Tag: Medicina

  • Nuova delibera di Regione Lombardia, ANAAO mantiene il punto: “Bed manager” e “Nucleo aziendale per la gestione dei ricoveri di area medica” non suppliscono in alcun modo alle carenze di…

    Cambia il modello, ma i medici sono sempre il solito esiguo numero: la nuova delibera di Regione Lombardia, approvata dalla Giunta, prevede un fittizio efficientamento dei pronto soccorso. ANAAO ASSOMED Lombardia mantiene il punto: prevedere piani di efficientamento per effettuare migliorie all’organizzazione interna ai pronto soccorso senza tuttavia prevedere un’implementazione di risorse disponibili è, in sé e per sé, un’azione infruttuosa e fine a se stessa.

    Negli scorsi giorni è stata approvata la delibera della Giunta regionale proposta dalla vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, documento che prevede l’ottimizzazione del flusso di pazienti in pronto soccorso al fine di ridurre i tempi di attesa e di ricovero. Oltre al “Bed manager” e al “Nucleo aziendale per la gestione dei ricoveri di area medica”, figure volte a definire le strategie per la gestione dei pazienti, vengono previsti numerosi altri adempimenti per limitare i tempi di gestione alle 8 ore, prima di decidere per la dimissione o il ricovero.

    ANAAO riconosce la validità del modello proposto, comprovato da diverse evidente scientifiche, tuttavia, non prevedendo un aumento delle risorse a disposizione del Pronto Soccorso, il modello risulta completamente inefficace. In Lombardia, i letti per pazienti acuti sono inferiori a quanto previsto dalla normativa di legge, (2.75 letti/1000 abitanti invece di 3.0/1000, fonte ISTAT, 2020). Non è possibile gestire i ricoveri in assenza di personale dedicato, né è possibile prevedere l’apertura di nuove camere, attività e ambulatori senza nuove assunzioni. La delibera in esame, inoltre, fa riferimento alla “gestione del transito dei pazienti presso gli ospedali di comunità”, ossia strutture che ancora non esistono e che non hanno individuato, fino ad ora, alcuna risorsa ulteriore.

    “Nel 2018 il Ministero ha richiesto modelli organizzativi a norma – afferma Stefano Magnone, Segretario di ANAAO-ASSOMED Lombardiae questa è la linea seguita. Tuttavia, quando si arriva al punto di dover concretizzare ciò che è previsto dalle delibere, non si è disposti ad investire alcunché. Siamo sempre i “soliti noti”, ormai privi di qualsiasi tipo di entusiasmo, motivazione ed energia; orfani ormai delle stesse componenti emotive che – chi più chi meno – anni fa ci hanno spinto ad intraprendere una simile carriera. Impegnativa, totalizzante ma umanamente appagante e soddisfacente. Ora, se anche questo viene meno a causa di stress e burnout, cosa rimane?”

  • ANAAO-ASSOMED Lombardia riconferma Stefano Magnone Segretario Regionale

    Tra i principali temi e urgenze da affrontare: la riforma sanitaria e la resistenza dei medici e dei dirigenti sanitari

     

    Il 9°Congresso Regionale di ANAAO-ASSOMED Lombardia ha riconfermato il Dott. Stefano Magnone a capo della Segreteria regionale per un secondo mandato quadriennale.

    I temi caldi che da sempre sono oggetto di rivendicazione del Sindacato sono stati intavolati, delineando con maggior chiarezza quella che sarà la linea già precedentemente indirizzata dall’operato di ANAAO Lombardia.

     

    Tra gli argomenti prioritari ci sono l’applicazione e la necessità di una riforma che sempre più dipende dalla resistenza dei medici e dei dirigenti sanitari ed è sempre meno prevista dall’operatività futura di Regione Lombardia, oltre che l’urgenza di bloccare la grande fuga del personale verso luoghi professionali più remunerativi o più attenti al benessere organizzativo, tema ampiamente trascurato dal management delle nostre aziende. Anche le esigenze singole del personale non sono ignorate dalla nuova definizione operativa del Sindacato, che punta il dito sulla difesa dei colleghi da ambienti di lavoro ostili, fatti da carichi di lavoro insostenibili, mobbing, demansionamento e stress lavoro-correlato, fattori decisivi nel determinare le continue dimissioni nonché strettamente correlati a fenomeni di vero e proprio burnout e malessere psicofisico del personale,

     

    Ad essere oggetto di focus dell’operato di ANAAO Lombardia sono anche le dinamiche social-organizzative delle strutture sanitarie, pensando a una ridefinizione delle relazioni sindacali che riscontrano nelle aziende un terreno sempre più ostile, trovandosi strette nella morsa rigida di una Regione eccessivamente protesa verso i grandi gruppi privati – a scapito delle strutture pubbliche – e un management troppo spesso non all’altezza del compito e sordo nei confronti delle richieste provenienti dal personale che amministra. Inoltre, la rete ospedaliera e la logistica organizzativa della stessa risultano insostenibili e contribuiscono – come fattore aggiuntivo – a determinare la fuga dei medici, sia da ospedali insicuri che da luoghi abbandonati a dinamiche di nonnismo e prepotenza per mancata tutela degli stessi professionisti della salute.

     

    La nuova Segreteria Regionale e il nuovo Consiglio Regionale di ANAAO-ASSOMED Lombardia si impegneranno a rendere il Sindacato ancora più rappresentativo e autorevole, sicuri del sostegno dei propri iscritti.

     

    “L’impegno del Sindacato è quello di dar voce a coloro che rimangono inascoltati, schiacciati da una governance sbilanciata e desensibilizzata nei confronti del personale in prima linea, di medici e di dirigenti – afferma Stefano Magnone, Segretario di ANAAO-ASSOMED Lombardiail supporto dei propri iscritti e le motivazioni che ci raggruppano sotto quest’unica grande causa sono il motore principale di questa nostra battaglia che non deve assolutamente estinguersi né deprimersi davanti alla sordità di Regione e della governance.”

  • ANAAO LANCIA UN APPELLO “LE CASE DI COMUNITÀ NON BASTANO, I PRONTO SOCCORSO DELLA LOMBARDIA SONO ALLO STREMO, SERVE UN INTERVENTO CONCRETO E URGENTE”

    Le Case Comunità previste dalla riforma regionale (PNRR) sono in realtà strutture vuote. A confermarlo è la testimonianza di Stefano Magnone, Segretario di ANAAO ASSOMED Lombardia, il quale sottolinea la distanza abissale tra la nuova riforma regionale e l’effettiva situazione ospedaliera in un video-risposta consultabile qui.

    Magnone denuncia, inoltre, la mancata volontà da parte della governance ad aprirsi a un confronto con gli operatori ospedalieri che, più di tutti, si ritrovano a fronteggiare una situazione pressocché drammatica.

     

    “I pazienti continuano a venire in Pronto Soccorso perché non trovano nel territorio nessun tipo di riferimento e noi siamo allo stremo delle forze” dichiara Stefano Magnone, Presidente di ANAAO ASSOMED Lombardia, sottoponendo agli occhi di tutti una situazione ben diversa da quella descritta dalla governance e prevista dal PNRR. Sono affermazioni forti ma necessarie affinché le reali esigenze del panorama sanitario lombardo vengano ascoltate.

     

    Quello che ANAAO chiede, facendosi portavoce della maggior parte degli operatori ospedalieri, è un intervento concreto e urgente che potenzi le risorse e le disponibilità delle strutture sanitarie “in prima linea”, non che preveda la costruzione di edifici vuoti e freddi che schermino la reale assenza di vicinanza con gli operatori socio-sanitari.

