre”, uscito il 23 ottobre 2019 su tutte le piattaforme digitali.

     

    Contatti e social

     

    Facebook https://www.facebook.com/themonsofficial/

    Instagram https://instagram.com/_monsofficial_?igshid=1jfemm8e7kvu4

    Spotify https://open.spotify.com/album/0ozpGEMX6gPtEWo130t4hC…

    Canale Youtube https://www.youtube.com/channel/UCmv4s4ymcp7FdiJqUkt_plQ

     

  • La cartella finiture di Gattoni Rubinetteria. Lo strumento di vendita pensato per le show-room

    Portare l’emozione del colore nel bagno contemporaneo è tra gli obiettivi principali dell’offerta aziendale.

    Nello stabilimento produttivo di Alzo di Pella prendono vita molteplici finiture galvaniche che permettono la personalizzazione entusiasmante del miscelatore.

    Al centro della filosofia aziendale, la possibilità offerta di vestire la rubinetteria con i colori più in linea con lo stile del proprio ambiente bagno è uno dei maggiori plus sui quali la rete commerciale può far leva per illustrare le prerogative stilistiche dei prodotti Gattoni.

     

    Le differenti nuance disponibili per valorizzare la resa estetica delle serie di design (Color, Color Cube, Ely, Soffio, Circle One e Circle Two) sono, dunque, state raccolte all’interno di una pratica cartella, costituita da 12 borchie – campionature delle finiture proposte. Oltre all’intramontabile versione total cromo, è, infatti, possibile ottenere il miscelatore dei propri desideri scegliendo tra le molteplici tonalità, lucide e opache, previste per le leve. Inoltre, anche il corpo del miscelatore è declinabile in diverse finiture: bianco o nero, oro oppure oro rosa, nichel spazzolato o dark nichel, nelle raffinate versioni in tinta unita.

    Lo spazio alla personalizzazione, infine, è riservato anche alle serie classiche con la possibilità di scegliere tra varianti dal fascino vintage.

    Gattoni Rubinetteria si conferma, così, in prima linea nella customizzazione del prodotto per soddisfare i gusti estetici più eterogenei e, a riprova della centralità di questo aspetto, la cartella finiture si configura come un utile strumento di vendita per gli agenti e i clienti. Pensata, in particolare, per le sale mostra, la cartella è stata tradotta in 5 lingue, per portare nel mondo l’emozione del colore.

     

    www.gattonirubinetteria.com

     

  • La fashion blogger campana Teresa Morone per il secondo anno consecutivo impegnata nella lotta al bullismo e alla violenza di genere promossa da UsACLI Benevento

    La fashion blogger campana Teresa Morone per il secondo anno consecutivo impegnata nella lotta al bullismo e alla violenza di genere promossa da UsACLI Benevento.
    La blogger campana Teresa Morone scende in campo per lottare contro la violenza di genere, il bullismo e il cyberbullismo. La fashion blogger, 28 anni, originaria del Sannio Beneventano, spesso impegnata in eventi che riguardano la moda e la bellezza ha deciso di aderire per il secondo anno consecutivo al progetto di lotta al bullismo, cyberbullismo e alla violenza di genere promosso dall’unione sportiva ACLI Benevento. “Bisogna mantenere alta la guardia. La nostra è un’epoca ricca di contraddizioni, leggiamo spesso di episodi di cyberbullismo e di violenza sulle donne, questi sono anche i pericoli dei social network”. Per questo – conclude la blogger campana “tramite i miei canali social cerco di denunciare gli episodi di bullismo, cyberbullismo e violenza di genere. Spero di poter dare il mio contributo per un’Italia diversa che non ha paura delle donne. Mi documento sui casi di femminicidio in Italia, conosco le statistiche e nei convegni ne parlo spesso. Sogno una nazione lontana dalle discriminazioni, aperta al dialogo e al confronto.

    Il primo convegno promosso nella città di Telese Terme dalla delegata U.S. Acli Benevento Immacolata Petrillo, avrà luogo il 7 Marzo alle ore 18:30 nel salone dell’Istituto Comprensivo Telese Terme-Solopaca (scuole elementari), parteciperanno il presidente U.S. Acli Benevento Alessandro Pepe, lo scrittore sannita Gerardo Biscardi con il suo libro “Con le tasche piene di felicità” edito da Edizioni 2000diciassette, l’avvocato Roberto Marino,la dottoressa Angela Rita Rotondi, la dottoressa Maria Vittoria Crocco e il maestro di pugilato Clemente Di Crescenzo.

  • I problemi di Gibbo #Buonumore: dopo “come tu mi vuoi”, arriva il secondo singolo del duo reggiano che anticipa l’album in uscita a fine gennaio 2020

    L’incontro tra sintetizzatori e chitarre acustiche segna l’avvento di un nuovo percorso sonoro volto alla sperimentazione di nuovi territori musicali.

     

    «È difficile a volte girare completamente pagina, e nonostante le cose non siano andate come avremmo voluto, nonostante tutte le cose che ancora rimangono sospese, alla fine quello che conta veramente, sono le persone. Le persone a cui abbiamo voluto bene, che abbiamo amato, che se anche si sono perse, anche se non sono state sincere fino in fondo, sono comunque importanti, e fanno parte di noi, nel bene e nel male». I Problemi di Gibbo

    E allora non c’è spazio per i rimpianti quando l’unica cosa di cui abbiamo bisogno è di essere di #Buonumore.

    Radio date: 10 gennaio 2020 

    Autoproduzione

     

    BIO

    Stefano Gibertoni e Daniele Prandi vivono da sempre nelle colline di Reggio Emilia. Dopo varie esperienze con diversi progetti musicali, si accorgono che al loro mondo manca qualcosa e decidono di iniziare a collaborare per scrivere le proprie canzoni. Nella primavera del 2017 nascono così “I problemi di Gibbo”, per raccontare attraverso la musica, lo stato d’animo e le contraddizioni della vita di tutti i giorni. Stefano, voce e chitarra acustica e Daniele, batteria, attratti da sempre dal cantautorato italiano e dalle sonorità indie folk americane, creano un mix sonoro fresco e malinconico, fatto di chitarre gentili e suoni profondi, grazie anche alla creatività di Alessandro Stocchi alla chitarra elettrica e alla splendida voce di Carlotta Gibertoni, ai cori e basso synth. Nasce così il primo progetto discografico, con l’aiuto di Luca Serio Bertolini (Modena City Ramblers) e di Andrea Fontanesi (VoxRecording Studio). Nell’estate 2019 entrano in studio per registrare “Sai dirmi perché?”, l’album d’esordio de “I problemi di Gibbo”, di cui il brano “Come tu mi vuoi” è il primo singolo in uscita il 7 Novembre 2019. Il 10 gennaio 2020 viene presentato il secondo singolo #Buonumore. 

     

    Contatti e social

    IG https://instagram.com/iproblemidigibbo/

    FB www.facebook.com/I-Problemi-di-Gibbo-937001536507728/

  • Arte in quarantena con Gabriele Maquignaz: è suo il primo appuntamento di Tgcom24

    Ore 16.50 di mercoledì 26 febbraio. L’appuntamento per Arte in quarantena, il nuovo format di Tgcom 24 che porta l’arte nelle case degli italiani ai tempi del Coronavirus, vede protagonista l’artista valdostano Gabriele Maquignaz. Soprannominato da Philippe Daverio “lo sciamano del Cervino”, l’artista ha recentemente presentato, assieme al critico d’arte e al prof. Guido Folco, l’ultimo suo catalogo d’arte La Porta dell’Aldilà, edito da Skira Edizioni. Il servizio del TgCom fa riferimento proprio a quest’ultimo evento, tenutosi lo scorso 6 febbraio alla Libreria Bocca, presso la Galleria Vittorio Emanuele II, nel cuore pulsante di Milano.

    arte in quarantenaArte in quarantena: la performance di Maquignaz

    L’artista durante la presentazione ha eseguito, davanti a un pubblico incuriosito, una performance artistica che puntava dritta al disvelamento della terza dimensione. La Porta dell’Aldilà si è aperta grazie a una tela e a uno speciale taglierino, da lui stesso ideato. Forgiato in oro, acciaio, alluminio e ceramica, l’oggetto diventa un codice e una chiave d’accesso per la terza dimensione che supera lo spazio e il tempo contingenti, quella dell’aldilà. Recidendo la tela per mezzo di un’azione, quella del taglio, ragionata e codificata, Maquignaz ha così unito per sempre le due dimensioni nell’arte. Siamo ben oltre Fontana, guardiamo attraverso Munch per cercare lo spirito, l’essenza di tutto.

