Categoria: Economia e Finanza

  • ‘Volo pè Cori’, al Palazzetto Luciani il vernissage di Pierfranca Gneo

    In giro per i vicoli e gli scorci più belli del paese, e non solo, con gli occhi dell’artista che quasi invisibile accompagna lo spettatore come una farfalla che volteggia libera nei dipinti.

    Sabato 18 Giugno, alle ore 18:30, al Palazzetto Luciani di Cori, Pierfranca Gneo inaugura la sua quarta mostra personale, ‘Volo pè Cori’, patrocinata dal Comune di Cori. L’esposizione rimarrà aperta la pubblico fino al 26 Giugno, dal lunedì al sabato, dalle ore 16 alle ore 19:30, la domenica anche la mattina dalle ore 10 alle ore 12:30.

    Verranno allestiti 28 dipinti, in stragrande maggioranza realizzati nell’ultimo anno e mezzo, da quando Pierfranca è tornata a dedicarsi a tempo pieno alla sua innata passione: fin da bambina, introversa, trovò proprio nella pittura la sua principale forma di comunicazione con il mondo esterno, conseguendo successivamente la maturità artistica.

    Dopo essersi a lungo dedicata alla famiglia, dipingendo solo su commissione, ha ritrovato quell’originario modo di esprimersi, ed oggi percorre la sua strada artistica sostenuta da un sano e sincero piacere della scoperta che trascende i compromessi della modernità e proiettando sulle tele la sua originale sensibilità di donna e artista.

    Ha dato avvio al suo nuovo corso con l’autoritratto ‘Adesso volo’, trasformandosi in una farfalla, che ora volteggia libera come suo alter ego in tutti i dipinti. La novella pittura di Pierfranca, in gran parte dedicata ai vicoli e agli scorci più belli del suo paese, vuole essere reale, diversa e adatta a tutti, “Colpire gli occhi per accarezzare il cuore”.

    Nelle sue opere è evidente l’arte di ritrarre le piccole cose quotidiane che accompagnano la vita di ciascuno e diventano le protagoniste assolute dei suoi quadri. Pierfranca, quasi invisibile come una farfalla, accompagna lo spettatore tra i paesaggi e i soggetti rappresentati, e la sua visuale finisce per diventare un punto di vista universale.

    Marco Castaldi

    Addetto Stampa & OLMR

  • come cercare lavoro o aprire un attività commerciale

    Cercare lavoro o aprire un attività commerciale propria, in entrambi i casi per riuscire ad aumentare le tue possibilità di successo è necessario fare un’analisi reale del mercato del lavoro e capire quali sono i i settori che possano avere maggior chance di successo.
    Oggi la crisi economica ha notevolmente modificato il mondo del lavoro, a partire dalle regole di assunzione per arrivare alle nuove possibilità di aprire un attività propria.
    Il mondo del lavoro è cambiato molto in pochi anni ed è fondamentale conoscerlo per sfruttarne i vantaggi ed evitare sbagli che potrebbero risultare decisivi in modo negativo.
    Alcuni di questi cambiamenti hanno aperto la possibilità a nuovi settori altri non hanno sortito alcun effetto sullo sviluppo economico, nonostante l’introduzione di nuove regole e liberalizzazioni ciò che comunque deve essere tenuto in maggiore considerazione è la situazione del mercato reale.
    Il mondo del lavoro oggi è caratterizzato da uno sviluppo continuo, solo chi riesce ad intuire in tempo utile i trend di maggior crescita può cogliere la possibilità di ottenere un posto di lavoro stabile o riuscire ad aprire un attività commerciale di successo.
    Uno dei settori che negli ultimi anni ha fatto scuola per essere nato ed essersi sviluppato in modo capillare in pochi anni è sicuramente quello che riguarda il business dei compro oro, a causa degli effetti della grave crisi economica dell’ultimo periodo, attività commerciali come gioiellerie ed oreficerie hanno attraversato un periodo di lungo stallo delle vendite dei propri articoli.
    Alcuni operatori sono riusciti a salvare la propria attività commerciale riconvertendo il proprio business, da attività commerciali dedite alla vendita di gioielli in oro e oggetti di oreficeria in negozi compro oro, questi operatori sono riusciti a trasformare l’acquisto di oro usato in un vero e proprio business.
    In pochi anni i compro oro si sono diffusi in modo capillare su tutto il territorio, questo è un caso di successo simbolo dove un settore commerciale ha saputo interpretare e rispondere con tempismo ad una richiesta di mercato che si è creata con il mutare delle condizioni di mercato.
    Il settore compro oro non è certo l’unico caso di successo che si può menzionare, accanto a questo negli ultimi anni sono nati altri nuovi settori che andando incontro a nuove richieste di mercato hanno dato vita a nuove attività commerciali di successo.
    Tra i casi di nuovi settori che si sono affermati possiamo menzionare quello del car-sharing, con la crisi economica avere una macchina di proprietà è diventato un lusso che non tutti possano più permettersi, questa è stata una delle cause che ha permesso l’affermazione di questo nuovo settore che punta a fornire un’auto a chi non ne possiede una solo quando se ne ha veramente bisogno.
    Riuscire a cogliere l’occasione di un business in crescita è un’opportunità importante ma non sempre facile da comprendere, per fare ciò è necessario sviluppare un buon spirito di osservazione orientato al mondo del lavoro e alle esigenze che il mercato richiede in un determinato momento.
    Oltre a questo è necessario essere capaci di fare un’analisi critica che ci permetta di valutare i rischi e le difficoltà che si potrebbero incontrare nello sviluppo dell’idea commerciale che si vuole intraprendere, per poter sviluppare in modo positivo un business è necessario anche essere in possesso di una buona cultura generale di impresa.
    Per chi non è provvisto di capacità imprenditoriali sufficienti riuscire ad intuire le potenzialità di un settore in crescita è comunque un ottimo modo di cercare lavoro selezionando tra quei settori che hanno più possibilità di successo, in questo modo pur non divenendo un imprenditore potremo comunque avere maggiori possibilità di trovare un lavoro stabile con minori possibilità di essere licenziati per mancanza di lavoro.

  • EuroProfTrader, un potente software per trading

    In linea di massima, per effettuare operazioni finanziarie ci si appoggia alla propria banca, ad un broker o ad un agente di cambio. Con EuroProfTrader (sito web www.europroftrader.com) si potrà essere, invece, artefici del proprio futuro direttamente in prima persona.

    Infatti, grazie a Euro Prof Trader, un particolare software elaborato specificatamente per operare come trader, si potrà avere un successo dell’ottanta per cento. Il che vuol dire, in maniera ancora più chiara, che ognuno di noi potrà operare in prima persona ottenendo almeno otto volte su dieci un risultato positivo.

    Tutto ciò non avviene, ovviamente, per magia, né perché, improvvisamente, si è diventati dei profondi conoscitori dei mercati finanziari. Nulla tutto di ciò. Questo successo, potrà concretizzarsi esclusivamente per il fatto che EuroProfTrader è stato appositamente sviluppato per rendere facile, diretto e fattibile da parte di chiunque, il poter gestire il trading online.

    In maniera del tutto autonoma, quindi, si potranno ottenere interessanti guadagni. L’importante è sempre procedere con ponderatezza e non farsi prendere da facili entusiasmi. Così si potrà gestire al meglio le proprie negoziazioni di successo.

    EuroProfTrader, facile da usare

    I progettisti che hanno realizzato questo software, hanno compiuto studi scientifici, analisi su tutto il mondo dinamico dei cambi, permettendo di realizzare, a chiunque, un successo di rara intensità. Euro Prof Trader, inoltre, ha anche il vantaggio di offrire esclusivamente negoziazioni di valute che offrono dei sicuri investimenti. Tutto questo si traduce in una ulteriore sicurezza.

    Quindi, EuroProfTrader è un software di facile utilizzo, che non prevede alcun tipo di difficoltà né tantomeno tecnica né di conoscenze informatiche. In conclusione è un più che ottimo prodotto.

    Visitando il sito www.europroftrader.com, si potrà anche vedere un interessante video, con il quale si potrà comprendere meglio quanto sia semplice e facile utilizzare Euro Prof Trader.

  • BlackRock i fondi istituzionali a caccia di rendimenti alternativi

    Meno Borsa, più economia, i fondi istituzionali a caccia di rendimenti alternativi. Black Rock, il maggiore money manager del mondo, ha registrato i pareri di 174 chief financial officer dei principali gruppi dai quali emerge una forte volontà di dirottare risorse verso private equity e dintorni.

    Black Rock, il parere dei principali Chief Financial Officer

    Venture capital e private equity sono il braccio alternativo del credito. Presto potrebbero diventare gli intermediari chiave nella ricerca di nuovi asset da parte dei grandi fondi istituzionali. Fondi pensione, grandi gruppi assicurativi, società di gestione del risparmio: è partita la caccia al rendimento e molte risorse un tempo allocate sulle Borse e sul reddito fisso, ora cercano nuove ancore a cui affidare la stabilità e redditività dei soldi loro affidati.

    «Per la prima volta i fondi istituzionali manifestano la forte volontà di rivedere la loro allocazione sia sull’obbligazionario che sull’azionario», racconta Alberto Salato, responsabile business istituzionale di BlackRock Italia, il più grande money manager del mondo.

    Ogni anno Blackrock effettua un’indagine per capire gli orientamenti dei principali investitori. Il 2016 Global Institutional Rebalancing, appena pubblicato, ha passato al setaccio 174 fondi che gestiscono l’equivalente di 6.600 miliardi di dollari, circa tre volte il Pil italiano. Si chiama Rebalancing perché si rivolge a operatori che hanno già asset investiti e devono decidere gli scostamenti sulla base delle aspettative. Un’analisi che indica trend sia di medio che di lungo periodo, considerato che gli istituzionali lavorano di tattica, per gli aggiustamenti a breve, ma nell’ambito di una visione strategica a lunga gettata.

    «L’orientamento dei Cfo, chief financial officer, è abbastanza unanime – racconta Salato- stanno valutando con maggior favore strategie attive che sappiano cogliere il fattore alfa anche nelle nicchie». Il coefficiente alfa esprime l’attitudine di un titolo a variare indipendentemente dal mercato. C’è voglia di “decorrelarsi” di sganciarsi dalle Borse. Una voglia di investimenti alternativi. In passato si parlava di immobili, di hedge fund. Oggi lo sguardo si sta allargando verso nuove aree. «Emerge una grande attenzione verso asset illiquidi – racconta Salato – in particolare aumenteranno sensibilmente la componente investita in private equity, credito reale e più in generale in cosiddetti real asset». In Europa ancora oggi l’80% dei prestiti alle imprese passa attraverso il circuito bancario, secondo recenti elaborazioni di Blackrock su dati Bce, Fed e Deutsche Bank Research. Un rapporto praticamente opposto a quello registrato negli States.