  • MIELOMA MULTIPLO: LA RICERCA NON SI FERMA E SI CONFRONTA NEL 2° CONGRESSO DELLO EUROPEAN MYELOMA NETWORK

    • Il Congresso, previsto nel 2020 e rimandato causa pandemia, sarà ora digitale e coinvolgerà ematologi ed esperti nelle sperimentazioni cliniche collegati da tutta Europa dal 3 al 6 marzo prossimi
    • La prima edizione, svoltasi al Centro Congressi del Lingotto di Torino nell’aprile del 2018, ha registrato circa 700 partecipanti provenienti da 44 diverse nazioni
    • In questa seconda edizione le numerose sessioni live offriranno la possibilità di interagire con i relatori attraverso chat istantanee
    • Il Congresso digitale è promosso da EMN International e organizzato con il supporto di EMN Research Italy, braccio operativo italiano del network EMN, in collaborazione con l’agenzia ER Congressi. Tra gli organizzatori scientifici la Dottoressa Francesca Gay di Torino, e nel board scientifico il Prof. Mario Boccadoro, Vicepresidente EMN – European Myeloma Network

    2 Meeting EMN European Myeloma Network - Congresso sul mieloma multiplo 2021

    Dal 3 al 6 marzo 2021 il mondo della ricerca sul mieloma multiplo si incontrerà virtualmente sulla piattaforma emn2021 in occasione del 2° Congresso dell’EMN – European Myeloma Network, la rete di eccellenze a livello europeo fondata nel 2005 con lo scopo di promuovere la collaborazione tra i centri di ricerca e i gruppi di studio dei diversi paesi, al fine di ottenere risultati più efficaci e in tempi più rapidi nella cura delle neoplasie del sangue.

    Le iscrizioni al Congresso, individuali o di gruppo, sono aperte fino al 25 febbraio compilando l’apposito modulo disponibile sul sito emn2021. Dove previsto, a seconda della categoria di appartenenza indicata in fase di registrazione (medici, infermieri, biologi, data manager, sponsor, ricercatori ecc.) la partecipazione all’evento darà diritto al conseguimento di crediti ECM (Educazione Continua in Medicina) e EBAH (European Board for Accreditation in Hematology). Sempre sul sito è stata predisposta, nell’area press, una corsia preferenziale per l’accreditamento dei Media interessati a partecipare all’evento.

    Il Congresso digitale è promosso da EMN International e organizzato con il supporto di EMN Research Italy, braccio operativo italiano del network EMN, in collaborazione con la segreteria gestita da ER Congressi. L’evento prevede un intenso programma di conferenze tenute da rinomati esperti afferenti ai centri di ricerca ematologica di tutta Europa e degli Stati Uniti, a cui si affiancheranno letture e simposi, sessioni di incontri con gli esperti in stanze virtuali, dibattiti e confronti con le associazioni dei pazienti. Completano il Congresso l’esposizione orale dei 16 migliori abstract di studi selezionati tra tutti quelli inviati da ricercatori e scienziati di tutta Europa e 72 poster scientifici, vere e proprie suite informative a tema suddivise in 4 diverse categorie.

    Durante gli incontri live i partecipanti potranno interagire con i moderatori delle sessioni e i relatori attraverso chat virtuali istantanee e tutti i materiali e i filmati delle presentazioni orali saranno disponibili per la consultazione da parte degli iscritti anche dopo l’evento. Come nella precedente edizione di Torino 2018, che registrò circa 700 partecipanti da 44 diverse nazioni, una particolare attenzione è stata riservata ai giovani ricercatori con la segnalazione degli 8 migliori abstract di autori con età inferiore ai 40 anni.

    Gli organizzatori scientifici incaricati di coordinare il programma dell’evento sono il Professor Pieter Sonneveld (Rotterdam) e la Professoressa Sonja Zweegman (Amsterdam) coadiuvati dalla Dottoressa Francesca Gay (Torino) e dal dottor Niels van de Donk (Amsterdam) della segreteria scientifica. Sono 5 i paesi europei che compongono il board scientifico dell’evento, a riprova dell’internazionalità dell’appuntamento. Il board è infatti composto dal Presidente di EMN Pieter Sonneveld (Olanda), dal Vicepresidente EMN Mario Boccadoro (Italia), dal Professor Hermann Einsele (Germania), dalla professoressa Maria-Victoria Mateos (Spagna) e dal Professore Philippe Moreau (Francia).

    La necessità e l’importanza del confronto e del fare rete nell’ambito della ricerca scientifica è un dato di fatto reso ancora più chiaro ed evidente dalla pandemia in corso. Le comunità dei medici e dei ricercatori nelle loro diverse professionalità si nutrono e progrediscono notevolmente in momenti come questi e il 2° Meeting European Myeloma Network è in questo senso un appuntamento fondamentale per la ricerca sul Mieloma Multiplo.

     

    EMN Research Italy in breve

    EMN è l’acronimo di European Myeloma Network. Fondata nel 2005, EMN è una rete di eccellenze a livello europeo nello studio e nello sviluppo di cure innovative per il mieloma multiplo che conta 27 istituti di ricerca e 14 gruppi di studio. Ha lo scopo di promuovere la collaborazione tra i centri di ricerca e i gruppi di studio al fine di generare una mutua utilità e, grazie a ciò, ottenere risultati più efficaci ancora più velocemente.

    EMN Research Italy, fondata a Torino nel 2016, è il braccio italiano del network EMN con sede in Olanda, ed è la prima impresa sociale in Italia nel campo della ricerca clinica sul mieloma multiplo. La sua natura giuridica le permette di essere promotore e di condurre studi clinici tradizionalmente definiti “profit”, ossia i cui dati e risultati possono essere utilizzati dalle aziende farmaceutiche, con lo scopo di sostenere il progresso nella ricerca clinica e offrire terapie sempre più efficaci e sicure ai pazienti. Lo status di “impresa sociale” determina che non ci siano ripartizioni di utili tra i soci ma che gli eventuali profitti realizzati vengano reinvestiti nelle attività core della società stessa, a supporto quindi della ricerca e degli studi clinici.

    Frutto del lavoro di varie professionalità, EMN Research Italy è forte dell’esperienza di uno staff che da diversi anni lavora nel campo dei clinical trials sul mieloma multiplo e può contare sull’apporto di un Comitato Scientifico di esperti e leader dell’ematologia italiana e sulla competenza di un team, formato da professionisti e da personale amministrativo, competente in materia fiscale, legale e di gestione del personale.

  • Ecografia: esame indolore e non invasivo

    L’ecografia è ad oggi uno dei mezzi diagnostici più utilizzati nel mondo. Si tratta di un esame indolore e non invasivo, che permette di determinare lo stato di salute degli organi interni, prevenendo l’insorgere di malattie, fin dai primi stadi.

    L’ecografia, oggi, viene svolta ambulatorialmente e mediante un rapido esame della durata di circa 30 minuti, mediante una sonda, è possibile studiare la morfologia e la salute di fegato, pancreas, reni… e tutti gli organi addominali. Molto utilizzata per la diagnosi precoce, è ad oggi, l’ecografia ala tiroide.

    L’esame ecografico è operatore dipendente: ciò significa che l’esperienza dell’ecografista è fondamentale per una buona riuscita. In tutta Italia esistono centri ecografici che effettuano esami specifici di ecografia. A Pisa, per esempio, il centro ecografico chirurgico effettua una moltitudine di esami ecografici all’avanguardia, che permettono di studiare a fondo gli organi interni.7

    Ecografia: esame operatore dipendente

    L’ecografia è un esame operatore-dipendente. Ciò significa che l’esperienza di chi esegue l’esame, è fondamentale per studiare al meglio gli organi. In alcuni centri, l’ecografia viene svolta da un ecografista che alla fine fornisce un referto da mostrare al proprio medico curante. In altri centri, invece, ad eseguire l’ecografia sono dei chirurghi, che conoscono molto bene gli organi interni, essendo abituati ad interventi chirurgici direttamente su di essi.

    Far eseguire l’ecografia ad un chirurgo è infatti una scelta ottimale. Ciò permette di ottenere un parere clinico immediato, mentre l’esame viene eseguito. Un chirurgo può spiegare al meglio l’eventuale stato di salute o di malattia dell’organo esaminato. Può consigliare subito una soluzione, qualora sopravvengano le condizioni di malattia e sia necessario intervenire. Un chirurgo sa bene quando l’intervento chirurgico è la soluzione migliore, oppure quando una cura farmacologica può risolvere uno stato di malattia, semplice o importante.

    L’ecografo: lo strumento per eseguire l’ecografia

    L’ecografia viene eseguita mediante l’ecografo. Si tratta di uno strumento che assomiglia molto ad un normale computer. Ad una estremità è attaccata una sonda, la sonda ecografica. E’ la sonda lo strumento principale dell’ecografo. L’ecografista muove la sonda sulla pelle del paziente, dopo averla cosparsa con un gel. La sonda emette degli ultrasuoni che rimbalzano in maniera diversa a seconda che incontrino un tessuto molle, un organo o lo scheletro. Sulla base dell’onda di ritorno, l’ecografo ricostruisce la struttura interna del corpo umano, dall’esterno.