    Il commento di Daverio

    Spiega Philippe Daverio: “Il tempo si forma dopo che si è formato lo spazio, però esiste un tempo necessario per definire il Big Bang, che è l’attimo prima dell’esplosione. […] Gli artisti sono gli unici a essere a conoscenza – intuitiva – di cosa è accaduto in quell’attimo. Ne conservano la memoria e cercano di riscoprirla per ritrovare così la propria identità”. Quello che cerca di fare Gabriele Maquignaz aprendo varchi che superano le dimensioni di spazio e tempo nell’arte. Sempre Daverio, in una dichiarazione critica sulle opere dell’artista, aveva infatti sottolineato come “Gabriele Maquignaz è inconsapevolmente egizio e maya, tibetano e alpino. È inconsapevole perché lo sciamano non deve svelare l’arcano a nessuno, neppure a se medesimo. Deve solo operare con le sue rivelazioni, con l’esternazione ambigua delle sue percezioni”.

    Occhi puntati dunque sull’appuntamento imperdibile del Tgcom24 ai tempi dell’Arte in quarantena. Anche solo per trovare un respiro e un distacco artisticamente “spirituale” durante i tempi dell’isolamento.

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  • I vantaggi e svantaggi dei pavimenti LVT.

    Lvt o anche detto “Luxury vynil tile” è un materiale usato nella produzione dei pavimenti. Questo  materiale è impiegato come rivestimento nei pannelli per i pavimenti.

    “Pavinord”, azienda leader del settore,offre pavimenti lvt a piacenza e non solo.

    Definito inoltre laminato plastica o LVT, questo è un foglio composto da resine fenoliche e melaminiche incollate in modo da formare tagli di spessore sottile.

     

    La più importante differenza rispetto ai tradizionali pavimenti vinilici è la  qualità della sua grafica ed il suo potenziale decorativo, infatti le collezioni di pavimenti lvt a piacenza offrono una vasta gamma di decori di grande pregio tra i quali il legno, pietre, marmi, effetti minerali o grafici che in altri pavimenti non è possibile trovare.

     

    Ma quali sono i pregi e i difetti di questo moderno tipo di pavimento !?

    Vantaggi:

    • spessore ridotto : in base al tipo di posa usata lo spessore può variare dai 2 ai 6 mm, quindi si elimina il problema di dover modificare porte e finestre, nel caso di posa su pavimento esistente.
    • è riciclabile al 100%: il PVC è un materiale altamente eco-sostenibile
    • è un materiale impermeabile e indeformabile: adatto a zone come bagno, cucina.
    • estremamente flessibile:  meno soggetto a rotture nel momento della posa
    • non soffre di sbalzi termici: nel caso in cui si parla di un pavimento riscaldato 
    • non è sensibile alla luce: a lungo andare, a differenza del legno non cambierà colore.

    Difetti:

     

    • può avere costi maggiori: rispetto ad altri materiali
    • la sua posa è molto sensibile: perchè se viene effettuata su un fondo non regolare potrebbero crearsi delle bolle.
    • eliminare la colla non è semplice: nel caso di posa adesiva l’eliminazione della colla potrebbe non essere semplice e molto macchinosa
    • la riproduzione dei materiali: la trama riprodotta , come ad esempio per la pietra, potrebbe essere la stessa, rendendo il pavimento monotono e poco naturale. 

     

    Contatta Pavinord per ulteriori informazioni, cosa aspetti!?

  • Lo Strolghino: delicato e profumato, unico nel suo genere!

    Lo strolghino arriva dalla rifilatura delle parti magre della Culatta. Si tratta quindi, dello “scarto” della parte alta e posteriore della coscia del suino, la più buona e pregiata. 

    Fa parte dei salumi tipici della bassa Parmense, ha un gusto tenero e morbido, e viene insaccato in un budello molto sottile per rendere possibile una rapida stagionatura. Le caratteristiche più apprezzate dai veri intenditori sono : la qualità della sua carne, il suo profumo e la sua dolcezza.

    L’origine del suo nome:

    Il suo nome ? la parola “strolghino” sembra derivi da “strolga” cioè “strega” o “indovina”, nel dialetto emiliano. La tradizione sostiene che un tempo, la produzione di questo prodotto servisse per prevedere l’andamento della stagionatura dei salumi di taglia maggiore, infatti è il primo pronto per il taglio. Un’altra ipotesi identifica l’origine del suo nome, dal fatto che un tempo, si presumeva fosse un salume molto difficile da realizzare a regola d’arte, tanto da rendere necessario il consulto della “strolga”, l’indovina delle campagne emiliane.

     

    Molti lo confondono con un semplice salame e lo ritengono un surrogato del classico Salame Felino, ma in realtà non è così. Fra i due le differenze sono tante, sicuramente anche il Salame Felino IGP nasce dalla stessa materia prima, ovvero la carne del suino, tuttavia per questo si usa un taglio differente: le frazioni muscolari e adipose dell’animale, le quali successivamente vengono macinate nel tritacarne e impastate con sale e altri aromi.

     

    Forma e peso: 

    Lo strolghino è un piccolo salame, dalla forma allungata e cilindrica, ha un diametro stretto e il suo peso si aggira intorno al 0,5-1 kg. 

     

    Per la sua stagionatura bastano anche solo 20 giorni, infatti è ritenuto “giovane”, se si lascia a stagionare troppo diventerebbe secco e quindi non buono perché perderebbe il suo gusto inconfondibile. Secondo la tradizione va immerso brevemente in acqua tiepida per ammorbidirlo, così che la spelatura risulti più semplice. 

    Come si serve?

    Ottimo servito a fette (non troppo sottili) con gli aperitivi, in un panino, e come spuntino accompagnato dal pane tostato caldo o da crostini. 

    Quindi cosa aspetti? il miglior strolghino in zona lo troverai da “La Porchetta”, un’azienda agricola in provincia di Parma.

     

    Ti aspettano, guarda sul loro sito per sapere molto di più, “La Porchetta” 

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  • Il Terzo Segreto di Satira lancia la call di WeWorld per nuovi volontari

    La clip del Terzo Segreto di Satira lancia un call per volontari di WeWorld Onlus: già aperte oltre 30 posizioni, e molte altre saranno pubblicate nei prossimi mesi, in tutto il mondo per volontari che verranno formati e inviati nelle sedi locali in diversi paesi fra cui Benin, Bolivia, Brazil, Cambodia, India, Kenya, Lebanon, Mozambique, Nepal, Palestine, Peru, Tanzania and Tunisia. Il Terzo Segreto sfata i luoghi comuni sui volontari e le varie tipologie di candidati possibili: dall’inconsapevole che vuole l’auto aziendale alla influencer che vuole lo stylist; da quello serio che non si è mai messo in gioco a quello convinto di avviare una rivoluzione planetaria. Il messaggio è semplice: fare il volontario è una cosa seria, cerchiamo persone determinate e consapevoli.

    I volontari che cerca WeWorld onlus verranno destinati alla gestione del rischio nelle emergenze, promozione dei diritti delle donne, disaster risk reduction legata in particolare al cambiamento climatico, amministrazione o comunicazione all’interno di progetti umanitari. Chiunque può mettere a disposizione le proprie competenze e, con passione e dedizione, dedicare un periodo della sua vita a garantire sostegno e aiuto alle comunità più vulnerabili. La call si inserisce nel programma di volontariato internazionale EU Aid Volunteers promossa e finanziata dalla Direzione generale per gli aiuti umanitari e la protezione civile dell’Unione Europea (ECHO). Tutte le info à link:  https://www.weworld.it/progetti-eu-aid-volunteers.

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  • Politerapico: quale soluzione scegliere in caso di disturbi articolari o per la riabilitazione

    In caso di disturbi articolari o di riabilitazione post chirurgica, le soluzioni per tornare in forma sono molteplici. Gli esperti di Politerapico, centro polispecialistico di Monza, ci  aiutano a capirne di più.

    Milano, Gennaio 2020 – Traumi, dolori articolari, riabilitazione post chirurgica: le situazioni in cui si ha bisogno dell’aiuto di un professionista per tornare in forma sono molteplici, ma bisogna sapere con precisione a che tipo di medico rivolgersi. Per questo tipo di problemi, infatti, esistono quattro principali figure di riferimento: l’ortopedico, l’osteopata, il fisioterapista e il fisiatra. Tutti sono accomunati da un medesimo scopo e cioè ripristinare le funzionalità fisiche del paziente; ciascuno, però, persegue questo obiettivo con metodi diversi. Per aiutarci a capirne di più, gli esperti di Politerapico, struttura all’avanguardia presente a Monza, spiegano le differenze tra le diverse specializzazioni.