    FONTE: Repubblica.it

  • Black Rock, Viganò “Non più solo Borsa e Btp”

    Viganò, Black Rock: «Non più solo Borsa e Btp. Guardiamo a crediti incagliati, infrastrutture, mattone». Già puntati 50 miliardi su titoli tricolori. Il numero uno del risparmio mondiale ha nei suoi portafogli il 4% di Piazza Affari.

    BlackRock, Vogliamo investire sull'economia reale dell'Italia

    «Per aver successo in Europa, un grande asset manager mondiale deve andar bene in Italia». Andrea Viganò, country manager di BlackRock per il nostro mercato, potrebbe far sentire meglio chi soffre di eccessivi complessi di inferiorità tricolore, visto che i numeri di chi parla sono i più grandi del mondo, se si considera il settore del risparmio gestito: il gruppo guidato da Larry Fink ha clienti in oltre cento Paesi e gestisce 4.600 miliardi di dollari. Una cifra che contiene quattro volte il Pil dell’Italia e che vale poco più delle attività finanziarie delle famiglie che ci abitano.

    Quanto vale invece l’impegno italiano di BlacRock? «Siamo arrivati a gestire 72 miliardi di dollari, tra fondi comuni, Etf e mandati, che rappresentano quote più o meno paritetiche di questa cifra. Ma per noi il Belpaese è stato negli ultimi anni anche una meta importante di investimento, non solo un proficuo mercato di raccolta». Oggi, spiega, siamo azionisti di diverse tra le maggiori blue chip italiane per 20 miliardi di dollari (il 4% circa della capitalizzazione del listino italiano), altri 20 sono investiti in corporate bond di aziende tricolori e 10 in titoli di Stato.

    Un interesse coltivato da tempo, «da quando è stato chiaro che era in cantiere un piano per uscire dalla crisi del debito pubblico». A quel punto — dice Viganò — abbiamo messo i Btp nei portafogli dei nostri clienti globali, che hanno potuto guadagnare, come hanno fatto tante famiglie italiane, grazie alla discesa dello spread. Poi è venuta l’ora dell’impegno in Piazza Affari e nelle aziende dove — sottolinea il manager — investiamo inseguendo rendimenti per i nostri clienti. «Non ci interessa mettere uomini nei consigli di amministrazione: due terzi del denaro che ci viene affidato è investito a scopo previdenziale». Ora potrebbe essere arrivato il tempo di una terza fase, dice Viganò. Quella di un investimento nell’economia reale dell’Italia, nelle infrastrutture nel real estate e anche nei non performing loan (i crediti incagliati) delle banche. «Se si aprissero possibilità, si presentassero piani chiari, norme adeguate e strumenti condivisi a livello nazionale ed europeo — dice Viganò — BlackRock è sicuramente interessata».
    L’investimento di lungo periodo in asset illiquidi è del resto la nuova frontiera già aperta dai regolatori comunitari anche per i portafogli delle famiglie che possano permettersi una diversificazione in questi campi nuovi e rischiosi.

    Perché l’Italia è la Terra promessa dei fondi globali? Negli ultimi cinque anni ha catalizzato flussi di investimento in fondi internazionali pari a 133 miliardi di dollari. Un numero enorme, che fa del nostro Paese — che oggi vanta 250 miliardi di dollari di asset investiti in mutual fund non italiani oltre a 40 di Etf (i fondi passivi quotati anche in Piazza Affari) — il mercato più grande d’Europa dal punto di vista dell’architettura aperta. Vale a dire dell’inclusione nelle proposte di una determinata casa di prodotti confezionati da fabbriche terze internazionali.

    L’utilizzo più massiccio di fondi stranieri — dice Viganò — viene fatto da promotori tricolori (90 miliardi di dollari sui 400 dei loro asset complessivi) e private banking, ma anche le banche retail ne utilizzano una piccola quota (circa il 4,5%) per le loro soluzioni di investimento. «Ma siamo convinti che ci siano ancora grandi spazi di crescita — dice Viganò —. Perché anche se i numeri italiani sono da record, gli investitori hanno ancora portafogli pieni di liquidità e, in parte, di titoli di Stato». La crisi del debito e la discesa dello spread hanno riproposto alle famiglie italiane e a chiunque si è preso il rischio di credere nell’Italia lo schema del guadagno «facile» con il reddito fisso, tra cedole e conto capitale. «Ora però è davvero finita — dice Viganò —. Per tutti gli investitori europei, istituzionali e non, è l’ora di fare i conti con rendimenti sempre più bassi. E poi verrà un’altra stagione complicata, quella del rialzo dei tassi». Puntare sulla diversificazione in Borsa e su altre combinazioni di asset gestiti in modo professionale è una delle soluzioni.

    FONTE: Corriere.it

  • Perché i Pos sono importanti quasi quanto l’energia elettrica per i merchant

    Non penseresti mai di aprire un negozio senza installare l’energia elettrica. Avere un punto vendita e non avere un Pos è la stessa cosa, senza Pos saresti nel buio più profondo.

    Un pos può fare la differenza tra un negozio mal gestito ed un negozio ben gestito, ben fornito ed effeciente. Provate ad entrare da un merchant che utilizza un Pos ed uno che non lo utilizza per toccare con mano voi stessi la differenza. Potrete constatare che il negozio che utilizza il Pos, è meglio rifornito, ben attrezzato e pronto a servire le vostre esigenze. Al contrario, un negozio senza pos, può essere non ben fornito, può avere poco personale a portata di mano e mancare di ciò che tu hai bisogno.

    Un dispositivo per la ricezione dei pagamenti elettronici può migliorare non solo il lavoro di chi gestisce il punto vendita ma anche dei dipendenti che vi lavorano e perfino i consumatori ne possono trarre vantaggio:

    • Il proprietario si sente più a suo agio poiché può egli può controllare la sua attività, conoscendo l’andamento delle sue vendite e quali prodotti sta vendendo.
    • Il personale e i dipendenti beneficiano anche loro dell’uso del pos poiché gli permette di gestire un numero maggiore numero di clienti, con un aumento del livello di facilità nella loro gestione. Nel momento in cui le porte del negozio si aprono ogni giorno, loro sono pronti a vendere, vendere e vendere e grazie al pos hanno preziose informazioni a portata di mano, come ad esempio il costo del prodotto, la data di acquisto, la spesa del cliente e molto altro ancora che li possono aiutare con le vendite.
    • Anche i clienti di un’azienda con un sistema pos sono più contenti, infatti sanno che quando vanno in un negozio dotato di pos, il personale è in grado di prendersi cura di loro in modo accurato ed efficiente. A loro piace controllare la cronologia delle transazioni e controllare quanto hanno speso durante lo shopping.

    In breve, dotare di Pos un’attività non solo tranquillizza il proprietario, ma permette ai dipendenti di vendere di più e fidelizza il cliente finale.

    Non c’è da stupirsi se il Pos deve essere considerato come come l’elettricità, perché se uno dei due manca, state lavorando nel buio. Non è efficiente avere un punto vendita senza corrente, quindi perché dovrebbe essere efficiente non avere un Pos?

    Scopri le soluzioni Pos PayMove e scegli quella più adatta al tuo business.

  • E-Conomy | Economia e Finanza

    Non tutti hanno particolari familiarità con il mondo dell’economia e dei principali strumenti di risparmio e investimento, eppure il periodo che stiamo vivendo richiede una discreta conoscenza della materia, se si vuol essere sicuri di agire sempre nella maniera più efficace e conveniente. Essere sempre informati sulle dinamiche dei mercati, conoscere il funzionamento dei principali strumenti di investimento e risparmio, venire a conoscenza in tempo di eventuali situazioni da monitorare, sono il minimo che si possa fare quando si vogliono custodire al meglio i risparmi di una vita. Non sempre si presta grande attenzione a questo argomento, e quando si matura la consapevolezza che capirne di più può essere molto importante per il proprio futuro e quello della famiglia, si tenta di correre ai ripari seguendo le rubriche economiche in tv o cercando qualche blog su internet dal quale ricavare informazioni utili.

    A questo punto però, è bene ricordare che raramente una fonte è veramente imparziale ed indipendente, perchè è concreto il rischio che qualcuna di queste fonti possa tentare di far sembrare completamente sicuro uno strumento che non lo è del tutto, o fornirvi comunque informazioni incomplete al fine di acquisirne un vantaggio. Reperire nuove informazioni per farsi una cultura dunque non basta, ma è necessario accertarsi che la propria fonte sia imparziale e autorevole. Proprio da questa esigenza nasce il sito E-Conomy, importante risorsa indipendente che si occupa di rendere facilmente accessibile l’informazione finanziaria ed economica anche a chi non ha alcuna dimestichezza con il settore, grazie ad un linguaggio semplice ed intuibile in virtù del quale anche gli utenti meno esperti saranno in grado di farsi una propria idea e diventare rapidamente in grado di decidere autonomamente quali scelte intraprendere per garantire un futuro più sereno a sé stessi ma anche a tutta la famiglia.

  • MOLINO FACCHINELLI ZERBINI & PARTNERS E ORRICK CON EUROPEAN ENERGY NELL’ACQUISIZIONE DI UN PROGETTO EOLICO DA 20 MW

    MOLINO FACCHINELLI ZERBINI & PARTNERS E ORRICK CON EUROPEAN ENERGY NELL’ACQUISIZIONE DI UN PROGETTO EOLICO DA 20 MW

    Milano 25 Maggio 2016. Molino Facchinelli Zerbini & Partners ha assistito per gli aspetti finanziari European Energy nell’acquisizione di un progetto eolico di potenza pari a 20 MW. Il team di Molino Facchinelli Zerbini & Partners è stato coordinato dagli equity partner Marcello Molino, Giulio Facchinelli Mazzoleni Berlucchi e Fabio Zerbini.

    [Orrick ha assistito European Energy nella predisposizione della due diligence legale, nella negoziazione e predisposizione della documentazione finanziaria nonché dei contratti di progetto. Il team di Orrick è stato guidato dal partner Carlo Montella coadiuvato dalla partner Cristina Martorana ]

    Giulio Facchinelli, Partner, Molino Facchinelli Zerbini & Partners, Tel: +39 02 36750094, E-mail: [email protected]

  • BlackRock / Larry Fink: occorre abbandonare la cultura del breve termine

    BlackRock, la più grande società di investimento nel mondo che gestisce un patrimonio totale di 4.600 miliardi di dollari, chiede alle tante grandi aziende di cui è azionista di adottare un approccio diverso. «Ciò di cui hanno veramente bisogno gli investitori e le altre parti interessate – scrive Larry Fink – è una prospettiva sul futuro»

    Larry Fink BlackRock Pensate meno al breve termine

    Per gli amministratori delegati e le aziende quotate che essi guidano, è tempo di un radicale cambio di approccio: devono abbandonare la cultura del breve termine che troppo spesso domina le loro scelte, «l’isteria degli utili trimestrali», e concentrarsi molto di più sulla strategia di crescita nel lungo periodo. Ma in modo ancora più urgente, i manager e i consigli di amministrazione dovrebbero cambiare un aspetto specifico di questa cultura: l’eccesso di dividendi azionari in proporzione agli investimenti e, soprattutto negli Stati Uniti, un netto colpo di freno all’uso della cassa aziendale per il riacquisto di azioni.