    Con questo metodo, l’ecografista può vedere eventuali malformazioni degli organi interni e segnalare la necessità di un approfondimento diagnostico. Il vantaggio di far eseguire l’ecografia a un chirurgo, è che il medico conosce in quel caso molto bene la posizione e la forma degli organi. Se si tratta di un chirurgo esperto, probabilmente ha all’attivo numerosi interventi che gli consentono di trattare correttamente anche gli innumerevoli casi particolari. Non siamo tutti uguali e sebbene gli organi e la loro disposizione sia la stessa in tutti noi, talvolta ognuno ha delle caratteristiche sue che potrebbero essere male interpretate da un ecografista poco esperto, poiché fuori dagli standard.

    Muovere la sonda ecografica con sicurezza e con la conoscenza dell’esame che viene condotto è fondamentale per ottenere un risultato dall’ecografia. Occorre quindi scegliere al meglio il medico ecografista a cui decidiamo di rivolgersi.

  • Gli aspiranti medici al lavoro per il test di medicina

    Mentre il test d’ingresso alle Facoltà di Medicina e Chirurgia in programma il prossimo 1° settembre è ancora circondato da incognite a causa dell’emergenza Covid-19, molti aspiranti medici guardano verso l’estero per iniziare la loro carriera internazionale. 

    Quest’anno saranno 13.500 i posti disponibili per le Facoltà di Medicina e Chirurgia delle università pubbliche italiane (+ 17% rispetto allo scorso anno), ma si stima che il 1°settembre si presenteranno al test ben 70mila future matricole. Il numero di esclusi è altissimo ma c’è una strada alternativa che piace sempre di più: molti aspiranti medici guardano, infatti, all’estero per una carriera internazionale.

    Le università straniere offrono infatti, più tempo all’esperienza in corsia e in sala operatoria grazie a percorsi didattici basati in gran parte sulla pratica, lo studio in lingua inglese in un contesto accademico, il confronto con modalità didattiche innovative che spaziano da laboratori di biochimica fino alle simulazioni di casi clinici su simulatori dei pazienti e soprattutto maggiori opportunità di carriera, grazie al conseguimento di un titolo accademico valido in Europa, Canada e USA. L’esperienza internazionale, infatti, fa spiccare il volo alle carriere: in media la retribuzione lievita del 40%, le prospettive di occupazione sono molto maggiori, il mercato di riferimento è più stimolante.

    Lo sostiene Medicor Tutor, società che accompagna gli aspiranti medici preparandoli a una brillante carriera universitaria con prospettive internazionali, a fronte di 6 anni di attività in Italia a fianco di più di 1.000 studenti che hanno scelto di studiare Medicina, Odontoiatria e Fisioterapia oltre frontiera.

    Mete preferite e università di prim’ordine per gli aspiranti medici italiani: la Charles University di Praga (tra le 30 migliori università d’Europa), la Masaryk University di Brno (tra le 100 migliori università d’Europa), ma anche l’Universidad Europea di Madrid, l’Universidad Europea di Valencia, la Università Pavol Josef Safarik di Kosice in Slovacchia, la University of Rijeka a Fiume in Croazia, l’European University Cyprus a Nicosia e la Pleven Medical University in Bulgaria.

    «Secondo lo studio condotto da The Joint Action on European Health Workforce Planning and Forecasting la prospettiva di una carriera internazionale è sempre più attrattiva per gli aspiranti medici. Si stima che in Europa nei prossimi anni ci sarà bisogno di un milione di professionisti sanitari. Aver studiato in un contesto internazionale, con una formazione in lingua inglese, sarà un plus riconosciuto che consentirà al giovane universitario di costruire il proprio percorso lavorativo, certo di aver ricevuto la migliore formazione possibile. Teorica, sì, ma anche pratica. Perfetta per affrontare ogni genere di situazione» – dichiara Luca Petti Cammarata, direttore generale di Medicor Tutor.

     

    TEST D’INGRESSO – Le prossime date per i test di ingresso nelle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Fisioterapia delle Università partner di Medicor Tutor sono le seguenti:

    – Università di Rjeka (Fiume): Sabato 18 Luglio 2020 – Verona/Roma/Milano;

    – Charles University di Praga (sede di Pilsen): Sabato 25 Luglio 2020 – Roma/Milano;

    – Masaryk University di Brno: Sabato 01 e Lunedì 03 Agosto 2020 – Roma/Milano;

    – UPJS University di Kosice: Sabato 22 Agosto 2020 – Roma/Bari/Milano.

  • Emergenza Covid-19: l’imbuto tra laurea e specializzazione fa ancora paura

    Hanno chiuso i libri e indossato camici e mascherine, pronti ad affrontare la loro prima esperienza da “veri” medici confrontandosi con la più grande emergenza sanitaria dell’ultimo secolo: Covid19. Il decreto legge del 9 marzo scorso ha spalancato le porte degli ospedali per specializzandi dell’ultimo e del penultimo anno, rendendoli automaticamente medici. Un provvedimento che è servito a ingrossare le fila dei sanitari nelle corsie italiane, ma che al tempo stesso ha riportato all’attenzione il vulnus della formazione: l’imbuto che cronicamente si crea tra la laurea e la specializzazione in medicina.

    Secondo quanto certificato dalla FNOMCEO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), infatti, i medici inattivi in Italia oggi sono 25 mila. Tra questi, accedono alle specialistiche appena in 8.000. Basti pensare che nel 2019 i candidati per accedere alle borse di studio sono stati 17.596 e per il 2020 le borse di studio a disposizione per la formazione post-laurea si ritiene possano essere di poco superiori alle 9.000 unità.  Uno scenario che già qualche mese fa, quando il Coronavirus sembrava essere molto lontano dall’Italia, il Milleproroghe aveva cercato di far evolvere, consentendo l’accesso nel SSN agli specializzandi iscritti al 3° anno. La Conferenza delle Regioni aveva quindi aperto le porte alla possibilità di poter assumere medici specializzandi inseriti nelle graduatorie di concorso pubblico. 

    Covid 19 non ha fatto altro che accelerare il processo. E l’auspicio è che un simile modello possa entrare pienamente a regime, anche post emergenza. Proprio il meccanismo del collo di bottiglia per la specializzazione, infatti, ha portato tanti aspiranti medici a emigrare per completare la loro formazione. Si stima che ogni anno lascino l’Italia per specializzarsi all’estero circa 1.500 giovani professionisti. Medici che paradossalmente, se impiegati, potrebbero colmare la mancanza di camici bianchi stimata in 16.500 unità da qui al 2025. Una mancanza, che come dimostrato dalla pandemia, non è più tollerabile.

    Le università straniere, oggi, sono quindi sempre più attrattive. Le ragioni sono numerose: maggiori opportunità, più spazio all’esperienza sul campo, studio in lingua inglese – passaporto per una carriera internazionale! – e confronto con nuove modalità didattiche. Aspetti che Giuseppe Lupica, specializzando in Ginecologia e Ostetricia presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari e influencer su Instagram (@peppe893 con 177mila followers) e YouTube (Aboutpeppe893 con 18.800 iscritti), ha avuto modo di approfondire durante una study visit a Praga presso la prestigiosa Charles University, una tra le università europee con un alto tasso di internazionalità (ben il 18% su 48.623 studenti complessivi) grazie all’alta qualità della ricerca e alle ottime condizioni di vita messe a disposizione dal Campus che anche diversi studenti italiani hanno scelto per il proseguimento dei propri studi con Medicor Tutor. Molti aspiranti medici, infatti, per affrontare il percorso di studi all’estero, si affidano a una realtà esperta, che li segue passo dopo passo nella nuova esperienza.

    «Il maggior problema del sistema sanitario italiano, come ha evidenziato l’emergenza Covid 19, non è la mancanza di medici, ma la carenza di specialisti. Attualmente, dopo 7 anni di studi, solo 1 medico su 3 ha la possibilità di continuare la carriera post-laurea con una specializzazione e la situazione non potrebbe che peggiorare se si eliminasse il test di ingresso a medicina. Già oggi, infatti, come emerso dai racconti dei tanti ragazzi incontrati durante questo viaggio, le università italiane non sono in grado di offrire una corretta istruzione a tutti gli studenti. Molte finirebbero per collassare – commenta Giuseppe Lupica – Per questo, ritengo il supporto fornito da una realtà come Medicor Tutor molto importante. Spesso un percorso universitario all’estero viene visto come un gigantesco punto interrogativo ma avere una guida autorevole potrebbe cambiare le prospettive e consentire a ogni futuro collega di cogliere le migliori opportunità per la propria formazione».

