Mese: Marzo 2021

  • La seconda edizione di “Cover me” oltrepassa i confini e diventa internazionale

    C’è tempo fino al 31 maggio per partecipare al contest “NOI & Springsteen”, reinterpretando un brano del rocker a stelle e strisce, punto di riferimento per chi ancora crede in un mondo diverso da quello dei muri, della paura, dell’odio razziale, dell’isolamento. Il contest ispirato dall’autenticità di The Boss per la prima volta si apre anche a musicisti e band internazionali. 

    La musica di Bruce Springsteen non conosce confini e unisce milioni di fan. È proprio a loro che il gruppo NOI & Springsteen si rivolge con “Cover me”, il primo contest dedicato a The Boss, con una grande novità. Dopo il successo della prima edizione che ha visto sfidarsi 76 artisti italiani, NOI & Springsteen replica oltrepassando i confini nazionali. “Cover me”, infatti, quest’anno chiama a raccolta anche artisti e band internazionali che potranno presentare la propria candidatura e concorrere per il podio da mercoledì 31 marzo fino al 31 maggio inviando la propria proposta a [email protected]

    La seconda edizione del contest è ispirata dall’autenticità del cantautore simbolo di un’America che va oltre le apparenze, entrando in profondità, con ogni strofa delle sue ballate, nelle ansie, nelle paure, nelle gioie e nelle aspirazioni delle working class di ieri e di oggi. Ed è questa autenticità che si richiede agli artisti che partecipano al concorso: una rappresentazione di un brano della star del rock reso unico dal talento dei concorrenti, senza snaturarne l’essenza e la melodia

    “Noi crediamo che la musica, così come qualsiasi altra forma di arte, possa essere un potente mezzo per diffondere il senso comune della vita. In un momento così delicato e incerto il rock di Springsteen rappresenta l’anima coraggiosa di un’umanità che non si arrende e continua a combattere. È questo lo spirito del contest e del nostro gruppo. Vogliamo trasmettere un’incredibile voglia di rinascita”. – dichiarano Alberto Lanfranchi, Alberto Cantù, Saverio Ceravolo, Luca Lanfranchi, membri del gruppo NOI & Springsteen. 

    Le candidature verranno valutate da una giuria di qualità composta da esperti e critici musicali: Claudio Trotta (promoter e fondatore di Barley Arts e presidente della giuria), Gianni Poglio (giornalista di Panormana), Alberto Cantù (componente del gruppo NOI & Springsteen), David Drusin (titolare del ‘Druso’), Ruggero Rosetti (membro dell’Associazione Nebraska dedicata alla musica rock), Leonardo Colombati (Scrittore e giornalista). La giuria selezionerà 30 brani che verranno pubblicati sul sito www.noiespringsteen.com, dando la possibilità al pubblico di votare. I 15 brani più votati accederanno automaticamente alla finale che si terrà a Bergamo domenica 29 agosto, in occasione del meeting dedicato a The Boss: Bergamo Racconta Springsteen V Edizione. A completare il contest anche una giuria della critica composta da: Massimo Cotto (scrittore e voce di Virgin Radio e presidente della giuria), Giorgio Berta (Presidente Fondazione Donizetti), Patrizia De Rossi (giornalista e direttrice di Hitmania Magazine), Ugo Bacci (giornalista e critico musicale di L’Eco di Bergamo), Fabio Santini (giornalista, conduttore e voce di RTL 102.5), Ken Rosen (storico per formazione, tecnologo di professione). Questi esperti assegneranno un punteggio da 0 a 3 punti ad ogni brand e l’artista che otterrà il maggior punteggio riceverà il Premio della Critica del Contest Cover Me. Il regolamento completo è consultabile sul sito https://www.noiespringsteen.com/contest/

  • La risposta di AIAV al tweet del Ministro Speranza

    Le recenti parole del Ministro della Salute Roberto Speranza, affidate ad un tweet e poi riprese da alcune prestigiose testate, gettano un’ombra sul futuro del settore turistico italiano. Nel suo tweet, il Ministro annuncia di aver firmato un’ordinanza «che dispone per arrivi e rientri dai Paesi dell’Unione Europea tampone in partenza, quarantena di 5 giorni e ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni».

    Il tweet che ha scontentato tutti

    E’ apprezzabile il fatto che gli Italiani possano andare all’estero durante le vacanze del ponte pasquale, salvaguardando contemporaneamente la loro salute con tamponi e quarantena al rientro, ma non si comprende perché le stesse misure non possano essere adottate in Italia, favorendo lo slancio del turismo interno e di prossimità.

    Solo con questa formula si potrebbe dare respiro ad un settore messo a dura prova dal punto di vista economico nel corso dell’ultimo anno e si offrirebbe una concreta occasione di lavoro agli agenti di viaggio, agli albergatori, alle guide e a tutte quelle persone che si sono impegnate a fondo per promuovere forme di turismo sicure, all’estero e in prossimità, incoraggiando modelli innovativi, esperienziali e sostenibili, volti ad affrontare con spirito proattivo la grave crisi in corso.

    Non è possibile sapere se la decisione del Ministro sia stata presa per accontentare le pressioni esercitate sul Governo da Federalberghi, che ha criticato in più occasioni la disparità di trattamento riservata agli spostamenti in Italia, di fatto non consentiti per turismo, rispetto agli spostamenti all’estero, consentiti anche per turismo con obbligo di tampone prima e dopo la vacanza e senza quarantena. Certo è che l’ordinanza ha il merito di scontentare tutti, perché, oltre a non migliorare la condizione degli albergatori italiani, colpisce con l’obbligo di quarantena anche i consumatori, dopo che hanno acquistato il viaggio o che addirittura sono partiti.

    Le parole di Fulvio Avataneo, Presidente AIAV

    Fulvio Avataneo, Presidente AIAV – Associazione Italiana Agenti di Viaggio – dichiara: “Ritengo assolutamente condivisibile il disagio e il senso di smarrimento vissuti in queste ore da tutti i lavoratori del settore turistico italiano, che si sono sentiti vittime di iniquità e ingiustizie. Le decisioni instabili e provvisorie del Governo stanno confondendo e disorientando i consumatori finali, aggravando ulteriormente la precarietà in un settore già pesantemente colpito dalla crisi pandemica. Auspico per il futuro un deciso scatto in avanti da parte del Ministero del Turismo, in modo da coordinare tutte le attività in favore delle imprese del nostro settore. E’ giusto e doveroso il rispetto delle norme in materia di Covid-19, però è un preciso dovere delle Istituzioni sostenere e supportare tutte le forme di turismo e le migliaia di operatori che lottano ogni giorno per consentire ai viaggiatori di muoversi in sicurezza”.

  • Tutto quello che cerchi per allenarti a casa oggi è su mannisport.it

    In questo momento particolare che viviamo, costretti a passare gran parte del nostro tempo chiusi in casa è importante trovare la forza e lo stimolo per continuare a fare attività fisica. Molto positiva è quindi la notizia della nascita di mannisport.it, uno spazio digitale creato per diventare un punto di riferimento per l’home fitness dell’universo femminile. mannisport non è solo uno store dove poter acquistare i migliori prodotti per allenarsi a casa ma anche un luogo dove gli appassionati di sport possono trovare consigli, workout e condividere esperienze per vivere meglio.

    Su mannisport trovi, infatti, tutto quello di cui hai bisogno per allenarti a casa compresa una vasta gamma di attrezzi per home training. Dallo Yoga al Cross training mannisport ha selezionato per te il migliore abbigliamento per allenarti e ti offre uno spazio digitale in cui puoi trovare i consigli dei maggiori esperti del fitness mondiale e i migliori workout che puoi ripetere a casa quando hai del tempo da dedicare a te.

    Abbiamo navigato con interesse sul sito mannisport.it e abbiamo trovato interessanti proposte che vorremmo segnalarvi. In particolare, con meno di 30 euro è possibile acquistare un tappetino fitness. Dotato di una superficie antiscivolo che permette di allenarsi con il massimo comfort e in totale sicurezza, il materassino è realizzato in gomma di ottima qualità ed è perfetto per tutti gli esercizi a terra.  Protegge da un lato la schiena e ginocchia da fastidiosissimi dolori che potrebbero emergere durante l’esercizio e dall’altro non da mai la sensazione di sprofondare.

    Altro attrezzo molto utile è il Pilates ring ideale per allenare il petto, le braccia, l’addome e le gambe. Manici stabili e di forma anatomica garantiscono la corretta posizione, in modo da utilizzare il cerchio anche tra le gambe. Il Pilates ring costa solo 19 euro ed è disponibile in diverse colorazioni. Il Pilates Ring di mannisport è perfetto per diversi esercizi di Pilates, Yoga e Ginnastica generale così come per esercizi mirati in palestra.

    Ultimo ma non meno utile prodotto per allenarsi a casa è infine il kit di elastici fitness che mannisport ha realizzato per voi. Il kit è composto da 5 elastici per gli allenamenti di tutti i distretti muscolari. Il colore dell’elastico indica la diversa resistenza che l’elastico oppone. I gialli ed i verdi sono per un livello base mentre quelli blu, rossi e nero indicano livelli di difficoltà maggiore. Vengono consegnati in un pratico porta elastici nero per essere trasportati con facilità. Ogni elastico è realizzato in lattice ed è adatto per le persone di ogni età.

    Non resta quindi che visitare il sito www.mannisport.it e trovare il prodotto ideale per allenarsi a casa. Non ci sono più scuse!

  • Nuova intesa tra Regione Lombardia e Unibg su robotica e benessere dei lavoratori nell’industria 4.0

     Robotica e benessere dei lavoratori nell’Industria 4.0 sono protagonisti dell’intesa tra Palazzo Lombardia e l’Università degli studi di Bergamo, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore Fabrizio Sala nell’ambito degli “Accordi di collaborazione per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico”, sottoscritti da Palazzo Lombardia con 8 università pubbliche lombarde.

    Il progetto prevede due realizzazioni: quella di linee manifatturiere in scala ridotta, con unità automatiche di ultima generazione e robot in parte anche collaborativi; e quella di un ambiente sensorizzato, dove testare e sviluppare nuove tecnologie e nuovi servizi.

    “Ringrazio, a nome di tutta la nostra Università, – dichiara il rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini – Regione Lombardia che, non solo, da subito ha sostenuto, nei difficili mesi scorsi, il sistema delle università della nostra Regione nel suo complesso, ma attraverso questo nuovo e importante contributo ha anche deciso di attivare una specifica collaborazione per la realizzazione di una nuova iniziativa di ricerca “Smart living in manufacturing”, per rilanciare il sistema economico sociale sul territorio lombardo così provato dall’emergenza sanitaria. Degno di nota anche il contributo, sempre di Regione Lombardia, per il nostro progetto di ulteriore adeguamento e innovazione delle infrastrutture tecnologiche per la didattica di euro 1.799.000”.

  • Gruppo Danieli: la nuova acciaieria ABS darà lavoro a 160 persone

    Il Gruppo Danieli investe 190 milioni in una nuova acciaieria in provincia di Udine e darà lavoro a 160 persone: il progetto della controllata Acciaierie Bertoli Safau S.p.A. (ABS), attiva su scala internazionale nel settore della produzione di acciai speciali lunghi.

    Gruppo Danieli

    Gruppo Danieli: i risultati al 30 giugno 2020 e l’impatto della pandemia sui conti

    Nonostante lo scenario particolarmente difficile, il bilancio annuale, al 30 giugno scorso, di Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. si è chiuso con un utile netto di 62,9 milioni di euro e ricavi per un totale di 2,8 miliardi di euro: il portafoglio ordini per il Gruppo Danieli, tra i primi tre costruttori di acciaierie al mondo, ammonta a 2,936 miliardi e il patrimonio netto si attesta in crescita, a 1,936 miliardi di euro. Il Consiglio d’Amministrazione, riunitosi per l’approvazione lo scorso 24 settembre sotto la presidenza di Gianpietro Benedetti, ha rilevato come negli ultimi dieci anni l’87% degli utili sia stato reinvestito in azienda. Numeri che indicano come il Gruppo Danieli sia riuscito a contenere gli effetti della pandemia nel settore senza interrompere le attività negli Stati Uniti, in Russia e Cina nonostante l’impossibilità di spostarsi a causa dei lockdown. I risultati conseguiti in questo settore hanno in larga misura compensato il calo di ricavi e margini registrato sul fronte della produzione di acciai speciali, in particolare dalla ABS, su cui ha influito il lockdown del periodo febbraio-giugno.

    Gruppo Danieli: il profilo di Acciaierie Bertoli Safau S.p.A. e il nuovo impianto che darà lavoro a 160 persone

    Acciaierie Bertoli Safau S.p.A. (ABS) è la divisione steel-making del Gruppo Danieli. Nonostante le difficoltà riscontrate nel primo semestre dell’anno a causa della pandemia, si riconferma tra i leader europei nel settore dei prodotti lunghi di alta qualità. Non a caso continua ad investire in nuovi impianti in Italia: ne entrerà in produzione entro ottobre-novembre uno nuovo, realizzato con investimenti per 190 milioni di euro. È il primo di un programma definito con l’obiettivo di aumentare il fatturato del 50% e confermarne il primato di unica acciaieria per la produzione di acciai di qualità. In ABS, nata nel 1988 dalla fusione tra due acciaierie di lunga esperienza ed alta qualificazione, la secolare esperienza nel settore si coniuga allo spirito di innovazione caratteristico del Gruppo Danieli a cui appartiene, garantendo la massima qualità e la leadership necessaria a soddisfare le richieste dei mercati più esigenti.

  • Transizione energetica, per molti produttori di petrolio c’è il rischio instabilità

    Da anni ormai si parla di transizione energetica. Questo processo è il fulcro di un più esteso passaggio verso una economia più sostenibile. Il progressivo abbandono delle fonti energetiche non rinnovabili, ha da tempo messo in allarme i produttori di petrolio. Non si chiedono più se un giorno accadrà, bensì quando.