    È un programma ambizioso, ma articolato da quella che forse è la personalità del settore privato più autorevole e influente sui mercati finanziari oggi: Larry Fink, presidente e amministratore delegato di BlackRock. Con 4.600 miliardi di dollari in gestione dalla clientela e 135 squadre di investitori in tutto il mondo, BlackRock è da tempo il più grande protagonista sui mercati globali. In molti Paesi, fra i quali l’Italia, è il primo fra i primissimi azionisti delle aziende quotate sui listini principali. Non c’è quasi blue chip di Piazza Affari che non veda il gruppo di Larry Fink fra i primi soci.

    Per questo l’appuntamento annuale di questi giorni, la lettera di Fink ai Chief Executive Officers delle migliaia di grandi aziende di cui BlackRock è socia, non è solo una formalità. Nella missiva di quest’anno, che presentiamo qui nella sua versione originale in esclusiva per l’Italia, il leader del più grande gestore del mondo non si nasconde dietro frasi diplomatiche nel puntare il dito su quelle che a suo avviso sono le distorsioni di Wall Street: «I dividendi pagati dalle aziende dello S&P 500 (il listino principale della Borsa di New York, ndr) nel 2015 sono arrivati alla proporzione più elevata degli utili dal 2009». Questo rischio di eccesso, secondo le analisi di BlackRock, è presente anche in Europa.

    Negli Stati Uniti poi si è diffusa sempre di più un’altra caratteristica che penalizza gli investimenti e i piani di crescita delle imprese nel lungo periodo: «Al terzo trimestre del 2015, i riacquisti di azioni sono cresciuti del 27%», rispetto a un anno fa. L’obiettivo, comprensibile, è di restituire cassa agli azionisti sostenendo i titoli in Borsa. Ma, avverte Fink, non deve accadere «a spese degli investimenti che creano valore.

    Per questo BlackRock chiede alle tante grandi aziende di cui è azionista di adottare un approccio diverso. «Ciò di cui hanno veramente bisogno gli investitori e le altre parti interessate – scrive Larry Fink – è una prospettiva sul futuro». I fronti sui quali i consigli di amministrazione devono fare chiarezza, si legge nella lettera, sono quelli più rilevanti per i piani futuri: «Come l’azienda sta navigando nel panorama della concorrenza, come sta innovando, come si sta adattando alle sfide della rivoluzione tecnologica o agli eventi geopolitici, dove sta investendo e come sta sviluppando i suoi talenti».

    Non solo e, secondo Fink, non devono rimanere solo vuoti slogan: «Le aziende dovrebbero lavorare per sviluppare parametri finanziari – adatti ad ogni impresa e ogni settore – che sostengano una cornice di crescita di lungo periodo». La proposta di BlackRock è che anche i manager siano in parte pagati in base a questi valori che vanno ben oltre i dati di un trimestre o di un anno.

    Il rischio secondo Fink, e il suo monito agli amministratori delegati, è chiaro: «Senza piani chiaramente articolati, le aziende rischiano di perdere la fiducia degli investitori – si legge -. Inoltre, le aziende si espongono alle pressioni di investitori concentrati nel massimizzare i profitti di breve termine a spese del valore di lungo termine». Fink non propone di rinunciare all’uso delle relazioni trimestrali. Ma queste devono diventare piuttosto un «elettrocardiogramma» di una strategia di lungo respiro, senza l’ossessione degli utili per azione e delle previsioni a loro riguardo. Quanto a questo, taglia corto Fink, «invitiamo le aziende a distogliersi dal fornirle».

    Fonte Corriere della Sera

  • Scegli le polizze vita, un modo semplice e sicuro per tutelare il tuo futuro!

    In tempi di grande incertezza lavorativa e previdenziale, come quelli che stiamo attraversando, la programmazione del futuro e la tutela del proprio nucleo familiare può passare anche dalla stipulazione di un’assicurazione sulla vita.

    Le polizze vita sono ormai delle soluzioni flessibili, che permettono di salvaguardare il futuro dei propri cari in caso di scomparsa prematura o di invalidità permanente del contraente attraverso l’adozione di strumenti e tutele specifiche per ogni singola esigenza. La polizza vita consente di avere una copertura assicurativa a 360 gradi per affrontare ogni futura evenienza con la certezza di avere una fonte di sostentamento a cui attingere in caso di necessità. Ad esempio, chi ha acquistato una casa usufruendo di un mutuo sa bene quanto quest’ultimo possa gravare sulle tasche e sulla serenità dei propri cari qualora il contraente venisse a mancare o fosse inabilitato a svolgere le sue normali attività lavorative.
    Evenienze del genere sono purtroppo imprevedibili, per questo è bene considerare l’opportunità di stipulare un’assicurazione sulla vita che protegga i superstiti o i familiari in caso di morte prematura o grave disabilità del contraente.

    Le polizze vita sono inoltre uno strumento indispensabile per per far fronte alle emergenze quotidiane ed assicurare un futuro ai propri figli, permettendogli di coronare i propri sogni senza preoccupazioni economiche.
    La scomparsa di un genitore è già di per se un trauma, ma dover far fronte improvvisamente alle proprie spese in giovane età può essere un duro ostacolo per chiunque.
    Per questo motivo è importante consentire ai propri figli di affrontare la vita in modo sereno, con la possibilità di realizzarsi nello studio e nel lavoro anche qualora venissero a mancare entrambi i genitori.
    L’assicurazione sulla vita è dunque uno strumento che permette di gestire ogni futura evenienza con la tranquillità e la certezza di avere una fonte di reddito garantita per superare i momenti di difficoltà senza preoccupazioni economiche.

    Programmare la propria vita da giovani significa garantirsi un futuro sereno, che dia a se stessi e ai propri cari la possibilità di far fronte alle cure mediche della terza e quarta età, all’istruzione dei figli, all’estinzione del mutuo e tantissime altre evenienze che possono presentarsi in ogni momento della vita. Con l’aumento dell’aspettativa di vita aumentano inoltre i costi delle spese mediche per i familiari anziani o disabili, situazioni che possono essere affrontate e superate senza problemi solo con un’adeguata copertura economica che dia serenità e sostentamento a se stessi e ai propri familiari.
    Le polizze vita sono anche uno strumento previdenziale che può essere riscattato al termine della propria carriera lavorativa, in modo da usufruire di un reddito extra che permetta di godersi la pensione in assoluta tranquillità.

    Le assicurazioni sulla vita rappresentano infine una fonte di reddito certa a prescindere da qualunque evenienza, poiché essendo impignorabili, insequestrabili e non soggette a tasse di successione, offrono la possibilità di gestire al meglio l’eredità al fine di preservarne il proprio patrimonio in funzione delle generazioni future.

  • Comprare Oro per Investimento

    Comprare oro per investimento è uno dei metodi più sicuri per preservare il valore dei propri risparmi, come per ogni altra forma di investimento anche per l’oro vale la regola di conoscere bene tutti gli aspetti di questa operazione prima di procedere all’acquisto di oro.
    Di seguito proviamo a dare alcune consigli utili per quanto riguarda i vari aspetti del comprare oro e indicarci il futuro dell’oro sui mercati finanziari.
    Nonostante siano lontani i tempi della crescita continua del prezzo dell’oro iniziata nel 2008, che porto il prezzo di questo prezioso metallo giallo a raddoppiare il proprio valore, ancora oggi ci sono molti buoni motivi che indicano che l’investimento in oro sia ancora un ottimo metodo per mettere al sicuro i propri soldi dai dissesti finanziari che in una fase come quella attuale tendano a ripetersi in modo costante.
    I motivi per comprare oro sono sono vari, la politica economica della Federal Reserve è stata giudicata come favorevole ad ulteriori apprezzamenti dell’oro, a questo bisogna aggiungere la debolezza del dollaro e la volontà da parte degli altri paesi di voler riconvertire le ingenti riserve di denaro in dollari accumulate in altre forme di riserve più al riparo dalla svalutazione del biglietto verde
    Tra le varie diversificazioni possibili l’oro è sicuramente una di quelle favorite dai paesi che vogliano riconvertire le proprie riserve economiche, anche se la relativa scarsità di reperibilità di questo prezioso metallo lo rende utile solo parzialmente a coprire l’enorme valore necessario per poter sostituire le riserve in dollari accumulate.
    Questo problema di diversificazione viene sentito in special modo da quei paesi emergenti che annualmente traggano grossi profitti dalla crescita delle proprie economie o dalla vendita di materie prime come nel caso dei paesi arabi con il petrolio.
    La domanda attuale di oro supera notevolmente l’offerta che la produzione rende ogni anno disponibile sul mercato contribuendo a fare salire la quotazione dell’oro, la crisi dei paesi Europei non favorisce certo molte alternative agli investitori che tendano a puntare sulle più importanti materie prime.
    Tra le varie materie prime che vengano acquistate per investimento i metalli in generale e quelli preziosi in modo particolare sono attualmente gli investimenti più sicuri, oltre all’oro anche il rame è salito alle stelle toccando record mai raggiunti prima.
    Anche gli analisti vedano il continuare di un trend positivo per oro e altri metalli più o meno preziosi, dopo gli dei fallimenti delle maggiori banche americane e le conseguenti gravi perdite di denaro, gli investitori hanno modificato le proprie strategie d’investimento decidendo di affidarsi a beni più reali e tangibili.