    L’università visitata da Lupica è la Charles University di Praga: fondata nel 1348, è considerata una tra le migliori università del mondo, nonché una delle più antiche, e garantisce una laurea pienamente riconosciuta in tutta Europa e nella maggioranza degli altri Paesi. In Repubblica Ceca, inoltre, non è richiesto alcun esame per accedere alle specializzazioni: a partire dal quinto anno di università, gli studenti possono scegliere presso quale dipartimento intendono specializzarsi e beneficiare di un metodo di formazione innovativo e professionalizzante. Non stupisce, quindi, che questo sia uno degli atenei che desta maggiore interesse.

    «Il Coronavirus ha evidenziato quanto sia importante consentire ai medici un accesso immediato alla specializzazione e, dunque, alle corsie e quanto sia utile dare loro una formazione pratica, cosa che spesso manca in Italia e che gli studenti ricercano all’estero. Non a caso, negli ultimi anni, la prospettiva di una carriera internazionale è diventata sempre più attrattiva per molti aspiranti medici. Secondo uno studio condotto dal progetto pilota The Joint Action on European Health Workforce Planning and Forecasting, si stima infatti che in Europa nei prossimi anni ci sarà bisogno di un milione di professionisti sanitari. Aver studiato in un contesto internazionale, con una formazione in lingua inglese, in una delle migliori università al mondo, sarà un plus riconosciuto che consentirà al giovane universitario e specializzando di costruire con libertà e autorevolezza il proprio percorso di carriera, certo di aver ricevuto la migliore formazione possibile. Teorica, sì, ma anche pratica. Perfetta per affrontare ogni genere di situazione, anche una pandemia come quella di Covid 19. Per questo, siamo stati felici di aver portato il dott. Lupica alla scoperta della Charles University affinché possa ispirare tanti altri futuri specialisti, trasmettendo loro il valore di un’esperienza formativa unica nel suo genere» – dichiara Janina Holesovska, cofounder di Medicor Tutor.

  • Medicina d’urgenza: idee ANAAO-ASSOMED per il breve e medio periodo

    Ambito nazionale – Breve periodo

    Nella legge di bilancio è stata aperta la possibilità ai medici specializzandi dell’ultimo anno di accedere ai bandi di concorso in graduatoria separata, con chiamata al conseguimento del titolo, conservando le equipollenze e le affinità previste dalle norme.

    Il Decreto Calabria e la sua Legge di conversione (DL 35/2019 e L 60/2019) hanno previsto l’assunzione a tempo parziale degli specializzandi, garantendo il completamento del percorso formativo della scuola di specializzazione. Attualmente il provvedimento non è operativo, ma recenti rassicurazioni fanno presagire una prossima risoluzione del problema.

    Il nuovo Contratto Collettivo Nazionale prevede per il Pronto Soccorso una maggiore remunerazione del disagio (indennità di guardia notturna). È stato messo un tetto mensile di 5 notti al mese, che imporrà riorganizzazioni e assunzioni di personale.

    Ambito nazionale – Medio periodo

    Rivedere le equipollenze e la programmazione nazionale dei fabbisogni. Obiettivo è ridurre le equipollenze per indirizzare i medici verso la Medicina d’Emergenza-Urgenza.Troppe discipline hanno accesso al Pronto Soccorso e alla Medicina d’Urgenza senza una reale “vocazione”.

    Questa è una conseguenza della vecchia organizzazione che vedeva i PS privi di un organico proprio, e a turno i medici dei reparti coprivano i turni in PS. Ora la disciplina è strutturata autonomamente e richiede personale dedicato sin dalla formazione specialistica post-laurea.
    É quindi necessario aumentare i contratti e rivedere la distribuzione tra le varie discipline.

    Ambito regionale – Breve periodo

    Regione Lombardia ha inserito nella modifica della Legge 33/2009 approvata nel 2018 un finanziamento aggiuntivo a regime per contratti di formazione medica specialistica. In totale il numero di contratti finanziati è circa la metà di quelli finanziati da altre regioni del Sud e del Nord, sia in termini assoluti che relativi (Tab. 1)1 .

    Occorre quindi premere su Regione Lombardia per ulteriori finanziamenti già dal prossimo anno. In questo ambito l’offerta lombarda di specialisti in Medicina d’Emergenza-Urgenza è ampiamente sotto la richiesta, pertanto occorre aumentare di molto il numero di specialisti da formare (Tab. 2)2.

    Altro elemento di azione: aumentare le dotazioni organiche dei Pronto Soccorso utilizzando le leve delle ultime modifiche normative (Decreto Fiscale e Mille proroghe) e eliminare le forme di contratto flessibile in essere, ormai vietate dal D.lgs. 75/2017.

    La forma ordinaria di rapporto di lavoro è quella di dipendente. Fondamentale e necessaria è anche la piena immissione dei medici di PS (a prescindere dalla specializzazione) nei servizi di emergenza territoriale, laddove ne facciano richiesta.

    Ambito regionale – Medio periodo

    Nella Medicina d’Emergenza-Urgenza non è più accettabile il modello che prevede la contemporanea presenza di chirurgo generale e internista, perché nessuno dei due ha iniziato il proprio percorso pensando a quel tipo di lavoro. Il modello più indicato è quello del medico unico con annesso reparto di degenza. Occorre pensare un percorso di medio periodo in cui si trasformano tutte le strutture di Pronto Soccorso in UOC articolate con postazioni per l’osservazione breve intensiva, con un reparto di degenza di medicina d’urgenza e con la possibilità di presenza di letti monitorizzati in funzione dei volumi e delle funzioni del presidio ospedaliero (hub o spoke secondo i modelli previsti dal DM 70/2015).

    In questo modo i medici avranno più possibilità di gratificazione e crescita professionale, meno tendenza ad abbandonare la disciplina per “fuggire” nei reparti, più possibilità di carriera. I pazienti avranno a disposizione specialisti più competenti, formati e motivati. Dovrà inoltre essere garantita l’attività di soccorso extraospedaliero dei medici certificati AREU che ne facessero richiesta.

    Si propone, sulla scorta di quanto fatto in Regione Toscana, di valutare l’indizione di procedure concorsuali per la copertura di posti a tempo indeterminato nei profili di dirigente medico nella disciplina di Medicina interna ed equipollenti, che prevedano la possibilità di assegnazione temporanea al PS, accompagnata da un periodo di addestramento, per un periodo non inferiore a 2 anni e non superiore a 3 (salvo diversa volontà dell’interessato di prolungare la permanenza)3.

  • FriulMedica, 10 anni di innovazione al servizio della prevenzione

    Promuovere la prevenzione investendo in innovazione. Questa l’imprescindibile missione su cui è stata fondata e tutt’oggi si basa l’attività di FriulMedica, poliambulatorio specialistico con sedi a Codroipo e San Vito al Tagliamento che quest’anno festeggia il suo 10° anniversario. Insediatasi in un territorio “bisognoso” dal punto di vista dei servizi sanitari, FriulMedica è riuscita a diventare un punto di riferimento per tutto il Friuli Venezia Giulia nell’erogazione di servizi di analisi, radiologia e legati alle principali branche specialistiche della medicina. Un traguardo raggiunto mettendo sempre al centro la persona e il suo benessere, offrendo un servizio votato alla massima soddisfazione del paziente, dal momento dell’accettazione al ritiro dei referti.