    Il petrolio e la transizione energetica

    transizione energeticaSe in generale la transizione energetica è vista come una vera e propria benedizione ambientale, dal punto di vista economico ci potrebbero essere grossi effetti collaterali, specie in alcuni Paesi del mondo. Alcuni recenti Outlook hanno evidenziato infatti che, parallelamente alla crescita delle rinnovabili, si propagherà un’onda di instabilità per i paesi produttori di combustibili fossili che non saranno riusciti a diversificare le proprie economie. Se è vero che il picco produttivo del petrolio sarà toccato nel 2030, da quell’anno in po molti nodi verranno al pettine. Del resto gli indicatori di volume già evidenziano un calo della richiesta di output.

    Paesi Africani a rischio

    Nel panorama generale ci sono quindi casi e casi. I più scottanti riguardano alcuni paesi africani, fortemente se non esclusivamente dipendenti dal petrolio. Alcuni di essi peraltro hanno costi di produzione elevati, il che aggrava la situazione. Ad esempio Algeria, Chad, Iraq e Nigeria.
    Non a caso sono quelli che hanno più sofferto la caduta dei prezzi del petrolio del 2014 e del 2020.
    Per queste economie, la transizione energetica potrebbe essere un dramma. Infatti verrebbero privati degli afflussi di denaro che servono poi a finanziare le importazioni necessarie ad andare avanti.

    Le ricette anti-crisi

    Di fronte a questa situazione, questi Paesi potrebbero attingere alle riserve valutarie, come hanno fatto i sauditi dal 2014. Oppure svalutare, come hanno fatto Nigeria e Iran nel 2020.
    Ma non sono soluzioni che possono durare a lungo, anche perché per molti paesi le previsioni sul cambio non sono ottimali. Ad esempio le previsioni Rand sudafricano dollaro, oppure la Naira nigeriana col dollaro.
    La vera ricetta per evitare disastri sarebbe la diversificazione e la modernizzazione. Ma in molti casi parliamo di Paesi che non hanno sufficienti risorse per intraprenderla. Sia a livello economico che come governance. Ecco perché il rischio di instabilità geopolitica è destinato a crescere.

  • Ottimi risultati per quattro atlete UniBg ai campionati italiani di sci

    A Passo Cereda si sono disputati i Campionati italiani di sci Giovani e Assoluti, e le atlete dell’Università degli Studi di Bergamo – iscritte al programma “Dual Career”, pensato appositamente per gli studenti-atleti – non hanno mancato di dare soddisfazioni all’Ateneo orobico. Nelle classifiche delle varie competizioni spiccano infatti i nomi di Valentina Maj, Martina Bellini, Ilaria Ghisalberti e Camilla Mazzoleni.

    Nello specifico, nella “10 km in tecnica classica” di apertura dei Campionati, Valentina Maj e Martina Bellini hanno conquistato un argento e un bronzo assoluti, che diventano oro e argento nella classifica tricolore Under 23. Inoltre Martina ha conquistato la sesta piazza in classifica generale nella “30 Km”, che le regala anche la vittoria della classifica Under 23.

    Per lo sci alpino medaglia d’oro in combinata per Ilaria Ghisalberti ai Campionati italiani Giovani, che si è aggiudicata un altro oro nella disciplina dello slalom gigante. Al settimo posto invece si è classificata Camilla Mazzoleni.

    Le atlete sono tutte studentesse presso l’Università degli studi di Bergamo, iscritte al programma “Dual Career”, un percorso pensato appositamente per gli atleti tesserati per le federazioni sportive nazionali di discipline olimpiche o paralimpiche, successivamente alla valutazione del curriculum sportivo presentato.

  • Ho sempre avuto un debole per le ghirlande floreali essiccate


    In senso orario da in alto a sinistra: Desert Tiara di Untamed Petals, Chantilly Tiara di Tania Maras, Agustina de Aragon di Mimoki via Laure de Sagazan, Dried Floral Tiara ispirata a Hello May Magazine via Festival Brides, Temperance Crown di Lizeron via Laure de Sagazan.

    Solo perché desidero tutta l’atmosfera della “bella sposa” non significa che non voglio ricordare a tutti che sono assolutamente una principessa. (Può esserci una regina del fico!) Tania Maras ha l’intero look “regale” dominato dalla sua tiara di panna montata Gillne.it, mentre Lizeron è totalmente all’avanguardia con la sua corona di porcellana della Temperanza.


    Ho sempre avuto un debole per le ghirlande floreali essiccate (ricordi in My Big Fat Greek Wedding quando Yaya tira fuori il suo copricapo da sposa?! Adoro questa scena!) E recentemente mi sono chiesto se dovrei arrendermi grande acquisto e fai da te un diadema cimelio essiccato da solo? Chi è con me?!

    Durante lo shopping a Seattle, mi sono innamorata di questa tiara del deserto art déco di Untamed Petals – la giusta quantità di vintage con moderne tonalità di rame.

  • TRINITY COLLEGE LONDON registra il successo degli esami digitali mentre continua il progetto pilota con il Comitato nazionale musica del Miur

     

    L’ente certificatore e charity educativa registra il successo degli esami digitali mentre continua il progetto pilota con il Comitato nazionale musica del Ministero dell’Istruzione

    A novembre 2020 Trinity College London ha avviato i nuovi esami digitali di musica “Digital Grades and Diplomas”, accessibili a insegnanti e studenti di tutto il mondo, che permettono di proseguire il proprio percorso di studi musicali in qualsiasi periodo dell’anno.

    Con una modalità altamente innovativa, questi esami prevedono, da parte dell’artista, la registrazione della propria performance musicale in un video utilizzando qualsiasi tipo di dispositivo audio-video, con la possibilità di coinvolgere amici e parenti come pubblico per simulare una vera e propria esibizione dal vivo. La performance viene poi valutata da un esaminatore Trinity. I “Digital Grades and Diplomas” sono stati pensati come possibile alternativa ai tradizionali esami in presenza, ma non sono legati alle restrizioni dovute alla pandemia. Al contrario, continueranno ad essere prenotabili tramite le sedi d’esame registrate Trinity accanto agli esami in presenza, avranno la stessa validità e saranno disponibili per tutti gli strumenti degli esami Trinity di Classical & Jazz e Rock & Pop e per i Music Performance Diplomas (ATCL, LTCL).

    Prosegue anche il progetto pilota avviato durante l’anno scolastico 2019/2020 con il “Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti” (CNAPM) – Ministero dell’Istruzione, presieduto dal professor Luigi Berlinguer e coordinato dalla prof. Annalisa Spadolini. 

    Sono circa 60 le scuole coinvolte in tutta Italia in questo progetto di ricerca volto a misurare l’impatto delle certificazioni internazionali sull’apprendimento della musica su scuole di ogni ordine e grado. Realizzato per la prima volta nel nostro Paese, il progetto pilota prevede un monitoraggio dell’esperienza tramite uno studio di impatto portato avanti da Trinity in collaborazione con l’Università di Lancaster, nel Regno Unito. Il progetto pilota ha come obiettivo la condivisione di best practice, la valorizzazione dell’impegno dei docenti di musica italiani, la sensibilizzazione sul riconoscimento delle certificazioni internazionali mappate al quadro europeo delle qualifiche (EQF), la promozione di un curriculum verticale per l’apprendimento della musica per tutti gli studenti. 

     

    «Il progetto pilota che presentiamo con Trinity misurerà l’impatto della certificazione internazionale sulla preparazione e sulle performance dei nostri studenti, motivando le scuole italiane a mettersi in gioco, perché le osservazioni degli esperti sulla qualità di questi studi sono una definizione autorevole della qualità stessa e un naturale stimolo per le scuole italiane che si sentono, in tale modo, investite di un compito particolarmente rilevante.» Luigi Berlinguer

     

    Trinity è stato, inoltre, protagonista delle lezioni di “La scuola in tv” di Rai scuola. Fino ad ora sono state trasmesse quattro puntate dedicate alla musica con approccio CLIL, condotte da Fiona Mancuso e Stefano Trevisi. In particolare, le puntate hanno affrontato il tema della teoria musicale, dell’armonia, dell’improvvisazione, della storia delle tastiere e del pianoforte. 

     

    Trinity College London è un ente certificatore internazionale e una charity educativa patrocinata dalla famiglia reale inglese, che opera nell’ambito della musica, della lingua inglese e delle arti performative. Fondato nel 1877, è attivo in oltre 60 Paesi nel mondo.

     

    Contatti e social

     

    www: https://www.trinitycollege.it

    Facebook: https://www.facebook.com/TrinityCollegeLondonItaly

    Instagram: https://www.instagram.com/trinitycollegelondonitaly/

    Canale youtube: https://www.youtube.com/user/TrinityVideoChannel

  • Uno studio americano valuta gli effetti dello svapo sulle cellule viventi

    In America un nuovo studio promosso da un college di medicina veterinaria promuove la valutazione degli effetti dello svapo sulle cellule viventi. Negli ultimi anni si sta diffondendo tra i giovani l’impiego delle sigarette elettroniche. Questa circostanza ha creato una certa ansia. Tuttavia, lo studioso internazionale Farsalinos, ha chiarito che gli effetti delle e-cig non sono confrontabili con quelli delle sigarette classiche. Difatti, rapportando i benefici e di danni dell’uso delle e-cig è evidente che i primi superano di molto i secondi.

    Agli insegnanti sarà consegnato un kit gratuito contenente vapore di sigaretta elettronica, che gli studenti dovranno utilizzare su di un protozoo unicellulare, con il fine di valutarne la motilità, la vitalità e la forma in generale.

    Il kit in dotazione fornirà anche informazioni sugli effetti del fumo e sulle conseguenze dello svapo sulle cellule polmonari.

  • Renato Mazzoncini: cooperazione A2A e Snam, obiettivi e progetti

    L’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini: il Memorandum of Understanding siglato con Snam rappresenta “un’ulteriore accelerazione lungo il percorso della transizione energetica già intrapreso dal nostro Gruppo, coerente con le nostre strategie in tema di economia circolare e decarbonizzazione”.

    A2A

    A2A insieme a Snam per lo sviluppo di progetti sull’utilizzo dell’idrogeno nell’ambito della decarbonizzazione

    Guidata da Renato Mazzoncini, A2A è fortemente impegnata sul fronte della decarbonizzazione e della transizione energetica. Guarda in questa direzione anche il Memorandum of Understanding siglato lo scorso 25 settembre con Snam: al centro una cooperazione tecnologica tra le due realtà, finalizzata allo studio di progetti sull’utilizzo dell’idrogeno nell’ambito della decarbonizzazione del settore energetico. L’accordo è stato siglato per conto di A2A da Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale, e da Marco Alverà, Amministratore Delegato di Snam, in occasione del festival della ricerca scientifica Trieste Next, alla presenza del Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. La cooperazione è focalizzata in primo luogo sullo studio, l’analisi e la valutazione di fattibilità di progetti legati alla conversione delle centrali termoelettriche del Gruppo a gas naturale, idrogeno o miscele gas naturale/idrogeno. L’accordo prevede inoltre lo studio di soluzioni finalizzate al retrofit delle esistenti turbine a gas a ciclo combinato di A2A per idrogeno o miscele gas naturale/idrogeno.

    Decarbonizzazione: la cooperazione A2A-Snam nelle parole dell’AD e DG Renato Mazzoncini

    “Siamo soddisfatti di questo accordo, un’ulteriore accelerazione lungo il percorso della transizione energetica già intrapreso dal nostro Gruppo, coerente con le nostre strategie in tema di economia circolare e decarbonizzazione”, ha sottolineato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A Renato Mazzoncini parlando della cooperazione con Snam. “Per noi è un’occasione interessante per valorizzare la natura multiutility di A2A sia nella produzione di energia che nella distribuzione“, ha spiegato l’AD evidenziando come la collaborazione con Snam possa rappresentare “un’importante opportunità per valorizzare una filiera italiana di infrastrutture chiave per raggiungere l’obiettivo europeo di emissioni zero al 2050”. Non a caso l’accordo prevede anche la definizione di iniziative per la produzione, lo stoccaggio e il trasporto di idrogeno da fonti rinnovabili e per modificare le infrastrutture di distribuzione gas di A2A con l’obiettivo di renderle “hydrogen ready”.

  • A che punto è il Category management in Italia? Risponde GS1 Italy con Aspiag, Barilla e Peroni

    Partendo da un nuovo report internazionale di ECR, GS1 Italy ha organizzato un evento per indagare il ruolo del Category management nel largo consumo in Italia e far raccontare direttamente ai produttori e ai retailer come sta cambiando il loro approccio e con quali risultati.

    Da oltre 20 anni il Category management è il linguaggio comune e il processo collaborativo con cui Industria e Distribuzione dialogano per far crescere le categorie e soddisfare al meglio le esigenze dei clienti. Un approccio in continua evoluzione per seguire i cambiamenti del mercato, dei consumatori, della tecnologia e della disponibilità dei dati. Ma a che punto si trova oggi in Italia? E quale sarà il ruolo del Category management nel prossimo futuro?

    Per rispondere a queste domande, analizzando il passato, riflettendo sul presente e progettando il futuro di questo approccio metodologico, GS1 Italy ha organizzato l’incontro “Category management ieri, oggi e domani”, che si è tenuto oggi in forma virtuale, e che, grazie alle testimonianze dirette di Aspiag, Barilla e Peroni, al coordinamento di Andrea Farinet – chairman del Socialing Institute – e alla presentazione delle più attuali best practice internazionali, ha tracciato l’evoluzione del Category management nel largo consumo.

    «Partendo dai risultati del report internazionale “Category Management Yesterday, Today & Tomorrow”, abbiamo voluto costruire un piano di attività finalizzate a divulgarne i contenuti, raccontando – e facendo raccontare direttamente alle aziende – come sta cambiando l’approccio al Category management» ha affermato Silvia Scalia, ECR and training director di GS1 Italy. «Da sempre la missione della nostra organizzazione è quella di contribuire all’efficienza del sistema nella gestione e nel trasferimento dei dati. Abbiamo il compito di abilitare un nuovo modo di dialogare con il consumatore, grazie alla capacità degli standard GS1 e delle soluzioni GS1 Italy di rendere disponibili tutte le informazioni che servono per instaurare un rapporto continuativo e di fiducia con il consumatore online e nel mondo fisico».