    Cominciamo dall’ortopedia, una branca della medicina che nasce nel XVIII secolo per aiutare i bambini con deformazioni agli arti e alla colonna vertebrale e che, nel corso del tempo, si è ulteriormente articolata, arrivando a includere la chirurgia degli arti (superiori e inferiori), la chirurgia ricostruttiva – come l’alluce valgo. Per diventare ortopedico è necessario conseguire una laurea in Medicina e Chirurgia e quindi prendere una specializzazione. Al contrario dell’ortopedia, l’osteopatia non prevede interventi di tipo chirurgico né l’utilizzo di medicinali, ma si propone di risolvere i disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico tramite manipolazioni manuali. 

    La fisioterapia è invece particolarmente indicata nei casi di riabilitazione (per esempio a seguito di un intervento chirurgico) e può fare ricorso anche all’utilizzo di protesi. Il fisioterapista, per svolgere al meglio il proprio lavoro, può avvalersi di diverse tecniche terapeutiche, tra cui la fototerapia, l’idroterapia e la termoterapia. Anche la fisiatria, ribadiscono gli esperti di Politerapico, è una disciplina molto importante nell’ambito della medicina riabilitativa: il fisiatra, infatti, svolge un duplice ruolo, occupandosi da un lato della cura della patologia e dall’altro della previsione del suo decorso, coordinando il lavoro sia del chirurgo ortopedico che del fisioterapista nell’ottica di un’integrazione tra le diverse specializzazioni.

     

  • Madri lavoratrici: 25% di lavoro in meno tutti i giorni a parità di stipendio

    Mentre l’Italia continua a macinare record negativi in fatto di natalità (nel 2019, come certificato dall’Istat, si è registrato il minor numero di nascite di sempre, appena 435 mila), e il nord Europa si fa sempre più pioniere di buone pratiche in fatto di genitorialità (da ultimo il caso della Finlandia con 164 giorni di congedo retribuito per ogni genitore), c’è chi prova ad andare controcorrente, spingendo anche il nostro Paese verso nuovi orizzonti di welfare. È il caso di Automha, azienda leader nel settore dell’automazione intralogistica, che da quest’anno ha introdotto una nuova misura che prevede la riduzione del 25% dell’orario di lavoro, a parità di stipendio, per tutte le madri con figli di età compresa tra 1 e 10 anni.

    La misura nasce con l’obiettivo di favorire la conciliazione vita-lavoro, riconosciuta come valore sempre più importante soprattutto dalle nuove generazioni di lavoratori (Millennials e Generazione Z, in particolare). A beneficiarne sono tutte le donne impiegate in azienda, pari al 15,5% del totale dei dipendenti (118), concentrate soprattutto nei reparti Operation & Engineering (9), Amministrazione (4), Direzione (2), Risorse Umane (2) e Marketing e Comunicazione (1).

    Il provvedimento è automatico e alle lavoratrici è richiesto solo di comunicare la preferenza circa l’orario da adottare che sarà, appunto, di 30 anziché 40 ore alla settimana, pari al 25% in meno ogni giorno. Una proposta che nei primi due mesi di attivazione ha riscontrato soddisfazione da parte delle mamme lavoratrici e nessuna lamentela da parte degli uffici, dei clienti o dei fornitori. Non solo: la misura ha sviluppato un passaparola positivo che ha portato a un sensibile aumento del numero dei curriculum inviati spontaneamente in azienda da parte di personale femminile.

    L’attenzione per la conciliazione – vita lavoro è, del resto, uno degli aspetti a cui le lavoratrici prestano maggiore attenzione. Tra le ragioni per cui il nostro Paese ha indici così bassi di natalità vi è, infatti, proprio la difficoltà di conciliare l’avanzamento della carriera con la cura della famiglia. Non a caso, secondo uno studio della Lega Europea delle Cooperative, il 43% delle dimissioni in Italia è dettato da motivazioni familiari che hanno a che fare con la necessità di accudire i propri figli, anche alla luce degli alti costi degli asili nido. Per questo, l’iniziativa di Automha di ridurre del 25% l’orario lavorativo giornaliero di tutte le madri con bambini in età scolare, si pone come una vera e propria best practice.

    «Come azienda italiana è nostro dovere impegnarci a favore della società civile e questa misura è un investimento sociale di forte valenza umana. Siamo convinti che possa tutelare la salute personale, giovare sulle dinamiche familiari e private, diminuire lo stress e contribuire allo sviluppo della comunità. Siamo orgogliosi di essere i primi in Italia a proporre un’iniziativa di questo tipo e speriamo di poter essere un esempio positivo anche per tante altre realtà» commenta Giuseppe Stefanelli, Amministratore Delegato di Automha.

     

    LA STORIA 

    Vanessa Vaglietti, 37 anni, mamma di una bambina di 3 anni e mezzo sta beneficiando della misura per le mamme.

    «Sono Vanessa Vaglietti, ho 37 anni, una bambina di 3 anni e mezzo e lavoro in Automha dal 2011. Ho iniziato il mio percorso come receptionist, poi sono stata in maternità e al mio rientro mi è stata offerta la proposta di lavorare nel comparto Amministrativo e Back Office. Un bel salto in avanti, cosa che non accade molto spesso: dopo la maternità, l’azienda non solo non mi ha declassata, ma ha creduto in me, offrendomi un ruolo con maggiori responsabilità. L’ufficio in cui lavoro ora non esisteva fino a qualche tempo fa: è nato proprio a seguito del fatto che Automha ha deciso di investire in me, potenziando il Customer Service. Siamo diventati così un vero e proprio reparto.

    L’introduzione di questa misura per le mamme è un ulteriore passo avanti. Garantisce maggiore equilibrio tra vita privata e professionale, mi permette di passare più tempo con mia figlia, di andare a prenderla all’asilo, di portarla al parco. Momenti di vita quotidiana importanti, che non vanno trascurati. Prima contavo molto sull’aiuto e sulla disponibilità dei nonni, ora riesco a conciliare tutto molto meglio: due ore sono tante per una donna che deve gestire lavoro, casa, figli. Si è alzata la qualità della vita, con molto meno stress.

    Ritengo, quindi, che sia una possibilità importante per le future madri: Automha ha messo in atto un ottimo welfare, facendo un reale passo avanti verso il futuro».

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  • Unione sportiva Acli e casa editrice Edizioni 2000diciassette sul territorio sannita per un incrocio tra cultura e sport

    In rete con l’unione sportiva Acli la casa editrice edizioni 2000diciassette aderisce al progetto sul bullismo e sulla violenza di genere promossa dal presidente U.S. Acli Benevento Alessandro Pepe in virtù di un percorso innovativo all’insegna della cultura e dello sport. Finalità del progetto smuovere le coscienze su tematiche che riguardano la fragilità.

    Sarà il santagatese Gerardo Biscardi ed il suo libro dal titolo: “Con le tasche piene di felicità”, edito da Edizioni 2000diciassette, a inaugurare questa nuova serie di incontri su tema del bullismo e della violenza di genere. “Con le tasche piene di felicità” è una produzione letteraria, che sta riscuotendo successo di vendite ed è presente sulle maggiori piattaforme distributive.
    L’amore, la gioia di vivere, la scoperta della felicità anche nelle difficoltà trovano risposte nel memoire dello scrittore.
    “Un percorso, un approdo; la luce dell’alba ed il paesaggio puro di un’anima che incanta. L’ebbrezza della voglia di vivere”

    Al convegno promosso dalla delegata U.S. Acli Benevento Immacolata Petrillo, che avrà luogo il 7 Marzo alle ore 18:30 nel salone dell’Istituto Comprensivo Telese Terme-Solopaca (scuole elementari), parteciperanno anche il presidente U.S. Acli Benevento Alessandro Pepe, l’avvocato Roberto Marino,la dottoressa Angela Rita Rotondi, la dottoressa Maria Vittoria Crocco, la fashion blogger campana Teresa Morone che per il secondo anno si impegna in prima persona contro il bullismo e la violenza di genere.

    A conclusione del convegno i presenti potranno partecipare ad una dimostrazione di difesa personale organizzata dal maestro di pugilato Clemente Di Crescenzo con rilascio di attestato riconosciuto dal CONI.