    Un percorso in continua ascesa che fonda il suo successo nella volontà di perseguire un’unica e imprescindibile missione: promuovere la prevenzione investendo in innovazione. Ed è proprio questa attitudine che ha permesso a FriulMedica di riuscire a soddisfare un numero sempre maggiore di pazienti, provenienti da tutte le provincie ma anche dal vicino Veneto. Tra i fiori all’occhiello della struttura il reparto di radiologia, dotato delle più avanzate apparecchiature presenti sul mercato come l’innovativo macchinario della DEXA (Densitometria a Doppio Raggio Energetico), che garantisce al medico un metodo di misurazione molto più preciso rispetto a quelli tradizionali per controllare diversi fattori tra cui la densità ossea, con i suoi fattori di rischio, e la percentuale corporea della massa magra e massa grassa, permettendo una più attenta analisi dello stato fisico anche in virtù dello sport praticato e delle diete che si vogliono intraprendere.
    Inoltre, da febbraio 2019 FriulMedica si è dotata di un macchinario innovativo che permette di eseguire una scansione, assolutamente non invasiva, automatica e digitale dell’intero del corpo per la mappatura dei nei, contando su una risoluzione di altissima qualità, tempi brevissimi di esecuzione e una precisione di analisi senza paragoni. FriulMedica è l’unica struttura a poter vantare una strumentazione così evoluta nelle province in cui opera (Udine e Pordenone).
    Sempre attenta ad offrire ai suoi pazienti un servizio “su misura”, FriulMedica ha tagliato il traguardo decennale introducendo un’altra novità: si tratta dell’App FriulMedica, con la quale è possibile accedere alla lista dei servizi offerti e prenotare la propria visita in autonomia segnalando preferenze di data e orario e verificando le disponibilità della struttura. Un progetto che sfrutta la tecnologia per ottimizzare tempi e modalità di prenotazione, con l’obiettivo di rendere ancora più accessibili i servizi di prevenzione offerti.

    “Questa è solo una delle ultime novità che abbiamo introdotto, sempre con l’obiettivo di incontrare le nuove esigenze dei clienti e velocizzare le tempistiche di prenotazione.” – dichiara l’Arch. Enrico Musso, proprietario e gestore di FriulMedica, che aggiunge – “Parallelamente continuiamo con entusiasmo ad investire su strutture e formazione del personale. Chi entra in FriulMedica deve sentirsi come a casa e per questo ci impegniamo costantemente per abbattere le distanze che spesso caratterizzano il rapporto di molte persone con le strutture sanitarie.”

    Citando qualche numero, l’utenza di FriulMedica può accedere a servizi di ben 32 diverse specializzazioni diverse, facendo affidamento su uno staff medico d’eccellenza che conta 44 medici e tecnici del settore (diretti dal Dott. Riccardo Caronna) e di altrettanti collaboratori. Le prestazioni, erogate in regime privato, possono essere prenotate contando su tempi brevissimi così come la consegna dei referti che, in alcuni casi, avviene immediatamente dopo l’esame. E’ possibile recuperare la propria documentazione medica anche online, nell’apposita area personale sul sito www.FriulMedica.it, per poterla visionare e stampare direttamente da casa.

    “Nel 2018 abbiamo erogato circa 20 mila prestazioni, un numero che siamo sicuri di superare nell’anno in corso proprio grazie all’introduzione dei nuovi macchinari di diagnostica e anche attraverso ad attività di comunicazione mirate che, come di consueto, avranno la prevenzione come tema centrale e verranno rivolte a tutto il territorio di nostra competenza.” – conclude Enrico Musso.

    Per ulteriori informazioni:

    Alessia Toppan | PR Account

    1. + 39 346 2614039

    [email protected]

  • IL CENTRO MEDICO VISCONTI DI MODRONE DA’ IL VIA ALLA MEDICINA DOMICILIARE

    Il Centro Medico Visconti di Modrone porta l’assistenza a casa dei cittadini milanesi offrendo servizi domiciliari 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno.

     

    È questa la grande novità introdotta, a partire dall’estate 2019, dalla struttura medica polispecialistica privata sita nel cuore di Milano. L’Assistenza Domiciliare si colloca nella rete dei servizi sociosanitari e ha lo scopo di garantire alle persone in condizione di fragilità prestazioni sociosanitarie “a domicilio”. I servizi vengono ovviamente erogati da personale qualificato ed in possesso degli specifici titoli professionali.

    Questo tipo di assistenza sta assumendo, per le famiglie italiane, un’importanza sempre maggiore. Soprattutto in un periodo come quello estivo in cui le categorie di pazienti più a rischio (anziani e bambini) hanno bisogno di “non sentirsi sole”.

    I servizi domiciliari del Centro Medico Visconti di Modrone sono a disposizione di chiunque lo richieda e possono essere organizzati nei giorni e negli orari più consoni agli impegni delle persone. Si effettuano prelievi a domicilio con consegna personalizzata del referto, visite Specialistiche di Chirurgia Generale (entro le 12 ore), ECG, Iniezioni intramuscolari e sottocutanee, medicazioni di ferite semplici, medicazioni di ferite con punti di sutura e certificati medici telematici di malattia INPS.

     

    “Il nostro obiettivo è di agevolare i cittadini milanesi che desiderano una visita a domicilio in qualsiasi momento dell’anno e a qualsiasi ora; abbiamo inoltre pensato alla persone anziane e più fragili evitando di lasciarli soli nel periodo estivo”, dichiara l’AD del Centro Franco Perona, “ E’ molto importante sottolineare – continua il dottor Perona -che, una volta eseguita la visita domiciliare, è possibile essere sempre seguiti dallo stesso Medico o da un Medico del Centro, con il quale si può pertanto restare in contatto”.

    Aderire al servizio è facilissimo: telefonando allo 02-80896025 è possibile prenotare l’intervento a domicilio di un medico (che interverrà entro un’ora dalla chiamata) e interagire, successivamente alla visita, con il Centro Medico Visconti di Modrone che si avvale di oltre 150 collaboratori tra medici specialisti (oltre 30 specialità mediche), tecnici sanitari, infermieri ed impiegati che ogni anno dedicano il proprio tempo e cure a oltre 40.000 pazienti.

  • Psicoterapeuta Cuneo, Dott.ssa Parisi: La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

    La psicoterapeuta Cuneo, Dottoressa Silvia Parisi, ci parla delle origini e degli sviluppi della psicoterapia cognitivo comportamentale.
    Siamo abituati a indicare le scuola di psicoterapia in base ai fondatori e a figure carismatiche. La terapia del comportamento non è una scuola; e costruita sulla ricerca; è un prodotto cumulativo; non è definita da un corpus canonico di conoscenze teoriche e pratiche, ma da un’opzione metodologica, e precisamente da: un costante riferimento al metodo sperimentale aperta parentesi che significa “controllo sistematico delle variabili” e non esibizioni di grossolano empirismo) è una continua osmosi con le acquisizioni via via rinnovantesi della psicologia di base e delle discipline che vengono a intersecarla.

    psicoterapia cognitivo comportamentale
    La terapia del comportamento va piuttosto concepita come un orientamento generale al lavoro clinico, in linea con un approccio sperimentale allo studio del comportamento umano. L’assunzione di base è che quei comportamenti problematici e si incontrano nel setting clinico possono essere meglio compresi alla luce di quei principi che derivano da ampie sperimentazioni psicologiche, e che questi principi hanno importanti implicazioni per il cambiamento comportamentale dell’ambito clinico.
    Non è fatto riferimento neppure a quelle teorie (come la Learning Theory e la teoria di riflessi condizionati) che pure costituiscono l’alveo storico della quale la terapia del comportamento ha avuto origine. Una disciplina scientifica, infatti, si definisce per contenuti e metodi, non in base a una specifica teoria: nella logica della ricerca scientifica è giocoforza dare per scontato che una teoria possa (e debba) essere soppiantata da altre successive più corroborate, economiche, esaustive.
    Il punto di vista il quale la terapia del comportamento si colloca concepisce la psicologia clinica, la psicopatologia e la psicoterapia in termini di scienze applicate, cioè di dirette emanazioni della psicologia di base alla quale essi si collegano senza soluzione di continuità.
    In altre parole, la terapia del comportamento non costituisce un dominio separato, con propri contenuti, propri metodi, propri strumenti, propri criteri di verità, ma un’estensione allo specifico della psicopatologia della psicoterapia di acquisizioni, contenuti, metodi, strumenti, orizzonti epistemologici, emana dal più ampio contesto degli sviluppi della psicologia generale e discipline viciniori.
    Come definizione della terapia del comportamento si potrebbe suggerire la definizione da La società inglese di terapia del comportamento e cioè:
    “applicazione delle scoperte della psicologia sperimentale e delle scienze connesse al problema dell’aiutare le persone a modificare gli aspetti del proprio comportamento e della propria esperienza che procurino loro disagio”.

    Articolo scritto da:  Dottoressa Silvia Parisi, psicoterapeuta a Cuneo

  • Cucina e ricerca per la Giornata Internazionale delle Malattie Rare

    InGruppo scende in campo per la Giornata Internazionale delle Malattie Rare al fianco dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Il 28 febbraio 2018 gli chef dei ristoranti aderenti a Ingruppo creeranno 20 «ricette esclusive» con ingredienti rari. Il valore simbolico di ogni piatto sarà devoluto a favore della ricerca scientifica.

