Uno dei modi con quali si sta combattendo la battaglia geopolitica scaturita dal invasione della Russia in Ucraina riguarda il petrolio. Di recente i paesi del G7 hanno deciso di fissare un limite al prezzo del petrolio russo, sperando così di danneggiare Mosca e di far scendere la quotazione del barile. In realtà più che creare un danno alla Russia, si finisce per fare un favore alla Cina.
G7, Russia e prezzo del petrolio
L’accordo che è stato concordato, riguarda un tetto al prezzo del petrolio Russo fissato a 60 dollari al barile.
Tuttavia questo livello di prezzo massimo è superiore all’attuale prezzo degli Urali, nonché superiore anche alla media quinquennale del prezzo quotato. Inoltre è maggiore anche rispetto al prezzo medio del netback di Rosneft.
Che senso ha quindi fissare un tetto superiore al prezzo attuale? Poco.
Le conseguenze
Chi ha analizzato il mercato del petrolio a fondo, ha evidenziato le possibili conseguenze di questa mossa.
I paesi che non fanno parte dell’Unione Europea continueranno ad importare greggio russo via mare, ma non potranno distribuirlo se non a un prezzo inferiore al Price Cap.
La conseguenza di tutto ciò è che la Cina potrà acquistare molto più petrolio russo (garantendosi così una fornitura a lungo termine a prezzi accomodati), ad un prezzo fortemente scontato, mentre Mosca continuerà a realizzare ottimi profitti sui barili che vende.
Il punto è che un price cap così elevato lascia il commercio di petrolio russo ancora fortemente redditizio, e consentirà a Mosca – nonostante il rublo faccia parte delle coppie di valute più volatili – di incassare ancora miliardi di tasse.
Inoltre, come ulteriore fattore beffa, la mossa del G7 ha spinto l’Opec+ a mantenere i suoi tagli all’offerta, aumentando l’export al prezzo del petrolio medio realizzato più alto.
Il pericolo concreto
Secondo autorevoli analisti di mercato, fissando un tetto al prezzo del petrolio russo, il G7 non solo potrebbe non vedere mai segnali di inversione del trend, ma potrebbe innescare un ciclo rialzista di tutte le materie prime nel qual è la dipendenza dall’oro nero di Mosca e dell’Opec+ aumenterà invece di scendere.