  • Aumenta il Business degli Oggetti Usati

    A causa della crisi economica le attività commerciali da diversi anni stanno soffrendo la stagnazione dei consumi, le abitudini di spesa delle persone sono notevolmente cambiate portando alcune tipologie di negozi ad un passo dalla chiusura.
    La conseguenza di tutto ciò è che molte attività commerciali sono state costrette a diversificare il proprio business per adeguarsi alle nuove esigenze di mercato, camminando per le strade è sotto gli occhi di tutti l’aumento di negozi che vendano merce a basso costo, oltre all’aumento dei negozi low cost la crisi economica ha portato la nascita di nuove tipologie di attività che basano il proprio business sul acquisto anziché sulla vendita di prodotti.
    Uno degli esempi più visibili e che hanno ottenuto il maggior successo dal mercato ci sono i compro oro, una buona parte di questi negozi derivano da attività come gioiellerie o orologerie di lusso.
    Queste attività che basavano il proprio business su oggetti preziosi come gioielli e orologi di lusso oggi si sono riconvertiti in attività che acquistano gli stessi beni di lusso che un tempo vendevano, i compro oro si sono imposti sul mercato sia per la necessità delle persone di monetizzare beni di valore sia sull’onda del rialzo eccezionale che ha avuto il prezzo dell’oro negli anni precedenti al 2011.
    I compro oro acquistano oggetti preziosi in oro come i gioielli direttamente dai singoli cittadini per poi rivenderli in blocco ai banchi dei metalli che si occupano delle varie fasi necessarie per riconvertire il prezioso metallo giallo usato in oro nuovo sotto forma di lingotti, questi saranno successivamente rimessi in circolo e venduti al prezzo della quotazione dell’oro del momento. Non solo l’oro comunque è il solo bene che viene riacquistato direttamente dai privati, negli ultimi anni si sono imposte sul mercato varie tipologie di attività commerciali che si occupano di acquistare beni usati, uno di questi è il mercato delle auto usate.
    Una parte delle auto usate vengano reperite dalla restituzione di privati che le cedano ai concessionari come sconto sull’acquisto di un auto nuova.
    Oltre ai settori di maggior valore come quello dei compro oro e quello delle auto usate esistano altri generi di attività che acquistano beni di varia natura come: mobili, vestiti, libri, beni tecnologici e quant’altro.
    Queste attività permettano a chi vende di racimolare qualche euro e a chi riacquista questi beni usati di risparmiare parte del costo rispetto ad un oggetto nuovo, un altro aspetto positivo di queste attività che acquistano ben usati e che spesso non viene considerato è che questo genere di attività permette di prolungare la vita di oggetti che sarebbero da considerare come rifiuti più o meno inquinanti da dover smaltire, questo aspetto è sicuramente da considerare positivo nella lotta contro l’inquinamento ambientale.

  • Mutui: importi medi erogati in calo del 3,8%

    Secondo l’Osservatorio sui mutui di Mutui.it (http://www.mutui.it) e Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html) nello scorso semestre il finanziamento medio concesso è ammontato a circa 118.000 euro, il 3,8% in meno rispetto alla rilevazione precedente, una cifra che ci fa ritornare ai livelli registrati un anno fa. I portali hanno analizzato le domande di mutuo e le relative erogazioni registrate nel periodo compreso tra novembre 2015 e aprile 2016: i risultati rivelano una leggera frenata tanto negli importi erogati quanto nel loan to value. Questi dati, tuttavia, fanno il paio con un aumento delle erogazioni e una generale tenuta di tutto il mercato dei finanziamenti casa.

    A fronte di un mercato del lavoro che non offre certo stipendi più alti, le somme che si richiedono restano in linea con i propri livelli di reddito. Di conseguenza, il loan to value medio, vale a dire la percentuale erogata in rapporto al valore dell’immobile da comprare, è sceso al 53,5%, pur saldamente oltre la soglia “psicologica” del 50%, che solo un anno fa rappresentava un dato di fatto. Nel corso del semestre considerato si è nuovamente allargata la forbice tra l’importo richiesto e quello concesso, prima quasi azzerata; siamo tornati al 4,6% (i livelli di un anno fa). Stabili sia l’età media del mutuatario (40 anni) sia la durata del mutuo erogato (21 anni).

    I due portali confermano, come nel semestre precedente, la predilezione degli italiani per i mutui a tasso fisso: queste domande di finanziamento sono stabilmente il 64,5% del totale, mentre il variabile raccoglie circa il 28% di tutte le domande (era il 32% sei mesi fa).

    Dato alquanto significativo emerge dall’analisi delle finalità di erogazione del finanziamento richiesto. Se fino a sei mesi fa le surroghe rappresentavano il 59% della torta, pur mantenendo una generale stabilità in termini di numeri, nell’ultima analisi rappresentano solo il 50% del totale; in crescita, invece, i mutui prima casa (finalità relativa al 39% delle erogazioni).

    Il mutuo prima casa

    Differisce parzialmente dalla situazione generale il quadro di richieste ed erogazioni di mutui prima casa: restano in crescita tanto la domanda, quanto le concessioni dei finanziamenti da parte delle banche. Scende di poco, tuttavia, l’importo medio erogato (123.500 euro, contro i 125.000 euro delle ultime due rilevazioni) e si allarga il divario tra richiesta ed erogazione (che ora divergono del 5%); cala la percentuale finanziata: il LTV è del 62,2%.

  • Cinque i finalisti del Premio Biella Letteratura Industria 2016

    Paolo Bricco, Loris Campetti, Grazia Lissi, Angelo Mastrandrea e Gianfelice Rocca sono i cinque finalisti del Premio Biella Letteratura Industria 2016. Premio Speciale della Giuria a Mario Andreose e premio Opera Straniera a Gaël Giraud (Francia)

    Il coraggio di imprenditori e operai che resistono e si reinventano in periodi di crisi, l’esempio di figure visionarie come Adriano Olivetti, la formazione dei giovani per il rilancio dell’economia. Questi alcuni temi al centro dei saggi finalisti al Premio Biella Letteratura Industria 2016, promosso da Città Studi Biella.

    Annunciati al Salone Internazionale del Libro di Torino, gli autori finalisti della quindicesima edizione sono: il giornalista e storico dell’industria Paolo Bricco con L’Olivetti dell’ingegnere. 1978-1996 (Il Mulino); il giornalista esperto di relazioni industriali Loris Campetti con Non ho l’età. Perdere il lavoro a 50 anni (Manni); la giornalista e fotografa Grazia Lissi con Il coraggio di restare. Storie di imprenditori italiani che ancora scommettono sul nostro paese (Longanesi); il giornalista e scrittore Angelo Mastrandrea con Lavoro senza padroni. Storie di operai che fanno rinascere imprese (Baldini & Castoldi); l’imprenditore e presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca con Riaccendere i motori. Innovazione, merito ordinario, rinascita italiana (Marsilio).

    Tra i cinque finalisti i giurati del Circolo dei Lettori dell’Associazione L’Uomo e l’Arte selezioneranno il vincitore del Premio Giuria dei Lettori.

    Gli autori si presenteranno al pubblico in un incontro dedicato alle loro opere nella giornata di sabato 15 ottobre a Biella, presso Città Studi. La Giuria sceglierà il vincitore che sarà premiato sabato 19 novembre nel corso della cerimonia che si terrà nell’auditorium di Città Studi. In tale occasione Mario Andreose, figura di rilievo nell’editoria italiana, riceverà il Premio Speciale della Giuria per Uomini e libri (Bompiani), mentre il Premio Opera Straniera sarà consegnato all’economista francese Gaël Giraud per Transizione ecologica. La finanza a servizio della nuova frontiera dell’economia (Emi).

    «Le opere finaliste, il Premio Opera Straniera e il Premio Speciale della giuria – commenta il presidente della Giuria Pier Francesco Gasparetto si distinguono per avere affrontato argomenti di strettissima attualità legati al mondo del lavoro con sguardo lucidamente rigoroso e nello stesso tempo con felice dote di leggibilità, in grado di sviluppare inoltre – e come nelle intenzioni del Premio – occasioni preziosamente propositive.»

  • Pubblimarket2 festeggia 30 anni di attività con un fatturato in crescita pari a 1,6 mio di Euro

    L’udinese Pubblimarket2, tra le più importanti agenzie di comunicazione strategica di marketing del Nord-Est italiano, festeggia 30 anni di attività nel settore e lo fa comunicando i positivi dati di bilancio: nel 2015, infatti, la società ha registrato un fatturato pari a circa 1.6 mio di Euro ed un utile in crescita. 

     

    L’agenzia Pubblimarket2, tra le più importanti e riconosciute nel Nord Est Italia nel settore della comunicazione strategica di marketing, festeggia 30 anni di attività, un traguardo importante consolidato dagli ottimi risultati di bilancio del 2015.

    Il fatturato del Gruppo di cui è capofila, e che comprende anche l’agenzia di relazioni pubbliche Blu Wom, si attesta infatti a circa 1.6 mio di Euro e l’utile al netto delle imposte è pari a 69 mila Euro, segnando un incremento rispetto al 2014. Un andamento davvero notevole considerando la situazione economica attuale, ottenuto grazie ad uno sviluppo sostenibile e ad una attenta gestione delle risorse.

    “Dopo anni di esperienza nel ruolo di Direttore Marketing per importanti aziende a livello nazionale, nel 1986 accettai la sfida di aprire un’agenzia di comunicazione a Udine, con lo scopo di offrire un servizio che potesse rispondere in modo consapevole alle reali esigenze delle imprese, mondo da cui traggo la mia formazione professionale. Un progetto impostato sull’importanza della strategia e dei contenuti e che, grazie alla capacità di essere stati precursori nell’analisi dei nuovi target e nella scelta dei mezzi di comunicazione da utilizzare, ci ha permesso di trovare un posto in prima fila nel panorama di riferimento.” – dichiara Francesco Sacco, Presidente di Pubblimarket2, che prosegue – “Sono orgoglioso di aver raggiunto 30 anni di attività, un traguardo reso possibile grazie ad un gruppo di lavoro fatto di professionisti ricchi di competenze specifiche e capaci di lavorare sinergicamente e ad una attenta amministrazione delle risorse.”

    La storia di Pubblimarket2 è cominciata nel 1986, in un momento storico in cui ricordiamo il Nord-Est come “locomotiva d’Italia” e durante il quale si voleva dare una risposta puntuale ad un fenomeno che ha segnato la storia economica del nostro Paese. In quegli anni l’agenzia ha lavorato al fianco di brand quali Lloyd Adriatico, Consorzio Speck Alto Adige, Invicta, Carnielli, Head, Diadora, Police, Benetton Sportsystem, e molti altri. Un percorso in crescita – basato da sempre su un approccio strategico ed olistico – che ha visto l’agenzia arrivare al 2016 con un portfolio clienti spiccatamente internazionale – sul totale del fatturato, infatti, l’estero incide per circa il 50% – un team di professionisti giovane, dinamico e con competenze ancora più specifiche e radicate. Un ulteriore passo che testimonia la lungimiranza del cammino impostato da Francesco Sacco è rintracciabile nella scelta di dare vita già nel 2007 a Blu Wom, agenzia di pubbliche relazioni specializzata in attività di ufficio stampa, digital PR, social media management ed organizzazione eventi, assieme alla quale Pubblimarket2 compone il Gruppo Pubblimarket2 e completa il carnet di servizi messi a disposizione dei clienti.