    Non c’è scoperta senza ricerca. Non c’è successo senza preparazione. Così accade in campo scientifico, così in campo culinario. Due mondi diversi e apparentemente distanti che si incontrano grazie ai ristoratori di INGRUPPO, l’iniziativa che per il sesto anno rende l’alta gastronomia «prêt-à-manger», che hanno accettato con entusiasmo l’invito dell’Istituto Mario Negri a promuovere insieme laGiornata Internazionale delle Malattie Rare in programma il 28 febbraio 2018.

    Abalone, Caviale di Lumaca, Pepe Timur di Tarai, Toothfish della Patagonia: sono solo alcuni degli ingredienti rari che i ristoratori di INGRUPPO renderanno protagonisti delle ricette che cucineranno in occasione della Giornata devolvendo il valore simbolico del «piatto raro» (15 euro) all’Istituto Mario Negri che da oltre 25 anni è impegnato nella ricerca sulle malattie rare.

    Fil rouge dell’iniziativa: la ricerca. Ognuno dei 20 chef si è prodigato nello studio di un ingrediente esclusivo per sensibilizzare i palati più esigenti e per far sì che l’emozione di un gusto mai provato prima possa raggiungere direttamente il cuore. Per dare un aiuto concreto a chi da sempre combatte per realizzare importanti progressi nel campo della scienza.

    Mostra che ci sei, a fianco di chi è raro!” è questo il tema dell’undicesima Giornata Internazionale delle Malattie Rare: la comunità dei rari lancia un appello mondiale ai politici, alle istituzioni, ai ricercatori, alle aziende, per porre al centro dell’attenzione e dare visibilità alle malattie rare, ai pazienti, alle loro famiglie e agli operatori sanitari che li seguono condividendone difficoltà e speranze. Un’attenzione che il Mario Negri testimonia concretamente con gli oltre 25 anni di attività del Centro “Aldo e Cele Daccò” a Ranica (BG). In questi anni l’Istituto ha dato un contributo sostanziale ad accrescere la consapevolezza del problema tramite campagne di sensibilizzazione, ha offerto ai pazienti sostegno, accompagnamento e informazioni utili supportate da elevate conoscenze scientifiche e tecnologie all’avanguardia. Sono stati realizzati molti progetti che spaziano dalla ricerca di base a quella epidemiologica, ma soprattutto alla ricerca clinica, accompagnati da un forte impegno nella divulgazione e nella formazione dei giovani ricercatori. Oggi il Centro Daccò è una realtà di riferimento nel contesto nazionale e internazionale. Dal 2001 è Centro di Coordinamento della Rete Regionale per le Malattie Rare in Lombardia.

    Pur interessando ciascuna un piccolo numero di malati, infatti, i ristoratori di INGRUPPO sanno bene che le malattie rare sono solo apparentemente un problema di pochi: l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima ve ne siano circa 7.000 e, solo in Italia, sarebbero un milione e mezzo le persone colpite. È dunque importante l’aiuto di tutti. Anche degli chef che per l’occasione creeranno preparazioni uniche, coningredienti insoliti e di difficile reperimento come l’Abalone, le uova di Balik, Il pepe di Timur Tarai, il Garam Masala, il Toothfifh della Patagonia, il Kopi Luwak, il Fotoplancton Marino, le Uova di Chioccola, lo Yuzu, i Licheni della Valsaassina e la Rosa Taj, solo per citarne alcuni.

    La cucina di alto livello di INGRUPPO, iniziativa nata per valorizzare il moderno ristorante e che, grazie alla sua particolare formula negli anni ha conquistato migliaia di giovani, diventa così veicolo di valori e di azioni, di solidarietà e di impegno. E questo grazie alla sensibilità dimostrata da tutti i ristoranti aderenti che arrivano a contare ben 14 stelle, tutte in campo per la ricerca e per le malattie rare.

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    INGRUPPO

    INGRUPPO Dal 15 gennaio al 30 aprile 2018, con l’esclusione del 14 febbraio (San Valentino) e dell’1 aprile (giorno di Pasqua), i ristoranti aderenti a INGRUPPO offrono la possibilità di consumare menu completi (almeno un antipasto, un primo, un secondo e un dolce con, c’è da scommettere, golose sorprese degli chef) comprensivi di vino, bevande e caffè, al costo prestabilito di 60,00 euro a persona per 17 dei 20 ristoranti coinvolti. Mentre il costo sarà di 120€ a persona per 3 di loro (A’Anteprima, Da Vittorio, Enrico Bartolini Mudec) . La formula è valida sia a pranzo che a cena compatibilmente con i giorni di apertura dei locali. La prenotazione può essere effettuata via telefono o via e-mail (indicare generalità, un contatto telefonico ed attendere la risposta di conferma), direttamente al ristorante, specificando la richiesta del menu “INGRUPPO”. Un contributo prezioso all’iniziativa è dato da Bracca Acque Minerali Spa, il gruppo bergamasco leader nella produzione di acque minerali, che anche nella VI edizione ha scelto di omaggiare i ristoranti interessati, per tutta la durata della promozione, con le sue eleganti bottiglie.

    In occasione della giornata mondiale delle malattie rare, sarà possibile assaggiare nei ristoranti aderenti:
    A’Anteprima (Chiuduno – Bg): Abalone
    Al Vigneto (Grumello del Monte – Bg): Uova di Balik dei salmoni Keta dell’Alaska
    Antica Osteria dei Camelì (Ambivere – Bg): Pastinaca
    Casual Ristorante (Bergamo): Pepe Timur della regione Tarai nel Nepal
    Colleoni & Dell’Angelo (Bergamo Alta): Garam Masala
    Collina (Almenno S. Bartolomeo – Bg): Fegato e latticello di bottatrice
    Da Vittorio (Brusaporto – Bg): Salicornia
    Frosio (Almè – Bg): Tè alla rosa d’oriente
    Il Saraceno (Cavernago – Bg): Kopi Luwak
    La Caprese (Mozzo – Bg: Fitoplancton marino
    Lio Pellegrini (Bergamo): Uova di chiocciola
    LoRo (Trescore Balneario – Bg): Carraggenina
    Nuova Trattoria Dac A Trà (Castello Brianza –Lc): Toothfish della Patagonia
    Osteria della Brughiera (Villa d’Almè – Bg): Fava Tonka
    Pomiroeu (Seregno – MB): Curcuma e licheni della Valsassina
    Posta (S. Omobono Terme – Bg): Mais Scagliolo di Carenno
    Roof Garden Restaurant (Bergamo): Farina integrale di mais nero
    Ristorante Enrico Bartolini al Mudec (Milano): Yuzu
    Ristorante Ezio Gritti (Bergamo): Muschio d’alta quota e rosa Taj
    Villa Patrizia Ristorante (Petosino di Sorisole – Bg): Lombo di Bruna Alpina bergamasca

    ISTITUTO MARIO NEGRI
    L’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri è una fondazione privata senza scopo di lucro che opera nel campo della ricerca biomedica. Il suo fine è contribuire alla difesa della salute e della vita umana. Nato a Milano nel 1963, oggi ha tre sedi: Milano, il Centro Anna Maria Astori all’interno del Parco Kilometro Rosso a Bergamo, il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare “Aldo e Celel Daccò” a Ranica (BG) e vi lavorano circa 750 persone. L’Istituto non brevetta le proprie scoperte e ha sempre mantenuto la propria indipendenza, schierandosi dalla parte degli ammalati.

    Le linee di ricerca del Mario Negri riguardano le malattie cardiovascolari, i tumori, le malattie nervose e mentali, le malattie renali, le malattie rare, la lotta contro il dolore, le malattie pediatriche, il rigetto dei trapianti d’organo, la dipendenza dalle droghe, l’inquinamento ambientale. Il lavoro di ricerca ha come prodotto la pubblicazione che deve essere sottoposta al giudizio critico della comunità scientifica. In più di 50 anni di attività, sono oltre 14.000 i lavori pubblicati dai ricercatori dell’istituto su riviste scientifiche internazionali.

    In particolare nelle sedi di Bergamo e Ranica, i progetti di ricerca si focalizzano sulle malattie renali, le malattie rare e i trapianti d’organo con un approccio multidisciplinare che vede lavorare insieme ricercatori, bioingegneri e medici, con un beneficio immediato per gli ammalati.