    Se il report realizzato da ECR Community riconosce il ruolo chiave del Category management nell’evoluzione della Distribuzione e del marketing dei beni di consumo, quale sarà il suo ruolo quando, terminata la pandemia, si entrerà nella “nuova normalità”?

    Come hanno ricordato Brian Harris e Luc Demeulenaere, i due esperti internazionali intervenuti nell’incontro, negli ultimi 10 anni il focus si è spostato da prezzo, assortimento e layout dello scaffale, a un più complesso sviluppo di promozioni, store format, strategie omnicanale, fino all’emergere di nuovi driver che ruotano intorno a valori importanti come salute, sicurezza, ecologia, globalizzazione, convenienza: valori su cui hanno influito fortemente tanto l’ondata pandemica quanto i suoi impatti sull’economia, rendendo ancora più rilevante per il futuro il ricorso ad una precisa segmentazione e alle nuove tecnologie di intelligenza artificiale per capire e rispondere alle esigenze dei consumatori.

    «Oggi il Category management si sta confermando l’approccio di riferimento per il marketing collaborativo nella filiera del largo consumo a livello mondiale» ha detto Antonella Altavilla, owner di ADF consulting. «Il futuro lo proietta in spazi di applicazione sempre più ampi, delineando nuove opportunità di collaborazione a valore aggiunto per l’Industria e la Distribuzione. A caratterizzarle saranno una “tailorizzazione” più marcata e la sostenibilità dell’offerta omnicanale di prodotti e servizi mirata a specifici target di clienti».

    A raccontare come sta evolvendo l’approccio al Category management delle aziende di Produzione e Distribuzione sono state le testimonianze di Aspiag, Barilla e Peroni, che hanno condiviso le loro esperienze e i risultati raggiunti.

    Aspiag: diventare un retail sempre più sostenibile e “shopper centric”

    Roberto Sinigaglia, organizzazione acquisti e business process manager di Aspiag, ha illustrato, nel suo intervento, l’impatto del Category management sull’organizzazione e sui processi interni all’azienda e il suo ruolo nella collaborazione proattiva con i fornitori.

    I pilastri su cui si devono fondare i progetti di Category management, al di là di quello che è o sarà il modello seguito sono: strategia, capacità analitiche, capacità organizzative, information technology, misurazione delle performance. In ognuna di queste troviamo le ragioni che hanno frenato l’approccio e le cause principali del fallimento del Category management.

    Alla luce di queste evidenze, come sarà il Category management per Aspiag del futuro? «Continuerà a essere “shopper centric” – lo shopper deve essere al centro del progetto – per creare valore alla categoria, aumentando la shopper exhibition. Il passaggio da product oriented a shopper oriented è un passaggio fondamentale che il retailer deve compiere in collaborazione con il fornitore “category captain” della categoria. La conoscenza dello shopper – come si comporta dinanzi allo scaffale – quali sono i suoi criteri di scelta e la costruzione dell’albero decisionale sono i concetti che per noi di Aspiag sono un driver fondamentale di sviluppo» ha sottolineato Sinigaglia.

    Barilla: rendere lo scaffale della pasta più leggibile e ispirazionale

    L’approccio dei consumatori occidentali al mondo del food è in continua evoluzione e, negli ultimi anni, è stato guidato da nuove esigenze in fatto di salute e benessere e di premiumizzazione dei prodotti. Sono trend che coinvolgono anche la categoria “pasta meal” (all’interno del quale le categorie Pasta e Sughi svolgono un ruolo predominante), ma che ancora non sono del tutto soddisfatti dall’offerta a scaffale. «Per questo abbiamo deciso di avviare un progetto con un importante cliente internazionale, con cui lavoriamo da diversi anni, nei mercati di Italia, Francia ed Emirati Arabi Uniti» ha spiegato Paolo Zazzi, global director customer and shopper marketing di Barilla «con l’obiettivo di supportarlo con soluzioni basate sui nuovi trend di consumo e su comportamenti e percorsi d’acquisto».

    Partendo dagli studi da cui emerge che la penetrazione è il principale driver di vendita e che ispirare le persone è fondamentale per l’acquisto, Barilla ha ideato un approccio di Category management che ha completamente ripensato la categoria “pasta meal” e l’ha declinato sulle specificità di ognuno dei tre paesi coinvolti. I risultati? In Italia e in Francia, la più chiara segmentazione dell’offerta ha migliorato sia la produttività sia la leggibilità degli scaffali, mentre negli Emirati Arabi Uniti è stata creata una nuova ambientazione degli scaffali, più interattiva ed emozionale, con cui il brand ispira i consumatori attraverso il fascino gastronomico dei piatti.

    «Il consiglio per chi sta valutando di investire nel Category management è di partire da uno studio approfondito dei comportamenti degli acquirenti e sviluppare costantemente iniziative per i consumatori, che sono sempre alla ricerca di novità e di ispirazione. Inoltre, l’approccio omnicanale può permettere alla categoria di esprimere ancora un importante potenziale» ha affermato Marco Greggio, key account category developer di Barilla.

    «È importante anche adottare soluzioni facilmente scalabili ed estendibili a tutta la rete di punti vendita, ed essere flessibili, rivolgendosi a tutti i diversi target di acquirenti, adattando la strategia di categoria ai continui cambiamenti del mercato e dei comportamenti di consumo, aggiornando costantemente le ricerche e lavorando su soluzioni specifiche d’insegna» conclude Giuliana Tavani, customer team director di Barilla.

    Peroni: soddisfare le nuove logiche dello shopper di birra

    Forte di una comprovata esperienza nel Category management, Peroni ha sviluppato un nuovo progetto dedicato alla categoria “birra” nel canale supermercati e ipermercati italiani. Partendo dall’analisi delle ragioni del calo delle vendite, l’azienda ha deciso di focalizzarsi sui nuovi trend di consumo salutistici e sull’ottimizzazione dell’assortimento e della visibilità a scaffale, con il duplice obiettivo di invertire il trend delle vendite e di aumentare il closure rate degli acquirenti. Il nuovo approccio alla categoria in-store è stato sviluppato in sinergia con i clienti, concentrandosi sugli alberi decisionali dei consumatori e aumentando la leggibilità dello scaffale per favorire la crescita sia degli acquisti programmati che degli acquisti d’impulso non promozionali.

    «Abbiamo sfruttato i risultati di uno studio sull’evoluzione del comportamento degli shopper fornendo un’alternativa all’approccio del leader, in cui il marchio è il fattore principale» racconta Barbara Ottonelli, customer trade marketing manager di Peroni. «In particolare, stiamo lavorando con un player locale, che sta puntando all’innovazione nel format dei superstore per aumentare gli acquisti d’impulso, e con una catena nazionale, che ha lanciato due nuovi format, di cui uno è rivolto ai clienti interessati ai prodotti premium e l’altro a quelli più sensibili alle promozioni».

    Birra Peroni ha proposto un’esposizione a scaffale che riflette i criteri di scelta del consumatore (marca, tipo di birra, occasione di consumo), migliorando la visibilità dei diversi segmenti della categoria e del portfolio aziendale e la leggibilità, facilitando la selezione e il processo di acquisto dei clienti. Il risultato? Il Category management ha contribuito a migliorare il trend delle vendite complessive a valore e di quelle non in promozione e a riportare in positivo il segmento delle birre analcoliche. Ma ha anche fatto diminuire l’out-of-stock e crescere il closure rate degli acquirenti target.

    «Per chi guarda al Category management, il consiglio è continuare a investire sull’analisi degli acquirenti e aggiornarla costantemente per cogliere le evoluzioni nel loro comportamento e sfruttare strumenti più interattivi per raggiungere i target di acquirenti chiave» ha concluso Veronica Maggioni, national account manager di Peroni.

    Le conclusioni dell’incontro sono state affidate alle parole di Brian Harris, ideatore del Category management e oggi senior advisor, che ha inviato un messaggio importante ai manager del largo consumo: «Per capire e dare risposte ai bisogni dei consumatori occorrono collaborazione, segmentazione e corretto utilizzo delle nuove tecnologie. È importante che Industria e Distribuzione migliorino la loro capacità di sviluppare e di condividere nuove visioni di categoria in un’ottica strategica. Anche la capacità di segmentare e coinvolgere specifici target di consumatori sarà fondamentale: è necessaria una visione integrata e olistica delle persone, dei loro comportamenti, dei loro bisogni e dei loro valori. Infine, le nuove tecnologie basate sull’intelligenza artificiale saranno imprescindibili per accedere ad una vasta quantità di dati e sviluppare una profonda conoscenza dei consumatori».

    GS1 Italy è al fianco delle imprese anche nella costruzione delle competenze che servono a realizzare tutto questo. L’evento è stata anche l’occasione per annunciare che prenderanno il via i corsi dell’Academy di GS1 Italy in aprile con un percorso specifico dedicato al Category management, composto da una serie di webinar che abbineranno la presentazione dell’approccio teorico, supportato da casi di successo, a esercitazioni pratiche e interattive in cui testare l’impatto dell’utilizzo dei modelli. I corsi potranno essere fruiti singolarmente in modalità multiclient a titolo gratuito per le aziende aderenti a GS1 Italy oppure personalizzati in specifici percorsi aziendali, in funzione delle specifiche esigenze.

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

     

  • Le nuove annate di 700 brut, Jalé e Angimbé FICUZZA, VINI REGALI La tenuta all’interno della Riserva Naturale, a 700 metri slm, a Piana degli Albanesi

    Marzo 2021«A Ficuzza – racconta Diego Cusumanol’aria è fresca e il microclima unico crea vini altrettanto unici. Le note fruttate raccontano le infinite varietà floreali rare che dipingono una vera e propria opera d’arte». Siamo all’interno della Riserva naturale orientata Bosco della Ficuzza: Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere, Gorgo del Drago, nomi da favola che rimandano a un ecosistema unico e indubbiamente fiabesco. Sono 450, appartenenti a 90 famiglie, le specie vegetali catalogate sin dai tempi dei Borbone: numerose varietà di orchidee endemiche, le rupestri della Busambra come il fiordaliso, il cipollaccio, l’erba-croce e lo sparviere, le erbacee peonie, giaggiolo e viola e ancora la rosa di San Giovanni e l’erica arborea. Le schede botaniche, trasferite su catalogo digitale, sono consultabili nella Real Casina di Caccia, maestosa reggia che dal 2013 ospita il “Museo multimediale del bosco di Ficuzza”.

    «È la prima tenuta del nuovo corso – prosegue Diego Cusumano. Da qui è iniziato tutto. Si estende armonicamente all’interno del bosco di Ficuzza, a Piana degli Albanesi, su colline che superano i 700 metri sul livello del mare. Questo fa sì che ci sia una buona escursione termica: di giorno fa caldo per via dell’esposizione al sole dei vigneti, la sera la temperatura cala, complice il vento di collina. Abbiamo scelto di tenere su parte della proprietà i boschi e la macchia mediterranea tipica della zona. Così i vigneti ricordano un mosaico. Anche questo contribuisce alla qualità del vino. Abbiamo adottato una potatura a Guyot. Non è comune in Sicilia, ma una tenuta così particolare, per altitudine, per i boschi che la circondano, per il paesaggio che la caratterizza non poteva avere una potatura comune. Anche i filari sono disposti in modo diverso: a giropoggio, un tipo di allevamento più facile da trovare in Piemonte. Questo ci facilita nella raccolta, permettendo una maturazione uniforme sulla parcella».

    Jalé nasce da uve Chardonnay in purezza, mentre da un blend di Insolia e Chardonnay che vengono da queste parcelle nasce l’Angimbé. È stato impiantato anche il Pinot Nero, un vitigno noto per essere difficile, ma anche elegante. È il vitigno utilizzato per produrre un rosato, il Ramusa, e uno spumante metodo classico che si chiama 700, proprio come l’altitudine di questi vigneti. Qui nasce anche il vino di Re Ferdinando IV: il Salealto, un “vin du Terroir” di Ficuzza, ottenuto da Inzolia, Grillo e Zibibbo in parti uguali, vinificati separatamente poi affinati insieme.


    LE NUOVE ANNATE

    700 Metodo Classico Brut 2017

    Un metodo classico di montagna, da vigneti di Pinot Nero e Chardonnay che si trovano a 700 metri sul livello del mare. L’eleganza per celebrare Tenuta Ficuzza.

    Pinot Nero in prevalenza e Chardonnay. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700m slm, esposizione nord-est, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 50 ettolitri per ettaro. Raccolta manuale in cassette.

    Vinificazione: pressatura di uve intere e utilizzo solo del primo mosto fiore per evitare tannini e conservare l’acidità, decantazione statica e fermentazione a bassa temperatura. Dopo circa 6 mesi sulle fecce fini, filtrazione e tiraggio, rifermentazione in bottiglia a 13°C. Le bottiglie riposano in cantina per 36 mesi dopo i quali avviene la sboccatura.

     

    Angimbé Terre Siciliane I.G.T. 2020

    Affabile come l’estate siciliana, grazie all’Insolia, complesso come lo Chardonnay.

    Insolia 70%, Chardonnay 30%. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700m slm, esposizione sud-est per l’Insolia, est per lo Chardonnay, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 60 ettolitri per ettaro. Raccolta manuale in cassette nella prima decade di settembre.

    Vinificazione: macerazione a freddo delle bucce per 12 ore a 8°C, pressatura pneumatica, decantazione a freddo, fermentazione a 18°-20°C, permanenza in acciaio sulle fecce fini per 4 mesi e successivo affinamento in bottiglia.

     

    Jalé Sicilia D.O.C. 2019
    Vigneto del Ventaglio

    Proviene dallo storico vigneto di Chardonnay chiamato “del ventaglio” per la sua caratteristica forma. Uno Chardonnay che conquista per intensità, freschezza e pulizia.