    La versatilità dimostrata negli anni ha permesso a Pubblimarket2 di poter vantare un elenco clienti che ad oggi comprende sia numerosi brand internazionali quali The North Face, Fjallraven, Gruppo Elan, Team7, Himolla, sia diverse aziende del Nord Est tra cui ricordiamo il Gruppo Refrion, giovane e dinamica realtà italiana tra i principali player europei nel settore degli apparecchi ventilati, la torrefazione Oro Caffè, i marchi d’abbigliamento Fratelli Campagnolo e CMP, l’istituto di credito Banca della Marca, i produttori di stivali da moto TCX e molti altri.

  • Il 68% delle case italiane ha la peggiore classe energetica

    La maggior parte degli edifici residenziali messi sul mercato sono di classe G, mentre nel 14,5% degli annunci non si indica correttamente. (altro…)

  • Il Mercato dell’Oro Oggi

    Il mercato dell’oro oggi è composto da vari settori ognuno con le proprie caratteristiche e le proprie regole, tutti questi settori fanno riferimento al prezzo dell’oro stabilito dal mercato azionario che varia a seconda della domanda e dell’offerta e da altri fattori finanziari.
    I settori che fanno utilizzo del prezioso metallo giallo e che alimentano il commercio di oro sono vari tra questi quello più classico è quello della gioielleria, in quest’ambito l’oro viene utilizzato per dare valore e bellezza ai gioielli più preziosi, le attuali tecniche di lavorazione unite alla caratteristica duttilità dell’oro danno infinite possibilità di realizzazione agli stilisti orafi.
    Anche l’industria facendo utilizzo dell’oro in vari ambiti contribuisce ad alimentare il mercato dell’oro, tra i vari settori industriali c’è quello medico che tra i primi ha utilizzato questo prezioso metallo per la realizzazione di protesi dentarie, l’utilizzo dell’oro in campo medico si basa sulle proprietà anallergiche dell’oro che permettano di utilizzare questo metallo senza che questo provochi reazioni allergiche.
    Un altro dei settori industriali che negli ultimi anni ha fatto un notevole utilizzo dell’oro alimentandone il commercio c’è quello dei componenti elettronici per dispositivi tecnologici come computer, smartphone e circuiti vari. In questo settore l’oro viene utilizzato per le sue caratteristiche di elettro conduttività e per la sua duttilità che permette con quantità minime la realizzazione di circuiti complessi e affidabili.
    Le molte peculiarità dell’oro sono confermate anche dall’utilizzo di questo metallo nell’innovativa industria aero spaziale, in questo ambito questo metallo fornisce ampie garanzie sia di durevolezza sia di schermatura che in un ambiente come lo spazio sono molto importanti a causa delle numerose radiazioni alle quali vengano esposti gli astronauti durante le missioni spaziali.
    L’oro non è importante solo per la realizzazione di cose fisiche, questo metallo prezioso è da sempre stato considerato un bene di grande valore e molto ricercato in tutto il mondo, questo ha permesso a questo metallo di divenire un bene di investimento di fondamentale importanza anche nella finanza moderna.
    Nel mercato azionario è possibile l’acquisto di oro per mezzo di numerosi strumenti finanziari senza necessariamente doverlo possedere fisicamente, questo commercio dell’oro che si svolge senza lo scambio di oro fisico è possibile attraverso certificati o azioni che sono collegate all’andamento della quotazione aurea.
    L’oro è un bene di investimento che viene utilizzato per difendere il valore del capitale in quanto nei momenti di crisi finanziaria e non solo questo bene risulta essere un degli investimenti più sicuri.
    Se si vuole fare un investimento in oro è possibile anche acquistare lingotti o monete da investimento che si possano ritirare e custodire personalmente o lasciare in deposito presso appositi caveau.
    Questo metallo prezioso oggi viene sia estratto sia riciclato per mezzo di varie fonti come i compro oro che acquistano gioielli e oggetti preziosi da privati o per mezzo dell’industria specializzata nel riciclaggio da componenti elettronici usati.

  • Made in Italy: Cogefim approfondisce con opinioni e commenti i dati inerenti al 2015

    Cogefim S.r.l. è tra le principali realtà presenti nel settore dell’intermediazione industriale, immobiliare ed aziendale. Grazie ad un attenta attività di recensioni e opinioni, la società affronta con un approfondimento dedicato il boom registrato dal comprato delle esportazioni firmato Made in Italy.

    Opinioni: Cogefim S.r.l. in merito al trend positivo del Made in Italy

    Confermato anche dalle recensioni di Cogefim, lo studio proposto dalla Cgia di Mestre, mette in evidenzia un positivo trend di crescita per il comprato dell’esportazione Made in Italy. Con una progressione costante dal 2009, quanto il valore era sceso a 88,4 miliardi, il 2015 ha visto un saldo commerciale pari a 122,4 miliardi di euro, con automazione meccanica, abbigliamento-moda, arredo-casa e alimentare-bevande come principali aree merceologiche. Dall’analisi dedicata ai singoli comparti manifatturieri, Cogefim S.r.l. evidenzia lo straordinario risultato conseguito dai macchinari (49,8 miliardi), seguito da tessile-abbigliamento-calzature (17,6 miliardi); prodotti in metallo (11,1 miliardi); mobili (7,2 miliardi); apparecchi elettrici (6,5 miliardi) e altri materiali non metalliferi (6,4 miliardi). Per gli altri comparti quali chimico-farmaceutica, computer, tabacco e legno-carta il saldo è purtroppo negativo. A conferma delle opinioni di Cogefim, il Made in Italy è prodotto prevalentemente da PMI, che grazie a flessibilità, specializzazione produttiva, cultura del buon gusto hanno conquistato il mondo per i settori dove ricerca, innovazione e qualità del ciclo produttivo sono requisiti assoluti per competere nel mercato globale.

    Cogefim: recensioni, opinioni e commenti a supporto del cliente

    Cogefim S.r.l. è una società fondata nel 1982 con servizi dedicati alla consulenza nel comparto dell’intermediazione aziendale, industriale ed immobiliare. Grazie ad un’esperienza maturata in oltre trent’anni di attività, la società supporta i propri clienti con un’ampia gamma di servizi, che comprendo l’assistenza tecnica, giuridica e burocratica per attività di compravendita, joint-venture, partnership, cessioni e rilievi aziendali. La riservatezza di Cogefim, applicata nel corso delle diverse fasi, permette alle società coinvolte di preservare i propri interessi, senza in alcun modo intaccare gli equilibri instaurati con i principali stakeholder aziendali.

  • Come trovare un buon consulente SEO

    Alcuni spunti per trovare il migliore esperto SEO per il tuo business online. Quali domande fare? A cosa fare attenzione?

    Stai cercando un consulente SEO per migliorare le performance del tuo sito? Vediamo insieme come valutare un preventivo SEO e come trovare un consulente che faccia al tuo caso!

    Che tu abbia una un’attività di piccole, medie o grandi dimensioni, se hai intenzione di massimizzare il risultato delle campagne di web marketing allora avrai sicuramente bisogno di un esperto nel ramo della Search Engine Optimization.

    Infatti, benché il tuo sito web possa essere ben strutturato, cioè avere un design di alto calibro, con ottimo testo e immagini di alta qualità, questo spesso non basta ad attirare utenti o visitatori in target, per poi convertirli in clienti. In questi casi è consigliabile rivolgersi a un esperto SEO (esperto in Ottimizzazione per i Motori di Ricerca), nella fattispecie affidandosi a un consulente SEO Milano oppure assumendo un SEO Specialist come dipendente.

    Un esperto SEO qualificato si riconosce da come analizza il tuo sito, domanda quali obiettivi di business ti sei proposto per il tuo business online o offline, analizza e condivide il target e stende una strategia volta al miglioramento del tuo posizionamento sui motori di ricerca, operazione che porterà a incrementare traffico, contatti e vendite.
    Se abbiamo chiaro adesso che un esperto in ottimizzazione per i motori di ricerca poterà assoluto vantaggio alla tua attività, allora vediamo meglio quali sono secondo noi le metodologie con cui cercare un SEO esperto che non riservi brutte sorprese.

    I metodi per trovare un esperto SEO di alto livello

    Per prima cosa è importante cominciare a comprendere le espressioni gergali e studiare le principali tecniche della SEO. Infatti, durante la ricerca di un consulente SEO, ci si può imbattere in SEO onesti, furbetti o realmente capacit. Ma come si possono distinguere quelli più capaci? Se impari il gergo e le princpipali tecniche SEO, avrai modo di porre le giuste domande e valutare la qualità della conoscenza di un SEO, mettendoti nella condizione di poter negoziare e valutare la levatura del consulente.

    Fai un elenco di ciò che reputi essenziale e degli obiettivi che vuoi raggiungere.Cosa ritieni essenziale? Quali obiettivi fondamentali ritieni che il consulente SEO debba raggiungere? Ancor prima di contattare l’esperto in ottimizzazione per i motori, stendi un elenco di cosa vuoi ottenere in seguito a una campagna SEO: vuoi semplicemente posizionarti per un insieme di parole chiave o vuoi forse ottenere più traffico (targettizzato) che migliori le performance della tua attività in termini di conversioni e quindi fatturato? Queste sono tutte domande alle quali un buon consulente SEO potrà offrire una risposta più o meno adeguata a seconda della sua esperienza. Infatti, nelle campagne SEO ci sono molti aspetti da valutare come le operazioni di ricerca delel chiavi (Keyword Research), strategie di link building (ottenimento di backlink da siti terzi), ottenimento di traffico targettizzato e ancora analisi tecniche e implementazioni volte al miglioramento del dialogo tra il tuo particolare sito e i motori di ricerca.

    Chiedi consiglio alle altre aziende, agli amici oppure ai conoscenti che hanno già avuto modo di collaborare con un consulente SEO. Se sei già registrato sui siti di social network, potresti chiedere alle altre aziende e agli altri imprenditori che conosci se hanno già avuto modo di lavorare con un consulente o esperto SEO. In questo modo avrai modo di valutare il loro operato e chiedere i riferimenti di quei SEO di cui osservi comprovata esperienza e professionalità. Puoi inoltre trovare ottime informazioni anche semplicemente utilizzando una ricerca su Google.

    Fai domande molto dettagliate al consulente SEO. Quando avrai modo di contattare un professionista, abbi premura di porre tutte le domande necessarie a far sì che tu possa avere tutte le informazioni di cui necessiti per operare una scelta o un confronto. Infatti, un buon consulente SEO saprà comprendere le tue esigenze, e rispondere ai tuoi quesiti mostrando schiettezza e trasparenza. Un buon consulente SEO saprà consigliarti anche delle alternative qualora tu voglia allocare parte del budget in altre attività di web marketing.

    Chiedi al professionista delle sue esperienze, i settori nei quali ha operato (alcuni sono più competitivi degli altri). Un buon consulente SEO ti offrirà una panoramica sulla sua esperienza e sugli obiettivi raggiunti. In questo modo avrai la possibilità di valutare il lavoro svolto per altre aziende e avvalerti di un metro di giudizio che si basa su principi oggettivi e non sul “sentito dire”.

