Medici usano la stampa 3D per salvare un neonato

Megan Thompson era alla 30° settimana di gravidanza quando l’ecografia ha mostrato un grumo sospetto sul viso del bimbo che aveva in grembo. Un grumo che avrebbe potuto impedire al bambino di respirare correttamente una volta nato.

Alla signora Thompson è così stato indicato l’ospedale dei bambini dell’università del Michigan, dove i medici hanno dovuto decidere se far nascere, con tutti i rischi, il bambino attraverso un taglio cesareo o se intervenire con una procedura salvavita. Incredibilmente lo strumento che hanno scelto per prendere la decisione è stato un prototipo realizzato con la stampa 3d.

Usando infatti una risonanza magnetica specializzata, i medici sono stati in grado di stampare tridimensionalmente una serie di modelli del viso del feto, contribuendo così a determinare esattamente dove e quanto pericolosa fosse la massa di tessuto.

“Sulla base delle immagini che abbiamo visto, non risultava chiaro se il grumo avesse bloccato le vie respiratorie di Conan. Il modello 3D del feto ci ha permesso invece di toccare con mano quella che era la situazione, aiutandoci così a capire che il parto poteva avvenire senza alcuna procedura salvavita ed agire nella maniera migliore per la salute del bambino”. Queste le parole di Glen Green, professore associato di otorinolaringoiatria pediatrica presso l’ospedale.

“Questo – continua Green – è il primo caso in cui la stampa 3D ha contribuito a mostrare la gravità di una situazione di salute. Una tecnologia, quella in 3D, che può risultare incredibilmente utile per i medici alle prese con feti con questi tipi di problemi”.

“Ero terrorizzata quando ho scoperto che il mio bambino avrebbe potuto avere problemi respiratori.”, dichiara Megan, la mamma di Conan.  “Dopo tutto questo, sentirlo piangere alla nascita è stata l’esperienza più emozionante della mia vita. Sono davvero contenta, anche perché quello che è stato fatto per lui può servire per poter salvare altri bambini e le loro famiglie in situazioni simili”.

Una tecnologia, quella della stampa in 3D, che sta propagandosi un po’ dappertutto, portando benefici inaspettati anche in settori impensabili fino a poco tempo fa.

Oltre al settore medico che abbiamo analizzato, la stampa tridimensionale sta entrando di prepotenza anche nel mondo dei giocattoli per bambini, anche se ancora poche realtà la stanno abbracciando.

Nonostante ancora prevalgano numerose perplessità nell’ambiente, fortunatamente un’azienda italiana sta promuovendo la realizzazione di prodotti grazie all’uso della stampa 3D domestica.

Loro si chiamano MQB ed hanno l’obiettivo di sviluppare produzioni in piccola serie di varie tipologie di oggetti, tra cui i giocattoli per bambini. Produzione in serie ma anche responsabile, ecosostenibile e quindi attenta al futuro. Un futuro che vedrà protagonisti i bambini, i primi benefattori di questa straordinaria innovazione responsabile.