    Chardonnay 100%. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700/800m slm, esposizione sud, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 60 quintali per ettaro. Età media del vigneto pari a 25 anni, raccolta manuale in cassette nella prima decade di settembre.

    Vinificazione: macerazione a freddo e successivo illimpidimento statico. Fermentazione in carati di rovere da 225 litri, permanenza per circa 8 mesi negli stessi e successivo affinamento in bottiglia.

     

    GLI ALTRI VINI DI TENUTA FICUZZA

    Ramusa Terre siciliane I.G.T.

    Grande freschezza e bevibilità in un rosato da uve Pinot Nero in purezza allevato a 700-800 metri sul livello del mare.

    Pinot Nero 100%. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700 slm, esposizione nord-est, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 60 ettolitri per ettaro. Raccolta manuale in cassette nella prima metà di settembre.

    Vinificazione: diraspatura, macerazione a freddo per 24 ore poi svinatura e fermentazione a temperatura controllata. Affinamento sulle fecce fini per 6 mesi.

     

    Salealto Terre siciliane I.G.T.

    Il nome richiama le caratteristiche del vino al palato e il terroir di produzione: 700 metri slm. Un vino unico, montanaro e mediterraneo allo stesso tempo

    1/3 Insolia, 1/3 Zibibbo, 1/3 Grillo. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700/800m slm, con una densità di ceppi pari a 5000 piante per ettaro e una resa pari a 60 quintali per ettaro.

    Vinificazione: raccolta manuale in cassette, macerazione in pressa a temperatura ambiente e successivo illimpidimento statico. Fermentazione in acciaio a 20°C, travaso ed assemblaggio dei vini, permanenza per circa 10 mesi sulle fecce fini e successivo affinamento in bottiglia.

     

     

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    A TOUCHING EXPERIENCE. Sentire uno specifico territorio ad ogni tocco. Il legame che unisce ogni vino alla propria terra d’origine è un legame profondo e indissolubile che definisce l’essenza del vino stesso. Partendo da questa consapevolezza, Cusumano ha voluto rendere visibili e palpabili sulle sue bottiglie le più intime sfumature delle terre Siciliane, mostrando come siano intrinsecamente connesse al vino cui danno origine. Una trama di linee libere posta in rilievo sulle etichette sintetizza i territori di ciascuna tenuta, lasciando al consumatore l’ebrezza di scoprirli uno ad uno al solo sfioro della bottiglia. Chi sceglie i vini Cusumano sarà così accompagnato ad ogni tocco in un viaggio sensoriale che coinvolgerà vista, olfatto, gusto e tatto, per un’esperienza unica dall’intensità straordinaria.

    VITICOLTURA SOSTENIBILE. Tutti i vini Cusumano si avvalgono della certificazione SOStain/VIVA “Sustainable Wine”. Comune denominatore delle diversità e delle unicità dei vini Cusumano, infatti, è l’impegno per una viticoltura sostenibile che nasce dal sentimento e dall’obbligo etico di proteggere le risorse, limitandone lo spreco. Una ricerca che si traduce in azioni conformi al protocollo di SOStain, il programma di sostenibilità per la vitivinicoltura siciliana, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, attraverso il progetto di sostenibilità V.I.V.A.

     

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    CUSUMANO. Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, produce vini eleganti e identitari in cinque tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, San Carlo a Partinico (Palermo). Nel 2013 la famiglia Cusumano ha creato Alta Mora racchiudendo sotto un unico nuovo marchio le contrade di Guardiola, Pietramarina, Verzella, Feudo di Mezzo e Solicchiata sull’Etna.

    www.cusumano.it

    Materiali stampa disponibili al link Google Drive
    https://drive.google.com/open?id=1mZvHGefy_EXMBzLwdk568GRkOFd0uDMd

  • Attenzione alla ripresa della pratica sportiva

    La primavera e la voglia di rimettersi in forma in libertà spinge gli Italiani a correre. Da Corazza Srl, creatrice di Fly Walk, supporto plantare hi-tech, arriva il monito per il rischio di overuse e la prevenzione a traumi

     

    Già nei mesi scorsi Corazza, azienda di Molinella (BO) da 50 anni leader nella produzione di plantari ortopedici dedicati a tutte le problematiche che interessano la pianta del piede e ideatrice di Fly Walk: il supporto plantare ultrasottile pensato per chi pratica sport, aveva lanciato l’allarme.

    Sedentarietà, smart working e la perdita del consueto allenamento sono una fonte di traumi e malesseri per gli Italiani, sempre più desiderosi, complice l’arrivo della bella stagione, di tornare a praticare sport all’aria aperta, godendosi finalmente un po’ della tanto agognata libertà.

    L’anno trascorso, tra limitazioni imposte dal Covid-19, lavoro da casa e l’inattività portata dalla ridotta socialità hanno messo a dura prova la popolazione italiana che denuncia un crescente sviluppo di dolori muscolari e articolari. Se già nella normalità circa 7 persone su 10 possono soffrire di disturbi articolari, la mancanza di una vita attiva ha acuito questa condizione. Una ricerca realizzata da Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione ha evidenziato come a soffrire di dolori posturali pre pandemia sarebbe addirittura il 73% degli Italiani. Mal di schiena (49%), dolori al collo (37%) e dolori alle articolazioni degli arti inferiori (29%) sono i sintomi più comuni e che tra quarantene e lockdown sono arrivati a far soffrire quasi un 1 italiano su 2 di queste problematiche, senza distinzioni di genere ed età.

    Le persone hanno voglia di tornare a muoversi dopo un anno di sacrifici e rinunce, ma bisogna stare attenti, riprendendo l’attività fisica con prudenza e con certi accorgimenti – allerta Violetta Corazza, titolare di Corazza perché in questi mesi abbiamo registrato una crescita della richiesta di prodotti ortopedici dedicati che ci giungono da tutta Italia e anche da altri Paesi”.

    Proprio la lunga esperienza nel settore e l’approfondita conoscenza in ambito biomeccanico hanno permesso all’azienda di realizzare già lo scorso anno un prodotto in grado di coniugare prevenzione e performance, aspetti imprescindibili per chi pratica sport sia a livello professionale che amatoriale. Fly Walk, infatti, è ideato per la corsa, la camminata e le discipline da salto, con l’obiettivo di supportare adeguatamente nel raggiungimento degli obiettivi, mantenendo però sempre un adeguato livello di sicurezza.

    Sulla base degli studi effettuati e dei risultati di test, è la stessa Violetta a suggerire attenzione: “Non si può pensare di ripartire come se non ci si fosse mai fermati. Il fisico non è più tonico, ma la gente si concentra sul cosiddetto minor fiato, spesso trascurando muscoli e articolazioni che possono dare parecchi problemi. Occorre prevenire possibili traumi causati da inattività prolungata, scarso allenamento e overuse alle strutture corporee che accrescono il pericolo di infortuni a lungo termine”. Proprio pensando a queste problematiche insorgenti e nel tentativo di scongiurarle, l’azienda Corazza aveva già presentato la scorsa primavera Fly Walk, con due importanti componenti che ne caratterizzano la struttura: la parte anteriore costituita da materiale dall’elevata risposta propulsiva e antivibrante che rende il riscontro molto reattivo e quella posteriore, ammortizzante, realizzata con materiale absorber, rispondendo così alle sollecitazioni delle diverse discipline.

    A distanza di un anno, questo prodotto hi-tech si rivela quanto mai attuale, con la sua capacità di sostenere la maggiore superficie di appoggio al piede nel rispetto della correttezza anatomica, ponendosi come un prodotto sia fisiologico che funzionale, garante di sicurezza, benessere e performance.

    Le persone spesso hanno iniziato a correre perché consentito dai vari Dpcm – conclude la titolare di Corazza – però chi si è lanciato in una disciplina sportiva apparentemente semplice, ma in realtà con fattori tecnici specifici in termini di sollecitazioni e corretta gestione del peso e della falcata, ne ha ottenuto non solo benefici, ma talvolta anche problematiche. Ora che la bella stagione in arrivo è un ulteriore incentivo a calzare le scarpe e mettersi a correre, è bene dotarsi della giusta attrezzatura e non sottovalutare i possibili rischi, senza distinzione di genere ed età”.

     

    Corazza S.r.l. nasce a Bologna nel 1968. L’azienda guidata da Violetta Corazza, rappresenta un punto di riferimento di valore per tutte le ortopedie italiane ed estere. Esperienza, competenza tecnica, utilizzo di tecnologie avanzate orientano l’attività di Corazza consentendogli ogni giorno di interpretare e soddisfare le richieste dei tecnici ortopedici attraverso la realizzazione di plantari ortopedici personalizzati, innovative e di altissima qualità.

  • FORMAZIONE, MY LOVE: tirocini curriculari in azienda

    Tirocini in azienda: il talento incontra l'opportunità

    DUNA-Corradini prosegue, nel pieno rispetto delle norme di contenimento COVID-19, la stretta collaborazione con le Università del territorio per formare studenti attraverso tirocini curriculari e dare il suo contributo al mondo dell’istruzione e dell’imprenditoria locali.

    Le difficoltà dettate dal protrarsi dell’emergenza pandemica non fermano il programma di accoglienza di studenti universitari in tirocinio curriculare in collaborazione con le università di Bologna, Modena e Reggio Emilia che DUNA-Corradini ha avviato ormai da tempo.

    Le facoltà interessate sono principalmente quelle di ingegneria e chimica ma si pianifica di estendere questo genere di programma anche ad altre facoltà. Recentemente, sono stati inseriti quattro studenti nelle aree Quality Assurance, Operations & Innovation dove hanno seguito progetti relativi a qualità, ricerca e sviluppo, produzione e logistica tra quelli proposti dall’azienda a professori ed atenei.

    DUNA si impegna ad affiancare gli studenti durante tutto il percorso in azienda, mettendo a disposizione coaching da parte di personale senior, strumentazione di ultima generazione e risorse in genere per lo svolgimento corretto dell’intero tirocinio didattico-sperimentale.

    “Investiamo molte risorse ed energie in questo progetto poiché crediamo nei benefici che possano derivarne per l’intero territorio” commenta Gabriella Uguzzoni, responsabile HR di DUNA-Corradini. “È una preziosa opportunità di collaborazione tra giovani, sistema formativo e imprese finalizzata ad orientare i laureandi rispetto alla domanda di professionalità del tessuto imprenditoriale locale e creare così le basi per una collaborazione duratura a sostegno di innovazione, qualità e sostenibilità sulle quali il nostro territorio deve puntare.”

    Il tirocinio universitario è utile a tutte le parti coinvolte: gli studenti approfondiscono competenze coerenti con il loro percorso di studi ed hanno occasione di confrontarsi con il contesto industriale arricchendo i curricula vitae, mentre le università hanno modo di misurare quanto il corso di laurea sia in linea con le esigenze del mondo imprenditoriale.

    “Questi percorsi rappresentano “contaminazioni positive” che ci arricchiscono di conoscenze aggiornate e di entusiasmo in dote ai laureandi” commenta Simone Grandi a capo dell’Area Operations & Innovation del Gruppo. “Anche durante la pandemia, il supporto di DUNA ai nostri giovani che si affacciano sul mondo del lavoro non è mai venuto meno” prosegue soddisfatto.

    “Gli strumenti informatici rendono oggi possibile ciò che fino a poco tempo fa non lo era” aggiunge Marta Brozzi, Presidente e AD del gruppo. “Rimane tuttavia fondamentale lavorare a fianco di personale esperto per acquisire cultura d’impresa e cimentarsi nel gioco di squadra poiché “sporcarsi le mani” in un laboratorio alla ricerca di soluzioni non convenzionali è un’esperienza professionale e sociale insostituibile” aggiunge. “Non si può chiedere a Michael Jordan di fare canestro su Zoom e pensare che l’esperienza per pubblico e giocatori sia la medesima” conclude sorridendo.

    Se sei un giovane laureando o neolaureato alla ricerca di un progetto, un tirocinio o un’opportunità di inserimento contattaci a [email protected]

     

  • FS Italiane, ad aprile i primi Frecciarossa Covid free: l’annuncio di Gianfranco Battisti

    Continuano le iniziative di FS Italiane, Gruppo guidato da Gianfranco Battisti, nel contrasto al Covid-19.

    Gianfranco Battisti

    Termini primo hub vaccinale ferroviario, Gianfranco Battisti: “Giornata importante

    Oggi è un giorno importante, perché presentiamo tre iniziative importanti assieme a due grandi istituzioni del Paese: la protezione civile e la Croce Rossa”: a dirlo è Gianfranco Battisti, AD e DG di Ferrovie dello Stato Italiane, durante l’inaugurazione dell’Hub vaccinale allestito presso la stazione Termini, in un’area in Piazza dei Cinquecento. L’evento, tenutosi lo scorso 8 marzo, è stato anche l’occasione per presentare il nuovo treno sanitario, creato per il trasporto di pazienti gravi tra le regioni italiane e oltreconfine. Le due iniziative, alle quali hanno collaborato anche Regione Lazio, Regione Lombardia, il Ministero della Salute e l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia, combattono il Covid-19 su due fronti. Il primo è il contributo alla campagna vaccinale. Grazie all’Hub ferroviario, ha spiegato Gianfranco Battisti, sarà possibile “vaccinare 1.500 persone al giorno” sfruttando le 21 postazioni presenti. Il treno sanitario, “dotato di 8 carrozze che possono trasportare fino a 21 malati” in tutta Europa, aiuterà invece ad alleggerire il carico sugli ospedali. Inoltre, svolgerà anche funzioni di Posto Medico Avanzato.