    Tutti gli sforzi dei ricercatori di spostare sempre più avanti i confini della conoscenza sono volti a fare luce sui meccanismi di progressione delle malattie e a trovare nuove terapie farmacologiche e non, donando speranza a quei pazienti che ad oggi non hanno ancora trovato una cura.

    Le malattie rare: i numeri di un problema globale
    Tra 6.000 e 7.000 le malattie rare descritte
    L’80% si manifesta nell’infanzia e spesso ha un’origine genetica
    Complessivamente le malattie rare interesserebbero il 3% della popolazione
    In Italia si stima siano colpiti almeno un milione e mezzo di individui
    In Lombardia i pazienti con malattie rare riconosciute dal sistema delle esenzioni sono circa 70.000
    Oltre 6.500 nella provincia di Bergamo

    Mario Negri: i numeri dell’attività dedicata alle malattie rare
    26.060 richieste di informazioni da parte di pazienti, familiari e operatori sanitari
    2.774   pazienti e loro familiari di cui si conservano campioni biologici nella Biobanca malattie rare
    2.120   pazienti inseriti in tre Registri di malattie rare
    979      malattie rare segnalate al centro
    333      associazioni italiane di pazienti e familiari in contatto con il Centro
    676      mutazioni genetiche trovate
    131      geni studiati

  • Il laboratorio galenico nella storia

    La definizione di “ preparato galenico ” deriva da Galeno, nome di un medico dell’antica Greca che iniziò e diffuse la pratica di comporre i propri rimedi miscelando sostanze di base. (altro…)

  • “Mister Parkinson” di Nina Monica Scalabrin, la terza edizione

    A quattro anni dalla sua prima pubblicazione, la notte di Natale è uscita la terza edizione del libro autobiografico di Nina Monica Scalabrin “Mister Parkinson”. Tratto da una storia vera, la storia della signora Maria Luisa giovane madre dell’autrice che affetta da una misteriosa sindrome Parkinsoniana si è paralizzata totalmente in soli due mesi diventando un vegetale da accudire e da proteggere.

    Un libro toccante e commovente dedicato a tutte le persone affette da malattie neuro degenerative che in poche settimane ha toccato il cuore di molti lettori che quotidianamente seguono l’autrice sui suoi social e sulla pagina ufficiale del suo libro per sostenerla in questa sua dura battaglia. Come l’autrice stessa ci ha riferito:

    “In poche settimane dopo la pubblicazione di Mister Parkinson, ho ricevuto centinaia di e-mail da parte dei lettori che mi hanno scritto per darmi coraggio e per mostrarmi il loro affetto e stima. Nel giro di pochi mesi le e-mail sono diventate migliaia, e non solo da parte dei lettori, ma soprattutto da parte di persone affette dal morbo di Parkinson e da malattie neuro degenerative come giovani donne e giovani uomini, anziani e anche genitori dei bambini che soffrono di queste malattie orribili. La solidarietà della gente ha viaggiato migliaia di miglia attraverso le pagine del mio libro e ha raggiunto anche gran parte dell’Europa, si è diffuso a macchia d’olio di giorno in giorno e alla fine molti pazienti messi insieme hanno formato una nuova famiglia!”

    Nina è nata a Milano dove si è laureata in scienze motorie e attualmente vive tra l’Italia e gli Stati Uniti precisamente a Los Angeles lavorando come scrittrice e sceneggiatrice. Precedentemente autrice del libro “Errori di stagione” edito da Rizzoli Editore e “I diritti dell’anima”.

    Pubblicato in Italia per la prima volta il 13 agosto del 2013, “Mister Parkinson” nasce da un delicato gioco terapeutico suggerito dal medico che si occupava dell’appoggio psicologico della famiglia al momento dell’insorgenza della malattia consiglia alla figlia di scrivere una lunga lettera sotto forma di diario a Parkinson per esprimergli tutto il suo rancore, dando così finalmente un identità seppure immaginaria al devastante male che ha colpito la madre trasformandolo così in un essere da poter combattere.

    “Non è mai cosa facile raccontare il proprio dolore e soprattutto trovare le parole giuste per riuscire a trasmetterlo. Forse una storia come la mia non dovrebbe mai essere raccontata. Una storia dove la sofferenza diventa inevitabilmente parte integrante del proprio percorso. Appresi solo in seguito che proprio attraverso la scrittura mi sarei trasformata in qualcosa di nuovo e attraverso il vuoto desolante che avevano assunto i miei giorni anch’io avrei avuto uno scopo in questa vita. “

    La nuova edizione del libro Mister Parkinson è disponibile su Amazon dove si può trovare anche un breve estratto da leggere in anteprima.

    La storia di Maria Luisa è oggi relegata in illustri libri di medicina e la speranza dell’autrice è che la sofferenza di sua madre servirà un giorno a trovare una cura e salvare migliaia di vite. Il suo desiderio più grande è quello di portare il suo libro come un messaggio di amore e speranza nel mondo.

    “Spero tanto che quando abbia scritto al di sopra di un semplice quaderno dalle pagine azzurrate un giorno possa essere di conforto a tante famiglie che come la nostra hanno subito l’oltraggio e la terribile perdita di qualcuno che si ama quanto noi stessi. Questa mio libro è per voi! L’ho scritto nelle lente giornate della sua agonia dove infondo ad una parte del mio essere speravo che mia madre si trasformasse presto in un angelo capace di volare via e ritrovasse nuovamente la pace, seguendo il sentiero delle anime sole che fluttuano e danzano in un’altra dimensione a noi sconosciuta.”

    Al momento l’autrice sta prestando supporto a diverse associazioni che si occupano della lotta contro lo stato depressivo in seguito all’insorgenza di malattie neuro degenerative primarie quali il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla e la S.L.A.  I suoi studi negli ultimi anni sono stati rivolti prevalentemente allo studio della depressione e delle malattie psicosomatiche e alla ricerca del benessere attraverso le arti meditative quali lo yoga e pratiche Orientali di rilassamento.

    © (Lidia Campi)

  • Mcedi – Study in Europe

    Mcedi è l’acronimo di Multicultural Center for Education and Development, associazione internazionale con lo scopo di supportare gli studenti e garantire loro l’accesso all’educazione in Europa. Il nostro slogan è: il tuo ponte verso l’ammissione. Sin dal momento della sua fondazione, infatti, il focus della nostra associazione è stato quello di favorire l’accesso all’università a studenti provenienti da tutto il mondo, al fine di permettere loro di sviluppare il loro potenziale e contribuire alla crescita della nostra società. Mcedi, con uffici operativi in Austria, Germania, Romania e Francia, è composta da un team cosmopolita ed aperto a nuove culture. Uno dei punti di forza del team e la varietà di lingue parlate, il che permette di poter offrire un servizio migliore. Tra queste, le principali sono: Inglese, Tedesco, Italiano, Francese, Cinese, Spagnolo e Portoghese.

    Mcedi offre allo studente diversi servizi. In primis, una consulenza gratuita, che permette di capire a fondo i suoi bisogni ed i suoi desideri, per poter pianificare insieme le scelte future. Dopodiché, ci occupiamo di comunicare con l’università ed aiutiamo lo studente a fare domanda di ammissione, oltre ad assisterlo per la richiesta di documenti Visa (nel caso di Paesi extra UE). Inoltre, ci impegniamo per individuare borse di studio su misura per ogni studente, forniamo assistenza per trovare un alloggio e per preparare il test d’inglese (ove necessario), ci mettiamo a disposizione per la traduzione dei documenti ed offriamo la possibilità di effettuare stage.

    Uno dei trend che Mcedi sta fronteggiando maggiormente in Europa, è l’aumento degli studenti di materie sanitarie, dai corsi di Medicina e Chirurgia a quelli di Odontoiatria e di Farmacia, in altri Paesi dell’Unione Europea, primi fra tutti Romania e Bulgaria, i quali offrono strutture universitarie spesso superiori a quelle di altri paesi dell’UE. I corsi sono tenuti in lingua inglese e vedono la partecipazione, fra gli altri, di studenti italiani, indiani, tedeschi, greci, canadesi ed americani. Tra i vari fattori che spingono gli studenti a scegliere di studiare in questi Paesi, anzitutto vi è la tanta pratica, che non solo motiva gli aspiranti medici, ma soprattutto li pone in continuo confronto con le problematiche che nel loro lavoro dovranno affrontare tutti i giorni. Anche in questi casi, Mcedi vuole rappresentare il ponte verso l’accesso a queste università, aiutando gli studenti nel cammino verso l’ammissione.