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  • Il Carnevale di Casoria diventa fashion con la moda Fornelli

    E’ l’Atelier Fornelli ad accendere i riflettori del fashion per il Carnevale in Villa Comunale a Casoria (NA), che ha coinvolto gli istituti scolastici del territorio ed ha messo in risalto la bellezza e lo stile femminile.
    L’evento organizzato dall’Amministrazione Comunale ha visto sfilare sulla scalinata della fontana piccola del parco pubblico ben 24 modelle giovanissime, che hanno arricchito la festa in maschera dei bambini con gusto ed eleganza.


    Subito dopo le esibizioni degli Istituti Scolastici, il quadro moda ha visto due momenti in passerella: il primo con una presentazione delle 24 modelle mascherate, che sono entrate in scena sorprendendo i presenti con tessuti preziosi (dalle sete ai coralli, con swarovski, pizzi e merletti), portando con aria disinvolta lo stile curato nei minimi dettagli dalla stilista Chiara Fornelli, sui brani musicali più noti del momento.
    In seconda battuta, su un revival musicale anni ’80, le stupende modelle della Young Fashion Agency, sono tornate in passerella alle pendici della scalinata per lasciarsi andare agli scatti di curiosi ed estimatori.


    Una sfilata di moda all’insegna di eleganza e creatività, con un focus particolare sull’abbigliamento da cerimonia dove i capi dell’emergente stilista di alta sartoria napoletana, le splendide modelle sapientemente curate dalla coreografa Nancy D’Anna e le fini acconciature di Glamour Parrucchieri con lo staff di Stani Scanzano, hanno lasciato il segno su questo evento.
    L’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Raffaele Bene con il supporto dei Consiglieri Comunali Luisa Marro e Rosalba Talletti, per questo evento di Febbraio, sceglie il giusto mix tra stile ed eleganza portati in passerella dall’Atelier Fornelli in collaborazione con la Young Fashion Agency e Glamour Parrucchieri, tra l’entusiasmo e la grinta dei bambini in maschera e la serenità dei genitori che si sono goduti così, una calda mattina nel verde cittadino.

  • San Valentino HappyNing a Napoli: a sorpresa arriva Elodie

    La cena di San Valentino organizzata da HappyNing sulla splendida terrazza dello Starhotels Terminus di Napoli è stata un successo.
    Tra le tante sorprese della serata, ogni coppia di innamorati ha ricevuto l’accoglienza da uno staff dedicato ed ha trovato sul proprio tavolo, una frase diversa tratta da celebri film d’amore. L’evento ha avuto un’ospite speciale ed inaspettata: Elodie la giovane cantante, reduce dal settimo posto in classifica al Festival di Sanremo con il brano Andromeda.

    Elodie ospite della struttura, ha fatto il suo ingresso durante la cena, dove gli ospiti ascoltavano le performance del Maestro Andrea De Vivo e di Federica Cardone, con brani cantati e recitati, ispirati alle colonne sonore dei film d’amore più celebri.
    A fine serata l’ex concorrente di Amici di Maria De Filippi, ha concesso ai fans autografi e selfie.


    Location di questo grande evento è stato lo Starhotels Terminus, struttura facente parte di un’importante catena alberghiera a 4 stelle, che grazie alla sua strategica posizione è meta favorita da chi vuole avere, a portata di mano, gli accessi alla città per godersela nel giorno più romantico dell’anno.
    Missione compiuta per lo staff di HappyNing, che a fine evento ha ricevuto i complimenti dagli ospiti per la cura dei dettagli.

  • Cdp per la seconda volta Top Employers, Fabrizio Palermo: “Le persone fanno la differenza”

    In un mondo di ricavi, investimenti e cifre, capita spesso di perdere di vista una delle componenti fondamentali di un’azienda, il capitale umano: non è il caso di Cassa Depositi e Prestiti, società guidata da Fabrizio Palermo, che si aggiudica anche quest’anno la certificazione Top Employers Italia.

    Fabrizio Palermo

    Cdp tra le eccellenze in ambito Human Resource, il commento di Fabrizio Palermo

    Nato nel 1991 in Olanda, il Top Employers Institute è un Ente internazionale indipendente sorto con l’obiettivo di valutare e certificare le condizioni di lavoro dei dipendenti delle aziende più importanti a livello globale. Dal 2008, l’Istituto ha aperto una sede a Milano: quest’anno sono 113 le aziende che hanno ottenuto il Top Employers Italia, tra le quali Cassa Depositi e Prestiti, certificata per il secondo anno consecutivo. “Questo importante riconoscimento – ha dichiarato l’Amministratore Delegato Fabrizio Palermo a seguito della notizia ricevuta – rappresenta una nuova tappa nel percorso intrapreso dal Gruppo per la realizzazione degli obiettivi del piano industriale 2019-2021″. La conquista di Cdp è frutto di una grande attenzione nei confronti del proprio capitale umano: la certificazione tiene infatti conto di numerosi parametri, tra i principali il benessere dei dipendenti, le loro condizioni di lavoro e le opportunità reali di formazione e di crescita. “Siamo convinti – ha concluso l’AD – che siano le persone a fare la differenza, perciò intendiamo impegnarci e continuare ad investire per il rafforzamento del capitale umano, un fattore cruciale per la crescita del Paese”.

    Piano Industriale 2019-2021, Fabrizio Palermo: “Cdp investirà 200 miliardi di euro”

    La riconferma della certificazione come Top Employers del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, guidato da Fabrizio Palermo, va di pari passo con la nuova fase avviata dall’approvazione del Piano industriale 2019-2021. Con un investimento di 200 miliardi di euro in tre anni, la società sta confermando il suo ruolo proattivo nella crescita e soprattutto nello sviluppo sostenibile del Paese. Le risorse finanziarie messe in campo si dividono in 4 linee di intervento: sostegno all’innovazione, alla crescita e all’export delle imprese; finanziamento delle infrastrutture statali e aggiornamento della partnership con le PA; investimenti nei Paesi in via di sviluppo; infine, riorganizzazione del portafoglio di Gruppo. “Stiamo introducendo un nuovo modello operativo che punta all’ulteriore rafforzamento delle competenze di Gruppo, alla semplificazione organizzativa e operativa. Una trasformazione di grande respiro – spiega Fabrizio Palermoche ci consentirà di attivare ingenti risorse in favore di imprese e territori, aumentando il numero e l’efficacia dei nostri interventi”.

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  • La consulenza inizia online

    Con il nuovo sito web, Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. offre ai propri utenti un canale di comunicazione diretta con i diversi reparti dell’azienda, con l’obiettivo di semplificare la richiesta di informazioni, ridurre i tempi di risposta e accelerare l’operatività del proprio pubblico

     

    In Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. l’innovazione tecnologica è una tradizione di lunga data, una costante che da alcuni anni viaggia di pari passo con un’altra esigenza fondamentale del mercato: quella di offrire al proprio pubblico un servizio di consulenza qualificato, personalizzato ma anche immediato, in grado di accelerare l’operatività e la realizzazione dei propri progetti. È proprio da questa idea e necessità che nasce il nuovo sito dell’azienda bolognese, punto di riferimento mondiale nella progettazione e produzione di organi di trasmissione.

    Il rinnovamento del sito web non si caratterizza solo per l’impostazione di un nuovo layout, pulito e ordinato, ma soprattutto per il valore aggiunto di offrire ai propri utenti un canale di comunicazione diretto con i diversi reparti dell’azienda: Progettazione, Produzione, Controllo qualità, Magazzino, Vendita e Marketing. Grazie a uno specifico form gli utenti possono infatti inoltrare in base alle proprie esigenze tecniche e progettuali le differenti richieste e ottenere in breve tempo indicazioni e risposte specifiche. Uno strumento di lavoro che perfettamente si integra con la piattaforma Trace Parts che consente ai progettisti di scaricare i file 3d dei prodotti.

    Si pongono così le basi per un dialogo fluido, diretto e immediato, che permetterà a Poggi Trasmissioni Meccaniche S.P.A di presentarsi ai propri clienti non solo come fornitore di prodotti ad alto valore tecnologico ma anche come partner capace di guidare il proprio pubblico attraverso una consulenza customizzata e orientata alla scelta delle soluzioni più efficaci in base alla tipologia di applicazione e allo specifico settore di riferimento.