    Gianfranco Battisti: Frecciarossa Covid free in fase di test

    La terza iniziativa del Gruppo guidato da Gianfranco Battisti riguarda invece la realizzazione di treni Covid free. L’Amministratore Delegato ha infatti annunciato che già da aprile inizieranno a viaggiare i primi Frecciarossa con questa caratteristica. La fase sperimentale avverrà sulla tratta Milano – Roma. Nello specifico, chi prenoterà sui Frecciarossa Covid free dovrà obbligatoriamente sottoporsi al tampone antigenico. Il test rapido verrà effettuato un’ora prima della partenza grazie alla collaborazione della Croce Rossa. In caso di esito positivo, il cliente dovrà osservare un periodo di quarantena mentre l’Asl si occuperà del tracciamento. Il biglietto potrà essere riutilizzato tranquillamente in futuro. Gianfranco Battisti ha specificato che, una volta verificata l’efficacia dei treni Covid free, verranno coinvolte nell’iniziativa anche altre mete, in particolare quelle turistiche “come Firenze e Venezia”, per consentire un rilancio in tutta sicurezza.

  • L’esperienza di Bioagrotech per la qualità e la difesa di orticole, fruttiferi e vite

    Nella combinazione di zinco, alghe, e zeolite cubana l’azienda sanmarinese individua un unico trattamento efficace nella fase di risveglio delle foglie

     

    Un unico trattamento in grado di conferire vigoria e protezione alle piante nella fase del risveglio vegetativo, momento decisivo per il buon esito di ogni ciclo di produzione. La proposta pensata per diverse tipologie di colture proviene da Bioagrotech, da anni impegnata nella lavorazione e commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali per l’agricoltura biologica. Dopo studi e prove in campo i professionisti dell’azienda sanmarinese hanno individuato in Agrofito Cu/Zn Bio + Agrofito Alghe Bio + Zeolite Cubana una combinazione vincente e valida per il trattamento di fruttiferi, viti e orticole. Applicazioni fogliari a 6 +1 + 6 kg/ha, a cadenze variabili a seconda dell’andamento climatico e dello sviluppo della vegetazione, ottengono risultati curativi su carenze di rame e zinco e donano un aspetto lussureggiante alle colture.

    Durante la fase del risveglio lo Zinco ricopre un ruolo di grande importanza. Entrando come elemento fondamentale per la produzione di auxine provoca uno slancio nella crescita dei giovani germogli e da forza alle prime foglioline dei rametti. Ruolo simile giocano le Alghe Bioagrotech che hanno un effetto biostimolante grazie alla presenza di aminoacidi di origine vegetale, di carbonio, di betaine, di vitamine del gruppo B e di citochinine naturali. La Zeolite Cubana, in questa fase invece, ha un’azione determinante su molte patologie che possono presentarsi da questo momento in poi. Funghi e insetti svernano tra gli interstizi dei rami, dei tronchi e delle foglie per poi attaccare in maniera violenta quando si presentano le condizioni ottimali. L’azione della Zeolite Cubana è un’azione preventiva e risulta efficace in quanto agisce in un momento di debolezza dei patogeni che al loro risveglio trovano un ambiente ostile alla loro propagazione.

    Il trattamento messo a punto dalla Bioagrotech srl si rivela efficace anche nel periodo di caduta foglie dove ricopre una funzione disinfettante e di protezione in vista dell’inverno e della fase di dormienza.

     

    Bioagrotech srl è un’azienda della Repubblica di San Marino specializzata nello studio, nella lavorazione e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali ideali per le esigenze dell’agricoltura biologica e a lotta integrata. Dal 2011 propone trattamenti innovativi per un’agricoltura all’insegna del rispetto dell’ambiente e della biodiversità. I prodotti Bioagrotech potenziano le difese naturali delle piante e arricchiscono il suolo: in tal modo permettono di ridurre notevolmente l’uso di fitofarmaci, riducendo anche la loro presenza residuale sui raccolti.

  • Rubinetterie Stella in Russia al MosBuild 2021

    La storica azienda novarese partecipa all’importante evento fieristico di Mosca dedicato ai settori di arredamento, architettura e costruzioni.

    L’eccellenza e il prestigio di Rubinetterie Stella approdano a Mosca, in occasione del MosBuild 2021, in programma presso il Crocus Expo International Exhibition Center dal 30 marzo al 2 aprile.

    L’autorevole evento fieristico è un’ampia finestra internazionale dedicata alle soluzioni più innovative nell’ambito dell’interior design e non solo, dall’arredamento per la casa all’architettura, dalle apparecchiature elettriche alla ceramica, fino ad attrezzature e tecnologia nel mondo delle costruzioni. La qualità e l’eleganza del made in Italy saranno onorate dall’accurata selezione di collezioni presentate dalla storica azienda novarese all’interno dello stand F3097 – Pavillion 3 – Hall 14 in collaborazione con AM-GROUP.

    Focus dell’esposizione saranno le serie contemporanee firmate dai migliori designer, emblema del connubio tra precisione costruttiva inossidabile e raffinata innovazione stilistica. In particolare saranno sotto i riflettori le serie Bamboo, nella pregiata finitura oro rosa, e 130, nella lussuosa variante oro, entrambe firmate da Michele De Lucchi, accanto alle collezioni Casanova by Maurizio Duranti, in nickel PVD, e Sirius by Arnaud Bezhadi nell’esclusiva versione oro inglese spazzolato.

    MosBuild, Crocus Expo, Moscow

    30 marzo – 02 aprile 2021

    Stand AM Group

    Pavillion 3 – Hall 14 – F3097

     

    www.rubinetteriestella.it

  • La buona notizia è che oggi le tariffe RC auto in Veneto sono nettamente più basse rispetto a 12 mesi fa; secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, a febbraio 2021…

    La buona notizia è che oggi le tariffe RC auto in Veneto sono nettamente più basse rispetto a 12 mesi fa; secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, a febbraio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote nella regione occorrevano, in media, 378,05 euro, vale a dire il 14,2% in meno rispetto allo stesso mese del 2020.

    Se è vero quindi che, dati alla mano, assicurare oggi un veicolo in Veneto costa, in media, 63 euro in meno rispetto allo scorso anno, la cattiva notizia è che la curva dei premi sembra essere tornata a salire tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +1,34%.

    I dati emergono dall’analisi di un campione di 684.275 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Veneto tra l’1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e delle relative quotazioni offerte sul portale*.

    «Dopo un lungo periodo di costante calo era inevitabile che i premi medi tornassero a crescere», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se l’aumento rilevato a febbraio sia l’inizio di un trend al rialzo che porterà gradualmente le tariffe ai livelli pre Covid o se, invece, si tratti solo di una variazione temporanea. Molto dipenderà dall’andamento della pandemia e dalle eventuali restrizioni alla mobilità che verranno introdotte».

    L’andamento provinciale

    Guardando i dati a livello provinciale emerge che il calo su base annua dei premi è stato rilevato in tutte le aree venete.

    La provincia che ha registrato la riduzione più consistente è Padova, dove la tariffa Rc auto media è diminuita del 15,62% rispetto a febbraio 2020; segue, al secondo posto della classifica, Rovigo con un calo del 15,29%. Sul gradino più basso del podio si posiziona, staccata di un soffio, Vicenza, dove il premio medio è sceso del 15,05% rispetto a 12 mesi fa.

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta troviamo le province di Venezia (-14,81%) e Verona (-12,81%).

    Chiudono la classifica la provincia di Treviso, dove la tariffa media è scesa del 12,56% rispetto a febbraio 2020, e quella di Belluno, area dove il premio medio è sceso del 10,28% rispetto a 12 mesi fa.

    Dove assicurare un veicolo costa di più

    Sul podio delle province del Veneto più costose si posizionano, al primo posto Venezia dove per assicurare un veicolo a febbraio 2021 occorrevano in media 400,53 euro, seguita da Treviso (383,21 euro) e Verona, con un premio medio pari a 377,53 euro.

    Dove sono scattati gli aumenti

    Se, come detto, le tariffe rilevate lo scorso mese sono nettamente più basse rispetto a quelle del 2020, i dati analizzati da Facile.it hanno rilevato come tra gennaio e febbraio 2021 la curva dei premi sia tornata a salire in quasi tutte le province venete.

    I rincari più elevati sono stati registrati in provincia di Belluno dove la tariffa media è cresciuta, in un solo mese, del 5,77%, seguita da Venezia (+3,31%), Verona (+2,73%), Treviso (+2,34%) e Padova (+0,25%).

    La curva dei premi è invece rimasta in discesa nella provincia di Vicenza (-0,50%) e Rovigo (-8,29%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 684.275 preventivi fatti attraverso Facile.it da residenti in Veneto tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rapporto sul cartello dei camion: Quattro mesi alla prescrizione un milione di camion in tribunale, ma piccole e medie imprese ancora inattive.

    • La fondazione unilegion ha intervistato 3.500 imprese edili, industriali e di trasporto, creando un rapporto sulla situazione riguardando il cartello dei camion.
    • Nonostante il l’incredibile volume di 1 milione di camion con un volume complesso di circa 10 miliardi di euro già portati nella causa, più del 50% di imprese non sono attive, particolarmente le piccole e medie imprese.
    • Con solo 4 mesi fino al termine di prescrizione il compito di informare le imprese ancora non attive sarà nelle mani delle istituzioni europee, della stampa specializzata, delle associazioni di categoria e delle comunità di interesse.

    Attualmente a fare causa per risarcimento dei danni contro i grandi produttori sono circa 30.000 imprese nell’UE per un totale di quasi 1 milione di camion. Però a 4 mesi dal termine di prescrizione in molti stati membri dell’UE circa il 50-60% delle imprese, con ulteriori 2,6 milioni di camion acquistati nel periodo del cartello, sono ancora inattivi.

    L’importo per camion può sorpassare 10.000 euro di risarcimento più gli interessi, questi ultimi possono ammontare anche al 100% del danno vero e proprio. Così anche le imprese con 5 camion facilmente arrivano ad importi di risarcimento dei danni totale da 50.000 a 100.000 euro.

    “Risarcimenti di 10.000 a 20.000 euro per camion sono possibili – purtroppo, molte piccole e medie imprese non sanno come procedere”, ha detto Michael Gramkow, direttore della fondazione.

    La fondazione unilegion Truck Claims ha analizzato lo stato delle cause nell’UE intervistando circa 3.500 imprese di trasporto ed industriali in quattro stati UE: Germania, Austria, Francia ed Italia per creare un quadro dell’atmosfera. I risultati sono chiari:

    • Le imprese grandi con più di 500 dipendenti in genere sono ben informati e processano già il cartello dei camion per conto proprio oppure in una causa collettiva.
    • È diversa la situazione delle imprese piccole e medie. Qui, infatti, le imprese sono diventate attive soprattutto se informate, per esempio dalla stampa specializzata o dalle associazioni di categoria, sulle possibilità di partecipare ad una causa collettiva.

    Maggiori informazioni sull’offerta e le procedure della fondazione sono disponibili qui: https://unilegion-truck-claims.eu/it/cartello-dei-camion/. Gli interessati possono richiedere senza impegno ulteriori materiali ed informazioni per telefono.

    Informazioni sulla fondazione unilegion Truck Claims

    La fondazione unilegion Truck Claims è un’organizzazione olandese senza scopo di lucro con sede ad Amsterdam. La fondazione è stata creata per recuperare i danni (“claims”) degli acquirenti di camion causati del cartello, sia in sede giudiziale che in sede extragiudiziale. Il nostro obiettivo è quello di lavorare a stretto contatto con le associazioni europee del commercio e dell’industria per costituire un’ampia alleanza. Tutti i costi per l’esecuzione delle richieste sono a carico della fondazione. Le aziende danneggiate possono quindi unirsi alla class action completamente senza alcun rischio né costo. Soltanto in caso di successo, la fondazione, la quale è finanziata da investitori europei, riceverà una percentuale del risarcimento danni. Essendo un’organizzazione senza scopo di lucro, la fondazione non realizza alcun profitto.

    Contatto stampa: Fabio Garzotto

    E-mail: [email protected]

    Sede centrale: Herengracht 449a, 1017 BR Amsterdam, Paesi Bassi

    Per informazioni e richieste sul cartello dei camion visitare il sito: https://unilegion-truck-claims.eu/it/cartello-dei-camion/

  • L’anno di maggior successo nella storia aziendale: Sun Contracting installa oltre 32 MWp di potenza fotovoltaica nel 2020

    Triesen. L’impegnativo 2020 è stato, sotto molti aspetti, un anno del tutto speciale. Nonostante le avversità e gli ostacoli messi in serbo dalla pandemia, Sun Contracting AG può guardare all’anno migliore negli undici anni di storia aziendale. Il gruppo ha registrato una crescita di oltre 32 MWp della potenza fotovoltaica in 12 mesi.

     

    Nel gruppo aziendale si era già soddisfatti degli eccellenti risultati raggiunti nel 2019. Quel primo anno di attività operative nel mercato fotovoltaico tedesco, era stato concluso con un’aggiunta potenza fotovoltaica di 11,7 MWp e un pacchetto di progetti già pronto per riempire il 2020. Ma la crescita del 2020 aumentata in maniera addirittura esponenziale, ha superato tutte le aspettative. Toccando quasi 50% di nuove installazioni fotovoltaiche, il gruppo Sun Contracting si trova ben al di sopra della media europea dell’11%.

     

    Principale presenza in Germania

     

    Con un’aggiunta di quasi 29 MWp di potenza fotovoltaica, Sun Contracting AG ha potuto estendere enormemente la sua presenza in Germania per il secondo anno consecutivo, raddoppiando in 12 mesi la sua produzione di energia sostenibile nella Repubblica federale. Il tanto discusso tetto di 52 GW per gli incentivi fotovoltaici, ha perfino accelerato questa espansione in Germania, dove, alla fine dell’anno, il gruppo è riuscito ad aggiudicarsi un portafoglio di progetti da 68 impianti fotovoltaici e oltre 18 MWp di potenza fotovoltaica. Questi impianti saranno implementati entro la metà del 2021, permettendo a Sun Contracting di raggiungere già nei primi 6 mesi dell’anno i due terzi dell’intera espansione annuale del 2020.