    Il team di Mcedi è pronto a supportare i nuovi studenti nel loro viaggio verso il futuro, con serietà e professionalità: tutti i membri, infatti, hanno svolto esperienze sia lavorative che accademiche all’estero e, per questo, riescono ad indirizzarli nelle scelte da affrontare, facendo apprezzare loro il valore di un’esperienza che cambia la vita.

    Mcedi invita tutti gli studenti a visitare il sito www.mcedi.org o a contattarci all’indirizzo mail [email protected] per maggiori informazioni e per una consulenza gratuita.

  • Legalizziamo La Marijuana, 2016 L’anno Giusto

    Il 2016 è l’anno giusto, 218 sono i parlamentari che hanno sottoscritto e presentato la proposta in merito, il processo ormai è inevitabile e il momento per portarlo a termine è “adesso”.

    PERCHÉ DIRE DI NO A QUESTO DONO DI DIO ? PIÙ LAVORO, MENO CRIMINALITÀ’ , PRODOTTI COMPLETAMENTE NATURALI E SANI, Risparmi sui costi della giustizia
    UNA VERA RISORSA PER L’UMANITÀ.

    Ci Serve L’aiuto di tutti voi, firma anche tu.

    FIRMA PER LEGALIZZARE LA MARIJUANA AVAAZ

  • La relazione di valutazione clinica: un punto interrogativo

    Maetrics fa luce sulla questione con una check-list gratuita per aiutare i fornitori di dispositivi medici a stilare relazioni conformi alla normativa

    Nel tentativo di aiutare a chiarire i requisiti per la redazione di una relazione di valutazione clinica pienamente conforme, Maetrics, leader internazionale nella consulenza per il settore Life Sciences, ha preparato una guida orientativa gratuita per i produttori di dispositivi medici scaricabile gratuitamente qui:: http://maetrics.com/i/insights/clinical-evaluation.html.

    Ogni dispositivo medico venduto in Europa, a prescindere dalla sua classificazione, deve contenere una relazione di valutazione clinica aggiornata nel suo Fascicolo Tecnico, ma ad oggi gli orientamenti, in particolare in merito ai dati clinici, sono poco chiari e non abbastanza esaurienti, generando così uno stato di confusione, solo parzialmente mitigato dall’emendamento alla Direttiva sui Dispositivi Medici (DDM) introdotto nel 2007.

    Oltre a ciò, scandali quali l’uso di silicone industriale scadente nelle protesi mammarie di Poly Implant Prosthèses e i detriti tossici impiegati nelle protesi d’anca metallo-metallo hanno portato il problema della conformità dei dispositivi medici all’attenzione dell’opinione pubblica. Pertanto, gli Oorganismi Notificati e la loro gestione delle relazioni di valutazione clinica sono ora oggetto di maggiore analisi critica, che sicuramente intensificherà con l’introduzione della nuova Regolamentazione sui Dispositivi Medici (MDR).  Di conseguenza, i produttori più previdenti stanno correndo ai ripari e rivalutando le loro relazioni di valutazione clinica.

    Per aiutarli, Chris Rule, Direttore Solutions Delivery di Maetrics, mette a disposizione un’approfondita guida sulla stesura delle relazioni di valutazione clinica che:

    • Evidenzia le fonti comuni di non conformità
    • Colma i divari esistenti nelle linee guida per la valutazione clinica
    • Espone chiaramente il processo di valutazione clinica
    • Semplifica i requisiti con una pratica lista di controllo
    • Aiuta i produttori a ottenere la conformità e a prepararsi ai cambiamenti normativi futuri

    Un’arma importante nell’arsenale di qualsiasi produttore di dispositivi medici, tale guida diventerà presto lo strumento essenziale per poteggeere le aziende dalle conseguenze derivanti dalla mancata compliance.

    Chris Rule dichiara: “Con questa guida, ci prefiggiamo di aiutare i produttori di dispositivi medici a districarsi in un quadro normativo complesso e confusionario e a generare relazioni di valutazione clinica corrispondenti a tutti i requisiti. A tal proposito, il white paper definisce, in termini chiari e semplici, i requisiti principali, spiegando come redarre una valutazione clinica adempiente e analizzando alcuni degli errori tipicamente commessi.

    Gli errori possono risultare dispendiosi in termini di tempo e denaro, ma soprattutto possono danneggiare seriamente il proprio business, quindi è essenziale che le imprese siano ben preparate ad affrontare ispezioni e controlli dei loro Fascicoli Tecnici in qualsiasi momento. L’aggiornamento di tale documentazione è un processo continuo che permetterà a ogni azienda di garantire, facilmente e rapidamente, la propria conformità in occasione di cambiamenti normativi.”

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    Cenni su Maetrics
    Maetrics è una società di consulenza completamente dedicata a servire il settore Life Sciences. Fondata nel 1984, si è trasformata in una forza globale aiutando svariate ditte farmaceutiche, biofarmaceutiche e di dispositivi medici con servizi di compliance aziendale, miglioramento della performance, gestione del rischio, tecnologia dell’informazione e gestione del cambiamento aziendale. Maetrics è attualmente operativa negli USA (5 uffici), nel Regno Unito e in Svizzera.

     

  • Medici usano la stampa 3D per salvare un neonato

    Megan Thompson era alla 30° settimana di gravidanza quando l’ecografia ha mostrato un grumo sospetto sul viso del bimbo che aveva in grembo. Un grumo che avrebbe potuto impedire al bambino di respirare correttamente una volta nato.

    Alla signora Thompson è così stato indicato l’ospedale dei bambini dell’università del Michigan, dove i medici hanno dovuto decidere se far nascere, con tutti i rischi, il bambino attraverso un taglio cesareo o se intervenire con una procedura salvavita. Incredibilmente lo strumento che hanno scelto per prendere la decisione è stato un prototipo realizzato con la stampa 3d.

    Usando infatti una risonanza magnetica specializzata, i medici sono stati in grado di stampare tridimensionalmente una serie di modelli del viso del feto, contribuendo così a determinare esattamente dove e quanto pericolosa fosse la massa di tessuto.

    “Sulla base delle immagini che abbiamo visto, non risultava chiaro se il grumo avesse bloccato le vie respiratorie di Conan. Il modello 3D del feto ci ha permesso invece di toccare con mano quella che era la situazione, aiutandoci così a capire che il parto poteva avvenire senza alcuna procedura salvavita ed agire nella maniera migliore per la salute del bambino”. Queste le parole di Glen Green, professore associato di otorinolaringoiatria pediatrica presso l’ospedale.

    “Questo – continua Green – è il primo caso in cui la stampa 3D ha contribuito a mostrare la gravità di una situazione di salute. Una tecnologia, quella in 3D, che può risultare incredibilmente utile per i medici alle prese con feti con questi tipi di problemi”.

    “Ero terrorizzata quando ho scoperto che il mio bambino avrebbe potuto avere problemi respiratori.”, dichiara Megan, la mamma di Conan.  “Dopo tutto questo, sentirlo piangere alla nascita è stata l’esperienza più emozionante della mia vita. Sono davvero contenta, anche perché quello che è stato fatto per lui può servire per poter salvare altri bambini e le loro famiglie in situazioni simili”.

    Una tecnologia, quella della stampa in 3D, che sta propagandosi un po’ dappertutto, portando benefici inaspettati anche in settori impensabili fino a poco tempo fa.

    Oltre al settore medico che abbiamo analizzato, la stampa tridimensionale sta entrando di prepotenza anche nel mondo dei giocattoli per bambini, anche se ancora poche realtà la stanno abbracciando.

    Nonostante ancora prevalgano numerose perplessità nell’ambiente, fortunatamente un’azienda italiana sta promuovendo la realizzazione di prodotti grazie all’uso della stampa 3D domestica.

    Loro si chiamano MQB ed hanno l’obiettivo di sviluppare produzioni in piccola serie di varie tipologie di oggetti, tra cui i giocattoli per bambini. Produzione in serie ma anche responsabile, ecosostenibile e quindi attenta al futuro. Un futuro che vedrà protagonisti i bambini, i primi benefattori di questa straordinaria innovazione responsabile.