    Altra importante novità del sito è l’introduzione di una sezione dedicata agli eventi e alle news, uno spazio per raccontare e presentare a tutti l’universo di Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A., una realtà che dalla sua fondazione, nel 1958, fino ad oggi, non ha mai smesso di evolversi e innovare portando sul mercato soluzioni uniche e all’avanguardia. Eclatanti esempi di questa capacità di anticipare i tempi sono P-drive®, gamma di pulegge e cinghie sincrone a bassa rumorosità e altamente performanti e il concept P-gear®, sistema di trasmissione del moto con ingranamenti senza contatto, applicato nel campo dei rinvii angolari e dei riduttori: non un semplice prodotto, ma una soluzione rivoluzionaria ed evoluta, capace di ridurre il consumo energetico, la rumorosità e le vibrazioni. Attualmente il sito multilingua è online nella versione italiano e inglese, molto presto però sarà disponibile anche in spagnolo, tedesco e francese con l’obiettivo di intercettare un pubblico sempre più vasto e internazionale

     

    Poggi Trasmissioni Meccaniche SpA nasce nel 1958 grazie all’impegno e alla dedizione di Pierluigi Poggi, oggi portato avanti dai tre figli. Specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari e altre soluzioni nel ramo degli organi di trasmissione come cinghie dentate e trapezoidali, produce elementi di fissaggio, giunti, pignoni e slitte per motori elettrici. Da oltre 60 anni viene apprezzata in oltre 40 paesi del mondo per il suo approccio innovativo e customizzato. Il ventaglio di servizi all’avanguardia proposto da Poggi è frutto di continue ricerche e sperimentazioni, di un accurato percorso di progettazione e produzione che assicura un prodotto innovativo, certificato e orgogliosamente made in Italy.

     

    https://www.poggispa.com/

  • Parassiti intestinali dei cani, cosa sono e come trattarli

    I parassiti intestinali sono vermi di piccole dimensioni che si insediano nell’intestino del cane, dove si nutrono del sangue e del cibo ingerito.

    In alcuni casi le loro larve possono migrare, infestando i polmoni e altri organi.

    Una volta introdotti, questi piccoli organismi si riproducono; le uova e le larve vengono espulse con le feci, riversandosi nell’ambiente esterno e infettando altri ospiti.

    I cani cuccioli sono i soggetti più vulnerabili: i parassiti posso infestarli addirittura prima della nascita, raggiungendoli attraverso la placenta.

    Tuttavia, a causa dell’alto tasso di contagiosità e dei numerosi veicoli di trasmissione, il cane può essere colpito anche in età adulta.

    Tre sono, in particolare, le tipologie di parassiti intestinali che interessano il cane: i nematodi (ascaridi, anchilostomi, tricuridi), i cestodi (tenie) e i protozoi (coccidi, giardia, toxoplasma gondii).

    Alcuni di questi organismi possono essere individuati ad occhio nudo: è il caso degli ascaridi, vermi lunghi circa 8-10 cm simili a spaghetti cotti, la cui presenza è ben visibile nelle feci del cane.

    Altri, invece, come i tricuridi e i protozoi, possono essere rilevati solo attraverso esami accurati. Comune a tutte le parassitosi è la sintomatologia: il cane infestato dimagrisce e soffre di vari disturbi gastrici (diarrea, vomito, inappetenza, spasmi e gonfiore addominale).

    In alcune circostanze possono sopraggiungere anche problemi respiratori.

    Non sottovalutare mai questi segnali: se trascurata, una parassitosi può degenerare in complicanze molto gravi e di difficile gestione.

    Nei cuccioli, soggetti ancora molto vulnerabili, i parassiti possono causare anche il decesso: per questo, la sverminazione viene effettuata sempre a poche settimane dalla nascita.

    Se quindi sospetti che il tuo cane sia stato infestato, rivolgiti immediatamente al veterinario.

    Per prevenire infestazioni o reinfestazioni, cura in modo scrupoloso l’igiene domestica e tieni sotto controllo il tuo cane durante le passeggiate.

    Impediscigli, in particolare, di leccare il terreno, dove potrebbero essere presenti residui fecali; di ingerire resti di cibo e di bere dalle pozzanghere.

    Attenzione agli ospiti intermedi: il tuo cane, infatti, può essere infettato anche tramite contatto con flebotomi e roditori.

    Usa regolarmente un antiparassitario esterno contro pulci e zecche e controlla che il tuo amico non venga a contatto con topi e altri animaletti.

    Per saperne di più >>

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  • Tappeti d’Arte Moderni e Contemporanei

    È innegabile che un tappeto elaborato e ben annodato sia paragonabile ad un’opera d’arte, poiché la complessità nella produzione, l’impatto finale che ha sull’animo umano e la componente decorativa che ci sono dietro alla realizzazione di un tappeto non sono secondi a quella di un quadro o di una scultura. Per questo motivo non abbiamo timore ad utilizzare il termine tappeti d’arte , essendo un’opera dell’uomo che rappresenta talento inventivo e capacità espressiva.

     

    Il Tappeto come Forma d’Arte

     

    Le esposizioni di tappeti d’arte hanno lo scopo di far conoscere questo speciale tipo di corrente creativa millenaria: diffondere la cultura orientale del tappeto in Europa è un compito importante, affinché opere di maestri talentuosi e meritevoli non vengano svalutate e private del loro intrinseco e profondo valore per mancanza di conoscenza e dei mezzi necessari a comprendere la bellezza e il pregio di determinate opere.

    I Bhadohi sono tappeti di design di ottima qualità, che coniugano rara bellezza e prezzi convenienti; sono tappeti realizzati grazie alla lavorazione di lane pregiate e luminose, con nodo persiano e vello rasato basso. Ogni pezzo è unico e originale, dall’anima complessa e dalla forte personalità, pur stendendo a terra in modo discreto ed elegante. Il prezzo basso non è dovuto a un inferiore indice di qualità, ma a un fatto storico: i Bhadohi fanno parte delle importazioni anti crisi. I tappeti Tibet nascono da una rigorosa selezione di disegni contemporanei dai motivi fantasiosi, che insieme alla scelta di colori intensi donano ad ogni pezzo fascino e  carattere forte. Anche se in apparenza difficili da collocare, i tappeti Tibet si inseriscono in contesti molto diversi tra loro fino a diventare i veri protagonisti dell’arredamento.

     

    Tappeti di Design Moderni e Contemporanei

     

    Le aziende specializzate sempre più spesso realizzando progetti in collaborazione con architetti e il risultato sono sempre pezzi unici, originali e di alta qualità. La ricerca sperimentale ha lo scopo di unire l’ambientazione del tappeto e l’abbinamento dei tessuti.

    L’ultima tendenza dei tappeti di design è quella di disegnare e progettare tappeti su misura e affidare tale compito ad architetti ed arredatori: la ricerca sperimentale ha lo scopo di unire l’ambientazione del tappeto e l’abbinamento dei tessuti. I tappeti delle esposizioni d’arte vengono disegnati da artistici riconosciuti e importanti a livello nazionale e internazionale, e sempre nuove opere su misura o su ispirazione dell’artista vengono create per arricchire le collezioni di tappeti moderni, rinnovando la tradizione dell’annodatura fino ai giorni nostri.  Nelle esclusive gallerie d’arte non troverete solo tappeti antichi e moderni, ma anche opere della più alta espressione artistica umana: uno degli obiettivi di queste esposizioni è quello di integrare le arti classiche con quella antica del tappeto annodato per “favorire un percorso di comunicazione culturale tra Occidente e Oriente”. Gli artisti moderni traggono ispirazione da elementi tradizionali della propria terra natia e li reinterpretano esaltandone la bellezza: ad esempio possiamo trovare un tappeto annodato in Nepal con lana degli yak utilizzando lo speciale nodo tibetano, riproducendo infine un quadro dell’artista stesso in modo molto fedele.

  • Valori Morali in Declino – Strumenti per Imparare a Vivere più Felicemente

    Ron Hubbard scrisse i 21 precetti della Via della Felicità per fornire una guida che ogni individuo potesse seguire al fine di fare scelte che conducessero a una vita più felice, decente e appagante. Questo codice morale basato sul buon senso può essere seguito da persone di ogni razza, cultura o credo.L’intolleranza, i crimini razziali e quelli di odio etnico, sono purtroppo una realtà; le differenze culturali, etniche o religiose alimentano ancora più conflitti.