     

    Espansione verso il Sud Europa

     

    Già dall’inizio dell’anno 2020 erano cominciati i preparativi concreti per l’entrata nel mercato fotovoltaico sloveno. Dopo una breve fase di stagnazione causata dalle limitazioni ai viaggi all’interno dell’Europa, a novembre del 2020 la società slovena Pansolar d.o.o è stata incorporata nel gruppo Sun Contracting. Dalla fine dell’anno, Sun Contracting gestisce i primi due progetti Contracting in Slovenia, con una potenza complessiva di circa 600 kWp.

     

    Cooperazione austriaca per il futuro

     

    Nel 2020, Sun Contracting AG ha avviato una cooperazione preziosa, non solo per il gruppo stesso, ma anche per un futuro ecologico. All’inizio del 2021 il più grosso gestore austriaco privato di stazioni di servizio doterà di impianti fotovoltaici della casa Sun Contracting inizialmente 19 dei suoi punti. Questa importante collaborazione si trova per il momento agli inizi, ma è in pianificazione un allargamento dei progetti in tutta l’Austria.

     

    Ritratto aziendale

     

    Il gruppo Sun Contracting può oggi con orgoglio gettare uno sguardo indietro a 11 anni di storia aziendale. La sua notorietà si è fatta strada soprattutto nell’area di lingua tedesca, grazie al suo innovativo modello commerciale di Contracting fotovoltaico. Con una capacità fotovoltaica attuale installata e progettata in quattro Paesi di 86,4 MWp, Sun Contracting fa parte delle aziende fotovoltaiche più grosse in Europa. Nel settore del Contracting fotovoltaico, il gruppo aziendale è tra i leader di mercato in Austria, Germania e Liechtenstein, con 309 impianti fotovoltaici progettati come Contracting. Accanto alla costruzione e gestione di impianti fotovoltaici, Sun Contracting AG è anche attiva nell’emissione di investimenti sostenibili da alcuni anni. Oltre al Sun Contracting Registered Junior Bond 2020, concepito specialmente per il mercato tedesco, e il Sun Contracting Registered CHF Bond 2020, sottoscrivibile solo in franchi svizzeri, sono stati emessi il Sun Contracting Registered EURO Bond 2020 e il Sun Contracting Bearer Bond 2020. Tutte e quattro le obbligazioni possono essere sottoscritte presso l’emittente direttamente online e sono disponibili in 14 Paesi europei.

  • Riello UPS e Team Aruba.it Racing – Ducati: rinnovato l’accordo di sponsorizzazione nel campionato Superbike.

    Riello UPS a fianco di Aruba e Ducati, a conferma della solidità delle aziende che puntano sull’innovazione tecnologica e sul Made in Italy

    Legnago, 25 marzo 2021. Riello UPS, brand del gruppo Riello Elettronica, player mondiale nella produzione di gruppi statici di continuità, inverter fotovoltaici e sistemi di Energy Storage, dopo l’annuncio del rinnovo con il Team Ducati, conferma la partnership per il 2021 con il Team Aruba.it Racing – Ducati, rafforzando così l’impegno nell’affrontare le sfide sui palcoscenici internazionali al fianco di grandi partner tecnologici.

    Riello UPS e Team Aruba.it Racing

    Il rinnovo dell’accordo è frutto della consapevolezza che le grandi sfide- come quella che sta affrontando il mercato globale a causa della pandemia di Covid-19 – si vincono puntando con decisione sull’innovazione tecnologica. Questa visione è condivisa con i due partner di Riello UPS in Superbike: Ducati Corse è infatti da sempre espressione delle grandi capacità del Made in Italy di innovare per competere ad alti livelli, e Aruba è protagonista in un mercato altamente tecnologico e competitivo come quello dei servizi digitali per data center.
    Non a caso Riello UPS, grazie all’elevata flessibilità d’installazione dei suoi prodotti, propone soluzioni per la protezione di data center e applicazioni mission critical, con un occhio rivolto anche alle moderne esigenze delle applicazioni IOT e Edge Computing. Riello UPS Multi Power, sistema modulare, e NextEnergy sono le soluzioni ideali per proteggere qualsiasi ambiente critico come data center, installazioni commerciali ed industriali, e sistemi informatici.

    Riello UPS contribuisce alle performance del team, fornendo gruppi di continuità di nuova generazione a protezione delle sofisticate apparecchiature elettroniche di controllo e comunicazione, a cui garantisce il massimo della sicurezza e dell’affidabilità.

    “Come tutti i mercati globali anche il nostro settore ha risentito della crisi provocata dalla pandemia di Covid-19, ma la nostra azienda crede fortemente che per superare questo genere di crisi sia necessario puntare sulla ricerca tecnologica, anche attuando sinergie con partner che condividono questa filosofia.” Ha dichiarato Fabio Passuello, Direttore Generale di Riello UPS – “Per questo motivo abbiamo deciso di rilanciare con forza questa collaborazione con due eccellenze italiane Ducati e Aruba, che oltre ad avere visibilità a livello mondiale nel Campionato Superbike, rappresentano partner strategici con i quali condividere sfide tecnologie sempre più ambiziose” conclude Fabio Passuello.

    Siamo felici che Riello UPS condivida con noi la filosofia di rilanciare sempre con decisione sul tema dell’innovazione tecnologica e che abbia deciso di confermare la nostra partnership ormai consolidata, nonostante il periodo che abbiamo vissuto e che ha ancora pesanti strascichi sui mercati. Insieme, dimostrazione della grande capacità di reazione delle aziende simbolo del Made in Italy” ha commentato il Direttore Generale di Ducati Corse, Luigi Dall’Igna.

    Il team Aruba.it Racing – Ducati si presenterà alla trentaquattresima edizione del Mondiale Superbike con il pilota italiano Michael Ruben Rinaldi insieme a Scott Redding per difendere i colori della squadra italiana nella stagione WorldSBK 2021, puntando ancora una volta al titolo mondiale in sella alla Ducati Panigale V4 R ufficiale. Riello UPS avrà grande visibilità con la presenza del marchio sulla carena e sul cupolino delle nuove Panigale e sulle tute dei piloti.

  • Arriva IMPERA, la lampada che inattiva batteri, virus e SARS-CoV-2

    Frutto del lavoro di ricerca e sviluppo di Ugolini Electronic Engineering, è un innovativo sistema di illuminazione che inattiva il SARS-CoV-2 abbatte la carica microbica di oltre il 99%

    Tavarnelle Val di Pesa (FI), 24 marzo 2021. Ugolini Electronic Engineering, che da oltre vent’anni studia e produce soluzioni innovative per l’illuminazione, il benessere e la sicurezza delle persone e dell’ambiente, ha messo a punto una nuova tecnologia di LED nearUVA, cioè a luce visibile blu prossima all’ultravioletto (lunghezza d’onda 405 nm) la cui capacità di ridurre la carica microbica di oltre il 99% e di inattivare il virus SARS-CoV-2 del 99,9% è stata attestata dall’Università di Siena con studi, prove di laboratorio e prove sul campo.

    Il primo frutto di questa tecnologia è il nuovo sistema Impera, un’innovativa gamma di lampade LED brevettate, che oltre a offrire un’illuminazione gradevole e adatta a ogni tipo di ambiente, è capace di inattivare anche virus e batteri presenti nell’aria oltre che sulle superfici ed è quindi ideale anche per locali con difficoltà di areazione, rendendo ogni ambiente più disinfettato e sicuro. La sorgente luminosa nearUVA è totalmente innocua per persone e animali e programmabile nell’intensità per assicurare un comfort visivo ottimale.
    Il sistema ha un algoritmo che durante la notte permette la programmazione con la sola componente nearUVA, alla massima potenza, per avere al mattino ambienti più sicuri.

    Due componenti tecnologicamente avanzate
    L’innovativo sistema Impera utilizza due componenti che lavorano sinergicamente per offrire un prodotto completo e versatile. La componente white si occupa dell’illuminazione convenzionale degli spazi, è disponibile in temperatura colore neutra o calda a seconda degli ambienti e dei progetti illuminotecnici e garantisce la massima efficienza luminosa grazie all’impiego di LED di ultimissima generazione.
    La componente nearUVA Surface si occupa dell’azione disinfettante microbiologica delle superfici irraggiate. Questa gamma di luce contrasta la vita microbica e virale (come il SARS-CoV-2) alterandone la membrana e instaurando processi ossidativi che inattivano progressivamente i microorganismi e ne rallentano la proliferazione. Questa emissione luminosa non produce componenti ossidative secondarie come per esempio l’ozono. Le prove di laboratorio hanno verificato la capacità delle lampade Impera di abbattere di oltre il 99% la componente microbica presente negli ambienti di vita quotidiana, fin oltre 2,5 metri dalla sorgente, con una esposizione delle superfici maggiore di 8 ore.

    “Grazie alla collaborazione con l’Università di Siena e a mesi intensi di studi e test in laboratorio, il nostro team di ricerca e sviluppo è stato in grado di mettere a punto una soluzione innovativa capace di proporre un nuovo approccio alla lotta contro il SARS CoV-2, contro virus e i batteri presenti negli ambienti – dichiara Biancamaria Ugolini, CEO di Ugolini Electronic Engineering – Stiamo già riscontrando risultati eccellenti anche sul campo; l’installazione del sistema Impera in un complesso didattico dell’infanzia ha evidenziato infatti che l’uso notturno riduce drasticamente la carica microbica ambientale, dimostrando che l’utilizzo regolare e continuato di tale strumento disinfetta le superfici e rende più salubre l’aria” conclude Ugolini.

    Il sistema Impera, ideale per ogni tipologia di ambiente pubblico, privato o di comunità come reception, aree comuni, uffici, sale riunioni, complessi scolastici, strutture sanitarie, palestre, sale attesa, ascensori, aule, centri commerciali, può essere adattato con corpi illuminanti e aspetti biologici calibrati su specifiche esigenze e supportati da evidenze di laboratorio.

  • FRUTTA E VERDURA FRESCHE CONSEGNATE A DOMICILIO: NASCE ORTAGO, IL PRIMO ECOMMERCE CON LOGISTICA INTEGRATA IN VENETO

    Cambiano gli stili di vita, esordisce un nuovo modello di business: frutta e verdura arrivano a casa in poche ore a porzione in un packaging innovativo e riciclabile. Il fondatore, l’imprenditore veneziano Matteo Zorzato: “Boom di richieste durante il lock down, i giovani amano il biologico e c’è chi chiede la consegna in ufficio”. Tra i servizi, anche pasti cucinati con le verdure

    Frutta e verdura fresca, consegnata in ufficio o a casa a porzione. Ma anche pasti pronti, verdura cucinata (anche al vapore) e consegnata in contenitori riciclati. Nell’era degli ecommerce arriva una svolta storica per il fresco e il freschissimo in Veneto. È nato infatti a Dolo, nel Veneziano il primo ecommerce con logistica integrata dove frutta e verdura si possono comperare a porzione, con consegna garantita in un minimo di 12 ore, che possono diventare al massimo 48 durante i fine settimana. L’azienda si chiama Ortago ed è stata fondata da Matteo Zorzato, imprenditore molto noto nel Veneziano e con una lunga storia famigliare nel settore dell’ortofrutta.
    Il suo modello è un unicum assoluto per il Triveneto. Il motivo? Riuscire a consegnare i freschi e i freschissimi è praticamente impossibile con la normale rete logistica esistente. Mantenere la temperatura tra gli otto e i dieci gradi, ossia quella ideale per la conservazione per gli ortaggi, è molto complicato; i camion frigo viaggiano tra gli zero e i quattro gradi, ed è troppo freddo. Per questo, fino ad oggi chi ha provato a realizzare un business di questo tipo si è fermato alle città e non è riuscito a raggiungere i piccoli comuni.
    “Abbiamo brevettato un packaging ad hoc, box isotermici che d’estate vengono tenuti freschi dal ghiaccio alimentare in gel e d’inverno sono invece isolanti”, spiega Zorzato. “Realizzare una filiera logistica così avanzata non è stato semplice, ma oggi riusciamo a raggiungere sette province e 600 comuni in tutto il territorio veneto: in alcuni casi dall’ordine alla consegna passano sei ore, nei fine settimana arriviamo alle 48 ore. Tutta la frutta e verdura che vendiamo è freschissima, l’avvio dell’iter di consegna inizia dal mercato ortofrutticolo di Padova”.
    Il modello è assolutamente ecosostenibile. Il packaging è infatti riciclabile, sono delle scatoline in polistirolo alimentare. E alle persone piace. “Siamo partiti da un solo anno con questo business, ma ogni mese vediamo che gli ordinativi raddoppiano”, dice ancora Zorzato. “Il nostro è un pubblico giovane, che ama i prodotti biologici e di stagione. Il bergamotto o il melograno, ad esempio, sono tra i nostri best seller. Ma in molti ci chiedono anche frutta tropicale che magari non trovano dal fruttivendolo sotto casa. C’è anche chi ci chiede la consegna in ufficio: consegniamo box che possono essere riutilizzati, semplicemente consegnandoli al corriere”.
    Per Zorzato, questa avventura imprenditoriale, totalmente maturata in proprio, dall’ideazione del marchio alla gestione del modello di business, arriva dopo anni di esperienza nel settore. La sua famiglia è nota per essere uno dei gruppi consorziati più grandi e storici del mondo dell’ortofrutta nel Nord Italia. Opera infatti da 70 anni, ha una sessantina di dipendenti e investe circa 12 milioni di euro l’anno nella compravendita di frutta e verdura. Ciò garantisce ad Ortago di ottenere sempre merce di prima qualità e selezionata, potendo scegliere in anteprima al mercato le produzioni da vendere sul web.

  • smeup cresce in Veneto con Asi

    smeup annuncia oggi di avere acquisito il 100% delle quote dell’azienda Asi srl di Padova, specializzata in consulenza ICT per le aziende con focus sulle soluzioni ERP, di gestione documentale e risorse umane.

    Presente sul mercato da oltre 30 anni, con oltre 20 collaboratori, Asi ha sviluppato particolari competenze nell’ambito delle soluzioni gestionali rivolte alle imprese manifatturiere e commerciali operanti nei principali settori in cui si esprime il Made in Italy.

