Immaginiamo sempre la Svizzera come una sorta di paradiso finanziario, dove la parola “perdita” la si trova a malapena sui vocabolari. E invece anche gli elvetici ogni tanto piangono degli insuccessi clamorosi in campo finanziario. E non parliamo di un’azienda o una banca qualunque, bensì della SNB – Swiss National Bank, ovvero la banca centrale svizzera.
Lo shopping della Banca centrale svizzera
Bisogna premettere che la Swiss National Bank non è una banca centrale come le altre. Infatti è considerato il fondo speculativo (hedge fund) più grosso al mondo. Sono fanatici dello shopping sui mercati, comprano di tutto e raramente sbagliano. Da alcuni anni infatti l’istituto elvetico ha usato tutti gli strumenti disponibili per indebolire il franco svizzero rispetto all’euro e al dollaro Usa (a scopo competitivo). Per riuscirci ha creato franchi svizzeri dal nulla, comprando poi azioni e debiti europei e americani. E così, con un ordine buy limit sell limit dopo l’altro, ha accumulato un portafoglio investimenti del valore di $820 miliardi.
Perdita shock
Ma la mossa a questo giro è andata malissimo. Infatti il bagno di sangue causato dal coronavirus ha colpito anche loro. L’hedge fund più grande al mondo ha infatti accumulato una perdita monstre. Il primo trimestre si chiude con un passivo di 38,2 miliardi di franchi svizzeri, ovvero 39,34 miliardi di dollari circa (secondo l’ultimo cambio dollaro franco svizzero). In particolare, il suo portafoglio di equity ha riportato una perdita di 31,9 miliardi di franchi svizzeri, e un passivo legato al tasso di cambio di 17,1 miliardi.
Quotazioni colate a picco
E’ successo infatti che la tempesta finanziaria che ha colpito i mercati, specialmente a marzo, ha affondato le quotazioni di azioni e obbligazioni. Roba di cui il portafoglio di investimenti della Swiss National è stracolmo da anni. Ma al danno si aggiunge la beffa. Se questo shopping sfrenato aveva come obiettivo quello di tenere basso il cambio del franco svizzero, la crisi ha innescato l’avversione al rischio da parte degli investitori. Questi ultimi si sono rifugiati nei safe haven: yen, ma anche in franchi svizzeri. La valuta si è così rafforzata, finendo a sua volta per svalutare le quote detenute in azioni e obbligazioni straniere. La SNB ha così dovuto soffrire la perdita trimestrale più grande nella storia della Swiss National Bank, fondata nel 1907.
Nessun dramma però, perché la solidità svizzera resiste. “Siamo ben preparati a continuare a servire i nostri clienti, e riteniamo di poter mantenere una performance finanziaria resiliente durante la crisi”, dicono dalla SNB. Beati loro.