    Per portare solo un esempio tra i molti della dilagante immoralità: la pornografia occupa un terzo delle pagine web e, per chi ha davvero coraggio di affrontare una delle più crude e cruenti realtà: la pornografia infantile è l’attività on-line che sta crescendo più rapidamente …

    Volendo anche solo fare qualche esempio di criminalità: una cifra che va da 600 a 1600 miliardi di dollari viene riciclata ogni anno da spacciatori di droga, trafficanti di armi e altri criminali. Uso di stupefacenti: più di 210 milioni di persone fanno uso di droghe.

    Rispetto di sé? ogni anno, dai 10 ai 20 milioni di persone tentano il suicidio e 1 milione di queste muore.

    E l’irresponsabilità nei confronti dell’ambiente? l’aumento del 400% di disastri naturali dagli anni ’80 è stato attribuito a episodi connessi alle condizioni atmosferiche, conseguenza dell’aumento dei gas responsabili dell’effetto serra. Più della metà dei letti degli ospedali di tutto il mondo sono occupati da persone colpite da malattie riconducibili all’acqua contaminata.

    Molte persone si riversano nelle strade in aperta rivolta contro i propri governi perché apparentemente non esistono soluzioni. Sebbene si sia ben consapevoli che sommosse e rivolte non sono la corretta risposta né tanto meno la soluzione.

    Alla radice di questa crisi c’è una mancanza di principi e valori morali. La Via della Felicità sta aiutando ad invertire questo declino e a ripristinare l’integrità e la fiducia nell’umanità.

    VEDERE GLI ANNUNCI DI PUBBLICA UTILITÀ SULLA VIA DELLA FELICITÀ 

     

     

    Per maggiori informazioni su Scientology, il suo Fondatore e programmi:

    www.scientology.it – www.lronhubbard.it – www.scientologyreligion.it

     

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  • “UnCaffèConAlessandro”: Alessandro Benetton racconta come concretizzare i propri sogni

    “Il vero imprenditore non è chi sogna, ma chi sa trasformare i propri sogni in obiettivi”: nel recente appuntamento con la rubrica social “#UnCafféConAlessandro”, Alessandro Benetton dà le direttive per comprendere il proprio obiettivo e per raggiungerlo con consapevolezza.

    Alessandro Benetton

    Alessandro Benetton: sogni e obiettivi non sono la stessa cosa

    Non sempre volere è potere: ne ha parlato Alessandro Benetton in una recente puntata della video rubrica “#UnCafféConAlessandro”. L’imprenditore ha dedicato l’appuntamento social al fare chiarezza sul concetto di obiettivo, che non sempre coincide con i sogni che abbiamo nel cassetto e che ci impegniamo a realizzare. “Obiettivi e sogni sono cose molto diverse. Non saper distinguere la differenza, è il primo passo verso il fallimento”, ha dichiarato Alessandro Benetton. Come di consueto, il video è stato condiviso anche sulle pagine online del “Corriere della Sera”. L’argomento è di particolare interesse per giovani universitari così come per aspiranti imprenditori, o per chiunque sia in procinto di affrontare una nuova sfida professionale o di vita. Il primo step verso il successo è domandarsi il perché si vuole raggiungere un determinato obiettivo. “Bisogna porsi la domanda costantemente. Conoscere le nostre motivazioni, i nostri valori, è la prima cosa da fare per passare dai sogni agli obiettivi”. È importante che questi valori siano ben chiari prima di iniziare, in quanto saranno proprio loro a guidarci lungo la strada.

    Alessandro Benetton: alcuni consigli per raggiungere il traguardo

    Nella rubrica social “#UnCafféConAlessandro”, Alessandro Benetton è solito partire dalla propria esperienza professionale per fornire utili consigli. Nel video in questione, l’imprenditore suggerisce di “vivere grandi sogni in piccoli obiettivi”. Questo significa che al risultato finale si può giungere attraverso diversi step intermedi, più realistici e più costruttivi. Ogni piccolo successo rappresenta uno scalino da superare per giungere in cima all’intera scalinata. Con il progetto delle video rubriche su Youtube, Alessandro Benetton si impegna procedendo per step, “trovando volta per volta il modo giusto di comunicare e costruendo una squadra che mi permetta di lavorare al meglio”. L’imprenditore ha consigliato infine di darsi delle tempistiche adeguate: si evita così di perdere troppo tempo per raggiungere un risultato che, di fatto, non riusciremo ad ottenere. Si pensi a un ragazzo che punta a diventare medico: si potrebbe dare due anni di tempo per superare il test di ammissione a medicina. Se al termine di quei due anni l’obiettivo non fosse stato raggiunto, sarebbe meglio scegliere di cambiare strada. “Il vero imprenditore”, ha concluso Benetton, “non è chi sogna, ma chi sa trasformare i propri sogni in obiettivi”.

  • Storia del ricamo

    Il ricamo ha origini antichissime e si distingue in:

    – Ricamo bianco, così detto anche se eseguito con fili colorati, per la biancheria personale e da casa.
    – Ricamo fantasia, in cui viene sfruttato ogni tipo di materiale: seta, lana, cordoncino, lustrino, ecc.
    – Ricamo in colore, per ottenere effetti suggestivi.
    – Su tela, a fili contati.
    – In oro, per parati e tessuti importanti, con seta e oror, molto in rilievo e resistente, per paramenti e arazzi.
    – Ricami a riporto, che si ottengono con l’applicazione di tessuti diversi da quello del fondo per ottenere un dato disegno.
    – ricamo ad arazzo, uno dei più antichi, a fili contati, che riproduce scene di caccia, di ambienti familiari o soggetti sacri.
    – ricamo lamellato, molto delicato, per il quale si usa un ago piatto a 2 buchi.
    – ricamo in metallo, per bandiere, gagliardetti e altre applicazioni di carattere militare.

    Vi sono poi il ricamo umbro, a colori, quello persiano, fastoso e ricco, il ricamo a giorno, a bandiera, a intaglio e tanti altri.

    Il ricamo rappresentava il modo più semplice per impreziosire e personalizzare i capi d’abbigliamento indossati da personaggi di grande risalto politico o religioso, aumentandone così dignità e prestigio.
    In Italia, e precisamente in Sicilia, questa arte inizia intorno all’anno mille, durante il dominio dei Saraceni, che vi introducono laboratori di tessitura e di ricamo, rispettivamente Thiraz e Rakam, dai quali escono manti cerimoniali di grande pregio. La parola ricamo, infatti, deriva dal lemma arabo raqm (racam) che significa “segno, disegno”.

    La Chiesa assegna al ricamo il compito di edificazione religiosa. Il materiale che il Medioevo offriva per i soggetti era inesauribile, le figure del Vecchio e del Nuovo Testamento e la crescente schiera di Santi presentava un’infinita abbondanza di avvenimenti interessanti e meravigliosi. Dal Medioevo fino al XVI secolo inoltrato, i ricami sono sovente portatori di tradizioni popolari e di poesia, ma anche di leggende profondamente radicate nell’animo dei popoli.

    Durante il regno dei Normanni, in particolare di Ruggero II, la maestria dei ricamatori e tessitori è tale che i loro manufatti sono degni di Papi e Imperatori. I motivi ornamentali sono, in quell’epoca, ancora limitati a pochi elementi fitomorfi (albero della vita, giglio) e zoomorfi (grifoni, pappagalli, aquile), resi in maniera schematica ed essenziale.

    Ci rimane, quale monumentale testimonianza, il Mantello da incoronazione del Sacro Romano Impero, ricamato con oro e perle, con un motivo di cammelli assaliti da leoni tigrati, a specchio, separati da una palma da datteri, simbolo dell’albero della vita. Fu ordinato nel 1133 e fu portato a termine nel 1134; ora è conservato nel Kurstgeveben Museum di Vienna. Molto probabilmente la tecnica e i decori sono stati portati presso le altre maggiori corti della Penisola dalle stesse maestranze arabo-sicule, costrette a fuggire sulla fine del secolo XIII a seguito della rivoluzione dei Vespri.

    La moda dei ricami coinvolge le “nobili et virtuose donne” europee, che continuano a trovare in quest’arte un modo materiale e spirituale di evadere dalla quotidianità familiare. A Venezia si occupa di ricamo persino suor Arcangela Tarabotti, la scrittrice femminista ante litteram.

    Si diffondono ovunque gli Istituti di religiose che accolgono giovinette abbandonate per insegnare loro un mestiere, di ricamatrice o merlettaia, e per aiutarle poi, anche con l’apporto di una dote messa da parte in anni di lavoro all’interno del collegio, ad inserirsi degnamente in società.