    Con l’acquisizione di Asi, smeup, con sede legale a Erbusco (BS) e altre 12 sedi nel nord e centro Italia, con 450 collaboratori e 2350 clienti in Italia e nel mondo, rafforza la sua presenza in Veneto e arricchisce l’offerta di soluzioni applicative per aziende di medie e grandi dimensioni nel mercato ERP, integrando le proprie competenze con quelle di Asi.

    La scelta di crescere per linee esterne passando per progetti industriali di lungo termine, continua dopo l’ingresso nel capitale sociale di Progetto 6 avvenuto qualche giorno fa e dopo le operazioni riguardanti il mondo dell’Industria 4.0 con IoT ready datato Gennaio 2021 e quello della logistica e dei trasporti di DataDea di Dicembre 2020.
    Questa strategia ha contribuito negli anni, e continuerà a farlo nei prossimi esercizi, allo sviluppo sostenibile delle performance di business aziendali.

    “Asi è l’esempio concreto di come rapporti di business di valore possano far ricongiungere le strade delle aziende anche dopo diversi anni. Abbiamo collaborato agli inizi dei nostri percorsi per gran parte degli anni ‘90 e oggi ci incontriamo di nuovo per iniziare insieme un nuovo cammino.
    La nostra mission si basa sul concetto di aggregazione delle intelligenze sviluppate studiando processi aziendali complessi, di settori diversi e realtà specifiche con il know how tipico del cliente.  Da sempre, infatti, mettiamo i bisogni dei clienti prima dei prodotti, proponendo nostri componenti anche su altri ERP. Lavorare con i professionisti di Asi sarà per noi sicuramente un grande valore aggiunto che andrà ad arricchire il nostro know how proprio in quest’ottica. Inoltre con questa operazione rafforziamo la presenza smeup in Veneto.”
     – ha dichiarato Silvano Lancini, Presidente smeup.

    Con 55 milioni di euro di ricavi nel 2019, in continua crescita, smeup intende essere leader nel mondo delle soluzioni applicative per le imprese, grazie anche alle competenze consolidate di Asi. Con l’acquisizione dell’azienda di Padova, infatti, smeup punta a sviluppare nuove sinergie rafforzando la sua presenza in Veneto.

    Siamo veramente felici di avere compiuto questo passo, che conduce la nostra Società in un gruppo solido, in forte sviluppo, che garantirà alla nostra struttura continuità di crescita. Nella nostra visione questa operazione costituisce un trampolino di lancio nel percorso di crescita

    collettiva. Per questo continueremo ad operare in prima persona per facilitare l’integrazione tra le nostre realtà” – ha dichiarato Paolo Brunino, Presidente di Asi.

    A garanzia di continuità per le risorse, i clienti e per il mercato, il management di Asi manterrà le attuali mansioni direttive e operative e rimarranno invariati anche i ruoli di tutti gli attuali collaboratori.

    smeup

    smeup è il partner ideale per le aziende che vogliono essere accompagnate nel processo della Digital Transformation, valorizzando intelligenze e processi di lavoro sotto la guida dell’innovazione.

    La mission di smeup può infatti essere così sintetizzata: aggregare le intelligenze sviluppate studiando processi aziendali complessi, di settori diversi e realtà specifiche con il know how tipico del cliente. L’obiettivo è semplice: attraverso la digitalizzazione dei processi, i dati delle aziende vengono trasformati in valore aggiunto per il loro business.

    Per accompagnare le aziende nel processo di innovazione, smeup mette in primo piano le proprie competenze per proporre la soluzione più adatta alle specifiche esigenze dell’impresa e al contesto di business.

    Un vero e proprio partner strategico che con la propria capacità di integrazione esaudisce i desideri di innovazione del cliente che vuole differenziarsi nel suo mercato competitivo.

    I numeri di smeup oggi:

    • 14 sedi in Italia
    • 450 risorse
    • 2350 clienti in Italia e nel mondo
    • 55 milioni di ricavi nel 2019

    Le esigenze aziendali in cui smeup ha sviluppato la propria expertise sono:

    • Software gestionali – ERP
    • Infrastruttura, Cloud e Security
    • Retail
    • Business Analytics
    • Software Documentale
    • Digital e Web Marketing
    • Industrial IoT
    • Soluzioni per la gestione delle Risorse Umane
    • Software di progettazione.

    smeup, il nuovo brand

    Nell’ottica di rinnovamento continuo perseguita a livello aziendale, che tenga conto del contesto globale in cui opera, smeup si presenta con un nuovo brand che intende rappresentare, anche a livello visual, ciò che in 30 anni di storia il gruppo ha costruito: un’aggregazione di aziende, persone, competenze, conoscenze. E affinchè tutte le aziende coinvolte possano sentirsi rappresentate da un’unica entità, in tutti gli elementi che le caratterizzano, il nuovo brand abbandona la definizione di “Gruppo”: (solo) smeup, quindi, nessun punto e nessuna distanza,
a favore di unione e coesione, anche nel nome.

    Con il nuovo brand arrivano anche un nuovo logo e un nuovo colore, un vero e proprio cambio d’abito che l’azienda ha scelto di realizzare come segnale di comprensione della nuova realtà e della conseguente necessità di evolvere. Il rosso, da sempre il colore rappresentativo di smeup, cambia in una tonalità più scura, molto intensa, per sottolineare il carattere di forte solidità, affidabilità e competenza dell’azienda. Al rosso si aggiungono anche altri colori, con lo scopo di rappresentare i diversi elementi che la caratterizzano e aggiungere una sferzata di energia e innovazione.

    In questo percorso, anche il nuovo payoff Powered by data. Driven by people. intende rafforzare l’identità e i valori dell’azienda: per smeup, da sempre, la potenzialità dell’utilizzo dei dati acquisisce forza solo quando è affiancata al valore e alle competenze delle persone che ci lavorano.

    Il nuovo brand rafforza quindi ulteriormente il posizionamento di smeup quale partner globale per quelle imprese che vogliono differenziarsi sul proprio mercato, e lo fa aggregando intelligenze in grado di studiare processi aziendali complessi e creando valore attraverso strumenti come software strategico e infrastrutture dinamiche.

    www.smeup.com

    Asi

    Asi nasce nel 1989 da un team di consulenti ed esperti informatici. Si tratta di un’azienda nata per diffondere l’innovazione d’impresa e che da allora rinnova quotidianamente il proprio impegno nella programmazione e nello sviluppo di software dedicato a rendere competitivo il saper fare delle Aziende italiane. Asi si pone come interlocutore diretto di imprese manifatturiere e commerciali che operano nei principali mercati in cui si esprime il Made in Italy.

    Un obiettivo importante: costruire prodotti e servizi che portino soluzioni specifiche e affidabili nei singoli settori di impresa, ma che allo stesso tempo creino una cultura dell’innovazione d’impresa nell’intero sistema Azienda. Asi è una società di Consulenza partner dei più importanti player tecnologici e impegnata nella ricerca con il mondo universitario, attenta nella creazione di uno scambio creativo di esperienza e visione con i propri Clienti, che ponga al centro il valore umano di ogni relazione.

    Competenza, passione, ricerca e capacità di dialogare: su questi principi si basa il prodotto plain®, una suite capace di pianificare, gestire e programmare tutte le attività di un’Azienda.

    www.plain.it

  • La camaleontica creatività di Federico Marchioro

    Apprezzato e conosciuto in ambiente musicale per il suo stile e per la sua qualità, Federico Marchioro dimostra di possedere anche una notevole propensione creativa per la pittura e si cimenta in una produzione davvero interessante, stimolato dall’incontenibile voglia di comunicare e di condividere e dal desiderio di trovare sempre nuovi sbocchi e nuovi orizzonti di appagante e gratificante esternazione espressiva. La Dott.ssa Elena Gollini, che segue con ammirazione e stima i progressi evolutivi di Marchioro nel campo pittorico, ha spiegato alcune componenti primarie del suo modus pingendi soffermandosi in primis sulle virtuose potenzialità camaleontiche, che possiede nel DNA e che riesce a ottimizzare al meglio sia in ambito musicale sia in ambito pittorico. In particolare la Dott.ssa Gollini ha messo in evidenza queste riflessioni critiche e analitiche: “Uno sguardo di scandaglio meticoloso e accurato è necessario per entrare in toto nel mondo creativo di Federico, per riuscire a superare e ad oltrepassare l’apparenza formale estetica di impatto immediato e per addentrarsi in quel comparto più intimo e meno esplicitato, quel comparto recondito dove Federico racchiude tutta la sua intensa umanità, il suo essere fragile e sensibile e al tempo stesso tenace e determinato. Federico è abituato a rinnovarsi di continuo, a mettersi sempre alla prova, a darsi dei traguardi e degli obiettivi ambiziosi e nel campo musicale si è ricavato con meritocrazia una posizione qualificante. Alla stessa stregua Federico affronta la sfida in contesto pittorico e si mette in prima linea con impegno e con dedizione, con volontà ferma, decisa, con forza indomita. Certamente, essere artista pittore emergente ai giorni nostri è una prova forte e comporta una temperanza e una perseveranza, implica una resilienza potente. Federico trova dentro di sé tutte le motivazioni che lo spingono a procedere con incessante vitalità e dinamismo. La sua produzione di opere dimostra la sua vena di ispirazione vasta e modulabile, la sua dimestichezza di proiezione dilatata ed estesa oltre la semplice apparenza, che si protende e si profonde oltre e oltrepassa il superficiale esercizio di perizia tecnica e strumentale. Considero Federico un pittore molto valido e sono certa che nel tempo saprà raccogliere i frutti rigogliosi e floridi di quanto ha positivamente seminato. La sua pittura è fatta per durare nel tempo e andare oltre le mode e le tendenze fugaci ed effimere del momento. È una pittura di essenza e di sostanza, una pittura di contenuto e di concetto, una pittura simbolo di una ricerca che attraverso e tramite le opere si spinge e si snoda, si dipana e si articola in valori, sentimenti, emozioni, che rievocano tutto il suo immenso amore per la vita che riesce sempre a stupirlo e a sorprenderlo”.

    http://elenagolliniartblogger.com/federico-marchioro

  • ZOOSTAT “Cancellature” è il nuovo singolo dei due autori genovesi estratto dall’omonimo Ep

    Musica elettronica, canzone italiana e sperimentazione sono le parole chiave di questo progetto

    Zoostat è il nuovo progetto degli autori genovesi Gabriele Serpe e Giulio Gaietto. Da una parte l’attività cantautorale, dall’altra anni di esperienza come produttore, musicista e autore. Percorsi musicali diversi che ne caratterizzano il sound, una ricerca di sintesi fra stili e codici apparentemente distanti come la musica elettronica e la forma canzone, la musica d’autore italiana e le atmosfere nord europee, i sintetizzatori e il calore degli strumenti acustici. I testi, scritti in italiano, sono ispirati dall’interesse per la spiritualità e la psicologia.

    Ma Zoostat non vuole presentarsi unicamente come un duo, le collaborazioni con cantanti, musicisti e creativi di diversi campi artistici conferiscono al progetto il carattere del collettivo.

    “Cancellature” è una commistione di musica elettronica e pop italiano. Si basa su un groove techno costituito da synth modulare e drum machine. L’organo farfisa dal sapore anni 60 ne sottolinea l’armonia, mentre il tutto viene ulteriormente amalgamato da una sezione di sax baritono pesantemente rielaborata e resa irriconoscibile. Su questa base si sviluppa il cantato a due voci. Il testo gioca con le sfumature della percezione, con le apparenze e il sottinteso, in un percorso di studio e osservazione psicologica di sé e dei propri simili: “Guardo da lontano / sembra pieno di parole / guardo da vicino / sono cancellature

    «Per la produzione di Cancellature siamo partiti dalla ricerca di un suono che fosse elettronico ma allo stesso tempo organico. La scelta quindi è stata quella di utilizzare sintetizzatori e tecniche di produzione digitali affiancandole a strumenti acustici registrati in studio. L’ispirazione è certamente la musica elettronica, dalla techno nelle sue varie declinazioni alla downtempo all’IDM, sviluppata nella cornice della musica d’autore italiana, cantautorale e non» Zoostat

    Il video, da cui è tratta la copertina dell’EP, è concepito come un breve cortometraggio in computer grafica 3D dove molteplici punti di vista si incontrano e si confondono, dove non è ben chiaro chi sia l’osservatore e chi venga osservato, in cui si sfumano i contorni tra quello che è sogno e quello che è reale. Gli scenari e il character design sono ispirati ai maestri del surrealismo, ma anche al mondo degli anime di matrice cyberpunk. A tutto questo si unisce il sapore degli anni 50/60: colori sgargianti, design morbidi e motivi optical.

     

     

    “Cancellature” è anche un Ep di quattro brani, in cui synth e drum machine, groove e suoni di ispirazione nord europea affiancano gli strumenti acustici, come fagotto, flauto e sax, e danno vita ad un sound eclettico che alterna aperture melodiche di sapore pop a sviluppi più sperimentali. I testi, che trattano temi quali l’osservazione psicologica e la crescita personale, apportano al disco una ulteriore sfumatura, quella della canzone d’autore italiana.

     

    ASCOLTA L’EP

    https://open.spotify.com/artist/2TgRqgvsksJPJogRI9OCX9

     

    Autoproduzione 

    Radio date: 26 marzo 2021

     

    Contatti e social 

    [email protected]

    www.zoostat.it

     

    BIO

    Gabriele Serpe

    Nel 2010 esce il primo album “Chi Cerca Trova!” (Areasonica), canzoni pop che fanno il giro d’Italia con il progetto – tour “CD C rossing” che coinvolge migliaia di persone e oltre 200 punti di aggregazione (locali, associazioni, librerie, biblioteche) in 15 città italiane. Il secondo album “Uno” (Areasonica, 2014) è caratterizzato da un sound post punk e da una marcata impronta cantautorale. 