    Questi sono alcuni metodi che potrai utilizzare per valutare un consulente SEO per l’ottimizzazione del tuo sito web. Ricorda: non temere di porre domande o richiedere informazioni aggiuntive: chi risulta titubante a darti spiegazioni o a spiegarti anche con parole semplici le principali attività di cui si compone il suo lavoro, allora potrebbe non essere il consulente SEO adatto.

  • I servizi che Filippo Deangelis offre a privati ed aziende

    La comprovata esperienza maturata da Filippo Deangelis all’interno dell’ambito bancario a livello nazionale ed internazionale, conduce il Dottore Commercialista e Revisore Contabile all’attività indipendente nei settori di financial restructuring e advisory.

    Filippo Deangelis - Commercialista, Contabile

    Filippo Deangelis: attività e settori di competenza

    Dottore Commercialista e Revisore Contabile abilitato, Filippo Deangelis è un professionista nei settori del financial advisory e financial restructuring. Grazie ad una consistente carriera nell’ambito bancario, nella sua attuale attività indipendente offre consulenza e servizi sia per ciò che riguarda operazioni di Finanza Ordinaria e Straordinaria, che per operazioni di Business Ordinario e Straordinario. In relazione al primo settore si trovano interventi relativi alla razionalizzazione e riorganizzazione di processi di gestione finanziaria, nonché al raggiungimento aziendale della Basel Compliance (l’insieme di disposizioni europee a cui una società è richiesto si conformi al fine di raggiungere gli obiettivi Basilea2 e Basilea3) oltre a seguire sul fronte Straordinario i processi di vendita, fusione ed acquisizione aziendale. Vengono forniti contributi di IPO advisory e di realizzazione di piani economici, oltre che di Finanza agevolata di Ristrutturazione Finanziaria fornendo l’adeguato supporto alle aziende che attraversano momenti di crisi nello stilare piani di risanamento aziendale e riservando indicazioni sul fronte burocratico. In merito alle attività legate al Business, Filippo Deangelis lavora sia in ambito ordinario, come per le attività di Partnership Management (intervento diretto all’interno dei Consigli di Amministrazione aziendali in senso gestionale), mentre per l’ambito straordinario propone interventi quali i Transaction Services e le Corporate Strategies.

    Le tappe biografiche di Filippo Deangelis

    Classe 1967, Filippo Deangelis nasce a Terni, frequentando le scuole ad Albano Laziale. Qui, presso il Liceo Scientifico Leonardo Murialdo, consegue il diploma nel 1986, per poi iscriversi alla LUISS di Roma dove si laurea con lode nel 1991. Trasferitosi a Parigi frequenta il Corso di Formazione sugli Strumenti Innovativi della Raccolta Bancaria tenuto presso l’Institut de Formation du Credit Agricole Mutuel. Al suo rientro in Italia ottiene l’ingresso presso la Banca Nazionale del Lavoro, dove viene immediatamente inserito nel Corso di Formazione per il Personale Direttivo, grazie al quale prende parte ad esperienze professionalizzanti, come tirocini che hanno luogo su larga parte del territorio nazionale (Milano, Rimini, Perugia, Lucca, Vercelli, Venezia) ma anche in importanti sedi oltreoceano (New York). Filippo Deangelis prosegue il percorso professionale all’interno di BNL lavorando presso la filiale de l’Aquila in qualità di Settorista Grandi Gruppi, trasferendosi nel 1999 ad Avezzano dove viene nominato Direttore, prima di dedicarsi alla propria attività indipendente.

    Maggiori informazioni al profilo Slideshare di Filippo Deangelis.

  • Social network marketing

    I social network sono davvero gratuiti?

    Social Network e marketing

    L’importanza dei Social nei piani di marketing

    Al giorno d’oggi tutti noi abbiamo un account Social.
    Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin, Google plus: è probabile che tu sia iscritto ad uno di questi social network.

    A meno che tu non sia un avvocato o un sostenitore della privacy, probabilmente anche tu avrai fatto un errore comune: al momento della registrazione o quando utilizzi un servizio interno al social avrai accettato i termini di servizio e di privacy senza leggere il testo completo.

    Tutti i servizi web che richiedono dati personali sono obbligati per legge a chiedere al nuovo iscritto di accettare i termini di servizio ed il trattamento dei dati personali.
    In questo modo, in maniera volontaria, stiamo mettendo a disposizione i nostri dati personali e, in qualche modo, la nostra privacy.

    Privacy e Social Network

    Il marketing si è profondamente evoluto con l’avvento del web 2.0 e analizzare i cosiddetti “Big Data” è diventato un asset fondamentale per la pianificazione strategica di un’impresa.
    Una volta le indagini di mercato venivano somministrate attraverso attività di Tele-Marketing, questionari, tessere fedeltà, ecc.
    Diciamocelo, tutti noi abbiamo sempre cercato di evitare queste forme “martellanti” di comunicazione.
    Ad oggi, grazie al web, tutto questo è molto più facile ed immediato e tutti noi, involontariamente utilizziamo con piacere servizi che in qualche modo ci profilano.

    Quello che prima odiavamo, adesso lo “amiamo”.

    Iscrivendoti a servizi Social o semplicemente navigando sul web, tramite accettazione della privacy o i cookie (di cui molti ignorano ancora il significato), tutti noi contribuiamo a generare informazioni, che permettono di fare ricerche di mercato e di profilare campagna di pubblicità ad hoc.

    Vi è mai capitato di cercare un paio di scarpe sul web e poi trovarvi letteralmente invasi da annunci pertinenti quella ricerca? Il concetto chiave è il Remarketing, cioè una forma di pubblicità online che si rivolge agli utenti sulla base delle loro precedenti azioni.

    Indagini di marketing attraverso il web

    Tramite il nostro assenso, quindi senza fare nessuna pratica scorretta o illegale, servizi web raccolgono informazioni da tutti i dispositivi mobile su cui sono state installate le varie applicazioni. A seconda delle autorizzazioni che sono state concesse, sono in grado di raccogliere svariati dati come la posizione del dispositivo tramite segnali Wi-Fi, Cellulare o GPS oppure informazioni quali il nome del gestore telefonico, provider di servizi Internet, browser, lingua e il fuso orario.
    Ognugna di queste informazioni infine profilerà la nostra navigazione, per questo la ricerca e la navigazione web (annunci pubblicitari o banner) effettuata a Roma non è la stessa effettuata a Milano.

    Perché i social network non sono gratis?

    In uno scenario caratterizzato da una forte competitività, pianificare processi e azioni attraverso un buon piano marketing rende attendibile i risultati e misurabili gli obiettivi prefissati
    Un buon marketing strategico si serve di un’accurata analisi di mercato: i bisogni dei clienti, domanda e offerta dei prodotti e clienti potenziali.
    Tutte queste informazioni vengono raccolte tramite indagini di mercato e servizi che vanno ad incidere sui costi aziendali.
    Strumenti come i social network facilitano lo svolgimento di queste operazione , alleggerendo in modo sostanziale i bilanci aziendali.

    Sapere tutto sui nostri comportamenti e sui nostri gusti, ha un valore notevole in campo pubblicitario perché contribuisce a realizzare promozioni molto più mirate da parte dei brand.

    Quindi pensate che, se prima un indagine di mercato aveva un costo molto elevato, oggi, involontariamente, un utente che si iscrive ad un social network può essere considerato come un euro in più nelle casse aziendali.

    Quanto potrebbe costare un indagine di mercato fatta su 2 miliardi di persone?

    Buona navigazione!
    MLP STUDIO Web and Social Marketing – www.mlpstudio.it

  • 24 milioni di italiani hanno ridotto le spese nell’ultimo anno risparmiando 625 euro

    Nell’ultimo anno circa 24 milioni di italiani dichiarano di essere riusciti a tagliare le proprie spese: questo vuol dire che quasi un italiano adulto su due ha trovato un modo per risparmiare rispetto al 2014. La cifra media che ognuno di loro è riuscito a tenere da parte ammonta a 625 euro, tra spese accessorie e obbligatorie. Questa è una delle evidenze messe in luce dalla ricerca* che, in occasione del suo quinto anno di attività, Facile.it (http://www.facile.it), comparatore di prodotti finanziari leader in Italia, ha commissionato all’istituto mUp Research.

    Le spese obbligatorie, il risparmio oggi e il confronto con 5 anni fa

    Lo studio (di cui è disponibile un’infografica al link http://www.facile.it/infografica/il-risparmio-in-italia.html) ha voluto indagare non solo sul risparmio attuale, ma anche su come sia cambiato il modo di tagliare le spese negli ultimi cinque anni, sia per quanto riguarda le voci obbligatorie del bilancio familiare sia quelle “accessorie”.

    Sul fronte delle prime, negli ultimi dodici mesi i risparmi maggiori si sono ottenuti sulle polizze auto e moto; il 38% del campione intervistato (pari a 9,1 milioni di italiani) ha dichiarato di essere riuscito a tagliare il costo della propria assicurazione.

    A seguire, scorrendo i numeri dell’indagine, si scopre che, pur senza cambiare operatore, il 36% degli italiani (8,4 milioni di individui) ha risparmiato sui costi telefonici e il 26% (6,1 milioni) lo ha fatto migrando verso un’altra compagnia per i servizi di linea fissa e ADSL; rimanendo nell’ambito delle spese domestiche, il 29% degli intervistati (6,8 milioni) ha affermato di aver risparmiato grazie al cambio di fornitore di energia elettrica e gas.

    Se si confrontano i dati con quelli del 2011, la spesa cui gli italiani hanno dovuto rinunciare in percentuale maggiore sono i controlli medici a pagamento. Se cinque anni fa sceglieva di risparmiare sulla salute solo il 15% degli italiani, oggi dichiara di farlo il 34%, vale a dire 8 milioni di cittadini.

    Stando alla ricerca è aumentato anche il numero di chi ha ridotto i costi delle assicurazioni per auto e moto – erano il 27% del campione nel 2011 – per le spese telefoniche e per le bollette di luce e gas (rispettivamente il 21% ed il 19% nel 2011).

    Gli italiani sembrano aver imparato anche a gestire al meglio i rapporti con la propria banca: dalle interviste risulta che 3,3 milioni di persone sono riuscite a risparmiare cambiando istituto e 570mila lo hanno fatto surrogando o rinegoziando il mutuo.

     Le spese accessorie, il risparmio oggi e il confronto con 5 anni fa

    Venendo invece alle cosiddette “spese accessorie”, oggi per risparmiare gli italiani decidono soprattutto di tagliare i pasti fuori casa (67% del campione intervistato) ma, se si confrontano le percentuali con quelle relative al 2011, la voce che ha vissuto l’incremento maggiore è quella delle spese per l’abbigliamento; si è passati, negli ultimi cinque anni, dal 37% al 54%.