    In Francia la riorganizzazione dell’Arti e dell’Artigianato determinata dall’accorta politica di Jean Baptiste Colbert, ministro di Luigi XIV, riunisce in un unico luogo, dov’era esistita la Manifattura d’Arazzi di Gobelins, tutti i laboratori destinati a produrre soltanto per il re. Sotto la direzione del pittore Le Brun, dal 1663, una équipe di artisti rinomati, tra cui scultori, architetti, ebanisti, incisori, tessitori e ricamatori, vengono riuniti nella “Grande Fabrique” per creare gli arredi dei sontuosi interni ed il guardaroba personale del loro sovrano.

    Nel Settecento si assiste addirittura ad un aumento di ricami, anche se forse meno rilevati e spessi.

    Viene usato prevalentemente per l’abbigliamento maschile, “camiciole” e “velade” si arricchiscono di bassorilievi auro-serici lungo le bottonerie e sui bottoni, attorno alle tasche, a sottolineare gli orli degli scolli, gli spacchi, risvolti, sui paramani delle maniche sagomate. Sono per lo più fiori, di tutte le tipologie, a mazzi, a tralci a ghirlande, intrecciati a nastri, nodi d’amore, nappe, conchiglie e piume.

    Articolo offerto da La Bottega del Camice, abbigliamento da lavoro Brescia.

  • La storia dell’abbigliamento

    L’abbigliamento nasce in tempi preistorici per rispondere a esigenze di tipo utilitaristico. Esso protegge il corpo umano dai pericoli dell’ambiente: sia agenti atmosferici (freddo, pioggia, sole..), sia insetti, sostanze tossiche, armi e altri rischi alla sicurezza personale.

    Tutti gli scavi finora effettuati che hanno portato al rinvenimento di oggetti e resti fossili risalenti al Paleolitico (da circa 2,5 milioni a 11-10.000 anni fa) non hanno portato alla luce elementi che possano dimostrare con sicurezza l’utilizzo di oggetti di abbigliamento da parte di ominidi in quel periodo.

    Il ritrovamento di rudimentali strumenti in pietra, realizzati con la tecnica della pietra scheggiata, atti con ogni probabilità alla trasformazione delle pelli in indumenti, ha però portato molti antropologi a sostenere che già 18.000 anni fa (periodo Magdaleniano), e forse anche prima, gli uomini utilizzassero pelli per coprirsi.

    In questo contesto la ragione fondamentale per cui gli esseri umani cominciarono a lavorare le pelli, per poi indossarle, è da ricercarsi nella necessità di coprire il corpo, nudo e più fragile rispetto ad altri animali, dalle intemperie. Non sono comunque da sottovalutare altri fattori.

    Tra questi occorre citare la funzione simbolica dell’abbigliamento: indossare la pelle di un altro animale era equivalente a identificarsi con esso, oltre a dimostrare la propria forza, con cui si era ucciso lo stesso. Con ogni probabilità l’introduzione delle pelli per coprire il corpo ha un legame anche con delle forme primitive di pudore.

    Questo contravviene alcune teorie secondo le quali il senso del pudore sia stata una condizione psicologica dettata dall’abbigliamento: essendo gli altri appartenenti alle comunità primitive coperti, l’uomo nudo percepiva la propria diversità dalla norma ed era portato ad equipararsi agli altri per non essere “escluso”.

    L’adozione di forme di abbigliamento agli albori della civiltà umana è quindi dovuta sia ad un fattore funzionale (protezione del corpo) sia a fattori di altra natura (simbolici, religiosi, psicologici, ecc.).

    Durante gli ultimi millenni dell’Età della pietra l’utilizzo di pelli di animali per coprirsi si diffuse tra gli uomini. Una vera e propria rivoluzione nel costume avvenne nel momento in cui si diffuse tra le civiltà preistoriche la lavorazione dei tessuti, che spesso garantivano maggiore protezione dal freddo e una maggiore reperibilità.

    La nascita della tessitura, avvenuta intorno al VI-V millennio, portò ad una notevole crescita dell’uso delle vesti, che venivano tessute anche grazie ai primi telai, che apparvero proprio nel Neolitico, anche se erano assai rudimentali. La filatura e la tessitura furono introdotte nel mondo antico grazie agli strumenti, che gli uomini preistorici iniziarono ad utilizzare intorno al 4500 a.C.

    Nel Mondo antico l’abbigliamento era costituito esclusivamente da oggetti filati di tessuto, e l’utilizzo di pelli di animale fu ben presto superato nella maggior parte delle comunità già a partire dal I millennio a.C. I tessuti utilizzati variano a seconda del luogo: ad esempio in Cina era assai sviluppata la produzione della seta, in India la canapa ed il cotone ed in Egitto il lino.

    In Europa occorre ricordare come i Fenici furono i primi a praticare la tintura dei tessuti, grazie alla scoperta del pigmento della porpora, ricavato dall’essiccazione del murice.

    A questo punto dell’evoluzione umana l’abbigliamento non era più visto esclusivamente come metodo per proteggersi da intemperie o altri agenti esterni, ma costituiva soprattutto un simbolo di appartenenza ad un gruppo (economico, religioso, politico, ecc.). I popoli mediterranei consideravano la porpora un bene di lusso ed i Fenici ottennero grossi guadagni vendendola alle altre popolazioni. Tra gli altri tessuti utilizzati nel mondo antico ricordiamo il cotone, la lana e il bisso.

    L’Impero Romano con la sua grande espansione venne in contatto con gli usi ed i costumi di molte popolazioni, dalle quali importò l’utilizzo di alcuni tessuti per il vestiario quotidiano o riservato ai più ricchi. Vengono così confezionati abiti come la toga, la tunica ed il pallio.

    Dopo Roma la filatura e la tessitura di seta, lino e lana diventano comuni a gran parte delle comunità europee, in particolare quella Bizantina, grazie ai suoi rapporti privilegiati (data la collocazione geografica) con l’Oriente. Di queste tre fibre tessili la più diffusa in questo periodo fu certamente la lana, sia per ragioni economiche (l’allevamento di ovini era abbastanza diffuso) che funzionali (alta capacità termica della stessa).

    Lo sviluppo del settore tessile conosce un fermento, almeno per quanto riguarda l’Europa, a partire dai primi secoli del I millennio d.C., grazie soprattutto ad una rinascita degli scambi commerciali sia tra le nazioni sia tra Oriente ed Occidente. In Italia l’importazione di tessuti era uno dei fattori che produssero più ricchezza per le repubbliche marinare, anche se assunse un certo rilievo anche il commercio interno, soprattutto per rifornire le città più ricche (Firenze, Palermo, Lucca, ecc.).

    L’abbigliamento di lusso o comunque con materiali pregiati rimase appannaggio delle classi nobiliari, delle corti di re e imperatori e dei ceti più abbienti (grandi commercianti, banchieri, ecc.). La qualità generale delle vesti comunque aumenta anche per le fasce di popolazione meno agiate, anche grazie all’adozione di strumenti che permettono una maggiore precisione nella sartoria: il ditale, gli aghi d’acciaio, le forbici a lame incrociate.

    Lo sviluppo dell’abbigliamento era andato di pari passo con quello della tecnologia tessile, in particolare con lo sviluppo dei telai: nel 1790, nell’ambito della Rivoluzione industriale, Joseph-Marie Jacquard inventa l’omonimo telaio, che permette di aumentare sia la precisione sia la velocità di produzione dei tessuti.

    L’evoluzione tecnologica si estende anche ai filatoi: tutto ciò attribuisce il primato nell’industria tessile ai paesi che per primi sono investiti dal fenomeno della rivoluzione industriale, tra tutti l’Inghilterra. Il mercato del vestiario conosce una crescita continua: la produzione tessile si meccanicizza e razionalizza assumendo notevoli dimensioni, rendendo l’industria dell’abbigliamento la più sviluppata del periodo.

    Tra le fine del Settecento e l’Ottocento l’industria tessile è in grado di soddisfare le richieste, oltre che delle classi più abbienti, anche della media e bassa borghesia. Durante il XIX secolo cominciano ad apparire quei tipi di vestiti che sono utilizzati ancora oggi: aderenti al corpo, con le maniche, leggeri o pesanti, con stoffe prevalentemente scure.

    Il miglioramento delle condizioni igieniche, assieme a quelle economiche, permette ad una buona parte della popolazione europea e nord-americana di indossare la biancheria. Il 1842 è un’altra data fondamentale: John J. Greenough brevetta la macchina per cucire, con la quale gli indumenti possono essere confezionati con grande velocità, ed il risparmio di denaro che ne deriva fa sì che la produzione può assumere dimensioni ancora più vaste.