     

    Giulio Gaietto

    Musicista, autore e produttore, attivo da anni sulla scena genovese e non solo. Fra le collaborazioni più recenti quella con il musicista e autore inglese Morgan King.

     

    I due autori vivono distanti per lunghi periodi dell’anno, si incontrano a Genova in studio di registrazione per scrivere e produrre canzoni. Curano tutte le fasi della produzione, non solo scrittura, arrangiamento e produzione audio, ma anche artwork e produzione video. 

  • MAUTO feat. MIRANDA MARTINO “Nero bianco e blu” da un testo inedito di Piero Ciampi

    Lo scritto originale, conservato per anni dall’amica Miranda Martino, diventa ora un brano composto dal cantautore romano.

     

    Piero Ciampi, indimenticato cantautore e poeta italiano, moriva nel 1980. Miranda Martino, attrice e cantante già molto nota al grande pubblico lo venne a sapere solo dopo qualche giorno, eppure Piero fino a poco prima della sua scomparsa era stato un ospite fisso della sua casa romana. Miranda racconta: «Ho conosciuto Piero in un ristorante a Piazzale degli Eroi perché eravamo entrambi amici del proprietario. Ricordo benissimo che mi sembrò da subito un uomo interessante, ma anche inquieto. Ha iniziato a frequentare la mia casa, veniva con i suoi amici e ogni tanto dava di matto, ma quando lo sentivo suonare e cantare mi rendevo conto che aveva una marcia in più. Ascoltandolo poteva succedermi di scoppiare in lacrime per l’emozione». 

    Quella capacità di tradurre emozioni, musica e parole in una canzone tanto da lasciare il segno in chi lo ascolta, è al centro del legame di amicizia fra i due artisti, tanto che a un certo punto Piero Ciampi decide di regalarle una poesia. «Era una canzone senza musica, perciò quel foglio è stato a lungo chiuso in un cassetto, anche se era mio desiderio farla musicare» racconta Miranda. 

    L’occasione arriva tramite l’amico e produttore Jurij Ricotti che permette a Miranda Martino e Mauto di incontrarsi. Il cantautore romano comincia così a lavorare alla musica e all’adattamento di “Nero bianco e blu”. 

    «Appena l’ho sentita mi sono commossa, perché Gianfranco (Mauto) ha colto perfettamente l’essenza di questo testo, come se avesse conosciuto Ciampi direttamente». Miranda Martino

    «La meraviglia di cantare questo testo scritto da un artista fuori dalle righe come Piero Ciampi, più di quarant’anni fa, e sentirlo allo stesso tempo così dolorosamente attuale, nella sua struggente malinconia, a tratti disperatamente onirico, insieme all’onore di averlo cantato con una interprete sublime come Miranda Martino, è una delle cose più belle che mi siano capitate; avevo queste parole tra le mani, come un pittore che si trova davanti ad una tela cominciata e prova ad interpretare quell’idea primordiale, e, con l’umiltà che si deve di fronte all’opera dell’autore originale, ho cercato di rimanere me stesso e uomo del mio tempo, con la speranza che quell’emozione provata la prima volta, sia rimasta intatta, diventando musica». Mauto

    Il video è stato realizzato con l’amichevole partecipazione degli attori Vania della Bidia e Giorgio Caputo. Prodotto da Domenico D’Angelo per Eea Music e diretto da Claudio Piccolotto che commenta: «Una poesia inedita di Piero Ciampi è stato come un dono inaspettato, un’eredità preziosa che Miranda ha voluto condividere con Mauto facendola rivivere. La melodia melanconica mi ha suggerito immediatamente le immagini di questa breve storia d’amore che si consuma nell’arco di un pomeriggio, affidata all’intensa interpretazione di due splendidi attori che ci hanno resi partecipi delle loro emozioni proiettandoci in un passato forse troppo lontano per essere cambiato, come gli errori e le scelte fatte ma che ci ricorda, in modo struggente, che le cose importanti della vita sono sempre a portata di mano, sotto il nostro sguardo». 

     

     

    Parole originali: Piero Ciampi

    Adattamento del testo e musica: Gianfranco Mauto

    Voce: Miranda Martino

    Voce e pianoforte: G. Mauto

    Registrato dal vivo da Jurij G. Ricotti e Matteo Spinazzè presso il MOB Studios (Roma) 

    Missato e masterizzato da Jurij G. Ricotti presso il JGR Studio (Roma) 

    Edizioni: Eea Publishing / JGR Studio Publishing

    Etichetta: Eea Music

    Radio date: 19 marzo 2021

    Cover: Cristiano Pizzuti

     

    BIO

     

    Mauto

    Nato a Roma nel 1975, Gianfranco Mauto ha scoperto la musica all’improvviso, in una stanza della scuola media. Pianista, fisarmonicista ed autore, ha ottenuto vari premi e riconoscimenti (Poggio Bustone, Pigro, MEI, Donida, Biella Festival) e nel 2014 è stato tra i finalisti del Talent GenovaXVoi oltre ad esibirsi sul Palco Smeraldo di Eataly a Milano.

    Nel 1999 è stato tra i fondatori di CiaoRino, il primo tributo a Rino Gaetano, ed ha suonato e collabora tuttora con artisti italiani e stranieri (Il Volo, Tomy Renis, Kacey Musgraves, Kevin Costner, Amedeo Minghi, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Simone Cristicchi).

    Nel 2012 ha pubblicato il primo album “Cosa Cambia” il cui tour è durato quasi quattro anni e lo ha visto esibirsi in numerosi concerti in tutta Italia.

    Nel 2018 è uscita la sua prima raccolta di poesie “E tutto si riveste di nuovo” per l’editore Terre Sommerse (Roma).

    Il 1 maggio 2020 è uscito il brano “La tua rivoluzione”, adattamento in italiano del famoso brano “Talkin ‘bout a revolution” di Tracy Chapman, contenuto nel nuovo doppio lavoro discografico “Il Tempo Migliore” (versione studio e acustica). La prima parte di questo progetto è stata pubblicata il 27 Novembre 2020, anticipato dal singolo “L’Itaglia (Aida s’è persa)”. 

     

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    www: http://www.mauto.us

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    Miranda Martino 

    Nata a Moggio Udinese il 26 ottobre 1933, debutta nel 1955 al concorso voci nuove indetto dalla RAI per selezionare i partecipanti al successivo Festival di Sanremo. Non riesce ad entrare fra i sei interpreti prescelti per il Festival ma ottiene comunque un contratto discografico e inizia quindi a prendere parte a varie trasmissioni radiofoniche e televisive. Nel 1957 partecipa per la prima volta al Festival di Napoli, dove tornerà nei due anni successivi. Il debutto al Festival di Sanremo avviene nel 1959, col brano “La vita mi ha dato solo te”. Nello stesso anno ottiene un grande successo con il brano “Stasera tornerò”, sigla del programma RAI La donna che lavora. 

    Nei primi anni sessanta è una delle cantanti italiane più popolari e partecipa alle più importanti manifestazioni musicali del periodo: ritorna a Sanremo nel 1960 e 1961, ed è inoltre in gara al Cantagiro 1962 e a varie edizioni di Canzonissima. Nel 1961 partecipa al Giugno della Canzone Napoletana.

    Nel 1963 inizia la carriera teatrale di Miranda, che nel corso del decennio reciterà al fianco di attori quali Erminio Macario, Nino Taranto, non abbandonando comunque il mondo della canzone. Particolare consenso ottengono infatti i due album incisi rispettivamente nel 1963 e 1965, in cui reinterpreta celebri motivi della canzone napoletana con gli arrangiamenti di Ennio Morricone; parteciperà inoltre a numerose trasmissioni televisive. A partire dagli anni settanta si dedica quasi esclusivamente a recital e rappresentazioni teatrali. Nel 2004 interpreta “Il mare non bagna più Napoli“, scritto e diretto da Arnolfo Petri, nel 2005 recita nella commedia musicale “Tegole e fregole: i gatti di Roma” in scena al Teatro Salone Margherita di Roma e nel 2006 al Teatro Greco di Roma, con Riccardo Garrone. Nel 2019 Miranda Martino torna in scena con lo spettacolo “Miranda Martino – Ricomincio da 80”, accompagnata da Mario Maglione, Paola Ferrulli, con la regia di Marco Simeoli. 

  • ALBERTO “CARAMELLA” FOÀ “Dimentica le mie canzoni” il nuovo singolo del cantautore e paroliere milanese

    Una ballad che spazia tra la canzone d’autore e il country, tra il pop e il rock 

    Una storia d’amore senza tempo che in un tempo solo non può mai finire eppure passa dalla richiesta di essere dimenticati. Una confessione a cuore aperto, con ironia e intensità. Il verso “Scorda se riesci quegli sguardi che ci hanno fare tardi” svela tutti i contrasti tra i diversi stati d’animo e le diverse emozioni, tra sogni, ricordi di vita e i sentimenti, che comunque, sono più forti di tutto, perché «La pioggia – dice Alberto – non fa più rumore del cuore che batte». 

    «Abbiamo scelto questo brano come prima traccia per l’energia contagiosa e per l’intensità emotiva del testo, una sorta di dialogo-confessione a distanza per l’amore che non posso e non voglio dimenticare e per tutte le cose, le fughe, i ritorni e le emozioni speciali che ne fan parte». Alberto “Caramella” Foà

     

    La traccia apre l’album d’esordio di Alberto “Caramella” Foà, da 40 anni autore affermato nel panorama della musica italiana e ora interprete in prima persona di alcuni brani scritti per sé e arrangiati dall’amico e maestro Massimo Germini, chitarrista di Roberto Vecchioni. “Basta unire i puntini”, questo il titolo dell’album, uscirà il 20 marzo 2021, con 14 canzoni e una ghost track. 

    “Dimentica le mie canzoni” è prodotta da Engine Records, registrata presso lo studio “Le Ombre” di Milano da Lele Battista (che ne ha seguito anche la produzione artistica insieme allo stesso Alberto e a Germini e il mixaggio) ed è stata masterizzata da Paolo Iafelice presso Adesiva Discografica. 

     

    Etichetta: Engine Records

    Radio date: 11 marzo 2021

    Pubblicazione album: 20 marzo 2021

     

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    Twitter: @AlbertoFoa

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    iTunes: https://music.apple.com/it/artist/alberto-caramella-fo%C3%A0/1524906958

     

    BIO

    Alberto “Caramella” Foà nasce a Milano l’11 marzo 1964, affamato di vita e emozioni fin da bambino, innamorato da sempre dei cavalli e con il sogno irraggiungibile di diventare il miglior fantino del mondo. In compenso, grazie prima agli studi classici ed umanistici, poi da appassionato di libri e scrittura, riesce a diventare giornalista (di economia e finanza ma anche sportivo), manager di spettacolo, scrittore, sceneggiatore, autore, paroliere ed allenatore/psicologo, appunto, di cavalli. Con una frase che ama ripetere spiega: «Di lavoro, faccio tutte quelle cose che sono sempre meglio che lavorare» e, siccome sono contorno e realizzazione di alcune delle sue grandi passioni, nel farle riesce a infondere un entusiasmo ed un’empatia peculiari. Come è caratteristico il suo stile di scrittura, tagliente ed incisivo quando si tratta di inchieste e notizie, un po’ poeta, a tratti romantico e in altri disincantato, quando a uscire dalla penna sono i testi delle canzoni. 

    La carriera d’autore lo porta, dai 17 anni, a scrivere per altri, entrando, giovanissimo in Ricordi e in quasi 40 anni, firma e scrive moltissimi brani per altri interpreti. A cantare non ci ha proprio pensato, nemmeno quando i dischi si vendevano ancora. Poi, un po’ per gioco e molto per contribuire a un progetto benefico a favore dei terremotati delle Marche, ha accettato di incidere “Dopo la fine del mondo“, due anni fa. Ma solo durante il primo lockdown di quest’anno, complici la situazione emotiva e il tempo passato da solo, con la compagnia virtuale del musicista Massimo Germini, connesso da casa propria a comporre canzoni, cede alle pressioni dell’editore e dell’etichetta e scrive il suo primo album. Anticipato da due singoli: a fine agosto “Nocciola (il colore degli occhi)” e dal 22 dicembre “Basta unire i puntini”.

  • Anton, La stanza dei sogni

    L’artista presenta il suo singolo. Il coraggio e la voglia di inseguire i sogni.

    La canzone è frutto di una esperienza personale di Anton ma è comunque rivolta a tutti coloro che vogliono realizzare un sogno, che tra impedimenti, frustrazioni ed esclusione sociale non riescono a farlo.
    In questo singolo è racchiuso un messaggio che è quello di rialzarsi nonostante qualcuno  ci disprezza e non crede nelle nostre capacità.
    Abbiamo tutti una stanza dei sogni e la stanza siamo noi, non importa se le persone non credono in ciò che siamo, l’entrare nella stanza dei sogni significa entrare nella propria vita e farne un miracolo, un qualcosa di cui essere  fieri.
    Seguire i sogni non è facile, per realizzarli bisogna avere il coraggio di inseguirli ed accettare le cadute per poi rialzarsi sempre più forti.
    L’obiettivo dobbiamo raggiungerlo credendo nelle nostre possibilità, ed è questo il messaggio del brano.
    Se  tutto è stato fatto per inseguire un sogno  non ci ritroveremo a dire “se tornassi indietro ci avrei provato” perché è questo il vero fallimento.

    Antonio De Luca in arte Anton , nasce 26 anni fa a Crotone .
    Inizia a cantare all’età di 21 anni presso i cori parrocchiali della sua città inizialmente approcciandosi  alla chitarra, ma ben presto  sente il bisogno  di cantare.
    Si iscrive alla Kroton Music academy di Frank Corigliano dove percepisce  la sua  anima pop/rock
    I provini per Amici,Tour Music Fest, ed X Factor rappresentano il suo primo percorso insieme a tanta gavetta necessaria per crescere.
    La stanza dei sogni è il suo nuovo singolo .

    https://www.facebook.com/antonmusicreal/
    https://www.instagram.com/antonmusic_real/

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