    Se dal 2011 siamo più disposti a rinunciare a spettacoli a pagamento (29% contro l’attuale 42%), quando si parla di libri, giornali e musei l’interesse sembra in aumento, tanto che se nel 2011 tagliava su queste spese il 19% dei consumatori oggi la percentuale è scesa al 15%.

    Il vero risparmio si ottiene dando la giusta attenzione a tutte le spese quotidiane, anche le più piccole; ecco quindi che il 24% dichiara di essere stato indotto a cambiare supermercato grazie a prezzi più vantaggiosi e il 14% di non fare benzina nel primo distributore che capita, ma di scegliere con attenzione quello con i costi inferiori, anche se per raggiungerlo deve fare qualche metro in più.

    Il web è lo strumento più usato per risparmiare

    Il 57% di chi nell’ultimo anno è riuscito a tagliare le spese domestiche ha dichiarato di aver utilizzato i comparatori e le offerte online, risultati così lo strumento più utile per chi vuole risparmiare. Al secondo posto si trovano i volantini e le offerte dei punti vendita che hanno raccolto il 44% delle preferenze. Medaglia di bronzo a parenti e amici, i cui consigli sono serviti nel 27% dei casi.

    «In occasione dei cinque anni di attività abbiamo calcolato che, dal 2011, il risparmio totale permesso agli utenti di Facile.it è stato pari a oltre 260 milioni di euroha dichiarato Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato della società. – Limitandoci alla sola Rc auto e al solo 2015,  confrontando i dati ANIA con i preventivi disponibili su Facile.it, il risparmio per ogni polizza auto è stato pari in media a 88 euro, con picchi superiori ai 2.000 euro».

  • TENUTA LA PERGOLA: ECONOMIA, BENE I VINI PIEMONTESI

    Lo dichiara Alessandra Bodda di ‘Tenuta La Pergola’ di Cisterna D’Asti, esperta di enologia

    e fra le poche quote rosa del vino in Italia

    ASTI, Lì 21-04-2016 – “Il 2015 è stata un’ottima annata per i vigneti del Piemonte, cui la produzione di vino è di 2,47 milioni di ettolitri, (+ 2,7% sul 2014). Dunque, una vendemmia di alta qualità per il Piemonte; infatti dalle analisi e valutazioni svolte tutti i vitigni sono collocati nella vetta della classifica, ovvero le 5 stelle dell’eccellenza a Barbera, Nebbiolo, Dolcetto, Grignolino, Cortese ed Erbaluce. Gli altri vitigni stanno nella sfera dell’Ottimo, con 4 Stelle”. Lo dichiara Alessandra Bodda, titolare della ‘Tenuta La Pergola’ a Cisterna D’Asti, fra le poche quote rosa italiane del vino ed esperta dei fenomeni del cambiamento in atto nel settore dell’enologia.

    Il comparto vitivinicolo rappresenta la punta avanzata dell’agricoltura piemontese che si dimostra una realtà solida e vitale. Un settore caratterizzato da fenomeni di rinnovamento, innovazione e di ricambio generazionale, soprattutto con l’inserimento di migliaia di giovani agricoltori e una crescita della componente femminile”, aggiunge Alessandra Bodda (www.tenutalapergola.it). “Le aziende vitivinicole sono 19.100 su 67.000 totali, mentre gli ettari vitati sono circa 43.000. Di grande rilievo i dati sull’ export, che continua il trend positivo. Il valore dell’export di vino rappresenta circa il 22% dell’export agroalimentare piemontese e circa il 20% dell’export vini nazionale. Il Piemonte esporta circa il 60% della sua produzione, che in bottiglie sono: 56 milioni di Asti su 66 milioni totali; 23,8 milioni di Moscato d’Asti su 28 milioni totali; 10 milioni di Barolo su 13; 3 milioni di Barbaresco su 4,5 totali; 11 milioni di Barbera d’Asti su 22; 10,88 milioni di Gavi su 13,6; 2,2 milioni di Roero Arneis su 5,5; 1,8 milioni di Brachetto d’Acqui su 4,4 milioni. Il 70% viene assorbito dai Paesi UE, il restante 30% dai Paesi extra UE”, conlude la titolare di ‘Tenuta La Pergola’.

  • Infront: Serie A, L’Antitrust e l’assegnazione dei diritti tv

    C’è attesa per il pronunciamento dell’Antitrust sul presunto accordo per l’assegnazione dei diritti tv per il triennio 2015-2018

    il tempo

    E’atteso per domani il pronunciamento dell’Antitrust sul presunto accordo per l’assegnazione dei diritti tv per il calcio nel triennio 2015-2018 che chiama in causa Sky, Mediaset, Lega Calcio e l’advisor Infront. Il verdetto dovrebbe essere ormai imminente, dopo che venerdì l’Agcom ha consegnato all’autorità garante della concorrenza il suo parere non vincolante, sostanzialmente allineato all’esito dell’istruttoria svolta dagli stessi uffici Antitrust.

    Un lavoro, quest’ultimo, nel quale è emerso l’intenso e frenetico lavoro di lobbying svolto sia da Mediaset che da Sky a giugno 2014 quando, dopo l’apertura delle buste con le offerte per i pacchetti delle partite e prima che intervenisse il presunto «accordo di pace» tra i due big, per 21 giorni la Lega Calcio restò in impasse senza decidere a chi assegnare i diritti.

    In quei giorni Sky, come raccontano le mail interne tra i suoi manager allegate all’istruttoria Antitrust, mise in campo una strategia aggressiva per propalare la tesi di un gioco sporco da parte di Infront impegnata ad alterare le regole per favorire Mediaset ai suoi danni.

    Un lavoro di pressione spintosi fino al cuore di Palazzo Chigi: la deputata Pd Bonaccorsi – scrive un manager Sky ai capi il 7 giugno 2014 – «è allineata su ogni dettaglio. Ci aiuterà, stasera ne parla con MR e Lotti». Un pressing attivo anche sull’Antitrust, con gli ammonimenti preventivi dell’ufficio legale Sky che raggiungono perfino il segretario generale e consigliere giuridico del suo presidente. Un racconto, quello che vedrebbe il colosso Sky come vittima penalizzata ingiustamente a tutto vantaggio di Mediaset, fatto filtrare attraverso i media. «Nella sostanza il messaggio espresso dal novello editorialista di Sky è decisamente condivisibile», ci si compiace in una mail interna in riferimento all’editoriale di una firma storica di Repubblica critico verso il presunto asse Infront-Mediaset-Lega Calcio finalizzato a danneggiare il colosso televisivo antagonista.

    Alla vigilia del pronunciamento Antitrust, l’interrogativo è sullo sfondo: il presidente dell’autorità garante della concorrenza Giovanni Pitruzzella e i suoi commissari (nelle cui fila è entrato di recente anche l’editorialista del Gruppo Espresso Michele Ainis) terranno in considerazione gli esiti dell’inchiesta svolta dai loro uffici oppure, come filtra da alcuni rumors, potrebbe prendere una decisione nella sostanza molto più afflittiva nei confronti di Mediaset, Lega e Infront che di Sky, riconoscendo a quest’ultima il ruolo di semplice vittima?

    FONTE: iltempo.it

  • DHH (Dominion Hosting Holding) è pronta ad affrontare una nuova ambiziosa sfida

    L’Executive President Giandomenico Sica su DHH: “Il nostro progetto è partito nel luglio 2015 e in meno di un anno già siamo 5 hosting company, con 45 persone impiegate e una leadership di mercato presente in ben 4 Paesi: Italia, Slovenia, Croazia e Serbia, con oltre 90.000 clienti e 200.000 domini registrati. I nostri prossimi obiettivi sono quelli di consolidarci nei mercati dove già stiamo operando ma anche di espanderci a livello internazionale e lanciare i primi progetti nel mercato globale anglofono”.

    DHH sta per “Dominion Hosting Holding” e dà il nome all’emozionante sfida di una serie di
    hosting provider che operano in diversi Paesi e sono uniti dalla passione per la tecnologia e per il loro focus sulla qualità e la competitività nell’ambito dei servizi Internet.
    DHH nasce nel luglio 2015 proprio con questo obiettivo: dar vita a un gruppo di ISP in alcune aree del mondo e in particolare in quelle delle economie digitali emergenti.
    I fondatori del gruppo hanno infatti avuto l’intuizione di valorizzare le enormi potenzialità di tutte quelle zone in cui la penetrazione di Internet è ancora in uno stadio iniziale ma dove ci sono entusiasmo, competenza e possibilità di grande sperimentazione.
    Di qui l’idea di unire le forze e le competenze dei migliori hosting provider con sedi tra Italia,
    Balcani, Europa centro-orientale per dar vita a una vera e propria conglomerazione di mercati. Entusiasmo, spirito di cooperazione e sguardo al futuro: queste le caratteristiche che uniscono le società parte del gruppo, che mira a incrementare il successo e la maturazione di piccole compagnie attraverso un loro coordinamento strategico, che si unisce al supporto tecnologico e al know-how fornito dagli investitori.

    Le società parte del gruppo sono Tophost, Domenca, Domovanje, Plus Hosting e forniscono
    piattaforme web e servizi di registrazione domini con offerte molto competitive, insieme all’alta
    qualità delle tecnologie e a un ottimo livello di supporto. Soprattutto, alla loro guida ci sono persone di gran talento che, grazie a DHH, saranno in grado di unire la loro creatività e i loro skill con quelli degli altri membri parte della holding con l’obiettivo di agire e proporsi in maniera omogenea e cooperativa.
    Queste società impiegano al momento un totale di 45 persone coinvolte nel progetto, con più di 1.000.000 clienti dei vari Paesi e ovviamente mirano a crescere sempre di più, sulla spinta di questo comune entusiasmo.
    Lo sviluppo delle società parte di DHH verrà guidato e supportato da Seeweb, che fungerà da vero e proprio partner tecnologico per DHH, in grado com’è di fornire in modo immediato strumenti e sapienza tecnologica nonché un forte know-how sul piano del marketing per accelerare il processodi crescita della holding.

  • Acquisto casa: periferia o centro città, quali sono i pro ed i contro?

    Acquistare una casa è uno dei passi più importanti della nostra vita, soprattutto se decidiamo che quella dovrà essere la nostra abitazione per molto tempo. Ad ogni modo, anche se decidessimo di acquistarla per rivenderla o affittarla, è sempre opportuno considerare diversi fattori prima dell’acquisto. Pertanto, dobbiamo innanzitutto decidere se optare per un immobile in periferia o in centro città. Per fare la scelta giusta, ecco una breve panoramica grazie alla quale potrete analizzare i pro e i contro di ogni opzione.