    L’industria dell’abbigliamento può adesso realizzare la produzione in serie dei vestiti, favorendo la creazione di centri industriali tessili e di grandi magazzini per la vendita dei loro prodotti. Successivamente, sia nell’Ottocento che nel secolo successivo, il perfezionamento della macchina per cucire permetterà di meccanizzare anche altre operazioni (ricamo, soprafilo, rammendo, cucitura dei bottoni, ecc.).

    L’abbigliamento conobbe, nel XX secolo, una evoluzione straordinaria, ed una espansione produttiva e tecnologica senza pari. I due conflitti mondiali, ed i relativi dopoguerra, portano, dapprima, la crisi economica in molte nazioni: i materiali pregiati diventano appannaggio di pochissimi, mentre si diffondono quelli di recupero (lana riciclata, sughero per le scarpe).

    In seguito, con il miglioramento della situazione economica, si ha un sempre maggiore sviluppo dell’industria del vestiario, che introduce, oltre ad una grandissima scelta di nuovi prodotti (busti, tailleur, gonne, jeans, tute da sport tanto per citarne alcuni) anche la scelta di nuovi materiali frutto della tecnologia come le fibre artificiali e sintetiche, meno costose e adattabili a situazioni diverse (tecnofibra).

    Articolo offerto da La Bottega del Camice, abbigliamento professionale Brescia.

  • L’igiene degli abiti da lavoro

    L’igiene è un aspetto di fondamentale importanza per quel che riguarda l’abbigliamento da lavoro, che in particolar modo in alcuni ambiti lavorativi potrebbero diventare un ricettacolo di microbi.

    Nella maggior parte dei casi il lavaggio di questi indumenti viene eseguito da ditte esterne specializzate nell’igienizzazione delle divise da lavoro, ma ci sono casi in cui lo si può fare anche da soli, utilizzando una normale lavatrice avendo comunque cura di non lavarli insieme agli altri indumenti e di utilizzare detergenti che abbiano anche una funzione antibatterica che garantisca un livello di pulizia più profondo e accurato, soprattutto nel caso di indumenti che vengono utilizzati in particolari ambienti ad esempio quello della ristorazione o quello medico-sanitario.

    Oltre a sicurezza personale, spesso gli indumenti da lavoro servono anche a garantire la massima igiene sul posto di lavoro, ad esempio quando parliamo del settore della ristorazione.

    Non per niente, cuochi, barman e camerieri nella maggior parte dei casi svolgono la loro attività in divisa, con l’aggiunta di cuffiette, camici e guanti per chi lavora a contatto con il cibo nelle fasi di preparazione. Il tutto, nel rispetto delle basilari norme igienico sanitarie previste per il settore della preparazione degli alimenti che andranno serviti al pubblico.

    Dalle grandi mense aziendali o scolastiche fino ad arrivare al ristorante di quartiere, un abbigliamento adeguato per chi lavora in cucina a contatto con il cibo è obbligatorio e regolato da una serie di normative di legge.

    Nel settore sanitario e ospedaliero, più che in tanti altri, è di fondamentale importanza la questione igienica, in quanto si è sempre a contatto con i degenti e spesso le spore e i batteri si attaccano ai tessuti e vengono trasportati dentro e fuori dagli ospedali, con conseguenti rischi sia per i degenti che per il personale.

    Nel caso in cui non si utilizzino i lavaggi industriali, infatti, è necessario prestare particolare attenzione alla pulizia e al lavaggio degli indumenti da lavoro, avendo cura di utilizzare il pre-lavaggio e speciali prodotti battericidi come ad esempio il Napisan, per citarne uno. Anche il lavaggio a secco è un metodo di lavaggio altamente disinfettante che può essere utilizzato per questo tipo di indumento.

    Certo, la cosa migliore sarebbe sterilizzare gli indumenti con lavaggi a 100 gradi, che assicura un’igienizzazione completa pur rispettando i tessuti. Per effettuare questa sterilizzazione bisogna necessariamente lavare gli indumenti in lavanderia, specificando il tipo di lavaggio richiesto.

    Articolo offerto da La Bottega del Camice, abiti da lavoro brescia.

     

     

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  • Divise da lavoro e loro significato

    Sono molte le professioni che richiedono divise da lavoro di tipo specialistico, adeguate all’attività che si sta svolgendo.

    Parliamo ad esempio del personale che lavora presso le fabbriche o le industrie, le professioni nel settore medico-sanitario, la ristorazione e tanto altro ancora: sono sempre di più infatti i settori in cui si decide di vestire il proprio personale in divisa, a cominciare dalle catene di negozi che richiedono, se non proprio una divisa, un abbigliamento particolare al proprio personale.

    O all’industria alimentare che richiede mascherina, cuffietta, camice e guanti. Oppure al personale ospedaliero che ha bisogno di un abbigliamento speciale dalla testa ai piedi.

    L’abbigliamento da lavoro è un tipo di indumento preposto allo svolgimento di una determinata attività e va quindi indossato prima di lavorare e tolto prima di lasciare il posto di lavoro. Solitamente chi lavora in divisa dovrebbe anche evitare di indossare troppi effetti personali come orologio e gioielli qualsiasi altra cosa che potrebbe essere di impedimento per il normale svolgimento delle attività lavorative.

    È anche importante occuparsi della pulizia e dell’ordine del proprio abbigliamento da lavoro, esattamente come se si trattasse dei nostri abiti di ogni giorno. Anche i piccoli dettagli, infatti, vanno a vantaggio dell’immagine dell’azienda per cui si lavora e in questo caso il rispetto è d’obbligo.

    Inoltre, adeguati capi di abbigliamento da lavoro possono anche essere utili nella prevenzione di eventuali incidenti, soprattutto per determinate categorie di lavoratori, ad esempio gli operai, che indossano accessori e indumenti antinfortunistici come caschi, mascherine, guanti speciali, scarpe rinforzate.

    Anche l’igiene è un aspetto di fondamentale importanza per quel che riguarda l’abbigliamento da lavoro, che in particolar modo in alcuni ambiti lavorativi potrebbero diventare un ricettacolo di microbi.

    L’abbigliamento da lavoro ha origine nell’ambiente industriale e in altre categorie lavorative, dove vengono impiegate persone per il lavoro all’aria aperta, ad esempio gli operatori ecologici, oppure nelle mense, dove è comunque richiesto un abbigliamento particolare.

    Indipendentemente dall’attività lavorativa svolta, gli indumenti da lavoro hanno il comune denominatore della sicurezza. In alcuni settori industriali, come ad esempio l’industria, l’abito da lavoro è uno standard e un must per qualsiasi persona lavori all’interno di una determinata azienda.

    Questa esigenza deriva naturalmente dal tipo di lavoro svolto: nelle industrie infatti gli operai sono spesso a contatto con materiali che possono sporcare, lasciare odori sgradevoli o essere in ogni modo dannosi o pericolosi per la salute, che si tratti di liquidi bollenti o di acidi, o dei prodotti chimici che spesso vengono utilizzati anche nell’industria alimentare.

    Solitamente in questo settore lavorativo l’abbigliamento da lavoro è realizzato in cotone, nella maggior parte dei casi con colorazione blu, e con una trama particolarmente resistente in modo da non sfibrarsi a causa dei ripetuti lavaggi energici spesso ad alte temperature.

    Ovviamente i capi di abbigliamento da lavoro non vengono utilizzati solo nel settore industriale privato ma in qualsiasi attività lavorativa dove si trattano materiali particolari o si svolgono lavori fisicamente impegnativi, basta pensare agli operai che lavorano per la creazione del manto stradale di strade e autostrade o chi si occupa di smaltimento di rifiuti.

    Oltre a sicurezza personale, spesso gli indumenti da lavoro servono anche a garantire la massima igiene sul posto di lavoro, ad esempio quando parliamo del settore della ristorazione e delle aziende ospedaliere.

    Gli ospedali (sia le strutture pubbliche che quelle private),le cliniche, i laboratori di analisi e tutti i luoghi di lavoro del settore sanitario prevedono l’utilizzo da parte del personale di un abbigliamento adeguato, che serve in primo luogo come segno di riconoscimento sia per le varie persone che vi lavorano, che spesso non sono poche, sia per i fruitori del servizio, che sanno identificare senza problemi un camice bianco.

    Articolo offerto da La Bottega del Camice, divise da lavoro Brescia.

     

     

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