    Nelle province di Pordenone e Udine ci sono tantissimi immobili di varie metrature da poter valutare. Tuttavia, se state pensando di acquistare una casa in periferia, probabilmente lo state facendo perché puntate alla tranquillità della zona e anche ai prezzi più bassi. Sicuramente, questi sono i preziosi vantaggi di un immobile fuori città, ma prima di concentrarvi su una specifica area o su una determinata casa, ricordate che la periferia può presentare anche diverse problematiche, come ad esempio la scarsa possibilità di usufruire dei mezzi pubblici e il numero limitato di negozi e altri servizi utili nella nostra quotidianità (come strutture sanitarie e uffici comunali).

    Perciò, prima di acquistare una casa a pordenone o udine, analizzate il vicinato e le opportunità offerte dal quartiere. Questo potrà essere utile anche nel caso voi o il vostro eventuale affittuario siate automuniti, in quanto sicuramente non desidererete utilizzare l’auto per ogni evenienza. Nel caso invece non abbiate un mezzo con il quale spostarvi, purtroppo le case in periferia potrebbero non rivelarsi la scelta più adatta a voi, sopratutto se lavorate nella zona centrale di Pordenone o di Udine o se avete dei figli da portare a scuola.

    L’altra opzione è ovviamente quella di acquistare una casa in centro città. In questo caso, i prezzi potrebbero rivelarsi più alti e potreste avere difficoltà nel posteggiare l’auto, ma i livelli di comodità saranno decisamente più elevati. Infatti, abitare in centro significa avere tutto (o quasi) a portata di mano: dai negozi alle strutture pubbliche, dal posto di lavoro a tutti i luoghi di maggiore interesse. Pertanto, nonostante ci siano da considerare i contro relativi al prezzo e al posto auto, acquistare una casa nel centro di Pordenone o di Udine può rivelarsi davvero un’ottima scelta.

    Naturalmente, per prendere la decisione più giusta per voi, la soluzione migliore è quella di analizzare non solo questi pro e questi contro, ma anche le vostre specifiche esigenze e preferenze. Facendo chiarezza su quello di cui avete bisogno e considerando le indicazioni che avete trovato in questo articolo, saprete con certezza qual è la soluzione migliore per voi. Dopodiché, potrete affidarvi ad un’agenzia immobiliare o, ancora meglio, iniziare a fare una ricerca approfondita visionando i vari annunci di case in vendita a pordenone reperibili sui siti appositi o sui giornali free press che potrete trovare all’interno o all’esterno di alcuni punti vendita, ma in alcune aree pubbliche di Pordenone e Udine.

    In entrambe le eventualità potrete analizzare diverse inserzioni, sia per quanto riguarda l’acquisto della casa sia in periferia che in centro città. In seguito potrete contattare gli inserzionisti e andare a vedere gli immobili: con le idee chiare ed una ricerca accurata, potrete sicuramente trovare la casa più adatta alle vostre esigenze e preferenze.

  • I vantaggi della fatturazione elettronica tra imprese

    I vantaggi della fatturazione elettronica tra imprese.

    Ora è tempo che le grandi imprese, le PMI e i professionisti guardino alle scadenze degli obblighi di legge come un’opportunità per migliorare i processi aziendali.

    L’occasione è data dal decreto legislativo n 127 del 5 agosto 2015, con cui il governo prevede l’estensione della fatturazione elettronica, oggi destinata solo alla Pubblica Amministrazione, anche alle imprese. Il testo prevede che dal 1° luglio 2016 l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione il servizio gratuito per la preparazione e l’invio dei documenti, ed inoltre mette a disposizione le informazioni acquisite.

    Dal 2017, via al regime opzionale con vantaggi fiscali per chi aderisce.

    La contropartita che il governo ha delineato per incentivarne l’adesione sviluppa i seguenti benefici:

    • verrà meno l’obbligo di invio dello “spesometro” e delle operazioni “black lists”
    • verrà meno l’invio relativo all’invio di contratti stipulati
    • i modelli INTRASTAT verranno utilizzati solo negli acquisti di beni e prestazioni di servizi ricevuti
    • i rimborsi IVA saranno più veloci
    • ci sarà la riduzione di un anno dei termini di accertamento in materia di IVA e di imposte dirette.

    Inoltre, l’introduzione della fattura elettronica è occasione per implementare i propri sistemi contabili al fine di:

    • integrare le informazioni con L’ERP
    • rendere immediato, delocalizzato e protetto l’accesso alle informazioni
    • consentire di relazionare i documenti (utilizzo di chiavi di ricerca)
    • centralizzare e uniformare i criteri di accesso e archiviazione
    • creare associazioni tra documenti

    Per ciò che riguarda la conservazione, i responsabili di questa attività (spesso società terze esterne alle aziende) devono essere degli esperti di ICT, di sistemi di archiviazione e di privacy.
    Tali responsabili redigono un manuale di conservazione obbligatorio che tutela e regola il processo.

    I vantaggi che l’azienda avrà su controlli e verifiche in azienda sono:

    • La legalità del processo
    • Le maggiori garanzie sulla reperibilità della documentazione
    • La maggiore credibilità del dato (molto difficile la falsificazione di un documento)
    • La possibilità di esibire la documentazione richiesta telematicamente
    • Una minore invasività dei controlli
    • L’eliminazione della stampa relativa alla documentazione richiesta

    Seguici per sapere le novità dEDIcated in merito alla fatturazione elettronica tra imprese.

  • Operazione di via Dante con l’intervento dell’Avvocato Davide Apollo e lo studio Apollo & Associati

    La competenza in ambito Real Estate presentata dallo studio legale dell’Avvocato Davide Apollo, Apollo & Associati, viene sfruttata per l’attività di advisory all’interno dell’operazione di via Dante.

    Davide Apollo - Avvocato

    L’intervento di Davide Apollo e Apollo & Associati nell’operazione di via Dante

    L’Avvocato Davide Apollo, socio fondatore dello Studio Legale Apollo & Associati, svolge la mansione di advisor insieme a DLA Piper nell’operazione Dante, che significa per l’investitore internazionale un ritorno sulla scena immobiliare italiana, con l’acquisizione di un edificio dalla superficie totale di 6mila metri quadrati e dal valore complessivo di circa 55milioni di euro. Tale operazione è stata conclusa grazie alla nomina di un nuovo responsabile interno (Mario Abbadessa), che va a sostituire la figura ricoperta da Manfredi Catella. Parte dell’edificio si vede adibito ad uffici, e parte a spazi commerciali. Idea Fimit prende in carico le attività gestionali dell’edificio.

    L’approccio legale di Davide Apollo, Avvocato fondatore di Apollo & Associati

    L’attuale ambito di specializzazione dell’Avvocato Davide Apollo si configura nel Real Estate, principale ramo di attività del suo studio legale, Apollo & Associati. La sua esperienza professionale, tuttavia, non si limita a tale settore, avendo operato agli esordi della propria carriera all’interno del Diritto Societario (1989-1994) e più tardi anche in ambito di Diritto Fallimentare e Commerciale, presso uno studio legale indipendente da lui stesso costituito. Viene successivamente chiamato dallo studio legale NCTM (1999) a gestire, in qualità di Equity Partner, il Dipartimento di Real Estate, ambito che approfondisce al punto di costituire nel 2005 lo studio legale Apollo & Associati. Negli anni che intercorrono tra il 2008 ed il 2012 l’Avvocato Davide Apollo opera in qualità di Equity Partner all’interno della realtà internazionale DLA Piper quale responsabile della practice italiana di Real Estate, prima di tornare sul percorso professionale indipendente con lo studio legale Apollo & Associati.

  • Una nuova banca a Borgomanero

    Banca Galileo apre i battenti a Borgomanero in Corso Roma, 52. L’istituto milanese, nato nel 2002 con lo scopo di diventare un partner qualificato e indipendente per imprenditori e professionisti, offre, oltre ai tradizionali servizi bancari e di private banking, consulenza qualificata e personalizzata e assistenza professionale di qualità.
    La Banca è frutto di un progetto elaborato da un ristretto gruppo di manager dotati di grande esperienza nel settore del credito ed affiancati da imprenditori e qualificati professionisti.
    logo-banca-galileo
    In questi tempi assai travagliati e problematici per il settore bancario, Banca Galileo ha dato prova di saper affrontare senza problemi, grazie ad una gestione prudente e accorta dei rischi, le turbolenze e le crisi finanziarie degli ultimi anni, chiudendo i bilanci in utile e con livelli di patrimonializzazione tra i più elevati del settore (Core Tier 1 al 31 dicembre 2015 pari al 21,8%).
    I servizi estremamente personalizzati e pensati per una clientela selezionata, abbinati ad un approccio consulenziale a tutto campo, consentono al Cliente di instaurare ed intrattenere un rapporto fiduciario stabile e costruttivo, caratterizzato da grande flessibilità e rapidità decisionale.

    www.bancagalileo.it

  • NASCE EVEHO GROUP IL PARTNER IDEALE DELLA TUA IMPRESA

    Eveho Group è una realtà giovane e dinamica che nasce con l’intento di orientare l’impresa nella sua internazionalizzazione attraverso una gamma di servizi gratuiti e a pagamento, che spaziano dalle informazioni di primo orientamento sul singolo mercato, alle strategie di penetrazione e di consolidamento delle imprese nei mercati esteri.

    Con 12 unità operative e 2 uffici in Italia Eveho Group opera attualmente in oltre 18 paesi con una struttura che si rivolge esclusivamente ai mercati esteri.

     

    MODALITA’ OPERATIVE

    Le imprese vengono promosse all’estero attraverso l’organizzazione di eventi e di attività coordinate durante le quali le aziende italiane possono presentare la loro produzione e incontrare i potenziali partner esteri

    Eveho group sostiene e valorizza l’azienda partner nel suo complesso diffondendo contestualmente la peculiarità e l’eccellenza del sistema produttivo italiano oltre i confini nazionali.

    Per garantire la trasparenza di tutte le attività, Eveho Group svolge un costante lavoro di monitoraggio dei servizi erogati e del livello della soddisfazione dei clienti, sempre finalizzato al continuo miglioramento degli standard qualitativi offerti in quanto migliorare i servizi rimane sempre l’obiettivo principale; gli standard qualitativi dei servizi vengono infatti costantemente revisionati, con appositi strumenti di valutazione sull’andamento dei servizi e sulla qualità percepita dai clienti.

    Chiarezza, competenza, cortesia riservatezza e imparzialità sono i punti cardine su cui si fonda la società Eveho Group per soddisfare le richieste con sempre maggiore tempestività e trasparenza nelle procedure.

     

     

    Eveho Group Ltd

    39 031 5140063

    Via Borgo Vivo, 35 – Como

    27 Old Gloucester Street – London

    Telefono: +39 031 5140063

    Mail: [email protected]